IL VANGELO SECONDO MARCO SESTA PARTE

12/09/2026

 

Oggi si festeggia il nome “MARIA”  il no

me della Beata Vergine Maria.

 

 

 

GIUDIZIO SUGLI SCRIBI

 

Diceva loro mentre insegnava: “Guardatevi dagli scribi,  che amano passeggiare in lunghe vesti,  ricevere saluti nelle piazze,  avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.  Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere;  essi riceveranno una condanna più grave”.

L’OBOLO DELLA VEDOVA

 

E sedutosi di fronte al tesoro,  osservava come la folla gettava monete nel tesoro.  E tanti ricchi ne gettavano molte.  Ma venuta una povera vedova ne gettò due spiccioli  cioè un quattrino.  Allora,  chiamati a sé i discepoli,  disse loro: ” In verità io vi dico:  “Questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.  Poiché tutti hanno dato del loro superfluo,  essa invece,  nella sua povertà,  vi ha messo tutto quello che aveva,  tutto quanto aveva per vivere”.

14/09/2026

Capitolo 13

DISTRUZIONE DEL TEMPIO

Mentre usciva dal tempio,  un discepolo gli disse:”Maestro,  guarda che pietre e che costruzioni!”.  Gesù gli rispose:” Vedi queste grandi costruzioni?  Non rimarrà qui pietra su pietra che non sia  distrutta”. Mentre era seduto sul monte degli ulivi,  di fronte al tempio,  Pietro,  Giacomo,  Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: ” Dicci quando accadrà questo,  e quale sarà il segno che tutte queste cose staranno per compiersi?  Gesù si mise a dire Loro: “Guardate che nessun vi inganni!  Molti verranno in mio nome,  dicendo:”  Sono io”,  e inganneranno molti.  E quando sentirete parlare di guerre,  non allarmatevi; bisogna infatti che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine.  Si leverà infatti nazione contro nazione, e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie.  Questo sarà il principio dei dolori.

15/09/2026

PERSECUZIONI

Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri,  sarete percossi nelle sinagoghe,  comparirete davanti a governatori e re a causa mia,  per render testimonianza davanti a loro.  Ma prima è necessario che il vangelo sia proclamato a tutte le genti.  E quando vi condurranno via per consegnarvi,  non preoccuopatevi di ciò che dovrete dire,  ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato:  poiché non sarete voi a parlare ma lo Spirito Santo.  Il fratello consegnerà a morte il fratello,  il padre il figlio e i figli insorgeranno contro i genitori e li metteranno a morte.  Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome,  ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.

16/09/2026

DESOLAZIONE  DELLA  GIUDEA

Quando vedrete l’abominio della desolazione stare là dove non conviene,  chi legge capisca,  allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti; chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a prendere qualcosa nella sua casa;  chi è nel campo non torni indietro a prendere il mantello.  Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni!  Pregate che ciò non accada d’inverno;  perché quei giorni saranno una tribolazione,  quale non è mai stata dall’inizio della creazione,  fatta da Dio,  fino al presente,  ne mai vi sarà.  Se il Signore non abbreviasse quei giorni,  nessun uomo si salverebbe.  Ma a motivo degli eletti  che si è scelto,  ha abbreviato quei giorni.  Allora,  dunque,  se qualcuno vi dirà:  ” Ecco il Cristo è qui,  ecco è la” ,  non ci credete;  perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare,  se fosse possibile,  anche gli eletti.  Voi però state attenti! Io vi ho predetto tutto.  In quei giorni,  dopo la tribolazione,  il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore e gli astri si metteranno a cadere dal cielo e le potenze che sono nei cieli  saranno sconvolte.

17/09/2026

RITORNO DEL FIGLIO DELL’UOMO

Allora vedranno il figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Ed egli manderà  gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti,  dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.  Dal fico imparate questa parabola quando già il suo ramo si fa tenero e mette le foglie;  voi sapete che l’estate è vicina;  così anche voi, quando vedrete accadere queste cose,  sappiate che egli è vicino,  alle porte.  In verità vi dico:  non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute. Il cielo e la terra passeranno,  ma le mie parole non passeranno. Quanto poi a quel giorno o a quell’ora,  nessuno li conosce,  neanche gli angeli nel cielo,  e neppure il Figlio,  ma solo il Padre.  State attenti,  vegliate,  perché non sapete quando sarà il momento preciso.  È come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi,  a ciascuno il suo compito,  e ha ordinato al portiere di vigilare.  Vigilate dunque,  poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà,  se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino,  perché non giunga all’improvviso,  trovandovi addormentati.  Quello che dico a voi,  lo dico a tutti:  Vegliate!”.

18/09/2026

Capitolo 14

PASSIONE E GLORIA

Cospirazione del sinedrio

Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e gli Azzimi i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con inganno,  per ucciderlo.  Dicevano infatti: “Non durante la festa, perché non succeda un tumulto di popolo”.

La cena di Betània

Gesùsi trovava a Betània nella casa di Simone il lebroso. Mentre stava a mensa,  giunse una donna con un vasetto di alabastro,  pieno di olio profumato di nerdo genuino e di gran valore:  ruppe il vasetto di alabastro e versò l’unguento sul suo capo.  Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro:  ” Perché tutto questo spreco di olio profumato? Si poteva benissimo vendere quest’olio a più di trecento denari e darli ai poveri!”.  Ed erano infuriati contro di lei.  Allora Gesù disse:” Lasciatela stare,  perché le date fastidio?  Ella ha compiuto verso di me un’opera buona;  i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficiarli quando volete,  me invece non mi avete sempre.  Essa ha fatto ciò che era in suo potere,  ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura.  In verità vi dico che dovunque.  in tutto il mondo,  sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto”.

21/09/2026

 TRADIMENTO DI GIUDA

Allora Giuda Iscariota,  uno dei dodici,  si recò dai sommi sacerdoti,  per consegnare loro Gesù.  Quelli all’udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro.  Ed egli cercava l’occasione opportuna per consegnarlo.

ULTIMA  CENA

Il primo giorno degli Azzimi,  quando si immolava la Pasqua,  i suoi discepoli gli dissero:” Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?”.  Allora mandà due dei suoi discepoli dicendo loro:” Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua;  seguitelo e là dove entrerà dite al padrone di casa: il Maestro dice: Dov’è la mia stanza,  perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti,  già pronta; la preparate per noi”.  I discepoli andarono e,  entrati in città trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua.  Venuta la sera,  egli giunse con i discepoli.  Ora,  mentre erano a mensa e mangiavano,  Gesù disse:” In verità vi dico,  uno di voi,  colui che mangia con me,  mi tradirà”.  Allora cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l’altro: “Sono forse io? “.  Ed egli disse loro: “Uno dei dodici,  colui che intinge con me nel piatto.  Il figlio dell’uomo se ne va,  come sta scritto di lui,  ma guai a quell’uomo dal quale il figlio dell’uomo è tradito! Meglio per quell’uomo che non fosse mai nato!”.

22/09/2026

ISTITUZIONE DELL  ‘EUCARESTIA

Mentre mangiavano prese il pane e,  lo spezzò e lo diede a loro,  dicendo: “Prendete,  questo è il mio corpo”.  Poi prese il calice e rese grazie,  lo diede a loro e ne bevvero tutti.  E disse:  ” Questo è il mio sangue,  il sangue dell’ alleanza versato per molti..  In verità vi dico  che io non berrò più dal frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio”.  E dopo aver cantato l’inno,  uscirono verso il monte degli Ulivi.  Gesù disse loro:” Tutti rimarrete scandalizzati perché sta scritto:  percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse.  Ma dopo la mia risurrezione,  vi precederò in Galilea”.  Allora Pietro gli disse:” Anche se tutti saranno scandalizzati,  io non lo sarò”.  Gesù gli disse:” In verità ti dico:  proprio tu oggi,  in questa stessa notte,  prima che il gallo canti due volte,   mi rinnegherai tre volte”.  Ma egli,  con grande insistenza,  diceva:” Se anche dovessi morire con te,  non ti rinnegherò”. Lo stesso dicevano anche tutti gli altri.

