RISPOSTE AI LETTORI SESSANTOTTO

12/02/2013

Molte persone disoneste si danno arie da furbi.

Alessandro

Possono darsi tutte le arie di questo mondo ma per me restano di una razza  inferiore.

Elena  Lasagna

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12/02/2013

Il medico mi ha riscontrato un inizio di artrosi cervicale, quali sono le cause, e come posso curarla?

Francesca

Ore e ore in posizioni scorrette, vita sedentaria,  poca attività fisica: ecco le principali cause dell’artrosi cervicale. Si possono prescrivere massaggi riflessogeni, trazioni vertebrali o manipolazioni ; è molto importante che vengano eseguiti da mani esperte. Il tuo medico ti avrà detto che sui disturbi della colonna cervicale si deve intervenire finchè il processo degenerativo è solo all’inizio.

12/02/2013

Perché l’energia di distribuzione simile al campo elettrostatico esiste nel campo della radiazione di energia elettromagnetica? E perché esistono i due tipi di campi di radiazione di energia elettromagnetica, la cui polarità differiscono l’una dall’altra? Perché esistono due casi in cui la polarità rivelata è invertita o no dalla protezione isolante?

Danny

Dagli esperimenti fatti risulta che esistono molti problemi concernenti le proprietà dell’energia elettromagnetica che non possono essere sufficientemente spiegati.  Alcuni scienziati hanno portato un contributo significativo all’elettromagnetismo comparato alla legge di  Faraday  in un campo elettromagnetico  del futuro, e renderà possibile  la soluzione dell’enigma dei fenomeni di ” Aura “.  Relazioni su questo tipo di ricerche non sono state mai pubblicate fino a poco tempo fa; e molte discussioni sarebbero necessarie attorno a questi problemi.

Elena  Lasagna

12/02/2013

Com’è possibile respirare ogni giorno un ‘ aria inquinata del tasso di 100 volte maggiore di quello che dovrebbe essere? Come possiamo difendere i nostri bambini?

Miriam

 Oggi si sa che l’abitacolo dell’auto, specialmente quando si resta in colonna,  è il posto più inquinato che possa esistere. È il mezzo di trasporto più a rischio. Ciclisti, motociclisti, pedoni sono all’aperto e di conseguenza  la ventilazione è maggiore. Al mattino cerca di non aprire le finestre prima di una certa ora : quando gli automobilisti sono già partiti e il monossido di carbonio non è più così presente come quando sono in partenza e i gas di scappamento sono ancora  in superficie. Appena hai un po’ di tempo porta i tuoi bambini al parco oppure in campagna.

Elena  Lasagna

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12/02/2013

Tu pensi che riusciranno a punire tutti gli assassini che sono ancora in libertà ?

Alessio

Sì, io ho fiducia, in un modo o nell’altro riusciranno a dimostrare la loro colpevolezza!

Elena  Lasagna

14/02/2013

Che cosa significa in fisica ” Attrazione Universale “? Che cosa ha a che fare con ” Coesione – Adesione  -Affinità?

Maurizio

Newton suppose che tutti i corpi dello spazio si attirino scambievolmente, con una forza che cresce con le dimensioni  dei corpi e , diminuisce con la loro distanza ( direttamente proporzionale alla massa e inversamente proporzionale alla distanza ).  Tale forza si chiama gravitazione, che significa anche  attrazione universale ; essa governa il moto degli astri. Il caso particolare della gravitazione che si riferisce all’attrazione della terra sui corpi che le stanno vicini , si chiama gravità,  che è misurata dal peso di questi corpi.

Mentre la coesione-adesione- affinità :

l’attrazione  si esercita anche tra corpi piccolissimi, quali le molecole.  Si chiama coesione, l’attrazione  tra le molecole di un medesimo corpo.

La coesione è grande nei corpi solidi :  e ciò può essere, sebbene le molecole siano piccolissime,  perché in compenso esse sono vicinissime.

  Per coesione un solido mantiene la sua forma,  e richiede uno sforzo grande per romperlo,  cioè per vincere la coesione delle sue molecole.

   La coesione è piccola,  ma esiste , nei liquidi.  Per convincersene basta pensare alla forma di goccia che assumono in piccola quantità ; le gocce si formano appunto per l’attrazione delle molecole verso il centro.

  La coesione esiste anche nei gas,  benché essi si espandano ; l’espansione è dovuta ad un moto rapidissimo  ( centinaia di metri al minuto secondo )   delle molecole lanciate in tutte le direzioni,  e non ad una repulsione tra esse.

  Si dice adesione  l’attrazione che si esercita tra le molecole  di corpi diversi.  Le saldatura,  le colle,  sono esempi noti di adesione.

  Passando al laminatoio una lamina d’oro e una di un  altro metallo,  sovrapposte,  esse aderiscono così fortemente come se fossero saldate; così si fabbricano gli oggetti placcati.  Per adesione si scrive col gesso sulla lavagna, con la matita e con l’inchiostro sulla carta.

  Le pitture, le vernici, le tinture ecc. sono altri esempi di adesione.

  Per adesione una bacchetta di legno, immersa nell’acqua, si bagna ; anzi in tal caso l’adesione tra acqua e legno supera la coesione dell’acqua.

  Il carbone assorbe fortemente alcuni gas, fornendo così un esempio di adesione tra un gas e un solido.  Dirigendo un getto d’idrogeno su un pezzetto di spugna di platino, questo assorbe l’idrogeno e si arroventa, comunicando l’accensione all’idrogeno.  Su questo principio si basano gli accenditori automatici del gas illuminante.

   Per adesione, infine , vi è alla superficie di un solido uno strato sottile di aria molto più densa di quella circostante.

   Affinità è l’attrazione che si esercita tra gli atomi;  essa è la causa delle reazioni chimiche, e la coesione è la forza che li tiene uniti, perciò:

Senza l’affinità e la coesione,  la natura sarebbe ridotta allo stato gassoso.

 Elena  Lasagna

14/02/2013

Quali sono le pene previste per violenza sessuale sulle donne e per abusi sui minori?

Patrizia

È stato un disegno di legge molto innovativo; dopo anni e anni di discussioni, rinvii e polemiche; dopo migliaia di morti inutili di bambini e donne. C’è voluto un paziente lavoro mediatico tra i partiti. Per fortuna il risultato è stato una legge con moltissime novità importanti ma anche altre che io non comprendo. Non comprendo quando un uomo che ha ucciso , tagliato a pezzi un corpo e invece della pena all’ergastolo gli viene ridotta a soli 10 anni di reclusione per buona condotta e per altre cose che per me sono inaudite. Non è possibile che un genitore il quale è stato ucciso un figlio debba sopportare tutto questo! Per me  la pena per omicidio non dovrebbe avere nessuna attenuante!

Elena  Lasagna

14/02/2013

Che cosa sono i radicali liberi di cui si parla tanto?

Margherita

I radicali liberi sono i principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo.  Si tratta di molecole che contengono un elettrone spaiato e che pertanto tendono a reagire con le altre molecole con cui vengono in contatto.  Il risultato è un’ossidazione, sollecitata da luce e radiazioni solari, un deterioramento e un invecchiamento di cute e organismo.  È  possibile contrastare questa azione : le vitamine come il beta- carotene, la vitamina E, la C ( latte,uova, cereali,  frutta,  verdura, agrumi e alcuni minerali come lo zinco e il selenio hanno un efficace potere antiossidante. Queste sostanze vengono assorbite dal corpo tramite l’alimentazione, ma spesso il loro apporto deve essere integrato. E qui entra in ballo il medico curante e non il fai da te!

Elena  Lasagna

14/02/2013

È vero che nel pesce c’è il segreto anti-età?

Vanessa

Effettivamente, seguire una dieta ricca di pesce riduce l’incidenza di malattie cardiovascolari. L’olio di pesce contiene infatti un’alta percentuale di sostanze che riducono la concentrazione di colesterolo e inibiscono  l’aggregazione piastrinica e la vasocostrizione.

 Elena  Lasagna

14/02/2013

Che cosa sono i bioflavonoidi?

Morena

I bioflavonoidi sono dei pigmenti che svolgono una  funzione di grande importanza nell’organismo. Essi combattono l’ossidazione, il deterioramento cellulare e combattono le infezioni. Si trovano nella verdura e frutta colorata; specialmente nella  buccia. Essi esercitano la cosiddetta azione vitaminica ed hanno la proprietà di rinforzare le pareti dei capillari , per contrastare emorragie e il rompersi dei capillari esterni sulla parete facciale ( Couperose )ecc.

Elena  Lasagna

14/02/2013

Chi è l’infame?

DOTT.  ROBERT

Per me non è altro che il calunniatore e ovviamente bugiardo che occulta le qualità altrui sostituendole all’infamia che in realtà fa parte della sua indole.

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16/02/2013

Sai cosa mi ha detto l’amica cinquantacinquenne di Federica? Dice che se tu fossi veramente felice non staresti a lavorare e a scrivere per tutto il giorno; con il fisico che ti ritrovi tenerlo lì è sprecato!

Alessandra

Devi dire alla tua amica cinquantacinquenne che l’infelice sarà lei; se ha bisogno di andare con uno di venticinque anni! Io l’uomo ce l’ho, e ce ne vengono dentro due dei suoi! E dimmi: come si fa chiamare dall’amante bambino? Mamma, oppure nonna? Chissà se è nata senza sale, oppure se il parroco ha dimenticato di farle il lavaggio con acqua e sale?

Elena  Lasagna

16/02/2013

Il Taekwondo è anch’ essa un’arte marziale? È vero che è la disciplina più difficile?

Giancarlo

No, non è la più difficile! Diciamo che ogni disciplina ha una sua teoria di addestramento. La traduzione libera di  Taekwondo è ” via del piede e del pugno ” .  Questa arte marziale sottopone lo studente a una disciplina sia del corpo che della mente, e quindi il loro atteggiamento assume un ruolo di primaria importanza dal momento che molte di queste tecniche, soprattutto i calci esotici, possono essere pericolosi. Bisogna tenere il giusto atteggiamento verso gli istruttori e i propri compagni e portare rispetto verso i più vecchi.  Con l’aiuto dell’autodisciplina,  lo studente imparerà a controllare il proprio io; alla fine non sentirà la necessità di dimostrare il suo valore né a sé, né agli altri.

Elena  Lasagna

OTTICA FISICA DUE

11/02/2013

LA  PRESSIONE

Se abbiamo un mattone a forma di parallelepipedo rettangolo delle dimensioni di cm 20x10x5, che pesi due kg. , possiamo appoggiarlo su un tavolo, in tre modi diversi.

In tutti e tre i casi il mattone grava sul tavolo con tutto il peso di 2 kg.  ma, di volta in volta appoggerà con base rispettivamente di 200 cm². , 100 cm². , 50 cm².

Quindi ogni cm² di tavolo sopporterà :

 gr.   (2000   :    200)  =   gr. 10

gr.    ( 2000   :   100 ) =    gr. 20

gr.    ( 2000    :    50 )  =    gr. 40

Questi numeri  10 – 20 – 40 indicano la pressione esercitata dal mattone sul tavolo nei tre casi.  Concludendo :

LA PRESSIONE  è  LA  FORZA  ESERCITATA  SULL’UNITÁ  DI  SUPERFICIE.

