OTTICA FISICA

08/02/2013

NATURA   DELLA  LUCE

Per spiegare la natura della luce,  non possiamo che fare delle ipotesi perché,  non essendo la luce materia,  la sua vera essenza non  cade sotto il dominio dei nostri sensi.

Newton fu l’ultimo sostenitore di una vecchia teoria,  detta dell’emissione o corpuscolare che,  presupponeva che la luce fosse dovuta alla emissione da parte di corpi luminosi di innumerevoli piccole particelle imponderabili,   che si propagano in linea retta,  in tutte le direzioni ,  con la velocità della luce ( 300.000 km al minuto secondo ) ; è la più alta velocità conosciuta in natura.

Queste particelle, battendo sui corpi,  rimbalzerebbero,  dando luogo alla diffusione e alla riflessione.

 Attraverso i mezzi trasparenti,   devierebbero dal cammino primitivo, dando luogo alla rifrazione ecc.

Ma fin dai tempi di Newton,   si scoprirono dei fatti che,  non si potevano più spiegare con questa ipotesi.  Nacque così la ” Teoria  ondulatoria ” .  Si suppose che, la luce ,  fosse dovuta ad un moto vibratorio rapidissimo. Questo moto vibratorio veniva trasmesso,  non dall’aria ma , per mezzo di onde elettromagnetiche.

Secondo gli ultimi risultati della fisica moderna,  la ” Teoria corpuscolare ”  di Newton, non è da scartarsi completamente ma, le due teorie, dell’emissione  e ondulatoria, si integrano e si completano a vicenda.

Che cosa accade ad un raggio luminoso, a seconda del tipo di corpo che va a colpire.

1) Assorbimento :  La luce è assorbita dal corpo. Ciò avviene ad esempio su un panno nero. Vediamo nero ciò da cui il nostro occhio non riceve luce; quindi, i raggi luminosi  che colpiscono un corpo nero,  sono assorbiti da esso e , non tornano indietro.  Nessun corpo assorbe totalmente la luce.

2) Riflessione : la luce è rimandata indietro dal corpo; in modo però che, se un raggio luminoso colpisce la superficie del corpo, ritorna indietro ancora un solo raggio, in una sola direzione.

  3) Diffusione :  la luce che batte sul corpo è riflessa in tutte le direzioni. Un foglio di carta, anche se riceve i raggi solari da una sola direzione ,  è visto da tutti i punti della stanza ; cioè, rimanda la luce in tutte le direzioni. Questo fenomeno è una riflessione irregolare della luce in tutte le direzioni , e si chiama appunto diffusione della luce.

4) Rifrazione : la luce, batte su di un corpo trasparente e, il raggio luminoso, procede oltre, nell’interno del corpo.  Non esiste nessun corpo perfettamente trasparente; lo sarebbe il vuoto assoluto, cioè lo spazio,  privo di qualsiasi sostanza, anche gassosa; ma nel vuoto, la luce non si vede.

VELOCITÁ DELLA LUCE

Anticamente si credeva che la luce si propagasse istantaneamente; ma quando cominciarono le osservazioni astronomiche con strumenti di ingrandimento,  si riscontrarono diversi fatti che dimostravano come la luce, mettesse un tempo determinato e , talvolta rilevante, per percorrere gli spazi celesti.

Dagli studi più o meno recenti, risulta che la velocità della luce, si aggira, in modo molto approssimato, attorno ai 300.000 Km/ sec…  Questa velocità è tanto grande che, se la luce potesse seguire un percorso circolare potrebbe fare in un secondo, 7,5 volte il giro della terra.

 Ma tale tempo,  diventa notevole ed anche grandissimo,  quando la luce debba percorrere distanze enormi,  come quelle esistenti fra le stelle. Basti pensare che,  la luce, impiega più di 8 minuti primi  ( 480 secondi ) , per arrivare dal Sole a noi (150 milioni di km. circa ), e, parecchi anni o secoli,  per arrivare dalle stelle più lontane. Ma…………………………………………………………………..

Scomposizione della luce bianca

Tutte le considerazioni precedentemente fatte, presuppongono che il raggio luminoso sia di un solo colore ( luce monocromatica ).

Se facciamo cadere su un prisma di cristallo, un raggio di luce solare ( che chiameremo luce bianca in quanto , in ottica colorimetrica il colore bianco non esiste ma è la luce ) , esso esce dall’altra parte del prisma scomposto in infiniti raggi tra cui Newton , ne contò sette: rosso-aranciato- giallo-  verde- azzurro- indaco- violetto.

Raccogliendo tali raggi su uno schermo, su un foglio di carta bianca, si forma una striscia continua variamente colorata,  dal rosso al violetto ; tale insieme di colori,  prende il nome di ” Spettro Solare ” .

Questo fenomeno si chiama ” Scomposizione della luce ” in quanto,  un raggio di luce bianca,  è stato scomposto nei colori che lo costituiscono. Da ciò possiamo capire che,  il raggio di luce solare, la cosiddetta luce bianca,  è in realtà formato da veri raggi di colori diversi.

Questi raggi, a seconda delle loro caratteristiche, subiscono dal prisma variazioni diverse.  I raggi rossi sono i meno deviati mentre, i raggi violetti,  sono i più  deviati ; grazie a ciò,  i veri raggi si separano gli uni dagli altri.

 Una riprova che si ha con la ricomposizione della luce.  Se i raggi colorati che escono dal prisma, si raccolgono su una lente,  essa li concentra, li raccoglie in un solo punto, ove si vede luce bianca.  Un’ altra esperienza è quella del disco di Newton.  Su un disco di cartone,  si dipingono vari settori con i colori dello spettro solare ; quindi, si faccia girare rapidamente questo disco attorno al suo asse.  Per la persistenza delle immagini sulla retina,  i vari colori si fondono insieme in una sensazione unica, che è la luce bianca; cioè il disco,  si scorge con una tinta uniforme e biancastra.  La tinta che si scorge sul disco non è proprio bianca,   ma alquanto grigia,  perché i colori artificiali del disco non sono come quelli puri dello spettro solare.

10/02/2013

 Colore  dei  corpi  –  Luminescenza

Un corpo trasparente, che si lascia attraversare da tutte le radiazioni,  è incolore ( vedi i vetri delle finestre ); se ne assorbe alcune, pare colorato della luce risultante dall’unione dei corpi che sono stati respinti.  Così, un vetro giallo,  appare tale perché assorbe tutti i raggi che riceve,   tranne i gialli che lo attraversano ed arrivano ai nostri occhi.

  La stessa cosa avviene per la diffusione della luce.  Un pezzo di carta verde,  ci appare di tale colore,  perché dei raggi che riceve, rimanda al nostro occhio solo i verdi e , assorbe tutti gli altri.   Naturalmente,  i colori percepiti,  sono quasi sempre colori composti per somma di più altri ; così, se vediamo un corpo azzurro può significare tanto che rimandi al nostro occhio i raggi viola,  quanto che rifletta i raggi rossi e azzurri che, insieme, danno la sensazione del viola.   Il nero non è un colore, esso è la mancanza di luce che riceve.   Il bianco non è un colore, il bianco è la luce.

    La luce bianca,  oltre  che con la riunione ( ricomposizione ) di tutti i colori dello spettro solare,   si può ottenere con l’unione di  solo  due di questi colori ; ad esempio il rosso ed il verde ; due colori la cui somma dia la luce bianca,  si chiamano  ” colori complementari ” .

  Vi sono due corpi che, esposti per qualche tempo alla luce del sole  e, portati poi all’oscuro,  emettono una debole luce che, è di tinta diversa,  da un corpo all’altro.  tale fenomeno si dice  ” fosforescenza “.

Colori principali-  colori derivati-  controcolore

Analizzando la composizione dei colori dello spettro solare, si è potuto stabilire che, dei sette colori che lo costituiscono tre sono puri e , quattro, derivano dal mescolamento a due a due di questi tre.

     I colori puri, li chiameremo  ” colori principali ”  e , i colori composti li chiameremo ” colori derivati “.

  I colori principali sono:

  Rosso   Giallo   Azzurro

  I colori derivati sono :

  Aranciato   Verde   indaco  Violetto

  Se ricordiamo qual è il susseguirsi dei colori nello spettro solare

  (  ROSSO  aranciato   GIALLO   verde   AZZURRO   indaco  e violetto ),

  Possiamo notare che ogni colore derivato è compreso tra due colori principali, cioè da quei colori principali da cui deriva; ma vediamoli:

  L’ aranciato è tra il ROSSO   e il  GIALLO ( perché in realtà è formato da questi due colori ).

  Il verde è tra il GIALLO e  l’AZZURRO

  Il violetto e l’indaco sono tra l’ AZZURRO  e il ROSSO.

  Dicevo prima che possiamo ottenere luce bianca,  dall’unione di due colori,  ma non di due qualsiasi.

 Per ottenere luce bianca,  dobbiamo sempre riunire un colore principale, con quello derivato del quale non è entrato a far parte. Dunque, questo colore principale che, unito ad un colore derivato,  del quale non è entrato a far parte, dà luce bianca, si dice ” CONTROCOLORE “.

  Vediamo ora in dettaglio i colori derivati e, i loro rispettivi controcolore:

Aranciato   ( ROSSO + GIALLO )   controcolore  AZZURRO

Verde   ( GIALLO +  AZZURRO )  Controcolore ROSSO

 Indaco e violetto  ( ROSSO + AZZURRO )  Controcolore  GIALLO

  Ricordiamoci però che in questi casi ,  quando parliamo di bianco intendiamo veramente non un bianco puro ( se vi ricordate l’ho già detto ), ma un bianco grigio.

  Il fisico OSTWALD,  ha disposto i colori principali e derivati, in modo tale che ogni colore derivato si trovi,  nella stella che prende il suo nome,  esattamente di fronte al colore principale che, in realtà, è il suo controcolore.

LA CURA DEI PIEDI SEI . ULTIMO CAPITOLO

07/02/2013

CURIAMO  I  NOSTRI  PIEDI

VENE  VARICOSE

Codesti vasi venosi negli arti inferiori che portano il sangue dalle estremità al cuore, a mezzo di piccole valvole che ne facilitano l’ascesa, che si dilatano e si allargano, prendendo il nome di varici, essi sono vasi che si riempiono di sangue che defluisce; che non riesce a salire  e le evidenzia nelle gambe, come tortuosi sentieri in rilievo sulla stessa.  Generalmente,  quando ormai la loro funzione è negativa,  interviene il chirurgo ad eliminarle.

Molti individui prima di decidersi per una totale estrazione, si sottopongono ad iniezioni sclerosanti, il risultato delle quali purtroppo non è  molto soddisfacente.   Sembra comunque certo che eliminare una rete venosa superficiale negli arti inferiori, ricchissime di queste ad ogni livello,  non turbi minimamente il ritorno al cuore del sangue, dagli arti inferiori.

