GLI ORGANI SOTTOCUTANEI

13/05/2013

GLI  ORGANI  SOTTOCUTANEI

LE  GHIANDOLE

Le ghiandole si dividono in ghiandole  ESOCRINE   ghiandole ENDOCRINE e ghiandole MISTE.

LE  GHIANDOLE  ESOCRINE

Queste ghiandole sono provviste di un canale secretore dove  secernono dei secreti che fuoriescono dalla pelle o in una cavità naturale del nostro corpo.

Esse sono:

LE  GHIANDOLE  SUDORIPARE   che sono disposte su tutta la superficie cutanea e sboccano all’esterno mediante i fori chiamati follicoli sudoripari comunemente chiamati ” pori “. Le troviamo particolarmente numerose sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi ecc. Le funzioni più importanti di tali ghiandole sono quelle di regolare la temperatura del corpo e di eliminare le scorie metaboliche. La secrezione di queste ghiandole si chiama sudore ed è costituito da una percentuale del 95% di acqua e di sali minerali.

LE  GHIANDOLE  SEBACEE   sono disposte su tutta la superficie del corpo, tranne che sul palmo della mano e sulla pianta dei piedi. Normalmente ogni ghiandola sebacea sbocca in un follicolo pilifero. Il secreto delle ghiandole sebacee si chiama sebo ed è ricco di sostanze grasse. Ha un’altra funzione protettiva della pelle, rendendola impermeabile, elastica e morbida.

Lo scarso funzionamento di queste ghiandole degenera ed avvizzisce la pelle anzi tempo; un eccesso di produzione come abbiamo già visto genera la seborrea grassa.

Le ghiandole lacrimali secernano l’umore lacrimale che lubrifica e deterge il bulbo oculare.

Le ghiandole salivari secernano la saliva.

Il fegato

Il fegato è la più grossa ghiandola esocrina, secerne la bile e provvede al metabolismo di tutte le sostanze. È situata nell’ipocondrio destro sotto al diaframma; vi si riconoscono un lobo destro ed uno sinistro delineati da un solco antero-posteriore presente sulla faccia superiore; altri due solchi paralleli, detti fosse sagittali, sono incisi sulla faccia inferiore e, riuniti da un terzo solco trasverso , disegnano una   H   che isola due lobi secondari : Il lobo quadrato ed il lobo caudato di Spigelio. Il solco trasverso corrisponde all’ilo del fegato: vi entrano la vena porta e l’arteria epatica, mentre ne fuoriescono i dotti biliari. L’organo è rivestito da una sorta di membrana fibrosa,  detta capsula  di  Glisson ed è quasi interamente avvolto dal peritoneo. Al microscopio appare formato da numerosi lobuli piramidali costruiti intorno ad una vena centrale ( vena centrolobulare ), dalla quale si diramano radialmente tanti cordoni di cellule epiteliali; tra questi cordoni corrono dei capillari sinusoidali che confluiscono nella vena centrale, capillari che prendono origine dai rami della porta disposti in fitta rete intorno ai lobuli. Tra i cordoni epiteliali sono scavati anche dei canali  ( canali biliari ), origine dei dotti biliari che corrono insieme ai vasi portali tra lobulo e lobulo. Le vene centrolobulari confluiscono in vasi  sempre più grandi che formano alla fine le vene sopraepatiche.  Anche i vasi biliari si riuniscono in dotti di calibro progressivamente maggiore che terminano in due canali, uno per il lobo destro e l’altro per il lobo sinistro; questi si fondono in un unico dotto epatico che corre nel piccolo omento fino al duodeno e prende il nome di dotto   coledoeo   dopo la confluenza del dotto cistico proveniente dalla cistifellea o colecisti. Quest’ultima è costituita da un sacchetto piriforme, situato nella parte anteriore della fossa sagittale destra del fegato; svolge la funzione di serbatoio della bile, che le giunge  attraverso il dotto cistico e per lo stesso dotto si riversa nel coledoco.

Il pancreas

È un’alta grossa ghiandola a secrezione mista e cioe è a secrezione endocrina ed esocrina.

Le isole del  Langerhans nel pancreas: il pancreas è un organo che si trova nell’ansa del duodeno ed ha una forma di lingua di cane.

 Questa grossa ghiandola allungata dietro lo stomaco, dal quale la separa una cavità formata dalla riflessione del peritoneo,  è incastrata con la sua estremità più larga,  la testa  nella C disegnata dal duodeno ; l’estremità sinistra, o coda raggiunge la milza.  Si tratta di una ghiandola acinosa composta, simile alle salivari; il suo secreto ricco di fermenti digestivi, si riversa nel duodeno attraverso un dotto superiore o di  Santorini  ed uno inferiore, più importante, detto  di  Wirsung.  Nel parenchima pancreatico, e soprattutto nel corpo e nella coda, si rinvengono le isole di Langerhans.

 La maggior parte di questa ghiandola è esocrina e secerne degli enzimi, sostanza necessaria per la digestione dei cibi.

La parte endocrina è costituita dalle isole del  Langerhans ( costituite da piccole formazioni disseminate nel tessuto pancreatico ). Secernano un ormone detto insulina, una deficienza del quale provoca il diabete.

L’APPARATO  ESCRETORE  ED  ESCREZIONE

Se da una parte, per le necessità costruttive e di rifornimento energetico dell’organismo vivente, occorre l’apporto continuo di sostanze chimiche organiche, di sali organici e di acqua, dall’altra parte occorre eliminare dell’eccesso di acqua, di sali e di combustione delle sostanze chimiche organiche, cioè dei cosiddetti prodotti di rifiuto che si formano in seguito all’usura ed al funzionamento dell’organismo.  Quest’ultima funzione prende il nome di escrezione e gli organi ed apparati che la attuano prendono il nome di organi e apparati escretori.

L’apparato  escretore più importante,  nella massima parte   superiore è l’emuntorio renale. Anche se sostanze di rifiuto, quali i pigmenti biliari, vengono eliminati, con la bile, attraverso l’intestino, il massimo lavoro di escrezione è svolto dall’apparato  RENALE.  L’apparato renale è costituito da due organi, i reni ed il loro prodotto di escrezione è l’urina. Il funzionamento di questi organi è molto complesso, come lo è la loro struttura anatomica. I due reni sono posti ai lati  delle ultime vertebre dorsali e delle prime lombari. Hanno la caratteristica  forma a fagiolo, grandi ciascuno circa quanto un pugno,  situati fuori dalla cavità peritoneale, in quanto la sierosa passa sopra la loro faccia anteriore e li fissa alla parete posteriore dell’addome, ai lati della colonna vertebrale, all’altezza dell’ultima vertebra toracica e della prima lombare. Sono separati tra loro da due grossi vasi, l’aorta discendente, che fornisce loro le arterie renali, e la vena cava inferiore in cui si gettano le vene renali. Verso tali vasi è infatti rivolta la parte concava o ilo,  di ciascun rene e attraverso  l’ilo entrano ed escono i detti vasi. Dall’ilo sporge anche il bacinetto, o pelvi renale, formazione cava a forma d’imbuto che risulta dalla confluenza dei calici renali  e che  si continua verso il basso con l’uretere, lungo tubo muscolo-membranoso, per mezzo del quale l’urina, continuamente prodotta dal rene, viene convogliata alla vescica urinaria situata nel bacino. La vescica urinaria infine comunica con l’esterno per mezzo di un condotto,  l’uretra, il condotto che porta all’esterno l’urina ; nel maschio dopo aver attraversato la prostata a livello della quale presenta un rilievo lungitudinale con gli orifici dei dotti eiaculatori, percorre l’asta per sboccare sulle estremità del glande; nella donna l’uretra è corta e si apre nella parte anteriore del vestibolo vaginale. A livello della porzione pelvica nella donna e di quella prostatica nell’uomo, l’uretra è circondata da uno sfintere esterno striato da uno sfintere interno di muscolatura liscia.

I reni sono organi di struttura ghiandolare e, sezionandone uno, si vede chiaramente, anche ad occhio nudo, la seguente costituzione :  esternamente vi è una capsula fibrosa; verso l’interno si succedono una zona corticale continua, una serie di piramidi in direzione dei cui apici sporgenti ( papille e diretti verso l’ilo decorrono fasci di tubi collettori, attraverso i quali l’urina gocciola nei calici di cui si è detto. Nei preparati microscopici si osserva che la sostanza corticale e le piramidi sono formate dal parenchima renale, costituito dai nefroni o unità funzionali. Nell’uomo, in ciascun rene, sono contenute circa un milione di tali unità funzionali. Ciascun nefrone a sua volta, consta di due parti distinte:  il glomerulo di Malpighi e il tubolo contorto, di natura epiteliale. Parecchi nefroni sboccano con i loro tuboli contorti in un tubolo collettore che termina nel bacinetto renale, lungo dove si versano, tutti i tuboli collettori. Il tubolo contorto del nefrone si divide in due parti, una vicina al glomerulo  ( tubolo prossimale ) ed una vicino al tubolo collettore (  tubolo distale ), separate tra di loro da un tratto ad  U  con due lunghe branche rettilinee detto  ansa di  Henle, il cui epitelio è più basso che nel tubolo contorto. Mentre i glomeruli e i tuboli contorti sono situati nella zona più esterna del rene ( zona corticale ), le anse e i tuboli collettori si trovano nella zona più interna che confina con il bacinetto renale.

Il glomerulo renale che sarebbe più corretto chiamare  Corpuscolo renale essendo il glomerulo o gomitolo solo la sua parte vascolare. È un tipico organo di filtrazione. È costituito dall’estremità del tubolo renale, allargata a coppa, e da un gomitolo di capillari sanguigni, nel cui interno circola sangue arterioso ad una pressione di 60-70 mm hg. A dividere i due ambienti, quello sanguigno e quello tubolare, c’è il vero e proprio filtro rappresentato, oltre che dalle pareti capillari, da un foglietto di epitelio sottile che avvolge i capillari come in un sacchetto e che si continua con l’estremità a coppa del tubolo ( capsula di  Bowmann ).  Continua nell’articolo le ghiandole esocrine , endocrine  e miste.

LE RICETTE DI CASA MIA SETTANTOTTESIMA PARTE

10/05/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA  Ieri ho testato un nuovo dolce per la colazione di grandi e piccini, è la torta ai semi di zucca, è davvero buonissima!

TORTA  AI  SEMI  DI  ZUCCA

torta ai semini di zuccz

Ingredienti: 300 g di farina, 200 g di amido di mais, 200 g di zucchero, 80 g di amaretti, mezzo bicchiere di latte, una bustina di lievito per dolci,un limone non trattato, un uovo intero e due tuorli, ( in cucina usare sempre limoni non trattati ) 120 g di semi di zucca tostati, 1oo g di olio di mais, vaniglia, zucchero profumato alla vaniglia.

Esecuzione : facciamo sciogliere lo zucchero con le uova, uniamo l’olio a filo, aggiungeremo poi la buccia grattugiata del limone ed anche tutto il succo, e sempre mescolando uniamo il latte e due cucchiai di liquore all’amaretto. Ora misceliamo le due farine, gli amaretti sbriciolati e i semi di zucca tagliati al mortaio e adagio incorporiamo agli altri ingredienti , infine il lievito. L’impasto deve essere omogeneo non troppo solido né troppo liquido. Mettere in forno a 170 g° per 4o min ; trascorso il tempo controllare la cottura con un filo di acciaio , sfornare, una volta raffreddato il dolce cospargeremo un filo di zucchero a velo. Questa torta è adatta molto per la colazione dei bambini in quanto contiene i semi di zucca : la loro prerogativa medicamentosa è quella di essere vermifughi, specifici contro la tenia o il verme solitario Questa proprietà è dovuta ad un amminoacido, al cucurbitina, che paralizza il verme e ne provoca il distacco dalla parete intestinale. Non ha controindicazioni.

