I MIEI PROVERBI E MODI DI DIRE DODICI

20/12/2016

La vista della mente e del cuore non

sbaglia  mai!

21/12/2016

Buon  2017

L’umanità sta superando dure prove

Il mondo  ha bisogno di pace

di canto,  di musica

le porte si stanno aprendo

agli uomini di potere a capo

di tutte le nazioni

per attingere forza trascendente

ed  essere uniti  per la pace nel mondo.

Auguri,   auguri,  auguri!

23/12/2016

Molte persone hanno tanto da insegnare

altre molto da imparare.

27/12/2016

Ciò che è subdolo spegne la luce  della

bellezza.

29/12/2016

L’ambiente è il tuo migliore amico.

30/12/2016

Se dentro di te hai un grande deserto

non odiare chi dentro di sé ha la fede!

02/01/2017

Lascia che ogni tramonto porti i colori

di un domani migliore!

03/01/2016

Una risata in compagnia e prendi il mondo

con più allegria!

05/01/2017

Quanto è grande una persona che va per la sua

strada,  pensando anche al suo prossimo

e fa dell’invidia un insegnamento di vita!

05/01/2017

Certi animali sono identici ai loro padroni

la fanno dove si trovano!

07/01/2017

La persona senza scrupoli non sarà mai un-a

vero-a grande!

09/01/2017

I delinquenti stanno ovunque ci sia denaro

potere e menzogna!

12/0172017

Quanti retroscena conosciuti nasconde la

vigliaccheria del fasullo!

E quanto amore nasconde il cuore di chi è vero!

13/01/2017

Ciò che esce da una ferita porta sempre grande

mistero;  se i malvagi sapessero non ci

crederebbero mai!

15/01/2017

Guardare il mondo attraverso gli occhi è

meraviglioso;  lo è ancora di più  se si guarda

attraverso il cuore e la mente!

18/01/2017

Se vuoi essere felice apri il cassetto dei tuoi sogni

gettali in aria e vedrai che qualcuno li raccoglierà!

20/01/2017

Se commetti qualcosa di imperdonabile e

gratuito,  sarai tu a tradirti per primo!

21/01/2017

La bellezza dell’onestà  mai non sfiorirà.

23/01/2017

Non esiste niente al mondo più importante

della vita!

24/01/2018

Nella vita bisogna sempre minimizzare le

uscite tristi dell’imbecille!

28/01/2017

La risata sana è il sale dell’anima!

31/01/2017

Chi ha sale in zucca non sa gettare a terra

nemmeno una cicca!

L’AMBIENTE PUO’ DIVENTARE IL PIATTO DOVE MANGIAMO

17/12/2016

L’AMBIENTE RISPECCHIA LA TUA PERSONALITÁ

PERCHE’ IL CITTADINO DI VALORE DEVE RACCOGLIERE QUELLO CHE TU LASCI CADERE NELL’AMBIENTE PUBBLICO?  CARTACCE  BORSINE COLME DI RIFIUTI,  MOZZICONI ECC…

PER LA SALUTE DEI TUOI FIGLI

Noi siamo il nostro ambiente!

20/12/2016

 In auto con mia madre ho scartato un gelato, le chiesi dove potevo mettere la carta,  lei mi ha risposto di abbassare un attimo il finestrino e gettarla via.

Pinco  Pallino

Spero che un giorno tu sia migliore di tua madre.

Elena  Lasagna

20/12/2016

Un mese fa circa ho visto un uomo parcheggiare un furgone bianco, poi,  munito di guanti l’ho visto mettere della melma in una cassetta della posta di una villa.

F.

Lascialo fare,  un giorno quella melma gli coprirà gli occhi.

Elena  Lasagna

23/12/2016

La bellezza di un paesaggio sono anche i tuoi sogni che si stanno realizzando.

Elena  Lasagna

27/12/2016

 Tenere pulito l’ambiente è il tuo portafortuna chiunque tu sia!

Elena  Lasagna e migliaia di persone.

03/01/2017

Se togli dalla via un rifiuto al giorno,  ti ritroverai con tanta ricchezza intorno!

Elena  Lasagna

20/01/2017

Che cosa trovi in questi paesi di più degradante e irritante per quel che riguarda la salute dell’ambiente?

Greta

Trovo che sia la ripetitività di certi gesti, fatti da persone che  in presenza di altri dicono di amare l’ambiente in tutte le sue forme,   mentre invece continuano a cadere così in basso distruggendo e insudiciando tutto il bello e il pulito che trovano e questo richiama davvero quei due aggettivi,   io ne aggiungo un altro e dico che questo è il vero handicap di cui sono affette certe persone!…

Elena  Lasagna

31/01/2017

Che cosa saresti disposta a fare per tenere l’ambiente pulito da cartacce e tutte le immondizie che si vedono per terra?

Dott.  Robert

Se fosse per me applicherei delle contravvenzioni da sballo a chi trasgredisce gettando  per terra anche il più piccolo rifiuto come un fiammifero spento!

Elena  Lasagna

27/02/2017

Quando saccheggi l’ambiente c’è sempre qualcuno che ti guarda!

Elena  Lasagna

24/03/2017

Quest’estate ho visto una ragazza (saprei riconoscerla) saccheggiare le piante dei vicini. Volevo farmi gli affari miei ma non ci riesco perché certi atti dovrebbero essere puniti dalla legge!

F.

Non molto  tempo fa ho scritto che la malattia del secolo non è solo il cancro ma  le malattie mentali. Ora aggiungo la cattiveria e l’inferiorità,  che meno di così un uomo e una donna non si potrebbero neanche classificare come esseri umani con un  cervello ma cose da gettare via!

Elena  Lasagna

19/07/2017

I veri handicappati sono quelli che gettano in suolo pubblico tutto quello che dovrebbero gettare nella spazzatura.  A volte mi capita di vedere uomini vestiti a festa che si danno arie da chi non so,  e poi ti cascano come piscio di cane perché li vedi buttare per terra il mozzicone della sigaretta;  per me non hanno alcun valore!

Elena  Lasagna

01/06/2018

Qualcuno ti ha visto quella sera mentre commettevi quel reato alla vegetazione!  Come dovrei chiamarti se non brutta stronza!  Con la tua coda di paglia non sei andata tanto lontano,  hai cercato di far credere che fosse stata quella ragazza che viene lì,  ma anche se ti somiglia un poco dalla fisicità,  lei non ha l’aura nera come la tua che sale fin sopra agli alberi;  so per certo che sei stata tu! E poi sei andata via contenta di avere commesso un’azione indegna di una persona intelligente,  contenta perché tanto intelligente non sei!   Sì,  sei proprio come gli altri!  Avresti potuto fare una cosa bella,  no,   hai preferito copiare dagli stolti! Vorrei sapere il perché?  Ma sì che l’ho scoperto,  è stato per l’invidia di avere visto la mia creazione fuori… invidia per tutto il resto!  Proprio come loro!  Gli stolti non cambieranno mai!   Quando il tuo ragazzo capirà chi sei,  farà come l’altro,  se ne andrà tanto forte da te che … sei un’essere inferiore!  Per ogni cosa che fai alla natura qualcuno lo farà a te!

Elena Lasagna e gli amici.

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE VENTINOVESIMA PARTE

16/12/2016

 

Pertanto,  si comprende che una lesione del bulbo è mortale se interessa i centri vitali, o è causa di paralisi se colpisce i fasci motori o di perdita della sensibilità se sono lesi i fasci sensitivi.

 

I nervi del cranio e Le meningi

 

Se della descrizione dei centri encefalici mi sono imbattuta in nervi che hanno origine o terminano nei segmenti dell’encefalo e che sono racchiusi  nella scatola cranica.  Per la posizione dei loro nuclei di origine o di terminazione,  tali nervi vengono quindi detti encefalici,  per il fatto che,  per raggiungere il territorio di innervazione,  le loro fibre devono fuoriuscire dalla scatola cranica,  attraversando fori o fessure,  sono detti anche cranici.  Voglio ricordare che essi sono dodici paia ed hanno struttura e funzione diversa.  Alcuni sono puramente motori somatici,  cioè innervano soltanto muscolatura volontaria;  altri sono puramente sensitivi somatici,  cioè raccolgono sensazioni dal midollo esterno,  attraverso ricettori specifici;  altri sono misti e in uno stesso nervo si trovano fibre sensitive e e fibre motorie,  sia somatiche che viscerali,  associate in vario modo.  È  ovvio però che in questi casi,  che per ogni funzione vi sono nuclei e territori di innervazione differente ,  talora anche non molto vicini tra loro;  il nervo nervo misto rappresenta soltanto un tratto di tragitto comune percorso insieme da fibre essenzialmente diverse.  Come i nervi spinali anche i nevi sensitivi presentano nel loro decorso  un ganglio sensitivo e anche  i nervi parasimpatici hanno fibre pre-gangliari e fibre post-gangliari,  corrispondenti ai rami comunicanti bianchi e grigi del simpatico.  Continua…

19/12/2016

 

Il midollo spinale e l’encefalo,  oltre che dallo scheletro  (colonna vertebrale e cranio) sono protetti da tre membrane connettivali sovrapposte,  le meningi,  interposte tra lo scheletro e la massa nervosa.  Lo strato più esterno è la dura madre, fibrosa,  spessa e robusta.  Essa si continua con la guaina dei nervi,  lo strato successivo è l’aracnoide,  la quale invia verso la meninge profonda  (pia madre) setti filamentosi che suddividono lo spazio tra queste due meningi (spazio aracnoideo) in lacune entro le quali circola il liquido cefalorachidiano,  che assicura la sospensione idrostatica della massa nervosa,  impedisce la compressione delle cellule nervose e ammortizza gli shock,  anche quelli determinati dalle pulsazioni vasali.  La membrana meninge più interna la pia madre,  è molto vascolarizzata e aderisce alla superficie del neurasse,  alla cui nutrizione contribuisce notevolmente.  Le meningi formano setti interposti sulle grandi fessure encefaliche:  in quella tra i due emisferi cerebrali si trova la falce del cervello e nella fessura tra il cervelletto e i lobi occipitali vi è il tentorio del cervelletto.  Continua…

20/12/2016

 

I vari distretti del neurasse sono irrorati da arterie derivate dalla carotide interna,  che porta sangue ossigenato all’encefalo,  e dalle arterie vertebrali,  che irrorano il midollo spinale. il circolo venoso refluo dall’encefalo si scarica nella vena cava superiore attraverso le vene giugulari interne:  ad esse infatti arriva il sangue che si raccoglie nei seni della dura madre,  scavati nello spessore della meninge di cui portano il nome.  È la vascolarizzazione del sistema nervoso centrale.