L a pressione atmosferica

Ricordiamo che i gas come i liquidi,  sono scorrevoli   ( Per  questo sono  definiti  fluidi )  e , assumono perciò la forma del recipiente che li contiene ; ma, si espandono e , quindi , non hanno volume proprio, e occupano sempre tutto il volume del recipiente che li contiene.

I gas sono molto compressibili e, praticamente perfettamente elastici. Per cui essendo anche i gas,  come i liquidi,  fluidi ed elastici,  si estende ad essi il famoso principio di PASCAL :

” LA PRESSIONE ESERCITA IN UN PUNTO DI UN GAS, SI TRASMETTE CON EGUALE INTENSITÁ,  IN TUTTE LE DIREZIONI E , OGNI PUNTO,  IN DIREZIONE  PERPENDICOLARE  ALLA SUPERFICIE  PREMUTA “.

Come nel caso del mattone, intendo anche ora per pressione di un gas ( e la stessa considerazione è estensibile anche ai liquidi ) la forza con cui un corpo preme sull’unità di superficie.

L’unità di pressione è 1  kg. x cm.²  ed è chiamata  ” atmosfera  ”  ( A t m. ).

Anticamente si credeva che l’aria non pesasse. Si cita ancora un ‘ esperienza di Aristotele, il quale pesò una vescica,  prima ritorta,  cioè vuota e , poi, gonfiata  col  fiato ; non trovò alcuna differenza di peso.

 Dirò in seguito  la ragione di questo fatto.

 Ma già Galileo,  riuscì a dimostrare che,  comprimendo aria in un grosso fiasco, esso aumentava di peso.

Oggi , si dimostra scientificamente che, l’aria e , tutti i gas, pesano.  Si prende un grosso pallone di vetro, il cui collo è chiuso da un rubinetto. Con una pompa aspirante, si fa il vuoto nel pallone,  si chiude il rubinetto e , si sospende il pallone ad una bilancia , equilibrandolo con una zavorra sull’altro piatto.  Aprendo ora il rubinetto,  nel pallone entra l’aria e, la bilancia,  trabocca dalla parte del pallone : dunque,  l’aria entrata,  ha un peso. Mettendo sull’altro piatto dei pesi, fino a riottenere l’equilibrio ,  si ricava il peso dell’aria entrata ; dividendo questo peso per il volume del pallone,  si ottiene il peso dell’unità di volume di aria.

Poichè l’aria pesa, dovrà esercitare sui corpi una pressione che , su una data superficie , sarà uguale  ( come per il mattone ) al peso di una colonna d’aria che,  ha per base quella superficie  e per l’altezza, la distanza da quella superficie al limite dell’atmosfera.

  Essa  si chiama   ” PRESSIONE   ATMOSFERICA “,  ed è rilevante come dimostrerò con le seguenti esperienze.

1 )  Un bicchiere d’acqua pieno fino all’orlo,  si ricopre alla bocca con un foglio di carta ; tenendo questa, col palmo della mano,  si capovolge il bicchiere ; togliendo la mano l’acqua non cade.

Ciò perché la sostiene la pressione atmosferica che,  è maggiore del peso dell’acqua.

2)  crepavesciche  :

sopra un foglio la pressione atmosferica è di parecchi quintali; tuttavia, il foglio  la sopporta, perché la pressione agisce su entrambe le facce. Ma , se togliamo la pressione su una faccia, il foglio non può più sopportare  l’alta  pressione e , si rompe .

È ciò che accade nel crepavesciche che, è un cilindro di vetro aperto a tutte le estremità ; si chiude superiormente con una vescica o un foglio di carta, ben legato, a tenuta d’aria. Posto il cilindro su un piatto di una pompa aspirante  ( apparecchiatura anche detta  macchina per il vuoto, che serve per estrarre l’aria dai vari  oggetti ) e, estraendo l’aria, la pressione diminuisce all’interno di esso ; la pressione esterna,  dapprima fa incurvare e , poi, rompe la carta con un forte rumore.  Se invece della carta si lega una lamina di gomma,  questa si rompe , ma assume la forma di una calotta ; ciò prova che,  la pressione si esercita perpendicolarmente alla superficie premuta e , con uguale intensità  in tutte le direzioni.

3 ) Emisferi di Magdeburgo  : Il nome è dovuto alla città dove fu eseguita l’esperienza per la prima volta.  Sono  due emisferi cavi,  di metallo, muniti di un largo orlo, ove combaciano esattamente a tenuta d’aria ; uno degli emisferi è munito di un rubinetto e di un raccordo per adattarlo alla pompa del vuoto.  Fatti combaciare i due emisferi si staccano facilmente se dentro vi è ancora aria; facendo invece il vuoto e , chiudendo il rubinetto, occorre uno sforzo grandissimo per staccarli,  cioè per vincere la pressione atmosferica esterna che,  li tiene uniti.

Nell’esperienza fatta a Magdeburgo, nel 1654,  in una pubblica piazza,  gli emisferi erano così grossi che,  non riuscivano a staccarli quattro cavalli che ,  tiravano con corde , in senso opposto.   Si noti che l’esperienza riesce in qualunque senso siano rivolti  gli emisferi ; ciò conferma che la pressione atmosferica agisce  in tutte le direzioni.

Esperienza  di  Torricelli

Le eperienze precedenti,  sono qualitative ma non quantitative ; cioè dimostrano l’esistenza della pressione atmosferica ,  ma non ne danno la misura.

Fu Evangelista Torricelli , allievo di Galileo , il primo ad eseguire tale misura nel  1643 , con una celebre esperienza che porta il suo nome.

  Si prende un tubo di vetro, lungo circa un metro,  grosso circa quanto un dito,  chiuso ad un estremo , aperto all’altro.  Si riempie completamente di mercurio,  se ne chiude l’estremità col dito e si capovolge in una vaschetta contenente mercurio ;   togliendo il dito,  quando l’estremità del tubo è sotto il mercurio,  in modo di essere sicuri che non entri aria nel tubo,  si vede scendere il mercurio e ,  fermarsi a circa 76 cm. sopra il livello della vaschetta.  Poichè sopra il mercurio,  dentro  il tubo  non vi è niente,  neanche l’aria e,  quindi  non vi è niente che eserciti pressione,  la causa che tiene sollevato il mercurio nel tubo, è la pressione atmosferica che, si esercita sul mercurio della vaschetta.

DUNQUE:

 La pressione atmosferica equivale al peso di una colonna di mercurio  alta 76 Cm.

L’altezza a cui si ferma il mercurio, non dipende dalla forma, diametro,  inclinazione , del tubo.  Sulla sezione di un cm.²  una colonna alta 76 cm. ha il volume di 76 cm.³ e , il peso del mercurio ( essendo il suo peso specifico 13, 59 ) è allora :

                                  p = gr.  (  76 x 13, 59  ) 0 1033 gr.

Per questo si assume tale valore come equivalente alla pressione di 1 Atm.   Per formare lo stesso peso con l’acqua,  occorre una colonna alta m. 10,33.

 La forza con cui l’atmosfera preme su un corpo, sulla superficie terrestre,  cresce proporzionalmente alla superficie di esso e , può assumere perciò valori   grandissimi.  Se su di un foglio, sorpassa già i 500 kg. ; un uomo normale sopporta oltre sette tonnellate  e , la forza con cui l’atmosfera preme su tutta la superficie terrestre, supera i cinque quadrilioni di tonnellate.

Da quanto sopra detto , risulta chiaro che allontanandosi dal livello del mare, verso l’alto,  la pressione atmosferica diminuisce e , di conseguenza  si evidenziano alcuni fatti :

–  man mano che aumenta l’altitudine,  si abbassa la tamperatura di ebollizione dei liquidi.  Da ciò risulta che,  certi cibi , tipo i fagioli,  che  cuocciono a temperature che sfiorano i 100° C , oltre certe altitudini non si cuocciono più in quanto l’acqua bolle a temperature più basse.

–  non ha senso mandare in alta montagna atleti per ossigenarsi in quanto,  la minor pressione dell’aria diminuisce la quantità di ossigeno utilizzabile.

–  aerei che volano ad alte quote,  devono essere pressurizzati affinchè , i passeggeri non abbiano a soffrire disturbi di respirazione.

 Elena   Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA SESSANTATREESIMA PARTE

09/02/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Sai?  Sono in pensiero per mia madre, è sempre nervosa , spero non vada in depressione. Vorrei che mi consigliassi una tisana rilassante. Grazie!

ELENA   Se non prende altri farmaci potrebbe fare una tisana di” Asperula “. L’Asperula è un calmante del sistema nervoso centrale,  è antispasmodica: ed è tra i tranquillanti vegetali  più innocui e dotata anche di proprietà antidepressive.  Si usa nelle cure disintossicanti di primavera e autunno; in più agisce come stimolante epatico, ed è meravigliosa per qualsiasi età.  Ha anche un sapore gradevole, delicato. Ho la conferma del Dott. Robert.

Uso e dosi per l’infuso : in trecento g di acqua 20 g di asperula ( le sommità fiorite ), bere a metà mattina e alla sera dolcificata con un po’ di miele.

 ELENA   E adesso passiamo alla mia ricetta del cappone alle spezie miste; anche questo squisito!

CAPPONE  ALLE  SPEZIE

Ingredienti :  un capponcello, spezie miste ( vedi foto ),  due cipolle, vino bianco o rosato, sale, pepe, pancetta steccata, salvia, timo , estragone, peperoncino, brodo vegetale.

Esecuzione : togliere la pelle al cappone, tagliarlo a pezzi, rosolarlo nella casseruola del doppio fondo, con fettine sottili di pancetta,  incorporare le cipolle tagliate a fettine, le spezie, l’estragone, e tutti gli altri ingredienti; spruzzare con il vino, aggiungere un mestolo di brodo alternato ad un bicchiere di vino. Lasciare cuocere a fuoco medio. Impiattare con salsa di prezzemolo e patate al cartoccio.

FEDERICA    Non l’ho mai mangiato il cappone così, deve essere superbo!  Adesso sono io che dedico canzoni d’amore a Te e a Lui : ” Si sta facendo notte ” di Renato Zero. Ciao, buona Domenica!

11/02/2013

FEDERICA   Da un po di tempo mi sveglio con gli occhi gonfi, perché? Sono stata dal medico e mi ha detto che dovrei bere di più. Ci sono dei prodotti ad uso esterno efficaci per questo?

ELENA   Tu sai  che la zona perioculare è molto delicata, quindi per ora prova la ricetta del tuo medico, e cioè quella di bere di più, potresti associare impacchi con un decotto di ippocastano,  è una pianta che fluidifica il sangue, migliora la circolazione e tonifica la parete dei capillari. E adesso sei pronta per il menu del giorno?

FEDERICA   Prontissima, sono curiosa di fare le ricette che ci detterai oggi.

