NEL LABORATORIO DI EMI E PETER QUINTA PARTE

05/04/2013

LE  VIRTÚ  DI  ERBE  E FIORI

 L’AGRIMONIA

Andremo in ordine alfabetico: dalla A alla Z

L’Agrimonia appartiene alla famiglia delle Rosacee. Si trova abbondante nei prati comuni e incolti: la si trova al margine dei sentieri di campagna, nelle zone boschive ma soleggiate. La sua fioritura dura tutta l’estate, poi, si copre di piccoli frutti uncinati. I frutti sono formati da acheni che restano racchiusi nel tubo del calice. La presenza degli uncini favorisce la disseminazione tramite gli animali.

Le sue proprietà sono  coleretiche, colagoghe, antireumatiche , antinfiammatorie ecc. I suoi principi attivi sono i tannini, l’olio essenziale,  le fitosterine, e le sostanze amare , che la indicano per i disturbi epatici legati al cattivo funzionamento della cistifellea specie se accompagnati da acidità di stomaco; i tannini invece sono indicati per il loro effetto di coagulazione e precipitazione delle proteine, manifestano una importante azione antibatterica utile nelle angine, malattie della gola in genere e , per uso esterno, nelle ulcere varicose con ferite di difficile cicatrizzazione.

Vi darei la ricetta per tutto ma non posso perché è giusto che sia fatta dal medico erborista. L’ agrimonia per questi disturbi è molto efficace. Comunque si può usare anche  esternamente per lavare ferite come acne e ferite da taglio.

L’ALOE

Chi non conosce la pianta dell’Aloe ? Credo in molti, sia uomini che donne, per le sue millenarie proprietà benefiche. MA FORSE NON TUTTI SANNO CHE SE  SI ABUSA NELLA QUANTITÁ  E PRECISAMENTE DA  8 a 10 grammi di polvere di aloe può dare risultati addirittura mortali.

L’ALOE : anche questa è una pianta che ha avuto un posto di grande rilevanza nella fitoterapia fin dall’antichità. Si dice che sia di origini esotiche e che appartenesse   alla famiglia delle Liliacee, ma oggi invece queste specie sono considerate  delle Aloaceae. È conosciuta come una grande regolatrice intestinale,  RINFRESCANTE apprezzata per questo perché un organismo che gode di corrette funzionalità intestinali è un organismo  che gode di ottima salute. Questo gruppo di Aloe sono più di 300 specie, la più comunemente usata in fitoterapia è l’ALOE VERA. Si presenta a forma di rosetta allungata, dalle foglie appuntite, carnose, di colore verde e leggermente chiazzate, a volte assumono un color  verde grigio. Questa specie contiene nelle foglie una sostanza gelatinosa e midollosa, tipica proprio dell ” ‘aloe vera ” viene utilizzata in medicina in tutto il mondo, anche in campo cosmetico. I suoi fiori sono tubolari , raccolti in spighe alle estremità e di infiorescenze lunghe  a volte ramificate, che vanno  dal color giallo al color rosso arancione.

L’Aloe venne diffusa in tutto il mondo dai Fenici.  La droga di questa pianta è il succo fresco e il succo condensato, dissecato e ridotto in polvere fine, anche la tintura che a seconda delle dosi di impiego produce effetti terapeutici diversi. L’aloe si usa come amaro eupeptico, ( dose minima es. g 0,03 ) come lassativo  g 0,10 a g 0,20 ;  come digestivo; come purgante  e purgante energico e man mano così si aumentano o si diminuiscono le dosi anche a seconda della forma in cui viene preparata, se sotto forma di polvere o di estratto fluido oppure di tintura.

 ALOE  VERA

0_056

 17/04/2013

L’ALTEA

L’Altea appartiene alla famiglia delle Malvacee. È una pianta erbacea vivace, di colore verde intenso, ma a volte assume una sfumatura cenere a causa della forte tomentosità. Ha un fusto eretto, semplice e poco ramificato, che va da 50 cm a 150 cm di altezza.  Le foglie hanno un picciolo molto corto; quelle inferiori sono più o meno tondeggianti, quelle inserite lungo il fusto sono più o meno triangolari, hanno la base a forma di cuore e l’apice acuto, sono dentate irregolarmente o divise in tre , cinque lobi. Le foglie sono coperte da peli folti e morbidi, a volte assumono la forma di ventaglio.  I fiori, sono grandi al massimo tre cm e inseriti in numero di uno -tre all’ascella delle foglie superiori, sono di colore variabile dal bianco – rosato al porporino.  Il frutto è formato da numerosi semi disposti circolarmente uno vicino all’altro.  Questa pianta è diffusa in tutta Italia, nei luoghi umidi, ma è più frequente al nord,; spesso è coltivata.

L’Altea è una pianta molto nota per le sue proprietà emollienti , decongestionanti, e sono generalmente impiegate nelle forme catarrali delle vie respiratorie ed è un blando sedativo della tosse, in quanto toglie il pizzicore della gola  che si chiude. Enche questa pianta ha un’azione decongestionante delle pareti intestinali infiammate ed ha un’azione regolatrice dell’evacuazione. Poi, i derivati dell’altea sono usati anche in  cosmetica come addolcenti e decongestionanti l’epidermidi delicate e soggette a couperose. Sia le radici, le foglie ed i fiori sono ottimi per pediluvi a scopo riposante, rinfrescante ed emolliente.

30 /04/2013

L’AMORINO

L’ amorino appartiene alla famiglia delle Resedaceae. È una pianta erbacea biennale biennale con radice a fittone; nel primo anno forma una rosetta di foglie sdraiate sul terreno, nel secondo anno fiorisce. Può superare il  metro di altezza, il suo fusto è fristoloso e poco ramificato.

Le foglie basali sono riunite in rosetta, sono di forma lanceolata: lunghe fino a 7-8 cm e larghe un cm circa, il loro margine è ondulato e si seccano prima della fioritura.

I fiori hanno un calice di cinque sepali oblunghi e una corolla composta di quattro-cinque petali differenziati fra loro; quello superiore, è più grande degli altri, è diviso in cinque-sei lobi lineari, i due petali laterali sono divisi in tre lobi, gli inferiori, in numero di uno-due , sono semplici e molto piccoli.

I frutti sono formati da tre-quattro capsule ovoidali che contengono numerosi  piccoli semi lucenti di colore bruno nerastro. Questa pianta è diffusa in tutt’Italia, nei luoghi incolti, perfino sopra ai muri nelle crepe , nei prati, e sui greti ghiaiosi dei fiumi, nelle zone calcaree e soleggiate.

Le proprietà di questa pianta sono diuretiche, e sudorifere, anche coloranti . Le sostanze contenute nelle erbe non servono solo per uso alimentare o salutare, ma sono talvolta utili per altri scopi. Questa pianta e tutte le piante della famiglia delle Resedaceae sono state usate e si usano tuttora fino all’avvento dei meravigliosi coloranti per tingere di giallo tutte le fibre vegetali per tessitura., perfino il legno. Come diuretico e sudorifero si usano le sommità fiorite , es. 3 gr. in 100 ml di acqua; bere al massimo due tazze al giorno. L’amorino è usata nelle aziende alimentari e tessili come colorante naturale, il suo colore è lo stesso che si ottiene dai pistilli dei gigli, e dallo zafferano ( solo che quest’ultimo non ha controindicazioni ma non è accessibile a tutti per il suo costo importante ).

L’ ANAGALLIDE

Questa pianta appartiene alla famiglia delle Primulaceae. È una pianta annuale e talvolta biennale, con fusti sdraiati o ascendenti  in qualche caso radicanti ai nodi.

Le foglie sono normalmente opposte , a volte verticillate, cioè riunite in fascetti da tre-quattro, sono di forma ovale acuminata, la superficie è glabra e cosparsa di punti ghiandolari color ruggine.

I fiori, sono inseriti singolarmente su un lungo ed esile peduncolo all’ascella delle foglie, sono di colore variabile dal blu al rosso ; hanno un calice di cinque sepali e una corolla di cinque petali parzialmente saldati fra loro alla base. Il frutto è una capsula sferica contenente numerosi semi di colore marrone o neri ; alla maturazione la capsula si apre permettendo la fuoriuscita dei semi. Si trova in tutt’Italia, nei campi coltivati, sotto ai frutteti, nei vigneti e nei luoghi erbosi anche nei terreni aridi e nelle zone sabbiose del mare.

Questa pianta ha proprietà espettoranti astringenti  La parte aerea della pianta è usata come sedativo dello stimolo della tosse A, per gambe affaticate e gonfie e per piedi gonfi.  Anche questa pianta è da usare sotto lo stretto controllo del medico.

L’ANETO

L’aneto appartiene alla famiglia delle  Apiaceae ( Umbelliferae ) è una pianta annuale con odore pungente, a fusto eretto, striato longitudinalmente,  che può raggiungere  e talvolta superare il metro di altezza; la radice è sottile e fittonante. Le foglie sono glabre e glauche, divise tre volte in lacinie sottili e quasi filiformi; il picciolo si dilata alla sua base in una guaina amplessicaule che abbraccia per una certo tratto il fusto; le foglie superiori sono più piccole, meno divise e sessili sulla guaina.  I fiori sono formati da ombrelle prive di brattee, i fiori hanno cinque petali gialli. Il frutto è formato da due acheni addossati l’uno all’altro, percorsi nella faccia esterna da tre coste prominenti e circondati da un’ala sottile di colore giallo paglierino.

Le parti usate sono le sommità fiorite e i frutti. L’Aneto ha proprietà aromatiche, digestive, diuretiche , antiinfiammatorie antispasmodiche e carminative. I principi attivi sono : tannini, mucillagini, resine e soprattutto l’olio essenziale che conferisce ai frutti funzioni aromatizzanti e medicinali. Le proprietà dell’Aneto sono simili a quelle dell’Anice e del Finocchio con i quali, per comodità di reperimento, può essere sostituito o usato in miscela per ottenere preparazioni più gradevolmente equilibrate.

Questa pianta è originaria dell’ India e dell’Asia ma è da tempo coltivata anche in Italia. Si trova anche allo stato spontaneo nei luoghi erbosi e prati incolti.

L’Aneto è molto usato per le infiammazioni della bocca, per le digestioni difficili, elimina i gas intestinali; è valido anche come diuretico. I frutti hanno la caratteristica di agire come antispastici attenuando i dolori intestinali, il vomito e il singhiozzo. Inoltre questa pianta si usa nelle aziende alimentari come aromatizzante di molti condimenti.

L’ANGELICA

Anche questa pianta appartiene alla famiglia delle Apiaceae  ( Umbelliferae ) . È una pianta vivace con una robusta radice carnosa da cui sorge un robusto scapo che talvolta può superare i due metri di altezza. Le sue foglie basali sono molto grandi, sono bi o tri-pennatosette e possono arrivare, con il relativo picciolo a una lunghezza di 60 cm; le foglioline sono ovali acuminate, con il margine dentato, la fogliolina terminale è più grande delle altre. Le foglie del fusto sono più piccole e senza picciolo.

L’infiorescenza è formata da numerose ombrelle divise  a loro volta in ombrellette che portano parecchi piccoli fiori di colore verdognolo. Il frutto è formato da due acheni addossati uno all’altro e percorsi, nella faccia esterna, da tre creste non molto pronunciate; al margine hanno un’ala corta, di consistenza suberosa. Dalla forma del frutto si distingue questa specie da quella selvatica. Questa pianta è originaria dell’Europa settentrionale ed è spesso coltivata per i suoi piccioli aromatici usati in pasticceria e in liquoristica.

Si usano le radici e i frutti. le sue proprietà sono: antispasmodiche, aperitive, digestive, aromatiche antisettiche stimolanti. I principi attivi sono l’olio essenziale, i tannini e le resine. Una delle prerogative principali dell’Angelica è l’aroma, che ne fa una delle piante di maggior uso nella liquoristica tradizionale,  in effetti l’Angelica è un esempio di felice connubio fra le caratteristiche aromatiche e digestive. Questa pianta deve essere impiegata sempre a dosi basse; a dosi alte l’azione si inverte  e si ha un effetto fortemente depressivo.

LE RICETTE DI CASA MIA SETTANTADUESIMA PARTE

03/04/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA    Eccoti la ricetta della crostata  che mi hai chiesto: contiene prugne, cioccolato, frutti di bosco misti e fichi freschi caramellati. Però non è fatta su una base di pasta frolla.

FEDERICA   Spero che tu mi dia la ricetta, altrimenti non so se sarà mangiabile.

CROSTATA  AI  MILLE  GUSTI

In un letto di pasta soffice

CROSTATA MILLEGUSTI

Ingredienti per la base : un uovo intero e due tuorli, 100 g di margarina, 50 g di panna da montare, 150 g di zucchero semolato, un bicchierino di grappa alla prugna, 50 g di malto, 450 g di farina doppio zero, mezza bustina di lievito per dolci, una teglia per crostate ,dal diam. di cm 22 .  Per il ripieno: frutti di bosco, fichi, prugne denocciolate, cioccolato , Cherry, farina di riso, zucchero q.b.

