Febbraio 12, 2018 LA NOSTRA SALUTE admin LA SENSIBILITA’ ALLA LUCE DEL SOLE 12/02/2018 CHE COS’È LA LUCE? Che bellezza la luce del sole e dell’acqua! Eppure tutto questo viene considerato dal punto di vista medico una medicina e un cosmetico naturale. Ma nasconde le sue insidie: la luce è costituita da onde visibili percepite dall’occhio e che consentono di vedere dai raggi infrarossi, che emanano calore; dai raggi ultravioletti UVA e UVB ( i raggi UVC vengono arrestati nella loro corsa verso la terra dallo strato di ozono esistente nell’atmosfera). L’irraggiamento UV rappresenta solo il 10% dell’energia solare, ma è la causa principale dell’insorgere delle allergie alla luce. In un individuo normale l’esposizione alla luce solare provoca una pigmentazione immediata, per quanto superficiale ed effimera ; poi da 6 a 24 ore più tardi, causa un eritema seguito da pigmentazione accentuata, più profonda e durevole. Nel corso di qualche giorno si verifica un ispessimento dello strato corneo, che abbinato alla pigmentazione limita gli effetti dell’esposizione alla luce solare. Ma quando meno si può aspettarselo, può instaurarsi una condizione fisica, biologica ed anche psichica che provoca una reazione negativa della pelle. La causa di questa condizione può essere determinata da difetti talvolta congeniti esistenti nel sistema fotoprotettivo della pelle: carenza di acido nicotinico intracellulare, mancanza di melanina; difetti del sistema di ripristino dell’acido desossiribonucleico (ADN); difetti della sintetizzazione della vitamina PP. Inoltre a volte può trattarsi di sensibilizzazione dermica provocata da qualche sostanza estranea all’organismo in se stesso, ma immessa per via esterna. Continua. 13/02/2018 Ci sono molte reazioni anomale che elencarle tutte in maniera dettagliata ci vorrebbero molti giorni e magari poi non interessano più di tanto, anche perché gli errori si fanno e molti non se ne curano affatto, beh, fatti loro. Quello che veramente conta è la loro origine: Possono essere di origine genetica e/o metabolica, come pelle chiara, molto chiara, rossastra, albinismo, xeroderma,, pigmentosi, porfiria, pellagra, ecc. Poi abbiamo le dermatosi aggravate dall’esposizione come ad esempio l’erpete, vitiligo, lichenismo, discromie, cloasma, ecc. Poi abbiamo le patologie derivanti dall’esposizione alla luce solare ripetuta e prolungata nel tempo, come: pelle prematuramente senile e cheratinizzata, cheilite cronica e attinica, ecc. Le forme fototossiche con eritema e manifestazioni collateral, forme fotoallergiche con prurito eczema acuto, lupus eritematoso, ecc. Eruzioni cutanee polimorfe di natura attino-reticolare, la cui origine è forse ancora sconosciuta. Da questa indagine di massima risultano sei gruppi di anomalie di base, tra le quali l’albinismo, che comporta l’essenza totale di pigmenti, è una forma non più molto rara. Tutte le altre forme di fotosensibilizzazione sono invece molto diffuse anche se la maggior parte della gente tende cocciutamente ad ignorare. Come ho già fatto notare negli anni precedenti, i raggi assorbiti cronicamente dalla pelle possono alterare gravemente la struttura del tessuto connettivo. Il risultato non è solo l’invecchiamento precoce della pelle, ma, sotto l’azione dei raggi ultravioletti, le lesioni subite dall’ADN (acidodesossiribonucleico, che costituisce l’elemento di base per il rinnovo delle cellule) vengono riparate da speciali enzimi. A lungo termine questi enzimi svolgono sempre di più torbidamente la loro funzione, per cui possono verificarsi delle mutazioni fisiobiologiche che tendono ad accentuarsi col passare degli anni. A volte può svilupparsi persino una forma cancerosa. Continua. 14/02/2018 Le principali malattie che vengono scatenate e/o aggravate dalla luce e che purtroppo sempre in aumento sono: l’herpes, che si insidia in prossimità di un orifizio naturale, (bocca, narici, ecc.); il cloasma, una maschera d’ingrossamento dei tessuti che si forma in mezzo alla fronte e si ripartisce quindi su ambedue i lati sopra l’arcata sopracciliare. La follicolite, che si presenta in forma di eruzione, con piccole pustole simili all’acne localizzate sul viso, sul petto e sulla schiena. La regola generale da seguire è inequivocabile: non bisognerebbe mai trascurare nemmeno la più piccola anomalia dermatologica e medica. Sarà utile spiegare alle pazienti con questi disturbi di seguire alcune regole da non trascurare come ad esempio: cercare di non restare a lungo nelle zone troppo soleggiate, modificazioni drastiche di abbigliamento (coprirsi in modo adeguato) Frenare o sospendere un uso incontrollato di medicinali, cosmetici e altro, ma proteggere la pelle usando un ottimo prodotto molto filtrante che blocchi i raggi UV ed accresce la resistenza naturale della pelle. Oppure usando un prodotto schermo totale caratterizzato da un fattore opacizzante, costituito da una composizione inerte tipo ossido di zinco e diossido di titanio. Questo prodotto ha il compito di riflettere i raggi UV, bloccando la penetrazione profonda nella pelle. Continua. 17/02/2018 Le sostanze comunemente definite fotosensibilizzanti, cioè quelle che sotto l’azione dei raggi solari acutizzano la sensibilità cutanea, impregnano l’epidermide e si verificano due tipi di reazione: una normale e l’altra anormale. Un’imprevista esagerazione della reazione normale: si tratta di un eritema più o meno edermatoso del tipo “colpo di sole”, che può arrivare fino all’ustione. Le lesioni sono limitate alle zone esposte all’irraggiamento solare. L’incubazione è breve, dura solo qualche ora. Reazione Anormale: in questo caso la reazione è del tutto anomala e si presenta in forma di orticaria, eczema, prurito. Si tratta di una reazione di tipo allergico, definita “fotoallergia”; l’incubazione si svolge in un periodo che va da sette a ventun giorni. Fototossicità e fotoallergia si sovrappongono frequentemente l’una all’altra, aggravando notevolmente la situazione. In un gran numero di casi la sostanza fotosensibilizzante non può essere identificata (gruppo 6) e allora si parla di “lucite idiopatica”, che comprende l’eruzione solare polimorfa, l’attinoreticolosi, le varie idroanomalie, ecc. Le manifestazioni più correnti sono: dermatite arborea, si tratta di una dermatosi abbastanza frequente, che si instaura nei primi giorni di esposizione all’irraggiamento solare. È caratterizzata da macchie brunastre infiammate e ricoperte da rotonde bollicine pruriginose, che riproducono con estrema precisione i contorni e le nervature delle piante e del fogliame con i quali la pelle è stata in contatto. Poi abbiamo le dermatiti pigmentogene che sono caratterizzate da macchie bruno-scuro, molto durature ed inestetiche. Abbiamo la “dermatite classica” (chiamata a ciondolo) Si presenta in forma tondeggiante quasi perfetta più o meno largamente dimensionata, di colore rosso-brunastro e situata nel bel mezzo del petto. Continua. 19/02/2018 L’argomento è di portata vastissima, e questo elenco è piuttosto approssimativo e non troppo esauriente, ma offre comunque alcune indicazioni molto affidabili al riguardo delle sostanza che danno sensibilizzazione alla luce, le più cattive e già note ed accertate. Incominciamo con “le furocurmarine” sono presenti nel prezzemolo, nel geranio, nel finocchio, fichi, bergamotto, vaniglia, essenza di lavanda, legno di sandalo, ecc. I “salici lanilidi alogeni e loro derivati”: si tratta di sostanze antibatteriche, tra cui la più comune l’esaclorofene e d altre sostanze che sembrano essere state ritirate dal commercio. Le “cicline e sulfamidici” fenotiazine contenute nei psicotropici, energetici, ecc. Il “fluorocromo”, contenuto in un colorante molto diffuso (l’eosina) presente anche nei cosmetici come nei comuni rossetti per labbra, ecc. Come combattere questa fotosensibilità? Si può ricorrere agli antistaminici, che cortocircuitano lallergia; alle gammaglobuline, che rinforzano il sistema immunitario; alla vitamina PP; ai preparati antimalarici sintetici e in casi estremi, ai corticoidi. A volte possono essere utili alcune sedute preventive desensibilizzanti ai raggi UV, che aiutano la pelle alla luce e limitano l’impatto dell’irraggiamento solare nei luoghi molto soleggiati. Una particolare attenzione ai medicinali sulfamidici, antibiotici, tranquillanti, diuretici, lassativi, contraccettivi, tendono a fotosensibilizzare la pelle.
