RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE QUARTA PARTE

12/02/2014

Che cosa sono le pseudovitamine?

Federico

È un comportamento analogo di sotanze naturali o sintetiche prive di attività metabolica e avente analogia di struttura con determinati costituenti cellulari, così che possono sostituirsi a quelli nella cellula e bloccare le funzioni biologiche.

L’azione delle pseudovitamine, quindi, se indirizzate alle sintesi cellulari, si risolve in un’inibizione della crescita e della riproduzione delle cellule.

Ecco perché sostanze di questo tipo sian0 state proposte per la terapia delle malattie neoplasiche. Magari uno di questi giorni ti approfondirò questo argomento.

Elena  Lasagna

12/02/2014

Gli oligoelementi che cosa sono?

Federico

Gli oligoelementi sono sostanze presenti in traccia nell’organismo ove agiscono qulitativamente come catalizzatori. Si trovano sotto forma di preparati farmaceutici in diluizione debole e dinamizzata. L’assorbimento migliore si ha sotto la lingua al mattino a digiuno.

Elena  Lasagna

13/02/2014

Ecco Federico, riprendendo il discorso di ieri ti illustro alcuni esempi di pseudovitamine attive con meccanismo antimetabolico sono le riboflavine, le tiamine, la desossipiridossina, i composti dicumarolici, l’acido gluco-ascorbico, che assumono il nome di antivitamine. Tra i fattori che agiscono da” pseudovitamine”, che però agiscono con altri meccanismi si possono ricordare la proteina dell’albume d’uovo che si lega stabilmente con la tiamina inattivandola; l’acido folico, dotato di azione rachitogena; il fosfato e il succinato di tri-o-cesile, i quali riducono le concentrazioni tessutali di vitamina E, producendo negli animali di laboratorio i tipici effetti della carenza di α-tocoferolo. Alcune di queste vitamine che si comportano nell’organismo come pseudovitamine hanno grande importanza dal punto di vista terapeutico; si possono citare ad esempio le applicazioni delle vitamine K nella terapia anticoagulante e l’impiego degli antagonisti dell’acido folico e dell’acido p-amminobenzoico rispettivamente nella chemioterapia antineoplastica e antibatterica.  Inoltre le pseudovitamine costituiscono un mezzo prezioso per produrre avitaminosi sperimentale e per indagare sul significato delle vitamine nell’ambito dei meccanismi biochimici della cellula.

14/02/2014

Senti, hanno spiegato il ” parasimpatico ” , è probabile che non abbia messo molta attenzione, anche perché non ci sono portato per questa materia. Grazie!

Alessio

Sistema nervoso indipendente dal sistema nervoso centrale, situato nelle catene dei gangli che corrono lungo entrambi i lati della colonna vertebrale.

Funziona grazie a un riflesso molto elaborato che si basa fondamentalmente su due tipi di secrezioni ormonali ad azione contrapposta; l’adrenalina con l’azione simpatica e l’acetilcolina con azione parasimpatica o del” nervo vago” .

L’azione simpatica accelera il battito cardiaco,  contrae i vasi, innalza la pressione arteriosa e il livello di zuccheri nel sangue, inibisce i muscoli bronchiali e intestinali. L’azione parasimpatica dilata le arterie e i capillari, aumenta le contrazioni dell’apparato digerente, provoca la contrazione e l’ipersecrezione dei bronchi.

Se  leggi attentamente e cerchi d’immaginare come avviene il meccanismo allora saprai spiegarlo sempre, perché non ti uscirà mai dal tuo blocco di appunti che hai nella libreria della tua mente!

16/02/2014

Sempre Federico mi dice: come posso spiegarti una cosa del genere? Non riesco a stare lontano dalla mia ragazza ma quando siamo insieme litighiamo sempre! UNo ha le ali e l’altra le pinne, troveremo mai un terreno d’intesa? È una bella differenza di ritmi vero?

Più che una differenza di ritmi, vi è una differenza di temperamento, di desideri, di concezione della vita. Uno vive sia in ritiro che in espansione, uno si sacrifica e l’altro vuole la sua parte di gioie materiali. Vi è dunque molta incertezza  e poca chiarezza nei vostri rapporti, cosa che nuoce alla coppia che aspira alla chiarezza interpersonale. La vostra collaborazione può dare dei risultati positivi ; non abusare degli appuntamenti dimenticati, anche se la durata della vostra unione è problematica, vi è tuttavia in questo amore un fascino indicibile, derivante forse dalle incertezze e dal vostro rivelarvi insostituibili l’un l’altro! Auguri di cuore!

ELENA  LASAGNA

17/02/2014

Come ci si ammala di MYCOPLASMA? E come si trasmette? Chi è il responsabile, l’uomo o la donna?

Marina

Il mycoplasma è un piccolissimo germe simile all’ureaplasma che si trasmette parimenti, per rapporto sessuale. A volte è silente, a volte si manifesta nella donna con una vaginite, nell’uomo con un’uretrite o prostatite, bruciori alla minzione, una cervicite, un’infezione più alta come l’endometrite annessite ecc. Alcuni ritengono che il mycoplasma sia implicato nella sindrome di Reiter ( che inizia con dolori addominali, diarrea seguiti da uretriti o da congiuntivite non gonococcica, poi, da poliartrite dolorosa e febbrile che evolve per accessi). Nonostante l’eventuale legame con questa curiosità (fiore all’occhiello della medicina universitaria) non si tratta che di supposizioni sulla responsabilità del mycoplasma, anche se questo potrebbe non provocare assolutamente nulla e far parte della flora in “stato di pace” con l’ospite!

Però è anche vero che il mycoplasma è spesso associato al gonococco, E qui incomincia la controversia: se il mycoplasma è associato al gonococco sono d’accordo su una terapia, ma alcuni si dissentano sull’opportunità di impiegare massicciamente antibiotici come ” tetraciclina o altri”  perché così si creano agenti resistenti e, nel contempo,  si diminuiscono le difese naturali della donna a tutti gli agenti patogeni. Infatti sono state studiate altre terapie per tali situazioni patologiche.

Elena  Lasagna

19 /02/2014

Che cos’è la sindrome di disadattamento? C’è una cura per questo disturbo o patologia?

Rosina

È la predisposizione a dei disturbi endocrini funzionali o dello stress.  La stanchezza è saltuaria ed effimera, ha sbalzi di energia senza orari, fami improvvise accompagnati da depressione, per meglio dire episodi depressivi.  I sintomi sono tutte le disfunzioni endocrine, surrenali, pancreatiche ( colite, gonfiori all’addome, prediabete ),  indifferenze e impotenze sessuali funzionali, unghie fragili, caduta dei capelli. Questa diatesi interviene spesso  sopra un’altra diatesi, e sempre transitoriamente.  È una diatesi di passaggio e si possono somministrare degli oligoelementi per far apparire un’altra diatesi. Ti consiglio una visita dall’endocrinologo.

Elena  Lasagna

20/02/2014

Perché la terapia dei riflessi non realizza tutta la cura delle malattie sempre?

Simone

Questo è vero Simone, però aggiunta alle altre cure ne eleva straordinariamente il coefficiente di efficacia  sempre! Nulla è dunque di assoluto in medicina. Aumentare la portata della sua relatività è progresso. Se la vita è un insieme di riflessi,  la riflessologia è basata sulle fonti stesse della vita. Si può quindi affermare che l’elemento base  della pratica riflessogena consiste nel provocare una manifestazione positiva delle attività nervose e vitali,  mettendo in moto quegli stessi meccanismi della vita che hanno condizionato la comparsa della malattia; ma per determinare la scomparsa è ovvio che chiama tutta l’individualità a correggere uno squilibrio da essa stessa condizionato. Per avere più soddisfazione alla tua domanda posso dirti che: L’ essere umano è un insieme di emozioni, di reazioni e sensazioni che contribuiscono al perfetto funzionamento di un meccanismo,  la cui complessità e grandezza,  a volte può sfuggire anche alla più accurata indagine! Però la grazia di ” DIO ” è sempre al primo posto!

N.B.  Forse ho capito il motivo di questa domanda. Grazie a te!

Elena  Lasagna

24/02/2014

Sono nata sotto il segno dei Gemelli, vorrei sapere che cosa rappresenta il segno dei Gemelli nello zodiaco? Grazie!

Cinzia

Per afferrare meglio l’origine del simbolo, bisogna rifarsi al periodo protostorico,  che secondo la teoria delle ere precessionali può essere designato come l’era dei Gemelli. Non è possibile determinare con precisione la durata di questa era che corrisponde alla dodicesima parte del grande ciclo di  25. 800 anni circa, caratterizzata dal ritorno dell’asse polare  in direzione della stella polare.

Un calcolo molto approssimativo ci conduce a datare l’era dei Gemelli nel periodo neolitico tra i 6000 e i 4000 anni circa prima della nostra era, epoca sulla quale la documentazione manca quasi totalmente. Fu senza dubbio il periodo delle prime civiltà che precedettero la civiltà Sumera. Immagini viventi della mobilità e della libertà tipica dei Gemelli,  questi cavalieri riuniti in gruppi fraterni diedero origine alla mitologia dei fratelli gemelli,  che si ritrova in India sotto il nome d’ ” Ashvins ”  e in Grecia sotto quello di ” Dioscuri “.  Per qualche curiosa coincidenza,  la leggenda greca ha attribuito alle due stelle allora fulgenti nella costellazione dei Gemelli il nome dei due Dioscuri, Castore e Polluce. Il mito dei due Gemelli si ritrova nella storia della creazione di Roma  con Romolo e Remo. Esso è ampliato nella leggenda francese dei quattro figlia di Aimone, cavalcanti lo stesso destriero. Si ritrova, in queste, la prima immagine di ciò che fu la Cavalleria, in ordine di fraternità e di purezza, unito all’idea di mobilità, di spostamento, di collegamento e di trasmissione, tutte caratteristiche essenziali dei Gemelli. Terzo dello zodiaco, il segno dei Gemelli rappresenta, sul piano stagionale dei nostri climi temperati, la fine della primavera e l’inizio dell’estate.

Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTINOVESIMA PARTE

11/02/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   È VERO CHE LA CARNE  È INDISPENSABILE?

ELENA   Anche su questo argomento vi sono pareri contrastanti, credo che tutto dipenda dalla psicologia , dallo stato di salute di ognuno di noi. Ti parlerò delle carni in generale.

La carne degli animali è un alimento di vitale importanza, basta non esagerare. È capace di rigenerare, con le proteine ed i sali minerali che contiene,  i tessuti del nostro corpo  e di produrre con il suo grasso calore ed energia. La sua composizione comprende infatti circa il 75% di acqua,  il 20% di sostanze proteiche, dal 5 al 30% di grassi ed inoltre sali  e vitamine.

La qualità dipende dalla razza, dall’età, dall’alimentazione e dello stato di salute dell’animale che l’ha fornita.  La carne si valuta inoltre dal colore (vi sono carni bianche di coniglio, vitello, pollame, agnello ecc. e carni rosse come il manzo, bue, cavallo ecc.), dall’odore gradevole, dalla consistenza soda ed elastica, dalla regolare distribuzione del grasso e dal grado di frollatura raggiunto.

La frollatura, cioè la progressiva maturazione subita dalla morte dell’animale al momento del consumo, ha grande importanza per l’appetibilità  e la salubrità della carne. Una giusta frollatura la rende tenera e saporita, mentre una eccessiva  la avvia alla decomposizione e può dare origine a sostanze tossiche sempre mortali: le ptomaine.

Ora ti presento un piatto di carne di animale da cortile: sono le scaloppine di carne di oca.

SCALOPPINE  DI  CARNE  DI OCA

scaloppine  di carne  di  oca

Ingredienti: scaloppine q.b., pomodoro, prezzemolo,  dragoncello, origano fresco, pepe verde, pangrattato, vino bianco un bicchierino, brodo saporito di verdure , olio extra v. d’oliva. Per il pasticcio di verdure: patate, chiodo di garofano, spezie, curcuma, porri, cipollotti, latte, pecorino grattugiato.

Esecuzione: preparare le scaloppine, metterle a bagno con succo di arancia, sale e pepe, per due ore; preparare la casseruola bassa, fare un sughetto con cipollotto, pomodoro, le erbe, il vino poi, mettere un mestolo di brodo. Ora passiamo le scaloppine nel pangrattato fine, ben saporito, le adagiamo nella casseruola, le porteremo alla cottura ideale, curandoci di girarle delicatamente. Nel frattempo abbiamo messo le verdure tutte tagliate a fettine sottili in una teglia da forno, abbiamo fatto gli strati, abbiamo aggiunto il loro sapore, e la curcuma, il formaggio grattugiato per ogni strato, infine un poco di latte per agevolare la cottura in forno. Quando tutto sarà pronto impiatteremo ed eccolo nella foto sopra!

FEDERICA   Stupendo! Domani ti porterò una mia ricetta! Buon lavoro e buona musica!

12/02/2014

FEDERICA   Ho la ricetta dell’ossobuco affogato.  Sai che chi l’ha mangiato è rimasto entusiasta di questo piatto, speriamo sia vero!

ELENA   Sarò sincera te l’ho prometto!

OSSOBUCO  AFFOGATO

Ingredienti: ossibuchi q.b., un po’ di brodo, mezzo bicchiere di vino bianco, sale, pepe, peperoncino dolce, origano,  una foglia di alloro, due cipolle, un mazzetto di prezzemolo,  olio extra v. d’oliva, un pizzico di estragone, piselli stufati, un cucchiaino di farina di riso, crocchette di ceci.

Esecuzione: controlliamo gli ossibuchi, li incideremo sulla cotenna, poi li batteremo. Prendiamo due casseruole basse dal doppio fondo, in una li faremo rosolare nel recipiente precedentemente riscaldato, li sfumiamo col vino, li lasciamo dorare ben bene. Nell’altra casseruola abbiamo messo le cipolle tagliate con un cucchiaio di olio, le rosoliamo attentamente, poi ci adageremo gli ossibuchi, mettiamo i sapori, con l’aggiunta di brodo e porteremo alla cottura; la carne si presenterà bella distesa, ben cotta e dorata, ma specialmente molto buona. Ora, aggiungiamo sale, pepe, peperoncino ancora un poco di erbe, il cucchiaino di farina per addensare completamente il sughetto, infine l’olio. Impiattare con lo stufato di piselli accanto e servire con crocchette di ceci.

ELENA   Posso solamente dirti : bravissima,  sono veramente deliziosi! E poi, sono a basso contenuto di grassi, anche perché abbiamo tolto tutto, e lasciato solamente un poco di cotenna.

13/02/2014

ELENA   Cara Fede oggi sono in ritardo, per farmi perdonare ti ho portato una ricetta dolce di S. Valentino, l’ho provata venti giorni fa circa, aspetta e vedrai!

CUORI  DI FROLLA

I CUORI  DI S. VALENTINO

Ingredienti: marasche dolci sciroppate, cioccolato fondente dolce, 70o g di farina per dolci, fecola di patate 10%, due uova e due tuorli, una bustina di lievito per dolci, zucchero semolato 250 g, burro fresco 100 g, mandorle vestite 100 g, filini canditi di agrumi 20 g, zucchero a velo q.b. latte, un bicchierino di liquore alle amarene.

Esecuzione: sulla spianatoia facciamo una fontana con la farina, la fecola, il lievito, lo zucchero,  le uova, il burro disfatto a temperatura ambiente, il liquore. Amalgamiamo il tutto fino a renderlo molto omogeneo; adesso imburriamo gli stampi a cuore, versiamo un po’ dell’ impasto, poi, mettiamo il cioccolato fuso con il latte, sopra il cioccolato le marasche; ora faremo l’ultimo strato sottile di pasta. Adesso  una semi guarnizione con le mandorle tostate e caramellate, ne metteremo uno strato sul centro del cuore e inforniamo a 170° per 15 minuti. Lasciamo raffreddare i cuori, li cospargeremo di fili di agrumi e sopra lo zucchero a velo alla vaniglia.

FEDERICA   Grazie! Sono di una bellezza, poi, devono essere sicuramente squisiti, li farò per domani sera.  Buon  S.  Valentino anche a te!

15/02/2014

ELENA   Ho provato un dolce di carnevale, voglio mostrarti la foto, l’ho appena inventato.

FROLLINE  DI  CARNEVALE

FROLLINE  DI  CARNEVALE

Ingredienti: due uova e due tuorli, quattro cucchiai di olio di mais, 10 g di zucchero semolato, quattro cucchiai di brandy all’arancia 40 gradi , tre stecche di vaniglia, stelle filanti di arance grandi caramellate, zucchero a velo abbondante, farina per dolci q.b. per rendere l’impasto omogeneo né troppo duro né troppo molle, olio per friggere.

Esecuzione: facciamo una piccola fontana , mettiamo le uova, lo zucchero, il liquore, l’olio, la vaniglia, amalgamiamo il tutto aggiungendo ancora farina se necessario. L’impasto deve essere liscio ed elastico; tiriamo la sfoglia molto sottile, e con lo stampo oppure con il tagliapasta ricaviamo delle forme a cuore o a semicuore, incidendo degli animaletti nel centro. Portiamo l’olio al giusto punto di calore e faremo una frittura dorata ma non troppo; appena tolte dall’olio le mettiamo sull’assorbente una ad una, poi le cospargeremo subito di abbondante zucchero a velo e coriandoli di fili d’arancia caramellati.

FEDERICA   Sono intoccabili vero? Questo per me è l’impasto più friabile e croccante. Buona musica!

ELENA   Oggi non sei loquace o sbaglio?

FEDERICA   NO, NON SBAGLI!  SE  SOLO POTESSI PARLARNE ANCHE I MURI SI MERAVIGLIEREBBERO!

16/02/2014

FEDERICA   Spero di non disturbarti, ma avevo voglia di chiamarti, per parlare un po’; ho chiamato la mia amica di sempre ma oggi dice che non è giornata, eccomi che rompo le scatole a te.

 ELENA   Non mi rompi per niente se non fosse che questo imbecille si diverte a togliermi  metà della visuale del testo! Comunque non ti preoccupare, il Toro sa riprendersi con prontezza dalle crisi morali, dai dispiaceri e da batoste che eventualmente gli possono capitare. Domani andrà già meglio! Dai che ti faccio vedere la ricetta della pizza al mais.

PIZZA  ALLA  FARINA  DI  MAIS

PIZZA  ALLA FARINA  DI  MAIS

ingredienti: farina di mais macinato fine, acqua, sale, olio extra v. d’oliva, gorgonzola dolce, cipollotti,  lamelle di porcini.

Esecuzione: facciamo bollire l’acqua, saliamo, e con la frusta facciamo calare lentamente la farina fino a rendere l’impasto liscio ma non troppo sodo. Lasciamo cuocere curandoci di mescolare di tanto in tanto, poi, versiamo nella teglia per pizza passata prima con l’olio. La metteremo a riposare fino a quando si sarà intiepidita, nel frattempo taglieremo i cipollotti in modo sottile , trifoliamo i funghi e insieme al gorgonzola li stenderemo sulla pizza. Infornare a 200° per 20 minuti. La pizza si presenterà morbida dentro e croccante alle estremità ma buonissima! E con questa cara Fede ti auguro una bellissima serata!

