Settembre 2, 2022 LA NOSTRA SALUTE admin RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOVENTICINQUESIMA PARTE 02/09/2022 La acondroplasia è una malattia ereditaria? Cosa dicono le ultime notizie riportate dai corsi di aggiornamento? Grazie! Marco di Patty L’acondroplasia è ancora una malattia ereditaria, è nota anche come controdistrofia fetale dello scheletro osseo. È caratterizzata da un’alterazione patologica delle cartilagini d’accrescimento e dei processi di ossificazione. Con questa patologia le ossa restano tozze, corte, in particolare quelle degli arti, ma vengono interessate anche le ossa craniche con deformazioni tipiche della fronte e del naso. Chi ne è affetto è un falso nano, e non presenta disturbi a carico delle ghiandole a secrezione interna, né diminuzione delle capacità intellettuali. Questa affezione si trasmette spesso con carattere dominante, ma ne sono stati descritti casi apparentemente isolati. Elena Lasagna con la collaborazione di medici specialisti. Dimmi se d’ invidia si può guarire? Non ho sbagliato articolo vero? Grazie! Patty No, non abbiamo sbagliato articolo, perché ci sono due tipologie di invidia: quella neutra ossia normale e quella cattiva patologica che porta alla distruzione chi la prova e anche a chi è invidiato. Io non riesco ad immedesimarmi con chi ha questo tipo di invidia, in questa c’è odio puro una cattiveria o meglio dire una crudeltà fuori misura che sconfina poi nella patologia e a volte nell’omicidio. Quell’invidia innocua che si può provare perché vorremmo avere subito quello che magari una persona si è fatta durante tutta una vita, così senza odiare e senza pensarci troppo, da quella si può guarire. Mia nonna diceva sempre: ” ama le cose belle ma non invidiare mai nessuno con odio! ” Accanirsi contro qualcuno che ha più di noi è distruttivo! Provare ammirazione e godere del piacere degli altri, competere onestamente è costruttivo, solo così potremo vedere i nostri sogni realizzati per sempre. Elena L. 03/09/2022 Non riesco a trovare una spiegazione vera e in poche parole della “pallestesia” . Grazie! Marco di Patty Diciamo che la “pallestesia” è una forma di sensibilità vera, cioè oggettiva e anche profonda a localizzazione ossea, detta anche sensibilità “osteoperiostea, caratterizzata da un particolare senso di trepidazione quando viene appoggiato su un osso superficiale un diapason in vibrazione. Risulta alterata nelle lesioni distruttive dei cordoni e delle radici nervose posteriori, della corteccia, del centro ovale e della capsula interna. Elena L. (più stringato di così!) 07/09/2022 Che cos’è il piretogeno, non ho trovato granché. Grazie! Marco di Patty È un agente chimico o biologico, che introdotto nell’organismo provoca l’aumento della temperatura corporea. Questa proprietà è caratteristica di alcuni componenti proteici e polisaccaridici dei batteri patogeni, i quali provocano ipertermia e dilatazione dei vasi sanguigni agendo sia a livello dei centri nervosi sia a livello periferico. Sostanze pirogene si formano anche in seguito alla distruzione di germi di per sé non piretogeni. Ciò avviene ad esempio: in seguito alla sterilizzazione mediante calore di medicinali contenuti in fiale inquinate da microrganismi. La farmacopea ufficiale vieta l’immissione in commercio di medicamenti in fiale che contengono questi piretogeni e a tale proposito prescrive speciali controlli biologici da effettuare su ogni partita di prodotti in fiale e sterilizzati. Negli animali di laboratorio effetti piretogeni esercitano anche l’adrenalina e la serotonina, quando vengono applicate in alcune zone del cervello. Alcune sostanze con effetto piretogeno trovano trovano impiego in