23/09/2026

AL GETSÈMANI

Giunsero intanto a un podere chiamato Gètsemani,  ed egli disse ai suoi discepoli:” Sedetevi qui,  mentre io prego”.  Prese con sé Pietro,  Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia.  Gesù disse loro:” La mia anima è triste fino alla morte.  Restate qui e vegliate”.  Poi,  andato un po’ innanzi,  si gettò a terra e pregava che,  se fosse possibile,  passasse da lui quell’ora…  E diceva: “Abbá, Padre! Tutto è possibile a te,  allontana da me questo calice!  Però non ciò che io voglio,  ma ciò che vuoi tu”.  Tornato indietro,  li trovò addormentati, e disse a Pietro:  “Simone,  dormi? Non sei riuscito a vegliare un’ora sola? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione;  lo spirito è pronto,  ma la carne è debole”.  Allontanatosi di nuovo  pregava dicendo le medesime parole.  Ritornato li trovò addormentati perché i loro occhi si erano appesantiti,  e non sapevano che cosa rispondergli.  Venne la terza volta e disse loro: “Dormite ormai e riposatevi! Basta,  è venuta l’ora:  ecco,  il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori.  Alzatevi,  andiamo! Ecco,  colui che mi tradisce è vicino”.  E subito,  mentre ancora parlava, arrivò Giuda,  uno dei Dodici,  e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti,  dagli scribi e dagli anziani.  Chi lo tradiva aveva dato loro questo segno:  quello che bacerò è lui;  arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta”.  Allora gli si accostò dicendo:” Rabbì”  e lo baciò.  Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono.  Uno dei presenti,  estratta la spada, colpì il servo sel sommo sacerdote e gli recise l’orecchio.  Allora Gesù disse loro: ” Come contro un brigante con spade e bastoni siete venuti a prendermi. Ogni giorno ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio,  e non mi avete arrestato.  Si adempiano dunque le Scritture!”.  Tutti allora,  abbandonandolo,  fuggirono. Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo,  e lo fermarono.  Ma egli,  lanciato il lenzuolo,  fuggì via nudo.

LE MIE PREVISIONI CON LE MIE LETTERE PER VOI

10/09/2026

 

Ciao sono Marta,  sono in pensiero per mio fratello: fa il farfallone in continuazione.  Ora sembra essere fermo con due donne,  ma per quanto tempo?  La prima è una donna servizievole,  fa tutto ciò che lui gli ordina, al punto di annientarsi,  non è tanto fedele,  forse anche per lei è come questo proverbio:  “l’orso perde il pelo ma non il vizio”  beata lei! Però c’è una cosa che ho capito:  riesce anche ad essere autoritaria nei suoi confronti per vedere come reagisce,  ma non lo molla solo perché mio fratello è una persona importante nella società e lei ci tiene molto a diventare sua moglie o la prediletta.  L’altra è molto bella,  ha una carnagione naturale di velluto un corpo sodo e un viso angelico,  molto intelligente,  empatica che non riuscirà mai a stancarlo in nessun modo e non è lì per cercare marito.  Ma lui questo non lo capisce;  si lascia trasportare dagli amici che prediligono la prima.  Come potrei consigliare mio fratello a sposare la donna giusta?  Grazie di cuore.

 

Elena.    Cara,  mi stai chiedendo l’impossibile,  si fa per dire,  ma come potrei consigliarti in una cosa così importante?  Cercherò di essere coinvolta in prima persona.  Allora,  perché tuo fratello smetta di fare il farfalone da strapazzo,  ci vorrebbe una donna bella, forte,  ma dolce,  arrendevole a lui,  ma non fino ad annientarsi come asciugargli i piedi con i suoi capelli,  altrimenti di una donna così non saprebbe poi cosa farsene e ricomincerebbe a cercare. L’amore non deve annientare nessuno o non sarebbe amore.  Come potrebbe una donna essere in grado di sostenere e fare felice nella vita un uomo se si annienta e si adagia sugli allori?  Sarebbe sbagliato,  un uomo con una donna  non dovrebbe annoiarsi mai,  e la stessa cosa vale per una donna. Ci dovrebbe essere per sempre quella cosa che si chiama charme che attira e che stupisce sempre per tutta la vita terrena;  purtroppo anche questo è un dono che solo il buon Dio  può donare. Spero che tuo fratello ami molto ma ami la donna giusta,  allora anche la salute ne gioverà!

11/09/2026

Ciao sono Giulio A.  Sto per sposarmi,  abbiamo già prepararto la dimora dove dovremmo passare tutta la vita insieme.  Ma più la guardo e più sento il bisogno di non sposarmi,  di andar via e questa è una cosa che mi attrae sempre di più oltre al senso panico e un po’ sadico che mi invade nel vedere la casa vuota,  (anche se arredata con calore) le finestre che invece di rivelare senso di apertura e libertà mi rivelano interni chiusi molto tristi;  io aspettavo rettangoli azzurri di cielo:  con un giardino  che si realizza  tra opera umana e opera della natura con un coro di angeli tra di noi che ci indicano il nostro futuro.  Come potrei sposarmi con queste sensazioni?  Ti prego dammi un consiglio come dettato dalla Madonna!  Grazie!

 

Elena  Scusami ,  ma potrebbe essere solo panico,  fa’ un esame di coscienza,  e chiediti perché sei arrivato fin lì,  voglio dire,  che cosa vi ha fatto arrivare al matrimonio?  È soltanto il desiderio di stare insieme oppure provate un sentimento reciproco di amore profondo?  Oppure è altro?  Dovresti porti la domanda prima di buttare tutto all’aria.  Se questo tuo sospetto si rivelerà giusto allora non dovresti illudere la tua ragazza.  Mi sembra che tu stia vivendo un film comico e tragico allo stesso tempo.  Ma andare alla scoperta di una vita vera insieme se ancora non ne sei sicuro,  secondo me sarebbe sbagliato soprattutto per lei. Quando ci si ama non si hanno di queste sensazioni,  almeno per me è così,  poi quello che succederà dopo moltissimo tempo lo si accetta insieme,  ma ora sarebbe troppo presto sposarsi e poi separarsi fra una settimana non trovi?  Non ascoltare me,  ma ascolta la tua coscienza!  Fammi sapere.

11/09/2026

Ciao, sono Maria,  ho sentito il bisogno di scriverti perché io sono certa che con te ritroverò la strada perduta. Ho cinquant’anni,  e ancora non ho trovato la persona giusta per me.  Avevo dei corteggiatori,  potevo scegliere,  ma nessuno di loro era alla mia altezza. Vorrei tanto sapere se riuscirò ad essere felice anch’io con la persona giusta,  però devo dirti che la mia povera madre quando era in vita mi ha suggestionato molto nelle scelte,  non le andava mai benne nessuno,  ed ora sono diventata difficile ancora di più;  ,ei diceva che gli uomini sono tutti uguali,  pensano solo al denaro.  Maledetto denaro!  Sembra che la vita al giorno d’oggi sia improntata solo sul denaro,  com’è possibile? Tutti lo preferiscono,  lo rincorrono, lo invidiano si ammazzano per lui,  eppure nessuno può farne a meno. L’amore non esiste più?

Elena    Carissima Maria,  io non coinvolgerei tua madre in questa tua disgrazia,  tu eri limpida ,  sapevi scegliere consapevolmente.  Se non ci prendiamo le nostre responsabilità allora  non cresceremo mai! Non puoi gettare colpe sulla mamma perché ora non è più tra di noi,  ragione di più!  E il denaro?  Ma se lo trovi così colpevole,  perché non te ne sbarazzi?  Il denaro è indispensabile ma non è niente in confronto all’amore del mondo:  La famiglia,  i genitori,  gli amici e tutto il resto. Se ritorni in te stessa nel senso di accusarti per i tuoi errori come facciamo tutti,  allora dopo un’interminabile attesa,  quando la speranza comincia già a morire,  sono certa che troverai la felicità,  senza fantasie sognate o trasognate, saranno la realtà che il buon Dio ti donerà con uno stile delle cose reali,  un sentimento fermo e per tutta la vita come vorresti tu.  Ciao auguri di cuore.

11/09/2026

Mi chiamo Ermes,  ho cinquant’anni e odio la gente.  La odio perché io ho sempre vissuto agevolmente ma guadagnandomi tutto da solo con il lavoro onesto.  Ti chiederai perché odio la gente:  la odio perché spesso accusa gli altri dei loro stessi errori.  Io non sono un santo ma neanche un uomo facile da saltare di fiore in fiore.  Eppure perché sono un uomo piuttosto bello  (così dicono)  mi hanno criticato regalandomi il titolo di don giovanni.  Non ho mai rimorchiato ragazze solo per sesso,  neanche mai avuto rapporti con prostitute;  ho avuto due storie ma sono andate male per incompatibilità dei nostri caratteri.  Poi non ho più cercato nessuna,  ma ho condotto fino a ieri la mia vita come un modello di rettitudine.  E quello che mi dà fastidio è essere considerati per quello che non si è!  Mi infastidisce moltissimo,  credimi.  Aiutami.  Ti ringrazio con il cuore.

