Maggio 22, 2017 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOVENTIQUATTRESIMA PARTE 22/05/2017 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA ELENA Eccoci qui per incominciare un’altra ricetta, si tratta di carne di manzo alle verdure. SPALLA ALLE VERDURE Ingredienti: spalla di vitellone giovane, due cipolle dorate, due carote, un pizzico di timo, due bacche di ginepro, un pizzico di spezie, un pizzico di cumino, un pizzico di cerfoglio, un pizzico di maggiorana, un bicchiere di vino rosato, tre cucchiai di salsa di pomodoro, tre stecche di sedano, olio extra vergine d’oliva gentile, sale, e pepe q.b. , brodo. Esecuzione: tagliamo il manzo a fettine o a cubetti, lo doriamo insieme alle cipolle tagliate finemente, poi uniamo tutti gli altri ingredienti sopra elencati, tranne il pepe. Lasciamo cuocere lentamente e quando la carne sarà cotta a puntino, toglieremo le verdure rimaste un po’ grossolane e le passeremo al macina tutto infine mettiamo anche un po’ di olio, (un cucchiaio circa per ogni piatto). Federica quanto mi piacciono questi piatti! Elena Lo so, grazie! Federica Si può parlare anche restando sedute in cucina, perché vorrei tanto che mi spiegassi il perché certa gente dice di essere di un partito e parla male di un altro, così senza motivo. Ad esempio: perché si dice di essere di sinistra mentre in realtà uno è fascista? Elena Hai mai sentito parlare di ipocrisia? Quando una persona si comporta così crede che gli altri non se ne accorgano, ma è chiaro, lo si vede, lo si sente da molte cose che dice, si tradisce sempre. Federica Allora perché lo fa? Sono anni che in un modo o nell’altro continua sempre sulla stessa lunghezza d’onda! Qual è lo scopo? Elena È l’interesse ad attirare il gregge e non solo, tu sai che una grande parte del gregge non ama il fascismo, e così, parlandone male attira gli ingenui, praticamente si prende gioco di tutti. Il mondo gira così carissima ragazza. Federica Allora mi viene da pensare che sarebbe meglio professarsi fascista che dimostrare di essere ipocrita. Elena Già! Sai quanti sono i pensieri giusti che passano nella mente della bella gente? Come, sarebbe meglio che….. anche perché in certe cose non vi è nulla di costruttivo e nulla di divertente! Anzi spesso è bene non guardare e non sentire per non farsi venire il ” latte alle ginocchia “! (È un vecchio proverbio). Perché non gli diamo un bel gelato per rinfrescargli le idee. GELATO AL LIMONE CON CIOCCOLATO AMARO In realtà questo gelato è alla banana con sciroppo di tamarindo e canditi di mandarino, una bontà, ma per loro glielo servirei al limone e cacao amaro. Ciao, alla prossima. 23/05/2017 Elena Ciao, eccomi, per dettarti la ricetta del giorno, una ricetta semplice, leggera e gustosa; com’è possibile che una cosa semplice sia anche gustosa e leggera? Lo è se ci mettiamo tutto l’impegno e la fantasia. FESA DI TACCHINO E PISELLI PRESSATI Ingredienti: fesa di tacchino tagliata sottile, un limone grosso, pepe, brodo di gallina, rosmarino, scalogno, aglio, mezzo bicchiere di prosecco, piselli q.b. un cucchiaio di parmigiano reggiano, olio extra vergine d’oliva gentile, mezzo bicchiere di latte, mezzo cucchiaio di farina di riso, una noce di burro. Esecuzione: prendiamo le fette di carne e le sbollentiamo nel brodo di gallina. Poi le metteremo in padella con una testa di aglio, un ciuffetto di rosmarino, e un cucchiaio di olio; le rosoliamo e sfumiamo col vino. Aggiungeremo poi mezzo bicchiere di brodo e facciamo cuocere per dieci minuti. Una volta cotta la carne verseremo nella padella un emulsione di limone, burro fuso e pepe, poi ancora un po’ di rosmarino. I piselli sono già lessati, li passiamo nella casseruola con lo scalogno, il latte, e li cuoceremo al dente. Poi li schiacciamo con lo schiacciapatate per fare una crema ma senza togliere la loro pelle piene di fibre. Infine giriamo la passata di piselli e aggiungeremo il parmigiano e un po’ di olio. Ecco il piatto, è davvero molto buono, è piaciuto moltissimo. Federica Si vede che è fatto con amore! 24/05/2017 Federica e un piatto di pasta ce lo fai? Elena Ti faccio i ditali al pesce, non spaventarti perché se ti dico che sono speciali devi credermi, non l’ho detto io ma chi li ha mangiati. MACCHERONI AL PESCE Ingredienti: maccheroni rigati, alici, sarago, tonno pinna gialla, olive verdi, salvia aglio, brodo vegetale, olio extra vergine d’oliva, pepe bianco, un pizzico di timo e uno di prezzemolo, un po’ di parmigiano reggiano. Esecuzione: Per ottenere questo gusto meglio cuocere i maccheroni nel brodo vegetale, una volta scolati al dente li mantechiamo nella casseruola del ragù di pesce, fatto con un soffritto di aglio, e alici, poi abbiamo aggiunto la polpa del sarago e un p’ di tonno fresco cotto a vapore e poi messo con olio, limone, prezzemolo e olive. Una volta mantecati ci cospargeremo un po’ di olio e parmigiano grattugiato. Federica Sì, mi hai convinta! E non dire che mi piace tutto. 27/05/2017 Elena Ciao Fede, non sono sparita, oggi ti presento il pollo disossato fatto al vapore, provalo e vedrai! POLLO DISOSSATO AL VAPORE Ingredienti: coscia e sotto coscia di pollo. Olio, limone, timo limonato, erba di aglio, cerfoglio, alloro, ginepro, pepe, cren; questo serve per la marinatura. uno spicchio di aglio, olio extra vergine d’oliva, salvia. Per il contorno, pomodori freschi, insalata mista di verdure sbollentata e condita con vinaigrette. Esecuzione: disossiamo la carne, la mettiamo a marinare, poi una volta terminata la marinatura la metteremo sopra il vapore per circa venti minuti. La togliamo e la condiremo con un frullato di olio, aglio, salvia e limone. Il tutto servito con insalata di pomodori e un’altra insalata di verdure miste, (vedi sopra). Federica Gustoso davvero, i sapori e i profumi sono divini! Che cosa mi racconti oggi? Non sto più nella pelle per sapere le tue novità! Elena Grazie Fede ma per altre ricette e il nostro dialogo lo rimando alla settimana prossima; un po’ di pazienza mancano solo 36 , 40 ore circa. Ciao, buona domenica a tutti! 29/05/2017 Elena Finalmente! Mi va di comunicare, di dire cose che… ma ora presento la mia ricetta: è un piatto completo pieno di gusto e come sempre rispetta la salute. Eccolo! TERRA E MARE Ingredienti: scampi, insalata di mare costituita da gamberetti, calamari e polpo; cozze, alici, pesce gatto, piselli e borlotti freschi stufati, parmigiano reggiano, olio extra vergine d’oliva, prezzemolo, aglio, scalogno, succo di ribes, origano, pomodoro, alloro, brodo di carne, uova e farina di semola di grano duro, prosecco, sale, pepe, peperoncino q.b. Esecuzione: prepariamo il pesce gatto per la marinatura, poi lo cuoceremo ai ferri e dopo di che lo spolpiamo, maciniamo la carne, ci aggiungeremo il parmigiano, pepe, sale q.b. poi faremo la sfoglia con uova e farina per i cappelletti al pesce gatto. Li condiremo con poco sugo al pomodoro e olio . Adesso mettiamo a stufare i borlotti e i piselli separatamente, con le verdure miste, un po’ di origano, alloro, vino e brodo. Una volta stufati i legumi andranno mescolati e conditi anch’essi con sugo al pomodoro e olio. Adesso raschiamo le cozze, le laviamo ben bene poi le sbattiamo e le immergeremo in un sughetto di brodo, aglio e prezzemolo, sale e pepe; le portiamo ad ebollizione e le lasceremo cuocere per dieci minuti circa. Adesso facciamo le alici: le svuotiamo, togliamo la testa e la lisca centrale, le laviamo bene e le mettiamo al forno sulla carta unta con un cucchiaino di olio. Le lasceremo a cuocere per cinque minuti a 160° , le togliamo e nel frattempo abbiamo fatto sofriggere due acciughe sott’olio con uno spicchio di aglio, poi abbiamo aggiunto un trito di aglio e prezzemolo, un po’ di peperoncino, aceto di mele, sale e pepe q.b. Poi facciamo l’insalata di mare con il polpo, i calamari e i gamberetti, ci mettiamo l’olio, il limone, e peperoncino. Infine è la volta degli scampi li puliamo incidendoli sul dorso, li laviamo bene, li mettiamo a marinare con olio, succo di ribes bianco, sale e pepe e poi ai ferri. Buona cena! Federica Che piatto! Ma che piatto! Elena Adesso ti presento uno dei miei sorbetti di fine pasto, accompagnato con una mini fetta di sfogliata al liquore di mandarino e crema chantilly! Federica Ne valeva la pena di aspettare! SORBETTO AL LIMONE E FRAGOLE Ingredienti: 200 g di zucchero, 100 g di panna, 50 g di albumi, 60 g di limoncello (liquore), 250 g di succo di limone filtrato, succo filtrato di fragole. Esecuzione: misceliamo il succo di limone con metà dello zucchero, a parte montiamo a neve ferma gli albumi con l’altra metà dello zucchero, poi li incorporiamo mescolando con delicatezza. Adesso montiamo la panna, la uniamo al composto mescolando dal basso verso l’alto, infine aggiungeremo il limoncello o una fiala di concentrato al limone. Versiamo il tutto nel cestello già pronto a temperatura, e dopo venticinque minuto il sorbetto è pronto. Versiamo un po’ di succo di fragole ristretto già raffreddato e il sorbetto è pronto da gustare; rinfrescante e digestivo. La ricetta della mille foglie l’ho scritta in un altro articolo; è molto buona con la pasta sfoglia appena sfornata; poi si fa uno stato di crema chantilly, un’altra sfoglia, liquore e così via… Federica Sai? È davvero tutto così invitante! Elena Continueremo la conversazione nel prossimo articolo, forse domani.
