LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTISEIESIMA PARTE

24/01/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Senti a me piace il pane in un modo, lascerei tutto quanto per mangiarmi sempre un panino, anche con niente, purché sia pane appena sfornato! Dici che sono pazza?

ELENA  Ma che pazza e pazza! Saresti pazza se non ti piacesse! Poi, a chi non piace il pane? Vorrei scommetterci! Dai, palerò di lui: del miracolo pane.

Il pane: è il cibo più semplice ed utile che piace a tutti e non stanca mai, vantando nel contempo buone doti nutritive: il suo alto contenuto di carboidrati e di sostanze azotate, la sua ricchezza di sali minerali e di vitamina B ne fanno un alimento quasi completo, a cui manca soltanto un’adeguata percentuale di sostanze grasse.  Il tipo migliore e più nutriente di pane è quello ordinario, preparato con farina non eccessivamente raffinata; mentre quello integrale, che contiene ancora tutta la crusca, a volte può dare irritazione all’apparato digerente e quello bianchissimo , ridotto alla sola sostanza amidacea nutre poco.  Il pane deve essere biondo, croccante, profumato, leggero se è ben lievitato, preparato con cura, secondo il normale procedimento di panificazione. Continua nel prossimo articolo…

FEDERICA  Ho parlato così perché a casa mia mangiano quasi sempre polenta.

ELENA   Anche la polenta è un alimento grande, fa bene soprattutto agli anziani, a chi soffre di ipertensione, poi il mais è una fonte naturale di vitamina E, e B, sali minerali, acido linoleico, e ha anche la proprietà di purificare il sangue, di pulire le arterie, in quanto inibisce l’eccessiva produzione di colesterolo.  Proprio oggi faremo una ricetta con la polenta di mais, vedi  la foto sotto.

STOCCAFISSO  AL  LATTE  CON  POLENTA

STOCCAFISSO  AL  LATTE

Ingredienti: acquistiamo lo stoccafisso già pronto per cucinare, olio extra v. d’oliva, aglio, pepe, origano, latte, pane grattugiato fine, polenta.

Esecuzione: laviamo bene lo stoccafisso, lo tagliamo a pezzetti, cospargeremo un trito di erbe un po’ di latte e lo metteremo a cuocere in forno  a 170° per 20 minuti . Quando il pesce sarà cotto a puntino, lo faremo dorare un poco, lo pepiamo e gli daremo un bel giro di olio. Abbiamo fatto la polenta, si è già raffreddata, ora la tagliamo a fettine e andrà ad abbrustolire. Servire con prosecco o bianco delle zone.

FEDERICA   Questo piatto piace molto ai miei genitori, lo cucinerò per loro! Buona domenica!

26/01/2014

FEDERICA   Quale piatto ci presenti oggi?

ELENA   La ricetta di oggi è: cavoletti di Bruxelles in salsa verde e funghi misti in umido con purè di patate all’aglio.

CAVOLETTI  DI  BRUXELLES  E STUFATO  DI  FUNGHI

Ingredienti: cavoletti, prezzemolo, spezie miste, sale, parmigiano grattugiato, olio extra v. d’oliva, brodo di carne, mezzo bicchierino di vino bianco, erba cipollina un cucchiaio di farina di riso. Per i funghi: funghi misti, sale, pepe, olio, vino bianco per sfumare, brodo vegetale, una foglia di alloro, uno scalogno, due bacche di ginepro, patate, aglio, latte, una noce di burro.

Esecuzione: dopo avere lavato accuratamente i cavoletti, li mondiamo e li taglieremo a metà nel verso verticale. Nella casseruola abbiamo già messo il brodo, adesso adagiamo i cavoletti, un pizzico di spezie miste, l’erba cipollina tagliata fine, e qualche cucchiaio di vino bianco. A qualche minuto dalla fine cottura faremo una salsa con prezzemolo, olio, una puntina di aglio e parmigiano; adesso prendiamo i cavoletti, li irroriamo con la salsina e li lasceremo intiepidire. Nel frattempo facciamo trifolare i funghi: dopo averli lavati e puliti accuratamente li taglieremo a pezzetti regolari, prendiamo la casseruola, facciamo rosolare lo scalogno, sfumiamo col vino e adagiamo i funghi, mettiamo le erbe, il sale, il brodo, poi mettiamo il coperchio e lasciamo cuocere. Nel frattempo cuoceremo le patate per il purè: una volta schiacciate le patate, le faremo sobbollire con latte e uno spicchio di aglio. Togliamo i funghi, aggiungiamo il pepe, l’olio e impiattiamo vicino ai cavoletti e il purè.

FEDERICA   Sono tutti piatti bellissimi e gustosi.

28/01/2014

ELENA   Che ne dici se ti detto la ricetta della zuppa di azuki e fave?

FEDERICA   Non vado pazza per le zuppe, ma prima voglio sentire gli ingredienti.

ZUPPA  DI  AZUKI  E FAVE  CON  ROSMARINO  E DRAGONCELLO

Ingredienti: 200 g di azuki, 200 g  di fave, 3 scalogni, un porro, un mazzetto di dragoncello, qualche ago di rosmarino, sale, pepe, olio extra v. d’oliva, un trito di sedano, cicoria verde, carota, 1500 ml di brodo vegetale, spezie, una spruzzata di vino rosato, tofu, fiocchi di riso.

Esecuzione: facciamo il sofritto con gli scalogni e un poco di olio, spruzziamo col vino, incorporiamo gli azuki ammollati, il trito di verdure, il porro tagliato a rondelle, le spezie, un ago o due di rosmarino, due pizzichi di dragoncello, il brodo e le fave. Lasciamo cuocere il tutto sobbollendo, a cottura ultimata raccogliamo metà dei legumi e metà degli azuki, li frulliamo poi rimettiamo tutto in casseruola aggiungendo i fiocchi di riso. Quando la zuppa sarà pronta verseremo un filo di olio per ogni piatto, il pepe, un altro pizzico di dragoncello e una manciata di tofu. Allora? Credi che ti piacerà?

FEDERICA   Divina! Solo a sentirla mi sento rinascere!

ELENA   Addirittura! Meno male che le zuppe non ti piacciono molto!

FEDERICA   Questa è ricca di sapore e di salute.   Dimmi, come si riconosce un vero signore?

ELENA   Diciamo pure che non è sempre cosa facile; il vero signore cela una grande educazione, amore, lealtà di spirito. Il vero signore non tradisce né se stesso né il prossimo, non ha bisogno di mentire e nemmeno di occultare per emergere. Il vero signore è un grande!…

FEDERICA  HAI  GIÁ  DETTO TUTTO!  Sto organizzando una festa di carnevale, spero che tu possa venire, ci saranno tutti i miei amici ma soprattutto ho invitato persone che conosci già e so che ti vanno a genio.

ELENA   Grazie! Certo che verrò, in quanto alle persone che mi vanno a genio non ti devi preoccupare, a me la gente piace tutta, ma sai che non porgo mai l’altra guancia! A domani.

29/01/2014

FEDERICA   Se ne sentono di cotte e di crude! Sai perché ieri ti ho fatto quella domanda sul vero signore? Ebbene, ci sono persone antisemitiste che fingono di essere veri signori, perché credono di essere in alto, così che loro cercano di mettere in atto il vero proibizionismo con persone più colte di loro, perché lascino il posto a quelli come loro! A quelli che sono in alto ma la loro cultura in realtà è molto bassa!

ELENA   Non c’è persona più bassa di chi fa parte a queste sette: io le chiamo sette! L’antisemitista per me è il vero ignorante! L’ignoranza fa della persona un soggetto crudele, senza scrupoli.

ELENA   Ed ora torniamo tra i fornelli! Vorrei che provassi le polpettine di ceci, spinaci, e prosciutto cotto, sono davvero deliziose.

FEDERICA   Continuerai a cucinare di tutto, o soltanto ricette leggere?

ELENA   La cucina rispecchia la nostra salute, ma è anche vero che cucinare è un’arte, quindi, noi continueremo a sbizzarrirci anche con i dolci e con le carni; cucineremo di tutto, poi sta nelle persone a modificare il loro comportamento alimentare e darsi una regolata!

POLPETTINE  DI  CECI  E  SPINACI

Ingredienti: ceci, spinaci, santoreggia, timo, olio extra v. d’oliva, parmigiano, pane grattugiato, sale e pepe, prosciutto cotto, un mestolo di brodo vegetale, salvia, semi di sesamo, cipollotti.

Esecuzione: dopo avere lessato i ceci, li passiamo nel passaverdure, aggiungeremo gli spinaci lessati a vapore e tagliati finemente. Mettiamo il tutto in una zuppiera e adesso tagliamo il prosciutto cotto molto fine, aggiustiamo di sale e pepe, tagliamo il timo e la santoreggia, incorporiamo le erbe, il parmigiano grattugiato, e formiamo delle palline. Nel frattempo abbiamo messo i cipollotti in soffritto con solo poco olio, abbiamo sfumato col vino ed ora passiamo le polpette nel pane fino e sesamo, le adagiamo in padella e torniamo a spruzzare col vino bianco, le giriamo e aggiungeremo il brodo e la salvia. Facciamo sobbollire per cinque minuti, poi,  impiatteremo le polpettine con il sughetto denso ma non tropo grasso.

FEDERICA   Le trovo davvero deliziose!

ELENA   Ho anche una variante: se non metti il prosciutto cotto dentro le polpette, lo potrai sostituire con quello crudo o la pancetta a fettine; invece di abbinarlo all’impasto delle polpette, avvolgeremo ogni polpetta con la fettina di salume e la fermeremo con uno stecchino.

FEDERICA   Interessante!

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTICINQUESIMA PARTE

23/01/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   La batteria da cucina, le posate, necessitano  di frequenti rigovernature, sia che esse vadano in lavastoviglie sia che si lavino  a mano; specialmente quelle che non si usano tutti i giorni. Una volta lavate le pentole si passano con un batuffolo grande di cotone e aceto forte, e lo stesso vale per le posate ( nelle posate si fa quest’operazione solo in quelle che si ripongono per il prossimo grande pranzo). Rimangono non solo brillanti ma si evita il riformarsi di odori sgradevoli e cioè una riformazione di germi che non sono scomparsi durante la lavatura.  E lo stesso vale per i piatti da riporre nell’armadio: dopo il pasto si liberano preventivamente da tutti i residui di cibo, poi,  si mettono sotto acqua corrente e si soffregano semplicemente con uno strofinaccio insaponato, si risciacquano sotto acqua corrente e si mettono a sterilizzare in lavastoviglie.

