NELL LABORATORIO DI EMI E PETER TREDICESIMA PARTE

19/02/2014

DAL  GIARDINO DELLE ERBE

L’EUCALIPTO

L’Eucalipto è un albero sempreverde, che può raggiungere l’altezza dai  25 ai 150 metri, dipende dalle zone. Il tronco ha la corteccia liscia che si stacca a pezzi sottili e allungati. Appartiene alla famiglia delle ” Mirtaceae “, Le piante giovani hanno foglie molto diverse dalle piante adulte: quelle giovani sono opposte a due a due unite fra loro alla base, di colore verde azzurro argenteo di forma circolare, mentre le foglie delle piante adulte sono inserite su un robusto picciolo, di forma lanceolata con una base dissimmetrica, con l’apice lungo e acuminato, ma non pungente.

I fiori sono dei calici a forma allargata come una coppa, con numerosi stami ma sono privi di petali. Anche i frutti sono a forma di calice,  a maturazione si aprono e lasciano cadere i semi che sono numerosissimi.

Il paese d’origine dell’eucalipto è l’Australia ed è proprio là che raggiunge un’altezza fino a 150 metri. È coltivato molto in Italia, si trova nei luoghi paludosi, predilige l’umidità ma non i ristagni d’acqua.  Le proprietà dell’eucalipto sono ben note: sono balsamiche antisettiche, antiparassitarie ed espettoranti. Gli oli essenziali sono i flavonoidi, il globulolo, il canfene ecc.  L’eucalipto è usato largamente in medicina, proprio per risolvere infiammazioni dell’apparato respiratorio, escretore digerente, ma anche per l’apparato intestinale e urogentale. Viene usato anche dalle industrie farmaceutiche, dolciarie per preparazioni di caramelle balsamiche, e dalle industrie cosmetiche per le preparazioni di bagnoschiuma, profumi, ecc.

Per tutti questi impieghi sono usate esclusivamente le foglie; si raccolgono tra giugno e luglio, o prima dell’autunno, si staccano una ad una eliminando il picciolo. Si lasciano essicare all’ombra e si conservano in recipienti di vetro colorato o oscurato al riparo dalla luce.

25/02/2014

L’EUPATORIO

L’Eupatorio è una pianta che può raggiungere un’altezza fino a due metri. Dal suo rizoma sotterraneo possono sorgere numerosi fusti dal colore rossastro. Le foglie sono opposte, di forma lanceolata dal margine dentato. I fiori sono composti da numerosi capolini riuniti in un corimbo terminale e ramificato; con cinque o sei fiori per capolino distribuiti in modo uniforme circondati da brattee ovali. I frutti sono degli acheni di forma obbliqua, nella parte superiore è inserito il pappo (appendice leggera piumosa di alcuni  semi o frutti). L’eupatorio cresce nelle zone umide, nei prati lungo i fiumi dalla zona mediterranea a quella montana.

In medicina sono usate ancora oggi le radici , le foglie e le sommità fiorite. Questa pianta ha proprietà lassative, depurative, diuretiche e anche digestive.

Le radici hanno proprietà lassative efficaci, specifiche; mentre le foglie e le sommità fiorite esercitano soprattutto un’azione diuretica e depurativa; in più in preparazioni diluite sono utili per stimolare i processi digestivi. Contiene flafonoidi, taraxasterolo e eupatoriopicrina.

La radice si raccoglie in autunno o in primavera quando la pianta non è in attività vegetativa; mentre le foglie e le sommità fiorite da giugno ad agosto. Le radici si essicano al sole, le sommità fiorite si lasciano in un posto aerato all’ombra poi, si conservano in sacchetti di tela.

04/03/2014

IL  FAGGIO

Il faggio è un albero alto fino a 30 metri, con la corteccia sottile e liscia di colore grigio biancastro; ha una chioma rotondeggiante dai numerosi rami color rosso scuro.  Il faggio appartiene alla famiglia delle Fagaceae. Le sue foglie sono di forma ovale di un verde abbastanza luminoso dai margini interi e dentati specialmente nelle foglie giovani. I fiori hanno una forma pendula, sono riuniti all’apice su un peduncolo eretto e racchiusi un una cupola dove stanno i frutti che a maturità si aprono  formando delle lamine  coperte da numerose scaglie strette e arcuate.

I faggi crescono bene tra di loro, formano dei boschi e prediligono le zone del Nord, specialmente le zone fresche e pure.

In medicina sono usate le cortecce dei rami; si raccolgono su rami di tre cm di diametro incidendoli con un coltellino poi, si rompono a pezzi di 5-10 cm. Si essicano al sole e si conservano in sacchetti di carta o tela.

La corteccia del faggio ha proprietà febbrifughe ed astringenti; i suoi principi attivi  sono i tannini e sostanze fenoliche che si ricavano dal suo legno (Il creosoto). Un’altra proprietà medicinale del faggio è quella legata alle proprietà del carbone che si ottiene dal  suo legno. È usato per le sue proprietà antiacide e assorbenti delle tossine intestinali.

05/03/2014

LA  FARFARA

La farfara è una pianta provvista di un rizoma carnoso di una forza strisciante oltre i due metri. I fusti che portano i fiori si sviluppano prima delle foglie; queste ultime  sorgono dal rizoma dopo la fioritura. Di forma a cuore le foglie hanno un lungo picciolo con margine dentato con la superficie superiore di colore verde intenso, mentre sotto ha un colore biancastro, pelosa, mano a mano che perde il pelo assume il colore verde omogeneo. I fusti sono di un’altezza dai 20-25 cm, all’apice formano un capolino un po’ pendulo sia prima che dopo al fioritura. I petali sono come ligule filiformi di colore giallo sole, formano un cerchio come una margherita comune. La farfara appartiene alla famiglia delle ” Asteraceae “. I suoi frutti sono acheni di forma cilindrica, con le sommità minite da un pappo peloso che durante la maturazione si allunga fino a 40 cm.

La farfara  cresce nelle zone umide di tutt’Italia, predilige i terreni argillosi, e paludosi. In medicina sono impiegati i capolini e le foglie; hanno proprietà espettoranti, emollienti, lenitive, astringenti e tossifughe, è una delle piante più efficaci contro le tossi difficili. Sono anche utili per allontanare i raffreddori, influenza e laringiti. Le sue proprietà vengono impiegate anche per uso esterno contro le irritazioni della pelle e delle mucose. I suoi principi attivi sono i polifenoli, i tannini, gli zuccheri e i sali minerali.

I capolini si raccolgono poco prima della fioritura o appena si schiudono, da un periodo che va da febbraio ad aprile. Le foglie invece si raccolgono quando sono sul culmine della vegetazione, quindi da giugno alla fine di luglio. Si fanno essicare insieme a strati sottili in ambiente aerato al riparo dal sole, poi, si conservano in vasetti di vetro scuro o  in vetro non trasparente.

10/03/2014

IL  FAVAGELLO

IL FAVAGELLO è UNA PIANTA PERENNE, CON NUMEROSE RADICI FATTE A TUBERO CARNOSE RIUNITE IN FASCETTI. Il fusto invece è di natura semplice o ramificato arriva ad un’altezza di 30 cm, adagiato al terreno striscia in maniera ascendente.  Appartiene alla famiglia delle ” Ranunculaceae “. Ha delle foglie disposte a rosetta, inserite sul fusto con un lungo picciolo allargato alla base da una guaina biancastra. Le foglie inserite sul fusto sono piccole, cuoriformi con il picciolo più corto, con  foglie verde lucente. I fiori si presentano di colore giallo intenso posizionati su lunghi peduncoli che sorgono sempre all’ascella delle foglie;  il calice è formato da tre sepali, mentre la corolla è formata da un numero ben definito di petali da otto a 10 , sono oblunghi lanceolati e lucenti (giallo lucente intenso).

In medicina sono impiegate le radici e le foglie.  Il favagello cresce quasi in tutt’Italia, dalle zone montane a quelle marine, nei campi nei luoghi freschi, nelle scarpate e nei boschi. Ha proprietà medicinali spiccatamente attive: vescicatorie, revulsive. Questa pianta è da usarsi sotto il diretto controllo del medico, e soltanto quando hanno fallito le altre terapie.

Il favagello si  raccolgono le radici nel periodo da febbraio a marzo, le foglie si raccolgono quando sono ben sviluppate, circa la fine di maggio.

Questa pianta si usa soltanto allo stato fresco, non va essicata; e devono essere impiegate solo esternamente per curare ragadi di qualsiasi tipologia. Si possono curare anche la sciatica, la gotta e l’artrite mediante l’applicazione appunto delle foglie o radici fresche sulle parti interessate.

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOTRENTESIMA PARTE

18/02/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Mi piacerebbe sapere se sono più digeribili le carni cotte o crude, inoltre per un buon brodo di carne, si fa bollire prima l’acqua o si mette la carne a freddo?

ELENA   La cottura rende le carni più saporite, tenere, digeribili e contemporaneamente ne effettua una provvida sterilizzazione distruggendone gli eventuali germi e parassiti, poiché la carne cruda può essere veicolo di gravi malattie (tenia, trichinosi, tubercolosi) e deve venir consumata con prudenza,  soltanto se si è certi della sua ottima qualità. Si sceglie un animale giovane e sano, non andrebbe tritata, si taglia sottile col coltello e si condisce con sale e limone un’ora prima del pasto non di più, aggiungendo poi l’olio. In tal modo i condimenti hanno modo di svolgere su di essa una certa azione disinfettante rendendola anche più tenera e digeribile.

Le carni arrostite in casseruola, allo spiedo, alla griglia sono tutte ottime e particolarmente nutrienti, perché la rapida cottura che subiscono trattiene le loro sostanze proteiche e lascia sfuggire soltanto l’acqua. La frittura è molto appetitosa, tuttavia può essere mal tollerata dai sofferenti di fegato e d’intestino.

In quanto al brodo di carne, contiene soprattutto materie aromatiche e sali minerali, è di facilissima digestione, di benefico eccitamento alla secrezione gastrica. La carne bollita ed il brodo che essa produce hanno diverse caratteristiche, secondo il modo nel quale è avvenuta la cottura.  La carne immersa nell’acqua ancora fredda, durante la cottura diminuisce sensibilmente di volume, diviene asciutta, fibrosa, piuttosto insipida perché cede tutte le sostanze aromatiche e nutritive al brodo che in compenso risulta eccellente.  Al contrario, la carne immersa direttamente nell’acqua bollente si indurisce un poco alla superficie e trattiene dentro di sé gran parte dei principi nutritivi, fornendo un brodo meno ricco ma risultando più tenera e saporita. Ed ora ti presento un piatto misto di legumi e carne proprio adatta a chi pratica molto sport.

TRANCIO DI  FARAONA   E LEGUMI

CARNE  E LEGUMI

Ingredienti: faraona, pepe, sale, vin Santo, brodo, spezie miste, ceci, fagioli neri, riccione di campo, parmigiano, latte, olio extra v. d’oliva, aceto di mele.

Esecuzione: Togliamo tutto il grasso e la pelle alla faraona, la mettiamo per qualche ora in farcia con vino Santo e spezie miste macinate (cannella, chiodo di garofano, pepe, noce moscata) sale. Nel frattempo cucineremo i legumi e la cicoria verde di campo. Una volta cotti i ceci e i fagioli neri facciamo il purè come con le patate, (con latte e formaggio) in quanto alla verdura la lessiamo, poi, la passeremo al tegame con un poco di aceto di mele, infine passiamo un filo di olio. Ora togliamo la faraona dalla farcia, la mettiamo a rosolare in casseruola preriscaldata, la giriamo e rigiriamo, ed ecco una meravigliosa doratura. Aggiungeremo un mestolo di brodo, mettiamo il coperchio e porteremo alla cottura. Ora che la carne è ben cotta aggiustiamo di sale e pepe, e perché no, un po’ di spezie, ancora un poco di vin Santo  la rosoliamo ancora un po’ ,  la carne si presenterà bella dorata, caramellata ma piccante;  ecco che il piatto è pronto!

FEDERICA   Sono certa che questo piatto piacerà, ma fa anche un figurone!

20/02/2014

FEDERICA   Dimmi,  cosa provi per il festival di Sanremo?

ELENA   E me lo chiedi? Per una che come me ama la musica e la canzone,  la parola ” Festival di Sanremo ” mi ricorda proprio quello della canzone di quegli anni. Ricordo che programmavamo le serate molto tempo prima per ritrovarci insieme  come se fossimo spettatori in un grande teatro, era una manifestazione “meravigliosa” ci faceva sentire come un qualcosa dentro di molto vivo e sincero, elegante e tutto! Bella manifestazione!