ELENA   Incominciamo con una vellutata di zucca con olio d’oliva tartufato. Poi, un costata di abbacchio croccante ai pistacchi; un contorno di porri trifolati.

COSTATA  DI  ABBACCHIO  IN  UN  LETTO  DI  PORRI TRIFOLATI

e vellutata di zucca

Ingredienti per la vellutata : una cipolla, 400 g di zucca, sale, pepe, olio tartufato, poco parmigiano grattugiato, qualche ago di rosmarino e alloro, una noce di burro, vino bianco, brodo vegetale.

Esecuzione : tagliamo la cipolla a fettine sottili, la faremo soffriggere nel burro, poi aggiungeremo la zucca a pezzetti  , sfumiamo con il vino e aggiungeremo le erbe ed il brodo q.b. portiamo ad ebollizione , poi, lasciamo cuocere a fuoco lento. Quando la zucca sarà cotta la passeremo al passaverdura, e se occorre aggiungeremo un cucchiaino di farina di riso o amido di mais, aggiustare di sale e pepe, mettiamo una manciata di parmigiano e un filo di olio tartufato. La vellutata è pronta per il consumo.

Ingredienti per la costata di abbacchio : acquistiamo le costatine che ci servono, rosmarino, sale,  pepe, aglio, olio extra vergine d’oliva, timo, lardo, brodo, pistacchi.

Esecuzione : cerchiamo di togliere il grasso dalle costate, poi, le passiamo nel battuto di lardo, rosmarino, aglio, sale , pepe, e timo.  A questo punto  le adageremo nella casseruola dal doppio fondo precedentemente riscaldata per la doratura. Le giriamo e completiamo l’operazione; ora le portiamo alla cottura aggiungendo un soffio di brodo. Sappiamo che la carne è ben cotta, ora la ungeremo di nuovo ma con l’olio, e poi la passeremo nei pistacchi tritati finemente. Riscaldiamo una seconda casseruola e ci adageremo le costatine, le giriamo e quando saranno ben dorate saranno pronte per impiattare.

ingredienti per i porri trifolati : per quattro persone acquistiamo 4 porri, sale, pepe, vino bianco, chiodo di garofano, brodo vegetale una patata media, scaglie di porcini secchi, parmigiano grattugiato.

Esecuzione : laviamo e tagliamo i porri a rondelle sottili, li passiamo nel tegame con poco olio, poi, incorporiamo la patata tagliata a dadini, il vino, gli aromi e il brodo;  portiamo il tutto a metà cottura infine aggiungeremo le scagliette di porcini ammollati. Lasciamo bollire ancora per 10 min e la composta di porri risulterà densa; ora metteremo un filo d’olio e il parmigiano, ed è pronto anche il contorno.

FEDERICA   Che meraviglia! Un menu cosi fa resuscitare i morti! Si fa per dire è ovvio! Ma lo trovo davvero speciale! A questo punto voglio dedicarti un’ altra canzone ” Vivo per lei ”  di A. Bocelli e ti dedico il film ” Cime  Tempestose “.

ELENA   Grazie! È anche una giornata ideale proprio per vedersi un film di quella portata! Anzi lo vedrò stasera! Ti dirò che anche sotto  la bufera io non sono triste, anzi mai avuto le idee così chiare! In quanto alla canzone ” Vivo per lei” ,  si tratta certo  di musica e di un Lui, non certo  di una donna! Meglio sempre chiarire! Perché gli imbecilli stanno sempre in agguato!

12/02/2013

FEDERICA   Ci sono persone che bevono il solito bicchierino di liquore dopo i pasti serali, tu cosa ne pensi?

ELENA   Io credo che sia sbagliato, perché il superalcolico non distende, né ci fa godere di un riposo notturno piacevole; meglio niente oppure una tisana distensiva con poco miele e una fettina di agrumi .  Ci sono tisane dalle virtù digestive, dissetanti e rilassanti.

ELENA   Oggi ho pensato ad una ricetta divertente, salutare e gustosa per i bambini. Sì, il carnevale dei bambini!  Ecco dei dolcetti di pasta frolla alle mandorle e cioccolato, e anche di pasta sfoglia ripieni; faremo tante formine di animaletti.

DOLCETTI   DI FROLLA, E DI PASTA SFOGLIA  RIPIENI

Ingredienti per i dolci alla frolla: farina doppio zero, cioccolato fondente dolce, un uovo e due tuorli , zucchero, sambuca al caffè, mandorle, zucchero a velo vanigliato, 1o0 g di burro, mezza bustina di lievito per dolci, mandorle passate al mixer.

Esecuzione : impastare tutti gli ingredienti e per ultimo incorporare il burro. Lasciamo riposare l’impasto per 15 min. circa, poi stendiamo la pasta aiutandoci con il mattarello,  e con il taglierino a rotella ricaveremo  degli animali: dei gattini, dei cagnolini, la gallina, la mucca, ecc. Li mettiamo nella teglia sulla carta da forno , inforniamo per 15 min. a 170°. Se li vogliamo più croccanti li toglieremo dopo 10 min. e li inforneremo di nuovo per altri 10. Disporre nel piatto da portata spolverandoli di zucchero a velo vanigliato. Ora passiamo agli ingredienti dei dolcetti di pasta  sfoglia.

Ingredienti : facciamo una pasta sfoglia croccante e friabile; oppure la compreremo già fatta. Crema pasticcera fatta a bagnomaria, zabaione fatto con caffè d’orzo e gin seng, zucchero, uova, panna montata, zucchero a velo vanigliato e cacao dolce.

Esecuzione :  ritagliamo dei cigni con l’apposito taglierino, questi però non saranno di forma semplice  ma assumeranno la loro forma piena, proprio perché andranno ripieni. Una volta messi i cigni nel forno a 170°  per 15 min,  controlleremo la cottura, dovranno essere dorati e cotti; li lasceremo raffreddare e procederemo al riempimento con le rispettive creme e la panna montata. Prima di servire spolverare leggermente con zucchero a velo.

FEDERICA   Me l’ immagino già come saranno belli e buoni. Come vorrei essere bambina! Ma io mi consolo con la festa di giovedì sera.

ELENA   Allora ti dedico un paio di belle canzoni, una è dei Camaleonti  ” Io per Lei ” e l’altra di Amedeo Minghi ” Quando l’estate verrà “.

13/02/2013

ELENA   Proseguiremo la strada dei dolcetti  di carnevale per i bimbi. Oggi faremo le nuvole, sono tortine soffici ,soffici , proprio come le nuvole.

FEDERICA   Ripeto ciò che ho detto ieri: vorrei essere una bambina proprio per gustarmi queste delizie!

Nuvole   soffici, soffici.

Ingredienti : fecola di patate 280 g,  4 uova,  250 g di zucchero semolato, una vanillina e una bustina di lievito per dolci, 170 g  di olio di mais, ( si potrebbe sostituire con il burro ) limone grattugiato  ( solo la parte gialla ) sacco per dolci. Praline di cioccolato per guarnire le nuvole.

Esecuzione : dividiamo le uova, montiamo gli albumi a neve ferma e i tuorli con lo zucchero. lasciamo gli albumi da una parte e incorporiamo alla massa di tuorli e zucchero l’olio a filo, oppure il burro sciolto a temperatura ambiente, il limone grattugiato.   Mescoliamo bene con la frusta, adesso incorporiamo il lievito e la vanillina alla fecola, e poi la faremo cadere adagio sempre mescolando fino ad esaurimento della stessa, e incorporeremo  gli  albumi. Ora metteremo l’impasto nel sacco per dolci e sulla carta da forno disposta sulla teglia , disegneremo delle nuvolette; distanti una dall’altra perché altrimenti potrebbero attaccarsi. Se l’impasto dovesse risultare troppo molle, aggiungere qualche cucchiaio di farina . Mettere le tortine  in forno a 180 ° per circa 15-20 min. Le nuvolette saranno pronte e ben in sesto , quindi spolverare con zucchero velato alternato alle praline di cioccolato. Et voilá che bel piatto!

ELENA   Se non riuscirai a formare le nuvole , le potrai mettere negli stampi. ( a certe signore sono riuscite meravigliose, ad altre invece no ) .

FEDERICA   Secondo me è solo questione di fare attenzione  a  non alterare le dosi!

ELENA     Aspetta che vi dedico una canzone: quella di  Elvis  Presley   ”  Don ‘ t  be  Cruel  “.

OTTICA FISICA

08/02/2013

NATURA   DELLA  LUCE

Per spiegare la natura della luce,  non possiamo che fare delle ipotesi perché,  non essendo la luce materia,  la sua vera essenza non  cade sotto il dominio dei nostri sensi.

Newton fu l’ultimo sostenitore di una vecchia teoria,  detta dell’emissione o corpuscolare che,  presupponeva che la luce fosse dovuta alla emissione da parte di corpi luminosi di innumerevoli piccole particelle imponderabili,   che si propagano in linea retta,  in tutte le direzioni ,  con la velocità della luce ( 300.000 km al minuto secondo ) ; è la più alta velocità conosciuta in natura.

Queste particelle, battendo sui corpi,  rimbalzerebbero,  dando luogo alla diffusione e alla riflessione.

 Attraverso i mezzi trasparenti,   devierebbero dal cammino primitivo, dando luogo alla rifrazione ecc.

Ma fin dai tempi di Newton,   si scoprirono dei fatti che,  non si potevano più spiegare con questa ipotesi.  Nacque così la ” Teoria  ondulatoria ” .  Si suppose che, la luce ,  fosse dovuta ad un moto vibratorio rapidissimo. Questo moto vibratorio veniva trasmesso,  non dall’aria ma , per mezzo di onde elettromagnetiche.

Secondo gli ultimi risultati della fisica moderna,  la ” Teoria corpuscolare ”  di Newton, non è da scartarsi completamente ma, le due teorie, dell’emissione  e ondulatoria, si integrano e si completano a vicenda.

Che cosa accade ad un raggio luminoso, a seconda del tipo di corpo che va a colpire.

1) Assorbimento :  La luce è assorbita dal corpo. Ciò avviene ad esempio su un panno nero. Vediamo nero ciò da cui il nostro occhio non riceve luce; quindi, i raggi luminosi  che colpiscono un corpo nero,  sono assorbiti da esso e , non tornano indietro.  Nessun corpo assorbe totalmente la luce.

2) Riflessione : la luce è rimandata indietro dal corpo; in modo però che, se un raggio luminoso colpisce la superficie del corpo, ritorna indietro ancora un solo raggio, in una sola direzione.

  3) Diffusione :  la luce che batte sul corpo è riflessa in tutte le direzioni. Un foglio di carta, anche se riceve i raggi solari da una sola direzione ,  è visto da tutti i punti della stanza ; cioè, rimanda la luce in tutte le direzioni. Questo fenomeno è una riflessione irregolare della luce in tutte le direzioni , e si chiama appunto diffusione della luce.

4) Rifrazione : la luce, batte su di un corpo trasparente e, il raggio luminoso, procede oltre, nell’interno del corpo.  Non esiste nessun corpo perfettamente trasparente; lo sarebbe il vuoto assoluto, cioè lo spazio,  privo di qualsiasi sostanza, anche gassosa; ma nel vuoto, la luce non si vede.