FEDERICA   Grazie  di tutto!

17/02/2014

ELENA   Hai sbagliato ieri a non rimanere da noi! Dal momento che non c’era Alessandro potevi passare una serata meravigliosa! C’era Robert e sua moglie, abbiamo parlato moltissimo di cose belle.

FEDERICA   Hai ragione! Però oggi sto bene, molto bene, il lunedì è la giornata che mi piace di più. A proposito a quale testo ti riferivi ieri sera?

ELENA   Mi riferivo al testo del computer, ovvero la visuale per scrivere, ma poi si è risolto. Per me i giorni che mi sento più creativa forse sono proprio il sabato, la domenica e il lunedì. Ti va di parlarne? Invece della ricetta del giorno in questo spazio metterò le cose che più ti fanno stare così!

FEDERICA   Forse sono antiquata, ma non posso tollerare i bugiardi.

ELENA   La bugia o la menzogna? Sono due cose differenti. La bugietta in fin di bene, oppure la bugia furbetta ma non dannosa. La menzogna invece è grave, molto grave perché fa male a qualcuno, sempre; ci sono dei proverbi al riguardo che non mi va di ripetere. Comunque il bugiardo è di poco valore, non affidabile perché disonesto. Sai cosa diceva il mio maestro? Lui insegnava che il vero guerriero non ha uno spirito bellicoso e aggressivo, perché in combattimento deve adattare la sua azione a quella dell’avversario, sfruttando l’irruenza di quest’ultimo! Poi, diceva che una persona di valore perché onesta non è mai sconfitta!  A proposito, non sei antiquata, i principi sani non tramontano mai! Ciao Fede, a domani in cucina!

GLI SCACCHI SEI

11/02/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   È VERO CHE LA CARNE  È INDISPENSABILE?

ELENA   Anche su questo argomento vi sono pareri contrastanti, credo che tutto dipenda dalla psicologia , dallo stato di salute di ognuno di noi. Ti parlerò delle carni in generale.

La carne degli animali è un alimento di vitale importanza, basta non esagerare. È capace di rigenerare, con le proteine ed i sali minerali che contiene,  i tessuti del nostro corpo  e di produrre con il suo grasso calore ed energia. La sua composizione comprende infatti circa il 75% di acqua,  il 20% di sostanze proteiche, dal 5 al 30% di grassi ed inoltre sali  e vitamine.

La qualità dipende dalla razza, dall’età, dall’alimentazione e dello stato di salute dell’animale che l’ha fornita.  La carne si valuta inoltre dal colore (vi sono carni bianche di coniglio, vitello, pollame, agnello ecc. e carni rosse come il manzo, bue, cavallo ecc.), dall’odore gradevole, dalla consistenza soda ed elastica, dalla regolare distribuzione del grasso e dal grado di frollatura raggiunto.

La frollatura, cioè la progressiva maturazione subita dalla morte dell’animale al momento del consumo, ha grande importanza per l’appetibilità  e la salubrità della carne. Una giusta frollatura la rende tenera e saporita, mentre una eccessiva  la avvia alla decomposizione e può dare origine a sostanze tossiche sempre mortali: le ptomaine.

Ora ti presento un piatto di carne di animale da cortile: sono le scaloppine di carne di oca.

SCALOPPINE  DI  CARNE  DI OCA

scaloppine di carne di oca

Ingredienti: scaloppine q.b., pomodoro, prezzemolo,  dragoncello, origano fresco, pepe verde, pangrattato, vino bianco un bicchierino, brodo saporito di verdure , olio extra v. d’oliva. Per il pasticcio di verdure: patate, chiodo di garofano, spezie, curcuma, porri, cipollotti, latte, pecorino grattugiato.

Esecuzione: preparare le scaloppine, metterle a bagno con succo di arancia, sale e pepe, per due ore; preparare la casseruola bassa, fare un sughetto con cipollotto, pomodoro, le erbe, il vino poi, mettere un mestolo di brodo. Ora passiamo le scaloppine nel pangrattato fine, ben saporito, le adagiamo nella casseruola, le porteremo alla cottura ideale, curandoci di girarle delicatamente. Nel frattempo abbiamo messo le verdure tutte tagliate a fettine sottili in una teglia da forno, abbiamo fatto gli strati, abbiamo aggiunto il loro sapore, e la curcuma, il formaggio grattugiato per ogni strato, infine un poco di latte per agevolare la cottura in forno. Quando tutto sarà pronto impiatteremo ed eccolo nella foto sopra!

FEDERICA   Stupendo! Domani ti porterò una mia ricetta! Buon lavoro e buona musica!

12/02/2014

FEDERICA   Ho la ricetta dell’ossobuco affogato.  Sai che chi l’ha mangiato è rimasto entusiasta di questo piatto, speriamo sia vero!

ELENA   Sarò sincera te l’ho prometto!

OSSOBUCO  AFFOGATO

Ingredienti: ossibuchi q.b., un po’ di brodo, mezzo bicchiere di vino bianco, sale, pepe, peperoncino dolce, origano,  una foglia di alloro, due cipolle, un mazzetto di prezzemolo,  olio extra v. d’oliva, un pizzico di estragone, piselli stufati, un cucchiaino di farina di riso, crocchette di ceci.

Esecuzione: controlliamo gli ossibuchi, li incideremo sulla cotenna, poi li batteremo. Prendiamo due casseruole basse dal doppio fondo, in una li faremo rosolare nel recipiente precedentemente riscaldato, li sfumiamo col vino, li lasciamo dorare ben bene. Nell’altra casseruola abbiamo messo le cipolle tagliate con un cucchiaio di olio, le rosoliamo attentamente, poi ci adageremo gli ossibuchi, mettiamo i sapori, con l’aggiunta di brodo e porteremo alla cottura; la carne si presenterà bella distesa, ben cotta e dorata, ma specialmente molto buona. Ora, aggiungiamo sale, pepe, peperoncino ancora un poco di erbe, il cucchiaino di farina per addensare completamente il sughetto, infine l’olio. Impiattare con lo stufato di piselli accanto e servire con crocchette di ceci.

ELENA   Posso solamente dirti : bravissima,  sono veramente deliziosi! E poi, sono a basso contenuto di grassi, anche perché abbiamo tolto tutto, e lasciato solamente un poco di cotenna.

13/02/2014

ELENA   Cara Fede oggi sono in ritardo, per farmi perdonare ti ho portato una ricetta dolce di S. Valentino, l’ho provata venti giorni fa circa, aspetta e vedrai!

CUORI  DI FROLLA

I CUORI DI S. VALENTINO

Ingredienti: marasche dolci sciroppate, cioccolato fondente dolce, 70o g di farina per dolci, fecola di patate 10%, due uova e due tuorli, una bustina di lievito per dolci, zucchero semolato 250 g, burro fresco 100 g, mandorle vestite 100 g, filini canditi di agrumi 20 g, zucchero a velo q.b. latte, un bicchierino di liquore alle amarene.

Esecuzione: sulla spianatoia facciamo una fontana con la farina, la fecola, il lievito, lo zucchero,  le uova, il burro disfatto a temperatura ambiente, il liquore. Amalgamiamo il tutto fino a renderlo molto omogeneo; adesso imburriamo gli stampi a cuore, versiamo un po’ dell’ impasto, poi, mettiamo il cioccolato fuso con il latte, sopra il cioccolato le marasche; ora faremo l’ultimo strato sottile di pasta. Adesso  una semi guarnizione con le mandorle tostate e caramellate, ne metteremo uno strato sul centro del cuore e inforniamo a 170° per 15 minuti. Lasciamo raffreddare i cuori, li cospargeremo di fili di agrumi e sopra lo zucchero a velo alla vaniglia.

FEDERICA   Grazie! Sono di una bellezza, poi, devono essere sicuramente squisiti, li farò per domani sera.  Buon  S.  Valentino anche a te!

15/02/2014

ELENA   Ho provato un dolce di carnevale, voglio mostrarti la foto, l’ho appena inventato.

FROLLINE  DI  CARNEVALE

FROLLINE DI CARNEVALE

Ingredienti: due uova e due tuorli, quattro cucchiai di olio di mais, 10 g di zucchero semolato, quattro cucchiai di brandy all’arancia 40 gradi , tre stecche di vaniglia, stelle filanti di arance grandi caramellate, zucchero a velo abbondante, farina per dolci q.b. per rendere l’impasto omogeneo né troppo duro né troppo molle, olio per friggere.

Esecuzione: facciamo una piccola fontana , mettiamo le uova, lo zucchero, il liquore, l’olio, la vaniglia, amalgamiamo il tutto aggiungendo ancora farina se necessario. L’impasto deve essere liscio ed elastico; tiriamo la sfoglia molto sottile, e con lo stampo oppure con il tagliapasta ricaviamo delle forme a cuore o a semicuore, incidendo degli animaletti nel centro. Portiamo l’olio al giusto punto di calore e faremo una frittura dorata ma non troppo; appena tolte dall’olio le mettiamo sull’assorbente una ad una, poi le cospargeremo subito di abbondante zucchero a velo e coriandoli di fili d’arancia caramellati.

FEDERICA   Sono intoccabili vero? Questo per me è l’impasto più friabile e croccante. Buona musica!

ELENA   Oggi non sei loquace o sbaglio?

FEDERICA   NO, NON SBAGLI!  SE  SOLO POTESSI PARLARNE ANCHE I MURI SI MERAVIGLIEREBBERO!

16/02/2014

FEDERICA   Spero di non disturbarti, ma avevo voglia di chiamarti, per parlare un po’; ho chiamato la mia amica di sempre ma oggi dice che non è giornata, eccomi che rompo le scatole a te.

