PRONTO INTERVENTO DUE

21/03/2013

LE  FRATTURE

Generalità  di anatomia

L’apparato scheletrico comprende le parti scheletriche del corpo umano.

Queste sono , nell’individuo adulto, rappresentate quasi  dappertutto da OSSA ,  a  differenza di quanto accade nei tessuti giovani in via di accrescimento , formati invece da un tessuto cartilagineo, che è destinato ad essere,  a poco a poco sostituito nel corso dello sviluppo, da parti  ossee.

Vi sono tuttavia parti che,  anche nell’individuo adulto sono sempre costituite da tessuto cartilagineo , ad esempio le estremità anteriori delle coste e le superfici articolari delle ossa.

L’osso è costituito da un’ impalcatura di sostanza ossea,  da la necessaria forma e consistenza ; dalla cartilagine articolare,  che ne riveste le estremità che si articolano con le ossa vicine ; dal periostio,  membrana che ne riveste la superficie esterna, e la cavità midollare interna ( endostio ) ; dal midollo osseo, in questa contenuto , dai vasi sanguigni ai nervi dell’osso.

A seconda della forma le ossa si dividono in tre gruppi principali :

1 ) LE OSSA LUNGHE ,  a cui appartiene la maggior parte delle ossa degli arti,  quindi : clavicola, omero,  radio, ulna, metacarpi, e falangi degli arti superiori ; femore,  tibia ,  perone , metatarsi , e falangi negli arti inferiori. Sono tutte dotate di una grande cavità midollare.

2 ) LE OSSA BREVI ,  come le vertebre, le piccole ossa del polso e della parte posteriore del piede,  ed alcune ossa craniche. In queste ossa la cavità midollare è sostituita da una struttura trabecolare spugnosa.

3 ) LE  OSSA PIATTE , come lo sterno, la scapola , l’osso dell’anca,  le coste e la maggior parte delle ossa del cranio.  Le varie ossa si riuniscono tra loro a formare l’intero scheletro in diversi rapporti dettati delle necessità funzionali.

Alcune ossa sono totalmente fuse tra loro, in tal misura da non lasciar riconoscere,  nell’adulto ,  il punto  di unione : ad esempio , le ossa del bacino  e le vertebre sacrali.  Altre si riuniscono tra loro tramite una sutura che , pur evidente , non consente alcun scivolamento tra di esse: ad esempio le varie ossa che costituiscono la scatola cranica.  Altre poi, riunite da articolazioni serrate, dette sindesmosi , sono passibili solo di movimenti limitatissimi l’una rispetto all’altra : ad esempio il rapporto reciproco fra le estremità periferiche della tibia e del perone.

Ma la maggior parte delle ossa si riuniscono in vere articolazioni,  con possibilità di spostamenti estesi,  che danno al tronco e agli arti la più ampia libertà di movimento. Tali articolazioni sono composte dalle estremità delle due  ( o più ) ossa vicine ( rivestite come ho già detto, di carltilagine ) da una capsula articolare che a guisa di manicotto le circonda, e da un sistema di legamenti , la cui funzione è di rinforzare l’articolazione e di limitarne i movimenti alla sola ampiezza fisiologica.

La superficie interna dell’articolazione è provvista di una membrana,  detta sinovia ,  che secerne un liquido vischioso , destinato a lubrificare i capi articolari, facilitandone lo scorrimento e prevenendone l’usura precoce.

L’apparato muscolare del tronco e degli arti , infine, passando dall’equilibrato stato di tensione tonica nel riposo, alla dosata contrazione muscolare nella esplicazione del movimento , col contrapposto simultaneo rilasciamento dei gruppi antagonisti, aggiunge il suo contributo alle strutture anatomiche sopra descritte,  per il mantenimento delle articolazioni nel perfetto rapporto necessario all’armonico espletamento delle più complesse attività del corpo umano.

Per frattura intendiamo l’improvvisa rottura di un osso dovuta a una causa violenta.

23/03/2013

Nella massima parte dei casi si tratta di una violenza che agisce su un osso precedentemente sano, con forza sufficiente a produrne la rottura,  ed in tal caso si parla di FRATTURE  TRAUMATICHE .

In taluni casi invece la resistenza dell’osso si trova ad essere già minorata da cause locali ( es. tumori o cisti ossee ) o generali  ( rachitismo,  sifilide, osteo porosi dell’età senile ) , per cui la rottura avviene anche a causa di traumi insufficienti a ledere un osso sano , e si parla allora di FRATTURE  PATOLOGICHE .

Tutte le fratture possono essere suddivise in due categorie,  a seconda del comportamento della cute sovrastante,  e cioè in fratture chiuse, quando soltanto l’osso è interrotto, ma il rivestimento esterno è illeso,  e fratture esposte,  quando vi siano lacerazioni delle parti molli e della cute che pongono in comunicazione il focolaio  di frattura con l’ esterno. L’importanza di tale  distinzione è data dal fatto che,  a parità di condizioni,  la prognosi di quest’ultimo è sempre più grave,  per la possibilità di infezioni,  il decorso prolungato e la libertà di scelta terapeutica spesso limitata.

Gli agenti causali di una frattura sono ovviamente molto numerosi,  e non sarebbe certamente possibile un elencazione di tutte le varie possibilità traumatiche.  Questo è vero  specialmente oggi,  col moltiplicarsi della meccanizzazione e della motorizzazione, che hanno portato l’incidenza dell’infortunistica  del lavoro e dell’infortunistica stradale a cifre veramente imponenti.

Così, se alcune eventualità,  come una caduta dall’alto,  un investimento stradale,  un infortunato da macchina utensile, una violenta contrazione muscolare , sono casi di nozione comune,  infinite altre eventualità accidentali possono intervenire e sollecitare la struttura di un osso fino alla sua rottura.  Tuttavia la modalità di azione di tutti questi possibili casi si riduce a due sole possibilità.

Distinguiamo :

1 ) fratture per causa diretta,  nei casi in cui l’osso si discontinua nel punto stesso in cui subisce la violenza. Appartengono a questo tipo molte fratture esposte, fratture da schiacciamento di un arto, da urto diretto  di un corpo, da colpo d’arma da fuoco, da scoppio o da esplosione.

2 ) fratture da cause indirette ,  quelle che hanno luogo ad una certa distanza dal punto di applicazione della violenza : ad esempio quando un osso lungo di un arto viene flesso o torto al di là del suo limite di elasticità,  e si spezza nel tratto più sottile e più debole. Una forza esterna può rompere l’osso con diverse modalità.

Distinguiamo così:

a ) fratture per flessione :  un esempio è rappresentato dalle fratture costali che si hanno negli schiacciamenti antero posteriori del torace, in cui la pur grande elasticità della costa non è sufficiente a compensare la eccessiva flessione subita.

b ) fratture per torsione :  un esempio è costituito dalla frattura della tibia negli sciatori :  il piede, con gli sci, resta bloccato al suolo,  mentre il corpo,  per inerzia, subisce una violenta rotazione verso lo stesso lato, che si scarica sulla tibia come su un perno , fratturandola con meccanismo di torsione. La linea di frattura ha in genere decorso elicoidale.

c ) fratture per compressione o schiacciamento :  interessano generalmente le ossa brevi,  spugnose ,  e lo schiacciamento avviene di solito fra le due ossa vicine  ( vertebre ) o fra un osso vicino ad una resistenza esterna  ( fratture del calcagno ).

d ) fratture per strappamento :  avvengono in genere a seguito di violenta contrazione muscolare,  o con meccanismo misto. Una brusca trazione esercitata su un legamento non determina la rottura di questo, per la sua robustezza, ma più spesso il distacco di un tratto di osso in corrispondenza dell’inserzione schelettrica del legamento stesso.  Continua…

PRENDIAMOCI CURA DELLA NOSTRA PELLE

19/03/2013

Il  sistema  tegumentario

La Dermatologia è la scienza che studia le malattie della pelle. Il tessuto può essere pluristratificato e unistratificato:

Il sistema   tegumentario  ( la cute e i suoi annessi )

GENERALITA’

La cute è costituita da due strati. Il più  superficiale e il più sottile  di questi strati è l’epidermide, formata da tessuto epiteliale. Lo strato più profondo e più spesso è il derma, formato da tessuto connettivo. Questi due strati sono saldamente uniti fra loro, in modo da formare una struttura unica,  la cute , il cui spessore varia da 0,5 mm a 3 o anche 4 mm nelle diverse parti del corpo.

La cute riposa sul connettivo sottocutaneo, detto anche ”  ipoderma “.

Il connettivo sottocutaneo conferisce alla cute una notevole possibilità di movimento nella maggior parte delle regioni del corpo.

L’epidermide è composta da epitelio pavimentoso stratificato e cheratinizzato.  Come ogni altro tipo di epitelio, questo non contiene capillari e quindi le sue cellule vengono nutrite per diffusione dei vasi capillari che si trovano nello strato più profondo della cute, il derma.

 Per varie ragioni è importante che la superficie  esterna del corpo  sia rivestita da questo tipo di epitelio provvisto di cheratina.

Fra le varie ragioni, le più importanti sono le seguenti:

1 ) l’ epidermide, specialmente lo strato esterno di cheratina,  rappresenta una barriera per gli agenti patogeni, che così non possono penetrare liberamente nell’organismo;

2 ) la cheratina è pressoché impermeabile all’acqua e ciò permette a un corpo ricco di acqua di esistere in un ambiente che è spesso molto secco;

3 ) l’epidermide contiene determinate cellule che producono un pigmento scuro, la melanina,  che protegge le altre cellule dagli effetti dannosi dei raggi  ultravioletti;

4 ) l’epidermide però non è impermeabile a tutte le sostanze,  bisogna ricordare che alcuni composti chimici possono essere assorbiti attraverso di essa e penetrare nei vasi linfatici e capillari;

La cute  ( epidermide  e derma ) svolge altre funzioni utili:

5 ) è  importantissima nella regolazione della temperatura corporea, attraverso il sudore viene eliminato calore, ed in questo modo la temperatura corporea si abbassa;

6 ) serve per eliminare sostanze nocive, sempre attraverso il sudore;

7 ) nella cute viene prodotta la forma attiva della vitamina ” D “, importantissima nel  metabolismo del tessuto osseo;

8 ) contiene nel suo spessore numerosissime terminazioni nervose che raccolgono stimoli,  che trasportati al sistema nervoso centrale evocano nella coscienza diversi tipi di sensazioni ( termica, dolorifica, ecc. ).

21/03/2013

L’ESAME  DELLA CUTE

È una pratica molto importante per stabilire se il soggetto gode o meno di buona salute.

 L’aspetto della cute può infatti svelare l’esistenza di una malattia generale e può offrire all’esaminatore una informazione abbastanza precisa circa l’età del paziente. Inoltre , il modo in cui sono distribuiti i peli aiuta nella valutazione del grado di mascolinità o femminilità che caratterizza la personalità di un soggetto. La presenza o la quantità di peli in determinate sedi fornisce una indicazione sulla produzione di certi ormoni e sulla sensibilità nei confronti degli ormoni stessi.

Il colore della cute può indicare diverse condizioni di malattia; ad esempio essa si presenta gialla nell’ittero, color bronzo in certe malattie ghiandolari, secca e dura in altre, e calda e umida in altre ancora; la cianosi ( scarsità di ossigeno nel sangue ) può conferire alla cute un colorito bluastro e indicare così una alterata circolazione sanguigna o un difetto di respirazione ; quando è scarsa la vitamina A, la cute di alcune regioni del corpo può perdere i peli e diventare ruvida come carta vetrata ; quando mancano altre vitamine, la cute degli angoli della bocca può presentare screpolature e diventare scagliosa.