 

La cellula nervosa di conduzione,  con i prolungamenti che portano gli impulsi al corpo cellulare (dentriti)  ed il prolungamento che porta i segnali in senso cellulifugo  (neurite),  è l’unità fondamentale di questo sistema di conduzione e si chiama neurone.  Al corpo cellulare, situato nei gangli spinali ,  arriva la fibra che dalla periferia,  dove trova la terminazione ricettrice, porta gli impulsi generati dallo stimolo specifico.  Il corpo cellulare è collegato,  direttamente o indirettamente per mezzo del suo prolungamento neuritico,  con i prolungamenti dentritici di una seconda stazione di neuroni,  il cui corpo cellulare ha sede nelle corna anteriori della sostanza grigia del midollo spinale o nei nuclei di origine dei nervi motori encefalici;  questi neuroni sono chiamati motoneuroni o neuroni effettori,  perché tramite il loro prolungamento neuritico,  inviano dei segnali motori fuori del midollo spinale fino alle fibre muscolari degli effettori.   Ecco individuato il collegamento diretto privato (=diretto) tra recettori periferici ed effettori muscolari,  che è la condizione indispensabile all’insorgere di riflessi circoscritti. Continua…

 

21/12/2016

 

Ma i collegamenti descritti tra due neuroni non sono i soli possibili.  Il neurone di senso,   per mezzo del suo neurite,  si mette in contatto con altri motoneuroni,  appartenenti allo stesso segmento corporeo (metamero)  o a metameri superiori o inferiori,  e con l’encefalo.  Per questi collegamenti sono necessari neuroni intermediari.   Questo fatto è può spiegare perché,  quando lo stimolo è debole,  il riflesso è all’inizio molto più limitato,  ma può,  con il crescere dell’intensità dello stimolo,  estendersi ad altri gruppi muscolari o prendere la forma di un movimento complesso,  come ad esempio quello della fuga o dell’assalto.  In questa irradiazione   dei riflessi i segnali afferenti sensitivi prendono dapprima la via preferenziale verso un numero limitato di motoneuroni e poi,  crescendo essi di numero e di frequenza,  possono anche seguire altre vie che portano ad altri gruppi di motoneuroni ed a riflessi più estesi.  Ma qualunque sia la via seguita dai segnali,  questi provocano sempre risposte utili all’animale.  Le informazioni sensitive che salgono all’encefalo,   fino alla corteccia cerebrale,  vengono utilizzate per pianificare risposte più complesse,  una vista della conservazione dell’individuo e della specie:  nell’uomo diventano coscienti.  I motoneuroni comunque sono sempre l’ultimo mezzo effettore,  simile ad un terminale di una apparecchiatura elettronica,  comune ai riflessi spinali o encefalici. Continua…

 

22/12/2016

 

I riflessi viscerali o vegetativi meritano una parola a parte. Il neurone di senso viscerale ha lo stesso decorso del neurone di senso somatico.  Ma il suo neurite si mette in comunicazione con motoneuroni che costituiscono le vie motorie viscerali,  diverse da quelle che innervano i muscoli somatici.  Per ogni organo  viscerale,  vi sono due vie motorie, antagoniste tra di loro e chiamate rispettivamente simpatica o parasimpatica.  I motoneuroni spinali che danno origine a queste vie motorie antagoniste non giacciono allo stesso livello del neurasse.  Le vie motorie viscerali constano sempre di almeno due neuroni, a differenza di quelle dei muscoli somatici.  Uno di questi neuroni ha il corpo cellulare nel neurasse e l’altro neurone in un ganglio simpatico o parasimpatico.  Le fibre nervose o neuriti,  che collegano ai gangli i corpi cellulari siti nel neurasse formano i nervi pregangliari;  i neuriti che collegano i gangli con l’effettore viscerale formano i nervi postgangliari.  Da ricordare qui l’impulso che nasce nella terminazione ricettrice si propaga automaticamente e senza decremento sino alle ultime terminazioni dendritiche dello stesso neurone.  Questo segnale è essenzialmente un fenomeno elettrico di inversione di polarità a carico della membrana che circonda la fibra.  Esso viaggia in una fibra in modo indipendente dai segnali che viaggiano nelle altre fibre vicine del tronco o filamento nervoso.  Si tratta quindi di un fenomeno che si mantiene strettamente circoscritto alla fibra che gli ha dato origine.  Continua…

23/12/2016

 

La velocità con cui i segnali viaggiano nelle fibre nervose è molto elevata,   da 1 m a 100 al secondo.  Le fibre nervose a maggiore velocità di conduzione sono quelle ricoperte da un manicotto di mielina.  La membrana di mielina ha funzione isolante ed è costituita da strati di proteine alternati a strati di grassi fosforati e colesterolo.  Il manicotto mielinico è interrotto di tanto in tanto da strozzature (strozzature di Ranvier)  che lasciano allo scoperto la membrana del neurite.  Le strozzature si ripetono ad intervalli regolari,  tanto più lunghi tanto è più grosso il diametro trasversale della fibra.   In queste fibre mieliniche il segnale elettrico salta da una strozzatura all’altra accelerando così notevolmente il fenomeno della sua propagazione.  È interessante notare che il numero delle strozzature è fissato in tempi precoci dello sviluppo dell’organismo,  cosicché la crescita successiva del neurone e dei suoi prolungamenti non viene a modificare il numero delle strozzature che sono gli unici punti di passaggio obbligato nella corsa del segnale elettrico.  Di conseguenza il tempo totale di percorrenza non si modifica dal neonato all’adulto,  anche se la lunghezza delle fibre cresce di molte volte prima di raggiungere lo stato adulto.  Le fibre del sistema nervoso centrale e periferico dei vertebrati sono tutte mieliniche,  ad eccezione delle fibre motorie dei nervi postgangliari del sistema di conduzione vegetativo che sono amieliniche;  negli invertebrati troviamo invece solo fibre amieliniche.  Mentre il segnale elettrico si autopropaga lungo tutta l’estensione di un neurone,  dalle terminazioni  dendritiche alla terminazione neuritica,  con lo stesso meccanismo elettrico e la stessa velocità  di trasmissione dell’informazione da un neurone all’altro avviene con un meccanismo diverso. Continua…

27/12/2016

 

Il punto di contatto tra un neurone e l’altro è chiamato sinapsi interneuronica.   Attraverso la sinapsi l’informazione viene portata,  per via chimica dal neurite al dentrite;  la terminazione neuritica secerne infatti una sostanza detta  “mediatore chimico”,  che diffonde nello spazio intersimpatico e viene a modificare il punto di contatto dentritico Questo cambiamento nel meccanismo di propagazione del segnale,  ha il suo significato preciso:  il secondo neurone nella catena,  infatti,  può ricevere informazioni da più neuroni che lo precedono.  Queste informazioni sono elettricamente tutte uguali,  ma il loro effetto talvolta è  qualitativamente opposto,  eccitatorio quando porta all’eccitamento,  inibitorio quando porta alla depressione.  L’informazione quindi non è univoca e non può essere ottenuta che non intermediari chimici di natura diversa.  Prendiamo l’esempio di un riflesso spinale di contrazione muscolare,  immaginiamo che il movimento sia l’estensione della gamba sulla coscia,  provocata dalla contrazione del muscolo quadricipite femorale.   I neuroni di senso i cui segnali evocano questa contrazione,  per mezzo del loro prolungamento neuritico, si sono dunque messi in contatto sinaptico,  con i motoneuroni che innervano le fibre muscolari del muscolo in questione,  eccitandoli.  Ma gli stessi neuroni di senso contemporaneamente hanno inviato segnali inibitori,  tramite un neurone intermediario, ad un altro gruppo di motoneuroni che innervano le fibre muscolari di muscoli antagonisti, di muscoli cioè che muovono l’articolazione del ginocchio in senso opposto.  Alla contrazione del quadricipite (estensore)  si associa la decontrazione dei flessori;  il movimento di estensione oltre che risultare più agevole costa di meno,  in termini di energia consumata,  perché incontra meno resistenza.  Continua nell’articolo risposte ai lettori novantadue trentesima parte…

 

LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOCINQUESIMA PARTE

09/12/2016

IN  CUCINA  CON  AMORE  E  CON  FEDERICA

Federica   Cosa ci presenti oggi?

Elena   Ti mostro qualcosa fatto alla brace:  verdure e pollo;  sono venuti davvero bene.

POLLO  ALLA BRACE

Con melanzane e peperoni

Ingredienti:  acquistiamo il pollo che serve,  melanzane,  peperoni,  olio extra vergine d’oliva,  vino bianco,  rosmarino,  aglio,  farina di riso, dragoncello,  scalogno,  pepe,  peperoncino.