medicina per il trattamento dei disturbi vascolari periferici, per provocare almeno temporaneamente l’aumento della circolazione sanguigna in alcuni distretti vasali. Elena L. 11/09/2022 Cosa ne pensi tu della sensibilità? È in tutti gli esseri umani o in certe persone non è presente? Le persone sensibili sono più forti o più deboli? Grazie! Marco e Patty Rispondo a questa domande domani; ora sto uscendo con Linda e Robert , ciao! Buona serata anche a voi. 13/09/2022 La sensibilità è percepire attraverso stimoli di vario tipo, informazioni relative allo stato e ai cambiamenti delle condizioni interne ed anche ambientali. Dalla stimolazione dei recettori nascono questi segnali sensitivi, che in alcuni casi sono posti in organi e apparati come la vista, l’olfatto il gusto, l’udito, e in altri casi sono situati alla superficie del corpo o nella compagine degli organi recettori, presso-tattili, dolorifici, termici o propriocettori. Come ben sappiamo nei recettori periferici gli stimoli vengono trasformati in impulsi che lungo i nervi sensitivi corrono verso i centri nervosi superiori. Il riconoscimento della natura dello stimolo sensitivo avviene a livello dei centri nervosi. L’attivazione di un determinato gruppo di fibre afferenti, in qualsiasi modo venga ottenuta, determina costantemente la sessa sensazione. la sensibilità tattile, dolorifica, termica relativa alla faccia fa capo a una via afferente che ha il suo primo neurone nelle cellule gangliari del ganglio trigeminale di Gasser e il secondo neurone del nucleo sensitivo del nervo trigemino , da cui parte un fascio che sale al talamo confondendosi con il lemnisco mediale. Per quanto concerne le vie afferenti della sensibilità gustativa, è ormai noto che esse confluiscono nel nucleo del fascicolo solitario attraverso il nervo vago, il glosso faringeo e il trigemino. Poi per quel che riguarda le vie olfattorie hanno un comportamento del tutto diverso dalle altre vie afferenti. Esse raggiungono direttamente la corteccia cerebrale senza interrompersi nel talamo. Al talamo si riconosce una funzione molto importante riguardo alla sensibilità. Esso costituisce una stazione cui giungono le fibre della sensibilità generale, visiva e acustica prima di proiettarsi nelle rispettive aree sensoriali della corteccia. Nel talamo avviene una prima valutazione, approssimativa delle informazioni sensitive, specie per quanto concerne la sensibilità dolorifica. Le vie sensitive dopo la stazione talamica, fluiscono bilateralmente in un’estesa area della corteccia cerebrale, detta area sensitiva disposta nella regione posteriore alla scissura di Rolando. Le localizzazioni dell’area sensitiva sono state determinate non in base ai caratteri morfologici della corteccia, in base a procedimenti sperimentali, la stimolazione di un recettore o di una via sensitiva provoca l’insorgenza di un potenziale elettrico nella zona della corteccia che riceve la via afferente di quel recettore. Questo potenziale può essere derivato con un elettrodo posto sulla corteccia stessa o anche esternamente sulla superficie del capo. Così facendo è possibile ottenere una mappa delle localizzazioni corticali sensitive estremamente precisa, per quanto riguarda la sensibilità tattile. Poi la sensibilità ci fa sentire vivamente le emozioni, gli affetti, i sentimenti, di tutte le cose che esistono non soltanto intorno a noi ma ovunque esse siano. Ricordati sempre che le persone con una sensibilità notevole sono e saranno sempre le più forti. Elena L. 15/09/2022 Il termine “Spastico” in medicina cosa significa veramente? Grazie! Marco di Patty La parola “spastico” in anatomia e in medicina significa che è caratterizzato da uno