DIABETE

La regolazione del metabolismo dei carboidrati o degli zuccheri,  alterata sotto forma di un disturbo che si presenta in stato cronico,  è la classica malattia, conosciuta come ” diabete ” . Se un individuo è affetto appunto da codesta malattia, anche in podologia è utile esserne al corrente, poiché le ferite in genere presentano difficoltà nel loro trattamento per tutte le possibili complicazioni che potrebbero insorgere dopo un’incisione che il trattamento stesso avrebbe dovuto evitare. I sintomi  caratteristici più comuni nel diabete sono una sete fortissima, una frequenza allo stimolo di orinare  ( pliuria ) . Attraverso le urine abbiamo appunto l’eliminazione del glucosio mentre nell’individuo normale gli zuccheri si accumulano nel fegato e nei muscoli.  L’ ereditarietà è una caratteristica fondamentale nel malato di diabete; il diabete insorge spesso in individui che, con eccessi di alimentazione ( eccessi di grassi ) pongono l’insulina ad un esagerato lavorio, sino al totale esaurimento della stessa e danno possibilità di insorgere alla malattia.  L’età in cui si caratterizza l’insorgenza della malattia varia dai 45- 50- 60 anni e mentre negli anni trascorsi quasi sicuramente un individuo concludeva il ciclo della malattia con la morte,  è pressapoco identica a quella di un individuo normale.  In podologia si osservano complicazioni nel diabetico perché questi ha un eccesso di zucchero nei tessuti e nel sangue.

Ora, poiché i germi trovano migliori condizioni di sviluppo in presenza di zucchero,  i tessuti del diabetico  inibiti di codesta sostanza,  a contatto con strumenti e con medicamenti non del tutto sterili ( settici ) sui quali possono trovarsi più germi,   vengono portati a un’infezione piuttosto difficile da risanare.

Da qui le precauzioni necessarie da assumere onde evitare l’infezione nel diabetico. Le malattie vascolari causano spesso mortalità nel soggetto diabetico al di là dei 45 anni;  nell’individuo cioè dove è già in pieno sviluppo le arteriosclerosi. Anche una lesione o una ferita a un vaso capillare nella persona già interessata ad una malattia vascolare ( cioè  in un soggetto il cui sangue non circola bene ) rimargina con difficoltà,  per cui non è dato da escludersi,  fra i vari tipi di cancrena in cui potrebbe incorrere, quella diabetica. Ad ostacolare il processo di cicatrizzazione e di rigenerazione di nuovi tessuti nel diabetico,  si presenta l’acidiosi  ( corpi chetonici ) nel sangue distribuiti anche nei tessuti . )

 L’insorgere di una piccola piaga o di una ulceretta provocata dalla compressione di una calzatura che non abbia sicura tendenza a guarire in un paziente scrupoloso nell’applicazione di mezzi cicatrizzanti,  orienta ad una diagnosi di precauzione del diabete.   Così come ogni manifestazione cutanea pruriginasa o enzimica,  può rivelare una certa tendenza al diabete,  del quale il prurito è anche un sintomo, consiglierà un esame idoneo ad evidenziarlo.  Per ogni trattamento un soggetto diabetico,  di cui si conosca la malattia,  ogni piccola operazione necessita della massima precauzione e abilità,  che eviti ogni eventuale ferita o contusione.  Nel caso di fuoriuscita di sangue il paziente stesso collabora alla riparazione sottoponendosi alla costante e energica cura del diabete consistente nella riduzione della glicemia mediante una controllata alimentazione oppure adeguate cure o togliendo lo stesso acido contenuto nei tessuti per ottenere una più facile guarigione alla parte ferita.

Elena  Lasagna

LA CURA DEI PIEDI CINQUE

05/02/2013

CURIAMO  I  NOSTRI  PIEDI

ONICOGRIFOSI

Spesso l’alluce e  molto meno frequentemente  le altre dita,  sono affette da    ”  onicogrifosi ” (ovvero ispessimento, ricurvamento ed allargamento e ipertrofia dell’unghia, che raggiunge a volte lo spessore di un cm o più) impossibilitando il paziente all’uso di qualsiasi  tipo di calzatura normalmente adottato.  Recidere il più possibile e nel modo più corretto , evitando di ledere il sottostante derma sembra essere l’unica soluzione idonea e la più rapida.  Il trapano elettrico ha una parte considerevole e ( supponendo che la sensibilità del paziente che sarà sottoposto lo permetta ) molto importante in quanto,  oltre ad abbassare l’ispessimento dovuto all’anomalia medesima,  liscia l’unghia in modo  esteticamente perfetto, eliminando i dolori da compressione.  Ma qualora sotto il livello del derma  sottostante si producessero infezioni frequenti, allora, si indirizzerà il paziente dal medico chirurgo per l’asportazione della matrice ungueale.

EMATOMA  UNGUEALE

Le unghie , con particolare riferimento a quelle dell’alluce , sono frequentemente soggette a ematomi.  L’origine di un ematoma ungueale è sempre la conseguenza di un trauma che la parte subisce.  Possibili ed eventuali ematomi non sono da escludere alle unghie delle dita più piccole del piede , se pure si riscontrano in minore frequenza e per cause traumatiche di diversa natura.  L’alluce per la sua naturale tendenza a mantenere la falangetta in posizione più alta rispetto al piano di appoggio della falange e del metatarso , o per la sua proporzione o per la sua lunghezza , è il più soggetto ad esporre l’unghia di cui è rivestita la sua parte superiore, a contusioni di ogni genere più o meno violente.  Di qui l’ematoma più frequente che spesso coincide addirittura con la frattura della falange.  Un trauma violento produce un travaso di sangue che provoca lo stacco del derma sottoungueale, con espansione di liquido nel letto stesso dell’unghia.  Se le condizioni della falangetta sono naturalmente buone,  se non esiste traccia di lacerazione dei tessuti e l’ematoma è ristretto nella regione dell’unghia , sarà sufficiente incidere la medesima , quel tanto necessario a provocare una totaqle fuoriuscita di sangue e ( previo un buon lavaggio antisettico ) , fasciata la parte , aspersa prima con prodotti antibiotici , otterrà una risoluzione rapida e sicura dell’ematoma in questione.  Complicazioni grqavi possono derivare causa la rottura dei tagumenti, qualora l’ematoma subungueale tendesse ad eventuali  infezioni . Casi di infezione tetanica non sono esclusi, e taluni anche mortali. Risultanze queste   di piaghe difficili da rimarginare e spesso prventivamente causate da interventi settici apportati sulla parte dallo stesso paziente, che presentano alla vista contusioni che possono far temere un ampio focolaio contuso.

IPERIDROSI

La forte secrezione delle ghiandole sudorifere, a livello del piede, tende a colpire il genere umano di codesta noiosissima affezione maleodorante che macera i tessuti e conduce, a seconda degli agenti atmosferici, a screpolature della pelle di vario tipo e concorre adeterminare vari tipi di dermatosi e micosi.  Quale che sia il risultato di tale anomala infezione sulla psiche dell’individuo, sembra essere chiaro, se lo stesso è costretto a vivere in continuo contatto con i suoi simili. Ne risulta che il medesimo deve sottoporsi a trttamenti igienici più accurati, a costanti lavaggi e ad un pressochè esagerato ricambio di calzature.  Costanti bagni a base di alcool denaturato, della durata din4-5 minuti ciascuno, e l’espersione costante di polveri interessate al trattamento igienico concorrono a sollevare il paziente.

MICOSI  INTERDIGITALE

Negli individui sofferenti di affezioni  iperidrosiche,  è frequente la formazione di micosi interdigitale, ovvero frequenti macerazioni,  tagli profondi all’apice interno delle dita  ( piccole ulcerazioni ).  sintomi dolorosi di pruriginosità denotano la micosi nella sua forma più cruenta ; le cause di tali sintomi vanno imputate spesso ad una affrettata asciugatura delle estremità ,  male e non del tutto effettuata negli spazi interdigitali.  Ogni trattamento è del tutto simile a quello usato per l’iperidrosi , ovvero tenendo come regola l’abitudine di mantenere molto ben asciutte  le dita alla base della loro attaccatura interna che sarà bene anzi tamponare in caso di ulcerazione   ( nelle ore notturne )con cotone idrofilo  rivestito di garze,  imbevuto di alcool e ( nelle ore diurne ) aspergendone la parte con polveri assorbenti o creme antibatteriche e curative ( tipo gentalin o simili ).

CALCAGNO

Borsite  retro  calcaneare

Generalmente la calzatura è la maggiore responsabile di tale affezione che con un bordo o rinforzo troppo ispessito,  mal cucito o comunque troppo rigido , genera una pressione o strofinamento nella regione retro-calcaneare.  Il paziente che ne è affetto e risente del disturbo con punte eccessive d’inverno,  autodefinisce gelone l’anomala protuberanza,  o durone ,  che vorrebbe eliminare attraverso un trattamento praticato dal pedicure o dal medico Podologo.

ARTRITE

L’infiammazione di una o più articolazioni è comunemente denominata ” artrite “.  La forma artritica si manifesta acuta , cronica e prodotta da moltissime specie , aventi cause differenti,  fra cui le più comuni sono l’acido urico,  le disfunzioni ormoniche, ecc.  Qualche volta la malattia , generalmente predisposta da condizioni ambientali di strapazzo fisico e di umidità , può manifestarsi anche per cause traumatiche.  È  caratterizzata da manifestazioni dolorose locali,  da sensazioni di freddo,  da distensione della pelle con arrossamenti e anche da impossibilità improvvise , o comunque difficoltose , di produrre movimenti a mezzo della parte colpita.  Applicazioni calde sulla parte colpita da artrite,  e se necessario iniezioni calmanti , gioveranno a sedare la dolorosità acuta.  Qualche volta la malattia provoca un rialzo di temperatura e le cure che le si adattano ( molte e varie ) vengono apportate al paziente a seconda della causa che ha determinato la malattia.

Un’artrite si evidenzia allo stato cronico sull’articolazione colpita e sui tessuti che la circondano , qualche volta in individui giovani   ( di 30-40 anni )  e, generalmente nella donne nel periodo della menopausa. Si manifesta nella maggior parte dei casi all’inizio attraverso un gonfiore molle dell’articolazione delle dita, tanto da rendere doloroso , successivamente il nodo articolare delle stesse. Prime ad essere colpite sono le dita della mano,  poi quelle del piede , e in progressiva successione,  i polsi , lecaviglie, il ginocchio,  attraverso lunghi periodi di stasi in cui la malattia è indolore.  Spesso l’artrite deformante , la cui dolorosità è incostante  ( qualche volta è a carattere fulmineo ) colpisce una sola articolazione.  Lo stadio acuto della malattia sembra incurabile durante codesta fase e scarse sono le cure opponibile  alla malattia anche perché  non si conoscono le cause e la vera origine della stessa. Cercare soprattutto l’ alimentazione giusta, cambiamento di clima per chi può permetterselo, evitando anche ogni tipo di bevanda alcooloca. Cercare le cure adatte dallo specialista e le scarpe ortopediche fatte su misura del piede. Ecc.

