LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTESIMA PARTE

10/12/2013POLENTA  E BACCALA'

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA  Cara  Fede questo è il centoventesimo articolo di cucina ed è l’ultimo del 2013,  poi ci rivedremo con ricette nuove e piene di salute e gusti squisiti per grandi e piccini. Dai primi, ai secondi piatti dagli antipasti ai dolci nuovi e sempre casalinghi ma allo stesso tempo si potranno trasformare in capolavori di pasticceria.

Qui abbiamo fatto una bella polenta e la cucineremo al forno con baccalà in umido e funghi misti  fritti.

FEDERICA   Che golosità anche questo!

BACCALÁ   IN  UMIDO

Ingredienti: baccalà dissalato, prezzemolo, aglio, olio extra v. d’ol. pane grattugiato, pasta d’olive, origano.sale, pepe.

Esecuzione: abbiamo  il baccalà tagliato a pezzetti  di 10 per 10 circa, lo mettiamo nell’olio a marinare dove abbiamo fatto un trito di aglio e prezzemolo e origano, pepe e se occorre anche un pizzico di sale. Lo lasceremo in ammollo per quattro ore, poi, lo passeremo nella pasta di olive e nel pane grattugiato. Lo mettiamo in forno a 180 g° per 30 min e nel frattempo abbiamo lavato, tagliato e infarinato i funghi e li abbiamo fritti nell’olio di arachidi. Sono belli croccanti e andranno impiattati insieme al baccalà e polenta abbrustolita.

FEDERICA   È davvero una leccornia !

ELENA   Questa è un’altra versione del baccalà al forno, perché lo faccio anche alla vicentina con il latte e cipolle bianche, lo faccio con le erbe e acciughe, lo faccio fritto ecc…

FEDERICA   Ma quante ricette hai ancora dentro la tua testa?

ELENA   Ne ho migliaia di kilometri! Puoi stare tranquilla che sono solo mie e di nessun altro! Ciao, spero che i problemi tecnici del computer siano risolti. A domani!

11/12/2013

FEDERICA   Sto pensando ai dolcetti fritti della Vigilia di Natale , quest’anno li vorrei fare ripieni di marmellate fatte in casa come degli strudellini di pasta frolla e di pasta sfoglia. Poi faremo delle palline di  frolla fritte e ricoperte di cioccolato  e caramello.

ELENA   Ho fatto le marmellate di cachi e di lamponi e fragole, verranno delle delizie per i bambini che hai  da te.

COMPOSTE  DI CACHI   LAMPONI E FRAGOLE

COMPOSTA DI CACHI E LAMPONI

Ingredienti per la pasta frolla:  due uova intere, e due tuorli, 200 g. di zucchero, un bicchierino di liquore liquore a 40 g°, 600 g. di farina tipo “00” mezza bustina di lievito per dolci + vanillina, 100 g. di burro fresco. Pasta sfoglia 500 g farina tipo “00” 200 g. di burro un bicchierino di liquore acqua q.b. zucchero a velo con vaniglia.

Ingredienti per le composte di frutta: 4 cachi, cacao dolce , zucchero a velo con vaniglia addensante due cucchiai ; per la seconda composta 250 g di fragole + 250 g. di lamponi 200 g. di zucchero semolato, addensante due cucchiai, foglie di menta.

Ingredienti per le palline: pasta frolla 700 g. crema pasticcera, cioccolato fondente dolce, latte q.b. mandorle integrali 200 g. zucchero per caramello.

Esecuzione degli strudellini fritti: dopo avere impastato la frolla lasciarla riposare per mezz’ora, nel frattempo finiremo di tirare la pasta sfoglia. Una volta tirate le due paste le lasceremo sulla spianatoia, ritaglieremo dei rettangolini, li pennelliamo con la marmellata, poi, avvolgeremo i rettangolini su se stessi  ovviamente dal lato più stretto, pigiamo sui bordi et voilá in padella con olio di arachidi bollente al punto giusto. Una volta fatta la frittura dei dolcetti li cospargeremo di zucchero a velo, saranno friabili che si scioglieranno in bocca, e gustosi per il contenuto delle due marmellate.

Esecuzione delle palline di pasta frolla. Per le palline di pasta frolla bisognerà aspettare tre ore per la lievitazione naturale. Impastiamo le uova con lo zucchero e il burro, aggiungere il liquore, e il latte q.b. Amalgamare bene l’impasto e lasciare riposare per tre ore; dopo si potrà tirare la pasta, fare il ripieno, e girare la sfoglia su se stessa ( come si fa con i ravioli ) poi tagliare con lo stampo piccolo cerchiato da palline. Finito di fare il tutto le metteremo in olio bollente (ovviamente abbiamo gettato quello dove abbiamo già fatto la prima frittura) e diventeranno belle dorate con pasta sottile e un cuore di crema pasticcera. Le abbiamo messe sulla carta assorbente mentre abbiamo fatto sciogliere il cioccolato fondente nel latte, e abbiamo pronto anche il croccante di mandorle col caramello. Adesso intingeremo le palline prima nel croccante caramello, e l’altra metà nel cioccolato. aspettiamo che si rapprendano poi le toglieremo dalla grata e le mettiamo nel piattone da portata insieme agli strudellini fritti. Per i bambini accompagnare con succhi di frutta oppure con  il  tè; per i grandi un bel  moscato amabile delle zone.

FEDERICA   Io immagino già la faccia e gli occhi dei bimbi. Anche perché mi sto guardando allo specchio per vedere i miei! Che golosità!

ELENA   Sì, e si fanno con poca spesa; una volta ogni tanto anche il fritto non fa male. Ciao Fede a Domani!

FEDERICA   Lascia che ti dedichi tutta la musica che piace a te! Mi hai capito vero?

12/12/2013

ELENA   Le ricette di oggi sono salate : sono due secondi piatti. Abbiamo l’anatra stufata con patate  e la cotoletta di galletto con pancetta.

ANATRA  STUFATA  CON  PATATE

ANATRA  STUFATA  CON  PATATE

 Ingredienti : anatra, peperone rosso, prezzemolo due scalogni, origano, salvia , chiodo di garofano e una punta di cannella, sale, pepe, vino rosato, basilico, un pompelmo rosa, patate, polenta a cubetti, un cucchiaio di sugo di pomodoro, olio extra v. d’ol. dragoncello, brodo,  una foglia d’alloro.

Esecuzione: tagliare l’anatra, togliere il grasso e la pelle, estrarre il petto che si adopererà per un altro golosissimo piatto, e  disossarla tutta. Con la rimanente carne tagliarla a dadi, metterli a bagno nella spremuta di pelmo e un ciuffo di dragoncello. Togliere la carne dal bagno di pelmo e metterla in casseruola dove abbiamo fatto soffriggere gli scalogni, abbiamo sfumato col vino e l’abbiamo versato  sulla carne (un bicchiere circa), poi, le spezie, il pomodoro, le erbe tagliate sottili, il peperone mantovano, infine abbiamo messo una tazza di brodo. Quando la carne avrà raggiunto quasi una  cottura idonea metteremo le patate tagliate a dadi, rimettiamo il coperchio  ultimiamo  la cottura lasciando sobbollire. Impiattiamo lo stracotto aggiungendo un poco di pepe e olio di oliva gentile. Nel frattempo abbiamo abbrustolito la polenta ed eccolo nella foto in alto.

FEDERICA   Senti che profumo! Sono in pensiero per il galletto, come fai a fare una cotoletta nel galletto?

ELENA    Non è difficile, basta disossare per bene il galletto ed è fatta. Io l’ho fatto una volta ed è riuscita una  meravigliosa cotoletta.

COTOLETTA  DI  GALLETTO

Ingredienti: un galletto o galletti,  pancetta tagliata sottile, sale, pepe, rosmarino, aglio, salvia, vino bianco, uova, pangrattato fine, farina di riso, e mais macinato finemente, olio di arachidi. lattuga , radicchio  variegato e rucola.

Esecuzione: senza rovinare la carne disossare con delicatezza i galletti. Metterli a bagno nel vino con aglio, rosmarino e salvia per almeno due ore. Poi, rosolare la pancetta in una padella senza alcun grasso, prendere il galletto dal bagno, asciugarlo e stenderlo sul piano da lavoro; coprirlo di pancetta, un trito di aglio, rosmarino e salvia, salarlo e peparlo chiuderlo su se stesso raccogliendo le estremità modellando come se fosse una bistecca. passarlo nella farine, nell’ uovo sbattuto e nel pangrattato. Adesso aspettiamo che l’olio si scaldi ma non troppo come nella frittura, lo immergiamo, e sempre a fuoco basso lo giriamo in modo che anche l’altra parte impannata si rapprenda bene ma senza bruciacchiare.  Dopo aver girato e rigirato la cotoletta a fuoco basso dobbiamo forarla per vedere la cottura; se la cotoletta è cotta allora possiamo alzare la fiamma e dare la giusta doratura. Mettere le cotolette in un piattone da portata e guarnire il piatto con rami di rosmarino. Servire con insalata verde mista.