FEDERICA   Interessante, ne vale la pena anche perché ho visto che a volte aprendo la credenza dove avevo riposto le stoviglie a lunga degenza sentivo un odore che non era gradevole come se fosse stato tralasciato qualcosa, nonostante tutta l’attenzione.  E adesso mi detteresti la ricetta della zuppa inglese al caramello?

ELENA  Chiamiamola solo zuppa al caramello, o dolce al cucchiaio al caramello.

DOLCE  AL CARAMELLO

Ingredienti: mezzo litro di latte,  5 uova, aroma vaniglia, zucchero semolato q.b. (4 cucchiai), tre cucchiai di zucchero per il caramello, scorza di  limone grattugiata, liquore alchermes, pan di Spagna ben fatto, liquore al caffè.

Esecuzione: rompere le uova, aggiungere lo zucchero e frullare fino ad ottenere una crema liscia e vellutata, aggiungere la buccia del limone e l’aroma vaniglia e adagio adagio incorporare il latte; lasciamo riposare per qualche minuto. Intanto prendiamo il recipiente dove realizzeremo il dolce e versiamo lo zucchero con qualche goccia di acqua fredda e lo posiamo sul fuoco. Lo zucchero rapidamente riprenderà colore, fino a diventare di un bel biondo intenso, continueremo a farlo scorrere sul fondo, verso le pareti della forma scelta, affinché il caramello senza bruciare rivestirà tutta la superficie.

Adesso cuoceremo la crema a bagnomaria, e teniamo il caramello sopra una superficie calda; una volta addensata la crema faremo gli strati con il pan di Spagna per metà imbevuto nell’alchermes, mentre l’altra metà verrà imbevuta nel liquore al caffè. Facciamo gli strati,  per ultimo deve essere quello della crema che poi verrà decorato a piacimento con ciliegine candite o cioccolato fondente grattugiato. Il dolce si può consumare immediatamente o si potrà conservare in frigorifero per toglierlo un’ora prima del consumo. Quando si servirà capovolgerlo in un piatto largo, vedrai che figurone e che bontà!

ELENA  Domani ti mostrerò il dolce che ho fatto proprio per la festa di S. Valentino, l’ho realizzata per il compleanno e l’anniversario di nozze dei miei amici…, pensata però per questo giorno speciale.

FEDERICA   Non ne vedo l’ora! Ho dei 33 giri da farti sentire, sono da sballo!

N.B. Per una perfetta del dolce si dovranno osservare alcune regole: la crema deve  riuscire completamente cotta altrimenti si squaglierà.  Il pan di Spagna non dovrà essere troppo imbevuto ma solo spruzzato qua e lá.

ELENA  Domani ti mostrerò il dolce che ho pensato per la festa di S. Valentino. L’ho realizzato un mese fa per festeggiare un compleanno e l’anniversario dei miei amici; però l’avevo pensato proprio per questo giorno importante.

FEDERICA   Non ne vedo l’ora! Ti farò sentire della musica speciale: sono dei trentatré giri da sballo. A domani!

24/01/2014

ELENA  Eccomi! Ti avevo promesso la ricetta della torta, ora te la mostro, peccato che non si può sentire il sapore.

TORTA  ALLA CREMA  ZABAIONE  E NOCCIOLA

CON UN CUORE DI AMARENE

ZABAIONE E NOCCIOLA DI S VALENTINO

Ingredienti: sei uova, crema di nocciole , liquore sambuca alla vaniglia, 300 g di panna vegetale, 150 g. di amarene sciroppate, 300 g. di zucchero,  230 g. di frollini freschi fatti in casa, frutta candita ricoperta al cioccolato, liquore Baileys, frutta candita ricoperta di cioccolato, 150 g. di crema di latte, 250 g. di ricotta dolce, zucchero a velo.

Esecuzione dello  zabaione: montiamo a spuma i tuorli  con lo zucchero, lo cuoceremo a bagnomaria, sbricioliamo i biscotti, li mescoliamo con gli albumi e lo zucchero a velo, aggiungeremo la crema di nocciole. Ora incorporiamo la crema di latte alla ricotta, la dolcifichiamo q.b. , mescoliamo bene fino ad ottenere una crema liscia, vellutata, adesso montiamo la panna, la teniamo da una parte per l’operazione finale. Prendiamo il piatto, facciamo uno strato di crema bianca,  (l’ultima che abbiamo preparato) adesso mettiamo la crema di nocciole amalgamata con i biscotti, poi uno strato di zabaione, la crema bianca, uno strato di amarene, infine metteremo la crema di nocciole. Adesso ricopriremo la torta con il sacco per dolci incominciando dall’alto verso il basso, abbiamo fatto una cremina con il Baileys e un cucchiaio di zabaione, giriamo tutt’intorno lasciandolo cadere, poi guarniremo con la frutta candita mista ricoperta di cioccolato. Lasciare in frigorifero per due ore, e il dolce sarà maravigliosamente squisito! BUON  S. VALENTINO.

FEDERICA   MERAVIGLIOSA !  Sai mi ricordo che mi avevi promesso anche dei cuoricini  per questa festa.

ELENA   Sì, però adesso non ho la fotto, la metterò più avanti, ma ti detto la ricetta così potrai sbizzarrirti con entrambi i dolci.

CUORI  DI PAN  DI  MANDORLE  RIPIENI

Ingredienti: acquistiamo gli stampi a cuore. Farina tipo zero 350 g. 2oo g. di zucchero semolato, 200 g. di cioccolato fondente dolce, 200 g. di margarina vegetale, una bustina di lievito per dolci, tre uova, aroma naturale,  200 g. di mandorle in farina più quelle per decorare, crema di fragole e ciliege, liquore cherry.

Esecuzione: in una pirofila mescolare le uova con lo zucchero, incorporare la margarina a temperatura ambiente, aggiungere le mandorle sbriciolate al mixer, l’aroma,  il liquore, la farina e il lievito. Amalgamare bene il tutto e versare  due  cm  di composto negli stampi, mettere il cioccolato fuso e ricopriamo con un altro cm di composto della torta  e così anche con la crema di fragole e ciliege. Infornare i cuoricini a 170° per 20 min. Lasciare raffreddare e decorare.

FEDERICA   Sono degli ottimi dolcetti di grande gusto ma allo stesso tempo molto delicati e raffinati. Grazie!

ELENA   A te,  buona serata! A domani con altre ricette di  golosi dolcetti.

25/01/2014

ELENA   Eccoci qui al solito appuntamento in cucina; questa giornata di sole sprigiona aria di festa, e noi facciamo delle ricette bellissime proprio per festeggiare!  Oggi ho per te una ricetta particolare: sono rosette di pasta sfoglia fresca al cioccolato fondente, sono delicate , fragranti e simboliche.

ROSE  DI  S.  VALENTINO

Ingredienti: pasta sfoglia fresca con l’aggiunta di cacao amaro, mandorle tritate e tostate, miele, confetti al cioccolato.

Esecuzione: stendiamo la pasta sfoglia al cacao, tracciamo delle listarelle, ritagliamo il gambo e il bulbo centrale, poi faremo i petali interni che si avvolgono tra di loro, poi quelli esterni. Una volta costruite le rose mettiamo solo qualche fogliolina appena giù dal calice perché il gambo dovrà essere libero. Mettiamo la carta da forno sopra la teglia,  stendiamo le rosette e inforniamo a 170° per 20 min.  Lasciamo raffreddare le rose, prendiamo un pennello e il miele liquido,  (meglio se di fiori di mandorli) pennelliamo delicatamente le rosette, poi, cospargeremo su di esse la granella di mandorle tostate. Questo dolce si presenterà una meraviglia per gli occhi, è molto buono di gusto ma delicato.

FEDERICA   Dovrò imparare bene a fare la pasta sfoglia al cioccolato, perché le rosette le ho già fatte. Sai che le farò proprio per il giorno di San Valentino?

ELENA   Aspetta non ho ancora finito con i dolcetti. Che ne dici dei tartufi al cioccolato? Ora ti detto la ricetta poi mi dirai.

TARTUFI  AL  CIOCCOLATO

Ingredienti: 200 g. di wafer alla vaniglia, cacao amaro, zucchero a velo vanigliato, 300 g. di cioccolato fondente dolce, panna fresca q.b. per sciogliere il cioccolato.

Esecuzione: mettiamo il cioccolato tagliato a piccoli pezzi in una bacinella mentre sotto abbiamo la  casseruola dell’ acqua bollente,  aggiungeremo la panna q.b. e mescoliamo bene fino ad ottenere una crema densa ma non troppo. Lasciamo raffreddare , nel frattempo abbiamo sminuzzato i wafer, adesso  li mettiamo nella bacinella del cioccolato sciolto e formiamo delle palline. Ora le faremo passare prima nello zucchero a velo, poi nel cacao amaro: le facciamo rotolare semplicemente fino a coprirle completamente. prendiamo un bel vassoio li disponiamo con ordine, una volta finito il piatto le palline andranno in frigorifero per rapprendersi completamente.

FEDERICA   Ma come faccio, ora non so più quale dolce fare! Che meraviglia!

ELENA   Sono molto buoni, realizzali tutti!  Nel prossimo articolo niente dolci!

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTATRE

23/01/2014

È vero che le stelle sono immortali e sono di una perfezione uguali fra loro che sembrano fatte con uno stampo? L’ho imparato a scuola.

Gabriella e Monica

Io non so dove tu abbia frequentato  o dove frequenti la scuola, però credo che tu abbia capito male, forse non sei stata attenta, o forse il professore ha scherzato e voi due l’avete preso sul serio.  Dico così perché la stella è una grande galassia, che muore e nasce in continuazione, una volta completato il loro ciclo di vita esplodono lasciando il loro contenuto per dare origine ad altre stelle. Questi corpi celesti non sono uguali  tra di loro né come forma né come dimensioni. Non trovi strano che anche le stelle siano come gli umani? Ovviamente solo sotto il profilo  della morte e della rinascita. Forse è questo l’aspetto che hai frainteso, o sbaglio?

Elena  Lasagna

23/01/2014

Credi nel Giudizio  Universale?

Giulio

Sì, ci credo , e se qualcuno non l’ha ancora capito forse sarà il primo a pagarne le spese!

Elena  Lasagna

23/01/2014

Mi  stavo chiedendo se hai cambiato opinione sulla scomparsa di Roberta Ragusa, è davvero l’ultima volta riguardo a questa cosa, te lo prometto!