FEDERICA   Quindi, oltre ad essere una torta squisita è anche molto salutare. Anche questa la devo proprio fare ! A te un po’ di musica ti farà più che bene. Ti onoro dei Camaleonti con ” Io Per Lei “, ciao a domani!

11/05/2013

ELENA   Non sono puntuale ma ci sono, e sono qui con una ricetta strepitosa!  Anzi due: sono rotoli ovvero involtini grandi farciti di carne o pesce. Mi spiego meglio dettandoti le ricette. La prima è a base di pesce, mentre la seconda a base di carne.

INVOLTINO  GRANDE  DI  PESCE

Ingredienti : baccalà 500 g circa, cozze, alici, rana pescatrice trecento g di polpa, e filetti di s.pietro. Pane grattugiato fine, olio extra vergine d’oliva, sale e pepe, peperoncino, origano, prezzemolo, scalogno oppure aglio, timo, rosmarino e salvia per le patate al forno.

Esecuzione : dopo avere dissalato il baccalà sciacquarlo bene, asciugarlo con un panno pulito. Intanto cucinare le cozze nella maniera tradizionale, cuocere a vapore il san pietro e la rana pescatrice, scottare le alici in forno. Ora faremo un trito di scalogno, prezzemolo, timo, origano pepiamo , sale q.b. e mettiamo il peperoncino. Poi, prendiamo il pane grattugiato, lo incorporiamo alle erbe, mescoliamo per amalgamare bene il tutto. Infine passiamo il baccalà nella farcia e la rimanente farcia la aggiungeremo al pesce che abbiamo tritato al mortaio , poi uniremo anche le cozze intere ,ovviamente prive del guscio. Adesso stendiamo il composto saporito sopra il baccalà e faremo un rotolo, lo pennelleremo con l’olio , infine metteremo sopra ancora un po’ di erbe per aromatizzarlo bene. Spruzzare con il vino bianco e mettere in forno a 180 g° per circa 20 min. Nel frattempo prepareremo le patate le tagliamo a tocchetti, le sbollentiamo , poi andranno nella teglia  sopra la carta da forno. cospargere rosmarino e salvia e quando toglieremo il pesce inforneremo le patatine. Dovranno essere cotte al punto  giusto : morbide dentro e croccanti fuori. Quando avremo pronti entrambi i piatti impiattare : al centro metteremo l’involtone, circondato di patatine. Tagliare il baccalà a fette: le fette si presenteranno sode e compatte, come un polpettone. Irrorare con un po’ di olio.

FEDERICA   Davvero invitante, e anche squisito .

ELENA   Ora però ti detto anche l’altra ricetta, il rotolo con la carne.

ROTOLO DI VITELLO

IN CONTORNO  DI  FAGIOLINI  SALTATI  NEL SUGO AL  POMODORO

Ingredienti : un pezzo di carne di vitello di circa 700 g 500 g di carne macinata di salame suino, salvia, rosmarino, sale, pepe, dragoncello, aglio, vino bianco, brodo vegetale,  olio extra vergine d’oliva, timo, dado fatto in casa. Fagiolini verdi, sugo al pomodoro, aglio, prezzemolo.

Esecuzione : anche in questo caso faremo la farcia con le erbe, e metteremo a grigliare la carne macinata . Ora stendiamo la carne e mettiamo sopra il tutto , faremo un rotolo ben chiuso che andremo a rosolare con poco olio, aggiustiamo di sale e pepe e adesso aggiungiamo il brodo.  Chiudere la casseruola con il coperchio e lasciare cuocere per 30 min circa; controllare , aggiungere ancora un poco di brodo fino a cottura ultimata. Arrivati a questo punto lasciamo restringere il sughetto e rosoliamo il salame di carne. Lasciamo raffreddare  e poi taglieremo le fette che dovranno essere immerse nel loro sugo. Le fette si presenteranno dorate fuori , compatte e morbide , gustose dentro e ben irrorate. Servire con i fagiolini cotti a vapore e saltati in aglio e prezzemolo con l’aggiunta di olio. Impiattare  e servire .

FEDERICA   Non saprei quale scegliere tanto sono buoni!

ELENA  Aspetterò ma quando li farai dovrò assaggiarli!

 FEDERICA  Non ne vedo l’ora! Ho una bellissima canzone di Riccardo Cocciante in ”  Tempo  Nuovo ” l’ho scelta per Te. Buona  Domenica!

14/05/2013

FEDERICA   Vorrei sapere se la foto della pizza che mi hai fatto un mese fa è pronta, dai dammi la ricetta è venuta da dio , non solo ma è squisita anche senza condimento.

ELENA   La pizza è venuta bene e sono d’accordo, anche le fotografie sono belle, in  quanto al dischetto , guarda è uno schifo, è da un po’ che va avanti così, , alcune persone stronze lo vogliono così. Ti ricordi le foto che ho fatto l’ultimo dell’anno? Ebbene erano belle limpide, ma qualcuno le ha fatte diventare così e so anche chi è, e per chi lo fa. È una vera schifezza! Vorrebbero tutto loro!  Ti toglierebbero anche i commenti quelli veri sostituendoli agli spam. Quello che hai studiato e che continui a studiare è riassunto, questo significa dare poco valore a chi lavora davvero. Ma che imbecilli! A loro tutto è concesso, deve finire questa storia! Intanto ringrazio le persone vere che mi seguono  ed anche i gentili lettori; non vorrei fraintendimenti. Grazie di tutto!

FEDERICA   GUARDA CHE PER RIASSUMERE IL TUTTO SIGNIFICA STUDIARE   CAPIRE  E RICORDARE.

NUOVA  PIZZA

pizza modificata

Ingredienti : lievito madre, farina tipo “0”, olio di mais, brandy , mezzo cucchiaino di zucchero, il sale si mette  alla fine della lievitazione, latte,q.b.,  oppure acqua minerale gassata, e lievito di birra.

Esecuzione : dosaggio per due persone , una pallina da tennis di lievito madre, un pizzico di zucchero, un cucchiaio di olio, due di Brandy, mezzo bicchiere di latte e mezzo di acqua, 30 g di lievito di birra e farina q. b.  L’impasto non dovrà essere troppo duro, ma deve risultare morbido che non attacchi. Tempo minimo di posa due ore. Dividere la pasta in porzioni, tirare le pizze, con il mattarello o con le mani meglio ancora, pennellare leggermente con l’olio e metterla in forno molto caldo. Le pizze si gonfieranno, formeranno delle bolle , saranno molto morbide e croccanti; buone talmente tanto da gustere anche senza condimento.

FEDERICA   Domani non mi sfuggirà!   Siamo arrivate alla canzone del giorno: ti ricordi ” Luglio ” di Riccardo Del Turco? Se ti piace è tua!

15/05/2013

ELENA   Ti presento una ricetta di ravioli alle mele. Posso garantire che sono meravigliosamente buoni.

RAVIOLI  ALLE  MELE

ravioli di mele e ricotta

FEDERICA    L’importante è sapere che tu le cose le fai per davvero, e non è tutto fumo e niente buono, come in certe foto belle da vedere ma che non si possono mangiare.

ELENA   Sì, io sono per le cose reali, perché la vera cucina è quella che sa di salute e non ha contorni fasulli e pasticci che non si possono nemmeno avvicinare al palato; a volte anche l’occhio vuole la sua parte , ma l’importante è sapere fare i piatti come si deve, combinare gli ingredienti , la nostra scenografia è vera  !

Ingredienti: quattro mele al forno,  un uovo intero, quattro etti di ricotta vaccina fresca, parmigiano grattugiato,  due pizzichi di cannella, burro fresco o olio extra vergine d’oliva gentile , la scorza grattugiata di mezzo limone , quattro amaretti. Per la sfoglia :  tre uova, farina di semola di grano duro.

Esecuzione : cuocere le mele al forno oppure tagliarle a fettine, metterle nella casseruola e cuocere fino ad asciugarle del liquido, devono essere belle sode. Aggiungere poi, la cannella, e incorporare la ricotta , gli amaretti sbriciolati, l’uovo, deve risultare un composto sodo,  e  l’impasto  bene amalgamato. Ora faremo dei piccoli ravioli che cuoceremo al dente e mantechiamo con burro fresco, una foglia di menta e parmigiano. Ottimi con un buon Chardonnay!

FEDERICA   Sono molto ma molto buoni e belli da vedere. Ti meriti una canzone che io trovo tuttora bellissima ed è una delle canzoni di Litle  Toni in ”  Un Uomo Piange Solo  Per Amore “.  Chissà se ce ne sono ancora!

ELENA  Io credo di sì, ci sono e ci saranno sempre due categorie di uomini: quelli Veri e quelli che non sono degni nemmeno di esistere, per il male che fanno! Grazie!

PRENDIAMOCI CURA DELLA NOSTRA PELLE CINQUE

08/05/2013

RIPRENDIAMO  DA  ACNE  VOLGARE

dell’articolo precedente

1 ) Perché a causa del suo contenuto in lipidi idrofobi superiore al normale,  il sebo solidifica nei dotti follicolari;

2 ) il sebo incontra lungo la via della sua eliminazione un ostacolo nella ipercheratosi della parete follicolare. Finora abbiamo visto come si forma il comedòne,  ma con questa teoria non si può spiegare la formazione delle pustole; a questo proposito vi sono due teorie :

1 ) La prima teoria presuppone l’intervento di germi  ( bacillo dell’acne , Corynebacterium acneis, stafilococco aureo );

2 ) la seconda teoria prevede la rottura della parete del follicolo con penetrazione del materiale lipidico nel derma circostante e conseguente reazione infiammatoria.

La terapia varia a seconda che ci si trovi di fronte ad un ‘acne semplice ( Comedònica ) o complessa  ( pustoloso cistica ) . Sia l’una che l’altra si giovano di alcuni suggerimenti:

1 ) di ordine dietetico : vanno eliminati noci, gelati, dolciumi, crostacei, e deve essere limitata l’introduzione di grassi e carboidrati.

Infatti , a pasti ricchi di grassi e carboidrati segue sempre una maggiore produzione sebacea. La stipsi,  se esiste,  deve essere corretta evitando però quantità eccessive di lassativi e purganti.

2 ) Di ordine fisico: sono utili le irradiazioni con raggi U.V. e l’elioterapia.  Alcuni però sostengono che a queste terapie segue un aumento della produzione di sebo.  I raggi  U.V. sono efficaci perché provocano una fine esfogliazione: è quindi necessario che venga provocato un lieve eritema.

3 ) Di ordine ormonale : questa terapia compete strettamente al dermatologo  e all’internista e deve essere attuata solo in casi particolari e sotto stretta sorveglianza, perché gli ormoni sessuali possono provocare fenomeni sgraditi. Vengono utilizzati gli ormoni sessuali femminili perché hanno azione sulle ghiandole sebacee opposta a quella degli androgeni  ( provocano l’involuzione  delle ghiandole ).

 06/10/2013

L’ acne semplice esige inoltre una terapia locale, con medicamenti capaci di sciogliere il sebo e di esercitare un’azione antiseborroica.

