RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTODICIASETTESIMA PARTE

28/03/2022

 

 

 

 

Se la nostra materia grigia dovesse infiammarsi,  che cosa accadrebbe?  Il buoi?  Si guarisce?  Grazie!  Marco di Patty

 

Purtroppo succede  che anche la nostra materia grigia possa ammalarsi.  L’infiammazione della sostanza grigia cerebrale della corteccia e dei nuclei può infiammarsi.  Ci sono forme cliniche superiori chiamate di Wernicke, e infiammazione inferiore acuta o paralisi bulbare acuta.  La prima è una malattia a carattere emorragico,  con sede elettiva nella sostanza grigia che circonda l’acquedotto di Silvio;  è determinata da intossicazioni da alcolismo cronico e da infezioni come influenza,  poliomielite,  encefalite epidemica.  Insorge con cefalea,  vomito,  vertigini,  rigidità della nuca e lieve rialzo termico;  dopo alcuni giorni compare paralisi oculare,  di solito bilaterale,  che dà luogo a strabismo e diplopia.  Spesso si associano disturbi della deglutizione,  della masticazione,  con afonia;  il decorso è acuto e rapido.  L’infiammazione inferiore acuta è dovuta alla lesione bilaterale dei nuclei motori e delle vie motrici e sensitive situate nel bulbo e nel ponte.  Fattori eziologici importanti sono:  l’arteriosclerosi,  la lue,  l’alcolismo cronico,  l’influenza,  la difterite,  la scarlattina,  ecc.  La sintomatologia è caratterizzata da paralisi  labio-glosso-faringeo-laringea,  disturbi respiratori e vasomotori,  Il decorso è rapido e spesso porta alla morte.  Elena  L.

 

 

30/03/2022

 

La presenza di sangue nelle urine,  evidenzia sempre neoplasie alla vescica o alla prostata?  Grazie!  Marco di Patty

 

No,  Marco,  per fortuna no.  Può essere un indice di glomerulonefrite,  di cistite,  di tubercolosi o tumori del rene,  di alterazioni infiammatorie o neoplasiche della vescica e della prostata.  Essendo macroscopica è evidenziabile ad occhio nudo per il colore rosso che il sangue impartisce alle urine,  oppure può essere microscopica,  quindi riconoscibile per la presenza di globuli rossi nel sedimento urinario.  Va distinta da un’altra patologia e può essere anche simulata dall’eliminazione urinaria di determinati farmaci che conferiscono all’urina colore rosso.  Oppure per la presenza di emoglobina libera nelle urine le quali acquisiscono un colore variabile dal rosa al bruno.  Questa patologia può verificarsi nelle anemie emolitiche, negli incidenti trasfusionali da incompatibilità del gruppo sanguigno,  nel favismo.  Poi vi sono malattie o sindromi in cui l’emoglobinuria rappresenta il sintomo principale:  quando è parossistica notturna, e parossistica a frigore e da sforzo protratto.  Elena  L.

 

 

31/03/2022

 

 

Come e perché si forma la calcolosi?  Quando è necessario intervenire chirurgicamente?  Grazie!  Marco di Patty

 

Esistono diverse tipologie di calcoli:  i calcoli possono formarsi in ogni tessuto  dove si depositino calcio e o altri minerali.  Il suo nucleo può essere formato da un piccolo coagulo ematico,  da frammenti mucosi e da qualunque altra sostanza estranea penetrata nella cavità degli organi o nei dotti ghiandolari.  Il calcolo ordinario non provoca alcun dolore, fino a quando non si sposti dal luogo della formazione o assuma proporzioni diverse  da ostacolare le funzioni organiche e comprimere i tessuti circostanti.  Esistono i calcoli biliari,  bronchiali,  al pancreas, alla prostata,  alla vescica,  all’uretra,  al rene o ai reni,  i calcoli salivali e il calcolo prepuziale.  Andando in ordine incominciamo dai calcoli biliari,  si localizzano nelle vie biliari intra ed extra epatiche specialmente nella cistifellea; possono essere anche molteplici ma anche uno soltanto e di volume variabile.  Relativamente alla loro costituzione si differenziano in calcoli costituiti da una sostanza predominante come colesterina bilirubinato di calcio;  combinato,  aggregato di colesterina circondato da un rivestimento pluristratificato di colesterina,  bilirubinato di calcio e sostanze di impalcatura.  Si rivela da una sintomatologia che varia di caso in caso;  il decorso può essere completamente silente oppure si avverte una sintomatologia estremamente tipica,  nota come colica biliare.  In alcuni casi,  si ha un decorso cronico con sintomi prevalentemente di tipo gastrico come ad esempio digestione prolungata e difficile,  pirosi,  senso di sazietà o meglio ancora di pienezza epigastrica.

