Giugno 24, 2024 Elena Lasagna DIALOGANDO CON VOI, Uncategorized DIALOGANDO CON VOI 24/06/2024 Dott. Robert e Linda Vi aspettiamo presto, è tempo che ti riposi, ti terremo la mente esercitata con gli scacchi, il che non fa mai male. Hai fatto bene a non scendere a compromessi per quella cosa! Al giorno d’oggi sono qualità che purtroppo mancano a molte persone, come il tuo valutare le persone per non prendere fregature viene spesso incompreso e scambiato per giudizio. Comunque brava! Perché finora non hai perduto la calma e non hai spento la tua energia, quando è necessario sei forte, generosa e decisa; resta sempre così! Elena Vi ringrazio per il vostro sostegno, ma non è facile combattere con chi non si fa vedere, e con chi non ha la testa al posto giusto; dovrebbero farlo curare, invece poverino lo coprono perché altrimenti cosa ne sarà della sua famiglia! Proteggere dei delinquenti incalliti non si fa il loro bene, ma li si incoraggia a delinquere sempre di più. Ci sono genitori che coprono i figli e famiglie intere che coprono dei congiunti delinquenti, perfino mogli cornute stanno coprendo i mariti che invece di fare il loro lavoro fanno i delinquenti! Sono tutti sulla carreggiata sbagliata, perché a mano a mano che il tempo passa la mente si ammalerà sempre di più, e se la mente non è bella forte, voglio vedere come se la caveranno quando… Comunque verremo a trovarvi presto, molto presto, Vi delizierò con i miei piatti. Grazie di tutto! 26/06/2024 Dott, Robert e Linda Quello che hai passato non è uno scherzo, ma sappiamo per certo che tutto questo ti ha reso molto forte nonostante la tua sensibilità; non cedere mai ai ricatti di quei mafiosi! Cercano denaro facile. Elena Nella mia vita ho lavorato molto e sono contenta perché mi sono guadagnata tutto senza farmi mantenere da nessuno, nemmeno dai miei genitori, io continuerò sempre così ma non cederò ai ricatti di nessuno perché la mia forza mi proteggerà se vogliono denaro devono andare a lavorare come ho fatto io e come fanno le persone per bene. 26/06/2024 Marco di Patty Ho aspettato a chiederti la spiegazione del racconto di Lev Nikolaevic Tolstoj Nella “La dona è un vaso fragile” Ho visto la tua alterazione e con ragione anche! Ma non si puo! Ci sono cose che fanno pensare molto! Comunque adesso mi rivolgo al romanzo, ma anche qua roba da non crederci, spero di avere capito male. Grazie. No Marco non hai capito male, i personaggi maschili di quel brano, appartengono a vari strati sociali, eppure manifestamente o no, assumono tutti lo stesso atteggiamento che ha il contadino: vantando avventure e baldorie, fieri della loro libertà e convinti quasi che sia un dovere abusarne, ma non ammettono per la donna alcun diritto, nemmeno quello di amare o non amare. La donna tradizionalmente, non sceglie, è scelta, ed è grata di essere stata scelta, ha il dovere di amare il marito, ma in definitiva anche amarlo può essere un lusso, un eccesso, è necessario che con lui sia umile e sottomessa, che resti al suo posto e che si attenga al dovere di moglie e di madre; il suo regno è la casa. La signora rivendica per le donne la stessa umanità che si riconosce agli uomini, vorrebbe gli stessi diritti anche quello di lasciare il marito se non lo ama più. Ancora una volta il problema viene respinto e si afferma, per bocca del vecchio contadino che il dovere del marito è vigilare sulla moglie, anche picchiandola, perché questa gli resti sottomessa e non ti prenda la mano. Ancora un esempio di come anche i più grandi narratori animati di spirito cristiano la donna non sia considerata un individuo ma la cui riuscita dipende dall’uomo. È lui il padrone assoluto di lei e di tutto ciò che tocca. In questo romanzo, la sonata a Kreutzer Leone Tolstoj tratta il problema del matrimonio e della fedeltà, per giungere alla condanna delle passioni e dell’amore. Il protagonista narra in prima persona, le infelici vicende della sua vita matrimoniale, il fallimento del rapporto coniugale attraverso le tappe dell’indifferenza e della gelosia che lo porterà, infine ad uccidere la moglie. Il protagonista esprime lucidamente le sue idee sulla morale, sulla condizione e sull’educazione della donna. All’inizio del romanzo egli si trova in compagnia di altri passeggeri su un treno ed assiste ai racconti fatti da un mercante e da un commesso viaggiatore sulle avventure con delle donne. Poi un avvocato racconta ad una signora di una coppia che ha divorziato. Un contadino, sollecitato dall’avvocato, esprime il suo pensiero: se oggi molte donne lasciano il marito e vi sono molti divorzi, è colpa dell’istruzione e sostiene che: ” Ogni sciocchezza viene dall’istruzione”. Elena Hai visto Marco che hai capito giusto? Da allora sono cambiate molte cose, ma sotto certi aspetti ci sono persone che la pensano