 ELENA   Non mi rompi per niente se non fosse che questo imbecille si diverte a togliermi  metà della visuale del testo! Comunque non ti preoccupare, il Toro sa riprendersi con prontezza dalle crisi morali, dai dispiaceri e da batoste che eventualmente gli possono capitare. Domani andrà già meglio! Dai che ti faccio vedere la ricetta della pizza al mais.

PIZZA  ALLA  FARINA  DI  MAIS

PIZZA ALLA FARINA DI MAIS

ingredienti: farina di mais macinato fine, acqua, sale, olio extra v. d’oliva, gorgonzola dolce, cipollotti,  lamelle di porcini.

Esecuzione: facciamo bollire l’acqua, saliamo, e con la frusta facciamo calare lentamente la farina fino a rendere l’impasto liscio ma non troppo sodo. Lasciamo cuocere curandoci di mescolare di tanto in tanto, poi, versiamo nella teglia per pizza passata prima con l’olio. La metteremo a riposare fino a quando si sarà intiepidita, nel frattempo taglieremo i cipollotti in modo sottile , trifoliamo i funghi e insieme al gorgonzola li stenderemo sulla pizza. Infornare a 200° per 20 minuti. La pizza si presenterà morbida dentro e croccante alle estremità ma buonissima! E con questa cara Fede ti auguro una bellissima serata!

FEDERICA   Grazie  di tutto!

17/02/2014

ELENA   Hai sbagliato ieri a non rimanere da noi! Dal momento che non c’era Alessandro potevi passare una serata meravigliosa! C’era Robert e sua moglie, abbiamo parlato moltissimo di cose belle.

FEDERICA   Hai ragione! Però oggi sto bene, molto bene, il lunedì è la giornata che mi piace di più. A proposito a quale testo ti riferivi ieri sera?

ELENA   Mi riferivo al testo del computer, ovvero la visuale per scrivere, ma poi si è risolto. Per me i giorni che mi sento più creativa forse sono proprio il sabato, la domenica e il lunedì. Ti va di parlarne? Invece della ricetta del giorno in questo spazio metterò le cose che più ti fanno stare così!

FEDERICA   Forse sono antiquata, ma non posso tollerare i bugiardi.

ELENA   La bugia o la menzogna? Sono due cose differenti. La bugietta in fin di bene, oppure la bugia furbetta ma non dannosa. La menzogna invece è grave, molto grave perché fa male a qualcuno, sempre; ci sono dei proverbi al riguardo che non mi va di ripetere. Comunque il bugiardo è di poco valore, non affidabile perché disonesto. Sai cosa diceva il mio maestro? Lui insegnava che il vero guerriero non ha uno spirito bellicoso e aggressivo, perché in combattimento deve adattare la sua azione a quella dell’avversario, sfruttando l’irruenza di quest’ultimo! Poi, diceva che una persona di valore perché onesta non è mai sconfitta!  A proposito, non sei antiquata, i principi sani non tramontano mai! Ciao Fede, a domani in cucina!

NEL LABORATORIO DI EMI E PETER DODICESIMA PARTE

04/02/2014

PARADISO  DELLE ERBE

L’ECHIO

L’echio è una pianta biennale, ma può essere anche perenne dipende dalla qualità del terreno. Appartiene alla famiglia delle “Borraginaceae”: nel primo anno produce un cespo di foglie a forma di rosetta,  dal quale nel secondo anno sviluppa il fusto  eretto alto fino a 60 cm, talvolta ha  corti rami alla base. La pianta è munita di lunghe setole rigide che nascono da un tubercolo di color porporino. Le foglie basali sono lanceolate lunghe 10 cm, larghe 1,5 cm , con un apice dalla forma acuta, che vanno allargandosi fino ad arrivare a restringersi alla base. L’infiorescenza è un’insieme di campanule formate da numerosi rachemi che si allungano durante la fioritura e la maturazione. I fiori hanno una brattea alla base, il calice ha 5 lobi lineari mentre la corolla è tubolare terminando in una fauce allargata irregolare come una campana dai colori rosa rosso blu- viola brillante; i frutti sono composti da quattro acheni piccoli grigi. L’echio cresce in tutta Italia, dalle zone marine a quelle montane, nei boschi, nei giardini incolti, nei campi.

In medicina si usano le sommità fiorite. L’echio ha proprietà molto simili a quelle della borragine; sono depurative diuretiche per quanto concerne l’azione sull’apparato escretore; emollienti, e antiinfiammatorie sull’apparato respiratorio.

Le sommità fiorite si raccolgono in maggio-luglio, recidendo le infiorescenze a 10 cm sotto il fiore. Li lasciano essicare all’ombra, si conservano in sacchetti di carta o tela.

EDERA  TERRESTRE

L’edera terrestre è una pianta perenne col fusto strisciante che parte dal terreno con due tipi di rami: alcuni eretti e portanti i fiori,, altri lungamente striscianti dai nodi radicanti. È molto diversa dal tipo di edera che troviamo ad ornare i muretti di cinta. Le foglie hanno consistenza tenera, opaca, sono pelose, a differenza dell’altra che ha foglie lucide e lisce. Hanno una forma di cuore,con la superficie rugosa dal margine seghettato che da all’apice della foglia una forma di triangolo. I fiori sono riuniti in cinque all’ascella delle foglie , sono di colore rosa violaceo. I frutti sono racchiusi nel calice, sono di colore brunastro dalla superficie liscia.

L’edera terrestre è tipica dell’Italia settentrionale, cresce dal mare ai monti, si trova nei campi, nei boschi, predilige i luoghi umidi.

 In medicina viene usata la parte aerea della pianta, si raccoglie in maggio-giugno , si essica lasciandola appesa in mazzetti, in un posto aerato all’ombra,  si conserva in sacchetti di tela. Le sue proprietà sono state confermate dai ricercatori di fine Ottocento, ancora oggi sono convalidate. L’edera terrestre è fra le piante che favoriscono la cicatrizzazione delle piaghe e delle ferite; utile per lenire lievi ustioni e infiammazioni della pelle. In più ha proprietà tossifughe, espettoranti, astringenti, favorisce l’espulsione del catarro bronchiale.

05/02/2014

L’ELICRISIO

L’elicrisio è una pianta molto ramificata, forma dei cespugli più o meno grandi  alti circa 40 cm. di colore verde biancastro per la presenza di tomentosità. Appartiene alla famiglia delle ” Asteraceae “. Le foglie sono inserite alternatamente sui fusti, hanno forma lineare sono lunghe 4 cm e larghe due mm, hanno il margine ripiegato verso il basso.  I fiori sono dei corimbi composti da numerosi capolini: da dieci a quindici, posti all’estremità del fusto; i capolini sono formati da un involucro con una serie di brattee di forma triangolare con superficie lanuginosa. All’interno di questi sono contenuti i veri fiori di colore giallo con una lunga corolla tubolare terminata da cinque lobi a triangolo.  I frutti sono degli acheni, nella parte superiore è inserito il pappo di peli semplici che serve ad aiutare la disseminazione.

L’elicrisio é diffuso in tutte le zone d’Italia, è una pianta prettamente italiana, dagli Appennini alla pianura, verso il sud nella regione mediterranea, nelle zone rocciose, è meno frequente nella zona montana.

In medicina si usano le sommità fiorite che si raccolgono da giugno ad agosto, all’inizio della fioritura, evitando la porzione legnosa inferiore. Si riuniscono in mazzetti, si essicano all’ombra; si conservano in recipienti di vetro. Le sue proprietà sono tossifughe, antireumatiche, antiinfiammatorie, analgesiche. È usato ancora oggi per sedare gli eccessi di tosse, in particolare la pertosse; attenua gli attacchi d’asma e le infiammazioni di origine allergica della mucosa nasale. Ha utili effetti nei mal di testa e nelle  emicranie insistenti.

06/02/2014

L’ELIOTROPIO

L’eliotropio è una pianta annuale dal fusto eretto o ascendente; è una pianta tomentosa che le fa assumere un colore verde grigiastro. Appartiene alla famiglia delle “Borraginaceae” può arrivare ad un’altezza di mezzo metro. Le foglie sono di forma ovale, con un picciolo corto dal margine intero e sono più o meno arrotondate alla base e ottuse all’apice.  I fiori sono inseriti all’ascella delle foglie, e da rachemi terminali spesso riunti a due a due. Sono un po’ peduncolati; hanno il calice diviso in cinque sepali lineari, che dopo la fioritura si aprono a stella; la corolla si divide in alto in cinque lobi arrotondati sono di colore giallo in basso mentre il resto è di colore bianco.

Questa pianta cresce in tutt’Italia, al mare, nei luoghi erbosi, nei campi, nei luoghi soleggiati , cresce anche nelle stoppie del grano.

In medicina si usa la porzione aerea della pianta; ha proprietà astringenti, sedative, analgesiche. L’eliotropio ha proprietà di combattere nevralgie, dolori e mal di testa, come cefalee ed emicranie.

La pianta si raccoglie all’inizio della fioritura eliminando la porzione inferiore, si fanno dei mazzetti , si lasciano essicare in un luogo aerato ma all’ombra, poi si conserva in vasetti di vetro.

19/02/2014

L’ERBA  ROBERTA

L’erba Roberta è una pianta annuale, con una corta radice, ha il fusto eretto basso da 20 a 40 cm, frequentemente sdraiato sul terreno, è peloso in basso , tutta la pianta ha un aspetto verde  lucido, anche se a volte può assumere un colore rossastro. Appartiene alla famiglia delle ” Geraniaceae “,  le foglie inferiori hanno un picciolo lungo, sono a forma palmata e frastagliata, mentre quelle superiori è molto più corto; il lembo è diviso in tre foglie più piccole e meno incise.

