CANTO ALLA MADRE

IL mio pensiero va a tutte le mamme che ora

vivono in un’altra dimensione.

“CANTO  ALLA  MADRE”

 

Madre carissima

Un brivido intenso dilania anche l’anima

dal mio cuore esce un canto: le mie lodi per Te.

 

Il giardino oramai ha ripreso i colori

e tra l’alba e la notte, l’amore disseterà le tue rose.

 

Le labbra intonan le note, il canto nella notte

echeggia lontano.

 

Il tuo volto ha il colore della vita, mi tendi la mano.

 

La forza dei nostri sogni risuona ancora nell’aria;

 le gaie risate dei bimbi, il canto delle allegra cascate.

 

 

Hai donato il tuo cuore come le stelle si son date alla notte,

così pronta a vegliarci, come al mio tardar della sera

non avevi pace, poi, dai respiri del cuore mi sentivi arrivare…..

 

Con grande rammarico un giorno ci ospiterai

come facevi una volta…..

Ci saranno nuovi giorni per noi

amatissima madre!

Elena  Lasagna 

  

Da “Nella mente e nel cuore

edito maggio 2009

VI PRESENTO ALCUNE DELLE MIE CREAZIONI

09/10/2012

Preferisci gli stilisti italiani o quelli stranieri? Come dovrebbe essere un grande stilista?

Lara

Senza togliere nulla agli stilisti stranieri, apprezzo di più quelli italiani. Penso che gli stranieri abbiano apprezzato di più i loro stilisti, cosa che è mancata molto agli italiani. Noi abbiamo  artisti della moda  unici al mondo! Come in tutte le professioni” lavorare dovrebbe essere un divertimento”! Trasformare la propria passione in qualità, classe, in prodotti di successo. La moda offre questa opportunità, a patto che si possieda creatività, capacità tecniche e senso del mercato. E un’acuta sensibilità verso i cambiamenti del costume, e del gusto; l’importante è mantenere  il buon gusto, perché un prodotto dovrebbe essere sempre il più intelligente possibile. Seguire il proprio estro creativo, è bello andare sempre in fondo a tutte le cose, tenendo sempre qualcosa di non risolto, di non vissuto. Per un artista la creatività è sinonimo di vita! E la moda in sé è come la vita: un’esplorazione.

Elena  Lasagna

Questo abito da sera di voile in seta con corpino in pizzo, risale alla fine degli anni novanta.Taglio classico, stile romantico, dove un insieme di veli sovrapposti l’uno all’altro si traducono in una piacevole sensualità; i colori della gradazione  champagne si

  smorzano stemperati in un bianco luce,  richiamando il colore dell’alba. Questo abito è stato realizzato interamente a mano.

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GLI  ANNI  NOVANTA

Questo è un abito degli anni novanta, dal taglio asimmetrico. Abito da giorno in tre versioni: mini, midi, e lungo. Qualora si volesse crearne una versione” mini” dopo le prime tre balze si potrà sganciare, si potranno togliere anche le ultime due balze e avremo la versione  “midi”. L’abito è interamente realizzato a mano con stoffe in seta pura e crêpe in seta.

Elena  Lasagna

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Dal 2000 al 2010

 Possiamo scegliere tessuti pregiati, cercare le tonalità più particolari, la ricercatezza oppure optare per la semplicità, ma se manca la tecnica del taglio giusto, non si sforneranno mai abiti grintosi o superabiti. In questo lavoro il mio motto è: cento misure e un taglio solo! Il taglio è il progetto base, è un momento davvero personale, sia per l’abito che per tutto il resto. Mi è sempre piaciuto esaltare la personalità della cliente pur rispettando i suoi gusti. Ho sempre detestato chi tende a uniformare in tutto, ma esaltare la tipologia femminile di ciascuno donna o uomo che sia. Mi piace l’eleganza dove la coerenza creativa s’impone contro il disordine e il caos!  CONTINUA…

Elena  Lasagna

 22/10/2012

MAXI CAPPOTTO FINE ANNI 90

Siamo alla fine degli anni 90. Per onorare  il ventesimo secolo ho pensato al nuovo style autunno-inverno con una ricercata semplicità.

Cercare di saper cogliere certi aspetti futuri della società, nel vestire, negli accessori, ma con un incessante recupero degli elementi del passato che sottolinea, di fronte a un invecchiamento accelerato del nuovo, la necessità di approfondire ogni espressione della propria vena creativa. Come questo maxi cappotto grigio fumo in cashmere, dalla linea essenziale rifinito con collo a scialle e polsi in visone bianco, chiuso da bottoni in smalto nero e filigrana d’argento dorato. Esprime la passione smodata per gli oggetti che aspirano alla perfezione. Continua…

N.B. Il termine maxi  in questo caso significa il massimo della lunghezza! Questo modello esiste solo in due taglie: 42 e 46.

Elena  Lasagna

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04/11/2012

FINE  ANNI  OTTANTA

Abito lungo in  crêpe di seta stampato con fiori sovrapposti in velluto blu, e steli formati di perline uniti con fili di lamé. ( le maniche sono girate appositamente per non dare l’intera visione del modello).

Anche questo abito è stato realizzato interamente a mano.

Elena  Lasagna

 04/06/2013

Come vedi la moda primavera – estate 2014 e oltre?

Alessandra

Vedo una mescolanza di culture, di colore, e seduzione, ma tutto con coerenza ed eleganza. Una moda che nasce per andare avanti, dove  seduzione, glamour e trasgressi0ne sono indispensabili. Questi ultimi anni hanno lasciato il segno, sono stati complicati nel lavoro, molto esposti a colpi duri e bassi. Anche se segnali contrastanti parlano di certezze messe in discussione, è indispensabile crederci, mettere tutta la creatività, e quello che il destino lascia da parte lo si potrà conquistare lottando.  Sarà utile richiamare quel mondo dell’epoca rivisitando in chiave ironica, con la volontà di ripartire, ma anche con tanta innovazione.  Quindi, colori forti, e tenui ma anche splendidamente sfaccettati, il nero e il bianco vestono regalando fascino alle nostre serate importanti, completi a pantalone eleganti, abiti lunghi anche da giorno, balze, pizzi, ricami in nuovi modelli mai visti prima determinando  eleganza, volontà e discernimento.

 Elena  Lasagna

 14/03/2014

PRIMI ANNI  2000

Vi presento un modello ancora attuale, un pret-a- porter  realizzato nei primi anni  2000.

 Abitino intero con giacca sfiancata, dalle gradazioni dei colori della luce. Impreziosito non solo dalle stoffe ma da bottoni gioiello.

ANNI 2000 Volendo riassumere la moda di oggi diciamo romantica, delicata femminilità. Il look dell’ultima stagione  è infatti in netto contrasto con lo stile provocatorio per non dire svestito degli ultimi anni. Dopo stagioni di top che lasciavano scoperto l’ombelico, questa parte del corpo ora viene coperta. INFATTI IN ALTRO TERMINE TORNATO IN USO NELLA MODA È  SEMPLICITÁ ELEGANZA E GENTILEZZA. Parole che indicano tessuti drappeggiati, pizzi candidi e colorati, intarsi tessuto e pizzo, ricami su tessuti di seta. In generale c’è poi una convergenza verso l’abbellire, tornano ad imporsi gli abiti a stile impero a vita alta. Più pratica è la versione snellita, sfiancata e ristretta in vita.  Gli abiti estivi giocano con i toni della sabbia, i colori della luce in tutte le loro sfumature: dal giallino, al giallo intenso, al giallo oro e al colore del tramonto.  Questa nuova era dovrà restituire alla donna serenità e gentilezza. Del resto l’idea di elegante, moderazione è un concetto generale; questo consolidamento nella moda si legge negli abiti ma anche negli accessori.

01/12/2014

AUTUNNO INVERNO 2014-15

GIACCONE  IN  ECOPELLE RICAMATA

Nei ritaglidi tempo dei mesi estivi, con un po’ di nostalgia pensavo al lavoro degli anni passati; così ho idealizzato e proposto dei modelli. Rappresentando prima su fogli di carta in punta di matita sfumata da china e colorante all’acquarello,mini cappotti e giacconi, con intrecci di materiali che ispirano la moda contemporanea, con il desiderio di idee nuove, di stimoli, tattili e visivi di oggetti che sappiano fondere buon gusto, praticità, eleganza. Ho presentato l’ecopelle ricamata, l’ecopelliccia impeccabile, su una base di tessuti tecnici ingualcibili.  Ebbene ne ho scelto uno e l’ho realizzato: eccolo nella foto in basso.

 07/12/2015

MINI  ABITO  IN  PIZZO  CON  FIORI  DI  VELLUTO

Sembra più opportuno,  più aggiornato,  più nell’aria del tempo,  il cercare di trovare il giusto posto per l’abbigliamento nella continuità di gesti fatti per se stessi , per l’equilibrio del corpo e della mente.  Vestirsi per sentirsi bene,  i piaceri possono avere un senso oltre l’appagamento dei sensi.  Non esistono i colpi di fortuna in materia di charme.  Ci vuole una strategia permanente in opera.  Vi mostrerò un modello presente da tempo nell’archivio della mia mente: è un mini abito in pizzo chantilly, con applicazioni di fiori di velluto e perline,  cuciti a mano con precisione e maestria; abbinati a pantaloni  a sigaretta e top in seta. La femminilità si spalanca dolcissima e tutto sembra andare in una direzione di pratica eleganza ed equilibrio.

Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA QUARANTUNESIMA PARTE

09/10/2012

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Oggi ho fatto la tua ricetta del rombo alla pasta di acciughe, è molto buono sai? Mi sono impegnata molto; però non ti ho portato nessuna ricetta, tu l’hai scelta?

ELENA   Certo! Anche oggi cucineremo il pesce, ancora la spigola, però al cartoccio. Verrà servita così com’è, l’ho chiamata ” la spigola dello zio Bertoldo”, a Lui piace mangiarla senza prima sfilettarla, ma ancora nel cartoccio con tutte le lische; io credo che questo suo modo di porsi nei confronti del pesce sia unico.

SPIGOLA  AL  CARTOCCIO  CON  SALSA  MAIONESE

Ingredienti: spigola, prezzemolo aglio e dragoncello, olio extra vergine d’oliva, sale e pepe, poco pane grattugiato. Fare la salsa maionese con uova, olio di girasole, aceto, limone e sale.

Esecuzione: lavare e aprire la spigola, farcirla con le erbe, sale e pepe, pennellarla con l’olio e cospargere un po’ di pane grattugiato. avvolgerla nella carta stagnola e metterla in forno a 180° per venti minuti Trascorso il tempo di cottura si dovrebbe mettere nel piattone, sfilettarla, cospargerla di prezzemolo e dragoncello limone e olio, poi si gusterà con un filo di salsa maionese.