Maggio 17, 2017 LE MIE PREVISIONI CON LE MIE LETTERE PER VOI admin TU E IL 2017-18 COSA VUOI SAPERE 17/05/2017 IL TUO 2017-18 FATTO CON IL CUORE Sono Neda della Vergine con ascendente Sagittario, ed ho settantacinque anni. Io e mio marito ci siamo sposati tardi, ma abbiamo avuto una perla di figlio, per fortuna non è senza difetti. Si è laureato da un anno e adesso vorrebbe vivere all’estero perché qui non riesce a guadagnare il giusto per lo studio e il lavoro svolto. Quando penso che molti bravi ragazzi che hanno dovuto trasferirsi all’estero sono rimasti uccisi nelle vicende terroristiche, mi viene ancora una grande tristezza. Se non riesce a mantenere la famiglia che vorrebbe noi lo aiuteremo per sempre, ma tanto so che è colpa nostra: gli abbiamo dato molta dignità, per questo figlio siamo disposti a tutto, anche perché lo merita, ma lui non vuole sfruttarci dice. Spero che il cielo mi dia una mano e che parli al governo di non lasciare andar via dall’Italia i giovani intelligenti e per bene. Grazie per avermi ascoltato. Neda. Neda, quello che tu lamenti io lo condivido pienamente, perché è vero, il nostro governo non dovrebbe lasciare che questi giovani vadano allo sbaraglio da un paese all’altro; non si dovrebbe permettere le fughe di persone così! Per gli anni che hanno studiato, e sacrificato per prendere la laurea, alcuni lavorando sodo, quando ci sono pagliacci da circo che guadagnano quello che loro qui in Italia lo guadagnerebbero nemmeno in un anno e senza avere mai preso in mano un libro! La realtà non consente a questi giovani di svolgere lavori mettendoci tutta la devozione, determinazione e cura senza lasciare loro l’amaro in bocca. Lasciar andare questi cervelli in altri paesi, significa abbattere una grande colonna di sostegno per l’Italia. Sai quanti sono i genitori che piangono i loro figli partiti e ritornati morti? Ogni giorno vivono con la speranza che qualcosa cambi; a volte ne parlano, ma poi tutto si placa e tutto resta in sospeso per diventare ancora una volta oggetto di polemiche per passare il tempo. Spero con tutto il cuore che qualcuno risponda alle richieste di lavoro e che sia retribuito come si merita, perché anche lui come altri è un ragazzo che non ha mai indietreggiato negli studi, ed ha lavorato per dare una mano alla famiglia ottenendo risultati sorprendenti per tutti. So che certe persone arricceranno il naso per ciò che dico, e sai perché? Perché è la verità! In certi casi il mondo gira al contrario. Con tutta la mia comprensione vi auguro ogni bene. Elena Lasagna 25/05/2017 Sono Dario, nato trentuno anni fa sotto il segno dei Pesci con ascendente Acquario. Sono laureato in economia e commercio, non riesco a trovare un lavoro degno dei miei studi. Come farei ad andarmene dalla casa dei miei genitori se non riesco a guadagnare nemmeno per pagarmi le mie spese personali? Dimmelo tu, grazie! Dario, io so che il lavoro per tutti non c’è, ma è anche vero che molte persone non vogliono adattarsi ad altri lavori, perché li ritenete non degni di voi! E qui incomincia lo sbaglio, come fai a declassare una persona che ti serve al supermercato, o che ti fa il bucato, oppure ti porta il pane a casa ecc… se non ci fossero persone che producono, coltivano, creano tu non sapresti come vivere. Come fai a non accorgerti che stai sbagliando di grosso a non accettare i lavori cosiddetti umili. Ecco perché ho sempre pensato che i lavori sono tutti importanti e bisognerebbe adattarsi o inventarseli. Un laureato di colore riesce ad adattarsi mentre un laureato italiano no! Perché? Perché siete stati abituati a vivere nella bambagia e magari molti di voi avevano i genitori che sgobbavano dalla mattina alla sera e nemmeno vi importava qualcosa di loro! Dario, cerca di voler trovare quel benedetto lavoro. Affronta la vita con disinvoltura sì, ma anche con intelligenza, da apprezzare quello che ti viene offerto e per un attimo dimenticati della laurea, che non è un timbro da damerino, anzi… Alcuni ragazzi come te hanno già colto questa opportunità e sono contenti, ora il lavoro è diventato un punto di forza da rimanere sorpresi, proprio perché da questo inizio hanno camminato fino ad arrivare al loro sogno. Ogni lavoro può aprire molte porte, anche per lo studio che hai fatto, è questo che volevo dire. Sacrificando si acquista una forza e un orientamento incredibili. I miei migliori auguri, ce la farai! Elena Lasagna 31/05/2017 Sono Lorenzo, ho trentacinque anni, e mi sento un disgraziato. Sono sposato con una donna deliziosa, ho due bambini meravigliosi, con molti sacrifici abbiamo estinto il mutuo, potrei essere felice, no! Si vede che non sono normale! Voglio un gran bene a mia moglie e ai bambini, ma sono innamorato della figlia del mio principale; ci conosciamo dalle medie inferiori, e poi ci siamo ritrovati all’università, io allora ero già innamorato di lei, ma aveva il ragazzo e non abbiamo concluso nulla. Tutta questa cosa che mi sento addosso, è bella e terribile allo stesso tempo, perché mi sento in colpa verso la mia famiglia, io non vorrei perderli per questo innamoramento. Ma come faccio se quando la vedo mi sento il cuore in gola? Dai, dimmelo anche tu che sono un disgraziato! Anche se ci vogliamo bene come fratello e sorella io non posso lasciarla; come posso fare? Grazie! Lorenzo, queste cose succedono anche ai bravi ragazzi come te. L’amore è una magia che all’inizio ti fa vivere completamente, ma se nel caso tuo perdi tutto per un fuoco di paglia, poi ti farà morire. Decidi tu cosa è più importante, il piede in due scarpe arriva a lacerare anche lo spirito. Tu sei una persona briosa, intelligente, così vivo che non ti si può immaginare accanto ad una donna che ti fa sentire solo suo fratello perché la fiamma si è spenta. Purtroppo dovrai fare una scelta molto importante, forse la più importante fatta fino ad ora. Questo richiede una riflessione profonda, ma io credo che tu sia sulla strada buona, anche lei tiene molto e te e non pensa a nessun altri che te. Se lasci tua moglie cerca di mantenere buoni rapporti per non sentire quel macigno di ciò che lasci alle tue spalle. Cerca di essere felice per sempre, altrimenti pagheresti troppo caro questo innamoramento. Se sei sicuro di lei, non trattenere questo amore che prenderà la forma giusta e ti accompagnerà nella felicità senza provare sensazioni di rimorso insopportabili, ma accoglilo come se fosse il tuo respiro. Sei troppo giovane per vivere come fratello e sorella, e per vivere con la noia addosso. Poteva succedere anche a lei! Se combatti riuscirai ad essere felice! Auguroni! Elena Lasagna 02/06/2017 Sono Terri, ho vent’anni e sono nata sotto il segno del Cancro con ascendente Pesci. Sai quante volte ho sognato di sposarmi? Ma adesso che lui me l’ha chiesto, sono emozionata a tal punto che non riuscirò nemmeno ad indossare l’abito ed entrare in chiesa. Ho attacchi di panico al pensiero della cerimonia, delle bomboniere, degli invitati e anche della mia vita con lui! Prima non mi rendevo conto di quanto ero fortunata, che devo sposare lui è scritto nel mio destino, ma ora non me la sento, forse è troppo presto. Dici che sto sbagliando? Grazie! Quando si ama davvero non è mai troppo presto per sposarsi. Io credo che questo messaggio dovrebbe essere colto senza pensare a inutili timidezze fuori luogo. Secondo me non si tratta del troppo presto, ma non ti senti sicura per affrontare la vita matrimoniale, prendersi la responsabilità di stare con una persona e solo con quella persona, come detta il matrimonio. Sei una ragazza sveglia, ma forse non sai ancora quello che vuoi; giri e rigiri le cose come piacciono a te, dovresti essere più realista. Cosa aspetti a dirgli che il vostro rapporto per quello che ti riguarda è pieno di ombre? Ecco perché non ti va giù l’idea del matrimonio! Devi combattere ciò che ti rende insicura. Nulla di ciò che è scritto nel nostro destino è definitivo; il destino ce lo creiamo noi! In questo caso tu ne sei la prova! Non è facile uscirne se rinneghi i tuoi veri sentimenti che provi nei suoi confronti. La mentalità di vittima è fuori moda, recupera le energie e prosegui la tua vita rimandando per ora il matrimonio, poi vedrai che se davvero è quello giusto ti mancherà mentre se riuscirai a voltare pagina facilmente allora… sarebbe sbagliato andare avanti nella tua situazione, ti senti sospesa, non vera, proprio perché il tuo non è amore, credevi che lo fosse? Ecco il perché di questo stato d’animo: queste non sono sofferenze d’amore, la vera sofferenza d’amore la prova solo chi ama davvero. Il tuo è il risultato di avere portato avanti una storia, così, tanto per farlo! Oppure hai paura delle emozioni rischiose? Liberati di questo lamento e di questo stato d’animo inadeguato; risveglia la voglia di essere, di vivere! E sarai tu a decidere non quell’io incerto. Auguri di una vita felice! Elena Lasagna
Maggio 17, 2017 LA NOSTRA SALUTE admin I GERMI, MICROBI E IGIENE 17/05/2017 I MICROBI Sappiamo già che innumerevoli specie di viventi, animali o vegetali, differenti per forma, grandezza e complessità, popolano la terra e i mari. Microbio, significa “piccola vita”per questo si differenziano solo al microscopio ottico, ma anche questo non ci consente di vedere e distinguere tutte le specie di microbi. Vi sono infatti numerosi microrganismi, i cosiddetti “virus filtrabili”, i quali a causa delle loro piccolissime dimensioni , possono essere resi visibili solo con l’uso del microscopio elettronico ecc… I rapporti tra microbi e uomo sono di straordinaria importanza. Con nessun’altra categoria di viventi, l’uomo ha rapporti tanto stretti e intensi. L’interessi per i microbi, non è solo racchiuso nel fatto che alcuni di essi sono agenti temibili malattie dell’uomo o degli animali. In una visione universale della vita microbica, la potenzialità offensiva dei microbi, benché di enorme importanza, è soltanto un aspetto. Oltre ai microbi nefasti esistono quelli utili che compiono azioni indispensabili ed importantissime in natura, ed altri che sono stati giudicati indifferenti. Volendo ora eseguire le tappe principali del corso del pensiero umano sui microbi e sulle loro azioni, buone e cattive, possiamo stabilire una data importante per la microbiologia. È il 1876, esattamente il 24 aprile il giorno in cui alla stupefatta vista di LEEUWENHOEK, curvo ad osservare attraverso un rudimentale microscopio, una goccia di infuso di pepe, apparve un’incredibile quantità di piccoli esseri viventi di forma diversa; si dice che egli per primo vide quelle forme chiamate microbi e di essi precisamente quelle forme che si chiamano batteri. Le nostre conoscenze sull’importanza dei microbi e sulla loro posizione nel mondo vivente si sono sviluppate seguendo l’avvincente itinerario, prima nebuloso e poi sempre più luminoso. Continua….. 