Febbraio 23, 2026 Elena Lasagna Uncategorized LETTERATURA ANTICA E MODERNA TRE 23/02/2026 Oggi ho una poesia di San Francesco d’Assisi. SAN FRANCESCO E IL LEBBROSO. Di A. Silvio Novaro Svogliatamente al caval diè di spone Francesco figlio di ser Bernardone e uscì d’Assisi tacito e soletto, e portava un bel manto e un bel berretto, ma triste egli era e non sapea perché mentre uno sguardo al ciel d’autunno dié. grigio era il ciel, grigio il momte Appennino, e pien di foglie secche era il cammino. Movensi al vento quelle foglie rosse: la sua tristezza ei non sapea che fosse… Or mentre il pian cavalca pensieroso, davanti al suo caval vede un lebbroso, che implora l’elemosina col volto, rotto dal male e contraffatto molto. Un freddo orrore si raduna in mezzo alcuor di cavaliere un gran ribrezzo gli lega i polsi. Al suo caval s’abbraccia perché da scudo alla vista gli faccia. PROSA Questa poesia narra con semplicità un episodio della giovinezza di Francesco, quando ancora non era stato toccato dalla grazia di Dio. Francesco, figlio di un ricco mercante Pietro Bernardone, era uno dei giovani più ammirati e invidiati di Assisi. Eppure nonstante la ricchezza, e la gioventù, non era felice , anzi, provava una grande insoddisfazione di sé, di cui non riusciva a scoprire le cause. Ma un triste giorno d’autunno, il tipico autunno con le foglie secche trasportate dal vento e il cielo grigio, Francesco se ne andò col suo cavallo senza una meta e senza allegria. Appena fuori dalla città, improvvisamente vide un lebbroso, col volto devastato dalla malattia, in atto di chiedere la carità. Che spettacolo orrendo, e il primo impulso per Francesco è stato quello di fuggire e di abbracciare più stretto il cavallo, perché gli nascondesse la vista del povero malato. Ma nel suo cuore nacque un sentimento di pietà: scese da cavallo e trasse dalla sua borsa un fiorino d’oro e lo donò con gesto fraterno al lebbroso. Poi non contento della carità che aveva compiuto volle baciargli tre volte la mano, augurandogli la pace. Poi montò a cavallo e nel partire si voltò per dargli ancora il saluto, ma il lebbroso non c’era più. Al suo posto c’erauna rosa che mandava un soave profumo e Francesco sentì il suo cuore sgombro di tristezza, e pieno di allegria e di amore.
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