Esecuzione : facciamo la fontana con la farina e il lievito , mettiamo le uova al centro, lo zucchero,  il malto, poi, mescoliamo senza intaccare la farina, ora aggiungiamo la margarina e mescoliamo , e così anche con la panna e la grappa. Adesso aggiungeremo piano piano la farina fino a coprire gli altri ingredienti e creare un impasto morbido, morbido. Stendere un cm e  mezzo di pasta per tutta la teglia alzando i bordi, ben definiti. Versare il composto di prugne, fatte bollire con lo Cherry , con l’aggiunta di zucchero  i frutti di bosco,  i fichi caramellati tagliati a pezzettini, per ultimo il cioccolato sciolto a bagnomaria e un cucchiaino di farina di riso. Poi, faremo delle listarelle più o meno grandi, a piacimento e decoriamo la nostra crostata che andrà subito in forno a 180 g° per 30 min. Controllare la cottura. La torta sarà friabile , gustosa e leggera; adatta anche ai bambini.

FEDERICA   Mi hai fatto aspettare ma sei perdonata, anche perché questa torta è meravigliosa! La mia dedica per Voi è ” Se stasera sono qui ” di Luigi Tenco.

05/03/2013

ELENA   Voglio proporti un dolce nuovo, l’ho inventato ieri sera vediamo se riesci ad indovinare?

FEDERICA   Si tratta di un dolce al cucchiaio o da forno ?

ELENA   Non è al cucchiaio, e nemmeno da forno, ma è un semifreddo. Questa volta non ti lascerò in sospeso, ti detto subito gli ingredienti, quando lo farò metterò la foto. Si chiama ” La scacchiera “

LA SCACCHIERA  DOLCE

Ingredienti: tre uova, 300 g di zucchero semolato, un bicchierino di liquore strega, 500 g di biscotti secchi , 100 g di amaretti, 100 g di pinoli, 300 g di mandorle spellate, 200 g di cacao dolce, due cucchiai di cacao amaro, zucchero a velo vanigliato una busta da g 125, 700 g di ricotta vaccina, la buccia di un’arancia grattugiata, cioccolato fondente dolce 500 g, latte, cannella.

Esecuzione : lavorare i tuorli con lo zucchero, aggiungere poi il liquore, i pinoli passati al mixer, gli amaretti. Ora passaimo la ricotta al setaccio, incorporiamo la buccia d’arancia grattugiata ( solo la parte colorata ) , il cacao dolce e quello amaro, un pizzico di cannella, poi uniremo la ricotta al primo composto. Adesso spezzettiamo i biscotti in piccoli frammenti, possiamo farlo con le mani o con l’aiuto di un robot. Se l’impasto dovesse risultare troppo denso incorporare gli albumi montati a neve. Unire il tutto mescolando delicatamente e lasciare riposare l’impasto in frigorifero per circa 30 min.

Nel frattempo faremo sciogliere il cioccolato con il latte fino ad ottenere una consistenza morbida né troppo liquida né troppo densa. Lasciamo intiepidire e riprendiamo il composto della torta dal frigorifero, adesso abbiamo tutto l’occorrente per fare i dolcetti, prendiamo un vassoio quadrato o rettangolare. Incominciamo a fare delle formine quadrate da 5 cm e dall’altezza di due cm e mezzo; continuiamo fino all’esaurimento del composto. Ora passiamo le mandorle spellate nel mixer , ne ricaveremo della polvere. Passiamo tutte le forme quadrate nel cioccolato sciolto a bagnomaria , le mettiamo sopra una grata perché si scolino e poi, metà dei quadrati li passeremo nella polvere di mandorle. Lasciamo asciugare i nostri dolcetti e li disporremo in fila alternando il colore scuro a quello chiaro, come nella  scacchiera. Volendo e se il tempo lo permette possiamo decorare con palline di pasta di mandorle o di zucchero a forma dei rispettivi soldatini  ( es. la coroncina del re, della regina, la cupolina della torre, l’elmo del soldato, la criniera del cavallo ecc.).

FEDERICA   Diciamo pure che questa è arte! Anche se saranno buonissimi, perché si vede già dagli ingredienti, sarebbe un peccato mangiarli!  Grazie! Eccoti la mia canzone del giorno: ” Se stiamo Insieme ” di Riccardo Cocciante.

 06/04/2013

FEDERICA   Sai, ho fatto la scacchiera, mi è venuta come una favola; domani abbiamo degli ospiti e non vorrei mai distruggerla !

ELENA   Ti capisco!  Ma consolati che ora ti passo un’altra ricetta con l’agnello, non quello dolce ,  perché di dolci ce ne saranno ancora molti da fare!

COSCIOTTO  DI  AGNELLO  AGLI  ASPARAGI

Ingredienti : un cosciotto di agnello, 300 g di prugne secche morbide, asparagi freschi, erba cipollina,  un bicchiere di marsala, olio oppure burro, 50 g,  salvia, timo, alloro, sale e pepe, brodo vegetale o di carne q.b. ,

Esecuzione : puliamo gli asparagi dalla parte legnosa, facciamoli appassire nel tegame con olio o burro, unire il cosciotto e lo facciamo rosolare a fiamma viva. Nel frattempo abbiamo tagliato finemente le erbe , le abbiamo salate e pepate, ora le uniamo al cosciotto , mettiamo il marsala e la teglia andrà in forno a 180 g° per 20 min. Controllare il tutto ,  unire le prugne rosate , un mestolo di brodo e continueremo la cottura per altri 30-40 min. Impiattare con cipollotti freschi, e fettine di avocado in olio extra vergine d’oliva e aceto balsamico.

FEDERICA   Che raffinatezza, sento già il sapore! Buono, buono, buono!  La mia canzone di oggi per Voi è di Franco Simone , ” Respiro “, vedrai vi piacerà! Ciao, ciao!

08/03/2013

FEDERICA   Se ben ricordo oggi dovresti fare la ricetta nuova della faraona, credo che buona così non l’abbia mai mangiata, davvero!

ELENA   Sì, come hai fatto ad indovinare? Adesso te la mostro e poi ti lascio la ricetta in cambio voglio una canzone, vediamo se indovini ancora!

FARAONA   CUSTODITA

FARAONA CUSTODITA

Ingredienti: acquistiamo una faraona a pezzi, 50 g di pancetta steccata, pepe,  alloro, latte, rosmarino.

Esecuzione : Togliamo tutta la pelle alla faraona, la tagliamo a pezzi piccoli,  poi, l’avvolgeremo nelle fettine di pancetta, la saliamo e pepiamo,  aggiungeremo un trito di rosmarino e due foglie di alloro ; la lasciamo in ammollo per tutta la notte. L’indomani  la toglieremo dalla farcia e  dalla pancetta, incominciamo a rosolarla a fuoco lento, la giriamo la rigiriamo fino a quando avrà raggiunto la giusta cottura e sarà tutta dorata e croccante. Servire con patatine al forno  ( Il piatto è leggero  e molto gustoso ).

PATATINE FRITTE LEGGERE

FEDERICA   Ti dedico  ” La  regina  del  Silenzio ” di Marcella  Bella. Vorrei farti delle domande ma mi sa tanto che tu abbia fretta, o mi sto sbagliando? Sai sono sinceramente felice quando mi dici il tuo parere, ed è molto importante per me avere una persona con cui parlare di tutto , comunque rimandiamo a domani, mi rendo conto che non esisto soltanto io.

09/04/2013

ELENA   Per Te oggi ho una ricetta semplice  dal gusto particolare, diciamo bizzarro, ma è molto salutare e anche gustosa: sono gli spaghetti al mallo di noce.

SPAGHETTI  AL  MALLO  DI  NOCE

 SPAGHETTI AL MALLO DI NOCE

Ingredienti : Calcoliamo 80 g di spaghetti a persona, un’ aringa, aglio, peperoncino, 5 bacche di ginepro, olio extra vergine d’oliva,  pepe, parmigiano grattugiato un cucchiaio,  Il mallo di mezza noce a porzione, acqua o brodo vegetale per la cottura. ( Il mallo di noce è quello conservato dove viene travasato il nocino.

Esecuzione : Sciogliamo l’aringa nell’olio d’oliva con lo spicchio di aglio, nel frattempo buttiamo gli spaghetti, e a cottura al dente li verseremo nella padella dove abbiamo sciolto l’aringa. Ora mettiamo le bacche di ginepro sopra la pasta bollente e mettiamo anche il mallo tagliato a pezzettini piccoli, poi sarà la volta del peperoncino , del pepe. Adesso mantechiamo gli spaghetti e mescoliamo sempre per amalgamare i sapori, poi, verseremo un filo di olio e un cucchiaio di parmigiano per ogni persona. Sono davvero particolari e gustosi ma anche pieni di salute. Come contorno ho pensato alla cicoria verde lessata a vapore e condita.

FEDERICA  Anche questo piatto lo trovo straordinario. Ora torniamo alle domande in sospeso, posso? Vorrei domandarti per l’ultima volta, ma l’ultima davvero se sei ancora convinta  della colpevolezza di Sabrina e di Cosima. Grazie !

ELENA   Dovrà essere l’ultima volta davvero altrimenti mi arrabbio. Sì, io credo all’analisi fatta dal P. M.  Ci sono cose fin dall’inizio che mi fanno pensare alla loro colpevolezza e alla ingenuità del padre e marito.

FEDERICA  Ad esempio?

ELENA   Ad esempio : 1) la sim del telefonino di Sara.  Misseri non sapeva nemmeno cosa fosse una sim. 2 ) Quando la piccola Sara tardava ad arrivare Sabrina disse: ” Allora l’hanno presa ! ” Che assurdità dire una cosa del genere per un poco di ritardo non trovi? E poi, ce ne sono altre 100 di cose che dichiarano la loro colpevolezza! Io non credo e non vedo un Misseri che abusa sessualmente di qualcuno, tantomeno della nipotina né da viva né da morta. L’unica sua colpa grave è quella di avere occultato il cadavere di Sara e di essere succube di quelle specie di donne!  Si è detto che sono persone intelligenti, ma  non sono per niente furbi a non confessare,  hanno lavorato una vita ed ora sperperano tutto i loro risparmi e anche di più, che senso ha mentire così male?

FEDERICA   Grazie di tutto! Ti dedico la canzone ” Luna Caprese ” di Peppino Di Capri.

PRENDIAMOCI CURA DELLA NOSTRA PELLE TRE

02/04/2013

SEMEIOLOGIA  MORFOLOGICA

L’ osservazione  delle lesioni cutanee è fondamentale affinché il dermatologo possa formulare la diagnosi di malattia, ma spesso la sola osservazione non è sufficiente. È  necessario saper interpretare altri dati di ordine  generale che rientrano strettamente nella competenza medica.  Noi  ci limiteremo all’elenco e alla semplice spiegazione delle fondamentali lesioni cutanee,  al fine di acquisire una terminologia quanto più possibile corretta.

Le lesioni osservabili sulla cute sono di vari tipi:

1 ) Di tipo eritematoso

La lesione è dovuta alla semplice dilatazione dei vasi,  con conseguente aumento dell’afflusso sanguigno nella zona interessata.  Il colore della lesione è roseo o rosso e la cute è calda quando la dilatazione interessa i capillari e le arteriole ; l’aspetto invece è bluastro e la cute è fredda quando i vasi colpiti sono le vene.

2 ) Di tipo papuloso

Le papule sono rilevatezze piccole e dure che indicano o una infiltrazione a livello del derma superficiale o un inspessimento circoscritto dell’epidermide.  Le papule con bordi netti indicano proliferazione delle cellule dell’epidermide, mentre quelle con bordi sfumati sono dovute a infiltrazione dermica.

3 ) Di tipo ponfoide

Il ponfo nasce per brusca vasodilatazione,  con conseguente fuoriuscita  di siero dai capillari a livello del derma superficiale.  Si tratta di una rilevatezza cutanea più o meno evidente,  sia in rapporto alla quantità che alla localizzazione del siero che fuoriesce.  Ha tinta rosea all’inizio,  biancastra in seguito. È pruriginoso e di breve durata.

4 ) Di tipo vescicoloso o bolloso

La vescicola e la bolla sono rilevatezze della cute dovute ad accumulo di liquido  ( siero,  linfa , sangue )  all’interno della cute.  La differenza tra vescicola e bolla sta nelle dimensioni : la vescicola è più piccola,  ma non c’è un preciso limite di grandezza tra l’una e l’altra ; alcuni considerano una vescicola una lesione con diametro inferiore a 5 mm. ,  e bolla una lesione con diametro superiore.

Possono avere sede intraepidermica  ( sottocornea o intramalpighiana ) o subepidermica , cioè al di sotto dell’epitelio.