ELENA   Posso assicurarti che è semplicemente meraviglioso, ma deve essere fatto con cura.

FEDERICA   Sì ci credo e ti assicuro che lo farò presto!

ELENA   Dopo le feste ti delizierò di ricette strepitose, specialmente quelle dei dolci. Ora però mandiamo gli auguri qui  a tutto il mondo e anche nel cielo.  Dalla nostra cucina milioni di cose belle  e  arrivederci nel 2014.  Ci sarò come sempre.    Ciao a tutti!

GLI SCACCHI CINQUE

08/12/2013

GLI  SCACCHI

TERMINE DELLA PARTITA GLI SCACCHI 5

In questa partita siamo arrivati che il Nero ha un pedone di vantaggio, tuttavia riuscire a concretizzare la superiorità materiale e vincere la partita non risulta molto semplice; infatti il pedone in più del Nero si trova sullo stesso lato del Re bianco, inoltre le torri presenti sulla scacchiera possono rendere difficile per il Nero la vittoria. Ora la partita prosegue così:  35  Te5,  Tdl+;  36  Re2,  Tal;  con questa mossa il Nero mette sotto osservazione il pedone a5  del Bianco e limita il movimento della Torre avversaria destinata alla difesa a oltranza del pedone attaccato.

37  Re3, f5;  38  Te7+ ,  Rh6;  39  Tec,  Rg5; con questa manovra il Nero è riuscito a portare il Re in una posizione più attiva.

40  Td5,  Ta3+ ; 41 Re2,  h5;  42  Te5, h4; il nero cerca di guadagnare spazio e limitare l’area d’azione del Bianco, inoltre con questa mossa cerca di indebolire la struttura dei pedoni dell’avversario.

43 Td5,  Tal;  44 g3, h3!;  il vantaggio del Nero lentamente prende consistenza;  l’aver portato un pedone sulla terza traversa e bloccato il pedone h2 dell’avversario rende molto problematica la difesa del Bianco.

45  Te5,  Thl;  46  Tc6,  T:h2;  47  T: a6,  Thl;  48  Ta8,  Rg4; il Nero protegge il pedone con il Re e prepara 49…, Tal;  con la minaccia  h2, il Bianco quindi deve giocare  49 Th8 abbandonando la difesa del pedone  a5; il finale con due pedoni di vantaggio sarebbe facilmente vinto per il Nero, per cui il Bianco vuole la rivincita!

IL Bianco cerca la rivincita

LA RIVINCITA  DEL BIANCO

 Il Bianco ora ha una posizione superiore: perchè dispone della coppia degli Alfieri contro l’Alfiere e il Cavallo del Nero, ha una migliore struttura di pedoni e un pedone passato, mentre il Nero ha i pedoni  f6 e f7 doppiati. Tuttavia per poter vincere questa partita il Bianco deve giocare con molta precisione.

41  Re2,  il Bianco si appresta a portare il Re  verso il centro per poter utilizzare al meglio tutti i suoi pezzi.

4l…,   Rc6;  42  Td4,  Ah4;  43  Ae4+,  Re7;  44  Td5,  Ag3;  il Bianco minacciava  45  Af4;  ovviamente non era possibile giocare  44…,  C:g4;  Per 45  Af4+  e il Nero avrebbe perso materiale infatti  se 45…,  Ce5;  46  T:e5,  f:e5;  47 A:e5+mm con successiva cattura della Torre  h8;  se invece  45…,  Rc8;  46 Af5+,  se  45…,   Rc6;  46 Tg5+.  45  Af5,  Rc6;  46  Tdl,  Ah4;  47 h7,   Ag5;  48  Af2,  Cg6;   49  Ae4+,  Rc7;  50   Ag3+,  Af4;  5l  A: f4+,  il Bianco decide di cambiare l’Alfiere campo scuro e decide di giocare un vantaggioso finale in cui la debolezza della struttura dei pedoni del Nero risulterà decisiva.

Inoltre la presenza dell’avanzato pedone h7  rende problematica la difesa del Nero.

5l…,  C:f4;  52  Rd2,  Cg6;  53  Thl,  Rd6;  54  Re3,  Re7;  55  Rd4,  Ce5;  56 Af5,  Rf8;  57  Rd5,  Rg7;  58  Rd6,  mentre il Nero cerca di eliminare il fastidioso pedone   h7  il Bianco si appresta ad attaccare con il Re  i pedoni neri del lato di Donna.

58…,   Te8+  59  Tel,  Td8+;  60  Re7,  Te8;  61  Thl,  Rh8;  con questa mossa il Nero impedisce la spinta del pedone h  ma contemporaneamente relega il Re in un angolo della scacchiera.

62  Rb7,  Te7+ ;  63  Ra6,  Cg6;  64  Th2,  Ce5;  65  a4,  Cd3;  66   b4  Th2,  Cd3;  68  Rb5,  Te7;  69  Tdl,  Te7;  70  A:e4,  il vantaggio derivante dalla posizione attiva del Re permette al Bianco l’ulteriore alleggerimento dei pezzi sulla scacchiera.

72…,  T.e4;  73  T:f6  T:g4;  74  T:f7,  a5;  75  Tf6 il Bianco gioca con molta precisione: dopo questa mossa va a catturare  il pedone b6 con la Torre senza abbandonare la difesa del pedone b4 con il Re. 75…,  Il Nero vuole la rivincita.

Ed io gli darò la rivincita nell’anno nuovo.

Dagli scacchi auguro un magnifico Natale a tutti e un 2014 pieno di verità!

Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA CENTODICIANNOVESIMA PARTE

02/12/2013

IN CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA  Oggi faremo il fegato di bovino giovane alle erbe, te lo ripresento perché è ricco di proteine e vitamine. Eccolo nella foto in basso.

FEGATO  ALLE   ERBE

FEGATO DI BOVINO GIOVANE ALLE ERBE

 Ingredienti: fegato di vitellone, cipolle, sale, pepe, aglio, rosmarino, estragone, spezie, salvia, aglio, vino,  olio extra v. d’ol.

Esecuzione: tagliare il fegato a fettine , lasciarlo a bagno con la cipolla tagliata sottile per due ore circa. Fare un trito con le erbe , poi pennellare il fegato con l’olio e cospargere sale, spezie, le erbe, e metterlo in padella precedentemente unta con appena una punta di olio. Spruzzare col vino , mettere il coperchio, poi girare e ripetere l’operazione ( la cottura è circa di 2,30 min). Impiattare le fettine di fegato cospargendo ancora un poco di erbe, pepe e olio. Servire con verdure crude di stagione.

FEDERICA  Fatto così fa gola davvero!

ELENA   Sì, perché con le erbe il sapore aggressivo del fegato scompare, diventando saporito e armonioso. Qui però ci vorrebbe un vino rosso.

FEDERICA   Vorrei farti sentire la canzone di Eros Ramazzotti in ” Io  Prima  Di  Te “, ascoltala!

03/12/2013

ELENA   Voglio presentarti una torta di Natale l’ho battezzata ”  Torta  Abbraccio ” è un insieme di sapori deliziosi, con un cuore di panmandorlato, io  ho la versione piccola ma si potrà realizzare in qualsiasi forma e dimensione. Eccola nella foto sotto! Però l’esecuzione te la detterò domani!

TORTA  ABBRACCIO

in un cuore  di  panmandorlato

TORTA  ABBRACCIO

 Ingredienti: cioccolato fondente, latte, liquore vaniglia, liquirizia, 300 g. di panna,  100 g. di mandorle, amaretti 100 g, latte di mandorle, q.b. farina di mandorle, 50 g. di burro, maracuja in composta, zucchero semolato 200 g.

04/12/2013

Esecuzione: la lasceremo in sospeso così vi potete sbizzarrire con la vostra fantasia!

FEDERICA   Tu che vuoi essere crudele? Non ti si addice!

ELENA   Lo faccio per te, perché ultimamente avresti potuto dare di più, di fantasia ne hai moltissima, quindi, voglio vedere se questo dolce delizioso ti riuscirà meglio del mio! Ma oggi ho una sorpresa per te, potrai scegliere tra i due: guarda la foto sotto!

TORTA  NATALIZIA

TORTA NATALIZIA DECORATA CON BANANE

Anche questa torta è un capolavoro di bontà! Sai capire tutti gli ingredienti? Ebbene adesso aspetterò che tu ne faccia almeno una.  Intanto ti dedico una ricetta del cotechino magro fatto in casa; lo potrai fare anche tu.