FEDERICA  Mi piacerebbe anche così, però come la mangia lo zio Bertoldo, no!

Ora vorrei sapere il significato della “camelia”.

ELENA   La camelia indica costanza, grande ammirazione per qualcuno: in particolare per la persona amata, la camelia si regala quando proviamo stima reciproca, e quando si prova il desiderio di incontrarsi per sempre.

FEDERICA   Come la signora delle camelie?

ELENA   Sì, più o meno!

FEDERICA  Domani mi darai un’altra ricetta di una torta al limone?

ELENA   Va bene, l’inventerò stanotte!

10/10/2012

FEDERICA   Caspita! Pensavo che non mi chiamassi più!

ELENA  Come potevo mancare all’appuntamento della torta al limone! Solo sono stata sotto tensione: una tensione sottile, quasi suscettibile che se per caso si fosse alzata una leggera brezza (brezza per dire discussione) avrebbero creduto che sarebbe successo un finimondo mentre in realtà era tutto animato da una pulsione profonda da un qualcosa di vero che niente e nessuno potrà mai dissolvere.

FEDERICA   Poi mi racconti però.

ELENA   Allora ho una ricetta di una nuova torta al limone, è riuscita benissimo, chi l’ha mangiata ha detto: è buonissima!

TORTA  AL  LIMONE FARCITA

Ingredienti: 500 g di farina doppio zero, 250 g di zucchero semolato, mezza bustina di lievito, due tuorli e un uovo intero, 80 g di burro (sciolto a temperatura ambiente) una vanillina, se occorre, aggiungere un po’ di latte. Ingredienti per il ripieno:125 g di zucchero a velo,  mezzo bicchierino di liquore strega, 400 g di ricotta vaccina e setacciata, un tuorlo, 100 g di panna, cinque limoni più uno per la decorazione, 100 g di zucchero a velo vanigliato,  zucchero semolato per la composta di limoni.

Esecuzione : mettiamo tutti gli ingredienti dettati per la torta dentro la fontana della farina, che trasformeremo il tutto in un impasto omogeneo ma non deve attaccare alle dita. Ora foderiamo una teglia dal diametro di cm 22 la ungeremo con poco olio e l’infarineremo con farina di riso. Abbiamo già fatto la composta di limoni, tagliandoli finemente e aggiungendo l’addensante e un trenta %  del peso dei limoni di zucchero semolato. Abbiamo fatto raffreddare la composta e abbiamo mescolato la ricotta con la panna, abbiamo aggiunto un tuorlo e lo zucchero a velo 125 g  la buccia grattugiata di due limoni che abbiamo tenuto da parte prima di fare la composta infine il liquore. Adesso non ci rimane che dividere l’impasto della torta in due parti e la tiriamo con il mattarello fino a formare un cerchio più grande della teglia, facciamo uscire dai bordi e ora mettiamo i ripieni: la crema ottenuta con la ricotta e la composta di limoni. Ripetiamo l’operazione con il resto dell’impasto, faremo un altro disco e copriremo la teglia. togliamo con cura gli eccessi di pasta et voilà la mettiamo in forno a 180 ° per 40 min, controlleremo la cottura e quando si sarà raffreddata la guarniremo, non con la solita glassa ma con delle fettine di limone caramellate. Questo dolce è ottimo per tutti i palati.

FEDERICA    Grazie! Questa è la mia torta al limone preferita, dico sempre così, a me piacciono tutte. Ora però vorrei che mi regalassi un fiore nel senso del suo significato.  Il fiordaliso.

ELENA    Chi ti dona questi fiori crede  nella tua purezza di sentimenti, lo spirito brilla come una scogliera corallina, rappresentano anche la gioia genuina, chiarezza e delicatezza. Di solito i fiordalisi vengono regalati al primo amore o all’inizio di un amore.

11/10/2012

ELENA   Ho una sorpresa per Te: un’altra torta, esattamente una torta nuova alle pere, rum e datteri. Quando la rifarò metterò la foto.

FEDERICA   Non vedo l’ora di mangiare anche questa! Solo a sentire gli ingredienti mi cola la bocca!

TORTA  DI PERE  AL RUM  CON  CREMA  DI  DATTERI

Ingredienti: 25o g di farina doppio zero, 100 g di amido di mais, due uova intere, 250 g di zucchero semolato, un bicchierino di latte e un mezzo di rum una bustina di lievito per dolci, 50 g di olio di arachidi, tre pere abate non troppo mature, rum q. b., 300 g di datteri snocciolati una stecca di vaniglia.

Esecuzione: Anche in questo caso uniamo le farine e lo zucchero, mettiamo nella fontana le due uova, l’olio il latte, il rum. mescoliamo bene, benissimo perché dobbiamo ottenere un impasto liscio e cremoso ma non troppo molle. Infine mettiamo il lievito. In precedenza abbiamo tagliato le pere a fette non troppo spesse, le abbiamo irrorate con il rum, con due cucchiai di zucchero e lasciate a bagno. Abbiamo anche passato i datteri al passaverdura ottenendo una bella crema consistente dove abbiamo aggiunto una stecca di vaniglia. Ora mettiamo nella teglia il composto della torta, sopra spalmiamo la crema di datteri, e poi le pere ben disposte, dove prima le abbiamo asciugate dal liquido. Ora il dolce andrà in forno a 180 g° per 40 min. o forse più; controllare la cottura. Lasciare raffreddare prima di servire e gustarla con vino di uve moscato.

FEDERICA   Certo che per una golosa di dolci come me è una bella tortura!

E  adesso pensiamo ai fiori? Le ginestre che cosa ci vogliono dire?

ELENA   E qui si apre un universo di piccoli e grandi atteggiamenti,  di indulgenze e abbandoni, perché vivono in quello stato naturale di sospensione tra le rocce, come in uno stato di ebrezza spontanea, e di levitazione. Il loro significato resta intatto; la ginestra è un po’ come la stella alpina è il simbolo della luminosità, splendore, e pulizia interiore. Ovviamente il suo significato cambia se abbinata ad altri fiori.

FEDERICA   Grazie!

12/10/2012

 FEDERICA   Qual è la ricetta di oggi?

ELENA   Oggi faremo i panzerotti al forno dentro la teglia di coccio, ti piaceranno vedrai, credo proprio che ti farò ingrassare.

PANZEROTTI   AL  FORNO

Igredienti: patate, zafferano, gorgonzola, cipollotti o scalogni, pomodoro, basilico, alloro, olio extra vergine d’oliva, farina di semola di grano duro, uova, sale, pepe origano, parmigiano grattugiato.

Esecuzione: cuocere le patate con la buccia, fare un puré bello consistente, aggiungere una bustina di zafferano di qualità, sale, pepe e gorgonzola a tocchetti piccoli. Mescolare e aggiungere un po’ di parmigiano grattugiato. Ora faremo la sfoglia sottile con la semola e le uova, poi faremo dei rettangoli di 10 cm. che andremo a riempire con il pesto di patate, formiamo i panzerotti. Nel frattempo abbiamo fatto anche il ragù con cipolla pomodoro, basilico,  origano e alloro. L’acqua sta bollendo, abbiamo messo il sale, adesso è ora di buttarli a cuocere. Abbassiamo la fiamma perché possano cuocersi lentamente; li scoliamo e li mettiamo nella casseruola di coccio, li condiamo e li spolveriamo di parmigiano. Dovranno rosolarsi in forno a 180 g° per 15 min. Servire con un Merlot del Trentino.

FEDERICA   In effetti se li avessi per cena non li rifiuterei. Mi piace questa ricetta sprigiona gusto da tutte le parti!  Il fiore di oggi?

ELENA   Il giacinto: Anche se è un fiore primaverile oggi ne sveleremo il suo linguaggio. La sua sincerità è disarmante! Amore e  dolcezza, questo fiore può suscitare benevolenza, amicizia e amore duraturo, fidati di me, (devo trasferirmi lontano per lavoro ma io ti aspetterò).

Ti piace questo fiore?

FEDERICA   Moltissimo!

15/10/2012

FEDERICA   Sono pronta a dettarti una ricetta tutta mia non c’è niente di mia madre né di mia nonna, spero ti piaccia, se la vuoi fare stasera ti detto subito gli ingredienti.

POLPETTE  GOLOSE

Ingredienti:  cavolo verza, due salsicce, pane grattugiato, un uovo, un cucchiaio di grana o parmigiano grattugiati, foglioline di aneto o finocchietto selvatico, pancetta steccata tagliata sottile. Per il condimento: un chiodo di garofano, vino bianco secco, due cucchiai di pomodoro, salvia, pepe,  una cipolla tritata, olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione: tagliamo il cavolo verza in piccoli pezzi, lo lessiamo con il brodo vegetale, a cottura ultimata lo strizziamo bene, lo mettiamo nella zuppiera dove abbiamo già sbattuto l’uovo, abbiamo messo il formaggio e il pane grattugiato, l’aneto, le salsicce grigliate e pestate al mortaio aggiustiamo di sale e pepe. Amalgamiamo il tutto formando un impasto non troppo molle, poi prenderemo delle palline e le avvolgeremo nelle fettine di pancetta, fermandole con due stecchini (come se fossero tutti dei fagottini. Mettiamo la cipolla a soffriggere nell’olio, aggiungeremo il pomodoro, la salvia, il garofano, il vino e mettiamo a cuocere le polpette a saccottino, le giriamo e le impiattiamo con un contorno di fagiolini saltati con l’aglio.  Un buon  Barbera accompagnerà con grinta questo piatto.

ELENA   Sei impareggiabile!

LE RICETTE DI CASA MIA QUARANTESIMA PARTE

05/10/2012

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   Hai mai mangiato il coniglio in questo modo? Cucinato con le erbe e poi messo in padella?

FEDERICA   Decisamente no. Vorrei vedere! Anzi vorrei sentire!

ELENA   Ti farò vedere e anche sentire, scommettiamo?

FEDERICA  Per ora no perché non ho troppi soldi in tasca!

CONIGLIO  CROCCANTE

Ingredienti: disossare il coniglio, se non abbiamo tempo lo farà il nostro macellaio. Ora lo mettiamo a macero con rosmarino, salvia, bacche di ginepro, due foglie di alloro, sale, vino bianco, carote tagliate sottili, burro, sesamo, mandorle.

