LE RICETTE DI CASA MIA NOVANTUNESIMA PARTE

16/8/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Mi piacerebbe conservare il basilico e l’origano per l’inverno però non saprei da dove incominciare. Grazie!

BASILICO  E  ORIGANO

BASILICO E ORIGANO

ELENA   Per uso gastronomico il basilico si taglia prima della fioritura nel bel mezzo dello sviluppo delle foglie, perché man mano che la pianta raggiunge la fioritura le foglie dimezzano la loro dimensione e l’aroma tende a concentrarsi sulla fioritura.  Si staccano le foglie sotto la seconda ascella, dove hanno germogliato già le piccole foglie per prendere il posto a queste.

Per la conservazione nel freezer: si lavano ben bene le foglie,   si staccano   una ad una, si lasciano asciugare sopra un asse di legno, poi si mettono in una scatola  , oppure in un sacchetto per surgelati; il basilico si conserverà  senza perdere il suo aroma fino alla primavera o fino al nuovo raccolto.

L’origano invece va tagliato nel bel mezzo della fioritura, va spazzolato, raccolto in mazzetti e messo in un luogo asciutto privo di polvere e capovolto (con i gambi all’aria). Si essicherà in maniera naturale senza perdere il suo aroma.

FEDERICA   Meraviglioso! È più facile di quanto pensassi! E per la lavanda? A proposito come si usa?

  LAVANDA

LAVANDA

ELENA   Ovviamente in questo articolo parliamo delle erbe per uso gastonomico e della loro conservazione. In gastronomia la lavanda si usa come aromatizzante le macedonie, le insalate  anche i primi e secondi piatti; con parsimonia perché il suo aroma è molto invadente. Per la sua conservazione si raccoglie la pianta per intero ( lo stelo e le sommità fiorite ) poi, si conserva esattamente come l’origano, mantiene il suo aroma fino al prossimo raccolto.

FEDERICA   Va bene, grazie! Per oggi mi bastano queste.

Però mi piacerebbe fare il gelato ai fichi con il cioccolato. Sai? Ti confesso che sono pentita di avere acquistato la gelatiera, perché la gelatiera richiede anche la panna  e, o il latte, mentre so che per il gelato alla frutta serve solo acqua, zucchero e frutta in quantità uguale.

ELENA   Quello che mi stai descrivendo si fa benissimo anche con la tua gelatiera, perché non è un gelato ma un sorbetto e si possono fare  così anche al cioccolato, e in tutte le versioni che vuoi, con una buona e giusta mantecatura potrai fare tutti i sorbetti o come li chiami tu:  gelati alla frutta. La base di un buon gelato è il latte o la panna.

FEDERICA   Mi sono risollevata!

ELENA   Il gelato con i fichi e il cioccolato si può fare,   diventerà una squisitezza ed è anche molto salutare perché useremo la frutta di questa stagione.

FICHI  CHIARI

GELATO  AI  FICHI  E  CIOCCOLATO  FONDENTE

Ingredienti: purea di fichi freschi 200 g, 70 g di cioccolato fondente dolce, 50 g di zucchero, vanillina, 170 g o ml  di latte, 150 g di panna. Ingredienti per  decorare :5-6 fichi caramellati con la zucchero, e 30 gr. di cioccolato bianco ridotto a scaglie.

 Esecuzione: uniamo alla purea di fichi lo zucchero, il latte, la vanillina, e il cioccolato sciolto a bagnomaria nella panna, mettiamo anche il cioccolato bianco in scaglie non troppo piccole. Versiamo il tutto nel cestello della gelatiera, dopo 40 min il gelato sarà pronto da decorare con i fichi caramellati tagliati a spicchi.

FEDERICA   Caspita! Io che adoro i fichi con il cioccolato per me sarà come andare in paradiso!

ELENA   E adesso ti andrebbe di fare delle crocchette leccorniose?

FEDERICA   Sentiamo! Sono curiosa perché lo dici con un’aria  misteriosa!

CROCCHETTE  ALLA CARNE  E  SALSICCIA

Ingredienti: acquistiamo 600 g di ritagli di carne di maiale ,  3 salsicce rosmarino, salvia alloro, pepe sale, olio di arachidi, carota, cipolla, sedano, chiodo di garofano, vino rosato, brodo vegetale. Uova, farina, pangrattato e parmigiano grattugiato, un cipollotto tropea, spezie, olio per la frittura.

Esecuzione: mettiamo la carne a stufare con la cipolla tagliata fine, la carota, il sedano 2 chiodi di garofano, spezie miste, vino, e brodo. Portiamo la carne a metà cottura, nel frattempo griglieremo le slsicce, poi le aggiungeremo allo stufato. Lasciamo raffreddare il tutto, togliamo le carni dal liquido, che dovrebbe essersi  assorbito  quasi tutto. Adesso taglieremo ben bene tutta la carne, la mettiamo in una zuppiera, incorporiamo un trito di rosmarino, salvia, cipollotto, parmigiano grattugiato, se occorre sale e pepe. Sbattiamo le uova con lo sbattitore, prepariamo la farina doppio zero,  e il pangrattato, faremo poi, delle polpettine che passeremo nella farina, nelle uova sbattute, infine nel pangrattato.  Faremo una frittura dorata in abbondante olio curandoci di trovare e mantenere il punto di fumo ideale. Abbiamo preparato un bel piattone largo  foderato di assorbente dove adageremo una ad una le nostre  squisite crocchette.

FEDERICA   Mai fatte e mai mangiate in vita mia! Devono essere di un buono!

ELENA   Adesso però pensiamo anche a chi ha problemi di colesterolo, facciamoci trovare una bella e buona pasta e fagioli.

FEDERICA   Ma nella pasta e fagioli non ci vanno anche le cotiche o la pancetta?

ELENA   Sì, ma noi facciamo senza, perché la faremo diventare di un gusto che gli appassionati di pancetta se ne dimenticheranno!

UN ‘  ALTRA  MIA  VERSIONE  DI  PASTA  E  FAGIOLI

Ingredienti:  300 g di fagioli secchi e 150 g di fagioli freschi, qualche ago di rosmarino, sugo di pomodoro fresco, origano, sale, pepe, peperoncino, 3 chiodi di garofano,  brodo, basilico, timo, cipolle dorate, un bicchiere di rosatello delle nostre zone, olio ex.v. d’oliva, funghi porcini tritati, olio tartufato.

Esecuzione: mettere in ammollo i fagioli secchi, lessarli  al dente, mettere i fagioli freschi a cuocere nel brodo, dopo avere fatto un soffritto con la cipolla rosata intera, aggiungiamo le erbe, il sale e portiamo a metà cottura. Incorporare i fagioli secchi cotti a vapore conservando un po’ dell’acqua di cottura. Aggiungiamo ancora delle erbe: timo, basilico, sugo al pomodoro, i porcini frammentati, l’origano, i chiodi di garofano. Lasciamo cuocere lentamente fino alla cottura, poi passeremo la metà dello stufato nel passaverdura, aggiustando di sale, pepe e peperoncino. Quando la minestra sarà pronta bella corposa e profumata metteremo qualche cucchiaio di parmigiano grattugiato , un po’ di olio e anche qualche goccia di olio tartufato. Siamo pronti per impiattare e gustare con del pane croccante.

FEDERICA Che bella ricetta sana! E anche di una gusto incredibile!

ELENA   Sempre in tema della salute faremo una vellutata con le verdurine fresche e delle cozze al gratin, con pane tostato olio e aglio.

VELLUTATA  DI  CIPOLLOTTI,  PATATE  NOVELLE, ZUCCHINE, SALVIA E PREZZEMOLO

Ingredienti:  kg di zucchine fresche, 5-6 fiori di zucca, un ciuffo di odori: salvia aglio fresco, prezzemolo, sale, due patate, tre cipollotti di media grandezza, latte, parmigiano grattugiato, brodo vegetale. Pane tostato , in olio ex. v. d’oliva e aglio. le cozze che servono preparate nella maniera tradizionale e poi passate al grattin con pane grattugiato, prezzemolo, pepe, erba di aglio,  olio.

Esecuzione : Intanto prepariamo una bella casseruola, tagliamo le patate a tocchetti, lavate e sbucciate, aggiungiamo i cipollotti lavati e ridotti in piccole rondelle, mettiamo il brodo vegetale e portiamo a metà cottura. Poi, mettiamo le zucchine tagliate a piccoli tocchetti precedentemente lavate e mondate, la salvia, l’aglio, i fiori di zucca tagliati sottili, aggiustiamo di sale, un po’ di prezzemolo tritato e portiamo a fine cottura. Lasciamo intiepidire, passiamo il tutto nel passaverdura, formando cosi una purea non troppo densa. Aggiungeremo anche il latte q.b. , il parmigiano e qualche goccia di olio. Serviamo nelle ciotole decorando il piatto con foglie di salvia fresche. Nel frattempo abbiamo pulito e passato le cozze in casseruola, poi le abbiamo gratinate al punto giusto per gustarle tenere, il pane lo abbiamo messo in forno , e  passato con l’erba di aglio e l’olio. Questo è un pranzo completo.

FEDERICA   E che pranzo! Ma adesso voglio dedicarti tutte le canzoni dei ” Matia  Bazar ” specialmente ” Vacanze Romane e  Messaggio D’Amore “.

ELENA   Che meraviglia! Grazie!

LE RICETTE DI CASA MIA NOVANTESIMA PARTE

12/08/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Ho mantenuto la promessa, ti ho portato la ricetta di una torta alla frutta, l’ho fatta due volte, adesso credo che sia perfetta. È una torta farcita alla frutta.  Sai ? Non credevo ai miei occhi e al palato, è proprio la torta fresca per brindare a Ferragosto!