Esecuzione:  mettiamo i pezzi di pollo in marinatura con vino,  sale,  pepe, peperoncino, dragoncello.  Dopo alcune ore,  lo togliamo  e lo pennelliamo con l’olio,  poi,  lo mettiamo nel forno sulla brace.  Nel frattempo taglieremo i peperoni e le melanzane,  saliamo,  pepiamo e quando il pollo avrà  raggiunto  la cottura al dente,  inforniamo anche le verdure pennellate con l’olio e spolverate con farina di riso. Pochi minuti e tutto sarà pronto da gustare. Tutto risulterà saporito e croccante.

Federica   Sai,  da tempo volevo chiederti se hai il tempo per farmi i dolci di Natale come ad esempio le paste miste.  Però non vorrei farti lavorare troppo.

Elena   Se non mi verrà l’influenza te li farò volentieri,  tempo fa ho fatto le prove di undici qualità di paste,  spero che mi riescano bene.

10/12/2016

Elena  Questa invece è una trota salmonata in salsa bernese.

TROTA  SALMONATA  IN  SALSA  BERNESE

Ingredienti:  una trota salmonata,  un limone,  sale,  rosmarino,   olio extra vergine d’oliva,  un chiodo di garofano.  Per la salsa bernese:  50 g di burro fuso a bassa temperatura, un cucchiaino di prezzemolo tritato,  un bicchierino di aceto bianco,  un cucchiaino di dragoncello tritato,  un cucchiaino di pepe nero macinato, un pizzico di peperoncino, due rossi d’uovo,  mezzo scalogno tritato. Contorno:  lattuga,  peperoni rossi,  verdi e gialli al forno.

Esecuzione:   sfilettiamo la trota e togliamo tutte le lische,  mettiamo le due parti di pesce in marinatura con succo di limone,  sale, rosmarino, olio extra vergine d’oliva.  passata un’ora circa togliamo il pesce dalla marinatura,  lo metteremo in forno o sulla piastra a temperatura medio bassa.  Raggiunta la cottura a puntino,  cospargeremo il pesce con la salsa bernese.  Per la salsa bernese  abbiamo messo la casseruola sul fuoco con l’aceto, il pepe,  il dragoncello,  lo scalogno, lo abbiamo portato a bollitura  per  ridurlo un po’.  Poi  lo abbiamo frullato e a parte abbiamo sbattuto i tuorli e li abbiamo uniti al composto. Portiamo il tutto a bagno-maria  e sempre mescolando aggiungeremo il burro fuso;  per ultimo uniremo il prezzemolo e impiatteremo con la lattuga e i peperoni cotti al forno.

Federica    Che sapori! È  tutto così invitante!

13/12/2016

Elena   Vorrei ringraziarti per ieri sera,  un’accoglienza così è stata troppo,  siete meravigliosi.   Oggi ti mostro le verdure ripiene da fare per la vigilia di Natale.  Sono ripiene con carne da salame sgrassata alla griglia e formaggio tipo caciotta o Asiago.

Verdure ripiene  al forno

Ingredienti :  fontina,  o caciotta,   carne  suina da salame peperoni colorati misti,  cipolle tropea,  zucchine,  carciofi,  melanzane tagliate in maniera circolare,  olio extra vergine d’oliva,  parmigiano reggiano grattugiato,  prezzemolo,  una noce di burro,  salvia,  spezie miste.

Esecuzione:  laviamo e svuotiamo le verdure,   poi facciamo il ripieno tagliando il formaggio a dadini,  grigliamo la carne da salame,  tritiamo il prezzemolo e aggiungiamo il parmigiano grattugiato e le spezie .  A questo punto  mescoliamo bene e mettiamo il ripieno.  Poi pennelliamo le verdure con l’olio e insieme alle cipolle tagliate fini,  le zucchine a cubetti mettiamo in forno a 170° per venti minuti.  Per prima cosa poi toglieremo le cipolle e le zucchine,  poi le verdure ripiene.  Ecco i due piatti:  molto salutari e gustosi.  (Togliere la pellicina dai peperoni).

Federica   si fa proprio una bella figura con questi piatti in tavola.  Grazie,  alla prossima,  nel frattempo ti mando tutta la musica che esiste.

16/12/2016

Elena  Oggi presento le ricette eseguite nei mesi di ottobre e novembre.  Come prima ricetta dovrai rifare questo piatto di paccheri al sugo di verdure e funghi.

Paccheri ai sapori dell’autunno

 

Ingredienti:  paccheri di semola di grano duro,  scalogno,  porro,  origano,  spezie,  funghi porcini,  fontina,  parmigiano reggiano, pomodori freschi pachino, una punta di zafferano,  olio extra vergine d’oliva,  brodo vegetale.

Esecuzione: facciamo il sugo affettando lo scalogno e il porro,  li soffriggeremo con una punta di olio,  poi,  aggiungeremo i pomodorini senza la buccia,  tritiamo finemente i porcini,  sfumiamo col vino bianco,  e lasciamo cuocere per qualche minuto affinché si addensi un po’.  Incorporiamo lo zafferano e la fontina, e adesso mettiamo i paccheri nel brodo vegetale bollente,  devono bollire per dieci minuti e poi li scoliamo,  e li incorporiamo nella casseruola del sugo.  Mescoliamo un po’ a fiamma viva,  spegniamo il fuoco,  infine metteremo una manciata di parmigiano grattugiato e un giro di olio. Buon appetito!

Federica   Sono buoni da morire!  Domani cosa ci farai vedere?

Elena   Domani ho due sorprese,  ciao!

17/12/2016

Elena   Eccomi qua come promesso,  sono puntuale,  ti presento due dolci  buoni naturali ottimi anche per i bimbi.  È vero,  forse c’è chi dà ai loro figli troppi dolci ma come si può togliere del tutto i dolci ai bambini?  Ogni tanto anche secondo il parere dei medici nutrizionisti è bene dare qualche dolce a merenda,  specialmente se  fatta in casa con amore senza aggiunta di …  Oggi ti mostro un dolce di ottobre fatto con l’uva di cui i bimbi ne vanno matti:  è il budino fatto col mosto d’uva, senza l’aggiunta di zucchero o miele o altri dolcificanti,  ma solo con mosto e farina di riso.

Budino  al  succo d’uva

o comunemente chiamato “sugolo”

Ingredienti:  uva da lambrusco,   farina di riso.  Dieci cucchiai di farina di riso in un litro di mosto  in crepata. Nell’esecuzione vedremo che cos’è la crepata.

Esecuzione:  acquistiamo l’uva scura , la laviamo accuratamente col bicarbonato, poi staccheremo gli acini uno ad uno e li metteremo in una grossa pentola.  Accenderemo il fornello e la portiamo ad ebollizione;  la faremo bollire per dieci minuti.  A questo punto lasciamo intiepidire il tutto e incominceremo a filtrare il succo ottenuto con la bollitura e l’apertura degli acini (la crepata).  Una volta raffreddato possiamo incominciare a fare il sugolo:  mettiamo tutta la farina che ci serve nella casseruola,  poi piano piano aggiungeremo il mosto e stemperiamo bene affinché non vengano grumi.  Per le meno esperte in cucina sarebbe meglio se si filtrasse il composto prima di metterlo sul fuoco.  A questo punto sempre mescolando lo faremo addensare a fiamma moderata e quando avrà raggiunto l’ebollizione spegnere il fuoco.  Versare il contenuto in uno stampo o in una zuppiera.  Risulterà dolce,  cremoso liscio con tutto l sapore dell’uva dell’autunno.

Federica   Posso dirti la verità?  A me piace solo il tuo!

Elena   Guarda che è la cosa più semplice del mondo,  basta osservare le regole.  E adesso veniamo all’altro dolce che sa di natura meraviglioso anche questo;  l’ho fatto proprio per un compleanno di circa dieci bambini.  Si tratta della torta di castagne.

Torta di castagne e cioccolato

Ingredienti:  un kg  netto di castagne già lessate a vapore,  più quelle della decorazione,  uvetta sultanina,  100 g di cacao amaro,  200 g di zucchero semolato,  due uova intere,  50 g di burro,  scorza d’arancia grattugiata (arance naturali), una bustina di lievito per dolci, latte q.b. ,  cioccolato fondente dolce,  e panna montata,  50 g di zucchero a velo per caramellare le castagne.

Esecuzione:  lessiamo le castagne,  poi toglieremo la buccia e le passiamo nel passino delle patate.  Viene una bella fontana,  apriamo il cratere e mettiamo le uova, lo zucchero  il cacao, l’uvetta (messa in ammollo col latte e ben strizzata), il burro, il latte infine il lievito,    impastiamo e versiamo il composto nella teglia.  Inforniamo a 175° per 50 minuti.  Lasciamo raffreddare la torta, e nel frattempo caramelliamo le castagne per la decorazione;  montiamo la panna e sciogliamo il cioccolato a bagno-maria.  Adesso procediamo per la decorazione.  Ed ecco il dolce meraviglioso e salutare per grandi e piccini.

Federica   È davvero meraviglioso  in tutti i sensi.

Elena   Grazie!  Domani ci sarò per dettare l’ultima ricetta di quest’anno,  proseguiremo il sette Gennaio,  con le ricette di ottobre,  di  novembre e di dicembre.  Buona  domenica a tutti!

!8/12/2016

Elena   Ed ecco un secondo piatto buonissimo che tutti possiamo realizzare:  brasato e ceci.

BRASATO  E  CECI

Ingredienti:  ceci,  polpa coscia di manzo,  vino rosato delle nostre zone,  cipolla rosata e uno scalogno,  sale q.b,  peperoncino, olio extra vergine d’oliva,  carote e sedano,  un pizzico di macis, e un chiodo di garofano, brodo vegetale q.b.