Esecuzione: il giorno seguente lo rosoliamo, senza alcun grasso, poi, aggiungeremo poco brodo, vino,  due bacche di ginepro, l’alloro, qualche ago di rosmarino, salvia, e aggiustiamo di sale. Portiamo alla cottura i pezzetti di coniglio, dopo li infileremo negli stecchini da spiedo, li ungeremo nel burro sciolto a bagnomaria e li passeremo nel pestato di sesamo e mandorle; facciamo rosolare a fuoco non troppo vivace e pian piano gli spiedini diventeranno dorati e sodi. Ora li poseremo nel piatto da portata e li gusteremo con un’insalata mista (peperoni, pomodori, indivie, lattuga, finocchi, carote ecc. Oppure con cipolline in agrodolce.

ELENA   Allora? Ho vinto la scommessa oppure ho perso?

FEDERICA   Domani lo farò! È buonissimo!

ELENA  Grazie! Ma ora ho un’altra sorpresa per Te, so che ti piacciono i dolci, ti mostrerò una torta di compleanno fatta due settimane fa: la torta sorpresa, l’ho chiamata così perché sembra una semplice torta paradiso ma dentro è tutta una sorpresa. Non ho potuto tagliarla perché appunto io sono tornata a casa presto, ma lascerò lavorare la tua immaginazione. Eccola!

TORTA  SORPRESA

In questo dolce è racchiuso un semifreddo; molto avvolgente, dai mille gusti golosi e delicati

Ingredienti per la torta paradiso: quattro uova intere, 350 g di fecola di patate, 100 g di farina doppio zero, 150 g di olio di mais, 300 g di zucchero semolato mezzo bicchierino di rum, la buccia di un limone grattugiata, una bustina di lievito per dolci.

Esecuzione: mescolare le due farine, sbattere l’olio con lo zucchero, aggiungere i tuorli, mescolando sempre tra un intervallo e l’altro. Costruire una bella crema omogenea, aggiungere la scorza del limone, e alternando alle farine aggiungere il liquore,  il lievito, infine gli albumi montati a neve soda. Amalgamare delicatamente, e versare il contenuto nella teglia che andrà in forno a 170 ° per 40 minuti. Controllare la cottura con uno stecchino. Quando il dolce si sarà raffreddato (meglio farlo il giorno prima dell’uso) tagliarlo in due parti possibilmente uguali; scavare con un coltellino una parte quella del fondo e tenere da parte il contenuto.

Ingredienti per il ripieno del semifreddo: 250 g di mascarpone, 500 g di ricotta vaccina, 250 g di zucchero a velo vanigliato, due uova intere, alchermes, aroma vaniglia, gocce di cioccolato oppure cioccolato fondente grattugiato, briciole di torrone,  5 amaretti, mandorle e pistacchi macinati e tostati, liquore strega, mezzo bicchierino.

Esecuzione: passare la ricotta al setaccio, mescolare bene il mascarpone, ora montiamo i tuorli con metà dello zucchero a velo, e montiamo anche gli albumi con l’altra metà dello zucchero. Dividiamo in due parti la crema ottenuta con il mascarpone e la ricotta, in una parte incorporiamo la crema dei tuorli, nell’altra parte incorporiamo gli albumi. Alla parte bianca aggiungeremo il cioccolato grattugiato, la frutta secca tostata, il torrone e l’aroma vaniglia; nell’altra parte metteremo il liquore strega, i pezzetti di torta spruzzati con un po’ di alchermes, gli amaretti sbriciolati. Ora prendiamo la parte svuotata della torta, facciamo due  strati, poi, copriamo con l’altra metà della torta paradiso. Questo dolce dovrà riposare per almeno tre ore prima del consumo. Io non l’ho decorata, ma si potrebbe pennellare con poco liquore e passare su tutto il dolce della granella di mandorle o di zucchero. Servire con un Moscato siciliano. È piaciuta moltissimo.

FEDERICA   Vorrei avere già il ristorante, sperando di essere all’altezza!

ELENA   Io ne sono certa!

FEDERICA   Hai tempo per le nostre piante, o erbe?

ELENA   Oggi parleremo dell’ippocastano.

L’IPPOCASTANO

L’ippocastano è un albero molto frequente nelle nostre regioni. I suoi frutti sono chiamati ” castagne d’India “. La sua corteccia è molto usata per i decotti contro emorragie e le varici. I fiori messi a macerare nell’olio extra vergine d’oliva alleviano i reumatismi. I suoi frutti sembra che siano infallibili contro la sciatica. Anche se è un vecchio rimedio della nonna chi ha fiducia dovrebbe tenerne almeno tre sempre in tasca . È ovvio che chi soffre di sciatalgia deve recarsi dal medico ma questa terapia chiamiamola così è stata davvero efficace, ha ridato benessere  a molte persone.

FEDERICA  Buono a sapersi! Vorrei sapere il galateo dell’acacia.

ELENA   Se qualcuno ti regala un’acacia significa che  è amore sincero, oppure amicizia sincera; a volte può significare anche “amore segreto” tutto dipende da chi è il donatore.

FEDERICA   Ma senti questa! Chi l’avrebbe mai detto!

06/10/2012

FEDERICA   Vorrei avere la temperanza che hai tu, perché la mia spesso si trasforma in ira.

ELENA   Vedo che ancora non mi conosci! Eppure non sono una persona che nasconde, forse non ti è mai capitato di vedermi arrabbiata. Manco di moderazione, man mano che passa il tempo cerco di perfezionarmi nel carattere, però a volte è più forte di me; ci sono molte cose che non sopporto, e allora… La temperanza non è solo una delle virtù cardinali che riguardano la vita attiva, ma rappresenta, il sentimento, l’immaginazione, la ricerca interiore, la coscienza, l’attività, la ragione, l’energia vitale, l’energia del sole e cioè “le forze solari, l’azione illuminata. La Temperanza rappresenta anche l’angelo solare identificato come angelo Raffaele, l’equilibrio tra il conscio e l’inconscio, tra l’intelletto e la ragione.

FEDERICA   Come fai a sapere tutte queste cose?

ELENA   Me le spiegò il  mio professore molto tempo fa.

 FEDERICA  Ti va di cucinare?

ELENA   Sono qui per questo. Ti andrebbe di cucinare il pesce? Precisamente la spigola? Anche questo pesce si presta per molte ricette; ha le carni sode, poche lische, cuocendo mantiene bene la sua forma e si può condire con diverse salse.

SPIGOLA   ALLA  BRACE

CON  SPINACI  AL  PARMIGIANO

Ingredienti : acquistiamo le spigole che ci servono, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe e dragoncello. Spinaci, latte e parmigiano.

Esecuzione: apriamo le spigole, dopo averle ben lavate le asciughiamo, le irroriamo con l’olio, sale, pepe e dragoncello. Nel frattempo abbiamo messo gli spinaci ben puliti in una casseruola con poco latte, uno spicchio di aglio e sale. Quando saranno cotti  dovranno essere asciutti da ogni liquido, metteremo una spolverata di parmigiano. Abbiamo messo il pesce sulla griglia a fuoco moderato, fra poco sarà pronta, ne ricaveremo dei bei filetti, li impiattiamo con qualche goccia di limone e il contorno di spinaci. Il vino adatto è un buon Chardonnay. Con un secondo così leggero leggero potremo permetterci anche una fettina di dolce.

FEDERICA  Ottimo piatto davvero!

ELENA   Ora però ti saluto augurandoti buona domenica! Ciao!

08/10/2012

ELENA   Oggi voglio mostrarti una ricetta di pesce raffinata, buonissima.

FEDERICA   Hai qualcosa di diverso?

ELENA   Sì, Vorrei preparare il rombo come piace a Patty.

FILETTI  DI  ROMBO

Ingredienti: rombo o rombi, sale, pepe, olio extra vergine d’oliva, pane grattugiato fine, acqua minerale frizzante, farina di mais 30%, farina di tipo 00, pasta di ostriche, limone e prezzemolo, olio per friggere, vino bianco q. b. aglio.

ALLA PASTA DI OSTRICHE

Esecuzione: laviamo e sfilettiamo il rombo, mettiamolo in macero per 30 min. nel vino bianco, aglio e prezzemolo. Nel frattempo abbiamo fatto un battuto con acqua minerale, sale, pepe, le due farine e il pangrattato. L’impasto deve essere liscio e non troppo denso. L’olio ha raggiunto il suo punto di fumo ideale, ora immergeremo i filetti, a cottura ultimata andranno sull’assorbente e via, via poi li metteremo nel piatto da portata. Una volta arrivati a questa operazione metteremo sopra i filetti una spalmata sottile di pasta di ostriche, una spruzzata di limone e una manciata di prezzemolo tritato. Chi non dovesse gradire la pasta di ostriche si potrà sostituire con pasta d’acciughe di ottima marca. Un contorno delicato e avvolgente è il broccolo di cardo mariano al forno in burro e salvia. Con questo piatto, ottimo il vino rosato delle nostre zone oppure un bianco di Custoza.

FEDERICA   Ottima la pasta di ostriche, sopra questo pesce la trovo perfetta.

ELENA   Io trovo buona anche la pasta di acciughe! Prova e sentirai!

FEDERICA   Se qualcuno ti regala un mazzo di fiori di un azzurro intenso cosa potrà significare?

ELENA   L’azzurro intenso tipo turchese, il celeste del cielo sereno, significa gratificazione, successo, appagamento, soddisfazione. Adoro le gradazioni dell’ azzurro fino al blu, e anche se volesse indicare il contrario io lo metterei ugualmente, sia negli abiti che nei fiori.

FEDERICA   Un mazzo di fresie ?

ELENA    La fresia è amicizia che si trasforma in amore, ma un amore così pudico da restare platonico.

FEDERICA   Oh povera me! Il garofano rosso, quello che si mettono gli uomini per la festa del primo maggio?

ELENA   Impegno forte, perseveranza, in amore è simbolo  di amore vivissimo, sono perdutamente innamorato -a di te, ascoltami!…

      Ora ti saluto, a domani! Mi raccomando prova a fare la ricetta di oggi e mi saprai dire, ciao!

LE RICETTE DI CASA MIA TRENTANOVESIMA PARTE

29/09/2012

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Oggi facciamo il pranzo di domani, anche il dolce?

ELENA   Se facciamo il dolce ovviamente non faremo il primo. Ti va un piatto di pesce?

FEDERICA   Vorrei fare il pesce persico, l’ho fatto solamente una volta ma non mi era venuto granché.

ELENA   Allora ti propongo le cotolette di persico, vedrai sono buonissime.

