NEL LABORATORIO DI EMI E PETER QUATTORDICESIMA PARTE

11/03/2014

IL  FICO  D’INDIA

Il fico d’India è un arbusto che può arrivare ad un’altezza di tre metriIL  FICO  D'INDIA; i suoi rami si sono trasformati in pale appiattite e portanti sulla loro superficie delle areole con un ciuffo di spine giallastre, sottilissime e molto irritanti, tra le quali a volte è presente una grossa spina.

Le foglie sono inserite sulle areole ma cadono quasi subito. I fiori sono nella parte apicale dei cladodi superiori; sono muniti di numerosi sepali carnosi disposti in più serie. Anche i petali sono numerosi acuminati di colore giallo brillante.

I frutti hanno la superficie esterna simile  a quella dei cladodi, con areole e spine irritanti; sono di forma oblunga, di colore giallo o rossastro, la polpa è dello stesso colore e contiene numerosi semi. Il fico d’India appartiene alla famiglia delle ” Cactaceae “, non è originario dell’India, contrariamente a ciò che si pensa proviene dall’America tropicale, in italia è coltivato nelle zone della riviera dove il clima è sempre mite. Le parti usate in medicina sono i fiori e il succo dei cladodi, per le loro numerose proprietà: nutrive, antispasmodiche, diuretiche, rinfrescanti, ecc.

I fiori si raccolgono appena schiusi, si essicano all’ombra e si conservano in recipienti di vetro scuro. Il succo dei frutti invece si consuma fresco; è un antispasmodico del tratto intestinale e della milza.

13/03/2014

IL  FIENO  GRECO

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IL  FIENO GRECO è una pianta che arriva all’altezza di un metro circa, dal fusto eretto e appartiene alla famiglia delle ” Leguminose.

Le foglie inserite sul fusto sono alterne, trifogliate, sono di forma ovale arrotondata. Sono pelose nella superficie superiore, spesso glabre in quella inferiore.

I fiori sono spesso solitari a volte si possono trovare a due a due, all’ascella delle foglie; con un calice tubolare campanulato. La corolla è formata da cinque petali simili a quelli del fagiolo, di colore bianco giallognolo e la carena azzurro porpora. I frutti sono legumi allungati a 15 cm, contenenti i semi. Questa pianta è coltivata ma cresce anche allo stato spontaneo nei luoghi erbosi. La parte usata in medicina sono i semi; ha proprietà dietetiche, nutritive, vermifughe, stimolanti la secrezione lattea, ecc. Una delle più importanti proprietà del fieno greco è quella nutritiva e ricostituente per i soggetti debilitati, convalescenti di lunghe malattie infettive, e per soggetti affetti  da disturbi nervosi con magrezza eccessiva, tipo anoressia, ecc.

I semi si raccolgono in luglio-agosto, quando hanno raggiunto un buon punto di maturità, si riuniscono in mazzi e si fanno essicare al sole; i semi si ottengono battendo le piante essicate con una pergola di legno, si setacciano per liberarli dalle impurità e si conservano in recipienti di vetro scuro.

18/03/2014

IL  FIORDALISO

Il fiordaliso è una pianta annuale con una radice fusiforme di colore giallo. Ha un fusto ramificato che arriva fino all’altezza di 80 cm. Appartiene alla famiglia delle “Asteraceae”. Le foglie sono di un verde non compatto spesso macchiate di bianco; quelle inferiori hanno i segmenti lineari acuminati, fra i quali il terminale è più lungo e più grande degli altri. Le foglie superiori sono semplici alternate lungo il fusto, di forma lanceolata e lungamente acuminate al’apice.  I fiori sono riuniti in capolii solitari all’apice dei rami, questi hanno un involucro di numerose brattee con il margine nerastro di forma varia sfrangiata all’apice. I fiori situati alla periferia del capolino hanno la corolla tubolare lunga e divisa alla fauce da cinque lobi di colore azzurro , i fiori interni sono molto piccoli di colore porporino.

Il fiordaliso cresce nella regione mediterranea fino a quella montana, si trova nei prati vecchi, dove non sono stati usati diserbanti chimici. Il fiordaliso ha proprietà astringenti, antiinfiammatorie, diuretiche, tossifughe. La parte azzurra del fiore è usata come collirio per occhi arrossati e stanchi. Esso è ricco di antociani, pectine, flavonoidi, e polifenoli. Le parti usate in medicina sono i capolini che si raccolgono durante la fioritura, tra fine maggio e il mese di giugno. Si fanno essicare all’ombra e si conservano in recipienti di vetro scuro, o lontano dalla luce.

19/03/2014

LA  FRAGOLA

La fragola è una pianta perenne dal rizoma cilindrico, da questo si sviluppano le foglie, i frutti fioriferi e gli stoloni striscianti sul terreno; sui nodi degli stoloni ci sono radici e foglie che danno origine ad altre piantine nuove. La fragola è una pianta perenne, può arrivare ad un’altezza di 25-30 cm, appartiene alla famiglia delle ” Rosaceae “.  Le foglie sono fornite da un lungo picciolo un po’ peloso e sono divise in tre foglioline  di forma tondeggiante con il margine dentato, mentre nella parte basale il margine è intero, le foglie sono di colore verde intenso.  I fiori sono bianchi, formati da 5 sepali triangolari con un calice di 5 sepali lanceolati di colore giallo.  Il frutto è portato dal peduncolo che a maturazione si piega verso il basso,  i frutti maturi sono di colore rosso intenso  al  bianco  rosso. In  realtà i frutti non sono quelle bacche carnose rosse, ma i veri frutti sono inseriti proprio sul ricettacolo carnoso, sono degli acheni ovali di colore bruno giallastro.

Le fragole sono ampiamente coltivate,  in forme ottenute per selezione e per incrocio con specie esotiche. Allo stato spontaneo le possiamo trovare nei boschi, nei luoghi ombrosi, specialmente nelle zone alpine, ( le famose fragoline di bosco ).

In medicina oltre ai frutti commestibili e ricchi di vitamina C molto usati sono anche i rizomi e le foglie. I frutti si staccano a maturazione, il rizoma e le foglie si raccolgono in autunno o in primavera quando però sono completamente sviluppate. Il rizoma si essica al sole, mentre le foglie si eccano all’ombra, ambedue si conservano in sacchetti di tela. Hanno proprietà dietetiche, aperitive, antiinfiammatorie, e sono ricchi di vitamine C, A e B.

27/03/2014

LA  FRANGOLA

La frangola è un arbusto alto pochi metri con foglie caduche (non sempreverdi) Appartiene alla famiglia delle ” Rhamnaceae “. Ha la corteccia liscia, di colore bruno scuro puntinato di lamelle più chiare che si trascinano in strisce orizzontali parallele. Le foglie sono inserite in modo alterno sui rami, a volte sono opposte alla base dei rametti;  la foglia è di forma ovale con picciolo lungo dal margine minutamente dentato, con superficie che presenta nervature.  I fiori sono raggruppati da due a dieci,  posti all’ascella delle foglie; sono formati da cinque sepali triangolari, e cinque petali di entità inferiore di colore bianco-verde  giallognolo.

I frutti sono delle drupe sferiche di color porpora che poi si trasformano in colore viola, e a maturità diventano neri. Questa pianta vive bene nelle zone umide, si trova soprattutto nell’Italia settentrionale, cresce dal mare alla montagna.

In medicina le parti usate sono la corteccia dei rami, ha proprietà regolatrici intestinali, rinfrescanti e lassative. Si dice che i poteri di questa pianta sono enormi e molto efficaci, agisce efficacemente ma con dolcezza. Gli antichi la chiamavano la pianta degli ” Dei “.

La corteccia dei rami della frangola si raccoglie in primavera staccandola a strisce lungitudinali  che poi si dividono in pezzi corti. Si conserva in sacchetti di carta o tela di lino, ovviamente dopo averla essicata al sole. Però la frangola dovrebbe essere stagionata sempre prima di farne uso ( questo è molto importante) a differenza di altre erbe che andrebbero consumate entro l’anno.

27/03/2014

 IL  FRASSINO

Anche il frassino è un albero a foglie caduche, può arrivare ad un’altezza di 35 metri; ha una corteccia levigata di colore grigio chiaro. Il frassino appartiene alla famiglia  delle ” Oleaceae “ha delle gemme ovali molto grandi che sono racchiuse in brattee di colore bruno scuro. Le foglie sono opposte a due a due con picciolo dilatato alla base, di forma pennata con foglioline disposte a destra e a sinistra della nervatura principale. I fiori sono riuniti in numerosissime pannocchie, si sviluppano prima delle foglie da gemme poste sui rami dell’anno precedente; mancano completamente sia di calice che la corolla, ci sono solo due stami dove è racchiuso il polline. Fra questi è inserito l’ovario da cui si svilupperà il frutto.

Il frutto è un baccello secco che contiene un solo seme all’interno. Il frassino cresce dal mare alla pianura, nei boschi è spesso coltivato come tutore delle vigne. In medicina viene usato come diuretico, antireumatico, per curare la gotta, e per debellare la febbre. Si usano le foglie, i frutti, e la corteccia dei rami; si raccoglie in primavera, al momento della vegetazione, i rami si incidono, poi si tagliano e si lasciano essicare all’ombra. Le foglie si raccolgono in giugno-luglio, mentre i frutti in agosto -settembre; tutte le parti della pianta si conservano in sacchetti di tela.    Al prossimo articolo…

Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOTRENTAQUATTRESIMA PARTE

10/03/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   Continuo con l’argomento ” Pasta “.  Le diverse varietà di pasta ( lunghe, corte, lisce, rigate, bucate, adatte per minestre asciutte o in brodo) devono presentare i seguenti caratteri: odore e sapore gradevole, colore uniforme, frattura vetrosa e croccante, resistenza alla cottura. Si conservano in luogo asciutto e fresco, preferibilmente in barattoli di vetro, e si cuociono in abbondante acqua o brodo.  Le paste fatte in casa con farina, acqua,  sale e uova, impastate a mano, spianate con il mattarello e tagliate con la piccola macchina da tavolo, sono le migliori dal punto di vista nutritivo, ma hanno lo svantaggio di non potersi conservare a lungo.

Le paste glutinate, preparate con semolini ricchi di glutine e perciò molto nutrienti,  sono adatte all’alimentazioni di bambini , malati, vecchi,  e convalescenti ( sempre che non siano allergici al glutine ovviamente). Altre paste speciali sono quelle all’uovo e quelle verdi o colorate, preparate con l’aggiunta di verdure, uova, o le paste ripiene di carne, di salumi, di latticini ecc. sono una famosa e gustosa specialità della nostra cucina, ottima anche dal punto di vista nutritivo.

FEDERICA   Com’è la tua amatriciana?

ELENA   Non so se si può chiamare amatriciana, perché io ci metto il pomodoro, lo scalogno, la coppa grigliata, basilico, olio extra v. d’oliva, pepe, e parmigiano. Quindi come puoi notare non si può storpiare la famosa pasta all’ amatriciana. Diciamo che la mia è al pomodoro con l’olio d’oliva, con coppa, parmigiano e spezie.

FEDERICA   BUONA ANCHE LA TUA PERO’.

ELENA   Certo! Se la faccio così un motivo ci sarà! Ma non è la pasta all’amatriciana! Ti sei convinta?

11/03/2014

ELENA   Stiamo andando incontro alla primavera, fra un paio di mesi ci saranno i legumi freschi, anche prima.  Le leguminose,  dai variopinti fiori a farfalla e dai semi racchiusi nella custodia del baccello, forniscono alcuni fra i più importanti alimenti vegetali: i legumi e cioè i fagioli, i piselli, i ceci, le fave e le lenticchie.  I legumi sono alimenti provvisti di un notevole valore nutritivo e di un buon rendimento plastico e calorifico, perché contengono  circa il 25% di sostanze proteiche (legumina) corrispondenti in tutto a quelle della carne, ma di più facile assimilazione, ed hanno inoltre il 50% di amido e sali minerali.

