DIALOGANDO CON VOI

02/07/2024

 

 

 

Dott.  Robert e Linda  Come definiresti una donna che cerca di separare due fratelli giocando con falsità  calunnie ed astio?

 

 

Elena  Per me oltre che a non avere l’anima quella donna non ha neanche un cuore!  Ma una donna che dice cose come queste:  dovevano sterminare gli ebrei altrimenti sarebbero diventati padroni del mondo!  Io risposi :  “Spero che tu stia scherzando!  Oppure che ti sia alzata male perché certe cose non si dicono neanche scherzando!”  Io non la commento più! Anche se sono sana di stomaco mi viene da vomitare ogni volta che ci penso”.  Non è l’intelligenza che devi temere,  ma l’ignoranza innata!

 

 

Dott. Robert e Linda   Secondo tutto il resto le manca anche il cervello! Cosa crede che gli altri non se ne accorgano?  Al giorno d’oggi tra delinquenza,  maleducazione,  potere acquisiti con l’inganno e un certo tipo di ignoranza,  c’è poco da sperare in un mondo migliore per i nostri ragazzi!

 

 

Linda   Dovrebbe baciare dove metti i piedi se per tutti questi anni non li hai denunciati!  Perché una persona che non accetta il modo di pensare e la religione degli altri non è degna di nessuno!  Intanto una come lei non l’avrebbero chiamata a gestire la più rinomata e bella profumeria di Mantova, le persone si vedono ad occhio nudo se sono leali, oneste e capaci;  e non c’è stato il nostro zampino,  anzi la signora mi disse di chiederti più di una volta se  volessi accettare.

 

 

Elena  Lo so,  ti ringrazio lo stesso per la tua, e  per la vostra  onestà in tutto;  per noi  siete sempre una boccata di aria pura.

 

 

05/07/2024

 

 

Marco  Ho un poeta di cui conosco solo il nome e una delle sue opere è “Libertà nel mondo”,  si tratta di Sàndor Petöfi,  di lui,  hai qualcosa in più ?  Grazie!

 

 

Elena  Sì,  so che è uno dei migliori poeti ungheresi,  figlio di slovacchi,  nacque nel1823  a  Kiscoros provincia di Pest. Visse la sua adolescenza agiatamente,  poi a causa di rovesci economici del padre,  continuò la sua vita in ristrettezze economiche.  Fu molto criticato per il suo realismo che scandalizzava i letterati  del tempo;  fu sempre animato da idee libertarie e nel’ 48 partecipò ai moti rivoluzionari per i quali scrisse anche “Il Canto Nazionale.  Fu ucciso nel campo di battaglia di Segesvár nel 1849 dalle truppe dello Zar ed il suo corpo non venne più ritrovato.

Nella poesia “Libertà nel mondo” che venne scritta nel 1848 si può notare molto l’elemento patriottico quanto quello romantico del linguaggio.  Il patriottismo è una delle caratteristiche del periodo romantico che si afferma della prima metà del secolo  nel momento in cui,   dopo il congresso di Vienna,  l’Europa è in fermento e ovunque si respira aria di Nazionalismo.  Il Nazionalismo della prima metà del secolo è sinonimo di patriottismo e nasce dalla convinzione che tutte le nazioni abbiano diritto alla libertà,  quindi ha un significato ben diverso da quello che assumerà poi alla fine del secolo.  Qui il poeta romantico aspira non solo ad una morte eroica da combattente per la libertà della patria,  ma spera già di vedere le “bandiere rosse” ,  anticipa,  temi rivoluzionari.  Il linguaggio è immediato,  dettato dall’impeto delle passioni ed animato da un forte sentire,  da uno stato d’animo che non riesce più a contenere.

 

 

08/07/2024

 

 

Marco e Patty   Ho scoperto un altro poeta:  Rabindranath  Tagore,   lo conosci?  Puoi passarmi la spiegazione esatta della poesia “Inno alla vita?”  Grazie!

 

 

Elena  Sì,  ma prima andiamo per gradi,  conosciamo qualcosa di lui. È nato a Calcutta,  la sua era una famiglia ricca e aristocratica,  Rabindranath Tagore studiò giurisprudenza in Inghilterra.  Tornato presto in patria,  coltivò diverse forme d’arte:  poesia, narrativa,  teatro,  musica,  filosofia.  Viaggiò in Europa,  in Asia e in America ed assorbì alcuni contenuti della cultura occidentale.  Esordì molto giovane come narratore,  ma la prima opera che lo consacrò alla fama fu la raccolta di poesie  “Canti D’offerta che uscì nel 1913.  Poi scrisse molti libri,  romanzi,  tra cui ricordiamo :  Il naufragio,  Gora,  La casa e il mondo;  dai drammi teatrali di Tagore ricordiamo:  La vendetta della natura, Il re,  Ciclo di primavera,  le raccolte poetiche;  il bambino,  il Giardiniere,  Frontiera,  Sul letto d’infermo,  Guarigione.  R.  Tagore morì a Santiniketan presso Bolpur nel Bengala,  nel 1941.

