NEL LABORATORIO DI EMI E PETER UNDICESIMA PARTE

21/01/2014

IL  GIARDINO DELLE ERBE

IL MELO  COTOGNO

Il melo cotogno è un arbusto abbondantemente ramificato, può raggiungere l’altezza di 3-4 metri. Le foglie sono caduche con picciolo lungo spesso peloso sono ovali e anch’esse pelose, con  un buon margine e l’apice acuto. Appartiene alla famiglia delle Rosacee, i fiori hanno un diametro di 5-6 cm, il peduncolo è molto corto; il calice è diviso in cinque sepali lanceolati, dal margine dentato , la corolla è composta da cinque petali liberi (staccati tra di loro) bianchi internamente  sfumati di rosa nella superficie esterna. I frutti sono mele  di forma subglobosa quasi simile a una pera, di colore giallo coperto da una ruggine o è tomentosa, la polpa è astringente e dura anche quando hanno raggiunto la maturità.

Il melo cotogno è originario dell’Asia occidentale, è coltivato anche in molte parti del mondo. In medicina si usano le foglie, i frutti e i semi.

Ha proprietà dietetiche, antiinfiammatorie e sedative. I frutti del cotogno sono impiegati soprattutto a scopo alimentare, si usano per la confezione di marmellate e mostarde, ma anche come astringente e antiinfiammatorio.

Le foglie si raccolgono in luglio-agosto, quando sono ben sviluppate, si recidono con il picciolo, si essicano all’ombra e si conservano in sacchetti di carta. I frutti invece si raccolgono alla maturazione da settembre a novembre, si mettono in ambiente riscaldato per completare la maturazione.

 22/01/2014

IL  CRIN

Il crin è una pianta erbacea con una grossa radice carnosa; il fusto può arrivare ad un’altezza di un metro, è semplice in basso e ramificato verso l’alto. Appartiene alla famiglia delle ” Bressicaceae”.

Le foglie basali sono lunghe fino ad 80 cm, e un picciolo di cm 30 con un lembo ovale dal margine semplicemente dentato. Le foglie del fusto variano da quelle inferiori, che sono pennatifide con i lobi lineari, mentre quelle superiori sono intere appena dentate di forma lanceolata e lineare.

I fiori sono pannocchie formate da corimbi che durante la fruttificazione si allungano da formare dei rachemi. I fiori hanno quattro sepali verdi sempre di forma lanceolata, e quattro petali bianchi con l’apice arrotondato che gradatamente si restringe alla base.

Il crin è originario sia dell’Asia  che dell’Europa occidentale, ma è coltivato in molte zone d’Italia  specialmente nella zona padana e prealpina dove lo si potrà trovare anche nei boschi allo stato spontaneo.

La parte usata in medicina è la radice  per le sue proprietà digestive, antireumatiche, rubefacenti, ma è  oggetto di coltivazione anche per gli usi culinari per le sue proprietà aromatizzanti.

La radice si raccoglie in agosto-ottobre quando la pianta è in riposo, si tagliano pezzi corti poi, si tagliano per il lungo per facilitare l’essicazione al sole. Una volta essicata la radice di cren va conservata in recipienti di vetro. Sia  per uso medicinale che per uso culinario è consigliabile usare la radice fresca.

IL  CRESCIONE

Il crescione è una pianta totalmente glabra, i fusti sono radicanti nei nodi inferiori, vive immersa in acqua, la maggior parte del fusto è immerso, e riemergono solo le porzioni dei rami e le foglie; appartiene alla famiglia delle ” Brassicaceae”.  Le foglie inferiori sono munite di picciolo ed hanno due o tre foglioline mentre quelle superiori sono sessili e hanno dalle cinque alle 10 foglie. Le foglioline laterali sono di forma ovale con l’apice ottuso, mentre quelle terminali sono un po’ più grandi a volte assumono la forma di cuore. con l’apice acuto.

I fiori sono piccoli con quattro sepali e quattro petali di colore bianco sono molto più lunghi dei sepali. I frutti contengono numerosi semi, disposti un due file per ciascuna loggia.

Il crescione è coltivato ma a volte si trova anche allo stato spontaneo: in prossimità di corsi di acqua pulita, non profonda, limpida ma non troppo corrente.

Il crescione si adopera sia in medicina erboristica che per uso alimentare. Le parti usate sono le parti aeree della pianta. Le sue proprietà sono vitaminizzanti, in quanto il crescione si consuma in insalata,  diuretiche, depurative, espettoranti, rubefacenti ecc… Si raccoglie in primavera prima ancora della fioritura, prima di consumare questa pianta va lavata accuratamente sotto l’acqua corrente perché si possono annidare parassiti e larve. Questa pianta va comunque consumata fresca, sia in medicina che per uso alimentare, una volta essicata vanno distrutte le sue proprietà.

IL  CUMINO  PRATAIOLO

Il cumino prataiolo è un arbusto biennale: nel primo anno sviluppa la grossa radice e la rosetta di foglie basali; nel secondo fra queste ultime s’innalza il fusto, può arrivare ad un’altezza di un metro circa se sono coltivate, mentre se le piante sono allo stato spontaneo restano più basse. Il cumino del prato appartiene alla famiglia delle”Umbelliferae”. La pianta del cumino ramifica soprattutto nella porzione superiore, le foglie basali sono munite di lunghi piccioli, a tripenna lanceolate, dal contorno triangolare allungato. Le foglie superiori sono più piccole, inserite su una guaina amplessicale, man mano che si scende lungo il fusto si possono osservare le foglie più allungate  e meno sottili. Le infiorescenze sono come delle ombrelle di 10-15 peduncoli e una decina di fiori bianco rosa, tendono a girarsi verso il centro della pianta. I frutti invece sono formati da due acheni uno sull’altro, percorsi nella faccia esterna da cinque coste lungitudinali, di forma oblunga.

Il cumino prataiolo ama i luoghi erbosi, i prati della regione submontana a quella alpina e dell’Appennino settentrionale fino alla Toscana. È coltivato un po’ ovunque, nei giardini e negli orti come pianta officinale, aromatizzante ma anche per le sue proprietà antisettiche, carminative, antispasmodiche ecc.

In medicina si usano i frutti: si raccolgono le ombrelle, si riuniscono in mazzi e quando assumeranno un colore brunito i semi sono maturi. Si  lasciano essicare all’ombra,  quando sono pronti si battono per estrarre i semi. I semi si conservano in vasi di vetro lontano dalla luce.

IL  DITTAMO  O  LIMONELLA

Anche il dittamo è una piantina dal fusto semplice che va da 50 a un metro di altezza, è perenne ed appartiene alla famiglia delle “Rutaceae”.  Le foglie inferiori sono semplici hanno un corto picciolo, dal margine intero mentre quelle superiori hanno il margine seghettato e la superficie inferiore pelosa. Le foglie osservate controluce sono semitrasparenti; l’infiorescenza è costituita da un solo rachemo, raramente presenta due rami, i sepali sono a forma lanceolata con la superficie esterna molto pelosa; la corolla è formata da cinque petali bianchi con venature di colore rosso, a volte possono essere di un colore rosso unico, rivolti quasi tutti verso l’alto dagli stami lunghi come i petali.

I frutti sono contornati da una capsula che raggiunta la maturità si divide in cinque parti; le quali contengono due a tre semi di forma allungata e lisci.  Il dittamo nonostante sia una pianta aromatica si trova nelle zone incolte e selvatiche dei boschi dell’Italia del nord, è raro incontrarla in altre zone, predilige il clima del nord. In medicina si usano tutte le sommità fiorite, si raccolgono da giugno ad agosto, si riuniscono in mazzi, si lasciano essicare all’ombra poi, si conservano in sacchetti di tela.

Le proprietà del dittamo sono aromatizzanti, stimolanti, digestive, tonificanti e dissetanti, per le  caratteristiche del suo aroma che profuma di limone fresco.

L’ESTRAGONE  O  DRAGONCELLO

Il dragoncello è una pianta perenne da 50 cm a un metro di altezza; ha radici legnose e ramificate. Appartiene alla famiglia delle “Asteraceae”, le foglie basali sono divise in tre lobi allungati, quelle superiori sono semplici, sono di forma lanceolata lineare e carnose, ( assomigliano un poco alle foglie del rosmarino)  l’apice è acuto, il margine è quasi sempre intero o semidentato; ha un colore verde lucido.

L’infiorescenza è una pannocchia molto ramificata, i fiori sono di colore verdastro chiaro, i capolini hanno un diametro di due millimetri con un involucro esterno di brattee dal margine bianco quasi trasparente. I frutti sono dei piccoli acheni ovali lunghi due millimetri di colore bruno scuro.

Il dragoncello è una pianta di origini russe, e dell’Asia centrale, ma è coltivato molto nelle regioni settentrionali d’Italia. In medicina e in molte cucine del nord si usano le foglie e le sommità fiorite, si raccolgono da luglio ad agosto, si lasciano essicare in un luogo riparato dal sole ma abbastanza ventilato, poi, si conservano in recipienti di vetro. Le sue proprietà altre che molto aromatizzanti sono stomachiche e digestive. Continua nel prossimo articolo…

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTIQUATTRESIMA PARTE

19/01/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA  Alla fine del pasto,  i commensali passano in salotto,  dove viene servito loro il caffè, un buon caffè caldo aromatico e digestivo. Mentre in un pranzo familiare il caffè viene offerto quando si è ancora seduti a tavola ed è necessario sparecchiare,  lasciando la sola tovaglia, prima di servirlo. Si sparecchia con sveltezza e disinvoltura, badando di non produrre sgradevoli acciottolii ed inutile confusione, il tutto deve essere gradevole in modo che i familiari e parlo anche dei commensali  non sentano il peso di chi lavora. Se si accetta di fare una cosa  la si deve fare con amore. Le stoviglie raccolte a mano o sul carrello si portano subito in cucina per la governatura.

Queste sono le norme essenziali del galateo della tavola; ma per la buona riuscita di ogni pasto, forse più che l’abilità nel servizio, sono necessarie quella cortesia, quella disinvoltura, quella premura che mettono perfettamente a suo agio l’invitato e gli fanno apprezzare l’ospitalità intelligente e cordiale dei padroni di casa. Continua nel prossimo articolo…

FEDERICA  Sono d’accordo con te, però le norme del galateo si dovrebbero imparare o ricordare e rispettare anche  in altri ambienti pubblici, non solo nei ristoranti…

ELENA  Bene, adesso mostriamo la nostra ricetta del giorno ed è la trota salmonata lavorata in tre modi: alla griglia, negli involtini, e come  ripieno.

