DIALOGANDO CON VOI

17/06/2024

 

 

Marco di Patty   Quando hai tempo mi mandi l’altra prosa di Ugo Foscolo?  Grazie!

 

 

Elena  Quello che abbiamo parlato non si trattava di una prosa de L’urne de’ forti”  ma è una parte centrale del Carme Dei Sepolcri sempre di Ugo Foscolo.  Questo capolavoro è stato composto nel 1806,  pubblicato l’anno successivo a Brescia.  Il motivo occasionale del Carme è indicato,  dai più,  nelle conversazioni che il poeta ebbe con il Pindemonte,  che stava componendo un poemetto sui cimiteri,  e nella minacciata estensione all’Italia dell’Editto napoleonico di Saint-Cloud,  del 1804,  che vietava il seppellimento dei  morti nelle chiese,  e negli abitati cittadini,  istituiva una commissione di vigilanza sulle epigrafi funebri:  questo problema,  non era nuovo, perchè era stato affrontato in sede legislativa e in sede morale e letteraria anche prima dell’edito napoleonico.

Comunque il Foscolo pur concesso che abbia tratto le sue ispirazioni da vicende reali e appassionanti,  innalza il suo canto al di sopra di ogni contingenza,  portandolo su un piano ideale nel quale convergono gli eterni miti e le universali aspirazioni dell’umanità posta dinnanzi al mistero della morte.  La tomba è l’unico tramite che unisce i defunti ai viventi, è il mezzo concreto e spirituale insieme che alimenta un’aspirazione ad una sopravvivenza che ci è concessa solo in tal senso;  quindi la tomba,  stabilisce una corrispondenza di amorosi sensi,  addirittura divina,  che ci fa credere,  finché siamo vivi,  che di noi sopravviverà qualcosa nel ricordo dei nostri cari.  In questo brano L’Urne Dei Forti,  come ho già scritto è la parte centrale del Carme,  con esso ha inizio la seconda parte dell’opera,  quella in cui è celebrato il valore delle tombe degli uomini illustri.  In tempi di miseria politica delle nazioni,  dice il Foscolo,  rimane sempre intatto il patrimonio spirituale della patria,  custodito nelle tombe dei grandi.  L’italia in un solo tempio raccoglie i resti mortali del Machiavelli,  di Michelangelo,  di Galileo,  di Alfieri ecc.,  e da quel tempio,  da Santa Croce in Firenze,  gli italiani trarranno gli auspici quando  “Speme di gloria agli animosi intelletti rifulga ed all’ Italia.  (  Marco dimmi se c’è qualcosa che non ti è chiaro).

 

 

18/06/2024

 

 

Marco  È abbastanza chiaro,  però non mi piace che il Foscolo parli del Tempio di Santa Croce in Firenze come se il resto delle persone non fosse così importante, come i grandi poeti,  gli inventori  ecc.  Ma tu pensi ai nostri bisnonni che hanno fatto la guerra?

 

 

Elena  Hai ragione,  però noi dobbiamo vivere e lasciare vivere,  nel senso che se Ugo Foscolo aveva questa predilezione per i sepolcri dove erano sepolti i grandi cervelli non possiamo che accettare con ammirazione,  senza nulla togliere agli altri sepolcri di tutta l’umanità.

È l’affermazione introduttiva al discorso di tutto il brano de “L’Urne De’ Forti”, perché lui appunto è così onorato di parlarne a tal punto che dice che questi uomini dalle imprese forti,  ed egregie, rendono bella e santa agli occhi del forestiero la terra che le accoglie (Le urne  e i sepolcri del Machiavelli Nicolò,  di Galileo Galilei,  Michelangelo Buonarroti,  Dante Alighieri,  il Petrarca Francesco,  figlio di genitori fiorentini ecc. E pensa che Firenze sia una delle città più fortunate di tutti i tempi appunto per questa ragione.  Ne ho così molte delle sue esaltazioni che non mi sono passate inosservate;  proprio i professori ci parlarono molto di questa sua predilezione ai grandi cervelli. Se volessi scriverle tutte c’impiegherei tre giorni.

 

 

Marco  sì,  adesso è ancora più chiaro,  però io la penso a modo mio e lui non mi farà cambiare idea.