TORTA  DI  FRUTTA

Ingredienti per un pan di spagna soffice: 3 uova 250 g di fecola, una grattugiata di arancia, 17o g di zucchero, un bicchierino di spumante, 50 g di olio di mais, una bustina di lievito e una vanillina.

Ingredienti per il ripieno: 500 g di fragoline di bosco o fragole più 100 g per la decorazione  200 g di zucchero, crema pasticcera fatta a bagnomaria con il rum, e panna da montare per la decorazione.

Esecuzione: Facciamo il pan di spagna, rompendo le uova e le montiamo con la frusta elettrica fino ad ottenere una spuma. Incorporiamo poi l’olio, lo spumante, la buccia d’arancia grattugiata, la vanillina, e la fecola miscelata con il lievito. Per la buona riuscita della torta è necessario mescolare in continuazione con la frusta elettrica, poi,  infornare a 170 ° per 50 min. circa. Lasciamo raffreddare e divideremo la torta in due cerchi uguali,  di circa 1.50 cm per parte. Nel frattempo abbiamo fatto la composta di fragole e le abbiamo pastorizzate;   la crema pasticcera è riuscita soffice e vellutata. Stendiamo sopra un disco le fragole con il loro sugo, sull’altra metà della torta stenderemo la crema. La panna è già montata, abbiamo coperto la torta con le ultime fragole, abbiamo messo il dolce in frigorifero per farlo rapprendere un po’,  poi,  l’abbiamo decorato tutt’intorno e qualche striscia sul mezzo con la panna montata ben soda,  infine abbiamo messo delle fragoline per  finire la decorazione. L’abbiamo servita con una deliziosa coppetta di crema all’arancia.

ELENA   È  raffinata e molto ma molto leggera, come torta da forno estiva ti do un bel 10.

 ELENA   Ed ora passiamo al piatto unico di ferragosto, eccolo nella foto sotto:

PIATTO  UNICO  DI  FERRAGOSTO

PIATTO  UNICO  DI  FERRAGOSTO

Si tratta di un piatto anticolesterolo a base di verdure al forno ripiene e altre solo gratinate, con dei tranci di pesce misto arrosto.

Ingredienti: pomodori, peperoni, zucchine, cipolle, patate novelle, pane grattugiato fine, prezzemolo, rosmarino, salvia, basilico, cipollotti, qualche sottiletta, pepe, poco sale, dragoncello, spezie miste, vino bianco frizzantino delle nostre zone, olio ex. v. d’ol., alici.

Esecuzione: laviamo bene e sfilettiamo il pesce, lo mettiamo in olio e limone per poco  tempo, quello necessario per preparare le verdure. Pulire e svuotare q. b. le verdure, laviamo tutte le erbe, grattugiamo  il pane, mettiamo le alici passate con un filo di olio  e pepe  sulla piastra, poi, faremo un trito di cipollotto, erbe, e alici. Nel fondo di ogni verdura infileremo un pezzetto di sottiletta, poi il ripieno e le pennelliamo lievemente con l’olio. Le mettiamo nella teglia grande sulla carta da forno insieme al pesce, a fuoco moderato o basso   spruzziamo con un poco di brodo, controllare la cottura. A cottura ultimata le disporremo nel piatto da portata così, vedi sopra.

FEDERICA   Ho già capito che sei la giusta cuoca per il mio ristorante!

ELENA   Che stai scherzando? Per me è solo un gioco, il mio lavoro è tutt’altra cosa! Tu invece diventerai la migliore!

FEDERICA   Ti voglio dedicare una canzone di Al Bano Carrisi e Romina P.  ”  Ci Sarà”  perché sono contenta per te.

13/08/2013

ELENA   Ancora pesce per il ferragosto, ovviamente pesce fresco e scelto, facciamo cernia mitili  alla cacciatora, vedrai che gusto!

CERNIA   ALLA  CACCIATORA

Ingredienti: fette di pane toscano o integrale o ecc. , tranci di cernia, cozze giganti freschissime, prezzemolo, creen, peperoncino, peperone verde, pomodoro fresco, una cipolla rosata, due chiodi di garofano, un bicchierino di vino rosatello delle zone, sale, brodo vegetale, due foglie di mentuccia, un piccolo pizzico di origano e maggiorana, olio extra v. d’ol. farina di riso.

Esecuzione: come sempre laviamo accuratamente e puliamo il pesce,  mettiamo i tranci in una casseruola  dal doppio fondo e lo facciamo dorare. In una casseruola a parte faremo ben bene le cozze; quindi entra in ballo una terza casseruola dove prepareremo la cacciatora. Facciamo dorare la cipolla in un cucchiaio d’olio, mettiamo le verdure e le erbe tagliate a pezzettini, aggiustiamo di sale e diamo inizio alla cottura. Quando le verdure saranno a metà cottura, aggiungeremo i tranci di cernia e dopo 5 min i mitili. Portiamo il tutto a fine cottura:basteranno pochi min, il sugo si è densificato, se è troppo liquido aggiungeremo un cucchiaino di farina di riso. Mettiamo ora un pizzico di creen, peperoncino un altro po’ di prezzemolo e erbe fresche, infine l’olio. Ora la cacciatora di pesce diversa da quella di sempre, risulterà molto ma molto leggera e gustosa, pronta da gustare con le fette di pane abbrustolito con olio e aglio.

FEDERICA   Come dirti che tu mi hai fatto amare il pesce? Mi piacerà moltissimo!

ELENA   Ho una torta di ferragosto sempre da forno ma leggera, è la torta di pesche e cedro, è senza grassi, quindi è adatta a tutte le persone che soffrono di ipercolesterolemia.

TORTA  DI  PESCHE  E CEDRO

Ingredienti: 5 pesche gialle, un cedro non trattato, tre uova, 230 g di zucchero semolato, 50 g di amido di mais, 200 g di farina doppio zero, una bustina di lievito per dolci, mezzo bicchierino di Gran Marnier, latte q.b. Se le pesche non dovessero essere abbastanza dolci, a fine cottura spolverizziamo il dolce con zucchero a velo.

Esecuzione: Iniziamo con sbattere le uova  e lo zucchero, poi uniremo il liquore, le farine mescolate perfettamente  al lievito, la scorza grattugiata del cedro, infine mettiamo un po’ di latte  e continuando a mescolare mettiamo il composto nella teglia di 20-22  cm di diametro. Precedentemente abbiamo lavato e tolto la pellicina e il nocciolo alle pesche, le abbiamo tagliate a fettine di un cm scarso (come si fa con le mele), abbiamo coperto il dolce in maniera perfetta da sembrare dipinte, poi, abbiamo infornato a 170-80 ° per 40 min circa. Una volta raffreddata cospargere zucchero a velo e servire con una crema al cedro.

FEDERICA   Sono rimasta così con la bocca aperta! Senti, facciamo anche quella di zucca? Quella che abbiamo fatto quest’inverno e poi ci è sfuggita dalla mente.

ELENA   Sì, ottima idea, presto ci saranno le zucche nostrane, quindi diventerà una torta  con frutta di stagione.

TORTA  DI  ZUCCA

Ingredienti: due uova, 250 gr di zucchero semolato, una fiala di vaniglia, 150 g di amido di mais,  700 g di latte, 600 g di polpa di zucca, due cucchiai di  liquore all’amaretto, 10 amaretti, panna da montare 200 g, la scorza di due limoni non trattati, pere williams per la guarnizione 100 g di cioccolato fondente dolce.

Esecuzione: abbiamo cotto al forno o a vapore la zucca, l’abbiamo setacciata in modo da formare una crema omogenea. Ora facciamo una crema con l’amido di mais e il latte. Incorporiamo la zucca, lo zucchero, il limone grattugiato, la vaniglia, il liquore, e ancora latte un bicchiere circa, Mescolare bene il tutto, farlo  addensare sulla fiamma, poi, metterlo in uno stampo leggermente bagnato. Lasciare raffreddare e metterlo in frigorifero per tre ore prima della decorazione. Intanto montiamo la panna con un poco di zucchero a velo, e quando sarà trascorso il tempo del rafffreddamento faremo un decoro con la siringa o il sacco per dolci. Metteremo tutt’intorno anche degli amaretti meglio se fatti in casa con le mandorle, e le fettine di pere passate nella colata di cioccolato fondente . Ti piace, lo so!

FEDERICA   Questa la devo fare io, mi attirano gli ingredienti, i sapori e anche la decorazione, è bellissima! Oggi ti dedico una canzone di Riccardo Fogli,  ” Storie Di  Tutti  I  Giorni “.

ELENA   Bella! Bellissima, come del resto tutte le sue canzoni.  Grazie!

LA GRAFOPSICOLOGIA O PSICOLOGIA DELLA SCRITTURA DUE

08/08/2013

DIMMI  COME  SCRIVI  E  TI  DIRO’  CHI  SEI

A  RICORDO  GRAZIE

SCRITTURA  CON  SPAZI  LARGHI  E  STRETTI

TRA  UNA  PAROLA  E  L’ALTRA

Se il soggetto ha una scrittura con spazi larghi tra una parola e l’altra, denota lungimiranza, senso critico, visione panoramica della realtà, capacità scientifiche, attitudini critiche nei settori artistici, realismo , autocontrollo, senso di responsabilità, incapacità di entusiasmarsi.

Se il soggetto ha una scrittura con spazi stretti tra una parola e l’altra, denota visione ristretta, scarso senso critico, imprudenza, impulsività, infantilismo.

 Nota : La scrittura è stretta fra parole, se lo spazio esistente tra una parola e l’altra è inferiore alla larghezza di 3 occhielli. Se tale larghezza supera quella di 3 occhielli, allora la scrittura è larga tra parole.  Per stabilire se una scrittura è larga o stretta, occorre misurare lo spazio esistente tra una parola e l’altra per diverse righe  e poi considerare il valore medio.

