RISPOSTE AI LETTORI 42

               10/11/2011

PERCHÉ  SI  E’ TIMIDI?

CHE COS’ È L’ IMBARAZZO  E’ LA  STESSA COSA?

Giulia

Si parla di timidezza come un fattore costituzionale; oppure la timidezza  legata all’ereditarietà, o ad una certa predisposizione a certi atteggiamenti…

La timidezza è anche il risultato , la conseguenza di veri elementi che derivano dalle esperienze compiute nell’ambito familiare, e in quello sociale. Per quanto riguarda gli ‘aspetti “educativo familiare” , sono quei comportamenti educativi che concorrono con maggiore incisività a determinare una situazione caratteriale di sfiducia, insicurezza, e timidezza.

Nel corso della vita di un bambino a qualsiasi età per una serie di motivi e da creazioni psicologiche legate a tale passaggio evolutivo di crescita è abbastanza normale che in questo periodo appaiono temporaneamente delle manifestazioni di timidezza. In casi di questo tipo è sufficiente che, soprattutto nell’ambito familiare, vengano sviluppati atteggiamenti di  comprensione, fiducia e sostegno per agevolare il superamento di tali difficoltà.

Il timido quando parla arrossisce, si sente sgraziato, a volte queste persone vengono scambiate per persone difficili, aggressive, in realtà non è altro che la difesa esteriore di una profonda insicurezza. Hanno un grande bisogno di comprensione, di elementi che li facciano sentire al sicuro con se stessi e con gli altri. Anche in questo caso è importante conoscersi per l’accettazione profonda di ciò che ognuno è: un essere umano unico e irripetibile, con potenzialità, qualità, pregi e anche fattori negativi ma comunque accettarsi per quello che si è.

A volte succede anche a persone di alto livello, di non essere mai soddisfatti di se stessi, all’apparenza risultano dei timidi, forse credono di esserlo.

” L’imbarazzo” invece è uno stato emotivo che non esiste alla nascita ma si sviluppa nel tempo. L’imbarazzo è legato a quel sentimento nobile che è ” l’emozione”. Una persona potrebbe provare imbarazzo in una situazione in cui riceve dei complimenti; oppure in una dichiarazione fatta nel momento inopportuno. Essere richiamati dal datore di lavoro per una cosa anche se non grave, ma che potrebbe essere sfuggita di mano,  la persona coscienziosa prova imbarazzo. Esistono molte situazioni che ci fanno provare imbarazzo, ma non vergogna che è un’altra cosa. La vergogna è una cosa diversa perché non è un’emozione provocata dai giudizi degli altri, come spesso si è portati a pensare, ma nasce e si sviluppa dentro di noi. Spesso molte persone confondono la vergogna con la timidezza e l’imbarazzo, forse perché ci si lascia influenzare dalle reazioni che sono le stesse. La vergogna nasce dal profondo: è un sentimento che scaturisce dall’attenzione del giudizio, a volte crudele che si ha di se stessi. Ci sono persone meravigliose che non si sentono all’altezza del mondo che li circonda, o forse perché si rendono conto di avere infranto un proprio dovere. Chi prova questo sentimento  infligge a se stesso un dolore nel fare cose che non vorrebbe fare, perché il suo IO dice che è sbagliato fare. Anche in questo caso come nella timidezza è importante il conoscersi  per accettarsi in ogni modo. Cercare di vivere per se stessi riscrivendo la scala dei valori, che devono essere soltanto nostri e non costruiti da altri, per non fare mai ciò che crediamo sia sbagliato. Cercare di valorizzare i nostri pregi: i nostri punti di forza e sfruttare al meglio le benefiche influenze che hanno sul nostro umore. E poi accettare le nostre emozioni, perché una piccola dose di vergogna non guasterebbe a nessuno! Questo sentimento credo che sia il più umano delle emozioni.

Elena  Lasagna

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15/11/2011

LA  NOSTRA  MENTE  E’  CAPACE  DI  DISTINGUERE  TRA REALTÁ  E  IMMAGINAZIONE?

Filippo da Brescia

E’ vero che un’esperienza intensamente immaginata, per esempio, può essere percepita come realtà e questo può innescare reazioni fisiche e/o psicologiche che sarebbero conseguenti se quest’esperienza fosse vera. A tutti è successo quando si è soli di percepire rumori sospetti: la paura fa correre l’immaginazione e si visualizzano mentalmente cose che appaiono come vere. Spesso si risvegliano i fantasmi del passato: sotto forma di mostri, spettri, vampiri ecc… Mano a mano che la nostra fantasia galoppa sfrenata, il tasso di adrenalina  aumenta considerevolmente nel sangue, come se realmente fossimo in pericolo, la salivazione cessa, il respiro si blocca, e le pulsazioni cardiache corrono all’impazzata nella maggior parte dei casi. Eppure non esiste assolutamente nulla di reale in tutto questo: la mente, sollecitata da uno stimolo, ha innescato una serie di reazioni, convinta che ciò che stava immaginando fosse realtà. Questo fatto spiega anche perché ci è così facile trarre considerazioni e acquisire delle convinzioni anche solo in base a ciò che immaginiamo e che, quindi, possono non avere fondamento. Però se ci conosciamo profondamente io credo che siamo in grado di distinguere fra le due cose.

Per tradizione e cultura siamo portati a considerare la mente come qualche cosa di oscuro, di non definito: risulta difficile capire se essa sia la somma delle funzioni cerebrali o se sia il cervello stesso. Ma, soprattutto, è diffusa la convinzione che, qualsiasi cosa essa sia funziona comunque e non ha bisogno né della nostra attenzione, né, tanto meno, del nostro intervento. Forse questa è la causa per cui mediamente, un essere umano utilizza circa il 15% del suo potenziale mentale, non sapendo di avere a sua disposizione un altro 85% di possibilità che rimangono sconosciute, o mal utilizzate, nel profondo di se stessi; il nostro compito è proprio quello di scoprire questo lato “oscuro”. In realtà moltissimi processi mentali, che agiscono sia sul nostro fisico che sull’attività di pensiero, hanno delle “doppie procedure” : possono attivarsi autonomamente, senza il controllo volontario, oppure possono essere guidati consapevolmente. Con questo discorso , non intendo parlare solo di conoscere intellettualmente: questo è un  processo necessario ma che diventa limitativo se è fine a se stesso. Quello che intendo dire, invece, secondo l’esperienza di alcune persone è che ci si apre, se si diventa disponibili a conoscere, a comprendere e a far entrare tutto ciò nel proprio cuore, oltre che nel proprio cervello, allora ci si arricchisce veramente e studiare, non è più vissuto come un dovere, ma come un vero piacere, un atto di amore verso se stessi, attraverso cui si amplia il proprio spazio di conoscenza e, di conseguenza, anche la propria ricchezza interiore è una grande forza di consapevolezza. Allora si avrà la certezza di distinguere ciò che la propria mente vede,  da ciò che invece vuole o vorrebbe vedere. Ecco perché credo fermamente in certe persone che hanno visto fenomeni incredibili,  ma in altre invece  non credo.

Elena  Lasagna

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17/11/2011

Spesso sogno mia nonna vestita di luce

 come se fosse vicino a me

come posso dimenticare?

Emma

Dimenticare perché?

Vorrei suggerirti, invece, di ricordarti dei tuoi sogni, anzi scrivili. Le persone che amiamo e ci hanno lasciati spesso ci comunicano i loro messaggi di luce, nei quali ci confermano il loro benessere e il loro amore. A volte ci suggeriscono qualcosa, il loro amore continua a proteggerci. Attraverso i sogni, essi comunicano più facilmente con noi; io credo che se contraccambiamo il loro amore…, aspettando che si manifestino quando sarà il momento giusto.

Elena  lasagna

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18/11/2011

E’ vero che il perfezionista è un ipersensibile?

Federica

Io credo che la sensibilità sia una grande componente dell’intelligenza. Le persone perfezioniste mettono concentrazione e attenzione assoluta anche nei più semplici compiti quotidiani, mirando alla riuscita impeccabile di qualsiasi operazione, banale o complessa; dove viene sacrificato un tempo superiore al necessario affinché il lavoro possa essere pianificato nei minimi dettagli. Nonostante ciò il risultato sarà sempre inferiore alle aspettative e alle energie investite. Queste persone sono critiche e intransigenti nei confronti di se stessi. Spesso a queste loro qualità viene sommata una volontà ferrea, di fare, di agire, di cercare di risolvere i problemi degli altri più di quanto in realtà sia a loro stato richiesto: altruisti e generosi credono ” nell’assioma ” intelligenza uguale a bontà. Così si lasciano coinvolgere da tutti i problemi delle persone con cui sono a contatto. Consapevoli delle proprie qualità, però, possono diventare facilmente permalosi e suscettibili, pronti a offendersi facilmente; nonostante siano in buona fede.

Elena  Lasagna

ALCUNE RICETTE DI CASA MIA SETTIMA PARTE

05/11/2011

DIVERSE  PERSONE  MI  HANNO CHIESTO  PERCHÉ NON  PUBBLICO ANCHE IL  MIO  RICETTARIO,     FORSE  LO FARÓ.

Io ho risposto che preferisco lasciare qualche ricetta durante il percorso, anche perché non è nato per ambizione ma perché credo nel valore della buona tavola e credo che una buona alimentazione  aiuti a mantenerci in buona salute. Oltre che una testimonianza può aiutarci a stare insieme in certi momenti della nostra vita e credo anche che sia molto bello per noi stessi e per i nostri commensali manifestare il proprio affetto attraverso le pietanze attestando che conosci i loro gusti, per passare bellissimi momenti in armonia a tavola.

La ricetta che sto per lasciarvi l’ho sperimentata proprio oggi. Ho sentito che è il periodo delle triglie, la triglia ha un sapore particolare, non piace a tutti. Ci sono diversi modi per cucinare le triglie, uno di questi: è la triglia alla griglia, sì sembra uno scioglilingua ma è una buona ricetta.

TRIGLIE  GRIGLIATE  in salsa.

Ingredienti: triglie, olio extravergine d’oliva. aglio, prezzemolo, erba cipollina, capperi, sale, peperoncino, succo di un limone e aceto balsamico. Emulsionare il tutto.