COTECHINO   MAGRO

o salame cotto

Ingredienti per otto persone: salsicce, ritagli di prosciutto, ritagli di carne magra di suino in parti uguali , totale 1200 g.  serve un sacchetto di lino da disperdere o una rete fitta del suino. Spezie miste, pepe, sale e un cucchiaio scarso di zucchero, aglio, un pizzico di creen, alloro in polvere, e qualche altro aroma per dare un tocco di personalità al cotechino. Brodo di carne.

Esecuzione: abbiamo tutta la carne davanti a noi, le spezie, il sale, tutti gli aromi e il sacchetto contenitore. Ora maciniamo la carne poi, l’altra, e la mescoliamo insieme alle salsicce, metteremo il sale, il pepe nero, le spezie, e per tenere lagata la carne mettiamo anche un poco di zucchero. Adesso che abbiamo amalgamato i sapori con la carne faremo un salame e lo infileremo nel sacchetto di lino o nella rete apposita senza buchi. Lasciamo riposare il salame per un giorno in frigorifero, poi lo cuoceremo nella teglia in forno spruzzandolo con il brodo, curandoci di girarlo e rigirarlo fino alla cottura. Prima di tagliare le fette lasciarlo raffreddare e poi passarlo in frigorifero per due ore. Dopo si potranno tagliare delle belle fettine sottili che avranno il sapore del cotechino ma sarà meno grasso più della metà. Provare per credere! Ma fatelo con cura. Una volta tagliate le fettine passarle ancora in forno, il tempo necessario perché sia ben caldo. Servire con crauti, purè di patate e piselli, o con patate  e mele in mostarda.

FEDERICA   Buonissimo davvero! Me lo sto immaginando! Credo che sia una bella idea.

05/12/2013

ELENA   Ciao FEDE, oggi ti ho fatto un bel piatto di pasta, guarda queste penne! Sembra una pasta normale con borlotti, in realtà è di un gusto incredibile, un profumo delizioso al massimo.

PENNETTE   AI   SAPORI

PENNETTE  SAPORITE

Ingredienti: pennette q.b., borlotti in casseruola, burrata, olio di arachidi, pesto di arachidi: rosmarino, origano, arachidi, peperoncino, foglie di ruta, un cipollotto, basilico, una punta di senape, parmigiano, olio di arachidi, timo, brodo vegetale.

Esecuzione: lavare tutte le erbe, grattugiare il parmigiano, tagliare il cipollotto a fette, sgusciare le arachidi e passarle prima al mortaio, mettere tutto nel mixer insieme all’olio di arachidi e qualche cucchiaio di brodo, ridurre il tutto in poltiglia. Nel frattempo abbiamo buttato le pennette nel brodo e siamo arrivati alla cottura al dente, pronte per essere mantecate con lo stufato di borlotti, la burrata, aggiungere un poco di pepe e il pesto, un spolverata nuova di parmigiano e le pennette ancora fumanti saranno di un gusto incredibile. Saranno un piatto unico ma incredibilmente leggero!

FEDERICA   Che gusto! Lo sento attraverso  il filo del telefono!

ELENA  Caspita questa sì che si chiama fame! A parte gli scherzi come sei messa  con i dolci che devi realizzare? Guarda che non  li voglio così! Non in forma casalinga ma in confezione regalo! So che d’ora in poi mi chiamerai crudeltà!

FEDERICA   Ma che scherzi? È una casa da niente! Non credo di avere voglia di dedicarti la canzone di sempre.

ELENA  A domani!

10/12/2013

ELENA   Ho visto i tuoi capolavori e sono al settimo cielo, lo sapevo che avresti indovinato gli ingredienti delle ricette, brava!

FEDERICA   Grazie! Ora di canzoni te ne dedicherei un milione e più, sono contenta anch’io, non credevo di riuscirci, davvero!

ELENA   Bene, ora proseguiremo con le nostre ricette amate da molte persone, sia uomini che donne e anche bambini così mi hanno detto.

 Oggi cucineremo la selvaggina glassata.

COSCIOTTO  DI SELVAGGINA

 FAGIANO IN GLASSA

Ingredienti: coscia di fagiano, sale, pepe, marsala, miele, farina di riso, brodo, cipolla, salvia, peperoncino, estragone. Per il contorno: cipolle bianche e finocchi, latte, una noce di burro. Per la ciambellina: farina di riso, e farina di grano lievitata, lievito madre e acqua minerale frizzante, sale pepe, origano, erba cipollina.

Esecuzione: immergiamo il fagiano nel succo di arancia e vino bianco il 30% di succo e il 70% di vino, poi, sale, pepe; lo lasceremo così a marinare per due ore. Intanto taglieremo tutte le verdure, le faremo rosolare insieme al fagiano, aggiungeremo il vino che serve e il brodo per la cottura. A metà cottura aggiungeremo la salvia e l’estragone, aggiustiamo di sale e a 15 min. dalla cottura metteremo mezzo bicchiere di marsala e un cucchiaino di miele a fine cottura aggiungiamo ancora un po’ di sale e peperoncino, un po’ di farina di riso per addensare e impiattiamo con la ciambellina al forno, con sopra le cipolline stufate, e dalla parte abbiamo i finocchi gratinati in poca besciamella. Ora possiamo impiattare e servire con il vino per selvaggina.

FEDERICA   Un bellissimo piatto dal sapore diverso e delicato, mi piace moltissimo.

ELENA  Grazie, ma ora dobbiamo chiudere questo articolo e lo farò dedicandoti le musiche di Ennio  Morricone.  Contenta? Ce ne sono di quelle che lasciano senza fiato!

LE RICETTE DI CASA MIA CENTODICIANNOVESIMA PARTE

02/12/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA  Vorrei presentarti il fegato fatto con le erbe, è buonissimo e come ti ho già detto è ricco di vitamine e proteine.

FEGATO  ALLE  ERBE

FEGATO DI BOVINO GIOVANE ALLE ERBE

 Ingredienti: fegato di vitellone q.b.  Rosmarino, aglio, salvia, origano, dragoncello sale, pepe, vino bianco secco, olio extra v. d’ol. gentile, spezie miste.

Esecuzione:  tagliamo il fegato in fettine piccole, lo lasciamo in ammollo nel vino e cipolle tagliate sottili per un’ora. Poi, lo asciughiamo, lo pennelliamo con l’olio e lo cospargeremo di erbe tagliate al mortaio. Lo saliamo, poi  lo buttiamo in padella, spruzziamo col vino bianco, le spezie e mettiamo il coperchio, dopo un minuto lo giriamo rimettiamo il coperchio. A cottura ultimata ( che sarà di circa 2 min e 30),  lo impiatteremo irrorandolo lievemente di olio e  ancora un pizzico di erbe e pepe.  Servire con verdure fresche.

FEDERICA   Sinceramente messo così fa gola davvero!

ELENA  Sì, perché il sapore forte del fegato viene mescolato con i sapori e gli odori, quindi è più gradevole al palato.

FEDERICA   Ho una canzone di Eros  Ramazzotti che ti piacerà moltissimo; ed è  ” Io  Prima  Di  Te”, ascoltala!

03/12/2013

ELENA  Ti presento uno dei dolci di Natale, in formato piccolo, ma lo potremo realizzare in qualsiasi forma e dimensione. l’ho chiamata Torta Abbraccio.

TORTA  ABBRACCIO

con un cuore di panmandorlato

NEL LABORATORIO DI EMI E PETER OTTAVA PARTE

29/11/2013

LA  BORRAGINE

La  Borragine appartiene alla famiglia delle Borraginaceae, è una pianta annuale, dal fusto carnoso alto fino a 60 cm circa. Le foglie basali sono più grandi, di forma ovale allungata dal lungo picciolo, il margine spesso è ondulato. Le foglie del fusto invece sono di dimensioni inferiori, lo stesso è anche il picciolo, più corto o talvolta assente, le foglie sono coperte da peli rigidi che al tatto le rendono ruvide, quasi pruriginose. I fiori sono rachemi che formano un mazzo , sostenuti da un  lungo peduncolo,  hanno l’aspetto di una stella cadente  nel senso che il picciolo che li sostiene è debole, quindi i fiori hanno la tendenza a guardare in basso; sono di  un bel colore azzurro intenso.

La Borragine è una pianta coltivata, ma la si trova anche allo stato spontaneo, nelle zone submontane a quelle mediterranee, nei luoghi incolti, un po’ ovunque.

Le parti usate in medicina sono le foglie, i fiori e la porzione aerea della pianta. Si raccoglie in aprile- giugno le foglie, mentre i fiori si raccolgono da giugno a luglio. Si lascia essicare all’ombra in strati sottili, in luogo aerato e al riparo dalla polvere i fiori  si conservano in recipienti di vetro , mentre le altre parti in sacchetti  di tela.