PIEDE  TORTO

Lo  si osserva come un piede quasi arrotolato su se stesso; l’origine della malformazione è congenita. L’ appoggio è prevalentemente nell’avampiede sulle dita  ( in equinismo  ) ; l’arco plantare mediale è molto accentuato  ( cavismo ), L’individuo affetto da piede torto,  costretto a camminare sulla parte laterale del piede,  presenta notevoli ispessimenti  (callosità ),  appunto su questa parte dove trova il suo innaturale appoggio.  Livellarne lo spessore non comporta assolutamente beneficio,  spesso anzi, un livellamento dello strato corneo,  effettuato con eccessivo zelo,  causa maggiore dolorosità alla parte resa sensibile durante la sua azione di appoggio.  È competente per questo genere di malformazione il medico specialista Ortopedico.

L’ Ortopedia prevede speciali tecniche atte a correggere la malformazione presente già nei bambini,  con ottimi risultati.

ARTERIOPATIE

Malattie arteriose degli arti inferiori

 Morbo di Bürger : è un particolare tipo di malattia delle arterie  ( arteriopatia  ), consistente nell’interruzione di una o più di queste, con conseguente malnutrizione dei tessuti negli arti inferiori, consiste nel senso di formicolio e senso di piede freddo ; e soprattutto nel senso costante di sofferenza cui deve assoggettarsi l’arto medesimo,  disturbato anche da una sensazione di piccole punture sulla sua superficie.  La caratteristica del piede freddo, se pure molto importante all’insorgere della malattia,  non comporta sempre e necessariamente una lesione arteriosa di questo genere. La malattia vera e propria è poi diagnosticata, a distanza spesso di mesi, attraveso la manifestazione di disturbi di stanchezza al polpaccio,  pesantezza durante una marcia poco più che normale. Con l’andare del tempo pur rimanendo la sensazione del freddo ai piedi, le varie sensazioni assumono l’aspetto di un crampo vero e proprio, Quest’ultimo aspetto presenta così una forma di claudicazione  intermittente, che consente una diagnosi certa della malattia.  Le malattie arteriopatiche caratterizzate appunto dal crampo ai polpacci e della claudicazione intermittente,  evolvono spesso a distanza di anni attraverso l’estendersi dell’interruzione delle arterie,  o mediante la chiusura di altre, producendo anche  ” dolore a riposo “; ovvero la sofferenza dei tessuti che vengono male irrorati malgrado la posizione distesa dell’indivuduo che,  non sottoponendo a sforzo i suoi arti, non necessiterebbe in via normale di una maggiore irrorazione degli stessi.  L’ultima fase di queste malattie arteriopatiche è quella che nel piede permette di evidenziare piccole ulcerette,  alla estremità anteriore delle dita  (  piccole chiazze rosse prima, poi bluastre )  all’altezza delle unghie, spesso facili da conforndere con la classica manifestazione dell’unghia incarnita, con rottura dei bordi ungueali. Codeste lesioni trofiche denotano un inizio di cancrena caratterizzata appunto dal tessuto che, non alimentato con quella sufficiente quantità di sangue che gli necessita,  entra in fase di necrosi ( e cioè  di tessuto che muore ).

CHIARO DI LUNA

04/02/2013

“CHIARO   DI  LUNA”

    

“CLAIR  DE  LUNE”

Oh  lune !  De ta lumière la magie

ne peut pas mourir

Tu danses avec les étoiles, les étincelles

tuos les coeurs font vibrer

De la nuit tu en  sais beaucoup!  Sincere, douce ta

lueur, tu sais rêver.

Tu rends merveilleux  chaque soir

tu peins des jeux d’ombres

le chemin de celui qu’ on veut aimer.

Des jeux de perle, comme le visage d’une mariée

qui enveloppe sa pudeur.

La brisen de la nuit décoiffe la chevelure

ta clarté  s’evanouit un peu

elle entoure la splendeur qui se perd dans l’aurore.

Da ” Nella mente e nel cuore ”  ©  2009  Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA SESSANTADUESIMA PARTE

04/02/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Sai che oggi mi piacerebbe fare un piatto semplice di pasta,   sì , quella fatta in casa.

ELENA    Ti propongo le lingue allo zafferano e passato di carote;  un pieno di vitamina A.

LINGUE  DI PASTA  FRESCA

Ingredienti: farina di semola di grano duro, uova, zafferano, burro, un lime, carote stufate con cipolla e parmigiano.

Oppure potresti fare una ribollita, ti detto quella di casa mia.

LA   RIBOLLITA

Ingredienti: pane raffermo abbrustolito in fette, fagioli borlotti, cavolo verza o cavolo nero, una carota, un gambo di sedano,  una grossa cipolla, vino bianco oppure rosato, aglio q.b. prezzemolo, basilico pomodoro, formaggio grattugiato, sale pepe, olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione: lessare i fagioli, ammorbidire il cavolo tagliato sottile, portarlo alla cottura, e stufare tutte le altre verdure. Ora facciamo il soffritto con aglio e qualche filo di cipolla lasciata da parte, facciamola dorare e aggiungeremo il pomodoro, spruzziamo con il vino , e dopo aver passato nel passaverdura carote, sedano, cavolo, cipolla e metà dei fagioli lo aggiungeremo al sugo. Lasciamo bollire ancora per 10-15 min perché si addensi, aggiustiamo di sale e pepe, un po’ di prezzemolo e basilico tritati, l’olio, e versiamo sui piatti dove abbiamo messo il pane  abbrustolito ancora caldo. Il vino adatto?  Per intensificare il gusto, possiamo bere quello che abbiamo usato a cucinare.

FEDERICA   Questa deve essere una roba ! Proprio squisita! E una tisana depurativa ce l’hai?

ELENA   Sì, ho avuto la conferma dal dott. Robert.

TISANA   DEPURATIVA

Ingredienti :  due pizzichi di gramigna radice

un pizzico di liquirizia radice

due pizzichi di  bardana radice

un pizzico di salsapariglia radice

 e tre pizzichi di tarassaco radice; il tutto in una tazza abbondante di acqua bollente, lasciare in infusione per qualche min e filtrare.

FEDERICA   Non dimenticarti della festa di S. Valentino!

ELENA    E quando mai!

05/02/2013

FEDERICA    Si parla tanto di zuppa di cipolle, ma non l’ho mai mangiata buona come a casa tua.

ELENA   Ti ringrazio! Ma come in tutti i piatti che si preparano ci vuole passione, se non ci metti quella non verrà buono nemmeno il filetto ai ferri. Allora, ti detto la mia ricetta.

ZUPPA  DI  CIPOLLE

 Ingredienti: un kg di cipolle bianche o rosate. Farina di riso, olio extra vergine d’oliva, una manciata di dragoncello, sale, pepe, peperoncino, 1/2  mezzo litro di brodo, parmigiano grattugiato, due chiodi di garofano un tuorlo, fette di pane abbrustolito.

Esecuzione :  tagliamo le cipolle a fettine sottili, le facciamo soffriggere in poco olio, arrivati alla doratura ( che dovrà essere leggera ) aggiungeremo il brodo, i chiodi di garofano, portiamo il tutto alla cottura. Lasciamo intiepidire , prendiamo un poco di liquido e un cucchiaio di farina faremo una crema che poi scioglieremo nella zuppa, sempre mescolando. Nel frattempo giriamo il tuorlo con due cucchiai di parmigiano grattugiato , poi lo diluiremo con un po’ di latte e verseremo la crema nella zuppa di cipolle. Riscaldare  però  senza  portare ad ebollizione, ora aggiungere il dragoncello, sale, pepe, peperoncino, un filo di olio. Servire con i crostini di pane caldo.

FEDERICA   Mi è venuta l’acqualina in bocca! Cercherò di non pensarci è ancora presto per il pranzo.

 Sai? Sono già due volte che cerco di guardare il film ” Quando ruba un miserabile ”  Da  ”  I  miserabili  ” di Victor Hugo , ma non riesco mai a vedere la fine, a metà del film mi addormento. Ma come va a finire?

ELENA   È  ben ma, non merita di essere raccontato così ma di essere guardato. Prima di metterti davanti al televisore prenditi un caffè forte! Comunque  è molto bello, è un capolavoro della letteratura romantica ed è una delle massime espressioni della letteratura di ogni tempo. Ma cercherò di farti un riassunto stringato.

Jean Valjean finito in carcere per aver rubato un pane, ne esce dopo circa vent’ anni, scontata la pena;  ma la società respinge l’ex ergastolano. L ‘incontro con un santo prelato redime, ( ebbe dalla vita un’ altra possibilità )  non sottrae alla persecuzione ostinata di un poliziotto, Javert. Solo la scoperta finale della sua integrità morale maturata in Valjean anziano, del suo caldo amore per il prossimo, renderà giustizia all’ex forzato  e indurrà  al suicidio Javert,  straziato dal rimorso di una persecuzione ingiusta  quanto ostinata.

Devo dirti che ce ne sono ancora molti degli imbecilli come quel Javert;  anzi c’è di peggio: perseguitano gli innocenti e favoriscono i delinquenti! Ma almeno la facciano finita come nel romanzo!

FEDERICA   Se non altro ha un finale che mi piace! E una canzone non me la dedichi? Una bella canzone d’amore la dedico a Te e al tuo principe di S. Valentino! Allora , ti piace Amedeo Minghi? Una è ” Le   verdi cattedrali della memoria “, e l’altra  ” La vita mia “.  A domani!

06/02/2013

ELENA   Ho la ricetta a base di carne che mi hai chiesto. Ho pensato ad una carne di vitello saporita, e cioè in stufato.

FEDERICA   Sì è un piatto adatto per sabato sera: ho invitato dei parenti di mio padre. E di contorno cosa suggerisci?

ELENA   Cannellini conditi con erba cipollina e basilico, olio e aceto di mele. Poi il radicchio misto.

CARRÉ  DI  VITELLA

 Ingredienti : carré di vitella, salvia, sugo al pomodoro, pepe, aglio, peperoncino, vino bianco tipo Prosecco, alloro, brodo vegetale. Per il contorno fagioli cannellini, radicchio misto.

Esecuzione : rosolare la carne in una pentola dal doppio fondo, sfumare con il vino, aggiungere le erbe, sale e spezie, infine il brodo. Lasciare cuocere lentamente fino a cottura ultimata. Raffreddare la carne prima di tagliarla e adagiare le fette nel loro sugo: se dovesse risultare un poco liquido addensare con un cucchiaino di farina di riso.

FEDERICA   È proprio il piatto adatto per le persone che non amano il pesce. Cambiando discorso, sai che ho una fissa per i terremoti? Vorrei sempre sapere dove avverranno!

ELENA   Perché, se lo sapessi cosa faresti? aspetteresti così senza vivere in pace , con il fiato sospeso? Ma non augurartelo mai! I sensitivi quelli veri soffrono!

 07/0272013

FEDERICA   Ho già messo in opera il menu di S. Valentino; non ne vedo l’ora!

ELENA    Guarda che non ho ancora finito, ho un altro pranzo completo: ossia un secondo piatto, un contorno, e il dolce.

Secondo  menu di S. Valentino

MACARELLI  E  MAZZANCOLLE

alla griglia

Ingredienti: macarelli, olio extra vergine d’oliva, pepe, rosmarino, limone  maionese, (fatta in casa con uova ,  aceto di mele olio di mais o di girasole, succo di limone ).