spasmo. Oppure si può anche dire colui che è affetto da paresi spastica, in particolare a quelle dovute a encefalopatie infantili. La spasticità è una patologia caratterizzata da ipertono di uno o più muscoli. Si manifesta appunto con maggior frequenza in seguito a lesioni dei neuroni motori centrali, del sistema piramidale, irritativo di questi elementi: e sembra che sia l’espressione di uno stato irritativo di questi elementi: gli arti si presentano rigidi, resistenti alle manipolazioni passive, con scosse cloniche e riflettività profonda di notevole entità. Elena L. 16/09/2022 Il T.B.C. è l’abbravviazione di tubercolosi; mentre il T.C.D.D a che cosa corrisponde? Grazie! Marco di Patty Il TCDD (senza i puntini ) è il simbolo con cui viene indicato un composto organico, la 2,3,7,8, tetracloro-di benzo-p-diossina, che si forma a elevate temperature durante i processi di sintesi industriale di alcuni fenoli alogenati, come l’esaclorofenolo o il triclorofenolo, che si usano come diserbanti o come antiparassitari. La dose può essere letale se si arriva o addirittura si supera (DL ) è stata calcolata nella misura di 0,006 mg per k. di peso corporeo nella cavia, e di 0,115 mg/kg nei conigli. In genere si considera contaminato un terreno o un’area in cui la diossina sia contenuta in quantità superiori a 0,01 parti per milione. L’intossicato grave da TCDD accusa questi sintomi: stanchezza anoressia, nausea, disturbi gastro-enterici, ipotensione, alterazione a carico del sistema nervoso centrale e disturbi del ritmo cardiaco. Mentre i disturbi per la tossicità della diossina a concentrazioni subletali sono: l’acne, alopecia, ipertricosi, disturbi della funzionalità epatica e renale, disfunzioni tiroidee, diminuzione della capacità riproduttiva, sensibilità olfattiva, alterazioni dell’udito, ecc. Si considera che la diossina sia un potente veleno teratogeno. Elena L.
Settembre 1, 2022 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOQUARANTASEIESIMA PARTE 01/09/2022 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Ed eccoci al nuovo appuntamento di Settembre. Avete passato bene le vacanze? Spero proprio di sì, siamo tutti in ansia per tutte le cose che sono ancora campate in aria, speriamo bene! Ho visto molti volti preoccupati per la nostra attuale situazione, ma ho fiducia nella competenza di qualcuno, in qualche modo ne usciremo, anche se ci vorrebbe un miracolo! Bisogna crederci. Ho una bella novità da raccontarvi: ho contattato persone di cui ho sempre avuto grande fiducia e rispetto, e mi hanno dato il permesso di scrivere la loro storia. Una storia vera, raccapricciante, ma ha dei risvolti positivi meravigliosi che fanno di loro persone vere e di sani principi incredibili. Oggi incominciamo subito con la ricetta del giorno, voglio incominciare l’articolo con un dolce rivisitato: si tratta della torta delle rose alla crema, una delizia per grandi e piccini. TORTA DELLE ROSE ALLA CREMA Ingredienti: 100 g di burro, 100 g di zucchero, 70 g di lievito di birra, 900 g di farina tipo “00” 4 uova e un rosso, un bicchiere di latte, estratto di vaniglia, la buccia di un limone intero grattugiata. Ingredienti per la crema al rum: 100 g di burro, 150 g di zucchero a velo, mezzo bicchiere di rum per dolci. Per la crema pasticciera: un litro di latte, scorze di limone e arancia, 5 cucchiai di zucchero, sei cucchiai di amido di mais e tre tuorli. Questa torta di solito la facevo con il lievito madre, ma siccome molte di voi mi hanno detto che con il lievito madre non si trovano bene, allora ho fatto questa con il lievito di birra. Esecuzione: sciogliamo il lievito nel latte, aggiungiamo lo zucchero, il burro, la vaniglia, la buccia