 

 

Elena  Ci mancherebbe,  capisco anche il tuo stato d’animo:  tuo nonno lavorò così sodo che non si rifiutò mai di curare un paziente,  anche chi non aveva i soldi per pagarlo,  quindi ti capisco benissimo,  del resto anche mio nonno fece la guerra in Russia e furono pochi quelli come lui a tornare a casa.  Quindi  io penso che nessun uomo dovrebbe eesere trattato con meno rispetto se durante la vita ha operato per il bene della gente e della patria.

 

 

Marco Adesso però  stacchiamo da questi argomenti per parlarne di altri non meno importanti,  da molto tempo io mi sto chiedendo:  Perché la gente ruba?  Ancora oggi si sentono di quelle cose che fanno pensare ai tempi de “I miserabili”.

 

 

Elena  È il solito motivo della povera gente che ruba non per vizio o per malanimo ma per fame ?  Oppure è diventato un mondo così privo di sentimenti e di buonsenso?  Al giorno d’oggi c’è di tutto,  si fa più fatica a lavorare che a dilinquere.  C’è chi è capace di rubare ai morti,  o di disonorare delle belle persone solo perché non possono più difendersi;  come classificheresti una persona così?  C’è anche chi è capace di rubare l’anima,  nel senso che ti offende solo perché tu hai dato molto a loro e per facilitare il tutto si comportano così:  offendendoti e poi rigirare la frittata  come se tu fossi incapace di intendere e di volere.  Io comunque sono una che non dimentica,  e odio estremamente le falsità e chi le dice.  Però se vogliamo tirare fuori anche il positivo dalla vita,  ne abbiamo molto da raccontare,  questo ci rende orgogliosi di essere su questo pianeta,  non sei d’accordo?

 

 

19/06/2024

 

 

Marco  Non ci riesco a staccare dalla letteratura,  la medicina la scelgo come professione,  la letteratura per capriccio; si può dire?  Senti,  mi piacerebbe conoscere   Wolfgang Goethe,  di lui non so niente,  so solo che era tedesco,  e ho una sola poesia che si Chiama “Mignon”  Però non ho nessuna spiegazione perché mi entri bene nella mente.

 

 

Elena  Io domani cercherò tra i miei scritti le cartelle che ho anche di lui;  ti scriverò qualcosa che possa soddisfare le tue esigenze,  ok?  In quanto a dirmi che la letteratura la fai per capriccio,  non è così,  tu hai bisogno di sapere,  e il bisogno di sapere non è mai un capriccio,  anzi,   è intelletto e l’intelligenza ha bisogno di essere nutrita.  A domani.

 

 

20/06/2024

 

 

Elena   Eccolo qui il fascicolo del poeta Wolfgang Goethe,  anche questo è bello alto;  è formato da fogli protocollo messi insieme,  si distinguono fra loro da enormi etichette con tutti i nomi che formano grossi libroni messi tutti in fila come nelle biblioteche grandi.

 

Marco  Vorrei tanto farli anch’io,  a dire il vero ho già incominciato.

 

Elena  Quando hai bisogno io sono qui.  e adesso passiamo aW.  Goethe.  In Germania era considerato il più grande,  e uno dei maestri dell’umanità di ogni tempo e di ogni luogo.  Nacque a Francoforte nel 1749 e studiò diritto dal 1765 al 1771,  prima a Lipsia e poi a Strasburgo,  dove si laureò,  e nei quattro anni successivi esercitò la professione di avvocato.  Durante questo periodo il poeta era molto preso da “Omero”,  Shakespeare,  ed altri grandi del passato, e dall’appassionata lettura della Bibbia,  si cimentò in vari generi letterari,  dalla lirica alla commedia,  dal dramma in prosa al romanzo,  rivelando la sua cosciente adesione  allo Sturm und Drang;  l’opera sua più famosa di questo periodo è certamente il romanzo “I dolori del giovane Wertber che ebbe risonanza europea.  Nell’autunno del 1775 Il Goethe si trasferì a Weimar,  su invito del duca Carlo Augusto,  ed entrò in servizio di quello Stato,  ricoprendo diverse cariche,  fino alla nomina di ministro ottenuta nel 1815,  quando dopo il Congresso di Vienna, il Ducato di Weimar fu trasformato in Granducato.  A Weimar piccola capitale ma grande centro di civiltà culturale,  il poeta trascorse quasi ininterrottamente il resto della sua lunga vita;   gli affari di stato tuttavia non gli impedirono di dedicarsi alle lettere e alle scienze e anche ai viaggi,  il più esaltante dei quali fu il viaggio in Italia,  lo chiamò uno dei più ricchi documenti del suo amore per le bellezze classiche e delle sue straordinarie ricche capacità introspettive.  Morì nel 1832 a Weimar dove lì scrisse le sue opere più famose,  ricordiamo Ifigenia in Tauride e Torquato Tasso,  la Trilogia di Guglielmo Meister,  il romanzo,  le affinità elettive,  la raccolta di poesie   Il divano.  I suoi interessi scientifici sono condensati in  Metamorfosi delle piante e   Dottrina dei colori.  Il capolavoro di Goethe resta però il “Faust” ,  al quale il poeta lavorò circa sessant’anni.  E adesso veniamo alla  poesia  che hai scelto “Mignon” che non è una poesia ma una ballata