Molte malattie infettive che interessano l’intero organismo possono causare eruzioni cutanee molto caratteristiche ( scarlattina, sifilide, vaiolo, morbillo, rosolia , ecc. ) .

La cute viene molto spesso interessata nei soggetti allergici e si producono ad esempio chiazze rossastre per l’applicazione di alcuni cosmetici.  Oltre alla possibilità che la cute indichi una malattia di tutto l’organismo,  esistono malattie proprie della cute; la branca della medicina che si occupa di queste malattie è la DERMATOLOGIA .

Caratteri meccanici della cute

In condizioni normali la pelle si deforma in seguito a trazioni e pressioni,  ma riprende rapidamente la sua forma primitiva. Questo avviene soprattutto grazie alle fibre elastiche contenute nel derma e nell’ipoderma. Esistono malattie nelle quali queste fibre elastiche non ci sono  o sono in quantità ridotta rispetto al normale : in questi casi la cute non riprende la sua posizione normale, ma rimane sollevata sul sottocutaneo.  È  chiaro che in questi casi ci sarà una grande tendenza alla formazione di rughe e solchi.

 L’edema avviene quando è aumentata la quantità di liquido intercellulare e  aumenta anche la pastosità , quindi , comprimendo la pelle con le dita ritarda a riacquistare la sua posizione di partenza.

Questa condizione in cui è aumentata la quantità di liquido intercellulare si chiama EDEMA ; è frequente nella porzione terminale della gamba ( regione malleolare ) e si riconosce con una semplice manovra : si comprime con un dito la regione edematosa ; c’è edema se la pressione provoca una impronta chiara sulla pelle ed una fossetta che viene abolita solo lentamente.

I caratteri di spostabilità e di pastosità della pelle si modificano con l’età : la pelle del vecchio è più dura ed ha minore deformabilità elastica, per cui dopo una deformazione riacquista lentamente la posizione primitiva.

Il colore della pelle

È noto che la pelle presenta variazioni di colore a seconda della razza, per cui si parla di razze bianche, nere gialle.

Però anche fra persone della stessa razza ci sono notevoli variazioni del colore cutaneo ; addirittura , in una stessa persona si trovano zone di cute più o meno colorate. Possiamo quindi dire che :

 – alcune regioni della pelle, come l’areola mammaria e le regioni genitali sono costantemente in tutti gli individui più scure delle altre zone.  Inoltre , le parti esposte agli agenti atmosferici sono più scure delle zone normalmente coperte. L’esposizione del corpo al sole causa la comparsa di una tonalità di colore che va dal bruno dorato al bruno scuro. Altre regioni hanno un colorito più chiaro : ad esempio, le regioni estensorie degli arti sono generalmente più rosee.

Le variazioni del colore della pelle sono dovute alla presenza di una sostanza colorata, la melanina ; un colore scuro è dovuto a una quantità maggiore di pigmento.

Ci sono altri fattori che influiscono sul colorito della cute; I principali sono : lo spessore dello strato corneo, e la vascolarizzazione del derma e dell’ipoderma.  Se lo strato corneo  è più spesso del normale la cute assume una sfumatura giallastra; se i vasi sono in numero superiore al normale o sono perticolarmente ricchi di sangue,  la cute tende al roseo o al rosso. In conclusione il colore della cute è dovuto all’intervento di più fattori.

STRUTTURA DELLA CUTE

Se si esaminano ad occhio nudo o con una lente d’ingrandimento le palme delle mani e le dita, si vede che esse sono ricoperte da creste e solchi che ricorda un campo arato. Nelle mani e nei piedi di una soggetto di colore le aree sopraelevate appaiono nettamente distinte per il loro colore più chiaro.

Alcune ricerche hanno dimostrato che i solchi e le creste si sviluppano durante il quarto mese della vita fetale, e non si modificano più in seguito, ma soltanto si ingrandiscono. I disegni dei solchi e delle creste possono essere modificati da disturbi della crescita del feto durante il terzo e quarto mese ; ad esempio nei bambini affetti da mongolismo, i solchi e le creste formano disegni che non si trovano in bambini diversamente normali.  Le creste epidermiche, visibili ad occhio nudo, sono dovute al fatto che l’epidermide segue la disposizione delle sottostanti creste dermiche. Continua…

L’EPIDERMIDE  DERMA  IPODERMA

L’Epidermide: Poiché la cheratina viene continuamente eliminata dalla superficie, essa deve essere continuamente riformata per mezzo della trasformazione delle cellule viventi sottostanti allo strato corneo in cellule cheratinizzate. Evidentemente, poiché le cellule cheratinizzate vengono perse alla superficie, è necessario che le cellule viventi si riproducano continuamente per mantenere costante il loro numero.

Quindi, nelle cellule dell’epidermide sono attivi molti processi:

1) Divisione cellulare negli strati profondi ( strato germinativo )

2) Spostamento delle cellule verso la superficie

3 ) Formazione di cheratina durante la migrazione delle cellule verso la superficie

4 ) Desquamazione dello strato corneo alla superficie.

L’epidermide viene di solito descritta come tessuto epiteliale pavimentoso, stratificato e cheratinizzato,  in cui si distinguono quattro o cinque strati, a seconda che venga compreso o no lo strato lucido ( questo strato si trova soltanto nelle zone di cute spessa ).

Dalla profondità alla superficie si trovano lo strato basale,  lo strato spinoso, lo strato granuloso,  lo strato lucido e lo strato corneo.  Il più profondo di questi strati , Il basale o germinativo,  si appoggia sul DERMA ed è costituito  da una fila di cellule più o meno cilindriche.  Il termine germinativo è dovuto al fatto che questo strato dà origine alle nuove cellule.

Nello strato basale, mescolate alle cellule basali si trovano anche le cellule produttrici di melanina, i ” melanociti “.  Lo strato successivo, procedendo verso la superficie è lo strato spinoso, formato da diverse file di cellule ( 5- 15 ).  Queste cellule hanno forma irregolare e si uniscono  l’ una all’altra mediante sporgenze simili ai respingenti dei vagoni ferroviari. Nel punto di contatto fra un respingente e l’altro,  le membrane delle due cellule sono ispessite e al microscopio queste zone più spesse appaiono come delle piccole spine: per questo motivo lo strato è chiamato spinoso. Continua…

epidermide

LE RICETTE DI CASA MIA SETTANTESIMA PARTE

20/03/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   A proposito di pasta fatta in casa , vorrei farti vedere i maccheroni fatti con la piastra, sono eccellenti con qualsiasi sugo.

FEDERICA    Sì,  ma dove lo trovo un torchio per fare i maccheroni?

ELENA   Sì trova nei mercatini, e in altri negozi specializzati in casalinghi. Comunque posso prestarti il mio per qualche tempo. Guarda come sono venuti.

Maccheroni al torchio

Ingredienti: uova, farina di semola di grano duro, farina di grano saraceno e farina di frumento tipo ” 0 “.  Per il condimento: olio extra vergine d’oliva, passato di pomodoro, basilico, origano, salvia, alloro, fagioli borlotti lessati nel brodo vegetale, vino bianco, scalogno e un filo di pancetta tagliata a listarelle.

Esecuzione : sulla spianatoia fare la fontana con il 50% di farina di grano duro , il 20% di grano saraceno e il 30% di farina di frumento; mettere le uova e fare un impasto omogeneo che non appiccichi alle dita. Lasciare riposare l’impasto per 30 min. circa. Riprendere l’impasto e lavorarlo ancora per 10 min. Trascorso il tempo dividere la pasta in piccoli pezzi, e poi passarli al torchio con la piastra dei maccheroni; curandoci di infarinare i cannelli mentre scendono, poi, stenderli sopra la spianatoia e tagliarli in modo omogeneo della stessa lunghezza. Finita l’operazione li lasceremo indurire per circa due ore , infine, butteremo la pasta . La scoleremo ancora al dente, versiamo il condimento e mantechiamo , togliere dal fuoco , cospargere di parmigiano o pecorino e per ultimo fare un giro di olio e di pepe. Buon Appetito! Con un bicchiere di Lambrusco!

FEDERICA   Che buoni devono essere!

ELENA  Sì, sono piaciuti molto, se vuoi potrai anche cambiare condimento, c’ è chi li gusta con il tonno e acciughe,  coi funghi, oppure con la carne, ecc.

FEDERICA   Io trovo che questo sia il condimento ideale! Per questo ti dedico una canzone splendida ” La Lontananza ” di Domenico Modugno, so di avertela dedicata ancora ma ora vale ancora di più : ho saputo…

ELENA   Grazie! a domani, ciao.

21/03/2013

FEDERICA   Vorrei fare un primo con un condimento saporito ma molto molto semplice. Che cosa mi proponi?

ELENA   Ti consiglio un risotto, oppure le tagliatelle fatte in casa, o gli spaghetti. Decidi quale di questi  piatti  vorresti cucinare!

FEDERICA   Ho deciso per gli spaghetti.

ELENA   Ti detto due condimenti semplici ma meravigliosi.

PRIMO PIATTO : SPAGHETTI  AL SAPORE DI MARE; E SPAGHETTI  SPEZIATI

Ingredienti :  brodo vegetale, spaghetti alla chitarra oppure già confezionati. Primo condimento : acciughe sott’olio, aglio, origano, pepe, peperoncino, parmigiano grattugiato, olio extra vergine d’oliva, alloro, melanzane , prezzemolo. Secondo condimento : sugo al pomodoro, zenzero, cipolle bianche, noce moscata, spezie, chiodi di garofano, pepe, olio extra vergine d’oliva, origano ,  timo,  parmigiano e pecorino grattugiati.

Esecuzione primo piatto : dopo avere cotto gli spaghetti nel brodo vegetale, e questo vale per entrambe le ricette, li scoliamo e li mettiamo nella teglia del sugo dove abbiamo fatto sciogliere le acciughe in poco olio, abbiamo aggiunto l’aglio , e le erbe, le melanzane tagliate a listarelle , e grigliate, poi spruzzate con aceto di mele, mantechiamo ,  aggiungeremo una manciata di erbe, parmigiano grattugiato e un giro d’olio. Se fatto bene è un piatto semplice ma di grande gusto.  Ed ora passiamo alla seconda ricetta : tagliare le cipolle a fettine sottili, fare il soffritto con poco olio, poi, aggiungere il pomodoro,  due foglie di alloro, le spezie miste, lo zenzero, pepe. Dopo avere scolato gli spaghetti al dente condire con la salsa, mantecare , aggiungere l’olio e i due formaggi grattugiati, ancora origano e pepe. Gustare con un Rosato della zona.

FEDERICA   Belli davvero! Proprio come hai promesso , semplici e gustosi!

ELENA   Nel secondo condimento  si potrebbe aggiungere un ingrediente segreto es : una goccia di olio tartufato o ai funghi, o un’ erba aromatica segreta.   Per completare la tua serata ti dedico io una canzone che ti piace molto  ” La Notte ” di Adamo.

22/03/2013

ELENA   Ho preparato una ricetta di un dolce, forse l’ultimo con le pere, poi, fino a quando non ci saranno quelle italiane non se ne parla proprio.

FEDERICA   A me piace molto quella con la farina di castagne.

ELENA   Ho due ricette, così sceglierai , eccole nella foto!