 LE  ERBE  DEL  BOSCO

IL  BOSCO

 LA  BORSA  DI  PASTORE

Un’altra pianta che si trova allo stato naturale  NEI BOSCHI è la Borsa di Pastore. Appartiene alla famiglia delle Brassicaceae: è una pianta annuale a volte anche biennale dipende in quale posto ha la sua dimora. Si moltiplica per seme ed è una pianta che quando è ancora giovane potrebbe essere scambiata per il tarassaco. Le foglie basali sono riunite in  rosetta, sono dentellate; se la pianta si trova in una posizione dove assorbe molto nutrimento allora i suoi fusti arrivano all’altezza di circa 80 cm, formando lunghi steli con foglie a forma di freccia e sono sessili. Questa pianta prende il nome dalla forma dei frutti che sono riuniti in due valve e portano i semi attaccati a un setto mediano di forma triangolare  con la base cuneata e l’apice incavato che ricorda la borsa dei pastori.  Perché ho specificato che assomiglia alla pianta benefica del Tarassaco? Perché questa pianta presa senza  controllare  il dosaggio potrebbe essere molto pericolosa per la salute in quanto è un potente antiemorragico generale; in genere la Borsa di Pastore  può essere considerata un potente regolatore del flusso mestruale abbondante. Ecco perché molte piante devono essere condiderate come medicine, quindi da assumersi sotto il diretto controllo del medico.  In medicina si usa tutta la parte aerea della pianta: si raccoglie per tutto il periodo dell’anno prima della fioritura, si sradicano le piantine curandoci di lasciarne per i semi , quindi per la moltiplicazione. È preferibile consumare la pianta allo stato fresco.

LA  BRUGULA

La Brugula è una pianta erbacea perenne, appartiene alla famiglia delle Lamiaceae. Il suo fusto è alto da 10 a 30 cm, è peloso e le foglie basali riunite in rosetta, hanno forma ovale  e si restringono gradatamente in un lungo picciolo con il margine leggermente inciso. I fiori sono raggruppati  all’ascella delle brattee; il calice peloso è diviso in cinque denti triangolari. La corolla è di forma allungata, di colore azzurro, ma raramente la si potrà trovare anche colore rosa e bianco. I frutti sono degli acheni di forma ovale, con la superficie reticolata e rugosa.  La Brugula si moltiplica emettendo numerosi stoloni radicanti che ne favoriscono la diffusione.  Si trova in tutta Italia dalla pianura alla zona montana cresce nei luoghi freschi, nelle scarpate e nei prati.

In medicina si usa tutta la porzione aerea della pianta: si raccoglie da aprile a luglio, recidendo alla base i fusti senza tagliare le radici superficiali. Si essica  all’ombra in strati sottili e si conserva in vasi di vetro.

La Bugula è ricca di principi attivi, di tannini ed è un antiinfiammatorio usato per lenire l’infiammazione intestinale con scariche diarroiche.

IL  CALAMO

Il Calamo è anche una pianta aromatica, appartiene alla famiglia delle Araceae.  È una pianta erbacea perenne che arriva ad una altezza di un metro. Le foglie nascono tutte dal rizoma, strette all’apice che è appuntito e scende a sezione triangolare. Ha un’infiorescenza formata da tanti fiori riuniti l’uno contro l’altro su una spiga carnosa. L’infiorescenza è racchiusa  prima della fioritura in una foglia; suoi fiori sono molto piccoli di color giallo-verde. È una pianta originaria dell’India che vive bene ai margini dei fiumi , al bordo dei ruscelli e nelle paludi. La parte usata in medicina è il rizoma, che si raccoglie quando la pianta è nel periodo del riposo; si essica al sole e si conserva in vasi di vetro.

Il Calamo contiene anche vitamina C, in alcuni paesi del mondo viene impiegato come diuretico, lassativo e febbrifugo. Anche in questo caso il dosaggio è fondamentale , quindi…

LA  CALENDULA

La Calendula è una pianta erbacea annuale, ma se la dimora è eccellente può anche sopravvivere e diventare biennale; appartiene alla famiglia delle Asteraceae.  Le foglie sono alterne al fusto, con il margine dentellato ma ogni dente ha il suo apice, mentre le foglie inferiori sono di forma spatolata con la base ristretta, le superiori sono invece obovate. I fiori sono inseriti al termine dei rametti, essi sono riuniti in capolini circondati da brattee coperte da peli. Nelle forme coltivate tutti i fiori sono ligulati. La Calendula è presente nei campi naturali, nei boschi, ed è coltivata nei giardini, predilige l’esposizione di mezzo sole. La parte usata in medicina è tutta la parte della pianta ma specialmente i fiori. I fiori si raccolgono da aprile a giugno, si recidono appena sotto la loro inserzione  mentre le foglie si raccolgono sempre.

Sia i fiori  che le foglie si essicano all’ombra in un ambiente aerato poi si conservano separati in recipienti di vetro.

La Calendula è ricca di caroteni, mucillagini e resine, ha numerosi principi attivi quali, antiinfiammatorie, lenitive, decongestionanti, idratanti e antispasmodiche. Le proprietà della Calendula sono anche quelle di fluidificare la secrezione biliare e regolarizzare il ciclo mestruale. È usata ancora oggi in molte parti del mondo.

04/12/2013

LA  CAMOMILLA  MATRICARIA

È una pianta erbacea annuale, nelle piante spontanee il fusto può arrivare all’altezza di 50 cm, più alto in quelle coltivate. La Camomilla Matricaria appartiene alla famiglia delle Asteraceae. Le foglie sono sessili e inserite alternamente sul fusto. Il contorno è ovale lanceolato i rami sono sottili e formano come una velatura. I fiori sono tutti riuniti in capolini e a loro volta portati da una infiorescenza corimbosa. Se si osservano bene i fiori sono di due tipi: quelli marginali sono provvisti di una ligula bianca che formano tutt’intorno una corona, mentre quelli interni sono piccoli e gialli sono inseriti su un ricettacolo cavo nell’interno di forma conica. Questo tipo di Camomilla cresce dal mare alla montagna e nella pianura, nei prati, sulle rive delle strade, nei boschi.  In medicina si usano i capolini fioriti. Si raccolgono all’inizio della fioritura, in maggio-giugno, staccandoli dalla pianta con gli appositi pettini, poi, si lasciano essicare  in luogo aerato all’ombra e si conservano in recipienti di vetro al riparo dalla luce.

La Camomilla Matricaria ha notevoli proprietà: dalle antiinfiammatorie, a quelle antispasmodiche, sedative, digestive e antinevralgiche. In molti casi si usa per sedare, e per attenuare i dolori mestruali; e anche da sola è ottima per gargarismi contro laringiti.

05/12/2013

LA  CAMOMILLA  ROMANA

La Camomilla romana appartiene alla stessa famiglia della Camomilla Matricaria e cioè alla famiglia delle Asteraceae. Questa però è una pianta perenne con i fusti che nascono ugualmente dal rizoma, che raggiungono un’altezza più limitata : da 30 a 50 cm. La Camomilla romana è originaria dell’Africa e dell’Europa occidentale; in Italia non esiste allo stato spontaneo tranne che per qualche trasportazione di terreni dove contenevano i rizomi.

La pianta della Camomilla romana ha la stessa struttura dell’altra Camomilla comune, i fiori sono diversi perché le ligule che compongono i capolini sono più fitte, più numerose; di colore bianco, mentre l’interno risulta essere più piccolo di colore giallo pallido. Anche questo tipo di Camomilla ha le stesse proprietà, solo si usano concentrazioni più basse; ciò dipende dalla più alta concentrazione di oli essenziali e da una certa diversità nel contenuto in principi attivi.   La descrizione di erbe  fiori e piante continua  nel  prossimo articolo…

LE RISPOSTE AI LETTORI OTTANTANOVE

29/11/2013

Che  cosa hai provato quando hai sentito le ultime notizie che riguardano lo scandalo  di droga, professori e studenti?

DOTT.  ROBERT

Ogni volta mi sconvolge, anche se so che non sarà ancora finita il brutto arriverà,  è   sempre stato così fin da quando ero piccola. Ormai il nemico sta ovunque: non c’è né religione, né professione che tengano. Quello che mi dispiace di più è che sia rimasto tutto come tanto tempo fa, nel senso che ci sia complicità tra docenti sia nelle scuole che negli ospedali.  Vorrei che il mondo diventasse migliore: più sentimenti veri e meno superficialità, meno ipocrisia, con verità e giustizia, per salvaguardare non solo l’ecologia e la salute ma per proteggere i minori, per il loro equilibrio psicofisico per l’avvenire del mondo; se le menti cresceranno sane anche il pianeta lo sarà speriamo migliore di adesso!