TROTA  SALMONATA  IN  CONTORNO

  DI PORRI  E CIPOLLOTTI

TROTA SALMONATA IN TRE MODI

Ingredienti: una trota salmonata grande, rosmarino, sale, pepe, foglie di salvia, olio extra v. d’oliva. Ingredienti per gli involtini: pane grattugiato fine, limone grattugiato, e spremuto, origano e timo, peperoni. Ingredienti per i peperoni: trota pulita da ogni lisca, macinata, condita con sale, pepe, arancia grattugiata e pecorino dolce, sale q.b. e olio. Per il contorno due porri, e un mazzolino di cipollotti di 500 g.

Esecuzione: nettiamo la trota, togliamo la pelle poi, la sfilettiamo solo a metà, l’altra metà la lasciamo intera ma toglieremo tutte le lische lasciando solo quella centrale. La pennelliamo nella farcia delle erbe, la grigliamo, schizzando di tanto in tanto un po’ di succo di limone. Ora ci dedichiamo agli involtini: prendiamo l’altra metà,  abbiamo creato dei filetti di uguali dimensioni lasciando i ritagli per il ripieno dei peperoni. Pennelliamo i filetti,  mettiamo un trito di timo, origano, pane grattugiato, sale, limone grattugiato, aggiustiamo di sale, li chiudiamo con uno stecchino e li metteremo a cuocere in forno a 160° per venti min. affinché avverrà non solo la cottura ma anche una bella doratura. Ed ora passiamo al ripieno dei peperoni: prendiamo i ritagli della trota, accertiamoci di avere tolto tutte le lische, la maciniamo, la condiamo con sale, pepe, scorza di arancia, pecorino e pane grattugiati. Anche loro andranno pennellati con l’olio, poi, in forno curandoci di spruzzare un po’ di brodo vegetale perché non brucino.

Nel frattempo abbiamo fatto i cipollotti e i porri in agrodolce, ma un agrodolce leggero con aceto di mele. Poi li abbiamo conditi con un filo di olio e li abbiamo presentati sopra una foglia di porro. Ecco il piatto nella foto sopra.

FEDERICA   Che bel modo di presentare il pesce!

ELENA   Grazie!  Questo piatto si può realizzare anche con il pesce di mare.

FEDERICA  Saltando di palo in frasca come si suol dire, vorrei farti una domanda per la mia amica Mariangela, vorrebbe sapere come facciamo a riconoscere i germi negativi da quelli positivi per preservare la salute della nostra flora batterica intestinale. Grazie per lei!

ELENA  A questa domanda ti risponderò nell’articolo sulla salute delle donne. Buona domenica a tutti quanti!

20/01/2014

ELENA   Oggi darò la ricetta di un dolce, sembra pieno di calorie, solo a vederlo ma non è così perché abbiamo sostituito il mascarpone e la panna con altri ingredienti. Lo dedichiamo a tutti i bambini;  è un’altro dolce che contiene datteri.

CREMOSO  AI  DATTERI

DOLCE MAGRO AI DATTERI

Ingredienti: 500 g. di yogurt cremoso alla vaniglia, zucchero semolato 200 g., caramello, caffè di orzo e ginseng, due uova, quattrocento g. di ricotta vaccina, due confezioni di datteri chiari e una confezione di datteri scuri, savoiardi q.b.

Esecuzione: setacciamo la ricotta, la dolcifichiamo q.b. adesso facciamo il caffè d’orzo con l’aggiunta di ginseng, lo lasciamo raffreddare. Ora mettiamo nel mixer i datteri senza l’aggiunta di zucchero ma soltanto un poco di orzo, poi  maciniamo quelli scuri, lasciandone qualcuno per la decorazione. Mettiamo tutti  gli ingredienti davanti a noi e incominciamo a fare la torta. Prendiamo la tortiera trasparente, facciamo una strato di savoiardi sottili imbevuti nell’orzo e ginseng, poi mettiamo altri savoiardi spezzettati nello yogurt e facciamo il secondo strato. Adesso ancora un lieve strato di savoiardi sempre imbevuti e copriremo con la ricotta mescolata ai datteri chiari, poi con quelli scuri, e via così fino ad esaurimento degli ingredienti. Incominciamo la decorazione con il centro: metteremo dei datteri scuri ben allineati a cerchio, poi facciamo uno strato di crema bianca, e proseguiremo fino ai margini con i datteri in crema . Non ho potuto fare la foto per intero perché questa torta è stata realizzata per una festa di compleanno.

FEDERICA   Questa poi! Sento di avere l’acqualina in bocca e non chiedermi altro. Dopo una grande giornata lavorativa ti auguro una buona serata in musica.

ELENA  Grazie!

21/01/2014

ELENA  Ti presento un piatto di pasta senza glutine condita con maccarelli freschi al forno o alla griglia.

I  LACCI  SENZA GLUTINE

LACCI  SENZA  GLUTINE

Ingredienti: farina di grano senza glutine, un uovo intero, succo di porro. Per il condimento abbiamo olio extra v. d’oliva, estragone, prezzemolo, scalogno, maccarelli alla griglia, pecorino romano, sale q.b. pepe. , vino bianco e brodo vegetale.

Esecuzione: facciamo la fontana, frulliamo un porro,  mettiamo il succo nella fontana insieme all’uovo. Amalgamiamo perfettamente fino ad ottenere una pasta levigata che non attacchi alle dita. Lasciamo riposare l’impasto per 15 min. poi la stendiamo col mattarello, la tiriamo sottile sottile,  ritaglieremo delle strisce, larghe tre cm, le ripiegheremo su se stesse e ne ricaveremo dei laccetti lunghi 10 cm, lasciamo riposare per due ore ad asciugare. Nel frattempo abbiamo fatto il condimento mettendo a grigliare il pesce, togliendo poi tutte le lische e lo spezzettiamo. Intanto facciamo un soffritto con lo scalogno,  aggiungeremo il pesce, spruzziamo col vino bianco, aggiungiamo le erbe tritate poi mettiamo un poco di brodo e portiamo a bollore. Ora buttiamo i lacci nel brodo vegetale, li saltiamo nella padella del soffritto aggiungendo il pecorino, l’olio, il pepe. Il piatto è pronto! Al posto del pecorino possiamo alternare  con pinoli macinati a farina come il formaggio.

FEDERICA   L’ho assaggiato con la fantasia, è buonissimo!

Anche oggi ti lascio in compagnia di tanta bellissima musica.

ELENA  Grazie! Siamo tutti uguali, perché siamo esseri umani ma certe persone lasciano un’impronta così positiva, grande ,  non dovrebbero andarsene mai!

22/01/2014

ELENA   Ho comprato delle mele ed ho già realizzato un dolce per i bambini, molto gustoso e leggero.

MELE  ALL’AMARETTO

Ingredienti: mele succose non troppo grandi, amaretti grandi caserecci, latte q.b., due cucchiai di cacao, zucchero q.b. miele, gelatina di frutta, sciroppo di genzianella o agli agrumi, mandorle tostate e passate al mixer.

Esecuzione: Sbricioliamo gli amaretti nella terrina, aggiungeremo  il cacao, del latte e zucchero  q.b, amalgamiamo bene il tutto. Abbiamo già sbucciato lievemente le mele, le abbiamo aperte sulla metà ed abbiamo tolto il cerchio dei semi. Nella teglia  abbiamo steso la carta da forno, abbiamo bucherellato le mele, poi,  abbiamo steso tutte le metà,  le abbiamo pennellate con la gelatina di frutta, spruzzate con lo sciroppo e via in forno a 150° per circa 30 min;  se al tatto con la forchetta sono cotte le toglieremo. Lasciamole raffreddare, poi, le riempiamo con l’impasto di amaretti fino ad ottenere la forma di un’altra mezza mela. Adesso le mettiamo tutte sul piattone da portata e spolverizziamo con la polvere di mandorle tostate; si può alternare la decorazione con la panna  o con frutta candita di fresco, così abbiamo un piatto colorato e frizzante.

FEDERICA   Un’altra dolce idea per fare mangiare la frutta ai bambini.

ELENA   Esattamente! Si potrà realizzare anche con le pere o le patate dolci.

FEDERICA   Sai vorrei tanto saper fare bene la zuppa inglese con la crema vaniglia, alchermes, e caramello, so che tu la fai e se la mangiano gli angeli tanto è buona!

ELENA  Forse domani, dipende da che parte gira la luna. Comunque vada la faremo, ti auguro una serata meravigliosa!

LE MIE TISANE E DEL DOTT. ROBERT SETTE

16/01/2014

LE  NOSTRE  TISANE

SALUTE E BONTA'

 TISANA  CONTRO L’ABULIMIA

Facciamo una miscela con due cucchiai di melissa, un cucchiaio di fiori di ginestra, un cucchiaio di tiglio, un cucchiaio di verbena. Facciamo una miscela e prepariamo l’acqua bollente la versiamo nella teiera, metteremo un cucchiaio per ogni tazza; prima di filtrare lasceremo riposare per 20 min. Bere una tazza prima dei pasti .

TISANA CONTRO LE INFEZIONI URINARIE

Anche in questo caso facciamo una miscela con due cucchiai di eucalipto, un cucchiaio di timo, un cucchiaio di menta dolce, un cucchiaio di rosa e un cucchiaio di camomilla. Mescoliamo il tutto e prepariamo l’acqua bollente nella teiera, metteremo un cucchiaio di miscela per ogni tazza, aspettiamo 10 min, filtriamo .  Bere tre volte al giorno a digiuno.

21/01/2014

TISANA CONTRO LE CISTI OVARICHE  FUNZIONALI

Miscuglio frenante: agnocasto 20 g., migliarino 10 g, alchemilla 20 g, millefoglio 20 g, ribes 20 g. Mescolare il tutto, mettere in una tazza di acqua bollente tre cucchiaini di miscela; dopo 15 min filtrare, bere due -tre tazze al giorno a digiuno.