VELOCITÁ DELLA LUCE

Anticamente si credeva che la luce si propagasse istantaneamente; ma quando cominciarono le osservazioni astronomiche con strumenti di ingrandimento,  si riscontrarono diversi fatti che dimostravano come la luce, mettesse un tempo determinato e , talvolta rilevante, per percorrere gli spazi celesti.

Dagli studi più o meno recenti, risulta che la velocità della luce, si aggira, in modo molto approssimato, attorno ai 300.000 Km/ sec…  Questa velocità è tanto grande che, se la luce potesse seguire un percorso circolare potrebbe fare in un secondo, 7,5 volte il giro della terra.

 Ma tale tempo,  diventa notevole ed anche grandissimo,  quando la luce debba percorrere distanze enormi,  come quelle esistenti fra le stelle. Basti pensare che,  la luce, impiega più di 8 minuti primi  ( 480 secondi ) , per arrivare dal Sole a noi (150 milioni di km. circa ), e, parecchi anni o secoli,  per arrivare dalle stelle più lontane. Ma…………………………………………………………………..

Scomposizione della luce bianca

Tutte le considerazioni precedentemente fatte, presuppongono che il raggio luminoso sia di un solo colore ( luce monocromatica ).

Se facciamo cadere su un prisma di cristallo, un raggio di luce solare ( che chiameremo luce bianca in quanto , in ottica colorimetrica il colore bianco non esiste ma è la luce ) , esso esce dall’altra parte del prisma scomposto in infiniti raggi tra cui Newton , ne contò sette: rosso-aranciato- giallo-  verde- azzurro- indaco- violetto.

Raccogliendo tali raggi su uno schermo, su un foglio di carta bianca, si forma una striscia continua variamente colorata,  dal rosso al violetto ; tale insieme di colori,  prende il nome di ” Spettro Solare ” .

Questo fenomeno si chiama ” Scomposizione della luce ” in quanto,  un raggio di luce bianca,  è stato scomposto nei colori che lo costituiscono. Da ciò possiamo capire che,  il raggio di luce solare, la cosiddetta luce bianca,  è in realtà formato da veri raggi di colori diversi.

Questi raggi, a seconda delle loro caratteristiche, subiscono dal prisma variazioni diverse.  I raggi rossi sono i meno deviati mentre, i raggi violetti,  sono i più  deviati ; grazie a ciò,  i veri raggi si separano gli uni dagli altri.

 Una riprova che si ha con la ricomposizione della luce.  Se i raggi colorati che escono dal prisma, si raccolgono su una lente,  essa li concentra, li raccoglie in un solo punto, ove si vede luce bianca.  Un’ altra esperienza è quella del disco di Newton.  Su un disco di cartone,  si dipingono vari settori con i colori dello spettro solare ; quindi, si faccia girare rapidamente questo disco attorno al suo asse.  Per la persistenza delle immagini sulla retina,  i vari colori si fondono insieme in una sensazione unica, che è la luce bianca; cioè il disco,  si scorge con una tinta uniforme e biancastra.  La tinta che si scorge sul disco non è proprio bianca,   ma alquanto grigia,  perché i colori artificiali del disco non sono come quelli puri dello spettro solare.

10/02/2013

 Colore  dei  corpi  –  Luminescenza

Un corpo trasparente, che si lascia attraversare da tutte le radiazioni,  è incolore ( vedi i vetri delle finestre ); se ne assorbe alcune, pare colorato della luce risultante dall’unione dei corpi che sono stati respinti.  Così, un vetro giallo,  appare tale perché assorbe tutti i raggi che riceve,   tranne i gialli che lo attraversano ed arrivano ai nostri occhi.

  La stessa cosa avviene per la diffusione della luce.  Un pezzo di carta verde,  ci appare di tale colore,  perché dei raggi che riceve, rimanda al nostro occhio solo i verdi e , assorbe tutti gli altri.   Naturalmente,  i colori percepiti,  sono quasi sempre colori composti per somma di più altri ; così, se vediamo un corpo azzurro può significare tanto che rimandi al nostro occhio i raggi viola,  quanto che rifletta i raggi rossi e azzurri che, insieme, danno la sensazione del viola.   Il nero non è un colore, esso è la mancanza di luce che riceve.   Il bianco non è un colore, il bianco è la luce.

    La luce bianca,  oltre  che con la riunione ( ricomposizione ) di tutti i colori dello spettro solare,   si può ottenere con l’unione di  solo  due di questi colori ; ad esempio il rosso ed il verde ; due colori la cui somma dia la luce bianca,  si chiamano  ” colori complementari ” .

  Vi sono due corpi che, esposti per qualche tempo alla luce del sole  e, portati poi all’oscuro,  emettono una debole luce che, è di tinta diversa,  da un corpo all’altro.  tale fenomeno si dice  ” fosforescenza “.

Colori principali-  colori derivati-  controcolore

Analizzando la composizione dei colori dello spettro solare, si è potuto stabilire che, dei sette colori che lo costituiscono tre sono puri e , quattro, derivano dal mescolamento a due a due di questi tre.

     I colori puri, li chiameremo  ” colori principali ”  e , i colori composti li chiameremo ” colori derivati “.

  I colori principali sono:

  Rosso   Giallo   Azzurro

  I colori derivati sono :

  Aranciato   Verde   indaco  Violetto

  Se ricordiamo qual è il susseguirsi dei colori nello spettro solare

  (  ROSSO  aranciato   GIALLO   verde   AZZURRO   indaco  e violetto ),

  Possiamo notare che ogni colore derivato è compreso tra due colori principali, cioè da quei colori principali da cui deriva; ma vediamoli:

  L’ aranciato è tra il ROSSO   e il  GIALLO ( perché in realtà è formato da questi due colori ).

  Il verde è tra il GIALLO e  l’AZZURRO

  Il violetto e l’indaco sono tra l’ AZZURRO  e il ROSSO.

  Dicevo prima che possiamo ottenere luce bianca,  dall’unione di due colori,  ma non di due qualsiasi.

 Per ottenere luce bianca,  dobbiamo sempre riunire un colore principale, con quello derivato del quale non è entrato a far parte. Dunque, questo colore principale che, unito ad un colore derivato,  del quale non è entrato a far parte, dà luce bianca, si dice ” CONTROCOLORE “.

  Vediamo ora in dettaglio i colori derivati e, i loro rispettivi controcolore:

Aranciato   ( ROSSO + GIALLO )   controcolore  AZZURRO

Verde   ( GIALLO +  AZZURRO )  Controcolore ROSSO

 Indaco e violetto  ( ROSSO + AZZURRO )  Controcolore  GIALLO

  Ricordiamoci però che in questi casi ,  quando parliamo di bianco intendiamo veramente non un bianco puro ( se vi ricordate l’ho già detto ), ma un bianco grigio.

  Il fisico OSTWALD,  ha disposto i colori principali e derivati, in modo tale che ogni colore derivato si trovi,  nella stella che prende il suo nome,  esattamente di fronte al colore principale che, in realtà, è il suo controcolore.

LA CURA DEI PIEDI SEI . ULTIMO CAPITOLO

07/02/2013

CURIAMO  I  NOSTRI  PIEDI

VENE  VARICOSE

Codesti vasi venosi negli arti inferiori che portano il sangue dalle estremità al cuore, a mezzo di piccole valvole che ne facilitano l’ascesa, che si dilatano e si allargano, prendendo il nome di varici, essi sono vasi che si riempiono di sangue che defluisce; che non riesce a salire  e le evidenzia nelle gambe, come tortuosi sentieri in rilievo sulla stessa.  Generalmente,  quando ormai la loro funzione è negativa,  interviene il chirurgo ad eliminarle.

Molti individui prima di decidersi per una totale estrazione, si sottopongono ad iniezioni sclerosanti, il risultato delle quali purtroppo non è  molto soddisfacente.   Sembra comunque certo che eliminare una rete venosa superficiale negli arti inferiori, ricchissime di queste ad ogni livello,  non turbi minimamente il ritorno al cuore del sangue, dagli arti inferiori.

DIABETE

La regolazione del metabolismo dei carboidrati o degli zuccheri,  alterata sotto forma di un disturbo che si presenta in stato cronico,  è la classica malattia, conosciuta come ” diabete ” . Se un individuo è affetto appunto da codesta malattia, anche in podologia è utile esserne al corrente, poiché le ferite in genere presentano difficoltà nel loro trattamento per tutte le possibili complicazioni che potrebbero insorgere dopo un’incisione che il trattamento stesso avrebbe dovuto evitare. I sintomi  caratteristici più comuni nel diabete sono una sete fortissima, una frequenza allo stimolo di orinare  ( pliuria ) . Attraverso le urine abbiamo appunto l’eliminazione del glucosio mentre nell’individuo normale gli zuccheri si accumulano nel fegato e nei muscoli.  L’ ereditarietà è una caratteristica fondamentale nel malato di diabete; il diabete insorge spesso in individui che, con eccessi di alimentazione ( eccessi di grassi ) pongono l’insulina ad un esagerato lavorio, sino al totale esaurimento della stessa e danno possibilità di insorgere alla malattia.  L’età in cui si caratterizza l’insorgenza della malattia varia dai 45- 50- 60 anni e mentre negli anni trascorsi quasi sicuramente un individuo concludeva il ciclo della malattia con la morte,  è pressapoco identica a quella di un individuo normale.  In podologia si osservano complicazioni nel diabetico perché questi ha un eccesso di zucchero nei tessuti e nel sangue.

Ora, poiché i germi trovano migliori condizioni di sviluppo in presenza di zucchero,  i tessuti del diabetico  inibiti di codesta sostanza,  a contatto con strumenti e con medicamenti non del tutto sterili ( settici ) sui quali possono trovarsi più germi,   vengono portati a un’infezione piuttosto difficile da risanare.

Da qui le precauzioni necessarie da assumere onde evitare l’infezione nel diabetico. Le malattie vascolari causano spesso mortalità nel soggetto diabetico al di là dei 45 anni;  nell’individuo cioè dove è già in pieno sviluppo le arteriosclerosi. Anche una lesione o una ferita a un vaso capillare nella persona già interessata ad una malattia vascolare ( cioè  in un soggetto il cui sangue non circola bene ) rimargina con difficoltà,  per cui non è dato da escludersi,  fra i vari tipi di cancrena in cui potrebbe incorrere, quella diabetica. Ad ostacolare il processo di cicatrizzazione e di rigenerazione di nuovi tessuti nel diabetico,  si presenta l’acidiosi  ( corpi chetonici ) nel sangue distribuiti anche nei tessuti . )

 L’insorgere di una piccola piaga o di una ulceretta provocata dalla compressione di una calzatura che non abbia sicura tendenza a guarire in un paziente scrupoloso nell’applicazione di mezzi cicatrizzanti,  orienta ad una diagnosi di precauzione del diabete.   Così come ogni manifestazione cutanea pruriginasa o enzimica,  può rivelare una certa tendenza al diabete,  del quale il prurito è anche un sintomo, consiglierà un esame idoneo ad evidenziarlo.  Per ogni trattamento un soggetto diabetico,  di cui si conosca la malattia,  ogni piccola operazione necessita della massima precauzione e abilità,  che eviti ogni eventuale ferita o contusione.  Nel caso di fuoriuscita di sangue il paziente stesso collabora alla riparazione sottoponendosi alla costante e energica cura del diabete consistente nella riduzione della glicemia mediante una controllata alimentazione oppure adeguate cure o togliendo lo stesso acido contenuto nei tessuti per ottenere una più facile guarigione alla parte ferita.