Elena  Lasagna

30/11/2013

Che cosa pensi nell’uso di animali per la ricerca? E degli animalisti?

DOTT.  FRANCO

Io credo che i ricercatori sappiano quello che fanno e credo anche che non siano tutti dei sadici. In quanto agli animalisti li rispetto, ma forse ancora non sanno che  la salute dell’uomo è più importante di quella di topi e ratti. Anche perché il pianeta Terra è stato assegnato all’uomo affinché potesse vivere in buona salute.  Ogni giorno avviene lo sterminio di topi e ratti attraverso veleni, perché la convivenza con questi esseri non è sopportabile per tutti; e che più della metà della popolazione ogni tanto si nutre anche di carne ecc. Quindi,  io sono dalla parte di chi non può fare a meno di coinvolgere gli animali per la ricerca. Che colpa ne ho se amo di più gli umani che non i ratti?

Elena  Lasagna

02/12/2013

Sai? Ho conosciuto ragazze e ragazzi del segno dei Pesci, ebbene, sembrano un tutt’uno con l’egoismo, l’arrivismo e la menzogna. Tu che conosci meglio di me i segni dello zodiaco come si spiega tutto questo?

Sara

È solo una coincidenza te lo posso garantire. I Pesci non sono così, perchè io ho un amico da molti anni ed è tutt’altra cosa di quello che mi descrivi tu. Quindi o è stata  un’annata in grande conflitto tra i pianeti che dominano il segno  o è una pura coincidenza dovuta agli ascendenti che non sono in armonia con il segno.

Elena  Lasagna

02/12/2013

Vorrei sapere se credi agli Angeli e ai Demoni?

Antonietta

Sì, credo agli Angeli, e credo che siano le persone che ci amano e ci hanno amato molto. Quello che chiedo al cielo è  che non mi faccia mai incontrare un demone, fino ad ora i demoni che ho incontrato sono di questo pianeta te l’assicuro!

Elena  Lasagna

04/12/2013

A volte sentendo i problemi degli altri non riesco a darmi pace perché certe cose mi appaiono assurde. Sono problemi grossi che colpiscono certi genitori, che coinvolgono più persone , strutture, io mi immedesimo così tanto dal punto di vista emotivo che mi fanno soffrire nel senso che non saprei come aiutarli perché certe cose vanno trattate con particolare attenzione o peggioreranno sempre di più.

Annamaria

I problemi di cui mi stai parlando sono , in genere, composti da più sottoproblemi, cioè da componenti con un’area di influenza più limitata, circoscritta. In questi casi è necessario definire le  altre parti ed agire singolarmente su ognuna, dedicando il tempo necessario ad ognuna di queste parti. Anche se il lavoro si prolungherà un po’ ,  ma è molto più efficiente che continuare a scontrarsi ogni volta ammassando su se stessi tutto l’insieme. Basterà trovare le singole soluzioni per ricomporre il quadro e anche la matassa più imbrogliata si scioglierà. Non esistono problemi più o meno facili per la mente; per lei ci sono problemi e basta.

Elena  Lasagna

05/12/2013

Vorrei tanto anch’io essere capace di esprimermi, ma non ci riesco perché la mia timidezza mi frena sempre: con i miei amici, con le ragazze, ed è sempre stato così, ho perfino cercato di sviluppare e approfondire la fiducia in me stesso, ma da solo non ce la farò mai! Non vorrei neanche capitare in mani sbagliate, anche perché non ho un reddito, cosa posso fare?

Ivan

Tutto quello che puoi fare è prima volerlo con tutto te stesso. Perché è nella mente umana, nei suoi meccanismi, la chiave d’accesso ai propri poteri personali,  sì chiamiamoli poteri, perché se uno sa gestire la propria vita riacquistare la fiducia in sé scacciando il buio mentale, allora ha ritrovato la strada giusta da percorrere. Come ho già scritto: conoscersi significa anche conoscere il nostro potenziale latente e prenderne coscienza.  Tutti i giorni, per l’intera durata della nostra vita, pronunciamo migliaia di parole,  cercando di esporre il nostro pensiero e di comunicare ciò che sentiamo e crediamo: spesso succede di non riuscire a compiere questo trasferimento, di non essere compresi o, anche  di non comprendere. In casi di questo genere si tende a trarre due conclusioni: o io non riesco ad esprimermi , oppure sono gli altri che non mi comprendono.  Invece questa mancanza di intesa e, molto spesso dovuta semplicemente al fatto che le stesse parole possono essere investite di significati diversi da creare una vera difficoltà alla comprensione, o meglio di dare adito a interpretazioni valide solo per noi stessi.  Perché ogni parola senza che noi ce ne rendiamo conto, è considerata oltre che per il suo significato oggettivo, convenzionale, anche per ciò che essa significa in rapporto alla nostra esperienza.   In coscienza però siamo portati a ritenere che ciò che è valido per noi lo sia anche per gli altri, ma questo non è  sempre vero perché ognuno di noi ha convinzioni  ed esperienze diverse che non sempre possono essere condivise.  E così come non esiste un’esperienza  totalmente comune a tutti gli esseri umani   non esiste nemmeno la verità che possa essere altrettanto compresa definitivamente.  Un’altra cosa è che invece di vedere sempre le cose come possibilità di pericolo, come un qualcosa di spiacevole, bisognerebbe vedere i lati positivi in tutto, importante per riuscire a guardarsi dentro per capire ciò che siamo e quello che potremmo diventare conoscendoci meglio. Ma di solito  dire a qualcuno di percorrere questa strada ci verrà una risposta come:  ma è un percorso lungo, difficile, faticoso e chi me lo fa fare. Ecco perché ti ammiro per avere questa smania di incominciare, per farlo potresti incominciare col meditare, fare  esercizi Yoga, senza avere fretta, come se tu dovessi affrontare una gara. Poi, quando sarai sulla buona strada ed avrai accumulato molta pazienza e una veduta interiore diversa, cioè più ampia, allora potrai conoscere le persone o la persona giusta  tramite il tuo medico di fiducia. Buona fortuna a te!

Elena   Lasagna

10/12/2013

Pensi che ci siano ancora bambini vivi tra quelli scomparsi!

DOTT. FRANCO

Anche se non sono una persona pessimista,  come ho già detto penso che molti di loro non siano più in vita. Però credo anche che tra di loro ci sia qualcuno che un giorno ritornerà: chissà forse un sogno, un pensiero, un qualcosa di scatenante che metterà qualche dubbio sulla sua vera identità.  Allora io credo che sarà più forte di  loro cercare la verità a tutti i costi , anche se la famiglia dove sono cresciuti è stata per loro come uno scudo,  credo a questo miracolo!

Elena  Lasagna

12/12/2013

È vero che la risata fa bene al cuore?

Vittoria

Sembra proprio di sì.  Uno studio Americano condotto dal cardiologo dott. Michael  Miller, della University of  Maryland dice che ridere fa proprio bene al cuore. Secondo il suo studio le persone che ridono sono meno soggette ad infarto, sembra che la risata stimoli il rilascio di alcune sostanze chimiche in grado di rilassare le pareti delle vene. Forse si tratta di ossido nitrico, una sostanza già utilizzata in alcuni farmaci per il cuore.

Elena  Lasagna

Dai? Fammi un’altro oroscopo bello lungo e dimmi di più perché mi sa tanto che non mi abbia detto tutto

DOTT.  ROBERT

Caro dott. Robert nato sotto il segno dei pesci… quello che sarebbe il tuo sogno è anche vero che è una equazione  molto difficile, anche se so che per te quasi nulla è impossibile; l’avverarsi del tuo sogno potrebbe essere tra quel “quasi”. Sognare è bello ma non si deve confondere il sogno con la realtà. Un mio consiglio? Riconosci il limite di essere umano sia per te che per altri evitando i fuoripista! Loro sono in troppi da combattere, prendi questa cosa come se dovessi scalare una montagna se non hai l’attrezzatura giusta non ce la puoi fare, aspetta i rinforzi  e la giustizia sarà premiata!

Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA CENTODICIOTTESIMA PARTE

27/11/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   In questo articolo ritorniamo a cucinare le ricette anche a base di carni e zuccheri. Oggi vi darò un’altra ricetta della faraona di casa mia.

 FARAONA  ALLE  ERBE

FARAONA  ALLE  ERBE

Ingredienti: una faraona, aglio, pepe, sale, salvia, origano, burro, vino bianco, chiodo di garofano, funghi porcini, latte.