Febbraio 10, 2018 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOQUARANTATREESIMA PARTE 10/02/2018 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Elena Oggi presento un piatto che mi faceva spesso mia nonna quando ero piccola ed è l’orata di fiume con sapori e patate. Federica Io non so, certa gente fa sue ricette tradizionali come gli involtini di verza, certe minestre, molte ricette di dolci, come ad esempio i tortellini dolci o biscotti ripieni, quelli che mi hai dato tu, lì da voi si fanno spesso nel periodo di carnevale, ecc. Elena Io quando presento una ricetta tradizionale come ad esempio la carbonara, dico “la mia carbonara ecc. Tutte le persone possono riprodurre ricette tradizionali, oppure farle rivisitate, ma non dire che le hanno inventate loro. E poi si vede dove arriva la fantasia e la creatività di certa gente! ORATA DI FIUME CON PATATE Ingredienti: orata, patate, rosmarino, aglio, prezzemolo, sale e pepe, aceto di mele, marinatura in vinaigrette, olio extra vergine d’oliva, e salsa di accompagnamento. Esecuzione: pulire bene l’orata anche dalle lische, devono essere tolte tutte. Poi mettiamo il pesce in marinatura con vinaigrette, dopo due ore la faremo al forno, farcita con un trito di aglio, prezzemolo, un ingrediente segreto e sopra stenderemo delle patate tagliate a fette fini con aghi di rosmarino e un giro di olio; mettiamo in forno et voilà il pesce risulta cotto a puntino insieme alle patate. Si serve il pesce con una salsina a piacimento. Io l’ho fatta con: capperi, aglio, basilico, prezzemolo, cipollotti freschi, sale, pepe, peperone verde senza la pellicola, un uovo sodo, olio e aceto di ribes bianco. Federica Buono, mi piace un sacco, bello succoso! Elena Grazie! A risentirci, auguro a tutti una buona domenica. 11/02/2018 Elena All’improvviso mi sono ricordata della festa di S. Valentino e siccome cade proprio nella giornata delle Sacre Ceneri io presento oggi la ricetta di un dolce al cucchiaio, sempre squisito ovviamente! DOLCE S. VALENTINO Elena Si tratta di un dolce al cucchiaio fatto con gelato fresco al cacao, gelato di banane, sciroppo di frutti di bosco con frutti sciroppati, e crema al frutto della passione. Ingredienti: per il gelato alla banana: trecento g di polpa di banana, due cucchiai di succo di limone, cento g di panna, cento g di latte, centocinquanta g di zucchero, una bacca di vaniglia. Per il gelato al cacao: cento g di cacao amaro, duecento g di zucchero, trecento g di panna, cento g di latte, una bacca di vaniglia, scaglie di cioccolato fondente dolce. Trecento g di succo di maracuja, fogli di pectina, 100 g di zucchero. PER LA DECORAZIONE DELLE COPPETTE: GOCCE DI CIOCCOLATO BIANCO E FRUTTI DI BOSCO SCIROPPATI. Esecuzione: per prima cosa facciamo il gelato con le banane: frulliamo la polpa di banane con il limone e la metà dello zucchero, sciogliamo nel latte l’altra metà dello zucchero e l’incorporiamo alla panna e il frullato di banane, mettiamo la vaniglia e mescoliamo, poi, versiamo il tutto nel cestello del gelato già in temperatura e dopo trenta minuti avremo il gelato pronto. Mentre facciamo l’altro lo mettiamo nell’abbattitore e proseguiamo per il gelato al cacao. Setacciamo il cacao, poi aggiungeremo lo zucchero, la vaniglia, e lavoriamo il composto con la frusta, versiamo a filo la panna e il latte, mettiamo la vaniglia e via nel cestello del gelato. dopo trenta minuti anche questo sarà pronto da gustare, lo poniamo insieme all’altro nell’abbattitore e nel frattempo tiriamo fuori dal frigorifero la crema di maracuja alla bavarese. Adesso prendiamo le coppette, versiamo qualche cucchiaio di bavarese, poi i gelati alternati e copriremo con la bavarese, infine guarniremo le coppette con i frutti di bosco sciroppati e le gocce di cioccolato bianco. Ed ecco le coppette nella foto sopra. Federica Devono essere di un buono da sballo! Elena Infatti per questa festa puoi anche sballare! (Dico a tavola). Tanti auguri a tutti e buon S. Valentino. 12/02/2018 Elena Ho fatto questo dolce da forno per Alessandra e Giovanni, una particolare crostata ai frutti di bosco e mele, per ravvivare la loro serata. TORTA “ROSA E SPINE” Ingredienti: cinquecento g di farina per dolci, una bustina di lievito, cinquecento g di frutti di bosco misti, una mela grossa, duecento g di zucchero semolato, cento g di burro fresco, due uova intere e un tuorlo, un bicchierino di grappa alla genziana, una bacca di vaniglia, miele, la scorza grattugiata di un limone, crema pasticciera al gusto limone. Esecuzione: mescolare lo zucchero e il lievito alla farina, aggiungere le uova, la vaniglia, il liquore, il limone grattugiato, amalgamare e inserire il burro a temperatura ambiente. Abbiamo già fatto la crema pasticciera, abbiamo tagliato le mele e mescolato i frutti di bosco con un cucchiaio di zucchero. Poi, abbiamo steso la pasta, e ne abbiamo lasciata un pezzo per la decorazione, dopo la base della pasta ho messo la crema pasticciera, poi, le mele zuccherate e i frutti di bosco; infine ho messo dei tocchetti di burro fra una mela e l’altra e spennellato col miele la pasta. Ed eccola lì sopra. Federica È bella, meravigliosa! Io le conosco bene le tue torte da forno. Elena Grazie! 13/02/2018 Elena Ciao Fede, voglio presentare dei nuovi tortelloni, con sapori nuovi e anche magri. TORTELLONI GUSTOSI E MAGRI Ingredienti per quattro persone: due uova, quattrocento g di semola di grano duro, o farina per pasta fresca, cento g di stracchino squacquerone, cinque foglie di erba luisa, sedano rapa, aglio, peperone rosso, pangrattato fine, parmigiano grattugiato, sale, tre cipollotti, pepe, erba cipollina, salvia, pomodorini secchi stufati, ceci, olio extra vergine d’oliva gentile, brodo vegetale per cuocere i tortelloni. Esecuzione: facciamo il pesto con le verdure: sedano rapa e ceci, lessati e passati al mixer, aggiungeremo le altre verdure alla piastra e tagliate finemente, poi saliamo e pepiamo, incorporiamo il formaggio grattugiato e un po’ di pangrattato, amalgamiamo bene e leghiamo il tutto con i pomodorini tagliati molto bene. Quindi facciamo la sfoglia e poi i tortelloni; li mettiamo a cuocere nel brodo e poi li passeremo in padella con olio, erba cipollina e salvia, un po’ di parmigiano, infine mettiamo lo squacquerone sui tortelloni ancora bollenti, un giro di pepe e il piatto è pronto. Federica Bellissimi, dai nuovi gusti; i tuoi piatti sono sinceri come te! Me lo dicono in molti! Elena Grazie a tutti! 14/02/2018 Elena Adesso che sei qui ti faccio vedere la ricetta di oggi, è una ricetta di magro, con solo alici e patate. Federica Anche se è di magro è una ricetta squisita e salutare. ALICI E PATATE AL FORNO Ingredienti: alici fresche q.b., patate, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe, rosmarino, prezzemolo, aglio, panco, aceto di acero, sale. Esecuzione: puliamo e laviamo bene le alici, togliamo la testa e la lisca centrale, le spruzziamo con l’aceto, dopo un’oretta le pennelliamo con l’olio, e le spolveriamo col panco; ungeremo la teglia grande e le metteremo a cuocere in forno insieme alle patate tagliate a rondelle e tuffate nell’acqua bollente salata per un minuto, poi le mettiamo nella stessa teglia e le pennelliamo con l’olio, stendiamo gli aghi di rosmarino e quando il tutto sarà pronto impiatteremo le patate sotto con le alici sopra e per guarnire basterà un giro di pepe e prezzemolo tritato. Federica Che belle! Si mangiano con gli occhi! 16/02/2018 Elena Ecco la zuppa di castagne che ti avevo promesso. Federica Qual è la differenza tra quest’ultima e l’altra che hai presentato tempo fa? Elena Cambiano alcuni ingredienti e la consistenza, la prima che ho presentato era una minestra di castagne, anzi di marroni, c’è differenza, mentre questa è una zuppa di marroni. ZUPPA DI MARRONI Ingredienti: un kg di marroni, due rametti di rosmarino, un cucchiaio di miele, sale, pepe, succo e buccia di limone grattugiata, olio extra vergine d’oliva gentile. Esecuzione: laviamo e tagliamo le castagne, poi le mettiamo in forno a 200 g per cinque minuti, le togliamo dal forno e le sbucciamo da tutte le pellicine. Poi le metteremo a cuocere in un litro di acqua con un rametto di rosmarino, succo di limone e sale. Una volta raggiunta la cottura le passiamo al mixer con il loro brodo, e un poco di olio, ma non le maciniamo troppo lasciamoci anche dei pezzetti e qualche castagna intera dà consistenza ed è bella da vedere. Infine metteremo un po’ di pepe bianco, il miele e la scorza di limone grattugiata. Servire in coppette da zuppa aggiungendo anche un rametto di rosmarino fresco. Federica Molto invitante. Elena Non è solo buona ma ha un elevato valore nutritivo, poi è anche molto digeribile. Al prossimo articolo, ciao!
Febbraio 8, 2018 VARIE E RISPOSTE AI LETTORI admin RISPOSTE AI LETTORI CENTOQUARANTASETTE 08/02/2018 Perché in certe famiglie litigano fra loro per dei soldi? Francesca Ti rispondo con un’altra domanda: perché esistono gli avvocati? Perché certe persone o hanno perso il senso dell’obiettività o sono egoiste da volere ciò che non è loro o entrambe le cose. Elena Lasagna Secondo te le persone deboli sono malate? Ci sono uomini e donne che si lasciano soggiogare dai propri partner, e loro per paura sfogano le proprie frustrazioni su persone che hanno avuto la sfortuna di avergli voluto bene davvero. Francesca A volte vivere con persone così ci si può ammalare di depressione, e la depressione non ragiona, ma poi quando si ritorna in sé si dovrebbero risolvere i propri errori con la coscienza, se questo non avviene significa che l’egoismo ha il sopravvento. Ti confesso una cosa: non mi sono mai piaciute le persone deboli, e bada bene che le persone deboli sono sempre le più arroganti e ignoranti, quelle che cercano di farsi voler bene con il possesso, la cattiveria ecc. e i ladri sono persone deboli. Elena Lasagna 09/02/2018 Cosa pensi del ” festival di Sanremo 2018? Alessandra e Giovanni Io penso che sia uno dei più azzeccati dopo tanto tempo. Elena Lasagna 09/02/2018 Cosa pensi del tranviere che ha assassinato Jessica? Credi alla sua versione che è stata legittima difesa perché lei era munita di coltello? Dott. Robert Assolutamente no! Per me è peggio di un animale della foresta! Elena Lasagna Cosa pensi di chi detta buoni propositi? Dott. Robert Io li ringrazio! Ma ci sto attenta perché il male si insinua ovunque! Ho sempre ammirato la gente sapiente e saggia, da loro ho imparato molto. Elena Lasagna 13/02/2018 Le bugie fatte ai fini del bene, sono perdonabili o sono da condannare come le menzogne? Angela Se si chiamano bugie “bianche” significa che non fanno del male a nessuno, ma è per far star bene qualcuno, questo è l’importante, però le bugie sono sempre bugie. Elena Lasagna 14/02/2018 Ci sono alcuni individui che ancora al giorno d’oggi si ostinano a replicare che alla vista di alcune persone si sentono male perché portano sfiga! Alessandra e Giovanni Essere superstiziosi è da molti, non c’è nulla di male credo, ma quelli del vostro racconto, quelli non sono superstiziosi, è solo una scusa per giustificare il loro odio e invidia nei confronti di chi è migliore di loro, ecco perché al solo pensiero che certe persone esistano, quei buoni di nulla si sentono male! Elena Lasagna 14/02/201 Vorrei la verità, non importa anche se brutta, ma ho bisogno di sapere la pura verità! Grazie! R. Sì, è inutile girarci intorno, perché tanto intelligente come sei ci saresti arrivata comunque. Tienti forte, a farti licenziare sono stati loro ma soprattutto il tuo ex, quel verme che vorrebbe esistere solo lui, e pensare che è una delle persone più ignoranti che abbia mai conosciuto indirettamente. Tempo fa ti ha fatto credere di essere del tuo partito, solo per interesse, come del resto fece e continua a fare su di te in altre cose che ti riguardano. In realtà anche se lavora dall’altra parte e con loro fa a vedere che si comporta da antagonista, lui è sempre stato del partito dei tuoi datori di lavoro; come dice il proverbio tra delinquenti “cane non mangia cane”, ma sta pur certa che arriverà il giorno della tua vendetta, e allora sei tu che riderai. Come fa una persona di sessant’anni a non volere vedere in giro donne che hanno la sua età! È un delinquente vestito a festa! Sai dei più schifosi perché non vuole darlo a vedere! E se si vergogna di quello che fa è ancora peggio perché ne è consapevole! Elena Lasagna 16/02/2018 Qual è la sensazione che hai provato nel vedere che certe cose erano come mi avevi detto tu? Alessandra e Giovanni Non è una cosa appagante per me, anzi, non vorrei mai indovinare certe cose! Siamo arrivati ad un punto che pensare di essere in una giungla è ancora poco! Ci sono persone e cose fuori posto, molto fuori posto. Elena Lasagna 17/02/2018 Ti senti lusingata quando qualcuno prende le tue ricette per presentarle a modo suo o addirittura per lavorare alla tele? Se fossimo in te non solo faremmo le ricette ma anche l’oroscopo e vedrai che il tuo successo sarà assicurato e senza persone come hanno loro che riportano le cose che succedono nelle famiglie . Dott. Robert, Linda, Federica, Alessandro, Giovanni, Alessandra ecc. No, non sono lusingata perché quelle e quelli li chiamo ladri, io le ricette me le sudo, e le faccio con il cuore, non guardo mai una trasmissione di cucina, mentre loro trovano tutto pronto! Che schifo! E dicono pure mandatemi le vostre ricette! E poi pubblicano i libri e voi li pagate, ma non sono tutti così, certi hanno una loro dignità! Come sono cadute -i in basso! Stanno cucinando bene gli stupidi, ma è ora di finirla! Le mie ricette sono della gente e non vostre! Elena Lasagna 17/02/2018 C’è gente che ha ancora critiche negative sui presentatori di Sanremo 2018, specialmente di Michelle Hunziker tu cosa diresti a quella gente? Linda Ogni individuo ha i propri gusti, ma le critiche negative gratuite sono sempre fatte da stupidi, invidiosi e stolti perché c’è anche molta gente compresa io che li ha trovati molto ma molto bravi. In quanto a Michelle Hunziker è una donna sempreverde, bella, intelligente, solare e simpatica. Elena Lasagna 18/02/2018 A chi ti riferisci quando dici mele marce? Alessandra e Giovanni Mi riferisco sempre alle solite mele marce, quelle di sempre dalle quali mi sto difendendo, rubano e occultano le cose degli altri: loro hanno sempre un asso nella manica che spunta al momento opportuno, così per confondere le cose, ma arriverà giustizia anche per loro! Elena Lasagna 18/02/2018 Sei una persona felice! Ci dai la tua ricetta? Alessandra e Giovanni Sì, ora sono abbastanza felice ma lo sono con me stessa, nonostante abbia e abbia avuto persone che mi amano molto, non è servito fino a quando non l’ho trovata in me stessa. Mi dispiace per quelli che invece la cercano negli altri, perché in questo modo non la troveranno mai! Voi due non avete bisogno basta vedervi insieme! Elena Lasagna 20/02/2018 Se qualcuno ti facesse un grande sgarbo da non dimenticartene e vorrebbe che non lo rivelassi a nessuno o negherebbe tutto, la tua parola contro la sua e basta, cosa faresti? Perché a me è successo e fino a quando non avrà pagato non potrò dimenticare. Anna Se le cose stanno così lo aspetterei fuori e quando meno se lo aspetta gli darei una lezione da non dimenticare, la sua parola contro la mia! Quello lì poverino non ha tutte le rotelle a posto! No, cosa dico, quello ha fuori posto non solo le rotelle! Lasagna Elena 22/02/2018 Cosa pensi delle coppie che si separano, li giudichi o sei d’accordo? Dott. Robert e Linda Io in quel senso non giudico proprio nessuno, non si può vivere insieme quando non va più d’accordo, anche se ci sono i bambini è meglio così, perché sarebbe molto triste farli crescere in un’atmosfera di tempesta, loro hanno bisogno di amore e di serenità per crescere sani. Ma anche se non ci sono figli se io mi accorgessi che il mio partner con me soppravvive e basta, lo aiuterei ad aprire la gabbia per farlo rivivere, e lo stesso dovrebbe essere anche per la donna. Dove c’è stato amore vero resta il bene di uno nei confronti dell’altra. Detesto quegli uomini che si accoppiano per farsi accudire dalla moglie o dalla compagna, così solo per interesse, mi sembrano tanto dei buoni a nulla! 