DOTT. FRANCO

Potevi domandarmi se ho cambiato opinione sull’assassinio della signora Roberta e non ancora tutto d’accapo. Sarò più chiara: io penso da sempre che la signora non si sia allontanata spontaneamente ma che sia vittima di un’attroce assassinio. E come sempre penso che il carnefice sia il marito ( l’ho pensato fin dall’inizio, prova a controllare:  quando l’ha chiamata   sotto la scala cadendole addosso)  più vedo l’immagine del super testimone più mi riconferma ciò in cui credo. Io non ho mai pensato che l’assassino l’abbia cremata, ovvero bruciata, ma la sua luce è in fondo al mare. Prima di arrivare a destinazione l’ha stordita due volte, poi il colpo finale e il mare, in un punto in cui lui conosceva molto bene, ha avuto tutto il tempo di percorrere quella strada,  l’ aveva  premeditato, per un’eventuale scoperta di lei con la sua amante: certo, quella storia non poteva andare avanti all’oscuro ancora per molto.  Anche perché lui non era certo il tipo d’accettare di dividere con qualcuno i beni accumulati nel tempo, poi, voleva che l’amante prendesse il posto della signora sia come moglie che come madre dei suoi figli…

Elena  Lasagna  h.16:05

26/01/2014

Cosa ne pensi dell’omicidio della signora avvenuto nel cimitero?  Perché suo fratello non vuole sapere chi è l’assassino? Non sarà lui?

DOTT.  FRANCO

IO PENSO CHE SIA UN OMICIDIO PREMEDITATO per mano di qualcuno molto vicino alla vittima: ma non il fratello. Se il fratello non vuole che si sappia il nome dell’assassino  probabilmente è perché lui lo sa già!

Elena  Lasagna  h 10:16

03/02/2014

Che cosa mi dici ancora sull’omicidio di Brembate? Pensi ancora che in paese qualcuno nasconda la verità?

DOTT. FRANCO

Sì, anzi lo credo ancora più di prima; per questo mi sto chiedendo il perché di questa omertà; se si trattasse di un delinquente qualsiasi, la verità sarebbe già uscita fuori, non credi? Chi stanno coprendo?

Elena  Lasagna

Cosa provi quando ti capita di vedere scorrere l’insegna di un film porno?

AGNESE

Se devo essere sincera non li ho mai apprezzati, tantomeno le persone che si prestano a questi film; tutto quello che è osceno non lo trovo né divertente né degno di un essere intelligente! Sarà che fin da ragazza quei falsi amici che mi sono ritrovata a combattere, cercavano sempre di farmeli ritrovare sotto il naso, proprio perché a me non piacevano ; mi bastava solo un attimo per ripudiarli. Loro mi dicevano che avevo qualcosa che non quadrava, proprio per il mio rifiuto, ma non era così, è perché non riuscivo e non riesco a compatire chi esercita il sesso come se fosse religione,  nemmeno chi compra e vende sesso! Ma vivi e lascia vivere! Purché non tocchino i bambini, allora mi indigno come se quei bimbi fossero i miei!

Elena  Lasagna

03/02/2014

Che cosa succederebbe se nell’universo due asteroidi si dovessero scontrare? Succederebbe una catastrofe?

Gloria

Ho sentito che la maggior parte di asteroidi che si scontrano potrebbero frantumarsi o deviarsi, subire una trasformazione dimezzandosi, formando due tipi di asteroidi che però al contatto  dell’atmosfera terrestre per la maggior parte vengono distrutti. Comunque, gli studiosi hanno diversi modi per prevedere questo tipo di catastrofe: prima si dovrebbero verificare una serie di circostanze che farebbero da preallarme a lunga scadenza.

Elena  Lasagna

 o6/02/2014 h. 16:40

Cosa pensi della scomparsa della signora Elena Ceste? Pensi che sia stata rapita dagli extraterrestri o è stato il marito?

Giancarlo e Patrizia

Secondo me è uno dei pochi casi in cui il marito non ha nessuna colpa se non quella di essere un brav’uomo; forse non si è accorto della sua vulnerabilità dovuta al peso della famiglia. In quanto agli extraterrestri non credo proprio! Lei aveva avvisato il marito di aver paura che qualcuno o qualcosa s’impossessasse di lei! Forse aveva paura della sua fragilità! Considerando la rapidità e la decisione con cui ha reagito a questa fuga o avversità, è davvero sorprendente! Forse è rimasta vittima di un turbine, di una passione, o di un falso guru: di quelli che ipnotizzano le loro vittime ( le cercano sempre tra le più vulnerabili), non appena il marito si è allontanato lui ha avuto il tempo di abbordarla e di farla spogliare spontaneamente. In casi come questi non ci si può certo aspettare lezioni di riservatezza! Speriamo solo che prima o poi la lascino andare e che non faccia una brutta fine come…

Elena  Lasagna

07/02/2014

Che cosa spinge certi uomini corrotti ad agire su persone deboli , in difficoltà? Perché sfruttano persone che hanno bisogno di aiuto per trarre invece solo  per se stessi profitti materiali, esercitando potere, autorità e onore, mentre in realtà sanno di essere solo dei delinquenti assassini?

Marta e Alessandro

Purtroppo ci sono dei miserabili che approfittano di certe situazioni, come gli strozzini ad esempio; in questo caso come certe donne esaurite per la vita sfrenata di tutti i giorni o per altri motivi. Questi sanno ingannare con le loro pompose convinzioni, persuadono proprio perché le vittime adottino l’errore o seguano una condotta contraria alle norme della  loro coscienza ; hanno un’opinione molto alta di se stessi, nonostante tutto, non rappresentano certo sani ragionamenti, anzi scherniscono e parlano in maniera enfatica per nascondere la loro vera personalità che è quella dei veri deboli. Purtroppo certe persone che cadono nelle loro grinfie hanno una facoltà di percezione oscurata dal tormento e non sono più esercitati per distinguere il bene dal male.

Elena  Lasagna

13/02/2014

Che cosa pensi dell’ultima sentenza di Renzi?

DOTTOR   FRANCO

Quello che posso dirti è che l’attuale presidente del consiglio Emilio Letta è un  vero politico, per me è la ” vera democrazia”  ha lavorato molto cercando di tenere a galla il paese; certo non si possono ottenere risultati immediati, c’è ancora molto lavoro da fare. Sicuramente lui  non è come molti altri che pensano soltanto a vincere come se fosse una partita o uno sport qualsiasi. E non dico niente altro, forse hai già capito!

Elena  Lasagna

20/02/2014

Che cosa pensi delle gemelline Alessia e Livia, pensi che il padre le abbia uccise davvero?

DOTT. FRANCO

Ho già dato la mia versione delle cose,  e ancora non sono stata capace di cambiare idea; penso che un uomo che ha avuto il coraggio di uccidersi abbia anche avuto la stessa freddezza nei confronti delle bambine, solo così se ne sarebbe andato in pace,  sicuro che un giorno la madre delle piccole non le avrebbe mai più ritrovate. L’obbiettivo era quello no? Ho detto anche che non si dovrebbe mai togliere la speranza ad una madre, ora la penso diversamente al riguardo: penso che dare false speranze sia un atto di crudeltà!

Elena  Lasagna

20/02/2014

Io sono dell’Acquario, lei è della Bilancia, nonostante tutto il mio modo di fare lei non si sente alla pari, prova un leggero complesso d’inferiorità nei miei confronti. Dico nonostante tutto perché a me non sembra di prevaricare nei suoi confronti in nessun modo, anzi!

Gianni

Io tengo conto del carattere particolare dell’Acquario, anche se i nativi sono delle persone aperte e complesse nello stesso tempo. Io credo che dovresti fare una scelta, oppure mettercela davvero tutta perché il vostro rapporto funzioni. So che il migliore rapporto tra voi è soprattutto a livello di idee, di discussioni, di dialoghi, di progetti sul lavoro, di un grande impegno in una causa comune, un rapporto cementato dall’ideale. Ma quando sopraggiunge una divergenza ecco che le strade non sono più in simbiosi: ma all’amore non ci pensate mai? Può accadere che la Bilancia pur essendo alla pari, perda la sua sicurezza di fronte all’ Acquario,  la cui sicurezza apparente e le cui affermazioni spesso perentorie le incutano soggezione. L’amore potrà trarre vantaggio da questa complicità, cerca di essere te stesso anche con lei, anzi cerca di essere più leale e vedrai che il vostro rapporto brillerà, e avrai la sensazione di vivere in un mondo particolare e affine a voi come gli altri non saprebbero capire. Perché porre fine a questa cosa bellissima? Coraggio! Soprattutto tu! Anche perché questo sentimento potrebbe rivelarsi indistruttibile!

Elena  Lasagna

NEL LABORATORIO DI EMI E PETER UNDICESIMA PARTE

21/01/2014

IL  GIARDINO DELLE ERBE

IL MELO  COTOGNO

Il melo cotogno è un arbusto abbondantemente ramificato, può raggiungere l’altezza di 3-4 metri. Le foglie sono caduche con picciolo lungo spesso peloso sono ovali e anch’esse pelose, con  un buon margine e l’apice acuto. Appartiene alla famiglia delle Rosacee, i fiori hanno un diametro di 5-6 cm, il peduncolo è molto corto; il calice è diviso in cinque sepali lanceolati, dal margine dentato , la corolla è composta da cinque petali liberi (staccati tra di loro) bianchi internamente  sfumati di rosa nella superficie esterna. I frutti sono mele  di forma subglobosa quasi simile a una pera, di colore giallo coperto da una ruggine o è tomentosa, la polpa è astringente e dura anche quando hanno raggiunto la maturità.

Il melo cotogno è originario dell’Asia occidentale, è coltivato anche in molte parti del mondo. In medicina si usano le foglie, i frutti e i semi.

Ha proprietà dietetiche, antiinfiammatorie e sedative. I frutti del cotogno sono impiegati soprattutto a scopo alimentare, si usano per la confezione di marmellate e mostarde, ma anche come astringente e antiinfiammatorio.

Le foglie si raccolgono in luglio-agosto, quando sono ben sviluppate, si recidono con il picciolo, si essicano all’ombra e si conservano in sacchetti di carta. I frutti invece si raccolgono alla maturazione da settembre a novembre, si mettono in ambiente riscaldato per completare la maturazione.

 22/01/2014

IL  CRIN

Il crin è una pianta erbacea con una grossa radice carnosa; il fusto può arrivare ad un’altezza di un metro, è semplice in basso e ramificato verso l’alto. Appartiene alla famiglia delle ” Bressicaceae”.

Le foglie basali sono lunghe fino ad 80 cm, e un picciolo di cm 30 con un lembo ovale dal margine semplicemente dentato. Le foglie del fusto variano da quelle inferiori, che sono pennatifide con i lobi lineari, mentre quelle superiori sono intere appena dentate di forma lanceolata e lineare.