SCRITTURA   CON INTERLETTERE  MEDIE  ,  STRETTE,  LARGHE

Se il soggetto ha una scrittura con le interlettere larghe, denota amore per le compagtnie rumorose e chiassose, ottimismo, altruismo, autocritica accentuata, ingenuità, un certo disamore per la famiglia, tendenza agli sprechi, spinta eccessiva per l’azione.

Se il soggetto ha una scrittura con le interlettere strette, denota un certo egocentrismo,  scarsa autocritica, sfiducia negli altri, introversione, riservatezza,  fedeltà ai vincoli amorosi,  orgoglio, cura delle proprie cose e di quelle altrui avute in custodia, prudenza nell’azione,  idiosincrasia per i debiti,  tendenza all’economia.

Se il soggetto ha una scrittura con le interlettere medie o giuste, rivela realismo, concretezza,  obiettività,  senso della giustizia,  buone capacità di amministrare,  equilibrio tra gli affetti familiari  e apertura verso il prossimo, capacità di autocritica,  di azione meditata, equilibrio psichico.

Nota: L’interlettera è lo spazio che si trova tra una lettera e l’altra.  Se tale spazio supera la larghezza media degli occhielli nella scrittura del soggetto preso in esame, allora si parla di  ” interlettera ” larga.  L’interlettera è stretta,  quando risulta inferiore alla larghezza di un occhiello.  L’interlettera risulta media o giusta,  quando è uguale all’incirca ad un occhiello.

SCRITTURA  ASCENDENTE  DISCENDENTE  E  DRITTA

Se le righe tendono a scendere, lo scrivente denota pessimismo,  depressione,  insicurezza,  conformismo,  rassegnazione,  scarsa fantasia, tendenza a subire i condizionamenti dell’ambiente, inettitudine al comando, inclinazione per un lavoro subalterno e tranquillo.

Se le righe tendono a salire, lo scrivente rivela ottimismo,  ambizione, fantasia fervida,  vigoria mentale, ma anche invadenza, utopismo ma anche una certa dose di velleitarismo.

Se le righe procedono essenzialmente dritte senza spinte neé ascendenti né discendenti, lo scrivente denota equilibrio,  realismo,  buon senso pratico,  accettazione della realtà,  capacità di collaborare senza invadenze né soccombenze.

SCRITTURA  CON  PRESSIONE  FORTE  E  DEBOLE

Se la pressione della penna sulla carta risulta molto forte, lo scrivente denota tendenza ad imporre la propria volontà. Ha carattere forte e inclinazioni autoritarie.

Se la pressione della penna è accentuata, lo scrivente denota capacità di comando, personalità equilibrata, gusto per i piaceri della vita.

Se la pressione è molto debole, lo scrivente rivela tendenze gregarie, indecisione, conformismo. È adatto a lavori di tipo esecutivo e risulta amante della pace.

È pure necessario ripetere ancora una volta che questo saggio è un compendio limitato, anche perché sono stati omessi tutti quegli aspetti della scrittura che non possono essere rilevati senza complessi calcoli matematici, e senza misurazioni da attuare con particolari strumenti tecnici, ed altri chiarificabili solamente con un discorso.

Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA OTTANTANOVESIMA PARTE

07/08/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Da quanto tempo  non fai il pane?

ELENA  Da un mese fa circa, l’ultimo l’ho fatto con una miscela di farine, ma è riuscito buono, molto buono.

PANE  AL FARRO

PANE  AL  FARRO

Ingredienti: farina tipo “0”, farina di grano saraceno, farina di farro, lievito madre, acqua frizzante, sale, olio extra vergine d’oliva, lievito di birra.

Esecuzione: impastiamo le tre farine in parti uguali, mettiamo il lievito madre, acqua q.b. facciamo un impasto morbido ma che non attacchi poi lo copriamo con una tovagliolo di stoffa, lo lasciamo riposare per 4 ore. Ripetiamo l’operazione aggiungendo all’impasto acqua farine e lievito di birra, lo lasciamo raddoppiare, e ripeteremo l’operazione, lo lasciamo riposare ancora per alcune ore, poi daremo la forma desiderata e lo lasciamo a lievitare per una notte intera. Al mattino di buon ora lo inforniamo a 220 g° per circa 5 min, poi portiamo il calore a 180 g° per 10 min. Il pane si presenterà profumato e  fragrante, buonissimo!

FEDERICA  Invitante! Si può fare la pizza con queste tre farine?

ELENA  Sì, l’importante è usare il lievito madre e la pizza sarà croccantissima.

FEDERICA   Vorrei cucinare un’astice ma non so da dove incominciare.

ELENA  Incomincia dal pescivendolo.

ASTICE  AI  FERRI

Ingredienti: astice q.b. , cipolla, prezzemolo, dragoncello, sale e pepe, peperoncino, olio extra vergine d’oliva, limone,  salsa maionese.

Esecuzione: pulire , lavare e incidere  l’astice trasversalmente, lasciarlo insaporire per due ore in una salsa fatta con olio, limone, e tutti gli ingredienti sopra elencati tranne la maionese. Trascorso il tempo di posa lo mettiamo sopra la piastra non troppo bollente, non deve bruciacchiarsi, ma deve essere cotto al punto giusto, infine la doratura. Il crostaceo si può gustare così oppure con salsa maionese, contornato da fagiolini o pomodori.

FEDERICA   Non mi sembra difficile.

ELENA   Niente è difficile se lo fai con amore!

FEDERICA   Che ne dici se facciamo altri ravioli?

ELENA   Potrei darti una ricetta nuova, quella fatta con il ripieno di carne ed erbe.

RAVIOLI  ALLA CARNE

Ingredienti: quaglie, vino bianco o rosato, chiodo di garofano, una stecca di sedano, una carota, salvia, cipolla, aglio, sale, pepe, estragone, basilico, timo, pomodoro, olio extra v. d’oliva, pane grattugiato fine, parmigiano. Farina di semola di grano duro, uova.

Esecuzione: lavare bene le quaglie, metterle in casseruola rosolarle senza olio né altri grassi. Sfumare con il vino, aggiungere poi tutti i sapori e spezie, portare il tutto alla cottura , togliere tutte le ossa dalla carne, passarla al tritacarne, mettere un poco di parmigiano grattugiato , e se serve anche un po’ di pane. Il pesto è fatto ed ora faremo la sfoglia per i ravioli. Nel frattempo mettiamo l’acqua a bollire e facciamo  il sugo con pomodoro e basilico, un  chiodo di garofano, un pizzico di timo, e qualche cucchiaio di sugo della carne. Condire i ravioli con questo ragù saporito, qualche cucchiaio di olio e spolverare appena con parmigiano.

FEDERICA   Ho paura che diventeranno deliziosi!

ELENA   Perché dici che hai paura?

FEDERICA   Perché se sono buonissimi non mi limito a mangiarne solo due!

ELENA   So che stai scherzando! Ti va un bel risotto leggero, raffinato ma gustoso?

FEDERICA  Altroché!

ELENA   Faremo un risotto con le ortiche, e lamponi, non ti sorprendere perché se lo farai una volta poi lo farai spesso!

RISOTTO  CON  ORTICHE  E  LAMPONI

Ingredienti: riso vialone nano, o riso per risotti. Ortiche ( vanno raccolte in un posto incontaminato), cipollotto, sale, una foglia di alloro, mezzo bicchiere di frizzantino bianco delle nostre zone, lamponi, un cucchiaio di parmigiano grattugiato ( deve sentirsi appena), un poco di panna liquida, ( se ci sono problemi di colesterolo la sostituiremo con il latte.

Esecuzione: lavare bene i lamponi e le ortiche, quest’ultime le metteremo a bagno per qualche minuto in acqua bollente salata normalmente, poi le strizziamo e le tagliamo finemente. In un’altra casseruola tostiamo il riso con un filo di olio e la cipolla tagliata molto fine, sfumiamo con il vino e aggiungeremo il brodo bollente e le ortiche.  Aggiustiamo di sale, la foglia di alloro e lo portiamo a cottura al dente. Ora aggiungiamo i lamponi e mantechiamo con la panna o il latte, a fine cottura cospargere un po’ di parmigiano ed il risotto è pronto da gustare.

FEDERICA   Credo che mi piacerà questo assemblaggio di gusti, anzi lo sento sul palato, lo voglio!

ELENA   Intanto vai ad ortiche,  mi raccomando i guanti! Io intanto ti presento un’altra ricetta, stavolta di pesce:  la sogliola.

FEDERICA   Perché quando cucino le sogliole mi vanno tutte in frantumi?

ELENA   O il pesce è vecchio oppure lo cucini con poca attenzione. La carne della sogliola è delicata, non va cucinata coperta , ma alla piastra, ai ferri, o sulla brace. Anche in padella ma devi essere veloce a girarla ovviamente sempre con delicatezza.

LA  SOGLIOLA  DI  CASA  MIA

Ingredienti: sogliole fresche, prezzemolo, origano, limone, farina tipo “0”, olio extra v. d’ol. dragoncello.

esecuzione: mettere in padella due cucchiai di olio, infarinare i filetti di sogliola adagiarli quando l’olio è a giusta temperatura. girarli delicatamente poi metterli nel piatto da portata con fettine di limone e un trito di erbe, aggiustare di sale e pepe.

Un’altra mia ricetta :

Ingredienti: sogliole q.b. olio extra v. d’ol. salsa tartara, sale e pepe.

Esecuzione: lavare accuratamente le sogliole, asciugarle, pennellarle leggermente con l’olio e metterle sulla griglia molto calda. Aspettare che il pesce cuoccia poi, girarle e ripetere il tempo di cottura e metterle nel piatto da portata dove si sfiletteranno e si cospargerà la salsa, oppure si possono gustare così al naturale con solo olio, pepe e limone.

FEDERICA   Mi sembrano due ottime ricette però tra il dire e il fare ce ne vuole!