02/03/2018 Non sopporto quegli idioti che cercano sempre di far apparire gli altri come loro! Dott. Robert A chi lo dici? Sai? Non ho mai litigato con una persona intelligente, guarda caso sono sempre gli idioti! Elena Lasagna 02/03/2018 Quando dico “beati i ricchi che non devono mai pensare come andare avanti” tu mi rispondi che essere poveri non è male; come se volessi dirmi che poveri si sta da dio. Io non ci credo. Angela Io voglio semplicemente farti capire che la povertà e non la miseria, sa vivere bene e non si lamenta mai perché si accontenta di quello che è riuscita a fare da sola, e questa per me è una vittoria! Questa è la vera ricchezza; l’amor proprio ne esce illeso da tutto. Elena Lasagna 04/03/2018 Secondo te cosa bisognerebbe fare per fermare tutti quei femminicidi, non ne possiamo più di sentire le stesse cose! Il mondo è malato! Annalisa e Giancarlo Ci sono leggi fatte male, cosa conta denunciare se poi non si fa nulla contro chi ha intenzione di uccidere? Alla prima denuncia bisognerebbe prendere provvedimenti immediati e cioè la “galera”. Alla prima persecuzione, al primo stlaking, subito la reclusione! Anche perché quando c’è questa cosa persiste viene voglia di farli fuori per primi, come cani con la rabbia! Elena Lasagna 05/037/2018 Se qualche anno fa non avessi incontrato quel pezzo di m… le cose sarebbero andate diversamente, ci sono persone che su questa terra non dovrebbero esserci! Elena Lasagna
Febbraio 2, 2018 LA NOSTRA SALUTE admin RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CINQUANTUNESIMA PARTE 02/02/2018 LE GHIANDOLE PARATIROIDI Le paratiroidi sono situate nel collo in prossimità della tiroide. Negli esseri umani sono quattro, due suoperiori o interne, site posteriormente alla tiroide nel suo stesso spessore, e due inferiori o esterne, poste sulla faccia posteriore dei lobi laterali tiroidei, tra i rami dell’arteria tiroidea inferiore. in alcuni individui possono trovarsi altre ghiandole paratiroidee chiamate paratiroidi ectopiche site in altre regioni del collo o nel mediastino, mentre ammassi di tessuto analogo a quello proprio delle paratiroidi possono trovarsi anche nello spessore di altri organi come ad esempio “il timo”. Hanno dimensioni molto piccole, di forma ovale dal colorito giallo-bruno; presentano una struttura follicolare, con cellule disposte a cordoni, e sono sempre ben delimitate da una lamina connettivale riccamente vascolarizzata. La loro funzione è quella di secernere un ormone detto paratiroideo o paratormone, che è il principale regolatore del livello ematico del calcio e interferisce quindi in molti processi biochimici generali dell’organismo. Disfunzioni nell’attività paratiroidea possono provocare tetania (in caso di ipoparatiroidismo) ovvero atonia muscolare, calcolosi renale, aterazioni ossee in caso di iperparatiroidismo. 11/02/2018 L’ormone paratiroideo o paratormone. Il paratormone è un ormone polipeptidico prodotto appunto dalle cellule principali delle ghiandole paratiroidee. Il ruolo fisiologico del paratormone è legato strettamente al metabolismo del calcio. L’ormone favorisce l’assorbimento del calcio introdotto con gli alimenti, collaborando in questo con la vitamina D; riduce l’escrezione renale del calcio e ne manda la mobilizzazione a livello delle ossa. Attraverso questi effetti il paratormone regola l’eccitabilità nervosa, controlla i processi della coagulazione e i processi contrattili a livello della muscolatura scheletrica e cardiaca, determina infine il tenore calcico della parte minerale dell’osso. In caso di deficienza di paratormone o ipoparatiroidismo, che si verificano di solito nel corso di processi tumorali a carico delle paratiroidi o in seguito all’asportazione chirurgica di queste ghiandole si instaura una grande ipocalcemia, con convulsioni tetaniche che portano a morte per paralisi dei muscoli respiratori. Nei bambini una lieve insufficienza di paratormone, se associata alla mancanza di calcioo di vitamina nella dieta, può essere responsabile di uno stato di eccitabilità muscolare o spasmofilia, in cui seguono brusche contrazioni muscolari all’appicazione di stimoli anche lievissimi sui nervi o sui muscoli. L’eccesso invece di ormone paratiroideo è una condizione piuttosto rara, dovuta ad un tumore secernente delle paratiroidi. Le caratteristiche dell’iperparatiroidismo sono l’ipercalcemia, la decalcificazione di ampie zone delle ossa e la deposizione di sali di calcio sul rene e in altri tessuti. 05/02/2018 Mio marito ha una sciatica, prima è stato colpito all’arto destro, ora anche al sinistro, è vero che la sciatica è una malattia psicosomatica? Grazie! Agnese Non è da escludere che in qualche modo siano legate anche alla psicogenesi, quando si parla di nervi tutto è possibile. Ovviamente i battibecchi a lungo andare non giovano alla salute in generale perché la sciatica è una nevralgia da irritazione del nervo sciatico. Essa si manifesta con dolore superficiale e profondo, intenso e trafittivo lungo il decorso del nervo e delle sue branche terminali. All’inizio localizzato alla regione lombare, poi si prolunga in quella glutea, alla faccia posteriore della coscia ed esterna della gamba e del piede, mentre in sede lombare tende a diminuire; infine, in fase regressiva alle regioni alte dell’arto. Il dolore costringe all’immobilità e ad atteggiamenti antalgici, decubito laterale sul lato sano con l’arto malato lievemente flesso al ginocchio, stazione eretta sull’arto sano con il tronco flesso verso il lato malato, deambulazione a passi brevi con l’arto malato un po’ flesso mandando sempre avanti l’arto sano ecc. Oltre la sciatica vera esistono altre due forme cliniche: la sciatica radicolare o funicolare, sostenuta da fattori artritici, artrosici, ernia discale, ecc. a carico del rachide lombosacrale, caratterizzata da una fase lombare del dolore molto più lunga e da un’insorgenza da sforzi muscolari. E la sciatica plessurale legata ad artrite sacroiliaca, di solito scatenata da un brusco movimento di torsione del tronco e da altra causa occasionale, si manifesta con dolori diffusi nella parte alta della natica. LE GHIANDOLE SURRENALI Le ghiandole surrenali sono poggiate sul polo superiore di ogni rene, sono a forma di cappuccio e vi si riconoscono una parte gialla periferica o sostanza corticale o corteccia surrenale, ed una parte centrale più scura, detta sostanza midollare. La parte corticale è costituita da cordoni cellulari che appaiono raggomitolati su se stessi nella parte più esterna (zona glomerulare, poi scendono dritti verso il centro della ghiandola (zona fascicolata) per terminare con un andamento disordinato, anastomizzandosi fra loro (zone reticolare)tra i cordoni, come in tutte le ghiandole endocrine, corrono numerosi capillari sinusoidali. le cellule della zona più esterna sono ricche di grassi e determinano il colore dell’organo. Questa corteccia surrenale rappresenta una ghiandola endocrina distinta dalla midollare; da essa sono state isolate numerose sostanze con funzione ormonale, tutte derivate da un’unica struttura chimica steroidea, ma con attività in parte comuni e in parte differenziate. Sono stati descritti, ed alcuni anche sintetizzati ed usati in terapia, come composti ad azione glicoattiva, dei quali il principale rappresentante è il cortisone, che interferiscono nel ricambio degli zuccheri ed in quello delle proteine, hanno un’intensa attività antinfiammatoria ed incidono negativamente nei fenomeni immunitari. Altri composti fra i quali l’aldosterone, hanno maggiore attività sul ricambio dell’acqua, del sodio e del potassio, altri steroidi surrenalici sono del tutto simili agli ormoni sessuali. La midollare surrenale è invece costituita da vari tipi di cellule alcune delle quali sono dette cromaffini perché si colorano elettivamente con certi sali di cromo. Da queste cellule derivano l’adrenalina e la noradrenalina, due sostanze molto semplici che rappresentano i mediatori naturali delle sinapsi periferiche del sistema nervoso simpatico ed una certa quota di sinapsi del sistema nervoso centrale. La loro attività provoca una vaso-costrizione periferica con conseguente ipertensione, un aumento della gettata cardiaca, un aumento dellaproduzione di calore, una degradazione dei depositi di glicogeno, e quindi “iperglicemia”, una dilatazione dei bronchi, un certo stato di eccitazione ecc. Queste sostanze sono prodotte anche da altre piccole formazioni pseudoghiandolari distribuite lungo i nervi periferici o presso i grossi vasi, queste formazioni sono note come “paragangli o organi cromaffini”. 08/02/2018 LE ISOLE DI LANGERHANS Le isole di Langerhans sono piccoli ammassi globosi di cordoni cellulari separati da capillari sinusoidali, presenti in grandi quantità nel pancreas, esattamente nel “parenchima” soprattutto nella porzione corrispondente alla coda. Tra gli acini ghiandolari del pancreas esocrino si trovano sparsi ammassi di cellule epiteliali in cui si riconosce una struttura a cordoni anastomizzanti, frammisti a capillari sinusoidi. Le cellule possono essere distinte in due categorie: cellule pccole con granuli acidofili che non vengono sciolti dai trattamenti con l’alcool, usato per l’allestimento dei preparati istologici, e cellule più grandi, con granuli che vengono invece disciolti dall’alcool. Le prime dette cellule α o A, producono il glucagone; le seconde dette β o B basofile producono l’insulina. Alcuni studiosi descrivono altri tipi di cellule (ϒ o C e D) che si trovano più o meno costantemente e la cui attività funzionale è incerta. LA FUNZIONE DELL’INSULINA Questo ormone secreto dalle cellule delle isole di Langerhans del pancreas, permette alle cellule di tutto il corpo di ossidare il glucosio producendo energia. La mancanza di insulina determina glicemia e glicosuria, e cioè il “diabete” (diabete mellito). Prima della scoperta dell’insulina (scoperta nel 1921), e della sua somministrazione ai diabetici, questi erano condannati a morire in un periodo di tempo abbastanza breve. oggi l’insulina che è una proteina solforata, si prepara allo stato cristallino e viene somministrata ai diabetici per via parenterale. Con l’nsulina estratta dal pancreas di bue e di maiale vengono effettuate varie preparazioni farmaceutiche che trovano impiego proprio nella terapia del diabete mellito. Quand’è che si parla di insulino-resistenza? Quando occorrono più di 200U.I. di insulina giornaliera per mantenere i valori glicemici nella norma. L’insulino resistenza può essere acuta o cronica. La forma acuta si associa di solito a incidenti traumatici, interventi chirurgici, infezioni, forti emozioni, ecc. ed è dovuta a fattori antinsulinici nel plasma e negli organi. la forma cronica deriva invece dalla formazione di anticorpi anti-insulina e si verifica dopo un certo periodo di terapia insulinica del diabete; a essa si ricorre utilizzando preparati insulinici ottenuti da una diversa specie animale. 10/02/2018 Si dice che il “timo” non sia importante, e addirittura in molte persone si atrofizza, è vero? Detta così, è molto superficiale, in realtà è un organo molto importante ed anche di notevoli dimensioni nell’infanzia, si atrofizza in maniera progressiva dopo la pubertà. Si trova in uno spazio della cavità toracica, nella parte mediana tra i due polmoni delimitato in avanti dallo sterno, in basso del diaframma, posteriormente dalla colonna vertebrale, mentre superiormente è in diretta comunicazione con lo spazio viscerale del collo. Questa regione è distinta in due parti: una anteriore, più estesa e l’altra posteriore; nella parte anteriore si trova questa ghiandola o organo che è un’importante stazione linfatica che regolerebbe nel feto e nel bambino lo sviluppo delle attività immunitarie. Mano a mano che il bambino cresce, dopo la pubertà, perde la capacità di elaborare linfociti che in origine è più accentuata di quella degli altri organi linfopoietici (milza, linfoghiandole). La struttura del timo presenta una parte corticale costituita dal tessuto linfoide e una parte midollare contenente linfociti e grappoli di cellule situati in un reticolo (corpuscoli di Hassall). Il timo è un organo linfoide, Sotto la sua influenza in epoca infantile si formano le cellule responsabili della produzione degli anticorpi che intervengono nelle reazioni di rigetto di tessuti omologhi trapiantati e delle reazioni di ipersensibilità ritardata. Si ritiene che la funzione del timo si svolga attraverso un ormone, questo agirebbe sulle cellule degli organi linfoidi trasformandole in linfociti immunocompetenti, precisamente in strutture capaci di formare anticorpi contro proteine estranee. Il timo sembra anche coinvolto o implicato nella patogenesi delle malattie autoimmunitarie, come l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso disseminato, in cui si osservano reazioni di ipersensibilità nei confronti dei componenti dello stesso organismo.