I fagioli di diverse varietà, da consumare freschi o secchi, con i soli semi o con l’intero baccello, sono tra i legumi più coltivati.  Si possono presentare in diverse maniere.

I piselli sono legumi più fini ed apprezzati; vengono consumati soprattutto freschi, come ottimo contorno o in minestre e nei ragù.

Le lenticchie sono i legumi più nutrienti, perché contengono le maggiori quantità di legumina, di amido, di sali, di ferro e di fosforo.

I ceci  sono gustosi e nutrienti e si adoperano sempre secchi per preparare ottimi piatti, specialmente le minestre e i puré.

 Le fave  crude hanno il vantaggio di offrire intatte le vitamine di  cui anche i legumi sono ricchi, e che vanno generalmente distrutte con la cottura; le fave cotte sono gradevoli come minestre o contorni.

ELENA    Cara Fede, ti voglio presentare un piatto di verdura e quasi tutti i legumi sopra elencati.

POLPETTINE  DI LEGUMI

polpettine  di  legumi

Ingredienti: fagioli cannellini, ceci, fave, lenticchie, zucchine, parmigiano grattugiato, sale, pepe, burro fresco, olio extra v. d’oliva, latte, basilico, salvia, scalogno, e prezzemolo.

Esecuzione: lessiamo tutti i legumi a vapore (separati) poi, con  i cannellini faremo un purè come si fa con le patate, mentre con gli altri dopo averli passati al passaverdure, li saliamo e pepiamo, aggiungeremo del parmigiano grattugiato, faremo delle palline e le decoriamo con una salsina ottenuta con scalogno,  sale, pepe, basilico e prezzemolo, olio. Ora faremo il contorno di zucchine trifolate alla salvia, burro e parmigiano. Ed ecco il piatto!

FEDERICA   Mi sembra invitante, sarà perché mi piacciono i legumi.

12/03/2014

ELENA  Che ne diresti del coniglio in umido con piselli? Vediamo la ricetta!

CONIGLIO  IN  UMIDO  CON  PISELLI

Ingredienti: un coniglio, due scalogni, 20 g. di burro, piselli cotti al vapore, due pomodori maturi, dado vegetale casalingo alle verdure, cannella, chiodo di garofano, sale, pepe, vino rosato delle zone, verdure miste affettate, olio, polenta.

Esecuzione: laviamo e tagliamo a pezzi il coniglio, togliamo il midollo, tagliamo le verdure compresi gli scalogni e le soffriggiamo in poco olio. In un’altra casseruola precedentemente riscaldata mettiamo a rosolare il coniglio, lo doriamo bene e lo adagiamo nelle verdure appassite. Adesso aggiungiamo il sale, pepe, la cannella, il chiodo di garofano, il pomodoro, il vino e portiamo alla semicottura. Ultimiamo la cottura con l’incorporare i piselli, dovranno sobbollire almeno per altri 15 minuti. Quando è tutto cotto e amalgamato aggiungeremo il burro, poi impiattiamo con polenta di mais all’onda.

FEDERICA   Senti che profumo!  A proposito, cosa pensi di fare in questa meravigliosa giornata di sole?

ELENA   Vado a raccogliere le viole! Ciao a domani!

13/03/2014

ELENA   Guarda che dolce semplice ma buonissimo che ti presento! Si tratta di una grossa arancia piena di crema al succo di arancia, cioccolato fuso, panna montata e decorata con datteri. Con questo dolce salutiamo l’inverno!

ARANCIA  RIPIENA

dolce  di  fine inverno

Ingredienti: arance grosse, cioccolato fondente dolce, panna da montare, zucchero a velo, datteri neri e chiari, spremuta di arance, farina di riso o amido di mais, latte, torrone.

Esecuzione: dopo avere lavato accuratamente l’arancia, togliamo il coperchio (la tagliamo nel senso orizzontale a meno della metà. Nel frattempo faremo sciogliere il cioccolato nel latte q.b. Poi faremo la crema all’arancia con farina di riso o amido di mais, svuotiamo l’arancia, montiamo la panna con lo zucchero a velo, poi, spezzettiamo il torrone e lo mescoliamo alla panna. Ora che le creme si sono raffreddate, incominciamo a costruire il dolce: sul fondo mettiamo la crema del frutto, poi, il cioccolato fuso, la panna montata al torrone e lo guarniremo con fili di arance caramellati e datteri. Una delizia!

FEDERICA   Sono d’accordo, ed è anche facile da fare!  Come passi la tua serata? A domani?

ELENA   La  mia serata? Andrò nel bosco ad osservare gli stormi che si allontanano, per leggere quale sarà la combinazione vincente dell’enalotto! Sì, a domani!

14/03/2014

FEDERICA   Oggi sono io a dettarti la ricetta del giorno e che tu lo voglia o no io ho un antipasto a base di pesce.

ANTIPASTO  DI  PESCE

Ingredienti: facciamo un kg di pesci già puliti da tutto, e lavati,  pronti per l’uso,  sono sgombri, naselli, gamberoni, soglioline, alici, cozze, scampi. Limoni, aglio e prezzemolo, olio extra v. d’oliva, origano, pomodoro, sale e pepe.

Esecuzione: Prima facciamo sgombri, naselli e sogliole, mettendoli sulla griglia curandoli che si cuociano al punto giusto. Quando saranno pronti metteremo sulla griglia i gamberoni e gli scampi; nel frattempo dislischiamo i pesci e sgusciamo le cozze ovviamente dopo averle fatte in casseruola. Ora togliamo i crostacei dalla griglia, togliamo anche a loro il vestito e le chele, Prendiamo un bel piatto grande, affettiamo il pomodoro, e adagiamo i pesci sul centro del piatto, irrorandoli con molto limone, sale, pepe, aglio e prezzemolo. Lo stesso vale per le cozze,  i crostacei e le alici. Il piatto si presenterà d’incanto: vediamo la doratura della griglia su tutto il pesce, e il condimento saporito.

ELENA   Devo dirti che si presenta in maniera divina! Un mix che invita ad apprezzare di nuovo il pesce. Brava!

FEDERICA   Se t’invito questa sera a cena accetti? Hai un ristoro del corpo senza cucinare, che ne dici? Mia madre ti aspetta!

ELENA   Non mi faccio cullare, anzi verrò di corsa! Poi quando mi riaccompagnerai ti farò sentire l’aromaterapia! So che ti piacciono i profumi. Di tutte le sensazioni è il profumo a raggiungere e comunicare con la parte più antica del nostro cervello, dove risiedono le emozioni primitive e profonde.

FEDERICA   Qual è la scienza che ne studia gli effetti psicologici?

ELENA   È  L’AROMATOLOGIA.  Ha individuato fragranze positive, per il rilassamento, la felicità ecc. Presto ci saranno i fiori, molte profumazioni potrai averle mettendo fiori freschi nella stanza dove passi la maggior parte del tuo tempo. Al prossimo articolo!

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOTRENTATREESIMA PARTE

07/03/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   IL RISO.  Il riso è prodotto da una graminacea, originaria dell’Asia ed introdotta in Europa nel xv secolo, il riso richiede per la sua coltivazione terreni molto irrigati. L’Italia è una buona produttrice di riso, e oggi gli italiani sono buoni consumatori di questo cereale meraviglioso. Meraviglioso perché il riso è di poco inferiore al frumento come valore nutritivo, contiene un po’ meno glutine e più amido; di facile digestione e rinfrescante, utilizzabile in mille diverse maniere per preparare minestre, pietanze, contorni e dolci.

I chicchi di riso sono avvolti da glumelle aderentissime e si raccolgono in caratteristiche pannocchiette o spighe.  Dopo la battitura essi richiedono altre operazioni, destinate a renderli più bianchi, lisci e lucenti.  Queste operazioni ( la sbramatura, la brillatura, la lucidatura ), pur migliorandone l’aspetto, privano il riso di parte delle sostanze contenute nello strato più esterno del chicco e precisamente dei sali minerali, delle vitamine e delle sostanze proteiche. Per noi, che possiamo approvvigionarci di tali principi attraverso altri alimenti, la cosa è meno grave, ma per i popoli del terzo mondo che si nutrono quasi esclusivamente di riso, la sua eccessiva brillatura è stata causa del diffondersi di epidemie di beri-beri. Il riso migliore è quello appena sbramato, sano, asciutto, esente da tarli, resistente alla cottura. O meglio ancora quello integrale. Fra le molte varietà in commercio, le più pregiate sono quelle di grana lunga, le più scadenti quelle di grana corta, piccina.

RISOTTO  AGLI AGRUMI

RISOTTO CON SPEZIE E AGRUMI

Ingredienti:  riso per risotti, brodo vegetale, un’arancia, un limone, un lime, fagioli borlotti e fagioli neri messicani, cipolle rosse mantecate, una zucchina e un peperone, parmigiano grattugiato, due cucchiai di formaggio spalmabile, latte, vino bianco, uno scalogno spezie miste: chiodo di garofano, noce moscata, pepe, cannella, olio extra v. d’oliva.

Esecuzione: Facciamo il contorno lessando i fagioli e mantecando le cipolle rosse, aggiungiamo sale e pepe, facciamo un bell’impasto e dopo avere pennellato con olio il peperone e la zucchina li  riempiamo con l’impasto ottenuto. Mettiamo in forno spruzzandoli prima col vino bianco secco, dopo venti minuti saranno pronti. Nel frattempo facciamo rosolare lo scalogno insieme al riso, una spruzzata di vino bianco, un pizzico di spezie, e le bucce grattugiate degli agrumi, giriamo bene il riso, aggiustiamo di sale e incorporiamo il brodo necessario per la cottura. Ora togliamo dal forno le verdure imbottite, giriamo il riso, ha già preso il colore delle bucce degli agrumi, a cottura al dente aggiungeremo un po’ di latte, il formaggio tenero, e il parmigiano. Il risotto sarà di giusta cottura, cremoso ma intatto, meraviglioso! Impiattiamo con sopra le verdure ripiene al forno.

FEDERICA   Questo piatto è ottimo! È completo, di grande gusto. Mi piace.  E della pasta cosa mi dici?

ELENA   Anche la pasta come il riso è il tipico prodotto italiano, prezioso per il suo alto valore nutritivo (contiene circa il 12% di glutine e il 70% di amido) e per la sua facile digeribilità. Non è un alimento completo ma può diventarlo con il condimento, di legumi e cereali, di formaggi, di pesce o di carne.  La pasta si prepara con l semolino di grano duro, intriso nell’acqua calda. L’impasto viene fatto passare per pressione in speciali trafile che gli conferiscono la forma desiderata e il prodotto così ottenuto è fatto essicare. Continua nel prossimo articolo.  Domani faremo un bel piatto di pasta.

08/03/2014

FEDERICA   Oggi è la nostra festa, sono preoccupata, è da stamattina che sto provando a scrivere una lettera a una suora lontana, ci tengo molto, perché in un certo senso ha salvato la vita a mia madre; è stato prima che partisse per la missione. Inizio poi, la strappo, non so da dove cominciare.

ELENA   Scrivi in questa maniera come stai parlando con me: non ti devi vergognare di nulla chiunque sia la persona a cui devi scrivere. Per scrivere una lettera educata ma spontanea devi solo non avere vergogna di esprimere quello che stai provando in questo momento, e non cominciare con un banale    ” Cara Sorella”  per non finire con i soliti saluti.