Esecuzione : lavare e pulire il pesce e i crostacei. Pennellarli  con la salsa di olio , limone e rosmarino, metterli sulla griglia e custodire la cottura e la doratura; verranno squisiti.

INSALATA  MISTA

Ingredienti : avocado, finocchi, noci, arancia tarocco, olive verdi, rucola, aceto di mele, pepe, lime, olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione: laviamo le verdure , le tagliamo a fettine, incorporiamo la rucola , le noci, il lime grattugiato, tagliamo l’ arancia a fettine escludendo le pellicine, un po’ di pepe, olio e aceto.

DOLCE ALLE CREME E AI FRUTTI DI BOSCO

Ingredienti : 400 g di frutti di bosco misti, cioccolato fondente dolce, uova 3 tuorli, latte 300 g, zucchero a velo q. b. un cucchiaio colmo di farina di riso. latte per fondere il cioccolato, 100 g di lamponi panna montata, quattro savoiardi, aroma vaniglia, farina di riso.

Esecuzione: Usiamo metà dei frutti di bosco a fare la composta con un cucchiaio di farina di riso, aggiungeremo un po’ di zucchero a piacere, lasciamo raffreddare. Ora faremo la crema alla vaniglia nel metodo che desideriamo ( io preferisco a bagno maria ), poi, faremo sciogliere il cioccolato in poco latte, dovrà risultare non troppo liquido né troppo denso. E per finire passeremo al passaverdura i lamponi che serviranno per intingere i savoiardi. Ora incominciamo a dare forma al dolce. Prendiamo un recipiente trasparente tipo mezzo cilindro. imbeviamo i savoiardi nel passato di lamponi e zuccherato a piacere, poi verseremo un po’ di crema pasticcera, un altro strato di savoiardi il cioccolato, ancora la crema pasticcera ed infine sopra metteremo i frutti di bosco misti, infine decoriamo con la panna montata, rigando qua e là lasciando intravedere il colori dei frutti misti.  Al momento del consumo spruzzare con Gran Marnier.

FEDERICA   Delizioso menu!

08/02/2013

FEDERICA   Oggi ti dedico una canzone, anzi vi dedico una canzone ed è ”  La voce del silenzio  ”  di A. Bocelli.

ELENA   Così a metà mattina mi suona di felicità, è proprio vero che la felicità non devi cercarla in qualcuno ma dentro te stesso. Io ti ricambio con ”  Grande grande  ”  di Mina. E ora pensiamo alla ricetta del giorno.

TORTA  DI  POLPETTE

Ingredienti : pasta sfoglia fresca, carne di manzo macinata, sale, pepe, spezie, un uovo, una patata,  pane e parmigiano grattugiati, un filo di olio, aglio e prezzemolo, cipolle tagliate fini.

Esecuzione : stendere la p. sfoglia nella teglia, nel frattempo abbiamo fatto le polpette e, cotto,  poi macinato le patate con incorporato il parmigiano. Sulla pasta abbiamo steso la crema densa di patate, sopra metteremo le polpettine con un filo d’olio e dei filini di cipolle. Inforniamo a 170 °. per circa 15-20 min. controllare, togliere la torta dal forno e impiattare. Questa delizia verrà servita con insalata mista di scarole e lattuga e innaffiata da un buon Chianti o Lambrusco della zona.

FEDERICA   Anche questa ricetta è meravigliosissima! Non si può dire, lo so , ma siamo a carnevale.

       

LA CURA DEI PIEDI QUATTRO

 01/02/2013

CURIAMO  I  NOSTRI  PIEDI

IGROMA

È un’infiammazione delle borse mucose e fra le maggiori  caratteristiche che la denotano primeggia la costanza.  I gottosi,  gli artritici,   i reumatizzati ne sono colpiti particolarmente nella forma acuta ;  l’igroma è però spesso conseguente a lesione traumatica.  ( Un trauma che si ripete su di una parte molle, provoca infatti una reazione di difesa che costituisce, nel punto di maggior compressione, l’affezione dolorosa detta ” igroma “). Nella sua fase più acuta l’igroma presenta una tumefazione fluttuante,  rotondeggiante e dolente.  Accade che si risolva per riassorbimento  o per suppurazione : si è naturalmente più inclini a propendere che il paziente arrivi personalmente allo stadio di suppurazione,  attraverso le varie fasi apparenti  e di sensibilità con conseguente risoluzione chirurgica.

L’igroma subisce fasi di :

a ) formazione e sensibilità

b ) callosità apparente e irritatissima

c ) translucidità fluttuante

Qualche volta l’igroma  ( è da credere in una saggia determinazione dell’individuo sofferente,  atta ad eliminare ogni forma di compressione sulla anomalia dolorosa  del suo piede, sottoponendosi a costanti bagni o a periodi di immobilitá a riposo ) supera lo stadio acuto per passare allo stadio cronico che è indolore.

L’igroma tumefatto  ( trattato dal medico curante durante questa fase ) viene curato con una incisione,  seguita da lavaggi e , nei casi peggiori il medico procederà  alla evacuazione e  alla escissione della parete.  In un individuo sofferente di tale anomalia l’igroma in genere si acutizza per:

a ) imperizia personale dell’individuo che ne è affetto,  nell’assottigliamento dello strato corneo superiore, che denota tutte le caratteristiche apparenti in un callo;

b ) lesioni praticate dallo stesso paziente sui tessuti circostanti quella che apparentemente sembra essere callosità ;

c ) l’insistere con il tipo di calzatura che ha traumatizzato la parte.

Il Pedicure non completamente esperto che non si limiti ad assottigliare leggermente asportando il solo strato corneo superficiale,  provoca anzitempo la fase più acuta dell’igroma ; infatti :

a ) l’insistere nel trattamento sullo strato corneo confondendo l’affezione  con una callosità suppurata,  può condurre al perforamento della vescica sierosa,  con tutte le conseguenze che ne derivano.

b ) il mancare , in caso di fuoriuscita di siero o di una emorragia,  di apprestare tutti quegli accorgimenti necessari ( lavaggi iodati, aspersioni con polveri antibiotiche ), di medicare al fine di proteggere la parte costretta nella calzatura tutt’altro che scettica ;

c ) il non indirizzare il paziente,  già costretto nella fase irritativa,  da un medico specialista,  dopo avergli fatti praticare un primo necessario periodo di immobilità,  a gamba tesa, e con costanti bagni caldi antisettici, intervallati da impacchi umidi.

L’igroma giunge ad una fase acuta ( insopportabile ) soprattutto quando, attraverso le fasi della sua evoluzione in ambiente scettico,  attraverso una lesione della pelle penetrano  germi nella borsa sierosa producendo pus, il quale cerca di aprirsi la strada attraverso la pelle nei circostanti tessuti sani.

CALLO DEL TENDINE

Altro tipo di callo complesso,  insorge sul tendine del quale prende il nome di ” callo del tendine ”  .  Non è molto frequente e si determina sull’estensore proprio dell’alluce.  Si incunea con particolare profondità nella zona di articolazione metatarso-falangea,  la zona è particolarmente soggetta a frequenti strofinamenti o a compressioni verso il lato interno della calzatura stessa.  Generalmente sia per la compressione del callo o per lo sforzo del tendine medesimo,  teso quasi come una corda di un arco, la circostante superficie del callo del tendine appare generalmente infiammata,  sensibilissima al tatto; per cui una conseguente estirpazione,  oltre a risultare più  laboriosa nonostante la similarità di questo callo rapportato ad uno qualunque,  di natura dorsale,  sulle articolazioni delle dita ( falango-falangea ),  può prospettare pericolosità ad ogni effetto di una probabile complicazione: e cioè la peggiore delle ipotesi di pericolosità , il caso di infezione, che la borsa sierosa situata immediatamente a contatto con la guaina del piede, suppurando origini una artrite infettiva.

È certo comunque che estirpare codesta callosità sul tendine è sempre cosa possibile se pure ardua ( sarebbe utile eseguire sulla parte un’unica incisione in profondità ed estirpare il callo con un rapido movimento atto ad eliminare residui di pellicine che,  indurendo,  contribuiscono a maggiorare il processo infiammatorio ), nella migliore delle ipotesi  però data la natura del tendine e il lavorio cui è costantemente soggetto,  il callo si riprodurrà in tempo brevissimo,  tanto da escludere la necessità di estirparlo.  Una diagnosi serena ed onesta convince il paziente a sottoporsi ad un piccolo intervento chirurgico che riporterà  l’alluce ad una normale articolazione attraverso il suo estensore , eliminando la possibilità di recidiva di codesta fastidiosa callosità del tendine.

CALLO  MILIARE

È  un tipo di affezione dolorosa e cornea presente nella regione plantare del piede all’altezza della prima articolazione metatarso falangea e sotto l’alluce.  Di forma rotondeggiante unicuspide con vari millimetri di diametro sulla sua superficie e con l’ estrema punta conficcata nel derma in cui insorge. Talvolta presente come unico esemplare è spesso accompagnato da una famigliola della sua stessa specie. Ne è soggetto l’individuo in età già avanzata,  costituzionalmente magro o comunque affetto da disturbi venosi o uricemici;  può essere però presente anche in gottosi o diabetici.  Lo caratterizza la sua durezza particolare,  la profondità esagerata ; nel suo periodo d’inizio presenta all’osservazione piccoli puntini più scuri della pelle nella regione di insorgenza e si manifesta nel paziente attraverso un lieve e molesto bruciore o trafittura.  Evolve secondo lo sforzo a cui è soggetto l’arto nel quale è inserito, l’età del paziente e il genere di deambulazione dello stesso,  attraverso periodi più o meno vari di dieci, venti , trenta , giorni.  Nell’ ultimo periodo presenta sintomi dolorosissimi di trafittura esagerata,  con arrossamenti nel tessuto circostante accompagnati da bruciore talvolta tanto violento da richiedere un immediato trattamento di enucleazione del callo.

CALLO  MOLLE

(occhio di pernice )

L’occhio di pernice è un tipo di callo piuttosto comune e lo si riscontra particolarmente nel genere femminile tormentato da calzature totalmente inadatte alle esigenze anatomiche del piede o antifisiologiche. È  un’affezione caratterizzata negli spazi interdigitali, rotondeggiante di colore biancastro nei suoi margini,  più scuro al centro, si differenzia dal comune callo appunto per lo strato corneo di cui è composto : molle e bianco ovvero cotto dagli umori prodotti nell’eccessiva traspirazione interdigitale.  Un cedimento metatarsale o di tutto l’arco trasversale dà origine ad una deambulazione male equilibrata: costringe le dita ad una non naturale articolazione e in un tessuto particolarmente sensibile, soggetto a forme di idrosi,  viene a prodursi codesto callo molle.  A resezione avvenuta, sarà doveroso per il paziente di mantenere lo spazio interdigitale , colpito dalla fastidiosa anomalia, il meno umido possibile , cercare di mantenerlo in una condizione perfettamente asciutta,  onde  ottenere un grande miglioramento se non la perfetta e totale scomparsa dell’anomala callosità.

