Settembre 2, 2022 admin LA NOSTRA SALUTE RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOVENTICINQUESIMA PARTE 02/09/2022 La acondroplasia è una malattia ereditaria? Cosa dicono le ultime notizie riportate dai corsi di aggiornamento? Grazie! Marco di Patty L’acondroplasia è ancora una malattia ereditaria, è nota anche come controdistrofia fetale dello scheletro osseo. È caratterizzata da un’alterazione patologica delle cartilagini d’accrescimento e dei processi di ossificazione. Con questa patologia le ossa restano tozze, corte, in particolare quelle degli arti, ma vengono interessate anche le ossa craniche con deformazioni tipiche della fronte e del naso. Chi ne è affetto è un falso nano, e non presenta disturbi a carico delle ghiandole a secrezione interna, né diminuzione delle capacità intellettuali. Questa affezione si trasmette spesso con carattere dominante, ma ne sono stati descritti casi apparentemente isolati. Elena Lasagna con la collaborazione di medici specialisti. Dimmi se d’ invidia si può guarire? Non ho sbagliato articolo vero? Grazie! Patty No, non abbiamo sbagliato articolo, perché ci sono due tipologie di invidia: quella neutra ossia normale e quella cattiva patologica che porta alla distruzione chi la prova e anche a chi è invidiato. Io non riesco ad immedesimarmi con chi ha questo tipo di invidia, in questa c’è odio puro una cattiveria o meglio dire una crudeltà fuori misura che sconfina poi nella patologia e a volte nell’omicidio. Quell’invidia innocua che si può provare perché vorremmo avere subito quello che magari una persona si è fatta durante tutta una vita, così senza odiare e senza pensarci troppo, da quella si può guarire. Mia nonna diceva sempre: ” ama le cose belle ma non invidiare mai nessuno con odio! ” Accanirsi contro qualcuno che ha più di noi è distruttivo! Provare ammirazione e godere del piacere degli altri, competere onestamente è costruttivo, solo così potremo vedere i nostri sogni realizzati per sempre. Elena L. 03/09/2022 Non riesco a trovare una spiegazione vera e in poche parole della “pallestesia” . Grazie! Marco di Patty Diciamo che la “pallestesia” è una forma di sensibilità vera, cioè oggettiva e anche profonda a localizzazione ossea, detta anche sensibilità “osteoperiostea, caratterizzata da un particolare senso di trepidazione quando viene appoggiato su un osso superficiale un diapason in vibrazione. Risulta alterata nelle lesioni distruttive dei cordoni e delle radici nervose posteriori, della corteccia, del centro ovale e della capsula interna. Elena L. (più stringato di così!) 07/09/2022 Che cos’è il piretogeno, non ho trovato granché. Grazie! Marco di Patty È un agente chimico o biologico, che introdotto nell’organismo provoca l’aumento della temperatura corporea. Questa proprietà è caratteristica di alcuni componenti proteici e polisaccaridici dei batteri patogeni, i quali provocano ipertermia e dilatazione dei vasi sanguigni agendo sia a livello dei centri nervosi sia a livello periferico. Sostanze pirogene si formano anche in seguito alla distruzione di germi di per sé non piretogeni. Ciò avviene ad esempio: in seguito alla sterilizzazione mediante calore di medicinali contenuti in fiale inquinate da microrganismi. La farmacopea ufficiale vieta l’immissione in commercio di medicamenti in fiale che contengono questi piretogeni e a tale proposito prescrive speciali controlli biologici da effettuare su ogni partita di prodotti in fiale e sterilizzati. Negli animali di laboratorio effetti piretogeni esercitano anche l’adrenalina e la serotonina, quando vengono applicate in alcune zone del cervello. Alcune sostanze con effetto piretogeno trovano trovano impiego in medicina per il trattamento dei disturbi vascolari periferici, per provocare almeno temporaneamente l’aumento della circolazione sanguigna in alcuni distretti vasali. Elena L. 11/09/2022 Cosa ne pensi tu della sensibilità? È in tutti gli esseri umani o in certe persone non è presente? Le persone sensibili sono più forti o più deboli? Grazie! Marco e Patty Rispondo a questa domande domani; ora sto uscendo con Linda e Robert , ciao! Buona serata anche a voi. 13/09/2022 La sensibilità è percepire attraverso stimoli di vario tipo, informazioni relative allo stato e ai cambiamenti delle condizioni interne ed anche ambientali. Dalla stimolazione dei recettori nascono questi segnali sensitivi, che in alcuni casi sono posti in organi e apparati come la vista, l’olfatto il gusto, l’udito, e in altri casi sono situati alla superficie del corpo o nella compagine degli organi recettori, presso-tattili, dolorifici, termici o propriocettori. Come