Le vescicole e le bolle  possono riunirsi in grappoli, ed allora si parla di  “disposizione erpetiforme “, o seguire il decorso di un nervo ” disposizione zosteriforme “.

5 ) Di tipo pustoloso

La pustola differisce dalla vescicola perché contiene elementi cellulari : ”  i piociti ” ( cellule del pus ).  Ha sempre sede intraepidermica e può formarsi ad ogni livello,  anche sotto lo strato corneo.

6 ) Di tipo nodulare

Lesione ben palpabile, solida, rotondeggiante. Può essere dovuta a cause diverse, infiltrazioni infiammatorie.

7 ) Di  tipo placca

Dovuta alla confluenza di papule o noduli, per cui consiste in una rilevatezza della cute più o meno netta, più o meno estesa, di forma varia.

8 ) Di tipo squamoso

Le squame possono avere tinte diverse e sono più o meno facilmente staccabili. Due sono i meccanismi che producono lesioni squamose:

1 ) Eccessivo numero di micosi nello strato basale con conseguente aumento della velocità di migrazione delle cellule dello strato profondo allo strato corneo ;

2) Incapacità delle cellule cornee di staccarsi dall’epidermide.

9 ) Di tipo erosivo

La lesione consiste nella mancanza di alcuni strati dell’epidermide. Non c’è fuoriuscita di sangue e la guarigione si verifica senza esiti cicatrizzanti.

10 ) Di tipo ulcerativo

In questa lesione manca tutta l’epidermide,  per cui il fondo è costituito dal derma. Si ha quindi fuoriuscita di sangue e seguono esiti cicatriziali. Continua…

10/04/2013

11 ) Di tipo crostoso

Le croste si fornmano quando il liquido di vescicole, bolle, e pustole si rapprende.

12 ) Di tipo atrofico

Nell’atrofia della sola epidermide la cute è assottigliata,  quasi trasparente, perché gli strati sono ridotti di numero.  Mancano in genere i solchi interpapillari e quando l’atrofia è molto accentuata,  si rende visibile la rete venosa sottostante. Se l’atrofia interessa il derma per diminuzione del collagene e del tessuto elastico, la cute appare depressa. L’atrofia può interessare contemporaneamente l’epidermide e il derma.

13 ) Di tipo sclerotico

La cute si presenta indurita.

14 ) Di tipo pigmentario

La lesione può essere definita macchia. Ha tinta varia, in rapporto col tipo di pigmento accumulato nell’epidermide o nel derma.

Inoltre ricordiamo i seguenti termini:

1 ) Ipercheratosi, quando lo strato corneo risulta abnormemente inspessito.

2 ) Paracheratosi, quando nelle  cellule cornee permangono i nuclei cellulari  ( normalmente vengono distrutti ) .

3 ) Discheratosi , quando alcune cellule si cheratinizzano a livello dello strato malpighiano.

4 ) Acantosi, che consiste nell’ispessimento dello strato di Malpighi, quasi sempre associato  a papillomatosi,  cioè allungamento delle papille dermiche.

 MALATTIE    DELLA   PELLE

IL PRURITO

È un sintomo esclusivo della cute. Può essere provocato da stimoli di varia natura: chimici, meccanici, termici, ecc..  Gli stimoli provocherebbero il prurito con l’intermediazione di sostanze dette vasoattive ( chinine, istamina,  proteasi ) . Il prurito non può essere essenziale, quando non è provocato da alcuna evidente malattia della pelle,  oppure può essere uno dei sintomi di uno stato patologico. Nel primo caso la sua origine è da ricercare in diverse condizioni : turbe psichiche, abuso di stimolanti, ( thè, caffè, tabacco ) , alterazioni del fegato e/0 delle vie biliari,  alterazioni della funzionalità della tiroide. Nel secondo caso, la causa risiede in una malattia della pelle.  In conseguenza di un prolungato grattamento,  possono verificarsi lesion i di tipo erosivo e crostoso.

17/04/2013

MALATTIE  DELLA  PELLE

LE  MALATTIE  DELLA  PELLE  CAUSATE  DA  LUCE  E  DA  RADIAZIONI IONIZZANTI  LUCITI

Sono provocate dal sole o da sorgenti luminose artificiali, ed hanno quindi sede nelle zone fotoesposte.

La luce può agire in tre diversi meccanismi:

1 ) fototraumatismo

2 )fotosensibilizzazione

3 ) fotoallergia

1 ) Il fototraumatismo si realizza nei soggetti  normali in seguito a prolungata esposizione al sole. Dopo un periodo di latenza da due a sei ore compare nella zona esposta un eritema che raggiunge il massimo verso la  IO° ORA E SI ESTINGUE IN ALCUNI GIORNI  CON DESQUAMAZIONE E PIGMENTAZIONE. Il danno può anche essere più elevato, nel qual caso si possono avere vescicole e addirittura bolle.

2 ) La fotosensibilizzazione si ha quando sostanze , applicate sulla cute  ( coloranti, saponi, schiuma da barba, ecc. , essenza di bergamotto, tetraclorosallilamide, contenuta in saponi e profumi, medicamenti come sulfamidici,  antistaminici, antibiotici,  catrame, ecc. o ingerite in alimenti o medicamenti, ecc. ) rendono il tessuto sensibile alle radiazioni luminose. Le manifestazioni sono uguali  a quelle descritte per il fototraumatismo.

3 ) La fotoallergia consiste, probabilmente, nella formazione, provocata dalla luce, di una sostanza a livello della cute ( Autoantigene ) che è responsabile di sintomi a tipo eczema o urticarie. Questo meccanismo è nettamente più raro.

Regole terapeutiche sono dettate dal buon senso: evitare di applicare profumi o creme o altri cosmetici prima dell’esposizione al sole; prestare attenzione a reazioni cutanee anormali quando si sta facendo una cura con sulfamidici, antibiotici, antiistaminici, ecc..

RADIODERMITI

Insorgono in seguito all’assorbimento di radiazioni ionizzanti da parte della cute,  e si distinguono in :

1 ) forma acuta

2 ) forma cronica

La prima si verifica in seguito alla esposizione a dosi eccessive di radiazioni ionizzanti, ed i sintomi sono eritema, edema, vescicole o bolle, ulcerazioni, dolori.

La seconda si instaura in seguito ad esposizione potratta nel tempo a piccole dosi di radiazioni, e si manifesta con secchezza della cute, atrofia , macchie pigmentarie.

 Il pericolo maggiore di queste esposizioni è rappresentato dalla possibile insorgenza di un tumore maligno della pelle, detto epitelioma spinocellulare.

L’esposizione prolungata ai raggi solari può essere causa di:

– alterazioni di tipo cheratosico ( cheratosi attinica )

– assottigliamento, perdita di elasticità e secchezza della cute nelle zone fotoesposte.

MALATTIE  DI  NATURA  INFETTIVA

22/04/2013

MALATTIE   DA  VIRUS

HERPES

Gli herpes virus contengono DNA e si moltiplicano nel nucleo della cellula colpita.  Le malattie più comuni provocate da questo virus sono l’ herpes simplex, l’herpes  zoster,  la varicella.

HERPES  SIMPLEX

Il  virus che provoca questa malattia si localizza solo in certi tessuti ( cute, mucose , nervi ) .

Si conoscono due forme di herpes  simplex : 1 ) la forma primaria ; 2 ) la forma a carattere recidivante.

Forma primaria : si osserva soprattutto in soggetti,  per lo più bambini, che non sono mai stati a contatto con il virus, quindi non hanno ancora formato le difese per quel virus  ( anticorpi specifici ).  Generalmente si manifesta come gengivostomatite  ( vescicole o erosioni diffuse al cavo orale, febbre modica, ingrossamento dei linfonodi regionali ). Può localizzarsi però anche , sebbene più raramente, ai genitali o alla congiuntiva.

Forma  recidivante : in questa forma la malattia è latente, benché il virus sia presente nelle zone d’elezione, e può manifestarsi in corrispondenza di traumi, ciclo mestruale, episodi gastrointestinali, febbre, ecc. ) .  Le sedi di localizzazione sono in genere le labbra, i genitali, la faccia, il sacro. Nelle recidive la sede è sempre la stessa.

26/04/2013

CICLO  BIOLOGICO-CLINICO

1 ) Penetrazione del virus in un soggetto normale, e quindi ancora privo di anticorpi specifici.

2 ) Infezione primaria ( gengivostomatite ), vulvovaginite, cheratocongiuntivite, herpes cutaneo, ecc. ) .

3 ) Latenza dell’infezione, di durata variabile.

4 ) Manifestazioni recidivanti dell’herpes, come herpes genitale, labiale, ecc. indotte da fattori vari ( traumi, ciclo mestruale, episodi gastrointestinali, ecc. ) .

5 ) Trasferimento del virus, mediante contagio, a soggetti normali, e quindi ripetizione del ciclo descritto.

Le lesioni sono di tipo vescicoloso, e le vescicole sono disposte a grappolo ; le lesioni si estinguono entro due settimane. Le vescicole hanno sede nello strato malpighiano e si originano per l’alterazione degli elementi epiteliali provocata dal virus.La terapia, di competenza medica, è volta ad attenuare la fastidiosa sintomatologia piuttosto che risolvere la malattia alla radice, anche perché non ci sono ancora farmaci con risolutiva azione antivirale.

Herpes zoster o zona

Il virus che lo causa ha forma simile a quello dell’herpes  simplex, ed è lo stesso virus che provoca la varicella. Sembra che, dopo aver dato la varicella, il virus si annidi nei gangli nervosi ; a questo punto ci sono due possibilità :

1 ) il virus rimane per sempre nei gangli senza provocare alcun disturbo;

2 ) si riattiva diffondendosi lungo i nervi sensoriali, provocando così la sintomatologia dolorosa e la caratteristica localizzazione delle lesioni lungo l’area di distribuzione del nervo. Continua nel prossimo articolo…

PRENDIAMOCI CURA DELLA NOSTRA PELLE DUE

26/03/2013

DA L’ EPIDERMIDE

Proseguendo verso la superficie si trova lo strato granuloso, costituito da due quattro piani di cellule. Il loro citoplasma contiene granuli formati da cheratina.

Lo strato successivo non è sempre ben visibile. Quando lo è appare come una sottile linea omogenea, chiara e brillante. Per questa ragione è chiamato lo strato lucido. È costituito da cellule ripiene di cheratoeleidina,  che è prodotta dalla trasformazione della cheratoialina presente nello strato granuloso.  Il quinto strato, il più esterno,  è chiamato strato corneo.  Qui la cheratoeleidina dello strato lucido si è trasformata in cheratina  e quelle che una volta erano cellule epiteliali viventi sono diventate scaglie cornee strettamente aderenti le une alle altre tranne che alla superficie,  dove desquamano.  Si può quindi dividere lo strato corneo in congiunto ( zona poiù profonda , dove le scaglie sono aderenti le une alle altre ) e disgiunto ( le scaglie si staccano desquamando ).

IL DERMA

27/03/2013

Il derma è costituito da due strati,  non nettamente separati l’uno dall’altro.  Il più esterno e il più sottile  dei due è chiamato derma papillare,  perché le papille ne costituiscono la parte principale.  Lo strato papillare si continua in profondità con il derma profondo ( corion o strato reticolare ).

Benché tutti gli strati del derma siano costituiti da tessuto connettivo fibroso, le fibre collagene dello strato papillare non sono così grossolane come quelle dello strato profondo.  Una differenza importante tra lo strato papillare e lo strato reticolare riguarda il loro contenuto in capillari : nello strato papillare,  la rete dei capillari sanguigni è molto ricca. Un gruppo di capillari si estende ad ansa nelle cosiddette papille dermiche,  che si spingono nella epidermide; questi capillari forniscono il nutrimento all”epidermide e partecipano alla regolazione termica.  Un altro gruppo di capillari più simili alle venule forma un letto piatto al di sotto della base delle papille.

I capillari sono invece scarsi nello strato reticolare; sono numerosi soltanto in relazione agli annessi epidermici che si spingono nello strato reticolare.

Le cellule del derma sono rappresentate da fibroblasti,  macrofagi ( cellule ad attività fagocitaria ) e cellule adipose ( adipociti ) isolate o più spesso riunite in piccoli ammassi.

PIGMENTAZIONE  DELLA  CUTE

Il pigmento più importante della cute è la melanina.

La sua precisa costituzione chimica non è nota ed è probabile che  vi siano diverse melanine. Questi pigmenti sono molto diffusi nel regno animale e il loro colore varia dal giallo al marrone al nero.

Nell’uomo la melanina si trova essenzialmente nell’epidermide e, nella razza bianca , nelle cellule dello strato basale, dove tende a disporsi sul lato del nucleo rivolto al suolo.

La melanina si trova sotto forma di fini granuli di colore marrone nerastro, che di solito si aggregano fra loro. La quantità di melanina nell’epidermide è responsabile delle differenze di colore della cute nelle varie razze.