Esecuzione:  alla faraona  togliamo quasi tutta la pelle , la metteremo a bagno nel latte e origano per due ore. Poi, l’asciugheremo, la riempiremo di funghi trifolati, e la rosoliamo nella casseruola, la giriamo e la mettiamo nella teglia foderata di carta stagnola. Adesso la ungiamo con il burro, una manciata di origano, sale, pepe, e l’aglio tritato insieme alla salvia. La faraona è pronta per andare in forno a 180 g° per 40 min. La spruzzeremo col vino, e la teniamo d’occhio perché non bruci prima di cuocere. Una volta raggiunta la cottura la lasceremo ancora per 10 min a rosolare, per assumere quel colorito dorato e fragrante. Servire con spinaci o erbette passate con latte e parmigiano.

 FEDERICA   Credo che così la mangeranno anche i vegetariani, che dici?

28/11/2013

FEDERICA   Se oggi non cuciniamo un dolce io non mi sentirò allegra!

ELENA   Allora ne cucineremo due, non voglio rimorsi sulla coscienza!  Per le persone che godono di ottima salute assumere un po’ di glucosio  a colazione attraverso un dolcetto non fa male, questo lo confermano i medici nutrizionisti, ovviamente non dovremmo andare avanti per sempre, ma alternare con alimenti più adeguati per un buon mantenimento della salute.

ELENA   Ho fatto molte prove e dopo l’ennesima ho scoperto che certi dolcetti mi riescono come quelli dei pasticcieri professionisti,  diciamo quasi per non  essere…   abbiamo fatto delle prove: ad esempio questi che vediamo sotto!

TORTA  FARCITA D’AUTUNNO  E CORNETTI  ALLE CREME DI FRUTTA

CORNETTI  ALLA FRUTTA

Ingredienti: pasta sfoglia fresca q. b., zucchero a velo vanigliato, composta di ciliege e ribes, composta di castagne, composta di mele, stampi per paste.

Esecuzione: preparare la pasta sfoglia il giorno precedente, poi, al mattino di buon ora si stende la pasta, si ritagliano dei triangoli, (questo vale  per i cornetti) e si  fa il ripieno con le composte non acquose, si modellano e si lasciano riposare per mezz’ora, nel frattempo ritaglieremo degli altri dolcetti come le conchiglie, le riempiremo con la composta di mele, e in forno per venti min. Facoltativo lo zucchero a velo vanigliato. Qualche volta ne vale la pena!

Adesso passiamo alla torta soffice al latte, sempre farcita con la frutta.  Eccola nella foto sotto!

TORTA  SOFFICE  AL  LATTE  FARCITA

Ingredienti: crema di nocciole e pere, crema di lamponi, crema agli amaretti e creme caramel alle mandorle. 700 gr. di farina di tipo “00”, 250 gr. di zucchero, 100 gr. di margarina vegetale senza grassi idrogenati, due uova intere, 200 ml di latte intero, una vanillina, un bicchierino di liquore all’arancia, lievito per dolci.

Esecuzione:  mescolare tutti gli ingredienti insieme, ( la margarina dovrà essere cremosa a temperatura ambiente. Per ultimo il lievito per dolci , una bustina e un cucchiaino. Ora prendiamo la teglia imburrata e infarinata, mettiamo uno strato di composto della torta, poi facciamo un disegno con la mente: disponiamo le tre creme in parti uguali senza farle sprofondare nella pasta, poi, copriremo con la restante pasta e metteremo in forno la torta a 180 g° per 50 min. Controllare la cottura con uno stecco. Le creme dovranno essere sode senza liquidi per non alterare la lievitazione della torta ( vedi nella foto in alto quanto è lievitata.

FEDERICA   Caspita!  Che belli questi dolci! Solo a vederli mi viene l’allegria!  E per questo ti dedico tutta la musica più bella!  Mi raccomando, non guardare film bellissimi ma tristi come ” Anonimo  Veneziano ” mi hanno detto che dopo averlo visto non hai chiuso occhio, è vero?

ELENA  Non lo saprai mai!  Sì, è vero!  Anche dopo molti anni questi film meravigliosi mi fanno piangere, e allora!

29/11/2013

ELENA   Stassera ho un piatto che piace tanto a molte persone: è la frittata farcita, non è difficile da realizzare. Vedi la foto sotto…

FRITTATA  FARCITA

FRITTATA  FARCITA

Ingredienti: uova, basilico tritato, parmigiano grattugiato, un porro, olio e. v. d’ol. Per il ripieno: gorgonzola, provola e stracchino.

Esecuzione: prendiamo una padella di forma quadrata. In una zuppiera rompere le uova, dopo avere tagliato il porro a fettine farle rosolare in poco olio o acqua, sbattere le uova, unire il basilico tritato, il parmigiano e il porro. Mescolare bene e vuotare il tutto nella padella unta con olio extra v. d’ol. poi, mettiamo il coperchio e teniamo la fiamma bassa; controlliamo che la frittata sia cotta ma non dorata. Ora che la frittata si è intiepidita la stendiamo sopra il piano da lavoro, mettiamo i formaggi e con un gesto unico la chiudiamo bene come un portafogli. Mettiamo in forno a 180 g° per 10 min,  poi servire con prosecco della zona.

FEDERICA   Mi piace molto la frittata così, la mangerei tutti i giorni, se si potesse lo farei davvero! Ma è un piatto ricco e sostanzioso quindi mi accontenterò di farlo qualche volta. A domani vero?

ELENA    La potrai fare anche ripiena di verdure stufate, come ad esempio gli spinaci , le cipolle, ecc.   A  domani.

30/11/2013

ELENA  Non volevo lasciarti sulle spine, credo di sapere perché ci tenevi tanto che ci fossi oggi. Ho fatto la prova di quella torta che mi hai chiesto, mi è venuta bene, anche se l’ho fatta in una formina del diametro di 15 cm. Però non posso mettere la foto, non prima di qualche settimana. Ti detto gli ingredienti.

TORTA  ELVEZIA  O  ELVETIA

  di casa mia

Ingredienti per 6 persone: 4 uova intere, 250 g. di zucchero semolato, 100 g. di nocciole, 200 g. di mandorle tostate, 100 gr di pinoli o pistacchi non salati, 150 gr. di burro, un cucchiaio di cacao dolce, 100 gr. di amaretti un bicchierino di liquore alla vaniglia. Per la farcia: tre rossi d’uovo, liquore, e zucchero semolato. Per la copertura: tre albumi, zucchero q.b. + 3 amaretti.

Esecuzione: sciogliere il burro a temperatura ambiente e mescolare insieme allo zucchero. Aggiungere i tuorli, amalgamare bene, incorporare tutta la frutta secca tagliata fine fine, poi, il liquore, il cacao dolce, gli amaretti e gli albumi montati a neve. Incorporare gli albumi, amalgamarli perfettamente senza smontarli, o la torta si ammazzerà.  Qualcuno ci aiuterà perché lo zabaione per la farcitura dovrà essere pronto insieme alla torta, e lo stesso vale per la copertura che dovremo farla all’inizio, prima di iniziare la torta. Adesso abbiamo tutto pronto: incominciamo a versare la torta, a metà verseremo lo zabaione, poi il resto della pasta, infine la copertura che dovrà colare anche sulle pareti. Mettere in forno riscaldato a 170 g° controllare che la superficie non bruci prima della cottura della torta stessa; in questo caso copriremo la teglia con la carta stagnola fino a metà cottura, poi, la toglieremo e avremo una cottura omogenea. Servire con moscato delle zone o della Sicilia.

FEDERICA   Grazie, oggi stesso la proverò. Buona Domenica a tutti! Ciao.

LETTERA DI UNA FIGLIA UCCISA

25/11/2013

 

“LETTERA  DI  UNA  FIGLIA  UCCISA”

 AMATISSIMI 

FIORI  DI  LUCE

                          vorrei   dirvi  quanto  mi  dispiace  per  aver  permesso

a  qualcuno  di spegnere questa mia vita insieme  a voi.

Avrei voluto che  la nostra fiamma si  fosse consumata  piano

piano,  con  garbo,    come quando  si  vive  in una  favola e  non ti accorgi

che  il  tempo  esiste,   per potervi dimostrare  tutta la  mia  gratitudine

per ciò che avete  fatto  per  me.

Ora  vorrei  che  sapeste  che  qui io sono  felice, 

non  potrei  desiderare  di più, se  non  una  cosa  soltanto:

Chiedo  ogni  giorno  alla ” Vergine  SS. ma  ” di farvi ritrovare

quella  fonte  di  amore  che  vive  in  voi  e  che  adesso

per  il  dolore  che vi portate  dentro  l’ha offuscata

  come un  diamante oscurato dalla   polvere  nel  cuore   della roccia.