Elena     Ermes,  la tua sembra una novella nella sua non umoristica tessitura ma diciamo piuttosto impregnata di invidia,  con i suoi personaggi poveri di spirito,  rivelando il ridicolo sconcertante di cui è imbevuta spesso la vita degli uomini.  (tutti gli esseri umani)  Capisco il tuo amor proprio,  ma le cose hanno un peso solo se sono veritiere,  lascia stare le maldicenze;  si vede una persona per bene,  una donna intelligente e innamorata lo capisce,  lo sente,  quindi lascia che mettano in mostra i loro difetti attribuendoli a te;  questa è ignoranza e slealtà di cui un uomo intelligente non sa cosa farsene.  L’importante è il dentro di te!  Vai senza odiare nessuno,  perché non se lo meritano di essere odiati lascia al Cielo la loro cura,  Perché il Cielo sa tutto di noi,  e non abbiamo bisogno di ascoltare le persone malvagie ma neanche quelle che si difendono accusando gli altri.  Ti auguro un mondo di felicità! Grazie per la fiducia.

 

Ciao Elena, sono  Luca  il figlio di Daniela.  La scuola mi piace molto,  però io non sopporto di dover incominciare ancora nella solita e vecchia scuola,  per il semplice fatto che il mio compagno di banco o amico, ma non lo è anche se lo credevo.  L’ho sempre aiutato perché lo credevo amico,  gli facevo i compiti altrimenti sarebbe venuto a scuola senza,  e mi dispiaceva non vederlo più e giocare insieme con lui.  Però ho sentito che diceva a una nostra amichetta che lui è più bravo di me ed è lui che mi stava aiutando perché non sapevo niente di niente.  Però adesso mi sento male come se mi avesse picchiato.  Volevo cambiare scuola ma i miei me lo anno impedito,  mi hanno detto che devo sbrigarmela da solo e riflettere.  Dimmi cosa devo fare? Per difendermi e svelare la realtà.  Ti ringrazio moltissimo. Luca.

 

Elena  Ma di che cosa ti lamenti?  Sei bravo a scuola,  sai fare tutto da solo,  se hai aiutato il tuo compagno di banco,  non sei tu che hai ricevuto il male,  ma lui non volendo imparare.  Ora se è vero quello che hai sentito,  non aiutarlo più poi gli dici il motivo.  Senza litigare,  senza portare rancore;  se ti chiederà scusa allora lo aiuterai nelle cose che non capisce.  Non essere così orgoglioso di dimostrare che i compiti glieli  facevi tu. Non privarlo di questi aiuti,  parlagli di quello che è giusto per il suo bene;  potresti aprirgli la strada e poi ritrovartelo veramente amico.  Ciao in bocca al lupo!

12/09/2026

Mi chiamo Ileana,  ho quarantaquattro anni,  e non sopporto le ingiustizie;  nel senso che ci sono persone che hanno troppo e altre niente. Come faccio a pensare che esista Dio?  Essere operai al giorno d’oggi non è facile andare avanti poi dicono che in Italia le nascite diminuiscono sempre di più.  Se mi dai un motivo per credere che esista qualcosa,  allora io ci crederò,  ma fino ad ora ho vissuto in casa con i miei proprio perché con il mio stipendio non potevo permettermi di andare da sola,  ma ora che i miei non ci sono più,  mi è rimasta una vecchia casa da restaurare e non so come fare.  Indicami la strada giusta per essere anch’io come gli altri! Ti ringrazio.

 

Ileana,  non conosco fino a dove si spinge l’egoismo umano,  ma ti assicuro che tu sei sulla buona strada.  Quello che dici in parte è vero:  a questo mondo ci sono molte ingiustizie,  ma non incolpiamo il Cielo,  perché i primi uomini hanno scelto il libero arbitrio anche per noi.  Però mia cara le ingiustizie di cui parlo non sono queste;  tu non conosci le vere ingiustizie!  Allora non voglio entrare in un altro argomento molto delicato,  quindi aderisco al ruo bisogno.  Mi dici che non ce la fai a vivere con uno stipendio da operaia,  e sei da sola;  ma se ci sono famiglie con due bambini che vivono in quattro con uno stipendio;  non fanno lusso,  ma vivono con dignità.  Non fanno le vacanze al mare e montagna come facevi tu,  non vanno a divertirsi in certi locali e ristoranti costosi,  e mandano avanti la loro famiglia giorno dopo giorno senza lamentarsi e danno valore anche al centesimo.  Io credo che se fai qualche rinuncia,  e ti servi solo delle cose essenziali che servono a vivere discretamente,  poi ti ritroverai con più serenità e con qualche soldo in tasca,  Non vivrai nell’oro,  ma se usi la testa ce la puoi fare.  Che il Signore ti accompagni.

 

Sono Giorgia,  sono divorziata da quasi otto anni. Mi sono innamorata di un uomo,  lo amo con tutto il cuore, ma lui non lo capisce,  non arriva a pensare quanto è grande il mio amore per lui. So di piacergli,  e di essere compatibile con il mio carattere,  però io sento che lui anche se mi fa capire che ci tiene molto,  non si è mai aperto per svelarmi i suoi sentimenti che prova nei miei confronti.  Questo mi rende diasperata,  al punto di incominciare a prendere in considerazione l’idea di dimenticarlo.  Vorrei tanto un consiglio da te!  Grazie Mille volte grazie!

 

Elena  Cara, molto cara,  innamorarsi perdutamente di qualcuno,  non è detto che sia sempre reciproca la cosa;  forse a lui piaci molto,  ma non prova la stessa cosa che provi tu,  succede,  e non puoi farci niente;  o lo accetti così per quello che ti dà,  ma se vuoi di più  non devi pretenderlo da lui.  Vedi?  L’ amore non si comanda non lo si impone a nessuno.  Se a lui piaci ma non vivete nel peccato tranne che con qualche fusione data dal tuo amore e dal suo interesse,  allora non vedo perché tu lo debba lasciare,  se vuoi essere felice non chiedere mai a una persona quello che non può o forse non potrà mai darti.  Un augurio particolare perché mi piacciono le persone che amano con tutto se stesse.  Ciao!

 

Mi chiamo Ernesto ed ho quarantasei anni.  Prima ero ateo,  ora che credo in Dio mi sento come se fossi una persona sporca.  Ho fatto molto l’esame di coscienza,  e ho provato a chidere scusa,  ma poi io non ricordo di avere fatto altro male.  Vorrei tanto che di lassù  qualcuno mi illuminasse e mi dicesse cosa devo fare per sentirmi bene con me stesso e con gli altri.  La mia conversione mi ha portato infelicità,  perché? Grazie!

 

Elena  Benvenuti quelli come te che sanno interrogare la loro coscienza.  Non posseduto da sensazioni contrastanti,  ma dovresti liberarti dagli incatesimi negativi che inconsapevolmente ti sei creato da solo. Rispetto a chi non ha acquisito ancora la fede,  sei molto avvantaggiato,  ma è molto scomodo vivere in questa maniera.  Cerca di trasformare l’insofferenza in azione,  preparati con cura, (la meditazione), non andare così per caso,  ed evita l’addormentamento delle emozioni;  non chiuderti ,  apri il tuo cuore al mondo  e  non arrestarti ai confini della vita;  hai l’intelligenza e la sensibilità per risolvere anche le situazioni più difficili;  credi in te stesso.  Un saluto sincero.

14/09/2026

Luisa  Ho avuto bisogno di un libero professionista,  sono molto delusa non per il lavoro ricevuto,  per i maltrattamenti psicolgici.  Sono lui e sua moglie,  lei riceve le persone,  lui è il professionista.  Se per caso lei è gelosa di qualcuna,  sai che cosa fa?  Gli inventa cose per degradarla agli occhi del marito e poi lui la tratta con insufficienza e la malcapitata neanche saprebbe cosa farsene di suo  marito!  Io pensavo che le persone che hanno studiato fossero tutte intelligenti,  signori e da stimare. Ma io ho capito che invece ho trovato più educati certe persone che sono operai e che fanno il loro lavoro con il cuore e non aspettando che venga sera.  Guarda che non è un’impressione mia,  ma è la pura verità!  Spero solo che la smettano di prendere in giro la gente come se fossero chissacchi! Grazie!