ADESSO ti presento gli spaghettini al torchio alle spezie Zafferano e curcuma.

SPAGHETTINI  AL  TORCHIO

RINFRESCANTI

 SPAGHETTINI AL TORCHIO RINFRESCANTI

Ingredienti: farina di semola di grano duro, uova fresche, asparagi, limone, curcuma, zafferano , burro, parmigiano, porro, brodo vegetale.

Esecuzione: dopo avere impastato le uova con la semola, lasciamo riposare l’impasto per circa mezz’ora. Facciamo il soffritto con un po’ di burro fresco, i porri tagliati molto fini e le puntine di asparagi. Scoliamo gli spaghettini al dente, li mantechiamo con il ragù, aggiungeremo la curcuma,  lo zafferano, un altro po’ di burro, infine il parmigiano grattugiato.

FEDERICA   Che gusto! Non dico altro ma solo grazie di tutto!  Buon proseguimento di serata.

09/03/2014

FEDERICA   Com’è stata la tua serata di ieri? Mia madre mi ha sostituito nel lavoro. La mia  festa è stata noiosa, siamo andate in pizzeria, dove c’era un caos, un intreccio di tutto in tutto! Sapessi quante storie vere ne sono uscite! Da scrivere un romanzo!

ELENA   La mia invece è stata non dico perfetta, ma quasi, te l’ho detto già una volta:  quando si è in compagnia di amici veri tutto sembra più bello  e vero!

FEDERICA   Sono curiosa di sentire la tua ricetta di oggi, dimmi il dolce che hai preparato per ieri sera, è nuovo?

ELENA  Sì, è una torta di mele nuova, particolare per accontentare i gusti di tutti o quasi.

TORTA  DI  MELE  ELEGANTE

Ingredienti: il fondo della torta paradiso, quella senza il burro, dal diametro di 20 cm, uno spessore alto due cm. quattro mele fuji, tre tuorli, zucchero semolato,  limone, amaretto liquore, panna montata, pasta sfoglia sottile, amaretti, tre etti di ricotta vaccina, crema delicata alla vaniglia, zucchero a velo.

Esecuzione: preparare il cerchio della torta paradiso, abbiamo sbucciato le mele, tagliate a fettine sottilissime, aggiunto lo zucchero q.b., il limone grattugiato, un bicchierino di amaretto, le abbiamo messe a cuocere, con il succo formatosi abbiamo inumidito il disco della torta. Adesso aggiungiamo gli amaretti sbriciolati, setacciamo la ricotta e incorporiamo lo zucchero a velo; facciamo lo zabaione sempre con l’amaretto, facciamo anche una crema pasticcera vanigliata molto leggera. Ritagliamo un disco un poco più grande di pasta sfoglia, la inforniamo a 170° per 15 minuti, la lasciamo raffreddare, intanto incominciamo la nostra torta elegante. Dopo avere cosparso il succo delle mele sul disco frulliamo un po’ di composta di mele e l’incorporiamo alla ricotta e zucchero ; andremo a fare uno strato che risulterà di colore biscotto per gli amaretti e il liquore. Ora mettiamo la crema pasticcera, poi le mele composte, lo zabaione, per ultima la panna montata. Poi la mettiamo in frigorifero per un’ora , dopo la guarniremo con il disco  di sfoglia sottile , fragrante,  la pennelliamo con liquore all’amaretto o alla vaniglia e copriremo i bordi con finissime briciole di amaretti, il resto della torta paradiso e sulla superficie verrà imbiancata da una colata di zucchero a velo. Non puoi immaginare quant’è bella e buona!

FEDERICA   Invece l’ho già immaginato, eccome!

ELENA   N.B. quando metterai il velo di pasta SFOGLIA, cerca un coltello tagliente con cui potrai tracciare i segni delle fettine, importante perché la torta rimanga intatta ad ogni taglio.

10/03/2014

ELENA   ANCORA UNA RICETTA DI PASTA.

FUSILLI  IN SALSA  DI PREZZEMOLO

 Ingredienti: fusilli q.b. una grossa manciata di prezzemolo, due spicchi di aglio, uno scalogno, olio extra v. d’oliva, polpa magra di manzo, un filo di panna vegetale, parmigiano grattugiato, pepe, vino bianco, alloro, un cucchiaio di farina di riso verdure fresche per il bollito.

Esecuzione: dopo avere fatto il bollito di manzo, estrarre un mestolo di brodo, un pezzettino di carne,  poi, il prezzemolo ben lavato e sfogliato, olio, l’aglio e lo scalogno, un pizzico di alloro, la farina di riso, sale e pepe q.b.  Mettiamo il tutto nel mixer, ne ricaviamo una bella salsa dalla giusta corposità; dopo avere scolato i fusilli versiamo il condimento e mantechiamo aggiungendo il filo di panna, il parmigiano e ancora un filo di olio. Speciale gusto!

FEDERICA   IO aggiungo che sono divini!

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOTRENTADUESIMA PARTE

28/02/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   Dal precedente articolo: Il latte. Il latte è un terreno di coltura ideale per i microbi di ogni genere e soprattutto per quelli della fermentazione che entrano quasi subito in attività, trasformandone il lattosio in acido lattico e provocando la coagulazione della caseina. Hanno perciò grande importanza i procedimenti domestici ed industriali per la  sua conservazione. Come regola generale il latte si conserva in recipiente coperto, al buio, al fresco e lontano da sostanze odorose. Per aumentarne  la durata può essere necessario ricorrere alla refrigerazione, alla bollitura, alla pastorizzazione.

La refrigerazione, praticata lasciando il latte in frigorifero alla temperatura di 1° circa, è un efficace mezzo di conservazione ma non ne garantisce la purezza al momento dell’uso, perché il freddo moderato non uccide i microrganismi. Invece la bollitura, protratta per alcuni minuti e seguita da un rapido raffreddamento, assicura la completa sterilizzazione e la conseguente conservazione.

Il latte è soggetto a molte frodi commerciali, le più comuni delle quali sono l’aggiunta di acqua,  la scrematura e la successiva aggiunta di sostanze amidacee, per aumentare la densità. È facile riconoscere il latte annacquato dal suo colore bianco sfumato leggermente  bluastro, quasi trasparente e quello scremato dalla sua povertà in grassi, mentre la presenza di sostanze estranee si può rilevare dal deposito farinoso rimasto nei recipienti che l’hanno contenuto.

Il sistema di pastorizzazione, adottato dalle centrali di distribuzione consiste nel riscaldare il latte, previamente filtrato, alla temperatura di 63° per 30 minuti, e nel raffreddarlo subito dopo, chiudendolo poi in bottiglie ermeticamente, o in cartoni sterilizzati. In questo modo si ottiene una buona conservazione del latte, non se ne altera l’aroma e si provoca la morte di gran parte dei suoi germi; a volte è necessaria l’aggiunta di antisettici.

FEDERICA   È UN ARGOMENTO INTERESSANTE.

ELENA  Ed ora ti detto una ricetta a base di latticini molto gustosa.

BIGOLOTTI  ALLA  CREMA  DI  LATTE

BIGOLOTTI  ALLA CREMA  DI LATTE

 Ingredienti: ricotta vaccina 400 g, spezie miste, brodo di cipolle , cipollotti, pecorino grattugiato, prosciutto di petto d’oca, 50 g di crema di latte, semola di grano duro, cipollotti, olio extra v. d’oliva,

Esecuzione: impastare la ricotta con la semola q.b. ottenendo un impasto omogeneo, aggiungere un pizzico di spezie, formare dei bigolotti e tagliarli di una misura di tre cm circa. Il brodo di cipolle è pronto per cuocere i bigolotti, insieme a due cipollotti freschi tagliati sottilmente. In un’altra casseruola mantechiamo la pasta con la crema di latte, facoltativi una manciata di pecorino e un giro di olio. Al centro del piatto mettiamo delle scaglie di prosciutto tagliate molto fini. Ovviamente è un piatto unico da consumare con verdure crude miste.

FEDERICA   Oggi vado a fare il rifornimento di ingredienti e domani prometto che li farò. Sono meravigliosi!  Vi auguro un bellissimo sabato sera!

ELENA   Ci puoi contare, grazie!

03/03/2014

FEDERICA   Non vedevo l’ora di mettermi in contatto con te. Dimmi se hai passato un buon fine settimana? Facciamo la ricetta della quaresima? Volevo dire la ricetta del giorno delle Sacre Ceneri.

ELENA   Sì, quando gli amici sono veri il mondo ti sembra migliore in tutto! Poi ho visto cose con i miei occhi, non solo con la mente, cose che non pensavo che potessero mai esistere.  Ma  adesso veniamo alla ricetta di magro. Questa ricetta è proprio quella tradizionale per sottolineare il giorno delle Sacre Ceneri,  sono le castagne in minestra; questa è la ricetta nuova di casa mia.

MINESTRA  DI  CASTAGNE

MINESTRA  DI  CASTAGNE

Ingredienti: castagne, due arance, qualche ago di rosmarino, un pizzico di sale, un cucchiaino di miele, acqua senza calcare.

Esecuzione: lavare le castagne, fare su ognuna un taglio trasversale. Adesso le mettiamo in forno a 180 ° le giriamo e dopo 10 minuti le togliamo; le mettiamo sotto l’acqua corrente, le sbucciamo bene togliendo anche le pellicine amare. Qualcuna si spaccherà sotto le dita ma va bene ugualmente, anzi meglio. Abbiamo l’acqua che sta bollendo, aggiungiamo il sale, le bucce d’arancia grattugiate (solo la parte colorata ) immergiamo le castagne, le lasciamo sobbollire per 30 minuti. Quando la minestra si sarà intiepidita aggiungeremo la spremuta di arance, e un cucchiaino di miele per ogni piatto. Sono deliziose! Anche perché sono nutrienti e senza glutine, quindi per tutti!

FEDERICA   Ma ci sono le castagne in questo periodo?

ELENA   Sì, io le ho trovate, altrimenti ci sono le castagne essicate. Certo che così sono una cosa ! Molto ma molto buone.

FEDERICA   Grazie! Alla prossima.

04/03/2014

FEDERICA   Sai? È difficile per molti andare avanti così, si dice non sputare nel piatto dove mangi , sono sempre stata d’accordo, ma ora arrivati a questo punto, come si fa ad onorare ancora chi si burla di te! Sì, perché è questo che stanno facendo da sempre. Come si fa a rispettare e onorare qualcuno che è moralmente corrotto? Anche la gente comune richiede una certa specie di rispetto! Tutti abbiamo degli obblighi verso gli altri!

ELENA   CASPITA! QUANTO ZELO STAMANE!

FEDERICA  Non sopporto chi fa bel viso e cattivo gioco!

ELENA   Poi, mi racconti tutto! Ora però cuciniamo. Oggi è martedì grasso, almeno lo è qui da noi, quindi perché non fare delle sfiziose lunette alla sfoglia sottile con ripieno di carne, funghi e morbidosa robiola.

LUNETTE  ALLA ROBIOLA

Ingredienti: uova e semola per la sfoglia. Carne macinata scelta, robiola fresca, funghi porcini secchi, scalogno, vino bianco secco, una costa di sedano, una carota, prezzemolo e aglio, sale e pepe, alloro, dragoncello, latte.

Esecuzione: Preparare una bella sfoglia sottile, mentre sta riposando un poco mettiamo a cuocere la carne con i fungi e le verdure tagliate molto fini. Adesso facciamo il ripieno con lo stracotto, la robiola, chiudiamo a forma di luna, e fissiamo la sfoglia. Abbiamo l’acqua che bolle, immergiamo la pasta solo un attimo, la scoliamo e la mettiamo in una pirofila da forno con una spruzzata di latte e una manciata di parmigiano. Eccoti il piatto del martedì grasso!