 

Nella poesia “Inno alla vita” il poeta  esprime un inno alla vita, ma soprattutto all’operosità degli uomini di fede per preservare la vita e tutto il creato.  Anche tra gli affanni e le guerre mentre imperi vanno in rovina,  il lavoro degli uomini segna il trionfo  della pace e dell’amore.  Questa poesia fu scritta dal Tagore ormai ottantenne,,  pochi mesi prima della morte;  nell sua vastissima opera domina sempre una visione mistica della vita e della pace.  Di  R.Tagore giustamente fu detto che l’intera sua vita  fu un cantico d’amore.

  E questo è il nostro ennesimo poeta che ci ha fatto sognare.

 

 

09/07/2024

 

 

Marco di Patty:  Vorrei sapere qualcosa di più su un altro scrittore:  Italo Svevo,  lo conosci?  Se lo conosci mi dai una dritta sul romanzo “Lultima sigaretta?”  Grazie!

 

 

Elena   Sì,  lo conosco, Italo Svevo non è il suo vero nome ma uno pseudonimo di Ettore Schmitz.  Nacque a Trieste nel 1861 e morì a Motta di Livenza di Treviso nel 1928 in seguito a un incidente automobilistico.  Fece studi commerciali a Segnitz in Baviera,  e a Trieste,  fu un impiegato di banca per ben18 anni.  Durante questo periodo pubblicò i romanzi: “Una vita e Senilità”.  Si affermò col suo terzo ed ultimo romanzo,  “La coscienza di Zeno” che fu pubblicato nel 1923 in cui c’è il tentativo di applicare alla narrativa i metodi della psicanalisi,  di cui lo scrittore stesso era entusiasta.    E adesso parliamo della Coscienza di Zeno e dell'” Ultima Sigaretta” .

 

La crisi sociale è giunta al suo culmine col disastroso imperversare della guerra mondiale,  che ha realmente isolato l’individuo,  che,  posto davanti al mistero della vita,  ha finito con l’accettare la realtà così come si presenta,  rinunciando alla lotta e  chiudendosi in se stesso.  Nel romanzo,  Zeno vive tanto per vivere o meglio dire sopravvive,  lui non  può essere travolto dagli avvenimenti, e,  nell’analizzare la propria coscienza,  coglie le manie mediocri ed ossessive che rivelano il fondo banale dell’esistenza e il piatto disordine della condizione umana.  Scandagliare la sua coscienza non gli serve per ricercare le sue colpe,  ma per analizzare la malattia,  causa della debolezza che lo fa passare dai buoni propositi alle più amare disfatte.  La sua malattia morale lo fa sentire incapace di agire e si porta con sé quella poca volontà che gli serve solo per pensare a come smettere di fumare e nel passare invece la vita a fumare l’ultima sigaretta.  L’unica sua forza è la caparbietà con cui difende il suo egoismo e anche la sua tendenza all’umorismo.  Incapace di vivere con gli altri,  Zeno,  sperimenta su du sé tutta l’insufficienza della condizione umana,  ma sempre con un sorriso ironico e indulgente.  Prevale però una visione della vita disperata,  allarmata che porta alla sconfitta e all’alienazione dell’uomo affetto da una malattia sociale comune a tutti i diversi:  la solitudine e inettitudine.   Infatti  Zeno è un innetto sia negli affetti che negli affari,  e se nella vita famigliare ottiene risultati positivi,  questo è dovuto solo al caso.  Ogni sua azione sortisce infatti sempre un effetto opposto a quello che si potrebbe immaginare, ed il suo successo è conseguenza dell’inettitudine,  così come gli insuccessi scaturiscono dalla sua volontà di agire.

 

 

12/07/2024

 

 

Marco di Patty   Sai,  mi sono accorto che sono fortunato ad avere una ragazza come la mia,  perché è una persona con tanto cuore anche pergli altri.  Adoro i volontari perché non si lamentano mai e vanno a soccorrere persone che a volte non lo meritano perché non rispettano le regole della vita,  poi gli altri a volte la perdono per andare in loro soccorso.  Però bisogna dire che oltre a questi meravigliosi volontari non ci sono più persone che pensano anche a chi sta peggio di loro,  anzi non ti sanno indicare nulla per niente,  nemmeno una via,  oppure in una chiacchierata non ti sanno dire mai la verità;  hanno paura che diventi migliore di loro ecc.  Anche voi due  siete persone oneste e di cuore,  mia madre e io vi pensiamo come se foste della nostra famiglia;  spero che restiate così per sempre e che non venga la peste della mente ad infettare anche voi con la cattiveria e l’egoismo.

 

 

Elena  Noi non siamo ammalati di cattiveria e di egoismo,  e la peste in questo senso non ci toccherà mai,  ma conserveremo quel tantino che serve per non farci abbindolare da persone senza scrupoli. Il nostro dialogo letterario lo continueremo lunedì;  avevo pensato di farvi una torta,  ma adesso mangiate anche molti gelati,  quindi non vorrei farvi salire la glicemia,  altrimenti mi sentirò in colpa,  aspettiamo un po’.