 

Luisa,  non bisogna giudicare le persone e la loro educazione per gli studi che hanno condotto,  ma ci si difende e poi si dimenticano gli abusi subiti. Sono sensazioni di breve durata e di poco spessore.  È vero,  ci sono persone che si comportano in maniera esasperante perché oltre alla loro professione,  non hanno imparato nient’altro!  Ma rincorrono sempre la fama,  e il denaro.  Quindi quando incontrerai delle persone così  mantieni le distanze,  non lasciarti ferire, ;  se ti accorgi che lei fa il doppio gioco perché la tua presenza la rende gelosa e infelice,  tu dovresti dirglielo!  Cioè,  dirle che suo marito a te non interessa e non interesserà mai!  E che invece di comportarsi da deficiente sarebbe meglio che andasse a scuola per imparare le nuone maniere specialmente chi è a contatto con la gente per tutto il giorno.  Altrimenti resterà  sempre una donna spregevole senza recupero del buon senso:  le sue insicurezze dovrebbe risolverle a casa con suo marito e non far pagare agli innocenti le sue frustrazioni. Altrimenti meglio che si arresti ai confini della vita ed esca quando sarà guarita.  A te i miei migliori auguri di buon proseguimento.

14/09/2026

Sono Antonio,  ti ho scritto questa lettera perché vorrei un tuo consiglio:  si tratta dell’eredità di mia zia. Noi siamo in quattro fratelli,  e con mia zia sono sempre stato fedele a tutto quello che mi diceva,  perché avevo una grande fiducia;  sentivo il suo bene.  Lei ha voluto bene anche ai miei fratelli,  anzi.o quante volte ci ha fatto fare pace.  Loro però  quando ultimamente ha avuto bisogno non si sono mai fatti vedere;  anche i miei genitori li hanno richiamati,  ma loro niente,  dicevano che non volevano vivere nella tristezza come facevo io che spesso nonostante la mia giovane età restavo a dormire con lei quando la badante andava al suo paese per passare le vacanze con i suoi figli.  Io non mi sono mai annoiato,  sinceramente mi dava calore anche se era inferma in un letto;  mi dava consigli,  mi raccontava delle storie vere di mlto tempo fa;  mi apriva gli occhi al mondo.  Quando è morta ho sofferto come se morisse un mio genitore.  Lei però ha lasciato tutti i suoi beni a me soltanto,  c’era scritto cos’ì nel testamento:  da’ quello che vuoi e a chi vuoi ma non ai tuoi fratelli,  anzi,  per non farti odiare da loro non dirgli del patrimonio che erediterai. Mi raccomando!  Questa è la volontà di mia zia,  ma ai miei fratelli io voglio bene,  come faccio a non dirglielo  e a non regalare qualcosa anche a loro?  Non vorrei mancare di rispetto a mia zia,  ma neanche ai miei fratelli.  Come posso fare?  Ti ringrazio tantissimo!

 

Antonio,  sei un ragazzo d’altri tempi.Tutti si litigano le eredità,  tu invece sei così corretto e bello dentro che immagino cosa sei stato per tua zia.  Io credo che le volontà dei defunti vadano rispettate,  nel bene e nel male. Però come è giusto che sia se vuoi dare qualcosa ai tuoi fratelli,  lo puoi fare ma con quello che guadagni con il tuo lavoro;  così ti sentirai a posto con la coscienza verso tua zia,  e aiuterai anche loro senza fare torto a nessuno.  Tanti cari saluti e cose belle! Ciao.

 

DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE DICIOTTO

08/09/2026

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Amare senza bisogno di agitare o di sconvolgere;  se il sogno ti rincorre tu fa in modo di essere sempre avanti. Scenario Celeste che predilige le simbologie dell’amore per noi e per il mondo.

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09/09/2026

Se solo potessi dirti quello che sento restare sotto il cielo,  blu o grigio,  dove il sole e il vento si mescolano in una carezza d’amore;  la pioggia mi bagna,  ma io sono libera,  sono mia e non sua o di altri, ma solo se tu volerai insieme a me allora ad essere liberi saremo in due:  io e Te.

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Prima che Annalisa partisse mi ha fatto delle domande su Parigi,  la Francia e sulla Normandia.  Le ho detto che ho visitato molti luoghi della Normandia,  in particolare Saint-Michelle,  poi il capoluogo dell’alta Normandia che  si chiama Rouen,  la città di Corneille e Flaubert.  Rouen,  si adagia sulle rive della Senna a 120 km di distanza dalla Manica e a circa altrettanti da Parigi;  questa posizione l’ha avvantaggiata economicamente e le ha permesso di diventare il quarto porto francese.  Ma non è per il trffico commerciale (ben noto) e neppure per la fiorente industria cotoniera che la città va più nota;  ciò ne fa una delle più belle della Francia nordoccidentale sono i suoi musei,  le sue chiese gotiche,  le sue antiche case.  E la cultura che sempre l’ha animata:  fra gli altri,  a Rouen sono nati e vissuti il tragediografo Pierre Corneille,  e il romanziere Gustave Flaubert.  A parlare della Francia continuerò domani con la mia amica Francesca.  Ciao,  a domani.

10/09/2026

Francesca  È da tanto che volevo passare qualche giorno qui con te.

Elena  Ok.  Tu dimmi e io scrivo ciò che posso.  Chiedi e ti sarà dato come nel Vangelo.

Francesca  Vorrei chiederti se sposarsi solo per noi due è peccato nel senso che lui non vuole figli;  è peccato?  Grazie.

Elena  Sposarsi per voi due solo non credo sia peccato,  non vivete più nel peccato se siete sposati.  Però mi dico:  che senso ha sposarsi per non avere figli?  Che amore è mi sto chiedendo? A meno che uno dei due o entrambi non possiate averne,  ma ci sono le adozioni. L’amore è amore senza condizioni! Ma è anche vero che ci sono molte situazioni complicate…

Francesca  Sai che se mi sposo con lui dovrò lasciare il nostro Paese e andare a Parigi?

Elena  Quando si ama puoi andare anche in capo al mondo che non ha importanza;  come non ha troppa importanza la lontananza sempre se sei empatica;  se sai dare e se sai ricevere come se lui fosse lì.

Francesca  Io non capisco.

Elena  Te lo spiegherò in privato.

Francesca Va bene.  Tu continueresti ad amare una persona se lui non lo vorrebbe?

Elena  Certo che no!  Non glielo farei più capire,  e lo amerei in silenzio,  poi cercherò di dimenticarlo. Perché? C’è qualcosa che non mi hai detto?

 

Francesca  No,  non alludevo a te,  a tutti noi, ma ad altre persone.  Sai che pur essendo fidanzata con un parigino io non conosco tutto di Parigi e della Francia.  Che cosa ti è rimasto di più della Francia? La cucina non credo,  la nostra e poi nient’altro.

Elena  Hai ragione,  la loro cucina non mi è piaciuta tanto;  il loro pane è ancora buono,  come il croissant.  Comunque la Francia è bella,  ma la nostra Italia lo è ancora di più.  Si sente quando vai là,  l’aria che ti ispira,  ma quando ritorni l’aria sembra sia miglore,  forse è l’effetto della nostra Patria che per noi più bella non esiste. Poi oltre alla torre Eiffel,  la cattedrale di Notre-Dame a Rouen è una delle chiese più belle di Francia.  La sua costruzione risale al duecento,  anche se la facciata e l’ala occidentale sono di tre secoli successive.  Proprio la facciata è affiancata da due torri: a d est si eleva la Tour de Beurre,  che stando alla leggenda,  si chiama così perché fu costruita coi soldi che i fedeli versarono alla chiesa,  in cambio di mangiar burro durante la quaresima.  L’altra torre quella di sinistra,  nel 1822 fu danneggiata da un fulmine;  per questo la cuspide di pietra fu sostituita con una di ferro,  sfidando la feroce ostilità di chi non riteneva opportuno restaurare un edificio medioevale con un materiale così contemporaneo.  (E qui come dice il Vangelo potevano anche aver ragione).

Poi ci sono le ore  e i giorni del Gros-Horologe.  Dal sagrato antistante la cattedrale di Notre-Dame  di parte la rue du Gros-Horologe,  una delle più animate di Rouen.  La strada,  oggi pedonalizzata,  prende nome di un grande orologio che la domina,  costruito fra il 1527 e il 1529 su un’antica porta cittadina.  Quest’orologio ha una sola lancetta:  non indica dunque i minuti,  ma solo le ore.  È però dotato di un altro congegno,  un cerchio diviso in sette parti dove i giorni della settimana sono raffigurati con raffinate allegorie mitologiche.  L’orologio è sovrastato da un alto campanile della fine del Trecento:  dalla sua cima si gode un superbo panorama della città.