CASO  PARTICOLARE

Un trattamento inutile al piede dolorante di un paziente, dolorante per un’anomalia non bene definita, non è sicuramente un caso di tutti i giorni. Prima di intervenire potremmo pensarci bene per formulare una diagnosi, adducendo pretesti del tipo corrente:  ” reumatismi, acidi urici, difetti di circolo ” , altri ancora avranno in successive sedute cercato di giustificare, a se stessi e verso il paziente, la causa della dolorosa anomalia ” fantasma “, sorta in un punto qualsiasi della pianta del piede. Per meglio intenderci il piede di un soggetto perfettamente sano presenta un lieve ispessimento sulla faccia plantare all’altezza dell’alluce,  fortemente irritato nella regione sottostante. Primo e logico ragionamento livellare l’ispessimento entro il quale necessariamente dovrebbe trovarsi il fittone di un callo, fortemente compresso dal peso della persona del paziente , e a giustificare la forte infiammazione. Primo risultato nullo. Il tessuto più sotto si presenta sano, privo di callo e fittone. Eliminato però il lieve ispessimento,  ad una lieve pressione esercitata sulla parte,  il paziente avverte il medesimo dolore acuto tanto da imporre al medico un nuovo e più attento esame onde trovar finalmente la causa che deve assolutamente esistere. Con l’ausilio di una buona lente e molta attenzione finiscono per rilevare un piccolissimo punto leggermente più scuro del tessuto del piede. Si tratta di un volgarissimo pelo che ha trovato modo di conficcarsi verticalmente nella parte,  per agire sulla stessa come uno spillo. Un caso qualsiasi questo, particolare nella sua possibilità di ripetersi con troppa frequenza,  ma assolutamente possibile del quale tutti potrebbero lamentare le conseguenze. Continua nell’artico ” La cura dei piedi cinque ” .

LE RICETTE DI CASA MIA SESSANTUNESIMA PARTE

30/01/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Mi sono beccata il raffreddore, quale rimedio posso usare ?

ELENA   Una buona tisana ben dosata è molto efficace tipo quella che ti detto ora. Una bustina contenente tre pizzichi di nettare di agrumi, tre pizzichi di timo, un pizzico di rosa, un pizzico di eucalipto, uno di camomilla e uno di menta dolce ( Non usare la menta piperita perché è molto concentrata di mentolo ) . Eccola!

TISANA  ADIUVANTE  IL RAFFREDDORE

ELENA   Poi, ovviamente ti potrai aiutare ancora restando in ambiente fuori, ma riparata  dalle correnti, e con l’alimentazione ricca di vitamine, soprattutto vitamina C. e miele. Un’insalata di lattuga e agrumi, e uno sformato di spinaci, con prezzemolo fresco ( ricco di vitamina C ).

FEDERICA   Vorrei proprio fare una bella torta:  un dolce semifreddo, dici che sto impazzendo?

ELENA  Perché hai voglia di un dolce freddo? No, è naturale, forse i cibi freddi sono meno nocivi nella stagione fredda, c’è meno sbalzo di temperatura. Ti propongo una torta di cioccolato croccante al gelato.

CESTINO  DI  CIOCCOLATO

Ingredienti per il cestino, quattrocento grammi di cioccolato fondente dolce , uno stampo.

Esecuzione : se non abbiamo lo stampo possiamo usare una casseruola priva di manici . Poi, prendiamo il cioccolato, lo tagliamo a piccoli pezzi, aggiungeremo un poco di latte, lo scioglieremo a bagno maria  fino ad ottenere una consistenza cremosa ma non troppo solida. Con il cioccolato ancora fumante lo verseremo sopra lo stampo capovolto, lo lasciamo colare e poi si farà addensare in frigorifero. Intanto con il cioccolato fuso che abbiamo raccolto, quasi a freddo,  ne faremo rotolare su se stesso per comporre il manico del cestino, lo curviamo e lo attacchiamo subito. Lasciamo il tutto in frigorifero per almeno due ore. Ora è la volta del gelato.

Gelato alla banana ingredienti: 300 g di polpa di banane, succo di limone, aroma vaniglia (vanillina metà bustina), 130 g di zucchero, 100 g di latte, 180 g di panna.

Esecuzione: frulliamo la polpa delle banane insieme alla metà dello zucchero e al limone. Poi, aggiungiamo la vanillina e lo zucchero al latte e lo mettiamo nel composto di banane, così pure anche la panna. Mescoliamo uniformemente e versiamo il tutto nella gelatiera. Il gelato sarà pronto dopo 30 min.

Gelato ai lamponi ingredienti : 200 g. di lamponi freschi, 100 g. di latte, 130 g. di panna, e 170 g. di zucchero.

Esecuzione: frulliamo i lamponi con lo zucchero, , aggiungiamo il latte e la panna, versiamo il tutto nella gelatiera e fra 40 min circa il gelato sarà pronto.

Gelato alla stracciatella ingredienti : 250 g. di panna, 150 g. di latte, 130 g. di zucchero, mezza stecca di vaniglia del Madagascar, 100 g. di cioccolato fondente.

Esecuzione : misceliamo il latte allo zucchero, aggiungendo la vaniglia, infine la panna. Versare nella gelatiera lasciare girare per 30-35 min.poi, lo togliamo e aggiungeremo il cioccolato tritato fine. Ora che abbiamo le tre qualità di gelato, possiamo comporre la nostra torta a cestino. Faremo uno strato di gelato alla banana, uno strato di biscotto  meringa, via l’altro strato con la stracciatella , la meringa, infine lo strato di gelato al lampone. Ora mettiamo la meringa, poi faremo la superficie tricolore con g. alla stracciatella, una striscia di gelato al lampone e l’altra alla banana. Io ho già fatto l’esperimento, l’ho confezionato e l’ho portato con me ad una cena tra amici; è davvero squisito! Solo bisogna fare molta attenzione perché non si squagli, la consistenza del gelato dovrà essere perfetta. Se occorre, lasciarlo per circa 15 min nel freezer.

FEDERICA   BEH , Mi sembra meraviglioso! Quante cose che vorrei domandarti, ma forse  per te  si è fatto tardi, allora a domani! Ciao e grazie!

                                31/01/2013

FEDERICA   Buon giorno! Incomincio con le mie domande. È vero che se si sognano dei numeri, bisogna giocarli perché saranno vincenti?

ELENA   Ho sempre saputo che sognare dei numeri è presagio di fortuna; spesso chi li sogna li gioca ma non sempre vince.

FEDERICA   Cosa significa sognare odori soavi?

ELENA   Gli odori possono suscitare nel sognatore svariate visioni notturne. Le manifestazioni oniriche odorose sono rare.  In genere avvengono quando appaiono figure femminili se il sogno è maschile; mentre se a sognare sei tu, e cioè una donna, allora sarà il contrario.

FEDERICA   E  sognare di non riuscire ad aprire gli occhi?

ELENA  Sognare di non riuscire ad aprire gli occhi significa ” amore passionale ”  . Ma se invece la visione rispecchia cure mediche, essa non necessita di spiegazioni, altrimenti rispecchia una pigrizia innata, o altro. Ogni sforzo della mente e del fisico costa fatica al sognatore o sognatrice ed egli rinuncia passivamente a ogni attività.

FEDERICA   È vero che esiste una pianta in grado di sostituire lo iodio in compresse?

ELENA   Sì, è vero ma deve essere assolutamente somministrata dal medico in quanto a dosi elevate potrebbe essere molto dannosa. Si chiama ” quercia marina ”  ed è un’alga,  cresce lungo le coste dell’Atlantico, dalla Groenlandia alla Manica; e si estende fino alle isole Canarie. In farmacia viene usata tutta la pianta, e nelle industrie cosmetiche viene usata come coadiuvante nel trattamento dell’obesità,  come tisana ; mentre per uso esterno sotto forma  di decotti da applicare localmente.

FEDERICA  Ora però non ti trattengo oltre, ti lascio alle tue buonissime ricette.

ELENA   Sì, ho una ricetta di poco tempo fa, sono le mele cotte al forno ripiene.

MELE AL FORNO RIPIENE

Ingredienti: Acquistiamo le mele che preferiamo e quelle che ci servono. Castagne secche già lessate , miele, una punta di vaniglia, cacao, marmellata di fichi.

Esecuzione: laviamo bene le mele, togliamo il torsolo arrivando fino al fondo senza però bucarlo. Ora con una forchetta faremo dei fori sulle mele, e  mescoleremo il miele, il cacao e la vaniglia alle castagne, poi,  riempiremo le mele lasciando lo spazio per un cucchiaio di marmellata.   Esse andranno in forno a 160-170 ° per circa un’ora. Saranno buonissime come dessert, e come merenda dei bambini.

01/02/2013

ELENA   Ti va una ricetta di un primo a base di pesce?

FEDERICA   Sì, oggi mi va di ascoltare più che costruire, e sai il perché!

ELENA    Non pensarci troppo, un buon piatto e un bicchiere di vino ti tira su. Per Te ho una ricetta che so ti piace molto, e sono gli spaghetti al cartoccio di casa mia.

Ingredienti: spaghetti , cape sante, cozze, due acciughe, aglio, prezzemolo, origano, alloro un foglia, scampi, pomodoro, peperoncino, olio extra vergine d’oliva, pane grattugiato, pomodoro, vino bianco.

Esecuzione: laviamo bene le cozze, le raschiamo, le mettiamo in casseruola e portiamo sul fuoco; quando i gusci si aprono le togliamo. Ora faremo le capesante al forno con aglio prezzemolo , origano e un poco di olio e pane grattugiato. Procedere con gli scampi lavarli , inciderli sul dorso pulirli bene pennellarli con l’olio e metterli sulla pietra. Nel frattempo faremo soffriggere l’aglio con le acciughe, poi metteremo due cucchiai di pomodoro e una spruzzata di vino bianco, butteremo la pasta nell’acqua che bolle con pochissimo sale, perché le acciughe sono salate. Ora prendiamo la carta da forno, scoliamo gli spaghetti al dente, li versiamo nel cartoccio, aggiungendo il ragù, poi,  metteremo i frutti di mare quasi tutti sgusciati, tranne qualcuno per adornare il piatto, e lo stesso con le cape sante, per ultimo gli scampi, facciamo un giro d’olio e una manciata di pane grattugiato, avvolgiamo il tutto con la carta da forno e li mettiamo nella casseruola a doppio fondo preriscaldata, dove finiranno la cottura per qualche min. Il vino adatto. Prosecco del Trentino.

FEDERICA   Che bontà, mi sta ritornando il buon umore. Grazie!

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Carissimo dott. Robert ho la ricetta del cocktail che mi hai chiesto oggi.  L’ho chiamato ” Er doctor”. Un terzo di succo di frutta esotica, un terzo di spumante italiano oppure Champagne, un terzo di vermut, una fetta di lime e soda e un terzo di liquore all’arancia ( Orange ) provalo e poi mi dirai! Buona serata!

o2/02/2013

FEDERICA   Senti questa! Ti piacerebbe essere uguale ad un manichino, e fare il manichino come se fossi fatta di gesso? Mi spiego meglio dovresti rinunciare al cibo, e nutrirti di pasticche e bevande, anche ad una vita movimentata e varia come piace a Te? In compenso resteresti sempre uguale come se avessi sempre vent’anni.