ELENA   Sarà facile anche per te, forse ora non è periodo, o sbaglio? puoi fare anche del pesce in bianco, ad esempio delle trote sono semplicissime da fare.

TROTE  AL  FORNO

Ingredienti: trote, prezzemolo,  aglio,  pane grattugiato,  olio.

 Esecuzione: lavare bene il pesce, sviscerarlo e rilavare. ora lo passiamo nel limone e poi nel trito di aglio e prezzemolo con il pane grattugiato. Lo adagiamo nella teglia sopra la carta stagnola anch’essa pennellata con olio. Inforniamo a 160 g° dopo 20 min circa il pesce sarà pronto da sfilettare e gustare con delle buone patate al rosmarino.

FEDERICA   Anche questo piatto mi sembra ottimo per l’estate e per la salute.

ELENA   Un altro piatto estivo e molto salutare sono i legumi : i fagioli borlotti lessati a vapore per esempio,  con cipolle bianche tagliate fini, cetrioli, basilico,  conditi con olio, aceto di mele o di vino bianco e olio d’oliva.

FEDERICA   Facciamo un altro primo piatto? Hai un’altra ricetta per gli gnocchi?

ELENA  Sì, questa è nuova, fatta solo una volta te la detto in anticipo perché andrebbe fatta in autunno quando ci sono i cavolfiori bianchi e freschi. Eccoli nella foto sotto! Anche se da vedere sembrano quasi tutti uguali , noi sappiamo che non sono la stessa cosa sono sapori estremamente diversi.

GNOCCHI  DI  CAVOLO  BIANCO

GNOCCHI AL CAVOLO BIANCO

Ingredienti: cavolo bianco, noce moscata, ricotta 3 etti, parmigiano, crin, pepe,  sale paprica dolce,  un uovo intero, semola di grano duro e farina di grano saraceno. Per il sugo: pomodoro fresco, aglio, olio ex.v. d’ol., una foglia di alloro, un pizzico di maggiorana.

Esecuzione: laviamo e lessiamo il cavolo, (solo la parte bianca), lo tagliamo finemente, e lo incorporiamo alla ricotta setacciata. Un pizzico di sale e noce moscata, un po’ di pepe e un pizzico di crin, l’uovo, grattugiamo il parmigiano e  con le due farine miscelate formeremo un impasto omogeneo per fare gli  gnocchetti. Una volta buttati nell’acqua o nel brodo vegetale li scoliamo e li mantechiamo delicatamente nel sugo. A piacere una manciata di pecorino.

FEDERICA   Ma che meraviglia! Non pensavo che si potessero fare gli gnocchi anche con il cavolo. Sento già che saranno buonissimi!  Ti dedico ancora una volta la canzone ” Ghost” e tutte le musiche più belle!

ELENA   Ed io ti auguro un bellissimo fine settimana!   Al prossimo articolo. Nel frattempo inventati una ricetta, la scriverò molto volentieri!  Ciao!

LA GRAFOPSICOLOGIA O PSICOLOGIA DELLA SCRITTURA

07/08/2013

DIMMI  COME  SCRIVI  E  TI  DIRO’  CHI  SEI

UN OMAGGIO IN RICORDO

 Negli ultimi decenni quella branca dello scibile che prende in esame i rapporti tra la scrittura di un soggetto e le sue caratterisctiche psico-sociologiche,  ha assunto un ruolo piuttosto importante.  Essa prende il nome di ” grafologia ” ( dalle parole greche ” graphé ” = scrittura e ” logos ” = discorso, ragionamento) e grafopsicologia o psicologia della scrittura.  Il più illustre e studioso del primo indirizzo è stato ” Padre  Moretti “.

La metodologia, i sistemi, le leggi della ” psicologia della scrittura ” , sono opera del professor Marco Marchesan, che da vari anni fu coadiuvato dal figlio, prof. Rolando.

Sarebbe arduo e dispersivo per la gente che mi segue seguire le dialettiche dei due indirizzi e l’analisi delle ragioni per cui sia preferibile  attenersi all’uno o all’altro. Personalmente reputo più solida, più articolata e più interessante la ” Psicologia della scrittura  ” e proprio per queste ragioni ho frequentato, tempo fa, un corso con i Professori presso l’Istituto di ingagini Psicologiche di Milano.

I corsi della psicologia della scrittura sono seguiti da medici, psicologi, sociologi, professori, teologi e da altre categorie professionali.

Grazie all’opera di sensibilizzazione condotta in Italia e in altri paesi del mondo dai professori, attraverso l’organizzazione di convegni,  conferenze, seminari di studio, ecc. , la Psicologia  della srittura ” è da tempo disciplina universitaria in varie Facoltà europee e dell’America Latina.

Come la psicologia classica, anche la  “psicologia della srittura ”  può essere uno strumento molto utile  per conoscere , a livello di inclinazioni e tendenze, la personalità della gente.

Tale discorso vale per chiunque viva  a contatto  con gli altri, proprio per la peculiarità della vita in pubblico, ed è importante essere collegati alla capacità di capire la tipologia psico-sociologica dei soggetti in cui si è a stretto contatto giornaliero.

C’è anche da osservare che una migliore conoscenza del proprio temperamento farà evitare  molti errori, dannosi per se stessi ed anche nell’ambito familiare. Le note che seguiranno in questo articolo hanno soltanto lo scopo di sensibilizzare chiunque sull’importanza della grafopsicologia e di porsi come ipotesi di lavoro per un futuro approfondimento, da realizzarsi mediante seminari, convegni o corsi di studio ad hoc.

Comunque io penso che esse possano costituire un’infinitesimale pietruzza del mosaico che ha come obiettivo la conoscenza delle persone per dialogare con loro, per aiutarle a migliorarsi, e a progredire, per capire meglio le proprie esigenze  e le esigenze altrui.

I tratti caratterologici desunti dalla grafopsicologia potranno essere utili anche per una migliore analisi psico-sociologica delle persone con cui si viene in contatto, non tanto come meccanismo selettivo oppure discriminante, ma come strumento ausiliare, usufruibile dai docenti dei corsi ai fini della personalizzazione della loro attività didattica.

In poche parole la ” grafopsicologia ” deve essere intesa al servizio dell’uomo e non per criminalizzarlo o per scoprirne i punti deboli allo scopo di colpirlo

08/08/2013

LA  SCRITTURA

Evitando di fare una disamina dei principi che sono alla base delle leggi della  ” psicologia della scrittura “, perché il discorso risulterebbe teorico, polarizzerò l’attenzione soltanto su qualche aspetto pratico, facilmente comprensibile per ogni lettore.  Seguirò la ” dottrina”  Marchesan, riservandomi di esprimere solo una sintesi semplificata di alcuni dei complessi contenuti, e con una certa libertà d’azione.

Passando a questioni tecniche, bisogna osservare che il campione della scrittura da ” leggere ” va scritto su un foglio privo di righe. Lo strumento migliore è la penna con il pennino come la vecchia stilo. La scrittura deve riempire almeno un foglio in modo da fornire all’analizzatore abbondante materiale di valutazione. Il contenuto non ha alcuna importanza. Occorre che lo scrivente si trovi in uno stato di relativa calma e non sia in balia di traumi o gravi stress.

SCRITTURA  CON  O  SENZA  MARGINATURA

Se il soggetto scrive senza lasciare margini eccessivi a sinistra o a destra del foglio, ma occupa quasi tutto lo spazio disponibile, e continua così nei righi successivi, rivela equilibrio sotto a ogni aspetto: negli affetti, nel giudicare se stesso e gli altri, nella sensibilità, nel senso del dovere e così via.

Se il soggetto lascia margini eccessivi ( a sinistra o a destra ), denota una certa tendenza ad una forte autocritica che ostacola la sua azione, alla suggestionabilità, ad una sensibilità accentuata, alla pignoleria, alla depressione, ad un attaccamento quasi morboso agli affetti, con tenue attitudine al comando.

Se il soggetto lascia tale margine solo a sinistra, denota atteggiamento ansioso verso i superiori e le tendenze descritte  per i margini a sinistra e a destra, ma con attenuazione

Se il soggetto lascia un margine eccessivo solo a destra, denota un certo imbarazzo nei rapporti interpersonali, frutto di ansietà  e le citate tendenze a dei margini, ma con attenuazione.

 SCRITTURA  CORTA  E  ALTA

Se il soggetto ha una scrittura corta nella parte superiore delle lettere che vanno verso l’alto  ( nella b,  d,  f,  h,  l,  t), denota concretezza e insensibilità per i valori culturali, religiosi e spirituali in genere. Se il soggetto ha una scrittura corta nella parte inferiore delle lettere che vanno verso il basso ( nella f,  g,  p,  q), rivela scarsa praticità, fantasia povera,  timidezza,  scarsa adattabilità agli ambienti, introversione, attaccamento agli affetti famigliari, proiezione verso la religiosità, incapacità di comando.

Se il soggetto ha una scrittura molto alta nella parte superiore, denota tendenza ad un idealismo eccessivo, esaltazione, capacità non ottimale di gustare cibi e bevande e piaceri di sesso, idealizzazione degli affetti.

Se il soggetto ha una scrittura assai alta nella parte inferiore, denota tendenza all’organizzazione, alla praticità,  amore per i viaggi, gli sport, buon senso, realismo, sottovalutazione degli ideali, accentuato attaccamento agli interessi economici.

SCRITTURA  ERETTA  E  PENDENTE

Se il soggetto denota una scrittura  essenzialmente eretta, denota controllo delle pulsioni, senso pratico,  una certa freddezza sentimentale,

capacità di godere dei piaceri della vita in maniera non forte.

Se il soggetto ha una scrittura essenzialmente pendente verso destra, denota tendenza al calore affettivo, all’amicizia e un dominio delle pulsioni non eccellente.