Una incapacità intrinseca,  in soggetti di qualsiasi razza,  a produrre pigmento melaninico dà luogo agli individui albini. Questa incapacità è dovuta alla mancanza di un enzima,  la tirosinasi ,  che permette la trasformazione di un aminoacido ( tirosina ) in melanina attraverso numerosi passaggi chimici.

Un aumento di quantità di melanina si verifica nell’epidermide della cute bianca quando questa viene esposta ai raggi solari. Le cellule che fabbricano la melanina vengono oggi chiamate melanociti,   mentre il termine melanoblasto viene usato per indicare le cellule che diventeranno melanociti,  ma che non hanno ancora la capacità di produrre melanina.

 I melanociti sono posti subito al di sotto o tra le cellule dello strato basale dell’epidermide. Prima che abbiano fabbricato la MELANINA ESSI APPAIONO NELLO STRATO BASALE COME CELLULE CHIARE.

Nel tempo dovuto i granuli  di melanina fabbricati dai melanociti passano nelle cellule epiteliali per mezzo di lunghi processi dei melanociti stessi. Si discute ancora la modalità con cui la melanina viene trasferita dal melanocita che l’ha prodotta alle cellule dello strato basale. A questo proposito vi sono due teorie:

1 ) il melanocito, grazie alle sue espansioni inietta i granuli di melanina direttamente nella  cellula dello strato basale;

2 ) il melanocito si libera dei granuli melaninici che vengono poi fagocitati dalla cellula basale.  È probabile che vengano attuati ambedue i processi.

Cellule  del derma contenenti melanina

Le cellule contenenti melanina visibili nel derma sono, con un’unica eccezione,  cellule che non hanno fabbricato melanina ma la hanno fagocitata; quindi sono chiamate cromatofori.

SCHEMA SINOTTICO DELLE LINEE CELLULARI FONDAMENTALI DELLA CUTE

Funzione della melanina

La melanina protegge gli strati più profondi dell’epidermide e il derma sottostante da un eccesso di luce ultravioletta. Il fatto che un soggetto divenga abbronzato è un segno della formazione della maggior quantità di melanina. La luce ultravioletta svolge, fino ad un certo punto,  un effetto utile sulla cute, perché irradia l’ergosterolo , un derivato del colesterolo, e l’ergosterolo irradiato è una forma di vitamina ” D “, la quale viene assorbita dalla cute ed è un fattore essenziale per un normale metabolismo minerale. Una mancanza di vitamina D determina nei bambini il rachitismo.

Irrorazione   della  cute

Arterie

Le arterie maggiori della cute sono disposte in modo da formare una rete appiattita nel sottocutaneo proprio al di sotto del derma. Questa rete arteriosa è detta anche rete  cutanea.  Dalla rete cutanea nascono rami diretti verso l’interno e verso l’esterno. Quelli diretti verso l’interno irrorano il tessuto adiposo delle parti più superficiali del sottocutaneo e le parti dei follicoli piliferi ivi presenti.  Quelli diretti esternamente irrorano la cute. Essi hanno generalmente decorso ricurvo quando penetrano attraverso lo strato reticolare del derma e danno origine, nell’attraversarlo, a rami laterali per i follicoli piliferi e per le ghiandole sudoripare e sebacee.

Nel raggiungere la giunzione fra strato reticolare e derma papillare, formano una seconda rete appiattita, costituita da vasi  più piccoli e denominata rete subpapillare.

Letto capillare

Dato che il derma è costituito principalmente da collageno che è una sostanza intercellulare relativamente inerte,  esso non necessita di una irrorazione capillare molto estesa ; infatti la maggior parte del derma è scarsamente provvista di capillari. Il letto capillare della cute è molto esteso soltanto in quella porzione del derma che si trova in stretta vicinanza a cellule epiteliali che richiedono  abbondante nutrimento per la loro funzione e la loro riproduzione.

Il letto capillare è quindi limitato al connettivo che:

– si trova immediatamente al di sotto dell’epidermide

– circonda la matrice dei follicoli piliferi

– costituisce le papille dei follicoli piliferi

– circonda le ghiandole sudoripare e sebacee.

Funzione dei capillari

Nell’uomo, il calore generato dal corpo viene perduto direttamente attraverso la cute.  Se la temperatura dell’aria è più bassa di quella del corpo,  l’entità della perdita di calore può essere diminuita variando il grado di apertura dei capillari e delle venule della regione papillare e subpapillare.

Se la temperatura dell’aria è pari o più alta di quella corporea,  un effetto corrispondente ad un abbassamento della temperatura esterna può essere ottenuto con l’intervento delle ghiandole sudoripare,  che versano il loro prodotto sulla superficie corporea,  dove esso evapora raffreddando così la parte esterna della cute.

29/0372013

Conseguenze pratiche

Una lieve ustione, quale si verifica comunemente alle prime esposizioni al sole produce una irritazione sufficiente a far si che i capillari e le venule dello stato papillare e subpapillare si aprono ampiamente alla circolazione sanguigna.

Il maggio afflusso sanguigno determina il rossore cutaneo.  In un’ustione di entità lievemente maggiore,  i capillari e le venule della regione papillare e subpapillare  oltre a dilatarsi,  lasciano trasudare del plasma.  Ciò determina un edema della parte più superficiale della cute,  che dà spesso luogo a formazioni vescicolose. Nella cute sottile,  le vescicole sono dovute all’accumulo di plasma tra epidermide  e derma; nella cute spessa le vescicole possono essere causate da accumuli intraepiteliali di plasma.

Rigenerazione   dell’epidermide

Se la cute sottile è stata ustionata così gravemente che si sono formate delle vescicole,  molto probabilmente l’ustione è stata tale da distruggere l’epidermide.  In questi casi una nuova epidermide deve essere rigenerata dall’epitelio vivente che persiste a livello dei follicoli piliferi : l’epidermide prolifera dalle guaine esterne dei follicoli piliferi ricoprendo il derma scoperto.

Anche se l’ustione è così grave da distruggere la parte più superficiale del derma le cellule epiteliali delle parti più profonde dei follicoli piliferi possono rigenerare per formare nuova epidermide.

Infine anche se l’ustione è così grave da distruggere anche l’epitelio profondo dei follicoli piliferi,  l’area ustionata può essere riepitelizzata solo per proliferazione dell’epitelio proveniente dai margini dell’aria lesa. È questo un processo lento, e se l’area ustionata è estesa , esso richiederà mesi od anni. continua…

LE RICETTE DI CASA MIA SETTANTUNESIMA PARTE

26/03/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   Mi hai chiesto i dolci ed eccoli per Te.

Gelato  fior  di  latte  alla banana con

  ribes nero e lamponi

GELATO ALLA BANANA RIBES E LAMPONI

 Ingredienti :280 g di latte, 200 g di panna, 150 g di zucchero semolato fine, un cucchiaio di estratto liofilizzato di banane, una stecca di vaniglia, 400 g di ribes nero e lamponi, 150 g di zucchero, 200 g di panna.

Esecuzione : Miscelare il latte con lo zucchero, aggiungere la panna, l’estratto di banane e il contenuto della stecca di vaniglia. A questo punto versiamo tutto il contenuto nel cestello della gelatiera già raffreddata, e dopo 35 min il gelato alla banana sarà pronto. Versare il contenuto in una terrina e metterlo per qualche min nel freezer. Nel frattempo passare al setaccio la frutta, zuccherarla e aggiungerla alla panna. Metterla nel cestello della gelatiera e dopo 40 min. anche questa crema squisita sarà pronta. Vuotare il contenuto nella terrina della prima crema e lasciare riposare 30 min in freezer prima del consumo.

FEDERICA   Ho visto come i tuoi gelati diventano cremosi e buoni; qual è il  segreto?

ELENA   Il segreto come in tutte le cose è farle con amore, poi, aiutiamoci con le dosi giuste e gli ingredienti giusti. Ah, dimenticavo: il primo gelato e cioè quello alla banana si può ottenere anche al cocco dosando gli stessi ingredienti, ma sostituire solo l’estratto di banane con quello di cocco.

ELENA   E adesso ti mostrerò una ricetta di un semifreddo diciamo che diventerà una torta golosissima e importante.

TORTA RAFFINATA  DELLE  FESTE

Ingredienti: pasta sfoglia 600 g ( meglio se fresca fatta in casa , la torta durerà più a lungo ). Bignè, ( lo stesso è per i bignè ), 400 g di cioccolato fondente dolce, crema zabaione, fatto con il liquore strega e caffè,    crema vaniglia e crema alla ricotta, torrone,  canditi al mandarino, 200 g di panna montata zucchero a velo vanigliato.

Esecuzione : dividere la pasta sfoglia in due parti. Con una parte foderiamo la teglia,  e con l’altra parte ritaglieremo delle campanelle; mettiamo il tutto in forno a 170-180 ° per 15-20 min, dipende dal forno. Una volta cotti li lasceremo raffreddare, e nel frattempo abbiamo fatto i bignè che anche loro andranno in forno per 20 min a 180 °. Intanto abbiamo fatto lo zabaione, poi, abbiamo fatto anche la crema alla vaniglia e abbiamo setacciato la ricotta, abbiamo aggiunto lo zucchero vanigliato , i canditi e il torrone tritato. Ora non ci resta che  riempire tutti i bignè con le creme in parti uguali, e stenderli sopra la torta bene bene fino a coprirla tutta. Abbiamo tenuto da parte un poco di crema alla ricotta e la uniamo alla panna montata ( serve per  coprire i bignè e per la decorazione finale ). Il  giorno prima abbiamo sciolto il cioccolato fondente a bagnomaria con un po’ di latte ed è rimasto una notte in frigorifero; ora lo togliamo e con l’arriccia burro, faremo delle ricciole grandi tre cm circa e lunghe più che possiamo con questi nastri densi di cioccolato li annodiamo e li mettiamo sopra la torta per coprire i bignè. Adesso mettiamo le campane di pasta sfoglia  intorno alla torta e faremo anche un giro sul mezzo infine, cospargeremo lo zucchero a velo e con la siringa guarniremo con panna montata.

FEDERICA   Ma che bellezza!  Da dove è venuta questa ricetta favolosa?  È stato l’uccellino?

ELENA  Sì, mia nonna! È venuta a trovarmi a cavallo di una nuvola!  Ma sono contenta che ti piaccia molto.

FEDERICA   Molto? Più di molto !  Per questo ti meriti un’altra bellissima canzone: Joe Cocker in ” Unichain  My  Heart “.

ELENA   Bellissima! Grazie!

28/03/2013

FEDERICA   Sto provando delle ricette di dolci, più ne faccio e più ne mangerei, ma poi mi dico, non ti vorrai ammalare di diabete a 28 anni! Allora mi trattengo e non li assaggio nemmeno.

ELENA   Brava! Per Te che sei ancora giovane basta mangiarne con moderatezza  ,  vedrai che così non ti ammalerai. Oggi però niente ricette di dolci ma faremo un secondo  leggero dietetico , nutriente e gustoso.  Sono le scaloppine di tacchino, le ho provate ed il risultato è stato ottimo davvero!

SCALOPPINE  DI TACCHINO

In  contorno  di cipollotti

Ingredienti :  acquistiamo coscia o fesa di tacchino, poi la battiamo un poco e la modelliamo , a forma circolare  oppure rettangolare, ecc. , pane grattugiato, rosmarino, dragoncello, erba cipollina, cipollotti, vino bianco, aceto di mele, olio extra vergine d’oliva , vino rosso, sale, pepe.

Esecuzione: dopo avere dato forma alle bistecche, le mettiamo a bagno nel vino rosso con sale, pepe, erba cipollina e dragoncello per almeno due ore. Nel frattempo faremo una panatura con erba cipollina, rosmarino, dragoncello tritati, sale e pepe . Dopo avere asciugato le bistecche le pennelliamo con l’olio e le passiamo nel pane grattugiato e le erbe; le mettiamo sulla carta da forno e inforniamo a 180 ° per 10-15 min. Ora facciamo i cipollotti, abbiamo tagliato il gambo, e li abbiamo messi a cuocere a vapore, ora li condiremo con aceto di mele, olio sale e pepe; impiattiamo le scaloppine e guarniremo il piatto con i cipollotti.

FEDERICA   Solo a vederle stuzzicano l’appetito, mi piacciono questi piatti! Per questo se mi permetti vorrei regalarvi ( a Te e a tuo marito ovviamente ) una bella canzone di Fausto Leali  ” A chi “.  E poi non vedo l’ora di vedere la prossima ricetta!

29/03/2013

ELENA   Oggi è ” Venerdì santo “, quindi, niente dolci, niente carni, ma per chi non vuole digiunare e rispettare la nostra religione potremo cucinare il pesce, un pesce povero, ma molto gradevole.