19/05/2017 Per molti secoli si era erroneamente creduto che esseri viventi, anche di notevoli dimensioni, fossero generati spontaneamente nel corso della loro decomposizione della materia organica. Il primo colpo alla teoria della generazione spontanea, venne inferto dal medico italiano Francesco redi (1626-1697). Il Redi dimostrò che le larve che brulicano a volte nelle carni in decomposizione, non sono opera di generazione spontanea, ma si sviluppano dalle uova deposte da alcune specie di mosche. In effetti, proteggendo le carni con dei veli, non si verificava sviluppo di larve. Ma la battaglia facilmente vinta dagli oppositori della generazione spontanea, sul terreno dei grossi animali e delle larve di insetti, si trasferiva successivamente alle “infusioni”. Così cominciò la guerra delle infusioni. Un infuso di una sostanza nutritiva, vegetale o animale, contenuto in un vaso va incontro, dopo qualche tempo, a decomposizione. Osservando anche a piccolo ingrandimento, l’infuso appare popolato da una miriade di piccoli esseri, chiamati infusori. Anche il grande Spallanzani, generalmente sperimentando, dimostrava nel 1775, che anche in questo l’idea che i piccoli esseri viventi presenti negli infusi fossero spontaneamente generati, era erronea. Infatti, se gli infusi dopo la loro preparazione, venivano riscaldati, e i vasi che li contenevano accuratamente tappati, essi potevano conservarsi a lungo senza subire alterazioni e senza sviluppo di piccoli esseri. Spallanzani anticipa dunque la “sterilizzazione” e i procedimenti di conservazione degli alimenti. La parola fine sulla controversia della generazione spontanea, non ancora sedata dopo le classiche ricerche di Spallanzani, viene scritta nel 1861 da Luigi Pasteur. Egli dimostra in maniera irrefutabile che gli infusi nutritivi si mantengono definitivamente “sterili”. Non esiste dunque generazione spontanea, ogni essere vivente anche di dimensioni microscopiche deriva da un altro uguale essere vivente. “Vita -EX Vita”. Questa verità appare di incalcolabile valore per il successivo orientamento del pensiero scientifico: non solo si conosce finalmente che i microbi, lungi dal nascere per magia, sono generati da altri microbi, ma si comincia ad avere documentata dimostrazione delle azioni che essi sono capaci di svolgere. Così come un infuso di carne va in decomposizione qualora esso venga contaminato dai microbi, allo stesso modo il mosto va in fermentazione per opera di speciali microrganismi; allo stesso modo si produce la malattia infettiva se nell’uomo o nell’animale o anche nelle piante, penetrino e si moltiplichino germi patogeni, cioè capaci di produrre azioni morbose. Continua… 22/05/2017 Pasteur dimostrò in maniera scientifica che la corruzione dei liquidi nutritivi è legata all’ingresso e alla moltiplicazione in essi di germi che si trovano nell’aria. Egli provò che era possibile far pervenire aria a tali liquidi nutritivi senza provocare sviluppo di germi, purché l’intrusione dell’aria nei recipienti avvenisse attraverso un tappo di cotone, che filtra e cioè trattiene le particelle di polvere ed i germi presenti nell’aria. Inoltre Pasteur diede prova che la generazione spontanea non esisteva, non solo negli infusori, ma anche nei batteri. Egli precisò il concetto di sterilizzazione, quell’operazione che assicura l’assenza di ogni forma di vita. Egli praticò la sterilizzazione sia con il vapore secco che con il vapore acqueo saturo, sotto pressione nell’autoclave. Il concetto di sterilità di un liquido nutritivo è la dimostrazione che in esso si sviluppano microrganismi solo se questi ultimi vi vengono introdotti dall’esterno, costituiscono la dimostrazione scientifica della insistenza della generazione spontanea. Un breve cenno sulla storia del pensiero umano sui microbi non è inutile. Non solo perché la storia riveste di calore umano le fredda realtà scientifica e meglio la colpisce nella nostra mente, ma anche in considerazione del fatto che in alcuni strati meno voluti dalla popolazione, allignano ancora idee mitiche, che furono dei nostri antenati, non ancora illuminati dal progresso scientifico. Questo i fa pensare a quali pensieri e quali sentimenti animassero gli uomini vissuti in era premicrobiologica a quasi un secolo e mezzo fa, di fronte all’imperversare improvviso di malattie pestilenziali: la peste, il colera, il tifo esantematico, il vaiolo,…malattie che allora seminavano di tempo in tempo un’infinità di lutti, stremando e decimando fiorenti popolazioni. Sgomento, smarrimento, si pensava all’ira di deità offese, ed Omero cantava nell’Iliade: …..Nove giorni volar pel campo Acheo le divine quadrella….. Si abbozzavano tentativi di spiegazioni, non del tutto privi di un rudimentale intendimento scientifico, nei quali si intravedeva un possibile collocamento tra pestilenze e fenomeni naturali, come ad esempio le esalazioni miasmatiche del suolo e delle acque. È forse impossibile stabilire in quale cervello sia balenata per la prima volta l’idea che le materie infettive siano causate dalla pullulazione nel corpo umano di piccoli invisibili esseri viventi, capaci di trasferirsi da uomo a uomo. Continua… 23/05/2017 Si guarisce dall’infezione all’endocardio? Riccardo Bisogna vedere a cosa ti riferisci o cosa intendi per infezione. C’è l’infiammazione all’endocardio che consegue all’azione di agenti infettivi. Presenta un’alterazione endoteliale associata a stratificazioni di tipo trombotico; le lesioni più gravi si riscontrano nelle valvole cardiache, solitamente compromesse dal punto di vista funzionale anche dopo la guarigione di questa patologia. ma se ti riferisci all’endocardite batterica acuta infettiva maligna che è dovuta allo streptococco emolitico, allo pneumococco, al gonococco e raramente ad altri germi che provengono da un focolaio infettivo situato in altre regioni del corpo. E qui si ha la distruzione del tessuto valvolare con deposito trombotico di varia entità. La sintomatologia è soprattutto rappresentata da tachicardia, embolie micotiche, instaurazione di un vizio valvolare, ed eventualmente insufficienza cardiaca. L’endocardite batterica subacuta, si instaura di solito in un cuore già colpito da precedenti manifestazioni morbose. le valvole tendono ad alterarsi come nella forma acuta ma con minore tendenza all’ulcerazione del tessuto. I sintomi più comuni sono: ipertermia protratta, dolori articolari, pallore, dimagrimento, sono i sintomi più comuni; l’emocoltura è positiva. Poi passiamo all’endocardite acuta reumatica, questa è indotta dal reumatismo articolare acuto; la sintomatologia può essere indefinita, con lieve febbre, senso di malessere, tachicardia, alterazione dei toni cardiaci, comparsa di soffi. Le terapie sono tutte mirate: per quest’ultima c’è la terapia antireumatica, per la seconda e per la prima le terapie sono antibiotiche. E adesso passiamo all’argomento dei microbi, batteri e germi. L’idea che le malattie infettive siano causate dalla pullazione nel corpo umano di piccoli invisibili esseri viventi è stata mirabilmente espressa e annunciata nel 1546 dal veronese Girolamo Fracastoro, nel suo libro: ” Del contagio e dei morbi contagiosi”. Egli parlò di piccoli e minutissimi germi quali cause delle malattie infettive, di un contagio vivo, illustrò alcune modalità di trasmissione delle malattie infettive; intuì che la tubercolosi polmonare è un’affezione contagiosa. Si classificano così col nome di infezione o malattie infettive, tutte le forme morbose prodotte da esseri viventi, vegetali o animali. Si considerano abitualmente come infezioni propriamente dette, gli stati morbosi procurati da esseri viventi monocellulari, siano essi vegetali o animali ( batteri, protozoi) riservando il nome di malattie parassitarie o da infestazione per gli stati morbosi cagionati da esseri viventi pluricellulari. In generale parlando di infezione, bisogna tenere presenti questi tre dati fondamentali: a) La manifestazione morbosa è dovuta ad un essere specifico. b) È possibile la trasmissione da un essere malato ad un essere sano, sia pure con modalità diverse. c) La moltiplicazione dell’agente nell’individuo colpito. In qualche caso questa ultima possibilità non si avvera, tipico esempio il caso di botulismo, in cui la malattia non è dovuta tanto al germe quanto alla tossina da questi elaborata. L’importanza delle malattie infettive e della lotta contro di esse, si comprende facilmente quando si pensa alla tendenza che esse hanno ad estendersi tra la popolazione; non sono cioè come le malattie organiche inevitabili ed individuali, ma collettive. Continua… 24/05/2017 Ancora oggi le malattie infettive incidono fortemente sulla mortalità generale, e questo anche nei paesi igienicamente più progrediti. La trasmissione delle malattie infettive La trasmissione delle malattie infettive da un organismo ad un altro può verificarsi secondo due modalità: a) Trasmissione immediata b) Trasmissione mediata La trasmissione immediata si ha solo per i microrganismi che non hanno bisogno di svolgere un ciclo evolutivo in ospiti diversi. La trasmissione mediata è legata invece all’intervento di un ospite trasmettitore intermedio, obbligato ed esclusivo negli organi del quale il parassita deve necessariamente compiere un ciclo di vita, o perlomeno moltiplicarsi attivamente. Ritornando alla trasmissione immediata la si può così schematicamente classificare: a) Trasmissione per contatto diretto b) Trasmissione per contatto indiretto c) Trasmissione per ospiti vettore (es insetti come mosche ecc…) d) Trasmissione per veicolo (es. aria, acqua, alimenti, ecc…) La trasmissione per contatto diretto è quello che si realizza tra materiale virulento appena emesso, o localizzato in focolai, ed organismo sano. Tipico di questa modalità di trasmissione, è quello delle malattie veneree e della rabbia. Per esempio nel caso della difterite, il germe può essere portato dalle fauci alle labbra con la saliva, ed un bambino sano può contrarre la malattia dando un bacio al bambino malato. Come ad esempio nel caso del tifo, in cui un individuo sano può contagiarsi stringendo la mano non pulita di una persona malata che ha urinato o defecato senza lavarsi le mani, e portando poi senza pensarci le mani alla bocca o al naso. La trasmissione per contatto indiretto invece si realizza per mezzo di oggetti infetti, che sono principalmente rappresentati dagli abiti o dalla biancheria, ecc. Ad esempio gli abiti di un tubercoloso possono spesso portare il bacillo tubercolare, e anche sui camici dei medici e del personale che assiste i malati di difterite, si è spesso riscontrato il bacillo di “Loffler”. Con i copricapi possono venire trasmesse malattie del cuoio capelluto (tigna, funghi ecc…). Anche con le calzature possono essere portati nelle abitazioni tracce di materiale infetto che noi calpestiamo ovunque. È evidente che la biancheria del letto di un malato infettivo, possa essere contaminata per aver raccolto una certa quantità di escreti dell’ammalato, come urine feci, saliva ecc… La trasmissione per ospiti vettori avviene tramite ospiti vettori nei quali non si svolge un ciclo di vita obbligata del microrganismo patogeno, o una moltiplicazione. Naturalmente in questo caso si parla di ospite facoltativo, perché non è condizione necessaria la trasmissione della malattia a mezzo di esso. Tale è il caso delle mosche, vettrici della febbre tifoide, ed in generale di tutte le malattie intestinali; esse si posano su materiali infetti (feci, pus, rifiuti di ogni genere) che a loro volta trasmettono sugli alimenti. Come ad esempio in tale forma di trasmissione, possiamo citare quello dei lombrichi che trasportano alla superficie del terreno i bacilli del carbonchio, dalla profondità dove sono sepolte carogne carbonchiose. Continua… 25/05/2017 Quando la trasmissione avviene per veicoli inanimati: tale trasmissione è molto frequente, essa può verificarsi per veicolo aereo, veicolo idrico, veicolo alimentare. Nel veicolo idrico i microrganismi patogeni che ci interessano nei rapporti di una possibile