Se il soggetto ha una scrittura essenzialmente pendente verso sinistra, denota ostilità verso l’ambiente, freddezza negli affetti, ma fedeltà, tristezza, sensibilità religiosa accentuata, scarsa capacità di accettare i piaceri della vita.

SCRITTURA  DEBOLE, ROBUSTA, VELOCE

La scrittura robusta denota forti capacità di decidere e deliberare, intelligenza, capacità di comando.

Se il soggetto ha una scrittura debole, poco incisa, snervata, denota tendenza all’abulia, all’apatia, all’ironia, alla scarsa fantasia e reazioni lente.

Se il soggetto ha una scrittura fluida (che scorre veloce verso destra),   denota autostima, intelligenza, volontà forte, coraggio, dinamismo, poliedricità d’interessi, forte socialità.

SCRITTURA  ELEGANTE  E  INELEGANTE

Se il soggetto ha una scrittura elegante, denota tendenza a dare importanza alla forma,  alla ricercatezza, nel campo dell’abbigliamento, e della cura della propria persona, all’esecuzione tecnica perfetta, alla conversazione vivace, aggraziata, e anche impegnata culturalmente,, ostilità per la gente maleducata, e sprovvista di gusto, amore per le arti, per l’ordine.

Se il soggetto ha una scrittura inelegante, denota scarso gusto estetico, disinteresse per la gente, adattabilità all’ambiente, ostilità per certi ceti sociali.

SCRITTURA  GRANDE,  PICCOLA,  PICCOLISSIMA

Se il soggetto ha  una scrittura grande, denota eccessiva sicurezza in se stesso,  velleitarismo, autoritarismo,  amore per il lusso, suscettibilità,  scarsa autocritica,  visione panoramica,  difficoltà a prendere in esame i particolari.

Se il soggetto ha una scrittura piccola,  rivela disciplina, serietà, senso0 del dovere, autocritica,  rispetto degli altri, capacità d’attenzione e di concentrazione,  parsimonia nelle spese,  difficoltà nei rapporti sentimentali e in quelli d’amicizia.

Se il soggetto ha una scrittura piccolissima, rivela tendenza a nientificarsi, ed a sfuggire dalle proprie responsabilità, scarsa capacità al comando, introversione.

Nota: si ha la scrittura piccola, quando l’altezza media delle lettere (esclusa la valutazione degli allunghi verso l’alto, come nella lettera “t” o verso il basso,  come nella lettera “p”) non è inferiore agli 8 dmm.   Al di sotto di questi valori, la scrittura è piccolissima. La scrittura è piccola quando nelle donne non supera i 28 dm., e negli uomini, i 18 dmm.  Segue nel prossimo articolo…

Elena  Lasagna

LE RISPOSTE AI LETTORI OTTANTUNO

07/08/2013

È vero che certe tendenze sadico-masochiste  od  omosessuali vengono subblimate nell’arte?

Gisella

A scanso di equivoci,  vorrei specificare che l’esame grafopsicologico serve soltanto ad evidenziare certe tendenze a livello temperamentale di un soggetto e non a fotografare la sua condotta.  Ad esempio tutti sanno che chi ha ricevuto un’adeguata educazione religiosa può dominare forti pulsioni. Un buongustaio di cibi e di vini,  sotto una spinta ideale o per convenienza politica, può sottoporsi a frequenti digiuni. Qualche delinquente a livello potenziale è diventato santo. Bisogna pure considerare che un segno grafopsicologico rivelatore di un aspetto negativo,  può essere annullato completamente da altri che denotano tendenze opposte.

Gli studi del mio professore hanno identificato ben 700 tratti caratteriologici.  Dunque,  le tendenze si arricchiscono di infinite sfumature,  non tutte esaminabili neppure in un voluminoso trattato. Del resto, certe caratteristiche spesso risultano positive per l’esplicazione di una certa professione o lavoro, e svantaggiose e negative per altri.  Quindi il giudizio di negatività o positività è un po’ relativo.  In un altro articolo ti darò utili informazioni per conoscere se stessi e gli altri.

Elena  Lasagna

08/08/2013

Ieri sera mi è stata fatta questa domanda, ma non mi sono stupita conoscendo la persona che vive di discriminazioni continue come se lei fosse chissà chi!

Se ti offrissero un lavoro migliore in un’altra città ma sapessi che  i proprietari dell’azienda sono Gay tu accetteresti? Io le ho risposto che non accetterei l’incarico solo  se la proprietaria fosse  come lei . Per il resto invece mi vanno bene tutte le persone di questo mondo! Anche perché non potrei vivere la vita di ogni giorno con una persona così discriminante, sarebbe come vivere in una prigione.

Elena  Lasagna

10/08/2013

Sono cambiati i tuoi pensieri riguardo l’assassino di Yara G.

DOTT. ROBERT

No, quando penso alla piccola Yara  ho sempre gli stessi pensieri: che qualcuno sappia e non parli come ad esempio Fikri. Come ha fatto l’assassino ad avere l’accesso ad una stanza nel cantiere se non conosceva nessuno di loro?

Elena  Lasagna     h 17:18

12/08/2013

Vorrei che mi dettassi una ricetta per andare d’accordo con tutti, è così difficile al giorno d’oggi!

Simona

La ricetta che tu mi stai chiedendo è già fatta da molto tempo, ma non l’ho inventata io,    è di nostro Signore e dice ” Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te “. Incomincia da qui, è un grande inizio! E poi segui i comandamenti specialmente quello che dice ” Non rubare ” funziona davvero.

 Elena  Lasagna

12/08/2013

Dimmi che sto sognando, eppure son desto! Non è possibile che ci siano ancora persone incivili che scaricano residui fognari  maleodoranti ai margini delle strade, davanti alle abitazioni altrui dove i bambini passeggiano la sera con i loro genitori, corrono e giocano, ma chi sono questi deficienti?

DOTTOR  ROBERT

Sì, le persone incivili esistono ancora, evidentemente sono esseri lontani dalla civiltà umana, persone che di cervello non ne hanno avuto mai più di tanto, dal momento che agiscono per cattiveria su persone completamente estranee perché innocenti.

Elena  Lasagna

18/08/2013

Molte delle mie pazienti mi domandano se è possibile aumentare la resistenza del seno con prodotti rassodanti, e manipolazioni, e se esistono trattamenti a base di erbe. Tu cosa risponderesti come esperta in botanica?

DOTTOR   ROBERT

Sì, esistono molti prodotti in commercio, sia a base vegetale che prodotti chimici. Massaggi con prodotti tonificanti quelli destinati specialmente al seno contengono estratti di tessuto connettivo, estratti placentari, estratti di piante con la Servia, l’Asperelle, l’Alchemilla. È possibile effettuando docce di acqua fredda, ogni mattino, efficaci come astringenti.

Si dovrà fare molta attenzione tuttavia a mettere in guardia dai getti d’acqua troppo violenti. Dal momento che nel seno non sono situati i muscoli bisognerà andarci molto cauti per non peggiorare la situazione.

In verità la fragilità  del seno è grande, essendo costituito da una ghiandola, continuamente minacciata da modificazioni ormoniche, tipiche della vita femminile,  con l’unico sostegno di una pelle, anch’essa minacciata dalla perdita di elasticità dovuta alla maternità e all’invecchiamento. Io consiglierei  a tutte di affrontare il problema con equilibrio, stimolando le indifferenti alla prevenzione, aiutando le più ossessionate a ridimensionare il problema e a risolverlo. Rimane poi fondamentale il mantenimento del tono dei muscoli pettorali e della spalla: l’esercizio fisico,  la ginnastica  respiratoria e lo sport, non saranno mai raccomandati inutilmente. Come sono andata?

Elena  Lasagna

Più che soddisfacente…  DOTT.  ROBERT

18/08/2013

Sono andata al mare e sono ritornata con i funghi sono tutta chiazzata, dici che guarirò?

Franca

Da quel che ho capito hai la pitiriasi versicolor meglio conosciuta come il “ Fungo di Mare”.

È una dermatosi molto diffusa che si evidenzia soprattutto durante la stagione estiva, è sostenuta dal fungo “Malassenzia Eurfur” che si insedia nel primo strato della pelle, cioè lo strato corneo.

Tale fungo presente come ospite abituale sulla pelle di tutte le persone, in certe condizioni si virulenta e da ospite abituale della cute si trasforma in parassita provocando la malattia.

Le lesioni sono rappresentate da chiazze di colorito rosa o colore caffè-latte, di forma varia, rotonde od ovali, isolate talora confluenti in ampie aree a superficie desquamante; le squame possono essere distaccate dalle lesioni con una semplice raschiatura.

Le sedi di localizzazione di tale dermatosi sono elettivamente il tronco, gli arti superiori e il collo, molto raramente colpisce il viso.  Dopo l’esposizione solare le aree dove si è insidiato il fungo non si pigmentano, in netto contrasto quindi con la restante pelle sana.

Molto probabilmente la depigmentazione è in relazione ad una interferenza del micete nella sintesi della melanina.

Come cause predisponenti possono essere considerate, la malnutrizione, l’avitaminosi, le diete, le infezioni croniche, i trattamenti corticosteroidei protratti, la somministrazione di alcuni medicamenti;  ma c’è da dire che esiste una forte predisposizione individuale , per cui  ci sono alcuni individui che tenderanno ad avere tale  dermatosi, mentre altri non saranno mai interessati da tale malattia cutanea.

Tra i fattori scatenanti,  il sudore è uno dei più importanti; infatti la sudorazione porta ad un innalzamento del PH film idrolipidico che normalmente ricopre la superficie cutanea. Tale variazione fa venire meno la difesa naturale che il film idrolipidico con il suo PH acido svolge nei confronti dei microbi e dei miceti.

Da quanto detto è abbastanza evidente come sia difficile il contagio dal malato al sano per la necessità della presenza di fattori predisponenti o scatenanti.