FEDERICA   È  un’ottima idea, in questo giorno mia madre osserva il digiuno, io veramente non  riesco a restare a digiuno una giornata intera, ma rispetto ugualmente questo giorno, mangiando di magro.

ELENA   Guarda ho una ricetta di pesce che ti piace , lo so perché l’hai mangiato tempo fa, qui a casa mia: e sono i sardoncini e macarelli ai ferri e poi passati in olio d’0liva , contornati da olive.

SARDONCINI  E MACARELLI  AI FERRI

Ingredienti : acquistiamo sarde, e macarelli, quelli che ci occorrono. sale, pepe, alloro in polvere oppure tritato; olio extra  vergine d’oliva, olive sott’olio.

Esecuzione : laviamo e puliamo bene il pesce, lo rilaviamo, e lo lasciamo per qualche ora a macero con pepe, sale e alloro. Poi, lo pennelliamo con l’olio e lo mettiamo sulla griglia già bollente. Curiamoci che non si bruci o attacchi;  lo impiatteremo insieme alle olive sott’olio. Aggiustare il pesce con sale e pepe e irrighiamolo con un filo di olio d’oliva ex. verg. Ecco un piatto adatto al Venerdì santo.

FEDERICA   Che poi, a chi piace il pesce diventa proprio un piatto leggero e di grande gusto, ma soprattutto umile. Io ne approfitto per farti i migliori auguri di buona Pasqua e ti ringrazio! Spero che nei prossimi giorni possiate venirmi a trovare. Ciao!

ELENA  Io con questa ricetta colgo l’occasione di ringraziare tutti coloro che mi seguono e mi amano, sperando in un grande miglioramento per tutti e a tutti una piacevole Pasqua! Arrivederci a presto!

02/04/2013

FEDERICA  Ciao!  Bentornata! Oggi ho tante domande che non so da dove incominciare!

ELENA   Intanto ti ringrazio,  potrai farmi tutte le domande che vorrai , ma una per volta, va bene? Passiamo alla prima.

FEDERICA   Prima di tutto vorrei parlarti degli avanzi di carni, pesce e verdure, per non mangiare  le solite cose e per non buttare via il cibo,  vorrei dei consigli, grazie!

ELENA  Allora, vediamo ,  se ti è rimasto del brasato potresti utilizzarlo per fare gli agnolotti,   macini il tutto e poi, parmigiano e se occorre un po’ di pane grattugiato, aggiusti di sale e piccantezza, e via per la sfoglia degli agnolotti.  Se ti è rimasto del pesce, toglierai tutte le lische e anche qui potresti fare il ragù per gli spaghetti o per altra pasta di tipo duro; oppure potresti addirittura creare dei vol-au- vent   fantasia ; spalmi una base di salsa maionese, oppure di pasta d’acciughe, o pasta alle olive , o salsa tartara, ecc. e decorare col pesce, con un buon prosecco, eccoti l’antipasto per intrattenere .  Se hai dei formaggi già tagliati potresti conservarli sottovuoto. Ma se questo non dovesse essere possibile, allora potresti ricavarne delle tartine: spalmi sulle tartine e poi metti una foglia di lattuga e un pomodorino secco, oppure cetrioli e prosciutto crudo, oppure  potrai decorare le tartine con gli spinaci o con delle bietoline al forno, o potresti fare delle crespelle ai formaggi.

Vediamo un po’ quali piatti potremo ricavare con le carni bianche . Se hai del pollame arrosto, potrai disossarlo , tagliarlo finemente, e farne dei ripieni, quali: le zucchine, peperoni, cipolle, ecc. Ma se hai del coniglio alla cacciatora, potrai fare una bella polenta di mais fare uno stracotto di funghi e mescolarlo insieme al coniglio, improvvisando la polenta fumante e con il centro pieno di quella bontà.

FEDERICA   Ma quante idee mi hai dato! Mi basteranno anche per il dopo Natale, grazie!  Ma ora però lasciati dedicare un’altra volta la  ” Canzone  Del  Sole ” di Lucio Battisti.   E adesso vorrei chiederti come hai passato la Pasqua e la Pasquetta?

ELENA   Bene, benissimo , entrambe le giornate, specialmente la sera e la notte del fine Pasquetta. Ti racconto: Robert e la sua signora sono venuti a prenderci . Siamo usciti sul tardi per poi tornare alle quattro! Era già da qualche mese che non passavamo una serata , anzi una nottata così, abbiamo visto delle cose bellissime, ma issimissime! Ciao a domani.

GLI SCACCHI DUE

22/03/2013

LO SCACCO  MATTO

 

 Azione ricorrente nel preparare lo scacco matto è costringere il Re avversario su un lato della scacchiera affinché si riduca lo spazio a sua disposizione; durante questa manovra,  non è necessario dare spesso scacco,  che sarebbe ,  oltre che inutile , controproducente.

Bianco: Re e Donna;

Nero : Re

Passiamo al bianco l  D h4 , preclude al Re del Nero l’accesso alla quarta traversa e, di conseguenza, anche alla terza, alla seconda e alla prima; Abbiamo visto che già con la prima mossa è stato possibile restringere il campo d’azione del Re.

l…, Rd5 ; 2  rb2, il Bianco per poter dare scacco matto deve forzatamente avvalersi dell’aiuto del Re ; inizia quindi la manovra di avvicinamento. Prossimamente cercherò di mostrare le mosse con qualche diagramma.

2…,  Re5;  3  Rc3,  Rd5; 4 Df4, oltre che le prime quattro traverse al Re nero sono precluse anche le colonne f,g, e h.

4…, Rc5; 5 De5+, Rc6; 6 Rb4, Rb6; 7 Dd6+, Rb7; 8 Rb5, Rc8; De7, è necessario fare attenzione allo stallo che si sarebbe verificato dopo:  9 Rc6, 9 Rb6 e 9 Ra6.

9…,  Rb8,  10  Rb6,  Rc8;  11 De8≠

Bianco: Re, Torre;

scacchi- bianco  re  torre

Nero: Re;

Il tema di matto con Re e Torre ricalca in parte quello di Re e Donna che abbiamo visto in precedenza. Il bianco con la mossa l Te l impedisce al Re avversario l’accesso alle colonne e, f, g e h.

l…, Rd3; 2 Rg2, Rd2; 3 te4, Rd3; 4 Rf3, Rc3; 5 Re2, Rc2; 6 Tc4+,  Rb3; 7 Rd3, Rb2; 8 Tb4+, Ra3;  (se 8 …, Rcl ; segue ) Tb3, Rdl; 10 Tbl≠ ) 9 Rc3, Ra2 ; 10 Tb5, il Bianco perde un tempo ma così impedisce al Nero di giocare 10…, Ral;  ll  Rc2;  l2   tA5≠;

Qui nella foto vediamo ai margini della scacchiera la torre sulla sinistra e il re della stessa squadra sulla destra e cioè il Re e la torre bianca, mentre il Re nero di cui ho parlato sopra la foto  partendo dal basso a sinistra  si trova sulla quinta casella  della quinta fila.

Bianco : Re, 2 Alfieri;

Nero : Re;

 elena

bianco  re  due alfieri

Leggermente più complessa è la manovra per dare scacco matto con Re e due Alfieri contro Re; il giocatore in vantaggio deve restringere il campo di manovra del Re avversario e quindi costringerlo a portarsi in un angolo della scacchiera; infatti, solamente in questa situazione sarà possibile fare scacco matto! Ecco nella foto sopra!

l Re2, Rf4; 2 Ad5, Rf5; 3 Rf3, Rg5; 4 Ae4, Rh5; 5  Af6,  Rh6;  6 Rf4,  Rh5;  7  Rf5,  Rh6;  8  Af3, Rh7; 9 Rg5, Rg8;  10 Rg6, Rf8; 11 Ac6, Rg8; 12 Ae7,  Rh8; 13  Ad7, Rg8; 14  Ae6+ , Rh8; 15 Af6≠

BIANCO: Re, Alfiere, Cavallo;

NERO: Re;

bianco  re  alfiere  cavallo

La manovra per dare scacco matto con Re, Alfiere e Cavallo contro Re non è facile e richiede una certa tecnica; bisogna anzitutto dire che la posizione di matto è possibile solo quando il Re si trova nella casa d’angolo dell’Alfiere, cioè nelle case a8 e hl in caso di Alfiere di campo chiaro e al e h8 in caso di Alfiere di campo scuro.

l Rb6,  Rb8; 2 Ce7,  Rc8; 3 Rc6, Rb8; 4  Ad4,  Rc8; 5  Aa7,  Rd8; 6  Ad5, Rc8; 7  Ce7+ , Rd8; 8  Rd6, Rd8; 9  Re6, Rd8; 10 Ab6+ , Re8;  11  Ac7, Rf8;  12  Cf5,  Re8; 13  Cg7+ , Rf8;  14  Rf6, Rg8; 15  Rg6, Rf8;  16  Ad6+ , Rg8; 17  Cf5, Rh8; 18  Ae7, Rg8; 19  Ch6+ , Rh8; 20  Af6≠

BIANCO : Re, 2 Cavalli;

Nero : Re;

Pur essendoci una posizione di matto, non esiste la possibilità di forzarla.

                                                          LA PARTITA  SI  APRE

28/03/2013

È opportuno nella fase iniziale della partita attenersi ad alcuni principi generali sempre validi.

1 ) Cercare di occupare il centro della scacchiera con i peoni oppure controllarlo con i pezzi in quanto è proprio in questa zona che molto spesso si determina l’esito della partita.

2 ) Sviluppare i propri pezzi in modo tale che tutti o la maggior parte di essi entrino rapidamente in gioco; inoltre, evitare di muovere due volte lo stesso pezzo per non  perdere dei tempi che potrebbero rilevarsi preziosi.

3 ) Collocare i pezzi in modo che non possano essere facilmente attaccati da pezzi o pedoni dell’avversario.

Le aperture sono classificate e hanno tempi diversi a seconda delle mosse giocate.

La prima suddivisione generale è la seguente:

Partita aperta : l e4, e5;

partita semiaperta: l e4, qualsiasi mossa ad eccezione di l…, e 5;

Partita chiusa: l d4 l c4 l  Cf3 o altre esclusa l e4.

scacchi uno

 Continua… 29/04/2013

 Partita  aperta: l e 4,  e 5; esistono in questa posizione diverse continuazioni che la teoria considera buone; ogni serie di mosse ha una denominazione differente.

l  e4, e5 ; 2  Cf3,  Cf6; 3 Ab5  Le linee adottabili in questa posizione sono diverse ; ci limiteremo a commentare brevemente alcune. A ) 3 …, a 6 ;  B ) 3 …, d6; C ) 3 …, Cf6 ; D ) 3…, f5; E ) 3 …, Ac5; A ) 3…, a 6 ; la variante più giocata perché impone al Bianco una decisione per quanto riguarda l’Alfiere b5; il guadagno del pedone è solo apparente, infatti dopo 4 A:c6; d: c6; 5 C:e5, il Nero prosegue con 5…,

Dd4; recuperando il pedone. Ora vi indico alcune possibili continuazioni:

a) 4 A: c6, d: c6; 5 d4

b ) 4 A: c6 ,  d: c6 ; 5 0-0

c ) 4  A a4, d6; 5 0-0

d )4  Aa4,  Cf6; 5 0-0

B ) 3…, d6;

a ) 4 A:c6 +, b:c6; 5 d4

b ) 4  d4, e: d4

c ) 4 d4, A d7;

C ) 3…, Cf6;

a ) 4 0-0, Ac5;

b ) 4 0-0, Ac5;

D) 3…, f5,     Un’altra possibile continuazione: a ) 4 Cc3, f:e4;  5 C:e4, d5; 6 C:e5; d:e4; 7  C:c6, dando origine ad una partita molto complessa.  E )  3…,  Ac5;  a ) 4 0-0. Cg-e7;  b ) 4 0-0, d6;  c ) 4 c3.  Cf6;

Altro metodo perché il bianco possa attaccare subito il pedone centrale e5 del nero;

07/05/2013

La continuazione praticamente forzata, 3…, e: d4; permette al bianco l’occupazione del centro con un pezzo. Alcune possibili continuazioni:

3…, e: d4; A ) 4 C: d4  B) 4 c3  A ) 4C: d4, Cf6, b: c6; 6  Ad3

B ) 4  c3, con questa mossa il bianco sacrifica un pedone ed entra in una variante chiamata  ” gambetto  scozzese “; il motivo di questa continuazione è di avere uno sviluppo dei pezzi più rapido e disporre di maggior spazio.

4…,d:c3, Ab4;  B ) 5 Ac4, il bianco sacrifica un secondo pedone per guadagnare tempo.

5…, c:b2; ( il Nero può giocare anche 5…, d6; rifiutando il secondo pedone ) e A: b2. Il Bianco, per due pedoni sacrificati, ha ottenuto un ottimo compenso in quanto controlla le grandi diagonali al-h8 e a 2-g8 con gli Alfieri, ha aperto le colonne c e d che può occupare in un secondo momento con le Torri e ha lasciato il nero indietro con lo sviluppo.