I fiori sono riuniti a due a due su lunghi peduncoli all’ascella delle foglie superiori, il calice ha cinque sepali, la corolla è formata da cinque petali di colore rosa o bianco, stretti alla base e larghi e arrotondati alle estremità. I frutti sono acheni particolari, contenenti i semi. Quest’erba si trova in Italia, dalla regione marina a quella subalpina, nei terreni rocciosi, sui muri, nelle zone ombrose e nel sottobosco.

Le sue proprietà sono quelle di regolatore intestinale e del ciclo mestruale, astringenti e vulnerarie. I suoi principi attivi sono in particolare i tannini, Ha molte prerogative salutari, anche antiemorragiche e cicatrizzanti.

L’erba Roberta si raccoglie durante la fioritura, che va da aprile a luglio: si taglia a pochi cm  dal colletto e si usa tutta la parte aerea della pianta. Si fa essicare all’ombra, in mazzetti appesi in un posto aerato ma al riparo dalla polvere e si conserva in sacchetti di carta o tela.

 21/02/2014

L’ERBA  RUGGINE

L’Erba ruggine è una felce alta non più di 15 cm; dal suo rizoma nascono numerose fronde. Le fronde sono di forma lanceolata, dai lobi variamente dentati. Il picciolo e la parte inferiore della fronda sono coperti da numerose squame di colore ruggine. Appartiene alla famiglia delle ” Aspleniaceae “, l’erba ruggine non produce fiori, ma nella superficie inferiore si trovano dei sori dai quali maturano le spore che sono responsabili della riproduzione della pianta. Questa pianta è una delle poche che riescono a vivere anche in ambienti non eccessivamente umidi, ma predilige le zone rocciose, cresce sui pendii e sui muri di tutto il nostro Paese.

È una pianta dalle mille virtù, ha proprietà astringenti, tossifughe, diuretiche, emollienti, ecc. I suoi  principi attivi sono gli amminoacidi, i tannini e i flavonoidi. Le parti usate in medicina sono il rizoma e le fronde; si fanno essicare separati,  all’ombra,  e si conservano in sacchetti di carta. Continua nel prossimo articolo…

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE TERZA PARTE

04/02/2014

Che cosa succede se abbiamo un deficit di trasporto dei principi nutritivi attraverso la mucosa intestinale? Avvertiamo sintomi?

Angelo

Senza l’assimilazione dei principi nutritivi degli alimenti, i disturbi sono complessi e caratteristici anche perché si ha un accumulo di materiali ingeriti nel lume dell’intestino. Vi possono essere fattori molteplici di natura intestinale come: malformazioni congenite, o asportazione chirurgica di una parte dell’intestino, deficit enzimatici dell’epitelio della mucosa, infezioni, stati infiammatori ecc. Possono essere anche di natura extra-intestinale come: alterazioni del fegato, malattie del pancreas, alterazioni locali del circolo ematico e linfatico, scompenso cardiaco, anoressia, abulimia e altre patologie. La mancata assimilazione delle proteine, delle vitamine ecc. determina ovviamente un quadro sintomatologico, caratterizzato da malnutrizione si avranno i disturbi da carenze vitaminiche, di sali minerali, di proteine, quindi  si noteranno steatorea, distensione abnorme dell’addome dovuta all’accumulo di gas e di materiali ingeriti depositati.

Elena  Lasagna

05/02/2014

Quali sono i sintomi della” STENOCARDIA” mio padre soffriva di “coronaropatia”, credo di avere la stessa malattia, cosa dovrei fare per prevenire l’invalidità?

Guglielmo

La “stenocardia” è “l’angina pectoris”. Se ancora non sei andato dal medico dovresti farlo al più presto sia che tu averta sintomi sia che non abbia nessuna sintomatologia, almeno ti metti il cuore in pace (come si suol dire). La stenocardia è caratterizzata proprio dalla presenza di dolore forte nella regione retrosternale, con irradiazione tipica alla spalla, al braccio, al polso sinistro e alla parte sinistra della mascella, ti pervade un senso d’angoscia. Spesso questa patologia è da ricercare proprio in un’insufficienza coronarica con conseguente diminuzione della pressione di ossigeno nel sangue (anossiemia miocardica) di conseguenza c’è un malfunzionamento delle terminazioni sensitive nervose dei vasi coronarici. Si potrà vedere fin dell’esame elettrocardiografico; se avrai questa patologia l’elettrocardiogramma segnalerà alterazioni del complesso ventricolare, anomalie dell’onda T, slivellamento del tratto S-T,  e comparsa di onde Q…ad alto voltaggio. La stenocardia è associata spesso ad affezioni extracardiovascolari come gotta, diabete, ecc. quindi se ne dovessi essere affetto dovresti seguire i consigli e le medicine che ti suggerirà il medico cardiologo, poi, abolire tutte le condizioni scatenanti.

Elena  Lasagna

06/02/2014

Vorrei sapere se la ” Paracheratosi ” è una malattia precancerosa. Grazie!

Elisabetta 2

La Paracheratosi non viene considerata una malattia precancerosa; è una modificazione dell’aspetto dell’epitelio che diminuisce di spessore e forma una “cheratina” (che è lo strato corneo). È una trasformazione sì dell’epitelio che è lo strato di rivestimento della mucosa, normalmente non” corneo” in epitelio simile alla pelle dermoide. Ciò avviene in generale, in risposta a una irritazione cronica della mucosa: é infatti un normale mezzo di difesa della mucosa.

Elena  Lasagna

07/02/2014

Che cosa significa ” Dottrina degli  istinti “?

Maurizio

In psicanalisi la dottrina degli istinti costituisce uno degli aspetti più importanti del pensiero di  S.  Freud; rappresentano le esigenze di ordine somatico dell’organismo. Essi possono rivolgersi sia verso l’individuo sia verso l’esterno. Semplicemente un comportamento o un  insieme di comportamenti coordinati e convergenti a uno scopo, generato da una tendenza interna e diretto verso un fine biologico preciso. Vi sono altre teorie e cioè sarebbe una tendenza ad agire e i comportamenti che ne risultano sarebbero “attività istintive”. Comunque in tutte le teorie o  definizioni date dall’istinto è il fatto di considerarlo qualcosa di  innato, legato ereditariamente alla specie e indirizzato verso dei fini biologicamente utili come riproduzione, conservazione della specie.

Elena  Lasagna

07/02/2014

Che cos’è la pellagra? Come si manifesta? Si può guarire?

Monica

La “pellagra” è una malattia dovuta a carenza di amminoacidi e di vitamine del gruppo B; vitamina PP. Ancora oggi nei paesi colpiti dalle guerre, nelle popolazioni che si alimentano a base di alimenti poveri sono frequenti i casi di pellagra. È caratterizzata da eritemi pruriginosi a carico della cute e delle mucose della bocca; interessa anche tutto l’apparato digerente, le funzioni motorie, sensitive, e la sfera psichica come la demenza ecc. Sì, si può guarire ripristinando il quadro per effetto della somministrazione di vitamina idrosolubile detta anche “niacinammide”,  e vitamina  PP detta anche fattore antipellagroso.

Elena  Lasagna

10/02/2014

Mi parleresti della cistite? Quali sono le cause che conducono alla cistite?

Alice e Gabriella

La cistite è un processo infiammatorio acuto o cronico, a volte può essere primitivo della vescica. Questo disturbo o patologia è in genere dovuto a infezioni batteriche che si propagano per via discendente, dal  rene, o per via ascendente, dall’uretra; o a stenosi uretrale; o a presenza di corpi estranei o patologici della vescica; o allo stato di gravidanza; O alla virulentazione che proviene dall’intestino. La vescica è legata anche agli organi adiacenti: intestino, colon, utero, ovaie. Da non confondere con l’endometrite che a volte può cominciare con sintomi urinari come una falsa cistite.

La cistite acuta può essere provocata da agenti batterici, da piogeni comuni, sostanze chimiche, irritazioni meccaniche ( come  il contatto di blue- yeans troppo stretti, calze irritanti, ecc. ) Mentre invece nel caso della cistite cronica è diversa dalla cistite acuta sia come sintomatologia, sia come manifestazione dei disturbi. Alcune forme di cistite cronica sono dovute proprio dalle condizioni atrofiche delle mucose e/o quasi sempre conseguente ad una tubercolosi renale ( cistite tubercolare). Mentre nella cistite acuta la sintomatologia è minzione frequente, falso bisogno urinario, o con minzioni scarsissime, nella cistite cronica i disturbi comportano pollachiuria modesta, lieve disuria che possono essere assenti o corrispondere a riacutizzazioni, per cui la malattia è riconoscibile dall’esame delle urine che rivela una “piuria”. Alcuni disturbi possono far sospettare un’infezione delle vie alte, dolori nelle logge renali, febbre, nausea e vomito, ematuria.  La diagnosi d’infezione urinaria è possibile solo quando un numero significativo di batteri è stato isolato alla coltura. I sintomi clinici hanno meno importanza, perché vi sono cistiti asintomatiche e sintomi urinari senza cistite.  La maggior parte delle cistiti è originaria da un solo batterio.  Si può perciò ritenere che,  quando più batteri si ripresentano alla coltura, c’è stata una contaminazione di questa da parte dei germi della pelle o di altri. La miglior prevenzione possibile per le cistiti è bere molto per evitare la stasi,  fattore che favorisce l’infezione!

10/02/2014

È vero che indossare scarpe strette favorisce l’insorgere della cellulite?