Esecuzione:  Prepariamo la carne,  la tagliamo a fettine,  Ora facciamo rosolare la cipolla e lo scalogno affettati,  sfumiamo col vino,  aggiungiamo le verdure e spezie,  poi la carne e il brodo sufficiente per la cottura,  copriamo e abbassiamo la fiamma a fuoco moderato.  Adesso  mettiamo i ceci già ammollati da otto ore circa e portiamo a termine la cottura.  Il tutto deve risultare succulento e cotto alla perfezione. Presentiamo l’intingolo nel piatto da portata e a piacimento metteremo un giro di olio.

Federica   È  un piatto gustosissimo e profumato.  E con questo mi congedo da te mandandoti tutti gli auguri più belli!

Elena   Anch’io auguro a te e a tutto il mondo un 2017 migliore di sempre!  Ciao ciao!  Al  sette Gennaio 2017!

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE VENTOTTESIMA PARTE

09/12/2016

L’ENCEFALO  E I  SUOI  NERVI

La corteccia del telencefalo è infine sede di attività superiori,  quali il pensiero astratto,  la memoria ecc.   Le zone associative sono pari e simmetriche,  sono presenti cioè in ambedue gli emisferi,  ma funzionano solo quelli di un emisfero.  Importanti nuclei telenfalici profondi,  cioè immersi nella sostanza bianca,  sono corpi striati che fanno parte di un complesso di nuclei destinati all’attività motoria automatica extrapiramidale.  Quest’ultimo aggettivo indica che i suoi centri sono situati al di fuori della via piramidale,  regolata dalla corteccia del giro pre-rolandico che,  come si disse,  è caratterizzata dalle cellule di forma piramidale cui si deve il nome via piramidale.  La via extrapiramidale ha però rapporti con la corteccia del lobo frontale e del lobo parietale ed ha stazioni di sostanza grigia anche in altri segmenti dell’encefalo.  La sostanza bianca del telencefalo è formata da fibre mieliniche destinate a funzioni diverse,  riassumibili in tre categorie: 1)  fibre associative,  che mettono in relazione due regioni della corteccia dello stesso emisfero più o meno lontane l’una dall’altra;  2)  fibre interemisferiche o commessurali,  che mettono in connessione regioni corticali omologhe dei due emisferi e formano la commessura del corpo calloso;  quest’ultimo è la grossa formazione bianca che si vede in fondo alla fessura interemisferica divaricando i due lobi;  3)  fibre di proiezione,  acsendenti sensitive e discendenti motrici,  che mettono in connessione la corteccia cerebrale con i centri nervosi sottostanti. Continua…

11/12/2016

Va ricordato che al telencefalo arrivano i nervi olfattori,  costituenti il primo paio di nervi encefalici.  Sotto al telencefalo,  in parte incuneato in esso,  si trova il diencefalo nel quale spicca per volume ed importanza funzionale un grosso accumulo di sostanza grigia,  il talamo ottico.  Si tratta di una importantissima stazione sottocorticale alla quale arrivano tutti gli impulsi sensitivi  (olfattori,  visivi,  acustici di sensibilità generale)  provenienti dagli altri centri e destinati a raggiungere le aree proprie della corteccia cerebrale.  Dorsalmente al talamo si trova l’epitalamo,  in cui si nota una piccola ghiandola endocrina,  l’epifisi o ghiandola pineale,  che nell’uomo sembra essere una struttura rudimentale o secondariamente regredita;  ventralmente vi è la regione ipotalamica,  sede di importanti centri regolatori di attività della via vegetativa quali il sonno e la termoregolazione corporea,  nonché di gruppi di cellule neuro-secretrici connessi con il lobo posteriore dell’ipofisi,  chiamato anche ipofisi nervosa per le fibre nervose provenienti dall’ipotalamo che vi si trovano.  Si comprende così come l’attività dell’ipofisi possa essere influenzata dal sistema nervoso centrale.  Al diencefalo arrivano i nervi ottici (2° paio di nervi cranici)  cui seguono i tratti ottici che formano parte del pavimento e delle pareti laterali del diencefalo stesso.  La cavità del diencefalo è il 3° ventricolo;  essa è in comunicazione lateralmente con i ventricoli del telencefalo e posteriormente si continua con un sottile condotto,  l’acquedotto di Silvio,  che attraversa il mesencefalo.  Il mesencefalo o terzo segmento encefalico,  segue caudalmente nel diencefalo.  Esso è ricoperto dalla parte posteriore dei due emisferi telenfalici che occorre divaricare per scoprirlo.  Nel mesencefalo distinguiamo una parte,  posta sopra all’acquedotto di Silvio,  chiamata lamina quadrigemina, nella quale si nota una struttura grigia stratificata che può ricordare la corteccia del telencefalo,  che sta a indicare la sua funzione di coordinazione degli stimoli sensitivi( visivi e acustici)  e delle risposte motorie di tipo riflesso,  quali sono il movimento dei bulbi oculari,  la rotazione della testa,  il riflesso papillare,  ecc.  Continua…

12/12/2016

Il nome di lamina quadrigemina deriva dal fatto che vi si riscontrano quattro rilievi o collicoli,  due anteriori in rapporta con la visione  e due posteriori in rapporto con l’udito.  La parte anteriore,  filogeniticamente più antica,  nei vertebrati inferiori forma il tetto ottico,  che è un centro superiore di coordinamento nervoso,  il quale sostituisce,  entro certi limiti, la corteccia cerebrale.  Questa infatti,  in detti animali,  non ha lo sviluppo e la funzione che troviamo nei mammiferi e in particolare nell’uomo.  Al tetto ottico giungono anche sensazioni dolorose e termiche,  di caldo e di freddo,  inviate dal midollo spinale.  Le regioni ventrali e laterali del mesencefalo formano il corpo del mesencefalo,  in cui si trovano i nuclei del 3° e del 4° paio di nervi encefalici destinati ad innervare la maggior parte dei muscoli che fanno muovere i bulbi oculari.  Vi si trova inoltre un’importante stazione della via extrapiramidale,  il nucleo rosso,  connesso con il corpo striato,  centro superiore del telencefalo,  già ricordato,  e con il cervelletto,  e deputato a regolare i movimenti del tronco e degli arti.  Il mesencefalo è ovviamente attraversato da fasci  di fibre nervose,  che costituiscono una parte notevole della sostanza bianca di questo segmento:  sono i peduncoli cerebrali,  che portano verso i centri superiori impulsi provenienti da da segmenti inferiori e viceversa,  impulsi rispettivamente sensitivi (ascendenti) e motori (discendenti).  In coda  al mesencefalo troviamo il metencefalo,  formato da due parti ben distinte,  una ventrale detta ( ponte  di Varolio) e una dorsale,  il cervelletto.  Attraverso il ponte passano le fibre che ho descritto come peduncoli cerebrali parlando del mesencefalo,  e fibre disposte trasversalmente, ad abbracciare come un semianello le fibre verticali.  Le fibre orizzontali mettono in rapporto tra loro i due emisferi del cervelletto e sono dette perciò peduncoli cerebellari.  Continua…

13/12/2016

Tutto questo insieme di fibre costituisce la sostanza bianca del ponte che, come negli altri segmenti encefalici sopra descritti,  ad eccezione del telencefalo,  si trova anche alla periferia.  Frammisti alla sostanza bianca metencefalica si trovano ammassi di sostanza grigia costituenti i nuclei pontini;  taluni di essi sono connessi con la corteccia cerebrale e con quella del cervelletto, quest’ultimo viene così controllato dalla corteccia degli emisferi cerebrali.  La porzione dorsale del metencefalo è costituita dal cervelletto,  segmento encefalico di notevole importanza funzionale perché regola l’attività motoria somatica.  Il cervelletto controlla il tono muscolare e la forza dei movimenti volontari e automatici.  Ciò che si realizza per mezzo di riflessi che assicurano l’equilibrio del corpo, in base a informazioni provenienti dai canali semicircolari e dall’utricolo dell’orecchio interno e dagli organi locomotori stessi  (superfiarticolari,  muscoli,  tendini,  fasce muscolari).  Rispetto al resto della massa encefalica,  le dimensioni del cervelletto sono notevoli,  superate solo da quelle degli emisferi cerebrali;  e da ciò che deriva il nome,  che appunto significa piccolo cervello.  È anch’esso formato da due emisferi,  emisferi cerebellari (o lobi laterali),  e da un lobo mediano chiamato verme per la forma allungata,  vermiforme,  suddivisa da solchi trasversali in anelli che si susseguono.   La superficie degli emisferi cerebellari e del verme è ricoperta,  anch’essa da una corteccia,  la corteccia cerebellare,  che appare come pieghettata per la presenza di solchi,  poco profondi e scissure,  profonde parallele e disposte trasversalmente rispetto all’asse encefalico antero posteriore.  Continua…