Un’altra partita continua nell’articolo  ” Gli scacchi tre “

RISPOSTE AI LETTORI SETTANTATRE

22/03/2013

Quali sono le doti  per te che dovrebbe avere un uomo di valore?

DOTT.  ROBERT

La  sincerità e l’incorruttibilità, queste due parole racchiudono in sé ” onestà e giustizia “, poi, mettere amore in tutto quello che fa; pensare prima al prossimo che non a se stessi. E rivolgendomi alle persone di potere, dei piccoli paesi   a quelli delle città : di non usare il potere per scopi personali, per ritrovare quella dignità che vi consente di non vivere sempre a sfavore di chi il lavoro se lo suda , e a differenza di voi ,  se fatto male non gli verrà mai pagato.

Elena  Lasagna

25/03/2013

Cosa ne pensi dei nuovi eletti deputati alla camera e al senato ? E dei tre partiti di maggioranza?

Antonio e Roberto

Almeno lì qualcosa si è mosso, mi sembrano persone per bene.  I tre partiti di maggioranza dovrebbero rendersi conto della situazione attuale, e che non è un gioco, ma c’è in ballo il futuro degli italiani e non solo. Dovrebbero comportarsi da persone adulte e civili e raggiungere un  accordo, solo così faranno contenti quasi tutti gli italiani, perché con le  nuove elezioni resteremo al punto di partenza,  cioè la gente non sarà mai soddisfatta, bisogna pensare a chi lavora sodo con  uno stipendio da fame, e  la famiglia sulle spalle!

27/03/2013

Chi sono quelli che dubitano sempre dell’intelligenza altrui?

DOTT. ROBERT

Sicuramente saranno quelli che nella vita hanno avuto ed hanno sempre tutto su un piatto d’argento, quelli che non faticano e trovano già pronto , facendo una telefonata o addirittura ascoltando quelle degli altri. Quelli che non hanno studiato molto e ci tengono a mostrare una laurea fasulla; insomma sono quelli che l’intelligenza non l’hanno sviluppata più di tanto; l’importante per loro è conquistare! Salire, infatti ogni giorno dimostrano la loro superbia , ignoranza e cattiveria!

Elena  Lasagna

28/03/2013

È vero che l’omosessualità oggi è diventata una cosa normalissima, anzi, ancora meglio della eterosessualità?

Marta 12 anni

Senti Marta, io non credo di essere una persona ottusa e lo dimostra il fatto che accetto tutte le persone che siano omosessuali o no, però non dirmi  che l’omosessualità è meglio della normalità definiamola così. Da quando esiste il mondo io lo trovo bello nella sua promiscuità.   Immagina,  come sarebbe se esistessero solo uomini o solo donne? Che noia! A parte gli scherzi io non accetterò mai che l’omosessualità sia una cosa normale! Non fraintendermi, non ho niente in contrario se uno rivela la propria omosessualità  lo trovo giusto, anche perché di colpe non ne ha; ma non ditemi che è ancora meglio! Per favore questo no!

Elena  Lasagna

28/03/2013

Dove pensi sia nascosto il corpo di Roberta Ragusa?

Luigi, Antonio, Daniela e Rossana

Di sicuro, il marito sapeva che sarebbe arrivato il momento della sua morte, anche perché Roberta non poteva fingere di non sapere e lui non poteva nascondere la sua relazione extra coniugale in eterno. Quindi, secondo me, se l’era fatto già da tempo quel pensiero di poterla eliminare, perché  da quel che ho capito  lui   non avrebbe mai accettato la separazione. Oramai era diventata una persona scomoda e se è così, ha potuto meditare e trovare un posto sicuro per quando sarebbe arrivato il momento. Ma arriverà anche per lui il giorno in cui si pentirà di essere ancora in questo mondo!

Elena  Lasagna

30/03/2013

Tu dici che se sai tutte quelle cose è merito del dott. Robert e anche perché sei una donna fortunata,  non voglio dire che l’incontro con Robert non sia stata una fortuna, ma se tu non avessi avuto il talento e la cultura necessari non avresti ricordato niente o ben poco di tutte quelle cose.

Giovanna, Renata, Giovanni, Maurizio.

Io continuo a dire che la memoria vuole coltivata, esercitata e poi bisogna essere anche fortunati. Comunque, Vi ringrazio per i vostri auguri e i vostri bellissimi pensieri.

Elena  Lasagna

02/0472013

Cosa ne pensi di quelle persone che nella vita e nel gioco barano sempre?

DOTT.  ROBERT

Per me sono gli stolti, una persona vera non può giocare con loro né tantomeno avere rapporti di amicizia, ma  stare all’erta,  perché sanno solo creare danni,  e i danni devono essere risarciti! Non c’è peggior tonto di chi non vuol capire!

Elena  Lasagna

04/03/20013

Perché ci sono persone che preferiscono il male?

Bruno 13 anni

Forse perché fare del male al prossimo si credono di essere dei veri uomini , essere cattivi per loro è più facile, mentre non sanno che la persona forte è solo colui o colei che si sente felice se opera nel bene, la cattiveria non porta da nessuna parte , prima o poi ogni strada si chiude, pensa alle guerre! Non cambiare mai, non diventare come loro!  Quando vedo una persona cattiva uomo o donna che sia, mi sembra un pezzo di latta che cammina.

Elena  Lasagna

04/03/2013

Si può curare la cattiveria?

Dott. Robert

Lo sai meglio di me dottore, la si può curare con  ” Amore Amore  Amore, è ovvio che non vorrei essere fraintesa!

Elena  Lasagna

04/03/2013

C’è gente che ruba, occulta, calunnia, fa di tutto per dividere le persone, semina odio, altre invece   hanno una bontà  che non riescono a vivere nell’indecenza  con l’anima sudicia.  Perché  questa differenza?

Giovanna

A volte le persone cattive sono malate, sì ,hanno perduto la dignità  perché si sono ammalate,  o forse non sanno ancora che cos’è  :  è più importante di tutti i beni materiali , perché senza la dignità non ci può essere amore, neanche per se stessi!

Elena  Lasagna

04/04/2013

Perché secondo te, quando accadono certi omicidi non viene fatto subito tutto ciò che occorre per raccogliere le prove ?

Franco, Alessandro e Silvia

Questa è una domanda che fa riflettere molto, però ci porta ad una conclusione triste, meglio non finire il discorso. Ovviamente non è per me o per paura di qualcuno ma è solo per i minori.

Elena  Lasagna

08/03/2013

Se  Dio  ti apparisse in una serie di sogni e ti ordinasse di odiare il mondo, lo faresti? Se sì, se no, perché ?

DOTT.  ROBERT

No,  non lo farei perché quello non sarebbe Dio.

09/04/2013

Chi secondo te dovrebbe governare il Paese?

DOTTOR  ROBERT

Io credo ancora in un’Italia forte e sana se sarà governata dal popolo; e cioè dai tre partiti di maggioranza più uno: quello del Professor Monti.

Elena  Lasagna

13/04/2013

Non trovi che sia assurdo che la medicina abbia paura di confrontarsi con strade diverse da quelle tradizionali? È usata la macchina Kirlian ?

Annalisa e Giancarlo

I pranoterapeutici  da tempo ormai si sono organizzati in associazioni che propongono corsi professionali tenuti anche da medici e psicologi. Spesso le persone si avvalgono dello psicoterapeuta e tendono sempre più a consultare quelli che hanno  avuto buoni risultati con amici e parenti. Il lato positivo è che non ci sono controindicazioni. Il prana agisce riequilibrando il sistema psicofisico , in alcuni casi risolve, mentre in quelli più gravi diventa un aiuto per soffrire di meno. Il pranoterapeuta serio è seguito da un medico e fanno controllare i risultati dal medico curante. In quanto alla macchina Kirlian oggi sono stati messi a punto nuovi test da neurofisiologi che dopo avere esaminato con l’elettroencefalogramma diversi soggetti, hanno scoperto un fenomeno chiamato scansione, che rivela un modo diverso di funzionare di pranoterapeuti e sensitivi. E da quel giorno si sta lavorando per approfondire le variazioni cerebrali di questi soggetti.

Elena  Lasagna

14/04/2013

Ho ricevuto maltrattamenti psicologici da una suora, lei sembra una persona socievole, che apre le braccia al mondo, in realtà gioca con le persone e fa le sue scelte. Ho fatto appello al parroco, gli ho raccontato ogni angheria che ho subito alle mie spalle; lui ha risposto che non posso stare a guardare certe leggerezze e che anche le suore sono esseri umani. Ma non dovrebbero essere proprio i religiosi a dare il buon esempio?

Lara

I veri religiosi danno il buon esempio ogni giorno, in qualsiasi luogo, fa vedere a te stessa e agli altri che non sei come lei ma sei superiore. Altrimenti dovrai fare appello al Vescovo , o mandarla a spolverare l’ Etna.

Elena  Lasagna

14 /04/2013

Sei sportiva ? Ti piacciono le corse in macchina?

Alessandro e Francesco

Mi piace lo sport in generale, ma non amo le corse in macchina o in moto forse perché la prima volta che sono andata con i miei amici a vederle da vicino è stato proprio una di  quelle volte che successe un bruttissimo incidente. Da alora non riesco più a vederle.

Elena  Lasagna

14/04/2013

Sono un uomo di 37 anni, dopo avere vissuto una vita in libertà vorrei incontrare la donna giusta e di sposarmi. Io però non possiedo ricchezze: ho appena una casa normale ristrutturata da poco ; ma se mi guardo in giro rimango perplesso: sento che le donne più giovani di me o della mia stessa età cercano persone ultracinquantenni con una buona posizione e molti soldi. Sono amareggiato.

 Dario

Con i tempi che corrono ti credo, cercano di accaparrarsi la sicurezza economica , poi, se quello muore presto, meglio ,così potrà risposarsi e optare per l’amore. Ovviamente sto scherzando, però al giorno d’oggi queste cose esistono davvero. Non ti rimane che aspettare i capelli bianchi nel frattempo ti fai una posizione notevole e magari potrai sperare di vincere al totocalcio o alla lotteria. La speranza sempre!!! Auguri!

Elena  Lasagna

PRONTO INTERVENTO DUE

21/03/2013

LE  FRATTURE

Generalità  di anatomia

L’apparato scheletrico comprende le parti scheletriche del corpo umano.

Queste sono , nell’individuo adulto, rappresentate quasi  dappertutto da OSSA ,  a  differenza di quanto accade nei tessuti giovani in via di accrescimento , formati invece da un tessuto cartilagineo, che è destinato ad essere,  a poco a poco sostituito nel corso dello sviluppo, da parti  ossee.

Vi sono tuttavia parti che,  anche nell’individuo adulto sono sempre costituite da tessuto cartilagineo , ad esempio le estremità anteriori delle coste e le superfici articolari delle ossa.

L’osso è costituito da un’ impalcatura di sostanza ossea,  da la necessaria forma e consistenza ; dalla cartilagine articolare,  che ne riveste le estremità che si articolano con le ossa vicine ; dal periostio,  membrana che ne riveste la superficie esterna, e la cavità midollare interna ( endostio ) ; dal midollo osseo, in questa contenuto , dai vasi sanguigni ai nervi dell’osso.

A seconda della forma le ossa si dividono in tre gruppi principali :

1 ) LE OSSA LUNGHE ,  a cui appartiene la maggior parte delle ossa degli arti,  quindi : clavicola, omero,  radio, ulna, metacarpi, e falangi degli arti superiori ; femore,  tibia ,  perone , metatarsi , e falangi negli arti inferiori. Sono tutte dotate di una grande cavità midollare.

2 ) LE OSSA BREVI ,  come le vertebre, le piccole ossa del polso e della parte posteriore del piede,  ed alcune ossa craniche. In queste ossa la cavità midollare è sostituita da una struttura trabecolare spugnosa.

3 ) LE  OSSA PIATTE , come lo sterno, la scapola , l’osso dell’anca,  le coste e la maggior parte delle ossa del cranio.  Le varie ossa si riuniscono tra loro a formare l’intero scheletro in diversi rapporti dettati delle necessità funzionali.

Alcune ossa sono totalmente fuse tra loro, in tal misura da non lasciar riconoscere,  nell’adulto ,  il punto  di unione : ad esempio , le ossa del bacino  e le vertebre sacrali.  Altre si riuniscono tra loro tramite una sutura che , pur evidente , non consente alcun scivolamento tra di esse: ad esempio le varie ossa che costituiscono la scatola cranica.  Altre poi, riunite da articolazioni serrate, dette sindesmosi , sono passibili solo di movimenti limitatissimi l’una rispetto all’altra : ad esempio il rapporto reciproco fra le estremità periferiche della tibia e del perone.