di limone grattugiata e la farina. Mescoliamo, amalgamiamo bene l’impasto e lasciamo riposare per un’ora a temperatura ambiente. Intanto faremo le due creme: incominciamo con la crema al rum amalgamando i tre ingredienti e cioè il burro, lo zucchero a velo e il rum ottenendo una bella cremina. Poi facciamo subito la crema pasticciera sbattendo le uova con lo zucchero, le bucce di agrumi grattugiate, i sei cucchiai di amido di mais e il latte, ( teniamone da parte un bicchiere, in caso la crema dovesse risultare troppo densa allora l’aggiungeremo alla fine) . Adesso prendiamo l’impasto e lo tiriamo con il mattarello a uno spessore di un cm e mezzo, che andremo a spennellare la superficie con la cremina al rum. Dopo di che spalmeremo metà della crema pasticciera su tutta la superficie lasciando liberi i bordi, faremo un rotolo e ne ricaveremo sei o sette pezzi di uguale misura che andremo a metterli nella teglia foderata di carta da forno unta di burro; sistemiamo i rotoli in maniera verticale e tutti uniti fra loro. Adesso lasciamo lievitare un’altra ora e poi la metteremo in forno a 180° per quaranta minuti e forse un po’ di più. Servire la torta con altra crema pasticciera o gelato. Eccola! Federica l’ho assaggiata, è una cosa divina! Grazie! Elena Arrivederci a domani con un’altra ricetta e altri articoli. 02/09/2022 Elena Un piatto di pesce? L’ho fatto con molta cura anche se in realtà al solo pensiero che venga dal mare si arriccia un po’ il naso. Ho cucinato dei filetti di cernia pastellati al forno, l’ho assaggiato, ed era davvero squisito. FILETTI DI CERNIA AL FORNO Ingredienti: filetti di cernia, succo di agrumi misti, panco, latte, sale, pepe, salvia, rosmarino, porro, uno spicchio di aglio indivia, fave, olio extra vergine d’oliva gentile, origano. Esecuzione: mettiamo i filetti di cernia a marinare nel succo di agrumi, sale, pepe, rosmarino, porro tritati, li lasciamo marinare per tre ore e poi li passeremo nel latte, nel panco, un’altra volta nel latte e ancora nel panco; li stenderemo in una teglia da forno sopra la carta spennellata di olio, poi passiamo sopra i filetti un giro di olio e lasciamo cuocere in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti circa. Nel frattempo faremo la crema di scarola e fave: facciamo cuocere le fave, le mettiamo nel mixer insieme ad un po’ di olio, sale, pepe, uno spicchio di aglio nuovo e la scarola. Quando la crema sarà pronta la verseremo nel piatto di portata e ci adageremo il pesce. Federica Questa ricetta è molto raffinata. Elena Grazie, a domani. 03/09/2022 Elena Oggi invece facciamo un buon risotto, un risotto nutriente, saporito senza ragù di carne o di pesce, all’uva moscato bianco e legumi. RISOTTO ALL’UVA MOSCATO BIANCO E LEGUMI Ingredienti: riso 300 g, mezzo porro, un grappolo di uva moscato bianco (300g circa) trecento g di piselli e ceci, sale, pepe, brandy, parmigiano grattugiato, olio extra vergine d’oliva gentile, burro, salvia due rametti di erba ruta. Esecuzione: tagliamo il porro a rondelle sottili, lo mettiamo a rosolare insieme al riso. Poi sfumiamo il tutto con mezzo bicchierino di brandy, aggiungiamo l’acqua dove abbiamo cotto i legumi e lo portiamo a metà cottura. Intanto schiacciamo l’uva, e frulliamo i legumi con olio, sale e pepe; aggiungiamo la crema di legumi al riso e dopo alcuni secondi incorporiamo il succo di uva e le foglioline di ruta. A fine cottura lo mantechiamo con un po’ di burro, una foglia di alloro, salvia infine aggiungeremo il parmigiano e il risotto è pronto da servire. Federica Dovrebbe essere squisitissimo! 