Mirabile è la perziosità del Palais de Justice.  Rouen,  come Lille e Caen,  è stata molto danneggiata durante la seconda guerra mondiale:  più di cinquemila edifici andarono distrutti sotto i bombardamenti.  Fra i più colpiti vi fu proprio il Palazzo di Giustizia,  uno straordinario capolavoro dell’architettura civile cinquecentesca di stile fiammeggiante,  che dopo la guerra fu in larga parte restaurato. La splendida facciata che dà sul cortile d’onore,  porta al suo centro una particolare torretta dagli angoli smussati,  che è decorata,  come altre parti dell’edificio,  con fregi e sculture di mirabile preziosità.  Il progetto di Palais de Justice è tradizionalmente attribuito al più famoso architetto di Rouen del cinquecento,  Rouland Le Roux.

Poi sempre a Rouen c’è Saint Romain e il mostro della palude.  Nella storia di Rouen  c’è un vescovo che si distrugge per il numero di leggende che si raccontano su di lui:  è Saint Romain,  vissuto nel VII secolo.  si dice che in quei tempi vi fosse un serpente o un dragone (non è chiaro) che,  nascosto in una palude non lontana, terrorizzava gli abitanti della città e delle campagne. Il vescovo decise di affrontarlo,  ma ad accompagnarlo nell’impresa trovò solo un condannato a morte.  Col suo aiuto sconfisse il mostro:  la bestia fu bruciata in piazza e al condannato fu resa la libertà.  A Saint Romain la città ha dedicato,  fra l’altro,  una strada su cui sorgono i preziosi e antichi edifici della città stessa.  Per oggi ti basta parlare della Francia? A domani..

Francesca  Sì,  dai parliamo di altro,  Il mio morale si è altzato di molto,  ha ragione Annalisa.  Adesso andiamo a gustarci il tuo caffè;  sempre progettando.

Francesca  Però io ti dico che ha ragione Marco quando dice che hai vent’anni.

Elena  Il caffè ti ha dato alla testa!  Povera me se ho appena vent’anni,  dovrò ricominciare ancora daccapo!

Francesca  Sai quanti pagherebbero per questo?

Elena  Posso dirti di cambiare argomento?  Piùttosto,  parliamo di adozioni dei bambini,  mi si spezza il cuore e anche di più vedere quelle immagini della guerra :  i bambini che non hanno niente da mangiare!  Mi chiedo sempre che colpa ne hanno loro se metà mondo è così disgraziato?  Poveri piccoli,  io ho sempre pensato a loro,  li amo tantissimo!

Francesca  Anch’io penso la stessa cosa;  non guardare perché non voglio figli,  ma li amo lo stesso e mandiamo spesso il nostro aiuto,  solo per loro.  Speriamo che ci vada davvero,  perché se qualcuno ha voglia di rubare anche lì allora io non crederò più in niente.

Elena  Quanto amore c’è nel cuore  e nella mente di molte persone che potrebbero adottare dei bimbi ma la burocrazia lo impedisce o li fa diventare matti e fuori di testa.

Francesca  Meglio finire con una frase d ‘amore tu che dici?

Elena  Sì,  meglo davvero.

Dolce verità che vive sotto il cielo chiaro.  Al tuo sussulto d’amore la città sogna;  tu sei il Cielo,  la terra e tutto quanto esiste nel creato.  Sei la luce che illumina il mio cammino!

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11/09/2026

Elena   Ciao dormigliona!  Ti ho lasciato dormire perché quando sono entrata ho visto che eri in un altra dimensione,  quella dei sogni,  ti ho aspettato per fare colazione insieme.  Vieni.

Francesca  Io posso dirti che non ho mai dormito nove ore di filato senza prendere qualcosa come ho fatto qui ieri sera e stanotte fino alle otto.  Ha ragione Annalisa a dire che sei magica.  Per l’altra cosa che mi hai detto e cioè che se si pensa intensamente a una persona che si ama si riesce a capire tutto quello che ha dentro.  Anche Annalisa ha fatto molti esercizi ma non è riuscita a mettersi in contatto.  Noi abbiamo le prove che tu ci riesci e questo mia cara amica è un Dono,  un dono raro e prezioso da custodire.  Ma ti ringrazio per avermi messo in condozioni di rilassarmi e dimenticare certe cose che mi facevano stare male e dormire per una notte intera.  Grazie,  grazie, e grazie.  Ti meriti il meglio del meglio!

Elena  Grazie a te!

Francesca    vorresti parlarmi ancora della Francia?  Grazie.

Elena  Sono così abituata a scrivere il nome di Annalisa che mi baglio con il tuo.  Riprendiamo da dove siamo rimasti ieri:  parlando ancora di Rouen nella piazza del centro storico,  c’è il “Vieux-Marché”,  nel Medioevo,  non ospitava soltanto le bancarelle di mercanti, che del resto ancora oggi lo affollano;  qui avevaqno luogo pure le esecuzioni capitali.   Il 30 maggio 1431,  proprio nella piazza del centro storico,  si decretò e si eseguì la condanna a morte di Giovanna D’Arco,  accusata di eresia e bruciata sul rogo.  Oggi il Vieux Marché ricorda quel martirio con una chiesa e un piccolo museo dedicati alla Santa.

Francesca  Ma io dico:  ma c’è bisogno di torturare e poi costruire il monumento?  Perché non hanno impedito la morte di quella già santa in terra?

Elena  Il mondo come avrai già conosciuto è fatto di gente giusta e di poveri disgraziati senza cervello e senza dignità,  ma soprattutto senza un anima;  guarda le guerre da dove nascono! C’è sempre uno che vuole rubare la terra agli altri popoli.  Il denaro e il potere fa dell’uomo un essere indegno!  Pronti a condannare e a togliere a chi è migliore di loro.

Francesca  Parole meravigliose e giuste!

Elena  Ma parliamo di cose meno tristi come ad esempio:  “I tesori di Reims”,  che è il capoluogo della regione Champagne-Ardenne,  è una città che ha avuto un’importanza capitale nell’intera storia francese.  Qui,  nel 496 dopo Cristo,  il Vescovo Remigio baqttezzò Clodoveo,  il  sovrano,  che volle sancire il passaggio dell’intero popolo dei Franchi alla fede cattolica.  Da allora in poi,  i re di Francia furono tutti incoronati a Reims.  Questa città conserva ancora dei tesori artistici come la facciata rinascimentale dell’Hotel Le Vergeur;  poi la Place deRoyale,  settecentesca,  la porta di Marte ,  un arco di trionfo dell’età romana. E sempre a Reims abbiamo il foro dei criptoportici. Il nome di Reims deriva da quello dei Remi,  il popolo che abitava questa zone della Francia prima dell’arrivo dei romani.  Furono proprio le truppe di Cesare a fare di Reims un’importante metropoli delle Gallie,  tanto grande che arrivò a contare ottantamila abitanti:  parecchi,  se si pensa che oggi la città ne ha appena il doppio,  sotto l’ampia piazza cittadina in cui si trovava un  tempo,  il foro romano,  sono state scoperte,  in seguito a scavi archologici,  delle suggestive gallerie sotterranee del secondo secolo dopo Cristo.  Sono chiamate Criptoportici.   ,  durante la prima guerra mondiale,E che ne dici dell’angelo di Notre-Dame?  Fra il 1914 e il 1918,  didicimila delle quattordicimila case di Reims,  andarono distrutte sotto terribili bombardamenti.  Ma forse l’edificio che risentì di più degli attacchi nemici fu la superba cattedrale gotica della città,  Notre-Dame:  una dopo l’altra la colpirono diecentoottantasette granate.  Questi almeno i colp conteggiati,  prima che Reims fosse abbandonata in seguito all’invasione tedesca.  Al termine del conflitto l’abside,  e le volte furono ricostruite,  e così la chiesa potè tornare al suo plendore antico.  La facciata,  la navata centrale,  e la statua di un angelo  che decora una parete esterna.  Gli angeli esistono.

Francesca  Adoro questa descrizione delle città della Francia,  perché so che sono veritiere,  in quanto alle leggende si sa non dobbiamo fare molto affidamento,  ma fanno parte anch’esse della storia.  Tu hai mai conosciuto un vescovo?  Com’era buono, cattivo e che altro?

Elena  No,  ho conosciuto da piccola il vescovo che mi celebrò la cresima, ma durante il percorso della mia vita non ho mai conosciuto nessun vescovo.  Ho conosciuto molti missionari,  sacerdoti e ne ho conosciuti anche nel mio paese dove sono nata,  un monsignore che ricopriva il uo ruolo a Pegognaga in provincia di Mantova,  ma mai dei vescovi. E poi un altro monsignore adesso anziano. Perché?