Pensando al mare della Liguria oggi cuciniamo il pesce.

FEDERICA  Posso dettartela io una ricetta?

ELENA   Volentieri.

CIPOLLE  GROSSE  BIANCHE

RIPIENE  DI  MOLLUSCHI  E CROSTACEI

Ingredienti: cipolle, olio extra v. d’oliva, sale, pepe, limone, origano, pangrattato fine, aglio, prezzemolo, cumino, parmigiano grattugiato q.b. vino bianco, mazzancolle, cozze, cape sante, calamaretti teneri, bianchetto.

Esecuzione: preparare gli ingredienti sul piano da lavoro, pulire e raschiare le cozze, le mettiamo in una casseruola con un trito di aglio, prezzemolo, e origano, sale, pepe, olio e mettiamole a fuoco alto. Una volta uscito il liquido aggiungiamo una spruzzata di limone, le togliamo dal guscio; nel frattempo prepariamo le cipolle, vanno pelate, lavate e tagliate a metà  trasversalmente. Le scotteremo a vapore, poi mettiamo in moto l’altro pesce, i calamaretti, che puliremo dalle ossa, li tagliamo a rondelle, conservando il ciuffo, li sbollentiamo in acqua salata, e adesso faremo la stessa cosa con le mazzancolle e le cape sante. Puliamo i pesciolini, li  passiamo in padella, ed ora facciamo il nostro ripieno alle cipolle. Mettiamo insieme tutto il pesce, passiamo una spruzzata di limone una pennellata con l’olio, aggiungiamo un pizzico di aglio, prezzemolo, cumino, e riempiamo le cipolle. Ora cospargeremo sopra i pesci un poco di parmigiano e pangrattato, spruzziamo col vino e via in forno a 170 g° per 10 min. Le cipolle sono ben cotte e dorate, i crostacei e i molluschi sono perfettamente cotti e teneri, profumati di mare e di erbe.

ELENA  Ci manca solo il vino! Che squisitezze! Ti regalo un mazzo di giacinti, senti che profumo!

21/02/2014

ELENA   La mia giornata sta brillando, per far brillare anche te, ti presento un dolcetto delizioso, anche se l’ho fotografato quando il rivestimento con il cioccolato non si era  ancora rappreso bene. Sono dei cornetti di pasta fragrante, ripieni di cioccolato alla nocciola, rivestiti di cioccolato bianco e essenza di arance. ECCO LA FOTO SOTTO.

CORNETTI  RIPIENI  E  RIVESTITI

cornetti rivestiti

Ingredienti: farina per dolci, uova, zucchero semolato, lievito madre, lievito di birra, margarina vegetale, aroma vaniglia, essenza di arancia,  arance spremute, cioccolato alla nocciola, cacao amaro, zucchero a velo vanigliato, cioccolato bianco.

Esecuzione: impastiamo  la farina con il lievito madre, il lievito di birra sciolto in due cucchiai di acqua tiepida, mettiamo lo zucchero semolato, le uova, la margarina, e l’aroma. Abbiamo un impasto non troppo tenero né troppo molle; formiamo i cornetti, li mettiamo sulla teglia a lievitare, poi in forno a 170 °per 20 minuti. Lasciare intiepidire. Nel frattempo abbiamo fatto una vellutata con l’essenza d’arancia e la spremuta di due arance; abbiamo fuso il cioccolato bianco, e li abbiamo mescolati insieme. Abbiamo fatto sciogliere il cioccolato alla nocciola, abbiamo aggiunto un po’ di latte e un cucchiaino di cacao amaro; con quella delizia abbiamo fatto il ripieno dei cornetti, poi, li abbiamo intinti nel composto di arancia e cioccolato bianco, ( prima di presentarli devono essere ben rappresi dalla copertura omogenea.

FEDERICA   Fai senza dirmi che sono squisiti! Ti auguro un buon proseguimento di giornata! Noi ci sentiamo domani.

22/02/2014

ELENA  Ho una ricetta nuova dei muffins, sono buonissimi e ancora di più. Dai che ti detto la ricetta!

MUFFINS  DELIZIA

Ingredienti: 200 g. di mandorle, 200 g. di zucchero, liquore strega o liquore alle mandorle (un bicchierino), 200 g. di burro, 200 g di farina di mandorle 100 g. di farina per dolci. Secondo impasto ingredienti: 100 g. di olio di mais, 200 g. di zucchero, 3 uova, 200 g di farina per dolci, tre cucchiaini di lievito per dolci. Crema pasticcera vellutata alla vaniglia.

Esecuzione: Sbattiamo l’olio con lo zucchero, aggiungiamo una alla volta le uova, poi, incorporiamo adagio la farina, per ultimo il lievito. ora facciamo l’altro impasto, ovviamente abbiamo già tutto pronto: le mandorle tritate, il burro sciolto con lo zucchero il liquore, un uovo,  la farina di mandorle e la farina per dolci. Mescoliamo il tutto, con questo impasto faremo il rivestimento delle formine, poi metteremo la crema (due cucchiaini), e sopra l’impasto fatto col lievito. Inforniamo i muffins a 175° per 25-30 minuti. Lasciamo raffreddare, spolverare con zucchero a velo. Oppure si possono decorare con una glassa allo zucchero lasciata cadere molto sottile proprio come se tracciassi delle righe, e si potrà cospargere anche un poco di zenzero, o di pistacchi, o filini di agrumi, tra una riga e l’altra come se si trattasse di note musicali. Provaci!

FEDERICA   Saranno i miei dolcetti di carnevale, che  belli, e che bontà!

ELENA   Golosa!

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE QUARTA PARTE

12/02/2014

Che cosa sono le pseudovitamine?

Federico

È un comportamento analogo di sotanze naturali o sintetiche prive di attività metabolica e avente analogia di struttura con determinati costituenti cellulari, così che possono sostituirsi a quelli nella cellula e bloccare le funzioni biologiche.

L’azione delle pseudovitamine, quindi, se indirizzate alle sintesi cellulari, si risolve in un’inibizione della crescita e della riproduzione delle cellule.

Ecco perché sostanze di questo tipo sian0 state proposte per la terapia delle malattie neoplasiche. Magari uno di questi giorni ti approfondirò questo argomento.

Elena  Lasagna

12/02/2014

Gli oligoelementi che cosa sono?

Federico

Gli oligoelementi sono sostanze presenti in traccia nell’organismo ove agiscono qulitativamente come catalizzatori. Si trovano sotto forma di preparati farmaceutici in diluizione debole e dinamizzata. L’assorbimento migliore si ha sotto la lingua al mattino a digiuno.

Elena  Lasagna

13/02/2014

Ecco Federico, riprendendo il discorso di ieri ti illustro alcuni esempi di pseudovitamine attive con meccanismo antimetabolico sono le riboflavine, le tiamine, la desossipiridossina, i composti dicumarolici, l’acido gluco-ascorbico, che assumono il nome di antivitamine. Tra i fattori che agiscono da” pseudovitamine”, che però agiscono con altri meccanismi si possono ricordare la proteina dell’albume d’uovo che si lega stabilmente con la tiamina inattivandola; l’acido folico, dotato di azione rachitogena; il fosfato e il succinato di tri-o-cesile, i quali riducono le concentrazioni tessutali di vitamina E, producendo negli animali di laboratorio i tipici effetti della carenza di α-tocoferolo. Alcune di queste vitamine che si comportano nell’organismo come pseudovitamine hanno grande importanza dal punto di vista terapeutico; si possono citare ad esempio le applicazioni delle vitamine K nella terapia anticoagulante e l’impiego degli antagonisti dell’acido folico e dell’acido p-amminobenzoico rispettivamente nella chemioterapia antineoplastica e antibatterica.  Inoltre le pseudovitamine costituiscono un mezzo prezioso per produrre avitaminosi sperimentale e per indagare sul significato delle vitamine nell’ambito dei meccanismi biochimici della cellula.

14/02/2014

Senti, hanno spiegato il ” parasimpatico ” , è probabile che non abbia messo molta attenzione, anche perché non ci sono portato per questa materia. Grazie!

Alessio

Sistema nervoso indipendente dal sistema nervoso centrale, situato nelle catene dei gangli che corrono lungo entrambi i lati della colonna vertebrale.

Funziona grazie a un riflesso molto elaborato che si basa fondamentalmente su due tipi di secrezioni ormonali ad azione contrapposta; l’adrenalina con l’azione simpatica e l’acetilcolina con azione parasimpatica o del” nervo vago” .

L’azione simpatica accelera il battito cardiaco,  contrae i vasi, innalza la pressione arteriosa e il livello di zuccheri nel sangue, inibisce i muscoli bronchiali e intestinali. L’azione parasimpatica dilata le arterie e i capillari, aumenta le contrazioni dell’apparato digerente, provoca la contrazione e l’ipersecrezione dei bronchi.

Se  leggi attentamente e cerchi d’immaginare come avviene il meccanismo allora saprai spiegarlo sempre, perché non ti uscirà mai dal tuo blocco di appunti che hai nella libreria della tua mente!

16/02/2014

Sempre Federico mi dice: come posso spiegarti una cosa del genere? Non riesco a stare lontano dalla mia ragazza ma quando siamo insieme litighiamo sempre! UNo ha le ali e l’altra le pinne, troveremo mai un terreno d’intesa? È una bella differenza di ritmi vero?

Più che una differenza di ritmi, vi è una differenza di temperamento, di desideri, di concezione della vita. Uno vive sia in ritiro che in espansione, uno si sacrifica e l’altro vuole la sua parte di gioie materiali. Vi è dunque molta incertezza  e poca chiarezza nei vostri rapporti, cosa che nuoce alla coppia che aspira alla chiarezza interpersonale. La vostra collaborazione può dare dei risultati positivi ; non abusare degli appuntamenti dimenticati, anche se la durata della vostra unione è problematica, vi è tuttavia in questo amore un fascino indicibile, derivante forse dalle incertezze e dal vostro rivelarvi insostituibili l’un l’altro! Auguri di cuore!

ELENA  LASAGNA

17/02/2014

Come ci si ammala di MYCOPLASMA? E come si trasmette? Chi è il responsabile, l’uomo o la donna?

Marina

Il mycoplasma è un piccolissimo germe simile all’ureaplasma che si trasmette parimenti, per rapporto sessuale. A volte è silente, a volte si manifesta nella donna con una vaginite, nell’uomo con un’uretrite o prostatite, bruciori alla minzione, una cervicite, un’infezione più alta come l’endometrite annessite ecc. Alcuni ritengono che il mycoplasma sia implicato nella sindrome di Reiter ( che inizia con dolori addominali, diarrea seguiti da uretriti o da congiuntivite non gonococcica, poi, da poliartrite dolorosa e febbrile che evolve per accessi). Nonostante l’eventuale legame con questa curiosità (fiore all’occhiello della medicina universitaria) non si tratta che di supposizioni sulla responsabilità del mycoplasma, anche se questo potrebbe non provocare assolutamente nulla e far parte della flora in “stato di pace” con l’ospite!

Però è anche vero che il mycoplasma è spesso associato al gonococco, E qui incomincia la controversia: se il mycoplasma è associato al gonococco sono d’accordo su una terapia, ma alcuni si dissentano sull’opportunità di impiegare massicciamente antibiotici come ” tetraciclina o altri”  perché così si creano agenti resistenti e, nel contempo,  si diminuiscono le difese naturali della donna a tutti gli agenti patogeni. Infatti sono state studiate altre terapie per tali situazioni patologiche.

Elena  Lasagna

19 /02/2014

Che cos’è la sindrome di disadattamento? C’è una cura per questo disturbo o patologia?

Rosina

È la predisposizione a dei disturbi endocrini funzionali o dello stress.  La stanchezza è saltuaria ed effimera, ha sbalzi di energia senza orari, fami improvvise accompagnati da depressione, per meglio dire episodi depressivi.  I sintomi sono tutte le disfunzioni endocrine, surrenali, pancreatiche ( colite, gonfiori all’addome, prediabete ),  indifferenze e impotenze sessuali funzionali, unghie fragili, caduta dei capelli. Questa diatesi interviene spesso  sopra un’altra diatesi, e sempre transitoriamente.  È una diatesi di passaggio e si possono somministrare degli oligoelementi per far apparire un’altra diatesi. Ti consiglio una visita dall’endocrinologo.

Elena  Lasagna

20/02/2014

Perché la terapia dei riflessi non realizza tutta la cura delle malattie sempre?