via idrica, sono in generale emessi col materiale focale: bacillo tifico, paratifico, dissenterici, vibrione del colera, e altri. Questi germi ad una temperatura di 10-15 gradi centigradi cioè alla temperatura media dell’acqua dei nostri climi, vivono 10-15 giorni e anche di più. Nel veicolo alimentare è nozione elementare che gli alimenti possano essere causa d’ infezione, primo fra tutti il latte, e moltissimi dei suoi derivati. Il latte deve essere considerato sotto due aspetti diversi: come vera e propria sorgente di infezione e come veicolo. Nel primo caso esso porta già dalla sua origine i germi infettanti, come quelli della tubercolosi, della brucellosi, ecc. nel secondo caso si inquina durante la mungitura, oppure nel trasporto dal luogo d’origine al consumatore. Il latte può essere inquinato o perché il mungitore ha le mani infette, o perché i recipienti di raccolta sono stati lavati con acqua contaminata. Può essere infettato da mosche, o per immissione di polvere durante la raccolta e il trasporto, o dalle persone che lo manipolano al momento della lavorazione di trasformazione. Oltre alla tubercolosi, alla brucellosi, ed alle infezioni tifoidee, il latte può causare epidemie da infezioni streptococchiche, particolarmente nei bambini della prima infanzia, che trovano la loro origine in lesioni della mammella dovute a particolari streptococchi. Quanto si è detto per il latte vale anche per i suoi derivati crudi: burro appena fatto, formaggi, in cui i germi possono vivere abbastanza a lungo. Anche la carne può costituire un veicolo d’infezione sia per essere inquinata originariamente e secondariamente. Frequenti le infezioni di paratifo B per ingestioni di carni infette. Le carni poi sono veicolo di infezione di molte parassitosi (tenia ecc…). Le ostriche, i ricci di mare e altri molluschi eduli, se coltivati in acque infette, possono trattenere germi, specialmente il bacillo tifico e il vibrione del colera. Anche i dolci, come i gelati fatti con uova e latte non bolliti. La trasmissione mediata è legata al compiersi di un ciclo evolutivo dell’agente patogeno in due ospiti diversi, che sono rappresentati, uno dall’organismo superiore parassitato (l’uomo) e l’altro dall’ospite trasmettitore, che nella maggior parte dei casi è costituito da artropodi ematofagi. Il ciclo di vita del microparassita nel corpo dell’ospite trasmettitore può compiersi secondo due modalità: a) o si ha un complicato ciclo evolutivo, come nel caso del plasmodio della malaria, nel corpo della zanzara anofele. B) o una semplice moltiplicazione, come nel caso del bacillio della peste nel corpo della pulce. I portatori: una particolare sorgente di virus è rappresentata dai portatori, col quale nome si indicano tutti quegli individui che ospitano ed eliminano germi patogeni, senza mostrare le usuali evenienze dell’infezione. Una distinzione ancora valida tra i vari tipi di portatori può essere la seguente: Primari: sono individui che non hanno mai i sintomi clinici della malattia, o sono nel periodo di incubazione. Secondari: sono i convalescenti che continuano ad eliminare germi per un certo tempo dalla guarigione clinica. Terziari: sono i portatori che eliminano costantemente i germi, dopo aver superato la malattia. La sterilizzazione dei portatori si presenta irta di difficoltà, e costituisce uno dei problemi più ardui della profilassi delle malattie infettive.Continua nell’articolo “Germi microbi e igiene due”
Maggio 15, 2017 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOVENTITREESIMA PARTE 15/05/2017 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Elena Incominciamo con un primo piatto che però sarà anche un piatto unico. Sono le tagliatelle fatte in casa. Niente paura, perché se non avete il tempo di farle si possono comprare già fatte al supermercato, che sono ugualmente buone. LE TAGLIATELLE DI CASA MIA E DI CASA VOSTRA Ingredienti: uova, farina per pasta fresca o farina di semola di grano duro. Olio extra vergine d’oliva, carciofi e fagioli borlotti stufati, con cipolla rosata, vino bianco, poco pomodoro, origano e basilico, un chiodo di garofano, peperoncino un pizzico, una salsiccia grigliata e tagliata a piccoli pezzetti, parmigiano reggiano, tre foglie di salvia, brodo vegetale. Esecuzione: mettiamo le tagliatelle a sbollentare nel brodo vegetale, poi le passeremo nel ragù fatto appunto con fagioli, fondi di carciofi stufati separatamente, e la salsiccia grigliata e cioè sgrassata, tagliata a pezzettini poi messi nel soffritto di pomodoro fatto con lo scalogno, il basilico sfumato col vino bianco secco un po’ di peperoncino. Una volta mantecate le tagliatelle andranno cosparse di parmigiano (un cucchiaio a persona) e un giro di olio. Federica Cosa dovrei dire ora? Che non sono buone? No! perché sono squisite! Elena Grazie! Alla prossima. 16/05/2017 Elena So che muori dalla voglia di sentire un’altra storia di Pallino. Ne ha combinate così tante! Ma il fatto curioso è che erano tutte cose divertenti e utili, intelligenti, però se dovessi raccontarle tutte ne avrei per più di un anno, quindi adesso ti racconto questa poi forse la prossima volta cambieremo argomento. Siamo in tema, perché la ricetta soprastante è fatta con le uova. Quando la nonna di Pallino lo mandava a raccogliere le uova nel pollaio, lui si chiedeva sempre perché certe galline anche se le spaventava non si muovevano mai e sotto le piume avevano sempre tante uova, mentre le altre lasciavano l’uovo e poi scappavano. Un giorno lo chiese alla nonna la quale gli disse che quelle non erano galline ma chiocce, destinate a fare le madri dei pulcini. “Nonna perché scaldano le uova “? La nonna glielo spiegò, ma lui non credeva che scaldando le uova nascessero i pulcini. Un giorno decise di raccogliere molte uova nel pollaio e le portò in campagna sotto ad un cespuglio al sole. Pallino aspettava, aspettava, ogni giorno le andava a controllare e finalmente nacquero, ma da tutte quelle uova vennero alla luce solo due pulcini. La nonna gli spiegò il perché ecc….. Federica Che canaglia divertente! Elena Ora però passiamo ad una ricetta nuova di carne di bovino chiaro. Si tratta dello scamone brasato alle bacche di ginepro. SCAMONE BRASATO Ingredienti: fettine di scamone, bacche di ginepro, salvia, due scalogni, un bicchiere di vino bianco, brodo di funghi, un chiodo di garofano, olio extra vergine d’oliva, dragoncello peperoncino. Contorno: insalata verde mista condita con vinaigrette. Esecuzione: tagliamo finemente gli scalogni, li facciamo dorare con un filo di olio insieme alla carne, sfumiamo col vino, poi mettiamo tutti gli ingredienti: le bacche solo due , il chiodo, il dragoncello, la salvia un po’ di peperoncino infine il brodo (fatto con i gambi di funghi porcini, aglio, sedano, carote, e gallina. Importante sarebbe cuocere la carne in una casseruola bassa e grande in modo che le fettine stiano ben stese, così nel sobbollire non si spezzano. Una volta cotta la carne servirla con il suo sughetto (facoltativo) e un giro di olio accompagnato da insalata verde, mista o insalata di patate; per decorare la carne mettere un filo d’olio e cinque o sei bacche una fogliolina di salvia e una di dragoncello. Federica Mi piace anche come si presenta, figuriamoci il sapore! Ben venga la pasta al pomodoro e basilico, ma per giovani alti e muscolosi se non mangiano anche un po’ di proteine non si reggono in piedi! Ciao a domani! 17/05/2017 Elena Ho la colazione che mi avevi chiesto: le ciambelline al riso, eccole! CIAMBELLINE AL RISO Ingredienti: mezzo litro di latte intero, 250 g di riso, un cucchiaio di zucchero, un cucchiaio raso di burro fresco, una bacca di vaniglia, due cucchiai di farina per dolci, un cucchiaino di lievito per dolci, zucchero a velo q.b., un uovo intero, un limone con la buccia, un cucchiaino di rum. Esecuzione: mettiamo il riso, la vaniglia e vuotiamo il latte, lasciamo cuocere lentamente fino a cottura ultimata anche un po’ scotto; il risultato deve essere di un riso cremoso e non liquido. Lasciamo raffreddare, mescolando in continuazione, poi aggiungeremo, il burro, lo zucchero, il tuorlo, il rum, la buccia del limone al naturale, e il succo di mezzo limone; amalgamiamo bene infine aggiungeremo il lievito e l’albume sbattuto a neve. Facciamo cuocere le ciambelline a 170 ° per dieci o quindici minuti, una spolverata di zucchero a velo e le ciambelle sono pronte per la colazione : devono presentarsi soffici, dorate e tenere. Buona colazione. Federica Diciamo che le ho assaggiate e le mangerei per colazione, per cena e per pranzo, grazie! 18/05/2017 Elena Ciao Fede ci sei? Oggi presento due ricette di rigatoni, sai come quelli che abbiamo fatto con il torchio? Ebbene, li ho trovati già fatti, poi, li ho conditi con due ragù diversi: una col pomodoro, spezie, ecc. mentre l’ altra con il ragù di piselli e fave. RIGATONI ROSSI E VERDI Ingredienti: rigatoni, piselli, fave, olio extra vergine d’oliva, parmigiano raggiano, pecorino ligure, peperoncino, basilico, salvia, scalogno, aglio, vino bianco e brodo vegetale e brodo di carne, un bicchiere di vino bianco, spezie. Esecuzione: in una casseruola piccola facciamo dorare lo scalogno, mentre nell’altra facciamo dorare l’aglio. Ora le sfumiamo col vino bianco, in quella dello scalogno mettiamo il pomodoro, nell’altra mettiamo fave e piselli cotti al dente e passati a crema. Adesso aggiungiamo il brodo in entrambe le casseruole, e mettiamo nel pomodoro un po’ di spezie, poi chiudiamo con il coperchio e a fiamma bassa faremo ridurre il liquido da entrambe le parti. A fine cottura mettiamo la salvia nel verde e il basilico nel rosso. Una volta scolati i rigatoni andranno messi nei ragù, nel rosso mantechiamo la pasta poi faremo un giro di parmigiano e olio extra vergine d’oliva , nel verde dopo averla mantecata metteremo il pecorino, l’olio e il peperoncino. Dicono che sia una bontà! Federica I sapori, che amalgamandosi alla pasta lasciano un qualcosa di appagabile e anche allegria! Elena Tutto ciò che è fatto con amore non può essere cattivo. 19/05/2017 Elena Oggi ho una ricetta delicata, si tratta degli involtini di faraona cotti insieme ai cipollotti. INVOLTINI DI FARAONA Ingredienti: carne di faraona tagliata a fettine. Brodo di gallina q.b., pomodoro, cipollotti, vino bianco secco, due cucchiai di aceto di vino bianco, salvia, aglio, rosmarino e origano, pepe, olio extra vergine d’oliva, insalata di indivia mista. Esecuzione: tagliamo le erbe, l’aglio, poi facciamo gli involtini con questo trito saporito e pepe. Poi li metteremo nella casseruola con un filo di olio e li facciamo dorare bene. Poi mettiamo subito i cipollotti privati del gambo, sfumiamo col vino, aggiungeremo l’aceto, sale q.b., il brodo e il sugo di pomodoro. A questo punto lasciamo cuocere lentamente fino a cottura ultimata; alla fine vediamo un bel sugo denso, aggiungiamo un po’ di origano e qualche foglia di salvia e un giro di olio. Serviamo i piatti con l’involtino e i suoi cipollotti insieme all’insalata. Buon pranzo! Federica La tua cucina mi piace molto perché è piena di sapore. Elena Grazie! Federica A proposito che fine ha fatto Pallino? Perché non ci vuoi raccontare più nulla? Elena Non mi piace vivere la nostalgia troppo a lungo, solo per quello, a me piace andare avanti. Pallino è diventato un bravo medico, adesso ha cinquanta’anni, è una bellissima persona in tutto e vive lontano da qui. Ciao al prossimo articolo di cucina.