ancora così:, senti questa: ” se io avessi saputo che eri un’intellettuale non avrei mai fatto amicizia con te”! Queste sono state le parole di una persona che ha avuto bisogno di me e poi invece di ringraziarmi mi ha tirato questo discorso da ebete. Io ne sono felice perché non dovrò più sopportare quell’ignorante! A me non importa il colore della pelle, non importa la provenienza e di tutto il resto, quello che importa per me è che una persona non abbia quell’ignoranza congenita di cui non si sa proprio cosa farsene! Per me è lecito il non sapere, perché nessuno può sapere tutto di tutto, ma di quel tipo di ignoranza io sono allergica proprio come lo sono per le persone del romanzo. La mia ragazza insieme a mia madre mi stanno aiutando a fare dei libroni come i tuoi da conservare per sempre; sai cosa c’è ? Non riesco a trovare dei fogli protocollo, come hai tu. Mi dispiacerebbe se non ne trovassimo più, perché non sarebbe come lo vorrei io. Potresti sempre usare i fogli di un quaderno a righe: apri le graffe sul mezzo del quaderno e poi estrai i fogli senza romperli, prova, è la stessa cosa. 29/06/2024 Marco Sei pronta per un altro racconto e spiegazione? Grazie! Elena Sì, dimmi quale sceglierai ed io ci sarò; anche lunedì se vuoi. 01/07/2024 Marco di Patty Pensa ne ho preo uno a caso e mi è capitato Giuseppe Tomasi di Lampedusa, quello che è diventato famoso con il romanzo storico “Il Gattopardo” te lo ricordi? Però io non so nient’altro. Grazie! Elena Ho dato una guardata alla sua bibliografia: è nato a Palermo nel 1896 da famiglia nobile. Giuseppe Tomasi era Duca di Palma e principe di Lampedusa, condusse una vita appartata e discreta. Partecipò alla prima guerra mondiale, durante la quale fu catturato due volte da nemici, ma entrambe le volte riuscì a scappare dal campo di prigionia. Studiò e si laureò in giurisprudenza all’università di Torino. Tra le due guerre mondiali visse molto a Parigi e a Londra. Dopo la seconda guerra mondiale di cui prese parte si ritirò a Palermo e si dedicò più intensamente agli studi delle letterature moderne: nel Gattopardo, l’opera che gli ha dato fama, si avverte chiaramente una conoscenza profonda della migliore narrativa europea dell’Ottocento e del nostro secolo. Il Tomasi morì a Roma nel 1957, e non vide pubblicato il romanzo per il rifiuto di un editore. L’opera fu pubblicata nel 1958, e divenne subito famosa. Il protagonista della vicenda del Gattopardo (titolo preso dallo stemma di famiglia), che si svolge nel corso di un cinquantennio, dal 1860 al 1910 circa, è Fabrizio Corbera, principe di Salina, uno dei più alti dignitari siciliani del Regno di Napoli, Nella vicenda terrena del suo tempo, egli vede senza illusioni, non già una trasformazione fondamentale, o la liberazione di certi mali antichi, ma solo il sostituirsi, o meglio l’avvicendarsi dei protagonisti, inizialmente sempre rivoluzionari, e sempre fatalmente condannati a diventare conservatori. Il principe nel suo aristocratico disdegno si limita soltanto ad osservare la fine indecorosa di un regno e l’affannarsi dei futuri dirigenti del male pubblico, dei quali conosce i veri e spesso inconfessabili interessi celati dietro ad idealità, a nomi nuovi ed esaltanti. Le pagine del Gattopardo, costituiscono il tratto più importante e più bello di tutta l’opera. Don Fabrizio si trova nella sue tenuta in campagna, a Donnafugata, dopo la conclusione dell’impresa dei Mille e l’annesione al Piemonte del Regno di Napoli e di Sicilia. Il principe riceve la visita del cavaliere Aimone Chevalley di Monterzuolo, incaricato di offrirgli la nomina di senatore del Regno d’Italia appena costituito. La conversazione che ne segue è importante per il tema politico-sociale che vi è trattato: l’amara sfiducia del principe circa la possibilità che i piemontesi libberino la Sicilia dalle sue piaghe secolari determina il suo rifiuto che viene motivato con argomentazioni sulle quali si può riflettere ancora oggi per trarne utili insegnamenti. Poi il racconto lo potrai copiare tu e metterlo nelle schede che stai facendo; non psso risciverlo qui tutto altrimenti mi servirebbero 10 pagine. Si tratta di Chevalley e don Fabrizio che si incontrano nello studio di don Fabrizio e iniziano a parlare di politica ed altro, ma soprattuto ribadirono che loro furono e sono i Gattopardi, i leoni, mentre chi arriverà dopo e cioè chi li sostituirànno saranno gli sciacalletti, le iene,; e tutti quanti gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci “il sale della terra”. Poi si ringraziarono scambievolmente, si salutarono, Chevalley s’inerpicò sulla vettura di posta, issata su quattro ruote dal colore indefinito. Il cavallo tutto fumo e piaghe iniziò il lungo viaggio….. E adesso continua tu.
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