Simone

Questo è vero Simone, però aggiunta alle altre cure ne eleva straordinariamente il coefficiente di efficacia  sempre! Nulla è dunque di assoluto in medicina. Aumentare la portata della sua relatività è progresso. Se la vita è un insieme di riflessi,  la riflessologia è basata sulle fonti stesse della vita. Si può quindi affermare che l’elemento base  della pratica riflessogena consiste nel provocare una manifestazione positiva delle attività nervose e vitali,  mettendo in moto quegli stessi meccanismi della vita che hanno condizionato la comparsa della malattia; ma per determinare la scomparsa è ovvio che chiama tutta l’individualità a correggere uno squilibrio da essa stessa condizionato. Per avere più soddisfazione alla tua domanda posso dirti che: L’ essere umano è un insieme di emozioni, di reazioni e sensazioni che contribuiscono al perfetto funzionamento di un meccanismo,  la cui complessità e grandezza,  a volte può sfuggire anche alla più accurata indagine! Però la grazia di ” DIO ” è sempre al primo posto!

N.B.  Forse ho capito il motivo di questa domanda. Grazie a te!

Elena  Lasagna

24/02/2014

Sono nata sotto il segno dei Gemelli, vorrei sapere che cosa rappresenta il segno dei Gemelli nello zodiaco? Grazie!

Cinzia

Per afferrare meglio l’origine del simbolo, bisogna rifarsi al periodo protostorico,  che secondo la teoria delle ere precessionali può essere designato come l’era dei Gemelli. Non è possibile determinare con precisione la durata di questa era che corrisponde alla dodicesima parte del grande ciclo di  25. 800 anni circa, caratterizzata dal ritorno dell’asse polare  in direzione della stella polare.

Un calcolo molto approssimativo ci conduce a datare l’era dei Gemelli nel periodo neolitico tra i 6000 e i 4000 anni circa prima della nostra era, epoca sulla quale la documentazione manca quasi totalmente. Fu senza dubbio il periodo delle prime civiltà che precedettero la civiltà Sumera. Immagini viventi della mobilità e della libertà tipica dei Gemelli,  questi cavalieri riuniti in gruppi fraterni diedero origine alla mitologia dei fratelli gemelli,  che si ritrova in India sotto il nome d’ ” Ashvins ”  e in Grecia sotto quello di ” Dioscuri “.  Per qualche curiosa coincidenza,  la leggenda greca ha attribuito alle due stelle allora fulgenti nella costellazione dei Gemelli il nome dei due Dioscuri, Castore e Polluce. Il mito dei due Gemelli si ritrova nella storia della creazione di Roma  con Romolo e Remo. Esso è ampliato nella leggenda francese dei quattro figlia di Aimone, cavalcanti lo stesso destriero. Si ritrova, in queste, la prima immagine di ciò che fu la Cavalleria, in ordine di fraternità e di purezza, unito all’idea di mobilità, di spostamento, di collegamento e di trasmissione, tutte caratteristiche essenziali dei Gemelli. Terzo dello zodiaco, il segno dei Gemelli rappresenta, sul piano stagionale dei nostri climi temperati, la fine della primavera e l’inizio dell’estate.

Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTINOVESIMA PARTE

11/02/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   È VERO CHE LA CARNE  È INDISPENSABILE?

ELENA   Anche su questo argomento vi sono pareri contrastanti, credo che tutto dipenda dalla psicologia , dallo stato di salute di ognuno di noi. Ti parlerò delle carni in generale.

La carne degli animali è un alimento di vitale importanza, basta non esagerare. È capace di rigenerare, con le proteine ed i sali minerali che contiene,  i tessuti del nostro corpo  e di produrre con il suo grasso calore ed energia. La sua composizione comprende infatti circa il 75% di acqua,  il 20% di sostanze proteiche, dal 5 al 30% di grassi ed inoltre sali  e vitamine.

La qualità dipende dalla razza, dall’età, dall’alimentazione e dello stato di salute dell’animale che l’ha fornita.  La carne si valuta inoltre dal colore (vi sono carni bianche di coniglio, vitello, pollame, agnello ecc. e carni rosse come il manzo, bue, cavallo ecc.), dall’odore gradevole, dalla consistenza soda ed elastica, dalla regolare distribuzione del grasso e dal grado di frollatura raggiunto.

La frollatura, cioè la progressiva maturazione subita dalla morte dell’animale al momento del consumo, ha grande importanza per l’appetibilità  e la salubrità della carne. Una giusta frollatura la rende tenera e saporita, mentre una eccessiva  la avvia alla decomposizione e può dare origine a sostanze tossiche sempre mortali: le ptomaine.

Ora ti presento un piatto di carne di animale da cortile: sono le scaloppine di carne di oca.

SCALOPPINE  DI  CARNE  DI OCA

scaloppine  di carne  di  oca

Ingredienti: scaloppine q.b., pomodoro, prezzemolo,  dragoncello, origano fresco, pepe verde, pangrattato, vino bianco un bicchierino, brodo saporito di verdure , olio extra v. d’oliva. Per il pasticcio di verdure: patate, chiodo di garofano, spezie, curcuma, porri, cipollotti, latte, pecorino grattugiato.

Esecuzione: preparare le scaloppine, metterle a bagno con succo di arancia, sale e pepe, per due ore; preparare la casseruola bassa, fare un sughetto con cipollotto, pomodoro, le erbe, il vino poi, mettere un mestolo di brodo. Ora passiamo le scaloppine nel pangrattato fine, ben saporito, le adagiamo nella casseruola, le porteremo alla cottura ideale, curandoci di girarle delicatamente. Nel frattempo abbiamo messo le verdure tutte tagliate a fettine sottili in una teglia da forno, abbiamo fatto gli strati, abbiamo aggiunto il loro sapore, e la curcuma, il formaggio grattugiato per ogni strato, infine un poco di latte per agevolare la cottura in forno. Quando tutto sarà pronto impiatteremo ed eccolo nella foto sopra!

FEDERICA   Stupendo! Domani ti porterò una mia ricetta! Buon lavoro e buona musica!

12/02/2014

FEDERICA   Ho la ricetta dell’ossobuco affogato.  Sai che chi l’ha mangiato è rimasto entusiasta di questo piatto, speriamo sia vero!

ELENA   Sarò sincera te l’ho prometto!

OSSOBUCO  AFFOGATO

Ingredienti: ossibuchi q.b., un po’ di brodo, mezzo bicchiere di vino bianco, sale, pepe, peperoncino dolce, origano,  una foglia di alloro, due cipolle, un mazzetto di prezzemolo,  olio extra v. d’oliva, un pizzico di estragone, piselli stufati, un cucchiaino di farina di riso, crocchette di ceci.

Esecuzione: controlliamo gli ossibuchi, li incideremo sulla cotenna, poi li batteremo. Prendiamo due casseruole basse dal doppio fondo, in una li faremo rosolare nel recipiente precedentemente riscaldato, li sfumiamo col vino, li lasciamo dorare ben bene. Nell’altra casseruola abbiamo messo le cipolle tagliate con un cucchiaio di olio, le rosoliamo attentamente, poi ci adageremo gli ossibuchi, mettiamo i sapori, con l’aggiunta di brodo e porteremo alla cottura; la carne si presenterà bella distesa, ben cotta e dorata, ma specialmente molto buona. Ora, aggiungiamo sale, pepe, peperoncino ancora un poco di erbe, il cucchiaino di farina per addensare completamente il sughetto, infine l’olio. Impiattare con lo stufato di piselli accanto e servire con crocchette di ceci.

ELENA   Posso solamente dirti : bravissima,  sono veramente deliziosi! E poi, sono a basso contenuto di grassi, anche perché abbiamo tolto tutto, e lasciato solamente un poco di cotenna.

13/02/2014

ELENA   Cara Fede oggi sono in ritardo, per farmi perdonare ti ho portato una ricetta dolce di S. Valentino, l’ho provata venti giorni fa circa, aspetta e vedrai!

CUORI  DI FROLLA

I CUORI  DI S. VALENTINO

Ingredienti: marasche dolci sciroppate, cioccolato fondente dolce, 70o g di farina per dolci, fecola di patate 10%, due uova e due tuorli, una bustina di lievito per dolci, zucchero semolato 250 g, burro fresco 100 g, mandorle vestite 100 g, filini canditi di agrumi 20 g, zucchero a velo q.b. latte, un bicchierino di liquore alle amarene.

Esecuzione: sulla spianatoia facciamo una fontana con la farina, la fecola, il lievito, lo zucchero,  le uova, il burro disfatto a temperatura ambiente, il liquore. Amalgamiamo il tutto fino a renderlo molto omogeneo; adesso imburriamo gli stampi a cuore, versiamo un po’ dell’ impasto, poi, mettiamo il cioccolato fuso con il latte, sopra il cioccolato le marasche; ora faremo l’ultimo strato sottile di pasta. Adesso  una semi guarnizione con le mandorle tostate e caramellate, ne metteremo uno strato sul centro del cuore e inforniamo a 170° per 15 minuti. Lasciamo raffreddare i cuori, li cospargeremo di fili di agrumi e sopra lo zucchero a velo alla vaniglia.

FEDERICA   Grazie! Sono di una bellezza, poi, devono essere sicuramente squisiti, li farò per domani sera.  Buon  S.  Valentino anche a te!

15/02/2014

ELENA   Ho provato un dolce di carnevale, voglio mostrarti la foto, l’ho appena inventato.

FROLLINE  DI  CARNEVALE

FROLLINE  DI  CARNEVALE

Ingredienti: due uova e due tuorli, quattro cucchiai di olio di mais, 10 g di zucchero semolato, quattro cucchiai di brandy all’arancia 40 gradi , tre stecche di vaniglia, stelle filanti di arance grandi caramellate, zucchero a velo abbondante, farina per dolci q.b. per rendere l’impasto omogeneo né troppo duro né troppo molle, olio per friggere.

Esecuzione: facciamo una piccola fontana , mettiamo le uova, lo zucchero, il liquore, l’olio, la vaniglia, amalgamiamo il tutto aggiungendo ancora farina se necessario. L’impasto deve essere liscio ed elastico; tiriamo la sfoglia molto sottile, e con lo stampo oppure con il tagliapasta ricaviamo delle forme a cuore o a semicuore, incidendo degli animaletti nel centro. Portiamo l’olio al giusto punto di calore e faremo una frittura dorata ma non troppo; appena tolte dall’olio le mettiamo sull’assorbente una ad una, poi le cospargeremo subito di abbondante zucchero a velo e coriandoli di fili d’arancia caramellati.

FEDERICA   Sono intoccabili vero? Questo per me è l’impasto più friabile e croccante. Buona musica!

ELENA   Oggi non sei loquace o sbaglio?

FEDERICA   NO, NON SBAGLI!  SE  SOLO POTESSI PARLARNE ANCHE I MURI SI MERAVIGLIEREBBERO!

16/02/2014

FEDERICA   Spero di non disturbarti, ma avevo voglia di chiamarti, per parlare un po’; ho chiamato la mia amica di sempre ma oggi dice che non è giornata, eccomi che rompo le scatole a te.

 ELENA   Non mi rompi per niente se non fosse che questo imbecille si diverte a togliermi  metà della visuale del testo! Comunque non ti preoccupare, il Toro sa riprendersi con prontezza dalle crisi morali, dai dispiaceri e da batoste che eventualmente gli possono capitare. Domani andrà già meglio! Dai che ti faccio vedere la ricetta della pizza al mais.

PIZZA  ALLA  FARINA  DI  MAIS

PIZZA  ALLA FARINA  DI  MAIS

ingredienti: farina di mais macinato fine, acqua, sale, olio extra v. d’oliva, gorgonzola dolce, cipollotti,  lamelle di porcini.

Esecuzione: facciamo bollire l’acqua, saliamo, e con la frusta facciamo calare lentamente la farina fino a rendere l’impasto liscio ma non troppo sodo. Lasciamo cuocere curandoci di mescolare di tanto in tanto, poi, versiamo nella teglia per pizza passata prima con l’olio. La metteremo a riposare fino a quando si sarà intiepidita, nel frattempo taglieremo i cipollotti in modo sottile , trifoliamo i funghi e insieme al gorgonzola li stenderemo sulla pizza. Infornare a 200° per 20 minuti. La pizza si presenterà morbida dentro e croccante alle estremità ma buonissima! E con questa cara Fede ti auguro una bellissima serata!

FEDERICA   Grazie  di tutto!