e fu inserita nel romanzo ” la missione teatrale di Guglielmo Maister.  In essa con tono dolce e nostalgico  viene descritta l’Italia e più in grande tutta la zona mediterranea.  Mignon è una povera fanciulla rapita in Italia da una compagnia di zingari e condotta in Germania,  dove è costretta a vivere tra sofferenze e rimpianti.  Guglielmo la libera e la protegge tenedola presso di sé.  Ma col passare del tempo,  sempre più pungente si fa sentire in Mignon il desiderio di tornare nella sua patria contornata dal sole,  che di giorno in gorno dentro di lei si trasforma sempre di più in un paradiso terrestre,  nell’espressione fisica di quella pace interiore che rende bella ed accettabile ogni cosa.  Guglielmo Meister con lei si comporta come un signore padre,  lei nutre un profondo affetto di amorosa e devota gratitudine verso chi l’ha salvata da un destino molto triste e doloroso.  La povera fanciulla ,  immagina che le statue della casa in cui abitò nella prima infanzia debbano provare commiserazione e pietà per il suo triste destino e possano chiederle perché gli uomini malvagi l’abbiano strappata da quei luoghi incantevoli.  I monti,  che sono le Alpi tanto alte dice lei, da scomparire coi loro sentieri,  fra le nuvole,  dividono la terra natìa di Mignon dalla Germania,  e così  implora Guglielmo il suo grande salvatore di accompagnarla  verso la strada che porta a casa sua in Italia.

 

 

Marco di Patty  Diciamo che è una storia curiosa assai,  quasi innaturale dal tanto perbenismo che c’è in Gugliemo Meister,  da ammirare.

 

 

Elena  I gentiluomini esistevano allora come esistono oggi.

 

 

22/06/2024

 

 

Marco e Patty Potresti mai innamorarti del marito di una tua cara amica o di una tua parente stretta? Non ti è mai successo?

 

 

Elena  No,  per fortuna,  solo il pensiero mi fa rabbrividire!  È una cosa che a mio avviso nemmeno gli animali se fossero coscienti non farebbero mai! Non mi è mai successo e non credo che col passare del tempo possa diventare una che non conosco.  Però io penso che se si vuole bene all’amica e alle parenti con tutto il cuore,  oppure se nei loro riguardi si è sinceri,  questa cosa non dovrebbe succedere mai. Se invece una persona pensa solo a sé e non le importa niente se si fa del male a qualcuno ma basta raggiungere il  suo scopo,  allora questa cosa non mi toccherà mai e poi mai!  Come si fa ad essere felici se questa felicità rende infelice qualcuno a cui vogliamo molto bene!  Guarda che non c’è bisogno di essere moralisti per non far succedere una cosa del genere,  ma soltanto un gradino più in alto delle bestie.  Però vivi e lascia vivere!  Sempre!

 

Marco di Patty  Tu devi essere libera di esprimere i tuoi pensieri!  Io non sopporto chi giudica male quelli che sono come loro,  ma non si accorgono?  Perché a quelli lì tutto è lecito?  Ma guarda che possono dire di tutto e gli altri niente!

 

 

Elena  Se ci accorgiamo noi,  si accorgono anche gli altri,  non temere,   ognuno ha il suo valore!