COTOLETTE  DI  PERSICO IN SALSA  DI  PORRI

Ingredienti: fettine di pesce persico q. b. farina, uova,  una foglia di alloro, pane grattugiato finemente, sale,  pepe, olio extra vergine d’oliva,  porri( un porro a persona) , mezzo bicchiere di vino bianco, un chiodo di garofano.

Esecuzione: Facciamo il battuto di uova, infariniamo il pesce, lo passiamo nell’uovo, nel pane grattugiato infine in padella con la foglia di alloro e poco olio  (non dovrà galleggiare). Ora mettiamo le nostre cotolette nell’assorbente, dopo qualche minuti le mettiamo nel piatto da portata sopra alle foglie di lattuga e qualche fettina di limone,  passiamo con il pepe. In una casseruola abbiamo fatto soffriggere qualche fettina di porro tagliata molto fine. Poi abbiamo aggiunto il vino, un poco di brodo o acqua, saliamo, aggiungeremo il chiodo di g. e i porri tagliati a tocchetti. Lasciamo cuocere bene il tutto e lo passeremo nel mixer con olio un poco del suo liquido, sale e pepe q.b. Ovviamente questa operazione andrà fatta prima di fare le cotolette. Adesso serviamo il pesce con la salsa di porri. Il vino adatto è un buon prosecco.

ELENA  Adesso passiamo al dolce, questo dolce è adatto non solo ai bambini, ma anche per le persone anziane e a quelle persone che hanno problemi di ipercolesterolemia; non contiene grassi ma è una delizia davvero!

SEMIFREDDO  GOLOSO  SENZA  GRASSI

 Ingredienti : due dischetti di pan di spagna dallo spessore di 0,75 mm; useremo la parte del fondo e quella della superficie. Zabaione al rum, latte, cioccolato bianco, cacao e una bustina di caffè al ginseng, (per la crema) latte di mandorle, farina di riso. Per decorare scaglie di cioccolato, scaglie di cocco e crema mou.

Esecuzione: facciamo il caffè al ginseng, e facciamo anche il cioccolato in tazza non troppo denso. Con questi ingredienti bagneremo il primo strato e cioè il fondo del pan di spagna. Ora versiamo un poco di crema al latte di mandorle, spolverandolo con scagliette di cioccolato bianco e un cucchiaio di zabaione. Poi metteremo l’altro disco sottile e ripeteremo l’operazione. Decoreremo il dolce con cioccolato fondente dolce grattugiato, qualche scaglia di noce di cocco, infine verseremo due o tre cucchiai di crema mou. Prima di consumare il dolce, dovrà riposare per qualche ora. Non posso dire  questa parola (deliziosissimo), ma lo è.

FEDERICA   Io vorrei mangiarlo al posto del primo e del secondo. Buona  domenica a tutti.

01/10/2012

FEDERICA   Ieri ho fatto un dolce pensando esclusivamente ai bimbi, alla loro merenda. Sono merendine singole all’uva di stagione.

ELENA    Prima di scrivere gli ingredienti metterò la foto.

 MERENDINE   ALL’UVA

Ingredienti: farina doppio zero 450 g, tre uova intere, aroma rum, 80 g di olio di mais, 300 g di zucchero semolato, una bustina di lievito per dolci, la buccia grattugiata di un limone e un limone spremuto, un bicchierino di limoncello, 600 g di uva piccola tipo sangiovese, moscato, oppure uva fragola e ancilotta.

Esecuzione: mettere insieme le uova con lo zucchero sbattendo bene con la frusta, aggiungere la buccia grattugiata, l’olio, l’aroma, proseguire rimestando bene, poi, aggiungere la farina alternata al succo di limone e al limoncello, se l’impasto dovesse essere troppo consistente aggiungere un po’ di latte prima del lievito, infine mettere il lievito. In precedenza abbiamo lavato bene l’uva e sgranata, l’abbiamo riposta in un recipiente bucato (colapasta), adesso verrà infarinata e colata dall’eccesso di farina, l’ incorporiamo alla torta girando piano dal basso verso l’alto facendo attenzione a non spaccare gli acini. Il forno è già a 170-80 ° e noi stiamo mettendo l’impasto delle buffettine nelle forme piccole. dopo 20 minuti circa le merendine saranno pronte. Lasciare raffreddare nel loro stampo. Sono porzioni giuste e se conservate al riparo dall’aria si conserveranno per almeno tre giorni.

ELENA   Direi che sono di una bontà e praticità ma soprattutto sono sane. 

FEDERICA   Molte persone sono preoccupate, si chiedono se verrà la fine del mondo, se festeggeremo il capodanno. Tu cosa ne pensi?

ELENA   Credo che pensarci troppo non servirà a molto, non siamo noi a decidere, anche se leggono libri che assicurano che questo mondo non avrà mai fine se non tra  millenni. Nessuno può dirlo se non Qualcuno che sappiamo bene, a questo punto se fossi in quelli che stanno così male cercherei di rispettare il prossimo e il resto, così quando arriverà la fine non ce ne accorgeremo nemmeno.

FEDERICA   Che consolazione! Comunque sono d’accordo con te per il fatto di non pensarci su. Allora pensiamo al significato dei fiori: se dovessimo augurare “amore per sempre” con un bouchet di fiori cosa mi consiglieresti?

ELENA  Se la persona che lo dovrà ricevere è il fidanzato, o il marito gli manderei rose rosse con i non ti scordar di me. Contenta?

FEDERICA  Non fino a quando manterrai la tua promessa! La tua sorpresa?

ELENA   Va bene.

Questo è un abito degli anni novanta dal taglio simmetrico, abito da giorno in tre versioni: mini, midi,  e lungo. Qualora si volesse crearne una versione mini, dopo le prime tre balze si potrà sganciare,  si potranno togliere anche le ultime due balze e avremo la versione midi. L’abito è interamente realizzato a mano con stoffe in seta pura e crêpe in seta.

FEDERICA   Meraviglioso!

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03/10/2012

FEDERICA   Finalmente! Mi stavo preoccupando, ieri non ti ho sentita, mi sono chiesta: ma che fine avrà mai fatto! Poi, mi racconti?

ELENA   Ho messo sulla strada giusta certe cose che dovevo  fare già da tempo! Però non mi sono dimenticata delle ricette; tant’è vero che oggi ho pensato alle persone che praticano molto sport. Ho abbinato i legumi alla carne, vediamo…

COSTATE  DI  MANZO  IN CASSERUOLA

CON PISELLI  AI  SAPORI

Ingredienti per sei persone: sei costate di manzo, piselli, vino bianco q. b.,  olio extra vergine d’oliva, salvia, rosmarino, porro, sale, pepe, basilico, il succo di un limone.

Esecuzione: prepariamo le costate alla sera, le lasciamo riposare una notte con olio, succo di limone rosmarino, salvia, poco sale e pepe, aglio a piacimento. Il giorno successivo le leviamo dagli aromi, scaldiamo una casseruola grande, quando questa avrà raggiunto il calore giusto per non fare sviluppare quelle tossine che si formano a contatto con un fuoco molto elevato le disponiamo nella casseruola. Una volta raggiunta LA COTTURA IDEALE , le giriamo dall’altra parte. Ora le stendiamo nel piatto da portata dove abbiamo già messo i piselli stufati, prima lessati a vapore, e messi a stufare con olio, porro tagliato a fettine, sale, pepe e basilico. È un piatto nutriente, con pochi grassi, abbiniamo anche qualche foglia di insalata verde mista. Eccolo nella foto in basso.

 

 FEDERICA   Questo piatto piace molto a me , anche se non pratico molto sport! Domani ci sarai?

ELENA   Spero di sì anche perché dovrò rispondere a una domanda importante che  Patrizia mi ha fatto ieri sera, ma ora devo scappare.

04/10/2012

ELENA   La ricetta di oggi è il pesce di lago : il luccio.

FEDERICA   Non so se mi piacerà, non l’ho mai mangiato.

ELENA   Non puoi dire che non è buono se non l’hai assaggiato mai.

FEDERICA   Dico così perché da guardare non m’ispira per niente! Come faccio ad assaggiare un pesce con una testa così repellente!

ELENA   Una volta tagliata la testa si fa a pezzetti ed il gioco è fatto perché è molto buono.

LUCCIO   CON   POLENTA  E  OLIVE  RIPIENE  DI ACCIUGHE  E PEPERONI.

 Ingredienti: un luccio grande, olio extra vergine d’oliva, sale, aglio, prezzemolo, cipolla, mezzo bicchiere di vino bianco secco, un cucchiaio di passata di pomodoro, olive grandi, acciughe , peperoni stufati  pangrattato.

 Esecuzione: lavare e pulire il luccio, ne ricaviamo dei tranci, lo lasciamo in macero per una notte con cipolle affettate, aglio e prezzemolo, sale e pepe. Prepariamo il ripieno per le olive con salsa di peperoni e acciughe, le mettiamo nel piatto da portata con un giro di olio e prezzemolo pestato finemente. In una casseruola  facciamo il soffritto con olio e cipolla, aggiungeremo il pomodoro, (un chiodo di garofano a piacimento), sfumiamo con il vino e mettiamo il coperchio. A cottura ultimata cospargeremo il pesce con l’olio dove abbiamo sciolto qualche acciuga, poi, metteremo anche sul pesce un po’ di aglio e prezzemolo tritati e lo aggiungeremo alle olive nel piatto da portata. Nel frattempo abbiamo fatto abbrustolire la polenta di mais, serviamo in tavola e abbiniamo un prosecco delle nostre zone.

FEDERICA  Ti dirò che mi è venuta una grande fame!

ELENA    Un’altra volta faremo una scommessa! Buon pranzo a Te!

LE RICETTE DI CASA MIA TRENTOTTESIMA PARTE

26/09/2012

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Eccomi con una mia ricetta, l’ho già testata, mia madre mi ha dato un voto, ha detto: discreto. Passo subito agli ingredienti.

TORTA  DI  FICHI  E  CREMA  DI  MIRTILLI

Ingredienti per la pasta: due uova, 300 g di farina “00” , 200 g di zucchero semolato, 70 g di burro fresco, mezzo limone spremuto, una tazzina di latte intero, una bustina di lievito per dolci, due cucchiai di liquore alla pesca.

Ingredienti per il ripieno: composta di fichi, fichi freschi, gelatina di mirtilli due cucchiai di panna fresca.