Esecuzione: acquistiamo delle triglie medie, piuttosto grosse, le laviamo con cura, le puliamo dalle viscere e le rilaviamo. Le pennelliamo con olio extravergine d’oliva e le mettiamo sulla griglia aperte, prima la  parte esterna, le lasciamo  grigliare bene, poi ripetiamo l’operazione dall’altra parte, (le triglie cuociono in fretta) aspettiamo che si stacchino le adagiamo sul piatto da portata dove sul fondo abbiamo messo qualche cucchiaio di salsa, poi cospargiamo la rimanente salsa sopra tutto il pesce. Le possiamo servire accompagnate da cannellini stufati e contorno di scarola.

Elena  Lasagna

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07/11/2011

Come nutrirsi in modo appropriato?

Prima di sperimentare una ricetta cerco sempre di rispettare le regole fondamentali di una sana e conveniente alimentazione. Oltre al palato è infatti essenziale sapere quali cibi favoriscono la nostra salute, per cercare di prevenire disturbi e patologie. Certo, non ho le pretese di fare di Voi degli esperti della scienza alimentare, ma semplicemente dimostrare che tutto quello che si mangia influisce in modo determinante sulla formazione del nostro corpo, della nostra persona. E’ importante tenere sempre presente che tutte le parti dell’organismo sono strettamente collegate; trascurarne anche solo una significa alterare, in misura più o meno grave, l’equilibrio dell’organismo. In particolare il cibo influisce in maniera determinante sia sulla salute, sia sull’aspetto esteriore del corpo. Oggi certi cibi sono talmente sofisticati che giungono sulle nostre tavole quasi privi delle loro originarie proprietà nutritive, anzi spesso ne sono assolutamente privi, quindi dobbiamo imparare a scegliere i cibi che abbiano un alto valore nutritivo e dovremo incominciare dalla terra. Avere cura della terra è questo il principio che sta alla base di anni e anni di ricerca nel campo dell’agricoltura biodinamica; in tutti questi anni è stato affrontato da studiosi, ricercatori, e agricoltori veri esperti della ricerca di un equilibrio naturale perduto.Tutte queste ricerche stanno a dimostrare che : coltivare in maniera biodinamica riduce i gas di serra, aumentando la qualità del cibo che ci nutre, diminuendo così le malattie legate al consumo di pesticidi e concimi chimici. Quindi, gli agricoltori biodinamici sono il sostegno della vita!

 Elena  Lasagna

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08/11/2011

BRANZINO  al  forno

con PATATE  in  SALSA

Ingredienti per quattro persone: quattro branzini di media grossezza, rosmarino, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.

Ingredienti per le patate in salsa: tre patate, brodo vegetale, mezzo bicchiere di vino bianco, una carota, una stecca di sedano, qualche fogliolina di origano, un cucchiaio di passata di pomodoro, un peperone verde, un cipollotto, un pezzetto di porro, salvia, poco sale, due chiodi di garofano parmigiano grattugiato.

Esecuzione: lavare e aprire i branzini, pennellarli con l’olio, cospargere gli aghi di rosmarino e mettere in forno a centottanta g° per circa venti min. Controllare la cottura. Dopo averli sfornati togliere la lisca centrale, con l’apposita pinza togliere tutte le lische laterali, adagiarli sul piatto da portata, spruzzarli con olio e limone. Dopo aver tagliato tutte le verdure separate mettere a soffriggere il cipollotto, aggiungere il vino bianco, il pomodoro, i chiodi di garofano e il resto delle verdure tagliate a pezzettini. Aggiungere le patate tagliate a dadi, il brodo, procedere per la cottura. Quando le verdure e le patate saranno cotte e il liquido si sarà consumato, aggiustare di sale,  e aggiungere l’olio extravergine d’oliva gentile, mescolare, cospargere  un cucchiaio colmo di parmigiano grattugiato. Impiattare le patate in salsa accanto ai filetti di branzino.

Elena  Lasagna

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09/11/2011

TORTA di NOCI  farcita

Ingredienti per la pasta: quattrocento grammi di farina “00”, centocinquanta grammi di margarina vegetale senza grassi idrogenati, due uova intere, duecento grammi di zucchero semolato, aroma vaniglia, un bicchierino di liquore al mallo di noci, o nocino, latte q. b. quattrocento grammi di noci tagliate a pezzetti due cucchiaini di lievito.

Ingredienti per il ripieno: trecento grammi di cioccolato fondente, latte q. b..

Per la crema: mezzo litro di latte, cento grammi di noci polverizzate nel mixer, qualche cucchiaio di nocino, tre cucchiai di zucchero, tre cucchiai di farina di riso.

Esecuzione: mettiamo gli ingredienti in una terrina: farina, margarina sciolta a temperatura ambiente, aroma vaniglia, zucchero, uova,  nocino. Mescoliamo amalgamando perfettamente gli ingredienti, se l’impasto dovesse risultare un po’ troppo sostenuto prima del lievito aggiungiamo il latte, poi il lievito infine incorporiamo le noci. Mescoliamo bene l’impasto. Prendiamo il cioccolato fondente sciolto a bagno maria, ormai raffreddato, e prendiamo la crema alle noci fatta in precedenza. Ora stendiamo l’impasto nella teglia di 22 cent. di diametro cercando di tenere i bordi alti, poi mettiamo il cioccolato fuso, e sopra faremo un altro strato con la crema; prendiamo il rimanente impasto e con una forchetta cerchiamo di dividerlo bene coprendo di piccoli pezzetti tutta la torta. Inforniamo per trenta min. a centottanta g°. Prima di togliere controllare la cottura. La torta sarà squisita!

Elena  Lasagna

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11/11/2011

CAPPONE  BRASATO

Ingredienti: un cappone, brodo vegetale q.b., vino rosso un bicchiere, rosmarino, una cipolla, due bacche di ginepro, due chiodi di garofano, un cucchiaio di salsa di pomodoro, pepe, settanta grammi di pancetta steccata tagliata a dadini, prezzemolo, dragoncello.

Esecuzione: In una padella facciamo rosolare la pancetta. Mettiamo il cappone tagliato a pezzi in una casseruola già preriscaldata a centottanta g° circa lo  rosoliamo bene, versiamo tutto il vino, il pomodoro, le bacche di ginepro, i chiodi di garofano, un po’ di sale, la cipolla tagliata a fettine,  la pancetta rosolata, e il brodo. Facciamo cuocere lentamente, controllando di tanto in tanto, la cottura dovrebbe essere ultimata dopo circa un’oretta. Quando la carne sarà cotta al punto giusto nel fondo della casseruola ci dovrebbe essere una salsa non acquosa ma densa e saporita. Aggiungere il pepe e un pizzico di prezzemolo e dragoncello; mescoliamo delicatamente il tutto e prima di impiattare lasciamolo riposare almeno un’ora. Servire con polenta di castagne e  mais.

Elena  Lasagna

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14/11/2011

POLPETTONE  DI VERDURE

IN CROSTA  DI  PASTA SFOGLIA

Ingredienti: cinquecento grammi circa di pasta sfoglia, duecento grammi di ricotta, trecento grammi di spinaci stufati, trecento grammi di carote grattugiate fini e sbollentate a vapore, trecento grammi di porri stufati, cento grammi di funghi porcini stufati, un uovo intero, tre cucchiai di parmigiano grattugiato, sale, pepe e spezie.

Esecuzione: Dopo aver stufato le verdure e i funghi, mettiamo il tutto in una terrina capiente, aggiungiamo la ricotta le spezie il sale, il pepe, l’uovo e il parmigiano, facciamo un bell’impasto che non deve colare ma deve essere consistente. Tiriamo la pasta sfoglia, poi la riempiamo formando un salame, chiudiamo il tutto girando la pasta su se stessa, assicurandoci di chiuderla bene strizzandola ai lati. Se la vogliamo vedere colorata e lucida possiamo passarci un pennello intinto nell’uovo sbattuto. Infornare a centottanta g° per venti min. Controllare la cottura della pasta sfoglia.

Elena  Lasagna

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17/11/2011

POLPETTINE  DI  LEPRE  ALLA CACCIATORA

IN UN LETTO  DI BORLOTTI  IN  UMIDO

E CONTORNO DI INSALATA MISTA

Ingredienti: petto di lepre alla cacciatora, fagioli borlotti, cipolle, carote, sedano, ginepro, pomodoro, basilico, prezzemolo, sale, pepe, vino bianco, olio extravergine di oliva, scarola, gentilina, radicchio rosso, rucola, pane grattugiato, parmigiano, due chiodi di garofano.

Esecuzione: mettiamo a cuocere i fagioli con la carota,  e il sedano,  nel frattempo tritiamo la lepre finemente, aggiungiamo un po’ di sugo alla cacciatora, il parmigiano e il pane grattugiato, facciamo delle polpettine. Scoliamo i borlotti raccogliendo una piccola quantità del loro liquido, in una padella facciamo rosolare la cipolla, aggiungiamo il pomodoro, il vino bianco, il ginepro e il chiodo di garofano, il loro brodo, mezzo bicchiere circa, facciamo bollire per cinque minuti, poi adagiamo le polpettine, lasciamole cuocere per circa cinque o dieci min. Dopo di che, le giriamo  le lasciamo evaporare senza il coperchio, aggiungiamo il basilico e il prezzemolo. Lasciamo insaporire per circa trenta min e impiattiamo.   Servire con l’insalata mista.

Elena  Lasagna

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19/11/2011

TORTA  DI MIRTILLI  E  MELE

Ingredienti: trecentotrenta grammi di farina “00”, due uova intere, una stecca di vaniglia, due cucchiai di maraschino, centoventicinque ml di olio di mais, centoventicinque ml di latte, duecentotrenta grammi di zucchero semolato, una bustina di lievito per dolci, la buccia di un cedro o di un limone grattugiata, una mela grande, quattrocento grammi di mirtilli. Per la decorazione zucchero a velo vanigliato, e cacao amaro.

Esecuzione: lavare bene e asciugare i mirtilli, sbucciare e tagliare la mela a fettine. Preparare la teglia dal diametro di ventidue cent. circa, mettere la carta forno sul fondo, ungere e infarinare con farina di riso. Prepariamo l’impasto unendo tutti gli ingredienti, amalgamando bene, poi,  il lievito, per ultima la frutta infarinata lievemente con farina di riso. Versiamo il contenuto nella teglia e inforniamo a 180° per più di un’ora. Controllare la cottura. Quando il dolce si sarà intiepidito guarnire con cacao amaro e zucchero a velo.

Questo dolce risulterà soffice , leggero e gustoso; piace molto ai bambini.