I fiori sono pannocchie formate da corimbi che durante la fruttificazione si allungano da formare dei rachemi. I fiori hanno quattro sepali verdi sempre di forma lanceolata, e quattro petali bianchi con l’apice arrotondato che gradatamente si restringe alla base.

Il crin è originario sia dell’Asia  che dell’Europa occidentale, ma è coltivato in molte zone d’Italia  specialmente nella zona padana e prealpina dove lo si potrà trovare anche nei boschi allo stato spontaneo.

La parte usata in medicina è la radice  per le sue proprietà digestive, antireumatiche, rubefacenti, ma è  oggetto di coltivazione anche per gli usi culinari per le sue proprietà aromatizzanti.

La radice si raccoglie in agosto-ottobre quando la pianta è in riposo, si tagliano pezzi corti poi, si tagliano per il lungo per facilitare l’essicazione al sole. Una volta essicata la radice di cren va conservata in recipienti di vetro. Sia  per uso medicinale che per uso culinario è consigliabile usare la radice fresca.

IL  CRESCIONE

Il crescione è una pianta totalmente glabra, i fusti sono radicanti nei nodi inferiori, vive immersa in acqua, la maggior parte del fusto è immerso, e riemergono solo le porzioni dei rami e le foglie; appartiene alla famiglia delle ” Brassicaceae”.  Le foglie inferiori sono munite di picciolo ed hanno due o tre foglioline mentre quelle superiori sono sessili e hanno dalle cinque alle 10 foglie. Le foglioline laterali sono di forma ovale con l’apice ottuso, mentre quelle terminali sono un po’ più grandi a volte assumono la forma di cuore. con l’apice acuto.

I fiori sono piccoli con quattro sepali e quattro petali di colore bianco sono molto più lunghi dei sepali. I frutti contengono numerosi semi, disposti un due file per ciascuna loggia.

Il crescione è coltivato ma a volte si trova anche allo stato spontaneo: in prossimità di corsi di acqua pulita, non profonda, limpida ma non troppo corrente.

Il crescione si adopera sia in medicina erboristica che per uso alimentare. Le parti usate sono le parti aeree della pianta. Le sue proprietà sono vitaminizzanti, in quanto il crescione si consuma in insalata,  diuretiche, depurative, espettoranti, rubefacenti ecc… Si raccoglie in primavera prima ancora della fioritura, prima di consumare questa pianta va lavata accuratamente sotto l’acqua corrente perché si possono annidare parassiti e larve. Questa pianta va comunque consumata fresca, sia in medicina che per uso alimentare, una volta essicata vanno distrutte le sue proprietà.

IL  CUMINO  PRATAIOLO

Il cumino prataiolo è un arbusto biennale: nel primo anno sviluppa la grossa radice e la rosetta di foglie basali; nel secondo fra queste ultime s’innalza il fusto, può arrivare ad un’altezza di un metro circa se sono coltivate, mentre se le piante sono allo stato spontaneo restano più basse. Il cumino del prato appartiene alla famiglia delle”Umbelliferae”. La pianta del cumino ramifica soprattutto nella porzione superiore, le foglie basali sono munite di lunghi piccioli, a tripenna lanceolate, dal contorno triangolare allungato. Le foglie superiori sono più piccole, inserite su una guaina amplessicale, man mano che si scende lungo il fusto si possono osservare le foglie più allungate  e meno sottili. Le infiorescenze sono come delle ombrelle di 10-15 peduncoli e una decina di fiori bianco rosa, tendono a girarsi verso il centro della pianta. I frutti invece sono formati da due acheni uno sull’altro, percorsi nella faccia esterna da cinque coste lungitudinali, di forma oblunga.

Il cumino prataiolo ama i luoghi erbosi, i prati della regione submontana a quella alpina e dell’Appennino settentrionale fino alla Toscana. È coltivato un po’ ovunque, nei giardini e negli orti come pianta officinale, aromatizzante ma anche per le sue proprietà antisettiche, carminative, antispasmodiche ecc.

In medicina si usano i frutti: si raccolgono le ombrelle, si riuniscono in mazzi e quando assumeranno un colore brunito i semi sono maturi. Si  lasciano essicare all’ombra,  quando sono pronti si battono per estrarre i semi. I semi si conservano in vasi di vetro lontano dalla luce.

IL  DITTAMO  O  LIMONELLA

Anche il dittamo è una piantina dal fusto semplice che va da 50 a un metro di altezza, è perenne ed appartiene alla famiglia delle “Rutaceae”.  Le foglie inferiori sono semplici hanno un corto picciolo, dal margine intero mentre quelle superiori hanno il margine seghettato e la superficie inferiore pelosa. Le foglie osservate controluce sono semitrasparenti; l’infiorescenza è costituita da un solo rachemo, raramente presenta due rami, i sepali sono a forma lanceolata con la superficie esterna molto pelosa; la corolla è formata da cinque petali bianchi con venature di colore rosso, a volte possono essere di un colore rosso unico, rivolti quasi tutti verso l’alto dagli stami lunghi come i petali.

I frutti sono contornati da una capsula che raggiunta la maturità si divide in cinque parti; le quali contengono due a tre semi di forma allungata e lisci.  Il dittamo nonostante sia una pianta aromatica si trova nelle zone incolte e selvatiche dei boschi dell’Italia del nord, è raro incontrarla in altre zone, predilige il clima del nord. In medicina si usano tutte le sommità fiorite, si raccolgono da giugno ad agosto, si riuniscono in mazzi, si lasciano essicare all’ombra poi, si conservano in sacchetti di tela.

Le proprietà del dittamo sono aromatizzanti, stimolanti, digestive, tonificanti e dissetanti, per le  caratteristiche del suo aroma che profuma di limone fresco.

L’ESTRAGONE  O  DRAGONCELLO

Il dragoncello è una pianta perenne da 50 cm a un metro di altezza; ha radici legnose e ramificate. Appartiene alla famiglia delle “Asteraceae”, le foglie basali sono divise in tre lobi allungati, quelle superiori sono semplici, sono di forma lanceolata lineare e carnose, ( assomigliano un poco alle foglie del rosmarino)  l’apice è acuto, il margine è quasi sempre intero o semidentato; ha un colore verde lucido.

L’infiorescenza è una pannocchia molto ramificata, i fiori sono di colore verdastro chiaro, i capolini hanno un diametro di due millimetri con un involucro esterno di brattee dal margine bianco quasi trasparente. I frutti sono dei piccoli acheni ovali lunghi due millimetri di colore bruno scuro.

Il dragoncello è una pianta di origini russe, e dell’Asia centrale, ma è coltivato molto nelle regioni settentrionali d’Italia. In medicina e in molte cucine del nord si usano le foglie e le sommità fiorite, si raccolgono da luglio ad agosto, si lasciano essicare in un luogo riparato dal sole ma abbastanza ventilato, poi, si conservano in recipienti di vetro. Le sue proprietà altre che molto aromatizzanti sono stomachiche e digestive. Continua nel prossimo articolo…

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTIQUATTRESIMA PARTE

19/01/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA  Alla fine del pasto,  i commensali passano in salotto,  dove viene servito loro il caffè, un buon caffè caldo aromatico e digestivo. Mentre in un pranzo familiare il caffè viene offerto quando si è ancora seduti a tavola ed è necessario sparecchiare,  lasciando la sola tovaglia, prima di servirlo. Si sparecchia con sveltezza e disinvoltura, badando di non produrre sgradevoli acciottolii ed inutile confusione, il tutto deve essere gradevole in modo che i familiari e parlo anche dei commensali  non sentano il peso di chi lavora. Se si accetta di fare una cosa  la si deve fare con amore. Le stoviglie raccolte a mano o sul carrello si portano subito in cucina per la governatura.

Queste sono le norme essenziali del galateo della tavola; ma per la buona riuscita di ogni pasto, forse più che l’abilità nel servizio, sono necessarie quella cortesia, quella disinvoltura, quella premura che mettono perfettamente a suo agio l’invitato e gli fanno apprezzare l’ospitalità intelligente e cordiale dei padroni di casa. Continua nel prossimo articolo…

FEDERICA  Sono d’accordo con te, però le norme del galateo si dovrebbero imparare o ricordare e rispettare anche  in altri ambienti pubblici, non solo nei ristoranti…

ELENA  Bene, adesso mostriamo la nostra ricetta del giorno ed è la trota salmonata lavorata in tre modi: alla griglia, negli involtini, e come  ripieno.

TROTA  SALMONATA  IN  CONTORNO

  DI PORRI  E CIPOLLOTTI

TROTA SALMONATA IN TRE MODI

Ingredienti: una trota salmonata grande, rosmarino, sale, pepe, foglie di salvia, olio extra v. d’oliva. Ingredienti per gli involtini: pane grattugiato fine, limone grattugiato, e spremuto, origano e timo, peperoni. Ingredienti per i peperoni: trota pulita da ogni lisca, macinata, condita con sale, pepe, arancia grattugiata e pecorino dolce, sale q.b. e olio. Per il contorno due porri, e un mazzolino di cipollotti di 500 g.

Esecuzione: nettiamo la trota, togliamo la pelle poi, la sfilettiamo solo a metà, l’altra metà la lasciamo intera ma toglieremo tutte le lische lasciando solo quella centrale. La pennelliamo nella farcia delle erbe, la grigliamo, schizzando di tanto in tanto un po’ di succo di limone. Ora ci dedichiamo agli involtini: prendiamo l’altra metà,  abbiamo creato dei filetti di uguali dimensioni lasciando i ritagli per il ripieno dei peperoni. Pennelliamo i filetti,  mettiamo un trito di timo, origano, pane grattugiato, sale, limone grattugiato, aggiustiamo di sale, li chiudiamo con uno stecchino e li metteremo a cuocere in forno a 160° per venti min. affinché avverrà non solo la cottura ma anche una bella doratura. Ed ora passiamo al ripieno dei peperoni: prendiamo i ritagli della trota, accertiamoci di avere tolto tutte le lische, la maciniamo, la condiamo con sale, pepe, scorza di arancia, pecorino e pane grattugiati. Anche loro andranno pennellati con l’olio, poi, in forno curandoci di spruzzare un po’ di brodo vegetale perché non brucino.

Nel frattempo abbiamo fatto i cipollotti e i porri in agrodolce, ma un agrodolce leggero con aceto di mele. Poi li abbiamo conditi con un filo di olio e li abbiamo presentati sopra una foglia di porro. Ecco il piatto nella foto sopra.

FEDERICA   Che bel modo di presentare il pesce!

ELENA   Grazie!  Questo piatto si può realizzare anche con il pesce di mare.