L’acne complessa richiede invece una terapia a base di antibiotici per combattere i germi che hanno provocato le lesioni. Esiste anche la possibilità della vaccinoterapia, effettuata con vaccini diversi.

ACNE  DEL  NEONATO

In b ambini di sesso maschile è probabilmente dovuta al passaggio di ormoni sessuali dalla madre al feto attrverso la placenta.

ACNE  CONGLOBATA

Per fortuna questo tipo di acne è abbastanza raro. Le lesioni sono profonde, creano gallerie, fistolizzazione  e cicatrici anche deturpanti.  Si localizza al capillizio,  alla nuca,  alle natiche, al tronco. Ancora non si conosce il germe responsabile e ovviamente la terapia è molto difficile.

ACNE  NECROTICA

Le lesioni sono inizialmente papulose  e poi pustolose. Si localizza di preferenza sulla fronte, e al capillizio. La sua manifestazione è dovuta dallo stafilococco aureo.

ACNE  ROSACEA

Il quadro di questa forma di acne è localizzato al terzo medio della faccia, caratterizzato da eritema, teleangectasie, lesioni di tipo papuloso e pustoloso. Insorge dall’età media e oltre.  Le cause non sono ben certe ancora; si dà il caso che sia dovuta a disfunzioni organiche: (gastriche, turbe emotive, infezioni ecc.) Quindi la terapia consiste nell’osservare una dieta , anzi si attribuisce una certa importanza per queste disfunzioni. Si dovrebbe eliminare dolci, eccitanti come caffè thè e altri eccitanti o alimenti fortemente sapidi come insaccati, inscatolati ecc.

ACNE  PROFESSIONALE  E  MEDICAMENTOSA

 Molti sono i fattori responsabili di questa tipologia di acne: per esempio il catrame, l’olio che cade, gli idrocarburi, gli oli di ingrassaggio,  si rendono frequentemente responsabili di cheratosi follicolari,  di comedoni,  di follicoliti; brillantine, creme di bellezza, specialmente se preparate con olii minerali impuri,  sono anche causa di lesioni di tipo acneico per occlusione degli orifizi follicolari e successivo intervento di germi patogeni.  Bisogna sospettare l’acne professionale quando le lesioni sono localizzate : al dorso delle  mani, e degli avambracci, mentre il danno da uso di cosmetici ha sede alla fronte, alle tempie, alla nuca, al viso. Anche alcuni medicamenti possono essere responsabili di quadri acneici: i corticosteroidi, L’ACTH, l’isoniazide e gli alogeni.  Per quanto riguarda la terapia, basta sospendere la somministrazione dei medicamenti lesivi o evitare il contatto con sostanze non tollerate per ottenere la guarigione.

LA  PSORIASI

È una malattia cronica caratterizzata da chiazze eritemato-desquamative a margini netti,  solitamente non accompagnata da sintomi soggettivi ( non c’è prurito, dolore, parestesie).  È  piuttosto comune in persone di ogni età con preferenza per gli anziani.

Sintomatologia: quando le squame della psoriasi sono secche si staccano con facilità e i margini  della chiazza eritematosa sono netti.  Una volta staccate le squame,  si nota una pellicola trasparente; al distacco di questa pellicola compaiono delle emorragie puntiformi dovute alla rottura dei capillari dilatati presenti nelle papille dermiche.

SINTOMATOLOGIA : le squame della psoriasi sono secche, biancastre,  si staccano con facilità e i margini della chiazza eritematosa sono netti.

Una volta staccate le squame, si nota una pellicola trasparente; al distacco di questa pellicola compaiono delle emorragie puntiformi dovuta alla rottura dei capillari dilatati presenti nelle papille dermiche.

Le sedi più  frequentemente colpite sono: i gomiti,  le ginocchia,  la regione lombo-sacrale,  il dorso e il cuoio capelluto.  Spesso sono interessate anche le unghie,  che possono presentare depressioni puntiformi, striature trasversali oppure essere inspessite e friabili.

Le cause della psoriasi sono molte. Pare anche che vi sia un fattore ereditario ( o forse si eredita la predisposizione ad ammalarsi come in altre patologie). Fattori psichici come un a shock  emotivo oppure infezioni acute come la tonsillite,  possono accentuare una eruzione psoriasica.

Un’altra possibilità, nella psoriasi vi sarebbe un esagerato accumulo di glucidi nella cute,  la quale reagirebbe accelerando il processo di cheratinizzazione.

Vista al microscopio la cute psoriasica mostra alcune caratteristiche importanti:

1) è scomparso lo strato granuloso;

2) lo strato malpighiano è inspessito;

3) subito sotto lo strato corneo si possono vedere delle piccole cavità contenenti globuli bianchi;

4) le papille dermiche sono allungate (papillomatosi) ed hanno una forma di clava.

Nel caso in cui sia interessato tutto il corpo si parla di psoriasi universale.

La terapia è di competenza non solo medica ma specialistica anche perché è solo sintomatica; e cioè in grado di risolvere temporaneamente solo i sintomi della malattia, senza agire minimamente sulle sue cause. Certi medici specialisti sono riusciti a debellarla facendo un esame accuratissimo del paziente  non solo del DNA ma specialmente per ciò che riguarda la parte profonda della psiche.

Elena  Lasagna

NEL LABORATORIO DI EMI E PETER SESTA PARTE

07/05/2013

LE VIRTU’ DI ERBE  E  FIORI

L’ARGENTINA

L’Argentina appartiene alla famiglia delle Rosaceae. È una pianta erbacea di bell’aspetto, per la presenza di peli argentei; ha un rizoma corto che termina in una rosetta di foglie da cui partono gli stoloni radicanti che portano i fiori. Le foglie basali, sono lunghe fino a 25 cm, sono a pennatosette  frastagliate divise in foglioline  di dimensioni variabili vi sono quelle grandi inframmezzate da altre più piccole. Le foglioline  hanno contorno ovale e sono profondamente dentate.  I fiori che hanno un diametro di 2 cm sono portati singolarmente su un lungo peduncolo inserito ai nodi radicanti degli stoloni; sono formati da 5 sepali ovali di colore verde e DA 5 PETALI ANCH ‘ESSI OVALI, DI COLORE GIALLO DORATO, PIù LUNGHI DEI SEPALI. I FRUTTI SONO DEGLI ACHENI INSERITI SU UN RICETTACOLO SOLIDO. Questa pianta è diffusa nell’Italia settentrionale e in quella centrale, non si trova più a sud della Campania: cresce nei luoghi erbosi, ai margini delle strade, dei fiumi, preferisce i suoli umidi.

 L’Argentina ha delle proprietà astringenti perciò antidiarroiche, antispasmodiche, antiinfiammatorie e vulnerarie. I suoi principi attivi sono le amine biogene e i tannini. Per le sue proprietà astringenti L’Argentina è una pianta molto nota come rimedio erboristico tradizionale. Oggi l’uso di questa pianta può essere suggerito limitatamente alle diarree, ai dolori di stomaco e di intestino, ai dolori mestruali accompagnati da un flusso abbondante. All’esterno L’Argentina trova valida applicazione in tutte le infiammazioni delle mucose della bocca e della gola, rassoda le gengive, attenua le infiammazioni cutanee.

 10/05/2013

Devo introdurre l’Alchemilla come ho potuto dimenticarmi dell’Alchemilla , di questa pianta meravigliosa, anche perché è una di quelle piante che conosco bene.

L’ALCHEMILLA

L’Alchemilla appartiene alla famiglia delle rosacee; chiamata comunemente ” Erba stella “. È una pianta dal portamento grazioso, brillante, provvista da rizoma che termina in una rosetta di foglie a lato della quale spuntano i fusti floreali alti fino 40 cm. Le foglie a contorno subrotondo, sono divise in 7-10 lobi arrotondati, il lembo è spesso pieghettato come un ventaglio, il margine è dentato. Il picciolo è molto lungo nelle foglie della rosetta basale e diventa sempre più corto fino a sparire in quelle inserite lungo il fusto.

L’infiorescenza è una pannocchia composta da numerosi fiori molto piccoli provvisti di un calice tubolare nella parte inferiore e diviso in quattro lobi di colore verde-giallognolo in quella terminale; i petali mancano. I frutti sono formati da acheni, in numero variabile da uno a quattro, racchiusi nel tubo del calice.

La pianta è molto comune nelle zone montane da quella delle Alpi a quella degli Appennini, raramente si trova nei nostri prati o giardini ,  predilige le zone umide ma luminose. La parte più usata sono le foglie e le sommità fiorite. Ancora più pregiata è l’Alchemilla alpina, contiene tannini, fitosteroli e saponine. L’Alchemilla è una piante italiane più ricche in tannini. Le sue proprietà sono : astringenti, antiinfiammatorie, antidiarroiche, cicatrizzanti, antisettiche. Nota da lunghissimo tempo nella tradizione popolare  e nell’antica medicina, veniva utilizzata per l’apparato femminile per frenare emorragie, veniva utilizzata  come emostatico e cicatrizzante per frenare le emorragie interne ed esterne. Usata anche nelle enteriti e cefalee. L’Alchemilla è usata anche in decotto al 10% bollito per 12 min per lavande ed irrigazioni vaginali. Per uso dermo-cosmetico un infuso con sole foglie si prepara un’acqua tonica astringente e disarrossante.

Un’ altra pianta da non scordare è l’Alliaria officinalis, appartiene alla famiglia delle Brassicaceae.

L’ALLIARIA

È una pianta erbacea annuale, il suo fusto può arrivare all’altezza di un metro,1-20 cm. Questa pianta ha le foglie stropicciate ed emana un odore di aglio da cui ne deriva il nome. Le foglie sono cordate, a forma di cuore, con il margine variamente dentato: quelle inferiori hanno un lungo picciolo e sono a forma di rene, mentre quelle inserite in modo alterno sul fusto hanno il picciolo sempre più corto fino alle più alte che sono quasi sessili e di forma subtriangolare. I fiori sono disposti in un racemo terminale semplice o poco ramificato ed hanno quattro sepali verdi e quattro petali bianchi; contengono molto nettare, sono molto ricercate dalle api. I frutti sono delle silique lunghe da 5 a 60 cm e hanno un peduncolo molto corto e tozzo; contengono due serie di semi di colore nero striati per il lungo.

L’Alliaria si trova in tutt’Italia , dalla zona marina a quella montana e in pianura, nei boschi, nelle siepi. Il suo uso è comune in erboristica, si usa tutta la pianta. Ha proprietà espettoranti, attivanti la respirazione, antisettiche ed ipermineralizzanti. I suoi principi attivi sono: i carotenoidi, olio essenziale solforato, saponine, mirosina, sinigrina. È utile quale espettorante specialmente nelle tossi e nei catarri bronchiali; giova agli asmatici. Si usa anche in infuso per depurare l’organismo e riattiva la micro-circolazione: giova per esempio applicarla sui geloni allo scopo di riattivare la circolazione locale.

05/06/2013

ARNICA

L’ Arnica appartiene alla famiglia delle Asteraceae, è una pianta dal portamento allegro, con un rizoma obbliquo o verticale, dal fusto semplice appena ramificato diene alto fino ad un metro circa, e tutta la pianta è coperta da peli e ghiandole. Le foglie hanno una forma ovale allungata con il margine spesso dentellato. I fiori sono riuniti in un capolino e sono di due o tre tipi : quelli esterni hanno una ligula di colore giallo e arancio, mentre quelli centrali sono piccoli e gialli.