Elena  Lasagna

LA STORIA DI GIUSEPPE

27/12/2021

VORREI INFORMARE I MIEI LETTORI PER UNA FACILE RICERCA DELLE ATTUALITÁ,  CHE DAL 2018  LE CATEGORIE CHE HO PORTATO AVANTI SONO:  RICETTE DI CUCINA;  LA NOSTRA SALUTE;  VARIE E RISPOSTE AI LETTORI;  DIALOGANDO CON VOI;  LE MIE PREVISIONI CON LE MIE LETTERE PER VOI E NATURALMENTE TUTTE LE ILLUSTRAZIONI:  LE FOTOGRAFIE SCATTATE DA ME E ALCUNE DAI MIEI AMICI.

25/10/2011

 In ogni libro che narra la storia vera di bambini c’è sempre un pizzico di magia. Chi era Giuseppe? Non era un bambino dell’ottocento e nemmeno dell’era del Medio Evo, ma era un bambino di un piccolo borgo del mio paese, la sua storia si consuma in” quegli anni”, sì, nei famosi anni di piombo. Anche questa storia è molto bella ma come l’altra dei ” Poteri dell’anima ” lascia l’amaro in bocca.

Avevo quindici anni quando mia madre decise di farmi questo regalo: parlò con il parroco del paese, allora Don Fausto, e mi regalarono un mese di soggiorno in una colonia montana che ospitava più di cento bambini. Non avevo raggiunto la maggiore età per assumere l’incarico di vigilatrice dei bimbi, ma fui inserita ugualmente come vice. Il parroco mi disse che tra di loro c’era un bambino speciale di nome Giuseppe, dall’apparenza ribelle, ma di una tenerezza inconfondibile e dalla mente adulta. Veniva da una famiglia disastrata: la madre malata di sovente ospite in sanatorio, il padre disoccupato e quasi sempre vagabondo; Giuseppe, viveva con la nonna molto anziana, e spesso  doveva occuparsi di lei nonostante i suoi sei anni. Giuseppe era un bambino ripudiato dalla scuola perché dicevano che era un fannullone, in realtà era molto più avanti dei suoi coetanei perché sapeva già scrivere da solo. Aveva un grande talento per costruire i suoi giocattoli, parlava di ogni cosa come se avesse già vissuto prima.

Quando l’incontrai per la prima volta fu nel salone del dormitorio, fra tanti visini vispi e sorridenti, incrociai il suo sguardo: fu come un lampo, il viso era triste ma i suoi occhi nel semi buio brillavano come fossero stelle, per la prima volta vidi il suo sorriso, come se volesse dirmi :<<  Grazie per essere qui! >>. Per lui non ero la dimessa vigilante o la figura autoritaria della maestra ma una ragazza che era lì per lui, per capirlo, forse per la mia giovane età o chissà, forse riportavo un po’ di casa sua, del suo paese. Giuseppe visse quel mese d’agosto come in una fiaba, un sogno che svanisce al risveglio. La fine di agosto quando finì il soggiorno in colonia Giuseppe mi chiese se ai primi di settembre sarei andata alla fiera del paese circostante, perché suo padre gli promise che l’avrebbe portato sulle giostre; così, voleva che lo vedessi mentre volava sulla giostra delle catene, forse voleva tenere il ricordo della montagna. Io gli dissi che sarei andata a prenderlo alla domenica per la messa, e lì  avrebbe incontrato i suoi amichetti, Lui annuì felice. Quella domenica non rividi Giuseppe, né lo rividi mai più, perché morì quella stessa notte. Il padre l’aveva portato sulle giostre subito dopo avere mangiato in una bettola della fiera, forse si sentì male e non lo disse, o forse fu trascurato da tutti, quella triste notte Giuseppe morì per dissenteria… o forse chissà…

Ancora oggi mi sto chiedendo : Chi era o chi è Giuseppe? Sono certa che lassù è genio, è bellezza, ed è la primavera quando tutto si riveste di fiori variopinti. Quando viene notte se alzi lo sguardo al cielo vedi i suoi occhi! E quando segui con lo sguardo il volo degli uccelli, man mano che scompaiono lassù vedi l’ombra dorata del suo sorriso.

Dal mio libro : ” La storia di Giuseppe”. Copyright 2011 tutti i diritti sono riservati.

Elena  Lasagna

A tutti quelli che sfasciano le storie degli altri senza chiederne il permesso, dovrebbero cambiare mestiere! Molte persone se non copiassero le idee degli altri sarebbero sulla via del tramonto da parecchio tempo! L’insensibilità non è una componente dell’intelligenza umana!

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTUNO

25/10/2011

Che cosa ne pensi della Menopausa?

Elisa due

E chi la conosce? Ma credo che la menopausa sia soltanto la fine di un ciclo importante : quello della” procreazione”.

Ed è anche l’inizio di un processo in cui anima, corpo e mente si fondono per dare inizio ad una nuova vita, più profonda e più vera! Vorrei che queste mie parole potessero raggiungere tutte le donne che si autocommiserano pur essendo in buona salute. Ciò che sta scritto nel cuore e nell’anima trascende i piccoli limiti umani  del tempo e dello spazio. La vita per te incomincia adesso!

Elena  Lasagna

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26/10/2011

Sai? Sono una insospettabile alcolista funzionale, come capita a quelle come me che vogliono trasgredire. Ho incominciato a bere quando ho visto la mia convivenza andare a rotoli. Sono andata a vivere con il mio ragazzo per scappare da una famiglia rigida e poco comprensiva, che mi ha creato inutili paure e sospetti su di lui, non era vero niente, così gli ho rovinato la vita. Ho incominciato a bere il venerdi sera fuori con gli amici, così decise lui che il venerdi ognuno per conto suo, ed ho incominciato ad alzare il gomito con la disapprovazione dei miei amici. Ero simpatica, di compagnia, apparentemente era tutto sotto controllo, ma tornavo a casa prima di lui e ci davo dentro con il resto. Per me ora conta soltanto avere un bicchiere di vodka e poi…

Margot

Qualche volta la trasgressione non guasta, ma poi bisogna reagire per non toccare il fondo, o perlomeno risalire. Solo in Italia ci sono dai sei agli otto milioni di persone che bevono troppo, dai tre ai quattro milioni sono alcolisti, per lo più donne. Questo flagello solo in Italia ogni anno fa almeno ottanta, centomila vittime non so se ne sei al corrente. Una vera malattia che non conosce classi sociali e livelli culturali, e si può vincere solo con la solidarietà che sa dare chi ha avuto lo stesso problema e ne è uscito. Come fa l’Alcolisti Anonimi.

Elena Lasagna

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27/10/2011

Io amo la trasgressione: la trasgressione è vita!

Francesco di Brescia

Per me la vera vita è ricominciare!

Vivi, e lascia vivere; ma non pagare con la vita degli altri!

La vita vera è qualcuno che non ti delude mai!

Detesto chi condanna per i suoi stessi errori!

Elena  Lasagna

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31/10/2011

COSA  NE PENSI  DELLE  SEPARAZIONI?

e DELLE  SEPARAZIONI in CASA?

Roberto di Mantova

Io penso che una separazione sia sempre dolorosa, è ovvio che per chi è lasciato lo è ancora di più. Ma può rendere felici basta affrontare la separazione nel pieno rispetto delle idee dell’altro, vivere l’esperienza con ottimismo. Dico che può rendere felici perchè per me il matrimonio deve essere fondato solo sull’amore, libertà e giustizia. Anche perchè se non c’è rispetto non ci può essere amore. Un matrimonio portato avanti solo per convenienza, per dovere, non ci può essere felicità ma solo confusione; quella confusione che t’incastra giorno dopo giorno e ci si appoggia l’uno all’altra. A questo punto la separazione è un diritto e non una punizione dell’altro. E’ ovvio che se ci sono dei figli bisognerà farlo ancora meglio e rendersi conto che la famiglia può esistere anche in territori diversi. Non è facile ma bisogna armarsi di coraggio e determinazione e ancora una volta dico ottimismo per ricominciare con dignità senza strazio per chi è lasciato, perchè la separazione dovrebbe essere un momento di educazione alle emozioni dove può diventare salutare anche la collera. Io credo che la verità faccia bene anche ai figli: la colpa di come vivranno la separazione è soltanto dei genitori.

Separarsi sì ma non separati in casa, perchè io credo che chi è lasciato controllerà sempre l’altro e andrà a finire che si soffrirà molto di più. Così facendo non si potrà mai mobilitare le proprie risorse e si finirà con l’isolarsi nel dolore. Anche per chi lascia credo che non sia facile vivere sotto lo stesso tetto; forse sarà invaso dai sensi di colpa e sarà tenuto a risolvere i problemi dell’altra, non lasciandola così in completa autonomia. Oppure potrebbe rinfacciare con lo squalificare chi ha lasciato e cercherà di ubriacarsi nella sua nuova relazione, e perchè no vivrà la nuova relazione facendo confronto con l’altra.

Elena  Lasagna

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02/11/2011

Secondo te l’altruismo è più nei giovani o negli anziani?

Giovanni

Ci sono anziani e  persone semplici che danno ogni giorno il loro contributo. Ma ci sono anche giovani e professionisti che dedicano ogni minuto del loro tempo libero a chi ne ha veramente bisogno. Ci sono giovani che insegnano come sia possibile fare del bene in maniera diversa, di come talvolta un modello di comportamento possa bastare, da solo, a sensibilizzare il prossimo nei confronti di chi soffre. Perchè aiutare non è soltanto affidare al denaro il compito di alleviare i dolori che, spesso, hanno solo bisogno di essere ascoltati: aiutare significa anche esporsi in prima persona rinunciando talvolta una parte del proprio tempo  per offrirlo a chi ne ha molto più bisogno. Piccoli gesti quotidiani non si raccontano a parole, ma attraverso l’impegno costante e individuale di una società dove la solidarietà altro non è che un riflesso di un dato antropologico che gli esseri sociali portano nel loro codice genetico. Essere buono allora appare come un vero bisogno fisiologico, e il buon esempio si trasforma in un atto per comunicare con gli altri, declinando in una transazione commerciale, una specie di scambio tra committenti quello che potrebbe essere il relazionarsi con Dio. Perchè la bontà è pur sempre  in relazione con un essere superiore.

Elena Lasagna

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 03/11/2011

CHE  COSA DIRESTI a un GIOVANE che VORREBBE

INTRAPRENDERE  la CARRIERA  nel MONDO

della MODA?