14/12/2016

Tale solcatura suddivide la sostanza grigia corticale (circonvoluzioni cerebellari)  e la sostanza bianca interna in modo tele che,  sezionando il cervelletto con tagli sagittali,  la superficie di taglio persenta un aspetto fogliforme, o arborescente,  dal quale derivò il nome di “arbor vitae”,  con cui lo designavano gli antichi anatomici.  Situati profondamente,  all’interno della sostanza bianca,  si trovano tre ammassi principali di sostanza grigia detti nuclei profondi o grigi centrali del cervelletto;  essi sono connessi con la corteccia del telencefalo.  Il cervelletto è infatti collegato con il resto del neuroasse per mezzo di tre coppie di peduncoli cerebrali:  superiori,  medi,  inferiori,  nei quali  passano fasci di fibre da e per i centri superiori ( corteccia cerebrale,  corpo striato,  talamo ottico del diencefalo,  nucleo rosso mesencefalico), fasci che collegano le due metà del cervelletto attraversando la protuberanza anulare  (= anello pontino),  fasci da e per il midollo spinale.  La corteccia cerebellare ha una struttura molto complessa:  essa è caratterizzata da cellule di  Purkinje con dentriti molto numerosi e ramificati a spalliera,  su cui arrivano i prolungamenti e quindi le informazioni di numerosi neuroni associativi.  Questo permette alle cellule di Purkinje di inviare risposte che si diffondono a valanga e coordinare l’attività dei vari settori muscolari e in particolare di muscoli tra loro antagonisti.  Al di sotto del cervelletto si trova l’ultimo segmento encefalico,  il mielencefalo,  detto anche midollo allungato o bulbo.  Per vedere bene la parte dorsale bisogna sollevare il cervelletto che copre il 4° ventricolo (ventricolo bulbare).  Questo è posto superficialmente,  essendo  ricoperto soltanto da una laminetta meningea molto vascolarizzata  chiamata tela coroidea del 4° ventricolo.  La cavità che a causa della sua forma a losanga è denominata fossa romboidale,  si estende  nel metencefalo e si continua nell’acquedotto di Silvio  del mesencefalo;  caudalmente è in comunicazione con il canale centrale del midollo spinale. Il fondo o pavimento della fossa romboidale corrisponde alla sostanza grigia bulbare formata dai nuclei di nervi encefalici,  e precisamente dalle ultime sette paia,  cioè dal 6° al 12°.  Continua…

15/12/2016

Tali nuclei,  essendo superficiali provocano dei rilievi del pavimento stesso,  sono disposti secondo un ordine che corrisponde a quello dei nuclei di sostanza grigia del midollo spinale;  nel bulbo,  però, il canale midollare,  trasformandosi in 4° ventricolo,  è venuto ad incunearsi allargandosi,  tra i due bracci dell’H  della sostanza grigia che è stata spinta a disporsi su una linea frontale anziché su due linee sagittali  parallele come il midollo.  Nel midollo allungato troviamo inoltre una formazione grigia,  pari,  chiamata oliva bulbare,  che sporge sulla faccia anteriore ed è una stazione della via motrice che ha collegamenti con il cervelletto e con altri centri encefalici e del midollo spinale.   Inoltre,  ci sono due nuclei ( di Gall e di Burdach)  sui quali terminano fibre nervose di senso,  penetrate dal  midollo spinale atttraverso le radici posteriori  e proiettate a questa stazione  mielencefalica che a sua volta è collegata con centri superiori ( per esempio col talamo).  La sostanza bianca del midollo allungato è formata dai fasci di fibre che,  in senso ascendente o discendente,  lo attraversano anche incrociandosi.  Come nel midollo spinale la sostanza bianca del bulbo è disposta esternamente,  salvo in corrispondenza del pavimento del 1° ventricolo,  come ho già detto.  Pertanto,  il  midollo allungato è un sito di passaggio per i fasci ascendenti e discendenti,  rispettivamente sensitivi e motori,  che qui si incrociano o no;  vi passano anche fasci cerebellari.  Inoltre esso è un’ importante stazione nervosa,  sede di centri di fondamentali riflessi viscerali,  che si realizzano attraverso le fibre del nervo vago:  centro respiratorio;  centro moderatore del cuore; centro vasomotore per la contrazione delle arterie periferiche;  centri secretori (per la glicosuria,  per la secrezione urinaria,  per la secrezione salivare);  centro per i movimenti di masticazione,  di deglutazione,  del vomito, della tosse ecc.  Continua nell’articolo risposte ai lettori 92 ventinovesima parte…

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE VENTISETTESIMA PARTE

02/12/2016

Il  sistema nervoso di conduzione,  midollo spinale e i nervi spinali.

Le fibre delle radici anteriori portano gli stimoli motori ai muscoli degli arti e al tronco.  Sia nel caso delle radici anteriori che di quelle posteriori,  il territorio innervato è quello del corrispondente segmento corporeo (metamero).  Si ricorda che alcune fibre della radice anteriore,  anziché unirsi con le fibre sensitive,  si allontanano dalle compagne e raggiungono un ganglio della catena simpatica latero-vertebrale.  Queste fibre sono chiamate “rami comunicanti bianchi” (vie gangliari)  e rappresentano i neuriti di cellule situate nella sostanza grigia del midollo spinale.  Queste cellule e fibre fanno parte del sistema simpatico e formano i centri destinati a coordinare le attività di organi viscerali innervati da fibre che partono dai gangli simpatici  (fibre post-gangliari);  alcune delle fibre post-gangliari ritornano verso il nervo spinale,  prima abbandonato,  formano un ramo comunicante grigio. La denominazione comunicante sia per le fibre pre-gangliari,  che per quelle post-gangliari indica chiaramente la funzione di connettere i due sistemi,  spinale e simpatico; il bianco sta ad indicate il colore delle fibre,  che sono avvolte da abbondante mielina,  come le altre fibre motrici somatiche della radice anteriore.  Il grigio indica che le fibre post-gangliari sono povere di mielina e che quindi hanno una colorazione grigiastra.

La struttura del midollo spinale ha il contorno del cilindro piuttosto irregolare,  essendo leggermente compresso in senso antero-posteriore,  lo dividono in due metà simmetriche. Inoltre alla periferia si trova sostanza bianca e al centro sostanza grigia; questa presenta una caratteristica disposizione ad acca (H) in cui è agevole riconoscere due corna anteriori,  piuttosto massicce,  due corna posteriori più sottili e una commessura grigia,  disposta perpendicolarmente alla direzione delle corna.    Continua…

03/12/2016

Nella sostanza grigia si trovano cellule nervose di nevroglia e fibre amieliniche;  nelle corna  anteriori sono concentrati i neuroni o cellule radicolari anteriori dalle quali partono le fibre  delle radici anteriori.    Tali fibre vanno ad innervare i muscoli scheletrici  e quindi i loro nuclei sono motori.  nelle corna posteriori si trovano cellule sulle quali terminano  fibre di senso, penetrate nel midollo attraverso la radice posteriore;  nelle corna posteriori sono localizzati dunque nuclei sensitivi Questi a loro volta si mettono in rapporto con cellule motorie situate sia nello stesso segmento del midollo spinale,  dello stesso lato o del lato opposto,  e in questo caso,  attraverso fibre che attraversano la commessura grigia,  sia con cellule situate a livelli più bassi o più alti.  in tal modo si realizza una armonizzazione dell’attività tra gruppi diversi di muscoli,  anche di segmenti corporei diversi e delle due metà del corpo.  Il collegamento tra cellule sensitive e motrici,  nel midollo spinale,  può anche essere effettuato tramite l’interposizione di uno o più neuroni, detti neuroni associativi, situati sempre nella sostanza grigia spinale.  Alla base delle corna anteriori, si trovano gruppi di cellule che formano i nuclei di nervi motori diretti ai gangli del simpatico,,  quindi destinati ai visceri;  tali cellule pregangliari sono quindi i pirenofori delle fibre formanti i rami comunicativi bianchi  di cui ho menzionato in precedenza.

Analogamente,  alla base delle corna posteriori si trovano cellule sensitive che raccolgono informazioni portate da fibre provenienti dai visceri.  Questi due gruppi di cellule (nuclei nervosi),  situati alla base delle corna di sostanza grigia,  formano la porzione centrale o intramidollare del simpatico. Continua…

05/12/2016

Nella sostanza bianca decorrono le fibre nervose mieliniche che si portano verso segmenti situati a livelli diversi,  recandosi ai centri superiori (fibre ascendenti) o a centri situati più in basso (fibre discendenti).   Le fibre dirette verso una meta comune decorrono insieme,  formando fasci che partecipano alla costituzione di vie discendenti o ascendenti che uniscono nuclei e stazioni di smistamento di uno stesso sistema funzionale.  Esempi di questa organizzazione  la via motrice cerebro-spinale discendente,  e la via della sensibilità generale ascendente,  la via  spinocerebellare ascendente, localizzate in zone diverse della sostanza bianca;  quest’ultima a causa della presenza della sostanza grigia,  risulta infatti suddivisa in un cordone posteriore,  un cordone laterale e un cordone anteriore.  Ventralmente alla commessura grigia si trova una commessura bianca,   formata dalle fibre bianche, che passa da una metà all’altra del midollo spinale,  incrociandosi;  in tal modo i centri nervosi di un lato possono determinare l’attività di organi effettori del lato opposto del corpo.

L’encefalo  e  i  suoi  nervi

L’encefalo è quella porzione del neurasse situata entro la scatola cranica.  Fin dalle fasi più precoci dello sviluppo,  la primitiva struttura tubolare si perde a causa della formazione di una serie di cinque vescicole o rigonfiamenti cerebrali che si susseguono in senso cranio-caudale. Le pareti di tali vescicole sono più o meno inspessite in conseguenza della concentrazione e dello sviluppo in ciascuna di esse di centri nervosi preposti a particolari funzioni.  Determinanti per l’organizzazione strutturale delle singole parti dell’encefalo sono i rapporti con gli organi di senso concentrati nel capo;  le informazioni trasmesse da tali organi comportano risposte complesse,  pertanto complessità di struttura dei centri nervosi.  Le cinque vescicole sono cave all’interno per la presenza dei ventricoli cerebrali o di un canale,  in comunicazione tra loro e con il canale midollare.  Procedendo in senso cranio-caudale troviamo:  il telencefalo,  connesso con l’organo dell’olfatto,  come indica il nome rinencefalo con cui è pure designato.  Il diencefalo,  in rapporto con l’organo della vista;  il romboencefalo,  che si suddivide in metencefalo  (cervelletto e ponte)  e mielencefalo (o midollo allungato) ed è in rapporto con l’organo statoacutistico e con gli organi del gusto.  Continua  domani…