Esecuzione: mettiamo tutta la farina a fontana formando un incavo dove metteremo tutti gli altri ingredienti, vanno amalgamati insieme contemporaneamente. Tiriamo la pasta sottile un cm e la metteremo in una teglia dove abbiamo foderato il fondo con la carta forno e abbiamo unto e infarinato le pareti. Adesso stendiamo sopra la torta la composta di fichi, anche i fichi freschi divisi a metà e disposti nella teglia capovolti a raggiera,  inforniamo a 180° per 15 minuti circa, tutto dipende dal forno. Abbiamo controllato il dolce, la pasta è cotta al punto giusto e i fichi sono passiti. Lasciamo raffreddare e stendiamo sopra i fichi la gelatina di mirtilli amalgamata con qualche cucchiaio di panna. Il dolce é pronto per il consumo.

ELENA  Buonissimo, racchiude in sé tutto il sapore dell’autunno. Ora che siamo entrati nell’autunno ci assaporeremo gli ultimi dolci con i fichi freschi; a noi la sfida!   

MILLEFOGLIE  DI FICHI  E  LAMPONI

 Ingredienti: trecento g di pasta sfoglia fresca, crema pasticcera molto leggera, composta di fichi, e composta di lamponi, zucchero a velo vanigliato.

Esecuzione: Il giorno precedente farò l’impasto della pasta sfoglia, la stendiamo in una teglia  la lasciamo riposare in frigo per 10 minuti  e mettiamo in forno a 180 °, per 10-15 minuti Controlliamo se la pasta è cotta e leggermente dorata, una volta tolta dal forno la lasceremo raffreddare. Nel frattempo abbiamo preparato la crema pasticcera, abbiamo a portata di mano tutti gli ingredienti. Ora tagliamo la pasta sfoglia in tre parti possibilmente uguali, il primo pezzo e cioè il fondo lo spalmeremo con la composta di fichi, il secondo con la crema pasticcera con sopra un velo di gelatina di lamponi. Il terzo e ultimo disco ci passeremo lo zucchero vanigliato coprendolo completamente. Bellissima da vedere e buonissima da gustare ( per gustare tutta la fragranza dei dolci fatti con la pasta sfoglia si dovrebbero consumare in giornata).

FEDERICA   Beh, ma anche il tuo è una cosa! Vediamo il più votato.

ELENA   Oltre al gusto di uno e dell’altro dolce, poi, si tratta di premiare anche la manualità, per come riesce, e per tutti i fattori positivi e negativi che influiscono sulla buona riuscita dei nostri capolavori. Ad esempio la pasta sfoglia viene fragrante nelle giornate ventose o di sole; l’altra pasta, quella  della tua torta, perché abbia una buona lievitazione è necessario che ci sia un clima asciutto.

FEDERICA   Domani riprenderemo con il significato dei fiori e continueremo con le rose. Ciao!

ELENA   Faremo anche il “cappone affogato”.

27/09/2012

FEDERICA   M’interessa molto il tuo cappone affogato, però prima vorrei sapere se hai altri abiti che fanno parte della tua collezione che potresti farci vedere? Perché chi ha visto i tuoi modelli è rimasto di stucco per come sono ancora attuali dopo tanto tempo.

ELENA   Anche se questa professione fa parte del mio passato, l’ho esercitata per molti anni, quindi questo passato fa parte del mio presente e lo accolgo con piacere; non passa giorno che la mia mente non sforni una creazione nuova, o per l’amica, o per la famiglia, così come nelle ricette; però quello che mi piace fare di più è scrivere, studiare, il sapere è molto importante per me, anche se non cerco riconoscimenti e lodi. Mi basta sapere che ora posso fare quello che mi piace senza interruzioni e senza cercare di essere ciò che non sono e non vivere solo di ricordi. La settimana scorsa mi hanno detto che vado forte con il computer, ebbene, non ho potuto difendermi perché era pieno di gente però vorrei far sapere a quella persona che si sta sbagliando di grosso: perché  per quello che riguarda questo mondo immenso dovrò imparare ancora molto, e lo farò.  Comunque prima di chiudere l’articolo avrò un’altra sorpresa per Te. Ora torniamo alla cucina.

CAPPONE  AFFOGATO 

Ingredienti: cappone di due kg e mezzo, una carota, tre spicchi di aglio, una stecca di sedano, salvia, dragoncello, spezie, erba cipollina, una foglia di alloro, qualche ago di rosmarino, origano, vino bianco e un bicchiere di brodo vegetale, sale, pepe.

Esecuzione: togliere al cappone ogni eccesso di grasso, aprirlo nel mezzo in modo che possa cuocere e ricevere i sapori da ambo le parti. In una casseruola capace, dal doppio fondo, faremo rosolare il cappone a fuoco alto senza farlo bruciare in superficie. Sfumiamo con il vino e lo amalgamiamo con tutte le erbe e i sapori. Lo lasceremo così a riposare per 30 minuti dopo di che proseguiremo per la cottura a fiamma bassa sopra un fuoco grande; aggiungendo gli altri ingredienti quali il vino rimasto , il brodo, sale, pepe. La casseruola a doppio fondo tratterrà i liquidi fino alla cottura; resterà un sugo che servirà per irrorare il cappone prima di servire. Servire il cappone con purè di patate allo zafferano. Credetemi! Questa ricetta è meravigliosa. Se lo rifarò metterò la foto.

FEDERICA  Sento che ho l’acqualina in bocca! Adesso parliamo delle rose?

Come ti ho accennato qualche giorno fa parlare delle rose dovrei incominciare ora e finire fra un mese, tanto ce n’è da dire. Ma noi diremmo l’essenziale, così per divertirci. Parliamo della rosa canina che ha grandi proprietà. In passato ne è stato fatto grande uso anche nella medicina ufficiale come ricostituente per gli individui affetti da tubercolosi. In farmacia l’acqua di rose e il miele rosato sono tra i più diffusi presidi vegetali ancora venduti. Ha proprietà aromatizzanti, digestive, antiinfiammatorie, astringenti, vitaminizzanti e lenitive. In quanto a principi attivi ha i tannini, gli oli essenziali e gli acidi organici. Per il suo profumo, la rosa rossa è utilizzata anche nel settore dei profumi e altri prodotti cosmetici. Nel settore farmaceutico viene utilizzata come coprente di prodotti dall’odore sgradevole. Nelle industrie alimentari viene usata sotto forma di colorante e aromatizzante. Le parti usate sono i petali dei fiori.

FEDERICA  Queste proprietà sono attribuite solo alla rosa canina o anche a tutte le altre  rose?

ELENA   Anche le altre varietà di rose hanno queste proprietà ma in quantità e qualità minori, poi, bisognerà fare attenzione agli ibridi. 

Lo sai che non si deve trascurare il colore dei fiori? Specialmente quando si regalano  per certe occasioni. Abbiamo detto che il rosso nella rosa è amore e passione, ma se abbinato ad altri fiori può assumere un significato totalmente differente. Esempio: se mettiamo una rosa rossa in un bouchet di fiori azzurro tenue, l’insieme simboleggia amore con difficoltà, inquietudine, quindi: problemi sentimentali ed economici.

28/09/2012

ELENA   Oggi il mio pensiero in cucina è rivolto a tutti quei bambini che non possono vivere una vita normale a causa della guerra. In altri articoli abbiamo già fatto i budini di frutta, ma questo che ho fatto con la frutta di questa stagione ha un gusto particolare che piace proprio a tutti i bambini. È il budino con il succo di uva e con il succo di lamponi e mirtilli.

BUDINO  AI  SUCCHI DI UVA  LAMPONI  E  MIRTILLI

 

 Ingredienti: tre kg di uva ancilotta o sangiovese, oppure uva fragola, farina di riso, duecento g di mirtilli, e duecento g di lamponi. Se occorre due cucchiai di zucchero.

Esecuzione: Laviamo ben bene l’uva, togliamo tutti gli acini e la mettiamo in una casseruola a bollire per 15 minuti (dal momento in cui iniziano le prime bolle). Dopo di questa operazione lasciamo riposare l’uva per tutto il tempo che servirà per raffreddarsi. Poi  faremo passare il liquido da un colino, mentre tutti gli acini rimasti nella casseruola verranno passati a mano sopra un colino più grande strizzandoli per fare uscire tutto il mosto. Ora che abbiamo finito questo lavoro passiamo al setaccio i lamponi e i mirtilli a crudo, lavati accuratamente. Uniamo il loro succo a quello dell’uva e soltanto adesso iniziamo a fare la crema mettendo un cucchiaio di farina di riso per ogni bicchiere da vino, di mosto. Abbiamo misurato i bicchieri di mosto, adesso nella casseruola mettiamo altrettanti cucchiai di farina, piano , piano aggiungeremo un bicchiere di liquido stemperando per non fare grumi, formando così una bella crema che poi diluiremo con il resto del succo. Mettiamo a cuocere sul fuoco medio e sempre rimestando perché non attacchi o prenda il sapore del bruciato. A questo punto quando vedremo il budino che si sta indurendo  formando una crema vellutata, lo faremo bollire per un minuto e poi si verserà negli stampi o in un unico stampo. Ho cercato di dare spiegazioni precise perché due signore mi hanno detto che quando fanno i budini non riescono a non fare grumi; ebbene, se farete in questo modo i grumi non si formeranno.

FEDERICA   Anche se non sono più una bambina questo budino è molto invitante!

ELENA   Cara Fede, i pizzi che coprono il tavolo qui nella foto sopra li ho eseguiti a mano quando avevo 15 anni  mentre studiavo.  In quanto alla sorpresa che ti ho promesso sarà nell’altro articolo perché ora non mi rimane più spazio. Ciao!

RISPOSTE AI LETTORI CINQUANTACINQUE

23/09/2012

Ho sentito parlare di energia YANG e YIN che cosa sono esattamente?

Maurizia

Secondo le antiche teorie orientali tutta la materia è fatta di YIN e YANG. Lo YIN corrisponde al concetto femminile, cioè negativo; lo YANG a quello maschile cioè positivo.

L’energia yin e yang esiste nel corpo umano sin dalla nascita; sono forze complementari e antagoniste di una stessa energia.

Lo yang corrisponde all’attività, alla sensibilità, al calore, al giorno, alla luce. Al contrario lo yin corrisponde all’inattività, all’atonia, al freddo, alla notte, all’oscurità.Quindi ogni forma di energia che il nostro corpo possiede è formata da una fase yin e da una fase yang.Yin rappresenta uno stato relativo di energia, la potenzialità energetica, yang rappresenta lo stato di movimento.