Giancarlo

Io credo che sia fondamentale seguire il proprio obiettivo con determinazione. Mettendo a frutto la competenza tecnica e gli input verso una continua ricerca, su materiali e forme che i giovani possono ricavare non solo dall’incontro con tutte le realtà che operano nel settore della moda, ma andare avanti oltre le possibilità che ci si impone. Per le persone che hanno un potenziale creativo disposte a mettersi in gioco c’è comunque spazio. Il consumatore consapevole delle sue possibilità è sempre alla ricerca di prodotti con una connotazione di unicità. Credere in ciò che si fa, sperimentare le proprie idee con entusiasmo, passione e determinazione.

A volte però la genialità anche se necessaria non è di per sé unica garanzia di sicuro successo se non la si impiega nella maniera giusta. Quello che conta nella costruzione di uno stile è la somma delle differenze stabilite tra gli altri e se stessi. Poichè geneticamente ognuno di noi è unico, sembra logico, che questa diversità intrinseca si manifesti, anche nell’apparenza. Segnalare la propria personalità attraverso il look è, oltre che, forse, l’unica forma innocua di narcisismo, una scappatoia per uscire dalla tetra banalità e quindi in alcuni  casi è sufficiente anche un dettaglio per riuscire nell’opera.

Elena  Lasagna

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09/11/2011

Se fossi certa che otterrai una risposta sincera a dieci domande, a dieci persone diverse, a chi le porresti e che cosa chiederesti?

Alessandro

Bella domanda! Cercherei di fare del bene chiedendo ai presunti assassini di confessare. Vorrei alleggerire le pene di quei genitori, perchè nessuno  possa più calpestare di volta in volta le loro ferite, che oltre alla pena di non avere più i loro figli devono anche subire l’angoscia di non vedere puniti i colpevoli.

Elena  Lasagna

ALCUNE RICETTE DI CASA MIA SESTA PARTE

 14/10/2011

Come sappiamo il tartufo non è accessibile a tutti per motivi economici, e alcune persone mi hanno chiesto se c’è un ingrediente che può sostituire il suo sapore. Io ovviamente vi ho preparato una ricetta che vale la pena di provare.

GNOCCHI di PATATE AL TARTUFO

SCAPPATO

Questa fotografia non è perfetta per l’eccesso di luce, ma gli gnocchi sono riusciti bene.

gnocchi di patate al tartufo scappato

Ingredienti: una patata media per ogni porzione, un uovo, noce moscata, semola di grano duro. Per il condimento: porcini secchi ammollati e sbriciolati stufati con poco porro; gorgonzola dolce, parmigiano grattugiato, olio extra vergine d’oliva gentile, un cucchiaio di olio extra vergine al tartufo, poco, qualche foglia  di salvia.

Esecuzione: mettere a cuocere le patate con la buccia, una volta cotte passarle nello schiacciapatate, o al  passaverdura, impastare con l’uovo e poca semola mettere la noce moscata, e sono pronti per la cottura. Mettere gli gnocchi nell’acqua bollente salata ed aspettare che riemergano, toglierli dal fuoco e condire con la salsa di funghi , un pezzo di gorgonzola tagliato a dadini, la salvia, l’olio extra vergine, l’olio al tartufo, infine il parmigiano.  Il sapore dei funghi porcini con il porro, il  parmigiano e un filo di olio al tartufo fa del piatto un gusto  appagante, unico. Buon appetito perchè sono buonissimi!

N. B. Per la riuscita degli gnocchi è importante la scelta delle patate: meglio quelle di montagna perchè devono essere farinose non di pasta molliccia. Se le patate sono ottime l’impasto riuscirà bene anche senza le uova.

Elena  Lasagna

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15/10/2011

Federica mi dice: ieri sera per cena ho fatto gli gnocchi della tua ricetta

sono piaciuti tantissimo; vorrei sapere se l’olio tartufato posso metterlo anche sulle uova strapazzate o sulla frittata. Grazie!

Se hai le uova di gallina sì, mentre se prendi quelle di oca no perchè sono più  saporite, specialmente le oche vecchie quelle senza piume, in quelle ci andrebbe il burro soltanto. Sai? Le cuoche delle famiglie del borgo le prediligevano proprio per cucinarle al tegame; e lo stesso per il brodo, scartavano il pollo e usavano esclusivamente le galline di qualche anno chiamate le galline vecchie. Molti chef ne sonno al corrente.

Elena  Lasagna

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15/10/2011

LO  STRACOTTO DEI CAPPELLETTI

di casa mia

Ingredienti: Un pezzo di coscia di manzo, spalla di carne suina, vino rosato secco buono, due carote  medie, due  stecche medie di sedano, una cipolla grossa, aglio, due bacche di ginepro, un pizzico di spezie, un mazzolino di odori, ( prezzemolo, basilico, salvia, due aghi di rosmarino) parmigiano  grattugiato, pane grattugiato q.b., sale, pepe.

Esecuzione: lavare la carne, togliere eventuali eccessi di pellicine o grasso, metterla in una casseruola grande, aggiungerere il vino  mezzo litro circa, gli odori, le spezie, la cipolla, le carote, il sedano tagliati a rondelle, il ginepro, l’aglio, tre mestoli di brodo vegetale. Portare ad ebollizione, poi abbassare la fiamma fino alla cottura che deve essere lenta; se dovesse asciugarsi troppo in fretta aggiungere altro brodo, a metà cottura aggiustiamo di sale e aggiungiamo il pepe. Una volta stracotto il tutto togliamo la carne, la  passiamo al tritacarne oppure la tagliamo a coltello. Abbiamo già il formaggio grattugiato quattro etti circa, lo versiamo nella carne con un mezzo bicchiere circa di sugo dello stracotto, amalgamare bene e aggiungere un poco di pane grattugiato. Prima di usarlo per il ripieno dei cappelletti lasciare riposare almeno due ore.

Elena  Lasagna

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21/11/2011

CARPACCIO  di MANZO

di casa mia

Ingredienti: Facciamoci preparare dal nostro fornitore carne tenera, di qualità per il carpaccio, un rametto di timo, aglio, succo di pompelmo, rosmarino, salvia, sale, pepe, peperoncino. olio di oliva extra vergine.

Esecuzione: tagliamo la carne a fettine sottili, le lasciamo immerse nel succo di pompelmo per due ore circa. Nel frattempo abbiamo messo sul fuoco una padella di acciaio a doppio fondo, quindi aspettiamo la giusta temperatura per scottare la carne. Prendiamo il piatto da portata dove abbiamo messo tutti gli odori tagliati grossolanamente amalgamati nell’olio, metteremo sale, pepe e peperoncino e ancora succo di pompelmo. Li  immergeremo la carne per una notte , o mezza giornata. Prima di servire togliere tutte le erbe, impiattare la carne  con il sughetto. Questa ricetta si abbina a un contorno di zucca al forno e peperoncini  in agrodolce.

Elena  Lasagna

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22/10/2011

A chi picciono i crauti con il cotechino ho una ricetta leggera di mia madre.

Ingredienti: cavolo capuccio o cavolo verza, aceto di mele, aglio , prezzemolo, bacche di ginepro, olio d’oliva extravergine, sale brodo vegetale, e ovviamente il cotechino.

Esecuzione: laviamo e tagliamo a fettine sottili il tipo di cavolo scelto. Dopo averlo affettato ne ricaveremo ancora dei pezzettini piccoli tagliandolo trasversalmente. Lo raccogliamo e lo mettiamo in farcia con un bicchiere scarso di aceto di mele, tre spicchi di aglio, sbucciati e lasciati per intero, le bacche di ginepro, il sale e due pizzichi di prezzemolo tritato. Lasciamolo a macerare per una notte; il mattino seguente sarà pronto per essere stufato con l’aggiunta di brodo fino alla cottura. A cottura ultimata dovrà essere asciutto dal suo liquido, quindi aggiungere l’olio che dovrà essere di gusto gentile (non dovrà sovrastare il gusto dei crauti). In un’altra casseruola abbiamo già cotto il cotechino, lo tagliamo a fette e lo affoghiamo nei crauti fino al momento di impiattare.

Elena  Lasagna

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28/10/2011

BIGOLI al TORCHIO della PUTTA  aggressiva

(putta=  a donna cattiva)

Ingredienti: farina di semola di grano duro, due uova, un cucchiaio di olio, torchio.

Per il ragù: sardine sotto sale, aglio, peperoncino, pepe, olio di oliva extravergine, passata di pomodoro, parmigiano  grattugiato.

Esecuzione: impastiamo le uova con la farina e il cucchiaio di olio, facciamo un bell’impasto morbido, lo copriamo con un tovagliolo per mezz’ora, poi si riempie il torchio con la pasta e si procede per gli spaghettoni o bigoli. Si lasciano riposare per un’ora e sono pronti per la cottura e il condimento.  Il vino adatto: un rosato della casa in grande quantità! Buona digestione!

Elena  Lasagna

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28/10/2011

Ieri Patty mi ha regalato una cassettina di mele, ieri sera le ho mandato la torta di mele e castagne alla crema, quella preferita da Lei.

Ingredienti: cinquecento grammi di mele sbucciate e affettate, messe in una zuppiera con cinque amaretti sbriciolati. Occorrono due etti di farina di castagne, due etti di farina” oo “, quattro uova medie, tre cucchiai di cacao amaro, vaniglia, una bustina di lievito per dolci, un bicchiere di latte, mezzo bicchierino di vov liquore, o marsala, mezzo bicchiere di olio di semi di arachidi, duecento grammi di zucchero semolato, uva sultanina, scorza di limone grattugiato più un cucchiaio di succo. Teglia dal diametro 22-24 centimetri, zucchero a velo.

Ingredienti per la crema: mezzo litro di latte, due tuorli, tre cucchiai rasi di zucchero, una stecca di vaniglia quattro cucchiai di farina di riso, otto castagne glassate. Le castagne andranno aggiunte a pezzettini alla crema già fredda.

Esecuzione: mescolare le uova con lo zucchero, più l’olio, metà latte, il liquore, il cacao, la scorza del limone, e amalgamare prima la farina di castagne, poi, aggiungere l’altra, il succo del limone, finire il latte,  la farina, l’uva sultanina, mettere il lievito e amalgamare bene, infine aggiungere le mele con gli amaretti. A questo punto abbiamo la teglia già unta e infarinata, o con il pane grattugiato, quindi versiamo metà del composto nella teglia e prendiamo la crema pasticcera dove abbiamo messo a tocchetti le castagne caramellate, la versiamo sopra il composto della torta infine la copriamo versando l’ultima parte dell’impasto. Il dolce va messo in forno a certosettanta g° per più di un’ora. Controllare con uno stecchino da spiedini. Una volta raffreddato andrà cosparso di zucchero a velo.

