RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOVENTITREESIMA PARTE

13/06/2022

A quale età ci si ammala di prolasso?  Quali sono gli organi colpiti?  Grazie!  Patty.

Il prolasso è la fuoriuscita di un organo o di una sua parte dalla cavità in cui esso è contenuto,  e quindi non c’è un’età e non tutti si ammalano di questa patologia.  Può succedere per cedimento dei tessuti connettivi che lo sostengono:  può avvenire se i tessuti sono rilassati,  oppure potrebbe essere dovuto ad un parto o un aborto  con metodo di aspirazione e altro.  I casi più frequenti di prolasso,  non riguardano solo la vescica ,  l’utero e la vagina,  ma può succedere anche al retto,  che una sua parte dalla cavità in cui è contenuto fuoriesca attraverso un’apertura naturale per eccessiva lunghezza dei suoi legamenti.  Il prolasso rettale consiste nella fuoriuscita di un segmento più o meno lungo del retto attraverso lo sfintere anale.  Mentre il prolasso dell’utero avviene con la discesa in vagina di questo organo,  che spesso trascina con sé la vescica e la vagina.  Lo stiramento della vescica verso il basso determina l’apertura permanente dello sfintere vescicale e di conseguenza,  avviene l’incontinenza urinaria,  si riscontra in una parte di donne pluripare sia giovani che di media età;  si risolve con la terapia chirurgica.   Elena L.

14/06/2022

Parlami dell’artrosi,  è vero che col passare degli anni ci ammaliamo tutti di questa patologia?  Sono più colpite le persone che vivono in paesi caldi o in paesi freddi?  Grazie!  Patty

Chi si ammala di artrosi non guarisce del tutto,  si può tenere a bada la malattia,  curandosi per non sentire dolori,  ma comunemente avanza in quasi tutte le persone con l’avanzare dell’età.  Interessa primitivamente le cartilagini articolari con conseguente neoformazione di escrescenze ossee lungo i margini dell’articolazione.  In relazione ai diversi momenti eziopatogenetici si possono descrivere e differenziare tre diverse forme di artrosi: 1 artrosi cronica e degenerativa primaria classica,  determinata da usura delle cartilagini articolari.  Rappresentano fattori coadiuvanti l’accumulo di rifiuti metabolici nella cartilagine fondamentale e l’alterazione del circolo vascolare dell’articolazione;  spesso è presente anche l’ipertensione.  Questa forma colpisce soprattutto le ginocchia,  le articolazioni dell’anca,  e delle vertebrali,  predilige,  in modo tipico l’età adulta e avanzata senza distinzioni fra i due sessi.  2  L’ artrosi cronica secondaria,  un gruppo di artrosi per lo più a localizzazione distrettuale che sono l’espressione di un  modificato metabolismo organico.  Tali artrosi sono in rapporto all’esistenza di processi morbosi  primari come :  gotta,  alcaptonuria,  di turbe trofiche  conseguenti  ad alterata regolazione circolatoria,  nervosa,  endocrina,  enzimatica.  Possono influire sull’eziopatogenesi di queste artrosi anche fattori traumatico infettivi in grado di modificare il biochimismo della cartilagine diartrodiale.  3  Artrosi cronica neuropatogena,  insorgono secondariamente a forme neurologiche prolungate che finiscono con il modificare le funzioni trofiche del sistema nervoso centrale.  La terapia delle varie forme di artrosi può essere farmacologica,  fisica con ultrasuoni,  termale,  ortopedica e dietetica.   in quanto a colpire di più le zone calde o fredde non ha nessuna rilevanza,  ma è lo stile di vita che si conduce a determinare la differenza.    Elena  L.

15/06/2022

Qual è la differenza tra artrosi e artrite?  Grazie!  Marco di Patty

L’artrite è un processo di tipo infettivo infiammatorio che colpisce le strutture anatomiche di un’articolazione.  In rapporto al decorso,  si differenziano  artriti acute,  subacute e croniche.  E in rapporto al numero di articolazioni interessate si hanno monoartriti quando l’articolazione colpita è una soltanto e ovviamente poliartriti quando quando le articolazioni coinvolte sono diverse.  Le artriti si distinguono in:   1)  Artriti infettive,  che possono rappresentare una complicanza di forme morbose di carattere generale.  La sintomatologia di queste forme è prevalentemente rappresentata da dolore a livello dell’articolazione o delle articolazioni colpite,  con versamento sieroso e blocco delle articolazioni.   2) Artriti gonococciche,   che rappresentano una delle complicazioni più frequenti dell’infezione gonococcica e possono manifestarsi anche in portatori di prostatiti,  cerviciti,  salpingiti o proctiti croniche gonococciche.  La sede più colpita è il ginocchio,  poi il collo del piede, le dita e gli alluci,  l’anca,  il polso,  il gomito,  e la colonna vertebrale.  La sintomatologia risulta molto varia in rapporto alla fase della malattia e alla localizzazione.  Le due manifestazioni più importanti sono l’artralgia e l’idrarto,  nelle forme acute;  con la deformazione articolare in  quelle cronicizzate.  3  Artriti tubercolari,  conseguenti alla contaminazione articolare da parte del bacillo di Koch.  Queste forme si contraddistinguono dalla produzione di fungosità,  con tendenza alla suppurazione e invasione progressiva degli elementi articolari.  La sintomatologia è caratterizzata da un inizio subdolo,  che non ha quasi nessuna importanza,  ma poi seguono dolori costanti,  i movimenti sono difficoltosi,  contratture muscolari ecc.  Poi ci sono anche artriti di natura allergica con manifestazioni artritiche in corso di malattie autoimmunitarie.  E le artriti reumatoidi  vale a dire artriti deformanti  da malattia reumatoide.  Non bisognerebbe denominare artriti alcune forme di artrosi.  Elena  L.

