28/08/2026


Le favole ch emi raccontava la nonna incominciavano quasi sempre con : “C’era una volta”. Eccone un’altra.
IL FUSO, LA SPOLA E L’AGO
C’era una volta una fanciulla, che aveva perduto i genitori quando era ancora piccola. A un capo del villaggio, in una casetta, abitava sola sola la sua madrina, che si guadagnava la vita filando, tessendo e cucendo. La vecchia prese con sé la piccola derelitta e l’allevò pienamente. Quando la fanciulla ebbe quindici anni, la vecchia s’ammalò, la chiamò al suo capezzale e disse: ” Cara figliola, sento che si avvicina la fine, ti lascio la casetta che ti proteggerà dal vento e dalla tempesta; e inoltre il fuso, la spola e l’ago, perché tu possa guadagnarti il pane”. E le impose le mani sul capo, la benedì e disse:”Serba Dio nel tuo cuore e non avrai che bene”. Poi ciuse gli occhi; e quando la portarono alla sepoltura, la fanciulla seguì la bara e, piangendo amaramente le tributò gli ultimi onori. Ora la fanciulla viveva sola sola nella casetta, filava, tesseva e cuciva assiduamente, e su tutto quel che faceva sembrava scendere lA BENEDIZIONE della buona vecchia. Era come se il lino aumentasse da sé nella stanza; e quando elle aveva tessuto una pezza di panno o un tappeto, o avevaq cucito una camicia, si trovava subito un compratore, che pagava generosamente, e così ella non provava disagio e poteva dare anche qualcosa agli altri. In quei giorni il figlio del re girava in paese in cerca di una cucitrice che facessi i ricami come Dio comanda. Qualcuno fece il nome della ragazza e si recò personalmente da lei, chiedendo se era capace di dissetare il suo desiderio. La ragazza gli disse che il lavoro sarebbe stato molto difficile, ma che l’avrevve accontentato. Dopo alcuni giorni il Principe si recò a ritirare personalmente il suo ricamo, e rimasto incredibilmente sorpreso per il lavoro ben fatto e inaspettatamente anche arricchito, lui la invitò a palazzo, ma la ragazza non poteva andare perché si vergognava di essere così povera e non aveva niente di adatto per andare al castello. Ma questo non lo disse al principe perché era troppo timida. Poi il principe domandò al villaggio chi fosse la più povera di tutto il paese e gli risposero che era la fanciulla che abitava nella casetta in fondo alla valle, lui, allora capì che era chi cuciva e filava ed aveva due mani d’oro. Quando il principe arrivò alla casa della fanciulla, lei si nascose nella sua cameretta, Egli arrestò il cavallo, e dalla finestra su cui batteva il sole, la ragazza vide la sua madrina che le porgeva la mano e le diceva: ” Non ti nascondere figlia mia! Dal primo giorno che ti ho incontrata ho capito che tu eri la principessa di questo paese; poi la madrina adorata scomparve e al posto suo vide il principe, lei fece per arretrarsi dalla finestra, ma lui la prese per un braccio e la invitò a non avere paura. Lei le chiese gentilmente di lasciarla andare e si mise a filare, finché il principe si allontanò. E mentre filava intonò un canto che le aveva insegnato la madrina: ” Fuso, mio fuso, su gira in fretta, porta la verità in questa casetta”. E che avvenne? Subito il fuso le schizzò via di mano, e corse fuori dalla porta, lei lo seguì con lo sguardo e vide che s’inoltrò nei campi ballando allegramente, e si tirava dietro un lucente filo d’oro. La fanciulla non tardò a perderlo di vista, e non ave ndo più il fuso, prese in mano la spola, sedette al telaio e si mise a tessere. Ma il fuso, ballando andò sempre più lontano, e proprio quando il filo era alla fine, aveva raggiunto il principe. “Cosa vedo? Egli esclamò: forse il fuso vuol mostrarmi la strada?”. Voltò il cavallo e tornò indietro seguendo il filo d’oro. Ma la fanciulla sedeva al suo lavoro e cantava: “Tessi, mia spola, la stoffa più fina, mentre il rincipe entra nella casina”. E subito la spola schizzò via di mano e corse fuori dalla porta. Ma davanti alla soglia, si mise a tessere un tappeto così bello che non si era mai visto prima neanche nel castello del re. Ai due lati fiorivano rose e gigli, e in mezzo sul fondo d’oro, cescevan dei tralci verdi, tra cui saltavano conigli e lepri; caprioli e cerbiatti, sporgavan la testa tra le foglie; in alto tra i rami si posavan uccelli variopinti, a cui non mancava che il canto. La spola correva su e giù, sembrava che tutto crescesse da sé. Siccome la spola era scappata, la fanciulla si era messa a cucire; aveva l’ago in mano e cantò: ” Ago, bell’ago acuto e sottile, fa per il principe la casa gentile”. L’ago schizzò via dalle dita, e volò su e giù nella stanza, veloce come il lampo. Era proprio come se lavorassero spiriti invisibili: subito tavolo e panche si coprirono di velluto verde, le sedie di velluto dorato, e alle finestre pendevano tendine di seta. Appena l’ago ebbe dato l’ultimo punto, la fanciulla vide dalla finestra il cappello piumato del principe, che il fuso aveva guidato col filo d’oro. Egli smontò da cavallo, entrò in casa passando sul tappeto, e quando comparve nella stanza la fanciulla era là nelle sue povere vesti, epur brillava come una rosa piena di luce. “Tu sei la più povera e anche la più ricca! “. Le disse il principe: vieni con me, sarai la mia sposa”. Ella tacque e gli porse la mano. Allora egli le diede un bacio, la condusse fuori, la mise sul suo cavallo e la portò nel castello reale ; si sposarono e fecero gran festa. Il fuso, la spola e l’ago, furono custoditi dal principe nella camera del tesoro e tenuti in grande onore.