Ingredienti :  una teglia del diametro 20-22 , farina doppio zero, il 30% di farina di castagne, tre pere di media grossezza, zucchero q.b. , 100 g di burro fresco, oppure margarina, liquore alla vaniglia, o al  gusto che preferite, una bustina di lievito per dolci, due uova e un tuorlo, ( se si usa solo farina di tipo ” 00″ allora due tuorli e un uovo intero ) bucce di agrumi grattugiati, due cucchiai da minestra rasi di cacao amaro. Per decorare : panna montata, uvetta ammollata nel liquore, lo stesso della torta, oppure crema pasticcera fatta con uova intere e vaniglia, per  mantenere più consistenza, canditi al cedro verde.

Esecuzione : Lavare e tagliare le pere a fette non troppo spesse, metterle in una zuppiera con succo di limone e un cucchiaio di zucchero. Ora uniremo le due farine al lievito , allo zucchero e al cacao, faremo la fontana e per primo metteremo le uova, poi, il liquore, le bucce grattugiate degli agrumi, il burro fuso a temperatura ambiente, faremo un impasto omogeneo e non troppo solido. Ora stendiamo sul fondo della teglia la carta da forno e imburriamo le pareti, poi infariniamo lievemente e uniremo le pere al composto mescolando delicatamente, infine versiamo l’impasto con le pere nella teglia. Inforniamo a 180° per circa 35 min. controllare la cottura . Quando il dolce si sarà raffreddato  fare la decorazione.

FEDERICA   Ottimo per i bambini, è anche un dolce sano, lo trovo delicato.

ELENA   GRAZIE!  A  Te al tuo Lui dedico la canzone di Giorgia ” E poi “

23/03/2013

FEDERICA   Vorrei tanto sapere come fai lo stinco di maiale! Lo fai arrosto o in umido?

ELENA   Io lo stinco lo faccio al forno, ed è squisito, la carne diventa tenera, e non ha quel sapore tipico della carne suina. Eccoti la mia ricetta.

STINCO  DI  MAIALE  AL  FORNO

Ingredienti : stinco , spezie miste, sale, vino bianco, rosmarino , salvia, alloro, aglio, carote, scalogni, prezzemolo, brodo di carne un cucchiaio di margarina, funghi porcini. Per contorno : pomodori, lattuga, con qualche filino di cipollotto.

Esecuzione : prepariamo gli stinchi che ci servono, oppure diamo le dosi per uno solo. Togliamo la pelle, e lo mettiamo in farcia per una notte, con vino bianco, ma prima lo massaggeremo con sale e spezie miste. Il giorno seguente lo asciugheremo , portiamo a temperatura di 180° una casseruola dal doppio fondo, adageremo lo stinco e lo rosoliamo, lo giriamo in modo che si rosoli in maniera uniforme. Ora cambieremo pentola e lo metteremo in una teglia da forno con il vino, gli odori, e ancora un po’ di spezie miste e poi, nel forno a 180 °; prima che il vino evapori completamente aggiungere le verdure e i funghi, poi lasciare cuocere lentamente per due ore, controllare la cottura. Lo stinco si presenterà dorato e avrà intorno un sugo denso e saporito, avrà espulso tutto il grasso e la carne sarà tenerissima. Servire con un Chianti classico.

FEDERICA   A sentire te sembra che si faccia da solo, comunque deve essere di un buono!

ELENA   No, non si fa da solo, però una volta custodito , poi, si cuoce in forno.

FEDERICA   Ti dedico la canzone dei Camaleonti  ” Io Per Lei ” e non vedo l’ora di fare la prossima ricetta.   Volevo chiederti qualcosa d’importante, così un tuo parere: Cosa pensi del delitto di Garlasco?

ELENA   L’  innocenza del fidanzato non mi ha mai convinta! Ci sono cose importanti che secondo me lo condannano. Come del resto in molti altri omicidi in sospeso.

FEDERICA   Quali?

ELENA    Ad esempio Chiara non avrebbe mai aperto ad un’estraneo, Lei era una ragazza prudente, onesta, e forse aveva scoperto qualcosa che non voleva più trattenere. Questa è la mia impressione.

25/03/2013

ELENA   In questa settimana santa cercherò di preparare cose leggere per rispettare la tradizione : farò una buona zuppa di cereali, verdure e legumi.

ZUPPA di  FARRO

Ingredienti : uno scalogno, due carote, ceci, rosmarino, salvia, due porri, farina di riso, vino bianco, brodo vegetale, pecorino grattugiato, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe.

Esecuzione : In una casseruola capiente facciamo  rosolare lo scalogno e i due porri tagliati a rondelle sottili. Spruzziamo col vino bianco e lasciamo evaporare, poi aggiungeremo le carote tagliate in quattro listarelle e poi a dadini, il rosmarino, la salvia, i ceci ammollati e il brodo. Fare sobbollire per due ore, poi, aggiungere il dado fatto in casa e il farro ; portare a cottura,  passare al passaverdura i ceci,   trasportare la zuppa in una zuppiera, aggiungere pepe, pecorino, e un filo di olio. La zuppa  si presenterà vellutata e morbida,  gustare da sola ,  con crostini di pane o schiacciata genovese.

FEDERICA   Io non vado matta per le zuppe in generale, però sento che se fatte con amore  sono particolarmente gustose! Voglio chiederti se mi detterai un dolce al cucchiaio , semplice, e particolare. Domani?

ELENA   Sì, domani.

FEDERICA   Ora ho una canzone meravigliosa  di Joe  Cocker  ” A Little Help From  My Friends “.

LE RICETTE DI CASA MIA SESSANTANOVESIMA PARTE

14/03/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   Voglio mostrarti una ricetta  che piacerà molto a tuo padre : è  lo stracotto di legumi con piccole polpettine.

FEDERICA   Ne va matto davvero!

Legumi  e   polpette

Ingredienti : fagioli borlotti, fagioli neri brasiliani, ceci. Sugo al pomodoro, alloro, chiodo di garofano, pepe , peperoncino, vino rosato, sale, origano, basilico, prezzemolo, due scalogni,  carne di suino macinata ( quella da salame), pane grattugiato, aglio, prezzemolo, sedano, carota.

Esecuzione : lasciare in ammollo i legumi per il tempo indicato sulla confezione. Mettere i legumi in una casseruola di coccio,  tagliare finemente gli scalogni, il sedano e la carota, aggiungere le erbe compreso il chiodo di garofano e l’alloro, aggiungere anche il sugo al pomodoro e il vino. Portate il tutto ad ebollizione e prima che il liquido evapori aggiungere il brodo vegetale e coprire la casseruola; lasciare cuocere lentamente per tre ore circa. Controllare la cottura e aggiustare di sale e pepe; nel frattempo  abbiamo fatto delle polpettine con le erbe aromatiche e la carne,   abbiamo incorporato anche un poco di pane e le adageremo nella casseruola dei  legumi. Lasciamo cuocere per 5 min. circa e impiattiamo aggiungendo un filo di olio extra  vergine d’oliva. Servire con i crostini di pane abbrustolito e un buon Lambrusco.

FEDERICA   Questo piatto profuma di salute. Per ringraziarti vi dedico una canzone di Lucio  Battisti  ” Gli Uomini Celesti “.

14/03/2013

ELENA   Pensiamo anche a chi ama la carne e vuole restare nella tradizione della Pasqua con l’agnello o il capretto.

FEDERICA   Io ho deciso che farò dei primi piatti con le verdure.

Cosciotto  di capricorno

Ingredienti: acquistiamo la carne che ci basterà. Aglio, rosmarino, salvia, santoreggia,  estragone, sale, pepe, una fettina di lardo battuto, vino bianco.

Esecuzione : tritare tutte le erbe , aggiungere sale, e pepe e il lardo; con questa farcia  massaggeremo la carne per almeno 30 min. Lasciamo riposare per una notte, poi, rosolarlo bene in una casseruola dal doppio fondo e passarlo nella teglia sulla carta da forno. passare ancora sul cosciotto la farcia rimasta, aggiungere il vino e del brodo vegetale; lasciare cuocere per due ore e curarsi di controllare e bagnarlo con il brodo se necessario. Una volta cotto lasceremo toglieremo la carne, lasceremo addensare il liquido rimasto e nel frattempo taglieremo il cosciotto a piccoli pezzetti che poi condiremo con la salsa ottenuta. Servire con carotine e cicoria di campo lessate a vapore e passate in padella.

FEDERICA   Che buono!

ELENA   Sì, per chi ama questo tipo di carne direi che è una bella ricetta.

FEDERICA   La mia canzone di oggi per Voi è ” Io Gli Ho Detto No ”  di Lucio  Battisti.

16/03/2013

FEDERICA   Meno male che mi hai chiamato! Pensavo di non sentirti più per oggi, dai che mi va di cucinare! Cosa prepariamo di squisito? Un dolce?   Un primo?  O un bel secondo piatto ?

ELENA   Ho proprio un bel secondo piatto, sono gli ossibuchi in salsa , ti piacciono?

FEDERICA   Sì molto, non vedo l’ora di vederli!

Ossobuco  in  salsa

contorno di patate al forno e cappucci trifolati

Ingredienti : ossibuchi, pomodoro, sale, pepe, zenzero, sedano, aglio, prezzemolo, cipolle vino bianco, basilico, brodo vegetale, farina di riso q. b.  Per il contorno: patate, olio di arachidi, salvia e rosmarino, cappuccio, aceto di mele, aglio, prezzemolo, sale , pepe  una noce di burro, brodo vegetale.

Esecuzione degli ossibuchi : lavare la carne, lasciarla a macerare  per due ore in cipolle tagliate a fettine e vino, eliminare pellicine, batterli, e fare piccole incisioni sulla cotenna. Toglierle dalla farcia e passarle nella farina di riso, poi soffriggere gli ossibuchi fino alla doratura.  Aggiungere il  pomodoro, le verdure e gli aromi, un po’ di vino bianco, girare la carne e lasciare evaporare, dopo di che, aggiungere il brodo , mettere il coperchio e cuocere per circa un’ ora. Controllare la cottura, togliere gli ossibuchi e fare restringere il liquido, macinare le verdure, e se necessario aggiungere un cucchiaino di farina di riso. Nel frattempo abbiamo fatto le patate al forno, e abbiamo stufato il cavolo cappuccio. Ora impiattiamo l’ossobuco nella sua salsina ed intorno le patate con i cappucci stufati.

FEDERICA   Che bontà! Se dovessi vincere alla lotteria ti assumerò come cuoca personale! E adesso è arrivato il momento della mia dedica por Voi  ” Una Carezza In Un Pugno ”  di Adriano  Celentano, è bella vero?

ELENA   Moltissimo!

17/03/2013

FEDERICA   Ti andrebbe di fare un dolce?

ELENA   Certo!  Eccolo, l’ho fatto per Te.

BON  BON ai cinque gusti

torta gran sorpresa

 FEDERICA   Ti prego non dettarmi gli ingredienti, fallo domani, grazie!  Solo che questa volta voglio indovinare , voglio vedere dove arriverò con la fantasia.

ELENA   Per me va bene, ma io credo che arriverai lontano. Voglio vedere la tua opera, allora a domani! Oggi però te la dedico io una bella canzone, anzi ti dedico tutte le canzoni di Eros Ramazzotti!

18/03/2013

ELENA    Allora, dimmi, com’è andata con la torta?

FEDERICA   È venuta bene, sembra uguale, però i gusti sinceramente non li ho individuati,  non credo, vedo il caramello, almeno sembra, ed hai decorato con le castagne, poi, potrebbe esserci una crema alla vaniglia , perché so che è la base dei tuoi dolci al cucchiaio,  per il resto, voglio dire per la pasta, non ne ho la più pallida idea!