FEDERICA  Saltando di palo in frasca come si suol dire, vorrei farti una domanda per la mia amica Mariangela, vorrebbe sapere come facciamo a riconoscere i germi negativi da quelli positivi per preservare la salute della nostra flora batterica intestinale. Grazie per lei!

ELENA  A questa domanda ti risponderò nell’articolo sulla salute delle donne. Buona domenica a tutti quanti!

20/01/2014

ELENA   Oggi darò la ricetta di un dolce, sembra pieno di calorie, solo a vederlo ma non è così perché abbiamo sostituito il mascarpone e la panna con altri ingredienti. Lo dedichiamo a tutti i bambini;  è un’altro dolce che contiene datteri.

CREMOSO  AI  DATTERI

DOLCE MAGRO AI DATTERI

Ingredienti: 500 g. di yogurt cremoso alla vaniglia, zucchero semolato 200 g., caramello, caffè di orzo e ginseng, due uova, quattrocento g. di ricotta vaccina, due confezioni di datteri chiari e una confezione di datteri scuri, savoiardi q.b.

Esecuzione: setacciamo la ricotta, la dolcifichiamo q.b. adesso facciamo il caffè d’orzo con l’aggiunta di ginseng, lo lasciamo raffreddare. Ora mettiamo nel mixer i datteri senza l’aggiunta di zucchero ma soltanto un poco di orzo, poi  maciniamo quelli scuri, lasciandone qualcuno per la decorazione. Mettiamo tutti  gli ingredienti davanti a noi e incominciamo a fare la torta. Prendiamo la tortiera trasparente, facciamo una strato di savoiardi sottili imbevuti nell’orzo e ginseng, poi mettiamo altri savoiardi spezzettati nello yogurt e facciamo il secondo strato. Adesso ancora un lieve strato di savoiardi sempre imbevuti e copriremo con la ricotta mescolata ai datteri chiari, poi con quelli scuri, e via così fino ad esaurimento degli ingredienti. Incominciamo la decorazione con il centro: metteremo dei datteri scuri ben allineati a cerchio, poi facciamo uno strato di crema bianca, e proseguiremo fino ai margini con i datteri in crema . Non ho potuto fare la foto per intero perché questa torta è stata realizzata per una festa di compleanno.

FEDERICA   Questa poi! Sento di avere l’acqualina in bocca e non chiedermi altro. Dopo una grande giornata lavorativa ti auguro una buona serata in musica.

ELENA  Grazie!

21/01/2014

ELENA  Ti presento un piatto di pasta senza glutine condita con maccarelli freschi al forno o alla griglia.

I  LACCI  SENZA GLUTINE

LACCI  SENZA  GLUTINE

Ingredienti: farina di grano senza glutine, un uovo intero, succo di porro. Per il condimento abbiamo olio extra v. d’oliva, estragone, prezzemolo, scalogno, maccarelli alla griglia, pecorino romano, sale q.b. pepe. , vino bianco e brodo vegetale.

Esecuzione: facciamo la fontana, frulliamo un porro,  mettiamo il succo nella fontana insieme all’uovo. Amalgamiamo perfettamente fino ad ottenere una pasta levigata che non attacchi alle dita. Lasciamo riposare l’impasto per 15 min. poi la stendiamo col mattarello, la tiriamo sottile sottile,  ritaglieremo delle strisce, larghe tre cm, le ripiegheremo su se stesse e ne ricaveremo dei laccetti lunghi 10 cm, lasciamo riposare per due ore ad asciugare. Nel frattempo abbiamo fatto il condimento mettendo a grigliare il pesce, togliendo poi tutte le lische e lo spezzettiamo. Intanto facciamo un soffritto con lo scalogno,  aggiungeremo il pesce, spruzziamo col vino bianco, aggiungiamo le erbe tritate poi mettiamo un poco di brodo e portiamo a bollore. Ora buttiamo i lacci nel brodo vegetale, li saltiamo nella padella del soffritto aggiungendo il pecorino, l’olio, il pepe. Il piatto è pronto! Al posto del pecorino possiamo alternare  con pinoli macinati a farina come il formaggio.

FEDERICA   L’ho assaggiato con la fantasia, è buonissimo!

Anche oggi ti lascio in compagnia di tanta bellissima musica.

ELENA  Grazie! Siamo tutti uguali, perché siamo esseri umani ma certe persone lasciano un’impronta così positiva, grande ,  non dovrebbero andarsene mai!

22/01/2014

ELENA   Ho comprato delle mele ed ho già realizzato un dolce per i bambini, molto gustoso e leggero.

MELE  ALL’AMARETTO

Ingredienti: mele succose non troppo grandi, amaretti grandi caserecci, latte q.b., due cucchiai di cacao, zucchero q.b. miele, gelatina di frutta, sciroppo di genzianella o agli agrumi, mandorle tostate e passate al mixer.

Esecuzione: Sbricioliamo gli amaretti nella terrina, aggiungeremo  il cacao, del latte e zucchero  q.b, amalgamiamo bene il tutto. Abbiamo già sbucciato lievemente le mele, le abbiamo aperte sulla metà ed abbiamo tolto il cerchio dei semi. Nella teglia  abbiamo steso la carta da forno, abbiamo bucherellato le mele, poi,  abbiamo steso tutte le metà,  le abbiamo pennellate con la gelatina di frutta, spruzzate con lo sciroppo e via in forno a 150° per circa 30 min;  se al tatto con la forchetta sono cotte le toglieremo. Lasciamole raffreddare, poi, le riempiamo con l’impasto di amaretti fino ad ottenere la forma di un’altra mezza mela. Adesso le mettiamo tutte sul piattone da portata e spolverizziamo con la polvere di mandorle tostate; si può alternare la decorazione con la panna  o con frutta candita di fresco, così abbiamo un piatto colorato e frizzante.

FEDERICA   Un’altra dolce idea per fare mangiare la frutta ai bambini.

ELENA   Esattamente! Si potrà realizzare anche con le pere o le patate dolci.

FEDERICA   Sai vorrei tanto saper fare bene la zuppa inglese con la crema vaniglia, alchermes, e caramello, so che tu la fai e se la mangiano gli angeli tanto è buona!

ELENA  Forse domani, dipende da che parte gira la luna. Comunque vada la faremo, ti auguro una serata meravigliosa!

LE MIE TISANE E DEL DOTT. ROBERT SETTE

16/01/2014

LE  NOSTRE  TISANE

SALUTE E BONTA'

 TISANA  CONTRO L’ABULIMIA

Facciamo una miscela con due cucchiai di melissa, un cucchiaio di fiori di ginestra, un cucchiaio di tiglio, un cucchiaio di verbena. Facciamo una miscela e prepariamo l’acqua bollente la versiamo nella teiera, metteremo un cucchiaio per ogni tazza; prima di filtrare lasceremo riposare per 20 min. Bere una tazza prima dei pasti .

TISANA CONTRO LE INFEZIONI URINARIE

Anche in questo caso facciamo una miscela con due cucchiai di eucalipto, un cucchiaio di timo, un cucchiaio di menta dolce, un cucchiaio di rosa e un cucchiaio di camomilla. Mescoliamo il tutto e prepariamo l’acqua bollente nella teiera, metteremo un cucchiaio di miscela per ogni tazza, aspettiamo 10 min, filtriamo .  Bere tre volte al giorno a digiuno.

21/01/2014

TISANA CONTRO LE CISTI OVARICHE  FUNZIONALI

Miscuglio frenante: agnocasto 20 g., migliarino 10 g, alchemilla 20 g, millefoglio 20 g, ribes 20 g. Mescolare il tutto, mettere in una tazza di acqua bollente tre cucchiaini di miscela; dopo 15 min filtrare, bere due -tre tazze al giorno a digiuno.

25/01/2014

TISANA  UTILE  PER COMBATTERE  LA BARTOLINITE

(Cisti alle ghiandole del Bartolino)

Miscuglio frenante: camomilla 5 g. timo 5 g. menta 5 g. lavanda 5 g. consolida 10 g. calendula 10 g. amamelide 10 g. argilla verde 1,5 g. Fare un miscuglio, mettere  due cucchiaini di miscela per ogni tazza di acqua bollente. Lasciare in infusione per 15 minuti, filtrare, bere tre tazza al giorno.

TISANA CONTRO DISTURBI GASTRICI E DUODENALI

PROPRIETÁ  ANTISPASTICO  aumenta la secrezione della bile, ipotensivo.

Celidonia: parti utilizzate radici e foglie. Per ogni tazza di acqua bollente mettere in infusione 8 g. di miscuglio, filtrare, dopo 15 min  bere, per due volte al giorno.

30/01/2014

TISANA  CONTRO  LA  CATTIVA  DIGESTIONE

Radice di rabarbaro 5 g, camomilla 8 g, menta dolce 5 g, alchemilla 5 g. foglie di carciofo 5 g. Mescolare bene le erbe, mettere un cucchiaio di miscela in una tazza di acqua bollente, lasciare in infusione 10 minuti,  filtrare e bere una tazza dopo i pasti pincipali.

TISANA CONTRO IL MALESSERE DELL’INDIGESTIONE

Genzianella: in una tazza di acqua bollente mettere in infusione 3 g di fiori di genzianella, dopo 15 minuti filtrare e bere ancora caldo, all’occorrenza.

TISANA  ANTISETTICA  DEPURATIVA  SUDORIFERA

Bardana  radici: decotto 15 g. per litro. bere caldo una tazza al mattino e una tazza alla sera lontano dai pasti.

TISANA  PER INSUFFICIENZA E INFEZIONI BILIARI, FEBBRE, REUMATISMI

Bosso, corteccia delle radici e foglie. Decotto 30 g in un litro. Bere una tazza tre volte al giorno.

TISANA  PER  ALLERGIA  DA  POLLINE

Lavanda, maggiorana, menta, santoreggia, si usano le porzioni aeree delle piante. Facciamo un miscuglio in parti uguali, poi, mettiamo un cucchiaio di questa miscela in una tazza di acqua bollente: lasciamo in infusione per tre minuti, filtrare, bere una tazza tre volte al giorno.

TISANA  CONTRO  LA TOSSE  E   PERTOSSE

Sommità fiorite di elicrisio. Decotto: 4 g  per ogni  tazza. Bere una tazza tiepida tre volte al giorno.

TISANA  CONTRO IL  FORTE MAL  DI  TESTA  DA  ECCITAZIONE  NERVOSA

Eliotropio sommità della parte aerea della pianta, elicrisio. Infuso: 10 g. di eliotropio, 4 gr. di elicrisio; miscelare, mettere 4 g. per ogni tazza, bere da due a tre volte al giorno.