Elena  Lasagna

LA CURA DEI PIEDI CINQUE

05/02/2013

CURIAMO  I  NOSTRI  PIEDI

ONICOGRIFOSI

Spesso l’alluce e  molto meno frequentemente  le altre dita,  sono affette da    ”  onicogrifosi ” (ovvero ispessimento, ricurvamento ed allargamento e ipertrofia dell’unghia, che raggiunge a volte lo spessore di un cm o più) impossibilitando il paziente all’uso di qualsiasi  tipo di calzatura normalmente adottato.  Recidere il più possibile e nel modo più corretto , evitando di ledere il sottostante derma sembra essere l’unica soluzione idonea e la più rapida.  Il trapano elettrico ha una parte considerevole e ( supponendo che la sensibilità del paziente che sarà sottoposto lo permetta ) molto importante in quanto,  oltre ad abbassare l’ispessimento dovuto all’anomalia medesima,  liscia l’unghia in modo  esteticamente perfetto, eliminando i dolori da compressione.  Ma qualora sotto il livello del derma  sottostante si producessero infezioni frequenti, allora, si indirizzerà il paziente dal medico chirurgo per l’asportazione della matrice ungueale.

EMATOMA  UNGUEALE

Le unghie , con particolare riferimento a quelle dell’alluce , sono frequentemente soggette a ematomi.  L’origine di un ematoma ungueale è sempre la conseguenza di un trauma che la parte subisce.  Possibili ed eventuali ematomi non sono da escludere alle unghie delle dita più piccole del piede , se pure si riscontrano in minore frequenza e per cause traumatiche di diversa natura.  L’alluce per la sua naturale tendenza a mantenere la falangetta in posizione più alta rispetto al piano di appoggio della falange e del metatarso , o per la sua proporzione o per la sua lunghezza , è il più soggetto ad esporre l’unghia di cui è rivestita la sua parte superiore, a contusioni di ogni genere più o meno violente.  Di qui l’ematoma più frequente che spesso coincide addirittura con la frattura della falange.  Un trauma violento produce un travaso di sangue che provoca lo stacco del derma sottoungueale, con espansione di liquido nel letto stesso dell’unghia.  Se le condizioni della falangetta sono naturalmente buone,  se non esiste traccia di lacerazione dei tessuti e l’ematoma è ristretto nella regione dell’unghia , sarà sufficiente incidere la medesima , quel tanto necessario a provocare una totaqle fuoriuscita di sangue e ( previo un buon lavaggio antisettico ) , fasciata la parte , aspersa prima con prodotti antibiotici , otterrà una risoluzione rapida e sicura dell’ematoma in questione.  Complicazioni grqavi possono derivare causa la rottura dei tagumenti, qualora l’ematoma subungueale tendesse ad eventuali  infezioni . Casi di infezione tetanica non sono esclusi, e taluni anche mortali. Risultanze queste   di piaghe difficili da rimarginare e spesso prventivamente causate da interventi settici apportati sulla parte dallo stesso paziente, che presentano alla vista contusioni che possono far temere un ampio focolaio contuso.

IPERIDROSI

La forte secrezione delle ghiandole sudorifere, a livello del piede, tende a colpire il genere umano di codesta noiosissima affezione maleodorante che macera i tessuti e conduce, a seconda degli agenti atmosferici, a screpolature della pelle di vario tipo e concorre adeterminare vari tipi di dermatosi e micosi.  Quale che sia il risultato di tale anomala infezione sulla psiche dell’individuo, sembra essere chiaro, se lo stesso è costretto a vivere in continuo contatto con i suoi simili. Ne risulta che il medesimo deve sottoporsi a trttamenti igienici più accurati, a costanti lavaggi e ad un pressochè esagerato ricambio di calzature.  Costanti bagni a base di alcool denaturato, della durata din4-5 minuti ciascuno, e l’espersione costante di polveri interessate al trattamento igienico concorrono a sollevare il paziente.

MICOSI  INTERDIGITALE

Negli individui sofferenti di affezioni  iperidrosiche,  è frequente la formazione di micosi interdigitale, ovvero frequenti macerazioni,  tagli profondi all’apice interno delle dita  ( piccole ulcerazioni ).  sintomi dolorosi di pruriginosità denotano la micosi nella sua forma più cruenta ; le cause di tali sintomi vanno imputate spesso ad una affrettata asciugatura delle estremità ,  male e non del tutto effettuata negli spazi interdigitali.  Ogni trattamento è del tutto simile a quello usato per l’iperidrosi , ovvero tenendo come regola l’abitudine di mantenere molto ben asciutte  le dita alla base della loro attaccatura interna che sarà bene anzi tamponare in caso di ulcerazione   ( nelle ore notturne )con cotone idrofilo  rivestito di garze,  imbevuto di alcool e ( nelle ore diurne ) aspergendone la parte con polveri assorbenti o creme antibatteriche e curative ( tipo gentalin o simili ).

CALCAGNO

Borsite  retro  calcaneare

Generalmente la calzatura è la maggiore responsabile di tale affezione che con un bordo o rinforzo troppo ispessito,  mal cucito o comunque troppo rigido , genera una pressione o strofinamento nella regione retro-calcaneare.  Il paziente che ne è affetto e risente del disturbo con punte eccessive d’inverno,  autodefinisce gelone l’anomala protuberanza,  o durone ,  che vorrebbe eliminare attraverso un trattamento praticato dal pedicure o dal medico Podologo.

ARTRITE

L’infiammazione di una o più articolazioni è comunemente denominata ” artrite “.  La forma artritica si manifesta acuta , cronica e prodotta da moltissime specie , aventi cause differenti,  fra cui le più comuni sono l’acido urico,  le disfunzioni ormoniche, ecc.  Qualche volta la malattia , generalmente predisposta da condizioni ambientali di strapazzo fisico e di umidità , può manifestarsi anche per cause traumatiche.  È  caratterizzata da manifestazioni dolorose locali,  da sensazioni di freddo,  da distensione della pelle con arrossamenti e anche da impossibilità improvvise , o comunque difficoltose , di produrre movimenti a mezzo della parte colpita.  Applicazioni calde sulla parte colpita da artrite,  e se necessario iniezioni calmanti , gioveranno a sedare la dolorosità acuta.  Qualche volta la malattia provoca un rialzo di temperatura e le cure che le si adattano ( molte e varie ) vengono apportate al paziente a seconda della causa che ha determinato la malattia.

Un’artrite si evidenzia allo stato cronico sull’articolazione colpita e sui tessuti che la circondano , qualche volta in individui giovani   ( di 30-40 anni )  e, generalmente nella donne nel periodo della menopausa. Si manifesta nella maggior parte dei casi all’inizio attraverso un gonfiore molle dell’articolazione delle dita, tanto da rendere doloroso , successivamente il nodo articolare delle stesse. Prime ad essere colpite sono le dita della mano,  poi quelle del piede , e in progressiva successione,  i polsi , lecaviglie, il ginocchio,  attraverso lunghi periodi di stasi in cui la malattia è indolore.  Spesso l’artrite deformante , la cui dolorosità è incostante  ( qualche volta è a carattere fulmineo ) colpisce una sola articolazione.  Lo stadio acuto della malattia sembra incurabile durante codesta fase e scarse sono le cure opponibile  alla malattia anche perché  non si conoscono le cause e la vera origine della stessa. Cercare soprattutto l’ alimentazione giusta, cambiamento di clima per chi può permetterselo, evitando anche ogni tipo di bevanda alcooloca. Cercare le cure adatte dallo specialista e le scarpe ortopediche fatte su misura del piede. Ecc.

PIEDE  TORTO

Lo  si osserva come un piede quasi arrotolato su se stesso; l’origine della malformazione è congenita. L’ appoggio è prevalentemente nell’avampiede sulle dita  ( in equinismo  ) ; l’arco plantare mediale è molto accentuato  ( cavismo ), L’individuo affetto da piede torto,  costretto a camminare sulla parte laterale del piede,  presenta notevoli ispessimenti  (callosità ),  appunto su questa parte dove trova il suo innaturale appoggio.  Livellarne lo spessore non comporta assolutamente beneficio,  spesso anzi, un livellamento dello strato corneo,  effettuato con eccessivo zelo,  causa maggiore dolorosità alla parte resa sensibile durante la sua azione di appoggio.  È competente per questo genere di malformazione il medico specialista Ortopedico.

L’ Ortopedia prevede speciali tecniche atte a correggere la malformazione presente già nei bambini,  con ottimi risultati.

ARTERIOPATIE

Malattie arteriose degli arti inferiori

 Morbo di Bürger : è un particolare tipo di malattia delle arterie  ( arteriopatia  ), consistente nell’interruzione di una o più di queste, con conseguente malnutrizione dei tessuti negli arti inferiori, consiste nel senso di formicolio e senso di piede freddo ; e soprattutto nel senso costante di sofferenza cui deve assoggettarsi l’arto medesimo,  disturbato anche da una sensazione di piccole punture sulla sua superficie.  La caratteristica del piede freddo, se pure molto importante all’insorgere della malattia,  non comporta sempre e necessariamente una lesione arteriosa di questo genere. La malattia vera e propria è poi diagnosticata, a distanza spesso di mesi, attraveso la manifestazione di disturbi di stanchezza al polpaccio,  pesantezza durante una marcia poco più che normale. Con l’andare del tempo pur rimanendo la sensazione del freddo ai piedi, le varie sensazioni assumono l’aspetto di un crampo vero e proprio, Quest’ultimo aspetto presenta così una forma di claudicazione  intermittente, che consente una diagnosi certa della malattia.  Le malattie arteriopatiche caratterizzate appunto dal crampo ai polpacci e della claudicazione intermittente,  evolvono spesso a distanza di anni attraverso l’estendersi dell’interruzione delle arterie,  o mediante la chiusura di altre, producendo anche  ” dolore a riposo “; ovvero la sofferenza dei tessuti che vengono male irrorati malgrado la posizione distesa dell’indivuduo che,  non sottoponendo a sforzo i suoi arti, non necessiterebbe in via normale di una maggiore irrorazione degli stessi.  L’ultima fase di queste malattie arteriopatiche è quella che nel piede permette di evidenziare piccole ulcerette,  alla estremità anteriore delle dita  (  piccole chiazze rosse prima, poi bluastre )  all’altezza delle unghie, spesso facili da conforndere con la classica manifestazione dell’unghia incarnita, con rottura dei bordi ungueali. Codeste lesioni trofiche denotano un inizio di cancrena caratterizzata appunto dal tessuto che, non alimentato con quella sufficiente quantità di sangue che gli necessita,  entra in fase di necrosi ( e cioè  di tessuto che muore ).