FEDERICA   BEL PIATTO DAVVERO!

ELENA   Perché non provi a gustarlo con avocado e sedano verde in insalata?

05/03/2014

ELENA   Già un altro giorno! Il tempo vola, faccio una cosa nuova ed è già sera!  Non voglio pensarci. Passiamo alle ricette, ti presento degli spiedini fatti al forno.

SPIEDINI  DI  MAGRO

SPIEDINI  DI  MAGRO

Ingredienti: PESCE BIANCO, PESTO alla genovese fatto in casa, pasta sfoglia fresca, limone succo e buccia grattugiata, sale, pepe, spezie, olio extra v. d’oliva, pane grattugiato fine.

Esecuzione: sbollentiamo il pesce a vapore con verdure miste, lo saliamo e pepiamo, aggiungeremo le spezie, lo passiamo al mortaio, poi, faremo un bell’impasto con il pesto, il pesce  e il pangrattato. Con la pasta sfoglia facciamo degli involtini, li riempiamo con la farcia li passeremo per lo stecco, e li metteremo in forno preriscaldato a 170° per venti minuti. Eccoli! Belli dorati e di un gusto prelibato. Che ne dici? Ti piacciono?

FEDERICA   Cosa devo dirti che non mi piacciono? Sto scherzando ovviamente! Immagino che saranno superlativi!  A proposito, si può ascoltare la musica nel giorno delle sacre ceneri?

ELENA  Perché ascoltare la musica è peccato?  Da quando? Certo che si può!

 Ed ora passiamo al prossimo articolo di cucina dove parleremo del Riso; l’ho scritto con la lettera maiuscola per il suo grande valore nutritivo. Vediamoci nella centotrentatreesima parte.

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTAQUATTRO

25/02/2014

È VERO CHE CHI SI PROFUMA è efficiente e sa porsi obiettivi più alti nel lavoro e nella vita rispetto a chi non lo fa?

Gianpietro

Io credo di sì, però penso anche che quando si sceglie un profumo, ogni odore provoca una reazione chimica immediata, che non sfugge alla parte meno razionale del nostro cervello, una parte non ancora ben definita, dove nascono emozioni e dove è situato il centro di controllo della vita affettiva. Quando si sceglie un profumo lo si annusa ovviamente, ma non lo si sceglie solo  per il piacevole aroma ma per quelle sensazioni che sa evocare,  per un qualcosa   che sappia trasmettere emozioni già vissute, o racchiuse nel nostro io più profondo che sappiamo in qualche modo percepire,  che sono legate a momenti importanti della nostra vita; ci fa sentire più completi, più affascinanti, sì, in sintonia con il presente e il nostro passato migliore.  Ecco una delle ragioni per cui non si regala mai  un profumo, perlomeno non si dovrebbe; ma è una cosa che penso io.

Elena  Lasagna

26/02/2014

Sarà vero che il destino della nostra salute è scritto nei nostri occhi?

Sara

A parte questo vecchio detto che ” Gli occhi sono lo specchio dell’anima ” ma esiste una scienza che studia l’occhio e le malattie dell’organismo. È ” L’Iridologia “, nata in Cina molti anzi moltissimi anni fa ( si dice che sia antica quanto il mondo ) ha avuto il suo sviluppo solo in questo secolo, ed è diventato uno studio importante, una forma di prevenzione, molto usata in certi paesi d’Oriente, ma i medici   occidentali di altri tempi la praticavano già. È  molto utile per prevenire patologie: vedendo nell’iride dei pazienti il medico può conoscere anzitempo e correre ai ripari. Ogni punto dell’iride corrisponde ad un organo ben preciso; e dal colore dell’iride si possono prendere informazioni precise  la predisposizione  e per la prevenzione delle malattie di ogni soggetto.

Elena  Lasagna

28/02/2014

Ciao, sono del segno del Cancro con ascendente in Gemelli mi daresti il mio oroscopo? Grazie!

Danilo

L’acqua Cheta del Cancro gioca sulla brezza appassionata dei Gemelli, la cui fertile immaginazione si perde in sogni poetici. A volte il desiderio di libertà del Cancro viene frenato dall’attaccamento al nucleo familiare, specialmente a quello della madre. Non riuscendo a svincolarsi dai legami che gli sono cari e che nello stesso tempo opprimono il suo bisogno di autonomia, il Cancro in Gemelli fatica a ritrovare l’identità personale. Spesso non ha la forza necessaria per staccarsi dai sogni e dedicarsi alla realizzazione. Ha bisogno di appoggi esteriori per supplire alla sua mancanza di disciplina e di rigore, senza i quali rimane nell’indecisione e non perviene che con difficoltà alla sicurezza materiale. Il dualismo del Cancro/Gemelli risulta sfuggente in quanto la sua personalità presenta un lato fluido difficile da circoscrivere, e che può venire indicata con migliore approssimazione della posizione della Luna nell’oroscopo individuale.  La tendenza all’immaginazione può rivelarsi fruttuosa per quanto riguarda la creatività artistica e letteraria. Su un altro piano, l’estrema mobilità  del soggetto può comportare dei frequenti mutamenti non solo di umore ma anche di attività professionale. Nella vita privata questa tipizzazione del Cancro Gemelli, la  cui mobilità e la sensibilità ne fanno un essere pieno di fascino, anche se non tende a cogliere ogni occasione al volo, della sua fedeltà a volte non ci si può fidare.

Elena Lasagna

03/03/2014

Come si fà a predire avvenimenti del futuro che poi si verificheranno?

GIULIO

Non devi fare niente se non quello di purificare te stesso,  perché la profezia non ha origine da umani inclini alla cattiveria, colei che alimenta le pene del male e distrugge tutta la sapienza, la terra e il creato. Gli umani possono leggere il futuro del mondo, predire cose che accadranno, ma non serviranno a nulla perché non lasciano l’armonia della luce del bene, la luce vera della bellezza. È la luce vera che conduce alla visione profetica, quella che ci guiderà con la sua lampada per far risplendere ogni cosa buia che troviamo sul nostro cammino, rivelandoci la sua magnifica vittoria.

Elena  Lasagna

04/03/2014

Mio figlio frequenta la seconda elementare. È un bambino intelligente, ha un temperamento nervoso,  mentre i suoi compagni a scuola seguono le lezioni interessati, si copiano i compiti, studiano insieme, lui invece è distratto, fa i compiti da solo, con tanta fretta quasi per liberarsene, è interessato alle cose dei grandi, e non a quelle della sua età. È difficile da gestire.

Luana

Io credo che tuo figlio sia molto più avanti di quello che  pensiate, non crescerà di certo un imbecille, è già autonomo a sette anni. Secondo me non dovresti preoccuparti, forse vuole solo attirare la vostra attenzione, vorrebbe che voi entraste in contatto con il suo universo ed essere compreso, perché sta esprimendo tutta la sua logica del carattere. Il suo silenzio, il suo appartarsi dai compagni può esprimere un’interiorizzazione di un livello superiore a quello di cui si interessano i suoi coetanei. Seguitelo ma lasciategli libertà di movimento senza lasciarlo mai troppo a lungo da solo. Considerando il suo temperamento nervoso, bisognerà badare che l’attività cerebrale sia alternata con del movimento, come ad esempio, la corsa, il pallone o tennis, ecc. in maniera da avviarlo verso quell’armonia corpo-mente che gli è particolarmente indispensabile. Se a lui interessano le cose degli adulti, trattatelo come tale, ma fategli capire che come adulto deve adempiere ai suoi doveri: quelli della scuola. Poi, sul piano pratico è meglio evitare la routine, accettando i suoi desideri di lasciare giocare lo spirito di iniziativa. Sarà opportuno permettergli di dedicarsi ai suoi interessi personali, qualunque essi siano. Ti garantisco che quando crescerà sarà una bella persona di carattere, e non uno strafottente che si diverte a copiare dagli altri credendo di essere un furbo,  rubare le idee  degli altri per poter sbarcare alla meno peggio, così lo crede l’imbecille! Sai? Tuo figlio non mi sembra un ragazzino diffile, è solo molto intelligente!

Elena  Lasagna

04/03/2014

Cosa pensi della scomparsa della signora Elena Ceste, dopo che hai sentito le ultime dichiarazioni del marito?

Dott. Franco

Io credo nella sua innocenza, è vero è molto ansioso, ma chi non lo sarebbe? Fino alle sue ultime dichiarazioni non vedo nessuna ombra di colpevolezza nei suoi occhi, non vedo in lui l’assassino; a meno che qualcuno non l’abbia istigata al suicidio!

Elena  Lasagna

08/03/2014

Cosa vuoi che ti dica, io penso che molte persone rapite,  scomparse, e tutti quegli omicidi irrisolti sia frutto degli extraterrestri. È terrificante!

GIULIO

Abbiamo visto già molti omicidi risolti, per quelli irrisolti non devi pensare che per forza sia opera degli umanoidi, sarebbe  troppo facile, in un’era esaperatamente tecnologica, i cui ritmi sembrano divorarsi l’un l’altro per dare spazio a un nuovo prodotto capace di ridurre il tempo ancora e sempre di più, queste sono immaginazioni prodotte dall’insaziabile fantastico collettivo. Io penso invece che i delitti rimasti irrisolti alcuni si risolveranno altri mai più perché sono andate disperse le prove più importanti, e per questo  si assolveranno persone colpevoli, o forse lo sono già. Mi piacciono le persone fantasiose, lo sono anch’io, ma non confondo mai la fantasia  con la realtà! Segui l’andamento del mondo, quante persone malate che uccidono i loro congiunti, per non parlare poi delle mafie, di quelli che non dovrebbero trovarsi in un determinato posto in quel momento. Ma dove vivi? Io allora potrei pensare il contrario sugli extraterrestri, pensare che sono migliori degli umani, non ci vuole molto!

Elena  Lasagna

11/03/2014

Alcuni anni fa sono stato in Tibet. È un paese dallo stile di vita impregnato dal buddismo e i loro metodi per conoscere il futuro sono numerosi. Fra i tanti c’è una tecnica divinatoria che si basa su una formula magica induista, è una frase composta di sei sillabe che i monaci recitano durante le loro meditazioni. Nelle mie preghiere e durante la meditazione mi sorge sempre ” la Stella scintillante” alternata ai ” Raggi del sole” tu sapresti il significato? Che cosa rappresentano?

Giovanni

Non corrispondono a presagi di morte, quindi tranquillizzati!

La Stella scintillante, rappresentata da una stella che brilla a lungo, significa che non dovresti sprecare energie. È di buon auspicio che favorisce gli spostamenti. Non si tratta di ottenere subito un risultato ma è semplicemente una favorevole disposizione di spirito. Ti sta ad indicare di non farti scappare le opportunità, che riuscirai nelle tue imprese solo se saprai essere flessibile e svelto.  In quanto Ai raggi  fiammanti del sole significa che il sole dissipa le nuvole e mette in risalto i colori della vita. Anche questo è un magnifico auspicio in quanto le domande che ti sei posto troveranno sicuramente una risposta e le situazioni confuse si chiariranno. Non preoccuparti la tua famiglia è protetta, come lo è anche la tua salute. Spero di esserti stata di aiuto!

Elena  Lasagna

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE QUINTA PARTE

25/02/2014

Come prevenire le infezioni vaginali?