Ma la maggior parte delle ossa si riuniscono in vere articolazioni,  con possibilità di spostamenti estesi,  che danno al tronco e agli arti la più ampia libertà di movimento. Tali articolazioni sono composte dalle estremità delle due  ( o più ) ossa vicine ( rivestite come ho già detto, di carltilagine ) da una capsula articolare che a guisa di manicotto le circonda, e da un sistema di legamenti , la cui funzione è di rinforzare l’articolazione e di limitarne i movimenti alla sola ampiezza fisiologica.

La superficie interna dell’articolazione è provvista di una membrana,  detta sinovia ,  che secerne un liquido vischioso , destinato a lubrificare i capi articolari, facilitandone lo scorrimento e prevenendone l’usura precoce.

L’apparato muscolare del tronco e degli arti , infine, passando dall’equilibrato stato di tensione tonica nel riposo, alla dosata contrazione muscolare nella esplicazione del movimento , col contrapposto simultaneo rilasciamento dei gruppi antagonisti, aggiunge il suo contributo alle strutture anatomiche sopra descritte,  per il mantenimento delle articolazioni nel perfetto rapporto necessario all’armonico espletamento delle più complesse attività del corpo umano.

Per frattura intendiamo l’improvvisa rottura di un osso dovuta a una causa violenta.

23/03/2013

Nella massima parte dei casi si tratta di una violenza che agisce su un osso precedentemente sano, con forza sufficiente a produrne la rottura,  ed in tal caso si parla di FRATTURE  TRAUMATICHE .

In taluni casi invece la resistenza dell’osso si trova ad essere già minorata da cause locali ( es. tumori o cisti ossee ) o generali  ( rachitismo,  sifilide, osteo porosi dell’età senile ) , per cui la rottura avviene anche a causa di traumi insufficienti a ledere un osso sano , e si parla allora di FRATTURE  PATOLOGICHE .

Tutte le fratture possono essere suddivise in due categorie,  a seconda del comportamento della cute sovrastante,  e cioè in fratture chiuse, quando soltanto l’osso è interrotto, ma il rivestimento esterno è illeso,  e fratture esposte,  quando vi siano lacerazioni delle parti molli e della cute che pongono in comunicazione il focolaio  di frattura con l’ esterno. L’importanza di tale  distinzione è data dal fatto che,  a parità di condizioni,  la prognosi di quest’ultimo è sempre più grave,  per la possibilità di infezioni,  il decorso prolungato e la libertà di scelta terapeutica spesso limitata.

Gli agenti causali di una frattura sono ovviamente molto numerosi,  e non sarebbe certamente possibile un elencazione di tutte le varie possibilità traumatiche.  Questo è vero  specialmente oggi,  col moltiplicarsi della meccanizzazione e della motorizzazione, che hanno portato l’incidenza dell’infortunistica  del lavoro e dell’infortunistica stradale a cifre veramente imponenti.

Così, se alcune eventualità,  come una caduta dall’alto,  un investimento stradale,  un infortunato da macchina utensile, una violenta contrazione muscolare , sono casi di nozione comune,  infinite altre eventualità accidentali possono intervenire e sollecitare la struttura di un osso fino alla sua rottura.  Tuttavia la modalità di azione di tutti questi possibili casi si riduce a due sole possibilità.

Distinguiamo :

1 ) fratture per causa diretta,  nei casi in cui l’osso si discontinua nel punto stesso in cui subisce la violenza. Appartengono a questo tipo molte fratture esposte, fratture da schiacciamento di un arto, da urto diretto  di un corpo, da colpo d’arma da fuoco, da scoppio o da esplosione.

2 ) fratture da cause indirette ,  quelle che hanno luogo ad una certa distanza dal punto di applicazione della violenza : ad esempio quando un osso lungo di un arto viene flesso o torto al di là del suo limite di elasticità,  e si spezza nel tratto più sottile e più debole. Una forza esterna può rompere l’osso con diverse modalità.

Distinguiamo così:

a ) fratture per flessione :  un esempio è rappresentato dalle fratture costali che si hanno negli schiacciamenti antero posteriori del torace, in cui la pur grande elasticità della costa non è sufficiente a compensare la eccessiva flessione subita.

b ) fratture per torsione :  un esempio è costituito dalla frattura della tibia negli sciatori :  il piede, con gli sci, resta bloccato al suolo,  mentre il corpo,  per inerzia, subisce una violenta rotazione verso lo stesso lato, che si scarica sulla tibia come su un perno , fratturandola con meccanismo di torsione. La linea di frattura ha in genere decorso elicoidale.

c ) fratture per compressione o schiacciamento :  interessano generalmente le ossa brevi,  spugnose ,  e lo schiacciamento avviene di solito fra le due ossa vicine  ( vertebre ) o fra un osso vicino ad una resistenza esterna  ( fratture del calcagno ).

d ) fratture per strappamento :  avvengono in genere a seguito di violenta contrazione muscolare,  o con meccanismo misto. Una brusca trazione esercitata su un legamento non determina la rottura di questo, per la sua robustezza, ma più spesso il distacco di un tratto di osso in corrispondenza dell’inserzione schelettrica del legamento stesso.  Continua…

PRENDIAMOCI CURA DELLA NOSTRA PELLE

19/03/2013

Il  sistema  tegumentario

La Dermatologia è la scienza che studia le malattie della pelle. Il tessuto può essere pluristratificato e unistratificato:

Il sistema   tegumentario  ( la cute e i suoi annessi )

GENERALITA’

La cute è costituita da due strati. Il più  superficiale e il più sottile  di questi strati è l’epidermide, formata da tessuto epiteliale. Lo strato più profondo e più spesso è il derma, formato da tessuto connettivo. Questi due strati sono saldamente uniti fra loro, in modo da formare una struttura unica,  la cute , il cui spessore varia da 0,5 mm a 3 o anche 4 mm nelle diverse parti del corpo.

La cute riposa sul connettivo sottocutaneo, detto anche ”  ipoderma “.

Il connettivo sottocutaneo conferisce alla cute una notevole possibilità di movimento nella maggior parte delle regioni del corpo.

L’epidermide è composta da epitelio pavimentoso stratificato e cheratinizzato.  Come ogni altro tipo di epitelio, questo non contiene capillari e quindi le sue cellule vengono nutrite per diffusione dei vasi capillari che si trovano nello strato più profondo della cute, il derma.

 Per varie ragioni è importante che la superficie  esterna del corpo  sia rivestita da questo tipo di epitelio provvisto di cheratina.

Fra le varie ragioni, le più importanti sono le seguenti:

1 ) l’ epidermide, specialmente lo strato esterno di cheratina,  rappresenta una barriera per gli agenti patogeni, che così non possono penetrare liberamente nell’organismo;

2 ) la cheratina è pressoché impermeabile all’acqua e ciò permette a un corpo ricco di acqua di esistere in un ambiente che è spesso molto secco;

3 ) l’epidermide contiene determinate cellule che producono un pigmento scuro, la melanina,  che protegge le altre cellule dagli effetti dannosi dei raggi  ultravioletti;

4 ) l’epidermide però non è impermeabile a tutte le sostanze,  bisogna ricordare che alcuni composti chimici possono essere assorbiti attraverso di essa e penetrare nei vasi linfatici e capillari;

La cute  ( epidermide  e derma ) svolge altre funzioni utili:

5 ) è  importantissima nella regolazione della temperatura corporea, attraverso il sudore viene eliminato calore, ed in questo modo la temperatura corporea si abbassa;

6 ) serve per eliminare sostanze nocive, sempre attraverso il sudore;

7 ) nella cute viene prodotta la forma attiva della vitamina ” D “, importantissima nel  metabolismo del tessuto osseo;

8 ) contiene nel suo spessore numerosissime terminazioni nervose che raccolgono stimoli,  che trasportati al sistema nervoso centrale evocano nella coscienza diversi tipi di sensazioni ( termica, dolorifica, ecc. ).

21/03/2013

L’ESAME  DELLA CUTE

È una pratica molto importante per stabilire se il soggetto gode o meno di buona salute.

 L’aspetto della cute può infatti svelare l’esistenza di una malattia generale e può offrire all’esaminatore una informazione abbastanza precisa circa l’età del paziente. Inoltre , il modo in cui sono distribuiti i peli aiuta nella valutazione del grado di mascolinità o femminilità che caratterizza la personalità di un soggetto. La presenza o la quantità di peli in determinate sedi fornisce una indicazione sulla produzione di certi ormoni e sulla sensibilità nei confronti degli ormoni stessi.

Il colore della cute può indicare diverse condizioni di malattia; ad esempio essa si presenta gialla nell’ittero, color bronzo in certe malattie ghiandolari, secca e dura in altre, e calda e umida in altre ancora; la cianosi ( scarsità di ossigeno nel sangue ) può conferire alla cute un colorito bluastro e indicare così una alterata circolazione sanguigna o un difetto di respirazione ; quando è scarsa la vitamina A, la cute di alcune regioni del corpo può perdere i peli e diventare ruvida come carta vetrata ; quando mancano altre vitamine, la cute degli angoli della bocca può presentare screpolature e diventare scagliosa.

Molte malattie infettive che interessano l’intero organismo possono causare eruzioni cutanee molto caratteristiche ( scarlattina, sifilide, vaiolo, morbillo, rosolia , ecc. ) .

La cute viene molto spesso interessata nei soggetti allergici e si producono ad esempio chiazze rossastre per l’applicazione di alcuni cosmetici.  Oltre alla possibilità che la cute indichi una malattia di tutto l’organismo,  esistono malattie proprie della cute; la branca della medicina che si occupa di queste malattie è la DERMATOLOGIA .

Caratteri meccanici della cute

In condizioni normali la pelle si deforma in seguito a trazioni e pressioni,  ma riprende rapidamente la sua forma primitiva. Questo avviene soprattutto grazie alle fibre elastiche contenute nel derma e nell’ipoderma. Esistono malattie nelle quali queste fibre elastiche non ci sono  o sono in quantità ridotta rispetto al normale : in questi casi la cute non riprende la sua posizione normale, ma rimane sollevata sul sottocutaneo.  È  chiaro che in questi casi ci sarà una grande tendenza alla formazione di rughe e solchi.

 L’edema avviene quando è aumentata la quantità di liquido intercellulare e  aumenta anche la pastosità , quindi , comprimendo la pelle con le dita ritarda a riacquistare la sua posizione di partenza.

Questa condizione in cui è aumentata la quantità di liquido intercellulare si chiama EDEMA ; è frequente nella porzione terminale della gamba ( regione malleolare ) e si riconosce con una semplice manovra : si comprime con un dito la regione edematosa ; c’è edema se la pressione provoca una impronta chiara sulla pelle ed una fossetta che viene abolita solo lentamente.

I caratteri di spostabilità e di pastosità della pelle si modificano con l’età : la pelle del vecchio è più dura ed ha minore deformabilità elastica, per cui dopo una deformazione riacquista lentamente la posizione primitiva.

Il colore della pelle

È noto che la pelle presenta variazioni di colore a seconda della razza, per cui si parla di razze bianche, nere gialle.

Però anche fra persone della stessa razza ci sono notevoli variazioni del colore cutaneo ; addirittura , in una stessa persona si trovano zone di cute più o meno colorate. Possiamo quindi dire che :

 – alcune regioni della pelle, come l’areola mammaria e le regioni genitali sono costantemente in tutti gli individui più scure delle altre zone.  Inoltre , le parti esposte agli agenti atmosferici sono più scure delle zone normalmente coperte. L’esposizione del corpo al sole causa la comparsa di una tonalità di colore che va dal bruno dorato al bruno scuro. Altre regioni hanno un colorito più chiaro : ad esempio, le regioni estensorie degli arti sono generalmente più rosee.

Le variazioni del colore della pelle sono dovute alla presenza di una sostanza colorata, la melanina ; un colore scuro è dovuto a una quantità maggiore di pigmento.

Ci sono altri fattori che influiscono sul colorito della cute; I principali sono : lo spessore dello strato corneo, e la vascolarizzazione del derma e dell’ipoderma.  Se lo strato corneo  è più spesso del normale la cute assume una sfumatura giallastra; se i vasi sono in numero superiore al normale o sono perticolarmente ricchi di sangue,  la cute tende al roseo o al rosso. In conclusione il colore della cute è dovuto all’intervento di più fattori.

STRUTTURA DELLA CUTE

Se si esaminano ad occhio nudo o con una lente d’ingrandimento le palme delle mani e le dita, si vede che esse sono ricoperte da creste e solchi che ricorda un campo arato. Nelle mani e nei piedi di una soggetto di colore le aree sopraelevate appaiono nettamente distinte per il loro colore più chiaro.