17/02/2014

ELENA   Hai sbagliato ieri a non rimanere da noi! Dal momento che non c’era Alessandro potevi passare una serata meravigliosa! C’era Robert e sua moglie, abbiamo parlato moltissimo di cose belle.

FEDERICA   Hai ragione! Però oggi sto bene, molto bene, il lunedì è la giornata che mi piace di più. A proposito a quale testo ti riferivi ieri sera?

ELENA   Mi riferivo al testo del computer, ovvero la visuale per scrivere, ma poi si è risolto. Per me i giorni che mi sento più creativa forse sono proprio il sabato, la domenica e il lunedì. Ti va di parlarne? Invece della ricetta del giorno in questo spazio metterò le cose che più ti fanno stare così!

FEDERICA   Forse sono antiquata, ma non posso tollerare i bugiardi.

ELENA   La bugia o la menzogna? Sono due cose differenti. La bugietta in fin di bene, oppure la bugia furbetta ma non dannosa. La menzogna invece è grave, molto grave perché fa male a qualcuno, sempre; ci sono dei proverbi al riguardo che non mi va di ripetere. Comunque il bugiardo è di poco valore, non affidabile perché disonesto. Sai cosa diceva il mio maestro? Lui insegnava che il vero guerriero non ha uno spirito bellicoso e aggressivo, perché in combattimento deve adattare la sua azione a quella dell’avversario, sfruttando l’irruenza di quest’ultimo! Poi, diceva che una persona di valore perché onesta non è mai sconfitta!  A proposito, non sei antiquata, i principi sani non tramontano mai! Ciao Fede, a domani in cucina!

GLI SCACCHI SEI

11/02/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   È VERO CHE LA CARNE  È INDISPENSABILE?

ELENA   Anche su questo argomento vi sono pareri contrastanti, credo che tutto dipenda dalla psicologia , dallo stato di salute di ognuno di noi. Ti parlerò delle carni in generale.

La carne degli animali è un alimento di vitale importanza, basta non esagerare. È capace di rigenerare, con le proteine ed i sali minerali che contiene,  i tessuti del nostro corpo  e di produrre con il suo grasso calore ed energia. La sua composizione comprende infatti circa il 75% di acqua,  il 20% di sostanze proteiche, dal 5 al 30% di grassi ed inoltre sali  e vitamine.

La qualità dipende dalla razza, dall’età, dall’alimentazione e dello stato di salute dell’animale che l’ha fornita.  La carne si valuta inoltre dal colore (vi sono carni bianche di coniglio, vitello, pollame, agnello ecc. e carni rosse come il manzo, bue, cavallo ecc.), dall’odore gradevole, dalla consistenza soda ed elastica, dalla regolare distribuzione del grasso e dal grado di frollatura raggiunto.

La frollatura, cioè la progressiva maturazione subita dalla morte dell’animale al momento del consumo, ha grande importanza per l’appetibilità  e la salubrità della carne. Una giusta frollatura la rende tenera e saporita, mentre una eccessiva  la avvia alla decomposizione e può dare origine a sostanze tossiche sempre mortali: le ptomaine.

Ora ti presento un piatto di carne di animale da cortile: sono le scaloppine di carne di oca.

SCALOPPINE  DI  CARNE  DI OCA

scaloppine di carne di oca

Ingredienti: scaloppine q.b., pomodoro, prezzemolo,  dragoncello, origano fresco, pepe verde, pangrattato, vino bianco un bicchierino, brodo saporito di verdure , olio extra v. d’oliva. Per il pasticcio di verdure: patate, chiodo di garofano, spezie, curcuma, porri, cipollotti, latte, pecorino grattugiato.

Esecuzione: preparare le scaloppine, metterle a bagno con succo di arancia, sale e pepe, per due ore; preparare la casseruola bassa, fare un sughetto con cipollotto, pomodoro, le erbe, il vino poi, mettere un mestolo di brodo. Ora passiamo le scaloppine nel pangrattato fine, ben saporito, le adagiamo nella casseruola, le porteremo alla cottura ideale, curandoci di girarle delicatamente. Nel frattempo abbiamo messo le verdure tutte tagliate a fettine sottili in una teglia da forno, abbiamo fatto gli strati, abbiamo aggiunto il loro sapore, e la curcuma, il formaggio grattugiato per ogni strato, infine un poco di latte per agevolare la cottura in forno. Quando tutto sarà pronto impiatteremo ed eccolo nella foto sopra!

FEDERICA   Stupendo! Domani ti porterò una mia ricetta! Buon lavoro e buona musica!

12/02/2014

FEDERICA   Ho la ricetta dell’ossobuco affogato.  Sai che chi l’ha mangiato è rimasto entusiasta di questo piatto, speriamo sia vero!

ELENA   Sarò sincera te l’ho prometto!

OSSOBUCO  AFFOGATO

Ingredienti: ossibuchi q.b., un po’ di brodo, mezzo bicchiere di vino bianco, sale, pepe, peperoncino dolce, origano,  una foglia di alloro, due cipolle, un mazzetto di prezzemolo,  olio extra v. d’oliva, un pizzico di estragone, piselli stufati, un cucchiaino di farina di riso, crocchette di ceci.

Esecuzione: controlliamo gli ossibuchi, li incideremo sulla cotenna, poi li batteremo. Prendiamo due casseruole basse dal doppio fondo, in una li faremo rosolare nel recipiente precedentemente riscaldato, li sfumiamo col vino, li lasciamo dorare ben bene. Nell’altra casseruola abbiamo messo le cipolle tagliate con un cucchiaio di olio, le rosoliamo attentamente, poi ci adageremo gli ossibuchi, mettiamo i sapori, con l’aggiunta di brodo e porteremo alla cottura; la carne si presenterà bella distesa, ben cotta e dorata, ma specialmente molto buona. Ora, aggiungiamo sale, pepe, peperoncino ancora un poco di erbe, il cucchiaino di farina per addensare completamente il sughetto, infine l’olio. Impiattare con lo stufato di piselli accanto e servire con crocchette di ceci.

ELENA   Posso solamente dirti : bravissima,  sono veramente deliziosi! E poi, sono a basso contenuto di grassi, anche perché abbiamo tolto tutto, e lasciato solamente un poco di cotenna.

13/02/2014

ELENA   Cara Fede oggi sono in ritardo, per farmi perdonare ti ho portato una ricetta dolce di S. Valentino, l’ho provata venti giorni fa circa, aspetta e vedrai!

CUORI  DI FROLLA

I CUORI DI S. VALENTINO

Ingredienti: marasche dolci sciroppate, cioccolato fondente dolce, 70o g di farina per dolci, fecola di patate 10%, due uova e due tuorli, una bustina di lievito per dolci, zucchero semolato 250 g, burro fresco 100 g, mandorle vestite 100 g, filini canditi di agrumi 20 g, zucchero a velo q.b. latte, un bicchierino di liquore alle amarene.

Esecuzione: sulla spianatoia facciamo una fontana con la farina, la fecola, il lievito, lo zucchero,  le uova, il burro disfatto a temperatura ambiente, il liquore. Amalgamiamo il tutto fino a renderlo molto omogeneo; adesso imburriamo gli stampi a cuore, versiamo un po’ dell’ impasto, poi, mettiamo il cioccolato fuso con il latte, sopra il cioccolato le marasche; ora faremo l’ultimo strato sottile di pasta. Adesso  una semi guarnizione con le mandorle tostate e caramellate, ne metteremo uno strato sul centro del cuore e inforniamo a 170° per 15 minuti. Lasciamo raffreddare i cuori, li cospargeremo di fili di agrumi e sopra lo zucchero a velo alla vaniglia.

FEDERICA   Grazie! Sono di una bellezza, poi, devono essere sicuramente squisiti, li farò per domani sera.  Buon  S.  Valentino anche a te!

15/02/2014

ELENA   Ho provato un dolce di carnevale, voglio mostrarti la foto, l’ho appena inventato.

FROLLINE  DI  CARNEVALE

FROLLINE DI CARNEVALE

Ingredienti: due uova e due tuorli, quattro cucchiai di olio di mais, 10 g di zucchero semolato, quattro cucchiai di brandy all’arancia 40 gradi , tre stecche di vaniglia, stelle filanti di arance grandi caramellate, zucchero a velo abbondante, farina per dolci q.b. per rendere l’impasto omogeneo né troppo duro né troppo molle, olio per friggere.

Esecuzione: facciamo una piccola fontana , mettiamo le uova, lo zucchero, il liquore, l’olio, la vaniglia, amalgamiamo il tutto aggiungendo ancora farina se necessario. L’impasto deve essere liscio ed elastico; tiriamo la sfoglia molto sottile, e con lo stampo oppure con il tagliapasta ricaviamo delle forme a cuore o a semicuore, incidendo degli animaletti nel centro. Portiamo l’olio al giusto punto di calore e faremo una frittura dorata ma non troppo; appena tolte dall’olio le mettiamo sull’assorbente una ad una, poi le cospargeremo subito di abbondante zucchero a velo e coriandoli di fili d’arancia caramellati.

FEDERICA   Sono intoccabili vero? Questo per me è l’impasto più friabile e croccante. Buona musica!

ELENA   Oggi non sei loquace o sbaglio?

FEDERICA   NO, NON SBAGLI!  SE  SOLO POTESSI PARLARNE ANCHE I MURI SI MERAVIGLIEREBBERO!

16/02/2014

FEDERICA   Spero di non disturbarti, ma avevo voglia di chiamarti, per parlare un po’; ho chiamato la mia amica di sempre ma oggi dice che non è giornata, eccomi che rompo le scatole a te.

 ELENA   Non mi rompi per niente se non fosse che questo imbecille si diverte a togliermi  metà della visuale del testo! Comunque non ti preoccupare, il Toro sa riprendersi con prontezza dalle crisi morali, dai dispiaceri e da batoste che eventualmente gli possono capitare. Domani andrà già meglio! Dai che ti faccio vedere la ricetta della pizza al mais.

PIZZA  ALLA  FARINA  DI  MAIS

PIZZA ALLA FARINA DI MAIS

ingredienti: farina di mais macinato fine, acqua, sale, olio extra v. d’oliva, gorgonzola dolce, cipollotti,  lamelle di porcini.

Esecuzione: facciamo bollire l’acqua, saliamo, e con la frusta facciamo calare lentamente la farina fino a rendere l’impasto liscio ma non troppo sodo. Lasciamo cuocere curandoci di mescolare di tanto in tanto, poi, versiamo nella teglia per pizza passata prima con l’olio. La metteremo a riposare fino a quando si sarà intiepidita, nel frattempo taglieremo i cipollotti in modo sottile , trifoliamo i funghi e insieme al gorgonzola li stenderemo sulla pizza. Infornare a 200° per 20 minuti. La pizza si presenterà morbida dentro e croccante alle estremità ma buonissima! E con questa cara Fede ti auguro una bellissima serata!

FEDERICA   Grazie  di tutto!

17/02/2014

ELENA   Hai sbagliato ieri a non rimanere da noi! Dal momento che non c’era Alessandro potevi passare una serata meravigliosa! C’era Robert e sua moglie, abbiamo parlato moltissimo di cose belle.

FEDERICA   Hai ragione! Però oggi sto bene, molto bene, il lunedì è la giornata che mi piace di più. A proposito a quale testo ti riferivi ieri sera?

ELENA   Mi riferivo al testo del computer, ovvero la visuale per scrivere, ma poi si è risolto. Per me i giorni che mi sento più creativa forse sono proprio il sabato, la domenica e il lunedì. Ti va di parlarne? Invece della ricetta del giorno in questo spazio metterò le cose che più ti fanno stare così!

FEDERICA   Forse sono antiquata, ma non posso tollerare i bugiardi.

ELENA   La bugia o la menzogna? Sono due cose differenti. La bugietta in fin di bene, oppure la bugia furbetta ma non dannosa. La menzogna invece è grave, molto grave perché fa male a qualcuno, sempre; ci sono dei proverbi al riguardo che non mi va di ripetere. Comunque il bugiardo è di poco valore, non affidabile perché disonesto. Sai cosa diceva il mio maestro? Lui insegnava che il vero guerriero non ha uno spirito bellicoso e aggressivo, perché in combattimento deve adattare la sua azione a quella dell’avversario, sfruttando l’irruenza di quest’ultimo! Poi, diceva che una persona di valore perché onesta non è mai sconfitta!  A proposito, non sei antiquata, i principi sani non tramontano mai! Ciao Fede, a domani in cucina!