Vera

Credo proprio di sì, se si considera  che ogni singolo organo  viene proiettato nel piede per via riflessa,  è facile comprendere come una stimolazione di queste aree possa ripristinarne la funzionalità,  dal punto di vista sia energetico che circolatorio. Immagina dunque, i nostri piedi sacrificati in scarpe strette o non adeguate! Oltre al mal di piedi che dev’essere una sofferenza insopportabile; andiamo a maltrattare anche tutti gli altri organi compresa la circolazione e la microcircolazione. Pertanto, tutto ciò che determina una stimolazione generale di questi punti è un attivante di una pompa importantissima, ” il piede “,  che viene considerato  ” il cuore periferico”.

Parte tutto dai piedi e dalle mani!

Sulla base di quanto codificato da ” Fitzgerald “, si ha una prima suddivisione delle zone del corpo in dieci linee verticali che, partendo dalla testa, arrivano alle estremità e che collegano gli organi, nella loro esatta collocazione anatomica, vale a dire che gli organi presenti nella parte destra del corpo sono rappresentati nel piede e nella mano destra;  mentre tutti gli organi presenti nella parte sinistra del corpo sono rappresentati  nel piede e nella mano sinistra.

Per facilitare la ricerca dei punti sono state tracciate tre linee immaginarie che creano un’ulteriore suddivisione in senso orizzontale. La prima linea, detta ” del cingolo scapolare “, è posta alla base delle dita.  La seconda linea ” margine costale inferiore ” è situata fra le ossa lunghe e le ossa brevi del piede. La terza linea ” del cingolo pelvico ” delimita le zone del calcagno.

Questa prima suddivisione facilita e rende più leggibili le posizioni che, nel piede, vengono  ad occupare le zone riflesse dei singoli organi. Per visualizzarle basta fare riferimento alla loro esatta collocazione anatomica.

Basterà infatti proiettare su entrambi i piedi l’intera sagoma del corpo umano, tenendo conto che detta proiezione avviene sui piedi intesi come una unità, di cui la parte centrale rappresenta il centro del nostro corpo. Avremo così diverse proiezioni del piede che verranno chiamate:  1) zona plantare;  2) zona dorsale;  3) zona laterale;  4) zona mediale.  Nella zona mediale quindi verranno rappresentati tutti gli organi  centrali del nostro corpo,  mentre nella zona laterale saranno rappresentati tutti gli organi esterni.

Un altro punto di riferimento è costituito dalla struttura ossea del piede, che riflette sempre una zona relativa all’apparato scheletrico.

Nella zona plantare invece, cioè nella parte molle,  sono riflessi tutti gli organi interni, come il cuore, il fegato, i polmoni, e l’apparato digerente. Non esistono infatti organi singoli,  ma degli apparati che comprendono più organi in genere interessati e coinvolti nel funzionamento dell’apparato stesso.  Sarebbe  quindi errato prendere in considerazione soltanto una parte di una struttura, senza andare a ricercare come funzionano le parti a essa collegate. Spero di essere stata chiara.

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTOTTESIMA PARTE

01/02/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   In questo articolo parliamo del rapporto ” RADIAZIONI  E  ALIMENTI “.

Tutto ciò che vive sprigiona radiazioni e le radiazioni mantengono in vita! Tutti gli esseri umani sani emettono onde tra i 6200 ei  7000 ångstrom  (A); al di sotto dei 6500 A si ha malattia. Se il corpo emette radiazioni grazie alle onde cosmiche o tellurgiche, alle onde dello spettro solare e alle onde dei prodotti alimentari.

Gli alimenti superiori  (10000-6500 A) sono: polpa e succo di frutta; pane integrale; cereali integrali; semi e il loro olio; quasi tutte le verdure crude o cotte a vapore; qualche prodotto di origine animale: prosciutto affumicato, pesce e frutti di mare freschi e crudi, burro fresco, panna e formaggi non fermentati, uova di giornata.

GLI ALIMENTI DI SOSTEGNO (6500-3000 A) sono: latte fresco; burro, uova, miele, zucchero, vino, legumi cotti in acqua bollente; pesce di mare cotto.

Gli alimenti inferiori (meno di 3000 A ) sono: carne cotta, frattaglie, salumi; uova di 15 giorni e più; latte bollito; caffè, tè, cioccolata, marmellata, pane bianco, formaggi fermentati.

Gli alimenti morti (non emettono alcuna apprezzabile radiazione) sono: conserve, margarine; super  alcoolici; zucchero raffinato; farine raffinate e paste alimentari. Fin qui i diversi principi si accordano e si completano, ma vi sono teorie ancora più rigide che possono servire solo in casi particolari, pur restando potenzialmente pericolose. Continua nel prossimo articolo…

03/02/2014

ELENA  Vorrei farti provare questo carpaccio di TROTA, immerso in una salsina vitaminica ma deliziosa.

FEDERICA   A me il pesce crudo non piace, di conseguenza non riesco nemmeno a cucinarlo.

ELENA   Prima di dire no dovresti provarlo, almeno senti la ricetta!

TROTA  IN  SALSA  VERDE

TROTA IN SALSA VERDE

Ingredienti: trota salmonata, olio extra v.d’oliva, sale, pepe, aceto di mele, pompelmo bianco, germogli di cicoria verde, sedano rapa, peperone verde, peperone rosso, cipolline, carote, funghetti, vino bianco, stracchino fresco.

Esecuzione: puliamo bene la trota dalle lische, la mettiamo a marinare nella salsina di peperone, sale, pepe, pelmo, aceto di mele. Nel frattempo cuciniamo le verdure: grattugiamo il sedano rapa, lo condiamo con olio, sale, pepe e due cucchiai di stracchino molle, faremo un impasto come se fosse un purè cotto. Adesso tagliamo le verdure a piccoli pezzettini, le mettiamo a marinare con l’aceto di mele e vino bianco 50 e 50, mentre togliamo il pesce dalla farcia, lo mettiamo con l’olio (il pesce si è insaporito ed ha assunto quel gusto gradevole da  farci dimenticare  di essere crudo. Mettiamo la salsina di radicchio o cicoria verde nel piatto da portata, sopra adageremo il pesce,  lo contorniamo con il sedano rapa e le verdurine marinate,  saporite ma non troppo aspre o forti!

ELENA  Mi prometti che lo farai con amore? Poi, mi dirai!

FEDERICA   Devo dirti sinceramente che mi convince! Ti sento felice o mi sbaglio?

ELENA   No, non ti stai sbagliando, sai, quando si passa una giornata intera con il Dottor  Robert e sua moglie non puoi sentirti che felice! Quando incontri degli amici veri valgono più di ogni altra cosa, li consideri come della tua famiglia. A proposito, hai provato il mio caffè? L’ho inventato proprio per la signora del dottor Robert. Ovviamente non è il solito caffè che si prende dopo i pasti!

FEDERICA   Ti pare? Curiosa come sono l’ho già fatto due volte! È piaciuto molto sai? Grazie! Ti auguro una splendida giornata!

04/02/2014

ELENA   Sei pronta per una ricetta di pesce di mare?

FEDERICA   Sì , purché non sia palombo, da un po’ di tempo non lo gradisco, non so perché ma è proprio così!

ELENA  No, oggi faremo del pesce povero: alici, sarde, e gamberetti, con un contorno di verdure crude tagliate molto sottili; abbi fiducia!

ALICI  SARDE  E  GAMBERETTI IN SALSA DI PISTACCHI

Ingredienti: alici, sarde e gamberetti freschi q.b. Pistacchi verdi, pepe, sale, dragoncello, menta, scalogni, origano, olio extra v. d’oliva, aceto di mele, pangrattato, formaggio spalmabile. Un peperone verde, un cappuccio, un carciofo , un radicchio rosso, finocchio, un’arancia e un limone.

Esecuzione: laviamo e nettiamo tutto il pesce, facciamo un trito di erbe, le addizioniamo al pangrattato, sale e pepe. Passiamo le alici e le sarde in questa farcia; pennelliamo con ‘olio  la carta da forno  stendiamo i pesciolini,  li metteremo in forno a 180° per solo 5 minuti. Nel frattempo abbiamo messo i gamberetti  al vapore con acqua e aceto di mele, li sbollentiamo per 10 min, poi, faremo una crema con formaggio fuso, brodo vegetale e pistacchi al mixer; mescoliamo i gamberetti con questa cremina, aggiungeremo delle foglie di menta dolce e qualche goccia di aceto. Adesso faremo le verdure: le laviamo accuratamente poi, le taglieremo molto sottili compreso il carciofo. Le condiamo con il dragoncello, l’olio, l’arancia a fettine, e una spruzzata di limone.  Impiattiamo il pesce in un unico piattone accompagnandolo con le verdure miste.

FEDERICA   Sto immaginando i piatti colorati, ma sto pensando anche al loro sapore.

ELENA   Sapevo che ti sarebbe piaciuto, anche perché è molto gustoso. Sai sto inventando un’altra torta, ma quando la realizzerò avrai la foto, promesso! Questa è adatta anche per la festa di San. Valentino, un’altra sì.

FEDERICA   Quando incomincio a cucinare poi non vorrei più smettere!

ELENA  Non per questo hai il ristorante!

05/02/2014

ELENA   Ho una ricetta nuova di crespelle, ho pensato alla salute ma anche al gusto; salute e gusto devono amalgamarsi perfettamente.

CRESPELLE  DI  BACCALÁ  IN  CACCIATORA

Ingredienti per le crespelle: farina di ceci, farina di grano saraceno e farina di frumento tipo “0” in parti uguali, latte, sale, pepe, uova, spezie miste, un filo di burro per ungere la padella. Baccalà, cipolle, scalogno, 2 chiodi di garofano, origano, due bacche di ginepro,  prezzemolo, un filo di pane e parmigiano grattugiati , vino bianco.