Vorrei che  come  per  incanto  queste ferite  che vi  toccano

ogni  giorno il  cuore  in una tempesta impetuosa

si  rimarginassero  per  sempre  e ogni  giorno  che  passa

fosse  una  fonte  di  felicità;  solo così io potrò ritornare!

Sarò lì  con voi ancora  più  di  prima  per  farvi  sentire 

quanto  amore  vi  ho  nascosto  nel mio  silenzio!

Illuminate   le  finestre  a  festa!  Affinché veda  tutto  l’amore

che  c’è  nel  vostro  cuore!…..

 

ELENA  LASAGNA

LE RICETTE DI CASA MIA CENTODICIASETTESIMA PARTE

22/11/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA  Sai  cara  Fede  che oggi sono arrivate le foto  dei piatti che abbiamo fatto da una settimana a un mese fa? Ci tengo a precisarlo per motivi validi, credimi.  Allora,   ci siamo promesse  che ogni tanto, dobbiamo pensare non solo alla tavola delle persone che godono di ottima salute, ma anche a coloro che sono affette da patologie. Oggi ad esempio presentiamo un piatto di gusto esaltante, ma è privo di glutine, perché fatto con alimenti dietetici anche se quando li assaggi sembrano quelli tradizionali. Sono dei triangoli  di sfoglia ripieni.

TRIANGOLI  DI SFOGLIA  ESENTI DA UOVA

RIPIENI CON RICOTTA VACCINA E CASTAGNE

T. RIPIENI DI RICOTTA E CASTAGNE

Ingredienti per la pasta: farina di frumento senza glutine, acqua minerale , zafferano. Per il ripieno: castagne, ricotta, salvia, olio extra v. d’ol., pepe, sale q.b., scorza d’arancia grattugiata, tofu.

Esecuzione: facciamo la fontana con la farina, mettiamo l’acqua, e lo zafferano. Impastiamo fino a fare una palla morbida che non attacchi alle dita. Lasciamo riposare per mezz’ora, nel frattempo faremo il pesto setacciando la ricotta, aggiustandola di sale e pepe, e incorporiamo le castagne che abbiamo lessato, spellato e passate al passaverdura. Abbiamo davvero un bel ripieno sodo. Adesso tiriamo la sfoglia e formiamo delle liste, verranno tracciati dei quadrati  dove noi metteremo il ripieno e li chiuderemo a triangolo. Quando l’acqua bollirà immergeremo i triangoli per un minuto li scoleremo nella casseruola poi, li mantecheremo con l’olio e la salvia e una grattugiata di tofu. Eccoli nella foto in alto.

FEDERICA   Sì , me lo ricordo bene, questo piatto è favoloso, ti sembra di mangiare qualcosa di divino!  Adesso però faremo anche il secondo Vero?

ELENA   Non solo presentiamo il secondo ma abbiamo anche un dolce sempre dietetico

CANNOLI  AL  FORNO  IN  CONTORNO DI  PATATINE  NOVELLE

INTERE   CON FOCACCIA  DI  FARINA  DI CECI  E  DI RISO

CANNOLI  DI  SOIA  E  CONTORNI

Ingredienti: bistecche di soia, patate piccole novelle, farina di riso,  ceci, sale e pepe q.b.  Rosmarino, prezzemolo, cipollotti, borlotti, pan grattato, origano, un cucchiaio di sugo al pomodoro, olio extra .v. d’ol. spezie miste.

Esecuzione per i cannoli al forno: ripieghiamo su se stesse le bistecche di soia , ovviamente dopo averle preparate. Facciamo il ripieno con i cipollotti stufati , e con i borlotti lessati e conditi nel tegame con rosmarino , pomodoro , e origano e per metà passati nel passaverdura. Pennelliamo ora i cannoli con l’olio, li cospargeremo con pane grattugiato e un trito di erbe e spezie.  Nel frattempo abbiamo pelato le patatine, le abbiamo dato metà cottura a vapore,  una pennellata e qualche ago di rosmarino tritato. Adesso le stendiamo intorno ai cannoli li metteremo in forno a 180 g° per 20 min. È arrivata l’ora della focaccia o delle focaccine di ceci lessati e farina di riso con un poco di lievito di birra e olio. Lasciamo lievitare un’ora, poi, diamo forma e le metteremo in forno a 200 g° per 10 min. Sono un tris veramente valido sia sotto il profilo nutritivo che di salute; ma anche squisito veramente!

FEDERICA   Anche questo piatto che leccornia!

ELENA   E  non potevamo farci mancare il dolce, oltretutto squisito! Come non potrebbe essere se è il nostro tiramisù dietetico ma ancor più buono? Eccolo nella foto sotto

IL  TIRAMISÚ  GOLOSO

DIETETICO  TIRAMISù

Ingredienti: farina di castagne 500 gr, farina di grano 100 gr, dolcificante all’agave q.b., latte di mandorle per l’impasto del pan di spagna, aroma all’arancia, due cucchiai di cacao in polvere, e mezza bustina di lievito per dolci. Ingredienti per la farcitura: latte di mandorle, farina di riso, dolcificante agave, castagne lessate, panna vegetale, caffè al gin seng. castagne caramellate con dolcificante e filini d’arancia.

Esecuzione per il pan di spagna:  mescolare tutti gli ingredienti insieme fino ad ottenere un impasto cremoso, ma soprattutto omogeneo. Mettere in una teglia del n. 20 di diam e infornare a 170 g° per 40 min. controllare la cottura. Dopo che il pan di spagna si sarà raffreddato, ne ritagliamo dei pezzi sottili, ben definiti, facciamo un caffè con il gin seng, imbeviamo la torta, poi facciamo lo strato di crema che abbiamo ottenuto con il latte di mandorle, le castagne lessate,  la farina di riso e la panna vegetale ( alla fine la crema l’abbiamo mescolata a freddo). Dopo avere finito, faremo  la decorazione con le castagne caramellate tagliate in piccoli frammenti. È così soffice che non resta in sesto; è buona buona!

FEDERICA   Sono entusiasta di queste ricette, sono state fatte con il cuore. Ti auguro tutta la musica del mondo! Ciao!

23/11/2013

ELENA   Voglio lasciare una ricetta per domani, gustosa e leggera: è la farinata.

LA  FARINATA

Ingredienti: farina di ceci, sale, lievito di birra, olio extra v. d’oliva. Per la copertura o farcitura speck, o prosciutto crudo, oppure formaggio vegetale per i vegetariani.

Esecuzione: impastare con acqua e poco lievito , olio fino a fare una crema omogenea. La lasciamo riposare per due ore, poi la metteremo nella teglia unta bene con l’olio e via nel forno, l’ideale sarebbe il forno a legna. La farinata si presenterà bella croccante, sottile e fragrante, pronta per coprirla con qualsiasi cosa desideriamo gustarla, è buona anche così.

FEDERICA   Certo che l’ultima che hai fatto era a dir poco da favola!

24/11/2013

ELENA   Anche la ricetta di oggi è per coloro che per scelta o per necessità  non possono mangiare la carne; si tratta di uno stufato alla soia in un letto di verdure. Eccolo nella foto sotto.

STUFATO  DI  CARNE  VEGETALE

STUFATO   ALLA  CARNE  DI  SOIA

Ingredienti: carne di soia, vino rosso, brodo vegetale, peperoncino, paprika, pepe, sale q.b., carote, patate, peperoni, purè di patate e cavolfiore, chiodo di garofano, una foglia di alloro, estragone, prezzemolo, scalogni, polenta fresca al forno, olio extra v. d’ol.

Esecuzione: laviamo bene i pezzetti di carne di soia, facciamo soffriggere gli scalogni in poco olio poi ci adagiamo la carne vegetale, il vino, il brodo, un chiodo di garofano, e una foglia di alloro, l’estragone, sale q.b. e la paprika. Portiamo ad ebollizione, poi lo faremo cuocere a fiamma bassa fino alla cottura. Nel frattempo mettiamo le verdure a cuocere al vapore, poi, le taglieremo a pezzetti e le metteremo nella casseruola dello stufato. Intanto facciamo il purè con le patate e il latte, l’altro purè con il cavolfiore cotto a vapore, passato al passaverdura e condito con burro vegetale e tofu; Con questi purè riempiremo i peperoni a li cuoceremo al forno insieme ai cubetti e rattangolini di polenta di mais. Impiattare, irrorare il tutto con l’olio, il pepe,  e il prezzemolo tritato. Anche questo piatto è davvero squisito; è stato scambiato per selvaggina.

FEDERICA  Diciamo che cucinare è bello e divertente!

LE RISPOSTE AI LETTORI OTTANTOTTO

22/11/2013

È vero che se pratichiamo il training autogeno non ci ammaleremo più?