25/01/2014

TISANA  UTILE  PER COMBATTERE  LA BARTOLINITE

(Cisti alle ghiandole del Bartolino)

Miscuglio frenante: camomilla 5 g. timo 5 g. menta 5 g. lavanda 5 g. consolida 10 g. calendula 10 g. amamelide 10 g. argilla verde 1,5 g. Fare un miscuglio, mettere  due cucchiaini di miscela per ogni tazza di acqua bollente. Lasciare in infusione per 15 minuti, filtrare, bere tre tazza al giorno.

TISANA CONTRO DISTURBI GASTRICI E DUODENALI

PROPRIETÁ  ANTISPASTICO  aumenta la secrezione della bile, ipotensivo.

Celidonia: parti utilizzate radici e foglie. Per ogni tazza di acqua bollente mettere in infusione 8 g. di miscuglio, filtrare, dopo 15 min  bere, per due volte al giorno.

30/01/2014

TISANA  CONTRO  LA  CATTIVA  DIGESTIONE

Radice di rabarbaro 5 g, camomilla 8 g, menta dolce 5 g, alchemilla 5 g. foglie di carciofo 5 g. Mescolare bene le erbe, mettere un cucchiaio di miscela in una tazza di acqua bollente, lasciare in infusione 10 minuti,  filtrare e bere una tazza dopo i pasti pincipali.

TISANA CONTRO IL MALESSERE DELL’INDIGESTIONE

Genzianella: in una tazza di acqua bollente mettere in infusione 3 g di fiori di genzianella, dopo 15 minuti filtrare e bere ancora caldo, all’occorrenza.

TISANA  ANTISETTICA  DEPURATIVA  SUDORIFERA

Bardana  radici: decotto 15 g. per litro. bere caldo una tazza al mattino e una tazza alla sera lontano dai pasti.

TISANA  PER INSUFFICIENZA E INFEZIONI BILIARI, FEBBRE, REUMATISMI

Bosso, corteccia delle radici e foglie. Decotto 30 g in un litro. Bere una tazza tre volte al giorno.

TISANA  PER  ALLERGIA  DA  POLLINE

Lavanda, maggiorana, menta, santoreggia, si usano le porzioni aeree delle piante. Facciamo un miscuglio in parti uguali, poi, mettiamo un cucchiaio di questa miscela in una tazza di acqua bollente: lasciamo in infusione per tre minuti, filtrare, bere una tazza tre volte al giorno.

TISANA  CONTRO  LA TOSSE  E   PERTOSSE

Sommità fiorite di elicrisio. Decotto: 4 g  per ogni  tazza. Bere una tazza tiepida tre volte al giorno.

TISANA  CONTRO IL  FORTE MAL  DI  TESTA  DA  ECCITAZIONE  NERVOSA

Eliotropio sommità della parte aerea della pianta, elicrisio. Infuso: 10 g. di eliotropio, 4 gr. di elicrisio; miscelare, mettere 4 g. per ogni tazza, bere da due a tre volte al giorno.

13/02/2014

TISANA  CONTRO LITIASI  BILIARE  E  URINARIA

Migliarino la pianta intera e i semi. Infuso: due cucchiai per ogni tazza, lasciare riposare 10 minuti, filtrare, bere tre tazze al giorno.

27/02/2014

TISANA  CONTRO  LE MALATTIE PSICHICHE CHE SI SOMATIZZANO

NELL’AREA GENITALE

Agnocasto  foglie. Infuso: 10 g. per ogni tazza di acqua bollente, lasciare in infusione 10 min, bere da  una a tre tazze al giorno.

07/03/2014

PER  FRENARE L’IPERFOLLICOLINIA

Preparato di tintura madre: ribes nero, migliarino, agnocasto, alchemilla, viola del pensiero, millefoglio. Comprare in farmacia. Dosaggio: un cucchiaino al mattino a digiuno.

07/03/2014

Un altro rimedio importante contro l’influenza, laringiti, tracheiti, bronchiti, raffreddore sedativo della tosse.

LA  FARFARA infuso: in una tazza di acqua bollente mettere in infusione 5 g di capolini e foglie di farfara per 10 min. Bere due tre tazze al giorno.

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE: La salute delle donne

16/01/2014

Com’è èpossibile che donne giovani di trenta – trentacinque anni soffrano già di perdite urinarie? Per quelle che come me non hanno ancora questo fastidioso disturbo come possono prevenirlo? È vero che  si può praticare  il massaggio alla vescica? Esiste davvero?

Federica e le amiche

Allora, ovviamente vi dico chi meglio del medico ginecologo può rispondere a questa domanda? Ma vi ringrazio per la fiducia. Escludendo patologie, o lesioni da parto ecc. potrebbe essere un problema di tessuti  o per avere condotto una vita troppo sedentaria o con poco esercizio fisico o alimentazione non adeguata.

Per la prevenzione sempre su parere del medico esiste una ginnastica della vescica, che dona elasticità come un  massaggio. ( Di più non so)

Elena  Lasagna

18/01/2014

Qual è l’importanza della flora batterica intestinale?

Federica e le amiche

Sono migliardi i microrganismi che ospitiamo in alcuni punti-chiave del nostro corpo ( in particolare nell’intestino, nelle prime vie respiratorie, sulla pelle ecc) costituiscono un complesso ecologico denominato “flora batterica” che va conosciuto e rispettato per il contributo che offre alla nostra salute.

Comunemente si vedono batteri e microbi sotto una luce tutt’altro che positiva: si annidano in ogni angolo della casa pronti ad aggredire e li combattiamo incessantemente con pratiche igieniche ossessive. Quello che non si considera è che il nostro corpo è abitato da miliardi di microrganismi “buoni e cattivi” che controllandosi a vicenda ed equilibrandosi, permettono la salute.  Quando per esempio l’ambiente è alterato i batteri patogeni prevalgono, e se le difese organiche sono insufficienti, si instaura la malattia. Ecco perché la flora batterica che abita nell’intestino  è molto importante , dove avviene la definitiva trasformazione del cibo che comporta l’assimilazione di alcune sostanze e il rifiuto di altre.  Se la flora batterica  intestinale è poco efficiente o se vi è un eccesso di sostanze tossiche da eliminare, l’equilibrio ecologico si altera creando le condizioni per l’instaurarsi di una situazione patologica. Continua…

20/01/2014

Mariangela mi chiede come si riconoscono questi microrganismi cattivi da quelli buoni.

Ovviamente questo non si verifica necessariamente a livello dell’intestino, ma può coinvolgere altri punti dell’organismo, poiché le tossine riassorbite entrano in circolazione. Ecco perché all’origine  di un’influenza o di un’emicrania, o di una vaginite visto che la vagina è vicinissima all’intestino, può esservi però una condizione predisponente in un malfunzionamento intestinale.

Lo stato di salute si ripristina o si mantiene intervenendo di conseguenza anche sull’intestino con: pulizia con lavaggi interni, somministrazione di fermenti e consumando alimenti che nutrano la flora batterica. Continua…

  Cara Mariangela ho fatto una vignetta col pensiero proprio sulla tua domanda, non potendo mostrartela te la descrivo: vorrei dirti che esistono in commercio degli acchiappagermi,  hanno il colore della luce, li appendi nella tua stanza, se alla tua presenza o alla presenza di altre persone cambiano di colore allora è segnale che siamo in presenza di microrganismi patogeni.

22/01/2014

Perché si formano le cisti ovariche?

Antonietta, Gisella e Sara

Sono tumori benigni che si formano all’interno del tessuto ovarico stesso, ove si crea una cavità piena di liquido più o meno chiaro. Esistono anche cisti dermoidi, senza liquido, costituite da tessuto simile a quello dei denti, dei peli ecc.

Le cause potrebbero essere molteplici: Per esempio una pillola anticoncezionale troppo leggera, una pillola cioè che non esercita effetto inibente ( feed-back) sufficiente sull’ipofisi può comportare la formazione di cisti ovarica.

Che la formazione avvenga anche per influenza follicolinica (FSH),  cioè nella prima fase del ciclo,  o per influenza luteinica (LH) nella seconda fase del ciclo, succede che non viene superata una fase,  si forma una cisti e che questa regredisce spontaneamente: in questo caso si parla di cisti funzionale.

Però se ci sono dei sintomi frequenti  e persistenti potrebbe essersi instaurata una massa  ovarica che a sua volta si dovrà distinguere da una lesione infiammatoria, conseguenza di infezione cronica da ciò che ho descritto in alto. Evidentemente vi sono molteplici possibilità e per fare una diagnosi precisa è necessario ricorrere al madico specialista.

Fatta la diagnosi, si sa che per alcuni casi di cisti funzionale  ormai è possibile una terapia non chirurgica.  Spero di esservi stata di aiuto!  Ciao!

Elena  Lasagna

25/01/2014

Qual è il rapporto Estrogeni e Osteoporosi?

Mirella, Gina e Sonia

Nelle donne in menopausa affette da osteoporosi si constata, nei primi tre mesi di trattamento a base di estrogeni, un calo nella eliminazione urinaria del calcio.  Poiché gli estrogeni hanno effetto sul livello di distruzione del tessuto osseo, questo non viene rinnovato con maggior frequenza, anzi, forse succede il contrario. Gli estrogeni producono ritenzione di calcio e ritardano un poco l’avanzamento dell’osteoporosi, ma non possono restaurare la massa ossea. L’effetto del trattamento, inoltre diminuisce dopo qualche tempo.

Elena  Lasagna

26/01/2014

Come possiamo preservare le nostre ossa dall’osteoporosi?

Mirella

In linea generale una buona ossificazione dipende da diversi fattori. Per Esempio: dalla presenza in quantità sufficiente di minerali, calcio, fosforo… ; dalla vitamina D, dal suo assorbimento attraverso il tubo digerente, dalla sua attivazione da parte dei reni, dal sole sulla pelle ; dall’equilibrio formazione-distruzione dell’osso, regolato principalmente dagli ormoni paratiroidei e dalla calcitonina;  dagli altri ormoni che concorrono all’ossificazione: estrogeni, androgeni e ormoni tiroidei ( sono invece gli ormoni corticoidi a distruggere l’osso e a impedirne la crescita);  da una buona vascolarizzazione, che dipende anche dalla mobilità muscolare, cioè dall’esercizio fisico.

