TU E IL 2020-21 COSA VUOI SAPERE?

27/01/2021

IL TUO 2021-22FATTO CON

IL CUORE

Sono Enza,  nata il 15 settembre del 1940.  Sono sposata con due figli e nonna di due nipoti. Ho vissuto per molti anni in casa con suoceri,  cognate e cognati;  se i muri parlassero racconterebbero i film dell’orrore.  Da qui incomincia il mio tormento e non è ancora finito,  vorrei che prima di morire potessi essere libera da questo pensiero che mi opprime da una vita.  Mi sento in colpa per non avere difeso a 360° una delle mie cognate ,  allora molto giovane, era la più giovane sposata al figlio più grande,  lui e la madre incombevano su di lei ogni qualvolta esprimesse un suo parere o rispondesse in maniera anche gentile solo per difendersi.  Era una donna gentile e forte nella sua fragilità,  grande di cuore e nobile d’animo.  Ebbe una sola gravidanza molto sofferta,  i suoi disturbi erano ignorati in famiglia nonostante il certificato medico;  madre e figlio, cioè il marito mostro, non voleva sentir ragione e quando lei si assentava un attimo dal lavoro per riposarsi loro l’aggredivano con parole che facevano male anche a me.  Spesso l’aiutavo senza farmi vedere da nessuno,  anche perché si sa cosa può significare lavorare quando si sta così male.  Lei in quella casa cercò di sopravvivere per 16 lunghi anni poi morì all’età di 42 anni,  sul pieno della vita. Dopo la sua morte non riuscii più a vivere in quella casa,  e mi trasferii a casa dei miei genitori con i miei figli,  mio marito mi raggiunse un anno dopo e insieme ai miei genitori e a mio fratello allargarono la fattoria e da quel giorno incominciai a vivere la vita in maniera diversa,  perché lì si respirava amore.  Riuscirò mai a togliermi questo macigno?  Grazie!

Enza,  io cerco di accendere l’empatia per poter entrare nella tua vita del passato,  ma mi sto sentendo male,  male davvero,   posso anche capire queste situazioni di una volta,  ma la crudeltà di un marito e di una suocera no!  In certe famiglie patriarcali o matriarcali spesso si respirava un’aria pesante,  subdola,  perché loro in pubblico si mostravano tutto il contrario di come erano loro nella realtà di tutti i giorni.  Non ti devi sentire in colpa anche perché tu con lei hai usato sincerità e le sei stata d’aiuto,  trasmettendole sempre il senso della tua presenza,  perché il tuo essere buono non si nascose mai dietro alla vigliaccheria.  Io credo che tu sia una persona altruista e ragione di più perché queste qualità ti debbano aiutare a trasmetterti fiducia in te stessa,  a ritrovare una dimensione nuova dentro di te:  quella di dimenticare .  L’essere stata sempre coerente con lei l’avrà apprezzato molto e sicuramente se l’è portato con sé;  cerca di esaminare bene la tua coscienza e non ti sentirai più imprigionata nelle trame di un passato ingiusto!  Ti auguro grande serenità!

Elena  Lasagna

30/01/2021

Sono R.  sono nata 53 anni fa sotto il segno dell’Ariete.  Ho una storia triste da raccontarti che però finì nel migliore dei modi,  se non fosse che sto aspettando che la mia amata sorella rompa questo silenzio  nei miei confronti,  però io l’ho perdonata. Questo episodio della mia vita volevo tenerlo per me,  ma l’influenza di mio marito è stata determinante.  Dieci anni fa circa,  avevo bisogno di trapianto al midollo,  mia sorella  era ed è ancora l’unica parente rimasta,  il mio medico curante ed io facemmo appello a lei per sottoporsi agli esami e assicurarci che fosse compatibile con me,  ma lei si rifiutò categoricamente perché disse apertamente che non avrebbe rischiato la vita neanche  per me.  Rimasi molto colpita,  che la mia malattia in confronto non era niente,  anche perché i miei genitori ci hanno insegnato ad amarci,  io non avrei mai immaginato un comportamento così egoista e crudele.  È impossibile provare questa emozione se non ci riguarda da vicino:  è devastante due volte,  lo stesso sentimento che ci legava ora stava morendo come stavo morendo io.  Passarono alcuni giorni,  e il medico mi avvisò che aveva una volontaria pronta a sottoporsi  a questo esame per me.  Da quel momento mi si gonfiò il viso a furia di piangere dalla gioia ma anche dal dolore,  per il rifiuto di mia sorella.  In quel momento dovetti pensare a guarire,  non potevo lasciarmi andare quando una persona che neanche conoscevo mi stava offrendo la vita.  Io non la dimenticherò mai,  ancora adesso ci incontriamo e se avesse bisogno di qualcosa io ci sarò sempre.  L’unica cosa amara che mi è rimasta dentro è proprio l’allontanamento di mia sorella,  da allora non mi ha mai chiamato per sentire se sto bene,   io l’ho cercata tanto ma lei si è fatta negare,  perché?   Secondo te riuscirò mai a riconciliarmi con lei?  Grazie!