0//09/2026

PER I BAMBINI
Madre Celeste che mi guidi dal Cielo
tocca i loro cuori con il tuo velo.
Amo tanto in questo mondo,
tutto ciò che Tu mi hai donato:
luna, sole e stelle, terra, mari
piante e fiori, giorni dolci e giorni amari
tutto da me è molto amato. Dona ai
loro cuori una vita degna che
conservi la tua luce e la tua pace
come un cantico d’amore.
Madre Santissima che mi ami tanto
ogni giorno per Te intonerò un canto.
E. Lasagna 07/09/2026 h 08:45
Aiutiamo tutti i bambini, sono il futuro del mondo.
16/09/2026
LA DONNA NEL BOSCO
C’era una volta una donna che attraversava un grande bosco con i suoi padroni, arrivati in mezzo al bosco, dalla macchia sbucarono dei briganti, e uccisero tutti quelli che trovarono. E così tutti quanti rimasero feriti e malmenati tranne lei la donna, che dallo spavento era saltata giù dalla carrozza e si era nascosta dietro un albero. Quando i briganti se ne furono andati, ella si avvicinò e vedendo quella grande sciagura si mise a piangere amaramente e tra sé e sé disse:” Povera me ora cosa farò sono sola con la carrozza qui in mezzo al bosco io non so come tornare e a chi chiedere aiuto; girovagò per il bosco ma non c’era anima viva, così si rifugiò sotto a un alberò e domandò a Dio, che la poteggesse e nel frattempo si calmò e vide un colombo bianco volarle intorno, aveva nel becco una chiavicina d’oro. Gliela mise in mano e disse:” Vedi là quel grande albero? C’è una piccola serratura; aprila con la chiavina, troverai cibo a sufficienza e non soffrirai più la fame. Ella s’accostò all’albero, aprì, trovò una scodellina di latte e del pane bianco da inzuppare e così poté sfamarsi. Quando ebbe mangiato disse: a qust’ora io a casa vado a dormire, io sono così stanca! Potessi coricarmi anch’io nel mio letto! Allora tornò il colombo e aveva nel becco un’altra chiavina d’oro e disse alla giovane donna: ” Con questa chiave apri l’altro albero e troverai un letto. Ella aprì e trovò un bel letto morbido e ancora pregò il buon Dio di proteggerla durante la notte, si coricò e si addormentò. Al mattino tornò per la terza volta il colombo, portò un’altra chiavina e disse: “Apri quell’albero e troverai dei vestiti”. E quando ella aprì trovò delle vesti d’oro, così splendide che non le aveva nemmeno la figlia del re. Così visse per qualche tempo e tutti i giorni veniva il colombo e provvedeva a tutto il necessario; ed era per lei una vita tranquilla e felice. Ma un giorno arrivò il colombo e chiese:”Vuoi farmi un piacere? Con tutto il cuore disse la fanciulla. Allora disse il colombo:” Voglio condurti a una casetta, tu entra e lì in mezzo davanti al focolare, sarà seduta una vecchia e ti dirà:” Buongiorno” Guardati bene dal risponderle, qualunque cosa ella faccia ma prosegui alla sua destra: c’è una porta, aprila e arriverai in una stanza, e là sul tavolo sono ammucchiati anelli di ogni sorta; ce ne sono di splendidi con brillanti e gemme scintillanti, ma tu lasciali stare e cercane uno liscio, che dev’essere là in mezzo, e portamelo più in fretta che puoi. La donna andò alla casetta ed entrò, là sedette ancora una vecchia che fece tanto di occhi nel vederla e disse:” Buongiorno bimba mia”. Ma ella non rispose e andò verso la porta, Dove vai ? Gridò quella e l’afferrò per la sottana cercando di trattenerla. Questa è casa mia e se io non voglio non può entrare nessuno!. Ma la giovane donna tacque e andò di filato nella stanza. Là sul tavolo c’era ancora un grande mucchio di anelli che sfavillavano sotti gli occhi; li sparpagliò e cercò quello liscio, ma non riusciva a trovarlo. Mentre cercava vide la vecchia che veniva a soppiatto, con una gabbia in mano, cercando di portarla via. Allora le si accostò, le tolse la mano dalla gabbia, la sollevò, e dentro vide che c’era un uccello e aveva l’anello liscio nel becco. Gli tolse l’anello e corse via tutta felice e pensava che il colombo sarebbe venuto a prenderlo; ma invece non veniva mai, e la fanciulla s’appoggiò a un albero ad aspettarlo, ed ecco fu come se l’albero diventasse morbido e pieghevole e chinasse i suoi rami. Ma all’improvviso i rami la strinsero, ed eran due braccia, e quando ella si guardò intorno l’albero era diventato un bell’uomo, che l’abbracciava e la baciava teneramente dicendo: ” Tu mi hai sciolto dall’incantesimo, mi hai liberato dalla strega del bosco, mi aveva trasformato in albero e tutti i giorni ero per qualche ora un colombo bianco, e finché lei possedeva l’anello io non potevo riacquistare la mia figura umana, e se ne andarono felici e contenti nel suo regno, perché Lui era il figlio del re. Fine