Per quanto riguarda il trattamento, nonostante esistono dei medicamenti tipici efficacissimi, le recidive purtroppo sono sempre molto frequenti.  Per cercare di prevenire le recidive, un consiglio molto importante che si può dare è quello di usare,  durante le stagioni in cui notoriamente la sudorazione aumenta (primavera ed estate) dei saponi a PH acido che servono a mantenere il film idrolipidico che ricopre la pelle sempre allo stesso PH acido fisiologico.

Elena  Lasagna

19/08/2013

Sono curiosa di sapere qual è il tipo di musica che non ti piace.

Dirce

Amo molto la musica, tutta! Se prima avevo delle preferenze, o un certo tipo di musica che non mi piaceva troppo, ora ho capito che non era la musica ad essere  meno bella, ma ero io che non sapevo ascoltarla.

Elena  Lasagna

19/08/2013

Ci sono bambini che hanno tutto, ma sono cattivi, perché ?

Elisa

Io credo che nessun bambino sia cattivo, tranne eccezione, ma è l’ambiente in cui vive  , la famiglia che determina  la sua educazione.

Elena  Lasagna

23/08/2013

Che cos’è per te la femminilità, conta il vestito per accentuarla?

DOTT.  ROBERT

Io credo che la femminilità sia una cosa innata, proprio come lo Charme. È un qualcosa che sprizza da tutti i pori; non sempre una bella donna è altrettanto femminile. In quanto al vestito, qui da noi si dice che ” l’abito non fa il monaco” credo che questo proverbio sia conosciuto in quasi tutto il mondo. Ci sono donne con una forte femminilità ne cito una sola a caso perché di bellezze femminili in Italia ne abbiamo molte tipo Valeria Marini, Edwige Fenech, quest’ultima ha una femminilità incredibile, anche se si veste con un saio da frate, o un vestito da uomo;  risalta ancora di più il suo charme femminile.  Sono d’accordo per le minigonne, per le scollature audaci, ma se non c’è quella femminilità vera,  una donna resterà solo una donna.

Elena  Lasagna

AGOSTO

06/08/2013

“AGOSTO”

 

LAMPONI E GELSI

 

Un raggio di sole abbaglia

il mattino della città semideserta.

Il caldo brucia gli occhi e soffoca anche il cielo.

Non si ode il risuonar dei trilli, han messo nuove piume

Aleggiano nel bosco insieme alla ramaglia delle selve

Lussureggia tutt’intorno, gli  alberi dei gelsi

fan colare il becco degli stormi

 

AGOSTO

 

Vorrei essere invisibile e volare come loro

scendere in picchiata sotto agli alberi

nascondermi sui rami più in alto

che si può, per cogliere l’incanto

che mi offre la malia

Vedere le cascate tra i folti alberi

che s’incrociano sulla roccia ricamata

dove cade l’acqua mentre il sole guida la sua mano

Poi vedere gli ondeggianti prati

sotto il cielo della notte che s’increspano

come il mare nelle onde.

Elena  Lasagna © 2009

PIANTE ED ERBE DEI NOSTRI GIARDINI E DAL MONDO DUE

 

 04/08/2013

 

 … CON  LE  ERBE

 

LE ERBE DEI NOSTRI GIARDINI E DAL MONDO

Gabernadora nome strano per chiamare la Waltherla Indica, una pianta che contiene flavonoidi, esteroli, tannino, alcaloidi, peptici, basici ecc. Richiede una saggia utilizzazione, è antiinfiammatoria e molto astringente, utile nel trattamento delle ulcere e delle eruzioni durante un processo eritematoso, nell’iperidrosi palmare, e come astringente in generale. La sua azione è più efficace in forma di lavande vaginali producendo un effetto secondario tensioni nei tessuti adiacenti. Si utilizza anche in semicubi per rassodare i tessuti del perineo.

Efficacissime  maschere  naturali

Ho parlato di alcune piante messicane e brasiliane, questa breve rassegna ci dà un’idea  delle illimitate possibilità che offrono alla cosmetologia e alla medicina; ma il mio discorso non si esaurisce qui, perché ora vorrei illustrare la funzione di queste piante nella loro applicazione destinate alla pelle, e più concretamente alla pelle del viso.

 Mi riferisco alle maschere meravigliose per arricchire l’epidermide e renderla più luminosa e attraente.

Parlerò dunque delle applicazioni su pelli grasse e seborroiche, su tipi di pelli disidratate e alipiche.

Le maschere per pelli grasse e seborroiche sono a base di Mercadela e Caolino . La Mercadela- è una pianta che abbonda nei mesi di Giugno, Luglio, Agosto e Settembre in località dal clima temperato e semitropicale del Messico.

Contiene clorofilla, un olio essenziale, una resina neutra, amido, zucchero, sali minerali, specialmente acetato e arsolato calcico e in minor proporzione, carbonato e solfato potassico, e ha un’azione antisettica.

Il Caolino – è un’argilla estratta da giacimenti,  una polvere straordinariamente fine utilizzata per usi medicinali o cosmetici che deve contenere almeno il 99% di Siliciato  di Alluminio per avere un grande potere assorbente.

Per le maschere di bellezza usiamo la pianta fresca, foglie e gambi, una volta triturati finemente si mescola con Caolino e un infuso di foglie della pianta stessa.

Applichiamo l’impasto su tutto il viso, escludendo le cavità orbitali, per 20 minuti quindi lo asportiamo con un infuso della stessa pianta.

Come ho già detto questa maschera è molto efficace nel trattamento di pelli grasse, seborroiche, e anche acneiche. Ora parlerò della applicazione della maschera idratante che si addice a tutti i tipi di pelle.

Tuna e farina d’Avena ne sono le componenti. La Tuna, frutto del Nopal è idratante e ammorbidente per il suo contenuto di acqua e ricca di vitamine. Ha una polpa carnosa e di sapore dolce e gradevole, nella sua composizione chimica troviamo sali di potassio, e calcio in grandi quantità, specialmente Solfati e Ossolati, e anche elementi con proprietà antisettiche.

L’altro componente  la farina di Avena è un cereale ricco di sali minerali, sodio, ferro, calcio, magnesio e fosforo. La sua composizione è abbastanza simile a quella del grano tanto in sali minerali  come in vitamine B1, B2, PP e Carotene. Questa maschera è preparata con la farina di AVENA E LA POLPA del frutto già macerato, si forma un impasto che si applica su tutto il viso anche sulle cavità oculari. Dopo 20 minuti si toglie con acqua tiepida.

Per pelli alipiche, secche, esiste una  maschera speciale composta di miele di api, fecola di mais e elote (la pannocchia di mais ancora tenera ). L’Elote ci offre contenuto di calcio, potassio, glucosio, allontoina, idrato di carbonio, grassi e sostanze nitrogene,  la fecola di mais è il chicco della pannocchia polverizzato e contiene sostanze preservatrici  rappresentate da mucillagini, Amilacee e Cellulosiche. Il miele d’api da parte sua è un nutriente, antisettico, emolliente e contiene oligoelementi, vitamine, glucosio, fruttosio, destrina e cera.

Come si prepara questa maschera?  Cominciamo separando e tritando la pannocchia ancora tenera, estraendone il succo che uniremo alla fecola di mais e al miele formando un impasto morbido che applicheremo senza toccare le zone oculari. Dopo 20 minuti, toglieremo la maschera con un infuso tiepido ottenuto con la barba della pannocchia, che ha proprietà calmanti molto utili alle pelli secche e sensibili.

ALOE  SÁBILA  E  ALOE  VERA

SABILA (ALOE)14/08/2013

 

Ho elencato alcune formule di maschera che abbiamo sperimentato con buoni risultati.

Il materiale che alla medicina e alla cosmesi offrono le piante è molto strordinariamente valido, tuttavia voglio ancora una volta parlare di una pianta molto particolare originaria del Messico e conosciuta in tutto il mondo, La Sábila (Aloe).

Questa pianta dai poteri strordinari per cui è ampiamente impiegata in medicina e in cosmetologia dove ha dato ottimi risultati soprattutto nel trattamento delle cicatrici; sembra che fosse già conosciuta e impiegata dagli antichi Maya.

La Sábila contiene sostanze biologiche attive come potassio, vitamina C,  minerali, enzimi e amminoacidi. Nella sua polpa i ricercatori hanno trovato Polisaccaridi come glucosio, tracce di arabinoso, galattosio e xylosio.

Questi carboidrati e l’alta percentuale di acqua contenuti nella pianta,  sono probabilmente i più importanti quando parliamo della Sábila come di una sostanza umidificante in cosmetologia.  Anche l’acido Crisofonico è stato separato tra i suoi componenti e probabilmente questa sostanza giova alla cicatrizzazione contenendo enzimi con attività catalizzatrice. Si è scoperto che l’estratto della Sábila  contiene una sostanza simile alla Lectina che reagisce con enzimi catalizzatori nelle infiammazioni.  Enzima proteolitico,  rigeneratore cellulare che trasforma le proteine  pesanti in amminoacidi.

Ognuna con grande potere di penetrazione e veicolo importante per gli elementi nutritivi.  Antrochinone un enzima che allevia il dolore delle bruciature ecc.  Per conservare la sua natura enzimatica richiede un particolare processo di fabbricazione.

Questa è la Sábila, una meraviglia della natura che grazie al processo delle ricerche apre enormi possibilità nella medicina e nella cosmesi  nel campo delle cicatrici. Che magia emana la natura!