Francesca  Per la tua cultura religiosa,  e per il modo in cui sai la Santa messa

Elena  Ben,   ma se non sapessi la S. messa con tutte quelle che ho sentito recitare,  allora io non ci sarei con la testa.  Non occorre frequentare deiVescovi per sapere le cose religiose,  basta stare attenti e studiare la Sacra Bibbia e il Vangelo.

Francesca   E le poesie con le frasi d’amore che reciti,  per me è opera dello Spirito Santo.  Le hai sempre lì come se piovessero dal cielo.  Ne hai una anche adesso?

Elena  Sì,  la scrivo per chiudere in bellezza l’articolo.

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I miei giorni sono sempre splendenti come lo è l’amore che provo per te.  (sto parlando del cielo)

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Francesca   Mentre tu stai scrivendo io ritorno in biblioteca.

Elena  Va bene,  domani incominceremo un altro articolo.

 

LETTERATURA ANTICA E MODERNA E STORIA UNDICI.

03 /09/2026

 

ALESSANDRO MANZONI

Sentir e meditar:  di poco esser contento:

dalla meta mai non torcer gli occhi

conservar la mano pura e la mente:  dalle

umane cose tanto sperimentar,  quanto

ti basti per non curarle: non ti far mai servo

non far tregua coi vili:  il santo vero mai non

tradir;  non proferir mai verbo,

che applauda al vizio e alla virtù derida.

Alessandro Manzoni

05/09/2026

Alessandro Manzoni nacque a Milano nel 1785 dal conte Pietro e da Giulia Beccaria.  Fu allontanato da casa e affidato ai Padri Somaschi di Merate e di Lugano e successivamente ai Padri Barnabiti di Milano dove proseguì tutt i suoi studi. Nel 1805 si recò a Parigi,  dove la madre si era trasferita da lunghi anni,  e qui strinse amicizia con molti degli eletti ingegni della capitale francese,  ma qui a contatto con l’ambiente razionalistico e ateo dei salotti parigini,  egli si allontanò dalla fede.  Nel 1808 sposò a Milano Enrichetta Blondel,  figlia di un banchiere di Ginevra e protestante.  Più tardi,  la moglie, si convertì al cattolicesimo e anche il Manzoni nel 1810 tornò alla fede dei padri,  abbandonò la Francia e si stabilì a Milano nella villa di Brusuglio.  L’anno 1810 è assai importante nella vita del Manzoni,  perché segna la sua duplice conversione,  letteraria e religiosa.  Da allora abbandonò il classicismo e accettò le dottrine romantiche (di cui è considerato il più importante esponente).  Compose dapprima gli Inni Sacri,  poi scrisse le Osservazioni Sulla Morale Cattolica,  la tragedia Il conte di Carmagnola,  L’Ode Marzo 1821,  rimasta allora inedita, il Cinque Maggio e l’altra tragedia “Adelchi”,  infine tra il 1825 e il 1827 fu pubblicato in tre volumi il romanzo de “I Promessi Sposi”,  che è il capolavoro del Manzoni.  Dopo la pubblicazione del romanzo egli si recò in Toscana,  per “risciacquare i panni in Arno”,  così disse per giustificare la correzione dei Promessi Sposi,  che furono poi nuovamente pubblicati fra il 1840 e il 1842.  Da allora il Manzoni visse una vita assai ritirata,  pur partecipando spiritualmente agli avvenimenti politici di quegli anni in cui si completava l’unità d’Italia. Fu nominato senatore del regno,  e nel1861  dette a Torino il suo voto per la legge che proclamava Roma capitale d’Italia.   Morì a Milano nel 1873;  nel primo anniversario della morte fu eseguita la celebre “Messa di Requiem” composta da Giuseppe Verdi per la memoria dell’amico scomparso.  Il Manzoni fu uno degli spiriti più sani,  più completi,  meglio equilibrati che la storia ricordi.  Acuta e vigorosa era in lui la facoltà di ragionare,  vivo e delicato eccitabile era il suo sentimento;  agile e feconda la fantasia.  Un senso squisito della misura,  unito all’abito del ponderare e del rimuginare ogni pensiero ed a una ragionevole diffidenza verso le astrattezze teoriche,  soleva moderare la tendenza logica di quella mente, per la quale la serrata concatenazione,  la chiarezza e la precisione delle idee erano un imperioso bisogno.  La ragione poi dava regola al sentimento senza soffocarlo e sapeva frenare la fantasia senza tarparle le ali.  Nell’età più avanzata ella prese però il sopravvento e il Manzoni non seppe gurdarsi sempre dalle sottigliezze e dalle esagerazioni dottrinali.  Ma nella florida maturità,  tutte le attività psichiche si temperavano a vicenda in un mirabile accordo,  dove vengono all’ingegno e all’opera di questo grande romantico i caratteri della classicità. Tale accordo si riflette nel capolavoro per cui il Manzoni entra in ischiera coi massimi scrittori della nostra letteratura.

07/09/2026

MARZO 1821

È un’ode scritta proprio nel marzo 1821

Per comporre quest’ode il Manzoni fu ispirato dai fatti,  e ancor più dalle speranze,  della primavera di quell’anno,  quando,  scoppiati i moti liberali in Piemonte,  si aspettava a Milano l’igresso delle truppe piemontesi in Lombardia.  Allora la voce del poeta, fu soffocata dalla reazione,  e solo nel 1848,  risorte le speranze di libertà con le cinque giornate di Milano,,  l’ode fu pubblicata.  Il poeta immagina che i piemontesi abbiano già passato il Ticino,  pronti ad affrontare i nuovi destini: gli italiani sono ormai un popolo unito,  che nessuno riuscirà più a separare,  come non si possono separare le acque dei vari fiumi confluite nel Po’.  Dio stesso ha voluto la libertà d’Italia dalla soggezione straniera,  perché il suo aiuto vada sempre ai popoli oppressi.  Felici saranno coloro che hanno contribuito al riscatto dalla schiavitù della Patria;  mentre proverà un senso di vergogna chi dovrà confessare ai suoi figli di non aver preso parte a quella santa lotta.  Il Manzoni dedica la sua opera al soldato-poeta tedesco Teodoro Koerner,  che rappresenta per l’indipendenza germanica quello che Goffredo Mameli rappresenta per l’indipendenza Italiana.

Il Manzoni e il suo cristianesimo assume la sua significazione politica:  egli mostra infatti come la prima rivendicazione degli uomini a libertà sia stata operata da Cristo,  e come non sia possibile chiamarsi cristiani se si opprimono i popoli.  Il liberalismo,  nato dalla rivoluzione francese,  ritrova per Manzoni la sua  origine e la sua giustificazione nel Cristianesimo,  e diventa così legge universale:  la libertà,  condizione essenziale su cui si fonda la salvezza del cristiano ancor prima dell’attività politica,  non fu data in privilegio ad alcuni e negata ad altri popoli,  e non può per questo motivo,  essere valida la ragione della forza.  Il Dio che guida il popolo d’Israele attraverso il deserto e il Mar Rosso,  quello stesso Dio che esaudì le preghiere dei popoli germanici quand’erano oppressi come non poteva restar sordo agli italiani oppressi. E se gli oppressi di ieri sono divenuti oppressori,  per questo fatto si sono resi nemici di Dio ed hanno tradito un patto che è valido per tutti i tempi e per tutti i luoghi.

08/09/2026

Andiamo avanti sempre con A. Manzoni.  “Il cinque maggio”è un’altra ode. Lo racconto come se fosse successo ieri.

Il cinque maggio 1821,  l’imperatore Napoleone che morì nell’isola di S. Elena,  nell’atlantico,  dove era stato relegato dai suoi nemici in una inquietante inerzia.  La notizia della morte,  giunta in Europa solo due mesi dopo,  scosse tanto il Manzoni che in tre giorni compose l’ode in onore di Bonaparte,  ode di ispirazione spontanea e sincera,  anche perché il poeta era rimasto sempre lontano sia dall’adulazione sia dall’imprecazione verso il dominatore d’Europa.  Così,  rapidamente,  in quadri sintetici e incisivi,  il Manzoni fissa i vari momenti della vita intensa dell’imperatore,  in cui egli provò l’ebbrezza della vittoria,  il dolore della sconfitta, il fascino del potere, lo sconforto dell’abbandono e  infine lo sconsolato esilio.  Grande fu la gloria di Napoleone,  ma la gloria terrena è effimera e caduca e dimostra la fragilità umana:  solo la fede nella vita eterna può ridare la pace e la serenità ad un uomo disperato.  La grandiosità della tragedia detta al poeta sublimi accenti,  non senza qualche esagerazione,  come lo stupore della terra, “percossa attonita”all’annuncio della morte, il “Lui folgorante in solio” o “arbitro”assiso tra due secoli.  Alla fantasia del Manzoni gli attributi della grandezza di Napoleone,  i segni della sua potenza assumono segni giganteschi,  spesso più grandi del vero,  perché più dall’alto appaia la caduta o meglio risulti la fragilità umana di fronte all’onnipotenza di DIO… Nel poeta non è disposizione a giudicare, non è una chiusa ostilità:  la Musa del Manzoni è la pietà… Egli si sente degno di cantare l’eroe morto,  per non averlo adulato vivo,  per non averlo oltraggiato caduto.  Le strofe in cui è rievocata la vita dell’esule,  sgorgano da un cuore gonfio di compassione;  in fondo all’animo del poeta è però in tanta malinconia,  anche una gioia che gli dà pace e serenità.