Febbraio 2, 2018 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOQUARANTADUESIMA PARTE 02/02/2018 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Elena Prima di presentare altri dolcetti facciamo un secondo di pesce molto saporito, sono degli involtini di sogliole con erbe miste e gorgonzola. Sono molto buoni. INVOLTINI DI SOGLIOLE Ingredienti: quattro sogliole, cinquanta g di gorgonzola dolce, prezzemolo, coriandolo, rosmarino, aglio, cipolla zucca, olio extra vergine d’oliva, pangrattato fine, dado di erbe miste per pesce alla griglia o al forno fatto in casa, aceto di mele. Esecuzione: prepariamo bene il pesce, poi lo passiamo nel pangrattato con il dado sbriciolato, e prima di chiudere l’involtino metteremo un po’ di gorgonzola. Chiudiamo bene la sogliola e la metteremo in una teglia sopra la carta da forno leggermente unta con olio; qualche goccia di olio sopra tutto l’involtino e via in forno a 180° per sette minuti. Poi prepariamo le cipolle tagliate finemente che andranno passate in padella a rosolare con poco olio; ora tagliamo a fettine la zucca e la cuoceremo in forno, poi serviremo il tutto con prosecco delle nostre zone. Federica Che bel piatto! 03/02/2018 Elena Ed eccoti i biscotti che ti avevo promesso, è una ricetta nuova ancora più buona. BISCOTTI MULTIFORME RIPIENI Ingredienti: quattrocento g di farina per dolci, 100 g di farina di mais macinata molto fine, 250 g di zucchero semolato, zucchero a velo, bacche di vaniglia, una bustina di lievito per dolci, cento g di burro fresco, due uova e un tuorlo, mezzo bicchierino di liquore all’arancia. per il ripieno: composta di prugne nere, cacao amaro, filini di scorza d’arancia e limone un cucchiaio di pangrattato fine; secondo ripieno: composta di arance, cedro e susine bianche (regina Claudia), pangrattato fine. Esecuzione: Dopo avere fatto le composte di frutta, impastiamo i biscotti facendo la fontana con le farine, sbattiamo bene le uova con lo zucchero, e le incorporiamo alle farine, aggiungeremo gli aromi e il burro, infine il lievito. Amalgamiamo bene per ottenere un impasto omogeneo e burroso. Adesso tiriamo la pasta con il matterello e tracciamo le forme che poi riempiremo di composta alla frutta. mettiamo i biscotti sulla teglia da forno sopra la carta e inforniamo a 175 ° per quindici minuti. Sforniamo i biscotti e li spolverizziamo di zucchero a velo con vaniglia. Federica Questi li faccio subito e li offrirò ai nostri clienti per festeggiare il carnevale. Grazie! 05/02/2018 Elena Eccoci qui, ho fatto una salsa nuova per condire il pesce, con il mango, maionese, capperi e erbe, è avvero squisita e salutare. FILETTI DI PESCE MISTO IN SALSA NUOVISSIMA Ingredienti: filetti di pesce misto, mango, olio extra v.d’oliva, aceto di acero, capperi, farina di mandorle, succo di limone, maionese fresca senza uova, sale, pepe, peperoncino, Per il contorno: pasta sfoglia e verdure miste: patate, porri, zucca, peperoni; sbollentate e poi gratinate con parmigiano grattugiato di fresco. Esecuzione: mettiamo i filetti di pesce a marinare in un’emulsione di limone, olio, sale e pepe. Dopo un’ora circa li toglieremo dalla marinatura e li cospargeremo di farina di mandorle, li metteremo nella padella con poco olio o burro, li giriamo e rigiriamo e poi li mettiamo sul piatto da portata. Abbiamo già fatto la maionese, e la salsina con le erbe, la polpa di mango, i capperi tagliati a coltello con l’aggiunta di un po’ di aceto e peperoncino; la salsa deve risultare morbida saporita, non troppo acida ma equilibrata. Poi stendiamo la pasta sfoglia nelle terrine e la copriremo di verdure tagliate sottili, olio e parmigiano. Quando il tutto sarà pronto serviamo il pesce con la salsa e le terrine di verdure in crosta. Federica Lo so come sono questi sapori! Sono semplicemente meravigliosi. 06/02/2018 Federica Vorrei sapere se quando si fanno le polpette si devono sigillare, anche quando sono in umido? Sai io non sono tanto amante della sigillatura, anche perché c’è sempre da friggere e le cose fritte saranno molto gustose, ma la salute non si diverte o sbaglio? Elena No, non sbagli, basta non usare grassi, le carni, le polpette si possono sigillare anche senza i grassi. Come? Usando pentole e padelle che non attaccano ai cibi; quando faccio le polpette uso sempre due padelle o casseruole, in una le sigillo senza grassi, le passo così e sprigionano il loro succo, nell’altra preparo il ragù o di verdure o al sugo di pomodoro scalogno e basilico, poi le immergo lì, e le lascio cuocere a puntino, in questa maniera prendono il sapore del sugo e sono croccanti fuori e morbide dentro; sono salutari e gustose. Dai che ti presento dei fagottini di faraona disossata e fatta con i sapori. LA FARAONA DI CASA MIA Ingredienti: acquistiamo la faraona che ci serve, poi la disossiamo e ne ricaveremo delle bistecche, succo e buccia di limone, salvia, cerfoglio, olio extra vergine d’oliva, origano fresco, rosmarino, aglio, aceto di ribes, un bicchierino di brandy, pepe, pancetta steccata (una fetta per ogni bistecca), formaggio filante una fettina per ogni porzione, paprika dolce, brodo di gallina q.b. per cuocere, e funghi misti trifolati a pezzetti. Esecuzione: Mettiamo la carne a marinare per una notte nell’emulsione di erbe aromatiche sale, pepe, e aceto. Il mattino seguente faremo gli involtini con il formaggio, il rosmarino, l’origano, e i funghi trifolati, Li avvolgiamo in una fettina di pancetta e poi li rosoliamo bene, li sfumiamo don il brandy e a questo punto li metteremo a cuocere nel brodo. A fine cottura possiamo aggiungere un cucchiaino di farina nel sugo, poi emlsioniamo con l’olio o a piacimento si può usare il burro. Impiattiamo con un rametto di rosmarino e un po’ di origano. Federica Anche qui sento già i sapori e il profumo. 07/02/2018 Elena Restando in tema con i funghi, oggi ti mostro delle fettine di vitello con salsa di funghi porcini, molto ma molto saporite. FETTINE DI VITELLO A SORPRESA Ingredienti: fettine di vitello, una melagrana grossa, salvia, funghi porcini, olio extra vergine d’oliva, porcini alla piastra, tritati e conditi con una crema di topinambur, spezie miste, una noce di burro e un cucchiaio di parmigiano per ogni porzione. Esecuzione: per prima cosa mettiamo la carne a marinare nel succo di melagrana, poi passato il tempo di marinatura la faremo sigillare nella casseruola senza grassi (o a piacere con olio o burro) sfumiamo con un po’ di malvasia secca, poi lasciamo cuocere la carne per qualche minuto aggiungendo la salvia. A questo punto prendiamo i funghi a pezzetti, un po’ di olio e burro, un pizzico di sale, la crema di topinambur e spezie, e facciamo un giro al frullatore, otterremo una crema omogenea e molto saporita, squisita; aggiungiamo un po’ di parmigiano e stenderemo la crema sulle fettine di carne. Il tutto risulterà ben legato e gustoso con leggerezza. Federica Sì, mi piace moltissimo! 08/02/2018 Elena Oggi cuciniamo le melanzane, la melanzana è un ortaggio molto versatile e si presta in mille ricette gustose e leggere; oggi te le mostro in tre versioni. MELANZANE ALL’OPERA Ingredienti: melanzane tonde, olio extra vergine d’oliva, farina di mandorle (mandorle macinate finemente), sale, pepe, spaghetti, tonno pinna gialla, parmigiano reggiano, salsa di pomodoro fatta in casa, prezzemolo fresco, cipollotti freschi, vino rosato per sfumare il ragù, peperoncino, latticello fresco di giornata, brodo vegetale per cuocere gli spaghetti. Dopo circa due ore di marinatura la passeremo in forno per quindici minuti circa; adesso passiamo ai cerchi, li mettermo stesi con un po’ di sale e quando saranno uscite le goccioline le aciughiamo, passeremo con il pennello unto, le pepiamo e metteremo una spolverata di parmigiano grattugiato. Andranno in forno per dieci minuti, nel frattempo abbiamo tagliato le altra melanzane a dadi o a cubetti, e ne abbia tagliati di piccolissimi per la guarnizione del piatto con gli spaghetti. Ora mettiamo il tonno in padella , lo facciamo dorare, poi lo taglieremo a piccole strisce che verseremo nel ragù di pomodoro erbe e cipollotti. portiamo il brodo ad ebollizione e versiamo gli spaghetti, li toglieremo al dente che andranno mantecati nella casseruola del sugo, infine metteremo un poco di pepe, peperoncino, olio e formaggio, e per guarnire la melanzana dove abbiamo riposto gli spaghetti metteremo una manciata di dadini impanati nella farina di mandorle e poi fritti. Federica Mi piace un sacco tutto questo! Sai? Volevo dirti che sono d’accordo con te sull’impanatura dei cibi, non amo neanch’io la panatura a pezzetti, specialmente con mandorle e fiocchi di mais. Elena Grazie! Ogni individuo ha i propri gusti e bisogna rispettarli. 09/02/2018 Elena Voglio presentare la mia frittata ripiena, molto saporita e leggera. UNA DELLE MIE FRITTATE Ingredienti: uova, topinambur, basilico e prezzemolo, cipollotti freschi, sale, pepe, olio extra vergine d’oliva, un cucchiaio raso di parmigiano per ogni uovo. Contorno: insalata mista in vinaigrette. Esecuzione: sbattiamo bene le uova per amalgamare le due parti, unire il topinambur già stufato, i cipollotti tagliati sottili e passati in padella appena unta di olio, aggiungere il parmigiano, il basilico, aggiustare di sale e pepe e metterla nella teglia antiaderente sulla piastra o in forno; infine dopo l’impiattamento cospargere prezzemolo fresco. Federica Un piatto nobile davvero! A proposito, la frittata deve essere alta o bassa? Elena La frittata si fa come meglio ci piace! Grazie! E con questa ricetta chiudiamo anche questo articolo di cucina.