04/09/2022 Elena Oggi voglio presentarvi le mie polpette di pomodori e legumi, molto buone perché piacciono anche ai bambini. POLPETTE DI LEGUMI E POMODORI Ingredienti: pomodori maturi e carnosi, fagioli borlotti, piselli o fave, un porro, basilico, prezzemolo, origano, alloro, rosmarino, salvia, sale, pepe, cubotti di provola, parmigiano, pangrattato, olio extra vergine d’oliva, rosmarino. Esecuzione: tagliamo i pomodori a pezzetti, li lasciamo scolare dal loro liquido, e nel frattempo cuoceremo i legumi. Prepariamo tutti gli ingredienti sul piano di lavoro e incominciamo a macinare i legumi nel mixer insieme al porro tagliato sottile, foglioline di basilico e prezzemolo, una foglia di alloro, sale, pepe e il parmigiano grattugiato. Spadelliamo i pomodori in poco olio, li uniamo al composto e incominciamo a formare delle polpette che imbottiremo di qualche cubotto di provola, poi le passeremo nel pangrattato e in olio a temperatura ideale, e sulla carta assorbente. Le polpette devono risultare ben sode, cucinate così sono davvero una squisitezza! Federica Le faccio subito! 05/09/2022 Elena Il piatto di oggi è un piatto classico, squisito ma io l’ho realizzato alla mia maniera. Si tratta della pappa al pomodoro. PAPPA AL POMODORO A MODO MIO Ingredienti: un kg di pomodori maturi, 200 g di conserva fresca fatta in casa, mezzo bicchiere di vino bianco, basilico, origano fresco, alloro, cumino, ginepro, scalogni e un porro, 3 hg di pane, sale, pepe, peperoncino, olio extra vergine d’oliva, parmigiano. Esecuzione: tagliamo gli scalogni, il porro, e li mettiamo a rosolare in poco olio; sfumiamo con il vino, aggiungiamo i pomodori tagliati a pezzetti e aggiungiamo anche la conserva, l’alloro, il peperoncino, poco sale, origano, cumino, ginepro, il pane raffermo tagliato a piccoli pezzi, infine il brodo vegetale. Portiamo ad ebollizione a fuoco alto, poi abbassiamo la fiamma e facciamo sobbollire la zuppa per almeno un’ora e mezza. Prima di impiattare mettiamo il pepe e aggiustiamo di sale. Poi serviamo la pappa al pomodoro con abbondante parmigiano. Federica Io l’ho già rifatta e ti dico sinceramente che non ho mai mangiato una pappa al pomodoro così squisita. Elena Grazie! 06/09/2022 Elena Benedette le uova! Sono così versatili, nutrienti, a loro non manca nulla perché sono un alimento completo; però non bisogna esagerare. Ogni tanto faccio una buona frittata, sempre diversa e gustosa, oggi presento quella ai funghi porcini: una delizia per grandi e piccini. FRITTATA AI FUNGHI PORCINI Ingredienti: uova, parmigiano (due cucchiai a persona, porro, funghi porcini trifolati, sale, pepe, olio extra vergine d’oliva gentile. Per i funghi trifolati: olio, sale, pepe, vino bianco, aglio, prezzemolo, alloro e un mestolo di brodo. Per il contorno: indivie miste, pomodori, cetrioli cipolle bianche, vinaigrette. Esecuzione: incominciamo con i funghi, li spazzoliamo bene, poi li laviamo e li asciughiamo, li tagliamo a pezzetti e li mettiamo in padella dove abbiamo prima fatto soffriggere uno spicchio di aglio, poi mettiamo i funghi, facciamo sfumare col vino, lasciamo evaporare, aggiungiamo il brodo e lasciamo cuocere per alcuni minuti. Li saliamo e pepiamo al punto giusto. Sbattiamo le uova, incorporiamo il parmigiano, i porri tagliati a rondelle sottili e fatti passare in padella in poco olio, e i funghi; mescoliamo bene la frittata, la vuotiamo in padella con un filo di olio, la copriamo e quando sarà pronta va girata formando una mezza luna poi la cuoceremo dall’altra parte e il gioco è fatto. Federica Fatta così è buonissima! 