ELENA   Se la torta sembra uguale sei già sulla carreggiata giusta! Credo di immaginare come ti è venuta, e cioè bene; in quanto ai gusti non ti devi preoccupare più di tanto, perché trovo che sia giusto e molto creativo mettere la tua fantasia. Quando la rifarai vorrei assaggiarla, chissà che non mi piaccia ancora  più della mia!  Ora ti detto la mia ricetta.

Ingredienti : per questo dolce da forno, perché anche se non sembra,  è un dolce da forno, occorre fare una pasta lievitata come quella della brioche, oppure della colomba pasquale. Lievito madre, uova, zucchero semolato, aromi, ( liquore alla vaniglia, oppure liquore strega, rum, ecc… ) lievito di birra, farina doppio zero, burro o margarina. Per il ripieno : latte, uova, farina di riso, vaniglia, pesche sciroppate a bagnomaria, mandorle amare, zucchero a velo vanigliato. Per la decorazione : caramello, fatto in casa, con l’aggiunta di qualche cucchiaio di panna, panna, latte, torrone, castagne caramellate.

Esecuzione : lavorare bene gli ingredienti con il lievito madre; lasciare riposare per due ore, rifare ancora l’impasto con ‘aggiunta di burro o margarina, un uovo e ancora zucchero. Amalgamare bene, lasciare riposare una notte, e il mattino seguente stendere  un cm di pasta nella teglia foderata con carta da forno; alzare un po’ i bordi, e mettere uno strato di crema alla vaniglia, sopra quella alle pesche, rassodata con un po’ di farina di riso e amaretti. Ora prepariamo l’altra parte di pasta e copriremo le creme; inforniamo a 180° per 35-40 min. Controllare la cottura della pasta che dovrà essere asciutta , elastica e soffice; lasciamo raffreddare la torta , nel frattempo abbiamo preparato il caramello , abbiamo caramellato le castagne, e  fatto la crema bianca al torroncino con le mandorle amare, zucchero a velo, torrone passato in briciole, aromi, e panna, infine abbiamo messo il caramello rimasto su tutta la superficie del dolce. Ed eccolo nella foto sopra!

FEDERICA   Non avrei mai immaginato che la pasta fosse quella delle brioche, fantastico! Meravigliosa! Ti dedico tutte le canzoni di Domenico Modugno!

ELENA   Grazie!

19/03/2013

ELENA   Oggi vorrei proporti delle polpette di pesce, nasello e platesse, credo che piaceranno anche a Te, dico così perché ho dato la ricetta ad una mamma per il suo bambino che non gli piace il pesce,  le ha gustate, e anche molto.

FEDERICA   Vediamo allora le polpette di pesce!

Ingredienti: nasello, platesse, scalogno, rosmarino, origano, pane grattugiato, pepe verde poco, parmigiano grattugiato, limone scorza e succo, salvia, spezie macinate miste, porro, olio extra vergine d’oliva  oppure olio di mais, vino bianco, brodo vegetale.

Esecuzione : passiamo il pesce al tegame con burro , salvia e rosmarino, spruzziamo con il vino, toglierlo dal fuoco e passarlo nel tritacarne. In una ciotola grande abbiamo messo l’origano, le spezie miste, scorza e succo di limone, lo scalogno tritato fine, fine, parmigiano  grattugiato, ora faremo le polpettine , e le passeremo nel pane grattugiato . Intanto, nella padella abbiamo messo a soffriggere il porro tagliato a fettine sottili, due foglie di alloro , qualche ago di rosmarino, ed ora adagiamo le polpette, le rosoliamo da ambo le parti, poi, spruzziamo ancora col vino, lasciamo evaporare e aggiungeremo mezzo mestolo di brodo; adesso mettiamo il coperchio e ultimiamo la cottura. Le polpettine saranno in un sugo cremoso, ( i porri ) le impiattiamo e facciamo un giro di olio. Impiattare le polpette in contorno di carotine e asparagi stufati.

ELENA   Sempre con il pesce possiamo fare le frittelle ; abbiamo già fatto le frittelle di pesce, se ti ricordi sono andate a ruba, ora vorrei usare le trote salmonate, esattamente i filetti di trota in pastella e le erbe , scegliere i gusti delle erbe che piacciono di più ai bambini, poi, nella frittura rispettare sempre il punto di fumo, ed il gioco è fatto, servire le frittelle con un succo di frutta o di agrumi.

FEDERICA   Ci credo che siano buone! Se fatte bene queste ricette sono squisite anche per i bimbi. Questa settimana le farò; ora ti dedico una bellissima canzone, anzi una musica Il romantico Chopin in ” Bolero ” e  ” Fantasia in fa minore, OP. 49 “.

ELENA   Grazie!

N.B.  Controllare i filetti di trota che siano privi di lische; e procedere a tagliare dei pezzetti a forme geometriche oppure di animaletti.

BOTANICA N 5

13/03/2013

ACERO

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 15/03/2013

 L’acero appartiene alla famiglia delle Aceraceae , distribuito in tutta la zona temperata settentrionale, questo genere , in gran parte ha foglia caduca, costituito da 120 specie di alberi.  Per la maggior parte si tratta di alberi eleganti, dalla chioma arrotondata, spesso con foglie lobate dai brillanti colori autunnali. Il loro fogliame variegato o colorato si ritrova comunemente nei giardini.  In primavera, prima che appaiono le foglie , producono piccole infiorescenze a gruppi di spighe erette o nappine pendenti.  Dopo la fioritura,  gli aceri producono frutti alati,  meglio conosciuti come samara o sicomori. Sono molto apprezzati come alberi da legname  e per la produzione di sciroppi, queste piante si prestano a molti altri usi.  L’acero che abbiamo nella foto si chiama ” Acero Palmatum ” In autunno le sue foglie virano dal verde scuro a un intenso bruno rossastro e oro; mentre durante la stagione estivale foglie assumono un colore rosso intenso bordeaux.  L’acero è una pianta molto versatile , ottima per dare colore ad un giardino di piante verdi e anche come albero per ombreggiare con eleganza.

AGAVE

L’ Agave  appartiene  alla famiglia delle Agavaceae , è un gruppo di circa 230 specie di piante perenni, dalle foglie carnose, diffuse dalla parte meridionale degli USA,  attraverso i Caraibi e l’America centrale, al Venezuela e alla Colombia.  Queste piante hanno spesso margini fortemente dentellati e lunghe spine sugli apici.  Le foglie sono di colore verde o verde e giallo cromo, gli steli da fiore possono avere dimensioni e colori fantastici, mentre le rosette dell’Agave muoiono dopo la fioritura. Le specie come l’ Agave americana, vengono coltivate principalmente per il fogliame e la forma, la bevanda alcoolica tequila viene prodotta dal midollo del fogliame dell’Agave tequilana.  Sopra nella foto abbiamo una specie di Agave americana, è una specie estremamente varia, originaria della parte nord-orientale del Messico. Alba’ ha una striscia mediana bianca che ne contraddistingue le foglie.

FALANGIO

Nella foto in alto insieme all’Agave si vede il Falangio, o Chlorophytum comosum, appartiene alla famiglia delle Liliacee, e conta circa 140 specie. Il Falangio esiste anche di colore unico le sue fronde possono essere variegate come quella che abbiamo in alto oppure di un verde intenso unico. Il nome latino significa semplicemente ” pianta verde “, e in realtà le piante originarie hanno tutte le foglie verdi. La varietà più diffusa in coltura è proprio quella che abbiamo nella foto ed è la C.   comosum  ” Variegatum “, che per il suo inconfondibile aspetto viene chiamata Falangio e cioè ” pianta ragno “. È originaria del Sud Africa, introdotta come pianta d’appartamento in Europa verso la metà del diciannovesimo secolo.

La C. comosum ” Variegatum ” ha foglie slanciate, strette, lineari o lanceolate, lunghe 30-40- 50 cm, larghe solo 2, 5 cm, normalmente verdi con una larga fascia bianco-giallognola al centro, sebbene in alcune la disposizione dei colori sia invertita. Sui lunghi steli color crema, appaiono piccoli fiorellini bianchi, insignificanti. Da questi derivano in seguito le plantule, che possono essere interrate singolarmente in vasi per dare origine ad altrettante piante. Lasciando però molte plantule sui lunghi steli , si ottiene un esemplare molto ricco e originale. D’ estate il falangio può stare all’aperto, in un giardino o su un terrazzo. In genere si piantano 4-o 5 piante in un unico vaso di 30 cm circa, per avere un effetto particolarmente decorativo. Questa pianta cresce bene anche in idrocultura. Reperibile in qualsiasi mese dell’anno.

05/03/2013

 NOCE

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A differenza delle altre volte, oggi vi mostro solo i frutti del noce, ma vi descriverò tutto anche di questa pianta meravigliosa.

Il noce appartiene alla famiglia delle Juglandaceae, è un albero a foglie caduche, alto fino a 15 metri, con tronco dritto e chioma tondeggiante; la corteccia dei rami è liscia e bianco-cenere, quella del tronco più scura e solcata da spaccature. Il tronco del noce è un legno molto pregiato, per la sua robustezza e per il colore e l’eleganza; viene usato per costruire mobili di grande stile e valore.

Le sue foglie sono alterne, grandi e composte da un numero dispari di foglioline, da cinque a nove , sono ovali oblunghe e inserite quasi sessili sul picciolo ; la superficie è glabra sopra, mentre nella parte inferiore vi sono dei ciuffetti di peli all’attaccatura delle nervature secondarie sulla principale.

Fiori

I fiori femminili sono isolati o talvolta raggruppati a due o a tre e sono formati dall’ovario di forma ovale-oblunga , i fiori maschili sono raggruppati in amenti, che sono dei racemi peduncoli coperti da numerosi fiori. Questi hanno una specie di corolla divisa in cinque sei lobi e numerosi stami. Le infiorescenze maschili nascono da gemme preformate nell’anno precedente, i fiori femminili sono portati dai rametti sviluppatisi nello stesso anno.

 I frutti sono drupe composte da una parte esterna più o meno carnosa, detta mallo, e da una interna legnosa che contiene il seme diviso in quattro lobi rugosi. Questa pianta è originaria dell’Asia ma è coltivata ovunque dalle zone mediterranee , alle zone montane.

Come ho già detto il frutto cresce nel mallo, che è anche la parte che si usa in medicina e nelle aziende farmaceutiche per le sue proprietà che sono : digestive, ipoglicemizzanti, ipotensive, coloranti, depurative ecc.

Il mallo è usato anche nelle aziende cosmetiche , è ricco di jugolone, ha proprietà cheratinizzanti; è usato comunemente per le dermatosi, Poi, ha le proprietà di tingere di bruno, il mallo è usato  in cosmetica per prodotti abbronzanti e per dare tonalità più scure ai capelli. Inoltre il frutto acerbo del noce è ricercato nelle aziende alimentari per preparare il liquore digestivo, che è il nocino.  Il frutto che vediamo nella foto è ottimo per combattere la formazione di colesterolo nel sangue e ha il potere di abbassare la pressione sanguigna, e così pure le foglie se prese in decotto o in tintura vinosa , ovviamente  il tutto ben dosato da medici  esperti.