CHIARO DI LUNA

04/02/2013

“CHIARO   DI  LUNA”

    

“CLAIR  DE  LUNE”

Oh  lune !  De ta lumière la magie

ne peut pas mourir

Tu danses avec les étoiles, les étincelles

tuos les coeurs font vibrer

De la nuit tu en  sais beaucoup!  Sincere, douce ta

lueur, tu sais rêver.

Tu rends merveilleux  chaque soir

tu peins des jeux d’ombres

le chemin de celui qu’ on veut aimer.

Des jeux de perle, comme le visage d’une mariée

qui enveloppe sa pudeur.

La brisen de la nuit décoiffe la chevelure

ta clarté  s’evanouit un peu

elle entoure la splendeur qui se perd dans l’aurore.

Da ” Nella mente e nel cuore ”  ©  2009  Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA SESSANTADUESIMA PARTE

04/02/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Sai che oggi mi piacerebbe fare un piatto semplice di pasta,   sì , quella fatta in casa.

ELENA    Ti propongo le lingue allo zafferano e passato di carote;  un pieno di vitamina A.

LINGUE  DI PASTA  FRESCA

Ingredienti: farina di semola di grano duro, uova, zafferano, burro, un lime, carote stufate con cipolla e parmigiano.

Oppure potresti fare una ribollita, ti detto quella di casa mia.

LA   RIBOLLITA

Ingredienti: pane raffermo abbrustolito in fette, fagioli borlotti, cavolo verza o cavolo nero, una carota, un gambo di sedano,  una grossa cipolla, vino bianco oppure rosato, aglio q.b. prezzemolo, basilico pomodoro, formaggio grattugiato, sale pepe, olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione: lessare i fagioli, ammorbidire il cavolo tagliato sottile, portarlo alla cottura, e stufare tutte le altre verdure. Ora facciamo il soffritto con aglio e qualche filo di cipolla lasciata da parte, facciamola dorare e aggiungeremo il pomodoro, spruzziamo con il vino , e dopo aver passato nel passaverdura carote, sedano, cavolo, cipolla e metà dei fagioli lo aggiungeremo al sugo. Lasciamo bollire ancora per 10-15 min perché si addensi, aggiustiamo di sale e pepe, un po’ di prezzemolo e basilico tritati, l’olio, e versiamo sui piatti dove abbiamo messo il pane  abbrustolito ancora caldo. Il vino adatto?  Per intensificare il gusto, possiamo bere quello che abbiamo usato a cucinare.

FEDERICA   Questa deve essere una roba ! Proprio squisita! E una tisana depurativa ce l’hai?

ELENA   Sì, ho avuto la conferma dal dott. Robert.

TISANA   DEPURATIVA

Ingredienti :  due pizzichi di gramigna radice

un pizzico di liquirizia radice

due pizzichi di  bardana radice

un pizzico di salsapariglia radice

 e tre pizzichi di tarassaco radice; il tutto in una tazza abbondante di acqua bollente, lasciare in infusione per qualche min e filtrare.

FEDERICA   Non dimenticarti della festa di S. Valentino!

ELENA    E quando mai!

05/02/2013

FEDERICA    Si parla tanto di zuppa di cipolle, ma non l’ho mai mangiata buona come a casa tua.

ELENA   Ti ringrazio! Ma come in tutti i piatti che si preparano ci vuole passione, se non ci metti quella non verrà buono nemmeno il filetto ai ferri. Allora, ti detto la mia ricetta.

ZUPPA  DI  CIPOLLE

 Ingredienti: un kg di cipolle bianche o rosate. Farina di riso, olio extra vergine d’oliva, una manciata di dragoncello, sale, pepe, peperoncino, 1/2  mezzo litro di brodo, parmigiano grattugiato, due chiodi di garofano un tuorlo, fette di pane abbrustolito.

Esecuzione :  tagliamo le cipolle a fettine sottili, le facciamo soffriggere in poco olio, arrivati alla doratura ( che dovrà essere leggera ) aggiungeremo il brodo, i chiodi di garofano, portiamo il tutto alla cottura. Lasciamo intiepidire , prendiamo un poco di liquido e un cucchiaio di farina faremo una crema che poi scioglieremo nella zuppa, sempre mescolando. Nel frattempo giriamo il tuorlo con due cucchiai di parmigiano grattugiato , poi lo diluiremo con un po’ di latte e verseremo la crema nella zuppa di cipolle. Riscaldare  però  senza  portare ad ebollizione, ora aggiungere il dragoncello, sale, pepe, peperoncino, un filo di olio. Servire con i crostini di pane caldo.

FEDERICA   Mi è venuta l’acqualina in bocca! Cercherò di non pensarci è ancora presto per il pranzo.

 Sai? Sono già due volte che cerco di guardare il film ” Quando ruba un miserabile ”  Da  ”  I  miserabili  ” di Victor Hugo , ma non riesco mai a vedere la fine, a metà del film mi addormento. Ma come va a finire?

ELENA   È  ben ma, non merita di essere raccontato così ma di essere guardato. Prima di metterti davanti al televisore prenditi un caffè forte! Comunque  è molto bello, è un capolavoro della letteratura romantica ed è una delle massime espressioni della letteratura di ogni tempo. Ma cercherò di farti un riassunto stringato.

Jean Valjean finito in carcere per aver rubato un pane, ne esce dopo circa vent’ anni, scontata la pena;  ma la società respinge l’ex ergastolano. L ‘incontro con un santo prelato redime, ( ebbe dalla vita un’ altra possibilità )  non sottrae alla persecuzione ostinata di un poliziotto, Javert. Solo la scoperta finale della sua integrità morale maturata in Valjean anziano, del suo caldo amore per il prossimo, renderà giustizia all’ex forzato  e indurrà  al suicidio Javert,  straziato dal rimorso di una persecuzione ingiusta  quanto ostinata.

Devo dirti che ce ne sono ancora molti degli imbecilli come quel Javert;  anzi c’è di peggio: perseguitano gli innocenti e favoriscono i delinquenti! Ma almeno la facciano finita come nel romanzo!

FEDERICA   Se non altro ha un finale che mi piace! E una canzone non me la dedichi? Una bella canzone d’amore la dedico a Te e al tuo principe di S. Valentino! Allora , ti piace Amedeo Minghi? Una è ” Le   verdi cattedrali della memoria “, e l’altra  ” La vita mia “.  A domani!

06/02/2013

ELENA   Ho la ricetta a base di carne che mi hai chiesto. Ho pensato ad una carne di vitello saporita, e cioè in stufato.

FEDERICA   Sì è un piatto adatto per sabato sera: ho invitato dei parenti di mio padre. E di contorno cosa suggerisci?

ELENA   Cannellini conditi con erba cipollina e basilico, olio e aceto di mele. Poi il radicchio misto.

CARRÉ  DI  VITELLA

 Ingredienti : carré di vitella, salvia, sugo al pomodoro, pepe, aglio, peperoncino, vino bianco tipo Prosecco, alloro, brodo vegetale. Per il contorno fagioli cannellini, radicchio misto.

Esecuzione : rosolare la carne in una pentola dal doppio fondo, sfumare con il vino, aggiungere le erbe, sale e spezie, infine il brodo. Lasciare cuocere lentamente fino a cottura ultimata. Raffreddare la carne prima di tagliarla e adagiare le fette nel loro sugo: se dovesse risultare un poco liquido addensare con un cucchiaino di farina di riso.

FEDERICA   È proprio il piatto adatto per le persone che non amano il pesce. Cambiando discorso, sai che ho una fissa per i terremoti? Vorrei sempre sapere dove avverranno!

ELENA   Perché, se lo sapessi cosa faresti? aspetteresti così senza vivere in pace , con il fiato sospeso? Ma non augurartelo mai! I sensitivi quelli veri soffrono!

 07/0272013

FEDERICA   Ho già messo in opera il menu di S. Valentino; non ne vedo l’ora!

ELENA    Guarda che non ho ancora finito, ho un altro pranzo completo: ossia un secondo piatto, un contorno, e il dolce.

Secondo  menu di S. Valentino

MACARELLI  E  MAZZANCOLLE

alla griglia

Ingredienti: macarelli, olio extra vergine d’oliva, pepe, rosmarino, limone  maionese, (fatta in casa con uova ,  aceto di mele olio di mais o di girasole, succo di limone ).

Esecuzione : lavare e pulire il pesce e i crostacei. Pennellarli  con la salsa di olio , limone e rosmarino, metterli sulla griglia e custodire la cottura e la doratura; verranno squisiti.

INSALATA  MISTA

Ingredienti : avocado, finocchi, noci, arancia tarocco, olive verdi, rucola, aceto di mele, pepe, lime, olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione: laviamo le verdure , le tagliamo a fettine, incorporiamo la rucola , le noci, il lime grattugiato, tagliamo l’ arancia a fettine escludendo le pellicine, un po’ di pepe, olio e aceto.

DOLCE ALLE CREME E AI FRUTTI DI BOSCO

Ingredienti : 400 g di frutti di bosco misti, cioccolato fondente dolce, uova 3 tuorli, latte 300 g, zucchero a velo q. b. un cucchiaio colmo di farina di riso. latte per fondere il cioccolato, 100 g di lamponi panna montata, quattro savoiardi, aroma vaniglia, farina di riso.

Esecuzione: Usiamo metà dei frutti di bosco a fare la composta con un cucchiaio di farina di riso, aggiungeremo un po’ di zucchero a piacere, lasciamo raffreddare. Ora faremo la crema alla vaniglia nel metodo che desideriamo ( io preferisco a bagno maria ), poi, faremo sciogliere il cioccolato in poco latte, dovrà risultare non troppo liquido né troppo denso. E per finire passeremo al passaverdura i lamponi che serviranno per intingere i savoiardi. Ora incominciamo a dare forma al dolce. Prendiamo un recipiente trasparente tipo mezzo cilindro. imbeviamo i savoiardi nel passato di lamponi e zuccherato a piacere, poi verseremo un po’ di crema pasticcera, un altro strato di savoiardi il cioccolato, ancora la crema pasticcera ed infine sopra metteremo i frutti di bosco misti, infine decoriamo con la panna montata, rigando qua e là lasciando intravedere il colori dei frutti misti.  Al momento del consumo spruzzare con Gran Marnier.

FEDERICA   Delizioso menu!

08/02/2013

FEDERICA   Oggi ti dedico una canzone, anzi vi dedico una canzone ed è ”  La voce del silenzio  ”  di A. Bocelli.

ELENA   Così a metà mattina mi suona di felicità, è proprio vero che la felicità non devi cercarla in qualcuno ma dentro te stesso. Io ti ricambio con ”  Grande grande  ”  di Mina. E ora pensiamo alla ricetta del giorno.