07/09/2022 Elena Ho provato a fare un gelato leggero con meno panna, alla pesca bianca e ai fichi; una vera delizia davvero! GELATO ALLE PESCHE BIANCHE E AI FICHI Ingredienti: 120 g di zucchero, 250 g di panna liquida, 250 g di succo e polpa di pesche e fichi, una stecca di vaniglia, fichi caramellati per la decorazione. Esecuzione: accendiamo la gelatiera, intanto mettiamo la frutta nel mixer, la frulliamo ma non troppo perché dovranno veders i pezzettini, poi scaldiamola panna con lo zucchero, e la vaniglia, non deve bollire. Una volta raffreddata incorporiamo il succo e la frutta, mescoliamo bene e versiamo il tutto nella gelatiera in pressione; dopo venticinque minuti o mezz’ora al massimo il gelato sarà pronto da gustare. ( Per un risultato di una migliore solidità, posare il gelato nell’abbattitore o freezer per 15 minuti prima del consumo. Io non l’ho fatto e il gelato si stava quasi squagliando). Federica Io lo mangio prima di sicuro, è una cosa inebriante: il sapore della pesca bianca con la dolcezza naturale dei fichi, ne mangerei mille! Elena Golosissima sei! E anche questo articolo di ricette di cucina è terminato. Ci ritroviamo al prossimo. Ciao!
Settembre 1, 2022 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOQUARANTASEIESIMA PARTE 01/09/2022 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Ed eccoci al nuovo appuntamento di Settembre. Avete passato bene le vacanze? Spero proprio di sì, siamo tutti in ansia per tutte le cose che sono ancora campate in aria, speriamo bene! Ho visto molti volti preoccupati per la nostra attuale situazione, ma ho fiducia nella competenza di qualcuno, in qualche modo ne usciremo, anche se ci vorrebbe un miracolo! Bisogna crederci. Ho una bella novità da raccontarvi: ho contattato persone di cui ho sempre avuto grande fiducia e rispetto, e mi hanno dato il permesso di scrivere la loro storia. Una storia vera, raccapricciante, ma ha dei risvolti positivi meravigliosi che fanno di loro persone vere e di sani principi incredibili. Oggi incominciamo subito con la ricetta del giorno, voglio incominciare l’articolo con un dolce rivisitato: si tratta della torta delle rose alla crema, una delizia per grandi e piccini. TORTA DELLE ROSE ALLA CREMA Ingredienti: 100 g di burro, 100 g di zucchero, 70 g di lievito di birra, 900 g di farina tipo “00” 4 uova e un rosso, un bicchiere di latte, estratto di vaniglia, la buccia di un limone intero grattugiata. Ingredienti per la crema al rum: 100 g di burro, 150 g di zucchero a velo, mezzo bicchiere di rum per dolci. Per la crema pasticciera: un litro di latte, scorze di limone e arancia, 5 cucchiai di zucchero, sei cucchiai di amido di mais e tre tuorli. Questa torta di solito la facevo con il lievito madre, ma siccome molte di voi mi hanno detto che con il lievito madre non si trovano bene, allora ho fatto questa con il lievito di birra. Esecuzione: sciogliamo il lievito nel latte, aggiungiamo lo zucchero, il burro, la vaniglia, la buccia di limone grattugiata e la farina. Mescoliamo, amalgamiamo bene l’impasto e lasciamo riposare per un’ora a temperatura ambiente. Intanto faremo le due creme: incominciamo con la crema al rum amalgamando i tre ingredienti e cioè il burro, lo zucchero a velo e il rum ottenendo una bella cremina. Poi facciamo subito la crema pasticciera sbattendo le uova con lo zucchero, le bucce di agrumi grattugiate, i sei cucchiai di amido di mais e il latte, ( teniamone da parte un bicchiere, in caso la crema dovesse risultare troppo densa allora l’aggiungeremo alla fine) . Adesso prendiamo l’impasto e lo tiriamo con il mattarello a uno spessore di un cm e mezzo, che andremo a spennellare la superficie con la cremina al rum. Dopo di che spalmeremo metà della crema pasticciera su tutta la superficie lasciando liberi i bordi, faremo un rotolo e ne ricaveremo sei o sette pezzi di uguale misura che andremo a metterli nella teglia foderata di carta da forno unta di burro; sistemiamo i rotoli in maniera verticale e tutti uniti fra loro. Adesso lasciamo lievitare un’altra ora e poi la metteremo in forno a 180° per quaranta minuti e forse un po’ di più. Servire la torta con altra crema pasticciera o gelato. Eccola! Federica l’ho assaggiata, è una cosa divina! Grazie! Elena Arrivederci a domani con un’altra ricetta e altri articoli. 