IL MIO SENTIERO, SE VUOI SARA’ ANCHE ILTUO, IL VOSTRO

12/12/2025

 

 

I TEMPI DI GESÚ

LA CIVILTA’ DELLA PAROLA

 

In quale lingua parla Gesù?   Egli conosce certamente l’ebraico antico  il greco,  mentre parla e predica in aramaico,   la lngua più capita  ai suoi tempi dalla gente di Palestina.  Gli Aramei erano tribù nomadi,  che verso il tredicesimo secolo prima di Gesù si fissarono nella” Mezza luna fertile!”  E ciò nel territorio compresa in una curva immaginaria  ( a forma appunto di mezzaluna )  che racchiude Mesopotamia,  Siria ed Egitto  dalla florida agricoltura.  Qui essi creano reami di breve durata,  presto sopraffatti dai grandi imperi.  Ma la loro parlata è riuscita a sopravvivere n Persia come in Egitto,  in Asia minore,  come in Afghanistan.  E anche in Palestina beninteso.  Pochissimi comprenderebbero Gesù,  che parlasse nell’ebraico classico.  Nelle sinagoghe si traducono in aramaico i testi biblici,  e si predica direttamente in questa lingua.

Dalla S. Bibbia.

15/12/2025

Sempre dalla Sacra Bibbia:  Come narra Matteo. (Riferimenti: Matteo,  V,  VI,  VII) .

 

” Non giudicate,  per non essere voi giudicati;  poiché con quel giudizio che voi giudicate,  sarete giudicati;  e con la misura in cui misurate,  sarà misurato a voi.  Perché osservi la pagluizza nell’occhio di tuo fratello, ma non tieni conto della trave che hai nel tuo occhio?  …” Domandate e vi sarà dato,  cercate e troverete,  bussate e vi sarà aperto.  Poiché dunque domanda riceve,  e chi cerca trova,  e a chi picchia sarà aperto.  Chi tra voi,  se il figlio gli chiede un pane,  gli dà un sasso? O,  se gli chiede un pesce,  gli dà una serpe?  Se dunque voi,   pur essendo cattivi,   sapete dare buoni doni ai vostri figli,  quanto più il Padre vostro celeste darà cose buone a coloro che lo pregano! ” Dunque,  tutto quello che vorreste che gli uomini facessero a voi,  voi pure fatelo a loro.  Ecco la legge e i profeti!  “Entrate per la porta stretta;  poiché larga è la porta e spaziosa è la strada che conduce alla perdizione,  e molti sono quelli che vientrano,  ma quanto è stretta la porta e angusta la via che conduce alla vita,  e pochi sono quelli chela trovano.  “Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi vestiti da pecorelle,  ma dentro sono lupi rapaci.

Li riconoscerete dai loro frutti.  Si raccolgono forse grappoli dalle spine o fichi  dai cardi?   così ogni albero buono produce buoni frutti,  e l’albero guasto produce cattivi frutti.  Non può un albero buono pprtare frutti cattivi,  né un albero guasto portare frutti buoni. Ogni pianta che non produce buoni frutti si taglia e si getta nel fuoco.  Dunque dai loro frutti li riconoscerete. ” Non è dicendomi “Sigore,  Signore “,  che si entrerà nel regno dei cieli,  ma facendo la vostra volontà del Padre mio che è nei cieli.  Molti mi diranno in quel giorno: “Signore,  Signore,  non profetammo  nel tuo nome,  e nel tuo nome non scacciammo i demoni,  e nel tuo nome non operammo tanti prodigi?”  E allora io dirò loro: “Non vi conosco affatto! Via da me operatori di iniquità!”  “Pertanto chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà come un uomo saggio,  che costruì la sua casa sulla roccia.  E cadde la pioggia e vennero giù i torrenti  e soffiarono i venti e piombarono su quella casa  ma non crollò;  perché era costruita sulla roccia.  Chiunque invece ascolata queste mie parole e non le mette in pratica,  sarà come un uomo stolto,  il quale costruì la sua casa sulla sabbia.  E cadde la pioggia e vennero giù i torrenti,  e soffiarono i venti e cozzarono contro quella casa e crollò.  E grande fu la sua rovina.”

16/12/2025

LE TECNICHE  DEL LINGUAGGIO

Il discorso della Montagna è un esempio caratteristico di testo concepito nel quadro di una “Civiltà orale”,  cioè fondata sulla parola parlata da ascoltare e da ricordare. È un testo che i contemporanei di Gesù non dovevano leggere: dovevano raccoglierlo dalla sua voce;  e tramandato,  ancora a voce.  È quindi un discorso “costruito in un certo modo ” per facilitare il ricordo.  E contiene perciò accorgimenti tecnici di cui presentiamo qui un succinto inventario.

PARALLELISMO-  È il procedimento più frequente,  qualche volta esso si limita a una serie di equilibrate variazioni,  che esprimono sempre la stessa idea con immagini differenti  (parallelismo per sinononimia).  Esempio: “Chedete e vi sarà dato,  cercate e troverete,  bussate e vi sarà aperto”.  In altri casi esso consiste nel mettere in valore una certa idea,  affiancandole l’idea contraria (parallelismo antitetico).  Esempi: “Nessuno può servire due padroni”.  In cui l’affermazione è avvalorata dai suoi due complementi:-  Egli odierà l’uno e amerà l’altro.  Egli si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro”.  Ancora:  ” Un buon albero non puà portare cattivi frutti e un cattivo albero non può portare buoni frutti”. Altre volte il parallelismo si dispiega in una sorta di strofe,  che sembrano rispondersi l’una all’altra.  Così avviene,  per esempio: nell’ultimo paragrafo del sermone,  nel raffronto tra chi ascolta la parola di Dio mettendola in pratica, e chi invece la lascia lettera morta.

” RITORNELLI”  Essi servono a scandire il ritmo del discorso:  servono da guida per l’oratore e da aggancio per la memoria di chi ascolta:  ”  È meglio infatti perdere un solo membro che vedere il tuo corpo gettato tutto intero nella geenna…” Oppure: ” … e il padre che è nei cieli te lo renderà”.

A questi procedimenti ” meccanici” si sovrappongono poi nel testo alcuni effetti di carattere psicologico,  con immagini destinate a colpire la fantasia dell’uditorio:  ”   Voi siete il sale della terra…Voi siete la luce del mondo” .  E ancora:  Gli esempi della pagliuzza e della trave,  dell’uva tra le spine e dei fichi sul cardo.  Bisogna infine notare che per Gesù questi procedimenti non sono mai un saggio d’arte oratoria.  Se òe sue parole s’impromono bene nelle menti,  è perché dietro la forma verbale risplende una dottrina straordinariamente nuova.