Gennaio 26, 2018 LA NOSTRA SALUTE admin RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CINQUANTESIMA PARTE 26/01/2018 Vorrei che ci parlassi di alcune ghiandole endocrine in maniera approfondita, grazie! Alessandra e Giovanni 28/01/2018 L’IPOFISI (prima versione) Incominciamo dall’ipofisi, una delle ghiandole più importanti, è piccola di forma ovoidale, pesa circa 600 mg e si trova nella sella turcica. La sua parte anteriore o adenoipofisi è costituita da cordoni di cellule epiteliali intercalati a capillari sinusoidali; la parte posteriore o neuroipofisi è formata da cellule simili alla nevroglia. Tra le due sezioni c’è anche una parte intermedia con struttura simile all’adenoipofisi. I cordoni cellulari dell’ipofisi anteriore riversano direttamente nei sinusoidi il loro e cioè gli ormoni somatotropo (o STH, da somato Tropic Hormone), IL CORTICOTROPO (o ACTH, da Adreno Cortico Tropic Hormone), il tireotropo (o TSH, da Tireo Stimulating Hormone), le gonadotropine e la prolattina. L’ormone somatotropo stimola lo sviluppo dello schelettro e delle parti molli, il corticotropo e il tireotropo stimolano il trofismo e quindi la funzione rispettivamente delle ghiandole surrenali e della tiroide. Le gonadotropine sono distinte in ormone follicolostimolante ( o FSH, da Follicle stimulating Hormone) e ormone leutinizzante ( o LH, da Luteinizing Hormone) che determinano la maturazione del follicolo ooforo e la stimolazione della spermatogenesi il primo,lo scoppio del follicolo e la stimolazione delle cellule interstiziali del testicolo il secondo; la prolattina è un terzo ormone gonadotropo ( o LTH, da Luteo Tropic Hormone) che regola la secrezione del corpo luteo e la produzione del latte. Dalla neuroipofisi sono stati estratti l’Ormone antidiuretico ( o ADH, da Antidiuretic Hormone) che favorisce l’assorbimento dell’acqua nei tuboli renali e provoca vasocostrizione, e l’ossitocina che determina la contrazione del miometrio gravido. L’immissione nel sangue degli ormoni ipofisari è sollecitata da sostanze provenienti dalla neuroipofisi e soprattutto da certi nuclei ipotalamici ad essa collegati; la secrezione inoltre è regolata per alcuni ormoni dal principio del feed-back, nel senso che la produzione di una tropina è inibita da un certo livello ematico dell’ormone prodotto dall’organo bersaglio. IPOFISI (seconda versione) scegli quella che ti piace di più. Come ho già descritto sopra, l’ipofisi è una ghiandola molto importante, localizzata nella testa entro la sella turcica dello sfenoide, in stretta connessione anatomica funzionale con l’ipotalamo. È detta anche ghiandola pituitaria. L’ipofisi è di forma ovoidale, può essere distinta morfologicamente, funzionalmente ed embriologicamente in due parti: la neuro-ipofisi, che deriva come l’ipotalamo, dalle pareti del terzo ventricolo e che deve essere considerata anche funzionalmente una parte dell’ipotalamo, costituisce la porzione postriore della ghiandola (lobo posteriore dell’ipofisi), e per la sua struttura è detta anche pars nervosa o lobo nervoso. L’adeno-ipofisi, che deriva da una invaginazione dell’ectoderma buccale detta tasca di Rathke e che sebbene strettamente controllata dall’ipotalamo, è una vera ghiandola endocrina. La neuro-ipofisi si presenta come un prolungamento dell’eminenza mediana ipotalamica formata da una parte sottile (stelo infundibolare) e da una parte allargata ( processo infundibolare o lobo posteriore dell’ipofisi). L’adeno-ipofisi è formata da una parte tuberale che avvolge lo stelo infundibolare, da una parte distale o lobo anteriore dell’ipofisi e una parte intermedia o lobo intermedio dell’ipofisi. L’asportazione dell’ipofisi determina conseguenze gravi ma non letali. Dopo il taglio del peduncolo ipofisario la neuro-ipofisi si riorganizza, continuando a mettere in circolo i suoi secreti a livello del moncone. Si fa invece sentire la mancanza dell’adeno-ipofisi: la tiroide, le gonadi e la corteccia delle surrenali che diventano ipofunzionanti: se l’individuo è ancora in crescita, la crescita si arresta, compaiono alterazioni del metabolismo dei carboidrati e delle proteine. L’adeno-ipofisi si presenta inoltre come un aggregato di cellule poliedriche disposte in cordoni, le quali si distinguono in: acidofile, basofile e cromofobe. Sono stati identificati sei ormoni adeno-ipofisari, l’ormone somatotropo, o STH, detto anche ormone della crescita; la corticotropina o ACTH; l’ormone luteotropo o prolattina o LTH; l’ormone follicolo-stimolante o FSH; l’ormone luteo-stimolante o LH; l’ormone tireotropo o TSH. Gli ormoni adeno-ipofisari vengono secreti dall’ipofisi sotto il controllo dell’ipotalamo. Nella porzione dell’adeno-ipofisi detta pars intermedia viene secreto un ormone (intermedina o MSH o ormone melanocitostimolante) il quale favorisce la pigmentazione cutanea aumentando la sintesi delle melaninee disperdendo i granuli di pigmento entro i melanociti. La neuro-ipofisi può essere considerata, dal punto di vista sia morfologico sia funzionale, una porzione dell’ipotalamo. Le cellule che secernano gli ormoni neuro-ipofisari (la ossitocina e la vasopressina sono raccolte in due nuclei ipotalamici, il nucleo sopraottico e il nucleo paraventricolare. L’attività della neuro-ipofisi viene compromessa irreversibilmente da lesioni di questi nuclei, con la comparsa di gravi alterazioni del metabolismo idrico (diabete insipido). La distruzione dell’ipofisi può essere provocata da situazioni patologiche di natura displasica, neoplastica, ecc. per proliferazione tumorale o per semplice iperplasia si può avere invece un aumento numerico delle cellule ghiandolari secernenti, a cui sono legate manifestazioni di iperpituitarismo. tra gli ipopituitarismi figurano il nanismo e l’infantilismo ipofisario, la cachessia ipofisaria o morbo di Simmonds, la distrofia adiposo-genitale o morbo di Fröhlich, il diabete insipido. Le espressione di iperpituitarismo sono il gigantismo ipofisario, l’acromegalia, la malattia di Morgagni o sindrome dell’enostosi frontale. Continua con la tiroide. LA TIROIDE La tiroide è una grossa ghiandola dalla forma a farfalla situata nella parte anteriore del tubo taringotracheale. È composta da due lobi laterali uniti da un istmo presenta spesso un prolungamento centrale detto piramide di Morgagni. È costituita da tante piccole formazioni rotondeggianti (follicoli) ciascuna delle quali presenta una cavità interna, piena di una sostanza detta colloide e un involucro di cellule epiteliali che producono la colloide e secernono l’ormone tiroideo. I follicoli poggiano su uno stroma collettivale insieme con i capillari sanguigni e con isolotti di particolari cellule (cellule parafollicolari) che secernono la tirocalcitonina. La tiroide è uno degli organi più abbontantemente vascolarizzati. Essa secerne due tipi di ormoni: la tirocalcitonina polipeptide secreto dalle cellule follicolari che controlla la calcemia, e le iodotironine, amminopacidi prodotti dalle cellule dei follicoli, i cui effetti sono rivolti essenzialmente al controllo del metabolismo. Il nucleo delle iodotironine è costituito dalla forma levogira della tironina alla quale possono legarsi due atomi di iodio (3.3- diiodotironina) oppure tre (3,5,3′-triiodotironina) o quattro ( 3,5,3’5′-triiodotironina o tiroxina) Solo le due ultime iodotironine (T3 e T4) sono attive dal punto di vista fisiologico e rappresentano perciò i veri ormoni tiroidei. Nel sangue la tiroxina si trova per lo più legata a proteine, nella concentrazione di 9 mcg/ 100 ml. Solo la quota libera circolante, pari a o’004 mcg /100 ml, esercita l’azione fisiologica. La T3 è più attiva della tiroxina, rispetto alla quale è meno legata alle proteine plasmatiche. Gli effetti fisiologici degli ormoni tiroidei sono rivolti essenzialmente al controllo del metabolismo. Le iodotironine aumentano il consumo di ossigeno in tutti i tessuti metabolicamente attivi e aumentano la produzione di calore. Tale effetto inizia dopo parecchie ore dalla somministrazione, diventa massimo dopo 5- 6 giorni per poi scomparire lentamente. Gli ormoni tiroidei aumentano la glicogenolisi, aumentano l’assorbimento del glucosio da parte dell’intestino e diminuiscono la produzione di insulina, provocando di conseguenza l’iperglicemia, con curva da carico di glucosio di tipo diabetico. L’azione sul metabolismo lipidico consiste essenzialmente nella diminuzione della colesterolemia determinata all’aumento dell’eliminazione biliare del colesterolo. Piccole dosi di ormoni tiroidei, in sinergismo con l’ormone somatotropo attivano l’ anabolismo proteico; per contro dosi elevate lo accelerano negativizzando il bilancio dell’azoto. Nell’ipertiroidismo il bilancio azotato è pertanto positivo; l’eccesso di proteine tende ad accumularsi nei liquidi interstiziali provovando il mixedema. La tiroxina esercita effetti stimolanti sul cuore: aumenta la frequenza cardiaca e la gittata sistolica, come pure l’eccitabilità del miocardio e la velocità del circolo. L’ormone stimola inoltre l’accrescimeto scheletrico, la maturazione sessuale e lo sviluppo psichico. La secrezione tiroidea è regolata dalla tireotropina dell’ipofisi. L’ipofisectomia provoca atrofia e ipofunzione della tiroide, mentre la somministrazione di estratti ipofisari esalta la captazione dello iodio e la secrezione ormonale. L’EPIFISI L’epifisi è una piccola formazione aderente all’estremità posteriore del lV ventricolo. La sua funzione endocrina avrebbe una certa influenza sullo sviluppo sessuale. Questa ghiandola è situata nel fondo della scissura traversa del cervello, nella regione diencefalica, a ridosso del terzo ventricolo. È una piccola ghiandola di colore grigio rossastro, del volume di un pisello. La sua base è collegata con il talamo ottico mediante un peduncolo formato da tre cordoncini per lato (peduncoli anteriori o ambedue, medi e inferiori). L’epifisi è costituita da cellule poligonali con prolungamenti unici infossati a clava o sfioccati a pennello, da cellule della nevroglia, tra le quali sono presenti piccole cavità contenenti concentrazioni calcaree. Malgrado la sua struttura non sia tipicamente ghiandolare, essa produrrebbe un ormone (melatonina) che agirebbe in senso depressivo sugli organi genitali; la sua ablazione provoca infatti abnorme sviluppo delle gonadi da alcuni studiosi attribuita, però alla lesione contemporanea di alcuni centri encefalici circostanti. Ciascuna delle estremità delle ossa lunghe (epifisi ossea). Le epifisi hanno anche forma varia, in genere espansa; sono costituite da una massa centrale di tessuto spugnoso, rivestite da tessuto osseo, e in corrispondenza delle articolazioni, da cartilagine.Un sottile disco cartilagineo (cartilagine epifisaria o di congiunzione), che separa l’epifisi dalla diafisi, ha capacità di produrre tessuto osseo e nella fase dello sviluppo, provvede all’accrescimento in lunghezza dell’osso. Nel prossimo articolo parlerò delle apratiroidi e della loro importanza.