Alida

La prevenzione si attua in diversi modi. Ad esempio nell’uso di lavande vaginali usare prodotti che mantengano l’acidità vaginale per non eliminare batteri di protezione della mucosa. Nell’igiene esterna non usare guanti di protezione o spugne, che sono ideali nidi di germi, e non andare per la direzione opposta per evitare il trasporto dei germi del retto. Non usare appunto saponi o schiumogeni alcalini , o spray intimi che distruggono l’equilibrio della flora vaginale. Evitare biancheria intima sintetica, preferire il cotone che oltre a prestarsi ad un lavaggio a temperature alte non è irritante, evitare collant o pantaloni troppo attillati perché lo strofinamento  favorisce l’infiammazione e quindi l’infezione. Quando si frequentano le piscine non lasciarsi asciugare addosso il costume da bagno, perché potrebbe nascondere germi latenti che aspettano solo il momento favorevole per svilupparsi. Lo stesso vale anche per il partner o potrebbe essere il responsabile delle vostre infezioni da germi patogeni.

Elena  Lasagna

26/02/2014

Che cos’è la “Diatesi neuroartritica”? Quali sono i disturbi che si accusano? Grazie!

Dino e Federica 2

È il ” Distonico ” , questa diatesi è sovente una evoluzione della diatesi allergica.

I distonici accusano stanchezza, con intervalli di energia in determinati momenti del giorno, es: prima dei pasti e a metà pomeriggio.  La stanchezza è accompagnata da pesantezza alle gambe. I distonici hanno cattiva memoria, sono ansiosi, emotivi, angosciati e depressi. Anche la qualità del sonno è mediocre. Soffrono di distonie neurovegetative, spasmi, torpore, formicolii agli arti,   difficoltà circolatorie, disturbi digestivi come mal di stomaco, colite spastica,  precordialgie ossessive oppressive, variazioni di tensione, artrosi, congestioni pelviche, disturbi della premenopausa, emorroidi.  Rimedi e cure: (mn- cu).

27/02/2014

 Dagli esami ematici  è emerso che ho un valore un po’ fuori posto:  la velocità di sedimentazione ( VES ) però  il medico mi ha detto di non preoccuparmi, li dovrò ripetere più avanti. Che cos’è esattamente la Ves? E l’elettroforesi? Grazie!

Elvira dalla provincia di Mantova

È l’esame clinico utile alla ricerca di infezioni e infiammazioni, nel quale si pone il sangue per un dato lasso di tempo in una provetta, dove i globuli più pesanti precipiteranno sul fondo.  Se vi è un’infiammazione o un’infezione a carico dell’organismo, si avranno più globuli in sedimento,  di conseguenza il valore della VES sarà più alto. L’Elettroforesi invece è lo studio delle proteine. L’esame consiste nel porre il sangue in provette a PH differenziato e sottoposte a campo magnetico in modo da rendere possibile la separazione e quindi lo studio delle proteine!

Elena  Lasagna

05/03/2014

Che sostanze sono gli antigeni?

Maurizia

Gli antigeni sono sostanze non riconosciute come facenti parte del corpo; anche se sono sostanze che introdotte nel nostro corpo favoriscono la formazione degli anticorpi. Si tratta di microbi, tossine, virus ecc. Come sappiamo gli anticorpi intervengono nello sviluppo  dell’immunità reagendo con un antigene corrispondente; gli anticorpi, connessi alle immunoglobuline, sono prodotti dai linfociti e la loro produzione è stimolata dalla presenza di antigeni.  Alcuni anticorpi esistono spontanemente nel siero del sangue. Si tratta di agenti di difesa dell’organismo il cui ruolo è di agglutinare, dissolvere, neutralizzare microbi e tossine.

Elena  Lasagna

07/03/2014

Che cosa  significa  “Tintura madre” . Grazie.

Elisabetta

Le tinture madri sono dei macerati di piante fresche o secche in alcol o in altro liquido adeguato. Esiste un codice di diluizione delle tinture: I parte di pianta per 5 parti di alcol,  una parte per I0, fino a una parte per 20 nel caso, per esempio della calendula. Le tinture madri sono il materiale di partenza dell’omeopatia. Si conservano per un anno in vetro scuro al riparo dal calore.

Elena  Lasagna

10/03/2014

Sono Lisa,  ho un mare di brufoli, forse è acne, perché da quando mi do il fondotinta per coprirli sono aumentati e sono peggiorati, cosa posso fare? Quali sono i fattori scatenanti l’acne? Grazie!

I brufoli e l’acne  non si coprono con il colore, peggio ancora se è acne, rischi di creare degli ascessi, e dei comedoni grandi quanto una salsiccia. L’acne è diffusissima a quest’età. La sua evoluzione è sempre in crescendo, ma fortunatamente ogni stadio corrisponde una risposta appropriata. All’inizio brufoli sotto la pelle: una perfetta igiene della pelle ti aiuterà molto soprattutto se lo farai con dei prodotti acidi fruttati.  Nello stadio successivo compaiono i veri brufoloni rossi e dolenti;  una cosa è certa non trascurarli ma corri dal dermatologo, forse ti darà una cura con antibiotici locali o generali. In quando ai fattori che scatenano l’acne sono diversi e importanti: uno per esempio potrebbe essere che la pubertà per entrambi i sessi, nel tuo caso diciamo nella donna, è il momento del primo grande sconvolgimento ormonale. L’attività degli estrogeni nel momento dell’ ovulazione può comprimere i canali che secernano il sebo, che tappandosi, formano i comedoni, provocando un’infiammazione, causata anche dai batteri. Questa rivoluzione ormonale può dare origine problemi della pelle grassa, pori dilatati, punti neri, brufoli fino ad arrivare all’acne. Riepilogando i fattori in gioco sono tre: un’aumentata secrezione di sebo, un’infiammazione causata da batteri, anche dovuta ad un’alimentazione sbagliata che si manifesta con eruzioni cutanee che se lasciate trascurare o trattate con prodotti sbagliati, troppo schiumogeni si peggiora la situazione, poi,  una particolare sensibilità delle ghiandole sebacee. Ecco perché è importante recarsi dal dermatologo alle prime eruzioni con comedoni e brufoli rossi.

Elena  Lasagna

11/03/2014

È  vero che il cervello maschile differisce da quello femminile?

Federico

Uno studio americano afferma di sì. Quello dell’uomo peserebbe 180 g in più di quello femminile, ma non c’entra niente con la capacità di usarlo; funziona in modo leggermente diverso. Quando l’uomo parla sembra che attivi soltanto la parte destra, mentre la donna invece attiva anche la sinistra, sede delle emozioni e del pensiero non verbale. Inoltre sembra che il cervello femminile capti  con più sensibilità gli stati d’animo altrui: solo il 60% degli uomini riesce a distinguere a captare felicità e tristezza, cosa che nelle donne sale ad una percentuale del 90%.

Elena  Lasagna

12/03/2014

Ciao sono Elisabetta,  ho notato che ho macchie brune sul viso e sul decolté, cosa posso fare? C’è un vecchio rimedio della nonna?

A cinquant ‘anni  se hai sempre curato la tua pelle, certo hai conservato parte delle sue qualità. Col passare degli anni la pelle si modifica a cusa del precipitare della produzione degli estrogeni. A livello epidermico la pelle appare meno idratata, diminuisce l’acido ialuronico e le cellule si riproducono più lentamente. In quanto alle macchie brune sul viso e sul collo, possiamo dire che sono parecchie le cause da imputare, come ad esempio il sole, il tabacco, l’alcol, cause genetiche, qui, l’età resta all’ultimo posto. Per sbiancare le macchie ci sono ottime creme a base vegetale e ossigeno. Per interventi più radicali il dermatologo ti prescriverà un mix depigmentanti. Alternativa a questa cura ci sono : l’acido tricloracetico, l’azoto liquido, e neve carbonica. Se non dovessero scomparire del tutto si potrà ricorrere al laser proprio per le macchie più resistenti a tute le altre cure.

Elena  Lasagna

12/03/2014

Quando fare il bagno e quando invece è meglio la doccia?

Clara

La vasca è decisamente meglio la sera, prima di andare a letto, da calcolare che la digestione sia ormai conclusa, ma prima della vasca per igiene consiglierei una doccia tiepida, con una bella insaponata di sapone acido. Anche perché il rituale del bagno sia un tutt’uno con il corpo e con la mente. Il tempo passato in vasca è uno dei migliori , non ci si accorge che il tempo vola; ma è sempre meglio guardare l’orologio perché non passi più di quindici minuti,   prima di uscire dalla vasca sarebbe meglio passare un bel getto di acqua fresca, ma non gelata. In questo modo non solo racchiude i pori, ma tonifica, energizza e soprattutto riporta il corpo ad una temperatura ottimale. Alcuni dicono che seguire questo rito prima di andare a dormire, poi, restano svegli per molte ore, prima di ritrovare il sonno,  in questo caso si potrà stendersi un attimo e rilassarsi con indosso l’accappatoio fresco d’estate e caldo d’inverno, sdraiarsi un quarto d’ora è necessario per recuperare i nostri pensieri  e per rilassarci prima di una buona dormita.

Elena  Lasagna

12/03/2014

Sappiamo tutti come nutrire il  nostro corpo, ma qual è il cibo per l’anima? Corrisponde al vero che l’anima ama il buon brodo caldo?

Maria

Io non so se all’anima piaccia il buon brodo, secondo me quello piace alla gola e fa bene al corpo, sì di conseguenza anche all’anima. Ma quello di cui ha bisogno l’anima è il benessere fisico: l’equilibrio corpo-mente, l’anima si nutre di emozioni, di parole, di immagini,  di profumi, di suoni, di cultura, di carezze, di consensi  ecc.

Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOTRENTUNESIMA PARTE

24/02/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   Oggi parlerò di quell’alimento meraviglioso che ci ha accompagnato fin dai primi giorni della nostra vita: Il latte.

Come molti di noi sanno,  il latte è un alimento completo, perché in esso si ritrovano tutti i principi  alimentari:  le sostanze proteiche o caseina ne costituiscono il 3,50%; il grasso o crema o panna il 3,40%; gli idrati di carbonio, rappresentati dallo zucchero  “lattosio”, il 4,60%, vi sono inoltre sali minerali di calcio e di fosforo sciolti nell’acqua (87%) e vitamine. Esso è quindi base dell’alimentazioni dei bimbi e dei vecchi, ai quali risulta benefico per la sua digeribilità(ovviamente salvo allergie o eccezioni); è gradito agli adulti come bevanda nutriente e rinfrescante; è utile come ingrediente principale di minestre, creme, salse, dolci ecc.  La dieta lattea è indicata in alcune malattie dell’apparato digerente e il latte fermentato (yogurt) è curativo e preventivo dei disturbi intestinali. La qualità e le caratteristiche del latte variano secondo l’animale che lo ha fornito ( latte vaccino,  di capra, di asina, di pecora, di bufala ) e ovviamente anche secondo il suo stato di salute, di nutrizione d’igiene, e dal terreno in cui provengono i foraggi per la loro alimentazione.  Continua nel prossimo articolo…

ELENA   Ieri cara Fede ho fatto un soufflé di carote, eccoti la ricetta:

SOUFFLÉ  DI  CAROTE

Ingredienti: carote 500 g. un limone, due uova intere e tre albumi, 250 g di panna fresca da montare, (per ci soffre di ipercolesterolemia si potrà sostituire la panna con, la ricotta vaccina ma si dovrà togliere la farina di riso) ,burro q.b. per ungere la teglia, zenzero, noce moscata, due cucchiai di farina di riso più quella per la teglia.

Esecuzione: togliere leggermente la pellicina alle carote, metterle sotto il vapore dove abbiamo spruzzato un limone intero, portarle alla cottura. Passiamole al passaverdura, unire le uova intere, la panna o la ricotta, le spezie, infine gli albumi montati a neve. Infornare a 160 gradi per un’ora e 10 minuti, poi  aprire appena il forno e controllare con lo stecchino. Ottimo da consumare con antipasti, o con secondi piatti.