TORTA  DI  POLPETTE

Ingredienti : pasta sfoglia fresca, carne di manzo macinata, sale, pepe, spezie, un uovo, una patata,  pane e parmigiano grattugiati, un filo di olio, aglio e prezzemolo, cipolle tagliate fini.

Esecuzione : stendere la p. sfoglia nella teglia, nel frattempo abbiamo fatto le polpette e, cotto,  poi macinato le patate con incorporato il parmigiano. Sulla pasta abbiamo steso la crema densa di patate, sopra metteremo le polpettine con un filo d’olio e dei filini di cipolle. Inforniamo a 170 °. per circa 15-20 min. controllare, togliere la torta dal forno e impiattare. Questa delizia verrà servita con insalata mista di scarole e lattuga e innaffiata da un buon Chianti o Lambrusco della zona.

FEDERICA   Anche questa ricetta è meravigliosissima! Non si può dire, lo so , ma siamo a carnevale.

       

LA CURA DEI PIEDI QUATTRO

 01/02/2013

CURIAMO  I  NOSTRI  PIEDI

IGROMA

È un’infiammazione delle borse mucose e fra le maggiori  caratteristiche che la denotano primeggia la costanza.  I gottosi,  gli artritici,   i reumatizzati ne sono colpiti particolarmente nella forma acuta ;  l’igroma è però spesso conseguente a lesione traumatica.  ( Un trauma che si ripete su di una parte molle, provoca infatti una reazione di difesa che costituisce, nel punto di maggior compressione, l’affezione dolorosa detta ” igroma “). Nella sua fase più acuta l’igroma presenta una tumefazione fluttuante,  rotondeggiante e dolente.  Accade che si risolva per riassorbimento  o per suppurazione : si è naturalmente più inclini a propendere che il paziente arrivi personalmente allo stadio di suppurazione,  attraverso le varie fasi apparenti  e di sensibilità con conseguente risoluzione chirurgica.

L’igroma subisce fasi di :

a ) formazione e sensibilità

b ) callosità apparente e irritatissima

c ) translucidità fluttuante

Qualche volta l’igroma  ( è da credere in una saggia determinazione dell’individuo sofferente,  atta ad eliminare ogni forma di compressione sulla anomalia dolorosa  del suo piede, sottoponendosi a costanti bagni o a periodi di immobilitá a riposo ) supera lo stadio acuto per passare allo stadio cronico che è indolore.

L’igroma tumefatto  ( trattato dal medico curante durante questa fase ) viene curato con una incisione,  seguita da lavaggi e , nei casi peggiori il medico procederà  alla evacuazione e  alla escissione della parete.  In un individuo sofferente di tale anomalia l’igroma in genere si acutizza per:

a ) imperizia personale dell’individuo che ne è affetto,  nell’assottigliamento dello strato corneo superiore, che denota tutte le caratteristiche apparenti in un callo;

b ) lesioni praticate dallo stesso paziente sui tessuti circostanti quella che apparentemente sembra essere callosità ;

c ) l’insistere con il tipo di calzatura che ha traumatizzato la parte.

Il Pedicure non completamente esperto che non si limiti ad assottigliare leggermente asportando il solo strato corneo superficiale,  provoca anzitempo la fase più acuta dell’igroma ; infatti :

a ) l’insistere nel trattamento sullo strato corneo confondendo l’affezione  con una callosità suppurata,  può condurre al perforamento della vescica sierosa,  con tutte le conseguenze che ne derivano.

b ) il mancare , in caso di fuoriuscita di siero o di una emorragia,  di apprestare tutti quegli accorgimenti necessari ( lavaggi iodati, aspersioni con polveri antibiotiche ), di medicare al fine di proteggere la parte costretta nella calzatura tutt’altro che scettica ;

c ) il non indirizzare il paziente,  già costretto nella fase irritativa,  da un medico specialista,  dopo avergli fatti praticare un primo necessario periodo di immobilità,  a gamba tesa, e con costanti bagni caldi antisettici, intervallati da impacchi umidi.

L’igroma giunge ad una fase acuta ( insopportabile ) soprattutto quando, attraverso le fasi della sua evoluzione in ambiente scettico,  attraverso una lesione della pelle penetrano  germi nella borsa sierosa producendo pus, il quale cerca di aprirsi la strada attraverso la pelle nei circostanti tessuti sani.

CALLO DEL TENDINE

Altro tipo di callo complesso,  insorge sul tendine del quale prende il nome di ” callo del tendine ”  .  Non è molto frequente e si determina sull’estensore proprio dell’alluce.  Si incunea con particolare profondità nella zona di articolazione metatarso-falangea,  la zona è particolarmente soggetta a frequenti strofinamenti o a compressioni verso il lato interno della calzatura stessa.  Generalmente sia per la compressione del callo o per lo sforzo del tendine medesimo,  teso quasi come una corda di un arco, la circostante superficie del callo del tendine appare generalmente infiammata,  sensibilissima al tatto; per cui una conseguente estirpazione,  oltre a risultare più  laboriosa nonostante la similarità di questo callo rapportato ad uno qualunque,  di natura dorsale,  sulle articolazioni delle dita ( falango-falangea ),  può prospettare pericolosità ad ogni effetto di una probabile complicazione: e cioè la peggiore delle ipotesi di pericolosità , il caso di infezione, che la borsa sierosa situata immediatamente a contatto con la guaina del piede, suppurando origini una artrite infettiva.

È certo comunque che estirpare codesta callosità sul tendine è sempre cosa possibile se pure ardua ( sarebbe utile eseguire sulla parte un’unica incisione in profondità ed estirpare il callo con un rapido movimento atto ad eliminare residui di pellicine che,  indurendo,  contribuiscono a maggiorare il processo infiammatorio ), nella migliore delle ipotesi  però data la natura del tendine e il lavorio cui è costantemente soggetto,  il callo si riprodurrà in tempo brevissimo,  tanto da escludere la necessità di estirparlo.  Una diagnosi serena ed onesta convince il paziente a sottoporsi ad un piccolo intervento chirurgico che riporterà  l’alluce ad una normale articolazione attraverso il suo estensore , eliminando la possibilità di recidiva di codesta fastidiosa callosità del tendine.

CALLO  MILIARE

È  un tipo di affezione dolorosa e cornea presente nella regione plantare del piede all’altezza della prima articolazione metatarso falangea e sotto l’alluce.  Di forma rotondeggiante unicuspide con vari millimetri di diametro sulla sua superficie e con l’ estrema punta conficcata nel derma in cui insorge. Talvolta presente come unico esemplare è spesso accompagnato da una famigliola della sua stessa specie. Ne è soggetto l’individuo in età già avanzata,  costituzionalmente magro o comunque affetto da disturbi venosi o uricemici;  può essere però presente anche in gottosi o diabetici.  Lo caratterizza la sua durezza particolare,  la profondità esagerata ; nel suo periodo d’inizio presenta all’osservazione piccoli puntini più scuri della pelle nella regione di insorgenza e si manifesta nel paziente attraverso un lieve e molesto bruciore o trafittura.  Evolve secondo lo sforzo a cui è soggetto l’arto nel quale è inserito, l’età del paziente e il genere di deambulazione dello stesso,  attraverso periodi più o meno vari di dieci, venti , trenta , giorni.  Nell’ ultimo periodo presenta sintomi dolorosissimi di trafittura esagerata,  con arrossamenti nel tessuto circostante accompagnati da bruciore talvolta tanto violento da richiedere un immediato trattamento di enucleazione del callo.

CALLO  MOLLE

(occhio di pernice )

L’occhio di pernice è un tipo di callo piuttosto comune e lo si riscontra particolarmente nel genere femminile tormentato da calzature totalmente inadatte alle esigenze anatomiche del piede o antifisiologiche. È  un’affezione caratterizzata negli spazi interdigitali, rotondeggiante di colore biancastro nei suoi margini,  più scuro al centro, si differenzia dal comune callo appunto per lo strato corneo di cui è composto : molle e bianco ovvero cotto dagli umori prodotti nell’eccessiva traspirazione interdigitale.  Un cedimento metatarsale o di tutto l’arco trasversale dà origine ad una deambulazione male equilibrata: costringe le dita ad una non naturale articolazione e in un tessuto particolarmente sensibile, soggetto a forme di idrosi,  viene a prodursi codesto callo molle.  A resezione avvenuta, sarà doveroso per il paziente di mantenere lo spazio interdigitale , colpito dalla fastidiosa anomalia, il meno umido possibile , cercare di mantenerlo in una condizione perfettamente asciutta,  onde  ottenere un grande miglioramento se non la perfetta e totale scomparsa dell’anomala callosità.

CASO  PARTICOLARE

Un trattamento inutile al piede dolorante di un paziente, dolorante per un’anomalia non bene definita, non è sicuramente un caso di tutti i giorni. Prima di intervenire potremmo pensarci bene per formulare una diagnosi, adducendo pretesti del tipo corrente:  ” reumatismi, acidi urici, difetti di circolo ” , altri ancora avranno in successive sedute cercato di giustificare, a se stessi e verso il paziente, la causa della dolorosa anomalia ” fantasma “, sorta in un punto qualsiasi della pianta del piede. Per meglio intenderci il piede di un soggetto perfettamente sano presenta un lieve ispessimento sulla faccia plantare all’altezza dell’alluce,  fortemente irritato nella regione sottostante. Primo e logico ragionamento livellare l’ispessimento entro il quale necessariamente dovrebbe trovarsi il fittone di un callo, fortemente compresso dal peso della persona del paziente , e a giustificare la forte infiammazione. Primo risultato nullo. Il tessuto più sotto si presenta sano, privo di callo e fittone. Eliminato però il lieve ispessimento,  ad una lieve pressione esercitata sulla parte,  il paziente avverte il medesimo dolore acuto tanto da imporre al medico un nuovo e più attento esame onde trovar finalmente la causa che deve assolutamente esistere. Con l’ausilio di una buona lente e molta attenzione finiscono per rilevare un piccolissimo punto leggermente più scuro del tessuto del piede. Si tratta di un volgarissimo pelo che ha trovato modo di conficcarsi verticalmente nella parte,  per agire sulla stessa come uno spillo. Un caso qualsiasi questo, particolare nella sua possibilità di ripetersi con troppa frequenza,  ma assolutamente possibile del quale tutti potrebbero lamentare le conseguenze. Continua nell’artico ” La cura dei piedi cinque ” .

LE RICETTE DI CASA MIA SESSANTUNESIMA PARTE

30/01/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Mi sono beccata il raffreddore, quale rimedio posso usare ?

ELENA   Una buona tisana ben dosata è molto efficace tipo quella che ti detto ora. Una bustina contenente tre pizzichi di nettare di agrumi, tre pizzichi di timo, un pizzico di rosa, un pizzico di eucalipto, uno di camomilla e uno di menta dolce ( Non usare la menta piperita perché è molto concentrata di mentolo ) . Eccola!

TISANA  ADIUVANTE  IL RAFFREDDORE

ELENA   Poi, ovviamente ti potrai aiutare ancora restando in ambiente fuori, ma riparata  dalle correnti, e con l’alimentazione ricca di vitamine, soprattutto vitamina C. e miele. Un’insalata di lattuga e agrumi, e uno sformato di spinaci, con prezzemolo fresco ( ricco di vitamina C ).