16/06/2022

Come s’infiamma l’arteria aorta?  E di quale grado?  Perché i miei coetanei e compagni di corso dicono di no!  Grazie!  Marco di Patty

L’infiammazione dell’aorta può essere acuta o cronica.  L’infiammazione acuta si può sviluppare in seguito ad uno stato infettivo,  che determina in un primo tempo,  un’endocardite,  e secondariamente un’aortite,  infatti l’endotelio del rivestimento aortico non è che un prolungamento di quello endocardico e  valvolare.   Tra le forme acute troviamo anche le forme maligne, meglio dire ad andamento maligno perché sostenute da uno stato setticemico causato da febbre puerperale e da malattie infettive.  Quelle ad andamento più benigno che sono sostenute da altre infezioni come la sifilide e da reumatismo articolare acuto.  I sintomi con i quali si manifestano le prima forme si possono confondere con quelli della malattia di base,  in più con un dolore oppressivo retrosternale.  A volte si possono manifestare embolie,  per mobilizzazioni di frammenti di vegetazioni settiche,  che danno luogo a fenomeni gangrenosi o infartuali a distanza.  per le seconde,  il quadro sintomatologico comprende il dolore retrosternale,  che talvolta assume i caratteri di vere crisi anginose,  con lievi difficoltà respiratorie,  palpitazioni,  lipotimia.  Tra le forme di infiammazione cronica abbiamo soprattutto l’aortite arteriosclerotica e le conseguenze della lue non curata o mai curata.  La sintomatologia in questi casi è più sfumata e va da un modesto senso di oppressione retrosternale a lieve difficoltà respiratoria,  talvolta a disturbi della fonazione,  per il coinvolgimento compressivo del nervo ricorrente di sinistra.  Elena  L.

N. B.  Tutto quello che scrivo negli articoli di  “La nostra salute” è controllato da due medici in gamba,  vale a dire con molti anni di esperienza:  il dott. Robert e sua moglie Linda

  Elena  Qualcuno si è anche chiesto perché quando si parla di loro due,  metto sempre in primo piano il nome del dott.  Robert e non della dottoressa Linda.  Il perché è semplice é lei la dottoressa Linda che vuole così,  anche perché è una donna straordinaria,  io non faccio altro che rispettare  questa sua decisione.

17/06/2022

L’agopuntura si fa ancora?  È una moda o le cure con l’agopuntura sono efficaci?  Grazie!  Marco di Patty

L’agopuntura è un metodo terapeutico antico quanto il mondo o quasi.  Si basa su principi filosofici e su particolari nozioni anatomo-fisiologiche,  che tende mediante l’infissione transcutanea di aghi,  a prevenire e anche a risolvere gli stati morbosi.   L’agopuntura è nata in cina e sembra risalire al terzo millennio a.C.,  ancora oggi è ufficialmente riconosciuta e insegnata nella repubblica popolare cinese.  Secondo la dottrina fondamentale,  anche l’omeostasi che condiziona la sopravvivenza del nostro organismo è legata,  come tutto l’universo all’equilibrio alternativo delle due forze Yang e Yin una cosmica e l’altra terrestre.  Queste energie scorrono nel corpo  lungo una serie di piccole cavità cutanee alle quali  corrispondono in superficie determinati punti  che il medico praticante l’agopuntura ovviamente deve saper riconoscere.  L’allineamento ideale di questi punti consente di disegnare sul corpo delle linee irregolari,  che nel linguaggio occidentale sono note come meridiani:  ne ricordiamo dodici per lato, ognuna legata a un’entità anatomo-funzionale particolare,  e due mediane,  anteriore e posteriore,  in relazione a importanti funzioni organiche e psichiche.  Punti e meridiani non hanno nessuna corrispondenza con le nozioni anatomiche e fisiologiche della scienza occidentale.

l’agopuntura viene praticata con uno o più dei nove aghi di acciaio o di rame he la scienza cinese ha da secoli determinato nella foggia e nelle dimensioni.  L’uso di aghi d’oro e di argento è solo un arricchimento occidentale su basi essenzialmente suggestive.   L’ago prescelto viene infisso ne punti cutanei che la dottrina terapeutica indica come corrispondenti agli organi,  visceri o funzioni che si devono curare.  Le modalità di infissione, la durata, rapidità,  profondità manipolazioni dello strumento,  rapporti con la respirazione e con l’ora del giorno,  ecc.  ne determinano l’attività:  questa può essere di rafforzamento o di depressione di una delle due energie fondamentali  o di depressione di energie anomale,  sempre allo scopo di ristabilire gli equilibri,  la cui rottura provoca lo stato di malattia. A volte l’ago,  una volta infisso viene riscaldato con il fuoco di una pallina di foglie secche di artemisia.   Conosco persone che attraverso l’agopuntura sono guarite dalla depressione,  altre si sono sbloccate dall’artrosi,  da sciatalgie importanti e da tante altre patologie importanti.    Elena  L.