NEL LABORATORIO DI EMI E PETER DODICESIMA PARTE

04/02/2014

PARADISO  DELLE ERBE

L’ECHIO

L’echio è una pianta biennale, ma può essere anche perenne dipende dalla qualità del terreno. Appartiene alla famiglia delle “Borraginaceae”: nel primo anno produce un cespo di foglie a forma di rosetta,  dal quale nel secondo anno sviluppa il fusto  eretto alto fino a 60 cm, talvolta ha  corti rami alla base. La pianta è munita di lunghe setole rigide che nascono da un tubercolo di color porporino. Le foglie basali sono lanceolate lunghe 10 cm, larghe 1,5 cm , con un apice dalla forma acuta, che vanno allargandosi fino ad arrivare a restringersi alla base. L’infiorescenza è un’insieme di campanule formate da numerosi rachemi che si allungano durante la fioritura e la maturazione. I fiori hanno una brattea alla base, il calice ha 5 lobi lineari mentre la corolla è tubolare terminando in una fauce allargata irregolare come una campana dai colori rosa rosso blu- viola brillante; i frutti sono composti da quattro acheni piccoli grigi. L’echio cresce in tutta Italia, dalle zone marine a quelle montane, nei boschi, nei giardini incolti, nei campi.

In medicina si usano le sommità fiorite. L’echio ha proprietà molto simili a quelle della borragine; sono depurative diuretiche per quanto concerne l’azione sull’apparato escretore; emollienti, e antiinfiammatorie sull’apparato respiratorio.

Le sommità fiorite si raccolgono in maggio-luglio, recidendo le infiorescenze a 10 cm sotto il fiore. Li lasciano essicare all’ombra, si conservano in sacchetti di carta o tela.

EDERA  TERRESTRE

L’edera terrestre è una pianta perenne col fusto strisciante che parte dal terreno con due tipi di rami: alcuni eretti e portanti i fiori,, altri lungamente striscianti dai nodi radicanti. È molto diversa dal tipo di edera che troviamo ad ornare i muretti di cinta. Le foglie hanno consistenza tenera, opaca, sono pelose, a differenza dell’altra che ha foglie lucide e lisce. Hanno una forma di cuore,con la superficie rugosa dal margine seghettato che da all’apice della foglia una forma di triangolo. I fiori sono riuniti in cinque all’ascella delle foglie , sono di colore rosa violaceo. I frutti sono racchiusi nel calice, sono di colore brunastro dalla superficie liscia.

L’edera terrestre è tipica dell’Italia settentrionale, cresce dal mare ai monti, si trova nei campi, nei boschi, predilige i luoghi umidi.

 In medicina viene usata la parte aerea della pianta, si raccoglie in maggio-giugno , si essica lasciandola appesa in mazzetti, in un posto aerato all’ombra,  si conserva in sacchetti di tela. Le sue proprietà sono state confermate dai ricercatori di fine Ottocento, ancora oggi sono convalidate. L’edera terrestre è fra le piante che favoriscono la cicatrizzazione delle piaghe e delle ferite; utile per lenire lievi ustioni e infiammazioni della pelle. In più ha proprietà tossifughe, espettoranti, astringenti, favorisce l’espulsione del catarro bronchiale.

05/02/2014

L’ELICRISIO

L’elicrisio è una pianta molto ramificata, forma dei cespugli più o meno grandi  alti circa 40 cm. di colore verde biancastro per la presenza di tomentosità. Appartiene alla famiglia delle ” Asteraceae “. Le foglie sono inserite alternatamente sui fusti, hanno forma lineare sono lunghe 4 cm e larghe due mm, hanno il margine ripiegato verso il basso.  I fiori sono dei corimbi composti da numerosi capolini: da dieci a quindici, posti all’estremità del fusto; i capolini sono formati da un involucro con una serie di brattee di forma triangolare con superficie lanuginosa. All’interno di questi sono contenuti i veri fiori di colore giallo con una lunga corolla tubolare terminata da cinque lobi a triangolo.  I frutti sono degli acheni, nella parte superiore è inserito il pappo di peli semplici che serve ad aiutare la disseminazione.

L’elicrisio é diffuso in tutte le zone d’Italia, è una pianta prettamente italiana, dagli Appennini alla pianura, verso il sud nella regione mediterranea, nelle zone rocciose, è meno frequente nella zona montana.

In medicina si usano le sommità fiorite che si raccolgono da giugno ad agosto, all’inizio della fioritura, evitando la porzione legnosa inferiore. Si riuniscono in mazzetti, si essicano all’ombra; si conservano in recipienti di vetro. Le sue proprietà sono tossifughe, antireumatiche, antiinfiammatorie, analgesiche. È usato ancora oggi per sedare gli eccessi di tosse, in particolare la pertosse; attenua gli attacchi d’asma e le infiammazioni di origine allergica della mucosa nasale. Ha utili effetti nei mal di testa e nelle  emicranie insistenti.

06/02/2014

L’ELIOTROPIO

L’eliotropio è una pianta annuale dal fusto eretto o ascendente; è una pianta tomentosa che le fa assumere un colore verde grigiastro. Appartiene alla famiglia delle “Borraginaceae” può arrivare ad un’altezza di mezzo metro. Le foglie sono di forma ovale, con un picciolo corto dal margine intero e sono più o meno arrotondate alla base e ottuse all’apice.  I fiori sono inseriti all’ascella delle foglie, e da rachemi terminali spesso riunti a due a due. Sono un po’ peduncolati; hanno il calice diviso in cinque sepali lineari, che dopo la fioritura si aprono a stella; la corolla si divide in alto in cinque lobi arrotondati sono di colore giallo in basso mentre il resto è di colore bianco.

Questa pianta cresce in tutt’Italia, al mare, nei luoghi erbosi, nei campi, nei luoghi soleggiati , cresce anche nelle stoppie del grano.

In medicina si usa la porzione aerea della pianta; ha proprietà astringenti, sedative, analgesiche. L’eliotropio ha proprietà di combattere nevralgie, dolori e mal di testa, come cefalee ed emicranie.

La pianta si raccoglie all’inizio della fioritura eliminando la porzione inferiore, si fanno dei mazzetti , si lasciano essicare in un luogo aerato ma all’ombra, poi si conserva in vasetti di vetro.

19/02/2014

L’ERBA  ROBERTA

L’erba Roberta è una pianta annuale, con una corta radice, ha il fusto eretto basso da 20 a 40 cm, frequentemente sdraiato sul terreno, è peloso in basso , tutta la pianta ha un aspetto verde  lucido, anche se a volte può assumere un colore rossastro. Appartiene alla famiglia delle ” Geraniaceae “,  le foglie inferiori hanno un picciolo lungo, sono a forma palmata e frastagliata, mentre quelle superiori è molto più corto; il lembo è diviso in tre foglie più piccole e meno incise.

I fiori sono riuniti a due a due su lunghi peduncoli all’ascella delle foglie superiori, il calice ha cinque sepali, la corolla è formata da cinque petali di colore rosa o bianco, stretti alla base e larghi e arrotondati alle estremità. I frutti sono acheni particolari, contenenti i semi. Quest’erba si trova in Italia, dalla regione marina a quella subalpina, nei terreni rocciosi, sui muri, nelle zone ombrose e nel sottobosco.

Le sue proprietà sono quelle di regolatore intestinale e del ciclo mestruale, astringenti e vulnerarie. I suoi principi attivi sono in particolare i tannini, Ha molte prerogative salutari, anche antiemorragiche e cicatrizzanti.

L’erba Roberta si raccoglie durante la fioritura, che va da aprile a luglio: si taglia a pochi cm  dal colletto e si usa tutta la parte aerea della pianta. Si fa essicare all’ombra, in mazzetti appesi in un posto aerato ma al riparo dalla polvere e si conserva in sacchetti di carta o tela.

 21/02/2014

L’ERBA  RUGGINE

L’Erba ruggine è una felce alta non più di 15 cm; dal suo rizoma nascono numerose fronde. Le fronde sono di forma lanceolata, dai lobi variamente dentati. Il picciolo e la parte inferiore della fronda sono coperti da numerose squame di colore ruggine. Appartiene alla famiglia delle ” Aspleniaceae “, l’erba ruggine non produce fiori, ma nella superficie inferiore si trovano dei sori dai quali maturano le spore che sono responsabili della riproduzione della pianta. Questa pianta è una delle poche che riescono a vivere anche in ambienti non eccessivamente umidi, ma predilige le zone rocciose, cresce sui pendii e sui muri di tutto il nostro Paese.

È una pianta dalle mille virtù, ha proprietà astringenti, tossifughe, diuretiche, emollienti, ecc. I suoi  principi attivi sono gli amminoacidi, i tannini e i flavonoidi. Le parti usate in medicina sono il rizoma e le fronde; si fanno essicare separati,  all’ombra,  e si conservano in sacchetti di carta. Continua nel prossimo articolo…

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE TERZA PARTE

04/02/2014

Che cosa succede se abbiamo un deficit di trasporto dei principi nutritivi attraverso la mucosa intestinale? Avvertiamo sintomi?

Angelo

Senza l’assimilazione dei principi nutritivi degli alimenti, i disturbi sono complessi e caratteristici anche perché si ha un accumulo di materiali ingeriti nel lume dell’intestino. Vi possono essere fattori molteplici di natura intestinale come: malformazioni congenite, o asportazione chirurgica di una parte dell’intestino, deficit enzimatici dell’epitelio della mucosa, infezioni, stati infiammatori ecc. Possono essere anche di natura extra-intestinale come: alterazioni del fegato, malattie del pancreas, alterazioni locali del circolo ematico e linfatico, scompenso cardiaco, anoressia, abulimia e altre patologie. La mancata assimilazione delle proteine, delle vitamine ecc. determina ovviamente un quadro sintomatologico, caratterizzato da malnutrizione si avranno i disturbi da carenze vitaminiche, di sali minerali, di proteine, quindi  si noteranno steatorea, distensione abnorme dell’addome dovuta all’accumulo di gas e di materiali ingeriti depositati.

Elena  Lasagna

05/02/2014

Quali sono i sintomi della” STENOCARDIA” mio padre soffriva di “coronaropatia”, credo di avere la stessa malattia, cosa dovrei fare per prevenire l’invalidità?

Guglielmo

La “stenocardia” è “l’angina pectoris”. Se ancora non sei andato dal medico dovresti farlo al più presto sia che tu averta sintomi sia che non abbia nessuna sintomatologia, almeno ti metti il cuore in pace (come si suol dire). La stenocardia è caratterizzata proprio dalla presenza di dolore forte nella regione retrosternale, con irradiazione tipica alla spalla, al braccio, al polso sinistro e alla parte sinistra della mascella, ti pervade un senso d’angoscia. Spesso questa patologia è da ricercare proprio in un’insufficienza coronarica con conseguente diminuzione della pressione di ossigeno nel sangue (anossiemia miocardica) di conseguenza c’è un malfunzionamento delle terminazioni sensitive nervose dei vasi coronarici. Si potrà vedere fin dell’esame elettrocardiografico; se avrai questa patologia l’elettrocardiogramma segnalerà alterazioni del complesso ventricolare, anomalie dell’onda T, slivellamento del tratto S-T,  e comparsa di onde Q…ad alto voltaggio. La stenocardia è associata spesso ad affezioni extracardiovascolari come gotta, diabete, ecc. quindi se ne dovessi essere affetto dovresti seguire i consigli e le medicine che ti suggerirà il medico cardiologo, poi, abolire tutte le condizioni scatenanti.

Elena  Lasagna

06/02/2014

Vorrei sapere se la ” Paracheratosi ” è una malattia precancerosa. Grazie!

Elisabetta 2

La Paracheratosi non viene considerata una malattia precancerosa; è una modificazione dell’aspetto dell’epitelio che diminuisce di spessore e forma una “cheratina” (che è lo strato corneo). È una trasformazione sì dell’epitelio che è lo strato di rivestimento della mucosa, normalmente non” corneo” in epitelio simile alla pelle dermoide. Ciò avviene in generale, in risposta a una irritazione cronica della mucosa: é infatti un normale mezzo di difesa della mucosa.

Elena  Lasagna

07/02/2014

Che cosa significa ” Dottrina degli  istinti “?