Maggio 15, 2017 Elena Lasagna Copyright su tutti gli articoli più di 2000 e fotografie originali 3200 e, LA NOSTRA SALUTE admin IL MASSAGGIO ESTETICO 15/05/2017 IL MASSAGGIO ESTETICO DEL VISO QUANTO È IMPORTANTE? COME ANDREBBE ESEGUITO? Il massaggio estetico è una delle più antiche terapie di bellezza. Nella storia dell’uomo sono passati millenni ed il massaggio eseguito sia a scopo terapeutico che a scopo estetico, ha accompagnato il suo cammino in tutte le più remote parti del mondo. Ciò basterebbe da solo a dimostrare la validità di un mezzo di oggi, grazie ad una disciplina ben precisa e a cognizioni mediche, che ha raggiunto un’alta specializzazione. In questo articolo parlerò solo del massaggio estetico ed in particolare di quello del viso e del decolté. Perché da un massaggio si ottengano dei risultati, occorre che venga praticato in maniera uniforme e in più prima di incominciare ad eseguire il massaggio si dovranno osservare con scrupolosità alcune regole per una perfetta igiene del viso e del corpo. UN’IGIENE PROFONDA PRIMA DEL MASSAGGIO? PERCHE? PER NON MANDARE IN CIRCOLO LE TOSSINE ANNIDATE NELL’EPIDERMIDE E NEGLI STRATI PIÚ PROFONDI, NEL DERMA E NON SOLO MA ADDIRITTURA NEL CIRCOLO LINFATICO E NEL SANGUE. CONTINUA STASERA… I latti e le creme detergenti sono i prodotti meglio rispondenti alla moderna igiene cutanea giornaliera, costituiti da olii di origine vegetale e animale, emulsionati ad acque distillate di fiori od erbe oltre a sostanze stabilizzanti, antisettiche e profumate, ecc….. Questi detergenti moderni non sono troppo untuosi, non alterano il P.H., detergono perfettamente rispettando l’integrità cutanea. I detergenti sono prodotti che esplicano la loro azione a livello degli strati più esterni dell’epidermide, il loro compito è di avvolgere e rimuovere dalla superficie cutanea qualunque sostanza estranea, non devono penetrare perché hanno il ben preciso scopo di avvolgere e rimuovere qualunque sostanza estranea, non devono penetrare perché il loro compito è quello di allontanare, quindi sia ben chiaro che tutti i detergenti sono prodotti di superficie; e che un detergente alle vitamine non è altro che un’invenzione commerciale. Una volta ben pulito il viso dovrebbe essere pulito in profondità con dei bagni di vapore, in questo modo si aprono i pori per espellere le impurità racchiuse in profondità. Terninata l’operazione si possono usare tonici validi che contengano in piccole quantità disinfettanti, rinfrescanti, disintossicanti e ovviamente idratanti e leggermente astringenti. Spesso nei tonici si aggiungono dosi di polialcooli, che hanno funzione antidisidratante: hanno reazione tonoficante, purificante, e rigorosamente specifica. Per azione tonificante s’intende un’azione attivante sulla muscolatura, sulle terminazioni nervose, sulle pareti dei capillari, e complessivamente sul metabolismo cellulare. Per specificazione si intendono le proprietà diverse a seconda delle diverse acque di base usate o principi attivi disciolti. Per cui in una detersione attuata con detergenti specifici, detersione con vapore e tonificazione avremo un’azione eudermica di superficie dovuta alla detersione superficiale e un’azione eudermica più profonda dovuta al vapore e al tonico. L’importanza dei prodotti idonei è pari all’importanza della tecnica in cui si usano i prodotti: 1) i movimenti che si adoperano per questi esercizi vanno eseguiti con la massima precisione oltreché con molta leggerezza perché la cute non si sposti sui piani sottostanti. Una volta che la pelle sarà trattata come si deve apparirà vellutata e trasparente vigorosa per ricevere il massaggio del viso e decolté. Incominciamo con il massaggio del viso e decolté Per eseguire un massaggio al viso e decolté perfetto occorre essere padroni di una tecnica esatta, conoscere minuziosamente i muscoli nel loro decorso e nelle modalità d’impianto. I muscoli che in cui si lavora sono inseriti nel tessuto sottocutaneo, oppure sulle ossa della testa o sull’osso ioide. Sono muscoli estremamente delicati, sia per la gran mobilità che la loro funzione mimica richiede, sia anche per la loro limitata estensione. Ne consegue perciò la necessità di una delicatezza di manovra perfettamente dosata; perché traumatizzare sistematicamente i muscoli del viso, si otterrebbe esattamente l’effetto contrario a quello desiderato e cioè un cedimento precoce dei contorni del volto, con rughe indelebili (tempo fa successe alla malcapitata signora di non ancora quarant’anni, le si era allungata la pelle del viso e decolté proprio per le forti manovre esercitate dalla sua estetista). Gli scopi e le finalità del massaggio estetico sono quelle di dare al nostro viso omogeneità, distensione, elasticità per mantenere la giovinezza nel tempo. Questi risultati sono la premessa indispensabile per una buona riuscita di ogni trattamento estetico; soprattutto al giorno d’oggi le persone sono sottoposte ad un continuo surmenage e che ben pochi sono i momenti di assoluta distensione conseguente al benessere psicofisico. Anche perché il massaggio riattiva la circolazione sanguigna, linfatica e periferica, favorendo così una maggiore irrorazione sanguigna della pelle e dei muscoli. Di conseguenza si avrà un maggiore apporto di ossigeno e di sostanze necessarie al metabolismo cellulare, ed una più riattivante eliminazione di scorie, e ovviamente un più rapido processo di rigenerazione cellulare. Per ottenere una distensione delle rugosità nulla è più indicato del massaggio fatto come si deve, perché un massaggio fatto come si deve la pelle si manterrà pulita, trasparente rassodata, elastica dunque giovane. Le modalità del massaggio al viso e decolté, ovviamente comprendono diversi movimenti. ci sono i movimenti dolci, leggeri, eseguito con lentezza. I movimenti più sentiti, eseguito circolarmente su di una superficie ristretta, con il polpastrello di un solo dito, generalmente il medio. I movimenti più profondi, che affermano dolcemente i muscoli da lavorare, stimolandoli ritmicamente. Poi i movimenti ritmati e dosati di effetto stimolante. E i movimenti alternati, ritmati con cui si prende e si lascia una porzione di pelle. Inoltre vanno ricordati i movimenti di modellamento del viso, che sono sfioramenti combinati con una pressione leggera. Alla sensibilità ed intelligenza dell’estetista sarà poi deciso di personalizzare il massaggio, insistendo in determinati movimenti per raggiungere un dato scopo ed eliminarne altri, che risulterebbero superflui e o in casi particolari anche dannosi. Quando non si deve eseguire il massaggio? Continua domani….. 16/05/2017 Tempo fa si diceva che con l’azione meccanica di tutte le tecniche del massaggio permettessero l’allontanamento di qualsiasi scoria superficiale; facilitava lo svuotamento dei follicoli e di conseguenza anche l’eventuale successivo assorbimento di particolari sostanze che in un secondo tempo si volessero applicare. Federica Vedi che in questo ragionamento c’è qualcosa che torna e qualcosa che non torna, come ad esempio, il massaggio facilita l’assorbimento delle sostanze attive che si applicano sull’epidermide è vero, ma ti pare giusto che del massaggio si dica che elimini anche le scorie superficiali, non sarebbe meglio toglierle prima? Per facilitare l’assorbimento delle cure? Ma soprattutto per non ostruire i pori con le scorie ossia la sporcizia che ci ritroviamo alla sera quando facciamo la detersione al viso. Ma ritorniamo alle controindicazioni del massaggio. Il massaggio non va eseguito se: ci troviamo davanti a pelli traumatizzate, su pelli infette o con sospetto d’infezione; in questo caso si indirizza la cliente a cure mediche che precederanno le cure estetiche. Poi, il massaggio non va eseguito se la cliente presenta evidenti capillati rotti (teleangectasie) oppure su pelli eritrosiche((arrossate) può nascondersi qualsiasi disturbo o patologia come stasi sanguigna ecc; su pelli acneiche o seborroiche perché il massaggio completo stimolerebbe le ghiandole sebacee a produrre più sebo. Su pelli macchiate (discromie da alterazioni del pigmento) perché prima si dovrà iniziare una cura, solo quando la pelle si sarà uniformata allora si eseguirà il massaggio ma leggero con movimenti mirati e seguenti ma niente picchiettamento, né impastamento ecc. solo la frizione leggera. L’ASSORBIMENTO TRANSCUTANEO DEI PRODOTTI CURATIVI E DI BELLEZZA DEL VISO Per assorbimento transcutaneo si intende la diffusione di una sostanza nei diversi strati della pelle, più esattamente la penetrazione di particolari prodotti destinati a superare lo strato corneo e di esercitare la loro azione a livello dello strato germinativo.I requisiti essenziali di una sostanza nutritiva cutanea per la sua validità sono: la sua affinità con la pelle, il grado di assorbimento da parte della cute, la liposolubilità. Per affinità ovviamente si intende che le sostanze che verranno applicate sulla pelle per essere assunte dovranno avere la medesima composizione o almeno la più vicina possibile. Il manto cutaneo è dotato di una selettività naturale che gli consente di assorbire alcune sostanze e fino a un determinato livello e di respingere decisamente altre. La liposolubilità basterà considerare strutturalmente la pelle per rendersi conto di quanto sia importante questo requisito ai fini dell’assorbimento. L’assunzione di sostanze attraverso la cute avviene principalmente mediante i follicoli pilosebacei, i quali a livello della papilla del pelo alla base del follicolo stesso, presentano una sola fila di cellule non cheratinizzate, ciò a livello dello strato germinativo che risulta così separato dall’ambiente esterno solo dal secreto sebaceo e dai detriti della desquamazione. Le sostanze affini che che arrivino a superare tali ostacoli potranno sicuramente essere assimilate. Continua nel prossimo articolo….. 17/05/2017 Credo risulti chiarissimo da quanto sopra descritto, il concetto di assorbimento cutaneo o transcutaneo, è ormai definitivamente uscito dall’empirismo; ma che è determinante invece la scelta dei vari componenti di un prodotto cosmetico di classe, il quale si differenzierà nella scelta sia degli eccipienti che delle sostanze attive a seconda delle funzioni che dovrà compiere. Un detergente ha un’intensità di penetrazione diversa da quella di una crema nutriente ed altrettanto dicasi di un idratante rispetto ad un prodotto specifico antirughe e così via… Esteticamente si debbono avere chiari questi concetti: com’è strutturata la pelle e quali siano le sostanze che possano giungervi per recare l’effetto curativo e cosmetico desiderato. Oggi la farmacia e la cosmetologia sono effettivamente in grado di offrire preparati di assoluta validità per ottenere lo scopo desiderato. Ovviamente come ho già menzionato non bastano i prodotti appropriati e la diagnosi della pelle, ma occorre creare le condizioni preliminari che permettono l’attuazione effettiva di tale programma.