Alcune ricerche hanno dimostrato che i solchi e le creste si sviluppano durante il quarto mese della vita fetale, e non si modificano più in seguito, ma soltanto si ingrandiscono. I disegni dei solchi e delle creste possono essere modificati da disturbi della crescita del feto durante il terzo e quarto mese ; ad esempio nei bambini affetti da mongolismo, i solchi e le creste formano disegni che non si trovano in bambini diversamente normali.  Le creste epidermiche, visibili ad occhio nudo, sono dovute al fatto che l’epidermide segue la disposizione delle sottostanti creste dermiche. Continua…

L’EPIDERMIDE  DERMA  IPODERMA

L’Epidermide: Poiché la cheratina viene continuamente eliminata dalla superficie, essa deve essere continuamente riformata per mezzo della trasformazione delle cellule viventi sottostanti allo strato corneo in cellule cheratinizzate. Evidentemente, poiché le cellule cheratinizzate vengono perse alla superficie, è necessario che le cellule viventi si riproducano continuamente per mantenere costante il loro numero.

Quindi, nelle cellule dell’epidermide sono attivi molti processi:

1) Divisione cellulare negli strati profondi ( strato germinativo )

2) Spostamento delle cellule verso la superficie

3 ) Formazione di cheratina durante la migrazione delle cellule verso la superficie

4 ) Desquamazione dello strato corneo alla superficie.

L’epidermide viene di solito descritta come tessuto epiteliale pavimentoso, stratificato e cheratinizzato,  in cui si distinguono quattro o cinque strati, a seconda che venga compreso o no lo strato lucido ( questo strato si trova soltanto nelle zone di cute spessa ).

Dalla profondità alla superficie si trovano lo strato basale,  lo strato spinoso, lo strato granuloso,  lo strato lucido e lo strato corneo.  Il più profondo di questi strati , Il basale o germinativo,  si appoggia sul DERMA ed è costituito  da una fila di cellule più o meno cilindriche.  Il termine germinativo è dovuto al fatto che questo strato dà origine alle nuove cellule.

Nello strato basale, mescolate alle cellule basali si trovano anche le cellule produttrici di melanina, i ” melanociti “.  Lo strato successivo, procedendo verso la superficie è lo strato spinoso, formato da diverse file di cellule ( 5- 15 ).  Queste cellule hanno forma irregolare e si uniscono  l’ una all’altra mediante sporgenze simili ai respingenti dei vagoni ferroviari. Nel punto di contatto fra un respingente e l’altro,  le membrane delle due cellule sono ispessite e al microscopio queste zone più spesse appaiono come delle piccole spine: per questo motivo lo strato è chiamato spinoso. Continua…

epidermide

LE RICETTE DI CASA MIA SETTANTESIMA PARTE

20/03/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   A proposito di pasta fatta in casa , vorrei farti vedere i maccheroni fatti con la piastra, sono eccellenti con qualsiasi sugo.

FEDERICA    Sì,  ma dove lo trovo un torchio per fare i maccheroni?

ELENA   Sì trova nei mercatini, e in altri negozi specializzati in casalinghi. Comunque posso prestarti il mio per qualche tempo. Guarda come sono venuti.

Maccheroni al torchio

Ingredienti: uova, farina di semola di grano duro, farina di grano saraceno e farina di frumento tipo ” 0 “.  Per il condimento: olio extra vergine d’oliva, passato di pomodoro, basilico, origano, salvia, alloro, fagioli borlotti lessati nel brodo vegetale, vino bianco, scalogno e un filo di pancetta tagliata a listarelle.

Esecuzione : sulla spianatoia fare la fontana con il 50% di farina di grano duro , il 20% di grano saraceno e il 30% di farina di frumento; mettere le uova e fare un impasto omogeneo che non appiccichi alle dita. Lasciare riposare l’impasto per 30 min. circa. Riprendere l’impasto e lavorarlo ancora per 10 min. Trascorso il tempo dividere la pasta in piccoli pezzi, e poi passarli al torchio con la piastra dei maccheroni; curandoci di infarinare i cannelli mentre scendono, poi, stenderli sopra la spianatoia e tagliarli in modo omogeneo della stessa lunghezza. Finita l’operazione li lasceremo indurire per circa due ore , infine, butteremo la pasta . La scoleremo ancora al dente, versiamo il condimento e mantechiamo , togliere dal fuoco , cospargere di parmigiano o pecorino e per ultimo fare un giro di olio e di pepe. Buon Appetito! Con un bicchiere di Lambrusco!

FEDERICA   Che buoni devono essere!

ELENA  Sì, sono piaciuti molto, se vuoi potrai anche cambiare condimento, c’ è chi li gusta con il tonno e acciughe,  coi funghi, oppure con la carne, ecc.

FEDERICA   Io trovo che questo sia il condimento ideale! Per questo ti dedico una canzone splendida ” La Lontananza ” di Domenico Modugno, so di avertela dedicata ancora ma ora vale ancora di più : ho saputo…

ELENA   Grazie! a domani, ciao.

21/03/2013

FEDERICA   Vorrei fare un primo con un condimento saporito ma molto molto semplice. Che cosa mi proponi?

ELENA   Ti consiglio un risotto, oppure le tagliatelle fatte in casa, o gli spaghetti. Decidi quale di questi  piatti  vorresti cucinare!

FEDERICA   Ho deciso per gli spaghetti.

ELENA   Ti detto due condimenti semplici ma meravigliosi.

PRIMO PIATTO : SPAGHETTI  AL SAPORE DI MARE; E SPAGHETTI  SPEZIATI

Ingredienti :  brodo vegetale, spaghetti alla chitarra oppure già confezionati. Primo condimento : acciughe sott’olio, aglio, origano, pepe, peperoncino, parmigiano grattugiato, olio extra vergine d’oliva, alloro, melanzane , prezzemolo. Secondo condimento : sugo al pomodoro, zenzero, cipolle bianche, noce moscata, spezie, chiodi di garofano, pepe, olio extra vergine d’oliva, origano ,  timo,  parmigiano e pecorino grattugiati.

Esecuzione primo piatto : dopo avere cotto gli spaghetti nel brodo vegetale, e questo vale per entrambe le ricette, li scoliamo e li mettiamo nella teglia del sugo dove abbiamo fatto sciogliere le acciughe in poco olio, abbiamo aggiunto l’aglio , e le erbe, le melanzane tagliate a listarelle , e grigliate, poi spruzzate con aceto di mele, mantechiamo ,  aggiungeremo una manciata di erbe, parmigiano grattugiato e un giro d’olio. Se fatto bene è un piatto semplice ma di grande gusto.  Ed ora passiamo alla seconda ricetta : tagliare le cipolle a fettine sottili, fare il soffritto con poco olio, poi, aggiungere il pomodoro,  due foglie di alloro, le spezie miste, lo zenzero, pepe. Dopo avere scolato gli spaghetti al dente condire con la salsa, mantecare , aggiungere l’olio e i due formaggi grattugiati, ancora origano e pepe. Gustare con un Rosato della zona.

FEDERICA   Belli davvero! Proprio come hai promesso , semplici e gustosi!

ELENA   Nel secondo condimento  si potrebbe aggiungere un ingrediente segreto es : una goccia di olio tartufato o ai funghi, o un’ erba aromatica segreta.   Per completare la tua serata ti dedico io una canzone che ti piace molto  ” La Notte ” di Adamo.

22/03/2013

ELENA   Ho preparato una ricetta di un dolce, forse l’ultimo con le pere, poi, fino a quando non ci saranno quelle italiane non se ne parla proprio.

FEDERICA   A me piace molto quella con la farina di castagne.

ELENA   Ho due ricette, così sceglierai , eccole nella foto!

Ingredienti :  una teglia del diametro 20-22 , farina doppio zero, il 30% di farina di castagne, tre pere di media grossezza, zucchero q.b. , 100 g di burro fresco, oppure margarina, liquore alla vaniglia, o al  gusto che preferite, una bustina di lievito per dolci, due uova e un tuorlo, ( se si usa solo farina di tipo ” 00″ allora due tuorli e un uovo intero ) bucce di agrumi grattugiati, due cucchiai da minestra rasi di cacao amaro. Per decorare : panna montata, uvetta ammollata nel liquore, lo stesso della torta, oppure crema pasticcera fatta con uova intere e vaniglia, per  mantenere più consistenza, canditi al cedro verde.

Esecuzione : Lavare e tagliare le pere a fette non troppo spesse, metterle in una zuppiera con succo di limone e un cucchiaio di zucchero. Ora uniremo le due farine al lievito , allo zucchero e al cacao, faremo la fontana e per primo metteremo le uova, poi, il liquore, le bucce grattugiate degli agrumi, il burro fuso a temperatura ambiente, faremo un impasto omogeneo e non troppo solido. Ora stendiamo sul fondo della teglia la carta da forno e imburriamo le pareti, poi infariniamo lievemente e uniremo le pere al composto mescolando delicatamente, infine versiamo l’impasto con le pere nella teglia. Inforniamo a 180° per circa 35 min. controllare la cottura . Quando il dolce si sarà raffreddato  fare la decorazione.

FEDERICA   Ottimo per i bambini, è anche un dolce sano, lo trovo delicato.

ELENA   GRAZIE!  A  Te al tuo Lui dedico la canzone di Giorgia ” E poi “

23/03/2013

FEDERICA   Vorrei tanto sapere come fai lo stinco di maiale! Lo fai arrosto o in umido?

ELENA   Io lo stinco lo faccio al forno, ed è squisito, la carne diventa tenera, e non ha quel sapore tipico della carne suina. Eccoti la mia ricetta.

STINCO  DI  MAIALE  AL  FORNO

Ingredienti : stinco , spezie miste, sale, vino bianco, rosmarino , salvia, alloro, aglio, carote, scalogni, prezzemolo, brodo di carne un cucchiaio di margarina, funghi porcini. Per contorno : pomodori, lattuga, con qualche filino di cipollotto.

Esecuzione : prepariamo gli stinchi che ci servono, oppure diamo le dosi per uno solo. Togliamo la pelle, e lo mettiamo in farcia per una notte, con vino bianco, ma prima lo massaggeremo con sale e spezie miste. Il giorno seguente lo asciugheremo , portiamo a temperatura di 180° una casseruola dal doppio fondo, adageremo lo stinco e lo rosoliamo, lo giriamo in modo che si rosoli in maniera uniforme. Ora cambieremo pentola e lo metteremo in una teglia da forno con il vino, gli odori, e ancora un po’ di spezie miste e poi, nel forno a 180 °; prima che il vino evapori completamente aggiungere le verdure e i funghi, poi lasciare cuocere lentamente per due ore, controllare la cottura. Lo stinco si presenterà dorato e avrà intorno un sugo denso e saporito, avrà espulso tutto il grasso e la carne sarà tenerissima. Servire con un Chianti classico.

FEDERICA   A sentire te sembra che si faccia da solo, comunque deve essere di un buono!

ELENA   No, non si fa da solo, però una volta custodito , poi, si cuoce in forno.

FEDERICA   Ti dedico la canzone dei Camaleonti  ” Io Per Lei ” e non vedo l’ora di fare la prossima ricetta.   Volevo chiederti qualcosa d’importante, così un tuo parere: Cosa pensi del delitto di Garlasco?

ELENA   L’  innocenza del fidanzato non mi ha mai convinta! Ci sono cose importanti che secondo me lo condannano. Come del resto in molti altri omicidi in sospeso.

FEDERICA   Quali?

ELENA    Ad esempio Chiara non avrebbe mai aperto ad un’estraneo, Lei era una ragazza prudente, onesta, e forse aveva scoperto qualcosa che non voleva più trattenere. Questa è la mia impressione.

25/03/2013

ELENA   In questa settimana santa cercherò di preparare cose leggere per rispettare la tradizione : farò una buona zuppa di cereali, verdure e legumi.

ZUPPA di  FARRO

Ingredienti : uno scalogno, due carote, ceci, rosmarino, salvia, due porri, farina di riso, vino bianco, brodo vegetale, pecorino grattugiato, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe.

Esecuzione : In una casseruola capiente facciamo  rosolare lo scalogno e i due porri tagliati a rondelle sottili. Spruzziamo col vino bianco e lasciamo evaporare, poi aggiungeremo le carote tagliate in quattro listarelle e poi a dadini, il rosmarino, la salvia, i ceci ammollati e il brodo. Fare sobbollire per due ore, poi, aggiungere il dado fatto in casa e il farro ; portare a cottura,  passare al passaverdura i ceci,   trasportare la zuppa in una zuppiera, aggiungere pepe, pecorino, e un filo di olio. La zuppa  si presenterà vellutata e morbida,  gustare da sola ,  con crostini di pane o schiacciata genovese.

FEDERICA   Io non vado matta per le zuppe in generale, però sento che se fatte con amore  sono particolarmente gustose! Voglio chiederti se mi detterai un dolce al cucchiaio , semplice, e particolare. Domani?

ELENA   Sì, domani.

FEDERICA   Ora ho una canzone meravigliosa  di Joe  Cocker  ” A Little Help From  My Friends “.