Maurizio

In psicanalisi la dottrina degli istinti costituisce uno degli aspetti più importanti del pensiero di  S.  Freud; rappresentano le esigenze di ordine somatico dell’organismo. Essi possono rivolgersi sia verso l’individuo sia verso l’esterno. Semplicemente un comportamento o un  insieme di comportamenti coordinati e convergenti a uno scopo, generato da una tendenza interna e diretto verso un fine biologico preciso. Vi sono altre teorie e cioè sarebbe una tendenza ad agire e i comportamenti che ne risultano sarebbero “attività istintive”. Comunque in tutte le teorie o  definizioni date dall’istinto è il fatto di considerarlo qualcosa di  innato, legato ereditariamente alla specie e indirizzato verso dei fini biologicamente utili come riproduzione, conservazione della specie.

Elena  Lasagna

07/02/2014

Che cos’è la pellagra? Come si manifesta? Si può guarire?

Monica

La “pellagra” è una malattia dovuta a carenza di amminoacidi e di vitamine del gruppo B; vitamina PP. Ancora oggi nei paesi colpiti dalle guerre, nelle popolazioni che si alimentano a base di alimenti poveri sono frequenti i casi di pellagra. È caratterizzata da eritemi pruriginosi a carico della cute e delle mucose della bocca; interessa anche tutto l’apparato digerente, le funzioni motorie, sensitive, e la sfera psichica come la demenza ecc. Sì, si può guarire ripristinando il quadro per effetto della somministrazione di vitamina idrosolubile detta anche “niacinammide”,  e vitamina  PP detta anche fattore antipellagroso.

Elena  Lasagna

10/02/2014

Mi parleresti della cistite? Quali sono le cause che conducono alla cistite?

Alice e Gabriella

La cistite è un processo infiammatorio acuto o cronico, a volte può essere primitivo della vescica. Questo disturbo o patologia è in genere dovuto a infezioni batteriche che si propagano per via discendente, dal  rene, o per via ascendente, dall’uretra; o a stenosi uretrale; o a presenza di corpi estranei o patologici della vescica; o allo stato di gravidanza; O alla virulentazione che proviene dall’intestino. La vescica è legata anche agli organi adiacenti: intestino, colon, utero, ovaie. Da non confondere con l’endometrite che a volte può cominciare con sintomi urinari come una falsa cistite.

La cistite acuta può essere provocata da agenti batterici, da piogeni comuni, sostanze chimiche, irritazioni meccaniche ( come  il contatto di blue- yeans troppo stretti, calze irritanti, ecc. ) Mentre invece nel caso della cistite cronica è diversa dalla cistite acuta sia come sintomatologia, sia come manifestazione dei disturbi. Alcune forme di cistite cronica sono dovute proprio dalle condizioni atrofiche delle mucose e/o quasi sempre conseguente ad una tubercolosi renale ( cistite tubercolare). Mentre nella cistite acuta la sintomatologia è minzione frequente, falso bisogno urinario, o con minzioni scarsissime, nella cistite cronica i disturbi comportano pollachiuria modesta, lieve disuria che possono essere assenti o corrispondere a riacutizzazioni, per cui la malattia è riconoscibile dall’esame delle urine che rivela una “piuria”. Alcuni disturbi possono far sospettare un’infezione delle vie alte, dolori nelle logge renali, febbre, nausea e vomito, ematuria.  La diagnosi d’infezione urinaria è possibile solo quando un numero significativo di batteri è stato isolato alla coltura. I sintomi clinici hanno meno importanza, perché vi sono cistiti asintomatiche e sintomi urinari senza cistite.  La maggior parte delle cistiti è originaria da un solo batterio.  Si può perciò ritenere che,  quando più batteri si ripresentano alla coltura, c’è stata una contaminazione di questa da parte dei germi della pelle o di altri. La miglior prevenzione possibile per le cistiti è bere molto per evitare la stasi,  fattore che favorisce l’infezione!

10/02/2014

È vero che indossare scarpe strette favorisce l’insorgere della cellulite?

Vera

Credo proprio di sì, se si considera  che ogni singolo organo  viene proiettato nel piede per via riflessa,  è facile comprendere come una stimolazione di queste aree possa ripristinarne la funzionalità,  dal punto di vista sia energetico che circolatorio. Immagina dunque, i nostri piedi sacrificati in scarpe strette o non adeguate! Oltre al mal di piedi che dev’essere una sofferenza insopportabile; andiamo a maltrattare anche tutti gli altri organi compresa la circolazione e la microcircolazione. Pertanto, tutto ciò che determina una stimolazione generale di questi punti è un attivante di una pompa importantissima, ” il piede “,  che viene considerato  ” il cuore periferico”.

Parte tutto dai piedi e dalle mani!

Sulla base di quanto codificato da ” Fitzgerald “, si ha una prima suddivisione delle zone del corpo in dieci linee verticali che, partendo dalla testa, arrivano alle estremità e che collegano gli organi, nella loro esatta collocazione anatomica, vale a dire che gli organi presenti nella parte destra del corpo sono rappresentati nel piede e nella mano destra;  mentre tutti gli organi presenti nella parte sinistra del corpo sono rappresentati  nel piede e nella mano sinistra.

Per facilitare la ricerca dei punti sono state tracciate tre linee immaginarie che creano un’ulteriore suddivisione in senso orizzontale. La prima linea, detta ” del cingolo scapolare “, è posta alla base delle dita.  La seconda linea ” margine costale inferiore ” è situata fra le ossa lunghe e le ossa brevi del piede. La terza linea ” del cingolo pelvico ” delimita le zone del calcagno.

Questa prima suddivisione facilita e rende più leggibili le posizioni che, nel piede, vengono  ad occupare le zone riflesse dei singoli organi. Per visualizzarle basta fare riferimento alla loro esatta collocazione anatomica.

Basterà infatti proiettare su entrambi i piedi l’intera sagoma del corpo umano, tenendo conto che detta proiezione avviene sui piedi intesi come una unità, di cui la parte centrale rappresenta il centro del nostro corpo. Avremo così diverse proiezioni del piede che verranno chiamate:  1) zona plantare;  2) zona dorsale;  3) zona laterale;  4) zona mediale.  Nella zona mediale quindi verranno rappresentati tutti gli organi  centrali del nostro corpo,  mentre nella zona laterale saranno rappresentati tutti gli organi esterni.

Un altro punto di riferimento è costituito dalla struttura ossea del piede, che riflette sempre una zona relativa all’apparato scheletrico.

Nella zona plantare invece, cioè nella parte molle,  sono riflessi tutti gli organi interni, come il cuore, il fegato, i polmoni, e l’apparato digerente. Non esistono infatti organi singoli,  ma degli apparati che comprendono più organi in genere interessati e coinvolti nel funzionamento dell’apparato stesso.  Sarebbe  quindi errato prendere in considerazione soltanto una parte di una struttura, senza andare a ricercare come funzionano le parti a essa collegate. Spero di essere stata chiara.

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTOTTESIMA PARTE

01/02/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   In questo articolo parliamo del rapporto ” RADIAZIONI  E  ALIMENTI “.

Tutto ciò che vive sprigiona radiazioni e le radiazioni mantengono in vita! Tutti gli esseri umani sani emettono onde tra i 6200 ei  7000 ångstrom  (A); al di sotto dei 6500 A si ha malattia. Se il corpo emette radiazioni grazie alle onde cosmiche o tellurgiche, alle onde dello spettro solare e alle onde dei prodotti alimentari.

Gli alimenti superiori  (10000-6500 A) sono: polpa e succo di frutta; pane integrale; cereali integrali; semi e il loro olio; quasi tutte le verdure crude o cotte a vapore; qualche prodotto di origine animale: prosciutto affumicato, pesce e frutti di mare freschi e crudi, burro fresco, panna e formaggi non fermentati, uova di giornata.

GLI ALIMENTI DI SOSTEGNO (6500-3000 A) sono: latte fresco; burro, uova, miele, zucchero, vino, legumi cotti in acqua bollente; pesce di mare cotto.

Gli alimenti inferiori (meno di 3000 A ) sono: carne cotta, frattaglie, salumi; uova di 15 giorni e più; latte bollito; caffè, tè, cioccolata, marmellata, pane bianco, formaggi fermentati.

Gli alimenti morti (non emettono alcuna apprezzabile radiazione) sono: conserve, margarine; super  alcoolici; zucchero raffinato; farine raffinate e paste alimentari. Fin qui i diversi principi si accordano e si completano, ma vi sono teorie ancora più rigide che possono servire solo in casi particolari, pur restando potenzialmente pericolose. Continua nel prossimo articolo…

03/02/2014

ELENA  Vorrei farti provare questo carpaccio di TROTA, immerso in una salsina vitaminica ma deliziosa.

FEDERICA   A me il pesce crudo non piace, di conseguenza non riesco nemmeno a cucinarlo.

ELENA   Prima di dire no dovresti provarlo, almeno senti la ricetta!

TROTA  IN  SALSA  VERDE

TROTA IN SALSA VERDE

Ingredienti: trota salmonata, olio extra v.d’oliva, sale, pepe, aceto di mele, pompelmo bianco, germogli di cicoria verde, sedano rapa, peperone verde, peperone rosso, cipolline, carote, funghetti, vino bianco, stracchino fresco.

Esecuzione: puliamo bene la trota dalle lische, la mettiamo a marinare nella salsina di peperone, sale, pepe, pelmo, aceto di mele. Nel frattempo cuciniamo le verdure: grattugiamo il sedano rapa, lo condiamo con olio, sale, pepe e due cucchiai di stracchino molle, faremo un impasto come se fosse un purè cotto. Adesso tagliamo le verdure a piccoli pezzettini, le mettiamo a marinare con l’aceto di mele e vino bianco 50 e 50, mentre togliamo il pesce dalla farcia, lo mettiamo con l’olio (il pesce si è insaporito ed ha assunto quel gusto gradevole da  farci dimenticare  di essere crudo. Mettiamo la salsina di radicchio o cicoria verde nel piatto da portata, sopra adageremo il pesce,  lo contorniamo con il sedano rapa e le verdurine marinate,  saporite ma non troppo aspre o forti!

ELENA  Mi prometti che lo farai con amore? Poi, mi dirai!

FEDERICA   Devo dirti sinceramente che mi convince! Ti sento felice o mi sbaglio?

ELENA   No, non ti stai sbagliando, sai, quando si passa una giornata intera con il Dottor  Robert e sua moglie non puoi sentirti che felice! Quando incontri degli amici veri valgono più di ogni altra cosa, li consideri come della tua famiglia. A proposito, hai provato il mio caffè? L’ho inventato proprio per la signora del dottor Robert. Ovviamente non è il solito caffè che si prende dopo i pasti!

FEDERICA   Ti pare? Curiosa come sono l’ho già fatto due volte! È piaciuto molto sai? Grazie! Ti auguro una splendida giornata!

04/02/2014

ELENA   Sei pronta per una ricetta di pesce di mare?

FEDERICA   Sì , purché non sia palombo, da un po’ di tempo non lo gradisco, non so perché ma è proprio così!

ELENA  No, oggi faremo del pesce povero: alici, sarde, e gamberetti, con un contorno di verdure crude tagliate molto sottili; abbi fiducia!

ALICI  SARDE  E  GAMBERETTI IN SALSA DI PISTACCHI

Ingredienti: alici, sarde e gamberetti freschi q.b. Pistacchi verdi, pepe, sale, dragoncello, menta, scalogni, origano, olio extra v. d’oliva, aceto di mele, pangrattato, formaggio spalmabile. Un peperone verde, un cappuccio, un carciofo , un radicchio rosso, finocchio, un’arancia e un limone.

Esecuzione: laviamo e nettiamo tutto il pesce, facciamo un trito di erbe, le addizioniamo al pangrattato, sale e pepe. Passiamo le alici e le sarde in questa farcia; pennelliamo con ‘olio  la carta da forno  stendiamo i pesciolini,  li metteremo in forno a 180° per solo 5 minuti. Nel frattempo abbiamo messo i gamberetti  al vapore con acqua e aceto di mele, li sbollentiamo per 10 min, poi, faremo una crema con formaggio fuso, brodo vegetale e pistacchi al mixer; mescoliamo i gamberetti con questa cremina, aggiungeremo delle foglie di menta dolce e qualche goccia di aceto. Adesso faremo le verdure: le laviamo accuratamente poi, le taglieremo molto sottili compreso il carciofo. Le condiamo con il dragoncello, l’olio, l’arancia a fettine, e una spruzzata di limone.  Impiattiamo il pesce in un unico piattone accompagnandolo con le verdure miste.

FEDERICA   Sto immaginando i piatti colorati, ma sto pensando anche al loro sapore.

ELENA   Sapevo che ti sarebbe piaciuto, anche perché è molto gustoso. Sai sto inventando un’altra torta, ma quando la realizzerò avrai la foto, promesso! Questa è adatta anche per la festa di San. Valentino, un’altra sì.