I calcoli bronchiali sono dovuti a precipitazione di colesterina con successiva stratificazione di sostanze calcaree,  si forma in genere,  nelle piccole diramazioni bronchiali in seguito ad essudazione di origine infiammatoria.

I calcoli al pancreas,  sono di tipo combinato con carbonato di calcio associato a fosfati,  ossalati e solfati,  può essere unico con volume importante di un cm e mezzo di diametro,  oppure anche multiplo.  I sintomi possono essere di tipo dispeptico,  a volte compaiono emorragie gastroenteriche;  si possono notare con le radiografie,  la cura può essere medica quando il calcio non provoca gravi disturbi o altrimenti chirurgica.

I calcoli alla prostata sono una concrezione calcarea su materia organica dalle dimensioni molto piccole,  e anche qui la cura può essere medica o chirurgica.  I calcoli renali sono costituiti principalmente da acido urico e urati di calcio e di sodio,  da acido ossalico e ossalati di calcio,  da fosfati di calcio e  e ammoniomagnesiaci.  Si rivelano con una sintomatologia polimorfa:  possono essere del tutto asintomatici o esplodere in una colica renale.  Le principali complicazioni sono rappresentate da idronefrosi,  pielonefrite, pionefrosi,  perinefrite,  anuria e insufficienza renale.  Le diagnosi sono quasi esclusivamente radiologiche,  tranne nei casi in cui si possa raccogliere il calcolo espulso.  Le terapie possono essere medicamentose,  dietetiche astensione da sforzi,  riposo,  introduzione di acque minerali.  Quando le coliche sono molto frequenti esistono ematuria ed idronefrosi o infezione renale.  Quindi conviene curarsi prima di arrivare a questi estremi così si evitano interventi chirurgici ma ci sono altre vie per eliminare del tutto i calcoli renali.  e più raramente la paratiroide.

 

I calcoli all’uretra sono secondari a calcoli renali;  si rivelano con una sintomatologia soprattutto costituita da ematuria,  coliche renali.  La diagnosi si basa sull’esame radiografico,  sull’urografia endovenosa, cistoscopia,  pielografia ascendente.  Le cure possono essere mediche oppure chirurgiche se non si riesce ad eliminare il calcolo in altro modo.  I calcoli o il calcolo uretrale può essere situato nell’uretra posteriore con sintomatologia di varia gravità:  ritenzione vescicale,  o emospermia,  la diagnosi si basa  sui dati dell’esplorazione rettale,  del cateterismo,  dall’ esame radiografico,  dall’uretrocistografia.  In caso di localizzazione del calcolo nell’uretra anteriore possono comparire disuria,  ritenzione vescicale,  periuretrite,  e successiva fistolizzazione,  la terapia è chirurgica.  Il calcolo vescicale,  soprattutto frequente nell’uomo oltre i cinquant’anni,  ma insorge a volte anche nei bambini,  prevalentemente in relazione al tipo di alimentazione;  può essere costituito da fosfati, urati,  ossalati,  o cistina.  I sintomi sono rappresentati da dolori perineali,  pollachiuria,  ematuria terminale.  La diagnosi si avvale dei dati di esplorazione rettale, della cistoscopia,  dell’esame radiografico,  ecc.