FEDERICA   Immagino già come verrà, saporito gustoso e bello da vedere. Ieri non ti ho vista, dov’eri finita?

ELENA   Ieri  avevo l’approvazione degli astri, perché mi sono ritrovata a scrivere cose così come per incanto, la penna camminava da sola, ovviamente comandata dalla mia fantasia.

FEDERICA   Che cosa è più importante per te, la fantasia o la memoria?

ELENA   Ovviamente entrambe, non potrei scegliere, senza la fantasia non si può creare nulla di nuovo! E senza la memoria non riesci a concretizzare il tuo pensiero la tua inventiva. Per questo prego ” Dio ” che mi lasci questa cosa meravigliosa!  Ed ora ti  mostro un’altro piatto delizioso!

CRÊPES  AL  LATTE

CREPES AL LATTE

Ingredienti: due uova, farina di semola q. b. latte 100 Ml più quello per la besciamella, sale, spezie, funghi porcini, limone, scalogno, farina di riso, parmigiano grattugiato, 100 g. di taleggio, una spruzzata di vino bianco.

Esecuzione: trifolare i porcini con scalogno, spezie, vino bianco. Lasciare raffreddare, nel frattempo tireremo una sfoglia sottile con uova e semola. Ora facciamo una besciamella leggera senza burro, alla fine aggiungeremo il taleggio, mescolando per farlo sciogliere; Dobbiamo mettere nel mixer i funghi porcini con il loro sughetto, li facciamo andare in crema. Adesso riempiamo le crêpes a crudo, con la crema di porcini, e la besciamella; possiamo fare dei rotoli poi, chiudere le estremità, oppure le possiamo ripiegare in due su se stesse. Prendiamo una pirofila da forno, adagiamoci le delizie, spruzziamo con il latte, mentre sopra abbiamo grattugiato il parmigiano; le mettiamo in forno a 180 gradi per 25 minuti. Si presenteranno ben cotte, perché di tanto in tanto abbiamo fatto un controllo e un giro di latte sopra la pasta, ma anche ben dorate e squisite!

FEDERICA   Certo che solo a vederle mettono allegria e appetito!

25/02/2014

ELENA   Vediamo se anche questa ricetta ti metterà allegria, ti presento la lonza di maiale al latte.

LONZA DI  MAIALE  AL  LATTE

Ingredienti: lonza di maiale q.b. olio extra v. d’oliva per rosolare, aglio, mele gala, sale, pepe,  chiodi di garofano, latte, brandy.

Esecuzione: dopo aver lavato la carne, asciugarla, poi pennellarla leggermente con l’olio e metterla a rosolare in una casseruola preriscaldata; spruzzare con il brandy, aggiungere tutti i sapori, infine il latte, coprire e proseguire per la cottura.  Intanto tagliamo le mele a fettine, spruzziamo un po’ di limone, grattugiamo mezza buccia, lasciamo cuocere in maniera dolce ( fuoco basso e fornello grande)portiamo a cottura. La lonza è cotta, la taglieremo a fettine, poi, la  mettiamo in un’altra casseruola, la ungeremo con l’olio e faremo rosolare fettina per fettina, raccogliamo il sughetto della cottura al latte, impiattiamo insieme alle mele. È un piatto davvero favoloso!

FEDERICA   Ma le mele non saranno troppo dolci?

ELENA   NO, CERTO CHE NO, non più di una qualsiasi verdura cotta, ovviamente dipende dalla qualità delle mele.

 26/02/2014

ELENA   HO UNA CREMA AL LATTE che forse non hai mai assaggiato, sono sapori nuovi; anche se ti sembra di conoscerla, il gusto, la maniera in cui si cucina  e gli ingredienti sono diversi. Vedi nella foto in basso.

CREMA  AL LATTE  E  SORBO  NERO

SELVATICO

CREMA  AL  LATTE AL SORBO SELVATICO

 Ingredienti: citrus x meyer, è un ibrido limone/arancio, è delizioso di un sapore unico, non è aspro come il limone, ha la sua forma ed ha il colore dell’arancia, ottimo per creme e dessert. Due citrus, 500 ml di latte, 60 g. di zucchero a velo, sorbo rosso e nero selvatico surgelato, panna leggera da montare, amido di mais 50 g, cacao dolce, sciroppo di sorbo rosso e nero, e sciroppo di citrus caramellati.

Esecuzione: frulliamo nel mixer la buccia dei citrus, la mescoliamo allo zucchero a velo, mettiamo l’amido di mais, e aggiungiamo il latte. Cuocere a bagnomaria, mescolando continuamente fino al secondo bollore. Nel frattempo abbiamo fatto il caramello con il succo dei citrus e il succo del sorbo, l’abbiamo messo metà in fondo allo stampo, poi , abbiamo riversato metà della crema; abbiamo messo i frutti di bosco con la panna montata soda, abbiamo versato l’altra metà della crema, e abbiamo decorato con un po’ di cacao, panna montata, il resto dei caramelli, e qualche frutto di bosco. Il dolce deve riposare due ore prima di essere consumato.

FEDERICA   Questo dolce al cucchiaio è un ottimo gelato per la merenda  dei bambini, e pure dei grandi!

ELENA   Domani faremo le frittelle salate  ripiene di carnevale. A domani!

27/02/2014

ELENA   Eccoti la ricetta delle frittelle ripiene.

FRITTELLE  RIPIENE

FRITTELLE  DI  CARNEVALE

Ingredienti: farina lievitata per il pane 400 g  20 g.  di olio di mais,  20 g di aceto di mele, un uovo intero, latte q.b.  Ingr. per il ripieno:  luganega, sugo di pomodoro, origano olio extra v. d’oliva, scalogno, olio di arachidi  per la frittura.

Esecuzione: fare un bell’impasto omogeneo mescolando insieme tutti gli ingredienti per le frittelle, lasciare riposare qualche ora. Nel frattempo facciamo un bel ragù con lo scalogno affettato sottile, il pomodoro, la salsiccia luganega tagliata a pezzettini (dopo averla messa a grigliare per togliere le scorie). Spruzziamo col vino o brodo vegetale, portiamo alla cottura, e in una decina di minuti il ragù sarà pronto;  lasciamo raffreddare. Adesso tiriamo la sfoglia, ritaglieremo dei quadrati, li farciremo con il ragù e li ripiegheremo a triangolo. Portiamo l’olio al punto ideale per la frittura. Sono delle frittelle o panzerotti, si possono chiamare anche così, ma sono veramente una leccornia! Servire con verdure bianche miste.

FEDERICA   Se non fosse che il fritto non è un alimento da consumare tutti i giorni, lo farei sempre!

NELL LABORATORIO DI EMI E PETER TREDICESIMA PARTE

19/02/2014

DAL  GIARDINO DELLE ERBE

L’EUCALIPTO

L’Eucalipto è un albero sempreverde, che può raggiungere l’altezza dai  25 ai 150 metri, dipende dalle zone. Il tronco ha la corteccia liscia che si stacca a pezzi sottili e allungati. Appartiene alla famiglia delle ” Mirtaceae “, Le piante giovani hanno foglie molto diverse dalle piante adulte: quelle giovani sono opposte a due a due unite fra loro alla base, di colore verde azzurro argenteo di forma circolare, mentre le foglie delle piante adulte sono inserite su un robusto picciolo, di forma lanceolata con una base dissimmetrica, con l’apice lungo e acuminato, ma non pungente.

I fiori sono dei calici a forma allargata come una coppa, con numerosi stami ma sono privi di petali. Anche i frutti sono a forma di calice,  a maturazione si aprono e lasciano cadere i semi che sono numerosissimi.

Il paese d’origine dell’eucalipto è l’Australia ed è proprio là che raggiunge un’altezza fino a 150 metri. È coltivato molto in Italia, si trova nei luoghi paludosi, predilige l’umidità ma non i ristagni d’acqua.  Le proprietà dell’eucalipto sono ben note: sono balsamiche antisettiche, antiparassitarie ed espettoranti. Gli oli essenziali sono i flavonoidi, il globulolo, il canfene ecc.  L’eucalipto è usato largamente in medicina, proprio per risolvere infiammazioni dell’apparato respiratorio, escretore digerente, ma anche per l’apparato intestinale e urogentale. Viene usato anche dalle industrie farmaceutiche, dolciarie per preparazioni di caramelle balsamiche, e dalle industrie cosmetiche per le preparazioni di bagnoschiuma, profumi, ecc.

Per tutti questi impieghi sono usate esclusivamente le foglie; si raccolgono tra giugno e luglio, o prima dell’autunno, si staccano una ad una eliminando il picciolo. Si lasciano essicare all’ombra e si conservano in recipienti di vetro colorato o oscurato al riparo dalla luce.

25/02/2014

L’EUPATORIO

L’Eupatorio è una pianta che può raggiungere un’altezza fino a due metri. Dal suo rizoma sotterraneo possono sorgere numerosi fusti dal colore rossastro. Le foglie sono opposte, di forma lanceolata dal margine dentato. I fiori sono composti da numerosi capolini riuniti in un corimbo terminale e ramificato; con cinque o sei fiori per capolino distribuiti in modo uniforme circondati da brattee ovali. I frutti sono degli acheni di forma obbliqua, nella parte superiore è inserito il pappo (appendice leggera piumosa di alcuni  semi o frutti). L’eupatorio cresce nelle zone umide, nei prati lungo i fiumi dalla zona mediterranea a quella montana.

In medicina sono usate ancora oggi le radici , le foglie e le sommità fiorite. Questa pianta ha proprietà lassative, depurative, diuretiche e anche digestive.

Le radici hanno proprietà lassative efficaci, specifiche; mentre le foglie e le sommità fiorite esercitano soprattutto un’azione diuretica e depurativa; in più in preparazioni diluite sono utili per stimolare i processi digestivi. Contiene flafonoidi, taraxasterolo e eupatoriopicrina.

La radice si raccoglie in autunno o in primavera quando la pianta non è in attività vegetativa; mentre le foglie e le sommità fiorite da giugno ad agosto. Le radici si essicano al sole, le sommità fiorite si lasciano in un posto aerato all’ombra poi, si conservano in sacchetti di tela.

04/03/2014

IL  FAGGIO

Il faggio è un albero alto fino a 30 metri, con la corteccia sottile e liscia di colore grigio biancastro; ha una chioma rotondeggiante dai numerosi rami color rosso scuro.  Il faggio appartiene alla famiglia delle Fagaceae. Le sue foglie sono di forma ovale di un verde abbastanza luminoso dai margini interi e dentati specialmente nelle foglie giovani. I fiori hanno una forma pendula, sono riuniti all’apice su un peduncolo eretto e racchiusi un una cupola dove stanno i frutti che a maturità si aprono  formando delle lamine  coperte da numerose scaglie strette e arcuate.

I faggi crescono bene tra di loro, formano dei boschi e prediligono le zone del Nord, specialmente le zone fresche e pure.

In medicina sono usate le cortecce dei rami; si raccolgono su rami di tre cm di diametro incidendoli con un coltellino poi, si rompono a pezzi di 5-10 cm. Si essicano al sole e si conservano in sacchetti di carta o tela.

La corteccia del faggio ha proprietà febbrifughe ed astringenti; i suoi principi attivi  sono i tannini e sostanze fenoliche che si ricavano dal suo legno (Il creosoto). Un’altra proprietà medicinale del faggio è quella legata alle proprietà del carbone che si ottiene dal  suo legno. È usato per le sue proprietà antiacide e assorbenti delle tossine intestinali.