Elena  Lasagna

27/01/2014

Ho cinquant’anni, vorrei sapere come posso affrontare in modo naturale la menopausa, è possibile? Come devo comportarmi con l’alimentazione?

Angela

Per molte donne, il miglior modo di affrontare la menopausa è quello di restare attive, sentirsi utili e non pensarci. L’importante è non fare una fissazione perché non cambia niente. Certamente sono fondamentali l’esercizio fisico, amare ed essere amate, l’alimentazione ha una grande importanza: dev’essere ricca di proteine vegetali, meno di quelle animali; minerali e vitamine specialmente la vitamina D. Ripeto ancora le vitamine più importanti:

La vitamina  E è anche la vitamina della sfera genitale per eccellenza; ha anche azione cardiovascolare, neuromuscolare e sulla pelle è proprio indicata per problemi genitali legati alla menopausa.  La vitamina  E  si trova nei cereali, in particolare nel germe di grano, negli oli vegetali, nelle arachidi, nelle verdure a foglie verdi, nel polline.

La vitamina  A è la vitamina della crescita, della pelle e delle mucose,  della cicatrizzazione.  Si trova nel pesce, nelle albicocche specialmente quelle essicate, nella lattuga, negli spinaci, nei latticini, nelle carote, nella verdura e nella frutta a foglie di colore giallo.

La vitamina  F  è poco conosciuta nonostante la sua importanza. Il nome ragruppa tre acidi grassi insaturi presenti in tutte le cellule che intervengono nella sintesi dei grassi. Gioca un ruolo fondamentale negli scambi cellulari, il che la rende vitamina antitossica per antonomasia.  La carenza di vitamina F comporta dermatosi, difficoltà circolatorie, epatiche e nervose e predispone il cancro. Si trova negli oli extravergini spremuti a freddo: oliva, girasole, lino, cartamo, nocciola ecc.

La vitamina  B complesso che comprende una ventina di vitamine essenziali per la crescita, per i nervi, per gli occhi, la pelle, le mucose. La  B1 e la  B3 sono indicate per le emicranie; la B2 per i pruriti vaginali; La  B6 per i crampi, la  B9 o acido folico, per la formazione di estrogeni. Queste vitamine si trovano nel lievito di birra, nel germe di grano, nel pesce, nella carne, nei cereali integrali.

Tra i sali minerali ricordiamo :

Il calcio contro l’osteoporosi e le vampate di calore associato alla vitamina  C. Si trova nei latticini, nella senape, nel crescione, nei semi di sesamo, nelle mandorle.

Il ferro è un costituente indispensabile dell’emoglobina del sangue che interviene nell’ossigenazione dei tessuti. Si trova nella melassa, nei datteri, spinaci, uova, prezzemolo, cereali integrali rape rosse, carciofi, ecc.  Il ferro viene assorbito solo in presenza di rame, che si può trovare nei frutti freschi e nelle verdure a foglie verdi. Negli oligoelementi l’associazione è manganese-rame-cobalto (Mn-Cu-Co). Il modo più semplice per apportare ferro all’organismo è di mangiare tutti i giorni questi alimenti.

Il  magnesio (Mg) svolge un’importante funzione enzimatica, è necessario all’assorbimento del calcio, rigenera le cellule, è un ottimo riequilibratore psichico e del sistema vagosimpatico (responsabile delle vampate di calore) e un drenante epatico; combatte l’invecchiamento. Si trova nella soia, nella frutta secca, limone, latte, uova, sale marino non raffinato, cereali integrali.

Il  fosforo interviene nella formazione dei tessuti ( quindi anche del tessuto osseo), nella produzione di ormoni e nell’assorbimento del calcio. È molto importante anche per l’energia psichica, intellettuale e sessuale. Si trova nei cereali, aglio, germe di grano, noci, uova e pesce.

Risulta evidente che l’alimentazione ha un ruolo fondamentale nella salute e nella genesi delle malattie. Il funzionamento dell’organismo dipende dunque strettamente dal cibo che vi si introduce. Vi sono molte teorie che vantano di proporre un’alimentazione sana e naturale, talvolta tra loro in contraddizione.  Ma quali possono essere i principi per un’alimentazione sana? La risposta è diversa per ognuno di noi, ed è difficile poterne dare una per tutti; ma possiamo provarci. Continua…

Elena  Lasagna

ONORIAMO LE NOSTRE NONNE DUE

14/01/2014

A  TE

Ho cercato di imitarti, omaggiandoti di questi lavori che hai saputo insegnarmi negli anni passati insieme,   come te non dimenticherò mai.

I  NOSTRI  RICAMI

Ed ecco uno dei primi che mi hai insegnato: il grembiule per la cucina, l’ho riprodotto per regalare ad una grande amica. Riesco ancora come allora, ricordo tutto, quando voglio rivivere quei giorni, ti penso, e ti ritrovo esattamente come se mi parlassi, come se tu fossi davanti a me, e mi sento ricca e felice.

GREMBIULE  DA CUCINA

E adesso quante cose vorrei dirti! Sai? Se il bene più prezioso è una madre, io allora ne ho avute due! Un periodo di intensa felicità, in cui la sincerità e onestà assolute erano uno stile di vita, implacabile per i nostri rapporti nella famiglia e con il prossimo. Bastava un gesto, una frase, o un’immagine per stimolare la mia fantasia,  riuscivi sempre ad aprire un nuovo mondo pieno di emozioni vere.

Tu fai parte delle cose belle della mia vita

e le cose belle non se ne vanno mai

i tuoi discorsi, tutto quell’amore

che ci lega ad un filo dell’anima

mi sorprende  spesso  con allegria

Il tempo passato svanisce, ma quello

che resta arricchisce sempre di più

il mio presente, e mi aiuterà a vagliare

i ricordi: conserverò quelli preziosi,

per  ora e per sempre…

Elena  Lasagna 15/01/2014 / h 15: 08

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTITREESIMA PARTE

14/01/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA  Continua dall’articolo precedente. Basterà ricordare che il servizio segue in ogni caso la disposizione dei posti: nei pranzi in cui vi siano ospiti si servono perciò prima le signore, ultima delle quali la padrona di casa,  e poi gli uomini, ultimo dei quali il padrone.  Un tale giro va seguito però solo per la prima portata; poi si serviranno i coinvitati man mano che avranno finito, senza osservare alcun ordine.  I piatti di portata si servono sempre alla sinistra del commensale, per permettergli di servirsi comodamente.  A questo proposito bisogna ricordare che soltanto pietanze e dolci si possono presentare due volte; minestra, insalata e formaggio  si offrono una  volta sola.

Il piatto da cambiare si sostituisce con la mano sinistra e si sostituisce con un altro,  su cui saranno appoggiate le posate pulite, offerto dalla destra.  Nei pranzi non familiari si servono anche pane e bevande. Continua…

FEDERICA   Mi piace il tuo galateo .

ELENA   Oggi cucineremo un piatto di pasta fresca per chi soffre di allergia al glutine. Ecco la foto in basso.

BASTONCINI   DI PASTA FRESCA TENERI  SENZA  GLUTINE

 BASTONCINI  DI PASTA FRESCA

Ingredienti: farina di grano senza glutine, farina di patate, 20%,  purea di ceci e fagioli bianchi grossi di Spagna 50 % coltivati in Italia. Un albume, due cucchiai di pane grattugiato , parmigiano, peperoncino, peperone giallo, pomodoro fresco, olio extra. v. d’ol.un cucchiaio di panna vegetale, un cipollotto fresco, pecorino grattugiato, un pizzico di spezie miste. Se poi abbiamo del brodo vegetale già pronto lo useremo per la cottura dei nostri bastoncini.

Esecuzione: facciamo la fontana con le due farine, lessare i legumi e passarli nel passaverdure, incorporarli alle farine, mettere l’albume, spezie , pane grattugiato molto fine; impastare il tutto e formare dei bastoncelli che una volta fatti dovranno restare in riposo per un’ora prima della cottura. Intanto facciamo il ragù con tutti i prodotti elencati sopra tranne l’olio, la panna e i formaggi. Ora buttiamo la pasta, la scoliamo al dente e la versiamo nel ragù, la mantechiamo con la panna e i formaggi, infine mettiamo l’olio. Il piatto è pronto da gustare accompagnato da un bicchiere di lambrusco.

FEDERICA   Sarò il solito pappagallo che ti dice che bontà! Ma in questo caso mi piace fare il pappagallo! Ho una musica che suona solamente per te! Per voi. Ti aspetto domani!

15/01/2014

ELENA   Eccomi puntuale, ho una ricetta toccasana soprattutto, di una presentazione colorata e di gusto assicurato. Però non ho la foto; dovrai immaginare esattamente come si presenta. Facciamo una parmigiana con melanzane e zucca, poi, faremo un intingolo di carne di soia, ma questa volta alle prugne.

PARMIGIANA   DI MELANZANE  E ZUCCA

Ingredienti per la parmigiana: 2 melanzane, 800 g. di zucca già affettata e pulita dalla buccia e semi. Olio extra v. d’oliva, farina di ceci, sale, pepe, rosmarino, parmigiano grattugiato.

Esecuzione: tagliamo la zucca a fettine e la passiamo al vapore per 5 min; affettiamo le melanzane, le intingeremo nel latte, nella farina di ceci,  poi, ungeremo la pirofila e disponiamo le melanzane, sopra una spolverata di parmigiano,  andranno in forno per 10 min  a 180 °.  Le melanzane si presenteranno belle dorate, adesso togliamo la pirofila dal forno e sopra le melanzane metteremo la zucca già a metà cottura, ungeremo le fettine  da ambo le parti con l’olio, rimettiamo la pirofila in forno per 10 min, il tempo di terminare la cottura e farla dorare. Ripetere l’operazione per altre tre volte, l’ultimo strato dovrà essere quello di melanzane. Se useremo la pazienza diventerà un piatto veramente  bello, sano e squisito. Ed ora passiamo all’intingolo.

STUFATO  DI  CARNE  DI  SOIA CON PRUGNE

Ingredienti: bistecchine di soia, due chiodi di garofano, olio extra v. d’oliva, sale e pepe q.b. prugne scure italiane sotto vuoto, due scalogni, brandy alle prugne un bicchierino, cannella, vino bianco.