Elena  Lasagna

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 Le crostate di frutta sono la mia passione: mi piace cucinarle come facevano le persone della mia famiglia, con qualche dettaglio in più o in meno ma restano sempre i dolci squisiti di casa mia.

Voglio chiudere questo articolo con una ricetta della mia nonna.

Ingredienti: trecentotrenta grammi di farina doppio zero, un uovo e un tuorlo, ( uova medie) centoquaranta grammi di zucchero, centotrenta grammi di burro, due cucchiai di cacao, la buccia di mezza arancia grattugiata, aroma vaniglia, mezzo bicchierino di rum, due cucchiaini di lievito per dolci.

Ingredienti per la farcia : Panna montata zuccherata con zucchero a velo vanigliato, quattrocento grammi di frutti di bosco misti, gelatina di lamponi zuccherata fatta in casa, serve per guarnire.

Esecuzione: versare la farina sulla spianatoia già mescolata al cacao in polvere e al lievito, aggiungere il burro e lavorarla bene, versare lo zucchero e sempre mescolando i tuorli aggiung. gli aromi, il liquore. Stendere subito l’impasto nella  teglia, lasciarlo riposare per trenta minuti circa poi inforniamo per venti min. a 170°. Montiamo bene la panna con lo zucchero vanigliato, nel frattempo abbiamo fatto la gelatina di lamponi e abbiamo lavato e asciugato i frutti di bosco. Quando la torta si sarà raffreddata potremo stendere la panna, poi i frutti di bosco, infine pennelliamo con la gelatina di lamponi. Il dolce è pronto per il consumo.

N. B. Se qualcuno non dovesse amare la panna montata la si potrà sostituire con la crema pasticcera oppure con la crema al limone.

Elena  Lasagna

DEDICATO AI BAMBINI SECONDA PARTE

07/10/2011

Ciao sono Luana

Ho un figlio di sette anni di una vivacità sfrenata,

a scuola si comporta normalmente, ma quando

torna a casa non riesco più a gestirlo. Ho dovuto

lasciare il lavoro perché i miei genitori non ne

vogliono più sapere.

Carissima Luana, io non so fino a che punto il tuo bambino sia vivace, ma se riesce a controllarsi a scuola significa che la sua vivacità è sana.

Io credo che si senta solo e abbia bisogno della tua complicità e autorevolezza. Non dovresti picchiarlo per ogni sua marachella, ma creargli degli interessi, che vanno al di là di quelli scolastici: nel gioco per esempio; poi stuzzicargli il palato sì, ma con la giusta alimentazione. Dovresti lasciargli più libertà di fare, anche di sporcarsi tenendolo a bada senza aggressività. La libertà che gli lascerai a lungo andare finirà per calmarlo e tra di voi nascerà un sentimento di comprensione reciproca. Il tuo comportamento esemplare segnerà il suo modo di porsi ora e nel suo futuro.

Elena  Lasagna

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09/10/2011

Se tu fossi un bambino

cosa chiederesti

ad un artista?

Vorrei che i tuoi pensieri

dipingessero i miei sogni

Le tue note mi facessero sognare

E le tue parole mi arrivassero dritto al cuore

Elena  Lasagna

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11/1o/2011

Come e quando dovremo fare acquisire ai nostri figli un Io forte?

Filippo

Io credo che tutto debba cominciare nella nostra infanzia, attraverso il rapporto con i nostri genitori, e attraverso tutte le persone con cui siamo in contatto. Si impara durante l’infanzia: i bambini devono essere gratificati, ma allo stesso tempo è necessario imporre loro delle rinunce. E’ importante avere un certo allenamento alle frustrazioni: essere capaci di perdere; solo  così impareranno a gestire le piccole e grandi sconfitte per acquisire una certa maturità psicologica. Chi non ce l’ha rischia di ripetere sempre gli stessi errori.

E per chi non ha avuto la fortuna di avere

la famiglia?

Filippo

Ci sono persone che riescono a  riempire un vuoto affettivo infantile, grazie al partner o agli amici, e parenti. Per questo però occorre maturità.

Elena  Lasagna

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21/10/2011

Esistono bambini più intelligenti di altri?

Carmen

Io credo di sì. Per certi aspetti e in certe funzioni, il cervello umano può essere paragonato approssimativamente allo schema di funzionamento di base di un computer. Gli elementi di base per fare funzionare un computer sono gli” imput ” i dati di ingresso; i programmi corrispondono all’insieme di codici e regole che elaborano i dati inseriti; gli ” output” , ai risultati dell’elaborazione, i dati in uscita.

Negli individui ” imput”  sono costituiti da tutti i messaggi recepiti dai cinque sensi; i programmi sono le convinzioni radicate; gli” output” sono i comportamenti, il modo di reagire. Le convinzioni più radicate sono in genere quelle assimilate nell’infanzia: tutte le cose dette e ripetute dai genitori, assimilate senza giudizio; tutte le idee derivate dal conflitto su alcuni argomenti, con uno o entrambi i genitori; tutte le conclusioni tratte sulle esperienze fatte, tutto questo contribuisce a determinare l’autoimmagine, l’idea globale che ogni individuo ha di se stesso, sul piano fisico, su quello intellettuale e caratteriale.

L’intelligenza può essere” riproduttiva”, si tratta di soggetti che, proprio per le buone doti di apprendimento, non presentano abitualmente problemi scolastici ecc… L’intelligenza ” creativa “: l’intelletto del creativo è ben strutturato nel suo processo dinamico. La ricchezza e la fertilità portano il soggetto a esprimersi con genialità in tutti i settori, con una predilizione per quelli artistici. L’intelligenza del” riflessivo: ” chi ha questo tipo di intelligenza possiede ottime facoltà associative, deduttive e decisionali. Stabile, profondo, nelle osservazioni e sottopone il proprio pensiero  a continua verifica. L’ intelligenza ” istintiva ” , questo soggetto ha il pensiero concreto e lega questo tipo di persona al tangibile, al verificabile, e quindi,   al rifiuto di tutto ciò che obbliga alla sosta e all’introspezione. Si irrita facilmente di fronte a ogni costrizione sia mentale che operativa.

Come tutti i tratti psicofisici dell’essere umano, la ” volontà ” sembra essere il frutto di una sintesi tra tendenze innate e influenze ambientali. Nella sua forma completa la volontà presenta la capacità di immaginare un fine da raggiungere. E’ l’abilità nel predisporre i mezzi adeguati in rapporto al fine. E’ la forza determinativa che avvia il processo per il raggiungimento della meta. Spesso, una persona specie un bambino, non è in grado di elaborare tutti e tre questi elementi.

Ci sono bambini che presentano grandi ricchezze intellettive: ma non sono capiti né dai genitori né dagli insegnanti. Quindi il bambino si chiude in se stesso e viene preso per fannullone o addirittura andicappato; così  vengono maltrattati ed emarginati! In realtà questi bambini sono annoiati dalla routine di tutti i giorni perché sono esseri superiori. Il loro cervello  produce elettricità che ha voltaggi differenziati da assumere delle condizioni  bio-chimiche diverse che condizionano il modo di essere delle emozioni e dei pensieri da sconvolgere i cinque sensi, da convogliare le informazioni alle piste di registrazione, funzionando come un tutt’uno nelle aree specializzate.

In passato ho conosciuto uno di Loro… forse vi racconterò la sua storia.

La storia di Giuseppe A.

Elena  Lasagna

RISPOSTE AI LETTORI 40

30/09/2011

 GRAZIE! Per questa immagine.

Come potremo migliorarci se solo per sopravvivere, la vita ci ha offerto molti sacrifici? Ora siamo diventati ottusi e non abbiamo più voglia di niente.

Rita e Franco

Se credete di essere ottusi significa che non lo siete. Forse se fate un elenco di tutte le cose negative e le trasformate in positive, questo sarebbe già un grande passo. Se siete consapevoli di ciò che siete sarà meno difficile sviluppare la coscienza di voi stessi, delle vostre forze mentali emotive, per modificare i comportamenti negativi e potenziare tutti gli altri, per fare uscire nuove capacità intellettive e vivere meglio con se stessi e con il mondo.

Le teorie di Newton, relative alle forme esistenti nell’universo, in oltre trecento anni di vita hanno influenzato in maniera forte moltissimi aspetti dell’esistenza umana. La visione meccanica, la relazione causa – effetto ha toccato anche la medicina ufficiale, determinando una visione della malattia concepita appunto come effetto di una causa meccanica. La malattia è il risultato del mancato o inadeguato funzionamento di una o più parti dell’organismo. Dato che l’Universo è guidato dalle leggi delle relatività “spazio a tre coordinate più una quarta costituita dal tempo”, anche l’uomo come parte dell’Universo, dovrebbe essere visto in quest’ottica. Tutto è relativo, anche la malattia… continua.

Elena  Lasagna

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03/10/2011

Doneresti il midollo oppure un organo a qualcuno della tua famiglia?

Chiara

Sì ne sono certa perché ho amato e amo i miei genitori con tutta me stessa. Lo donerei anche a persone che mi sono vicine e che mi hanno voluto bene davvero.

Elena  Lasagna

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03/10/2011

Si può diagnosticare l’insorgere della depressione? Dai sintomi fisici?

Ilenia

La sintomatologia potrebbe essere un campanello d’allarme di altre malattie più o meno gravi; per questo ed altro si dovrebbe consultare il medico. Posso dirti solamente che se sei intollerante a cose banali come gli schiamazzi dei bimbi che giocano, o al canto degli uccelli, oppure al rumore dell’acqua di una cascata ecc… io lo prenderei in considerazione.