Anche se in una famiglia ci sono dei principi sani,  le persone non sono tutte uguali:  da gente buona ci può scappare il cattivo e viceversa.  L’egoismo rende la persona di una tristezza devastante.  In loro non esiste amore,  e quando si vivono queste situazioni tutte le giornate sembrano buie e interminabili.  A volte ci sono persone che nemmeno conosciamo che arrivano a noi quando ne abbiamo più bisogno, a interrompere questo buio,  questa angoscia che non ci fa andare avanti.  Sono persone surreali ma così vere arrivate per rinverdire dove tutto ormai è diventato arido,  spento;  ci danno una lezione di vita da ritrarre i nostri pensieri come se ci trovassimo in un’altra vita più avanti a noi.  Sono queste esperienze che ci cambiano la vita e mano a mano che passano i giorni nelle nostre riflessioni tutto è migliore:  la qualità del pensiero, delle parole,  al punto che le cose brutte non esistono più,  hanno lasciato il posto a scenari  meravigliosi dove tutti se lo volessimo potremmo  attingere.  Prima di salutarti voglio dirti che se vuoi veramente incontrare tua sorella per dirle che tu non le porti rancore,  devi insistere fino a quando non ti avrà ricevuto,  oppure cerca di andare nel supermercato che frequenta lei ecc. Se lo vuoi davvero non devi tenere alto l’orgoglio.

Elena  Lasagna

03/02/2021

Sono G.  nata 33 anni fa sotto il segno del Cancro.  Tra le mie diverse occupazioni c’è anche quella della baby-sitter di una bambina di 07 anni rimasta sola con il padre.  Una sera dopo aver messo a letto la bambina,  stavo per andarmene a casa,  quando il padrone di casa mi chiamò e mi chiese gentilmente di restare a bere qualcosa insieme a lui e poi avremmo parlato delle necessità della bambina.  Era un uomo tutto d’un pezzo, affascinante, io ero una donna libera e accettai la sua compagnia.  Fu una cosa così penosa ascoltare un uomo così lamentoso di tutto,  parlava e sparlava della sua ex moglie,  se n’era andata con un altro molto più giovane di lei,  poi incominciò a vantarsi delle sue conquiste e di donne che avrebbero fatto qualsiasi cosa per accattivarsi la sua fiducia non solo come baby-sitter ma come compagna di vita.  Sembrava che a ogni sua conversazione volesse rendermi gelosa,  per vedere il mio comportamento;  io comunque rimasi sulle mie,  non diedi motivo di pensare di essere disponibile.  Restai in quella casa a malincuore per circa un mese poi  con la morte di mio padre mi licenziai e ritornai nella mia città di nascita a vivere con una mia zia.  Qualche volta  l’incontrai nei posti che frequentavo,  lui finse sempre di essere lì per caso,  ma una sera mi chiese se volevo essere la sua nuova compagna o moglie.  Io presi la netta decisione di dirgli di no,  perché non ne ero innamorata,  da quel giorno ne sto pagando ancora le conseguenze;  non gli andava giù di essere rifiutato dalla baby-sitter.  Mi ricattò dicendo che se non avessi accettato mi avrebbe denunciato per un qualcosa:  così mi disse.  Io lasciai correre, perché pensavo che fosse una frase detta così in un momento di ira,  ma invece ne sto pagando ancora le conseguenze.  Lui è un uomo potente, questo mi fa paura però ci sto così male! Secondo te devo denunciarlo?