13/02/2014

TISANA  CONTRO LITIASI  BILIARE  E  URINARIA

Migliarino la pianta intera e i semi. Infuso: due cucchiai per ogni tazza, lasciare riposare 10 minuti, filtrare, bere tre tazze al giorno.

27/02/2014

TISANA  CONTRO  LE MALATTIE PSICHICHE CHE SI SOMATIZZANO

NELL’AREA GENITALE

Agnocasto  foglie. Infuso: 10 g. per ogni tazza di acqua bollente, lasciare in infusione 10 min, bere da  una a tre tazze al giorno.

07/03/2014

PER  FRENARE L’IPERFOLLICOLINIA

Preparato di tintura madre: ribes nero, migliarino, agnocasto, alchemilla, viola del pensiero, millefoglio. Comprare in farmacia. Dosaggio: un cucchiaino al mattino a digiuno.

07/03/2014

Un altro rimedio importante contro l’influenza, laringiti, tracheiti, bronchiti, raffreddore sedativo della tosse.

LA  FARFARA infuso: in una tazza di acqua bollente mettere in infusione 5 g di capolini e foglie di farfara per 10 min. Bere due tre tazze al giorno.

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE: La salute delle donne

16/01/2014

Com’è èpossibile che donne giovani di trenta – trentacinque anni soffrano già di perdite urinarie? Per quelle che come me non hanno ancora questo fastidioso disturbo come possono prevenirlo? È vero che  si può praticare  il massaggio alla vescica? Esiste davvero?

Federica e le amiche

Allora, ovviamente vi dico chi meglio del medico ginecologo può rispondere a questa domanda? Ma vi ringrazio per la fiducia. Escludendo patologie, o lesioni da parto ecc. potrebbe essere un problema di tessuti  o per avere condotto una vita troppo sedentaria o con poco esercizio fisico o alimentazione non adeguata.

Per la prevenzione sempre su parere del medico esiste una ginnastica della vescica, che dona elasticità come un  massaggio. ( Di più non so)

Elena  Lasagna

18/01/2014

Qual è l’importanza della flora batterica intestinale?

Federica e le amiche

Sono migliardi i microrganismi che ospitiamo in alcuni punti-chiave del nostro corpo ( in particolare nell’intestino, nelle prime vie respiratorie, sulla pelle ecc) costituiscono un complesso ecologico denominato “flora batterica” che va conosciuto e rispettato per il contributo che offre alla nostra salute.

Comunemente si vedono batteri e microbi sotto una luce tutt’altro che positiva: si annidano in ogni angolo della casa pronti ad aggredire e li combattiamo incessantemente con pratiche igieniche ossessive. Quello che non si considera è che il nostro corpo è abitato da miliardi di microrganismi “buoni e cattivi” che controllandosi a vicenda ed equilibrandosi, permettono la salute.  Quando per esempio l’ambiente è alterato i batteri patogeni prevalgono, e se le difese organiche sono insufficienti, si instaura la malattia. Ecco perché la flora batterica che abita nell’intestino  è molto importante , dove avviene la definitiva trasformazione del cibo che comporta l’assimilazione di alcune sostanze e il rifiuto di altre.  Se la flora batterica  intestinale è poco efficiente o se vi è un eccesso di sostanze tossiche da eliminare, l’equilibrio ecologico si altera creando le condizioni per l’instaurarsi di una situazione patologica. Continua…

20/01/2014

Mariangela mi chiede come si riconoscono questi microrganismi cattivi da quelli buoni.

Ovviamente questo non si verifica necessariamente a livello dell’intestino, ma può coinvolgere altri punti dell’organismo, poiché le tossine riassorbite entrano in circolazione. Ecco perché all’origine  di un’influenza o di un’emicrania, o di una vaginite visto che la vagina è vicinissima all’intestino, può esservi però una condizione predisponente in un malfunzionamento intestinale.

Lo stato di salute si ripristina o si mantiene intervenendo di conseguenza anche sull’intestino con: pulizia con lavaggi interni, somministrazione di fermenti e consumando alimenti che nutrano la flora batterica. Continua…

  Cara Mariangela ho fatto una vignetta col pensiero proprio sulla tua domanda, non potendo mostrartela te la descrivo: vorrei dirti che esistono in commercio degli acchiappagermi,  hanno il colore della luce, li appendi nella tua stanza, se alla tua presenza o alla presenza di altre persone cambiano di colore allora è segnale che siamo in presenza di microrganismi patogeni.

22/01/2014

Perché si formano le cisti ovariche?

Antonietta, Gisella e Sara

Sono tumori benigni che si formano all’interno del tessuto ovarico stesso, ove si crea una cavità piena di liquido più o meno chiaro. Esistono anche cisti dermoidi, senza liquido, costituite da tessuto simile a quello dei denti, dei peli ecc.

Le cause potrebbero essere molteplici: Per esempio una pillola anticoncezionale troppo leggera, una pillola cioè che non esercita effetto inibente ( feed-back) sufficiente sull’ipofisi può comportare la formazione di cisti ovarica.

Che la formazione avvenga anche per influenza follicolinica (FSH),  cioè nella prima fase del ciclo,  o per influenza luteinica (LH) nella seconda fase del ciclo, succede che non viene superata una fase,  si forma una cisti e che questa regredisce spontaneamente: in questo caso si parla di cisti funzionale.

Però se ci sono dei sintomi frequenti  e persistenti potrebbe essersi instaurata una massa  ovarica che a sua volta si dovrà distinguere da una lesione infiammatoria, conseguenza di infezione cronica da ciò che ho descritto in alto. Evidentemente vi sono molteplici possibilità e per fare una diagnosi precisa è necessario ricorrere al madico specialista.

Fatta la diagnosi, si sa che per alcuni casi di cisti funzionale  ormai è possibile una terapia non chirurgica.  Spero di esservi stata di aiuto!  Ciao!

Elena  Lasagna

25/01/2014

Qual è il rapporto Estrogeni e Osteoporosi?

Mirella, Gina e Sonia

Nelle donne in menopausa affette da osteoporosi si constata, nei primi tre mesi di trattamento a base di estrogeni, un calo nella eliminazione urinaria del calcio.  Poiché gli estrogeni hanno effetto sul livello di distruzione del tessuto osseo, questo non viene rinnovato con maggior frequenza, anzi, forse succede il contrario. Gli estrogeni producono ritenzione di calcio e ritardano un poco l’avanzamento dell’osteoporosi, ma non possono restaurare la massa ossea. L’effetto del trattamento, inoltre diminuisce dopo qualche tempo.

Elena  Lasagna

26/01/2014

Come possiamo preservare le nostre ossa dall’osteoporosi?

Mirella

In linea generale una buona ossificazione dipende da diversi fattori. Per Esempio: dalla presenza in quantità sufficiente di minerali, calcio, fosforo… ; dalla vitamina D, dal suo assorbimento attraverso il tubo digerente, dalla sua attivazione da parte dei reni, dal sole sulla pelle ; dall’equilibrio formazione-distruzione dell’osso, regolato principalmente dagli ormoni paratiroidei e dalla calcitonina;  dagli altri ormoni che concorrono all’ossificazione: estrogeni, androgeni e ormoni tiroidei ( sono invece gli ormoni corticoidi a distruggere l’osso e a impedirne la crescita);  da una buona vascolarizzazione, che dipende anche dalla mobilità muscolare, cioè dall’esercizio fisico.

Elena  Lasagna

27/01/2014

Ho cinquant’anni, vorrei sapere come posso affrontare in modo naturale la menopausa, è possibile? Come devo comportarmi con l’alimentazione?

Angela

Per molte donne, il miglior modo di affrontare la menopausa è quello di restare attive, sentirsi utili e non pensarci. L’importante è non fare una fissazione perché non cambia niente. Certamente sono fondamentali l’esercizio fisico, amare ed essere amate, l’alimentazione ha una grande importanza: dev’essere ricca di proteine vegetali, meno di quelle animali; minerali e vitamine specialmente la vitamina D. Ripeto ancora le vitamine più importanti:

La vitamina  E è anche la vitamina della sfera genitale per eccellenza; ha anche azione cardiovascolare, neuromuscolare e sulla pelle è proprio indicata per problemi genitali legati alla menopausa.  La vitamina  E  si trova nei cereali, in particolare nel germe di grano, negli oli vegetali, nelle arachidi, nelle verdure a foglie verdi, nel polline.

La vitamina  A è la vitamina della crescita, della pelle e delle mucose,  della cicatrizzazione.  Si trova nel pesce, nelle albicocche specialmente quelle essicate, nella lattuga, negli spinaci, nei latticini, nelle carote, nella verdura e nella frutta a foglie di colore giallo.

La vitamina  F  è poco conosciuta nonostante la sua importanza. Il nome ragruppa tre acidi grassi insaturi presenti in tutte le cellule che intervengono nella sintesi dei grassi. Gioca un ruolo fondamentale negli scambi cellulari, il che la rende vitamina antitossica per antonomasia.  La carenza di vitamina F comporta dermatosi, difficoltà circolatorie, epatiche e nervose e predispone il cancro. Si trova negli oli extravergini spremuti a freddo: oliva, girasole, lino, cartamo, nocciola ecc.

La vitamina  B complesso che comprende una ventina di vitamine essenziali per la crescita, per i nervi, per gli occhi, la pelle, le mucose. La  B1 e la  B3 sono indicate per le emicranie; la B2 per i pruriti vaginali; La  B6 per i crampi, la  B9 o acido folico, per la formazione di estrogeni. Queste vitamine si trovano nel lievito di birra, nel germe di grano, nel pesce, nella carne, nei cereali integrali.

Tra i sali minerali ricordiamo :

Il calcio contro l’osteoporosi e le vampate di calore associato alla vitamina  C. Si trova nei latticini, nella senape, nel crescione, nei semi di sesamo, nelle mandorle.

Il ferro è un costituente indispensabile dell’emoglobina del sangue che interviene nell’ossigenazione dei tessuti. Si trova nella melassa, nei datteri, spinaci, uova, prezzemolo, cereali integrali rape rosse, carciofi, ecc.  Il ferro viene assorbito solo in presenza di rame, che si può trovare nei frutti freschi e nelle verdure a foglie verdi. Negli oligoelementi l’associazione è manganese-rame-cobalto (Mn-Cu-Co). Il modo più semplice per apportare ferro all’organismo è di mangiare tutti i giorni questi alimenti.

Il  magnesio (Mg) svolge un’importante funzione enzimatica, è necessario all’assorbimento del calcio, rigenera le cellule, è un ottimo riequilibratore psichico e del sistema vagosimpatico (responsabile delle vampate di calore) e un drenante epatico; combatte l’invecchiamento. Si trova nella soia, nella frutta secca, limone, latte, uova, sale marino non raffinato, cereali integrali.