I frutti sono acheni lunghi 5-6 mm, sormontati da un ‘appendice leggera e piumosa, formata da numerosi peli setosi di colore bianco ghiaccio che ne facilita la disseminazione.

L’Arnica si trova nelle zone montane al di sopra dei mille metri Alpi e Appennini. La parte pregiata sono il rizoma e i fiori. Le sue proprietà sono antiecchimosiche, per via esterna, e sono rubefacenti. I principi attivi sono i tannini e l’olio essenziale  l’idrotimochinone. L’arnica è un rimedio di prima medicina per la sua validità di curare ecchimosi, ed edemi conseguenti a contusioni e slogature. Le sue preparazioni vengono effettuate da persone qualificate per il forte dosaggio che potrebbe dare origine ad importanti infiammazioni. Le preparazioni a base di arnica sono utilizzabili solo per via esterna, e sono da evitare applicazioni su pelli escoriate, ferite specialmente sulle ferite di BAMBINI PICCOLI. Inoltre la tintura di arnica non va mai impiegata pura, ma deve essere diluita in acqua ( cinque parti di acqua e una parte di tintura).

ARTEMISIA

L’ Artemisia appartiene alla famiglia delle Asteraceae, è una pianta dal portamento altero, con una grossa radice molto legnosa da cui nascono i fusti eretti. I fusti sono di colore rossastro, molto ramificati, e possono arrivare ad un’ altezza di 150-200 cm. Le foglie sono distribuite sul fusto in maniera alterna, sono pennatifide con i lobi interni e a loro volta sono divisi in strette lacinie; alla base sono presenti due orecchiette, la parte superiore è glabra di colore verde scuro. La parte inferiore è bianca per la presenza di una fitta tomentosità. Le foglie inferiori sono le più incise e a mano a mano che si sale lungo il fusto, diventano sempre più semplici fino ad arrivare a quelle superiori che sono intere a forma lineare.

L’infiorescenza è una pannocchia abbastanza grande molto ramificata, di forma piramidale; è composta da numerosi piccoli capolini di fiori giallastri ; i frutti sono dei piccoli acheni. Questa pianta si trova ovunque ma preferisce i terreni  ricchi di sostanze azotate, molto diffusa nella pianura. Le parti usate sono le sommità fiorite.

Le sue proprietà sono principalmente amaricanti, aromatizzanti e digestive, ma anche aperitive, e  sedative, e regolatrici. Questa pianta molto comune ma meravigliosa per le sue proprietà è usata fin dai tempi antichi per le preparazioni dei liquori amari, e medicinali,   molto conosciuta per le sue proprietà regolatrici del ciclo mestruale; ovviamente , va somministrata  sotto il diretto controllo del medico.

ASPARAGO  E  ASPARAGO  SELVATICO

L’asparago selvatico appartiene alla famiglia delle ” Liliaceae “, è una pianta erbacea che può raggiungere fino ai 2 metri di altezza. Sono forniti da un corto rizoma sotterraneo , in primavera spuntano  i nuovi germogli sono turioni sottili , commestibili come gli asparagi di coltura.

Le foglie sono molto piccole: assomogliano a dei rametti trasformati, che riuniti in gruppi sono inseriti sui rami all’ascella delle vere foglie.

I fiori sono a pendula  inseriti singolarmente su un peduncolo, sono piccoli verdastri a forma di campanula. I frutti sono delle bacche rosse carnose contenenti alcuni semi neri.  Si trova allo stato spontaneo nelle zone del mare.

In medicina sono usate le radici, hanno proprietà diuretiche, depurative e dietetiche. I principi attivi dell’asparago selvatico sono : vitamina C, amminoacidi, e sali minerali. Le radici si raccolgono in autunno e in primavera; si puliscono bene dalla terra , si lavano,  si fanno dei pezzetti, si lasciano asciugare al sole poi, si conservano in vasi di porcellana in ambiente privo di umidità.

Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA SETTANTASETTESIMA PARTE

05/05/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   Per Te ho preparato un pranzetto con i fiocchi. Sono le crespelle alle mele, e spiedini di pesce di mare con verdurine miste stufate.

FEDERICA   Vorrei trovare  nei tuoi piatti qualcosa che non mi piace , almeno non mi farai ingolosire per un po’.

ELENA   Tu dovresti sbagliarli, invece sei così brava , anche a trovare il dosaggio degli ingredienti, allora non ti resta che cuocerli poco oppure il contrario! Ovviamente si scherza ; anche perché a volte qualche piatto potrebbe  riuscire male.

CRESPELLE  ALLE  MELE

Ingredienti per la pastella : latte, un uovo intero e due tuorli, farina doppio zero, sale, noce moscata, una noce di burro.

Ingredienti per il ripieno : tre mele, tre amaretti,  trecento g di fontina, parmigiano grattugiato, salvia, cannella, un limone.

Esecuzione : facciamo la pastella sbattendo le uova con la farina, la noce moscata,  il latte. sbattiamo bene finché l’impasto diventi non troppo solido né troppo liquido.  Lasciamo riposare per circa un’ora, poi si procederà per le crespelle. In una piccola padella faremo sciogliere una noce di burro, togliere l’eccesso  , versare un mestolo di pastella distribuirla in modo uniforme, quindi procedere fino ad esaurimento della stessa. Ora le stenderemo sulla spianatoia per non farle pronte per il ripieno che abbiamo preparato il giorno prima. Abbiamo tagliato le mele a fettine, le abbiamo messe in una casseruola dal doppio fondo , essenza l’aggiunta di acqua o di grassi le abbiamo scottate e portate alla cottura ideale. Una volta raffreddate abbiamo aggiunto la scorza grattugiata di un limone, ( solo la parte gialla ) la cannella, qualche foglia di salvia, i tre amaretti sbriciolati, la fontina tagliata a pezzetti, e il parmigiano grattugiato. Ora mettiamo il ripieno e chiudiamo le crespelle. Le disporremo nella teglia da forno in fila, passeremo  un pennello leggermente imburrato e via, in forno a 180° per 15 min. Le crespelle saranno dorate e gustosissime.

VERDURINE  STUFATE

Ingredienti : carotine novelle, fagiolini, cipollotti, un cavolo romano,  vino bianco, peperoni verdi, pomodorini, basilico e una foglia di alloro.

Esecuzione : puliamo tutte le verdure, le tagliamo in maniera armoniosa, poi, le passeremo in padella con il vino e l’alloro, fino a raggiungere una consistenza gradevole. Adesso condiremo le verdure con due cucchiai  di maionese leggere fatta sul momento con olio un tuorlo e limone. Oltre ad avere un bell’aspetto questo contorno è veramente gustoso e leggero.

SPIEDINI  DI  PESCE  DI  MARE

Ingredienti : latterini, cozze, gamberoni, e alici, farina di riso e pane grattugiato, prezzemolo aglio e olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione : prepariamo le cozze nella maniera tradizionale, laviamo bene i latterini ( sembrano soglioline ) e puliamo i gamberi. Adesso prendiamo gli stecchini, infiliamo il pesce  alternandoli , poi li pennelliamo con l’olio, li passeremo nel trito di erbe e pane grattugiamo misto alla farina di riso. Ora li stenderemo uno  ad uno sulla teglia da forno , dove andranno a cuocersi a temperatura di 180 g° per 10 min. Adesso serviremo una porzione in un piattone grande ; ci sarà la crespella fumante, il contorno ben disposto e due spiedini.

FEDERICA   Sto immaginando il tutto; è meraviglioso, sia per la bontà e per la presenza. Non mi resta che augurarti una buona domenica con la bellissima canzone di Gianni  Morandi ” In  Ginocchio  Da  Te “.

 07/05/2013

ELENA  Oggi prima di iniziare con le nostre ricette voglio dedicare questi fiori a tutti quei bambini che non sono più tra di noi.

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ELENA   Siamo in maggio, il mese delle rose , ho pensato di fare i ravioli con i petali di rose, li ho fatti e sono piaciuti molto anche ai bambini.

CUORICINI  AI  PETALI  DI  ROSE

Ingredienti per la pasta : uova, farina di semola di grano duro e farina di grano saraceno 50 e 50, petali di tre rose rosse raccolte lontano dalla strada e lontano dall’inquinamento degli autoveicoli. Per il ripieno : 400 g di ricotta vaccina, 5 fiori grandi di tarassaco, spezie , sale, pecorino e parmigiano grattugiati, olio extra vergine d’oliva gentile oppure burro fresco, 400 g di piselli cotti a vapore.

Esecuzione : lavoriamo le farine con le uova ed i petali di rose passati prima al mixer, facciamo una sfoglia morbida e sottile. Lasciamo riposare per 15 min , poi metteremo il ripieno e ritaglieremo dei cuoricini. Il ripieno l’abbiamo fatto il giorno precedente con : la ricotta setacciata, spezie e sale, il pecorino grattugiato , i piselli passati al passaverdura e i fiori di tarassaco sbollentati al vapore e tagliati finemente. Mettere a cuocere al dente i cuoricini e mantecarli con l’olio o il burro e cospargerli di parmigiano grattugiato. Sono molto delicati e allo stesso tempo molto saporiti, buoni davvero.

FEDERICA   Avevo deciso di restare a dieta ma con te non ci riesco; anche questo piatto lo devo fare subito, è troppo invitante.

ELENA   Lo sai bene che se ne mangerai una dose moderata non ti ingrasserai, sono ingredienti sani e leggeri; puoi sempre sostituire il burro con l’olio.

FEDERICA   Sì è vero, ma vuoi mettere il sapore del burro fresco su queste delizie? Comunque ti dedico una bella canzone di Mina ed è ” Amor mio ” ascoltatela insieme, è magica! Domani voglio regalarti una ricetta che mi sono inventata.

08/05/2013

FEDERICA   Ti ho portato la ricetta , è un  buon secondo sono delle polpettine con le erbette e salsiccia in un contorno di punte di asparagi gratinate.

ELENA   Sono pronta a scrivere la tua ricetta.

POLPETTINE  DI  ERBETTE  E  SALSICCIA

Ingredienti : 500 gr. di erbette già pulite solo la parte della foglia. Due salsicce, duecento gr. di ricotta vaccina, 40 gr. di parmigiano grattugiato, un pizzico di spezie miste, qualche cucchiaio di sugo al pomodoro, un porro, punte di asparagi una noce di burro e olio extra vergine d’oliva se necessario un cucchiaio di pane grattugiato, pepe, latte q.b. due uova.

Esecuzione : abbiamo lavato le erbette e tagliate a pezzettini, le abbiamo stufate con un pezzo di porro tagliato fine, sale e pepe poi abbiamo aggiunto un poco di latte. Le lasciamo cuocere ed asciugare bene, nel frattempo abbiamo scottato le punte di asparagi e le abbiamo messe in forno dentro una pirofila con una noce di burro e parmigiano. Ora faremo soffriggere le salsicce, togliamo tutto l’unto e le scorie, le tagliamo molto finemente, poi le uniremo alle erbette, insieme alle uova sbattute, la ricotta, le spezie, il parmigiano e due cucchiai di pane grattugiato.  Faremo un bell’impasto e ne ricaveremo delle polpette. Abbiamo già fatto rosolare il porro con l’olio, abbiamo aggiunto  il sugo di pomodoro ed ora adageremo le polpette; mettiamo il coperchio e lasciamo cuocere per un minuto, poi, spruzziamo con il vino bianco , le giriamo e ultimiamo la cottura. Le polpette si presenteranno sugose , molto ma molto buone ; andranno servite con le punte d’asparagi gratinate.