06/12/2016

Il telencefalo,  attraverso l’evoluzione,  ha acquistato caratteri morfologici e funzionali sempre più complessi;  Nell’uomo si è sviluppato ampiamente,  più di tutte le altre vescicole,  specialmente a causa dello sviluppo della corteccia cerebrale e per il fatto di essere diventato il centro superiore integrativo di quasi tutte le attività della vita d relazione e intellettiva.  Ovviamente anche nell’encefalo,  come nel midollo spinale,  con cui è in continuità,  la trasmissione e l’elaborazione degli impulsi nervosi si realizza attraverso i nuclei e le fibre nervose.  Queste sono riunite in fasci che formano la sostanza bianca e costituiscono tratti di vie.  Tra i fasci di sostanza bianca si trovano masse di sostanza grigia di varia forma e grandezza,  aventi anch’esse valore di stazioni di arrivo o di partenza di fibre nervose;  da alcune di queste si originano i nervi encefalici che emergono dall’encefalo,  altre fibre mettono in connessione tra di loro i nuclei encefalici aventi significato di centri associativi,  ecc.  La massa nervosa encefalica pertanto viene spesso intersecata e suddivisa dal passaggio di fasci nervosi e non ha più la struttura compatta e ordinata descritta per il midollo spinale. Fino a qui è stata considerata la sostanza grigia interna o profonda,  circondata da sostanza bianca;  in alcuni segmenti encefalici (telencefalo tratto del mesencefalo, cervelletto) intorno alla sostanza bianca si trova uno strato esterno di sostanza grigia,  detta corteccia,  che è caratterizzata da una struttura a strati di cellule sovrapposti.  Una organizzazione così,  offre la possibilità di connessioni e correlazioni molto complesse.  Nel telencefalo,  comunemente detto cervello,  che è la massa più voluminosa dell’encefalo umano,  sovrastante le altre sezioni,  si distinguono due emisferi,  separati dal profondo solco chiamato scissura interemisferica.  Ciascun emisfero è scavato da un ventricolo (ventricoli laterali).  La superficie degli emisferi ha un aspetto tipico,  caratterizzato dalla presenza di solchi e scissure delimitanti aree di sostanza corticale dette circonvoluzioni o giri,  che si possono raggruppare in lobuli,  o lobi,  i quali corrispondono grossolanamente alle sovrastanti ossa craniche.  Continua…

08/12/2016

Nella corteccia sono state inoltre riconosciute aree corticali aventi valore funzionale diverso e specifico,  che sono definite quindi localizzazioni,  cioè sedi di formazioni specifiche; di esse sono state costruite mappe più o meno dettagliate.  In alcune di tali aree vengono proiettate informazioni  sensitive provenienti dai nuclei situati in segmenti encefalici inferiori o nel midollo spinale.  Ben note sono l’area visiva,  situata nella corteccia del lobo occipitale,  e l’altra acustica nel lobo temporale;  l’area della sensibilità generale si trova nel lobo parietale,  dietro al solco centrale chiamato scissura di Rolando.  L’area olfattoria ha sede nella zona della faccia della corteccia volta verso il solco interemisferico.  Altre aree corticali corrispondono a centri di motilità volontaria e sono situati nella circonvalazione del lobo parietale,  che si trova avanti alla scissura di Rolando  (circonvalazione pre-centrale o pre-rolandica).   Qui la corteccia è caratterizzata dalla presenza di cellule piramidali.  Sia nel giro pre-rolandico che in quello post-rolandico,  i centri rispettivi di sensibilità e di motilità sono distribuiti nello spazio inversamente alle corrispondenti regioni del corpo da cui provengono le sensazioni o a cui sono inviati i comandi di movimento:  i centri per i muscoli della testa o la sensibilità della cute di essa sono situati nelle zone inferiori dei rispettivi giri  (pre e post-rolandici);  verso l’alto,  e in sequenza,  si susseguono i centri per l’arto superiore,  per il tronco,  per l’arto inferiore, rispettivamente coscia, gamba,  piede.  Sono state inoltre localizzate aree associative,  e centri di funzioni complesse come il linguaggio,  per il quale abbiamo tre centri:  quello del linguaggio articolato,  quello del linguaggio visivo (scrittura) e quello del linguaggio uditivo.   Il linguaggio o capacità di comunicare,  ha infatti varie componenti quali l’idea di parola,  il significato di essa,  la struttura,  cioè i segni grafici per scriverla e pronunciarla  (successione di movimenti)  che come capacità di comprendere il senso,  dopo averla letta o udita,  ecc.  continua nel articolo risposte ai lettori novantadue ventottesima parte.

LA POESIA E’ AMORE

30/11/2016

LA  POESIA  È  TUTTO  QUESTO

Quando  in  molte persone  vedo  poesia mi commuovo

Per la gente stanca tutto sembra ormai vecchio

inutile,  vissuto

ma ogni volta che spunta il sole è un giorno nuovo pieno di speranza

Mi commuovo ogni qualvolta che ritorna una stagione,  davanti

a una vita che nasce

Mi commuovo davanti a una cascata di acqua pura,  perché

in essa lavo i segni delle ferite,  anche se in un modo o nell’altro

mi hanno fatto crescere

Mi commuovo al pensiero del tuo pudore,  dei tuoi sentimenti

e ti vedo negli occhi delle persone care

Mi commuovo davanti alla tua modestia che ti sei portato

dentro  perché prima di ogni cosa c’eravamo noi!

E quando mi soffermo davanti alle maestose cime che esprimono bellezza

da osservare in silenzio,  in loro vedo te,  poi,  dipingo i tuoi pensieri

sopra a un aquilone  e vorrei parlare di te a tutti.

Mi commuovo al pensiero di quando ti sentivi impotente

ed hai saputo essere ancora più vicino a noi!

Vorrei che un angelo ti portasse questo scritto

affinché tu possa sapere quanto ti abbiamo amato!

Quando ti penso mi commuovo ancora!

Elena  Lasagna  30/11/2016 © per l’album “poesie d’amore”.

TU E IL 2016-17 COSA VUOI SAPERE?

28/11/2016

IL  TUO  2016-17  FATTO  CON  IL  CUORE

articolo n 54

Sono V.  nata cinquantanove anni fa sotto il segno dei Pesci con ascendente Toro.  Abbiamo accolto in casa la fidanzata di nostro figlio,  l’abbiamo accudita come una figlia perché potesse terminare l’università.  Adesso però lei e mio figlio si sono lasciati,  questo è il ringraziamento per tutto quello che abbiamo fatto per lei!  Che cosa ci resta di tutti i sacrifici  spesi se questi figli non sono riconoscenti?  Con quale faccia ha potuto farci questo? Grazie .

Scusami V,  tu non puoi aiutare una persona perché questa si prenda cura di tuo figlio e magari di voi!  Se vuoi aiutare qualcuno non dovresti chiedere nulla in cambio,  poi,  è ammirevole che lei sia stata sincera con lui;  che rapporto d’amore sarebbe un rapporto per gratitudine, non rovinerebbe la vita a tuo figlio?  Se fossi in te io ne sarei fiera!  Se ha raggiunto i meritati traguardi è anche grazie a te,  a voi!  Si dovrebbe provare una cosa bellissima indipendentemente dal rapporto che hanno loro due.  L’amore si sa finisce,  ragione per cui dovresti  lasciare un bel ricordo di voi a tua nuora, se dite che l’avete accolta come una figlia allora togliti di dosso la rabbia e dimostralo prima che sia troppo tardi.  Se la offenderai il tuo lavoro verrà vanificato,  e di voi le resterà solo un bruttissimo ricordo da cancellare.  E chi ci dice che questa loro rottura non sia un’eventuale possibilità di cambiamento da tradursi in prospettive come nuove relazioni che porteranno strategie e mosse audaci per il loro futuro?   A volte  quando si cresce si ha bisogno di cambiare,  ma questo non toglierà il sentimento che prova per voi e i bellissimi ricordi della vita passata insieme a vostro figlio e a voi.  Sii orgogliosa di questo e augurale tanta felicità e vedrai che senza ombra di dubbio  riuscirai a sentirti gratificata e  felice anche tu.  Buon 2017!

Elena  Lasagna

06/12/2016

Sono Annalaura,  ho ventinove anni,  sono nata sotto il segno dell’Acquario con ascendente Gemelli.  Da un po’di tempo il mio ragazzo è cambiato:  è diventato molto geloso,  cosa che prima non c’era in lui.  Se per caso guardo qualcuno per porgergli il saluto,  va su tutte le furie,  dice che lo faccio apposta.  Pensi che sia malato o è l’ennesimo caso di quegli uomini che considerano la donna una loro proprietà?  Vorrei sapere solo una cosa:  finirà tra di noi?  Grazie!

Annalaura,  a che gioco stai giocando?  Chi meglio di te sa se la sua gelosia è motivata?  A volte quando si porta avanti un rapporto per forza si trovano mille scuse per rompere questo legame.  Prima ti faceva sentire bene,  il vostro rapporto era fin troppo bello,  ed ora non è che ti sei stancata della routine?  Cerchi di farlo ingelosire e poi dici che la sua gelosia è insopportabile.  Tuttavia,  se fossi in te cercherei di valutare la cosa:  se le sue paure sono ingiustificate o se invece sono manifestazioni sentimentali del tutto spontanee,  vedendoti un po’ distratta forse pensa che tu lo voglia lasciare.  A questo punto io non credo che sia un uomo possessivo,  ma ha un amore profondo nei tuoi riguardi e cerca di dimostrare come può con accorgimenti e tenerezze,  quella tenerezza contenuta dentro lo scrigno solido del cuore.  Io comunque vedo che tu non sei entusiasta di questo vostro rapporto;  prima dovrai risolvere il problema con te stessa,  perché mi è spuntata una domanda circa la qualità dei sentimenti che provi per lui.  Se nascondi la verità a te stessa,  non potrai mai capire che cosa vuoi veramente,  prenditi un po’ di tempo,  il tempo necessario per vederci chiaro,  e non prendere decisioni avventate che poi potresti pentirtene.  Una volta risolti i tuoi dubbi credo che ci saranno dei colpi di scena incredibili.  Poi,  gli parlerei con disinvoltura,  così sciogliete quelle complicazioni che ci sono nelle vostre menti,  dovresti  mostrare la tua luminosità e non lasciare che la tua apatia e intolleranza disegnino pericolose trame.  Accantona  pensieri inutili e lascia volare libere emozioni;  io so che ci riuscirai anche perché lui in questo non ha colpe.  Vi auguro tanta felicità,  buon 2017!