Gennaio 25, 2018 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOQUARANTUNESIMA PARTE 25/01/2018 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA MISTO DI MARE SULLA TAVOLA Ingredienti: filetti di orata, calamari, gamberi, alici per il ripieno dei carciofotti, cime di rapa, cipolline in agrodolce, carciofi, salsa della casa. Pangrattato fine, pinoli, aceto di ribes e aceto di mele, parmigiano, cerfoglio, prezzemolo, aglio, scalogno, farina tipo “0”, birra, pepe, sale, ghiaccio, dragoncello, olio extra vergine d’oliva, emulsione di agrumi misti, olio per friggere, due cucchiai di burro fresco e pecorino per il condimento delle cime di rapa. Esecuzione: Per prima cosa puliremo il pesce, poi lo tagliamo e lo sfilettiamo e lo mettiamo tutto nel ghiaccio tranne i filetti di orata. Adesso puliamo bene le cime e le lessiamo nel brodo, a cottura ultimata come piace a noi, le faremo passare in un po’ di burro fresco e pecorino con una punta di spezie miste. Adesso facciamo i carciofi, li puliamo bene e li metteremo un un recipiente pieno di acqua con un cucchiaio di bicarbonato, intanto metteremo le alici in forno, le spennelliamo con l’olio e le lasciamo cuocere per cinque minuti, Una volta cotte le taglieremo fini a coltello e faremo un bel ripieno con l’aggiunta di erbe tritate, scalogno, pangrattato e parmigiano. Abbiamo tutto pronto, mettiamo i carciofi a cuocere in casseruola, prima sfumati col vino e poi metteremo il brodo. Ora faremo i filetti di orata che abbiamo messo a marinare con il succo di agrumi, sale e pepe; li passeremo nel pangrattato e nei pinoli macinati nel robot, li mettiamo in padella con un filo di olio: (un cucchiaio), li capovolgeremo e dopo che si saranno cotti a puntino li ricapovolgeremo, ancora un attimo di fuoco e il pesce sarà pronto. Adesso è la volta dei gamberi che li pennelliamo con un po’ di burro chiarificato e li metteremo sulla piastra, si cuoceranno bene, e saranno molto teneri. Adesso è la volta dei calamari, li togliamo dal ghiaccio e dalla birra e li mettiamo nella pastella fine fatta con farina, sale, pepe, birra. Li tuffiamo nell’olio caldo e dopo la frittura li metteremo sull’assorbente e poi via nel piatto da portata insieme alle altre pietanze. Ed ecco il piatto! Da accompagnarsi con una salsa emulsione ben equilibrata da risultare un po’ densa. In questo piatto ho cercato di dare un’impronta al gusto ma anche all’equilibrio di sapori e fragranze. Federica Mi piace molto, è un piatto che parla da sé. Ho assaggiato i calamari, si sciolgono in bocca! Elena Grazie! 26/01/2018 Elena Oggi ho cucinato un piatto di uova bollite, le ho chiamate “uova di gallina selvatica”, e sai perché? Quando ero piccola e abitavo in campagna, avevamo un orto grande, il pollaio con molte galline, in mezzo a queste c’era un gallinone dalle piume rosse che faceva le uova nell’orto, le prime volte ricordo che quando andavamo nell’orto a raccogliere le verdure, qualcuna era sempre nascosta in mezzo agli ortaggi e sbadatamente veniva sempre calpestata. Ecco da dove ho preso lo spunto. UOVA DI GALLINA SELVATICA NELLA POLVERE DI TARTUFO Ingredienti: ovviamente uova, noci, briciole di tartufo, indivia, radicchi bianchi e rossi, finocchio, arancia, mela verde, fili di porri grigliati, aceto di ribes, aceto di mele,olio extra vergine d’oliva. Esecuzione: facciamo bollire le uova per cuocere solo la parte bianca e appena un po’ quella rossa. Poi le sbucciamo e le adageremo sopra un letto di verdure crude bilanciate nei sapori e nel condimento; facciamo l’effetto erba calpestata con il porro tagliato a fili lunghi e grigliato che aggiunge un sapore in più. Federica È un gran bel modo di presentare le uova bollite! Elena Sì, quando sono fresche sono molto buone! Federica Quante uova si può mangiare a settimana? Elena Io credo che quattro uova a settimana sia il giusto dosaggio per ogni individuo. 27/01/2018 Elena Un altro piatto di pesce e poi via con il carnevale. Federica Come dovrebbe essere secondo te una brava cuoca? Elena Dovrebbe fare piatti raffinati ma pieni di sostanza e gusto, non di grasso, cucinati anche in maniera semplice ma che siano gustosi e salutari; poi se ha creatività e amore non sbaglia mai! Federica Se arrivasse il giorno che certi alimenti non sono più in vendita a tutto il popolo, o che dovessi cucinare solo con alimenti che ti può offrire un campo di erba commestibile ad esempio: tipo erba medica, sapresti cucinarla? Come la cucineresti? Elena La farei in insalata, oppure cotta e condita con formaggio, oppure se avessi a disposizione uno scalogno la farei in polpette al sugo di scalogno, ecc. Adesso ti descrivo il piatto che presento oggi. SEMPLICEMENTE PASTA E PESCE Ingredienti: lumache di semola di grano duro, burrata, parmigiano reggiano, verdure miste e zucchine gratinate, piselli in sugo di burrata, pepe, panna acida e scalogno, olio extra vergine d’oliva, sale q.b., cernia, erbe miste seccate e aromi per cucinare il pesce, (un pizzico) marinatura a base di agrumi misti, pepe, sale, origano fresco e rosmarino e olio. Esecuzione: grigliamo le verdure e nel frattempo togliamo il pesce dalla marinatura, poi lo mettiamo nella panatura con le erbe e poi sulla piastra, stiamo attenti alla cottura e intanto faremo cuocere la pasta e una volta arrivata a cottura ideale la mantecheremo con il sugo bianco, infine aggiungeremo un po’ di parmigiano e un giro di pepe, olio a piacimento! Il gusto è assicurato! Federica Grazie di tutto! Elena Ma di nulla! Buona domenica a tutti! 29/01/2018 Elena Dovresti fare questo piatto che ti illustro oggi, sono gli involtini di mezza stagione, buoni, saporiti, con ingredienti bilanciati e genuini. INVOLTINI DI MEZZA STAGIONE Ingredienti: lonza di maiale arrosto, salsiccia, ricotta, parmigiano reggiano, sale e pepe, pangrattato fine, cavolfiore, crema di patate, sedano, peperone, carote, aceto di acero, finocchio, erbette, spezie miste, olio extra vergine d’oliva, crauti, vino bianco secco, peperoncino, due cucchiai di pomodoro in salsa, un pizzico di rafano, una cipolla grossa rosata. Esecuzione: facciamo l’arrosto di maiale con il rosmarino, aglio e salvia, grigliamo la salsiccia, lessiamo le foglie di erbette, poi facciamo la salsa, uno stracotto di verdure con cipolla, carote, finocchi, sedano, peperone, spezie, pomodoro; sfumiamo col vino e poi lasciamo cuocere fino a raggiungere la consistenza di metà crema e l’altra metà delle verdure un po’ croccante, aggiungiamo un po’ di aceto e ultimiamo la cottura. Adesso tritiamo la carne, la salsiccia, aggiungiamo il sale e pepe, e una punta di rafano, il parmigiano, la ricotta e il pangrattato. Facciamo gli involtini che poi cuoceremo in padella per cinque minuti circa. Ora che abbiamo tutto pronto impiattiamo i nostri involtini sopra un letto di verdure gustose e profumate. Federica Che belli! Gli ingredienti ci fanno capire che sono anche molto buoni! Li farò subito per domani. 30/01/2018 Federica Che lattughe ci ha mandato ieri! Non trovo aggettivo per dirti quanto erano buone, con te uso sempre il superlativo, anzi due! MEZZE LUNE DI CARNEVALE Ingredienti: per ogni uovo occorrono un cucchiaio di zucchero semolato, un cucchiaio di liquore, io ho messo un liquore alla genziana, , un cucchiaio di olio di semi di mais, aromi naturali, (buccia di arancia, cedro, limone grattugiata) farina tipo “00” quanto basta per fare un impasto omogeneo che non attacchi alle dita. Olio per friggere e zucchero a velo vanigliato. Esecuzione: è molto facile, quello che conta è l’impasto che deve essere perfetto, un’altra cosa da non dimenticare è la sfoglia sottile, poi ci si dà la forma che si vuole, una bella frittura e il gioco è fatto! 01/02/2018 Elena Vuoi un bel piatto goloso e pieno di salute? Ecco i miei ossobuchi di vitello molto golosi con polenta alla piastra. OSSOBUCHI GOLOSI Ingredienti: prendiamo gli ossobuchi che servono, una cipolla grossa rosata, pomodori tondi per il sugo, rosmarino, basilico, aglio, chiodo di garofano, sale e pepe, sedano, vino bianco secco, olio extra vergine d’oliva, bacche di ginepro, un po’ di dragoncello e un pizzico di rafano o peperoncino, brodo vegetale. Polenta alla piastra. Esecuzione: Dopo aver tagliato i nervetti sigilliamo la carne con appena un poco di olio e cipolla tritata. Togliamo gli ossobuchi dalla padella e li adageremo in una casseruola dove abbiamo fatto rosolare un trito di cipolla, sedano, sugo di pomodoro, erbe e spezie, sfumato il tutto con vino bianco. Ora incorporiamo il brodo, li portiamo ad ebollizione e mettiamo il coperchio; faremo cuocere la carne molto lentamente fino a cottura completa. A fine cottura se occorre aggiusteremo di sale, mettiamo un filo di olio e serviremo con polenta alla piastra o al cucchiaio. Federica Che buono! Come fanno a dire che gli intingoli fanno male? Io non vedo nessuna controindicazione sia per quello che riguarda l’ipercolesterolemia e per nessun’ altra cosa. E tu? Elena No, non ci sono. Tutto dipende da quanto si mangia! Alla prossima ricetta in un altro articolo, dove presenterò i biscotti multiforme ripieni. Ciao.