ELENA   Ti do un bel dieci! Mi hai fatto venire l’acqualina in bocca, che bontà! Oggi la canzone te la dedico io , per Te e il tuo ragazzo ho Eros Ramazzotti con ” Fuoco Nel Fuoco “.

09/05/2013

FEDERICA   Senti, è vero che il sugo al pomodoro se fatto il giorno precedente annerisce?

ELENA  Sono anni ormai che faccio il sugo al pomodoro, e ti garantisco che se fatto il giorno precedente l’uso, non si annerisce ma ci guadagna in sapore; poi,  se lo togli dal frigorifero e lo metti sulla pasta a temperatura ambiente e aggiungi l’olio a freddo, diventa una cosa squisita. Il pomodoro annerisce ovvero assume quel colorito rosso brunito se si lascia sul fuoco per molto tempo, non perché si fa il giorno prima; il sugo deve avere quel colorito rosso rubino , sia che tu lo faccia il giorno del consumo sia che venga fatto il giorno prima. A determinare quel colorito appassito è la bollitura fatta per lungo tempo, una lunga cottura deteriora  i principi attivi importanti del pomodoro che sono gli antiossidanti dati dal Licopene. Quelle che hai sentito sono solo buffonate! Ora veniamo alla ricetta del giorno che sono le lasagnette di polenta con il rosmarino.

LASAGNETTE  DI  POLENTA  AL  ROSMARINO

Ingredienti: farina di mais, acqua, sale, stracchino, e culatello o salame al culatello, rosmarino, olio extra vergine d’oliva patate, sugo al pomodoro, sale , pepe.

Esecuzione : facciamo una bella polenta senza i grumi, la lasceremo raffreddare, poi taglieremo delle fette sottili. Mettiamo le fette nella teglia sopra la carta da forno, le pennelliamo leggermente con l’olio,  da ambedue le parti e cospargeremo degli aghi di rosmarino; finita questa operazione andranno in forno a 200 g° per 15 min. Le fettine risulteranno morbide dentro e croccanti fuori. Adesso veniamo agli strati faremo una fettina di polenta con sopra una fetta di prosciutto o salame po, ancora la polenta e lo stracchino, le patate fatte al tegame ed abbrustolite con il rosmarino, e mettiamo anche un po’ di sugo al pomodoro. Facciamo delle lasagnette alte non più di 5 cm. Riscaldiamo il piatto da portata che dovrà essere in acciaio inox perché deve mantenere il calore. Servire ancora calde con porri al gratin. Il vino che ho abbinato a questo pitto è il Barbera. Se fatto con amore diventerà un’opera d’arte.

FEDERICA   Sono senza parole, e se sono senza parole ti dedico una bella canzone. Che ne dici di  Elvis? Elvis Presley ovviamente con  ” Don’t Be  Cruel “.

LE RISPOSTE AI LETTORI SETTANTACINQUE

03/05/2013

Pensi  che i consigli degli anziani abbiano più peso per la loro maggiore esperienza?

DOTT.  ROBERT

Io credo molto ai consigli delle persone anziane sia per la loro esperienza ed anche per la loro cultura e saggezza ma ci sono giovani studiosi con la testa sulle spalle che ne sanno una più del diavolo, nel senso migliore della parola, sono intelligenti, colti ed anche saggi; anche se non sono la maggioranza uno di loro vale per tre.

Elena  Lasagna

03/05/2013

Non so più se riuscirò ad andare avanti così, sto parlando del mio ragazzo: un giorno sembra che non viva senza sentire il mio respiro, il giorno seguente dice che si è innamorato di un’altra donna e vuole lasciarmi, poi dice ancora di amarmi e diventa geloso perfino dell’aria che respiro. Cosa ne dici se metto fine a questa storia? Tu cosa ne pensi?

Melissa

Io penso che con uno così non riuscirei a viverci nemmeno un giorno. Però non posso certo dirti di lasciarlo, il suo comportamento mi fa pensare che sia un uomo insicuro, o uno che gli manca un venerdì,  cioè  che non c’è né con la testa né tantomeno con i sentimenti, per me è una palla al piede, poi vedi tu, se è sempre stato così oppure potrebbe essere depresso, allora è un’altra cosa, va aiutato.

Elena  Lasagna

03705/2013

Credi di più ai fantasmi o agli spiriti maligni?

Alessandro e Elisa

Non credo agli spiriti maligni, i malvagi sono su questa Terra , poi io credo a ciò che vedo, anche perché non sono una visionaria né tantomeno una che guarda il mondo con le briglie, ma credo nell’immortalità e in qualcosa di molto grande.

Elena  Lasagna

03/05/2013

Pensi che  siano molte le  persone scomparse sepolte nei boschi, tra le mura e nei mari?

DOTT. ROBERT

Purtroppo sì, ci sono bambini e bambine spariti già da trent’anni; mi ricordo di una in particolare: era emiliana.

Elena Lasagna

07/05/2013

Pensi che il testimone del caso  Roberta Ragusa sia attendibile o pensi che stia mentendo?

DOTT. ROBERT

Io credo che questa persona non stia  mentendo, il suo atteggiamento è sincero, non per il fatto che racconta sempre le cose alla stessa maniera, si vede  dai suoi occhi che emerge la verità, ed è anche molto corretto.

Elena  Lasagna

07/05/2013

Nelle conversazioni in genere tendi ad ascoltare o a parlare?

Giordano

Mi piace molto comunicare a tu per tu, mi piace parlare,  mi piacciono i dibattiti ma preferisco ascoltare e dare consigli sinceri a chi me lo chiede.

Elena  Lasagna

08/05/2013 /h 20:00

Non ti sei mai chiesta dove potrebbe essere nascosto il corpo di Roberta Ragusa?

DOTT. ROBERT

Come già sappiamo la signora  Roberta era stata dal medico per quella brutta caduta, quindi, credo che chi l’ha uccisa abbia giocato su questo e cioè le abbia dato il tocco finale e poi abbia fatto sparire il corpo nelle acque del mare; in caso fosse stata ritrovata presto c’era la scusante della perdita di memoria, e con questo la disperazione, quindi il suicidio. Quella notte qualcuno che già immaginiamo ha avuto tutto il tempo per uccidere e occultare…

09/05/2013

Ti tormenterebbe molto avere sulla coscienza la morte di un innocente? Molti sono disposti a sacrificare la loro vita ma non togliere la vita a qualcun altro. C’è qualcosa di molto importante per te , da indurti a sacrificare la coscienza?

DOTT.  FRANCO

Sì, non ce la farei a sopportare la morte di una persona  innocente . Sono sicura che confesserei perché non vorrei mai fare i conti con la mia coscienza in ogni momento della mia vita, meglio fare i conti con la giustizia. Non sacrificherei mai la coscienza per nessun motivo, anche perché se non mi giudicherà la giustizia terrena sarò sempre in balía di quella divina, e credo che sia peggio, anche per chi ancora non crede, ma si porta con se un fardello che prima o poi travolgerà come una valanga.

Elena  Lasagna

11/05/2013

 È vero che esiste l’oroscopo degli insetti?

Elisa

Come no? Esiste eccome, è chiamato ” L ENTOMOROSCOPO ” Esisteva ancora prima di quello cinese. Era ritenuto sacro da tutti i popoli dell’antichità. Se ti può interessare uno di questi giorni  ti farò sapere a quale insetto appartieni , per meglio dire che insetto sei? Anzi li farò tutti! Contenta?

Elena  Lasagna

13/05/2013

Che pena daresti ai persecutori e o persecutrici?

DOTT.  ROBERT

Se non si infliggerà una soluzione drastica  non credo che si fermeranno mai! Quindi darei la pena di morte a chiunque siano i persecutori! Sì ho detto giusto a chiunque siano…

Elena  Lasagna

15/05/2013

Non credo siano poi intelligenti quelli che fanno del male gratuito per invidia, chiunque è in grado di capire…

DOTT.  ROBERT

A volte fingo di non accorgermi di certe meschinità, perché non voglio mettermi al loro livello,  ma scrivo sempre tutto, nomi, cognomi e patria. Comunque non fanno parte dei veri uomini, questo è certo! Sono sempre d’accordo che siamo arrivati al  colmo dei colmi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Elena  Lasagna

Se dovessi chiedere un grande favore a qualcuno che sta lassù che cosa chiederesti?

D. ROBERT

Chiederei che certi posti venissero ripuliti da persone perfide ,  dai prevaricatori e venduti.

Elena Lasagna

Secondo te un uomo geloso di tutto potrebbe lavorare o stare in contatto con il pubblico?

Franco

No, non dovrebbe ! Sono convinta che non gioverebbe alle persone vere, non sarebbe giusto , una persona così non è onesta e neanche sana di mente!

 Elena  Lasagna

16/05/2013

Come si fa per creare l’ oroscopo? E perché sono tutti diversi?

Liliana

Si studiano i pianeti, l’ora il giorno ,  il mese , l’anno di nascita, in relazione a tutto ciò trovi anche il segno ascendente. Non possono essere uguali, ognuno lavora con la propria mente e mette a disposizione  le proprie idee; ma si ritrovano sempre.

Elena  Lasagna

16/05/2013

Ti basta sapere di aver fatto qualcosa di valido o hai bisogno di riconoscimenti e lodi?

Franco

Vedi? Tutto ciò che scrivo è frutto del mio amato studio, si una secchiona , ma anche di insegnamenti di persone molto qualificate come dottori e professori, e la disgrazia o il dono di possedere molta memoria. Come ho già scritto in precedenza devo molto alla mia famiglia per avermi fondato le radici giuste. Mi piace lavorare con onestà e non sento quasi mai il bisogno di lodi , ma se mi sento lodata non può che farmi molto piacere e ringrazio tutti coloro che mi apprezzano.

Elena  Lasagna

16/05/2013

Visto che c’è tanta gente disposta a prostituirsi, per denaro, perché la società condanna la prostituzione? C’è molta differenza tra concedersi per denaro e concedersi nella speranza di un beneficio futuro? Il prezzo più o meno alto cambia la natura della transazione?

DOTT. ROBERT

C’è modo e modo di condannare la prostituzione, io spero che siano più della metà queste persone; in quanto al resto sono persone false , perché se non ci fossero i clienti e le clienti non ci sarebbe prostituzione, in quanto a me credi non ho mai apprezzato chi vende e compra l’amore. Per la categoria di chi si prostituisce ,  non trovo nessuna differenza, tra chi si vende per denaro o per la speranza di un incarico, o altri benefici per me sono e resteranno dello  stesso livello! Nel mio profondo sarei più disponibile a perdonare una persona che non ha alcuna alternativa che non la prostituzione per sfamare i suoi bambini; ma nutro forti dubbi anche su questo: che non esistano altre possibilità! Forse anche in questo caso la persona è più portata a prostituirsi che non per altro!

Elena  Lasagna

17/05/2013

C’è qualcuno che nel giro di poco tempo ha inciso notevolmente sulla tua vita? Che cosa provi quando scrivi?

Simona

Io credo di sì, anche perché i miei consigli sono sinceri, non spontanei e confusi ma ponderati, e sperimentati. Non mi piace proporre soluzioni affrettate, o alternative all’impegno di una ricerca interiore, perché io ci credo e non mi vergogno di esprimere quello che si prova dicendo la verità sempre.

