RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOVENTISEIESIMA PARTE

18/09/2022

I fanghi danno davvero dei benefici o sono solo un effetto placebo?  Grazie!  Marco di Patty

I fanghi  sono indicati ancora oggi nella maggior parte delle malattie croniche delle articolazioni,  nelle nevriti,  nei postumi delle fratture ecc.  L’azione di questa terapia dipende dai caratteri fisici e chimici del fango conferitigli dalle acque minerali che lo impastano ed è sempre un ipertermizzante generale proporzionalmente alla temperatura del fango e all’estensione dell’applicazione.  Questa cura è anche considerata sedativa con i fanghi oligominerali,  salsobromoiodici, radioattivi e sulfurei,  sono efficaci nella poliartrite acuta reumatica,  nei reumatismi muscolari,  nelle artriti croniche deformanti, nelle sierositi croniche ecc.  Sono consigliate non più di un’applicazione al giorno.  Si sconsiglia la fangoterapia nelle gravidanze,  nelle diatesi emorragiche,  nell’epilessia,  nefropatie,  malattie cardiocircolatorie in scompenso, nelle tromboflebiti.  Durante il terzo e il settimo giorno di cure,  non solo della fangoterapia ma di qualsiasi cura termale si può andare incontro ad una sindrome:  chiamata “sindrome termale”,  caratterizzata da cefalea,  febbre,  tutti disturbi come quelli che si riscontrano nelle  sindromi di adattamento.  La cura con i fanghi deve essere di due settimane circa non di meno per rendere possibile all’organismo il superamento della eventuale crisi termale.  Elena  L.

20/09/2022

Le persone che soffrono di apnea,  sono malate?  Grazie!  Marco di Patty

È chiamato volgarmente “respiro patologico”,  detto anche periodico per l’alternarsi di un periodo di apnea e di un periodo di dispnea,  con respiro superficiale poi gradualmente diventa più profondo fino a un massimo ,  poi decrescente fino a diventare di nuovo superficiale,  per poi arrestarsi del tutto nel successivo periodo di apnea.  Può essere o diventare una patologia perché si manifesta per affaticamento del centro respiratorio,   può verificarsi appunto nell’ipossiemia per bisogno di ossigeno o per rallentamento della circolazione locale cerebrale appunto data da affezioni del cuore.   Elena  L.

21/09/2022

Abbiamo dei nervi importanti nel naso  Grazie! Marco di Patty

Certo che sì,  nel naso abbiamo il nervo nasale che è un ramo terminale della della prima branca del trigemino dal quale si origina nel punto in cui il nervo attraversa la fessura sfenoidale,  lasciando la cavità cranica e penetrando nell’orbita.  Provvede all’innervazione e si biforca in due rami: della radice del naso o della palpebra superiore,  nervo nasale esterno nonché delle coane e dell’estremità del naso.  Il naso presenta uno scheletro in parte osseo, costituito dalle ossa nasali e dai processi frontali dei mascellari,  e in parte è cartilagineo,  la cartilagine del setto che costituisce l’impalcatura delle facce laterali e delle pinne.  I muscoli del naso sono il nasale e il depressore del setto.  All’interno del naso oltre le narici,  si trovano le cavità nasali,  divise in due parti uguali,  descritte come fosse nasali del setto nasale.  Le due cavità possono essere suddivise in due porzioni:  la porzione anteriore detta vestibolo,  ricoperta da cute grigiastra ricca di peli setosi,  di ghiandole sebacee e sudoripare,  e quella superiore,  è di maggiori dimensioni,  rappresentata dalla fossa nasale comunicante con il vestibolo tramite una ristretta apertura che di chiama istmo nasale,  rivestita di mucosa in parte rossastra  detta anche “membrana di Schneider e in parte giallastra contenete i recettori olfattivi.  La parete mediana della fossa è rappresentata dal setto,  le parti laterali,  più accidentate rappresentano le tre conche cui corrispondono omonimi meati. Ciascuna cavità nasale è in comunicazione posteriormente con la “coana”,  che è un’apertura ovoidale con la parte superiore della faringe con la fossa pterigomascellare e con la cavità orbitaria e infine con un gruppo di altre cavità scavate nelle ossa che circondano le fosse nasali.   vasi sanguiferi del naso derivano dalle arterie mascellari esterne,  oftalmica e labiale superiore.  La mucosa delle cavità è irrorata da una rete di capillari,  costituita da rami delle arterie etmoidali,  nasale posteriore e labiale superiore da cui il sangue si scarica nel plesso venoso nasale e quindi nelle vene delle meningi,  della facciale superiore e nelle vene etmoidali ed oftalmiche.  La parte dei nervi l’abbiamo già raccontata,  e le fibre  sensitive della regione olfattoria si dipartono dalle omonime cellule nervose formando il nervo olfattorio. Inoltre il naso ha anche una funzione di riscaldare l’aria che si respira,  inumidirla,  trattenere le impurità e la temperatura di tutta la testa in condizioni ottimali e costanti,  mentre le cavità nasali sono responsabili della risonanza della fonazione.    Elena  L.

Patty  Grazie!

Elena  Io l’ho riscritto anche nel mio blog.