Maggio 11, 2017 VARIE E RISPOSTE AI LETTORI admin RISPOSTE AI LETTORI CENTOTRENTACINQUE 11/05/2017 Cosa pensi delle Misseri? Si dice che sono delle artiste. Dott. Robert Se per scoprirlo dovevano commettere un omicidio, allora sarebbe stato meglio che fossero rimaste quelle che erano. Però se ne sentono di … Bisogna riconoscere che avevano una grande voglia di essere attrici, lo si è capito fin dall’inizio, hanno giocato con la morte di Sara cercando di far confondere anche i giudici, hanno recitato male la parte perché non hanno fatto altro che mentire. Elena Lasagna 12/05/2017 Che cosa faceva in quegli anni l’assistente di uno studio medico privato? Scriveva a macchina? Federica Sì, anche, ma soprattutto si imparava molto; ad esempio si imparava a fare le iniezioni, a fare l’elettrocardiogramma, a misurare la pressione sanguigna, e si esercitavano anche servizi di pronto soccorso, come curare le allergie improvvise da punture di insetti, ad operare ascessi e tante altre cure. Elena Lasagna 12/05/2017 Non sei stanca di gente che non capisce niente? Che a loro tutto è lecito e degli altri a loro non interessa niente? In più non sanno quello che vogliono ed hanno la coda di paglia! Per quello che mi riguarda non ne posso più! Metterli tutti insieme e poi… Federica e Alessandro Certo che di persone che ho conosciuto allora ce ne sono ancora poche: gente che pensa anche a non ferire per prima il suo prossimo, gente educata fin da quando era nel grembo della madre, mentre adesso ci sono certe persone che non impareranno mai! Vogliono tutto da tutti, bisognerebbe sempre richiamarli perché da soli e da sole fingono di non arrivarci e ti guardano come ebeti con la speranza che non tu non dica nulla, così possono continuare nei loro piccoli gesti quotidiani che oramai non farebbero più neanche gli zingari: quello di cercare di fregare il prossimo e di non prendersi le proprie responsabilità; se sbagliano la colpa è sempre degli altri! Io sono cristiana sì, ma non fessa! E pensare che si danno arie da chissacchì in realtà appartengono alla feccia più bassa della comunità! Non cambierò espressione neanche se mi pagassero in diamanti per ogni singola sillaba perché questa storia è dominata dall’ invidia di gente fatta così! Chi si unisce a loro non è da meno, ma usate la vostra di testa! Non pensare più a questa feccia, il bello per loro deve ancora venire! Dott. Robert Cosa pensi di quelli che ti dicono alzati e nel frattempo ti tengono un piede premuto sulla schiena? Dott. Robert Sai cosa dice quel proverbio? “Tutte le cose vengono a galla” ! Di questo ne sono certa; ne sono già uscite molte, ma non tutte e anche qua il bello deve ancora arrivare! Elena Lasagna 16/05/2017 Mi sono sempre chiesta se è vero che i panni stesi al sole anche se non sono molto puliti si disinfettano? A me non è mai piaciuto stendere la biancheria al sole perché se fosse vero che il sole uccide tutti i germi non ci sarebbero malattie, per questo io non li stenderò mai fuori ho la netta sensazione che fuori si sporchino di polvere, germi ecc. Cosa ne pensi? Annalisa Se tu sei così sospettosa perché non ti regali una lavasciuga? Al giorno d’oggi ci sono macchine incredibili, lavano qualsiasi tipo di tessuto e l’asciugano che poi sembra stirato. Lava i capi in maniera perfetta, li sterilizza e poi li asciuga stirandoli. Prova. Ovviamente qui non posso dirti il nome della casa o la marca di queste macchine; il sole non fa mai male al bucato, ma i capi bianchi ingialliscono e ad ogni lavaggio oltre allo sterilizzante addizionato al detersivo dobbiamo aggiungere anche uno sbiancante, troppa roba! Ciao! Elena Lasagna 17/05/2017 Cosa pensi dei bambini usati per i film porno? D. Robert Io non sopporto gli adulti che girano i film porno, strumentalizzando l’amore tra un uomo e una donna, immagina un po’, come posso sentirmi al solo pensiero che i bambini prendano parte a certe scene ? È inutile, bisogna smascherarli! Elena Lasagna Quale essere infimo ti è capitato di conoscere? Dott. Robert Hai detto giusto e bene “essere infimo” con l’educazione del bravo bambino che però non inganna nessuno perché lo si riconosce a pelle. Pochi mesi fa mi ha chiesto del lavoro che io sto mandando avanti da anni che non ho mai esposto, per metterlo nel suo sito a nome suo, se non l’ho ancora esposto è perché ci tengo molto, è un’altra parte del mio lavoro e mio resterà per sempre! Poi ha usato una tattica nauseante! Elena Lasagna 22/05/2017 Ho fatto un’indagine, il tuo sito è tra quelli interessanti, certo che non può piacere agli stupidi! Anzi, non lo si può pretendere. Hai fatto bene a non farti trascinare in….. Dottor Robert 23/05/2017 Che altro è la maleducazione per te? D. Robert Maleducazione è anche usare e impossessarsi di cose che sono in comune senza chiedere l’autorizzazione all’altra parte; è prendere iniziative senza avere il consenso altrui, ed è anche non rispettare certe iniziative e regole concordate dalle due parti a danno degli altri. Maleducazione significa essere egoisti, poco intelligenti e cafoni! Elena Lasagna 23/05/2017 Hai mai avuto problemi nel rapportarti con la gente? E con le famiglie extra comunitari? Dott. Robert Come tu sai no! Anche perché ho passato anni e anni in contatto con la gente, ma non ho mai trovato persone così stupide e subdole come in questi ultimi anni. In quanto alle famiglie di extra comunitari non posso dire nulla, anzi ti dirò di più, tempo fa ho conosciuto una famiglia di asiatici, ma devo confessarti che gente così per bene qui da noi se ne trova poca; questi fingono di essere gente modello ma sotto sotto invece è falsa! Ovviamente non me ne vogliano quelle persone meravigliose. Elena Lasagna 30/05/2017 Non capisco perché certe persone mentano sempre, prima dicono una cosa poi parlano della stessa cosa con altri e cambiano versione, e così via… Perché non riescono a dire quello che pensano? Alessandro e Federica C’è gente che se non mente in continuazione non vive bene, altri hanno la menzogna nel sangue, altri ancora non vorrebbero che tu li capissi, raccontano il contrario di ciò che pensano, spesso facendosi anche del male, come ad esempio parlare alle spalle di qualcuno, dicendo che una cosa la infastidisce mentre se lo riferisci per aiutarla lei nega di averlo detto. Si tratta di avere un carattere debole, di avere paura di venire giudicata per quello che è ma si tratta quasi sempre di ipocrisia o di schizofrenia; che siano donne o uomini persone così per me non valgono nulla! Elena Lasagna 30/05/2017 Non si sa più dove mettere i propri risparmi, se si custodiscono in banca non c’è la sicurezza che poi te li restituiscano, anzi, li usano e a te non danno nulla, dimmi cosa si può fare? Maria Concetta Se non fai investimenti tanto vale tenerli nel materasso, almeno ti sentiresti più sicura; oppure spendili così nessuno te li potrà rubare. Gli investimenti sicuri non esistono, diciamo che ci sono investimenti e investimenti, dovresti seguire un po’ l’economia e i titoli in borsa, quali sono i migliori e quelli peggiori, ecc… però a volte basta un nulla per farla salire e per farla precipitare. Comunque io non posso consigliarti nulla, è una responsabilità che non si prende nemmeno il banchiere. Elena Lasagna 01/05/2017 A questo mondo c’è ancora gente analfabeta e invidiosa, anzi qui da noi! Non sa distinguere un fiore da una spina e vorrebbe comandare la massa! Va bene solo da raccogliere la spazzatura! O fare quello che gli dicono gli altri! Poveri noi! Giorgia e Alberto Dicono che il mondo è bello perché è vario! Elena Lasagna 01/05/2017 Ho una gran voglia di spaccare la faccia a chi dico io! Mi sta addosso da molti anni, quando lo vedo mi si rivolta lo stomaco, anche se io sono qui e lui è là; ma dico: come si può far fare il giudice ad una persona che non è neanche riuscito a concludere gli studi di legge! È proprio vero ciò che dici tu: Per certe persone tutto è lecito, basta trovarsi nel posto giusto! Elisa e Antonio Come si suol dire, Il mondo è piccolo! Arriverà anche quel giorno! Come ho già detto, lo ribadisco! E al giudice degli asini gli spaccheranno la faccia! Tutto torna a galla! Elena Lasagna Com’è possibile che a certe persone dia fastidio i fiori di gelsomino che sporgono dai cancelli o dai muretti delle loro abitazioni? (Sempre che non ostruisano il passaggio dei pedoni, allora si cade nel menefreghismo e maleducazione) E non guardano le erbacce che nascono negli interstizi tra i muretti e l’asfalto, e tutte le foglie morte trasportate dal vento? E tutta quella polvere che con la pioggia diventa fango dove gli asfalti sono fatti da cani? Quelli sì che intoppano i tombini! O quelli no? Quelli vanno bene! Ma che andicappati! A voi da fastidio il bello! Elena Lasagna Patty, Mariangela, Annalisa e Giancarlo, Linda, Dott. Robert Federica e Alessandro… 05/06/2017 Per quanto riguarda gli abusi e maltrattamenti fatti ai bambini nelle scuole materne, si sono fatti grandi passi avanti ma purtroppo nonostante queste cose vengano alla luce e se ne parli spesso, non sono ancora finite. Invece per quello che riguarda l’uso dei minori nei film porno lì non viene alla luce nulla, perché? Come se non esistessero queste cose orribili e schifose! Mi sono sempre chiesta il perché. Alessandra Forse perché il giro è molto esteso, si tratta di malavita internazionale. Ci sono persone coinvolte che non dovrebbero esserci ecco il perché! Elena Lasagna
Maggio 8, 2017 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOVENTIDUESIMA PARTE 08/05/2017 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Elena Ciao, eccoci qui in cucina per prepararvi un piatto di pasta fresca ripiena, sono nuovi e li ho chiamati i “novelli” Eccoli nella foto sotto. I NOVELLI Ingredienti: farina per pasta fresca, uova q.b., origano fresco, spalla cotta, capolini di tarassaco marinati con aceto di mele, olio extra vergine d’oliva, un porro, tre etti di parmigiano reggiano, asiago, sugo al pomodoro e basilico, salvia. Esecuzione: facciamo il ripieno con i capolini di tarassaco marinati e passati al mortaio, poi, tagliamo molto finemente la spalla cotta, il porro, mescoliamo bene il tutto e aggiungeremo il parmigiano grattugiato; facciamo un bell’impasto che non appiccichi alle dita. Adesso impastiamo per la sfoglia, la tiriamo abbastanza sottile e mettiamo il ripieno ai novelli che taglieremo a casette o a triangoli. Li passiamo nel brodo bollente poi li mantechiamo nel sugo con pomodoro, basilico, scalogno, olio e origano, infine ci grattugeremo sopra un po’ di asiago. Federica E buon appetito! Che buoni! Elena Sì, hanno detto di sì, a domani per completare l’articolo. 