Gennaio 24, 2018 LE MIE PREVISIONI CON LE MIE LETTERE PER VOI admin TU E IL 2018-19 COSA VUOI SAPERE? 24/01/2018 IL TUO 2018-19 FATTO CON IL CUORE Ciao sono Vilma, nata trentadue anni fa sotto il segno del Leone con ascendente Capricorno. Sono amareggiata perché non pensavo che nella vita si potesse arrivare a tanto. Alcuni giorni fa ho scoperto che sono stata tradita dalla mia migliore amica, e che nutre un odio così grande e ingiustificato nei miei confronti. Dopo aver studiato nei minimi dettagli, ha usato tutte le coincidenze, le situazioni, ha calcolato tutti i movimenti per sputare veleno nei miei confronti e in quelli della mia nobile famiglia raccontando un’infinità di menzogne per allontanarmi dai nostri amici. Dico nobile famiglia per il buon cuore dei miei genitori e dei miei nonni; c’è un buon proposito che dice: “Fai del bene e dimenticatene” ! Dimmi come posso dimenticarmi di questa cafona! L’abbiamo aiutata molto e questo è stato il ringraziamento! L’ho scoperto in pizzeria conversando con due miei ex con i quali sono rimasta molto amica. Ora non so proprio come comportarmi, perché mi ero molto affezionata, una parte di me vorrebbe dare un taglio a tutto questo, l’altra parte invece mi frena, cosa posso fare? Grazie per avermi ascoltato. Sai Vilma, le soddisfazioni e le delusioni fanno parte della vita. Dopo tanti anni queste cose mi mandano fuori dalle orbite non solo quando succedono a me ma anche quando succedono agli altri. Ci sono cose nella vita che valgono più di tutto l’oro del mondo e sono i “valori” ma purtroppo certa gente non li scoprirà mai! Avete scambiato una luce dell’inferno per quella del paradiso, sì, perché quella tua amica è malefica molto. Ma ora sei tu a condurre il gioco, sei libera di perdonare o di dare un taglio a tutto questo; io farei quest’ultima cosa. Sei tu la vincente e puoi convincere il mondo intero con tutta la naturalezza che ti ha insegnato la tua famiglia, liberati del suo ricordo, da quella nostalgia e dal quel rancore che toglie molto al tuo fascino e alla tua bellezza interiore. Ti auguro un 2018-19 pieno di allegria e successo, e perché no, anche un po’ di mistero. Elena Lasagna 31/01/2018 Sono Paola, nata settant’anni fa sotto il segno del Cancro con ascendente Bilancia. Io non so se sono gli anni o la mia buona fede, ma ho scoperto solo adesso di che pasta è fatta la mia amica di sempre. Non posso credere di essere così ingenua e di non aver capito che è capace di tutto ma più nel male che nel bene. Quando sua madre si ammalò ed ebbe bisogno di attenzioni e cure, lei si occupò con malavoglia, ma fu pagata il doppio e la risarcirono anche dopo la morte dei genitori. Lei non fu mai contenta di nulla vorrebbe che suo fratello facesse il servo in casa sua, inoltre vorrebbe una parte di casa in denaro quella che lui ha guadagnato insieme al padre, mentre lei ha avuto molto di più, hanno diviso perfino il denaro che guadagnò il fratello prima di sposarsi! Molta gente sa quanti sacrifici fece suo fratello anche per i suoi genitori, per acquistare la casa di famiglia! E pensare che lui ha accettato solo una cifra irrisoria. Lei invece non ha fatto altro che portare via denaro con tutto il resto! Io mi chiedo se sai se a questo mondo esiste ancora la giustizia divina? Io non lo so più! Vorrei che mi dicessi che questo comportamento è la conseguenza di una malattia. Grazie! Carissima Paola, io non credo che il comportamento adottato dalla tua amica sia dovuto ad una malattia in particolare, ma piuttosto è un grande egoismo e cattiveria che non guarda in faccia nemmeno sua madre. Al giorno d’oggi per certa gente non esiste nient’altro che potere e denaro e valori “0”, ecco a che cosa porta l’assenza totale dei valori! Ci sono famiglie come quella della tua amica che hanno sempre tramandato i valori a tutti i loro figli, ma come sai anche nelle migliori famiglie nascono delle Caine, il figliol prodigo e Abele; qui i genitori non hanno colpe. Lo so come ti senti, dopo questa scoperta si rimane sconcertati, è difficile per te credere che esistano certe persone, perché tu non riusciresti nemmeno per un attimo essere come un oggetto falso! Non ci sei portata a frequentare amicizie come lei, non sai mentire, non sai comportarti in maniera ambigua; quindi resta a testa alta al di sopra tutta questa cattiveria! Non preoccuparti: per ogni cosa brutta perduta ne troverai sempre una migliore! Auguri! Elena Lasagna 09/02/2018 Sono Anna di cinquantacinque anni, nata sotto il segno del Cancro con ascendente Cancro. Qualche anno fa insieme a mio marito e a mio figlio allora diciottenne, abbiamo costruito due case gemelle, una per noi e l’altra per lui; ora però mi sta crollando tutto, perché mio figlio non vuole vivere lì con noi. Ha trovato una ragazza per via internet che abita a duecento km lontana da noi; e pensare che l’avevamo già arredata proprio come piace a lui. Quante ne devono sopportare quei genitori che hanno dei figli così ingrati! Anna, prima di tutto questa relazione non è neanche sicura, poi, anche se fosse lei la donna giusta per lui, sarebbe una cosa bellissima, che importa se abita lontano, ci sono tutte le comodità per potervi sentire e vedere. Forse lo sai anche tu che i figli non ci appartengono, devono vivere in libertà per trovare la loro strada; l’importante è che siano felici! Lui è un uomo che ama la vita che non sia scandita da tempi o da ritmi assillanti in ogni giorno della sua vita, Gli artisti hanno bisogno di spazi liberi per poter creare, sognare, e curare l’immaginazione per realizzare ma soprattutto per poter raggiungere quella meta dentro se stessi! Non hanno bisogno di sentirsi in colpa, è importante avere quella libertà di scelta, e meno male che l’ha capito in tempo; ora più che mai ha bisogno del vostro appoggio e del vostro sorriso. Sta cercando delle certezze di un io che veda la concretezza del suo cambiamento, ci vuole perseveranza e coraggio per raggiungere quel meritato traguardo senza sbagliare, e se sbaglierà almeno ci avrà provato con tutto se stesso e gli sarà servito per rilanciarsi in altre direzioni. Quindi non credo che vostro figlio nei vostri confronti sia un ingrato ma una persona intelligente che cerca la sua strada. Vi auguro che un giorno possiate essere felici per lui! Elena Lasagna
Gennaio 20, 2018 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOQUARANTESIMA PARTE 20/01/2018 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Elena Siamo arrivati al duecentoquarantesimo articolo di cucina, oggi voglio mostrarti un piatto nuovo: Le cartucce di polenta” sono come gli gnocchi DI POLENTA CHE PRESENTAI IN PASSATO ma questa è una ricetta nuova che ho inventato proprio pochi giorni fa. CARTUCCE DI MAIS Ingredienti: quattrocento g di farina di mais, brodo vegetale, spezie, due scalogni, un porro, cento g di parmigiano reggiano, olio extra vergine d’oliva, salvia e rosmarino, due cucchiai di sugo al pomodoro, mezzo bicchiere di vino bianco secco, una salsiccia, latte q.b. Esecuzione: il brodo deve essere fatto con le verdure e le spezie, poi mettiamo adagio adagio la farina di mais: l’impasto deve risultare non troppo sostenuto perché la polenta nel raffreddarsi tende a solidificarsi. Quando la polenta sarà cotta la stenderemo e la lasciamo intiepidire poi tracciamo delle mini cartucce. Nel frattempo facciamo il ragù facendo soffriggere in un cucchiaio di olio gli scalogni e il porro tagliati finemente; sfumiamo col vino e aggiungeremo la salsiccia grigliata e tagliata a piccoli pezzetti, un po’ di brodo, rosmarino e salvia poi mettiamo il coperchio e lasciamo cuocere fino a cottura ultimata. Adesso che abbiamo una bella salsina aggiungiamo un po di latte, e un cucchiaio raso di farina con le spezie, mescoliamo e incominciamo con fare uno strato di salsa, uno di cartucce di polenta, infine ancora un po’ di salsa fino a coprire tutte le cartucce; aggiungiamo il parmigiamo grattugiato e voilà in forno a centosessanta° per quindici minuti. Ed ecco un primo piatto gustoso, salutare ecc. Federica Sai che li ho fatti ieri sera e sono piaciuti molto a tutti. Grazie! Elena Sono contenta, però si possono fare anche con il formaggio fuso, e il burro ma così li ho trovati gustosi e leggeri ed ho preferito dare questa prima ricetta. Se sfogli i primi articoli delle mie ricette, quelle di alcuni anni fa troverai molti modi per fare gli gnocchi; anche se all’inizio ci sono foto un po’ sbiadite, leggi le ricette. Federica Secondo te quando si cucina la carne si deve sempre sigillarla? Anche lo spezzatino? Elena Sì, sempre, tranne quando si fa un buon brodo. Ciao alla prossima e buona domenica a tutti! 22/01/2018 Elena Un’altra ricetta golosa e leggera sono gli involtini di arrosto di cappone con verdure cotte al vapore in salsa della casa. INVOLTINI DI ARROSTO DI CAPPONE Ingredienti: cappone, rosmarino, salvia, aglio, scalogno, vino bianco secco, sale e peperoncino q.b., cerfoglio, due cucchiai di pomodoro in salsa, origano, maggiorana, brodo di carne; foglie grandi di verza e fogli di porro sbollentate. Per il contorno: carote, finocchi, patate, verza, peperoni, porri, salsine della casa. Esecuzione: facciamo un buon arrosto di cappone: lo rosoliamo bene, poi lo sfumiamo con il vino, e una volta evaporato aggiungeremo tutti gli odori e le spezie, due mestoli di brodo, copriamo la casseruola e lasciamo cuocere al punto giusto. Una volta cotto l’arrosto, toglieremo le ossa e lo taglieremo a piccoli pezzetti, facciamo una salsina con il suo sugo, po lo stenderemo sulle foglie di ortaggi cotte al punto giusto e le sigilliamo, infine li passiamo per qualche minuto al forno preriscaldato a 180°. Intanto mettiamo a cuocere al vapore le verdure tagliate a tocchetti, una volta raggiunta la cottura un po’ al dente le condiremo con una salsina fatta di un insieme di verdure ed erbe tritate molto ma molto fini, poi le mettiamo a cuocere nel brodo vegetale e una volta cotte le condiremo con aceto un’emulsione di aceto di mele e olio, sale e pepe, un po’ di rafano e due cucchiai di maionese fresca. Il piatto è pronto. Sprigiona un profumo da non crederci! Federica Questo piatto è di una bontà infinita! Ma adesso passiamo ai dolci. Se non si soffre di iperglicemia, si può mangiare una fettina di dolce a settimana? Grazie! Elena Certo che si può, ma che sia una fettina a settimana e non tutti i giorni. Federica mi piacerebbe tanto fare il liquore al mandarino, hai una ricetta valida? Grazie! Elena Sì, ti lascio la mia e anche la foto così vedi come viene, ti assicuro che è molto buono, sa molto di mandarini. LIQUORE AL MANDARINO di casa mia Ingredienti: venti mandarini, settecentocinquanta ml di alcool, sette hg di zucchero, mille ml di succo di mandarini filtrato, una bacca di vaniglia. Esecuzione: Laviamo e asciughiamo bene i mandarini, li sbucciamo e mettiamo le bucce a macero nell’alcool per venti giorni. Passati i venti giorni faremo bollire il succo e acqua dei mandarini con lo zucchero, poi verseremo il macero dell’alcool e bucce nello sciroppo intiepidito. Lasciamo ancora a macerare per due ore poi filtriamo e possiamo procedere all’imbottiglamento. Aspettare almeno due giorni prima di farne uso. È un liquore molto indicato in cucina: per dolci e crêpes, sul gelato ecc. Federica Che bello! Grazie. 23/01/2018 Federica Sono ansiosa di avere la ricetta della torta che hai fatto per Patty, era meravigliosamente squisita, issima, issima! Certo che ne hai presentate di torte e dolci squisiti in questi anni! Elena Caspita! Due superlativi insieme, in effetti è proprio squisita e leggera, è una delle ricette invernali di mia nonna SELI, lei amava molto il cioccolato, gli agrumi e le castagne e questa torta la rappresenta molto. In quanto alle altre torte e ai miei dolci dovresti incominciare a leggere dalle prime ricette, capirai che le mie sono originali; conservo ancora tutte le foto con i loro dischetti e i negativi. TORTA SELINA Ingredienti: trecento g di farina di castagne, cinquanta g di farina doppio zero, duecentocinquanta g di zucchero semolato, più quello per caramellare, cinque arance, venti marroni, trenta g di cacao amaro, due uova intere e due tuorli, cinquanta g di burro, canditi di arance trenta g, un bicchierino di liquore, al mandarino o all’arancia, una stecca di vaniglia, latte q.b. per ottenere l’impasto morbido e non troppo pastoso, una bustina di lievito per dolci, zucchero a velo per guarnire, Per la crema all’arancia: quattro cucchiai di farina per dolci, tre di zucchero e succo di arancia spremuta di fresco; cento g di cioccolato fondente e mezzo bicchiere di latte. Esecuzione: incominciamo col cuocere le castagne in forno, non le caldarroste, ma devono essere semplicemente cotte nella teglia con pochissima acqua per non lasciarle indurire, tagliate da una parte esterna per poterle sbucciare bene. Una volta preparate le castagne, le tagliamo a pezzi grossolani e le passiamo nel succo d’arancia e zucchero, le caramelliamo un po’. Poi faremo la crema all’arancia spremendo le arance con l’aggiunta di farina e zucchero, una volta densa la crema la lasciamo raffreddare dentro in un recipiente di ghiaccio coperta da un foglio di carta da forno perché non formi la crosta. Adesso sciogliamo il cioccolato fondente con il latte , dovrà risultare cremoso, né troppo pastoso e neanche troppo liquido. Prepariamo tutti gli ingredienti sul piano da lavoro e incominciamo con ungere la teglia foderata di carta da forno; in un altro recipiente sbatteremo a crema le uova con lo zucchero, uniremo il burro (solo cinquanta g), la vaniglia, il liquore, le farine, infine il lievito. Abbiamo ottenuto un bell’impasto omogeneo e profumatissimo, adesso incominciamo a versare il contenuto della torta alternato alla crema di cioccolato e a quella di arancia, poi metteremo l’ultimo strato di torta e ci metteremo sopra le castagne spezzettate e caramellate, poi le spingeremo sotto l’impasto; che diverrà un altro strato sotto la crosta della torta. Inforniamo a centosettantacinque° per trentacinque minuti circa (dipende dal forno) Una volta raffreddata possiamo passare una spolverata di zucchero a velo con vaniglia. Federica Che spettacolo, quando la tagli c’è tutta la crema d’arancia che cola, che golosità che non fa neanche male perché sa di genuino! Poi si sentono le castagne caramellate all’arancia che si sciolgono in bocca! Io dico che sei un fenomeno, nel senso più buono che c’è. Elena Troppo buoni grazie! Ed ora voglio mostrarvi una parte di tutte le mie foto con i rispettivi dischetti; per ogni foto che vedo ho memorizzato le ricette, tutte. LE MIE FOTO SONO PIÚ DI 1700 E ALTRE TRECENTO CHE HO SULLA VIDEO CAMERA. Dott. Robert Questo sì che è amore! Elena Grazie! Al prossimo articolo!