ELENA   Non potrei accontentarmi di vivere una vita come un manichino di gesso. Mi piace l’armonia tra il corpo e la mente, ma mi piace vivere, correre, saltare, arrampicarmi e anche la buona tavola. Le pasticche le lascio ai manichini. Non voglio essere di gesso e nemmeno ”  de mammo” .

ELENA   Ho un’altra  ricetta per Te: sono dei petti di anatra ripieni alle cipolle e ceci.

PETTI  D I ANATRA  RIPIENI

Ingredienti: petti d’anatra, rosmarino, salvia, uno spicchio d’aglio, cipolle,  (una cipolla grossa per ogni petto ), chiodo di garofano, vino bianco poca scorza d’arancia grattugiata, sale, pepe, brodo q.b. contorno di crema di patate al parmigiano, arancia.

Esecuzione : togliamo la pelle all’anatra e quasi tutto il grasso. La laviamo e la mettiamo in farcia per due ore con succo d’arancia e pepe. Intanto faremo le patate in crema, le lessiamo con la buccia, le passiamo al passaverdura, le metteremo  in una casseruola aggiungendo latte bollente; e sempre mescolando le porteremo ad ebollizione fino a diventare una crema morbida. A questo punto faremo un composto di tuorlo e parmigiano aggiungendo due cucchiai di latte freddo; poi lo verseremo nelle patate, mescolando per amalgamare bene la crema. Tenere in caldo e prima di servire spolverare leggermente di spezie e parmigiano.

Ora torniamo all’anatra, asciughiamo il petto, lo taglieremo a metà incominciando dall’alto per arrivare a due cm dal fondo, formando una tasca. Nel frattempo abbiamo lessato le castagne, abbiamo stufato le cipolle con il chiodo di garofano, vino e poco brodo; ora imbottiremo il petto con le cipolle e le castagne scolate bene e insaporite con scorza d’arancia e pepe. Adesso chiudiamo la tasca con gli stecchini, la rosoliamo in poco olio extra vergine leggero, spruzziamo con il vino, poi, il rosmarino, la salvia , lo spicchio d’aglio vestito, e raggiungeremo la cottura aggiungendo un po’ di brodo. Lasciare intiepidire e tagliare la tasca a fettine; servire sopra un letto di crema di patate.

FEDERICA   Buonissimissimo!

LA CURA DEI PIEDI TRE

25/01/2013

CURIAMO  I  NOSTRI  PIEDI

I CALLI  IN  GENERALE

DEFINIZIONE : è costituito da un ispessimento circoscritto dello strato corneo e dell’epidermide,  con zaffi corneali che si approfondano nel derma. È causato in prevalenza da ripetute pressioni:  si  osserva infatti soprattutto nei punti compressi da calzature troppo strette, particolarmente nel V  dito del piede, sulla prominenza dei metatarsi,  delle falangi e sulla pianta del piede.  Il callo è sempre dolente spontaneamente e soprattutto nella stagione umida;  i tessuti cornei sono evidentemente igroscopici,  assorbono cioè l’umidità,  si rigonfiano provocando uno stato di tensione dolorosa spontanea e maggiormente col movimento del piede.

Al centro dello strato corneo ispessito si trova una formazione cornea conica a strati  ( occhio del callo ) che si approfonda nel derma e che indica il punto di maggior compressione. Persistendo insistentemente lo  sfregamento che l’ha provocato,  il callo si può dissecare dai tessuti sottostanti e trasformarsi in una rilevatezza bollosa contenente liquido sieroso citrino.  Può accadere, in queste condizioni,  che il callo per successive abrasioni o da calzature o per interventi inesperti dello stesso paziente,  si infetti ; in tal caso la raccolta sierosa si trasforma in raccolta purulenta- emorragica,  con possibile reazione infiammatoria dei tessuti circostanti ed arrossamenti superficiali a raggiera ( linfangite ) – ( infiammazione dei vasi linfatici ) .  Nei casi più gravi si può avere anche l’ingrossamento delle linfoghiandole  satelliti  ( adenite ) e reazioni febbrili.

CURA : quando si presentano calli normali o lievemente irritati, se ben asciutti e regolari con strato notevole di cornea, con paziente molto sensibile, è sufficiente la loro asportazione con arnesi adeguati, operando in strati sottili, fino ad arrivare alla zona vascolarizzata morbida, evitando di provocare sanguinamento. Con callo molto duro, è consigliabile prima di procedere, un bagno emolliente con acqua calda o un impacco con crema adeguata. Il callo allora potrà essere asportato con notevole facilità.

Nei casi infiammati con arrossamento circoscritto, prima di intervenire, è consigliabile prescrivere impacchi freddi o di alcool e riposo , e dopo qualche giorno intervenire come nella maniera precedente.  Nella fase di infiammazione diffusa estesamente ai tessuti circostanti, o di ascesso acuto, sarà opportuno indirizzare i pazienti dal medico per la cura del caso. Nel caso invece di raccolta sierosa, senza o con scarsa reazione  (fase cronica ), callo con sacca, dopo le opportune disinfezioni della parte e dei ferri, si punta il ferro a lancetta al margine del callo e si solleva il callo stesso, proseguendo nell’incisione circolare, fino ad asportarlo completamente.  Si scopre così la cavità, la si ripulisce con cura e si disinfetta mediante antisettici ( acqua borica , borossigeno, ecc. ), quindi, si applicano pomate antibiotiche poi, garze sterili o cerotti appositi, già preparati.

CALLO  IN  PARTICOLARE

Ci sono vari tipi di calli e se ne distinguono alcuni  caratteristici per la sede nella quale solitamente si riscontrano, altri per l’aspetto formale che hanno.  Per comodità di classifica li dividerò in tre categorie:

1     –    calli del dorso del piede

2     –   calli della punta del piede

3     –    calli interdigitali o marginali.

A )  Calli del dorso del piede. Si riscontrano in genere o sulle giunture falangee, particolarmente sulle dita a martello.  Si riscontrano su tutte le dita del piede escluso l’alluce.  Sono più frequenti  al V° dito, dove abbiamo una callosità semplice. Sulle altre tre dita seconda  terza  e quarta tale callosità può essere complicata dalla sottostante presenza di un rigonfiamento di consistenza dura –  elastica dovuta ad una borsite che ha l’aspetto di una ciste  ( capsula a contenuto liquido o semisolido ) a contenuto sieroso , o sieroso spugnoso.  Per questi casi è necessario l’asportazione chirurgica di un medico.

B )    Calli plantari :  a)   callo puntuale paraunguenale delle dita a martello

                                        b)    callo  dell’alluce

                                        c)     callo metatarsale

A )   È   fastidioso o dolorosissimo, ben circoscritto, del volume di un pisello, poco spesso, ma con occhio centrale quasi costante che si approfonda più o meno nel derma; si asporta facilmente.

B )    È   abbastanza comune in forma semplice. È del volume di una mandorla, ellisoidale,  di spessore vario, ben asportabile. Raramente presenta un punto centrale più chiaro dolorosissimo e facilmente sanguinante a causa di una papilla dermica ipertrofica riccamente vascolarizzata e con numerose terminazioni nervose.  Si consiglia nel trattamento di presentare la massima attenzione nell’asportare la callosità circostante trasparente,  rispettando la papilla centrale che,  altrimenti,  sanguinerebbe abbondantemente.

C )   Si presenta negli abbassamenti degli archi lungitudinari,  di volume e spessori  vari con le caratteristiche del callo semplice, talvolta confluenti in uno esteso a tutta la parte anteriore del piede.  In certi casi rari troviamo stratificate con le callosità,  piccole scagliette di sangue coagulato.  Questo fenomeno è causato dalla lacerazione dei vasi capillari durante la compressione e successiva aspirazione reattiva da parte della callosità non più compressa.  In questa sede possiamo anche riscontrare callosità con le caratteristiche del callo papillare descritto nei calli dell’alluce. Altra callosità metatarsale plantare è il cosiddetto callo sudoriparo.  È  un callo caratteristico che si nota in individui con eccessiva sudorazione.  La callosità si presenta macerata, molto spessa e spugnosa. L’asportazione totale eccessiva provoca per la prima giornata disagio e fitte dolorose.

CALLI INTERDIGITALI  E  MARGINALI

Fra questi, importante è il cosiddetto callo ad occhio di pernice. Tale denominazione esprime abbastanza chiaramente il suo aspetto. Compare tra i punti di contatto con le dita fra di loro,  della grandezza e forma di un coriandolo con punto centrale e contorno bianco  –  amianto macerato.  Una delle cause che lo provoca è la costante presenza del sudore.  Nel punto di contatto è bilaterale tanto che lo si potrebbe chiamare  ” callo gemellare ” delle dita.  È  molto doloroso spontaneamente in quanto il fittone centrale comprime in regioni molto sensibili e con scarso tessuto ammortizzante.  L’asportazione va fatta con estrema attenzione,  cautela  e sicurezza. Del callo marginale il più importante è quello del tallone.  Si manifesta in chi usa calzature aperte; si riscontra soprattutto nella donna.  Questa callosità si estende circolarmente su tutta l’estensione del tallone e può raggiungere anche lo spessore di un centimetro. Nei calli inveterati di questo tipo possono osservare frequenti fenditure verticali del corneo ormai arido, il cui fondo raggiunge il derma fino a sanguinare.

Va asportato completamente previo impacco emolliente ed applicazione di crema onde ammorbidire bene la callosità troppo secca. Fatto il lavoro si applicano sulle  ferite e lacerazioni sanguinanti pomate risolventi e antibiotiche tenute in sede da opportuni cerotti.  I calli marginali in altre sedi hanno scarsa importanza.  Fino ad ora ho parlato di callosità a sede costante,  in cui cioè il  movente principale è dovuto alle particolari conformazioni del piede. Ora dirò brevemente di quei calli a sede variabile nei quali il movente principale è una malformazione della calzatura ( in genere chiodi  e nodi sulle suole ) . Queste callosità sono piccole e profonde,  prive di alone superficiale.  Per la loro conformazione costante li chiameremo ” calli migliari ” . Essi se asportati sistematicamente con un ritmo preordinato,  consigliando ai pazienti di cambiare spesso calzature, possono essere eliminati completamente.

L’UNGHIA  INCARNITA

( O INCARNATA )

Si ha l’unghia incarnata quando approfondendosi  nel vallo del letto ungueale, che la delimita, l’unghia si comporta come un corpo estraneo,  causando una reazione irritativa-infiammatoria con successiva secrezione sieroso-purulenta del cercine carnoso. Nel fenomeno si possono distinguere cronologicamente quattro fasi:

1)   Dolore anche spontaneo, ma soprattutto alla pressione continuata;  in questa fase,  spesso, ad un attento esame si riesce ad evidenziare nel punto di maggior pressione una piccolissima callosità conica che si affonda nel vallo per uno o due millimetri.

2)    Iperemia:   la parte interessata diventa rossa, turgida e lucente.

3)    Ulcerazione : nella sede di contatto per la continua pressione si produce un’ulcera da decupito.

4)     Reazione fungoide : nella fase avanzata,  persistendo le cause, compaiono fungosità secernenti e ricoprenti anche buona parte dell’unghia macerata sottostante e vistosa deformazione del dito interessato.