16/08/2013

I PRODIGIOSI  BENEFICI  DEL   TEMAZCATL 

Vi sono molte testimonianze,  nel passato del  Brasile e del Messico di questa generosità della natura. Parlo per esempio del Temazcatl luogo dove si applicava una terapia efficace per il trattamento di quasi tutte le infermità di origine nervosa fin dai tempi antichissimi. Sempre con l’impiego delle piante del luogo. Siamo in una località del Messico, molto umida, nella parte orientale del paese detto Necaxa. L’edificio che vi troviamo è un Temazcatl, costruito con pareti di tezontle che venivano riscaldate dall’esteno per mezzo di fornelli.  In questo ambiente entrava il paziente, e un medico dove versava recipienti di acqua contenenti emollienti con proprietà terapeutiche sulle pareti calde, provocando così il bagno di vapore. Poi, il paziente veniva stimolato e coperto con rami e fronde di determinate  piante.

Il Temazcatl era usato per diverse terapie: contro la febbre, le punture d’insetti e di animali velenosi, e anche per l’igiene e il relax del corpo, prima e dopo il parto. La pratica del Temazcatl continua ancora oggi con una tecnica moderna ovviamente, con altri mezzi e la medicina e la cosmetologia ne ha fatto un prezioso alleato dei suoi trattamenti di cura e bellezza del corpo e della mente.  Queste cliniche, offrono infatti trattamenti disintossicanti, rilassanti del sistema nervoso, snellenti, e rassodanti sempre utilizzando questa antica tecnica. Nei bagni di vapore Temazcatl , i trattamenti diventano più efficaci con alcune erbe usate fin dall’antichità e che sono entrate già da tempo nei moderni trattamenti  della madicina e della cosmetologia.

L’ Amole,   Maguey  Manso , conosciuto scientificamente  come  Agave  Atrovirens,  si usa per maschere preparate al momento dell’applicazione.

AMOLE   O  AGAVE

AMOLE O AGAVE

 

L’ AMOLE  ha proprietà cicatrizzanti, e ricostitutive, si usa sia in medicina che in cosmetologia, si usa dopo un peeling cosmetico. Questa pianta contiene lipidi, zuccheri ( si trovano in erboristeria vengono impiegati come  dolcificanti nei trattamenti ipercalorici ), proteine, pectine e acido ossalico.   Nel bagno Temazcatl l’Amole veniva usata dalle comunità  Nahua soprattutto durante i quaranta giorni dopo il parto per evitare alla puerpera il rilassamento dei muscoli addominali,  le smagliature e la perdita del tono epidermico. Continua nel prossimo articolo…

Elena  Lasagna

PIANTE ED ERBE DEI NOSTRI GIARDINI E DAL MONDO

03/08/2013

…..  CON  LE  ERBE

MI CURO CON LE ERBE

 La caratteristica  dell’uomo è la sua meravigliosa capacità di adattamento all’ambiente,  cioè il mondo in cui ha saputo fin dai primordi servirsi degli elementi che lo circondano.

Così semplicemente, vive dell’aria, dell’acqua, della terra, trae vantaggi dalla natura, fiori, foglie, radici, tronchi, pezzi di legno, robusti tronchi, acqua dei ruscelli, dei fiumi, dell’aria limpida, da tutti gli elementi che l’hanno aiutato a fortificare il suo spirito, a calmare la fame e la sete, a curare i suoi mali ed anche ad abbellire il suo corpo.

Il corpo, questa materia organica che si perfeziona nell’uomo per la violenza del desiderio di prolungare la vita in una perfetta armonia di salute e di bellezza.

Questo legame con l’ambiente, e la costante ricerca dei misteri della natura, portarono l’uomo alla conoscenza, alla logica, a raccogliere esperienze che vennero tramandate da una generazione all’altra.

In Brasile e in Messico,  si trovano nei mercati piante, erbe e radici che offrono a chi le osserva un meraviglioso insieme di colori, di forme strane, ma a chi le conosce bene immensi benefici.

Trovandosi in una vegetazione superba i suoi abitanti seppero compiere veri prodigi in un primo tempo  per sopravvivere e poi per migliorarsi spiritualmente e fisicamente.

Questa tradizione continua, si calcola che vi siano in Brasile  e in Messico più di 50.000 specie di piante diverse con proprietà molto particolari, utilizzate da millenni dagli indigeni.

Corpo, belleza e natura, tre concetti intimamente legati. La magia che emana dalla natura è la stessa magia che può rinascere nella medicina e nella cosmetologia di oggi, perché scienza e tradizione trovano sempre un punto d’incontro.

Vedo molte possibilità per questi due settori con l’uso razionale delle piante, un’enorme ricchezza etnobotanica autoctona che offre possibilità meravigliose per il successo della nostra salute e bellezza.

I frutti e le erbe : tra i frutti molto usati in cosmesi è l’Ahucate Palta, conosciuto come l’Avocado, ricco di fosforo, ferro, tiamina, vitamina A, ribolfavina, niacina e acido ascorbico. Questo frutto molto conosciuto in tutto il mondo è estremamente generoso, infatti le foglie, la buccia, il frutto stesso e i semi si usano ancora in medicina.  Da secoli l’olio estratto dai suoi semi è impiegato per il trattamento dei capelli aridi e per le malattie del cuoio capelluto, e anche come unguento antidolorifico e contro la pelle secca.  Studi fitochimici rilevano la presenza di antibiotici nella buccia e nei semi, confermando l’utilità della loro applicazione, in affezioni cutanee, infezioni e impetigine.

I miracoli della natura continuano, analizzando una pianta dal nome  Tarahumara che abbonda nella terra abitata da questa popolazione del nord della Repubblica Messicana e nella terra degli indigeni dell’Amazzonia.

Matarique scientificamente detta  Cacalia de  composita.  Essa contiene oli essenziali, due tipi di resina, un glucide, tannino grasso, inoltre solfato di potassio, sodio, e un alcaloide la Senecina. Quest’ultima ha una particolare azione sui muscoli; diminuendo la loro tonicità e la  sensibilità al dolore, può essere utilizzata nella cura di nevralgie e nei reumatismi.

I succhi di questa pianta hanno un’azione cicatrizzante, antisettica, applicati su ulcere e ferite, e vengono usati anche per la riattivazione, dopo paralisi da strappi muscolari, e nel trattamento dell’Acne Conglobata  sotto forma di impiastri freschi per evitare cicatrici.

Una pianta boschiva che cresce perfino nelle strade lastricate del Messico e nelle zone incolte de’Amazzonia è la Euphorbia Maculata conosciuta comunemente come  Hierba de la Golandrina  ( erba della rondine ). I suoi componenti chimici sono acido carbonico, solfati, fosfati e cloruri. Nei casi di affezioni micotiche, sia ipocromiche, sia ipercroniche, è efficacissima per i suoi effetti pigmentanti. Nome scientifico : Ipomdea Murucoide nome volgare  Palo Bobo o Casahuate.  Glucidi terpenoidi, lipidi, alcali e eteri, appartengono a questa pianta, insieme con altri principi attivi, conferendole efficacia contro la caduta dei capelli e nell’alopecia.  Si utilizza comunemente in vaporizzazione e sciacqui dopo lo schiampoo.

Ed Ecco in scena il Geranium  Robertianum; Geranio comunemente. Questa pianta originaria del Messico con azione astringente, ci offre nella sua radice 46 R + 100 H2 O. Si usa normalmente in lozioni e maschere in caso di foruncolosi, Acne e pelle grassa in generale.

04/08/2013

Nell’articolo ” Risposte ai lettori ottanta si è parlato di problemi di acne, di pelle e capelli grassi. Un’altra pianta meravigliosa che risolve questi problemi è L’Echinacea, una pianta meravigliosa originaria dell’America del Nord, nome scientifico  Rudbeckia, questo genere di 9-10 specie appartiene alla famiglia delle margherite. È una pianta perenne che se coltivata cresce e vive bene anche nei nostri giardini ( eccola nella  foto in alto, appare come una margherita dai petali rosa, con un cono centrale di colore rosso arancio e marrone. Bella anche come fiore reciso. Tra i primi generi americani a entrare nelle coltivazioni europee, nel 1640, l’Echinacea è ampiamente utilizzata nella medicina erboristica, probabilmente più di qualunque altro genere. Si ritiene che abbia le capacità di rafforzare il sistema immunitario, ed è diffusa nella prevenzione dei raffreddori. Le parti usate è il rizoma essicato, è di forma più o meno cilindrica, dalla lunghezza di 10-20 cm e ha un diametro di 5-15 mm; la corteccia è di colore marrone chiaro, internamente presenta degli anelli concentrici, alterni chiari e scuri. Le sue proprietà sono : cicatrizzanti, normalizzanti della cute,  riepitelizzanti, antiinfettive.  I suoi principi attivi sono : le resine, l’olio essenziale e l’acido fenolico. Gli indiani dell’America del Nord impiegavano l’Echinacea su molti disturbi della pelle. Lo studio delle proprietà della pianta prosegue ancora ai nostri giorni, ed ha effettivamente dimostrato che essa esercita  sia un’azione locale che ritarda la diffusione delle infezioni attraverso i tessuti, sia un’azione generale che concerne un aumento della resistenza alle infezioni.

La droga viene generalmente  impiegata per uso esterno, sotto forma di infusi, tinture o pomate su pelli pruriginose, affette da acne e foruncolosi, su piaghe e geloni ulcerati.

Recenti studi hanno dimostrato anche utili proprietà nel campo della cosmesi in prodotti coadiuvanti il trattamento delle rughe, efficace per la cura  delle smagliature e dell’acne.

Un’altra pianta meravigliosa per le sue proprietà e bella da recidere è la Verga D’Oro o Solidago decidua originaria del Messico e degli USA sudoccidentali. I suoi fiori vistosi sono un richiamo per api e farfalle. Come possiamo vedere nella foto sopra la Solidago californiana produce fiori simili a piume schizzati di fiori giallo intenso fioriscono dall’estate all’autunno. Anche questa pianta ha proprietà coadiuvanti la pelle , ha azione decongestionante sia per uso interno che esterno, antiinfiammatorie, astringenti, diuretiche . I suoi principi attivi sono: tannini, resine, mucillagini e olio essenziale. La droga sono tutte le sommità fiorite. Questa pianta ancora oggi è impiegata in medicina per eliminare calcoli renali e vescicali, e per la maggior parte delle affezioni infiammatorie dell’apparato uro-genitale. Essa ha inoltre proprietà astringenti che vengono anche sfruttate sull’apparato intestinale in caso di enteriti, enterocoliti e diarree. Mentre ha un azione efficace decongestionante  e antiinfiammatoria per la bocca e la gola.