Esecuzione: facciamo un soffritto con lo scalogno, sfumiamo col vino, poi, adageremo le bistecchine, le porteremo a cottura  curandoci di non lasciare seccare. Nel frattempo abbiamo messo le prugne denocciolate, in una casseruola, con un filo di burro,  e un pizzico di cannella, abbiamo aggiunto il brandy, un poco di acqua e le abbiamo fatte bollire per qualche minuto. Adesso aggiustiamo di sale l’intingolo di soia, lo irroriamo con poco olio,  lo impiattiamo e tutt’intorno lo guarniremo con le prugne e il loro sughetto.

FEDERICA  Credo che lo farò molto ma molto presto, una squisitezza! So che la ricetta del giorno si è conclusa ma io come sempre ti dedico la musica più bella!

16/01/2014

ELENA   Ti presento due primi molto delicati e gustosi, anche se sono leggeri fanno parte dei piatti completi. Eccoli nella foto in basso.

FUSILLINI  E  GEMELLI

BIS  DI  MINESTRE

 Ingredienti: acquistiamo la pasta di semola di grano duro, i gemelli e i fusillini. Per i fusillini 0ccorrente: mais lessato a vapore, brodo di carne di gallina o di manzo, parmigiano, curcuma, olio extra v. d’oliva, ceci lessati e latte di soia, uno spicchio di aglio.

Esecuzione: buttiamo i fusillini nel brodo di carne sgrassato totalmente in modo che ne rimanga soltanto il sapore. Scolare al dente, nel frattempo abbiamo passato nel mixer il mais con i ceci e il latte di soia, abbiamo aggiunto il pepe e un pizzico di curcuma. Adesso li mantechiamo con la crema ottenuta, poi spegneremo e metteremo l’olio  il parmigiano e dei piccoli frammenti di carne di gallina tagliata molto ma molto fine.

Ingredienti per i gemelli: sempre di semola di grano duro, fave e funghi in stracotto, parmigiano e pecorino grattugiati, sale peperoncino q.b. un poco di sugo di brasato di carne  di manzo al vino bianco, olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione: buttare la pasta nell’acqua salata e scolarla al dente. Passiamo nel mixer le fave e i porcini in stracotto ( solo un giro, non devono spapolarsi del tutto), aggiungiamo ora il sugo del brasato e mantechiamo. Con la pasta fumante e bene amalgamata mettiamo l’olio e i formaggi. Ora impiattiamo i due primi che saranno i protagonisti del pranzo.

FEDERICA   Belli e buoni, e ancora di più!    Una serata in musica per te!   Devo farti una domanda importante, non soltanto per me ma per due mie amiche : sono domande sulla salute delle donne.

ELENA   Ti dirò tutta la verità ma in un altro articolo dedicato a loro.

17/01/2013

ELENA  Oggi è la festa di S. Antonio, ricordo che tanto tempo fa a casa mia la festeggiavano mangiando di magro per rispettare la sua dedizione agli animali. Si facevano i tortelli di zucca e la  torta sbrisolona.

FEDERICA   Da noi invece si festeggia  anche con la carne. Paese che vai usanza che trovi! È un vecchio proverbio.

ELENA  Voglio mostrarti questa torta, è di una bontà da prenderne solo una fettina altrimenti la mangeresti tutta. L’ho fatta per gli amici. Ne ho fatte molte di torte farcite, quest’ultima è di una leggerezza, è squisita davvero!

DELIZIA  ALLE MELE   ARANCE  E  DATTERI  CHIARI

TORTA DA FORNO AI DATTERI

ELENA  N’articolo n 118 delle ricette ho fatto una torta dal disegno somigliante ma il ripieno e la pasta sono completamente differenti. Anche se sono ugualmente deliziose.

Ingredienti per la pasta: amido di mais, lievito madre, farina lievitata, vaniglia, zucchero semolato, olio di mais due tuorli, latte. Per il ripieno datteri chiari, uvetta sultana, arance, mele, addensante pectina, zucchero q.b., zucchero a velo.

Esecuzione della pasta: prendiamo il lievito madre, lo mischieremo con lo zucchero, l’amido di mais, le uova, la farina lievitata, se necessario incorporiamo all’impasto anche un po’ di latte. Amalgamiamo bene senza stancarci, poi  stenderemo metà dell’impasto nella teglia scelta alzando leggermente i bordi e mettiamo il ripieno. Il ripieno l’abbiamo preparato con le mele tagliate a fettine, due arance sempre a fettine, la buccia grattugiata di un limone intero, una stecca di vaniglia, zucchero q.b. il succo di un’arancia, e l’addensante q.b. Dopo aver portato ad ebollizione il composto lo lasceremo riposare per una notte in frigorifero e lo toglieremo un’ora prima dell’impiego. Adesso che la composta è perfetta togliamo il più possibile la pellicina ai datteri, li priviamo del nocciolo e li tagliamo finemente, incorporare alla composta di arance e mele e stendere uno strato sulla pasta. Ora copriremo la frutta con la pasta rimasta che dovrà riposare per circa un’ora, poi, andrà in forno a 17o°-175° per 40 minuti . Non aprire il forno prima che sia scaduto quel tempo. La torta si presenterà soffice e deliziosa adatta per i bimbi ma anche per gli anziani, insomma per tutti quanti!

FEDERICA   Tu ne hai sempre di belle! vorrei essere come te.

ELENA   Ma lo sei già, anzi di più!  Per questa giornata ti dedico  allegria e felicità !

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTIDUESIMA PARTE

11/01/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA  Riprendiamo il discorso che abbiamo lasciato in sospeso nell’articolo precedente. Abbiamo parlato di come si apparecchia, oggi invece parleremo di come si serve a tavola.  Per stabilire il posto dei commensali non vi sono incertezze: i genitori padroni di casa si siedono a capotavola ed i figli fanno la loro corona;  ma se al pasto partecipano anche degli estranei la disposizione dei posti cambierà. Si faranno sedere alla destra della padrona di casa l’ospite uomo, e alla destra del padrone di casa la signora; alternando poi possibilmente il posto di un uomo con quello di una donna.

Per compiere bene il servizio in tavola è necessario organizzarsi a dovere. Perciò piatti e posate di ricambio saranno pronti sul tavolino di servizio; le portate che lo consentono saranno  state accomodate nei piatti, e soprattutto chi serve cercherà di fare ogni cosa con la massima rapidità e naturalezza, per non dar ai coinvitati l’impressione di essere impegnati in un lavoro difficile e faticoso. Riprendiamo nel prossimo articolo…

ELENA   Adesso però voglio dettarti la ricetta del piatto che ti ho promesso ieri: sono bocce di legumi e cereali in un letto di puré di patate e olive verdi contornate da ananas fresco.

BOCCE  DI  LEGUMI

E CEREALI

BOCCE  DI  CEREALI E LEGUMI

Ingredienti: funghi preferiti trifolati, fagioli toscani, fagioli di soia, lupini, ceci e una grossa cipolla, pepe, peperoncino, prezzemolo, origano, due chiodi di garofano, poco brodo, mezzo bicchiere di vino bianco un uovo, parmigiano e un poco di pane grattugiati q.b. Per il puré:  patate, latte intero,  120 g. di olive verdi, olio extra vergine d’ol.   Ananas.

Esecuzione: abbiamo già trifolato i funghi, li stiamo tritando e li mettiamo nella zuppiera. Prendiamo i legumi lessati, li passiamo al passaverdura e li uniremo ai funghi, adesso tagliamo  metà della cipolla  insieme al prezzemolo e all’origano li trituriamo bene per unirli  al composto. Sbattiamo l’uovo , prendiamo due manciate di parmigiano , sale, pepe, peperoncino un poco di pane gratt., uniamo il tutto amalgamando bene. Intanto tagliamo in modo molto sottile la rimanente cipolla, facciamo un soffritto con un poco di olio, aggiungiamo due aghi di rosmarino, un mezzo bicchiere di vino bianco e un mestolino di brodo di carne. Dopo avere composto le bocce le adagiamo nella casseruola, delicatamente le giriamo, poi, mettiamo il coperchio , i chiodi di garofano, facciamo bollire per qualche minuto. Nel frattempo abbiamo cotto le patate con la buccia, le abbiamo passate allo schiacciapatate, e abbiamo incorporato un bicchiere di latte, e sempre rimestando le abbiamo fatte sobbollire. A cottura ultimata le abbiamo cosparse di parmigiano  e adesso uniamo le olive passate al mixer rimescoliamo, ed ecco un letto di purè di grande gusto. Impiattiamo le nostre bocce gustose sopra il purè verde, lo coroneremo con dei tocchetti di ananas fresco.

FEDERICA   Che bellezza! e che bontà deve essere!

ELENA  Sì, è un piatto nutriente  realizzato con ingredienti sani quasi tutti di origine vegetale.

13/01/2014

FEDERICA   Presto è la festa di S. Antonio, siamo in pieno inverno, cosa mi consigli per un pranzo a base di carne?

ELENA   Potremo fare un tris di carni,  curandoci però di cucinarli in modo leggero e pieni di gusto. Ecco, ti presento il piatto che ho pensato per questa occasione.

TRIS  DI  CARNI IN  CONTORNO  VEGETALE

TRIS DI CARNI DI S. ANTONIO

ELENA   Come faremo ad ingoiare meno grassi con un piatto così?  Ebbene si può! Nella foto sopra vediamo cappone, cotechino, e una schiacciatella di manzo. Il manzo l’abbiamo scelto tutto magro, il cotechino l’abbiamo cucinato al forno, mentre il cappone è stato cucinato senza la pelle; abbiamo risparmiato il 40%  di grassi, li abbiamo guadagnati non solo in salute ma anche in gusto.

Ingredienti: cotechino, vitellone macinato scelto, cappone, vino bianco, sale, pepe, aglio, chiodi di garofano, basilico, prezzemolo, bacche di ginepro, aceto di mele pomodoro, olio extra vergine d’oliva, pane grattugiato q.b. cipolle o scalogni, brodo vegetale, piselli, cavolo cappuccio, cuori di carciofi, parmigiano grattugiato.