Elena  Lasagna

15/12/2016

Sono V,  nata quarantadue anni fa  sotto il segno dei Pesci con ascendente Ariete.  Non riesco a smettere di fare shopping,  almeno due volte a settimana io devo andare in giro per i negozi;  li passo tutti e spendo un casino.  Mi rendo conto che non si può andare avanti così,  ma non immagini quale terribile battaglia mi si insinua nel corpo e nella mente se non dovessi farlo. Vorrei smettere perché mio marito non è felice a causa mia.  C’è una strada da percorrere per smettere di fare queste spese inutili e per sentirmi felice ugualmente?  Grazie!

Se accumulare oggetti ti dà enorme soddisfazione significa anche che potresti non essere felice nel tuo rapporto di coppia.  Non hai molti affetti  o sbaglio?  Come non coltivi altri interessi che il lavoro e lo shopping.  Un rapporto ricettivo ha sentimento e gentilezza  e appagamento da vendere.  Dietro a questa tua mania dello shopping c’è un muro che si sta sgretolando;  dici di amare tuo marito ma il tuo è un sentimento introverso e inquinato da tutte quelle cose che ti aggrappi per sentirti appagata.  Esterna quello che provi per lui!  Spesso le persone introverse come te celano dei sentimenti  intensi,  ardenti,  che basterebbe poco a farli esplodere e vivere una vita meno tormentata.  Anche se l’amore non impone limiti,  a lungo andare certe cose negative diventano una rottura di  scatole e di tutto;  quindi,  ascolta te stessa,   comunica con te e scoprirai che la tua incessante corsa non amplifica il sentire le vere emozioni ;  cerca di attraversare i luoghi comuni senza fuggire da ciò che ti darebbe felicità.  Se ci metterai impegno farai senza rivolgerti agli esperti.  Un’altra cosa che ti potrebbe aiutare sarebbe quella di aprire un negozio di oggetti che ti piacciono e li avrai sempre a portata di mano. Ti giungano gli auguri più belli e sinceri.

Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOQUATTRESIMA PARTE

24/11/2016

IN  CUCINA  CON  AMORE  E  CON  FEDERICA

Elena   Oggi ti mostro una torta che facevo ogni anno per i miei genitori,  per festeggiare il loro anniversario di   matrimonio.  Nonostante la stagione fredda loro preferivano una torta alle creme o al gelato.  È una torta di bignè  decorata con panna montata e frutti di bosco.

SEMIFREDDO  AI  BIGNÈ

Ingredienti:  250 g di panna da montare,  400 g di frutti di bosco misti più trecento g di fragoline di bosco,  200 g di zucchero a velo,  300 g di crema di ricotta,  100 g di robiola,  tre tuorli e due uova intere, crema pasticciera,  70 g di farina per dolci 70 g di burro.

Esecuzione:  Montiamo tutta la panna con 50 g di zucchero a velo.  Prepariamo la crema di ricotta e la misceliamo alla robiola con un bicchierino di liquore alla genziana. Ora prepariamo la crema pasticciera, la giriamo bene e la lasciamo raffreddare sopra ad una ciotola con il ghiaccio.  I bignè li abbiamo preparati il giorno precedente con il burro,  la farina,  le uova e l’acqua;  li abbiamo messi sulla teglia da forno con il sacco per dolci e sono venuti splendidi e fragranti. ora mettiamo qualche cucchiaio di panna montata nella pirofila della torta,  poi riempiremo i bignè con le creme, li mettiamo in cerchio uno accanto all’altro,  sopra facciamo colare una gelatina di fragoline di bosco fatta con fragole e zucchero e un cucchiaino di amido di mais, poi copriamo con la panna, ancora un giro di bignè,  la crema di fragole,  la panna infine decoriamo il dolce e lo mettiamo a riposare in frigorifero per almeno due ore prima del consumo.  Vi assicuro che è deliziosa!

Federica   È semplicemente da sogno!  Gustosa,  avvolgente e piena di sapore!  Ciao,  grazie!

25/11/2016

Elena    Ciao Fede,  ho una ricetta leggera e gustosa per te.   Si tratta del formaggio primo sale in cotoletta,  guarda.

COTOLETTA  DI  FORMAGGIO  PRIMO SALE

Ingredienti:  formaggio primo sale tagliato a fette,  uova sbattute,  pangrattato e farina di mais macinata molto fine,  salvia,  erba cipollina, dragoncello, patatine  insalata mista,  olio extra vergine d’oliva,  sale,  pepe,  aceto di mele e una punta di aceto balsamico.

Esecuzione:   per prima cosa laviamo tutte le verdure,  le taglieremo sottili,  poi facciamo le cotolette nella maniera tradizionale,  aggiungendo le erbe,  il sale e pepe q.b.  poi mettiamo le patatine in padella e nel frattempo condiremo l’insalata,  il tutto lo metteremo  nel piattone da portata.

Federica   È un modo diverso di mangiare il formaggio, deve essere molto buono!

26/11/2016

Elena    Ti presento gli spiedini di pesce misto con patatine ed uva mista.  Un piatto salutare,  leggero e nutriente.

SPIEDINI  DI  PESCE  MISTO

Ingredienti:  salmone e cernia,  rosmarino,  aglio, limone,  sale e pepe q.b, olio extra vergine d’oliva,  uva bianca e nera,  patate, cipolle rosse.

Esecuzione:  mettiamo il pesce a bagno in olio e limone,  sale e pepe.  Dopo due ore lo taglieremo  a pezzetti e toglieremo tutte le lische;  lo mettiamo sulla piastra non troppo bollente in modo che si cuocia poi alla fine alzeremo il calore per la rosolatura.  Nel frattempo faremo le patate sulla brace e impiattiamo  decorando il piatto con uva bianca e  moscato nero.

01/12/2016

Federica   Finalmente siamo in cucina,  cosa ci presenti oggi?

Elena   Un piatto che piaceva a mio padre:  lo scamone in salsa di funghi,  è delizioso!

SCAMONE  IN  SALSA  DI  FUNGHI

Ingredienti:   scamone bovino,  funghi misti,  patate, pomodori,  insalata,  basilico,  scalogno,  prezzemolo, origano, olio extra vergine d’oliva,  pepe bianco,  sale q.b.  peperoncino, vino bianco secco della zona, parmigiano grattugiato, una noce di burro,  latte q.b.,  brodo vegetale cipolla, sedano, carota.

Esecuzione: tagliamo la carne a fettine,  aggiungiamo sedano,  carota,  e una cipolla rosa tagliata sottile. Mettiamo un po’ di spezie miste, un pizzico di peperoncino,  facciamo soffriggere il tutto con una punta di olio,  poi aggiungiamo il vino,  mettiamo il coperchio e lasciamo cuocere a fiamma bassa.  Più avanti incorporiamo un litro di brodo,  nel frattempo puliamo bene i funghi,  li facciamo stufati con lo scalogno,  il prezzemolo (da aggiungere prima della cottura e dopo la cottura)   spruzziamo un po’ di vino  e a cottura ultimata  aggiungeremo il pepe e una manciatina di origano. Quando la carne sarà cotta uniremo i funghi,  ancora un pizzico di prezzemolo,  una noce di burro e possiamo impiattare con tutto il sugo oppure possiamo aggiungerlo in un secondo tempo.  Abbiamo fatto il purè di patate,  una bella insalata di pomodori e indivie  ed il piatto è pronto da gustare.

Federica  cosa vuoi che ti dica che non è buono?  Anzi,  mi piace molto, moltissimo!

Elena   Sì,  ne ero sicura.  Ma ora vorrei presentarti un altro piatto:  sono mele al forno ripiene di ricotta vaccina,  erba luisa,  erba cipollina,  sono davvero buonissime.

MELE  FUJI AL FORNO RIPIENE DI RICOTTA

Ingredienti:  mele fuji q.b.,  ricotta vaccina,  parmigiano reggiano,  sale e pepe q.b.  erba luisa,  erba cipollina, melanzane,  olio per friggere, amido di mais, farina tipo “0” . focaccia con mozzarella:  fatta con farina di mais macinato fine, farina doppio zero ripiena di mozzarella e poi messa in frittura.

Esecuzione  laviamo accuratamente le mele,  togliamo il torsolo,  le mettiamo a cuocere in forno a 120°  per 40 minuti circa.  Le lasciamo raffreddare e nel frattempo facciamo il pasticcio di ricotta con le erbe,  sale e pepe.  Ora tagliamo le melanzane a fettine,  le saliamo un po’, le lasceremo riposare per circa mezz’ora,  dopo di che le passiamo nel latte, e nelle farine miscelate poi nell’olio bollente, le abbiamo messe sull’assorbente,  poi nel piatto da portata insieme alle mele e alla focaccia ripiena di mozzarella.

Federica   È davvero appetitoso,  è una buona frittura,  ogni tanto ci sta bene!

Vorrei parlare di tante cose ma qui non si può,  perché non vieni a trovarmi una di queste sere?

Elena   Pensa a quale  sera e io sarò lì!