Domani cercherò l’ode “Cinque maggio “e la scriverò qui.  Non ho fatto altettanto con “Marzo 1821” perché è un’ode molto lunga,  ma la troverete nella scuola o in internet.

                 IL  CINQUE MAGGIO

(ODE)

Ei fu.  Siccome immobile dato il mortal sospiro,  stette la spoglia immemore,  orba di tanto spiro,  così percossa,  attonita la terra al nunzio sta,  muta pensando all’ultima ora dell’uom fatale;  ne sa quando una simile orma di piè mortale la sua cruenta polvere a calpestar verrà.

Lui folgorante in solio vide il mio genio e tacque,  quando con vece assidua  cadde,   risorse e giacque,  di mille voci al sonito mista la sua non ha:  vergin di servo encomio e di codardo oltraggio,  sorge or commosso al subito sparir di tanto raggio; e scioglie all’urna un cantico che forse non morrà.

Dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno di quel sicuro il fulmine tenea dietro al baleno; scoppiò da Scilla al Tànai,  dell’uno all’altro mar.  Fu vera gliria?  Ai pòsteri l’ardua sentenza:  nui chiniam la fronte al Massimo Fattor che volle in lui del creator suo spirito più vasta orma stampar.  La procellosa e trepida gioia di un gran disegno,

l’ansia di un còr che indocile serve pensando al regno;  e il giunge,  e tiene un premio che era follia separar.  Tutto ei provò:  la gloria maggior dopo il periglio,  la fuga e la vittoria,  la reggia e il tristo esilio:  due volte nella polvere due volte sull’altar.

E si nomò:  due secoli un contro l’altro armato,  sommessi a lui si volsero, come aspettando il fato;  ei fè silenzio ed arbitro s’assise in mezzo a lor.  Ei sparve,  e i dì nell’ozio  chiuse in sì breve sponda,  segno d’immansa invidia e di pietà profonda,  d’inestinguibil odio e d’indomato amor.

Come sul capo al naufrago l’onda s’avvolve e pesa,  l’onda su cui del misero alta pur dianzi e tesa  scorrea la vista a scernere prode remote invan;  tal su quell’alma il cumulo delle memorie scese!  Oh quante volte ai posteri narrar se stesso imprese,  e sull’eterne pagine cadde la stanca man!

Oh quante volte, al tacito morir di un giorno inerte,  chinati i rai fulminei,  le braccia al sen conserte,  sette,  e dei di che furono l’assalse il suvvenir!  E ripensò le mobili tende e i percossi valli, e il lampo dè manipoli,  e l’onda dei cavalli,  e il concitato imperio,  e il celere ubbidir.

Ahi! Forse a tanto strazio cadde cadde lo spirto anelo,  e disperò;  ma valida venne una man dal cielo e in più spirabile aere pietosa il trasportò;  E l’avviò pei floridi sentier della speranza,  ai campi eterni,  al premio che i desideri avanza,  dov’è silenzio e tenebre la gloria che passò.

Bella Immortal! Benefica fede ai trionfi avezza!  Scrivi ancor questo, allégrati;  che più superba altezza al disonor del Gòlgota giammai non si chinò.

Tu dalle stanche ceneri  sperdi ogni ria parola il Dio che atterra e suscita,  che affanna e che consola,   sulla deserta còltrice accanto a lui posò. Fine

11/09/2026

Oggi vi ricordo la spiegazione dei promessi sposi che si trova in due articoli:  Nel primo articolo di letteratura antica e moderna,  dello 04/01/ 2026; e nel quarto articolo di letteratura antica e moderna del 27/02/2026.  Oggi voglio menzionare un altro brano tratto da  ” I promessi sposi”:

Perpetua vuol sapere

La scena tra don Abbondio e la sua domestica perpetua ripete con la diversa impostazione psicologica il tono comico-drammatico dell’incontro di don Abbondio con i bravi.  Perpetua,  curiosa,  pettegola,  insistente, vuol sapere dal suo padrone che cosa è mai accaduto,  dal momento che lo vede così turbato.  Don Abbondio,  impaurito,  sconvolto,  dapprima non vuole parlare,  infine si risolve a raccontare tutto perché ” aveva forse tanta voglia di scaricarsi del suo doloroso segreto quanto ne aveva Perpetua di conoscerlo”.

Presto raccoglierò tutti gli articoli della spiegazione de “I promessi sposi” e li metterò in un unico articolo così che possiate leggerlo per intero.

 

DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE DICIASSETTE

03/09/2026

 

 

 

Non posso mettere le foto della festa senza il c

 

onsenso di tutti loro. Ma vi metto questa scattata ieri pomeriggio in casa mia.

 

Annalisa  Il prof,  mi ha chiamato ieri sera e mi ha detto che non è necessario che tu segua il programma,  l’importante è che tu continui ad interessarti della letteratura e storia,  come hai fatto fino ad oggi;  per il bene dei ragazzi.  Ti ringrazia molto e spera in te.  Poi nel prossimo mese ti inviterà a scuola come l’anno scorso.

 

CHI  SONO I MALVAGI

Non sempre i malvagi incutono paura,  il più delle volte suscitano nei buoni veri un sentimento di pietà.  Pietà per un essere umano che ha perduto il bene più prezioso,  “LA  PACE  DELL’ANIMA” e che cerca inutilmente con il suo atteggiamento sprezzante,  di far tacere la voce della coscienza.

 

Annalisa   Santo cielo,  hai una capacità di persuasione notevole, sabato sera hai convertito l’ateo in cristiano;  Solo un uomo innamorato può trasformarsi così!  Eri bellissima!  Sai che con il vestito ampio e lungo ti faranno il ritratto di 180 cm di larghezza e un metro e 20 di altezza.

Elena  Ho soltanto risposto alle domande con delicatezza,  ma ho detto quello che penso: ” Che non esiste la morte come anullamento,  ma una trasformazione,  un cambiamento, una mutazione,  e che quando nasciamo a questa vita ,  muoriamo a un’altra vita che era quella uterina. La morte è un sublime passaggio,  una trasformazione verso un elemento più puro,  più oggettivo e reale.  (L’ho sempre pensato)  Ogni essere può decidere a quale religione appartenere, ma c’è sempre qualcosa di grande nascosto dentro di noi,  nel nostro profondo che ci riporta a Dio. La strada più veritiera è la più difficile.  Gesù Cristo ha predicato semplicemente l’amore e la pace,  molto semplice da udirsi ma difficilissimo da realizzarsi per chi ha poca fede. La sua parola è verità,  i suoi insegnamenti la giusta strada;  il suo battesimo la giusta appartenenza.  Nel battesimo si suggella un patto con lo Spirito Santo,  ma questo patto va scelto dall’uomo nella sua maturità,  non nell’infanzia.  Questo suggello deve essere ponderato e scelto con giudizio.  Scegliamo la giusta strada,  espletiamo la giusta religione,  non a parole,  bensì a fatti e prendiamo battesimo dalla giusta fonte battesimale;  perché siamo stanchi di falsi religiosi. (quelli che dicono di credere in Dio solo per convenienza)

Annalisa  Che cos’è il riconoscimento degli altri per te?

Elena  Per me non è niente, se so chi sono,  ma soprattutto se sono il risultato dei miei pensieri veri. E una persona così,  può assumersi su di sé dei compiti senza aspettarsi riconoscenza.  Dall’interno ci viene un grande compenso in termini di gioia e serenità.  Il prestigio infatti vuole solo fare impressione sugli altri;  perché quando la motivazione è il prestigio e la sua conservazione,  quanto meno si fa,  tanto più probabile è il successo. Molte volte il prestigio si è accumulato con falsi ideali con false promesse,  ma questa maschera,  emana un’effettiva  capacità di agire.  A circondare la personalità vuota della persona mossa dal prestigio c’è l’aura archetipica della maschera stessa.  Essendo interiormente vuote queste persone sono in totale balia di forze esterne come le vele in mezzo alla tempesta.