Esecuzione: incominciamo  dal cotechino: lo bucherelliamo con uno stecchino dalla punta sottile, lo avvolgiamo in un telo di puro cotone, poi, lo mettiamo in una teglia dalla giusta misura, con aglio, e acqua; lo inforniamo a 160° per 2 ore, controlleremo la cottura e poi lo togliamo dal grasso che ha lasciato andare, togliamo anche il telo, e la pelle.  Adesso passiamo al cappone che andrà in casseruola con le erbe, un poco di pomodoro, il vino bianco e il brodo vegetale q.b. L’ultima ricetta di carne è la schiacciatella: abbiamo marinato la carne di vitellone con sale, spezie miste, un trito di erbe profumate, sale e pepe. Poi, le abbiamo formate con un pizzico di parmigiano, il pane grattugiato q.b.  e messe a cuocere nel soffritto di pomodoro, chiodo di garofano e cipolla. Ora invece facciamo dei crauti bianchi con il capuccio tagliato fine, l’aglio, il chiodo di garofano, le bacche di ginepro e l’aceto di mele con un po’ di brodo. Prepariamo anche i cuori di carciofi: li trifoliamo con un trito di aglio, basilico e pecorino grattugiato. I piselli andranno cotti a vapore e messi con pomodoro, scalogno,  alloro,vino, infine aggiungeremo sulle verdure tiepide un filo di olio. Ed eccolo il piatto invernale non troppo grasso!

FEDERICA   Posso ringraziarti per questo piatto invitante?

ELENA   Adesso però di detto la ricetta di una torta deliziosa, provata o testata due anni fa, non ho la foto perché mi venne sfocata, ma la torta mi riuscì bene.

            TORTA  DI  CASTAGNE  E  DATTERI

Ingredienti: 300 g. di pasta sfoglia, 300 g. di  castagne  fresche o secche, 200 g. di zucchero, 300 g. di datteri, cacao amaro 30 g. un bicchierino di anice al caffè, latte q.b., aroma vaniglia, e una stecca di vaniglia naturale, canditi al mandarino. Panna montata vegetale.

Esecuzione: tiriamo la pasta sfoglia sottile, lasciando i bordi. Le castagne le abbiamo già preparate: sono state lessate, passate al passaverdure, abbiamo fatto una purea con il latte, il cacao, lo zucchero, la vaniglia,  e il liquore. Ora passiamo ai datteri: li mettiamo nel frullatore con l’aggiunta di poco latte e poca vaniglia (mezza stecca); abbiamo ottenuto una bella crema. Ora prendiamo la crema di castagne, la mettiamo sopra la sfoglia, copriamo bene il tutto; adesso invece stendiamo la crema di datteri, abbassiamo i bordi della p. sfoglia, e copriamo con un foglio di carta stagnola,  inforniamo a 175° per 25 min. Passato questo tempo toglieremo la carta stagnola e continueremo la cottura per altri 5 min. Lasciamo intiepidire la torta, poi, la toglieremo dalla teglia e verrà decorata con pezzetti di canditi e panna montata. Possiamo anche grattugiare un poco di fondente dolce.

FEDERICA  Hai detto bene, è deliziosa! Ti omaggio di tanta musica.

14/01/2014

FEDERICA  Da molto tempo mi balena l’incertezza di come si cucinano i finocchi al forno perché siano più gradevoli, meno sbiaditi di sapore.

ELENA  Il finocchio fresco è ricco di sapore, ma se viene cotto ovviamente perde un po’ della sua freschezza, anche se lo facciamo al vapore. Il finocchio al forno non va troppo lessato, lo cuoceremo al dente, poi ungeremo la teglia con olio extra v. gentile, una manciata di parmigiano stagionato 30 mesi ( se l’olio e il condimento sono troppo invadenti il finocchio si offende).  Poi, se  nei dolci il forno deve essere preriscaldato,  in questo caso possiamo infornare a freddo sui 170° per 30 min; così finirá la sua cottura ed avrá il tempo per prendere la giusta doratura senza bruciare. Ah dimenticavo! I finocchi  al forno andrebbero tagliati in sei spicchi.

FEDERICA   Ci credo, e niente erbe aromatiche?

ELENA  No, il finocchio in sé è un’erba aromatica, vuoi o no, sentire anche il suo sapore?

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTUNESIMA PARTE

09/01/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Ti stavo aspettando! Sapessi quante cose  devo chiederti? Prima di incominciare con le ricette vorrei parlarne, ci sono cose davvero importanti : è vero che il cioccolato fuso se lo metti in frigorifero non si rapprende, e resta sempre appiccicoso?

ELENA   Tu sai quanti dolci ho fatto al cioccolato fuso? Chi meglio di chi li realizza potrà risponderti a questa domanda? Oppure quando si hanno delle incertezze bisognerà sempre verificare di persona , ossia realizzarli , solo così potrai scoprire la verità e capire chi mente per darsi della …..  Il cioccolato fuso  a bagnomaria con latte, o acqua se lo metti in frigorifero non solo si rapprende ma diventa com’era prima. Ottimo per rivestire torte, paste, pasticcini, cornetti, cioccolatini, ecc.

FEDERICA   Come si apparecchia una tavola davvero in modo elegante senza sbagliare?

ELENA  L’importante è farlo bene la prima volta, poi, ti resterà sempre nella mente. Incominciamo dai tavoli: si dispone dapprima ben spianato, un bianco e soffice mollettone di tessuto felpato, che preservi il piano della tavola, e su di esso si stende la tovaglia, bianca o colorata, più o meno elegante, ma sempre fresca e pulita.

L’importante è preservare le stoviglie  da germi e dalla polvere quindi vanno riposti nell’armadio delle stoviglie. Per gli antipasti mettiamo i piatti piani, una volta finito l’antipasto si prepara per le minestre, quindi, i piatti fondi e sotto quelli piani. Terminato il primo non si lascia il piatto piano ma si tolgono entrambi. Poi , si prepara per le pietanze, che devono essere piatti piani  dello stesso servizio ma  di forma diversa da quelli che  abbiamo tolto con il primo piatto; adesso abbiamo i piattini per il formaggio, poi, metteremo quelli per la frutta; infine i piattini del dolce sia per quelli che vanno serviti in coppette che per i dolci composti o da forno.

INCOMINCIAMO AD  APPARECCHIARE  LA  TAVOLA

Se i tavoli sono spaziosi, oppure se la tavola grande è spaziosa possiamo apparecchiare con tutti i piatti che servono per il pranzo: 1) mettiamo il piatto dell’antipasto, 2) i piatti del primo : piano e fondo sulla sinistra, e i piattini sempre davanti al piatto sulla destra. Si dispongono in tavolo con ordine e simmetria, lasciando fra l’uno e l’altro almeno 50 cm di spazio, per ciascun coinvitato o cliente raffinato. Ora passiamo ai bicchieri, dalla cristalliera o vetriera prendiamo i bicchieri grandi per l’acqua quelli un po’ più piccoli per il vino. I bicchieri si mettono davanti ad ogni piatto leggermente spostati verso destra, in ordine crescente di grandezza: prima quello da vino, poi quello da acqua. Anche le bottiglie e caraffe si mettono in tavola, ma nei pranzi eleganti le bevande vanno servite di volta in volta.

Adesso pensiamo alle posate: dal cassetto riservato ai servizi di posate prendiamo coltelli, forchette cucchiai, da dolce, da frutta, eventualmente le posate da pesce.  Si dispongono poi coltello e cucchiaio a destra di ogni piatto  ( il coltello più vicino al piatto e con il taglio rivolto verso di esso ) e a sinistra invece la forchetta.  Le posatine da dolce e da frutta vanno poste tra i bicchieri ed il piatto, parallele fra loro. Il tovagliolo va ripiegato in tre parti, si posa accanto ad ogni coperto e si completa l’apparecchiatura della tavola con il porta sale e pepe. Quando la tavola è apparecchiata, è possibile decorarla con qualcosa di semplice, ma delicato e personale, se si tratta di un locale deve rispecchiare l’ambiente. Continua nel prossimo articolo…

FEDERICA   Grazie! Mi piace tutto questo ordine in cucina e nelle sale da pranzo.

ELENA  Ma adesso però pensiamo alle ricette!

BAULETTI  DI  CRESPELLE  IN SALSA DI LATTE  DI MANDORLE

BAULETTI DI CRESPELLE

Ingredienti: latte di mandorle, farina di riso, uova, farina di grano tipo “00”, sale, erba cipollina, rosmarino, aglio, salvia, parmigiano grattugiato, noce moscata, carne di manzo: paletta stufata e macinata, vino bianco q.b. una noce di burro.

Esecuzione: facciamo la salsa con il latte di mandorle e la farina di riso con una punta di noce moscata, salvia e parmigiano grattugiato. Adesso facciamo le crespelle amalgamando la farina doppio zero con il latte, due uova intere, sale e pepe, l’erba cipollina tagliata finemente. Ungiamo la teglia e proseguiamo per le crespelle. Una volta fatte le sfogliate le stendiamo sul piano da lavoro e le riempiremo con lo stufato di carne tritata e condita con piccoli frammenti di rosmarino, e  aglio. Chiudiamo i bauletti li disponiamo nella teglia da forno e li irroriamo con la salsa che abbiamo fatto in precedenza, cospargeremo un velo di parmigiano e una spruzzata di vino bianco, quindi in forno a 180° per 15 min. Servire con prosecco del Trentino Alto Adige.

FEDERICA  Ottimo anche questo piatto, lo farò domani, poi ti farò sapere . Ciao ci sarai domani?

10/01/2014

ELENA  Hai visto anche oggi non posso mancare all’appuntamento.

FEDERICA   Ho fatto la tua ricetta, è piaciuta molto a tutti. Grazie! Sono curiosa di vedere la torta che hai fatto a Natale per la tua famiglia! Posso?

ELENA   Sì, certo, ti mostrerò  anche quelle  che ho fatto in confezione regalo e continuano ad insistere che dovrei aprire un ristorante; ovviamente mi fa piacere, però per me la cucina è importante sì, anche perché mi fa divertire ma come ho già dichiarato il mio più grande sogno è di continuare a scrivere tutto quello che mi passa per la mente ma soprattutto verità, non importa poi se non verranno pubblicati.  Se accettassi il lavoro nel ristorante non mi resterebbe il tempo per scrivere;  le poesie certo, quelle escono dall’anima in sintonia con il cuore e il pensiero, ma non puoi pensare di scriverle a comando, quando sento l’ispirazione se non dispongo del tempo e di un po’ di privacy, dovrei lasciare completamente ciò che sto facendo, quindi…   Ma eccoti la torta di Natale.