NANDINA

NANDINA

 La nandina appartiene alla famiglia delle  Berberidaceae. Possiede foglie pinnate che si sviluppano nelle tonalità dal verde al rosa, e in inverno nel rosso intenso. I fiori sono dei capolini conici color crema, leggermente profumati che sbocciano dalla primavera all’estate e sono seguiti  da vistosi grappoli di bacche rosse che restano per tutto l’inverno. Anzi nel periodo invernale queste bacche assumono un colore rosso intenso. Il genere prende il nome di una pianta giapponese: ” la Nanten “. La nandina brama il mezzo sole, o un’ombra parziale, con terreno umido e ben drenato. Il fogliame è spesso più lussureggiante se la pianta è all’ombra, ma i colori saranno più intensi  al sole. La moltiplicazione di solito avviene per talee semilegnose, piantarne diverse insieme assicurerà una maggiore raccolta di frutti. Con l’arrivo della stagione fredda, la colorazione verde azzurra del fogliame estivo è sostituito da un  meraviglioso colore rosso. Queste piante sono  resistenti al gelo, adatte sia per bordure (nandina nana ) sia per siepi e frangivento. Se il terreno è ben drenato e sotto le piante non vi sono erbe con radici infestanti, i semi che cadranno durante l’autunno inverno si trasformeranno in  numerose piantine  da mettere a dimora.

Elena  Lasagna

RISPOSTE AI LETTORI SETTANTADUE

12/03/2013

Tu  dici che per cambiare vita, per migliorarci bisogna fare molti sacrifici; non esiste una formula magica?

Morena

No, non esistono formule magiche. Gli sforzi sono inevitabili, inoltre, occorre valutare come si è vissuto fino a questo momento : per anni e anni si sono contratte abitudini sbagliate,  sommando un errore dopo l’altro, nell’alimentazione ,  il modo di dormire, di respirare , e perfino di pensare.  Ci si è sovraccaricati di stress  e di condizionamenti  negativi che continuano  ad agire automaticamente.  Senza saperlo , abbiamo  costruito una corazza ormai ben fissata  nell’organismo  che,  oltre a isolarci dall’esterno,  dalle emozioni negative,  dall’  aggressività ,  ci impedisce di abbandonarci  alle percezioni interiori,  di entrare in contatto con il nostro Sé,  la nostra essenza.  E allora dimmi come possiamo pretendere di riacquistare serenità e salute ecc. in poche ore di allenamento?  Per la mente succede esattamente come per lo sport : per raggiungere buoni risultati si richiede disciplina , regolarità , allenamento e anche un certo tenore di vita equilibrato.

Elena Lasagna

12/03/2013

Convivo ormai da due anni,  abbiamo due figli piccoli , lui ne ha altri due dal primo matrimonio. Il mio problema è che vorrei mettere al sicuro i miei figli sposandomi  ma ho scoperto che lui mi tradisce; come posso fare per tutelare l’eredità dei miei figli?

Simona

Se non hai più fiducia in questo rapporto e se vuoi separarti non devi preoccuparti per l’eredità ,  non ci sono differenze tra famiglia legittima e famiglia di fatto. Già da molti anni  con la riforma del diritto di famiglia, i figli legittimi e quelli naturali sono stati equiparati giuridicamente. Comunque sarà meglio consultare un avvocato.

Elena  Lasagna

13/03/2013

Che cosa offrirà il 5 stelle agli operai che lo hanno votato?

Roberto e Alessandro

Per me questo partito porterà L’Italia al ” disfacimento totale ” !  Chi ha i soldi mangerà ancora e chi non possiede nulla starà ancora peggio di come non è mai stato prima! Hanno preso i voti perché hanno abbindolato un quarto degli italiani con cose che non potranno mai mantenere; le parole non bastano , i fatti? Chi li controllerà? Per loro l’importante è vincere! Porteranno il paese alla dittatura perché è un partito malsano!

Elena  Lasagna

Ti ringrazio per avere assorbito tutto quello che ti ho insegnato senza tralasciare mai nulla, per me è stata una vera e grande soddisfazione.

DOTTOR  ROBERT

Quando una persona si trova davanti un professore come Te , un uomo di grande valore perché onesto e sincero,  incorruttibile! Allora ,  gli allievi sia adolescenti che adulti assorbono con piacere ;  la mente si apre e non riusciranno a dimenticare nulla! Tutto ciò che si è imparato resta impresso nella mente e nel cuore . Le persone come Te dovrebbero vivere per sempre!

Elena  Lasagna

Quali sono i colori che preferisci?

Annalisa

Amo tutti i colori , ma quelli che mi fanno stare meglio sono i colori della luce : dal bianco luce, giallo sole, all’arancione del tramonto infuocato con sfumature color ciclamino antico; poi, i colori del cielo dall’azzurro sereno , il celeste intenso, il turchese alle gradazioni del blu notte; e i colori dell’acqua del mare dal tenue al blu verde mare. Tutti questi  più i colori che ci offre la Terra, il verde degli alberi i campi di grano, e i colori naturali di tutti i fiori.  Questi colori nessuno escluso mi fanno sentire bene.

Elena  Lasagna

Di quale nazione vorresti che fosse il nuovo Pontefice?

DOTT.  ROBERT

Vorrei che fosse degli Stati Uniti D’America , non per una cosa mia personale, ma per il bene del paese e del mondo!

Elena Lasagna

14/03/2013

Sei contenta per il nuovo Pontefice? O lo preferivi degli Stati Uniti ?

DOTT. ROBERT

È dell’America  Latina, mi sembra un’ottima scelta! Per me è uguale! Anzi ancora di più e tu sai perché! Certo, è un grande incarico ma sicuramente ne sarà all’altezza!

Elena  Lasagna

15/03/2013

Cosa pensi di quella politica che dice togliere ai ricchi per dare ai poveri?

Roberto, Franca, Annalisa , Giancarlo

Togliere a quei ricchi delinquenti perché hanno rubato ,  allora sì, ma togliere a quelle persone che si sono guadagnate la dignità con l’intelligenza e il sudore della fronte in modo onesto, allora vi dico che è facoltà loro. Sì, perché ci sono dei furbetti  e furbette che vogliono  mantenere un tenore di vita che non sono mai stati capaci di guadagnarselo, quindi vivono sulle spalle altrui. L’ opportunità di un lavoro, l’abbiamo avuta tutti! Poi, c’ è chi è stato sfortunato, e a questi si dovrebbe davvero dare una mano, ma a quelli che guadagnavano 100 e spendevano 110, no cari! Dovete  assaporare la rinuncia, il sacrificio, come quelli che hanno condotto una vita semplice , lavorando per anni e anni senza mai concedersi una vacanza, voi, ridevate di quelli, vero?   Ma che fessi  dicevate!   Poi,  vorrei che le persone innocenti che vivono nei paesi  governati dalle dittature e dalle guerre, avessero una vita dignitosa e il loro lavoro!  Ogni essere umano ne ha il diritto.

Elena  lasagna

17/03/2013

Che cosa pensi di quei cosiddetti animalisti  che amano gli animali più delle persone perché  dicono che sono migliori, e poi, MANGIANO CARNI ROSSE , CARNI BIANCHE E INSACCATI?

DOTT.  ROBERT

Hanno ragione in parte, esistono persone grandi che non si possono paragonare agli animali e questo lo dico io ,  purtroppo ci sono persone come loro.

Elena  Lasagna

Rispondo a Giulio e Andreina che mi dicono : ci vogliamo bene, ma litighiamo sempre, come possiamo andare avanti così? Non sarebbe meglio separarci?

Quello che posso dirvi è che se davvero vi volete bene, un bene profondo , perché volete buttarlo via?  Riflettete che tutti manchiamo e che nessuno può esigere la perfezione negli altri. L’amore umano o solo d’istinto è egoista e ripudia ciò che più non gli serve o non gli piace.  L’amore cristiano ha, invece , la caratteristica dell’altruismo , perché è fondato sull’amore vero. Se volete restare uniti amatevi in modo superiore!

Elena lasagna

18/03/2013

Ho sentito più persone dire che chi è molto intelligente non ama i bambini, è vero? Cosa mi rispondi?  Grazie!

Annamaria

Prima di rispondere alla tua domanda  non solo ho fatto più di 10 respiri profondi, ma addirittura ho fatto 30 min. di Yoga, perché a certe affermazioni viene d’istinto agire con rabbia  ma, poi dici non ne vale la pena, perché superato il momento ci si potrebbe pentire. Durante il percorso della mia vita ne ho viste  e sentite di tutti i colori, una è questa , mi mancava alla collezione. Ci sono persone molto intelligenti che hanno figli a dozzine e persone altrettanto intelligenti che non piacciono i bambini; questo è un problema loro, è una grande carenza, addirittura c’è un qualcosa di irrisolto nel loro ”  Io ” più profondo, perché i bambini sono per me la cosa più bella che possa esistere.

Elena  Lasagna

 18/03/2013

Vorrei sapere se il fatto che una teoria, un discorso ecc.  possano diventare confutabili, non trovi che abbiano in sé un qualcosa di insignificante, o di stupido?

Valeria

Io credo che sia il contrario, sarà perché in questi ultimi decenni si è tralasciato un po’ troppo il confutare , lasciati in sospeso, cose molto importanti come  omicidi, e altro, e sia stato così deciso di seguire l’inconfutabile come fosse un tenore di vita, diciamo una via di comodo, ecc.  Per me il confutare è l’essenza dell’intelligenza più sottile e perspicace , in una sola parola delle più acute.  Esistono teorie confutabili come ” Il libero arbitrio ” degno di persone tutt’altro che insignificanti!

Elena  Lasagna

19/03/2013

Potresti parlarci della cura della pelle e tutto ciò che riguarda le pelle? So che di questo argomento ne sai molto, perché non l’hai ancora esposto?

  Giovanna, e Marinella

Ve li farei tutti quanti, però dovete avere un poco di pazienza, devo andare avanti anche con gli altri, comunque mi avete dato una bella idea,  grazie anche a Voi.

Il cuore è più in stretto rapporto con la mente o con l’anima?

Amabilia e Stefano

Non è un modo di dire, questo organo è un centro molto importante per l’uomo, che però non sappiamo usare: per capire di solito usiamo il cervello. Ma il cuore non si lascia ingannare dai sensi, dall’immaginazione, dai desideri ed è in stretto rapporto con lo spirito.

Elena  Lasagna

21/03/2013

Il mio ragazzo mi sta col fiato sul collo, e cioè appiccicosissimo! Quando siamo insieme osserva ogni mio movimento, pensi che dovrei lasciarlo? Se si comporta così ora che ci conosciamo da poco immagina quando saremo sposati da 10 anni!

Luana

Se pensi di lasciarlo significa che non lo ami, prova invece a parlargli, fallo con gentilezza e ironia, poi vedrai in seguito, ma dagli una possibilità! A meno che non sia un maniaco, allora sì che dovresti alzare i tacchi !

Elena  Lasagna

L RISPOSTE AI LETTORI SETTANTUNO GLI SCACCHI

12/03/2013

GLI  SCACCHI

Il gioco degli scacchi è come quello della dama?

Alessandra

Per giocare a scacchi bisogna almeno conoscere le regole fondamentali del gioco , poi, c’è una fase del gioco molto delicata dove si tratta di concretizzare un vantaggio, a volte minimo, e si rischia per una inesattezza di buttare via delle partite vinte.  Comunque ti mostrerò come si collocano i pezzi.

imm025Non è un gioco difficile : imparati i movimenti dei pezzi si passa subito alla pratica dello scacco matto in poche mosse; ovviamente più giochi e più impari con malizia . La parte più complessa , la più ignorata del gioco , cioè l’apertura : come imparare a muovere i pedoni e i pezzi, e per farlo meglio, devi imparare le prime mosse indispensabili, per saper rispondere in modo corretto all’avversario. Poi, c’è la fase centrale della partita, e bisogna saper costruire le fasi vincenti , le partite commentate mossa per mossa per arrivare a giocare ad alto livello.  Ricorda che in finale quando gran parte dei pezzi è stata spazzata via dalla scacchiera e il combattimento è ridotto a pochi protagonisti, è facile sbagliare e perdere ; quindi si dovrà imparare e soprattutto avere molta pazienza  per arrivare a fare sempre meglio dell’avversario.