05/12/2016

Elena   Mi avevi chiesto una fotografia del baccalà al forno,  eccola  sotto:  l’ho sfregiato un po’ perché potessi vederne la consistenza.

BACCALÁ  AL  FORNO

Ingredienti: baccalà q.b,  farine par pastella, (gialla fine e doppio zero oppure amido di mais)  pepe, rosmarino,  aglio  e prezzemolo,  olio extra vergine d’oliva,  tropea patatine, zucchine.

Esecuzione:  Tagliamo il baccalà a pezzi più o meno grandi,  lo mettiamo a marinare col vino ed erbe (aglio rosmarino , prezzemolo),  nel frattempo prepariamo le  verdure poi,  le inforniamo a 180° per mezz’ora.  Prendiamo il baccalà,  lo passiamo nella pastella e lo mettiamo sopra una carta da forno,  poi lo  cospargeremo di cipolla tagliata sottile,  lo faremo cuocere a 140° per 10 minuti,  dopo di che  alzeremo il calore a 180° raggiunta la temperatura lo cuoceremo per altri 10 minuti. Serviamo insieme alle verdure.

Federica   Mi piace molto anche così,  è ancora più fragrante e gustoso.

07/12/2016

Elena   Oggi ti presento la sella di coniglio marinata e farcita.  È venuta molto bene ,  peccato che in questa foto non si vede limpido.

SELLA DI  CONIGLIO  MARINATA  E FARCITA

Ingredienti:  sella di coniglio disossata,  vino bianco secco,  sale, pepe,  due scalogni,  spezie miste,  poco burro.  mozzarella,  capperi,  pomodoro, olio extra vergine d’oliva,  olive verdi,  insalata di verdure miste.

Esecuzione:  mettiamo il coniglio in marinatura,  con lo scalogno tritato,  saliamo e pepiamo q.b.,  un po’ di spezie e il vino bianco. Dopo qualche ora lo togliamo dalla marinatura e lo mettiamo in casseruola a dorarsi con una noce di burro. Lo giriamo e lo rigiriamo fino ad ottenere una doratura perfetta.  Adesso aggiungeremo la mozzarella a tocchetti,  i capperi,  le olive tagliate a rondelle, e un mestolo di brodo.  A cottura ultimata lo serviremo sopra un piatto di verdure crude miste,  ma andrebbe consumato con patatine al forno.  Ti garantisco che era squisito.

Federica  Sento il profumo,  e chissà che sapori!  Ti auguro una magnifica serata.

Elena   Ciao,  al prossimo articolo!

ELASTICITA’ E ATROFIA DELLA PELLE

22/11/2016

 

IL  TESSUTO  CONNETTIVO

 

DALLE MIE RELAZIONI DI ORTODERMIA

 

Considerando che il derma è la parte fondamentale della  pelle, ed è quella membrana formata di tessuto connettivo.  Essa è un tessuto di riempimento destinato a unire e sostenere gli altri tessuti.  È stato dimostrato che il tessuto connettivo ha in realtà una parte  della più grande importanza nella regolazione della nutrizione cellulare, nell’attività secretiva, nella rigenerazione dei tessuti, e nella protezione dell’organismo contro le infezioni.  Quindi è stato dimostrato che l’invecchiamento del tessuto connettivo equivale all’invecchiamento di tutto l’organismo e che la lotta  per la salute e la longevità dovrebbe essere intrapresa difendendo  l’integrità e la giovinezza di questo tessuto.  È stato scoperto che l’età e la salute dell’organismo sarebbero condizionati in gran parte dallo stato fisiologico del tessuto connettivo.

Infatti su questo tessuto sono stati puntati i riflettori dei cosmetologi, dei gerontologi,  dei fisiologi, in quanto  è probabilmente in seno ad esso che si potrebbe trovare la soluzione del prolungamento di un aspetto giovanile.

Il tessuto connettivo così messo da parte,  parlare di lui  per molte persone è come se si parlasse del corpo umano solo in superficie,  forse questi non sanno che questo tessuto è presente in tutto il nostro corpo;  si può dire perfino che è lui che lo forma,  indipendentemente che sia più o meno denso,  che si lasci impregnare di cartilagine, di osseina o di elastina esso costituisce il tessuto tendineo,  cartilagineo  od osseo.  Continua…

23/11/2016

 

Di tutti i tessuti  del corpo umano che ho imparato,   il T. connettivo lo considero il più importante,  proprio dalle fibre presenti nella sostanza intercellulare.  Esso è costituito da due gruppi di elementi che gli danno la sua struttura:  uno)  dalle cellule mesenchimatiche,  fibroblaste, macrofage,  adipose, ecc ;  due) da una sostanza in cui tali cellule sono a bagno.  la sostanza interstiziale  o intercellulare.  Questa sostanza contiene delle fibre: collagene,  reticolari ed elastiche.  Il tessuto connettivo è presente in tutti gli organi,  dei quali forma l’impalcatura di sostegno,  le guaine,  in alcuni organi forma anche strati che separano o uniscono formazioni di tessuto diverso.   Il connettivale,  circonda i nervi, si insinua nelle fibre muscolari e tra le fibre nervose dei nervi periferici. Il t. connettivo è il letto dove riposano gli epiteli di rivestimento,  come le cellule ghiandolari sono protette da una delicata trama di tessuto  C. speciale.  La facoltà di questo tessuto di essere presente contemporaneamente in diversi organi è dovuta al fatto che il liquido interstiziale intercellulare che si trova tra le maglie delle fibrille connettivali rappresenta una via di trasporto di sostanze nutritive e di cataboliti per le cellule del parenchima dell’organo.   Nel connettivo si distinguono le cellule e la struttura contenuta nella sostanza intercellulare,  elaborata dalle cellule e immersa nella sostanza fondamentale,  ricca di mucopolisaccaridi,  proteine ed acqua.  Questa struttura contenuta nella sostanza intercellulare può essere di varia natura:  presentano varie caratteristiche in base alle quali si distinguono in elastina, collagene,  reticolari.

Le fibre collagene possono essere più o meno addensate,  formare fasci di varia robustezza e risultano costituite da filamenti della proteina tropocollageno.  Le fibre elastiche formano membrane dotate per la loro presenza di elasticità come si può rilevare nelle pareti dei vasi sanguigni in cui esse abbondano.  Mentre le fibre reticolari si intrecciano formando delicati reticoli che avvolgono elementi istologici di altri tessuti.  Le cellule connettivali possono essere fisse o migrare tra i tessuti,  capaci di attività fagocitaria,e di anticorpi per la difesa dell’organismo.  Il tessuto adiposo è anch’esso un tessuto connettivale particolare perché la sostanza fondamentale è particolarmente assente. Mentre il tessuto cartilagineo e il tessuto osseo sono di origini comuni al tessuto connettivale;  infatti essi contengono numerose fibre collagene ed elastiche.

24/11/2016

 

Nella pelle abbiamo grande concentrazione di “elastina”  , ed è in essa che avviene per eccellenza la distribuzione della sostanza elastica per una buona parte del suo funzionamento. Essa racchiude nel suo strato più profondo (il chorion) la ricchezza che garantisce l’elasticità e la morbidezza del tegumento. Quando le fibre elastiche contenute nella sostanza intercellulare del tessuto connettivo  che forma il derma sono sane,  abbondanti e possiedono intatta la loro principale qualità,  l’elasticità,  allora abbiamo  tonicità naturale della pelle.  La tonicità della pelle è condizionata appunto dal reticolo elastico del derma e dal pannicolo adiposo dell’ipoderma.  Quando quest’ultimo non è troppo spesso né troppo sottile la pelle resta elastica e soda e non cade.

Ma la tonicità della pelle prima o poi cede il passo alla flaccidezza,  se non riusciamo a trovare l’armonia giusta che aiuta a mantenere lo stato sano di tutto il nostro organismo. Continua…

 

Come avviene la flaccidezza della pelle?  Noi siamo avvolti in un abito fatto su misura:  il derma,  quando il vestito diventa troppo largo per la perdita di elasticità,   allora i tessuti si accasciano,  diventano flaccidi ed ecco che compaiono le rughe. Quando il derma subisce alterazioni di natura biologica causata da malattie, dal dimagrimento generale,  diminuisce lo spessore del pannicolo adiposo;  gli spazi che prendono il posto del tessuto nell’ipoderma di conseguenza diminuiscono la sodezza, la tonicità,  quindi l’elasticità del tessuto cutaneo.  Se il dimagrimento avverrà in modo progressivo ma lentamente, il derma sarà recuperabile,  mentre se il dimagrimento sarà rapido,  produrrà inevitabilmente la caduta dei tessuti dando luogo a flaccidezza di tutto il tessuto connettivo compreso quello del viso.  La principale zona d’invecchiamento ha sede nel “chorion”,  dove si osservano modificazioni fisico chimiche del collagene.  La più importante è la diminuzione dell’elasticità,  la quale ha per conseguenza l’ingrandimento della pelle,  i muscoli non esercitano più movimento hanno la tendenza ad indurirsi, ad accorciarsi,  avviene che la pelle essendosi agganciata ai muscoli pellicciai (una specie di imbottitura) ricade su tale imbottitura non essendo più sottoposta all’azione di questi muscoli.  Un altro fattore di flaccidezza è l’invecchiamento,  il tessuto connettivo è l’unico che si sclerotizza.  Quando il derma invecchia,  comincia a disidratarsi ,  in modo progressivo ma fatale:  si dice che la sua disidratazione sia il primo segno biologico di invecchiamento. L’invecchiamento sarebbe in gran parte causato anche dall’infiltrarsi in esso dei rifiuti endogeni che rallentano la proliferazione cellulare molto attiva in lui, ma che sarebbe indefinita se non fosse  frenata  dal  tessuto  epiteliale al quale è congiunto.