TORTA  SAN  LOUIS

TORTA DI NATALE 2013

Ingredienti: panna fresca da montare 250 g., pan di spagna 300 g., cioccolato fondente dolce 400 g., fragole e marasche rosse in composta, ( sono state sciroppate nella loro stagione proprio per questa occasione ) zucchero vanigliato, crema di torrone 200 g. ricotta  vaccina 300 g. due tuorli e due albumi montati a neve, liquore di genzianella, liquore alla vaniglia, farina di riso, latte di soia.

ECCOLA IN FETTEFETTA  NATALE  2013 …               Esecuzione:

Setacciamo la ricotta, dopo avere fatto il pan di Spagna lo lasciamo raffreddare, poi ne ricaveremo un disco di 1,5 cm. Adesso monteremo la panna, poi i tuorli con lo zucchero a velo vanigliato, infine gli albumi. Abbiamo già sciolto il cioccolato a bagnomaria, ed abbiamo la composta mista di fragole e marasche, bella liquorosa, ora facciamo la crema di torrone con il latte di soia, la farina di riso, la cannella, il miele e il torrone sbriciolato; portiamo a bollore e lasciamo raffreddare completamente la crema; aggiungeremo poi il liquore e mescoliamo per amalgamarlo. Adesso che abbiamo tutti gli ingredienti incominciamo a comporre la torta come se fosse un mosaico ma dal basso verso l’alto. Prendiamo il vassoio o un piattone, stendiamo sul fondo un velo sottile di crema al cioccolato fuso, poi mettiamo uno strato sottile di composta di frutta rossa,  mettiamo il pan di Spagna imbevuto nel succo denso della frutta sciroppata, sopra stendiamo la crema torrone, poi uno strato di crema ricotta con i tuorli e gli albumi montati a neve ferma con l’aroma di liquore alla genzianella,  infine uno strato di cioccolato dove abbiamo sbriciolato anche un poco di pan di Spagna e abbiamo messo la composta di frutta rossa; l’ultimo un velo di cioccolato diluito con un po’ di latte di mandorle, infine abbiamo fatto la decorazione con sgarbi di panna montata e vaniglia. L’ho realizzata il giorno prima di Natale, quindi è rimasta in frigorifero per un giorno prima di essere stata consumata. Come si può notare le fette restano in sesto molto bene.

FEDERICA   Solo a vederla la mangerei tutta!

ELENA  Per essere buona è buonissima, ma quando si cucina tu sai bene che una volta fatto l’assaggio poi, non ne mangeresti più; anzi, queste feste sono state un dono del cielo perché non solo non sono aumentata di peso ma sono diminuita di quasi due kg. Sai bene che se guardi il cibo non ci si ingrassa! Ma è la qualità (dei grassi) e la quantità.

FEDERICA   Posso dedicarti tutte le canzoni di Massimo Ranieri?

ELENA  Non posso dirti che grazie! Anche perché la sua voce è inimitabile! Molti possono cantare bene le sue canzoni, ma la su voce io la riconosco sempre. Ci troveremo nel prossimo articolo, presenterò un menù del dopo feste, non  è cibo riciclato, è un piatto quasi tutto vegetariano adatto ad iniziare un nuovo ciclo non dico dietetico ma gustoso con  meno calorie.

NEL LABORATORIO DI EMI E PETER DECIMA PARTE

07/01/2014

UN  GIARDINO  PULITO

N.B. Le erbe che descrivo le tengo racchiuse dentro l’archivio della mia memoria; non possiedo nessuna enciclopedia di nessun tipo.

IL  CINOGLOSSO

Comunemente chiamata ” lingua di cane” appartiene alla famiglia delle Borraginaceae. È una pianta biennale; il primo anno produce una chioma di foglie riunite a rosetta, nel secondo anno invece forma il fusto che può arrivare all’altezza di un metro circa, tutto dipende dal drenaggio del terreno. Le foglie sono lanceolate lunghe, acute all’apice e man mano si allargano e si restringono verso il picciolo; hanno un margine intero e sono ricoperte da una leggera peluria chiara.

Quando esprime la fioritura vediamo qualcosa di spettacolare: si forma piano piano una pannocchia lunga composta da numerosi rachemi con il calice diviso in cinque sepali sempre lanceolati, mentre la corolla è glabra, tubolare verso il basso e divisa in alto in altri cinque lobi di forma ovale. I colori variano tra il violaceo, rosso scuro, e azzurro. I frutti sono racchiusi nel calice, il suo peduncolo a maturazione di ricurva verso il basso.

La lingua di cane vive bene nelle zone montane, nei boschi , nei campi raramente nella pianura.

Le parti usate in medicina sono esclusivamente le radici. Si raccolgono già nel primo anno: si levano le radichette laterali, si lavano e si lasciano asciugare all’ombra. Lo stesso si procede con la pianta di due anni, si scava, si raccolgono le grosse radici, si lavano e si tagliano a pezzi; dopo l’essicazione si conservano in recipienti di vetro riparati dalla luce.

Questa pianta ha proprietà calmanti della tosse, ovviamente sedative, astringenti e cicatrizzanti. I decotti, gli infusi per le tisane vanno dosati dal medico erborista. Le foglie  (il succo ) invece si possono usare per lenire le scottature, alleviare le punture d’insetti e per le abrasioni.

LA  CONSOLIDA  MAGGIORE

La consolida maggiore o comunemente chiamata ” erba di S. Lorenzo ” appartiene alla famiglia delle Borraginaceae. È una pianta che si espande con le sue radici verso il basso ed ha un grosso rizoma ramificato. Il fusto può arrivare ad un’altezza di un metro , è ramificato verso l’alto ed è coperto da peli setosi (tipici delle Borraginaceae ). Le foglie inferiori sono grandi, di forma ovale, man mano che saliamo lungo il fusto  tendono a rimpicciolirsi e a ramificarsi. I fiori sono riuniti in pannocchie dal calice verde e la corolla tubolare di colore bianco giallo, e termina con 5 denti ricurvi verso l’esterno; i frutti sono racchiusi nel calice sono degli acheni lucidi di colore brunastro.

Questa pianta cresce nei luoghi erbosi delle paludi nella regione mediterranea , ma anche in quella submontana del nord dell’Italia.

Le parti usate in medicina sono tutte le foglie, le radici e la parte aerea della pianta. Si raccoglie in autunno e in primavera, la radice si lava, si taglia per il lungo si lascia essicare all’ombra poi, si conserva in recipienti di vetro.

Le proprietà della Consolida sono astringenti,vulnerarie, antidiarroiche e cicatrizzanti. Un aspetto interessante è il trattamento delle ragadi e di tutte le altre forme infiammatorie. Molto utili anche cosmeticamente per mantenere la pelle sana e integra.

IL  CORBEZZOLO

Il Corbezzolo è una pianta di variabile grandezza: può essere di piccole dimensioni come può arrivare a quelle di un albero di un’altezza fino a 10-12 metri. Appartiene alla famiglia delle Ericaceae, è un sempreverde  dai piccoli rami con le foglie ovali lanceolate, di consistenza coriacea di colore verde scuro lucido con un margine seghettato che presenta piccoli denti acuti.

I suoi fiori sono riuniti in piccoli rachemi penduli, fioriscono in autunno e inverno; i fiori sono formati da un piccolo calice e da una corolla bianca o rosata rigonfia e termina con cinque piccoli denti rivolti verso l’esterno. I frutti sono bacche carnose tondeggianti di colore rosso che contengono nel loro interno numerosi semi. I frutti sono commestibili ma si dovranno consumare con cautela per il suo contenuto di resine che potrebbero dare disturbi.

È una pianta tipica del Mediterraneo, si trova nei boschi e nelle zone costiere, predilige l’esposizione al sole.

Le parti usate in medicina sono le foglie che si raccolgono col picciolo da maggio ad agosto, si lavano, si asciugano, poi, si lasciano essicare all’ombra e si conservano in sacchetti di tela.

Le proprietà delle foglie sono astringenti, antisettiche, diuretiche e disinfettanti di tutto il tratto uro-genitale e intestinale.

08/01/2014

IL  CORIANDOLO

Il Coriandolo è una pianta annuale con radice sottile e poco ramificata; il fusto può arrivare ad un’altezza di 60 cm, è sottile, ramificato solo nella parte superiore. Appartiene alla famiglia delle  Umbelliferae.  Le foglie basali variano nella forma: certe sono incomplete, con il margine appena inciso, e divise in tre foglie piccole dentate; altre invece sono pennate di forma lanceolata disposte a ventaglio perché si restringono a cuneo alla base. Quelle superiori sono tripennate piccole inserite alterne sul fusto a man mano il picciolo è sempre più corto.

L’infiorescenza del Coriandolo è a forma ombrellifera, sono ombrellini composti da 5-10 peduncoli, ciascuno dei quali porta dieci dodici fiori, di colore bianco e rosa.

I frutti che sono la parte usata in medicina e in gastronomia sono formati da due acheni convessi che uniti insieme formano un frutto subsferico dalla buccia spessa e costolata che inizia dall’apice e attraversa tutto il frutto.  Questa pianta è originaria dell’Africa del nord, e del mediterraneo orientale. Cresce anche allo stato spontaneo ma è ampiamente coltivato in orti e giardini.

I frutti si raccolgono  insieme al loro peduncolo subito dopo e non oltre la maturazione. Si appendono a mazzetti al riparo del sole e una volta essicati si battono per staccare i frutti dai loro peduncoli, vanno conservati in recipienti di vetro al riparo dalla luce.

Le proprietà del Coriandolo vengono impiegate molto nella gastronomia orientale, nei liquori e sciroppi digestivi per il sapore gradevole che emana,( mentre la pianta ha un odore molto sgradevole) e nel campo farmaceutico permette di correggere i cattivi odori e sapori dei medicinali. I frutti risultano essere anche un ottimo digestivo; eliminando così crampi allo stomaco  e i mal di testa che ne conseguono.

IL  CORNIOLO

Il Corniolo è una pianta perenne, che può raggiungere un’altezza di 3-4 metri; appartiene alla famiglia delle Cornaceae.  Ha le foglie caduche opposte a due a due dei rami, sono ovali allungate con l’apice lungamente acuminato, con il margine intero.