Il  fosforo interviene nella formazione dei tessuti ( quindi anche del tessuto osseo), nella produzione di ormoni e nell’assorbimento del calcio. È molto importante anche per l’energia psichica, intellettuale e sessuale. Si trova nei cereali, aglio, germe di grano, noci, uova e pesce.

Risulta evidente che l’alimentazione ha un ruolo fondamentale nella salute e nella genesi delle malattie. Il funzionamento dell’organismo dipende dunque strettamente dal cibo che vi si introduce. Vi sono molte teorie che vantano di proporre un’alimentazione sana e naturale, talvolta tra loro in contraddizione.  Ma quali possono essere i principi per un’alimentazione sana? La risposta è diversa per ognuno di noi, ed è difficile poterne dare una per tutti; ma possiamo provarci. Continua…

Elena  Lasagna

ONORIAMO LE NOSTRE NONNE DUE

14/01/2014

A  TE

Ho cercato di imitarti, omaggiandoti di questi lavori che hai saputo insegnarmi negli anni passati insieme,   come te non dimenticherò mai.

I  NOSTRI  RICAMI

Ed ecco uno dei primi che mi hai insegnato: il grembiule per la cucina, l’ho riprodotto per regalare ad una grande amica. Riesco ancora come allora, ricordo tutto, quando voglio rivivere quei giorni, ti penso, e ti ritrovo esattamente come se mi parlassi, come se tu fossi davanti a me, e mi sento ricca e felice.

GREMBIULE  DA CUCINA

E adesso quante cose vorrei dirti! Sai? Se il bene più prezioso è una madre, io allora ne ho avute due! Un periodo di intensa felicità, in cui la sincerità e onestà assolute erano uno stile di vita, implacabile per i nostri rapporti nella famiglia e con il prossimo. Bastava un gesto, una frase, o un’immagine per stimolare la mia fantasia,  riuscivi sempre ad aprire un nuovo mondo pieno di emozioni vere.

Tu fai parte delle cose belle della mia vita

e le cose belle non se ne vanno mai

i tuoi discorsi, tutto quell’amore

che ci lega ad un filo dell’anima

mi sorprende  spesso  con allegria

Il tempo passato svanisce, ma quello

che resta arricchisce sempre di più

il mio presente, e mi aiuterà a vagliare

i ricordi: conserverò quelli preziosi,

per  ora e per sempre…

Elena  Lasagna 15/01/2014 / h 15: 08

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTITREESIMA PARTE

14/01/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA  Continua dall’articolo precedente. Basterà ricordare che il servizio segue in ogni caso la disposizione dei posti: nei pranzi in cui vi siano ospiti si servono perciò prima le signore, ultima delle quali la padrona di casa,  e poi gli uomini, ultimo dei quali il padrone.  Un tale giro va seguito però solo per la prima portata; poi si serviranno i coinvitati man mano che avranno finito, senza osservare alcun ordine.  I piatti di portata si servono sempre alla sinistra del commensale, per permettergli di servirsi comodamente.  A questo proposito bisogna ricordare che soltanto pietanze e dolci si possono presentare due volte; minestra, insalata e formaggio  si offrono una  volta sola.

Il piatto da cambiare si sostituisce con la mano sinistra e si sostituisce con un altro,  su cui saranno appoggiate le posate pulite, offerto dalla destra.  Nei pranzi non familiari si servono anche pane e bevande. Continua…

FEDERICA   Mi piace il tuo galateo .

ELENA   Oggi cucineremo un piatto di pasta fresca per chi soffre di allergia al glutine. Ecco la foto in basso.

BASTONCINI   DI PASTA FRESCA TENERI  SENZA  GLUTINE

 BASTONCINI  DI PASTA FRESCA

Ingredienti: farina di grano senza glutine, farina di patate, 20%,  purea di ceci e fagioli bianchi grossi di Spagna 50 % coltivati in Italia. Un albume, due cucchiai di pane grattugiato , parmigiano, peperoncino, peperone giallo, pomodoro fresco, olio extra. v. d’ol.un cucchiaio di panna vegetale, un cipollotto fresco, pecorino grattugiato, un pizzico di spezie miste. Se poi abbiamo del brodo vegetale già pronto lo useremo per la cottura dei nostri bastoncini.

Esecuzione: facciamo la fontana con le due farine, lessare i legumi e passarli nel passaverdure, incorporarli alle farine, mettere l’albume, spezie , pane grattugiato molto fine; impastare il tutto e formare dei bastoncelli che una volta fatti dovranno restare in riposo per un’ora prima della cottura. Intanto facciamo il ragù con tutti i prodotti elencati sopra tranne l’olio, la panna e i formaggi. Ora buttiamo la pasta, la scoliamo al dente e la versiamo nel ragù, la mantechiamo con la panna e i formaggi, infine mettiamo l’olio. Il piatto è pronto da gustare accompagnato da un bicchiere di lambrusco.

FEDERICA   Sarò il solito pappagallo che ti dice che bontà! Ma in questo caso mi piace fare il pappagallo! Ho una musica che suona solamente per te! Per voi. Ti aspetto domani!

15/01/2014

ELENA   Eccomi puntuale, ho una ricetta toccasana soprattutto, di una presentazione colorata e di gusto assicurato. Però non ho la foto; dovrai immaginare esattamente come si presenta. Facciamo una parmigiana con melanzane e zucca, poi, faremo un intingolo di carne di soia, ma questa volta alle prugne.

PARMIGIANA   DI MELANZANE  E ZUCCA

Ingredienti per la parmigiana: 2 melanzane, 800 g. di zucca già affettata e pulita dalla buccia e semi. Olio extra v. d’oliva, farina di ceci, sale, pepe, rosmarino, parmigiano grattugiato.

Esecuzione: tagliamo la zucca a fettine e la passiamo al vapore per 5 min; affettiamo le melanzane, le intingeremo nel latte, nella farina di ceci,  poi, ungeremo la pirofila e disponiamo le melanzane, sopra una spolverata di parmigiano,  andranno in forno per 10 min  a 180 °.  Le melanzane si presenteranno belle dorate, adesso togliamo la pirofila dal forno e sopra le melanzane metteremo la zucca già a metà cottura, ungeremo le fettine  da ambo le parti con l’olio, rimettiamo la pirofila in forno per 10 min, il tempo di terminare la cottura e farla dorare. Ripetere l’operazione per altre tre volte, l’ultimo strato dovrà essere quello di melanzane. Se useremo la pazienza diventerà un piatto veramente  bello, sano e squisito. Ed ora passiamo all’intingolo.

STUFATO  DI  CARNE  DI  SOIA CON PRUGNE

Ingredienti: bistecchine di soia, due chiodi di garofano, olio extra v. d’oliva, sale e pepe q.b. prugne scure italiane sotto vuoto, due scalogni, brandy alle prugne un bicchierino, cannella, vino bianco.

Esecuzione: facciamo un soffritto con lo scalogno, sfumiamo col vino, poi, adageremo le bistecchine, le porteremo a cottura  curandoci di non lasciare seccare. Nel frattempo abbiamo messo le prugne denocciolate, in una casseruola, con un filo di burro,  e un pizzico di cannella, abbiamo aggiunto il brandy, un poco di acqua e le abbiamo fatte bollire per qualche minuto. Adesso aggiustiamo di sale l’intingolo di soia, lo irroriamo con poco olio,  lo impiattiamo e tutt’intorno lo guarniremo con le prugne e il loro sughetto.

FEDERICA  Credo che lo farò molto ma molto presto, una squisitezza! So che la ricetta del giorno si è conclusa ma io come sempre ti dedico la musica più bella!

16/01/2014

ELENA   Ti presento due primi molto delicati e gustosi, anche se sono leggeri fanno parte dei piatti completi. Eccoli nella foto in basso.

FUSILLINI  E  GEMELLI

BIS  DI  MINESTRE

 Ingredienti: acquistiamo la pasta di semola di grano duro, i gemelli e i fusillini. Per i fusillini 0ccorrente: mais lessato a vapore, brodo di carne di gallina o di manzo, parmigiano, curcuma, olio extra v. d’oliva, ceci lessati e latte di soia, uno spicchio di aglio.

Esecuzione: buttiamo i fusillini nel brodo di carne sgrassato totalmente in modo che ne rimanga soltanto il sapore. Scolare al dente, nel frattempo abbiamo passato nel mixer il mais con i ceci e il latte di soia, abbiamo aggiunto il pepe e un pizzico di curcuma. Adesso li mantechiamo con la crema ottenuta, poi spegneremo e metteremo l’olio  il parmigiano e dei piccoli frammenti di carne di gallina tagliata molto ma molto fine.

Ingredienti per i gemelli: sempre di semola di grano duro, fave e funghi in stracotto, parmigiano e pecorino grattugiati, sale peperoncino q.b. un poco di sugo di brasato di carne  di manzo al vino bianco, olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione: buttare la pasta nell’acqua salata e scolarla al dente. Passiamo nel mixer le fave e i porcini in stracotto ( solo un giro, non devono spapolarsi del tutto), aggiungiamo ora il sugo del brasato e mantechiamo. Con la pasta fumante e bene amalgamata mettiamo l’olio e i formaggi. Ora impiattiamo i due primi che saranno i protagonisti del pranzo.

FEDERICA   Belli e buoni, e ancora di più!    Una serata in musica per te!   Devo farti una domanda importante, non soltanto per me ma per due mie amiche : sono domande sulla salute delle donne.

ELENA   Ti dirò tutta la verità ma in un altro articolo dedicato a loro.

17/01/2013

ELENA  Oggi è la festa di S. Antonio, ricordo che tanto tempo fa a casa mia la festeggiavano mangiando di magro per rispettare la sua dedizione agli animali. Si facevano i tortelli di zucca e la  torta sbrisolona.

FEDERICA   Da noi invece si festeggia  anche con la carne. Paese che vai usanza che trovi! È un vecchio proverbio.

ELENA  Voglio mostrarti questa torta, è di una bontà da prenderne solo una fettina altrimenti la mangeresti tutta. L’ho fatta per gli amici. Ne ho fatte molte di torte farcite, quest’ultima è di una leggerezza, è squisita davvero!

DELIZIA  ALLE MELE   ARANCE  E  DATTERI  CHIARI

TORTA DA FORNO AI DATTERI

ELENA  N’articolo n 118 delle ricette ho fatto una torta dal disegno somigliante ma il ripieno e la pasta sono completamente differenti. Anche se sono ugualmente deliziose.