Il principio che governa la loro interazione è l’equilibrio, la conservazione dell’energia. Così ad ogni accelerazione corrisponderà un freno, a ogni forza centrifuga una forza centripeta, e a ogni produzione una distruzione. La prima energia è prodotta dalla disintegrazione della  materia, la seconda produce e dà forma alla materia. La prima viene acquisita inizialmente nella sua quantità determinata e viene consumata nella produzione della seconda, la quale a sua volta darà origine a un processo dinamico transitorio che termina dove inizia il successivo. La trasformazione dell’una nell’altra, permette lo svolgersi delle nostre funzioni vitali, e per accumulare e utilizzare al meglio queste preziose risorse è necessaria la pratica della meditazione, respirazione, e circolazione dell’energia. Continua…

Che cos’è il karma?

Eleonora

Ognuno di noi deve sottostare al proprio destino, che è il karma. Ad ogni azione corrisponde una reazione; così noi scegliamo  quale destino e quindi, quali eventi dovremo subire  affinché si ponga riparo ai danni commessi nella vita precedente e in parte anche questa. Oltre al karma esiste il libero arbitrio, mediante il quale, l’uomo potrà porre riparo, per la sua libera scelta, al danno causato. L’uomo può interferire sul suo destino, specie per quanto riguarda i piccoli eventi.

Elena  Lasagna

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24/09/2012

Sono fedele alla religione cattolica, spesso mi chiedo che cosa dovrei fare per essere un buon cristiano? Forse non dovrei vivere intensamente? Non lo so più perché ci sono molte contraddizioni al riguardo. Tu come la pensi?

Achille

Per un credente la vita è un dono di “Dio”, lo è per tutti ma chi non ha la fede è ovvio che nessuno vuole imporre nulla a nessuno. Anche se è a Lui che dobbiamo rendere i conti, questa religione non ci vieta di vivere la vita intensamente, anzi lo dice spesso anche nel vangelo. Perché vivere intensamente non significa distruggere la vita altrui o distruggere le cose e tutte le forme di vita che ci sono state donate di cui ne godiamo ogni giorno. Dovremmo cercare dentro di noi, dentro la nostra mente, quale sia la strada, quale sia la sua partenza, la sua nascita ed infine qual è la meta da raggiungere. Ogni uomo è dentro di noi e ognuno di noi è dentro gli altri. E anche in questa tua domanda e nella mia risposta spunta sempre “la meditazione”,  che uno sia credente o no, dedicare una piccola parte della nostra vita alla meditazione significa essere sulla buona strada. Questo non esclude che dobbiamo vivere la nostra vita a metà, ma che ogni uomo sulla terra volga alla ricerca di una verità, comunicando il proprio pensiero agli altri per intuire le esigenze non solo le proprie ma anche comprendere il profondo di ciascuno di Noi. Anche se non so chi sei ti dedico questi fiori che sono il simbolo della vita, della bellezza e della gloria!

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 25/09/2012

Se fossi un medico e un tuo paziente  lamenta di soffrire d’insonnia,  risolvendo parzialmente questo problema alzandosi di notte a mangiare. Che cosa gli consiglieresti? Gli diresti di continuare così ?

Robert

Certo che no! Gli direi di provare di tutto tranne che alzarsi di notte a mangiare. È vero che passare notti insonni sarebbe come avere un’efficienza mentale identica a quella di chi ha nel sangue un tasso alcolico superiore ai limiti consentiti per guidare un auto. E poi riduce la capacità di risolvere i problemi e di assumere decisioni importanti. Aumentano le difficoltà di concentrazione, l’irritabilità, che poi tutto sommato la carenza di sonno è dannosa alla salute: aumentando il rischio di diabete, ipertensione e perdita della memoria. È stata dimostrata la correlazione positiva di sonno di breve durata, patologie coronariche e indebolimento del sistema immunitario; inoltre c’è un legame tra scarso riposo e sovrappeso. Anche perché chi soffre d’insonnia produce meno LEPTINA, un ormone secreto delle cellule adipose che inbisce l’appetito; ma produce più GRELINA un peptide dello stomaco che stimola la fame. Ecco perché l’insonne tende a mangiare di più, ed è questa la ragione per cui gli direi di trovare il motivo determinante la sua insonnia.

Elena  Lasagna

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28/09/2012

Ti sentiresti appagata se dovessi soddisfare le tue esigenze personali e culturali  sparlando sempre di altri  e del loro modo di pensare, anche se positivo, con i tuoi compagni di lavoro?

Marisa detta Mary

Assolutamente no! Ogni persona ha il diritto di pensare e di esprimersi come meglio crede… Anzi, nutro molti dubbi sulle capacità lavorative e intellettive di quelle o quelli che adottano questi comportamenti! Disprezzando gli altri, così, gratuitamente!

 Elena  Lasagna

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30/09/2012

Quando lavoravi nel mondo della moda, hai mai sbagliato un abito,  o qualcos’altro? Come spieghi qualche contraddizione?

Federica e Alessandro

Da piccola forse, quando mi stavo perfezionando. Anche perché poi ho sempre lavorato con stoffe pregiate, di alto valore, quali : sete, broccati, pizzi veri, non sintetici, come nei cappotti ho sempre lavorato stoffa in pura lana, e lo stesso vale per tutti gli altri capi; non avrei potuto permettermi di sbagliare, anche perché sarei stata la prima a saperlo. Non posso esprimere tutta la soddisfazione che mi hanno dato le persone alle quali ho fatto questi capi, come tutte le altre che ancora oggi pur rispettando la mia scelta sono dispiaciute perché non posso più impegnarmi come prima.Tu mi chiedi come spiego questa contraddizione? Ma non ho mai dichiarato di aver sbagliato, devo dedurre che nessuna persona ha sete di odio se non sa che dentro di sé è una poco di buono. Sì, perché arrovellarsi così per un qualcosa che non è mai avvenuto, né ufficialmente né privatamente, e ogni tanto queste false accuse spuntano dalla bocca di colui o colei che non hanno niente di costruttivo e forse non l’hanno mai avuto,  per tre soldi venderebbero anche la propia madre! Mi dispiace per questi esseri infelici, ma mi dispiace di più per quelli che riportano senza sapere la verità, basta informarsi nella maniera giusta; anche perché questa cosa ce l’ho nel sangue e mi accompagna da sempre. Poi, anche se amo scrivere, e ho molti interessi uno non esclude gli altri. Ci sono eventi che a volte cambiano il modo di porsi nei confronti degli altri e della vita. Grazie a Voi per essere sempre sinceri con me,  a tutte le persone come Voi, e a tutti quelli che mi seguono. Grazie di cuore!

Elena  Lasagna

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02 /10/2012

Se non ci fosse la democrazia di quale altro partito vorresti essere?

Antonino

Di nessun  altro partito. Amo la disciplina e detesto tutti i partiti che portano alla dittatura.Vivere nel rispetto degli altri, ma se qualcuno ti pesta i piedi non stare a guardare! E lascia vivere che il tempo stringe!

Elena  Lasagna

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07/10/2012

In che altro modo definiresti un ladro? Come agiresti di conseguenza?

Robert

Tutti sanno che cosa significa la parola ladro, oltre che scippare, impossessarsi delle cose altrui, c’è anche chi ruba usando l’astuzia e la violenza distruggendo intere famiglie e paesi. Per me il ladro di questo calibro è un delinquente da rinchiudere a vita!  La stessa cosa è per i ladri che entrano nelle case degli altri con violenza; io inventerei non più un meccanismo di antifurto, ma una cosa che non appena qualcuno osa entrare senza essere invitato si inneschi  una trappola mortale!

Elena  Lasagna

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08/10/2012

Se incontrassi un vecchio amico della tua compagnia e ti implorasse di fargli un favore urgente perché non ci sarebbe altra via d’uscita; il favore consisterebbe nel tagliargli i capelli. Tu capisci che sta mentendo sotto spergiuro  come ti comporteresti? Glieli taglieresti dando il meglio di te o lo manderesti a quel paese?

Giancarlo Annalisa Roberto e Franca

Oh sì! Non puoi immaginare come mi divertirei sapendo che lui non sospetta nulla di quanto ha inscenato alle mie spalle, gli darei una tosata alla cavallo pazzo, oppure gli farei un disegno con le forbici alla goldrake da dover andare di corsa ad implorare un barbiere di ritosarlo oppure di dargli una parrucca. Chissà se i suoi spiriti bollenti si saranno raffreddati? E quelli della putta cattiva?  Venduti !Auguro a voi tanta pace e bene!

Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA TRENTASETTESIMA PARTE

21/09/2012

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Ti piace la selvaggina? Perché ti ho portato una ricetta particolare: il cinghiale selvatico in agrodolce.

ELENA   Il cinghiale selvatico non lo mangerei mai! È un animale onnivoro ma mangia anche carne umana. Non so perché ma quando penso ai cinghiali non riesco mai ad inventarmi una ricetta! Però questa ricetta possiamo utilizzarla per il maiale, ti va? Io invece ti ho preparato le polpette di ceci e soia, con sugo di pomodoro e piselli.

FEDERICA   Sono d’accordo, vada per la carne di maiale.

MAIALE  IN  AGRODOLCE

Ingredienti: otto etti di lombo di maiale, rosmarino, sale, pepe, aglio. cipolla, aceto di mele, sedano, peperoncino, una carota, un pizzico di creen, vino rosato, olio extra vergine d’oliva, brodo vegetale, alloro.

Esecuzione: stecchiamo il pezzo di carne con il rosmarino e l’aglio, saliamo e pepiamo, lo irroriamo con poco olio, lo spruzziamo con il vino e lo mettiamo a cuocere  in forno a 160- 180 °. In una casseruola mettiamo le verdure intere, due cipolle tagliate finemente, un cucchiaio di zucchero, sale, peperoncino q. b. e l’aceto con poco brodo vegetale. Facciamo bollire il tutto, in modo che le cipolle diventino una crema, togliamo le verdure intere, e aggiungeremo ancora aceto. A questo punto tagliamo il lombo a fette, già raffreddato, e le poniamo nella casseruola dell’agro dolce. Facciamo ribollire il tutto accertandoci che la carne si amalgami completamente. Lasciamo riposare mezza giornata. Poi, prima di servire scalderemo bene la carne, metteremo l’olio in modo che  non rimanga asciutta; a questo punto   serviamo con un contorno di cipolline e pomodorini al forno.

N.B. L’olio extra vergine d’oliva non dovrà essere di gusto forte.

ELENA   Mi piace molto questa tua ricetta, complimenti! Adesso ti faccio sentire le mie polpette.