Esecuzione: mettere il baccalà  nel pane e parmigiano grattugiati, poi in casseruola con lo scalogno, le cipolle tritate, i chiodi di garofano, il ginepro, prezzemolo, origano e il vino bianco. Lasciamo cuocere perfettamente,  raffreddare,  aggiungeremo appena un filo di olio. Adesso sbatteremo gli ingredienti per le crespelle, le faremo molto sottili, mettiamo il ripieno e le adageremo in casseruola bassa da forno, le bagneremo con un filo di latte, una manciata di parmigiano, e via in forno  a 200° per 10 minuti.

FEDERICA   Le farò subito! Anzi, nel ristorante ci sarà il giorno delle crespelle.

ELENA   Puoi farle anche con altri pesci, oppure alle erbe e spinaci, o anche ai funghi; la pastella però dovrà essere molto leggera e sottile: ecco la differenza!

FEDERICA   Ti auguro una giornata di lavoro e musica!

06/02/2014

ELENA   Andiamo avanti ancora con il pesce. Voglio farti assaggiare dei tranci di pesce in salsa particolare ma molto gradevole.

PESCE  BIANCO  IN SALSA DI  CASA  MIA

Ingredienti: merluzzo, o spigola, oppure orata. Cipollotti freschi, yogurt cremoso naturale, sale e pepe, olio extra v.d’oliva dolce, origano basilico, chiodo di garofano  due cucchiai di sugo al pomodoro fresco, brodo vegetale.

Esecuzione: mettiamo in padella pochissimo olio e i cipollotti tagliati molto fini, mettiamo il pesce in tranci o in filetti li giriamo fino a farli dorare ma non devono assumere il colore brunito. Adesso aggiungiamo un poco di brodo, le erbe,  il chiodo di garofano e lasciamo cuocere al punto giusto. Una volta cotto il pesce lo trasportiamo nel piatto da portata dove c’è una salsa deliziosa che lo aspetta; fatta con yogurt, sugo di pomodoro, sale, pepe, un filo di olio, un pizzico di prezzemolo, e andiamo a raccogliere il sughetto dei cipollotti.

FEDERICA   Detto così non mi piaceva molto, ma solo a vederlo come si presenta mi è venuta la voglia di assaggiarlo, devo dirti che è  raffinato sì,  ma è il più squisito!

ELENA   Meno male!  Grazie! A domani!

07/02/2014

FEDERICA   Quando metterai ancora le foto dei piatti?

ELENA   Forse domani, o lunedì, ma oggi ti presento un bel piatto unico con verdure e prosciutto in crosta.

VERDURE  E  PROSCIUTTO  IN  CROSTA

Ingredienti: spinaci, patate, cipollotti tropea, sale, pepe,  due chiodi di garofano, olio extra v. d’oliva, due etti di prosciutto stagionato, pane e parmigiano grattugiati, latte, due uova, farina senza glutine.

Esecuzione: laviamo bene tutte le verdure, tritiamo i cipollotti, li mettiamo a cuocere con poco brodo vegetale o acqua, tagliamo gli spinaci, li mettiamo al vapore per una cottura ideale; lo stesso vale per le patate. Ora nella casseruola mettiamo un cucchiaio di olio, facciamo soffriggere due cipollotti, mettiamo la farina, poi, il latte, aggiustiamo di sale e pepe. Ora prendiamo le verdure tutte cotte e tagliate molto fini , aggiungeremo due uova , amalgamiamo, e le mettiamo nella crema ottenuta. Adesso ungiamo la tortiera, si cosparge un po’ di pane e parmigiano grattugiati, lasciamo cuocere a 170 ° per 35 minuti. Togliamo la torta dorata dal forno, lasciamo intiepidire un attimo poi, sganceremo la cerniera della teglia,  taglieremo a fettine la torta di verdure la rimettiamo in forno alto per 5 min, la leviamo e sopra ogni fettina mettiamo due fette di prosciutto. Servire con un bianchetto delle zone.

FEDERICA   Che bontà! Mi hai fatto venire l’acqualina in bocca!

ELENA   Ci credo, se sarà fatta bene è proprio deliziosa. Ha un profumo! Ben cotta e amalgamata, è morbida dentro e croccante in superficie, il prosciutto si scioglie, insomma è proprio buona buona! Ci sentiamo nel prossimo articolo.

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTISETTESIMA PARTE

30/01/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Vogliamo parlare dei lieviti? Del lievito di birra,  il lievito madre  m’ inquieta un po’, non solo per la lunga lavorazione ma per quei milioni di microrganismi che contiene, sono innocui alla salute?

ELENA   Incominciamo dal lievito di birra, è un fungo, vive su materie zuccherine come cereali germogliati, miele e melassa. Quello che viene utilizzato per la panificazione è chiamato ” lievito alto “, con attività ottimale a 18° C oppure per la fabbricazione della birra ” lievito basso “, attivo a 5-6 °C. Quest’ultimo viene seccato e viene usato anche come alimento rivitalizzante. Il lievito è un alimento ricchissimo in proteine fornite di tutti gli amminoacidi essenziali, ma soprattutto è ricco di vitamine, in particolare quelle del complesso” B “.  Svolge un’azione ricostituente generale, un’azione  disintossicante favorendo l’attività epatica. Migliora la digestione e rispetta l’intestino favorendo l’eliminazione delle scorie azotate; è indicato per tutte le malattie della pelle ma soprattutto per curare le infiammazioni del sistema nervoso. Allora?

FEDERICA   Interessante! Si può usare il tamari per fare il lievito madre?

ELENA   Sì, perché il tamari è una salsa alla soia e frumento già fermentata, NON CONTIENE  SOSTANZE  CHIMICHE.

ELENA   Oggi faremo il pane usando il lievito di birra addizionato al lievito madre.

SCHIACCIATA  AI  CICCIOLI

Ingredienti: lievito di birra g 15, lievito madre g 200,  600 g più quella della lavorazione di farina di frumento non troppo raffinata, ciccioli seccati in briciole, olio di mais, un cucchiaio di aceto di mele, acqua q.b. sale.

Esecuzione: sciogliere il lievito di birra  nell’acqua, aggiungere l’olio e mescolare, incorporare la farina, mescolare per amalgamarla, infine aggiungere il lievito madre. Amalgamare bene l’impasto, lasciare riposare per due ore. Prendere i ciccioli, incorporarli all’impasto, stenderli nella teglia e lasciare riposare di nuovo due ore, pennellare la schiacciata con l’olio; dopo di che infornare a 200° per 15 minuti. Il pane si presenterà dorato, croccante e molto profumato.

FEDERICA   Che profumo! Lo sento già.

ELENA   Adesso ti presento la cernia al limone, IN CONTORNO DI ZUCCA.

CERNIA  IN  SALSA  DI  LIMONE

CERNIA  AL LIMONE

Ingredienti: cernia, cipolline, aglio e prezzemolo, aceto di mele, un limone, olio extra v. d’oliva, zucca, un calamaro, tofu, pangrattato.

Esecuzione: laviamo la cernia, la mettiamo sulla griglia, la pennelliamo con olio e limone, nel frattempo tagliamo la zucca a fettine, la mettiamo in forno a 150° per 20 minuti. Togliamo la cernia, togliamo anche tutte le lische e la pelle, poi, la condiremo con un trito di aglio e prezzemolo, succo di limone e cipolline in agrodolce con aceto di mele e olio. Adesso facciamo il ripieno del calamaro con il tofu, cerfoglio, e timo, passiamo il pennello con l’olio, nel pangrattato poi lo metteremo in casseruola già preriscaldata, lo giriamo, lo rosoliamo bene, e lo spruzziamo col brodo vegetale, lo cuoceremo per pochi minuti altrimenti diverrà gommoso. Impiattiamo il tutto; il calamaro si presenterà tenero, dorato e ben cotto. Servire con un rosè delle nostre zone.

FEDERICA   Benissimo, vedo che oggi sei in vena di sfornare ricette, che altro mi fai?

ELENA  Ho un risotto nuovo: ed è il riso alle cime di luppolo, molto delicato ma buonissimo.

RISOTTO  ALLE  CIME  DI  LUPPOLO

Ingredienti: cime di luppolo, risotto arborio, scalogni, latte, parmigiano, due sottilette, brodo vegetale, due chiodi di garofano, un ciuffo di estragone, sale, pepe.

Esecuzione: laviamo bene le cime di luppolo, le sbollentiamo, le tagliamo a pezzettini, le facciamo rosolare in un cucchiaio di olio insieme al riso. Aggiustiamo di sale, i chiodi di garofano, poi, mettiamo il brodo. Cuocere al dente, aggiungere  l’estragone, le sottilette, un po’ di latte e mantechiamo il risotto; aggiungere il pepe  e il parmigiano q.b.

FEDERICA   Mi sembra ottimo! Lo aggiungerò alle mie ricette.

31/01/2014

FEDERICA   Come sono le tue crocchette di patate?

ELENA   Adesso ti detto la ricetta poi mi dirai se le preferisci.

CROCCHETTE  DI  PATATE  E  NON  SOLO

Ingredienti: patate da purè, sesamo, timo, porro, spezie miste,  pane e parmigiano grattugiati, un uovo, olio di arachidi, un poco di farina.

Esecuzione: dopo aver lessato le patate con la buccia, le passiamo subito allo schiacciapatate, uniamo le spezie, il sesamo, l’uovo, la farina, il pangrattato, le erbe tritate finemente,  poi facciamo delle polpette, le schiacciamo un po’, le pennelliamo con l’olio e le stendiamo sulla carta da forno. Adesso andranno in forno a 170° per 20 minuti; le crocchette si presenteranno cotte e ben dorate, lasciamo riposare 5 min, prima del consumo.

FEDERICA   Le promuovo davvero, immagino il sapore! Poi, sono leggere e salutari. Ed ora mi presenti la ricetta del nuovo pollo?