09/05/2017 Elena Sono qui, ho rispettato l’appuntamento e la parola data. So che muori dalla voglia di sapere che cos’ha combinato Pallino. ma questa volta dovrai aspettare fino alla fine dell’articolo. Federica Poco male è divertente aspettare Pallino tra un piatto e l’altro. Cosa ci presenti? Elena Un secondo piatto, un petto di cappone farcito. PETTO DI CAPPONE FARCITO Ingredienti: (per la marinatura, vino bianco olio extra vergine d’oliva, spezie miste per insaccati, aglio, origano fresco, sale q.b.) un petto di cappone, un etto di crudo di Parma, 50 g di pancetta steccata, 100 g di funghi porcini secchi, vino bianco q.b., brodo vegetale q.b., pepe, peperoncino, aglio, rosmarino. Per il contorno: patate, vino, latte, parmigiano, prezzemolo, porro, un pizzico di timo. Esecuzione: dopo avere marinato il petto di cappone, lo farciremo con aglio, rosmarino prosciutto, pancetta. Lo rosoliamo nella casseruola appena unta con poco olio, lo sfumiamo col vino, aggiungiamo il brodo q.b. per la cottura in modo che resti un po’ di sugo per la salsina ai funghi. A cottura ultimata lo copriremo con la salsa di funghi trifolati e passati al mixer. Lo lasceremo raffreddare e lo taglieremo a fette. Intanto faremo le patate stufate con gli ingredienti sopra elencati alla fine aggiungeremo un po’ di latte e parmigiano grattugiato. Federica È buono da matti vero? Elena Sembra proprio di sì. Ed ora passiamo alla ricetta successiva, un altro primo piatto: un altro risotto di casa mia ai miei sapori. RISOTTO ALL’ERBA LUISA Ingredienti: riso per risotti, un mazzolino di erba luisa, uno scalogno, un pizzico di prezzemolo tritato, uno spicchio grande di aglio, latte, parmigiano raggiano, 50 g di fontina, una patata, mezzo bicchiere di vino bianco e brodo di gallina ruspante. Esecuzione: Facciamo rosolare il riso con lo scalogno e l’aglio, aggiungeremo il vino, lasceremo evaporare e mettiamo il brodo, le erbe tritate, e la patata. Lasciamo cuocere adagio; raggiunta la cottura al dente versiamo un po’ di latte, la fontina a dadini, ancora un po di erbe dal mortaio, un giro di parmigiano grattugiato e il risotto ha un profumo da sballo! Federica Appena mi ricresceranno le due erbe lo farò immediatamente, che cremosità naturale! Elena Sì, perché di formaggio non ne ho messo molto, ma è molto gustoso e fa bene. Un altro secondo piatto, dai vediamo se indovini? Federica È carne o pesce? Elena Non è né carne e né pesce. Sono frittatine gustose, un’altra ricetta per consumare le uova. ANELLI DI FRITTATA ALLE CODE DI TROPEA Ingredienti: uova q.b., cipollotti tropea (solo la parte verde) olive verdi, parmigiano grattugiato. In contorno di insalata mista. Esecuzione: Facciamo la frittata con questi ingredienti, ma prima tagliamo il gambo dei cipollotti, li mettiamo in padella, e poi li uniremo alla frittata. Alla fine la decoreremo con le olive. Federica Devo dire che per essere una frittata mi invoglia molto. Elena È buona da matti! Adesso ti mostro un pesce ai ferri e poi spogliato, un’altra orata, ma dai gusti molto diversi. ORATA AI FERRI Ingredienti: cime verdi , trenta g. di burro, parmigiano, latte, zucca, patate, origano, prezzemolo, olio extra vergine d’oliva, aceto di mele, vinaigrette, orata, sale e pepe. Esecuzione: Puliamo bene il pesce, lo mettiamo ad insaporire nella vinaigrette. Poi dopo qualche ora lo togliamo e lo mettiamo sulla griglia. Una volta raggiunta la cottura, lo spelliamo e lo serviremo con altra vinaigratte, un po’ di pepe. Abbiamo stufato le verdure e condite poi le serviremo con il pesce nel piatto da portata. Elena Anche così il pesce ai ferri ha un sapore che non ti dico! Meraviglioso! Ed ora un dessert dal sapore unico: l’ho chiamato “Occidente e Oriente”. OCCIDENTE E ORIENTE Ingredienti: ananas, frutti della passione senza semi, papaya, lamponi, more e mirtilli. Palline di gelato alla panna fresca. Esecuzione: frulliamo l’ananas, la papaya, e i frutti della passione, cercando di trattenere tutti i semi. Lo stesso vale con i mirtilli, i lamponi e le more. I primi tre succhi gialli li teniamo separati dagli altri tre rossi. poi in due piccole casseruole faremo i budini a bagnomaria: aggiungeremo ai succhi un cucchiaio di farina per ogni bicchiere da vino di succo; amalgamiamo bene il tutto e mettiamo sul fuoco le due piccole casseruole. I budini devono cuocere con lo stesso tempo, curandoci di mescolare in entrambe le parti per non farle grumare. Una volta addensati i succhi li verseremo alternandoli negli stampi. Eccone due, poi si possono gustare con palline di gelato alla panna fresca. Federica Che delizia! Non dirmi che mi piace tutto perché questi sono sapori divini! Elena Grazie! Non volermene se Pallino lo rimandiamo a domani, si è fatto molto tardi. A domani! 10/05/2017 Elena Ciao Fede e ciao a tutti, eccomi con il racconto di Pallino. I vicini di Pallino erano due coniugi attempati, sulla cinquantina: lui un uomo tutto d’un pezzo, lavoratore e molto devoto a sua moglie che si dice non meritasse le sue attenzioni. Avevano un figlioletto di tre anni, era sempre accudito e pieno di affetto ma dal padre, perché la madre da quando aveva partorito fece un esaurimento di parto e non si risollevò più. La visitarono tutti gli specialisti della zone e oltre, ma lei non voleva accettare di essere madre e se ne stava tutto il giorno stesa sul letto aspettando che il marito ritornasse con il bambino e che cucinasse per tutti. Questa storia andò avanti per più di tre anni. Pallino si era affezionato a quel signore che faceva il doppio genitore a suo figlio e nel vederlo tutte le sere seduto fuori da solo, gli venne un’idea brillante: invitò la zia a passare una settimana lì con la sua famiglia perché viveva sola in un appartamento; la zia era una donna brillante di buoni principi e anche di compagnia. Pallino fece in modo di farli incontrare e così ogni sera dopo cena andava in giardino vicino al signore solo a raccontare le barzellette , così divertenti che faceva ridere anche le persone più tristi. Anche quando finì la sua vacanza lì da Pallino, la zia veniva ogni sera a trovare quel signore per assicurarsi che stesse bene. E così Pallino riuscì a mandare in porto il suo piano: quei due si innamorarono, lui si separò dalla moglie ed ebbe la custodia del bambino, e la signora che sembrava così malata si svegliò dal coma finto e per mantenersi andò a lavorare. Così vissero tutti felici e contenti, finalmente una storia vera finita bene! Comunque Pallino dove metteva le mani e la mente sembrava guidato dal cielo! Federica Che gioia! Però voglio sapere che ne è stato di lui, Pallino, che strada ha intrapreso, chi è oggi? Elena Sì, ti racconterò tutto ma a suo tempo. Al prossimo articolo di cucina. Ciao!
Maggio 8, 2017 Il CIELO CI GUARDA, VARIE E RISPOSTE AI LETTORI admin PER LA TUA FESTA 08/05/2017 PER TE GRANDE MADRE PER ME OGNI GIORNO È LA TUA FESTA. AUGURI DA TUTTI NOI
Maggio 5, 2017 GIARDINAGGIO admin GIARDINAGGIO DUE 05/05/2017 Sono Laura, vorrei chiederti perché il falangio che amo tanto, durante il periodo invernale mi diventa giallo, completamente giallo. Laura Chlorophytum comosum veriegatum (falangio) Se la pianta è stata trascurata durante il periodo vegetativo, allora non riuscirà a sopportare quel periodo di riposo invernale; guarda che le piante sono come le persone, se mangiano troppo scoppiano e se non mangiano soffrono in un altro modo, si ammalano e muoiono. All’inizio della primavera e a fine estate andrebbe somministrato un po’ di ferro attraverso l’innaffiatura; e da marzo a ottobre somministrare periodicamente (una volta ogni 15 giorni un po’ di concime sciolto nell’acqua). Elena Lasagna Perché i miei gerani hanno le foglie ingiallite? E i capolini nuovi non si aprono e poi si seccano? Laura Cara Laura, Il perché è racchiuso in queste tre cose: troppa o poca acqua, troppo concime e poco sole. Tutte le varietà di gerani amano restare qualche ora a sole diretto, non spruzzare mai sulle foglie nemmeno d’estate, va innaffiato regolarmente, nei periodi caldi due tre volte a settimana, d’inverno mantenere il terriccio fresco, umido. La potatura fa effettuata in primavera, togliendo sempre fiori e foglie morte; rinvasare le giovani piante ogni anno, poi ad anni alterni per cambiare il terriccio sfruttato. Sia il geranio zonato o geranio comune dei giardini, è probabilmente un incrocio tra Pelargonium zonale e P. inquinas e deve il nome alle foglie zonate di bronzo o marrone. Sono disponibili ibridi di molti colori, già da tempo sono state introdotte alcune varietà doppie particolarmente affascinanti, come piante da balconi e terrazzi. Elena Lasagna 06/05/2017 Sono Marta, un mese fa ho acquistato un ulivo alto circa un metro e trenta, era una bella pianta; Quando l’ho piantato ho eseguito alla lettera tutte le istruzioni, come ad esempio: fare una buca di 40 cm x 40, fare un buon drenaggio, e aggiungere sul fondo e a metà un po’ di concime, innaffiare regolarmente ed è quello che ho fatto. Adesso però vedo che la pianta si sta seccando, nonostante la stagione ideale per la piantumazione. Io non vado nemmeno dal commerciante a reclamare perché so per esperienza diretta che non potrei mai avere ragione e riscuotere la cifra spesa. Come posso fare? Grazie! Allora Marta, se credi di non avere ragione ti sbagli, perché ci sono disonesti che vendono piante morte anche se hanno un aspetto verde. Prima di acquistare una pianta, se sei incerta sul suo risveglio, fatti mostrare la pianta priva del vaso per controllare le radici, se le radici sono chiare, belle gonfie o bianche, la pianta una volta rispettate le regole di piantumazione non morirà mai, ma crescerà sana e rigogliosa; se invece le radici sono di colore marrone o bruciato e sono secche, quella sarà destinata a morire presto. Elena Lasagna 09/05/2017 Sono più resistenti al freddo le piante di rose molto alte o le piante basse di venti ai quaranta cm? Gina Di solito le tipologie a cespuglio basso sono le più resistenti, poi tutto dipende dalle cure che hanno ricevuto. Elena Lasagna Ritornando alla descrizione delle rose, mi ricordo della rosa General Jacqueminot, è una rosa rosso vivido, meraviglioso, dai fiori doppi e vellutati, che sbocciano su steli lunghi e forti, dall’intenso profumo, fioriscono a primavera e nel tardo autunno, il suo fogliame è verde lucido. Se ricordo bene è una delle prime rose ad essere coltivata come fiore da taglio. Elena Lasagna Cosa pensi dei rampicanti ti piacciono? E le siepi fatte di rampicanti? Federica A me le piante piacciono tutte, i rampicanti sono bellissimi specialmente quelli da fiore; per quello che riguarda le siepi non farei mai una siepe rampicante che non sia edera, per il fatto che non muta molte foglie come tutti gli altri rampicanti. Immaginate una siepe di rampicanti che perdono periodicamente le foglie? Se non sono curati e puliti almeno due volte l’anno ci si annida di tutto: insetti, topi, serpi ecc. Come ad esempio il gelsomino si può tenere ma non più di due metri di lunghezza, sono anche troppi; per non parlare poi del caprifoglio, ancora peggio! L’edera invece è un repellente naturale, allontana gli insetti e non perde molte foglie. Elena Lasagna 14/05/2017 Eccomi ancora con gli occhi puntati sulle rose, in questo mese sono uno spettacolo della natura. Quando le vedo mi ricordo dei loro nomi come ad esempio la rosa Cécile Brunner, fiorisce in piccoli mazzi di fiori doppi ma delicati di colore rosa luminoso sfumata di giallo alla base dei petali; il suo profumo è moderato ma lascia nell’aria una nota di freschezza. È una rosa con pochissime spine, il suo fogliame è di un colore verde scuro e lucido, il suo cespuglio arriva a toccare il metro ed è una delle rose più popolari. Come ad esempio la rosa Marchionnes of Londonderry, ha fiori doppi di colore bianco sfumati di rosa, dal profumo delicato la sua pianta è forte, senza spine che diventa alta fino a due metri circa; fiorisce in primavera e nel primo autunno. Poi abbiamo la rosa Reine des Violettes, si tratta di una rosa introdotta a metà del milleottocento ha i fiori doppi con petali numerosissimi di colore malva