Elena  Lasagna

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12/11/2011

Da molti anni ormai soffro di sbalzi d’umore, la prima volta che mi sentii

depressa, avevo diciotto anni, ora ne ho venticinque. Un bel giorno senza ragione , mi sentii terribilmente infelice. Piangevo sempre, non riuscivo a concentrarmi sul lavoro, e desideravo essere sempre in giro senza una meta. Non avevo più appetito, cominciai a dimagrire e non riuscivo a capire cosa mi stesse succedendo. I miei genitori allarmati mi accompagnarono dal medico di famiglia, lui mi diagnosticò la depressione. Incominciò a curarmi con degli antidepressivi, ma i miei sintomi non diminuivano, anzi peggioravano. Andai anche da uno psichiatra, e mi disse la stessa cosa, così sono passati anni e avevo sempre le stesse crisi, specialmente in primavera si accentuavano. Due anni fa andai da una persona che ascoltava la gente e segnava certi tipi di dolori,  guariva  le distorsioni. Dopo avermi ascoltato lei mi disse che non avevo nulla e mi fece buttare gli antidepressivi, e in poche settimane  ritornai alla vita di prima. Fu lei a ridarmi la mia vita; com’è possibile che si possano commettere di questi errori?

Niki

Carissima Niki, io ti credo, eccome! Ma questa guaritrice anche se in buona fede ha rischiato di grosso! Tutti noi possiamo ascoltare e aiutare dando consigli utili, ma non possiamo prenderci la responsabilità di sostituire il medico. Tutti possiamo sbagliare (anche la medicina) però lei doveva parlarne al tuo medico, sostenere ciò in cui credeva, senza prendere decisioni avventate. Alcune persone hanno cambiamenti d’umore che non sono correlati in nessun modo a ciò che sta succedendo nella loro vita: si sentono improvvisamente depressi. Alcuni di loro hanno sbalzi in una direzione, ed altri hanno sbalzi in entrambe le direzioni. C’è una forte possibilità che alterazioni chimiche nel cervello producano questi sbalzi, poiché a tutti i pazienti viene riscontrata una anormalità nella gestione del sale, perché i loro corpi sembrano trattenere molto più sale del normale. Per questo ci sono cure adeguate che sostituiscono una parte di sodio in eccesso nelle cellule del cervello. Se noi non sappiamo come funziona il nostro organismo dobbiamo rivolgerci a persone qualificate. ( Non tutti i medici sbagliano! E non è detto che si siano sbagliati! Fattelo spiegare dal tuo medico). Ciao !

Elena  Lasagna

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17/10/2011

Come possiamo difenderci da persone invidiose?

E come riconoscere a quale stadio è arrivata la loro ossessione?

Rossana

Ovviamente i meccanismi di difesa sono alla base di una comportamento normale.

Ciò che distingue il soggetto sano da quello ammalato non è il tipo in sé ma l’uso che ne fa, come vanno avanti le sue manifestazioni ossessive. Se sono di tipo relativamente breve che poi gli permettano una buona socializzazione e un valido contatto con la realtà, che possa riconoscere, essere verificato ed eventualmente modificato, allora significa che i suoi pensieri sono arrivati alla coscienza e li ha ritenuti inaccettabili. Quindi la persona non è da ritenersi ammalata. Mentre quelle invidie ossessive, e cioè quelle di applicazione continuativa, quelle sono da ritenersi patologiche perché maniacali.

Elena  Lasagna

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17/10/2011

Vorrei tanto leggere il tuo ultimo libro, ormai siamo in molti a volere la pubblicazione di questo libro. Avverrà?

Roberto di Mantova

Questo libro anche se è fatto di duecentocinquanta pagine circa, forse ne verranno di più, ma fa parte del mio ultimo diario, nel diario c’è l’anima di chi lo scrive. Poi certe cose pur bellissime ma così personali non saranno mai in vendita.

Elena  Lasagna

Ai disonesti e ladri : << Gli scritti si leggono ma non si rubano mai! >>

Elena  Lasagna

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18/10/2011

Hai sentito le ultime dichiarazioni dei Misseri?

Roberto di Mantova

Sì, devo dirti che sono sempre più nauseata. Dalle loro affermazioni poco intelligenti lasciano capire che avevano già programmato l’omicidio della piccola Sara. Quindi a questo punto molte persone si staranno chiedendo:  che cosa c’è dietro oltre la gelosia?

Elena  Lasagna

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18/10/2011

Vorrei riprendere il discorso che abbiamo lasciato in

sospeso nell’articolo ” Risposte ai lettori 32 “

Roberto

Ormai sappiamo la verità, io dico solo che una persona che lavora in un posto come quello non dovrebbe rubare sui siti degli altri! L’ha capito anche il gatto a quale categoria di persone appartiene quella!

Elena  Lasagna

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ALCUNE RICETTE DI CASA MIA QUINTA PARTE

30/09/2011

LE   PATATE  della  VAL  dei PINI

Ingredienti per quattro persone: tre patate grosse, mezzo porro, due chiodi di garofano, vino bianco un bicchierino,  brodo vegetale filtrato, sale, prezzemolo tritato, salvia quattro foglie, un rametto di foglioline di timo, latte, parmigiano reggiano.

Esecuzione: laviamo, spelliamo le patate e le tagliamo a tocchetti piccoli. Le metteremo in una casseruola aggiungendo tre mestoli di brodo, il porro tagliato fine, il vino,  le erbe e i chiodi di garofano. Facciamo cuocere il tutto lentamente mescolando di tanto in tanto, se dovessero asciugarsi troppo aggiungere altro brodo e un po’ di vino bianco, a metà cottura aggiungeremo mezzo bicchiere di latte, cuocere ancora, e mantecare con quattro cucchiai di parmigiano grattugiato.

P.S.  Questo piatto ha avuto successo anche come snack invernale.

Elena  Lasagna

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04/10/2011

Oggi vi darò un’altra ricetta della torta con l’uva

 

Ingredienti: quattrocento grammi di chicchi di uva piccola, trecentoventi grammi di farina “00”, un bicchiere di latte circa, 120 g di zucchero, settantacinque grammi di burro, un uovo più due tuorli, una bustina di lievito, una stecca di vaniglia, due cucchiai di succo di limone, (il limone non deve essere rigido al tatto altrimenti avrà poco succo e sarà amaro. La sera prima sciogliere in un bicchiere e mezzo di latte la vaniglia, portarlo ad ebollizione, lasciare raffreddare e mettere in frigo.

Esecuzione: prepariamo una teglia di ventidue cm di diametro, imburrata e infarinata leggermente. Accendiamo il forno che deve essere a 170-180 °. La preparazione di questo dolce andrebbe eseguita lentamente con la frusta a mano. Sciogliamo bene il burro a temperatura ambiente. Mescolare le uova con lo zucchero, poi versiamo il burro e sempre mescolando incorporiamo la farina con il lievito alternandola con il latte vanigliato; a metà esecuzione inoltrare il succo di limone e procedere fino a esaurimento. Per finire aggiungere i chicchi di uva mescolando delicatamente per non schiacciarla. Mettere in forno per trenta-quaranta min. Il forno non si dovrebbe aprire prima di trenta min. per evitare l’abbassamento della torta.

Elena  Lasagna

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04/10/2011

E ora vi darò una ricetta di pesce gustosissima e ricca di calcio.

PESCE  alla  CACCIATORA

 

Ingredienti: mazzancolle, polipetti, calamari, seppioline, coda di pescatrice,  cannocchie, aglio, cipolla, sedano, carota, prezzemolo, origano, basilico, pomodoro, vino bianco, sale, pepe, peperoncino, brodo di pesce o brodo vegetale, olio extravergine d’oliva.

Esecuzione: tritiamo la cipolla finemente e la facciamo soffriggere in un cucchiaio di olio, aggiungiamo l’aglio, un trito di carote, sedano, prezzemolo, basilico e pomodoro, ( tre cucchiai di passata ) il vino bianco, e un mestolo di brodo. Abbiamo già preparato il pesce, pulito e tagliato a piccoli pezzi, quindi mettiamo i calamari, le seppioline, i  polipetti e lasciamo cuocere per quindici min. circa. Aggiungere la coda di pescatrice, le mazzancolle,  aggiungere un po’ di brodo e procedere la cottura per altri dieci min.  a fuoco basso, infine unire le cannocchie, ultimare la cottura  per altri venti minuti sempre a fuoco basso, dopo di che aggiungere l’origano, un cucchiaio di prezzemolo tritato, il peperoncino, il pepe, aggiustare di sale. Servire tiepida con pane abbrustolito.

Elena  Lasagna

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06/10/2011

CRESPELLE  al  FEGATO  D’ OCA

Ingredienti: trecento grammi di fegato d’oca, cipolla, due chiodi di garofano, vino bianco, salvia, un uovo intero, parmigiano grattugiato, sottilette, besciamella, una noce di burro, ragù di salsiccia tritata molto fine, grigliata e stufata alle verdure e porro e naturalmente prepariamo le crespelle nella maniera che desideriamo.

Esecuzione: Soffriggere la cipolla nel burro, bagnare con il vino, e aggiungere il fegato d’ oca, la salvia, i chiodi di garofano. Salare pepare e portare a ebollizione, dopo qualche minuto spegnere e lasciare raffreddare.

Nel frattempo abbiamo preparato le crespelle, la besciamella, e il ragù. Prendere il fegato tritare il tutto, poi passare al setaccio, unire l’uovo, il parmigiano e dopo avere amalgamato bene gli ingredienti aggiungere un pò di besciamella. Farcire le crespelle con il ripieno, adagiarle in una pirofila, distribuire il ragù,  e spolverare con parmigiano reggiano grattugiato. Mettere in forno a centottanta° per venti min. controllare e aggiungere qualche cucchiaio di latte se necessario.

Elena  Lasagna

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08/10/2011

FOCACCIA di CIPOLLE e PROSCIUTTO

FOCACCIA ALLE CIPOLLE

INGREDIENTI

Farina “o” e farina doppio zero in quantità pari,

acqua minerale frizzante ( poco più di mezzo bicchiere 100 ml), zucchero, sale, olio di arachidi,

 quindici grammi di lievito di birra, una cipolla,

prosciutto crudo.

Esecuzione: Impastare la farina con l’acqua frizzante dove abbiamo sciolto il lievito, aggiungiamo un pizzico di zucchero, le cipolle tagliate sottili e passate in padella, due cucchiai di olio di arachidi, lavoriamo bene fino a che l’impasto sarà liscio ed omogeneo e  non si attacchi alle dita, il sale va messo in ultimo. Prendiamo una teglia ovale e stendiamo la focaccia. Lasciamola riposare per due ore e trenta min. a temperatura ambiente coperta da un tovagliolo. Trascorso il tempo la pennelliamo con olio di arachidi e la mettiamo in forno a duecentotrenta ° per dieci , quindici minuti.  Poi la toglieremo dalla teglia, stendiamo sopra il prosciutto crudo sottile, la mettiamo sulla griglia per due min. circa. Che bontà!