FEDERICA   Quando incomincio a cucinare poi non vorrei più smettere!

ELENA  Non per questo hai il ristorante!

05/02/2014

ELENA   Ho una ricetta nuova di crespelle, ho pensato alla salute ma anche al gusto; salute e gusto devono amalgamarsi perfettamente.

CRESPELLE  DI  BACCALÁ  IN  CACCIATORA

Ingredienti per le crespelle: farina di ceci, farina di grano saraceno e farina di frumento tipo “0” in parti uguali, latte, sale, pepe, uova, spezie miste, un filo di burro per ungere la padella. Baccalà, cipolle, scalogno, 2 chiodi di garofano, origano, due bacche di ginepro,  prezzemolo, un filo di pane e parmigiano grattugiati , vino bianco.

Esecuzione: mettere il baccalà  nel pane e parmigiano grattugiati, poi in casseruola con lo scalogno, le cipolle tritate, i chiodi di garofano, il ginepro, prezzemolo, origano e il vino bianco. Lasciamo cuocere perfettamente,  raffreddare,  aggiungeremo appena un filo di olio. Adesso sbatteremo gli ingredienti per le crespelle, le faremo molto sottili, mettiamo il ripieno e le adageremo in casseruola bassa da forno, le bagneremo con un filo di latte, una manciata di parmigiano, e via in forno  a 200° per 10 minuti.

FEDERICA   Le farò subito! Anzi, nel ristorante ci sarà il giorno delle crespelle.

ELENA   Puoi farle anche con altri pesci, oppure alle erbe e spinaci, o anche ai funghi; la pastella però dovrà essere molto leggera e sottile: ecco la differenza!

FEDERICA   Ti auguro una giornata di lavoro e musica!

06/02/2014

ELENA   Andiamo avanti ancora con il pesce. Voglio farti assaggiare dei tranci di pesce in salsa particolare ma molto gradevole.

PESCE  BIANCO  IN SALSA DI  CASA  MIA

Ingredienti: merluzzo, o spigola, oppure orata. Cipollotti freschi, yogurt cremoso naturale, sale e pepe, olio extra v.d’oliva dolce, origano basilico, chiodo di garofano  due cucchiai di sugo al pomodoro fresco, brodo vegetale.

Esecuzione: mettiamo in padella pochissimo olio e i cipollotti tagliati molto fini, mettiamo il pesce in tranci o in filetti li giriamo fino a farli dorare ma non devono assumere il colore brunito. Adesso aggiungiamo un poco di brodo, le erbe,  il chiodo di garofano e lasciamo cuocere al punto giusto. Una volta cotto il pesce lo trasportiamo nel piatto da portata dove c’è una salsa deliziosa che lo aspetta; fatta con yogurt, sugo di pomodoro, sale, pepe, un filo di olio, un pizzico di prezzemolo, e andiamo a raccogliere il sughetto dei cipollotti.

FEDERICA   Detto così non mi piaceva molto, ma solo a vederlo come si presenta mi è venuta la voglia di assaggiarlo, devo dirti che è  raffinato sì,  ma è il più squisito!

ELENA   Meno male!  Grazie! A domani!

07/02/2014

FEDERICA   Quando metterai ancora le foto dei piatti?

ELENA   Forse domani, o lunedì, ma oggi ti presento un bel piatto unico con verdure e prosciutto in crosta.

VERDURE  E  PROSCIUTTO  IN  CROSTA

Ingredienti: spinaci, patate, cipollotti tropea, sale, pepe,  due chiodi di garofano, olio extra v. d’oliva, due etti di prosciutto stagionato, pane e parmigiano grattugiati, latte, due uova, farina senza glutine.

Esecuzione: laviamo bene tutte le verdure, tritiamo i cipollotti, li mettiamo a cuocere con poco brodo vegetale o acqua, tagliamo gli spinaci, li mettiamo al vapore per una cottura ideale; lo stesso vale per le patate. Ora nella casseruola mettiamo un cucchiaio di olio, facciamo soffriggere due cipollotti, mettiamo la farina, poi, il latte, aggiustiamo di sale e pepe. Ora prendiamo le verdure tutte cotte e tagliate molto fini , aggiungeremo due uova , amalgamiamo, e le mettiamo nella crema ottenuta. Adesso ungiamo la tortiera, si cosparge un po’ di pane e parmigiano grattugiati, lasciamo cuocere a 170 ° per 35 minuti. Togliamo la torta dorata dal forno, lasciamo intiepidire un attimo poi, sganceremo la cerniera della teglia,  taglieremo a fettine la torta di verdure la rimettiamo in forno alto per 5 min, la leviamo e sopra ogni fettina mettiamo due fette di prosciutto. Servire con un bianchetto delle zone.

FEDERICA   Che bontà! Mi hai fatto venire l’acqualina in bocca!

ELENA   Ci credo, se sarà fatta bene è proprio deliziosa. Ha un profumo! Ben cotta e amalgamata, è morbida dentro e croccante in superficie, il prosciutto si scioglie, insomma è proprio buona buona! Ci sentiamo nel prossimo articolo.

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTISETTESIMA PARTE

30/01/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Vogliamo parlare dei lieviti? Del lievito di birra,  il lievito madre  m’ inquieta un po’, non solo per la lunga lavorazione ma per quei milioni di microrganismi che contiene, sono innocui alla salute?

ELENA   Incominciamo dal lievito di birra, è un fungo, vive su materie zuccherine come cereali germogliati, miele e melassa. Quello che viene utilizzato per la panificazione è chiamato ” lievito alto “, con attività ottimale a 18° C oppure per la fabbricazione della birra ” lievito basso “, attivo a 5-6 °C. Quest’ultimo viene seccato e viene usato anche come alimento rivitalizzante. Il lievito è un alimento ricchissimo in proteine fornite di tutti gli amminoacidi essenziali, ma soprattutto è ricco di vitamine, in particolare quelle del complesso” B “.  Svolge un’azione ricostituente generale, un’azione  disintossicante favorendo l’attività epatica. Migliora la digestione e rispetta l’intestino favorendo l’eliminazione delle scorie azotate; è indicato per tutte le malattie della pelle ma soprattutto per curare le infiammazioni del sistema nervoso. Allora?

FEDERICA   Interessante! Si può usare il tamari per fare il lievito madre?

ELENA   Sì, perché il tamari è una salsa alla soia e frumento già fermentata, NON CONTIENE  SOSTANZE  CHIMICHE.

ELENA   Oggi faremo il pane usando il lievito di birra addizionato al lievito madre.

SCHIACCIATA  AI  CICCIOLI

Ingredienti: lievito di birra g 15, lievito madre g 200,  600 g più quella della lavorazione di farina di frumento non troppo raffinata, ciccioli seccati in briciole, olio di mais, un cucchiaio di aceto di mele, acqua q.b. sale.

Esecuzione: sciogliere il lievito di birra  nell’acqua, aggiungere l’olio e mescolare, incorporare la farina, mescolare per amalgamarla, infine aggiungere il lievito madre. Amalgamare bene l’impasto, lasciare riposare per due ore. Prendere i ciccioli, incorporarli all’impasto, stenderli nella teglia e lasciare riposare di nuovo due ore, pennellare la schiacciata con l’olio; dopo di che infornare a 200° per 15 minuti. Il pane si presenterà dorato, croccante e molto profumato.

FEDERICA   Che profumo! Lo sento già.

ELENA   Adesso ti presento la cernia al limone, IN CONTORNO DI ZUCCA.

CERNIA  IN  SALSA  DI  LIMONE

CERNIA  AL LIMONE

Ingredienti: cernia, cipolline, aglio e prezzemolo, aceto di mele, un limone, olio extra v. d’oliva, zucca, un calamaro, tofu, pangrattato.

Esecuzione: laviamo la cernia, la mettiamo sulla griglia, la pennelliamo con olio e limone, nel frattempo tagliamo la zucca a fettine, la mettiamo in forno a 150° per 20 minuti. Togliamo la cernia, togliamo anche tutte le lische e la pelle, poi, la condiremo con un trito di aglio e prezzemolo, succo di limone e cipolline in agrodolce con aceto di mele e olio. Adesso facciamo il ripieno del calamaro con il tofu, cerfoglio, e timo, passiamo il pennello con l’olio, nel pangrattato poi lo metteremo in casseruola già preriscaldata, lo giriamo, lo rosoliamo bene, e lo spruzziamo col brodo vegetale, lo cuoceremo per pochi minuti altrimenti diverrà gommoso. Impiattiamo il tutto; il calamaro si presenterà tenero, dorato e ben cotto. Servire con un rosè delle nostre zone.

FEDERICA   Benissimo, vedo che oggi sei in vena di sfornare ricette, che altro mi fai?

ELENA  Ho un risotto nuovo: ed è il riso alle cime di luppolo, molto delicato ma buonissimo.

RISOTTO  ALLE  CIME  DI  LUPPOLO

Ingredienti: cime di luppolo, risotto arborio, scalogni, latte, parmigiano, due sottilette, brodo vegetale, due chiodi di garofano, un ciuffo di estragone, sale, pepe.

Esecuzione: laviamo bene le cime di luppolo, le sbollentiamo, le tagliamo a pezzettini, le facciamo rosolare in un cucchiaio di olio insieme al riso. Aggiustiamo di sale, i chiodi di garofano, poi, mettiamo il brodo. Cuocere al dente, aggiungere  l’estragone, le sottilette, un po’ di latte e mantechiamo il risotto; aggiungere il pepe  e il parmigiano q.b.

FEDERICA   Mi sembra ottimo! Lo aggiungerò alle mie ricette.

31/01/2014

FEDERICA   Come sono le tue crocchette di patate?

ELENA   Adesso ti detto la ricetta poi mi dirai se le preferisci.

CROCCHETTE  DI  PATATE  E  NON  SOLO

Ingredienti: patate da purè, sesamo, timo, porro, spezie miste,  pane e parmigiano grattugiati, un uovo, olio di arachidi, un poco di farina.

Esecuzione: dopo aver lessato le patate con la buccia, le passiamo subito allo schiacciapatate, uniamo le spezie, il sesamo, l’uovo, la farina, il pangrattato, le erbe tritate finemente,  poi facciamo delle polpette, le schiacciamo un po’, le pennelliamo con l’olio e le stendiamo sulla carta da forno. Adesso andranno in forno a 170° per 20 minuti; le crocchette si presenteranno cotte e ben dorate, lasciamo riposare 5 min, prima del consumo.

FEDERICA   Le promuovo davvero, immagino il sapore! Poi, sono leggere e salutari. Ed ora mi presenti la ricetta del nuovo pollo?

ELENA   Anche questa ricetta è particolare, nel senso che piace o non piace per niente!

POLLO  O CAPPONE  IN CREMA  DI CIPOLLE  E SCALOGNO

Ingredienti: pollo o cappone, tre scalogni,  due cipolle, 2 chiodi di garofano, sale e pepe q.b., olio extra v. d’oliva gentile, un cucchiaio di salsa di pomodoro, un pizzico di cumino, vino bianco, salvia, brodo.

Esecuzione: togliamo tutta la pelle e il grasso, tagliamo a pezzetti il pollo, ora li adagiamo nella casseruola preriscaldata; sfumiamo col vino, lo giriamo affinché vedremo la carne ben dorata. Abbiamo già tagliato gli scalogni e le cipolle, completiamo il pollo con gli ingredienti,  poi, lo lasceremo cuocere. A cottura ultimata frulleremo gli ingredienti rimasti e ne ricaveremo una cremina. Serviamo il pollo insieme alla cremina con l’aggiunta di olio q.b.

FEDERICA   Io sono dalla parte di chi ama questa ricetta! Grazie! A domani. Ti auguro buona serata!

01/02/2014

ELENA   Ho una ricettina con il tonno pinna gialla, è davvero squisita.

TONNO  IN  CREMA  DI  SPINACI

CON  TARTINE  AL SUGO

Ingredienti: tonno pinna gialla q.b. olio extra v. d’oliva, rosmarino, origano, un bergamotto, pangrattato fine fine, spinaci lessati a vapore, uno spicchio di aglio, parmigiano grattugiato, un po’ di latte. Per le tartine: sugo al pomodoro fresco, lampascioni, una cipolla rosata, due chiodi di garofano, peperoncino, timo, vino bianco, brodo q.b., farina di grano saraceno, lievito madre, acqua, olio, farina doppio zero.