05/03/2014

LA  FARFARA

La farfara è una pianta provvista di un rizoma carnoso di una forza strisciante oltre i due metri. I fusti che portano i fiori si sviluppano prima delle foglie; queste ultime  sorgono dal rizoma dopo la fioritura. Di forma a cuore le foglie hanno un lungo picciolo con margine dentato con la superficie superiore di colore verde intenso, mentre sotto ha un colore biancastro, pelosa, mano a mano che perde il pelo assume il colore verde omogeneo. I fusti sono di un’altezza dai 20-25 cm, all’apice formano un capolino un po’ pendulo sia prima che dopo al fioritura. I petali sono come ligule filiformi di colore giallo sole, formano un cerchio come una margherita comune. La farfara appartiene alla famiglia delle ” Asteraceae “. I suoi frutti sono acheni di forma cilindrica, con le sommità minite da un pappo peloso che durante la maturazione si allunga fino a 40 cm.

La farfara  cresce nelle zone umide di tutt’Italia, predilige i terreni argillosi, e paludosi. In medicina sono impiegati i capolini e le foglie; hanno proprietà espettoranti, emollienti, lenitive, astringenti e tossifughe, è una delle piante più efficaci contro le tossi difficili. Sono anche utili per allontanare i raffreddori, influenza e laringiti. Le sue proprietà vengono impiegate anche per uso esterno contro le irritazioni della pelle e delle mucose. I suoi principi attivi sono i polifenoli, i tannini, gli zuccheri e i sali minerali.

I capolini si raccolgono poco prima della fioritura o appena si schiudono, da un periodo che va da febbraio ad aprile. Le foglie invece si raccolgono quando sono sul culmine della vegetazione, quindi da giugno alla fine di luglio. Si fanno essicare insieme a strati sottili in ambiente aerato al riparo dal sole, poi, si conservano in vasetti di vetro scuro o  in vetro non trasparente.

10/03/2014

IL  FAVAGELLO

IL FAVAGELLO è UNA PIANTA PERENNE, CON NUMEROSE RADICI FATTE A TUBERO CARNOSE RIUNITE IN FASCETTI. Il fusto invece è di natura semplice o ramificato arriva ad un’altezza di 30 cm, adagiato al terreno striscia in maniera ascendente.  Appartiene alla famiglia delle ” Ranunculaceae “. Ha delle foglie disposte a rosetta, inserite sul fusto con un lungo picciolo allargato alla base da una guaina biancastra. Le foglie inserite sul fusto sono piccole, cuoriformi con il picciolo più corto, con  foglie verde lucente. I fiori si presentano di colore giallo intenso posizionati su lunghi peduncoli che sorgono sempre all’ascella delle foglie;  il calice è formato da tre sepali, mentre la corolla è formata da un numero ben definito di petali da otto a 10 , sono oblunghi lanceolati e lucenti (giallo lucente intenso).

In medicina sono impiegate le radici e le foglie.  Il favagello cresce quasi in tutt’Italia, dalle zone montane a quelle marine, nei campi nei luoghi freschi, nelle scarpate e nei boschi. Ha proprietà medicinali spiccatamente attive: vescicatorie, revulsive. Questa pianta è da usarsi sotto il diretto controllo del medico, e soltanto quando hanno fallito le altre terapie.

Il favagello si  raccolgono le radici nel periodo da febbraio a marzo, le foglie si raccolgono quando sono ben sviluppate, circa la fine di maggio.

Questa pianta si usa soltanto allo stato fresco, non va essicata; e devono essere impiegate solo esternamente per curare ragadi di qualsiasi tipologia. Si possono curare anche la sciatica, la gotta e l’artrite mediante l’applicazione appunto delle foglie o radici fresche sulle parti interessate.

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOTRENTESIMA PARTE

18/02/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Mi piacerebbe sapere se sono più digeribili le carni cotte o crude, inoltre per un buon brodo di carne, si fa bollire prima l’acqua o si mette la carne a freddo?

ELENA   La cottura rende le carni più saporite, tenere, digeribili e contemporaneamente ne effettua una provvida sterilizzazione distruggendone gli eventuali germi e parassiti, poiché la carne cruda può essere veicolo di gravi malattie (tenia, trichinosi, tubercolosi) e deve venir consumata con prudenza,  soltanto se si è certi della sua ottima qualità. Si sceglie un animale giovane e sano, non andrebbe tritata, si taglia sottile col coltello e si condisce con sale e limone un’ora prima del pasto non di più, aggiungendo poi l’olio. In tal modo i condimenti hanno modo di svolgere su di essa una certa azione disinfettante rendendola anche più tenera e digeribile.

Le carni arrostite in casseruola, allo spiedo, alla griglia sono tutte ottime e particolarmente nutrienti, perché la rapida cottura che subiscono trattiene le loro sostanze proteiche e lascia sfuggire soltanto l’acqua. La frittura è molto appetitosa, tuttavia può essere mal tollerata dai sofferenti di fegato e d’intestino.

In quanto al brodo di carne, contiene soprattutto materie aromatiche e sali minerali, è di facilissima digestione, di benefico eccitamento alla secrezione gastrica. La carne bollita ed il brodo che essa produce hanno diverse caratteristiche, secondo il modo nel quale è avvenuta la cottura.  La carne immersa nell’acqua ancora fredda, durante la cottura diminuisce sensibilmente di volume, diviene asciutta, fibrosa, piuttosto insipida perché cede tutte le sostanze aromatiche e nutritive al brodo che in compenso risulta eccellente.  Al contrario, la carne immersa direttamente nell’acqua bollente si indurisce un poco alla superficie e trattiene dentro di sé gran parte dei principi nutritivi, fornendo un brodo meno ricco ma risultando più tenera e saporita. Ed ora ti presento un piatto misto di legumi e carne proprio adatta a chi pratica molto sport.

TRANCIO DI  FARAONA   E LEGUMI

CARNE  E LEGUMI

Ingredienti: faraona, pepe, sale, vin Santo, brodo, spezie miste, ceci, fagioli neri, riccione di campo, parmigiano, latte, olio extra v. d’oliva, aceto di mele.

Esecuzione: Togliamo tutto il grasso e la pelle alla faraona, la mettiamo per qualche ora in farcia con vino Santo e spezie miste macinate (cannella, chiodo di garofano, pepe, noce moscata) sale. Nel frattempo cucineremo i legumi e la cicoria verde di campo. Una volta cotti i ceci e i fagioli neri facciamo il purè come con le patate, (con latte e formaggio) in quanto alla verdura la lessiamo, poi, la passeremo al tegame con un poco di aceto di mele, infine passiamo un filo di olio. Ora togliamo la faraona dalla farcia, la mettiamo a rosolare in casseruola preriscaldata, la giriamo e rigiriamo, ed ecco una meravigliosa doratura. Aggiungeremo un mestolo di brodo, mettiamo il coperchio e porteremo alla cottura. Ora che la carne è ben cotta aggiustiamo di sale e pepe, e perché no, un po’ di spezie, ancora un poco di vin Santo  la rosoliamo ancora un po’ ,  la carne si presenterà bella dorata, caramellata ma piccante;  ecco che il piatto è pronto!

FEDERICA   Sono certa che questo piatto piacerà, ma fa anche un figurone!

20/02/2014

FEDERICA   Dimmi,  cosa provi per il festival di Sanremo?

ELENA   E me lo chiedi? Per una che come me ama la musica e la canzone,  la parola ” Festival di Sanremo ” mi ricorda proprio quello della canzone di quegli anni. Ricordo che programmavamo le serate molto tempo prima per ritrovarci insieme  come se fossimo spettatori in un grande teatro, era una manifestazione “meravigliosa” ci faceva sentire come un qualcosa dentro di molto vivo e sincero, elegante e tutto! Bella manifestazione!

Pensando al mare della Liguria oggi cuciniamo il pesce.

FEDERICA  Posso dettartela io una ricetta?

ELENA   Volentieri.

CIPOLLE  GROSSE  BIANCHE

RIPIENE  DI  MOLLUSCHI  E CROSTACEI

Ingredienti: cipolle, olio extra v. d’oliva, sale, pepe, limone, origano, pangrattato fine, aglio, prezzemolo, cumino, parmigiano grattugiato q.b. vino bianco, mazzancolle, cozze, cape sante, calamaretti teneri, bianchetto.

Esecuzione: preparare gli ingredienti sul piano da lavoro, pulire e raschiare le cozze, le mettiamo in una casseruola con un trito di aglio, prezzemolo, e origano, sale, pepe, olio e mettiamole a fuoco alto. Una volta uscito il liquido aggiungiamo una spruzzata di limone, le togliamo dal guscio; nel frattempo prepariamo le cipolle, vanno pelate, lavate e tagliate a metà  trasversalmente. Le scotteremo a vapore, poi mettiamo in moto l’altro pesce, i calamaretti, che puliremo dalle ossa, li tagliamo a rondelle, conservando il ciuffo, li sbollentiamo in acqua salata, e adesso faremo la stessa cosa con le mazzancolle e le cape sante. Puliamo i pesciolini, li  passiamo in padella, ed ora facciamo il nostro ripieno alle cipolle. Mettiamo insieme tutto il pesce, passiamo una spruzzata di limone una pennellata con l’olio, aggiungiamo un pizzico di aglio, prezzemolo, cumino, e riempiamo le cipolle. Ora cospargeremo sopra i pesci un poco di parmigiano e pangrattato, spruzziamo col vino e via in forno a 170 g° per 10 min. Le cipolle sono ben cotte e dorate, i crostacei e i molluschi sono perfettamente cotti e teneri, profumati di mare e di erbe.

ELENA  Ci manca solo il vino! Che squisitezze! Ti regalo un mazzo di giacinti, senti che profumo!

21/02/2014

ELENA   La mia giornata sta brillando, per far brillare anche te, ti presento un dolcetto delizioso, anche se l’ho fotografato quando il rivestimento con il cioccolato non si era  ancora rappreso bene. Sono dei cornetti di pasta fragrante, ripieni di cioccolato alla nocciola, rivestiti di cioccolato bianco e essenza di arance. ECCO LA FOTO SOTTO.

CORNETTI  RIPIENI  E  RIVESTITI

cornetti rivestiti

Ingredienti: farina per dolci, uova, zucchero semolato, lievito madre, lievito di birra, margarina vegetale, aroma vaniglia, essenza di arancia,  arance spremute, cioccolato alla nocciola, cacao amaro, zucchero a velo vanigliato, cioccolato bianco.

Esecuzione: impastiamo  la farina con il lievito madre, il lievito di birra sciolto in due cucchiai di acqua tiepida, mettiamo lo zucchero semolato, le uova, la margarina, e l’aroma. Abbiamo un impasto non troppo tenero né troppo molle; formiamo i cornetti, li mettiamo sulla teglia a lievitare, poi in forno a 170 °per 20 minuti. Lasciare intiepidire. Nel frattempo abbiamo fatto una vellutata con l’essenza d’arancia e la spremuta di due arance; abbiamo fuso il cioccolato bianco, e li abbiamo mescolati insieme. Abbiamo fatto sciogliere il cioccolato alla nocciola, abbiamo aggiunto un po’ di latte e un cucchiaino di cacao amaro; con quella delizia abbiamo fatto il ripieno dei cornetti, poi, li abbiamo intinti nel composto di arancia e cioccolato bianco, ( prima di presentarli devono essere ben rappresi dalla copertura omogenea.

FEDERICA   Fai senza dirmi che sono squisiti! Ti auguro un buon proseguimento di giornata! Noi ci sentiamo domani.

22/02/2014

ELENA  Ho una ricetta nuova dei muffins, sono buonissimi e ancora di più. Dai che ti detto la ricetta!