15/03/2013

La scacchiera sulla quale si svolge la partita si compone di 64 caselle: 32 sono bianche e 32 sono nere. È quadrata e deve essere collocata in modo che abbia in basso a destra una casella bianca.

Uno dei giocatori ha i pezzi bianchi, e l’altro ha i pezzi neri; oppure si possono usare anche colorati. Ciascuno dispone 8 pezzi di un colore: un Re, una Regina, ( Donna ), due Torri,  due Alfieri,  due Cavalli. Inoltre ognuno possiede otto pedoni. I giocatori si alternano nelle mosse. Il bianco ha il vantaggio del tratto, cioè gioca la prima mossa. Per trascrivere la partita si usa la notazione algebrica; ogni casella viene contraddistinta da una lettera e da un numero. Le lettere dalla A alla H, a partire dalla sinistra del bianco, distinguono le colonne, mentre i numeri dall’uno all’otto identificano le traverse orizzontali partendo dal basso del bianco. L’incrocio tra la lettera che indica la colonna e il numero che indica l’orizzontale forma la sigla che contraddistingue ogni casella.

18/03/2013

Per indicare la mossa fatta si scrive l’iniziale maiuscola del nome del pezzo es. (  R = Re ; donna Regina ( D ) ; torre ( T ) ; alfiere ( A ) ; cavallo  ( C ) seguita dal numero della casa d’arrivo ; per il pedone si indica solo la casa d’arrivo. Bisogna anche indicare la casa di partenza quando vi sono due pezzi  dello stesso colore che possono raggiungere la stessa casa. La presa si trascrive così, Il segno del diviso : oppure con una x. A ogni pezzo e ai pedoni è stato attribuito un valore numerico indicativo : pedone l, Cavallo 3, Alfiere 3 , Torre 5 , Donna 10 . Per la sua funzione essenziale non si può attribuire alcun punteggio al Re.

Sarà di volta in volta il giocatore a valutare in quella determinata posizione quale pezzo possa essergli utile.  Con l’espressione ” Sacrificare la qualità ”  si in tende la cessione  della Torre in cambio di un pezzo minore ( Alfiere o Cavallo ).

Inizio della partita

Il Re è il pezzo principale. vale a dire che tutta la partita mira alla sua cattura. Le possibilità di movimento di questo pezzo tuttavia sono molto limitate; può accedere solo alle caselle limitrofe che non siano sotto offesa da parte dei pezzi dell’avversario o occupate dai propri pezzi.  Qualora sia un pezzo avversario a occupare la casella in cui Il Re mira, il pezzo verrà catturato dal Re, che in tal modo si farà via libera.

Ora veniamo all’  “arrocco ” che nel gioco degli scacchi  è lo spostamento di due pezzi, ossia, di un Re e di una Torre.  Il Re si porta sulla destra o sulla sinistra nella più vicina casa dello stesso colore della casa di partenza, mentre la Torre prende posizione nella casa contigua a quella del Re verso il centro della scacchiera. Per eseguire l’arrocco devono essere  osservate alcune condizioni :

1 ) il Re e la Torre in questione non devono essere stati mossi in precedenza;

2) le caselle intermedie tra il Re e la Torre non devono essere occupate da un pezzo , sia proprio sia dell’avversario;

3)  la casa di partenza del Re, quelle intermedie e quella d’arrivo non devono essere sotto offesa da parte di un pezzo avversario.

L’arrocco è corto quando è effettuato sul lato di Re, lungo se effettuato sul lato di Donna.  Per trascrivere questa mossa si usa 0-0 per l’arrocco corto e 0-0-0 per l’arrocco lungo.

LA TORRE

La Torre si muove sulla verticale e sulla orizzontale; il limite alla sua azione è determinato dalla presenza di un pezzo dello stesso colore o avversario sulla traiettoria.  Nel caso si tratti di un pezzo avversario, questo può essere catturato e la Torre andrà a occuparne la casella.

L’ALFIERE

L’ Alfiere opera in diagonale; ogni giocatore dispone di due Alfieri: uno si trova sulle case bianche e l’altro sulle case nere. Quanto più è centrale la casa in cui si trova l’Alfiere, tanto maggiore è la sua possibilità di manovra.  La presenza di un pezzo dello stesso colore sulla traiettoria dell’Alfiere ne limita il campo d’azione, mentre, se si tratta di un pezzo avversario, questo viene eliminato e l’Alfiere andrà a occupare la casella. Se un giocatore si trova a disporre di un solo Alfiere deve cercare di dargli spazio evitando di porre pedoni in case del suo Alfiere.

IL  CAVALLO

Il Cavallo  si sposta di due caselle, una  in orizzontale o in verticale  e una in diagonale.  Il colore della sua casa d’arrivo è sempre diverso da quello della casa di  partenza.  Dispone inoltre della particolarità di poter saltare, durante la mossa, gli altri pezzi, sia quelli dello stesso colore sia quelli dell’avvresario. Nell’eventualità che nella sua casa d’arrivo si trovi un pezzo avversario, questo viene catturato.

LA  DONNA O  REGINA

La  donna è il pezzo che ha maggiore mobilità; può muoversi sia sulle orizzontali  e verticali sia sulle diagonali; dispone cioè del movimento dell’Alfiere e di quello della Torre. Un ostacolo sarebbe la presenza di pezzi sul suo percorso; se sono pezzi avversari li potrà catturare occupandone il posto.

I PEDONI

 Il pedone può andare solo avanti e non può retrocedere, mentre tutti gli altri pezzi sì.  Il suo movimento consiste nello spostarsi nella casella successiva, ad eccezione che per la prima mossa nella quale può scegliere se fare un passo o due. Il pedone cattura in diagonale nella casella della traversa seguente. Se il pedone nella casella saltata alla prima mossa fosse stato in presa da parte di un pedone avversario potrebbe essere catturato come se avesse fatto un unico passo. Questo tipo di presa, che viene detta  ” En passant “, può essere utilizzata solo alla mossa successiva. Quando il pedone raggiunge l’ottava traversa viene ” Promossa ” a pezzo a scelta del giocatore, che generalmente opterà per la Donna, che è il pezzo più forte.

19/03/2013

LA PARTITA

Scopo finale della partita è dare ” scacco matto ” al Re avversario, cioè mettere il Re di non poter fuggire né di potersi difendere  da uno scacco interponendo pezzi tra sé e il pezzo attaccante.  La partita ha termine con lo scacco matto;  tuttavia,  tra giocatori con una certa esperienza  , quando un contendente si trova in una posizione di incolmabile svantaggio e la sconfitta è inevitabile preferisce abbandonare prima  dello scacco matto.   La partita termina  con una patta nei seguenti casi : per accordo tra i giocatori;  quando nessuno dei due contendenti è in condizione di dare scacco matto perché i pezzi di cui dispone sono insufficienti ( Re contro Re,  Alfiere contro Re, Re e cavallo contro Re ), per scacco perpetuo  ( quando un giocatore non può impedire che l’avversario gli dia continuamente scacco ) , Per stallo : quando il giocatore cui spetta la mossa, pur non essendo sotto scacco, non ha la possibilità di fare una mossa regolare ;  Per ripetizione di posizione : il giocatore che può determinare la stessa posizione per la terza volta ha la facoltà di richiedere la patta prima di giocare la mossa che porta alla ripetizione della posizione ; può essere richiesta la patta quando per 50 mosse non ci sia stata la spinta di un pedone o la cattura di un pezzo o di un pedone.

Simboli usati nella notazione delle mosse

Nei commenti alle partite si usano i seguenti simboli: 0-0 arrocco corto ( arrocco con la torre del lato di Re )  0-0-0 arrocco lungo ( arrocco con la torre del lato di Regina ); : 0 x  cattura ; + scacco al Re ; ++ scacco doppio al Re ; ! Buona mossa ; ? mossa errata ; ! ? mossa interessante ; ? ! mossa dubbia ; ! ! ottima mossa ; ? ? grave errore ; + e sotto il segno =, leggero vantaggio del Bianco;   + e sotto il segno – netto vantaggio del bianco;  = e sotto il segno + leggero vantaggio del nero ; – e sotto il segno + netto vantaggio del nero ; = situazione di parità ; = e intrecciato dal segno – fino a formare una croce, scacco matto. Ci sono alcuni scacchi matti elementari che è opportuno conoscere per acquisire un minimo di tecnica. Continua…  nell’articolo  ” Gli scacchi due “.

Elena  Lasagna

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PRONTO INTERVENTO

11/03/2013

Che differenza c’è tra COLLASSO    SHOCH   E  LIPOTIMIA?

Angelica

SHOCH  TRAUMATICO

Lo shoch è uno stato di depressione organica generale che si manifesta nelle ore successive ad un insulto traumatico violento.  Questo stato può evolvere se non interviene una terapia efficace verso l’esito letale  anche in assenza di qualsiasi lesione anatomica capace di determinare morte rapida.

Il ferito , spesso agitato subito dopo l’incidente,  diventa inerte, indifferente. Le estremità sono fredde, le unghie e le labbra cianotiche, la fronte si fa matida di sudorazione fredda.  La facies alterata.  Il polso è piccolo, frequente, talvolta impercettibile.  La respirazione è superficiale,  la pressione arteriosa diminuisce.

Negli shoch gravi si ha caduta tanto della pressione massima che di quella minima.  Nello stadio iniziale di prehock questi sintomi sono attenuati : la pressione arteriosa è poco modificata  ma il polso è sempre frequente, la facies alterata.

Questi sintomi devono essere sempre ricercati quando le lesioni traumatiche fanno temere la comparsa di uno stato di shock

Cause  determinanti

Le cause determinanti lo shock possono essere: fratture, vaste ferite delle parti molli, traumi del torace, contusioni dell’addome con o senza emorragia, frattura della colonna vertebrale, traumi multipli.

Fattore importante è che la comparsa dello shock è favorita ed aggravata dalla stanchezza, dal freddo, dal dolore, dalla paura.

Terapia

Le cura devono essere praticate prima ancora che lo shock si manifesti, ogni volta che si realizzano le condizioni capaci di determinarlo:

1 ) mettere il ferito a riposo; evitare rumori e agitazione, allontanare i curiosi e dare al paziente notizie rassicuranti.

2 )  Preservarlo dal freddo.

3 )  Dominare le eventuali emorragie.

4 ) I traumatizzati in stato di shock o in pericolo di shock, devono essere rapidamente trasferiti presso un centro chirurgico e trasportati in decubito  ( posizione coricata del corpo )  dorsale con la testa più bassa del tronco  ( se è possibile ossigeno  terapia ).

COLLASSO

Si chiama collasso la perdita di coscienza completa o transitoria.  Sia la perdita di coscienza che il ripristino della stessa avvengono in maniera rapida senza segni premonitori.  Al suo risveglio il paziente domanda cosa gli è accaduto,   poiché la perdita di coscienza è completa.

Gli stimoli più vari   ( la vista del sangue, un dolore fisico o una violenta emozione ) bastano a scatenare una breve  crisi sincopale che si risolve spontaneamente o con l’aiuto di qualche semplice accorgimento terapeutico.

L’ alterazione circolatoria  ( l’abbassamento della pressione arteriosa ) è nel collasso più evidente che nella lipotimia,  con fenomeni di anemia cerebrale più pronunziati.