Esecuzione: Tagliare il tonno a fette dallo spessore di un cm. , metterlo a bagno col succo di bergamotto, olio, sale e pepe. Ora lessiamo gli spinaci, li tagliamo molto fini, oppure li passiamo al passaverdure, dobbiamo ottenere una crema densa, addizionando un po’ di latte, lo spicchio d’aglio,  un cucchiaio raso di farina di riso; portiamo ad ebollizione e versiamo il parmigiano. Abbiamo ottenuto una bella crema densa che andrà a fare da base al tonno. Adesso asciughiamo il tonno, lo pennelliamo con l’olio, lo passiamo nel pangrattato dove abbiamo messo un trito di rosmarino, origano, sale e pepe. Riscaldiamo la casseruola, facciamo dorare con calore moderato, aspettiamo che il tonno si stacchi da solo, poi lo giriamo e lo porteremo a cottura. Il tonno si presenterà ben cotto aromatico e ben dorato; lo stendiamo sopra la crema di spinaci. Abbiamo già messo in forno la focaccia sottile, adesso la taglieremo a quadratini e stendiamo sulle tartine il sugo al pomodoro, lampascioni, cipolle, erbe e olio d’oliva. Servire il tutto con prosecco delle zone.

FEDERICA   Sfizioso, di grande sapore. Ed ora perché non facciamo un bel dolce alla frutta d’estate: quella che conservi per l’inverno?

ELENA   Si potrebbe fare una frittura leggera con un impasto leggerissimo e croccante: sono dei dolcetti ripieni di fichi, lamponi e fragoline.

FRAGOLINE, FICHI  E LAMPONI  IN FRITTURA

Ingredienti: fragoline di bosco, lamponi e fichi freschi surgelati, zucchero semolato e zucchero vanigliato, uova, liquore al limone 40 gr. di alcool, farina doppio zero, lievito per dolci burro fresco, un limone succo, olio di arachidi, fecola.

Esecuzione: mettere la frutta con altro zucchero, farla pastorizzare, poi facciamo l’impasto con le farine, il burro, le uova, lo zucchero, il succo del limone, impastiamo in modo omogeneo. Lasciamo riposare dieci minuti e tiriamo la sfoglia; facciamo delle fasce, le riempiamo, copriamo il ripieno e le tagliamo a cuori o a stelle. Abbiamo l’olio pronto, pigiamo il margine delle formine di pasta ripiena, le friggeremo tutte quante stendendole sopra dei fogli di assorbente; quando i dolcetti avranno lasciato ogni traccia di olio, li spolveriamo con lo zucchero a velo. Li serviremo ai bambini con succo di arance, mentre ai grandi andranno accompagnati con moscato di Sicilia o dei colli piacentini.

FEDERICA   Non so che dire perché li trovo deliziosi! Senti, perché non prepari un bel caffè della casa? Ovvero di casa tua.

ELENA   Buono vero? Ti scriverò tutti gli ingredienti tranne uno.

CAFFÈ  DI  CASA  MIA

Ingredienti: caffè macinato fresco, un cucchiaio raso di panna montata vegetale, due cucchiai di sambuca al caffè, schiuma al ginseng, caffè al ginseng, cioccolato al latte in scagliette.

Esecuzione: facciamo un bel caffè forte, poi facciamo quello al ginseng, montiamo la panna; prendiamo un bicchiere adatto, mettiamo due terzi di caffè forte, due terzi di caffè al ginseng, poi, è la volta del liquore, la panna, la schiuma al ginseng, infine le scagliette di cioccolato. Giriamo un attimo con l’apposito cucchiaino lungo e il caffè è pronto! Si deve gustare molto caldo con la panna molto fredda!

FEDERICA   Ricordo che non solo era buonissimo ma è unico! Davvero così non l’avevo mai bevuto! E l’altro ingrediente? Te lo strapperò vedrai!..

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE SECONDA PARTE

28/01/2014

L’ALIMENTAZIONE

Da un po’ di tempo avverto dolori addominali, il dolore principale è a destra e s’irradia fino alla gamba. Mi sento sempre stanca come se non mi nutrissi abbastanza, gli occhi mi lacrimano sempre, sono gonfi e rifuggono la luce.  Il medico mi ha detto che ho l’organismo sovraccarico di zuccheri, di farine raffinate, e proteine animali per insaccati ecc., mentre il fegato è ingrossato. Che cosa devo cambiare senza fare diete drastiche? Anche perché non sono  in sovrappeso.

Lucia

In medicina cinese i disturbi agli occhi sono riflesso di cattivo funzionamento del fegato. Come ti avrà già detto il medico dovresti diminuire il consumo degli alimenti come: zucchero, farina bianca raffinata, proteine animali a vantaggio di quelle vegetali, vegetali crudi o cotti, (non mischiare mai il crudo con il cotto perché è più pesante da digerire; aumentare il consumo di frutta e cereali integrali. Fatti dare un aiuto drenante epato-renale. I miglioramenti sono assicurati fin dal primo mese.

Elena  Lasagna

Io sostituisco il pane bianco con il pane integrale, il mattino lo mangio con burro e marmellata, caffé o cioccolata; alle dieci uno yogurt, a mezzogiorno un piatto di pasta o una bistecca con patatine fritte; alle quattro una fetta di torta o una pasta; alla sera minestra o formaggi. Eppure non riesco a dimagrire.

Daniela

Il problema alimentare è più o meno come quello di Lucia, troppe proteine animali, zuccheri, dolci raffinati invece che un frutto a merenda; mancano le verdure crude o cotte, cereali, minestroni, ecc. I principali problemi dell’ alimentazione europea e non solo, è che spesso si mangiano alimenti troppo raffinati e troppe proteine animali. Per proteine  animali s’intende insaccati e carni grasse, ma anche prodotti caseari come formaggi, burro e uova. Spesso si abolisce una bistecca ai ferri per sostituirla con il formaggio, ma non c’è alcun vantaggio! Le proteine più digeribili e più facilmente assimilabili sono quelle vegetali.

L’aberrazione dei paesi ricchi è di avere un’alimentazione al contempo troppo ricca e carente di elementi indispensabili come vitamine e minerali, i quali agiscono come catalizzatori. Inoltre per chi fa una vita troppo sedentaria ha difficoltà a trasformare in energia cibi con elevato potere energetico come la carne. Per bruciare l’energia di una bistecca bisognerebbe fare attività fisica impegnativa, come bicicletta, corsa ecc.

Poi, un altro problema dell’alimentazione è dato dalla ripartizione dei pasti nella giornata. Il pasto più abbondante spesso è quello serale; è il più importante ma sfortunatamente è proprio nel momento in cui la nostra capacità digestiva è al minimo; questo vale anche se dovessimo restare alzati fino a tardi.

Le modalità di preparazione dei cibi sono molto importanti. Per esempio se cuociamo le verdure in molta acqua e a lungo avremo una dispersione di tutti quegli alimenti come vitamine e sali minerali. Lo stesso  se gratiniamo troppo a lungo le verdure o si coprono con besciamelle e formaggi li rendiamo meno digeribili. E lo stesso vale per i cereali, se non sono integrali perdono le proteine e vitamine , non rimane che l’amido. A lungo andare la mancanza di proteine facilmente digeribili potrebbe determinare carenze nell’organismo.

IL caffè a fine pasto stimola la digestione?

Lucia

Il caffè a fine pasto non stimola la digestione anche se dà una sensazione di sollievo. Il caffè ritarda lo stimolo della fame, è nonostante tutto un tonico prezioso, ma questo tipo di stimolazione è seguito da una notevole caduta di energia. Un’alimentazione a base di alimenti integrali non sempre del tutto raffinati, procura invece un’energia più regolare.  L’introduzione di troppi zuccheri raffinati e farine bianche nell’alimentazione della popolazione dei nostri paesi ha comportato un  aumento del diabete; delle malattie cardiovascolari, del cancro e della carie dentaria.  Continua…

29/01/2014

Io non posso nutrirmi di alimenti troppo integrali, il medico me l’ha proibito  perché soffro di colite spastica, gli alimenti integrali mi provocano irritazione, anzi peggiorano la situazione; come posso fare per raggiungere lo scopo di togliermi di dosso 10 kg? Ho fatto molte diete diverse fra lor ma non ho raggiunto nessun risultato.

Sara

Ovviamente io mi sono riferita soltanto a Lucia e a Daniela, forse anche tu saprai che esistono persone allergiche al glutine, quindi, ognuno di noi deve comportarsi di conseguenza. Io credo che la dieta ideale per una persona senza patologie importanti sia quella di mangiare di tutto e di tutto un po’. Nel tuo caso vedi di mangiare quello che non ti arreca danno a stomaco e intestino, e vedi anche di cambiare abitudini, mangia di meno! Una volta a settimana concediti qualcosa in più.

Le  persone affette da sclerosi a placche o da altre malattie degenerative, come devono  comportarsi per vivere meglio?

Ludovico

Nelle malattie degenerative l’immunità è maggiore ed efficace, la parete cellulare non è ricettiva rispetto ai segnali regolatori inviati da tutto l’organismo. È essenziale per la nostra sopravvivenza che la membrana cellulare sia correttamente strutturata e rimanga normalmente permeabile.  A livello intestinale,   l’aumento della permeabilità della membrana cellulare comporta sempre un passaggio eccessivo del contenuto intestinale all’interno della cellula. Tale contenuto è dato, oltre che dagli alimenti che ci sono indispensabili, da sostanze tossiche, da batteri e da virus.  Per compensare la fragilità della membrana, l’organismo la ricostruisce ogni due giorni; ciò significa che è il tessuto che si ricostruisce più rapidamente da ogni altro, (malattie degenerative comprese) . Ma per ricostruire una membrana normale,  il nostro corpo deve disporre della materia prima, cioè di una alimentazione adeguata.

Spesso quando ci sentiamo stressati o dopo ogni shock psichico tendiamo ad assumere droghe ( tabacco ) caffè o alcool. Se non abbiamo l’abitudine di queste droghe, in quei momenti particolari di stress ci possono aiutare?

Luciana

Ogni shock fisico o psichico provoca uno stato di stress e secrezione di adrenalina. Tutto il sistema ormonale si mette in movimento per reagire all’aggressione.  Questo meccanismo è necessario alla sopravvivenza; il problema si verifica se, dopo questo stress,  possiamo dare a noi stessi il tempo di riposare, è indispensabile! In questo momento prendere un eccitante come caffè, sigaretta o alcool ecc. è dannoso perché esaurisce il sistema immunitario. Inoltre, lo stress agisce anche sulla mucosa intestinale aumentandone la permeabilità delle tossine, che si trovano numerose nel sangue quelle che non sono state eliminate; quindi il fegato si troverà in un super lavoro da creare un secondo fegato!…

03/02/2014

Qual è la vera causa dell’amenorrea?

Stefi di Verona

Non è facile individuare la vera causa dell’amenorrea, perché sono molti e vari i fattori che intervengono nel meccanismo  mestruale.  L’ipotalamo influenza l’ipofisi; l’ipofisi influenza le ovaie tramite gli ormoni che secerne (FSH, LH). Le ovaie secernono ormoni come estrogeni e progesterone, influenzano l’utero e il seno mentre l’aumentare del loro tasso nel sangue influenza l’ipotalamo e l’ipofisi con un meccanismo di ritorno. Parallelamente, le surrenali, la tiroide, il pancreas influenzano l’ipofisi che a sua volta agisce su questi. Com’è evidente,  nel gioco ormonale c’è sempre un meccanismo di feedback che in qualche modo chiude il cerchio. L’informazione di rimando pone un freno alla secrezione degli ormoni e permette quindi il controllo del gioco. L’equilibrio così creato dipende in ugual misura da ciascun anello della catena.

L’AMENORREA  PRIMARIA  è un’eventualità rara, ma si può riscontrare in alcuni tipi di malformazione delle surrenali, del codice cromosomico, dell’atresia, lesioni cicatriziali in seguito a tubercolosi, infine a un ritardo di sviluppo dell’ipofisi o delle ovaie.

l’AMENORREA  SECONDARIA invece è la scomparsa delle mestruazioni. Può avere cause generali come: tubercolosi, cirrosi, insufficienza tiroidea, malattie delle surrenali, anoressia, cause uterine, traumi o cicatrici post infettive; cause ovariche come tumori o sindrome di Stein Loventhal, menopausa precoce; anoressia mentale, shock affettivi, cambiamenti di vita, viaggi, cure ipofisarie; infine  cause iatrogene dovute ai farmaci in particolare dopo aver preso la pillola anticoncezionale.

Le amenorree si possono curare anche con terapie naturali e alimentari.