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I calcoli salivali sono costituiti da  carbonato e fosfato di calcio associati a sostanze organiche che dimostrano una tipica stratificazione,  interessano soprattutto il dotto di di Warthon e più raramente la paratiroide.  I sintomi sono rappresentati da dolore di tipo gravativo sul pavimento della bocca, e a volte anche da coliche salivari con dolore all’ingestione dei cibi e ingrossamento della sottomascellare e parotide.

I calcoli prepuziali hanno un  nucleo urico ricoperto da strati di fosfato di calcio e fosfato di ammonio-magnesiaco.  Si rivela soprattutto in persone anziane o in bambini in cui è provocato dall’esistenza di una fimosi che determina ristagno e decomposizione dello smegma e dell’urina tra il glande e il prepuzio.  La terapia è ancora esclusivamente chirurgica.  Elena  L.

 

04/04/2022

 

 

Ho visto le mani del nonno di un mio amico che faceva il fotografo,  erano tutte macchiate di un giallo scuro.  Io non gli chiesto niente,  non mi sembrava educato,  però sono curioso,  che cosa può essere?  Una malattia delle mani?  Grazie!  Marco di Patty

 

Io non le ho viste,  quindi non posso dirti con sicurezza che cosa possa essere;  ci sono malattie della pelle,  ma il colore non corrisponde,  perché più che giallo e bruno sono maculate di giallo e chiaro.  Poi ho collegato il fatto che faceva il fotografo e ho dedotto che potrebbe e dico potrebbe essere un’intossicazione cronica di sali d’argento a carattere professionale,  conseguente alla deposizione intracellulare di sali d’argento insolubili.  Ne sono più colpiti la cute,  le mani,  la tiroide,  il fegato,  i reni e i vasi sanguigni.  Questa patologia è caratterizzata appunto da macchie grigio- giallastre,  si manifestano negli addetti  degli studi fotografici e alla fogliettatura d’argento che si usano anche in altre professioni.  Elena  L.

 

05/04/2022

 

 

Qual è la differenza tra “cistite acuta e cistite cronica?”  Grazie!  Marco di Patty

 

La cistite acuta spesso è provocata da agenti batterici:  Escherichia coli,  piogeni comuni,  Proteus vulgaris,  anche da sostanze chimiche e  irritazioni meccaniche tipo da parto e altro ancora.  Si manifesta con minzioni frequenti,  dolorose,  con bruciore e urine torbide,  a volte anche ematiche con la febbre.

 

La cistite cronica è completamente diversa dalla forma acuta.  Le cistiti croniche sono:  la cistite senile,  la cistite tubercolare,  ecc.  La terapia di questa forme di cistiti,  richiedono la sterilizzazione delle urine con chemioterapici, e antibiotici, che combattino il virus in causa.  La cistite tubercolare arriva quasi sempre con una tubercolosi renale,  anzi  quasi sempre ne è la conseguenza. La cistite cronica senile è favorita dalle condizioni atrofiche delle mucose.  Nelle cistiti croniche si hanno pollicuria modesta,  lieve disuria,  che possono essere assenti, per questo la malattia è riconoscibile dall’esame delle urine e rivela una piuria.  Elena  L.

 

06/04/2022

 

Che cos’è il lisozima?  Dove si trova?   Grazie!  Marco di Patty

 

Il lisozima è considerato un importante sostanza di difesa antinfettiva di protezione dei vari territori come ad esempio il cavo orale,   la congiuntiva ecc.  Trova impiego in medicina come antiflogistico,  antibatterico e antivirale.  Il lisozima è presente anche nel nostro organismo:  nelle lacrime,  nella saliva,  e si trova anche in alcuni alimenti come nell’albume delle uova,  nei funghi,  e nel lattice delle piante.  Ha una struttura chimica di proteina basica  con un certo peso molecolare,   la quale è formata da una catena lineare  di quasi 130 amminoacidi.  Quando il germe Gram-positivo viene a contatto con il lisozima,  la sua parete cellulare si dissolve e il microrganismo si trasforma in protoplasto.  Inoltre il lisozima è un ottimo conservante proprio perché  ha un’azione battericida elevata.  Elena  L.