Elena  Lasagna

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10/10/2011

Ravioli di carne al tarassaco

Conditi con sugo di cipolle e pomodoro

in olio extravergine d’oliva gentile.

(Il tarassaco deve essere usato in primavera o in autunno,  perché durante la stagione estiva le foglie assumono un sapore amarognolo.)

Ingredienti per il pesto: Tarassaco lessato, strizzato bene passato al tegame con poco burro e poco aceto, con l’aggiunta di parmigiano reggiano grattugiato. Fare uno stracotto con cinque etti di cappello del prete, (manzo) sedano, cipolla, carota, alloro, un cucchiaio di pomodoro, sale, una punta di spezie, vino bianco o rosato. Una volta cotto togliere la carne e passarla al tritacarne, aggiungere  pepe e sale, il parmigiano e se occorre un po’ di pane grattugiato, fare un bell’impasto amalgamando anche il tarassaco.

Fare la sfoglia con uova e semola di grano duro, mettere il ripieno e formare i ravioli. Intanto abbiamo messo l’acqua a bollire, e abbiamo fatto il ragù con la cipolla stufata e macinata, l’aggiungiamo al soffritto di pomodoro. Dopo avere ultimato la cottura dei ravioli, andranno scolati, conditi e mantecati con il parmigiano aggiungendo l’olio solo alla fine.

Elena Lasagna

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11/10/2011

Oggi vi detterò una ricetta raffinata ma ugualmente gustosa. Era uno dei piatti della domenica di mia madre; prima ci faceva il brodo di carne mista per la minestrina e poi…

FETTINE  di  SCAMONE

IN  SALSA

Accompagnata da borlotti lessati al prezzemolo, olio, aceto e sale

e insalata mista.

Ingredienti per cinque persone: seicento grammi di scamone ( manzo ), brodo misto di carne, salvia, timo, pepe, alloro, farina di riso, burro, limone solo il succo.

Esecuzione: tagliare lo scamone a fettine, metterle a bagno nel brodo per due ore. Passarle poi sulla pietra ollare senza seccarle, devono essere cotte appena. Distribuire sulla carne tutte le erbe elencate, il sale e pepe; prendere un poco di brodo, (due mestoli circa) lo portiamo a bollore dopo avere sciolto un cucchiaino di farina di riso, non deve essere troppo denso ma un liquido opaco, togliere dal fuoco e aggiungere quindici grammi di burro, mescolare per ottenere una cremina liquida. Prendere il vassoio della carne, togliere le erbe e versare la salsa. Finire il piatto con una spruzzata di limone, servire.

 Elena  Lasagna

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12/10/2011

Ecco a Voi un’altra ricetta di casa mia per fare la pizza.

Ingredienti:  farina” 00″  acqua minerale, zucchero, (mezzo cucchiaino) due cucchiai di semola di grano duro, due cucchiai di olio di arachidi, quindici grammi di lievito di birra, sale .( Per ogni cento ml di acqua occorrono quindici grammi di lievito di birra,  la farina  Q.B. per ottenere un impasto tenero, liscio ma non appiccicoso.)

Esecuzione: impastare le farine con l’acqua frizzante dove abbiamo sciolto il lievito, aggiungere lo zucchero, l’olio, impastare il tutto, per ultimo aggiungere il sale. Ungere la teglia, velare con la farina, stendere la pizza e lasciare riposare per due ore e trenta minuti circa. Procedere per la farcitura e la cottura che dovrà essere di dieci minuti a duecentocinquanta °.

Elena  Lasagna

RISPOSTE AI LETTORI 39

24/09/2011

 

PER  SOFIA

Sono una donna di quarantotto anni sposata. All’inizio dell’estate ho partecipato ad una festa di lavoro, lì inaspettatamente ho incontrato un mio amico del periodo adolescenziale. C’eravamo sempre desiderati e mai appartenuti; eravamo molto giovani allora, poi le nostre vite presero orizzonti diversi ma l’amore che sentivamo l’uno per l’altra non è mai stato dimenticato. Tant’è vero che quando ci siamo rivisti il nostro amore è esploso nonostante il tempo che ci ha tenuto lontani. Io vorrei che questo rapporto continuasse alla luce del sole, anche perché non abbiamo famiglie da distruggere. Il problema grande è mio marito che pur senza motivo è sempre stato geloso. Ora che c’è il movente non so come la prenderà. Questo segreto per me sta diventando pesante come un macigno; non perché mi senta in colpa ma perché mi sento in una cella da cui è impossibile evadere. Che fare? Grazie! Sofia.

Credo che sia terribile essere posseduti da queste zone d’ombra. All’ombra di un segreto ci si sente di volta in volta forti e deboli, come imprigionati nel castello che noi stessi abbiamo costruito. Ancora oggi che la nostra moralità è più libera, dove  sembra che sia permessa ogni cosa, la vita di noi tutti custodisce segreti che sembrano più o meno insignificanti oppure segreti terribili come omicidi. Forse in quegli anni i segreti erano vissuti come un mondo a parte: ci arricchivano e ci miglioravano. Il tuo problema è molto forte perché da quello che ho capito, tuo marito vuole restare nella tradizione della famiglia, quindi non potresti averlo come alleato e amico come avviene in altre copie. Dovresti incominciare a preparare il terreno dicendogli che vorresti sciogliere il matrimonio per la tua libertà o perché vorresti vivere in un paese lontano. Cerca di ottenere la sua comprensione senza fargli capire del tuo innamoramento per l’altra persona. Ti confesso che sono molto perplessa, ti auguro ogni bene!

Elena  Lasagna

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28/09/2011

DOPO UN LICENZIAMENTO

come ritrovare la forza per andare avanti?

Mario

Cambiare vita succede quando si perde il lavoro. Dover ricominciare anche dopo un lavoro importante, oggi capita molto più spesso. E’ difficile pensare di partire da zero, tutti i progetti, le speranze per poterli realizzare andati in fumo. Ricominciare però potrebbe essere un’opportunità per ritrovare l’armonia con se stessi. Guardare in alto per non cadere; guardare sempre avanti per non restare attaccati al passato, essere predisposti ad accettare la fluidità della vita tirando fuori le potenzialità per riconquistarla. Con la forza dell’intelligenza si può conquistare il mondo.

Elena  Lasagna

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01/10/2011

Che cosa ne pensi di tutti questi omicidi?

 Filippo 

 

Gioisce il pensiero, fugge

urla il tuo cuore, ha le porte chiuse

non avrà alcun legame in quel sobborgo

Come il suono delle acque ad onde ferme

abbandonate là al ristagno

quando al suo risveglio si alzeran le onde

trascineranno per lo scosceso andare

tutto ciò che era in fondo al cuore.

Dopo un lungo sonno la clessidra

prima o poi traspare

un inverno sarà là ad innalzare anche

il tuo sole.

Elena  Lasagna 01/ 10 /2011 – 13:57

C’è che sono triste per le vittime, ma sono nauseata per tutto il resto! Gli assassini veri non sono nemmeno pentiti perchè  non vogliono pagare. Sono contenta di non essere avvocato perchè non difenderei mai un assassino.

Elena  Lasagna

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05/10/2011

Alcuni di Voi mi hanno chiesto la prosa della poesia ” La tua coscienza ” perchè non riuscite a capirne il significato. Eccovi accontentati; quando scrivo una poesia, poi faccio sempre la prosa proprio per questo motivo. ( Anche se ho letto Cesare  Pavese)

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Quali pensieri scaturiscono dalla mente di un assassino impunito?

Fuori canta vittoria ma non può parlare al suo cuore, ora la sua coscienza glielo impedisce. Cercherà di vivere, di amare ma si risolverà in una grande solitudine.

Non potrà mai liberarsi da quel peso, diventerà come l’acqua in uno stagno che rappresenta l’impossibilità di superare quei limiti, perchè la vita ha molto da offrirgli per raggiungere l’infinito.

Allora vorrà risvegliarsi e cercare un rapporto migliore con se stesso e con il mondo circostante, in modo totale e questo lo porterà fatalmente ad implorare il perdono dentro di sé per le sue colpe. Anche se prima gioiva della sua vittoria, credendo, sperando che un giorno o l’altro tutto sarebbe svanito, ora il tempo gli presenta il conto e lui non avrà più la forza di nascondersi dietro la sua malinconia.

La vita è bella solo se sappiamo far risplendere la coscienza per cogliere gli aspetti positivi con la vista del cuore e dell’anima.

Elena  Lasagna

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10/10/2011

Sei favorevole al perdono per chi ha ucciso?

Giulia

La legge dovrebbe essere uguale per tutti; non tollero agevolazioni solo per chi grida più forte. Proprio perchè sono una sostenitrice della vita, e per me chi ha ucciso dovrebbe scontare la sua pena fino in fondo. Senza svaghi di nessun genere, non per cattiveria ma per il suo bene e quello della società. Se non si paga fino in fondo non si raggiungerà mai la consapevolezza vera di ciò che si è commesso. Senza questa consapevolezza non ci sarà mai un pentimento vero e senza il pentimento del cuore e dell’anima prima o poi si ricommetterà lo stesso errore. Solo così sarebbe giusto perdonare o perlomeno dare una possibilità di inserimento sociale.

Nessuno ha il diritto di distruggere a qualcun altro ciò che c’è di più caro ” la vita “. Ora sembra che questo mondo sia dominato dal  ” male “, quindi ribadisco che ” chi sbaglia deve pagare davvero! “

Elena   Lasagna

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16/10/2011

Che idea ti sei fatta della famiglia Misseri?

Roberto di Mantova

Quello che io penso ha poca importanza ormai, ma una cosa è certa: loro, tutti quanti hanno dimostrato di avere una grande limitazione della capacità di essere umani, addirittura al di sotto degli animali. E dal momento che mi chiedi cosa ne penso ora ti dico che se fosse stato per me sarebbero in galera tutti, con appena l’essenziale per sopravvivere, fino a quando si saranno schiariti le idee.

Elena  Lasagna

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07/11/2011

Esistono davvero persone che commettono reati e riescono a farla franca?

Roberto

Può darsi, sono quelli che non hanno l’anima, se non c’è l’anima  si è  psicopatici,  stanno prendendo lezioni di buone maniere. Prima o poi la maschera cadrà e qualcosa succederà…  C’è gente che segue queste vicende  con attenzione a loro non scappa nulla, quindi, non  si potranno ingannare mai!