Le cause favorenti l’unghia incarnata possono essere varie:

Congenito – ereditarie acquisite : malformazioni,  calzature strette, sudorazione eccessiva del piede.

Stati fisiologici 0 patologici particolari : gravidanza, malattie di cuore, o flebiti degli arti inferiori;  in esse il fatto è spiegabile dalla presenza di edemi  ( enorme aumento di liquidi nei tessuti )  che ingrossano anche il piede ; diabete ed altre forme distrofiche ( esiti di ferite  congelamento ).

Sede : la sede preferita dell’unghia incarnata,  nella stragrande maggioranza dei casi , è l’alluce.

 CURA

Il paziente che ricorre al podologo, ha bisogno di sollievo immediato,  quindi ogni tentativo di persuaderlo e fare manovre che non abbiano questo scopo è destinato all’insuccesso. Sarà opportuno quindi asportare,  servendosi del trapano con fresa piccola o di un trancetto ( più doloroso ) una fetta di unghia a circa un millimetro dal cercine. Nella prima fase  ricercare il piccolo callo nel vallo ed asportarlo a scagliette con una piccola sgorbia. Nella seconda, terza e quarta fase dopo l’asportazione dell’unghia,  sarà sufficiente medicare e fasciare.

In seguito si potrà tentare una profilassi, inserendo il cotone o garza sotto l’unghia in opportune sedute,  fino ad ottenere un ristabilimento regolare dell’unghia. Ottenuto questo consigliare il taglio dell’unghia a linea retta ( unghia quadra ) ; calzature comode di pelle morbida. Continua…

LE RICETTE DI CASA MIA SESSANTESIMA PARTE

24/01/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

BUON  SAN  VALENTINO

ELENA   Continua la cena del 14 febbraio, con il dolce: la cupola di S. VALENTINO.

FEDERICA  Certo che m’incuriosisci molto con questa cena! Com’è la tua cupola?

ELENA   Aspetta e vedrai!

CUPOLA  AL  CIOCCOLATO   RIPIENA

 

Ingredienti: 300 g di farina, 15o g di olio di mais, 280 g di zucchero semolato, 100 g di succo di pompelmo una bustina di lievito per dolci, 70 g di cacao dolce, tre uova, qualche cucchiaio di liquore alla vaniglia.

Ingredienti per il ripieno: tre tuorli, zucchero a velo vanigliato 150 g, latte 500 g circa, farina di riso o fecola di patate; 300 g di cioccolato fondente dolce, latte q. b., maraschino un bicchierino, panna da montare, rum, caramello, pan di spagna, crema di lamponi, granella di zucchero.

Esecuzione: facciamo la cupola al cioccolato, una volta raffreddato il dolce lo capovolgeremo e lo svuoteremo tenendo lo spessore di due cm, per tutta l’area del dolce. Ora faremo la crema pasticcera, e la lasceremo raffreddare, poi faremo l’altra crema con il caramello, la panna, e il rum. Adesso facciamo sciogliere a bagno maria il cioccolato aggiungendo il liquore e il latte, curandoci di non farlo irrigidire troppo ( deve essere scorrevole ). Prendiamo i lamponi, aggiungiamoci qualche cucchiaio di zucchero semolato e li mettiamo sul fornello quando si saranno sciolti metteremo un cucchiaio di farina di riso e addensiamo un po’ la crema. Ora faremo una moka di caffè e lo mescoliamo al gin seng e tre cucchiai di panna fresca, poi,  prendiamo la cupola svuotata, la capovolgeremo e incominciamo a riempirla a strati con la crema pasticcera, il cioccolato fuso, il pan di spagna ( quello che abbiamo svuotato dalla torta )lo tagliamo a pezzetti uguali, vanno imbevuti nella salsa di caffè; poi la crema di lamponi, il pan di spagna, la crema con panna e caramello, l’ultimo sarà ancora il pan di spagna. Ora mettiamo il piatto da portata sopra il dolce e lo capovolgeremo. Per decorarlo basta una colata leggera di cioccolato e la granella di zucchero.  Lasciare in frigorifero per un’ora prima di consumarlo. Il dolce è meravigliosamente squisito!

 FEDERICA  Dovrei farla io questa cena, poi invitarti insieme a chi vuoi Tu!

ELENA   Mi sembra il minimo! Ma sto scherzando!

 FEDERICA   Io sto facendo sul serio, chissà quanta bella musica hai preparato!

ELENA  Sì, di tutti i colori: voglio dire lenti,  musica soft e  anche movimentati al massimo, per non parlare dei valzer, tango ecc…

25/01/2013

FEDERICA   Sai che da quando ho voltato pagina mi sento una persona nuova, felice, tutto quello che cerco di realizzare mi viene facile, senza troppo aiuto; come mai mi succede questo?

ELENA  Quando viviamo accanto a persone che ci ostacolano, che promettono aiuto e invece non ne danno, è meglio concentrarsi sulle proprie forze e tutto viene da sé. I progetti si realizzano facilmente, la vita ci appaga per avere risvegliato le nostre forze interiori. È meglio liberarsi di persone che sono prive d’iniziativa e cercano di coinvolgerti nella loro vita vuota; come se vivere significasse esclusivamente  cercare di fregare il prossimo per non fare un tubo o risaltare meglio. Questa vita impoverisce e porta ad essere disonesti non solo materialmente ma soprattutto moralmente.

FEDERICA   Scommetto che hai già qualcosa di buono da mostrarmi!

ELENA   Certo, per questa ricetta ho pensato esclusivamente ad una persona meravigliosa! Eccola.

SCALOPPINA  DI  FARAONA IN SALSA

CONTORNO  DI  FONDI  DI CARCIOFI  RIPIENI

Ingredienti: scaloppine di faraona battute. Per la salsa: maionese con l’aggiunta di yogurt, poca senape,  un cucchiaio di scalogno tagliato fine, un pizzico di prezzemolo e un pizzico di timo, rosmarino, salvia, olio di arachidi.

Esecuzione:   lavare la bistecca di faraona nel vino, poi asciugarla, immergerla nell’ olio, infine nella farina di mais macinato molto fine. Ora la metteremo al tegame con poco olio, rosmarino e salvia e dopo la cottura spargeremo sulla scaloppina due cucchiai di salsa.

Ingredienti per i fondi di carciofi ripieni: fondi di carciofi, cozze, aglio prezzemolo, parmigiano e pane grattugiato, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe, un cucchiaino di yogurt per ogni porzione .

Esecuzione: faremo le cozze nel metodo tradizionale, i carciofi vanno cotti a vapore sempre al dente , poi li passiamo nell’olio,  li riempiremo con le cozze, un trito di erbe, una spolverata di pane e parmigiano, poi andranno in forno a 170° curandoci di controllare. Prima di impiattare versare sopra i carciofi un cucchiaino di yogurt naturale, poi impiattare insieme alla scaloppina di faraona.

26/01/2013

FEDERICA   Quale piatto mi suggerisci per una persona  sana, con tutti i valori al posto giusto? Per uno sportivo?

ELENA   Se vuoi un piatto unico potrei indicarti dei ravioli ripieni di stracotto di salsiccia e stufato di cavolo nero, alla fonduta. Eccoli!

 ELENA  Li ho provati un mese fa, posso dirti che piacciono, perché sono buonissimi!

Ingredienti: farina di semola di grano duro,  uova,  salsicce, cavolo nero, cipolla , scalogno, chiodi di garofano, dragoncello, vino, brodo, fontina, parmigiano e pane grattugiati, sale, pepe, olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione : puliamo il cavolo nero, lo tagliamo a pezzetti insieme alla cipolla. Poi, li adageremo  in una casseruola, con l’aggiunta di due chiodi di garofano, poco brodo, (meglio se di carne ) li faremo stracuocere fino ad esaurimento del liquido. Ora grigliamo le salsicce, le passiamo al mortaio, poi, le metteremo in un’altra casseruola con lo scalogno tritato, il vino, il dragoncello, cuoceremo per circa 10 min dalla prima bollitura. Poi, uniamo il tutto, aggiungiamo parmigiano gratt., aggiustiamo di sale e pepe, se occorre aggiungere anche un poco di pane grattugiato

Mentre il pesto riposa, noi prepariamo la sfoglia e i quadretti per riempire i tortellini. Una volta fatto tutto, compresa la fonduta li condiremo e impiatteremo questa delizia ancora bollenti.  Un vino adatto è un Chardonnay del Trentino, oppure anche un buon Chianti.

FEDERICA   Buoni! Però ci vorrebbe qualcos’altro, non so, come un’ insalata.

ELENA   Possiamo fare un’insalata di verdure e frutta: scarola, finocchio, carote, mela verde, olive, e per condire arance a fettine private della pellicola, poi, olio extra vergine d’oliva, e aceto di mele puoi aggiungere anche qualche gheriglio di noci . Che ne dici?

FEDERICA   Perfetta! Li mangeremo a tempo di musica. Buona domenica a Te.

29/01/2013

FEDERICA   Senti, ma i crauti si possono fare anche con il pollo?

ELENA   Certo, i miei sì, non sono troppo forti, a volte li faccio con il pollo piccante, una ricetta che viene dal Brasile che poi ho modificato: ho sostituito erbe ad altre erbe aromatiche. Insieme sono veramente buoni.

POLLO  PICCANTE   CON   CRAUTI

Ingredienti: cavolo verza, oppure cavolo cappuccio, aceto di mele, aglio, sale, pepe, vino bianco, poco brodo, olio extra vergine d’oliva delicato, bacche di ginepro.

Ingredienti per il pollo: acquistiamo un bel pollo, sugo al pomodoro, pepe, peperoncino, vino rosé, basilico, alloro, noce moscata, cipolla, tallo di quercia marina, maggiorana, foglie di combreto, cardamomo, peperoncino, peperone, cannella, origano, chiodo di garofano.

Esecuzione dei crauti: io preferisco queste due ricette: tagliamo i cavoli scelti, molto finemente, li mettiamo a riposare in una casseruola, li saliamo, pepiamo e aggiungeremo gli altri ingredienti. Li lasciamo  mecerare per una notte, il mattino seguente li cuoceremo a fuoco lento e una volta raffreddati  li irroriamo con  olio d’oliva. Nell’altra ricetta sono più piccanti, metteremo tutti gli ingredienti sopra elencati , però andranno cotti solamente con l’aceto ( Andranno eliminati il vino e il brodo ).

Esecuzione del pollo: tagliamo il pollo a piccoli pezzi, lo lasciamo macerare per tre ore nel vino e la cipolla, poi, verrà asciugato, lo faremo rosolare senza alcun grasso fino a quando sarà ben dorato. A questo punto aggiungeremo tutti i sapori tagliati finemente, mezzo peperone, il sugo al pomodoro, il sale. A fine cottura togliamo gli eccessi di erbe o bacche e lo serviremo insieme ai crauti ( quelli della prima ricetta ). Se si soffre di ipercolesterolemia è bene togliere la pelle del pollo prima di farlo rosolare.

FEDERICA   Con tutti questi sapori diventerà una squisitezza.