I fiori sono riuniti in piccole ombrelle, sbocciano in febbraio- marzo prima della comparsa delle foglie. I fiori hanno un picciolo a forma di calice composto da quattro denti e quattro petali gialli acuminati.

I frutti sono drupe pendule dalla grossezza di un mirtillo ma di forma oblunga, sono carnosi  di colore rosso con un nocciolo a forma della bacca.

Il Corniolo si trova nelle zone mediterranee e nelle zone montane, tra siepi e nei boschi di tutt’Italia ; è coltivato anche nei giardini ma è meno diffuso nel sud.

In medicina si usa la corteccia dei rami e i frutti. La corteccia si raccoglie in autunno, subito dopo la caduta delle foglie, mentre i frutti si raccolgono quasi a fine estate, sono commestibili e si raccolgono quando la bacca ha assunto un colore rosso intenso dall’aspetto traslucido, altrimenti danno quella sensazione di legare il palato e la lingua.

Le proprietà della corteccia del Corniolo sono analoghe a quelle dei frutti maturi: astringenti, febbrifughe, antidiarroiche. I frutti sono usati anche nelle preparazioni di liquori, marmellate e succhi. Le marmellate sono ottime per i bambini per risolvere manifestazioni diarroiche, è molto gradevole al palato. Continua  nel  prossimo articolo…

RISPOSTE AI LETTORI DI NATURA GASTRONOMICA TERZA PARTE

04/01/2014

GASTRONOMIA

ElenaEmi

ZELTEN

Come si cucina lo Zelten? Grazie.

Antonietta

 Lo Zelten è un dolce trentino tipico del Natale; esattamente del sud-Tirolo. Ha le caratteristiche del panforte a base di frutta secca che va preparato un po’ prima delle feste per poi conservarlo al fresco; solo così si potrà gustare il vero Zelten.

Ingredienti: 250 g. di datteri, 250 g. di fichi secchi  italiani, 250 g di uva sultanina, 250 g di noci, 250 g. di pinoli, 100 g. di scorza candita d’arancia, il succo e la scorza di un limone e di un’arancia, 250 g. di pasta per pane di grano saraceno o integrale, cannella in polvere q.b.,miele q.b., 50 g. di burro. Per la decorazione mandorle, miele e poco burro, liquore alla vaniglia.

Esecuzione: laviamo l’uvetta e i fichi, li lasciamo rinvenire nell’acqua tiepida, poi, tagliamo a pezzetti la frutta secca e la frutta candita. Ora togliamo dei filini di scorza agli agrumi,  spremiamo i frutti e li mettiamo in una zuppiera sommandoli alla frutta secca e a quella candita. Mescoliamo il tutto, copriamo la zuppiera con un coperchio e lasceremo riposare per una notte.  L’indomani mescoliamo il composto con la pasta di pane con l’aggiunta di miele e burro,dopo formeremo dei panetti che disporremo sulla teglia imburrata e infarinata e andremo a pennellarli con acqua e miele e decoriamo con mandorle tritate. Ora metteremo in forno a 180 ° per un’ora pennellando di tanto in tanto. Una volta cotti, decoreremo ancora gli zelten con mandorle e miele, poi li lasceremo riposare in luogo fresco per gustarli durante tutte le feste di   Natale. Sono veramente buoni!

Per chi non possiede una gelatiera come si può realizzare un sorbetto al limone?

Rosa

Anche se non possiedi una gelatiera si può fare un sorbetto meraviglioso! Ci vorrà un poco di pazienza in più.

SORBETTO  AL  LIMONE

Ingredienti:200 g. di miele, se lo trovi al limone sarebbe perfetto. Cinque limoni naturali, acqua q.b., e un albume.

Esecuzione: Sciogliamo il miele in 200-20 ml di acqua intiepidita, mescoliamo fino a quando si sarà sciolto bene e sarà del tutto raffreddato, aggiungiamo poi il succo dei 5 limoni, e la buccia grattugiata lievemente (solo la parte gialla) Mettiamo il tutto in un contenitore e lasceremo congelare  nel freezer. Togliamo il composto congelato dal freezer e lo riduciamo in pezzetti che andremo a frullare a bassa velocità, aggiungendo solo alla fine l’albume montato a neve. Adesso rimettiamo il composto nel freezer per solo una mezz’ora; poi, serviremo il sorbetto negli appositi bicchieri o coppette. Che bontà!

Hai mai sentito parlare di pasta al limone? Sapresti darmi la ricetta?

Morena

Sì, ne ho parecchie, te ne lascio soltanto una, la mia preferita.

SPAGHETTI  ALLA CHITARRA  AL LIMONE

Ingredienti: farina di semola di grano duro, tre uova, due limoni, sale e pepe, un cipollotto tropea, parmigiano grattugiato, olio extra vergine d’oliva o burro fuso.

Esecuzione: impastiamo le uova con la farina  formando un bel panetto; lo lasciamo riposare un’oretta, poi, passiamo gli spaghetti nella chitarra, li infarineremo perché non attacchino l’uno agli altri, li faremo asciugare per un paio di ore e saranno pronti da cuocere. Li buttiamo in acqua leggermente salata, li scoleremo al dente e li condiremo con la salsa che abbiamo preparato nell’intervallo. Abbiamo spremuto un limone e abbiamo incorporato al succo i filini della scorza di due limoni; abbiamo tagliato finemente il cipollotto con l’aggiunta di sale, pepe e olio. Ora mantechiamo gli spaghetti con olio o burro, incorporando la salsina e abbondante parmigiano grattugiato e pepe.

È vero che i crauti si mangiano anche crudi?

Sandra

Sì, in molti paesi dell’occidente si mangiano molto al dente o crudi. Vorrei regalarti un’insalata di crauti, delicata e particolare dei paesi del nord.

INSALATA  DI  CRAUTI

Ingredienti: un cavolo cappuccio, due mele,  due carote, una cipolla bianca, prezzemolo, sale e pepe, aceto di mele, due bacche di ginepro macinate, olio di oliva gentile, burro, e latte q.b.

Esecuzione: Laviamo tutte le verdure, vanno tagliate o grattugiate a listarelle sottili,  le mescoliamo bene e le condiremo con sale, pepe, due cucchiai di aceto di mele, la polvere di ginepro, il prezzemolo tritato. Adesso amalgamiamo bene tutti gli ingredienti e impiattiamo la nostra gustosa insalata di crauti.

Esiste la torta di patate?

Annalisa

È buona la torta di patate! Ho alcune ricette, te ne lascio una.

TORTA  DI  PATATE

Ingredienti: un kg. di patate farinose, 100 g. di parmigiano grattugiato, 50 g. di taleggio, 50 g. di provola, noce moscata, 2 uova, due cucchiai di farina doppio zero, olio, acqua q.b.

Esecuzione: mettiamo le patate con la buccia sulla vaporiera, una volta cotte le priviamo della buccia e le passiamo al passaverdura. Mentre sono ancora calde incorporiamo i formaggi, il sale q.b. la noce moscata e amalgamiamo il tutto. Aspettiamo che l’impasto si raffreddi, poi, incorporiamo bene i tuorli e la farina, se necessario aggiungere un poco di latte. Intanto ungiamo una bella teglia, adesso frulliamo gli albumi a neve e li incorporiamo all’impasto con delicatezza dal basso verso l’alto è il movimento consigliato, poi mettiamo il tutto nella teglia cercando di uniformare la torta, e ora in forno a 170 g° per circa mezz’ora. La torta si presenterà lievitata e ben dorata, lasciamola raffreddare nel forno e impiattiamo le nostre fette con un bel prosecco del Trentino Alto Adige. Buonissimo!

Io vorrei preparare delle tartine di ceci, ma vorrei  anche un abbinamento di ingredienti che si amalgamano bene insieme. Grazie!

Elisa

Bene Elisa ho quello che fa per te!

TARTINE  DI CECI

Ingredienti: ceci q.b. ma facciamo circa 300 g. acqua, sale, uno spicchio di aglio, un rametto di rosmarino, un ciuffetto di prezzemolo, olio extra vergine d’oliva, uno scalogno, pepe, olive taggiasche. Pane abbrustolito.

Esecuzione: laviamo accuratamente i ceci e li lasceremo a bagno per 12 ore. L’indomani li scoliamo dall’acqua e ne metteremo di nuova per la cottura. Una volta ben cotti i ceci li scoliamo e li passiamo al passaverdura, aggiungeremo gli aromi tritati, l’aglio, l’olio, il pepe e li spalmiamo sulle fette di pane. Le tartine andranno guarnite con olive e fettine di scalogno.  Servire con l’aperitivo.  Buone davvero sai?

Per chiudere l’articolo e tutte le feste di fine anno con l’ Epifania vi regalerò dei cioccolatini fatti in casa, sono deliziosi per grandi e piccini.

CIOCCOLATINI  CASALINGHI DI GRANDE PASTICCERIA

Ingredienti:  stampi per cioccolatini, 350 g. di cioccolato fondente dolce, zucchero a velo vanigliato, latte q.b., 50 g. di burro fresco, due uova intere, 300 g. di mandorle, 300 g. di pinoli, 200 g. di datteri e liquore alla genzianella!

Esecuzione: sciogliamo il cioccolato a bagnomaria con il latte necessario, non dovrà risultare troppo liquido ma ben sostenuto. Ora lasciamo intiepidire il cioccolato e tritiamo molto fini i datteri, i pinoli li mettiamo dentro il tritatutto per ridurli in polvere e lo stesso le mandorle lasciandone una parte per la guarnizione. Adesso mettiamo lo zucchero nei tuorli, mentre gli albumi li montiamo a neve ferma. Abbiamo ottenuto una bella crema spumosa , incorporiamo i datteri a piccoli pezzi, i pinoli in polvere, le mandorle in polvere e mescoliamo, adesso incorporiamo un poco di albume all’impasto per renderlo morbido ma non flaccido, deve restare in sesto. Formiamo delle palline e le lasciamo raffreddare in frigorifero per mezz’ora. Adesso le togliamo e le passiamo nel cioccolato , le mettiamo una ad una sulla grata che colino un po’, poi le passiamo nella granella di mandorle tostate e dolcificate con zucchero a velo vanigliato. Molto gustosi questi cioccolatini: indicati molto da offrire agli ospiti insieme al caffè.

Ciao, ciao! Elena e babbo Natale.