Elena  Lasagna

ALCUNE RICETTE DI CASA MIA QUARTA PARTE

19/09/2011

Quante volte ci diciamo devo mangiare meno sale, eppure spesso le abitudini e la fretta ci portano a sorvolare certe regole e spesso ne assumiamo in quantità massicce. In giuste dosi fornisce al corpo minerali essenziali, troppo può essere causa di veri scompensi. Danni per le ossa: i ricercatori sono molto chiari sui presunti effetti di impoverimento che il sodio esercita sulle riserve di calcio del corpo. ” Il sodio può rappresentare un danno per le ossa dato che favorisce la perdita di calcio attraverso i reni”. Così se viene eliminato più calcio di quanto ne venga assunto, incominciano i guai per le ossa. Poi, sappiamo che l’eccesso di sodio può dare un ingrossamento del muscolo cardiaco; l’apporto di sodio può anche aumentare l’incidenza dei tumori allo stomaco, ecc… Ecco perchè  voglio regalarvi questa ricetta gustosa e salubre: si tratta della pasta cotta nel siero dei pomodori con aggiunta di sedano, carote, timo, cipolla, prezzemolo e basilico.

SALSA  FRESCA DI  POMODORO

Salsa di pomodoro da conservare  per l’inverno

Esecuzione: laviamo i pomodori, li apriamo un po’ per togliere i semi, li mettiamo a bollire per pochi minuti. Aspettiamo che si raffreddi il tutto, li mettiamo nello scolapasta raccogliendo la loro acqua (il siero)  lo mettiamo in una casseruola, aggiungiamo tutte le verdure sopra elencate e le facciamo bollire senza aggiunta di sale, servirà per cuocere la pasta.

Ora passiamo i pomodori precotti al passaverdura. Nel frattempo abbiamo preparato dei vasetti sterilizzati con coperchio a vite. Mettiamo la passata di pomodoro in una pentola capiente e la faremo bollire per trenta min. (cominciando dalla bollitura). Trascorso questo tempo mettiamo un po’ di sale (serve per la conservazione) incominciamo a invasare la composta sul fornello acceso, finita l’operazione avvitiamo i coperchi e li mettiamo a riposare capovolti fino al giorno successivo, dopo quindici giorni saranno pronti per il consumo.

Ingredienti per il condimento della pasta: dopo avere cotto la pasta senza aggiunta di sale possiamo condirla semplicemente con crema di formaggio, porro soffritto e mantecarla con il parmigiano aggiungendo origano e pepe. Sarà molto saporita anche senza sale perché  durante la cottura avrà assorbito anche i sali minerali delle verdure. Buon appetito e buona salute!

Elena  Lasagna

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 CROSTATE  di  PASTA SFOGLIA

Queste torte  sono fatte con la pasta sfoglia fatta in casa, anche questa è una ricetta di mia madre. La pasta sfoglia richiede una lunga lavorazione, e noi non abbiamo sempre il tempo di prepararla; in commercio ci sono ottime marche, si trova surgelata.

 CROSTATA di  PESCHE e  MANDORLE 

crostate di frutta

Ingredienti: prepariamo una teglia dal diametro di cm venti- ventidue. Duecentocinquanta grammi di pasta sfoglia, cinque pesche bianche      settembrine, quattro amaretti sbriciolati e due cucchiai di pangrattato, cinquanta grammi di burro, tre cucchiai di miele, cinquanta grammi di mandorle tritate grossolanamente, quaranta grammi di pinoli, crema chantilly.

Esecuzione: laviamo e spelliamo le pesche, le tagliamo a dadini, le mettiamo in una teglia da forno, tagliamo il burro a piccoli pezzi,  li aggiungiamo alle pesche in maniera uniforme, e lo stesso vale per  i pinoli e le mandorle. Cuocere il tutto per quindici min. a 180°, poi aggiungere il miele e inforniamo per altri cinque min. Imburriamo la teglia e stendiamo la pasta sfoglia curandoci di bucherellarla con la forchetta. Dopo avere distribuito gli amaretti e il pangrattato sul fondo versiamo la composta di pesche e mandorle. Infornare per venti min. a duecento gradi circa. Lasciamo intiepidire e la serviamo con crema chantilly.

Si possono sostituire i ripieni con: cinque mele delicious, oppure imperatore, cinquanta grammi di burro, tre cucchiai di miele, cinquanta grammi di noci tagliate grossolanamente, mezzo limone grattugiato aroma vaniglia, ottanta grammi di uvetta, tre cucchiai di pangrattato.

Esecuzione: sbucciamo le mele, le tagliamo a dadini, le mettiamo in una padella, aggiungiamo il burro, il limone grattugiato e l’aroma alla vaniglia. Facciamo rosolare in modo da portare le mele a metà cottura, poi aggiungiamo il miele e sempre mescolando uniremo noci e uvetta. Procedere per la torta. Da servire tiepida con salsa di lamponi.

Con lo stesso procedimento della seconda torta si possono sostituire le mele con le pere. Da servire sempre tiepida con panna chantilly e colata di cioccolato.

Non appena avrò l’occasione di rifarle ve le mostrerò.

N.B. In queste ricette la composta di frutta dovrà essere asciutta, ( lasciare evaporare il succo della frutta) altrimenti la torta non risulterà friabile.

Elena  Lasagna

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26/09/2011

QUANDO  il  FRITTO  fa   SNACK

È risaputo ormai che il fritto non è un alimento da consumare ogni giorno o quasi, anche se è così gustoso che dopo una volta ci invoglia poi un’altra e così via…

SPUNTINO  DI  POLENTA  FRITTA

polenta fritta

Ingredienti: farina di mais, acqua, sale, olio di arachidi, farina di riso.

Esecuzione: facciamo una bella polenta facendo bollire l’acqua, la saliamo, e buttiamo la farina di mais adagio mescolando sempre con la frusta per non fare grumi. La lasciamo bollire a fuoco basso per circa trenta min. curandoci di mescolarla di tanto in tanto. Dopo di che la vuoteremo in una teglia dai bordi alti quattro cm circa e la lasciamo raffreddare. In una padella  grande portiamo l’olio al punto di fumo ideale, dopo avere tagliato la polenta a dadi la passiamo nella farina di riso e la friggeremo fino alla doratura. Quando sarà pronta la stenderemo sulla carta assorbente, da spolverare con zucchero semolato.

Elena  Lasagna

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ED  ECCOVI  LA  CLASSICA  TORTA  CON  L’UVA  LA BUFFETTA .

In casa mia hanno fatto questa torta in cento modi diversi, tutte molto squisite. In questi ultimi anni ho voluto testare la mia, è piaciuta, perché ugualmente soffice anche se ho sostituito il latte con il succo di uva bianca.

Ingredienti: quattrocento grammi di uva nera piccola tipo ancillotta, oppure sangiovese, o moscato d’Amburgo oppure uva fragola, centottanta grammi di succo di uva bianca, duecentocinquanta grammi di farina “00”, cento grammi di zucchero, due uova e due tuorli, ottanta grammi di burro, mezzo bicchierino di maraschino, tre quarti di una bustina di lievito per dolci. Una teglia dal diametro di venti- due cm. ricoperta con carta  da forno, imburrata e lievemente  infarinata.

Esecuzione: dopo aver lavato e tolto gli acini dell’uva nera mettiamola sopra una carta assorbente. Nel frattempo laviamo quella bianca, togliamo gli acini e la mettiamo nel passa verdure  ricavandone il succo. In un recipiente mescoliamo dolcemente le uova e i tuorli con lo zucchero, usando la frusta a mano ( se mescoliamo in maniera aggressiva l’uva scenderà sul fondo), aggiungiamo il burro sciolto, a temperatura ambiente, il succo d’uva, mescoliamo fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea, incorporiamo la farina dove abbiamo mescolato il lievito adagio, adagio aggiungendo anche il maraschino. Dopo aver ottenuto l’impasto liscio lasciamo riposare cinque min. in modo che incominci la lievitazione. Trascorso il tempo aggiungeremo l’uva nera mescolando delicatamente per non rompere gli acini ma amalgamandola all’impasto in modo uniforme. Mettere il composto nella teglia, nel forno preriscaldato a centosessanta- centottanta g°. per quaranta min.circa. Dopo trenta min. forare la torta con uno stecchino per controllare la cottura.

N.B. Il colesterolo del burro verrà equilibrato con i semi dell’uva perchè contengono “Omega 3”.

ECCOLA  NELLA FOTO!

UNA DELLE TANTE RICETTE DELLA BUFFETTA

Elena  Lasagna

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29/09/2011

TORTELLI  DI  ZUCCA di casa mia

TORTELLI DI ZUCCA DUE

Ingredienti  per il ripieno: una bella zucca carnosa e dolce, dieci amaretti tritati finemente, mezza buccia di limone grattugiata, (limone non trattato) noce moscata, parmigiano reggiano grattugiato sale.

Ingredienti per il ragù: pomodori freschi o passata, cipolla, basilico, vino bianco, pancetta steccata, mostarda, olio extravergine di oliva.

Ingredienti per la sfoglia: uova e farina di semola di grano duro macinata fine.

Esecuzione del ripieno: pulire la zucca, tagliarla a pezzi e cuocerla in forno. Lasciare intiepidire, stemperarla con la forchetta fino a quando non ci sarà nessun grumo, aggiungere la noce moscata, il limone grattugiato, gli amaretti, infine il parmigiano e il sale. Mescolare bene per amalgamare tutti gli ingredienti.

Esecuzione. del ragù: soffriggere la cipolla tagliata finemente, aggiungere la pancetta steccata già grigliata, il vino bianco,  il pomodoro già preparato in precedenza, fare bollire per due min, aggiungere il basilico, lasciare raffreddare poi aggiungere l’olio infine qualche cucchiaio di mostarda.

Esec. dei tortelli: dopo avere fatto una sfoglia sottile tagliare dei quadrati di sei cm circa, mettere il ripieno, chiudere bene i lati e la parte orizzontale del quadrato, poi prendere il lembo superiore e unirlo a quello inferiore (schiacciando le estremità , quella superiore a quella inferiore) e lo stesso dall’altra parte. Formati i tortelli li cuoceremo in acqua bollente salata, dopo averli conditi con il ragù aggiungeremo sopra abbondante parmigiano reggiano. Lasciare riposare quindici min. prima di servire.

Elena  Lasagna