26/09/2022

Cosa succede quando il processo di emolisi diventa patologico?  Grazie  Marco di Patty

In caso di emolisi patologica,  la concentrazione plasmatica delle aptoglobine diventa insufficiente per saturare la forte quantità di emoglobina ,  che si libera dai globuli rossi,  per cui si avrà una immissione di emoglobina nelle urine proporzionale all’intensità del processo emolitico (emoglobinuria).  L’emolisi può essere provocata sia in vivo che in vitro da numerosi agenti chimici,  fisici e biologici che si possono così raggruppare:  agenti chimici comprendenti i solventi dei grassi,  gli acidi biliari,  le saponine,  l’acido solfidrico,  gli acidi e gli alcali diluiti,  la fenilidrazina,  l’idrochinone,  il p-amminofenolo,  ecc.;  agenti batterici,  di cui sono esempi i veleni emolitici, o emolisine prodotte da numerosi microrganismi patogeni:  stafilococchi,  streptococchi ecc.;  veleni animali come quelli dei viperidi,  delle api,  degli aracnidi,  ecc.  che contengono un enzima emolitico detto lecitinasi:  Agenti fisici,  in particolare i raggi X,  i raggi ultravioletti,  il calore con temperature oltre i 50°C,  fattori fotodinamici,,  alcune sostanze coloranti,  il rosso Bengala,  l’eosina,  la fluorescina,  si fissano alla superficie dei globuli rossi,  attivando in presenza della luce un processo biochimico che che determina l’emolisi.  Fattori osmotici,  i globuli rossi sono stabili in soluzioni saline isotoniche con il plasma,  ad esempio:  in soluzione di cloruro di sodio 09%.  Diminuendo la concentrazione di questa soluzione aumenta la percentuale di eritrociti che vengono lisati,  finche a concentrazioni di 0, 35% di Na CI l’emolisi è praticamente completa.  Elena  L.

28/09/2022

È vero che l’epifisi si può staccare da un osso scheletrico?  Come avviene?  Grazie!  Marco

Sì,  è vero può avvenire una separazione dell’epifisi  da un osso scheletrico a livello della cartilagine di coniugazione. Le epifisi più colpite sono quelle distali del radio e dell’omero,  del femore e della tibia.  Il distacco può essere anche incompleto,  avviene generalmente per strappamento o anche per trauma diretto sull’epifisi,  questo è possibile solo durante il periodo dell’accrescimento,  finché PERSISTE LA CARTILAGINE DI ACCRESCIMENTO.  Nei neonati il distacco epifisario è molto raro,  e si verifica in genere in caso di interventi alla nascita.  Elena  L.

29/09/2022

Si può definire insonnia una forte riduzione delle ore di sonno oppure a una minore profondità del sonno?  Grazie!  Marco di Patty

Io credo che  si possa definire insonnia sia nell’una che nell’altra forma.  L’insonnia si sa è dovuta a una diminuzione del sonno,  non sempre di natura patologica.  L’insonnia può essere di una forma rara costituzionale,  oppure abituale,  episodica o acquisita.  L’insonnia acquisita rappresenta un sintomo comune a varie condizioni di salute:  come l’arteriosclerosi,  cardiopatie,  intossicazioni,  in molte forme di nevrosi,  alcolismo,  tabagismo, ecc.  Nelle forme nevrotiche il sonno ritarda con un precoce risveglio mattutino;  anche il super lavoro fisico e intellettuale,  i pensieri che si affollano possono fare insorgere l’insonnia.  L’importante è curarla sempre,  o con tisane ben mirate,  o con altri prodotti di erboristeria o farmaceutici,  ma se non dovessero essere efficaci meglio andare dal medico per accertarne la causa.   Elena  L.

30/09/2022

L’infiammazione acuta o cronica che si ha alle vie respiratorie possono degenerare e colpire anche lo stomaco e il resto degli organi?  Grazie!  Marco di Patty

L’infiammazione acuta o cronica della mucosa orale,  quasi sempre dolorosa,  è localizzata alle sole gengive o alla lingua e prende rispettivamente il nome di gengivite e glossite.  Possono essere dovute a germi pervenuti nel cavo orale direttamente dall’esterno o per via ematica o per diminuite difese organiche;  sto parlando di streptococchi associati a bacilli fuso-spirillari.  Il loro attecchimento viene favorito dall’azione meccanica di protesi e del tartaro,  dall’uso di sostanze antisettiche,  da terapie antibiotiche,  da malattie infettive,  disendocrine,  ipovitaminosi,  alterazioni del ricambio e della crasi ematica,  intossicazioni esogene o accidentali,  ecc.  Sono molte le forme di queste infiammazioni acute e croniche,  le più importanti sono caratterizzate da eritema semplice  o con essudato patinoso che compare nel corso di malattie infettive quali la scarlattina,  il tifo,  la rosolia,  l’influenza e nelle intossicazioni endogene da ipovitaminosi e da disturbi gastrointestinali.  Poi c’è la forma ulcerosa,  con febbre,  reazione linfoghiandolare;  la vescicolosa, di origine erpetica,  insorge nel corso di infezioni acute come la polmonite,  meningite,  influenza ecc.  La aftosa che si manifesta con vescicole a contenuto biancastro liquido che dopo la rottura danno luogo a ulcere dal fondo grigiastro.  Abbiamo la gangrenosa,  insorge in soggetti diabetici,  o nelle intossicazioni da mercurio,  con lesioni necrotiche che distruggono i tessuti in modo profondo.  Poi abbiamo quella che si manifesta durante il trattamento di antibiotici con penicillina,  tetraciclina,  cloramfenicolo,  ecc.  Elena  L.

01/10/2022

M’incuriosisce molto la parola “Autoscopia”,  a che cosa si riferisce?  Grazie!  Marco di Patty

Per autoscopia s’intende qualcuno che si fa l’esame della laringe senza l’ausilio di uno specchio laringoscopico,   una autoscopia esterna,  l’allucinosi di chi si vede riflessa davanti la propria immagine.  Mentre quando un paziente si vede o crede di percepire forma e funzione dei propri organi è causato da un fenomeno isterico  quindi è una psicopatologia.  Elena  L.