02/09/2022 Elena Un piatto di pesce? L’ho fatto con molta cura anche se in realtà al solo pensiero che venga dal mare si arriccia un po’ il naso. Ho cucinato dei filetti di cernia pastellati al forno, l’ho assaggiato, ed era davvero squisito. FILETTI DI CERNIA AL FORNO Ingredienti: filetti di cernia, succo di agrumi misti, panco, latte, sale, pepe, salvia, rosmarino, porro, uno spicchio di aglio indivia, fave, olio extra vergine d’oliva gentile, origano. Esecuzione: mettiamo i filetti di cernia a marinare nel succo di agrumi, sale, pepe, rosmarino, porro tritati, li lasciamo marinare per tre ore e poi li passeremo nel latte, nel panco, un’altra volta nel latte e ancora nel panco; li stenderemo in una teglia da forno sopra la carta spennellata di olio, poi passiamo sopra i filetti un giro di olio e lasciamo cuocere in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti circa. Nel frattempo faremo la crema di scarola e fave: facciamo cuocere le fave, le mettiamo nel mixer insieme ad un po’ di olio, sale, pepe, uno spicchio di aglio nuovo e la scarola. Quando la crema sarà pronta la verseremo nel piatto di portata e ci adageremo il pesce. Federica Questa ricetta è molto raffinata. Elena Grazie, a domani. 03/09/2022 Elena Oggi invece facciamo un buon risotto, un risotto nutriente, saporito senza ragù di carne o di pesce, all’uva moscato bianco e legumi. RISOTTO ALL’UVA MOSCATO BIANCO E LEGUMI Ingredienti: riso 300 g, mezzo porro, un grappolo di uva moscato bianco (300g circa) trecento g di piselli e ceci, sale, pepe, brandy, parmigiano grattugiato, olio extra vergine d’oliva gentile, burro, salvia due rametti di erba ruta. Esecuzione: tagliamo il porro a rondelle sottili, lo mettiamo a rosolare insieme al riso. Poi sfumiamo il tutto con mezzo bicchierino di brandy, aggiungiamo l’acqua dove abbiamo cotto i legumi e lo portiamo a metà cottura. Intanto schiacciamo l’uva, e frulliamo i legumi con olio, sale e pepe; aggiungiamo la crema di legumi al riso e dopo alcuni secondi incorporiamo il succo di uva e le foglioline di ruta. A fine cottura lo mantechiamo con un po’ di burro, una foglia di alloro, salvia infine aggiungeremo il parmigiano e il risotto è pronto da servire. Federica Dovrebbe essere squisitissimo! 04/09/2022 Elena Oggi voglio presentarvi le mie polpette di pomodori e legumi, molto buone perché piacciono anche ai bambini. POLPETTE DI LEGUMI E POMODORI Ingredienti: pomodori maturi e carnosi, fagioli borlotti, piselli o fave, un porro, basilico, prezzemolo, origano, alloro, rosmarino, salvia, sale, pepe, cubotti di provola, parmigiano, pangrattato, olio extra vergine d’oliva, rosmarino. Esecuzione: tagliamo i pomodori a pezzetti, li lasciamo scolare dal loro liquido, e nel frattempo cuoceremo i legumi. Prepariamo tutti gli ingredienti sul piano di lavoro e incominciamo a macinare i legumi nel mixer insieme al porro tagliato sottile, foglioline di basilico e prezzemolo, una foglia di alloro, sale, pepe e il parmigiano grattugiato. Spadelliamo i pomodori in poco olio, li uniamo al composto e incominciamo a formare delle polpette che imbottiremo di qualche cubotto di provola, poi le passeremo nel pangrattato e in olio a temperatura ideale, e sulla carta assorbente. Le polpette devono risultare ben sode, cucinate così sono davvero una squisitezza! Federica Le faccio subito! 