ben sappiamo nei recettori periferici gli stimoli vengono trasformati in impulsi che lungo i nervi sensitivi corrono verso i centri nervosi superiori. Il riconoscimento della natura dello stimolo sensitivo avviene a livello dei centri nervosi. L’attivazione di un determinato gruppo di fibre afferenti, in qualsiasi modo venga ottenuta, determina costantemente la sessa sensazione. la sensibilità tattile, dolorifica, termica relativa alla faccia fa capo a una via afferente che ha il suo primo neurone nelle cellule gangliari del ganglio trigeminale di Gasser e il secondo neurone del nucleo sensitivo del nervo trigemino , da cui parte un fascio che sale al talamo confondendosi con il lemnisco mediale. Per quanto concerne le vie afferenti della sensibilità gustativa, è ormai noto che esse confluiscono nel nucleo del fascicolo solitario attraverso il nervo vago, il glosso faringeo e il trigemino. Poi per quel che riguarda le vie olfattorie hanno un comportamento del tutto diverso dalle altre vie afferenti. Esse raggiungono direttamente la corteccia cerebrale senza interrompersi nel talamo. Al talamo si riconosce una funzione molto importante riguardo alla sensibilità. Esso costituisce una stazione cui giungono le fibre della sensibilità generale, visiva e acustica prima di proiettarsi nelle rispettive aree sensoriali della corteccia. Nel talamo avviene una prima valutazione, approssimativa delle informazioni sensitive, specie per quanto concerne la sensibilità dolorifica. Le vie sensitive dopo la stazione talamica, fluiscono bilateralmente in un’estesa area della corteccia cerebrale, detta area sensitiva disposta nella regione posteriore alla scissura di Rolando. Le localizzazioni dell’area sensitiva sono state determinate non in base ai caratteri morfologici della corteccia, in base a procedimenti sperimentali, la stimolazione di un recettore o di una via sensitiva provoca l’insorgenza di un potenziale elettrico nella zona della corteccia che riceve la via afferente di quel recettore. Questo potenziale può essere derivato con un elettrodo posto sulla corteccia stessa o anche esternamente sulla superficie del capo. Così facendo è possibile ottenere una mappa delle localizzazioni corticali sensitive estremamente precisa, per quanto riguarda la sensibilità tattile. Poi la sensibilità ci fa sentire vivamente le emozioni, gli affetti, i sentimenti, di tutte le cose che esistono non soltanto intorno a noi ma ovunque esse siano. Ricordati sempre che le persone con una sensibilità notevole sono e saranno sempre le più forti. Elena L. 15/09/2022 Il termine “Spastico” in medicina cosa significa veramente? Grazie! Marco di Patty La parola “spastico” in anatomia e in medicina significa che è caratterizzato da uno spasmo. Oppure si può anche dire colui che è affetto da paresi spastica, in particolare a quelle dovute a encefalopatie infantili. La spasticità è una patologia caratterizzata da ipertono di uno o più muscoli. Si manifesta appunto con maggior frequenza in seguito a lesioni dei neuroni motori centrali, del sistema piramidale, irritativo di questi elementi: e sembra che sia l’espressione di uno stato irritativo di questi elementi: gli arti si presentano rigidi, resistenti alle manipolazioni passive, con scosse cloniche e riflettività profonda di notevole entità. Elena L. 16/09/2022 Il T.B.C. è l’abbravviazione di tubercolosi; mentre il T.C.D.D a che cosa corrisponde? Grazie! Marco di Patty Il TCDD (senza i puntini ) è il simbolo con cui viene indicato un composto organico, la 2,3,7,8, tetracloro-di benzo-p-diossina, che si forma a elevate temperature durante i processi di sintesi industriale di alcuni fenoli alogenati, come l’esaclorofenolo o il triclorofenolo, che si usano come diserbanti o come antiparassitari. La dose può essere letale se si arriva o addirittura si supera (DL ) è stata calcolata nella misura di 0,006 mg per k. di peso corporeo nella cavia, e di 0,115 mg/kg nei conigli. In genere si considera contaminato un terreno o un’area in cui la diossina sia contenuta in quantità superiori a 0,01 parti per milione. L’intossicato grave da TCDD accusa questi sintomi: stanchezza anoressia, nausea, disturbi gastro-enterici, ipotensione, alterazione a carico del sistema nervoso centrale e disturbi del ritmo cardiaco. Mentre i disturbi per la tossicità della diossina a concentrazioni subletali sono: l’acne, alopecia, ipertricosi, disturbi della funzionalità epatica e renale, disfunzioni tiroidee, diminuzione della capacità riproduttiva, sensibilità olfattiva, alterazioni dell’udito, ecc. Si considera che la diossina sia un potente veleno teratogeno. Elena L.