Il trattamento sarà identico a quello indicato per la lipotimia.

LIPOTIMIA

La lipotimia è il complesso di sintomi che precedono la perdita di coscienza  e che si risolvono prima che la coscienza venga perduta.

La lipotimia  comunemente chiamata anche svenimento, può essere causata da fatica,  fame,  emozione improvvisa , ambiente surriscaldato , o ambiente saturo di ” antropotossine ”  ) per antropotossine si intende l’insieme delle  sostanze emesse  dall’uomo attraverso la ” respirazione e la perspirazione “).

Il polso si mantiene  generalmente buono,  ma la pressione arteriosa diminuisce.

Si tratta in sostanza un rallentamento delle funzioni  ” vitali “.  La coscienza non viene completamente perduta.

I provvedimenti da prendere sono i seguenti:

1 ) sdraiare il paziente sulla schiena con la testa in basso ;

2 ) slacciare gli indumenti stretti ;

3 ) applicare impacchi freddi sulla fronte e alle tempie ;

4 ) quando il paziente è tornato in sé, somministrare  caffè o  the caldo ( mai alcoolici ).

CONTUSIONE  CRANICA        COMMOZIONE  CEREBRALE

Le ossa di cui è  formato il cranio sono composte da un tavolato esterno e da un tavolato interno,  comprendenti tra loro uno strato di osso spugnoso.

Fino a parecchi anni fa si credeva comunemente  che lo strato interno fosse più fragile dell’esterno,  mentre è stato provato che nei trAumatismi cranici è più facilmente vulnerabile l’interno dell’esterno.

D’altra parte le suture delle diverse ossa craniche,  mentre da un lato assicurano la piena solidarietà fra le varie ossa, aumentano l’elasticità del sistema  ( infatti nel vecchio , dove le suture sono scomparse,  il cranio è molto meno elastico e si spezza  più facilmente.

Dalla parte centrale della base,  quella compresa tra la sella turcica ed il foro occipitale è chiamata centro di resistenza poiché è difficilissimo che si spezzi,  si staccano i pilastri : uno mediano anteriore,  uno mediano posteriore,  due obliqui anteriori, due obliqui posteriori.

Questi pilastri si riuniscono nella parte più elevata della volta e delimitano sei zone  di minore resistenza di cui le due anteriori corrispondono alle volte orbitarie, le due medie alle fosse sfenotemporali e le due posteriori alle fosse ooccipitocerebellari.

La struttura della volta è più omogenea di quella della base,  la quale  cosa spiega come pur essendo la base enormemente meno esposta ai traumi diretti,  siano relativamente assai frequenti le fratture che interessano la base.

Il cranio è molto elestico,  lasciato cadere su di un piano di marmo, rimbalza  fin quasi all’altezza da cui è caduto.  Nel cranio leso  si distinguono  due entità principali che ci interessano : – la semplice contusione cranica e la commozione cerebrale.

Le fratture di patologia assai complessa,  saranno appena sfiorate al termine di questo capitolo.

La contusione cranica si verifica tutte le volte che si batte il capo contro un corpo solido, o parimenti,  quando un corpo solido colpisce il cranio.  Si ha un improvviso obnubilamento , ottundimento, affievolamento della coscienza che dura pochi minuti,  con ripresa completa delle funzioni,  senza residuo alcuno,  si ha cioè un lieve stato di shock.  Comunque,  a meno che non si tratti di traumi lievissimi, è buona norma fare visitare il traumatizzato da un medico poiché sussiste sempre il pericolo , dopo il cosiddetto  ” intervallo  libero ” della insorgenza della temibilissima emorragia,  che si annuncia con il progressivo intontimento del paziente, il quale nel giro di pochi minuti o di ore o in qualche  caso addirittura di giorni, presenta i sintomi di una grave sofferenza bulbare : il bulbo o midollo  allungato è quel ponte che mette in contatto la massa cerebrale con il midollo spinale,  con rallentamento del respiro e la diminuzione netta della temperatura.

Se si aggiungono poi  i sintomi cosiddetti a focolaio, avremo una emiplegia  ( paralisi che colpisce gli arti di un solo lato del corpo ed una midrasi e cioè la dilatazione  stabile e non riducibile della pupilla )  unilaterale che indicherà il lato della lesione.

Per commozione cerebrale si intende quel complesso di sintomi che conseguono immediatamente ad uno scuotimento dei centri nervosi,  prodotto da azioni meccaniche dirette o indirette, brusche e violente,  che si esercitano sul segmento cranico.  Cioè la conseguenza  di un semplice e transitorio stupore dei centri nervosi che se in casi eccezionali,  può assumere tale intensità da generare uno stato comatoso profondo e la morte,  in genere regredisce in tempo più o meno lungo,  ma in maniera completa.

I sintomi principali sono :

1)  la perdita di coscienza immediata e di varia durata ( da qualche istante a qualche giorno )

2 ) rilasciamento muscolare completo

3 ) abolizione dei riflessi

4 ) pallore del volto

In più è da notare che come nello shock la coscienza si presenta se pure  obnubilata ed il polso nello shock è frequente,  nella commozione cerebrale è bradicardico.  Fissati così per sommi capi i sintomi che distinguono la commozione cerebrale da altre entità patologiche,  è di somma importanza stabilire ora i primi ed assolutamente necessari soccorsi che bisogna presentare al cranioleso, soccorsi che condizioneranno la salvezza dell’infortunato o la sua morte.   Sono assiomi semplici che tutti soprattutto gli automobilisti dovrebbero conoscere.  CONTINUA…

20 /03/2013

POSIZIONE DEL CRANIO LESO

Difficilmente arrivano al pronto soccorso degli ospedali, dei craniolesi con cui è stata fatta assumere la posizione adatta : Il cranio leso deve sempre ed in qualsiasi modo essere posto con la testa declive rispetto al corpo. Ciò serve ad un duplice scopo:

1 ) far affluire una maggior quantità di sangue al cervello che, per lo stato di schok , si trova in amemia ,

2 ) più importante, con tale posizione, si evita che il cranioleso ingurgiti ustruendo le vie aeree superiori e ,  di conseguenza arrischiando la morte per soffocazione, il sangue che può fuoruscire dalle lesioni interne , le sostanze vomitate ,  gli eventuali apparecchi di protesi dentaria che cadono nel retrobocca provocando asfissia.  Come si può vedere una delle più semplici manovre può salvare la vita che nel cranioleso la maggior parte delle volte viene persa per la mancanza di tali semplici norme. Per inciso vorrei anche rammentare  come trovandoci in mezzo ad una strada e dovendo soccorrere un cranioleso, dobbiamo assolutamente astenerci,  dopo aver fatto assumere al paziente la posizione suddescritta, avergli slacciato gli abiti e ogni indumento soffocante, da manovre inconsulte che solo potrebbero aggravare la situazione già seria.  E non bisogna nemmeno praticare sconsideratamente la respirazione artificiale al cranioleso : non si deve dimenticare che nell’evenienza di un trauma,  oltre al cranio, , altri segmenti del corpo possono essere interessati e non facilmente svelabili, soprattutto da un profano in mezzo ad una strada.

Pensiamo a quale disastrosa conseguenza può portare una respirazione artificiale eseguita con la tecnica usuale in un fratturato costale : questa nostra manovra, affondando i monconi delle costole fratturate nel polmone  del paziente, provocherebbe senz’altro la sua morte per le gravi emorragie che insorgerebbero.  Il nostro atto caritatevole si trasformerebbe in un vero e proprio omicidio.  Di conseguenza ,  se proprio le condizioni circolatorie e respiratorie del paziente si dovessero orientare verso la respirazione artificiale, la dobbiamo praticare tranquillamente, ma useremo la tecnica  bocca a bocca, o bocca a naso ( respirare regolarmente sia più profondamente ). Continua…

Elena  Lasagna

ELETTROLOGIA QUATTRO

27/12/2021

 

VORREI INFORMARE I MIEI LETTORI PER UNA FACILE

RICERCA DELLE ATTUALITÁ,  CHE DAL 2018 LE

CATEGORIE CHE HO PORTASTO AVANTI FINO AD OGGI

SONO:  RICETTE DI CUCINA;  LA NOSTRA SALUTE,

VARIE E RISPOSTE AI LETTORI;  DIALOGANDO CON

VOI,  LE MIE PREVISIONI CON LE MIE LETTERE PER

VOI;  E NATURALMENTE TUTTE LE ILLUSTRAZIONI:  LE

  FOTOGRAFIE SCATTATE DA ME  E ALCUNE DAI MIEI

AMICI.

 

09/03/2013

 

Distribuzione dell’energia  elettrica

I pericoli  della corrente

La corrente elettrica, si distribuisce per mezzo di fili conduttori di rame.  I fili adoperati per le condutture esterne stradali sono nudi, e sono isolati dal sostegno  ( palo, parete, traliccio , ecc. ) per mezzo di isolatori di porcellana.  I fili adoperati all’interno delle case sono isolati con uno strato di plastica.  Ho accennato che il passaggio dell’elettricità attraverso il corpo di un essere vivente, in particolare dell’uomo, produce la scossa elettrica e talvolta la morte.  La corrente stradale deve ritenersi esente da pericoli, per quanto possa produrre scosse moleste.  Ma bisogna tener conto del modo con cui si produce il contatto con i conduttori sotto tensione.  Ordinariamente si tocca un filo ( scoperto e di conseguenza non isolato ) con una mano. In tal caso, se si poggiano i piedi sul terreno asciutto, meglio se sul pavimento di legno, e meglio ancora se le suole delle scarpe sono di gomma, e le calze di lana, non vi è passaggio di corrente, e di conseguenza non vi è scossa. Così gli uccelli si posano sui fili esterni ad altissima tensione,  senza risentirne danno.  Ma se terreno e scarpe sono bagnati perfino la tensione ordinaria può essere mortale.  Perciò è indispensabile non toccare  l’interruttore della luce o  quello del campanello allorché si è con i piedi in ammollo; in questi casi si adoperano  interruttori , da manovrare con un cordoncino di seta.  Analogamente la scossa è pericolosa, allorché il contatto è bipolare ; cioè si toccano i due fili scoperti della corrente, uno con una mano e l’altro con l’altra mano, o con un’altra qualsiasi parte del corpo.

Vi è anche una differenza se si tratta di corrente continua o alternata; la seconda è più pericolosa per il modo che ha di agire sulle masse muscolari  ( e di conseguenza anche sui muscoli che formano il cuore ).

   Infine la resistenza elettrica del corpo umano  ( per resistenza intendo la caratteristica di cattiva conducibilità elettrica )  è variabile da un individuo all’altro; le persone grasse offrono resistenza maggiore ( il grasso è un buon isolante, cioè un cattivo conduttore )  e patiscono meno la scossa.  Così pure, se le mani sono callose, unte ed asciutte  ( per asciutte intendo non bagnate né con acqua né con liquidi acquosi ) il contatto con i fili elettrici, è meno efficace.  Se una persona è colpita dalla scossa ed è rimasta attaccata ai fili,  non si deve toccare per non ricevere anche noi la scossa, anche se a volte viene istintivo farlo; ma si cerchi in qualche modo di togliere il contatto.  Tolto il paziente dal contatto , se è svenuto si pratichi la RESPIRAZIONE ARTIFICIALE.

Il potenziale della corrente elettrica si misura in VOLT  così come in pratica le forze elettromotrice. Per questo la f. e. m. si chiama anche tensione o voltaggio.

 Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA SESSANTOTTESIMA PARTE

07/03/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Si avvicina il giorno della festa; e penso a tutte quelle donne scomparse  che non potranno festeggiare  questo evento domani   insieme a noi, così importante perché simboleggia la libertà e l’emancipazione della donna. Spero che tutte queste donne morte inutilmente abbiano giustizia! Cosa ne pensi dell’ omicidio di Castel  Volturno?

ELENA   I rispettivi mariti delle vittime non mi hanno mai convinta della loro innocenza. Non dico altro!

ELENA   Dedichiamo a Loro questo dolce, in onore della festa di domani.

SOFFICE   CRATERE

Ingredienti : 5 uova intere più un tuorlo, 400 g  di fecola,  mezzo bicchierino di liquore alla vaniglia, ( oppure due fiale all’aroma vaniglia ), 320 g di zucchero, 225 g di burro fresco, una bustina di lievito per dolci, un cucchiaino di buccia grattugiata di bergamotto.

Esecuzione : lavoriamo il burro a temperatura ambiente con lo zucchero, uniamo i tuorli uno per volta, nel frattempo fare montare gli albumi perché non si dovrà mai smettere di mescolare il dolce. Ora metteremo l’aroma o liquore, e la buccia grattugiata dell’agrume, e mescoleremo il lievito alla fecola. Adesso faremo  cadere la fecola a pioggia, ma non dovremo mai lasciare il dolce inattivo , cioè senza essere mescolato . Raggiunto un bell’impasto cremoso , incorporiamo gli albumi dall’ alto verso il basso senza smettere mai e verseremo il composto in una pirofila alta già imburrata e infarinata; inforniamo a 170 ° per circa 35-40 min.  Ecco il risultato! ( vedi foto in alto ) . Il dolce sara molto ma molto soffice!

FEDERICA   Non posso certo dirti che non mi piace! È così invitante!  Ma mi consolo con la musica.  A Voi dedico  una canzone di Rita Pavone ” Come Te non c’è Nessuno ” .  Ciao, a domani!  Mi raccomando non mancare!

09/03/2013

FEDERICA   Che bella festa ieri sera vero?

ELENA   Quasi indimenticabile! Ce ne saranno di più belle, sì, ancora di più!  Adesso veniamo alla nostra ricetta del giorno, continueremo l’articolo con un altro dolce; un dolce che ci parla dell’estate e dell’inverno.

Torta  di castagne e albicocche

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Ingredienti : facciamo una fragrante pasta sfoglia,  300 g,  oppure la compreremo già fatta. Composta di albicocche, biscotti secchi, cacao dolce, castagne lessate, albicocche conservate, ricotta 200 g una busta di zucchero a velo vanigliato, mezzo bicchierino di liquore al maraschino.

Esecuzione : dopo aver  steso la pasta faremo i bordi , stenderemo la composta di albicocche e la metteremo in forno a 170 ° per 20 min. Controllare la cottura. Nel frattempo toglieremo dal frigorifero il composto di castagne fatto il giorno precedente, e cioè abbiamo sbriciolato i biscotti secchi, abbiamo passato le castagne al passaverdura, o nello schiacciapatate, abbiamo setacciato la ricotta e unita al cacao e allo zucchero vanigliato, infine abbiamo incorporato i biscotti,  e le castagne, con l’aggiunta di mezzo bicchierino di liquore; abbiamo fatto un bell’impasto consistente. Ora la pasta sfoglia è pronta, già raffreddata, ci stenderemo l’impasto fresco, poi, guarniremo con le albicocche conservate a bagnomaria.   La torta dovrà essere consumata entro la giornata di confezionamento, per gustare tutta la friabilità della pasta  sfoglia.  Sarà ottima se accompagnata ad un buon passito.

FEDERICA   Senti, io sono già ubriaca senza aver bevuto, ma solo per avere immaginato di gustare questa torta.  Ti piace Antonello Venditti? Ti dedico  ” Alta  Marea.

ELENA   Meravigliosa canzone! Grazie!

11/03/2013

FEDERICA   Sai?  Oggi  sono un po’ arrabbiata per ieri : avevo un ‘occasione unica per passare un po’ di tempo con mio padre; no, che c’è sempre qualcuno che ci deve ficcare il naso !  Un conoscente che si fa vivo proprio nei momenti  meno opportuni, sempre a chiedere dei favori ; mio padre non riesce mai a dire di no, come se si trattasse di vita o di morte , che non è, ma è solo per colmare i suoi capricci e la sua solitudine dell’essere tirchio.  Mio padre da persona educata lo fa entrare in casa, lui, nemmeno saluta, e poi quando parla con mio padre invece di guardarlo in faccia, non dico negli occhi ma almeno non guardare il soffitto. Come descriveresti un tipo simile?

ELENA   Non occorre tanta psicologia per capire quegli esseri  ” rompiballe ”  (chiedo scusa per il gergo )  sono di quei tipi ereditieri che a loro tutto è concesso; mentre invece se dovessi avere bisogno Tu,  ti girano le spalle! Ecco perché non ti guardano mai negli occhi , sono dei piccoli esseri , si credono superiori,  indiffidenti,  senza nemmeno una ragione, spesso trattano male i loro dipendenti!  Ma sono loro ad avere più bisogno degli altri !

Torniamo alle ricette che è meglio, come ti capisco! Anzi, gli dedichiamo questa ricetta, da pelarsi la gola!

POLLO  AL SUGO PICCANTE

Ingredienti : un pollo, sugo al pomodoro, due peperoncini interi, pepe, vino bianco, cipolline,  porri, radicchio variegato e rosso, spezie miste, olio extra vergine d’oliva, dragoncello , timo, una noce di burro.

Esecuzione : Tagliamo il pollo in piccoli pezzi, lo spogliamo del grasso in eccesso e della pelle. Lo rosoliamo, poi lo sfumiamo col vino, ora aggiungeremo le erbe, il sugo al pomodoro ,  il peperoncino che desideriamo,  e le cipolline, portiamo alla cottura , aggiustiamo di sale , pepe, e impiattiamo , poi verseremo un filo di olio. Nel frattempo abbiamo pulito 3 porri, li abbiamo tagliati a rondelle, e passati in una casseruola dal doppio fondo, li abbiamo portati alla cottura con mezzo bicchiere di vino bianco e il brodo vegetale, li abbiamo fatti cuocere fino ad ottenere una  poltiglia. Impiattiamo insieme al pollo e decoriamo con il radicchio. Vino adatto : un rosato della zona, mentre ai rompiballe un bicchiere di grappa con tanto peperoncino!

ELENA   A parte gli scherzi il pollo fatto così risulterà buonissimo! Anzi, ti consiglio di invitare a pranzo lo strarompi, così vedremo se vi guarderà in faccia; se non dovesse farlo, allora,  nel vino metti tutto il  pepe e peperoncino che hai in casa.

FEDERICA   Mi hai tirato su il morale!  Vi dedico una canzone bellissima dei Pooh  ” Noi  Due Nel Mondo e Nell’Anima “. Grazie!

12/03/2013

 FEDERICA    Per le festività di Pasqua vorrei fare  dei primi piatti anziché dei secondi, tu cosa mi consigli?

ELENA   Dipende da Te, se non vuoi festeggiarla nel modo tradizionale allora diciamo che sei sulla buona strada, cioè  quella dell’originalità. Sì, ho dei primi piatti semplici ma di grande gusto; ora ti mostro la foto.

 Tris  di  minestre

Ingredienti : cinque uova, semola di grano duro, burro, salvia, lime, noce moscata, olio extra vergine d’oliva, timo, succo di bergamotto , limone, pecorino stagionato, ricotta, spinaci ,  zucca, amaretti , sugo al pomodoro e basilico con pancetta steccata alla griglia, brodo vegetale, carciofi. pane e parmigiano grattugiati.

Esecuzione : per prima cosa faremo i ripieni. 1) cuoceremo la zucca, la passeremo al passaverdura mettiamo la noce moscata e sale, gli amaretti sbriciolati, la buccia di un limone grattugiata ( solo la parte  gialla ) il parmigiano grattugiato e se necessario uno o due cucchiai di pane grattugiato fine. Poi, per l’altro ripieno con gli spinaci e ricotta , mettiamo sale, pepe, spezie miste, parmigiano grattugiato. E per il pesto di carciofi metteremo i cuori lessati a vapore e macinati con l’aggiunta di ricotta e noce moscata, pecorino grattugiato, peperoncino sale e pepe. Ora faremo la sfoglia, useremo 5 uova intere , la semola e una volta fatto l’impasto lo lasceremo riposare per qualche minuto. Adesso tiriamo una sfoglia sottile e faremo dei ravioli e tortelli a forme diverse ( a caramella , a triangolo e a rettangolo ) metteremo i tre ripieni ma li terremo divisi. Nell’ultimo pezzo di sfoglia faremo dei tagliolini  e delle tagliatelle più grandi. Il brodo vegetale sta già bollendo , quindi, metteremo i primi ravioli, , poi i secondi , e i tortelli di zucca che andremo a condire con il ragù al pomodoro e pancetta alla griglia  e lo stesso ragù per i ravioli ai carciofi. Mentre per i ravioli agli spinaci e ricotta li condiremo con burro , salvia, timo. pepe. Ora buttiamo le tagliatelle, le scoliamo e poi, sarà la volta dei tagliolini, che andranno conditi nello stesso recipiente separati ma con lo stesso condimento: olio extra vergine d’oliva, lime grattugiato, pepe, burro fuso, succo di bergamotto, e parmigiano grattugiato. Il vino:  ci può stare un Lambrusco, o anche un Rosato delle nostre zone.

FEDERICA    Che belle ricette! E buonissime!

 ELENA   Hai detto bene, buonissime davvero.

FEDERICA   Ora però ti dedico un’altra bella canzone di Lucio Battisti ed è ” Anima Latina “.

13/03/2013

FEDERICA   Vorrei tanto fare altre merendine sane e poco farcite per i bambini; tu che dici?

ELENA    È una bellissima idea, ne ho ancora parecchie, ma ne ho testata una un mese fa circa ed è fatta con farine miste , anche con cereali, e mandorle dolci, con un ripieno di crema alle mandorle, sono molto profumate!

Merendine   ai  cereali  e mandorle

DEDICATO   AI   BAMBINI  DELLA   SIRIA

E   A   TUTTI   QUELLI  CHE   SOFFRONO

Ingredienti : farina di grano tenero integrale, farina di segale, malto, zucchero, mandorle polverizzate al mixer, latte di mandorle dolci, lievito naturale, uova, margarina senza grassi idrogenati, aroma naturale di agrumi  ( bucce grattugiate ) una stecca di vaniglia.

Esecuzione : Impastare tutti gli ingredienti  ( uova, zucchero aromi , margarina, farine e lievito ). Lasciare riposare la pasta per due ore, fare un unico rettangolo e metterlo in una teglia rettangolare o quadrata  sulla carta da forno, infornare a 180 ° per trenta min circa. Nel frattempo fare una crema con il latte di mandorle , farina di mandorle zucchero e vaniglia. Quando il dolce e la sua crema si saranno raffreddati , tagliare la torta in senso orizzontale e  farcire con la crema. Poi, taglieremo in maniera omogenea tutte le merendine; conservate in frigorifero saranno buone per la colazione e la merenda di tutta la settimana. Poi, cambieremo ricetta! Buone veramente!

FEDERICA    Ne sono certa, con quegli ingredienti!  Grazie! E come sempre vi dedico una canzone di  Lucio  Battisti ” Io vorrei… Non vorrei…  Ma se vuoi.