sfumata di colore lavanda, ha un profumo intenso, forte, le sue foglie sono vellutatee i suoi rami hanno pochissime spine. Il suo arbusto va da un metro e mezzo a due metri e mezzo, anche questa rosa fiorisce a mazzi due volte l’anno (autunno e primavera). Un’altra rosa di colore rosa è la Crested Moss detta anche ” Chapeau de Napoléon”. Ha i fiori doppi disegnati perfettamente riuniti in mazzi; ha un profumo sensuale delicato che fa ritornare alla mente il muschio. La sua resistenza al freddo e alle malattie è eccezionale, arriva all’altezza di un metro e cinquanta; anche questa rosa è molto antica, è stata introdotta nel milleottocento circa. Poi una rosa dal forte profumo è la “MME LOUIS LÉVÊQUE color salmone dai fiori doppi lussureggianti che sbocciano sia in primavera che nel primo autunno, ha il cespuglio spinoso e resistente e può raggiungere l’altezza di un metro e ottanta cm. 25/05/2017 Cosa pensi del glicine? D. Franco Il glicine è un bel rampicante ma richiede un posto ideale e ci vuole tempo per poterlo curare come merita. Elena Lasagna 29/05/2017 Mi sono ricordata il nome di altre rose: la rosa cinderella, ha i fiori doppi con molti petali bianchi orlati di rosa. Ha un profumo molto gradevole che tende allo speziato. Ha un cespuglio eretto non ha spine la cui altezza si aggira sui quaranta-cinquanta cm circa. La rosa profumatissima “Frosty” ha i fiori molti piccoli ma sono doppi e fioriti durano nel tempo, sono bianchi on ai bordi sfumature verdi. La rosa Rosina, detta anche Josephine Wheatcroft e Yellow Sweetheart . Ha i fiori doppi, a forma di tea ibrida, colore giallo girasole chiaro, profumo delicato. I suoi cespugli sono robusti e fioriscono abbondantemente. La rosa Dwarfking, ha i fiori doppi, di un rosso moderato, profumati che sbocciano singolarmente o a mazzi. I suoi cespugli sono nani, ma sono molto resistenti ai climi freddi e alle malattie. 25/06/2017 Perché i miei oleandri fanno pochi fiori o non fioriscono per niente? Rita Semplicemente perché gli oleandri bramano di stare sempre in una posizione soleggiata. In più per l’oleandro è molto importante anche una buona potatura, irrigare normalmente la piante specialmente nelle stagioni asciutte. Elena Lasagna 25/06/2017 Perché la delphinium tutti gli anni col gelo mi muore e dicono che sia una pianta perenne? Grazie! Rita La delphinium sembra una pianta delicata, ma in realtà è molto robusta, sopravvive sempre ai climi gelidi; muore in autunno e in primavera, si presenta puntualmente al suo appuntamento per dare un tocco di cielo ai giardini. Forse la tua è in una posizione dove ci sono insetti o parassiti che mangiano i semi e le radici. Elena Lasagna 03/07/2017 Ti dispiace se qualcuno copia il tuo giardino? Gloria e Dario A me no, mi piacciono molto i fiori e più ne vedo più mi rallegrano, quello che può dare fastidio è la fobia del controllo dei cafoni, nel senso del fiato sul collo come se non avessero null’altro da fare. Certi fanno le gare ad andare perfino sul tetto pur di ficcanasare nei giardini altrui, questa è grande bassezza e poco rispetto per se stessi. Elena Lasagna 10/07/2017 È vero che innaffiando il giardino tutti i giorni si facilita il proliferarsi delle zanzare? Angela Angela, non è innaffiando il giardino che aumentano le zanzare, ma è l’umidità, anche la stagione umida fa star bene le zanzare, non per questo dobbiamo smettere di innaffiare o di uscire di casa; tutti dovrebbero fare il trattamento ogni anno contro le zanzare. Non è nocivo all’uomo né tanto meno agli animali, anzi, ci vorrebbe solo un po’ di accortezza e non ci sarebbero lamentele; che ognuno faccia la sua parte! Elena Lasagna 22/07/2017 Ho acquistato delle pesche in un supermercato, erano belle da vedere, non troppo mature, ma quando le ho aperte dentro erano tutte farinose, una sbobba che non si potevano mangiare, perché mettono in vendita della roba così? Vuoi che non lo sappiano? Alessandra Certo! Chi li ha vendute le conosce bene, e anche chi le ha acquistate per il supermercato, ma il povero cliente non può saperlo! Quando la frutta non del tutto matura una volta aperta si presenta così, allora chi l’ ha coltivata non ha mai innaffiato le piante di questa frutta. Tutti gli alberi da frutto hanno bisogno di essere irrigati al punto giusto perché diano frutti succosi e saporiti. Questo l’ho imparato molto tempo fa. Elena Lasagna
Maggio 2, 2017 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA DUECENTOVENTUNESIMA PARTE 02/05/2017 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Elena Ho preparato una ricetta nuova di un primo piatto, sono i bombolini ripieni. Eccoli! BOMBOLINI RIPIENI Ingredienti: farina per pasta, uova, 5 peperoni gialli, uno verde e uno rosso, ricotta vaccina, parmigiano grattugiato, sugo al pomodoro con scalogni e basilico, olio extra vergine d’oliva, pecorino a scaglie, tre cipollotti, due mestoli di brodo di gallina. Esecuzione: facciamo un buon pesto per il ripieno, con la ricotta lavorata a spatola, i peperoni gialli tagliati a metà e messi a cuocere in padella senza grassi ne liquidi. Una volta cotti, si leva la pellicina, poi si passano al mortaio per farli diventare quasi una crema che sarà mescolata alla ricotta, aggiungeremo poi due cucchiai di parmigiano grattugiato, un pizzico di spezie miste, e tre cipollotti stufati ridotti in crema. Abbiamo fatto un buon ripieno e adesso faremo la sfoglia, poi tracciamo dei quadrati, metteremo il ripieno e chiudiamo prendendo i due lembi facendoli intrecciare e così anche con gli altri due, come nella foto sopra.Una volta fatti i bombolini, li mettiamo in padella con due mestoli di brodo, li passiamo per qualche secondo, infine li adageremo nella casseruola del ragù; con un giro di olio e una manciata di pecorino, poi decoriamo con filetti di peperone rosso e verde grigliati, il piatto è pronto da gustare con gioia perché sarà davvero squisito. Federica Se dico che sono squisiti è davvero poco! E adesso tiraci fuori Pallino. Grazie! Elena Le osservazioni di Pallino e quello che combina… Pallino ne ha davvero fatte e dette di tutti i colori, ma il bello è che nel combinare le sue marachelle non è mai stato distruttivo; è sempre stato brillante e spontaneo. Il vicino di casa di Pallino ha un frutteto molto vasto, nel periodo delle ciliege Pallino lo va a trovare e gli chiede se può prendere un po’ di ciliege. Il vicino acconsente e gli dice che può mangiare a volontà ma si raccomanda di non sceglierle e cioè di non prendere solo le più belle, perché quelle sono destinate al mercato. Pallino va sotto l’albero di ciliege, le scruta attentamente ma vede che sono tutte uguali, allora chiama suo padre e gli dice: ” papà, il signore mi ha detto che posso mangiare tutte le ciliege che voglio, però non vorrei stare male, vieni con la cassetta che la riempiamo, ma fa attenzione a non scegliere le più belle perché sono per il mercato! Federica A lui vengono così spontanee che è una vera gioa sentirlo! Un vero affarista! 02/05/2017 Elena E adesso torniamo alle nostre ricette fino a finire l’articolo. Ora vi presento una quaglia affogata, credo che sia una vera bontà per tutti anche quelli che non amano il pollame. QUAGLIE AFFOGATE Ingredienti: le quaglie che servono, poi per ogni quaglia abbiamo un rametto di rosmarino, una stecca di sedano verde, tre scalogni, un rametto di salvia, due chiodi di garofano, 5 asparagi solo il tenero, olio extra vergine d’oliva, un pizzico di peperoncino, una foglia di alloro, uno spicchio di aglio, due mestoli di brodo, dragoncello in più la concia per la marinatura: vino bianco, salsa di erbe e spezie con i gusti della casa. Per il contorno: cime di rapa stufate e mantecate con il parmigiano reggiano. Esecuzione: mettiamo le quaglie a marinare, il mattino seguente le togliamo dalla marinatura, le rosoliamo bene nella casseruola. Poi aggiungeremo gli scalogni tritati, il sedano tagliato a pezzetti, il rosmarino tritato, il dragoncello fatto a piccoli frammenti, l’alloro, l’aglio, il garofano, gli asparagi tagliati a pezzetti, il peperoncino, la salvia, infine il brodo per la cottura che dovrà essere a puntino e le verdure stracotte. Le quaglie saranno affogate con tutti questi sapori e alla fine verranno servite con un po’ di olio, di sugo con le verdure ed erbe di cottura e a parte le cime di rapa stufate; il piatto si presenta così, vedi in alto. Federica Squisite! Fatte così mi piacciono molto di più che servite con l’uvetta! Ma è anche vero che tutti i gusti sono gusti! Elena Grazie! E adesso presento un altro primo di pasta dura, sono le castellane del prato verde, un’altra versione delle castellane. CASTELLANE Ingredienti: spinacine selvatiche, cerfoglio, rosmarino, pepe nero, funghi porcini in crema, besciamella leggera, latte, aglio, una cipolla dorata, olio extra vergine d’oliva, parmigiano reggiano, brodo vegetale per la cottura. Esecuzione: facciamo stufare le spinacine col latte e uno spicchio di aglio. Poi facciamo una besciamella leggera con il latte, pochissima farina, lo stufato di porcini e cipolla passati al mixer, aggiungeremo un pizzico di pepe, qualche ago di rosmarino e cerfoglio. Adesso facciamo cuocere la pasta nel brodo leggero di verdure, la scoleremo al dente e la verseremo nella besciamella dove abbiamo messo anche qualche cucchiaio di crema di spinacine, poi un giro di olio e parmigiano, ed ecco il piatto nuovo! Federica Delizioso! Issimo! Elena Ed ora un altro secondo, si tratta dell’orata piccante. ORATA AL SUGO PICCANTE Ingredienti: orate q.b., per ogni orata abbiamo: cipolline sotto aceto, capperi sotto aceto, pepe bianco, un pizzico di rafano, olio extra vergine d’oliva, aceto di mele, succo di lime, peperoni scottati, alcune foglie di salvia. Esecuzione: mettiamo le orate in forno, le facciamo cuocere ma non troppo, poi toglieremo tutte le lische, le condiremo con la salsa fatta al mixer con olio, lime, aceto rafano pepe, succo di cipolle bianche. Inonderemo il pesce con questa salsa, lo lasceremo riposare per circa trenta minuti e poi si può gustare con asparagi o frittura di patate. Federica Che sapori! Elena Grazie! Ma proseguiamo con un dolce un semplice dolce molto saporito. FRITTELLE AL FORNO Ingredienti: un ananas, farina di riso, scorzette di arancia, liquore strega e rum, latte, 40 g di lievito di birra, due uova e un tuorlo, 50 g di burro, 50 g di zucchero, 450 g di farina, mezzo bicchiere di latte, zucchero a velo vanigliato, cioccolato bianco a scaglie. Esecuzione: sciogliere il lievito nel latte, aggiungere lo zucchero, le uova, il rum, la farina e il burro. Impastare bene il tutto, formare delle piccole palline e stenderle sulla carta da forno oleata e infarinata, lasciare lievitare per due ore e rifare l’operazione; ripetere il tutto per almeno cinque volte. Nel frattempo faremo la crema all’ananas con il succo di ananas spremuto dopo avere tolto i dadini per caramellare, la farina di riso e il liquore strega, mescolare fino a quando la crema si addenserà. Adesso schiacciamo le palline semplicemente, senza dare forme particolari, le inforniamo a 170 ° per venti minuto mezz’ora (dipende dal forno) usciranno dorate e leggere da servire con la crema di ananas e i dadini passati alla fiamma e zucchero a velo. Federica Anche queste vero? Non mi dai scampo! Come farò a non assaggiarle! Elena Ma a te piace tutto, ho già visto! Ciao! Al prossimo articolo!