Scrivendo si evocano emozioni, e se espresse con calma e naturalezza il senso delle parole e il ritmo delle frasi diventa equilibrato , le parole non sono casuali, ma realtà pensate e allo stesso tempo libere. Scrivere in questo stato d’animo quasi sempre subentra la fantasia , anzi ti abbraccia diventando un supporto indispensabile.

Elena  Lasagna

18/05/2013

Ieri sera Patty mi ha fatto questa domanda: come arredi la tua casa, in stile oppure come viene viene? Se qualcuno ti regalasse un arredamento in stile, disegnato dai migliori architetti, accetteresti  di dare il tuo in cambio?

Che cos’è, come  la pubblicità di un detersivo?  Amo la coerenza , l’armonia, e lo stile liberty, ma amo anche circondarmi di cose che mi somigliano, specialmente nella stanza dove passo la maggior parte del mio tempo, quindi non è mai un caso. L’arredamento per me è come il tempo, che non è solo un termine di misura, ma permette alle cose e ai pensieri  di farmi stare bene, di prendere la strada giusta. Ma grazie lo stesso!

Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA SETTANTASEIESIMA PARTE

30/04/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   Oggi ho una sorpresa per i bambini: un gelato alla gianduia senza  l’uso della gelatiera.

FEDERICA   Che bell’idea! Ai bambini piace molto il cioccolato gianduia, vedrai si leccheranno le dita!

 Ingredienti : 400 g di cioccolato fondente, 130 g di zucchero semolato, 60 g di panna , poco latte per sciogliere il cioccolato a bagno maria ( ne serviranno solo due o tre cucchiai ) , 250 g di nocciole tostate del Piemonte ( le vendono già pronte ) , 5 uova.

Esecuzione : montiamo gli albumi a neve, poi, sbatteremo i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema liscia , quando sarà pronta la crema risulterà di colore più chiaro. Nel frattempo abbiamo messo il cioccolato tagliato a pezzetti a sciogliere a bagno maria  con qualche cucchiaio di latte. Una volta sciolto lo lasciamo intiepidire e uniremo la panna e le nocciole tagliate a pezzettini, quindi sarà la volta dello zabaione e per ultimi gli albumi montati a neve ferma; mescolare dal basso verso l’alto amalgamando bene. Ora verseremo il composto negli stampi da gelato  oppure nelle coppette che lasceremo  riposare in frigorifero per almeno tre ore. Trascorso il tempo il gelato alla gianduia sarà pronto da gustare. E che gusto!  Questi ingredienti  sono per cinque  bambini o adulti.

FEDERICA   Io sarò la prima a gustare questa delizia, anzi , ci metterò sopra anche un poco di panna montata alla vaniglia. Che ne dici?

ELENA   Che idea golosa, buono!

FEDERICA   Per questa brillante idea ti regalo un’altra canzone di  Fred  Bongusto in  ” Una Rotonda Sul Mare “,  ti auguro un bellissimo primo maggio! E a tutti quanti ciao!

02/05/2013

ELENA   Questa ricetta ti sorprenderà  per il fatto della semplicità: è il pollo in casseruola, così al naturale; tu mi dirai ma come? Non riesco ad immaginare tu che cucini senza le erbe o le spezie, ebbene l’ho cucinato ed è molto buono. Questa idea mi è venuta ascoltando certe persone che non riescono a mangiare i cibi arricchiti al sapore di erbe e spezie e altri ingredienti.

Ingredienti : un pollo nostrano non troppo giovane o fatto crescere  in fretta, acqua senza calcare, sale.

Esecuzione : accertiamoci che il pollo sia ben pulito dalle viscere,  anche nell’esofago, lo laviamo sotto acqua corrente poi l’asciugheremo bene; toglieremo anche il grasso in eccesso specialmente nella parte inferiore. Riscalderemo la casseruola fino ad ottenere una temperatura idonea per farlo rosolare, quindi lo adageremo aperto sulla parte dorsale, una volta rosolato bene lo giriamo, sui lati e sulla parte anteriore. Mettiamo il sale in modo uniforme , il coperchio , poi abbassiamo la fiamma al minimo dopo 15 min. lo giriamo dalla parte opposta e ultimeremo la cottura. Il pollo si presenterà saporito,  molto tenero , croccante e profumato di carne buona; impiattiamo così intero , si taglieranno i pezzi prima di servire. Servire con peperoni grigliati o stufati con scalogno; oppure un contorno di insalatina mista.

FEDERICA   La prima carne che farò sarà proprio il pollo così. Adesso ti stupisco  con un’altra canzone di Fred Bongusto , ” Spaghetti  A  Detroit ”   te la ricordi? Io ascolto  i dischi di mia madre.

03/05/2013

ELENA   Ho ascoltato le canzoni che mi hai dedicato, sono bellissime! Ne conosci ancora di Fred?

FEDERICA   Sì, ti dedico ” Tre  settimane  Da  Raccontare “, è bella vedrai ti piacerà.

ELENA   Ed io ho per te la torta mandorlata, quella che ho fatto 10 giorni fa per Patty. Quando avrò le foto la vedrai; è un’altra ricetta di torta alle mandorle con una vena di crema di mandorle dal gusto intenso.

TORTA  MANDORLATA

Ingredienti: 250 g di farina di mais macinata fine, 100 g di farina di riso, 300 g di farina bianca, una bustina di lievito per dolci , una stecca di vaniglia, un bicchierino di liquore Strega, 300 g di zucchero semolato, un uovo intero e due tuorli, 2000 g di margarina vegetale senza grassi idrogenati, 200 g di mandorle spellate macinate al mixer, duecento g di mandorle integrali, metà intere e l’altra metà tagliate grossolanamente. Per la crema:  latte  e farina di mandorle + qualche cucchiaio di farina di riso,  crema mou fatta in casa con il caramello e panna; teglia per crostate.

Esecuzione : mischiamo tutte le farine col lievito più le mandorle, tutte. Facciamo una specie di fontana insieme anche allo zucchero, mettiamo le uova, la vaniglia , il liquore, la margarina a temperatura ambiente; ora incominciamo ad amalgamare bene tutti gli ingredienti. Abbiamo preparato la teglia imburrata , nel frattempo abbiamo fatto le creme, si sono raffreddate ed ora incominciamo a mettere uno strato di pasta sbriciolandola lievemente sotto le dita, come la sbrisolona , ma non lo è. Adesso mettiamo uno strato di crema al latte di mandorle e sopra aggiungeremo quella al mou, ora copriamo con la restante pasta e mettiamo in forno a 170 g° per 45 min. circa. Controllare la cottura. La torta dovrà essere fragrante e morbida, asciutta, dentro invece sarà una delizia per il palato perché usciranno insieme le squisite creme!

FEDERICA   Sto immaginando ed ho più che l’acqualina in bocca!

ELENA   Domani per Te ho molte varianti del mio gnocco fritto. E per il giorno seguente ho un pranzetto delizioso raffinato.

04/05/2013

ELENA   Eccoci, come d’accordo, anche se un po’ in ritardo ma ci sono per darti le ricette del gnocco fritto di casa mia. Una la potrai trovare nell’articolo ” Risposte ai lettori n° 24 ” . Ora ti mostro una delle foto.

IL  MIO  GNOCCO  FRITTO

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 FEDERICA   È molto invitante, a me piace anche così senza niente, ho già fatto la prima ricetta che mi hai dettato nell’articolo sopra , è piaciuto molto a tutti, tant’è vero che non ne è rimasta nemmeno una fettina. Ma sono curiosa di sentire anche le altre ricette.

2 ) Ricetta ingredienti : 600 g. di farina doppio zero, latte, un pizzico di zucchero, due cucchiai di olio di mais,  mezzo bicchierino di Brandy. Impastare gli ingredienti e lasciare riposare per  due ore, poi, tirare la pasta sottile al punto desiderato e friggere in abbondante olio di arachidi dopo avere raggiunto il giusto punto di fumo, mettere le fette sulla carta assorbente , poi, ancora la carta, le fette e via via così fino alla fine. In questo modo il nostro gnocco rimarrà asciutto , morbido e croccante come se non fosse fritto.

3 ) Ricetta ingredienti : farina lievitata, latte, un cucchiaio di strutto, due cucchiai di Cognac. Amalgamare gli ingredienti  fino ad ottenere un impasto omogeneo, lavorare bene la pasta fino a farla diventare liscia e morbida; lasciarla riposare per mezz’ora , poi, tirarla ritagliarla , e sarà la volta della frittura nella solita maniera. ( Il sale io lo aggiungo sempre a fine frittura ) .

4 ) Ricetta ingredienti : acqua minerale frizzante, latte, farina doppio zero, un bicchierino di vino bianco. Impastiamo bene bene gli ingredienti fino ad ottenere una pasta liscia e vellutata. Tiriamo subito la pasta sottile,  chi predilige la morbidezza allora la lasceremo meno sottile; ora diamo forma, e quando l’olio avrà raggiunto la giusta temperatura friggeremo come sempre.

5 ) Ricetta ingredienti : lievito di birra, acqua minerale frizzante, mezzo cucchiaino di miele, un cucchiaio di olio di semi di arachide farina bianca. Dopo l’impasto lasciare riposare due ore e trenta min. Procedere come nelle altre ricette.

6 ) Ricetta ingredienti : farina doppio zero, lievito istantaneo per torte salate, latte q.b. un cucchiaio di margarina sciolta a temperatura ambiente, acqua minerale frizzante, un pizzico di zucchero. Impastare, dare forma e friggere.

7 ) Ricetta ingredienti : due uova intere, mezzo bicchierino di Brandy, mezzo bicchierino di olio di semi di mais, un pizzico di zucchero. Lasciare riposare l’impasto per 15 min, e procedere …

8 ) Ricetta ingredienti : farina doppio zero, una pallina di lievito madre, due cucchiai di olio di semi di mais, un tuorlo, latte. impastare gli ingredienti e lasciare riposare l’impasto un’ora, poi, massaggiarlo di nuovo e farlo riposare un’altra ora in frigorifero e procedere…

9 ) Ricetta ingredienti : acqua minerale frizzante, farina doppio zero, 50%, farina di mais macinata fine 30 % e il 20% farina di riso. Fare un bell’impasto omogeneo, tirare la pasta , dare forma e friggere.

10 )  Ho cambiato idea vi detto la ricetta dell’articolo 24. Ingredienti : 500 g di farina “00”, un uovo, un cucchiaino di zucchero, mezzo bicchierino di grappa, e mezzo di olio, latte q.b. Dopo l’impasto lasciare riposare per tre ore circa.

FEDERICA   Li proverò tutti! Grazie! Sono sicura che queste ricette saranno tutte squisite.  So che ti piace la canzone napoletana. Ti regalo ” Na Sera ‘ e Maggio ”  cantata da Mina .

PRENDIAMOCI CURA DELLA NOSTRA PELLE QUATTRO

26/04/2013

HERPES  ZOSTER O ZONA

Continua dall’articolo ” Prendiamoci cura della nostra pelle tre.

L’ herpes  zoster in genere non recidiva.

Sintomi : di solito compaiono inizialmente dei disturbi sensitivi ( bruciore, dolore, parestesie )  e talora anche malessere generale. Segue una eruzione cutanea che consiste inizialmente in chiazzette eritematose  leggermente rilevate.

Su queste lesioni si formano, dopo alcune ore, delle grosse vescicole , si rompono e  si formano delle erosioni che si coprono di crosticine che staccandosi, lasciano una chiazza rosea destinata ad attenuarsi nel tempo.

 La localizzazione più frequente è quella toracica; più rare le localizzazioni cervicali e quelle lombari.