Esso è ricco di oli essenziali, amidi, zuccheri, tannino, glucosidi, acidi vegetali, e derivati cellulorici sono componenti del Tagete  Luctor  comunemente chiamato Pericon. Cicatrizzante e rigenerativo, si usa in cataplasmi e maschere, o in lozioni rassodanti. È anche efficace  la sua applicazione su cicatrici da leggera abrasione. Sedativo e decongestionante, astringente e idratante, può essere usato in maschere umide o in cataplasmi freschi, sempre con moderazione per evitare effetti indesiderati. Molto efficace nel trattamento dei pori aperti, di foruncolosi, e nella couperose. Continua nel prossimo capitolo…

LE RICETTE DI CASA MIA OTTANTOTTESIMA PARTE

01/08/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Finalmente!

ELENA   Ed eccoci di nuovo in cucina. Oggi vorrei presentarti un altro piatto di ravioli, molto particolare perché sono fatti con ricotta e pesche. Anche in questa versione sono piaciuti molto. Eccoli nella foto: sono a forma di cappello, un cappello da cuoco un poco schiacciato.

I  CAPPELLI  DEL  CUOCO

I CAPPELLI  DEL CUOCO

Ingredienti: uova, farina di tipo “0” oppure di semola di grano duro, oppure farina di grano senza glutine. Per il ripieno 4 pesche gialle, 4 etti di ricotta, parmigiano, 4 amaretti, salvia, formaggio fuso, aceto balsamico di Modena, cannella, sale e pepe.

Esecuzione del ripieno: laviamo e spelliamo le pesche, le tagliamo a metà e le priviamo del nocciolo. Le adageremo in una casseruola dal doppio fondo, oppure in forno a 170 g° per 15 min. Le pesche si presenteranno cotte e prive del loro succo. Ora setacciamo la ricotta, mandiamo in poltiglia le pesche, mettiamo un pizzico di cannella, gli amaretti sbriciolati, e qualche cucchiaio di parmigiano grattugiato. Amalgamiamo bene il tutto e mettiamo in frigorifero. Nel frattempo faremo la sfoglia, mettiamo il ripieno e ritaglieremo dei quadrati , cercando poi di dare una forma di cappello. L’acqua sta bollendo, ora buttiamo con delicatezza i cappelli , li scoliamo uno ad uno e li mettiamo in una padella dove abbiamo fatto una fonduta leggera, salvia, pepe, infine una spolverata di parmigiano e aceto balsamico.

FEDERICA   Anche questi credo che li mangerò molto presto, devono essere di una bontà , insomma squisiti!

ELENA   Sì, la pesca si sente ma non troppo,  come  tutti gli altri ingredienti fanno di questo piatto un primo eccellente!

FEDERICA   Ti auguro una magnifica serata! A domani!

02/08/2013

FEDERICA   Sai? Da molto tempo vorrei cucinare una pasta alla amatriciana, ma mio padre ha il super colesterolo, quindi non mi va di andargli incontro con questo piatto velenoso ( sempre per il colesterolo ) si sta parlando del guanciale, perché una amatriciana senza il guanciale non è la stessa cosa.

ELENA   Allora dovresti sostituire il guanciale con le melanzane alla griglia speziate, vedrai se chiude gli occhi sembrerà una vera amatriciana, parola mia!

SPAGHETTI   ALL’AMATRICIANA

SENZA GUANCIALE

Ingredienti: spaghetti, pepe, peperoncino, sugo al pomodoro, melanzane, olio extra vergine d’oliva, parmigiano, pecorino, spezie miste.

Esecuzione: sbucciamo le melanzane, togliamo solo la pellicina, le tagliamo a piccoli pezzetti, mettiamo il sale , le pennelliamo con l’olio e le grigliamo al punto giusto. Nel frattempo abbiamo messo l’acqua per la pasta e abbiamo fatto il ragù con il pomodoro il pepe, peperoncino e spezie miste. Scoliamo gli spaghetti al dente li mantechiamo nel sugo aggiungendoci le melanzane, infine una spolverata di parmigiano e  pecorino qualche cucchiaio di olio.

ELENA   Gli spaghetti cucinati bene con questi ingredienti sembrano proprio un’amatriciana, provali e vedrai! Ora ti faccio vedere i miei fiori di zucca fritti, una frittura molto leggera con l’olio dal punto di fumo ideale.

FIORI  DI  ZUCCA  FRITTI

FIORI  DI  ZUCCA  FRITTI

ELENA   Il segreto di una buona frittura è la pastella e l’olio.

Ingredienti: acqua minerale frizzante, sale, farina di riso 30% farina di mais macinato fine 20% e il resto farina doppio zero. Olio di arachidi .

FEDERICA   Li  ho mangiati proprio da te e devo dire che sono leggerissimi, non si direbbe che sono fritti.

Ti dedico tutte le canzoni di  Stevie  Wonder.

05/08/2013

FEDERICA   Mi piacerebbe sapere come fai il pesto al basilico, il cosiddetto ” Pesto genovese “.

ELENA   L’ho fatto in mille modi, ho fatto l’originale poi, ho cercato di farmelo piacere in altri modi. Prima di tutto la pasta la cuocio nel brodo vegetale insieme a frammenti di patate e fagiolini. In quanto al pesto uso un 50% di basilico fresco e l’altro 50 in olio, formaggi e sapori vari. Quindi diciamo pure che non è il pesto originale genovese ma è quello di casa mia!

PASTA  AL PESTO  DI  BASILICO

PESTO GENOVESE

ELENA   Quando faccio il pesto al basilico faccio anche la pasta in casa, e devo dirti che è molto ma molto invitante.

Ingredienti per la pasta: farina di grano zero, 50% farina di grano saraceno, acqua minerale, lievito per pane, sale. Ingredienti per il pesto: basilico fresco, pinoli, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe, peperoncino, pecorino stagionato, parmigiano, e altri due formaggi da fonduta.

Esecuzione della pasta: impastiamo le due farine con l’acqua minerale e lievito per pane, ne ricaviamo degli straccetti o gnocchetti, li lasciamo riposare per un’oretta. Nel frattempo faremo il brodo con verdure o il dado fatto in casa poi messo nel congelatore e ci cuoceremo anche una patata piccola tagliata a dadi, e dei fagiolini sminuzzati. Buttiamo la pasta, quando viene a galla è cotta, poi la condiamo ed il piatto è pronto!

FEDERICA   Mi ispira una grande fiducia e mi fa prudere la gola!

ELENA   Hai ragione perché chi li ha mangiati ha chiesto il bis.  Ma adesso faremo un piatto di linguine con il ragù di pesce. Vedrai ti piacerà anche questo!

Ingredienti: linguine, brodo vegetale per la cottura, cozze, alici sott’olio, sgombro, scampi o granchio o triglie, prezzemolo, vino bianco, pomodoro, peperoncino, sale, pepe, aglio, cipolla, olio extra vergine d’oliva, timo serpillo, origano, paprika dolce.

Esecuzione: facciamo il ragù mettendo in padella due cucchiai di olio, uno spicchio d’aglio, le acciughe, facciamo disfare le acciughe, poi mettiamo due cucchiai di pomodoro, il vino bianco le cozze già fatte in pentola, lo sgombro tagliato a pezzetti, poi aggiungeremo il granchio o gli scampi sminuzzati o le triglie solo la polpa. Portiamo un attimo ad ebollizione poi spegniamo il fuoco e aggiustiamo di sale, pepe e peperoncino,  aggiungeremo le erbe e mescoliamo. Quando si sarà raffreddato o almeno intiepidito aggiungeremo l’olio. Anche questo piatto è molto buono ma soprattutto è indicato a tutti.

FEDERICA   Che bontà, starei qui per ore ed ore !

ELENA  Grazie! Ma restiamo sempre in tema di primi piatti, ora ti mostro uno sformato di riso contornato di capesante rivestite, e fatte al forno con melanzane sorpresa.

SFORMATO  DI  RISO

 SFORMATO  DI  RISO IN CONTORNO

Ingredienti: Riso, brodo, vino bianco, zafferano, cipollotti, parmigiano, sale e pepe, prezzemolo, alloro due foglie, olio ai funghi porcini. Per il contorno: capesante, formaggio molle, uovo, pane grattugiato, farina, sale pepe, basilico, pomodoro, melanzane, fagiolini, branzino cotto a vapore e tagliato a pezzettini  poi condito con olio, limone, prezzemolo, basilico pepe, olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione: facciamo il nostro risotto cotto al dente con gli ingredienti sopraelencati, poi lo metteremo in forno a 170° per 15 min. Lo lasciamo intiepidire prima di versarlo. Intanto facciamo le verdure: prendiamo i fagiolini già  cotti prima , li passiamo al tegame con uno spicchio di aglio, nel frattempo intingiamo  le capesante in una fonduta  non troppo pesante, poi le passiamo nella farina , nell’uovo con le erbe tagliate fini, infine nel pane grattugiato, poi le stendiamo nella teglia sulla carta da forno. Abbiamo già pulito e svuotato un poco le melanzane, le abbiamo riempite di pesce condito e pomodoro, una spruzzata di vino e un giretto di olio; anche loro andranno disposte sulla carta da forno. Ed ecco il nostro piatto gustoso e leggero!

FEDERICA   Ti auguro una bella serata e ti dedico tutta la musica del mondo!

ELENA   Grazie! Ci ritroveremo nel prossimo capitolo!