POLPETTE  DI  SOIA  E  CECI

Ingredienti: soia, ceci, cipolla, piselli, sale, spezie,  due cucchiai di parmigiano e pane grattugiati, taleggio 50 gr. salsa di pomodoro, basilico e origano, vino bianco q. b. olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione: la soia va messa in ammollo per almeno 13 ore, i ceci per 8 ore. Dopo aver lessato soia e ceci in un brodo vegetale ristretto passare il tutto nel passaverdura. Abbiamo ottenuto una bella purea densa, aggiustiamo di sale e pepe, e incorporiamo qualche filini di cipolla pestata fine, il taleggio ridotto in piccolissimi frammenti, (serve per tenere legato il composto al posto dell’uovo) il pane e il formaggio grattugiati. Formare delle belle polpette, le metteremo nella casseruola dove abbiamo fatto soffriggere la cipolla, sempre tagliata fine, fine, abbiamo aggiunto la salsa di pomodoro e  i piselli lessati in precedenza. Ora spruzziamo con il vino bianco e procediamo per la cottura.

 FEDERICA   Qual è il pomodoro più adatto per le conserve o per le salse?

ELENA   Ci  sono persone che preferiscono il cuore di bue, perché non è asciutto e contiene una bella polpa soda; altri preferiscono il san marzano perché ha una polpa soda e asciutta ; altri ancora prediligono il tondo. Io preferisco il pomodoro licopersycon esculentum, questi pomodori sono tra le piante più diffuse sono di forma tondeggiante, non sono grossi,  sono molto saporiti, si prestano per le insalate, per il forno e per la salsa del sugo.  Il pomodoro ha molte proprietà curative: antiinfiammatorie, disintossicanti vitaminizzanti, coloranti, depurative, detergenti, antinvecchiamento, anticancro, per il suo conosciuto contenuto in licopene. Nel settore alimentare è apprezzato per moltissimi impieghi sia a crudo che in cottura.

FEDERICA   Esiste qualche rimedio della nonna efficace con il pomodoro?

ELENA   Certo! Il pomodoro è da sempre un vecchio rimedio che ha dato buoni risultati per curare foruncoli e ascessi: si posa sull’ascesso una fetta di pomodoro, oppure si può fare una passata di pomodoro, metterla un una garza e applicarla sulla parte malata, poi si benda strettamente e si lascia in posa per una notte. Il risultato è garantito.

24/09/2012

ELENA   Sai? Per oggi ho pensato di regalarti due primi piatti. Abbiamo parlato molto di tortelli con la zucca, come sai qui nelle nostre zone è il piatto tradizionale della vigilia di Natale. Ho provato due ricette di tortelli o ravioli: uno con le prugne conservate e denocciolate possibilmente italiane, l’altra ricetta sempre di tortelli si tratta, ma fatti con i fichi freschi. Entrambe sono piaciute moltissimo.

FEDERICA   Sono proprio curiosa di provarli; gli ingredienti mi piacciono molto, quindi anche i tortelli non saranno da meno. Però vediamo!

ELENA  Ti mostro le foto.

TORTELLI  DI PRUGNE  E TORTELLI DI  FICHI

Ingredienti: prugne conservate e denocciolate, parmigiano grattugiato, noce moscata, ricotta,  spezie, mezzo limone grattugiato, sale, pepe, qualche amaretto.

Ingredienti per il condimento: Olio extra vergine d’oliva, oppure burro fuso  (tutto dipende dai nostri rapporti con il colesterolo), salvia e una spolverata di parmigiano e pecorino.

Esecuzione: Passiamo la ricotta al setaccio, tritiamo finemente le prugne, incorporiamo l’una alle altre e aggiungeremo piano piano tutti gli altri ingredienti: poco sale, pepe, noce moscata, parmigiano, amaretti sbriciolati, e spezie. Amalgamiamo il tutto e lasciamo riposare in frigorifero il tempo necessario che occorre per fare la sfoglia. Nel frattempo abbiamo messo l’acqua a bollire, saliamo e dopo avere terminato i nostri tortelli li cuoceremo e li faremo saltare con olio o burro e salvia, poi mettiamo un poco di formaggi grattugiati et voilà sono delicati e gustosissimi! Anche con questi piatti  si potrà abbinare un bel rosato di uve nostrane. Per l’esecuzione dei tortelli di fichi dovremo sostituire solo le prugne con i fichi spellati e tagliati a tocchetti.

FEDERICA   Appena avrò una manciata di tempo li farò per Alessandro, ho capito che saranno buonissimi! Oggi mi piacerebbe sapere di più sul significato di quei fiori meravigliosi che vediamo ovunque e sono il simbolo dell’estate: le rose.

ELENA   Delle rose ci sarebbe da parlare per molto tempo occupando molto spazio perché appunto sono innumerevoli le varietà. Ma oggi parleremo delle rose e della simbologia dei loro colori. La rosa in sé esprime amore, dolcezza,  bellezza e anche gloria. Incominciamo dalla rosa arancione: le rose arancione esprimono grande fascino; la rosa bianca, amore puro e spirituale, purezza di sentimenti, innocenza, fedeltà, persona perfetta. Se le rose bianche sono ancora in bocciolo significa che la persona è troppo giovane per amare. La rosa canina è omaggio poetico, piacere e sofferenza. La rosa corallo è desiderio; mentre la rosa pesca amore segreto e la rosa rosa tempera intenso è amore per sempre, amicizia sincera e amore per la casa, gentilezza, tenerezza  e freschezza. Andiamo ora sulla rosa di campo che esprime tutta la sua semplicità, dolcezza ma anche un carattere forte, la rosa di colore pallido esprime gioia, la rosa rossa esprime amore e passione; le rose bianche e rosse sono il simbolo dell’unione e della coppia consolidata. La rosa gialla sembra che esprima amore che stà per finire  ma anche gelosia, e speranze d’amore; se le rose gialle sono abbinate a quelle rosse significano che è amore per tutta la vita, difendo il mio amore, sei la persona della mia vita. Continua…

25/09/2012

FEDERICA  Oggi vorrei fare un dolce leggero  ma di gran gusto c’è l’hai?

ELENA   Certo! l’ho preparato dieci giorni fa ed è semplicemente delizioso! Si tratta delle pere ripiene al forno.

PERE  RIPIENE  AL  FORNO 

Ingredienti: quattro pere william grosse oppure le pere abate, 10 amaretti, biscotti frollini, 150 g di mandorle, due uova, duecento g di cioccolato fondente dolce, latte q. b., liquore amaretto, panna q. b. per rendere l’impasto non troppo denso né troppo liquido. Crema pasticcera, vin cotto, zucchero a velo vanigliato e zucchero semolato.

Esecuzione. laviamo e togliamo il picciolo alle pere, con il leva torsolo le svuoteremo parzialmente. Ora prendiamo i nostri ingredienti, quali gli amaretti e li sbricioliamo insieme ai frollini, mettiamo le mandorle nel mixer e le polverizziamo. Con lo zucchero semolato facciamo i tuorli a spuma e li aggiungiamo al misto appena triturato, adesso montiamo a neve gli albumi con un poco di zucchero a velo. Prendiamo il composto dove abbiamo aggiunto le uova sbattute e ci aggiungeremo qualche cucchiaio di amaretto, infine incorporare gli albumi q. b. per ottenere l’impasto adatto per il ripieno. Nel frattempo abbiamo messo a sciogliere il cioccolato con latte e un poco di liquore fino ad ottenere una crema semiliquida, non troppo densa. Ora prendiamo le pere, le riempiamo prima con l’impasto, poi, lasciamo cadere dentro il cioccolato fuso, infine aggiungeremo altro impasto per tamponare il cioccolato. Quando avremo finito questa operazione mettiamo le pere nella teglia con carta da forno, bucherelliamo appena la buccia, e poi in forno per almeno 40 min. a 160- 180 °. Abbiamo fatto anche un a crema pasticcera leggera al gusto vaniglia. Lasciamo intiepidire il tutto, poi quando le pere saranno pronte le decoriamo  con la crema e lasciamo cadere qualche cucchiaiata di vin cotto sopra di ciascuna . Eccole nella foto sopra. Che bontà!

FEDERICA   Come posso dirti che non sono buone? Questo dolce è adatto anche per i bambini vero?

ELENA   Sì, perché quel poco di alcool contenuto nell’amaretto poi, con il calore svanisce. Quando le ho fatte le ho assaggiate e poi le ho portate dalla mia amica Patrizia,  ha due bambini e a loro sono piaciute molto! Ciao Fede, aspetto una tua ricetta.

FEDERICA  So che hai fretta ma prima di andarmene volevo chiederti una cosa: é vero che hai una collezione di abiti?

ELENA    Sì, ma non ce l’ho qui con me, la tengo in un negozio, anzi, nel retro negozio di abbigliamento di una mia vecchia e cara amica. Sono ricordi che non venderò mai; posso farti vedere alcuni capi che ormai sono stati già visti perché li ho dati in prestito a persone care.

LE RICETTE DI CASA MIA TRENTASEIESIMA PARTE

18/09/2012

IN   CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   Ti va di cucinare il pesce con un contorno gustoso?

FEDERICA   Vorrei contraddirti ma spesso abbiamo le stesse idee, dai che sono curiosa di sentire la tua nuova ricetta di pesce!

ELENA   Oggi cucineremo LO SCORFANO DI FONDALE  le sue carni somigliano molto a due altri pesci: il viviparus kroyer, e il marinus Linneo che si trovano nelle acque scozzesi e nord-atlantiche ma non nel Mediterraneo. Il nostro scorfano o heliconelus dactylopterus (Delaroche) è molto ricercato proprio per le polpette di pesce. Il suo colore è bruno-rossastro, si trova nelle acque del Mediterraneo centrale e occidentale. In inglese viene chiamato: Blue-mouth.

POLPETTE  DI SCORFANO  DI  FONDALE

e contorno di cardi  in besciamella

Ingredienti: due scorfani, sale, pepe, rughetta, aglio, fontina, pane grattugiato, olio di arachidi, e rosmarino.

Esecuzione: prendiamo i due scorfani, li mettiamo sulla vaporiera, togliamo tutte le lische e passiamo la carne al mortaio insieme alla rughetta, qualche ago di rosmarino,  e aglio, poi, aggiungere sale, pepe, formaggio fontina e pane grattugiato. Dopo aver fatto un bell’impasto formeremo delle polpettine rotonde schiacciate e le friggeremo in olio di arachidi. Dopo avere messo le polpettine sulla carta assorbente le passiamo nel piattone da portata rivestito di foglie di lattuga e fettine di limone.

Ingredienti: cardi, besciamella, parmigiano grattugiato, brodo di carne, poco latte, sale e spezie.