Particolarmente grave è la localizzazione al viso, con disposizione lungo il decorso delle branche nervose del trigemino.

La terapia, strettamente medica,  si basa sull’utilizzo di vitamine BI, B 6,  B I2 e di raggi x.

27/04/2013

MOLLUSCO  CONTAGIOSO

È un’affezione  frequente nei bimbi, causata da un virus a DNA .

Sintomi : l’eruzione è costituita da noduli emisferici, di diametro variabile fra due e quattro mm. , ombelicati al centro, di colorito giallo roseo, duri, non pruriginosi né dolorosi.

Alla spremitura è possibile far fuoriuscire un materiale biancastro composto da cellule cornee e corpuscoli ovoidali detti ” corpuscoli del mollusco “.

Le lesioni si localizzano di preferenza al volto, arti , natiche , genitali. Bisogna evitare di spremere il nodulo perché si rischia la disseminazione delle lesioni. Il dermatologo interviene asportando le lesioni con cucchiaio tagliente e successiva CAUSTICAZIONE.

PITIRIASI  ROSEA  (  DI GIBERT  )

È una dermatite eritemato-desquamativa.

Sintomi : inizia con una chiazza rotondeggiante di 2  –  3 cm. di diametro  ( chiazza madre ) , con un bordo di colorito rosa pallido finemente desquamante e una parte centrale più pallida e depressa, di colorito  rosa – giallastro. Tale chiazza si ingrandisce centrifugamente, mentre al centro si attenua.  Dopo  10  – 15  giorni si aggiungono chiazze di eritema ed altre lesioni simili alla chiazza madre.  Di solito non c’è prurito.  Dura  4 – 6  settimane e guarisce spontaneamente.  Non è necessario alcun  trattamento.

VERRUCHE

Sono provocate da virus a DNA  che si moltiplicano nel nucleo. Sono note tre varietà di verruche :

– volgari

– piane

– plantari

– alcuni aggiungono una quarta varietà,  la verruca filiforme.

Verruche volgari : sono rilevatezze emisferiche, di colorito grigiastro a superficie ipercheratosica , (eccessivo  sviluppo dello strato corneo ) , rugosa. Hanno un diametro variabile da una capocchia di fiammifero ad una lenticchia e non sono dolenti. Possono essere solitarie o a gruppi,  tendono a moltiplicarsi e si localizzano di preferenza sul dorso delle mani e delle dita.

Verruche piane : si presentano come papule piatte,  rotondeggianti e di colorito bruno-grigiastro, con un diametro di I – 2 mm..  Sono localizzate particolarmente al volto e al dorso delle mani. Sono asintomatiche. Si osservano frequentemente nei bambini.

Verruche plantari : localizzate alla pianta del piede,  si presentano in genere incassate nel tessuto e si distinguono dal callo perché la pressione provoca dolore e perché le linee della cute si interrompono ai margini della lesione. Sono lesioni chiarotosiche piane, rotondeggianti, con una parte centrale disseminata da piccoli puntini nerastri.  La deambulazione è resa difficile dal dolore provocato dal peso corporeo.

Guardate al microscopio, le verruche mostrano ipercheratosi e acantosi ( inspessimento dello strato malpighiano ) .  Nelle cellule epiteliali si trovano corpuscoli che rappresentano probabilmente delle inclusioni virali.

Terapia : è bene affidare il paziente a mani esperte, poiché sono frequentissime le recidive ad interventi non correttamente eseguiti.

Si può intervenire in due diversi modo :

– asportazione mediante cucchiaio tagliente e successiva causticazione

– applicazione di azoto liquido e diatermocoagulazione in anestesia locale.

In qualche caso scompaiono spontaneamente, ma spesso recidivano ripetutamente anche dopo interventi terapeutici.

Un commento a parte merita la terapia delle localizzazioni periungueali delle verruche, perché :

– in questa sede l’esecuzione dell’anestesia è dolorosa ;

– è possibile contaminare il letto ungueale con una pratica mal svolta. In questi casi è spesso necessaria l’asportazione dell’unghia.

EPIDERMODISPLASIA  VERRUCIFORME

30/04/2013

Consiste in una lesione verrucosa disseminata, causata dallo stesso virus delle verruche, e può degenerare in un tumore della pelle.

LA  GHIANDOLA  SEBACEA

Anatomia e fisiologia della ghiandola sebacea.

Sono generalmente associate al follicolo  pilosebaceo. Teniamo presente che non sempre vi è corrispondenza, sul piano dello sviluppo, fra peli e ghiandole, nel senso che ad una fine lanugine possono corrispondere grosse ghiandole sebacee e viceversa.

In zone non pelose si possono trovare ghiandole sebacee isolate. Mancano sempre in corrispondenza del palmo della mano e della pianta dei piedi.  Ne sono ricchi invece, il viso , le spalle , la regione sternale , i genitali.   Si sviluppano principalmente dopo la pubertà.  Sul piano strutturale è da ricordare che: vi sono due strati di cellule, di cui uno a contatto con la membrana basale è formato da cellule ricche di glicogene  ( strato germinativo ) da questo strato originano le cellule che formeranno il secondo strato.

La produzione del sebo avviene a livello del secondo strato per differenziazione delle cellule in materiale grassoso.  Il sebo si versa nel lume del follicolo pilifero, giungendo così alla superficie cutanea.  La fuoriuscita del sebo è continua sebbene  impercettibile, a differenza della secrezione delle ghiandole apocrine e sudoripare, che è intermittente. La secrezione sebacea non è regolata da influenze nervose.

La ghiandola sebacea incece è controllata da altri ormoni.  In particolare gli androgeni , la ipertrofizzano,  mentre gli estrogeni ne favoriscono l’involuzione.  Le ghiandole sebacee si sviluppano alla pubertà perché in questo periodo avviene la maturazione delle ghiandole sessuali.  Il sebo ha  PH variabile fra 3  e 4 e contiene una grande quantità di lipidi ( squalene, acidi grassi insaturi, steroli ).

04/05/2013

MALATTIE  DELLA  GHIANDOLA  SEBACEA

La produzione di sebo aumenta dalla pubertà alla maturità, per diminuire nella vecchiaia. Esistono alterazioni della produzione di sebo in eccesso e in difetto. Scarsa produzione di sebo si ha ad esempio, in alcune rare malattie congenite e , più frequentemente, in disturbi della maturazione sessuale.  Il risultato è la mancanza o la scarsità di sebo sulla superficie cutanea, con conseguente riduzione della resistenza alla panetrazione dei batteri, aumento della desquamazione e secchezza della pelle.

SEBORREA

La malattia è caratterizzata da un’eccessiva produzione di sebo. Le ghiandole sebacee sono strutturalmente normali e quindi l’alterazione è solo funzionale.

Le regioni più interessate sono quelle più ricche di ghiandole sebacee: il capillizio,  la fronte  , i lati del naso  , il dorso. Quando la malattia si aggrava,  alla produzione eccessiva di sebo si aggiunge eritema coperto di squame giallastre, disposte particolarmente alla radice del naso, alle arcate sopraccigliari , ai condotti uditivi. Possibili complicanze sono : infezioni da batteri piogeni, eczematizzazione, innesto della Candida albicans.

La terapia si basa sull’uso di sostanze come catrame e zolfo; Si è notato un effetto  ” Rebound ” in seguito ad eccessivo sgrassaggio delle zone seborroiche. Questo significa che sgrassare eccessivamente la cute costringe le ghiandole sebacee a produrre più sebo e quindi ad aggravare i sintomi della seborrea.

ACNE

Vi sono molti tipi di acne: 1 ) professionale e medicamentosa;  2 ) volgare , 3 ) dei neonati; 4 ) necrotica ; 5 ) conglobata; 6 ) cheloidea, 7 ) rosacea.; alcune di queste forme vengono indicate come acne pur non riconoscendo le stesse cause.

ACNE  VOLGARE

È una malattia molto diffusa in particolare fra i giovani nell’età della pubertà, ed è spesso causa di inestetismi e addirittura di disturbi psicologici nella difficile età della maturazione sessuale. Il quadro inizia con seborrea e comedoni ( sebo solidificato nei dotti follicolari ed ossidato in corrispondenza dell’orifizio, per cui appaiono come punti neri.  Successivamente compaiono come rilievi papulosi e pustole a sede follicolare. Le forme più gravi di acne  volgare sono :

1 ) Quelle in cui l’affezione non si limita al viso, che è la sede più frequente, ma investe altri distretti, quali il dorso o il petto e qualche volta le estremità e le natiche.

2 ) Quelle in cui si giunge alla formazione di cisti.

3 ) Quelle in cui i focolai suppurativi superficiali e profondi si associano tra loro formando gallerie, fistolizzazioni, cicatrizzazioni ( acne conglobata ).  La sede della lesione è il follicolo pilo-sebaceo, e le lesioni sono più numerose nelle sedi indicate perché quelle sono le sedi più ricche di ghiandole sebacee attive.

Le cause dell’acne volgare sono ancora in parte discusse, ma è ormai accertato che alcuni ormoni giocano un ruolo  importantissimo nella genesi dell’acne. Il ruolo degli ormoni è stato sospettato perché:

1 ) L’affezione inizia alla pubertà, si aggrava nel periodo mestruale e si osservano quadri di tipo acneico in seguito alla somministrazione di certi ormoni a scopo curativo.

2 ) Individui che per altre malattie non sono in grado di produrre ormoni sessuali, raramente sviluppano forme acneiche.

08/05/2013

Gli ormoni interessati sono gli androgeni, ormoni sessuali, che vengono prodotti nell’uomo in quantità elevata dai testicoli e in quantità minore dalle ghiandole corticosurrenali, nella donna dalle ovaie e dalle ghiandole corticosurrenali, ma in quantità minore rispetto all’uomo.  Gli androgeni hanno la capacità di provocare ipertrofia delle ghiandole sebacee ( aumentano le loro dimensioni ma non il loro numero ) .

In seguito all’ipertrofia,  le ghiandole producono più sebo, che può ostruire i follicoli provocando il comedone. Si è notato però che nel sangue e nelle urine degli acneici la quantità di ormoni androgeni, testosterone in particolare è normale. Si è allora pensato che possono essere le stesse ghiandole sebacee ad essere più sensibili del normale all’azione degli ormoni sessuali; questa maggiore sensibilità sembra legata a predisposizioni ereditarie.

L’alterata secrezione sebacea rappresenta però nella patogenesi dell’acne solo un anello di una lunga catena. Non basta cioè la maggiore produzione di sebo perché si verifichi l’acne, ma è necessario l’intervento di altri fattori: anzitutto, il sebo non raggiunge facilmente la superficie cutanea, e questo per varie ragioni: continua nell’articolo ” prendiamoci cura della nostra pelle cinque ” .

LE RICETTE DI CASA MIA SETTANTACINQUESIMA PARTE

23/04/2013

IN CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   Oggi faremo una ricetta a base di pesce, credo che piaccia a molti, è un insieme di pesce con cipolla e zucca, vedrai ti piacerà.

PESCE  ALLA  ZUCCA

Ingredienti : un trancio di pesce spada, gamberoni o mazzancolle, seppioline , un trancio di salmone,  un filetto di merluzzo, olio extra vergine d’oliva, sale e pepe, origano, basilico, prezzemolo, zucca, una cipolla grossa due cucchiai di sugo al pomodoro, vino bianco, limone, rosmarino, noce moscata.