MUFFINS  DELIZIA

Ingredienti: 200 g. di mandorle, 200 g. di zucchero, liquore strega o liquore alle mandorle (un bicchierino), 200 g. di burro, 200 g di farina di mandorle 100 g. di farina per dolci. Secondo impasto ingredienti: 100 g. di olio di mais, 200 g. di zucchero, 3 uova, 200 g di farina per dolci, tre cucchiaini di lievito per dolci. Crema pasticcera vellutata alla vaniglia.

Esecuzione: Sbattiamo l’olio con lo zucchero, aggiungiamo una alla volta le uova, poi, incorporiamo adagio la farina, per ultimo il lievito. ora facciamo l’altro impasto, ovviamente abbiamo già tutto pronto: le mandorle tritate, il burro sciolto con lo zucchero il liquore, un uovo,  la farina di mandorle e la farina per dolci. Mescoliamo il tutto, con questo impasto faremo il rivestimento delle formine, poi metteremo la crema (due cucchiaini), e sopra l’impasto fatto col lievito. Inforniamo i muffins a 175° per 25-30 minuti. Lasciamo raffreddare, spolverare con zucchero a velo. Oppure si possono decorare con una glassa allo zucchero lasciata cadere molto sottile proprio come se tracciassi delle righe, e si potrà cospargere anche un poco di zenzero, o di pistacchi, o filini di agrumi, tra una riga e l’altra come se si trattasse di note musicali. Provaci!

FEDERICA   Saranno i miei dolcetti di carnevale, che  belli, e che bontà!

ELENA   Golosa!

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE QUARTA PARTE

12/02/2014

Che cosa sono le pseudovitamine?

Federico

È un comportamento analogo di sotanze naturali o sintetiche prive di attività metabolica e avente analogia di struttura con determinati costituenti cellulari, così che possono sostituirsi a quelli nella cellula e bloccare le funzioni biologiche.

L’azione delle pseudovitamine, quindi, se indirizzate alle sintesi cellulari, si risolve in un’inibizione della crescita e della riproduzione delle cellule.

Ecco perché sostanze di questo tipo sian0 state proposte per la terapia delle malattie neoplasiche. Magari uno di questi giorni ti approfondirò questo argomento.

Elena  Lasagna

12/02/2014

Gli oligoelementi che cosa sono?

Federico

Gli oligoelementi sono sostanze presenti in traccia nell’organismo ove agiscono qulitativamente come catalizzatori. Si trovano sotto forma di preparati farmaceutici in diluizione debole e dinamizzata. L’assorbimento migliore si ha sotto la lingua al mattino a digiuno.

Elena  Lasagna

13/02/2014

Ecco Federico, riprendendo il discorso di ieri ti illustro alcuni esempi di pseudovitamine attive con meccanismo antimetabolico sono le riboflavine, le tiamine, la desossipiridossina, i composti dicumarolici, l’acido gluco-ascorbico, che assumono il nome di antivitamine. Tra i fattori che agiscono da” pseudovitamine”, che però agiscono con altri meccanismi si possono ricordare la proteina dell’albume d’uovo che si lega stabilmente con la tiamina inattivandola; l’acido folico, dotato di azione rachitogena; il fosfato e il succinato di tri-o-cesile, i quali riducono le concentrazioni tessutali di vitamina E, producendo negli animali di laboratorio i tipici effetti della carenza di α-tocoferolo. Alcune di queste vitamine che si comportano nell’organismo come pseudovitamine hanno grande importanza dal punto di vista terapeutico; si possono citare ad esempio le applicazioni delle vitamine K nella terapia anticoagulante e l’impiego degli antagonisti dell’acido folico e dell’acido p-amminobenzoico rispettivamente nella chemioterapia antineoplastica e antibatterica.  Inoltre le pseudovitamine costituiscono un mezzo prezioso per produrre avitaminosi sperimentale e per indagare sul significato delle vitamine nell’ambito dei meccanismi biochimici della cellula.

14/02/2014

Senti, hanno spiegato il ” parasimpatico ” , è probabile che non abbia messo molta attenzione, anche perché non ci sono portato per questa materia. Grazie!

Alessio

Sistema nervoso indipendente dal sistema nervoso centrale, situato nelle catene dei gangli che corrono lungo entrambi i lati della colonna vertebrale.

Funziona grazie a un riflesso molto elaborato che si basa fondamentalmente su due tipi di secrezioni ormonali ad azione contrapposta; l’adrenalina con l’azione simpatica e l’acetilcolina con azione parasimpatica o del” nervo vago” .

L’azione simpatica accelera il battito cardiaco,  contrae i vasi, innalza la pressione arteriosa e il livello di zuccheri nel sangue, inibisce i muscoli bronchiali e intestinali. L’azione parasimpatica dilata le arterie e i capillari, aumenta le contrazioni dell’apparato digerente, provoca la contrazione e l’ipersecrezione dei bronchi.

Se  leggi attentamente e cerchi d’immaginare come avviene il meccanismo allora saprai spiegarlo sempre, perché non ti uscirà mai dal tuo blocco di appunti che hai nella libreria della tua mente!

16/02/2014

Sempre Federico mi dice: come posso spiegarti una cosa del genere? Non riesco a stare lontano dalla mia ragazza ma quando siamo insieme litighiamo sempre! UNo ha le ali e l’altra le pinne, troveremo mai un terreno d’intesa? È una bella differenza di ritmi vero?

Più che una differenza di ritmi, vi è una differenza di temperamento, di desideri, di concezione della vita. Uno vive sia in ritiro che in espansione, uno si sacrifica e l’altro vuole la sua parte di gioie materiali. Vi è dunque molta incertezza  e poca chiarezza nei vostri rapporti, cosa che nuoce alla coppia che aspira alla chiarezza interpersonale. La vostra collaborazione può dare dei risultati positivi ; non abusare degli appuntamenti dimenticati, anche se la durata della vostra unione è problematica, vi è tuttavia in questo amore un fascino indicibile, derivante forse dalle incertezze e dal vostro rivelarvi insostituibili l’un l’altro! Auguri di cuore!

ELENA  LASAGNA

17/02/2014

Come ci si ammala di MYCOPLASMA? E come si trasmette? Chi è il responsabile, l’uomo o la donna?

Marina

Il mycoplasma è un piccolissimo germe simile all’ureaplasma che si trasmette parimenti, per rapporto sessuale. A volte è silente, a volte si manifesta nella donna con una vaginite, nell’uomo con un’uretrite o prostatite, bruciori alla minzione, una cervicite, un’infezione più alta come l’endometrite annessite ecc. Alcuni ritengono che il mycoplasma sia implicato nella sindrome di Reiter ( che inizia con dolori addominali, diarrea seguiti da uretriti o da congiuntivite non gonococcica, poi, da poliartrite dolorosa e febbrile che evolve per accessi). Nonostante l’eventuale legame con questa curiosità (fiore all’occhiello della medicina universitaria) non si tratta che di supposizioni sulla responsabilità del mycoplasma, anche se questo potrebbe non provocare assolutamente nulla e far parte della flora in “stato di pace” con l’ospite!

Però è anche vero che il mycoplasma è spesso associato al gonococco, E qui incomincia la controversia: se il mycoplasma è associato al gonococco sono d’accordo su una terapia, ma alcuni si dissentano sull’opportunità di impiegare massicciamente antibiotici come ” tetraciclina o altri”  perché così si creano agenti resistenti e, nel contempo,  si diminuiscono le difese naturali della donna a tutti gli agenti patogeni. Infatti sono state studiate altre terapie per tali situazioni patologiche.

Elena  Lasagna

19 /02/2014

Che cos’è la sindrome di disadattamento? C’è una cura per questo disturbo o patologia?

Rosina

È la predisposizione a dei disturbi endocrini funzionali o dello stress.  La stanchezza è saltuaria ed effimera, ha sbalzi di energia senza orari, fami improvvise accompagnati da depressione, per meglio dire episodi depressivi.  I sintomi sono tutte le disfunzioni endocrine, surrenali, pancreatiche ( colite, gonfiori all’addome, prediabete ),  indifferenze e impotenze sessuali funzionali, unghie fragili, caduta dei capelli. Questa diatesi interviene spesso  sopra un’altra diatesi, e sempre transitoriamente.  È una diatesi di passaggio e si possono somministrare degli oligoelementi per far apparire un’altra diatesi. Ti consiglio una visita dall’endocrinologo.

Elena  Lasagna

20/02/2014

Perché la terapia dei riflessi non realizza tutta la cura delle malattie sempre?

Simone

Questo è vero Simone, però aggiunta alle altre cure ne eleva straordinariamente il coefficiente di efficacia  sempre! Nulla è dunque di assoluto in medicina. Aumentare la portata della sua relatività è progresso. Se la vita è un insieme di riflessi,  la riflessologia è basata sulle fonti stesse della vita. Si può quindi affermare che l’elemento base  della pratica riflessogena consiste nel provocare una manifestazione positiva delle attività nervose e vitali,  mettendo in moto quegli stessi meccanismi della vita che hanno condizionato la comparsa della malattia; ma per determinare la scomparsa è ovvio che chiama tutta l’individualità a correggere uno squilibrio da essa stessa condizionato. Per avere più soddisfazione alla tua domanda posso dirti che: L’ essere umano è un insieme di emozioni, di reazioni e sensazioni che contribuiscono al perfetto funzionamento di un meccanismo,  la cui complessità e grandezza,  a volte può sfuggire anche alla più accurata indagine! Però la grazia di ” DIO ” è sempre al primo posto!

N.B.  Forse ho capito il motivo di questa domanda. Grazie a te!

Elena  Lasagna

24/02/2014

Sono nata sotto il segno dei Gemelli, vorrei sapere che cosa rappresenta il segno dei Gemelli nello zodiaco? Grazie!

Cinzia

Per afferrare meglio l’origine del simbolo, bisogna rifarsi al periodo protostorico,  che secondo la teoria delle ere precessionali può essere designato come l’era dei Gemelli. Non è possibile determinare con precisione la durata di questa era che corrisponde alla dodicesima parte del grande ciclo di  25. 800 anni circa, caratterizzata dal ritorno dell’asse polare  in direzione della stella polare.

Un calcolo molto approssimativo ci conduce a datare l’era dei Gemelli nel periodo neolitico tra i 6000 e i 4000 anni circa prima della nostra era, epoca sulla quale la documentazione manca quasi totalmente. Fu senza dubbio il periodo delle prime civiltà che precedettero la civiltà Sumera. Immagini viventi della mobilità e della libertà tipica dei Gemelli,  questi cavalieri riuniti in gruppi fraterni diedero origine alla mitologia dei fratelli gemelli,  che si ritrova in India sotto il nome d’ ” Ashvins ”  e in Grecia sotto quello di ” Dioscuri “.  Per qualche curiosa coincidenza,  la leggenda greca ha attribuito alle due stelle allora fulgenti nella costellazione dei Gemelli il nome dei due Dioscuri, Castore e Polluce. Il mito dei due Gemelli si ritrova nella storia della creazione di Roma  con Romolo e Remo. Esso è ampliato nella leggenda francese dei quattro figlia di Aimone, cavalcanti lo stesso destriero. Si ritrova, in queste, la prima immagine di ciò che fu la Cavalleria, in ordine di fraternità e di purezza, unito all’idea di mobilità, di spostamento, di collegamento e di trasmissione, tutte caratteristiche essenziali dei Gemelli. Terzo dello zodiaco, il segno dei Gemelli rappresenta, sul piano stagionale dei nostri climi temperati, la fine della primavera e l’inizio dell’estate.

Elena  Lasagna