05/09/2022 Elena Il piatto di oggi è un piatto classico, squisito ma io l’ho realizzato alla mia maniera. Si tratta della pappa al pomodoro. PAPPA AL POMODORO A MODO MIO Ingredienti: un kg di pomodori maturi, 200 g di conserva fresca fatta in casa, mezzo bicchiere di vino bianco, basilico, origano fresco, alloro, cumino, ginepro, scalogni e un porro, 3 hg di pane, sale, pepe, peperoncino, olio extra vergine d’oliva, parmigiano. Esecuzione: tagliamo gli scalogni, il porro, e li mettiamo a rosolare in poco olio; sfumiamo con il vino, aggiungiamo i pomodori tagliati a pezzetti e aggiungiamo anche la conserva, l’alloro, il peperoncino, poco sale, origano, cumino, ginepro, il pane raffermo tagliato a piccoli pezzi, infine il brodo vegetale. Portiamo ad ebollizione a fuoco alto, poi abbassiamo la fiamma e facciamo sobbollire la zuppa per almeno un’ora e mezza. Prima di impiattare mettiamo il pepe e aggiustiamo di sale. Poi serviamo la pappa al pomodoro con abbondante parmigiano. Federica Io l’ho già rifatta e ti dico sinceramente che non ho mai mangiato una pappa al pomodoro così squisita. Elena Grazie! 06/09/2022 Elena Benedette le uova! Sono così versatili, nutrienti, a loro non manca nulla perché sono un alimento completo; però non bisogna esagerare. Ogni tanto faccio una buona frittata, sempre diversa e gustosa, oggi presento quella ai funghi porcini: una delizia per grandi e piccini. FRITTATA AI FUNGHI PORCINI Ingredienti: uova, parmigiano (due cucchiai a persona, porro, funghi porcini trifolati, sale, pepe, olio extra vergine d’oliva gentile. Per i funghi trifolati: olio, sale, pepe, vino bianco, aglio, prezzemolo, alloro e un mestolo di brodo. Per il contorno: indivie miste, pomodori, cetrioli cipolle bianche, vinaigrette. Esecuzione: incominciamo con i funghi, li spazzoliamo bene, poi li laviamo e li asciughiamo, li tagliamo a pezzetti e li mettiamo in padella dove abbiamo prima fatto soffriggere uno spicchio di aglio, poi mettiamo i funghi, facciamo sfumare col vino, lasciamo evaporare, aggiungiamo il brodo e lasciamo cuocere per alcuni minuti. Li saliamo e pepiamo al punto giusto. Sbattiamo le uova, incorporiamo il parmigiano, i porri tagliati a rondelle sottili e fatti passare in padella in poco olio, e i funghi; mescoliamo bene la frittata, la vuotiamo in padella con un filo di olio, la copriamo e quando sarà pronta va girata formando una mezza luna poi la cuoceremo dall’altra parte e il gioco è fatto. Federica Fatta così è buonissima! 07/09/2022 Elena Ho provato a fare un gelato leggero con meno panna, alla pesca bianca e ai fichi; una vera delizia davvero! GELATO ALLE PESCHE BIANCHE E AI FICHI Ingredienti: 120 g di zucchero, 250 g di panna liquida, 250 g di succo e polpa di pesche e fichi, una stecca di vaniglia, fichi caramellati per la decorazione. Esecuzione: accendiamo la gelatiera, intanto mettiamo la frutta nel mixer, la frulliamo ma non troppo perché dovranno veders i pezzettini, poi scaldiamola panna con lo zucchero, e la vaniglia, non deve bollire. Una volta raffreddata incorporiamo il succo e la frutta, mescoliamo bene e versiamo il tutto nella gelatiera in pressione; dopo venticinque minuti o mezz’ora al massimo il gelato sarà pronto da gustare. ( Per un risultato di una migliore solidità, posare il gelato nell’abbattitore o freezer per 15 minuti prima del consumo. Io non l’ho fatto e il gelato si stava quasi squagliando). Federica Io lo mangio prima di sicuro, è una cosa inebriante: il sapore della pesca bianca con la dolcezza naturale dei fichi, ne mangerei mille! Elena Golosissima sei! E anche questo articolo di ricette di cucina è terminato. Ci ritroviamo al prossimo. Ciao!