FEDERICA   Vorrei proprio fare una bella torta:  un dolce semifreddo, dici che sto impazzendo?

ELENA  Perché hai voglia di un dolce freddo? No, è naturale, forse i cibi freddi sono meno nocivi nella stagione fredda, c’è meno sbalzo di temperatura. Ti propongo una torta di cioccolato croccante al gelato.

CESTINO  DI  CIOCCOLATO

Ingredienti per il cestino, quattrocento grammi di cioccolato fondente dolce , uno stampo.

Esecuzione : se non abbiamo lo stampo possiamo usare una casseruola priva di manici . Poi, prendiamo il cioccolato, lo tagliamo a piccoli pezzi, aggiungeremo un poco di latte, lo scioglieremo a bagno maria  fino ad ottenere una consistenza cremosa ma non troppo solida. Con il cioccolato ancora fumante lo verseremo sopra lo stampo capovolto, lo lasciamo colare e poi si farà addensare in frigorifero. Intanto con il cioccolato fuso che abbiamo raccolto, quasi a freddo,  ne faremo rotolare su se stesso per comporre il manico del cestino, lo curviamo e lo attacchiamo subito. Lasciamo il tutto in frigorifero per almeno due ore. Ora è la volta del gelato.

Gelato alla banana ingredienti: 300 g di polpa di banane, succo di limone, aroma vaniglia (vanillina metà bustina), 130 g di zucchero, 100 g di latte, 180 g di panna.

Esecuzione: frulliamo la polpa delle banane insieme alla metà dello zucchero e al limone. Poi, aggiungiamo la vanillina e lo zucchero al latte e lo mettiamo nel composto di banane, così pure anche la panna. Mescoliamo uniformemente e versiamo il tutto nella gelatiera. Il gelato sarà pronto dopo 30 min.

Gelato ai lamponi ingredienti : 200 g. di lamponi freschi, 100 g. di latte, 130 g. di panna, e 170 g. di zucchero.

Esecuzione: frulliamo i lamponi con lo zucchero, , aggiungiamo il latte e la panna, versiamo il tutto nella gelatiera e fra 40 min circa il gelato sarà pronto.

Gelato alla stracciatella ingredienti : 250 g. di panna, 150 g. di latte, 130 g. di zucchero, mezza stecca di vaniglia del Madagascar, 100 g. di cioccolato fondente.

Esecuzione : misceliamo il latte allo zucchero, aggiungendo la vaniglia, infine la panna. Versare nella gelatiera lasciare girare per 30-35 min.poi, lo togliamo e aggiungeremo il cioccolato tritato fine. Ora che abbiamo le tre qualità di gelato, possiamo comporre la nostra torta a cestino. Faremo uno strato di gelato alla banana, uno strato di biscotto  meringa, via l’altro strato con la stracciatella , la meringa, infine lo strato di gelato al lampone. Ora mettiamo la meringa, poi faremo la superficie tricolore con g. alla stracciatella, una striscia di gelato al lampone e l’altra alla banana. Io ho già fatto l’esperimento, l’ho confezionato e l’ho portato con me ad una cena tra amici; è davvero squisito! Solo bisogna fare molta attenzione perché non si squagli, la consistenza del gelato dovrà essere perfetta. Se occorre, lasciarlo per circa 15 min nel freezer.

FEDERICA   BEH , Mi sembra meraviglioso! Quante cose che vorrei domandarti, ma forse  per te  si è fatto tardi, allora a domani! Ciao e grazie!

                                31/01/2013

FEDERICA   Buon giorno! Incomincio con le mie domande. È vero che se si sognano dei numeri, bisogna giocarli perché saranno vincenti?

ELENA   Ho sempre saputo che sognare dei numeri è presagio di fortuna; spesso chi li sogna li gioca ma non sempre vince.

FEDERICA   Cosa significa sognare odori soavi?

ELENA   Gli odori possono suscitare nel sognatore svariate visioni notturne. Le manifestazioni oniriche odorose sono rare.  In genere avvengono quando appaiono figure femminili se il sogno è maschile; mentre se a sognare sei tu, e cioè una donna, allora sarà il contrario.

FEDERICA   E  sognare di non riuscire ad aprire gli occhi?

ELENA  Sognare di non riuscire ad aprire gli occhi significa ” amore passionale ”  . Ma se invece la visione rispecchia cure mediche, essa non necessita di spiegazioni, altrimenti rispecchia una pigrizia innata, o altro. Ogni sforzo della mente e del fisico costa fatica al sognatore o sognatrice ed egli rinuncia passivamente a ogni attività.

FEDERICA   È vero che esiste una pianta in grado di sostituire lo iodio in compresse?

ELENA   Sì, è vero ma deve essere assolutamente somministrata dal medico in quanto a dosi elevate potrebbe essere molto dannosa. Si chiama ” quercia marina ”  ed è un’alga,  cresce lungo le coste dell’Atlantico, dalla Groenlandia alla Manica; e si estende fino alle isole Canarie. In farmacia viene usata tutta la pianta, e nelle industrie cosmetiche viene usata come coadiuvante nel trattamento dell’obesità,  come tisana ; mentre per uso esterno sotto forma  di decotti da applicare localmente.

FEDERICA  Ora però non ti trattengo oltre, ti lascio alle tue buonissime ricette.

ELENA   Sì, ho una ricetta di poco tempo fa, sono le mele cotte al forno ripiene.

MELE AL FORNO RIPIENE

Ingredienti: Acquistiamo le mele che preferiamo e quelle che ci servono. Castagne secche già lessate , miele, una punta di vaniglia, cacao, marmellata di fichi.

Esecuzione: laviamo bene le mele, togliamo il torsolo arrivando fino al fondo senza però bucarlo. Ora con una forchetta faremo dei fori sulle mele, e  mescoleremo il miele, il cacao e la vaniglia alle castagne, poi,  riempiremo le mele lasciando lo spazio per un cucchiaio di marmellata.   Esse andranno in forno a 160-170 ° per circa un’ora. Saranno buonissime come dessert, e come merenda dei bambini.

01/02/2013

ELENA   Ti va una ricetta di un primo a base di pesce?

FEDERICA   Sì, oggi mi va di ascoltare più che costruire, e sai il perché!

ELENA    Non pensarci troppo, un buon piatto e un bicchiere di vino ti tira su. Per Te ho una ricetta che so ti piace molto, e sono gli spaghetti al cartoccio di casa mia.

Ingredienti: spaghetti , cape sante, cozze, due acciughe, aglio, prezzemolo, origano, alloro un foglia, scampi, pomodoro, peperoncino, olio extra vergine d’oliva, pane grattugiato, pomodoro, vino bianco.

Esecuzione: laviamo bene le cozze, le raschiamo, le mettiamo in casseruola e portiamo sul fuoco; quando i gusci si aprono le togliamo. Ora faremo le capesante al forno con aglio prezzemolo , origano e un poco di olio e pane grattugiato. Procedere con gli scampi lavarli , inciderli sul dorso pulirli bene pennellarli con l’olio e metterli sulla pietra. Nel frattempo faremo soffriggere l’aglio con le acciughe, poi metteremo due cucchiai di pomodoro e una spruzzata di vino bianco, butteremo la pasta nell’acqua che bolle con pochissimo sale, perché le acciughe sono salate. Ora prendiamo la carta da forno, scoliamo gli spaghetti al dente, li versiamo nel cartoccio, aggiungendo il ragù, poi,  metteremo i frutti di mare quasi tutti sgusciati, tranne qualcuno per adornare il piatto, e lo stesso con le cape sante, per ultimo gli scampi, facciamo un giro d’olio e una manciata di pane grattugiato, avvolgiamo il tutto con la carta da forno e li mettiamo nella casseruola a doppio fondo preriscaldata, dove finiranno la cottura per qualche min. Il vino adatto. Prosecco del Trentino.

FEDERICA   Che bontà, mi sta ritornando il buon umore. Grazie!

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Carissimo dott. Robert ho la ricetta del cocktail che mi hai chiesto oggi.  L’ho chiamato ” Er doctor”. Un terzo di succo di frutta esotica, un terzo di spumante italiano oppure Champagne, un terzo di vermut, una fetta di lime e soda e un terzo di liquore all’arancia ( Orange ) provalo e poi mi dirai! Buona serata!

o2/02/2013

FEDERICA   Senti questa! Ti piacerebbe essere uguale ad un manichino, e fare il manichino come se fossi fatta di gesso? Mi spiego meglio dovresti rinunciare al cibo, e nutrirti di pasticche e bevande, anche ad una vita movimentata e varia come piace a Te? In compenso resteresti sempre uguale come se avessi sempre vent’anni.

ELENA   Non potrei accontentarmi di vivere una vita come un manichino di gesso. Mi piace l’armonia tra il corpo e la mente, ma mi piace vivere, correre, saltare, arrampicarmi e anche la buona tavola. Le pasticche le lascio ai manichini. Non voglio essere di gesso e nemmeno ”  de mammo” .

ELENA   Ho un’altra  ricetta per Te: sono dei petti di anatra ripieni alle cipolle e ceci.

PETTI  D I ANATRA  RIPIENI

Ingredienti: petti d’anatra, rosmarino, salvia, uno spicchio d’aglio, cipolle,  (una cipolla grossa per ogni petto ), chiodo di garofano, vino bianco poca scorza d’arancia grattugiata, sale, pepe, brodo q.b. contorno di crema di patate al parmigiano, arancia.

Esecuzione : togliamo la pelle all’anatra e quasi tutto il grasso. La laviamo e la mettiamo in farcia per due ore con succo d’arancia e pepe. Intanto faremo le patate in crema, le lessiamo con la buccia, le passiamo al passaverdura, le metteremo  in una casseruola aggiungendo latte bollente; e sempre mescolando le porteremo ad ebollizione fino a diventare una crema morbida. A questo punto faremo un composto di tuorlo e parmigiano aggiungendo due cucchiai di latte freddo; poi lo verseremo nelle patate, mescolando per amalgamare bene la crema. Tenere in caldo e prima di servire spolverare leggermente di spezie e parmigiano.

Ora torniamo all’anatra, asciughiamo il petto, lo taglieremo a metà incominciando dall’alto per arrivare a due cm dal fondo, formando una tasca. Nel frattempo abbiamo lessato le castagne, abbiamo stufato le cipolle con il chiodo di garofano, vino e poco brodo; ora imbottiremo il petto con le cipolle e le castagne scolate bene e insaporite con scorza d’arancia e pepe. Adesso chiudiamo la tasca con gli stecchini, la rosoliamo in poco olio extra vergine leggero, spruzziamo con il vino, poi, il rosmarino, la salvia , lo spicchio d’aglio vestito, e raggiungeremo la cottura aggiungendo un po’ di brodo. Lasciare intiepidire e tagliare la tasca a fettine; servire sopra un letto di crema di patate.

FEDERICA   Buonissimissimo!