Maggio 5, 2026 Uncategorized Elena Lasagna IL VANGELO SECONDO LUCA SESTA PARTE 05/05/2026 Sempre dal capitolo dodici. VIGILANZA Siate pronti con le cinture ai fianchi e le luci accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito appena arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’ uomo, verrà nell’ora che non pensate. Allora Pietro disse: “Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?” Il Signore rispose: Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa e lo punirà con rigore assegnandogli il posto tra gli infedeli. Il servo, che conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, né riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più. Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre; madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera”. Diceva ancora alle folle: “Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti ! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con l’avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esecutore e questi ti getti in prigione. Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo”. 06/05/2026 Capitolo tredici. NECESSITÁ DELLA PENITENZA In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: ” Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Siloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”. IL FICO STERILE Disse anche questa parabola: “Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l’avvenire; se no, lo taglierai”. 07/05/2026 GUARIGIONE IN GIORNO DI SABATO Una volta stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva drizzarsi in alcun modo. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: “Donna, sei libera dalla tua infermità”, e le impose le mani. Subito quella si radrizzò e glorificava Dio. Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse:” Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare, in quelli dunque venite a farvi curare e non in giorno di sabato”. Il Sognore replicò: ” “Ipocriti, non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue e l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?”. Quando Egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da Lui compiute. 08/05/2026 PARABOLETTE Diceva dunque:”A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo rassomiglierò? È simile a un granellino di senapa, che un uomo ha preso e gettato nell’orto; poi è cresciuto è diventato un arbusto, e gli uccelli del cielo si sono posati sui suoi rami”. E ancora: A che cosa rassomiglierò il regno di Dio? È simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina, finché sia tutta fermantata. Annalisa È così anche la nostra fede: ne basta pochissima per farla crescere sempre; bisogna custodirla come un gioiello sacro e lei crescerà senza misura, poi ne raccoglieremo i frutti perché ci farà sentire sempre più vicino a Dio al suo segno di benevolenza infinita. 09/05/2026 IL NUMERO DEGLI ELETTI Passava per città e villaggi, insegnando, mentre era in cammino verso Gerusalemme, Un tale gli chiese:” Signore, sono pochi quelli che si salvano?”. Rispose: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore aprici. Ma Egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete. Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza, e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d’iniquità! Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori. Verranno da Oriente e da Occidente, da Settentrione e da Mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed Ecco, ci sono alcuni tra gli uomini che saranno i primi e alcuni tra i primi che saranno gli ultimi”. 11/05/2026 OSTILITÁ DI ERODE In quel momento si avvicinarono alcuni farisei a dirgli:” Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere”. Egli rispose:” Andate a dire a quella volpe: Ecco, io scaccio i demoni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno avrò finito. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io vada per la mia strada, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme. Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa sta per essere lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più fino al tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”. 12/05/2026 Capitolo 14 L’IDROPICO GUARITO In sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. Davanti a lui stava un idropico. Eivolgendosi ai capi della legge e ai farisei Gesù disse:” È lecito o no curare di sabato?”. Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse:” Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?”. E non potevano rispondere nulla a queste parole. LEZIONI DI UMILTÁ Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola:” Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece quando sei invitato, va’ a metterti nell’ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”. Disse poi a colui che l’aveva invitato: Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, zoppi, storpi, ciechi: e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti. 13/05/2026 PARABOLA DEL CONVITO Uno dei commensali, avendo udito ciò gli disse:” Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!” Gesù rispose:” Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. Ma tutti all’unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo: ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: ho preso moglie e perciò non posso venire. Al suo ritorno il servo riferì tutto al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie delle città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. Il servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto. Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia. Perché vi dico: nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena”. 14/05/2026 PER SEGUIRE GESÚ Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse: “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce a non viene dietro di me non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano gli manda un’ambasceria per la pace. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. Il sale è buono, ma se anche il sale perdesse il suo sapore, con che cosa lo si salerà? Non serve né per la terra né per il concime e così l0 buttano via. Chi ha orecchi per intendere intenda”.
Maggio 4, 2026 Uncategorized Elena Lasagna PER I RAGAZZI QUATTRO 04/05/2026 LA MADRE di Giuseppe Ungaretti E il cuore quando d’un ultimo battito avrà fatto cadere il muro d’ombra, Per condurmi, Madre, fino al Signore, come una volta mi darai la mano. In ginocchio, decisa sarai una statua davanti all’Eterno, come già ti vedeva quando eri ancora in vita. Alzerai tremante le vecchie braccia, Come quando spirasti dicendo: Mio Dio eccomi. E solo quando m’avrà perdonato, ti verrà desiderio di guardarmi. Ricorderai di avermi atteso tanto, e avrei negli occhi un rapido sospiro. PROSA Nell’ansia dell’uomo che avverte lo scorrere del tempo e il peso di una condizione umana di solitudine e di delusione, la figura materna si pone come mediatrice di salvezza, che ricorda le ore e la sicurezza dell’infanzia. La madre si rivolge con una preghiera intensa e piena di fiducia a Dio, implorando per lui il perdono delle colpe. Severa, ma piena di affetto come quando fu in vita, attenderà il giudizio della misericordia divina, prima di rivolgersi al figlio ed esprimergli tutto il suo amore. Quando il mio cuore col suo battito avrà fatto cadere il limite che separa la vita dall’eternità, tu madre mi prenderai per mano, come quando ero fanciullo per condurmi fino al Signore… E. Lasagna 01/06/2026 Oggi vi detto una poesia di Rabindranath Tagore”Inno di vita”. Filosofo indiano, R. Tagore premio nobel nel 1913, Questa bellissima poesia la possiamo definire un inno all’operosità degli uomini di buona volontà: anche tra gli affanni e le guerre, mentre imperi vanno in rovina, il lavoro degli uomini segna il trionfo dell’amore e della pace. La poesia fu scritta dal poeta ormai a pochi mesi prima della morte. Nella sua opera domina sempre una visione mistica della vita e un senso profondo di pace. Di lui si disse che l’intera sua vita fu un cantico d’amore. INNO ALLA VITA di R. Tagore Quando il mio sguardo getto su questa terra di polvere, vedo l’immensa accolta d’uomini, cantando essi vanno di età in età per vie diverse, compiendo lorbisogna in vita e in morte. Vogano, seminano, mietono; lavorano nei campi ed in città. Vano è il reale ombrello, il grido di guerra più non s’ode; la colonna della vittoria oblia il senso suo; gli occhi iniettati di sangue, con loro armi bagnate di sangue, si celano nelle ninna-nanne. Ma gli uomini lavorano di contrada in contrada vicino e lontano. Col loro brusio, col ,oro canto, fanno risuonare il mondo. L’inno di vita suona notte e dì nella loro gioia, nei loro affanni. Imperi vanno in rovina- Pure essi lavorano.