Gennaio 17, 2018 LA NOSTRA SALUTE admin ALTRE PATOLOGIE CHE COLPISCONO IL CERVELLO PARTE SECONDA 17/1/2018 In questa seconda parte delle patologie che colpiscono il cervello vorrei chiarire alcuni termini medici che per certe persone sono sconosciuti. Ad esempio nelle forme cliniche che sono rappresentate da: deliquio, sincope vagale. Il deliquio sta ad indicare la perdita temporanea della coscienza che nel linguaggio medico è lo stesso di lipotimia. Poi, la sincope vagale in anatomia significa che è in relazione col nervo vago, quindi innervazione vagale, riflesso vagale; improvvisa perdita di coscienza improvvisa completa o transitoria. Poi abbiamo le crisi ipertensive che sono rappresentate da paralisi improvvise e transitorie, monoplegie, emianopsia o emiparesi, apoplessia, disfagia, disartria, atassia. Incominciamo con il termine “monoplegia” questo termine significa paralisi che interessa solo un arto. Si dice parziale o dissociata quando i disturbi paralitici sono limitati ad un segmento dell’arto, mentre gli altri segmenti conservano la loro motilità oppure anche quando la paralisi è circoscritta ad alcuni gruppi muscolari di un determinato segmento. La monoplegia è il tipo di paralisi che si osserva più frequentemente nelle lesioni corticali a focolaio. Passiamo alla “emianopsia” disturbo della visione consistente nella cecità limitata a metà del campo visivo. La zona del campo visivo interessata può essere uguale in entrambi gli occhi, o diversa (emianopsia incongruente). Il disturbo è sempre secondario a lesioni centrali. “L’ emiplegia, è paralisi che interessa metà laterale del corpo; nella forma più comune risulta soprattutto evidente a carico di alcuni nervi cranici (facciale, ipoglosso) e dei due arti. L’emiplegia è dovuta a lesioni vascolari (embolie, trombosi emorragie) o tumorali che interessano le aree motorie dell’emisfero cerebrale controlaterale, a seconda delle zone colpite e del loro livello, la paralisi può accompagnarsi a deficit sensoriali o assumere caratteri particolari (paralisi spastica o flaccida). Se la lesione si verifica a livelli più bassi dei peduncoli cerebrali per la presenza nelle regioni pontina bulbare dei nuclei dei nervi cranici e della complessa disposizione delle vie sensitive, si producono le cosiddette emplagie alterne o paralisi nelle quali al deficit motorio e/o sensitivo della metà controlaterale del corpo, fa riscontro l’interessamento di uno o più nervi cranici dello stesso lato della lesione ed un’eventuale emisindrome cerebellare. Nell’apoplessia che in medicina è sinonimo di (” ictus”, colpo apoplettico), complesso di sintomi caratterizzato da improvvisa perdita della coscienza e delle funzioni cerebrali di relazione; nella maggioranza dei casi è dovuta alla rottura di un vaso cerebrale con conseguente emorragia. La sua gravità dipende dall’importanza del vaso interessato, dalla consistenza dell’emorragia e dalla regione cerebrale implicata. Il soggetto colpito da apoplessia cade improvvisamente al suolo privo di conoscenza; inoltre presenta respirazione profonda, polso irregolare e il viso appare congestionato. Nelle forme più gravi la morte sopraggiunge dopo qualche ora o anche qualche giorno, in quelle forme medie è compromessa l’intelligenza mentre in quelle lievi il miglioramento può risultare anche quasi immediato e il ripristino funzionale completo. Per estensione si intende per apoplessia qualsiasi lesione vascolare acuta del cervello. Questo termine indica anche l’infarcimento emorragico di un organo con necrosi del parenchima (apoplessia placentare, polmonare ovarica ecc.) La disfagia, che è un disturbo della deglutizione qualunque sia la causa e il livello dell’ostacolo. Le cause più comuni sono la stenosi esofagea, la presenza di diverticoli esofagei, l’ulcera dell’esofago, inoltre possono verificarsi le disfagie di tipo nervoso eccole che ci siamo alle disfagie isteriche da spasmo della muscolatura esofagea e feringea da paralisi bulbare, ecc. Nella “disartria” succede qualsiasi difficoltà nell’effettuare i movimenti necessari dell’articolazione della parola. Interessa un complesso di fonemi ed è provocata da un’alterazione delle vie motorie che governano il complesso dei muscoli fonatori o da un’alterazione di questi ultimi; Il disegno centrale della parola o del discorso, al contrario delle afasie , è conservato. Passiamo all”atassia”, disturbo della coordinazione dei movimenti sia per quel che riguarda la loro direzione sia per quanto concerne la successione dei diversi movimenti elementari in cui si può scomporre un movimento complesso. Si conoscono diverse sindromi atassiche secondo la lesione neurologica che ha provocato l’atassia, ognuna con una specifica sintomatologia. Si distinguono così l’atassia cerebrale, secondaria a lesioni della corteccia frontale, l’adiadococinesi, l’asinergia, l’atassia labirintica, caratterizzata da disturbi dell’equilibrio, infine l’atassia da lesione delle vie della sensibilità profonda. Da osservare che nell’atassia mancano fenomeni di paresi, quindi la forza muscolare rimane intatta. E adesso aspetterò qualche vostra domanda. Mi hanno chiesto come fare per non ammalarsi di queste patologie, che sono anche molto gravi, a volte mortali e se sono ereditarie. Ho imparato che certe malformazioni sono congenite, ma per il resto queste patologie sono dovute ad uno stile di vita errato o meglio ancora c’è chi eredita un portamento per uno stile di vita sbagliato come in altre malattie che ho descritto fin dall’inizio, faccio l’ esempio della gotta, ecc. L’astenia è una malattia che riguarda il nostro cervello? Fede Molte sono le malattie che partono dal cervello sia direttamente che indirettamente e questo è un discorso molto ma molto lungo e complicato. L’astenia in genere può essere dovuta a costituzione individuale, al superlavoro, a stati di stress, a malattie a lungo decorso e a insufficienze ormonali ecc. Le astenie si manifestano con perdita di forza, l’incapacità di produrre uno sforzo specie se prolungato. Esse si differenziano in: astenie nervose, sostenute da esaurimento del sistema nervoso; astenie mentali, caratterizzate da diminuita concentrazione intellettuale; astenie muscolari, che possono essere fisiologiche, quando i muscoli presentano insufficienza funzionale, dopo uno sforzo prolungato, oppure patologiche se tale insufficienza è legata all’esistenza di processi patologici specifici come (miopatie e miastenie). 23/01/2018 Vorrei sapere se l’idiozia è una patologia del cervello oppure è dovuta solo alla cattiveria e alla crudeltà? Grazie! Titti Quando ci sono persone che non ci rispettano, oppure fanno del male a chi credono sia più debole perché è buono, noi diciamo spesso che è un’idiota, o un imbecille ecc. dovremmo usare termini diversi che esistono e sono più appropriati. Perché l’idiozia è una patologia del cervello che chi ne è affetto non ne ha nessuna colpa. L’idiozia è una sindrome psichica che insieme all’imbecillità fa parte di un gruppo di malattie mentali dette oligofrenie o frenastenie, inquadrabili nella patologia dell’intelligenza. L’idiozia è determinata da cerebropatie della vita intrauterina o infantile (encefaliti, parti distocici con traumi da forcipe o fenomeni asfittici ecc.) che provocano alterazioni più o meno grossolane del cervello fetale o infantile, oppure da fattori eredo-generativi quali la lue e l’alcolismo degli ascendenti. Da forme con sintomi psichici scarsi e predominanti segni di focolaio (emipara- menoplegie, coreo- atetosi, paresi oculari ecc.) Si arriva a forme nelle quali per diffusione delle lesioni si ha difetto di sviluppo psichico fino a completa assenza di vita intellettuale residuando il puro soddisfacimento degli istinti fondamentali, in assenza o quasi di fenomeni neurologici (cerebroplegie psichiche). Secondo il contegno gli idioti si distinguono in: impulsivi quando sono in agitazione continua; apatici quando sono privi di qualsiasi iniziativa o atonia espressiva. nelle forme gravi il linguaggio articolato è abolito o notevolmente compromesso; le tendenze caratteristiche degli idioti sono la clastomania ( la distruzione di determinati oggetti), l’esibizionismo e il collezionismo il tutto esagerato. Altre forme spaciali di idiozia sono : la sclerosi tuberosa, l’idiozia amaurotica di Tay Sachs, familiare, insorge di solito nei primissimi anni di vita, con deficit mentale, accessi convulsivi, gravi disturbi del visus, con reperto oftalmoscopico caratteristico (degenerazione del fascio maculare);la varietà infanto-giovanile di Spielmeyer-Vogt compare più tardivamente dal 6° e il 14° anno di vita con regressione dello sviluppo psichico, convulsioni, paresi, retinite pigmentosa. Poi c’è l’idiozia mongoloide con spiccati segni di mongolismo, ritardo di sviluppo o di ossificazione, alterazioni psichiche tipo infantilismo o idiozia grave.