Ingredienti per la pasta: amido di mais, lievito madre, farina lievitata, vaniglia, zucchero semolato, olio di mais due tuorli, latte. Per il ripieno datteri chiari, uvetta sultana, arance, mele, addensante pectina, zucchero q.b., zucchero a velo.

Esecuzione della pasta: prendiamo il lievito madre, lo mischieremo con lo zucchero, l’amido di mais, le uova, la farina lievitata, se necessario incorporiamo all’impasto anche un po’ di latte. Amalgamiamo bene senza stancarci, poi  stenderemo metà dell’impasto nella teglia scelta alzando leggermente i bordi e mettiamo il ripieno. Il ripieno l’abbiamo preparato con le mele tagliate a fettine, due arance sempre a fettine, la buccia grattugiata di un limone intero, una stecca di vaniglia, zucchero q.b. il succo di un’arancia, e l’addensante q.b. Dopo aver portato ad ebollizione il composto lo lasceremo riposare per una notte in frigorifero e lo toglieremo un’ora prima dell’impiego. Adesso che la composta è perfetta togliamo il più possibile la pellicina ai datteri, li priviamo del nocciolo e li tagliamo finemente, incorporare alla composta di arance e mele e stendere uno strato sulla pasta. Ora copriremo la frutta con la pasta rimasta che dovrà riposare per circa un’ora, poi, andrà in forno a 17o°-175° per 40 minuti . Non aprire il forno prima che sia scaduto quel tempo. La torta si presenterà soffice e deliziosa adatta per i bimbi ma anche per gli anziani, insomma per tutti quanti!

FEDERICA   Tu ne hai sempre di belle! vorrei essere come te.

ELENA   Ma lo sei già, anzi di più!  Per questa giornata ti dedico  allegria e felicità !

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTIDUESIMA PARTE

11/01/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA  Riprendiamo il discorso che abbiamo lasciato in sospeso nell’articolo precedente. Abbiamo parlato di come si apparecchia, oggi invece parleremo di come si serve a tavola.  Per stabilire il posto dei commensali non vi sono incertezze: i genitori padroni di casa si siedono a capotavola ed i figli fanno la loro corona;  ma se al pasto partecipano anche degli estranei la disposizione dei posti cambierà. Si faranno sedere alla destra della padrona di casa l’ospite uomo, e alla destra del padrone di casa la signora; alternando poi possibilmente il posto di un uomo con quello di una donna.

Per compiere bene il servizio in tavola è necessario organizzarsi a dovere. Perciò piatti e posate di ricambio saranno pronti sul tavolino di servizio; le portate che lo consentono saranno  state accomodate nei piatti, e soprattutto chi serve cercherà di fare ogni cosa con la massima rapidità e naturalezza, per non dar ai coinvitati l’impressione di essere impegnati in un lavoro difficile e faticoso. Riprendiamo nel prossimo articolo…

ELENA   Adesso però voglio dettarti la ricetta del piatto che ti ho promesso ieri: sono bocce di legumi e cereali in un letto di puré di patate e olive verdi contornate da ananas fresco.

BOCCE  DI  LEGUMI

E CEREALI

BOCCE  DI  CEREALI E LEGUMI

Ingredienti: funghi preferiti trifolati, fagioli toscani, fagioli di soia, lupini, ceci e una grossa cipolla, pepe, peperoncino, prezzemolo, origano, due chiodi di garofano, poco brodo, mezzo bicchiere di vino bianco un uovo, parmigiano e un poco di pane grattugiati q.b. Per il puré:  patate, latte intero,  120 g. di olive verdi, olio extra vergine d’ol.   Ananas.

Esecuzione: abbiamo già trifolato i funghi, li stiamo tritando e li mettiamo nella zuppiera. Prendiamo i legumi lessati, li passiamo al passaverdura e li uniremo ai funghi, adesso tagliamo  metà della cipolla  insieme al prezzemolo e all’origano li trituriamo bene per unirli  al composto. Sbattiamo l’uovo , prendiamo due manciate di parmigiano , sale, pepe, peperoncino un poco di pane gratt., uniamo il tutto amalgamando bene. Intanto tagliamo in modo molto sottile la rimanente cipolla, facciamo un soffritto con un poco di olio, aggiungiamo due aghi di rosmarino, un mezzo bicchiere di vino bianco e un mestolino di brodo di carne. Dopo avere composto le bocce le adagiamo nella casseruola, delicatamente le giriamo, poi, mettiamo il coperchio , i chiodi di garofano, facciamo bollire per qualche minuto. Nel frattempo abbiamo cotto le patate con la buccia, le abbiamo passate allo schiacciapatate, e abbiamo incorporato un bicchiere di latte, e sempre rimestando le abbiamo fatte sobbollire. A cottura ultimata le abbiamo cosparse di parmigiano  e adesso uniamo le olive passate al mixer rimescoliamo, ed ecco un letto di purè di grande gusto. Impiattiamo le nostre bocce gustose sopra il purè verde, lo coroneremo con dei tocchetti di ananas fresco.

FEDERICA   Che bellezza! e che bontà deve essere!

ELENA  Sì, è un piatto nutriente  realizzato con ingredienti sani quasi tutti di origine vegetale.

13/01/2014

FEDERICA   Presto è la festa di S. Antonio, siamo in pieno inverno, cosa mi consigli per un pranzo a base di carne?

ELENA   Potremo fare un tris di carni,  curandoci però di cucinarli in modo leggero e pieni di gusto. Ecco, ti presento il piatto che ho pensato per questa occasione.

TRIS  DI  CARNI IN  CONTORNO  VEGETALE

TRIS DI CARNI DI S. ANTONIO

ELENA   Come faremo ad ingoiare meno grassi con un piatto così?  Ebbene si può! Nella foto sopra vediamo cappone, cotechino, e una schiacciatella di manzo. Il manzo l’abbiamo scelto tutto magro, il cotechino l’abbiamo cucinato al forno, mentre il cappone è stato cucinato senza la pelle; abbiamo risparmiato il 40%  di grassi, li abbiamo guadagnati non solo in salute ma anche in gusto.

Ingredienti: cotechino, vitellone macinato scelto, cappone, vino bianco, sale, pepe, aglio, chiodi di garofano, basilico, prezzemolo, bacche di ginepro, aceto di mele pomodoro, olio extra vergine d’oliva, pane grattugiato q.b. cipolle o scalogni, brodo vegetale, piselli, cavolo cappuccio, cuori di carciofi, parmigiano grattugiato.

Esecuzione: incominciamo  dal cotechino: lo bucherelliamo con uno stecchino dalla punta sottile, lo avvolgiamo in un telo di puro cotone, poi, lo mettiamo in una teglia dalla giusta misura, con aglio, e acqua; lo inforniamo a 160° per 2 ore, controlleremo la cottura e poi lo togliamo dal grasso che ha lasciato andare, togliamo anche il telo, e la pelle.  Adesso passiamo al cappone che andrà in casseruola con le erbe, un poco di pomodoro, il vino bianco e il brodo vegetale q.b. L’ultima ricetta di carne è la schiacciatella: abbiamo marinato la carne di vitellone con sale, spezie miste, un trito di erbe profumate, sale e pepe. Poi, le abbiamo formate con un pizzico di parmigiano, il pane grattugiato q.b.  e messe a cuocere nel soffritto di pomodoro, chiodo di garofano e cipolla. Ora invece facciamo dei crauti bianchi con il capuccio tagliato fine, l’aglio, il chiodo di garofano, le bacche di ginepro e l’aceto di mele con un po’ di brodo. Prepariamo anche i cuori di carciofi: li trifoliamo con un trito di aglio, basilico e pecorino grattugiato. I piselli andranno cotti a vapore e messi con pomodoro, scalogno,  alloro,vino, infine aggiungeremo sulle verdure tiepide un filo di olio. Ed eccolo il piatto invernale non troppo grasso!

FEDERICA   Posso ringraziarti per questo piatto invitante?

ELENA   Adesso però di detto la ricetta di una torta deliziosa, provata o testata due anni fa, non ho la foto perché mi venne sfocata, ma la torta mi riuscì bene.

            TORTA  DI  CASTAGNE  E  DATTERI

Ingredienti: 300 g. di pasta sfoglia, 300 g. di  castagne  fresche o secche, 200 g. di zucchero, 300 g. di datteri, cacao amaro 30 g. un bicchierino di anice al caffè, latte q.b., aroma vaniglia, e una stecca di vaniglia naturale, canditi al mandarino. Panna montata vegetale.

Esecuzione: tiriamo la pasta sfoglia sottile, lasciando i bordi. Le castagne le abbiamo già preparate: sono state lessate, passate al passaverdure, abbiamo fatto una purea con il latte, il cacao, lo zucchero, la vaniglia,  e il liquore. Ora passiamo ai datteri: li mettiamo nel frullatore con l’aggiunta di poco latte e poca vaniglia (mezza stecca); abbiamo ottenuto una bella crema. Ora prendiamo la crema di castagne, la mettiamo sopra la sfoglia, copriamo bene il tutto; adesso invece stendiamo la crema di datteri, abbassiamo i bordi della p. sfoglia, e copriamo con un foglio di carta stagnola,  inforniamo a 175° per 25 min. Passato questo tempo toglieremo la carta stagnola e continueremo la cottura per altri 5 min. Lasciamo intiepidire la torta, poi, la toglieremo dalla teglia e verrà decorata con pezzetti di canditi e panna montata. Possiamo anche grattugiare un poco di fondente dolce.

FEDERICA  Hai detto bene, è deliziosa! Ti omaggio di tanta musica.

14/01/2014

FEDERICA  Da molto tempo mi balena l’incertezza di come si cucinano i finocchi al forno perché siano più gradevoli, meno sbiaditi di sapore.

ELENA  Il finocchio fresco è ricco di sapore, ma se viene cotto ovviamente perde un po’ della sua freschezza, anche se lo facciamo al vapore. Il finocchio al forno non va troppo lessato, lo cuoceremo al dente, poi ungeremo la teglia con olio extra v. gentile, una manciata di parmigiano stagionato 30 mesi ( se l’olio e il condimento sono troppo invadenti il finocchio si offende).  Poi, se  nei dolci il forno deve essere preriscaldato,  in questo caso possiamo infornare a freddo sui 170° per 30 min; così finirá la sua cottura ed avrá il tempo per prendere la giusta doratura senza bruciare. Ah dimenticavo! I finocchi  al forno andrebbero tagliati in sei spicchi.

FEDERICA   Ci credo, e niente erbe aromatiche?

ELENA  No, il finocchio in sé è un’erba aromatica, vuoi o no, sentire anche il suo sapore?