Certo che lo devi denunciare!  Specialmente una persona innocente come te!    Lui non può giocare a limitare la tua vita per un tuo rifiuto!  Tutte queste ingiustizie non punite usurano  il corpo e la mente,  nelle relazioni con gli altri,  nella creatività, nella passione,  a lungo andare se non sai gestire la cosa  toglierà tutta la vitalità alla tua immagine,  al tuo cuore e al tuo istinto.  Non si può trascinarsi così e scappare sempre!  Il suo non è amore, perché chi cerca si sopprimere la vita agli altri è incapace di amare.  Lascia che racconti le sue menzogne al mondo,   le persone sono in grado di comprendere la verità! Con calma e saggezza racconta la tua verità all’avvocato,  sei una persona per bene capitata nelle grinfie di un orco vestito da signore;  sono certa che la tua verità ti resterà amica per sempre!  Mentre le incertezze del passato lasceranno il posto a un avvenire brillante e sereno,  nella vita sentimentale e nel lavoro.  Auguri!  Ciao!

Elena  Lasagna

09/02/2021

Sono De…..,  ho 45 anni e sono nata sotto il segno dell’Acquario.  Sono troppe le cose strane che succedono,  per non pensare che ci sia un altro virus che colpisce il cervello della gente.  Senti questa:  una settimana fa ho incontrato la mia amica e compagna di banco di liceo,  eravamo così affiatate!  Fu proprio lei la prima a venirmi incontro.  Abbiamo parlato un po’ del più e del meno,  poi ci siamo scambiate il numero di telefono;  lei mi chiamato due giorni dopo,  ero così contenta che non stavo nella pelle fino a quando non le ho parlato di me ,  della mia vita, della mia famiglia,  i figli  ma per ultimo quando mi ha chiesto se ho anche un lavoro io le ho risposto che lavoro nell’azienda di famiglia,  e adesso essendo figlia unica e mio padre molto anziano sono diventata la titolare,  le ho detto che nonostante la pandemia noi non abbiamo sentito la crisi ecc.   Lei ha avuto una reazione molto brutta,  ha incominciato a polemizzare sui datori di lavoro che sfruttano gli operai e loro si arricchiscono.  Poi prima di accettare di incontrarci dopo la pandemia mi ha detto chiaro e tondo che la nostra conversazione sarebbe finita qui per sempre.  Preoccupata le ho chiesto che cosa avessi detto o fatto per averla resa così suscettibile,  ma sono sicura di no,  anche perché con lei ho sempre usato un tatto speciale.  Dopo tanti anni vissuti tra i banchi di scuola,  il periodo della maturità,  allora stavamo bene insieme,  la nostra amicizia era pura, e sincera,  ma ho sempre avuto molta pazienza nel portare avanti questa amicizia,  con il suo carattere, perché  nella genesi di fondo agivano sicuramente fattori collocabili alla discordia che c’era tra i suoi genitori,  per questo la perdonavo sempre ad ogni suo sgarbo;  ma adesso ha 45 anni,  non riesco proprio a capire questo suo dispiacere nel sentire che sono felice.  Io credo di essermi sbagliata su di lei:  ho portato avanti un’amicizia che da parte sua non c’è mai stata.  Tu cosa ne pensi?  Grazie!

Anche a me tempo fa successe una cosa del genere,  all’inizio ci si rimane male,  ma poi capisci che c’è qualcosa che non va perché se un’amica sta male perché sei una donna felice,  meglio dimenticare il vostro incontro e tutto quello che ti ha colpito negativamente.   Condividere un’amicizia meschina impoverisce l’animo.  Per me queste persone devono avere una cattiveria innata,  con le loro elaborazioni di pensieri futili,  perversi da schiacciare ogni cosa bella che vedono negli altri.  Per loro il concetto di felicità che potremmo definire come segno di libertà, è complicato da ipotesi di ambivalenza:  ossia di odio e di proibito,  nella   loro negatività la felicità non l’hanno mai voluta raggiungere,  e spesso sono in contraddizione con se stessi proprio per l’incapacità di essere e quello di non essere.  Comunque io credo che queste “LACUNE” insorgano nell’individuo come risposta patologica a un’infinita gamma di stimoli personali e ambientali,  in cui la famiglia ha lasciato il suo segno.  Ti auguro una vita bella! Continua a vivere felice! Ciao!

Elena  Lasagna