Monica e Gianni

Sì, diventeremo delle pareti rocciose anzi più forti del granito; ovviamente sto scherzando.  Il T A non è una  panakeia di tutti i mali: se appreso come tecnica di rilassamento contribuisce però al raggiungimento di un buon equilibrio psicofisico.  Se utilizzato da un medico come terapia, permette di affrontare alcune malattie e anche alcune nevrosi. In ogni caso credo che sia uno dei mezzi più interessanti per trovare un buon ritmo e iniziare un dialogo con se stessi.

Elena  Lasagna

 22/11/2013

Ho sentito parlare di ” psicometria “, ma che cos’è esattamente?

Liliana e Federico

La psicometria,  secondo il termine coniato nel 1840 dallo studioso americano Buchanan, significa misura delle facoltà trascendenti dell’anima.  Si tratta di una facoltà Esp  grazie alla quale una persona concentrandosi su un oggetto rivive, attraverso sensazioni,  immagini o percezioni, avvenimenti legati ad esso.  La Psicometria può essere anche di ambiente,  cioè il passato può essere rivissuto entrando a contatto con un luogo dove si è svolto un episodio in genere drammatico. Quest’ultima potrebbe essere considerata una forma di chiaroveggenza.

Elena  Lasagna

25/11/2013

Che cos’è la Sofrologia esattamente?

Federica  Linda Alessandro e Riccardo

La Sofrologia  è il nome di un metodo creato alla fine degli anni cinquanta,  da un neuropsichiatra,  Il  Dottor  Alfonso  Caycedo.  Egli lo ideò dopo aver studiato a lungo l’ipnosi e le tecniche di rilassamento, come per esempio, il Trainig  Autogeno. I suoi interessi però non si erano limitati allo studio di scuole e metodologie occidentali : aveva trascorso alcuni anni anche in Estremo Oriente, dove aveva esperimentato lo Yoga e le forme  di rilassamento proposte dalle discipline orientali. Inoltre aveva studiato la medicina e le filosofie Indù e Zen. Sofrologia deriva dalla sintesi di termini greci sos, “armonioso”, phren, ” coscienza, spirito, ” e logos ” parola  studio  scienza “.  L’intento è perciò di definire una scienza che armonizzi il corpo e lo spirito.  Questo risultato consente una maggiore adattabilità a se stessi, agli altri e all’ambiente.  I principali obiettivi della Sofrologia sono: 1) valorizzazione della personalità, padronanza di sé, armonizzazione dei livelli di consapevolezza (corpo, mente, spirito) ; 2) preparazione agli sports; 3) prevenzione e cura delle malattie di origine psicosomatica.

Il metodo che la sofrologia usa per raggiungere i suoi obbiettivi è uno stato di veglia cosciente caratterizzato da ritmo cerebrale Alpha.  Questo stato raggiunto con  ” Therphos logos ” e con la visualizzazione, consente di ottenere uno stato di rilassamento psico-fisico, una condizione di calma, il contatto con la coscienza interiore.

Elena  Lasagna

26/11/2013

Le radici culturali classiche del dottor Alfonso Caycedo lo avranno portato ad osservare che nel dialogo di Càrmide,  Platone utilizzava il termine ” Sophrosiné ” per indicare un particolare stato psico-somatico prossimo all’ipnosi.  Questa particolare condizione era ottenuta, nell’ antica Grecia, attraverso il ” therphos  logos ” sia nel metodo sia negli effetti, caratterizzano il metodo ideato da Emile  Coué,  un farmacista vissuto in Francia alla fine dell’Ottocento.  Il dottor Alfonso C. aveva studiato anche con un allievo di Coué, presso la scuola di Nancy. In pratica Cayedo, nel creare la struttura metodologica della Sofrologia, era riuscito ad operare una sintesi di tuttte queste conoscenze.

Elena  Lasagna

27/11/2013

Per le persone dall’atteggiamento razionale tutto questo può apparire assurdo, ridicolo.  In realtà è solo un modo diverso di affrontare le cose, non migliore ma neanche peggiore degli altri. Anzi, c’è un tornaconto, ed è quello di non avere controindicazioni, di non intossicare ulteriormente l’organismo e di non dare assuefazione. Funziona perfettamente perché adopera meccanismi mentali che agiscono comunque a livello interiore: l’inconscio li dirige automaticamente sia per creare una disfunzione sia per guarirla; l’intervento consapevole permette di potenziare i processi di guarigione.  La cosa essenziale da considerare è che le medicine non fanno scomparire una malattia, si limitano ad eliminare i sintomi.  La guarigione nasce solo dal mettersi in moto di forze naturali, connaturate ad ogni individuo, predisposte a questo scopo.  Questi processi sono inconsci, non consapevoli,  ma possono essere aiutati con un lavoro mentale cosciente,  compiuto a livello immaginativo, il livello che utilizza il linguaggio della mente inconscia.

Per quelli invece che credono a questo studio, a questa filosofia di vita, l’idea che sia una parte di se stessi a creare le disfunzioni e le malattie può spaventare, può suscitare la sensazione di convivere con il mostro cattivo dentro di noi.  In realtà, conoscere l’esistenza di queste potenzialità psichiche fornisce l’opportunità di assumere la responsabilità e la gestione  della propria salute. Forse  il concetto di malattia, così com’è ancora diffuso,  deve essere riesaminato e rielaborato.  Malattia,  alterazione,  dolore  sofferenza, e qualsiasi altra paura sono quasi una sequenza associativa nel modo di pensare della maggior parte della gente,  una catena di concetti estremamente negativi.  Ma tutto dipende da come le cose vengono affrontate, dal concetto in cui sono considerate. La malattia deve essere considerata, invece un processo creativo, la manifestazione tangibile di un colloquio tra inconscio, un messaggio simbolico, quasi un grido d’aiuto, che dai livelli più profondi emerge fino alla superficie.

In Pratica qualsiasi disfunzione organica è un segnale che dovrebbe essere decodificato anziché combattuto con i medicinali.  Comprenderne il messaggio che porta con sé dall’inconscio farà scomparire automaticamente il sintomo, perché cade la motivazione della sua esistenza: cercare di comunicare qualche cosa ai piani di coscienza più esterni.  Comunque : non mi stancherò mai di ripeterlo:  per arrivare a questo bisognerà sempre rivolgersi a persone qualificate e di grande serietà!

29/11/2013

Perchè ogni malattia ha un decorso graduale, inizia con lievissime alterazioni spesso prive di sintomi evidenti, eppure già a tale stadio esiste il tentativo di comunicare.  Se la coscienza non ascolta,  il processo si fa un po’ più evidente, come se l’inconscio gridasse per farsi sentire.  I sintomi in genere sono tangibili, basterebbe solo un po’ di attenzione a se stessi,  un po’ di consapevolezza, per comprenderli.  Generalmente, invece, a questo punto l’intervento è costituito dall’assumere farmaci che disattivano i sintomi, come se tappassimo la bocca ai nostri piani psichici profondi.  I tentativi  dell’inconscio possono ancora farsi sentire spingendosi in un’altra direzione, creando un’altra manifestazione somatica, oppure continuare a rendere sempre più consistente il processo iniziale, contrastato da terapie farmacologiche e da energie psichiche.  Ma se le stesse energie fossero utilizzate sin dall’inizio a tentare di comprendere ciò che si muove interiormente,  la malattia non avrebbe evoluzione, anzi forse regredirebbe spontaneamente.

Questa disciplina, oltre a condividere questa visione delle cose,  fornisce gli strumenti necessari e utili per gestire anche la salute fisica.

02/12/2013

Nel sogno siamo trasportati in un altro livello di realtà? O è un mondo immaginario prodotto dalla fantasia, oppure una dimensione parallela con la quale veniamo a contatto non appena perdiamo il controllo razionale?

Giorgia e Gianluca

Gli antichi credevano che i sogni nascessero all’interno dell’uomo, quando riguardavano i suoi problemi fisici o psichici, i suoi istinti, i suoi desideri, mentre erano portati dagli Dei. La psicoanalisi ha ricondotto tutto alla psiche umana: il sogno diventa sempre interpretabile come ogni altro linguaggio, una volta si è appresa la chiave di decifrazione. Ma c’è un’altra possibilità, da non dimenticare, anche se la maggior parte dei sogni riguarda la nostra vita quotidiana, il nostro passato, ce ne sono altri che rappresentano vere e proprie escursioni dello spirito, all’interno dei quali alcuni individui sanno muoversi come altri fanno nel mondo della materia.  E per chi sa imparare a sognare il sogno può diventare uno dei  più importanti stati di coscienza, cioè uno strumento di conoscenza e comunicazione.  È infatti attraverso i sogni che i profeti ricevevano i messaggi da Dio e dagli Angeli ed è in sogno che le comunicazioni telepatiche o precognitive avvengono con più facilità.

Elena  Lasagna