ELENA  Con i crauti oltre al cotechino e allo zampone sono buone anche le costine di maiale sgrassate, poi, messe in umido.

FEDERICA   In questo periodo c’è molto freddo, mi sembra la stagione ideale per preparare queste leccornie!

ELENA  Ovviamente sì, ma solo se il colesterolo lo permette!

FEDERICA   Hai la ricetta per fare le costine?

ELENA  Sì, è una variante di quelle grigliate.

COSTINE  IN UMIDO

CON CRAUTI

Ingredienti: costine di maiale possibilmente magre, pomodoro, rosmarino, salvia, aglio, pepe, sale, vino rosato, olio extra vergine d’oliva, alloro.

Esecuzione: mettiamo le costine sulla pietra,  sciogliamo tutto il grasso e le rosoliamo. Poi, le mettiamo in una casseruola, dove aggiungeremo il vino, le erbe, il pomodoro, le saliamo mentre il pepe e l’olio andranno a fine cottura. Quando la carne sarà cotta a puntino le serviremo insieme ai crauti.

FEDERICA  Che bontà! Vorrei domandarti che cosa significa sognare di ” nascere ” ?

ELENA  Sognare di nascere è segno di buona fortuna e di letizia. Il sogno è per il sognatore la conseguenza di una trauma per una sciagura, una fortuna vacillante, o una grossa perdita di denaro, per cui, a seconda dei casi, l’inconscio desiderio di annientamento si tramuta nel desiderio di una nuova vita. Per una donna la visione di una nuova nascita è molto spesso originata dalla speranza o dal timore di una maternità.

FEDERICA  Molto interessante! Grazie!

RISPOSTE AI LETTORI SESSANTASETTE

23/01/2013

Sono stanco di sentire lotta contro la delinquenza, sfruttamento dei minori, le guerre, egoismo, collera, impazienza, sfruttamento di buoni sentimenti, e uccisione di donne. Ma quando finirà?

Guido

Bisogna avere fiducia, e non mi stancherò mai di dirlo, fiducia in se stessi , il controllo delle passioni e degli istinti, sapersi dominare. Essere padroni di questo ci da il coraggio e capacità di affrontare i problemi  le avversità e anche di aiutare gli altri.

 Elena  Lasagna

25/01/2013

Sono d’accordo che a questo mondo esiste ancora molta violenza sulle donne; se ne parla molto ed è giusto. Ma mai che si parli delle violenze fatte dalle donne sugli uomini; parlo di violenze psicologiche.

Alessio

Non lo metto in dubbio, però vuoi mettere? Anche se hai scoperto dei lati negativi nella partner: come mancanza di scrupoli, grettezza, malvagità, poi dici che è  mediocre, ipocrita, che sperpera il tuo denaro. È ovvio che dopo un tradimento tu veda in lei tutti i lati negativi, prima però non ti sembrava così, o sbaglio?

Elena  Lasagna

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25/01/2013

Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi dell’attuale politica; come siamo messi? La tua opinione?

DOTTOR  ROBERT

Non so se non hai mai provato l’emozione forte di camminare sul filo  sopra il centro di un fiume in piena e non sai nuotare?  Vorrei dirti di più, ma è ancora molto presto, non si abbatte un albero in un solo colpo! L’importante però è non continuare a sbagliare votando chi cerca di rovinare  la nostra bella Italia. Ma sperare in un miracolo perché qualcuno si spogli di egoismo e la riporti come tanto tempo fa: un po’ pazza e un po’ bella, perché adesso, così,  mi sembra quasi tutta pazza!

Elena  Lasagna

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26/01/2013

Sinceramente, pensi ancora che l’aereo disperso a ” Los  Roques ” sia finito in mare? Sei confusa oppure ci credi davvero?

DOTT. ROBERT

Tu mi conosci, se non ho le immagini nitide preferisco non rispondere. Ma su questo caso, vedo una grande luce, che purtroppo non è più su questa terra. Ovviamente spero sempre di sbagliarmi, anche perché se fossero miei famigliari forse non cesserei mai di cercare.

Elena  Lasagna

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 29/01/2013

Pensi che la luce sia opera degli extraterrestri?

DOTTOR  ROBERT

No, certo che no! Ma la luce di persone che non sono più in vita

In  qualche modo gli extraterrestri sono responsabili di rapimenti e omicidi?

DOTT.  ROBERT

Assolutamente no! Sarebbe un bel capro espiatorio per delinquenti e assassini. Chi ha rapito, stuprato, rubato e ucciso non sono stati altro che gli esseri umani: o perché la persona era diventata scomoda, o per pazzia, per gelosia, e per stupro, si anche per stupro, perché certe bambine non potessero raccontarlo. Io credo che gli extraterrestri siano menti molto più intelligenti  degli umani.

Che cosa succede secondo te nel triangolo delle Bermuda? Dove sono finiti navi e aerei?

DOTT.  ROBERT

A parte quello che sappiamo già, per me è come se una parte  del mare si aprisse e risucchiasse tutto ciò che trova su quel percorso, come avviene nei grandi terremoti , si apre la terra e forma come degli abissi che danno origine  a forti correnti.

Elena  Lasagna

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30/01/2013

Pensi che con le erbe si possano curare tutte le malattie?

Giulio

Sì, io penso proprio di sì. Credo che nostro Signore abbia messo sul nostro pianeta erbe per curare ogni tipo di malattia; certo non il fai da te, e nemmeno fidarsi di certe persone come l’erborista che si diploma in pochi mesi  e magari cerca di sostituire il medico  che ha anni e anni di studio. Ci sono erbe che se prese in eccesso danno effetto contrario; addirittura  letale! Quindi, ci vogliono anni e anni di studio, accortezza e poi l’esperienza non solo del conoscere ma del saper dosare e riconoscere le erbe infestate da pesticidi e altro.

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01/02/2013

Ieri sera sarei corsa da Te. Ho dovuto sopportare gli amici del mio ragazzo, parlano bene e poi agiscono male. Pensa che mi hanno proposto di fare parte di gruppi dediti a fare discorsi per scuotere la gente a votare per il loro partito. Come se l’umanità non sapesse che cosa significa estremismo. Ovviamente ho risposto che non intendo votare per un partito in cui non credo, anzi , vorrei che sparisse!  Quello che proprio non riesco ad accettare è che il mio ragazzo mi abbia fatto conoscere gente simile. Quando se ne sono andati gliel’ho detto e lui prese il silenzio. A questo punto ti confesso che mi sono ” disinnamorata “, e non voglio più saperne di lui! (Scusa per la parola gergale) Sembra che i tipi non adatti a me, li vada a cercare con la lanterna!

Federica

Sei una donna in gamba,   mi sembra giusto che tu esprima e sia fedele alle tue idee e non a  quelle altrui. Forse con il tuo ragazzo sei stata un po’ troppo dura, forse lui non è colpevole come pensi, ma se ha preferito prendere il silenzio anziché difendere le tue idee, ha preso la via più comoda, quindi,  credo che tu abbia fatto la cosa giusta .  Trovo sia disgustoso imporre a chiunque le proprie idee. Tipico proprio di quei partiti. Forse sarà perché la forze opposte si attraggono!

Elena  Lasagna

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02/02/2013

Perché secondo Te ci sono uomini che cercano di storpiare le donne persino nelle foto, di camuffare la loro immagine?

Perché sono dei poveri complessati. Anzi ti rispondo con un proverbio veneto: ” sono segnati da dio “, significa che sotto sotto sono loro dei difettosi “.

Elena  Lasagna

Diciamo pure dei  patetici, venduti,  imbecilli!

DOTT.  ROBERT

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02/02/2013

Tu credi ai sogni premonitori?

Giuseppe

Tutta la storia passata è piena di sogni premonitori: li ritroviamo nella Bibbia, nei testi sacri, nelle leggende. Anche la nascita di Cristo fu comunicata a Giuseppe durante un sogno e a Maria in una visione : ma qual è la differenza in questo caso tra l’una e l’altra condizione?  Sono semplicemente due stati di coscienza:  nel primo l’uomo perde il contatto razionale, cioè il controllo della mente, nel secondo è vigile e consapevole.  Ma anche qui basterebbe sviluppare il controllo conciso e  pragmatico della situazione generale di un sogno, paragonabile al controllo che si ha su qualsiasi scelta. Questo tipo di credenza, che il sogno possa essere controllato è tipico  di molti popoli che appartengono a culture diverse dalla nostra. Ma come fare, ti domanderai a interpretare i vari tipi di sogni? Ancora una volta la risposta è semplice, anche se difficile da mettere in pratica. Occorre imparare a ricordare i sogni ed a interpretarli. Certe visioni non lasciano dubbi anche se al di là della nostra esperienza, i nostri punti di riferimento: lo spirito che è in noi sa riconoscere ciò che viene dallo spirito.

Elena  Lasagna

04/02/2013

Davvero non sai dove e quando ci sarà il prossimo terremoto?

Franco

Ma vuoi scherzare? Se ti dicessi che il prossimo non sarà   in Italia che cosa cambierebbe? Se ben ricordi ho già ricevuto da Federica questo tipo di domanda. Ricordi? Prova a leggere un po’ tutto!

Elena  Lasagna

04/02/2013

So che speri che il tuo sogno si avveri; a quanto dista? Di che cosa si tratta?

Alessandro

Spero che si avveri presto, lo sento; non lo direi mai  ! Solo poche persone ne sono al corrente.

Elena  Lasagna

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06/02/2013

Non riesco a capire perché certe persone che vanno in casa d’altri per lavoro abbiano la maleducazione di fotografare  il loro ambiente intimo; ma guarda che siamo a livelli di bestie!

DOTT. ROBERT

Hai già detto tutto! Io fingo di non vedere, poi, cambio tutta la disposizione della casa, smonto perfino i mobili. Spero solo che…

Elena  Lasagna

 08/02/2013

C’è gente che non sa quello che dice e nemmeno quello  che fa! Perché se una persona riflettesse prima di commettere certi errori forse , non si arriverebbe a tanto, o sono tarate senza speranza?

DOTT. ROBERT

Tu che sei un medico lo sai meglio di me! Comunque sarebbe bene che qualcuno prima di agire osservasse la propria mente; sempre se ne è capace. Provare ad osservare il corso dei propri pensieri durante un’occasione in cui non state usando l’intelletto consapevolmente,  per esempio in un momento di relax,  mentre vi concedete una pausa lavorativa,  state applicandovi ad una attività lavorativa,  o leggere. In questi momenti la mente è attraversata da una miriade di pensieri e immagini sconnessi,  frammentari,  da associazioni di idee velocissime che portano lontano,  senza scopo né risultato. Pensare in questo modo non è solo utile,  ma è anche un grande spreco di energia.   La mente è una proiezione dell’anima,  ma se viene lasciata libera prima di essere educata diventa una padrona irresponsabile :  Essa va guidata e noi non possiamo permettere di subirla passivamente , ma per far questo occorre sviluppare attenzione e volontà!

Elena  Lasagna

11/02/2013

Ma tu hai fiducia nel governo che c’era prima del governo Monti?

Egidio

Senti va bene caderci una volta due ma anche la terza no! Si arriverà ad  un  punto peggio di prima.

Elena  Lasagna