Esecuzione: puliamo bene i nostri cardi, li tagliamo a pezzetti uniformi e li passiamo nell’acqua salata bollente; portandoli a metà cottura. Abbiamo fatto una besciamella cremosa e leggera, facciamo gli strati come fossero lasagne: besciamella, cardi e parmigiano, fino a riempire la teglia. Irrorare il tutto con un poco di brodo di carne e mettere in forno a 180 ° per 20-30 min. Con uno stecchino provare la cottura. Questo contorno risulterà dorato e molto gustoso. Il vino più adatto a questi due piatti è un bianco secco di qualità delle nostre zone, oppure un Chardonnay.

ELENA   Per completare il nostro pranzo faremo un dessert con frutta di stagione.

PRUGNE  NERE  NOSTRANE IN SALSA DI MALAGA

 CON  GELATO

Ingredienti per la crema malaga: 30 g di uvetta, 30 ml di rum, 150 g di panna, e zucchero q. b. Se dovesse risultare troppo densa aggiungere panna o latte.

Ingredienti per  il gelato alla crema:  150 g di panna, 200 g di latte, 120 g di zucchero, due tuorli due cucchiai di rum. ovviamente le nostre prugne denocciolate.

Esecuz. : le prugne vanno lavate e tolto il picciolo, le mettiamo in una casseruola con due cucchiai di zucchero, mezza vanillina e un pizzico di cannella. Facciamo bollire appena perché si aprano, così potremo levare tutti i noccioli. Adesso aggiungeremo un bicchierino di vino rosso e un cucchiaino di farina di riso o amido di mais. Le giriamo e vedremo che le prugne hanno acquisito il loro colore rosso viola intenso e sono un po’ cremose; lasciamo raffreddare. Ora facciamo la crema malaga: abbiamo messo l’uvetta a macerare nel rum, aggiungeremo lo zucchero, e la panna e giriamo il mixer. Uscirà una cremina densa profumata. Passiamo al gelato:  montiamo a spuma i tuorli con lo zucchero, versiamo a filo il latte, rum e la panna freddi. Ora verseremo il tutto nel cestello del gelato e fra 40 minuti circa il gelato sarà pronto. Serviamo le prugne in coppette larghe, mettiamo sopra il gelato e lasciamo colare la crema malaga. L’importante è tenere in fresco tutti gli ingredienti, prima dell’uso e dopo. Servire con scaglie di cioccolato bianco e frammenti di pan di spagna all’alchermes.

ELENA   Allora? Ti piace?

FEDERICA   Non potevo certo aspettarmi di meno!

ELENA   Sei gentile! Ma ora vorrei rispondere alla domanda che mi hai fatto ieri: il linguaggio dell’Oleandro.

ELENA   Ieri mi hai detto che ti piacciono i bouchet di oleandri. Li potrai mettere in un posto che non sia la cucina e nemmeno a portata dei bambini, tanto meno sui tavoli come decorazione. L’oleandro è una pianta completamente velenosa! Non solo i fiori ma anche tutta la parte aerea della pianta.  Certo! è una pianta bellissima, dal portamento elegante, ispira la riviera e i mari del Sud. Infatti è particolarmente  poco resistente ai grandi geli. Il suo portamento è cespuglioso, dalle foglie sempreverdi, normalmente opposte, o verticillate a tre o a quattro  in special modo nei giovani germogli, hanno un picciolo breve e dilatato alla base ma è robusto.  I fiori sono in corimbi all’apice dei rami, il calice è diviso in cinque lobi, la corolla, prima tubolare, poi, si divide in cinque lobi diretti infuori. Sono di svariati colori: dal bianco luce al rosa e rosso amaranto, anche variegati rosa e bianco. I suoi frutti, anch’essi velenosissimi sono formati da due follicoli contenenti semi piumosi. Questa pianta esprime: AUTONOMIA, BELLEZZA, RAFFINATEZZA E AMORE SOFFERTO.  Nonostante tutto per me è una delle piante da riviera più belle ed eleganti che esista!

FEDERICA   Sinceramente non pensavo che l’oleandro fosse così velenoso, è così bello! Ha il profumo della mandorla amara, ecco perché non lo credevo nocivo.

ELENA    È vero, però anche il cianuro ha il profumo di mandorle amare!  Alla prossima! Ciao.

20/09/2012

ELENA   Oggi ho preparato per te una ricetta particolare: una zuppa di verdure, legumi, con proteine animali (formaggi) e vegetali ( soia). So che non ti piacciono le zuppe, ma con questi sapori piace molto anche ai bambini.

FEDERICA   Io invece ho preparato i gamberetti al forno,  questi due piatti andranno d’accordo?

ELENA   Certamente! È un ottimo abbinamento! Però se abbiniamo la zuppa ai crostini di pane è già un piatto completo, perché abbiamo proteine, carboidrati e vitamine.

ZUPPA  DI  VERDURE  E LEGUMI

Ingredienti: uno scalogno, una costa di sedano, una carota, un’erbetta, aglio, una patata, piselli, zucca, soia,  peperone verde una costa, una crosta  piccola di parmigiano, prezzemolo, basilico, bacche di ginepro, alloro, noce moscata, pepe, pomodoro, una spruzzata di vino bianco, sale q. b., origano.

Esecuzione: tritare lo scalogno e farlo soffriggere in poco olio, aggiungere il pomodoro e sfumare con il vino bianco. Ora laviamo e tritiamo in piccoli pezzetti tutte le verdure e le erbe e le aggiungeremo al soffritto, poi, metteremo la soia precedentemente ammollata in acqua, i piselli, la crosta di formaggio raschiata e tagliata finemente, aggiungeremo tutti i sapori tranne il pepe e il prezzemolo e la zucca. aggiungere l’acqua e mettere a bollire piano piano il tutto. Quando le verdure saranno quasi pronte unire la zucca tagliata a tocchetti, lasciare cuocere, infine mettere prezzemolo e pepe. Ottima anche per i bambini.

GAMBERETTI  IN  SALSA 

GAMBERETTI  IN  SALSA

Ingredienti: Gamberetti di media grandezza, olio extra vergine d’oliva, pepe, aglio, prezzemolo, rosmarino, salvia, spezie, due cucchiai di panna liquida.

Esecuzione: sciacquare e pulire  dal guscio i gamberetti, spruzzare con limone e stenderli sulla carta forno in una teglia, ungerli, cospargere appena un po’ di pane grattugiato, Mettere in forno ventilato a 160 g° per circa 2,5 min. Togliere dal forno, girare i gamberetti e amalgamarli con la  salsa precedentemente preparata con le erbe sopra elencate, pepe, spezie e l’aggiunta di panna. Vino adatto per questi piatti è un rosato delle zone oppure un prosecco.

ELENA   Devo dire che sono due bellissimi piatti pieni di salute!

FEDERICA   La tua zuppa mi piace davvero.

ELENA   Ci sono mille modi di fare le zuppe di cereali, con legumi e verdure; piatti pratici, buoni, nutrienti, e completi che dovrebbero occupare le nostre tavole più spesso.

FEDERICA   Ritorniamo ai fiori? Che cosa significa se riceviamo un mazzo di violette  e viole del pensiero?

 ELENA  Il linguaggio di questi fiori è notevole, anche perché qui abbiamo due tipi di viole: quella del pensiero, la viola mammola o violetta. Se riceviamo un bouchet di violette significa che la persona che le manda pensa che siamo modeste, umili, semplici, fedeli, pudiche e belle dentro! Mentre le viole del pensiero, la parola stessa ci suggerisce: ricordi, pensieri, pensieri d’amore, pensare ad una persona in particolare, come per dire: << sei sempre nei miei pensieri >>.

La violetta si trova nei luoghi boschivi e coperti da foglie, teme il sole diretto, si può anche coltivare nei giardini ed orti. Fiorisce quasi sempre in primavera, i fiori sono profumati, hanno un lungo peduncolo, provvisto verso la metà di due piccole brattee; i cinque sepali sono ovali e ottusi all’apice. La corolla è formata da cinque petali color viola intenso con la base biancastra; il petalo inferiore è prolungato posteriormente in un piccolo sperone  dello stesso colore. Questo fiore viene usato nelle industrie cosmetiche per ricavarne le essenze profumate. La viola è usata molto anche nelle farmacie erboristiche in special modo il rizoma e i fiori. La viola ha proprietà decongestionanti, sudorifere, tossifughe, espettoranti, emollienti, lassative e diuretiche. La viola mammola è una pianta perenne; la viola del pensiero è annuale. Parlando di quest’ultima si può dire che i suoi fiori sono grandi e brillantemente colorati singolarmente o di un misto di colori. Le viole del pensiero sono molto più robuste, crescono facilmente al sole o all’ombra; stanno bene in qualsiasi terreno ben drenato. La viola comprende alcune 500 specie di annuali, perenni e sottoboschi diffuse nelle zone temperate del mondo. Tutte le viole sono formate nello stesso modo, da fiori con cinque petali più o meno grandi, ma non  sono tutte profumate.

FEDERICA  Il mondo dei fiori è a dir poco affascinante, voglio saperne sempre di più. Grazie! Ad esempio perché si chiamano viole del pensiero?

ELENA   La viola del pensiero deve il suo nome a un amante del dio Zeus e il tricolore viola fu usato come simbolo di Atene. La viola palmata è l’emblema floreale dell’isola di Rodi.

SCRIVERO’ PER TE

12/09/2012

DEDICATA  A TUTTI I  MEDICI SENZA  FRONTIERE

“LETTERA  AL FIGLIO  LONTANO”

Questa lettera non inizierà come le altre che ho scritto

perché non è una lettera, ma ti parlo come se tu fossi qui nella mia stanza.

Ci siamo incontrati spesso,  il tempo passato insieme non bastava mai, né per me né per Te; ma il tempo mi ha anche insegnato che questa tua scelta non ci ha esclusi l’uno dall’altra.

Ti sento così presente come quando eri bambino e facevi i dispettucci, poi, correvi per non farti prendere, e quando mi arrendevo mi correvi incontro per farti abbracciare. Per questo non ho mai sentito il bisogno di scriverti! Tu sei qui! Ed è un’emozione grande!

Per Te non ho niente da inventare: non sei stato mai fuori dagli occhi e dal cuore; questa energia ha sconfitto tutte le mie ansie.

Quel tuo mondo lontano, così sconosciuto, che percorri ogni giorno con gioia e sofferenza, lo sento anch’io. Sono orgogliosa di Te e di tutti Voi! Perché è solo l’amore per chi soffre che vi ha guidato fin lì; ed è da Voi che si dovrebbe imparare ad amare davvero!

Scusami se ho fatto esplodere le mie emozioni. Nel congedarmi da carta e penna vorrei che la tua gente continuasse sempre a colmare di quanto sappiamo che c’è in tutti loro! Mando il mio saluto a Tutti!

Elena  Lasagna