Esecuzione : lavare e mondare il pesce, tagliarlo a cubetti , tranne i gamberoni. In una casseruola fare soffriggere la cipolla tagliata finemente in poco olio, aggiungere il pesce, girarlo per dare colore, sfumare con il vino, aggiungere il pomodoro, l’origano e il prezzemolo tagliato fine, aggiungere un poco di brodo vegetale, e aggiungere la zucca tagliata a piccoli pezzetti ; portare il tutto alla cottura. Ora aggiungeremo il basilico, la buccia del limone grattugiata, la noce moscata, sale , pepe e impiattiamo cospargendo sulla pietanza l’olio, q. b. Servire con un contorno di olive grandi in olio.

FEDERICA   Questo piatto non è solo bello da vedere ma io credo che sia buonissimo! Anzi, di più! Ed è per questo che ti dedico una canzone di  Eros  Ramazzotti  ” Un Altra Te “.

24/04/2013

ELENA   Indovina che dolce ho per Te? Ho fatto i biscotti, veramente li ho fatti un mese fa, sono venuti benissimo ed ora te li propongo per  l’ora del tè.

FEDERICA   Oggi farò meglio ad accettare subito la ricetta così eviterò di sbagliare che significa sprecare.

BISCOTTI  AL  FARRO  E  MALTO

ANCORA UNA VOLTA I BUONI BISCOTTI DI CASA MIA

 Ingredienti : 300 g di farina bianca, 200 g di farina integrale al farro, 50 g di malto, un uovo e due tuorli, un cucchiaino di cannella, 200 g di zucchero semolato , una fiala aroma alla vaniglia oppure una stecca di vaniglia del Madagascar, una bustina di lievito per dolci, 160 g di burro, un bicchierino di liquore Strega.

Esecuzione : mescolare le farine col lievito, zucchero, aroma, liquore, cannella , uova, mescolare bene, per ultimo incorporare il burro lasciato a sciogliere naturalmente . Formare un bell’impasto omogeneo lasciare riposare 15 min poi, con gli stampi ritagliare i biscotti. Infornare a 180 g° per 15 min . Spegnere e lasciare in forno ancora per altri 15 minuti. Eccoli nella foto!

ELENA Sono friabilissimi, ideali anche per la colazione dei bimbi e ottimi per la merenda .

FEDERICA   Ideali anche per me con il tè, sì, mi piacciono anche questi!

Che cos’è per te l’ingratitudine?

È come il pane senza il sale.

FEDERICA  Nel ringraziarti ancora una volta ti dedico la canzone  ” Balliamo ” di Fred  Bongusto.

26/04/2013

FEDERICA   Facciamo il pranzo del primo maggio?

ELENA   Per quel giorno la gente mangia all’aperto in compagnia di amici, sempre se il tempo lo permetterà. Si potrebbe fare una ricetta a base di pesce, delle polpettine e dei filetti ai ferri.

POLPETTE  DI  GAMBERETTI

e FILETTI   DI  SALMONE

 polpettine e filetti di salmone

Ingredienti: una piantina di aglio fresco, rosmarino, pane  e pecorino grattugiati, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe, limone, salmone, gamberetti, olio di arachidi.

Esecuzione :  lessiamo i gamberetti a vapore, li passiamo al mortaio insieme alle erbe, aggiungeremo il pecorino , poi faremo delle polpettine , le passiamo nel pane grattugiato fine, poi nell’olio di arachidi, le metteremo sulla carta assorbente e impiattiamo insieme al salmone fatto sulla piastra con erba di aglio e rosmarino tagliati finemente , pennellati con olio extra vergine e passati al limone.

FEDERICA   Sono belli da vedere, e saranno anche buonissimi, però a chi non piace il pesce dovremo inventarci qualcosa come delle piadine al prosciutto, oppure una grigliata con salsicce, costine e braciole; oppure la grigliata di verdure miste con la fiorentina.

ELENA   Nel ristorante potresti fare dei cannelloni, degli gnocchi di zucca  ( sono le ultime )  poi, degli arrosticini misti con verdurine crude oppure verdure miste trifolate. Sempre nel ristorante potresti fare una vellutata di ceci e zucca, ti scrivo la ricetta.

VELLUTATA  DI  CECI  E  ZUCCA

Ingredienti : acquistiamo la zucca, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe, ceci, alloro, rosmarino, vino bianco, brodo vegetale, parmigiano grattugiato cipolla rosata, chiodo di garofano.

 Esecuzione : divideremo la zucca  in due parti uguali in modo orizzontale, metà la svuotiamo, e la cuoceremo a vapore, il giorno precedente abbiamo messo in ammollo i ceci, li abbiamo stufati con  la cipolla, il rosmarino, e il brodo; raggiunta la cottura ottimale li abbiamo passati al passaverdura ed abbiamo ottenuto una crema, poi abbiamo passato anche la zucca e l’abbiamo incorporata alla passata di ceci. Abbiamo mescolato per amalgamare bene il tutto,  messo il sale, il pepe, e un poco di chiodo di garofano.  L’abbiamo messa ancora fumante nella zucca svuotata con un filo d’olio e una manciata di parmigiano e rosmarino.

FEDERICA   Ma così è squisita!

ELENA  Sì, è molto buona.

FEDERICA   Dimmi che domani mi darai qualcosa di bizzarro! Io ti regalo qualcosa di diverso dalle canzoni e cioè una bella visione di Parigi, che ne dici?

ELENA   Grazie per la visione, ma sarebbe meglio andarci per davvero; io invece  ti regalo una canzone cantata da  Andrea  Bocelli ” Torna A Surriento “.

27/04/2013

ELENA   Qualcosa di bizzarro che piace a tutti è un risotto alla viola gialla e calendula; anche se qualcuno mi ha detto che anche se molto buono lui lo preferisce alla salsiccia, e allora perché non accontentarlo? Mettiamoci anche la salsiccia. Eccolo!

 RISOTTO ALLA VIOLA   GIALLA  E  CALENDULA

risotto alla calendula e alla viola

 Ingredienti : riso per risotti, chiodo di garofano, uno scalogno, una salsiccia grigliata, brodo, una spruzzata di prosecco, sale, pepe, parmigiano, latte, una manciata di boccioli di calendula, una manciata di petali di viola.

Esecuzione : facciamo soffriggere lo scalogno e il riso in poco olio, aggiungiamo i petali pestati al mortaio, poi, la salsiccia in briciole, spruzziamo il vino, e incorporiamo il brodo, il chiodo di garofano. Portiamo ad una cottura al dente, poi, mantechiamo con un poco di latte, infine diamo una bella spolverata di parmigiano.

FEDERICA   Che buono! poi, non ha tanti grassi.

ELENA  Soltanto un cucchiaio di olio per soffriggere, e il parmigiano, poi, un poco nel latte, tutto qui.

FEDERICA   E che ne dici del pollo fritto?

ELENA   C’è pollo fritto e pollo fritto, nel senso che se non è fatto bene, cotto al punto giusto e rosolato bene non sembra neanche pollo, oppure sembra pollo crudo, quindi, attenzione, prima lo dovrai marinare con quello che preferisci, dargli un bollore nel vino della marinatura, asciugarlo, e metterlo nella pastella fatta con le tre farine ( vedi nelle altre ricette ). Lo puoi fare con i  cipollotti stufati in agrodolce, oppure i lampascioni meglio ancora.

FEDERICA   Che leccornie!

29/04/2013

 ELENA   Un’altro piatto che si può consumare anche freddo, è una frittatina fatta con un’erba digeribile come la rucola e l’erba cipollina, con un fine pasto di fragole al limone, frutti di bosco e banane.  Oppure dei rigatoni conditi con olio extra vergine, pomodorini secchi passati prima al tegame,  scaglie di parmigiano o grana, basilico fresco , dadini di mortadella e filetti di crescione o radicchio. Per l’ambiente chiuso si possono fare delle bruschette saporite con sugo di pomodoro e basilico, arricchita con delle acciughe e peperoni alla griglia, oppure delle crêpe farcite con uno stracotto di fegatini , durelli e salsiccia in besciamella leggera ai funghi. Un altro piatto   in ambiente chiuso sono le sfogliatelle alla piastra con i salumi. Allora quale di questi piatti hai scelto?

FEDERICA   Ho scelto i rigatoni tiepidi.

ELENA  Ti scrivo la mia ricetta.

RIGATONI  TIEPIDI

Ingredienti : rigatoni q.b. , pomodori seccati sott’olio, parmigiano in scaglie, mortadella una fetta di due cm, olio extra vergine d’oliva, basilico, crescione e radicchio una grattugiata di noce moscata e di mezzo lime, brodo vegetale.

Esecuzione:  cuocere i rigatoni al dente, li scoliamo, aggiungiamo l’ olio e pomodorini fritti, pepe, la mortadella tagliata a dadini, la noce moscata e il lime,   amalgamiamo bene e servire i rigatoni a temperatura ambiente. Servire insieme all’insalata di radicchio e crescione.

FEDERICA   Che buoni ! la pasta tiepida mi piace molto. M’incuriosisce la ricetta delle sfogliatelle cotte alla piastra, la ricetta è quella della pizza?

ELENA  No, non è uguale a quella della pizza, ovviamente è ancora più leggera perché è fatto con l’aggiunta di zucca e meno farina.

SFOGLIATELLE  ALLA  PIASTRA

Ingredienti : 300 g di farina lievitata,  una mezza zucca da 600 g circa, olio di arachidi o extra vergine per pennellare lievemente la pasta , sale e aghi di rosmarino tagliati finemente.

Esecuzione : lessiamo la zucca in forno o a vapore. Sulla spianatoia mettiamo la farina, il rosmarino tagliato finemente, e al centro la zucca ben farinosa passata allo schiacciapatate. Amalgamiamo bene l’impasto che non deve essere appiccicoso; lo stendiamo sopra un piano infarinato poi, ritaglieremo dei cerchietti oppure dei rombi. Poi, li pennelleremo leggermente con l’olio e li posiamo sopra la piastra; si vedranno alzarsi delle bolle dorate , mi raccomando non brunite, ed il gioco è fatto ! Sono buonissime anche da sole ( la zucca dovrà essere farinosa ben salda, altrimenti non saranno  più le mie sfogliatelle leggere ) .

FEDERICA   Che bella ricetta e chissà quanto sarà buona!

ELENA   Sì, hai detto bene , sono molto buone queste sfogliatelle , ma soprattutto leggere.

FEDERICA   Una bella canzone te la meriti! Ti dedico ” Minuetto “di Franco  Califano e Dario Baldan Bembo,  cantata da Mia Martini.

ANCORA UNA VOLTA PER TE CARA MADRE

22/04/2013

  SEI  SEMPRE  INSIEME A NOI…

“ANCORA  UNA  VOLTA  PER  TE  CARA MADRE”

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CARA  MADRE

scrivo queste righe per illuminare la tua festa

Come ti ho già scritto  non sono triste

anche se avrei voluto un po’ di tempo per abituarmi alla tua assenza

Oggi ho rivisto il tuo sorriso tra cielo e mare

e alberi in fiore  attraverso i sentieri della notte

là fin sopra le stelle

ho sentito il tuo canto aprirsi per noi

per noi che avresti dato anche la tua vita

me l’ha confidato il tuo sguardo vestito di bontà

che accompagna i nostri giorni, ci tiene per la mano

e scende fino al cuore

Parlami di Te   ritorna ancora

a risplendere di luce i miei pensieri

Parlerò di Te

Elena  Lasagna  © 2013