Annalisa  L’ho letta sai la poesia di ieri,  dai mettiamola qua!

Elena  No,  mettiamo le mie frasi d’amore fresche di giornata.

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Tutti i luoghi mi parlano di te e della tua tenerezza.  Tu sei felicità di adesso e di domani;  la gioia del vivere, la vita stessa,  il respiro soave e delicato che si chiama amore!

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Annalisa  Sei bellissima! Me l’ha detto anche Michele,  il dottor Michele.

Elena  Basta con queste lusinghe!

VENTO DI TRAMONTANA

Quando soffia la tramontana lassù, si rifugia nelle grotte chiuse in fondo agli spigoli taglienti della montagna dove vive la casa dei venti.  Pulisce le strade dalle foglie secche,  dove vivono le siepi di mirtilli e lamponi selvatici,  che si fotografano sulle finestelle spalancate lassù con la luna che entra e viene a riposare.  E i grappoli d’uva da proteggere per l’inverno,  legati sopra gli incannicciati separè,  che toccano il suono delle campane nell’ora dei vespri,  il loro sembra un canto antico che ci chiama sulla piazza per dire uniamoci e cantiamo insieme l’inno alla vita.  Le foglie dei fichi ai quali rimangono attaccate sulle gronde oscillanti,  cadono poche per volta, come  consapevoli che devono morire insieme all’estate.  Gli alberi si muovono con rapide e interrotte cadenze,  fischiano per l’agitazione,  come i gatti che si rincorrono attorno alle botti delle cantine aperte.  I cipressi svettano, segnando spire volubili per le ventate;  come le code dei cavalli si arruffano  sfiorandole ad una ad una e spolverando  i loro abbeveratoi  mentre l’acqua esce dalla fontana,  e sugli sbocchi del vento i cavalli a fatica ci venivano incontro.

E. Lasagna

04/09/2026

Annalisa,  Dimmi,  innamorarsi è peccato?

Elena  Monsignore mi ha detto di no,  basta non cadere nel peccato della carne,  che è ben altro. (

Ovviamente in certe situazioni).

Annalisa  Non passa un solo giorno che non accada che qualcuno uccida qualcun altro.

Elena  Il solo pensiero mi rattrista molto,  specialmente chi uccide il genitore. Se solo quei poveri umani avessero imparato che cos’è l’amore,  io credo che non esisterebbero questi poveri assassini.  A volte lo so che anche i genitori più meravigliosi non riescono a fermarli,  forse non li hanno capiti o forse non li hanno seguiti perché si trovavano in situazioni familiari precarie dovute a incidenti,  o a malattie di un genitore oppure la situazione è sfuggita di mano.  Chissà?  Non possiamo accusare sempre i genitori,  ma ci sono anche quelli colpevoli di tutto senza generalizzare.

L’AUTUNNO

I colori e i profumi dell’autunno, si dice che nessun pittore  sia mai riuscito ad eguagliare.  Quando si apre un bellissimo giorno d’autunno,  sembra che la notte seguita dalle tenebre e dalle stelle fugga anche dal sole,  che esce nel suo immenso splendore dalle nubi d’Oriente,  quasi dominatore dell’universo,  quando l’universo sorride. Le nuvole dorate,  dipinte da mille colori salgono su la volta del cielo,  che tutto blu mostra quasi di schiudersi,  per diffondere sopra i mortali un velo d’amore.  Poi saluta tutto il creato:  i fiori,  gli alberi quasi spogli e i sempreverdi c0n le gocce di rugiada che sotto al sole sembrano corone di diamanti pronte per il Santo Rosario;  mentre i venti dell’aurora asciugano gli occhi alle piante spoglie dicendo:  ci rivedremo ancora dopo che vi sarete riposati;  continuate a sognare che rinascerete presto. Intanto si odono le armonie spandersi confusamente fra le selve,  gli uccelli,  i fiumi,  le musiche dei torrenti,  si spandono i colori e i profumi dalle esalazioni che la terra esultante di piacere manda dalle valli e dai monti al sole,  il re della natura. Tutti loro ci parlano sempre,  notte e giorno, in tutte le stagioni,  ma noi non sapremo mai ascoltarle se non amiamo Dio.

Annalisa  Tu con la tua religiosità,  hai mai pensato di farti suora?

Elena  No,  non mi ha mai sfiorato neanche lontanamente un’idea. Io ho sempre pensato fin da giovanissima di avere dei figli,  miei o adottati non ha importanza;  ma non per questo mi considero una religiosa a metà.

05/09/2026

Annalisa  Sono contenta che oggi posso stare qui di sabato,  non me lo ricordavo più.

Elena  Sì,  ma domani mi voglio riposare un po’ leggendo oppure giocando a tennis,  ti va?

Annalisa  E me lo chiedi?  Vorrei già essere ritornata da Parigi;  anche se non vedo l’ora di andarci. Dopo colazione io vorrei leggere se non ti dispiace.

Elena  Va benissimo.

Annalisa  Senti una fobia tu non l’hai mai avuta?

Elena  Mah,  che io sappia no.  Ma aspetta,  quando ero piccola,  per tutto il periodo delle vacanze vivevo con i nonni;  loro,  avevano un’amica,  nubile, era una donna simpaticissima,  ma mi ha fatto venire  una fobia grande che mi rimase per tutto il periodo dell’adolescenza e anche di più. Lei era spavalda ma aveva un seno enorme che traboccava dai lati e all’infuori,  tant’è vero che io chiesi a mia nonna:  Perché la signora … ha un sedere anche qui davanti? La nonna paziente da morire,  mi spiegò tutto,  ma a me non è mai piaciuta questa cosa e non appena incominciarono a formarsi i seni io presi le fascie dei miei fratelli e me le stendevo strette strette davanti perché avevo paura che mi venisse come la signora.  Avevo vergogna sia della nonna che del nonno e anche dei miei genitori.  Bambine,  non  fate mai una cosa del genere,  a me è andata bene,  ma avrei  potuto creare dei guai seri alla mia crescita e alla mia salute.

Annalisa  Vedo che non ha patito,  ma non è nemmeno venuto come quello della signora… E la frase d’amore del giorno non ce la scrivi?

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La luce che hai dentro è come la dimora degli angeli  che ci irradia d’amore in tutti i momenti del giorno,  della notte e per sempre!

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06/09/2026

Annalisa  Hai mai avuto dei  ritorni di fiamma dei tuoi corteggiatori?

Elena  E per chi?  Io non ho avuto tanti innamoramenti o sbandate,  anzi,  anche perché se si ama qualcuno non c’è posto per qualcun altro. Per me è così;  ma se l’altro non ti ama allora lo lascio per sempre con la mente e con il cuore,  poi anche se lo incontro tutti i giorni per me risulterà invisibile e lo sarà per sempre,  perché ormai se  quella strada  si è interrotta e lì dove c’era amore ora sta crescendo una roccia montuosa che divide l’amore con l’indifferenza;  io resto dalla parte dell’amore e aprirò le porte del mio cuore se Dio lo vorrà!

Annalisa  La frase di oggi?

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Elena  La frase di oggi è breve ma concisa: Vorrei che l’amore assumesse per tutti quel grande  significato che ha.

Ho sempre pensato e penso ancora oggi che l’amore non abbia limiti,  ma anche le architetture d’amore si definiscono e si precisano nelle loro qualità percettive attraverso la composizione di finiture e dettagli.

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07/09/2026

Annalisa  Domani dovrò pensare che è l’ultimo giorno che sono qui con te.  Francesca mi ha chiesto se potrà venire lei per qualche ora;  tu la conosci,  è una persona discreta e leale.

Elena  Certo,  mi farà molto piacere la sua curiosità e la sua compagnia.  Sono contenta perché in questa settimana Robert e Linda non saranno soli,  ma in compagnia di Piter e poi ci sarai anche tu.

Annalisa  Allora tu anche questa settimana non andrai là da loro?

Elena  Andrò domenica e poi tornerò entro sera,  l’ho promesso a loro per controllare la situazione ;  comunque là ci sono sempre i collaboratori domestici.  E anche  per fare compagnia a Vita e  una bella galoppata. Ciao!  Mi raccomando.

08/09/2026

Buon compleanno Santa Vergine

Maria.

Ho guardato il Cielo fino ad offuscare le pupille.  Senza di te tutto sarebbe ombra;  con l’impossibilità di superare i limiti posti dalla cattiveria umana,  e al desiderio di raggiungere l’abbraccio dell’infinito e dell’amore vero.