ELENA   Anche questa ricetta è particolare, nel senso che piace o non piace per niente!

POLLO  O CAPPONE  IN CREMA  DI CIPOLLE  E SCALOGNO

Ingredienti: pollo o cappone, tre scalogni,  due cipolle, 2 chiodi di garofano, sale e pepe q.b., olio extra v. d’oliva gentile, un cucchiaio di salsa di pomodoro, un pizzico di cumino, vino bianco, salvia, brodo.

Esecuzione: togliamo tutta la pelle e il grasso, tagliamo a pezzetti il pollo, ora li adagiamo nella casseruola preriscaldata; sfumiamo col vino, lo giriamo affinché vedremo la carne ben dorata. Abbiamo già tagliato gli scalogni e le cipolle, completiamo il pollo con gli ingredienti,  poi, lo lasceremo cuocere. A cottura ultimata frulleremo gli ingredienti rimasti e ne ricaveremo una cremina. Serviamo il pollo insieme alla cremina con l’aggiunta di olio q.b.

FEDERICA   Io sono dalla parte di chi ama questa ricetta! Grazie! A domani. Ti auguro buona serata!

01/02/2014

ELENA   Ho una ricettina con il tonno pinna gialla, è davvero squisita.

TONNO  IN  CREMA  DI  SPINACI

CON  TARTINE  AL SUGO

Ingredienti: tonno pinna gialla q.b. olio extra v. d’oliva, rosmarino, origano, un bergamotto, pangrattato fine fine, spinaci lessati a vapore, uno spicchio di aglio, parmigiano grattugiato, un po’ di latte. Per le tartine: sugo al pomodoro fresco, lampascioni, una cipolla rosata, due chiodi di garofano, peperoncino, timo, vino bianco, brodo q.b., farina di grano saraceno, lievito madre, acqua, olio, farina doppio zero.

Esecuzione: Tagliare il tonno a fette dallo spessore di un cm. , metterlo a bagno col succo di bergamotto, olio, sale e pepe. Ora lessiamo gli spinaci, li tagliamo molto fini, oppure li passiamo al passaverdure, dobbiamo ottenere una crema densa, addizionando un po’ di latte, lo spicchio d’aglio,  un cucchiaio raso di farina di riso; portiamo ad ebollizione e versiamo il parmigiano. Abbiamo ottenuto una bella crema densa che andrà a fare da base al tonno. Adesso asciughiamo il tonno, lo pennelliamo con l’olio, lo passiamo nel pangrattato dove abbiamo messo un trito di rosmarino, origano, sale e pepe. Riscaldiamo la casseruola, facciamo dorare con calore moderato, aspettiamo che il tonno si stacchi da solo, poi lo giriamo e lo porteremo a cottura. Il tonno si presenterà ben cotto aromatico e ben dorato; lo stendiamo sopra la crema di spinaci. Abbiamo già messo in forno la focaccia sottile, adesso la taglieremo a quadratini e stendiamo sulle tartine il sugo al pomodoro, lampascioni, cipolle, erbe e olio d’oliva. Servire il tutto con prosecco delle zone.

FEDERICA   Sfizioso, di grande sapore. Ed ora perché non facciamo un bel dolce alla frutta d’estate: quella che conservi per l’inverno?

ELENA   Si potrebbe fare una frittura leggera con un impasto leggerissimo e croccante: sono dei dolcetti ripieni di fichi, lamponi e fragoline.

FRAGOLINE, FICHI  E LAMPONI  IN FRITTURA

Ingredienti: fragoline di bosco, lamponi e fichi freschi surgelati, zucchero semolato e zucchero vanigliato, uova, liquore al limone 40 gr. di alcool, farina doppio zero, lievito per dolci burro fresco, un limone succo, olio di arachidi, fecola.

Esecuzione: mettere la frutta con altro zucchero, farla pastorizzare, poi facciamo l’impasto con le farine, il burro, le uova, lo zucchero, il succo del limone, impastiamo in modo omogeneo. Lasciamo riposare dieci minuti e tiriamo la sfoglia; facciamo delle fasce, le riempiamo, copriamo il ripieno e le tagliamo a cuori o a stelle. Abbiamo l’olio pronto, pigiamo il margine delle formine di pasta ripiena, le friggeremo tutte quante stendendole sopra dei fogli di assorbente; quando i dolcetti avranno lasciato ogni traccia di olio, li spolveriamo con lo zucchero a velo. Li serviremo ai bambini con succo di arance, mentre ai grandi andranno accompagnati con moscato di Sicilia o dei colli piacentini.

FEDERICA   Non so che dire perché li trovo deliziosi! Senti, perché non prepari un bel caffè della casa? Ovvero di casa tua.

ELENA   Buono vero? Ti scriverò tutti gli ingredienti tranne uno.

CAFFÈ  DI  CASA  MIA

Ingredienti: caffè macinato fresco, un cucchiaio raso di panna montata vegetale, due cucchiai di sambuca al caffè, schiuma al ginseng, caffè al ginseng, cioccolato al latte in scagliette.

Esecuzione: facciamo un bel caffè forte, poi facciamo quello al ginseng, montiamo la panna; prendiamo un bicchiere adatto, mettiamo due terzi di caffè forte, due terzi di caffè al ginseng, poi, è la volta del liquore, la panna, la schiuma al ginseng, infine le scagliette di cioccolato. Giriamo un attimo con l’apposito cucchiaino lungo e il caffè è pronto! Si deve gustare molto caldo con la panna molto fredda!

FEDERICA   Ricordo che non solo era buonissimo ma è unico! Davvero così non l’avevo mai bevuto! E l’altro ingrediente? Te lo strapperò vedrai!..

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTISEIESIMA PARTE

24/01/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Senti a me piace il pane in un modo, lascerei tutto quanto per mangiarmi sempre un panino, anche con niente, purché sia pane appena sfornato! Dici che sono pazza?

ELENA  Ma che pazza e pazza! Saresti pazza se non ti piacesse! Poi, a chi non piace il pane? Vorrei scommetterci! Dai, palerò di lui: del miracolo pane.

Il pane: è il cibo più semplice ed utile che piace a tutti e non stanca mai, vantando nel contempo buone doti nutritive: il suo alto contenuto di carboidrati e di sostanze azotate, la sua ricchezza di sali minerali e di vitamina B ne fanno un alimento quasi completo, a cui manca soltanto un’adeguata percentuale di sostanze grasse.  Il tipo migliore e più nutriente di pane è quello ordinario, preparato con farina non eccessivamente raffinata; mentre quello integrale, che contiene ancora tutta la crusca, a volte può dare irritazione all’apparato digerente e quello bianchissimo , ridotto alla sola sostanza amidacea nutre poco.  Il pane deve essere biondo, croccante, profumato, leggero se è ben lievitato, preparato con cura, secondo il normale procedimento di panificazione. Continua nel prossimo articolo…

FEDERICA  Ho parlato così perché a casa mia mangiano quasi sempre polenta.

ELENA   Anche la polenta è un alimento grande, fa bene soprattutto agli anziani, a chi soffre di ipertensione, poi il mais è una fonte naturale di vitamina E, e B, sali minerali, acido linoleico, e ha anche la proprietà di purificare il sangue, di pulire le arterie, in quanto inibisce l’eccessiva produzione di colesterolo.  Proprio oggi faremo una ricetta con la polenta di mais, vedi  la foto sotto.

STOCCAFISSO  AL  LATTE  CON  POLENTA

STOCCAFISSO  AL  LATTE

Ingredienti: acquistiamo lo stoccafisso già pronto per cucinare, olio extra v. d’oliva, aglio, pepe, origano, latte, pane grattugiato fine, polenta.

Esecuzione: laviamo bene lo stoccafisso, lo tagliamo a pezzetti, cospargeremo un trito di erbe un po’ di latte e lo metteremo a cuocere in forno  a 170° per 20 minuti . Quando il pesce sarà cotto a puntino, lo faremo dorare un poco, lo pepiamo e gli daremo un bel giro di olio. Abbiamo fatto la polenta, si è già raffreddata, ora la tagliamo a fettine e andrà ad abbrustolire. Servire con prosecco o bianco delle zone.

FEDERICA   Questo piatto piace molto ai miei genitori, lo cucinerò per loro! Buona domenica!

26/01/2014

FEDERICA   Quale piatto ci presenti oggi?

ELENA   La ricetta di oggi è: cavoletti di Bruxelles in salsa verde e funghi misti in umido con purè di patate all’aglio.

CAVOLETTI  DI  BRUXELLES  E STUFATO  DI  FUNGHI

Ingredienti: cavoletti, prezzemolo, spezie miste, sale, parmigiano grattugiato, olio extra v. d’oliva, brodo di carne, mezzo bicchierino di vino bianco, erba cipollina un cucchiaio di farina di riso. Per i funghi: funghi misti, sale, pepe, olio, vino bianco per sfumare, brodo vegetale, una foglia di alloro, uno scalogno, due bacche di ginepro, patate, aglio, latte, una noce di burro.

Esecuzione: dopo avere lavato accuratamente i cavoletti, li mondiamo e li taglieremo a metà nel verso verticale. Nella casseruola abbiamo già messo il brodo, adesso adagiamo i cavoletti, un pizzico di spezie miste, l’erba cipollina tagliata fine, e qualche cucchiaio di vino bianco. A qualche minuto dalla fine cottura faremo una salsa con prezzemolo, olio, una puntina di aglio e parmigiano; adesso prendiamo i cavoletti, li irroriamo con la salsina e li lasceremo intiepidire. Nel frattempo facciamo trifolare i funghi: dopo averli lavati e puliti accuratamente li taglieremo a pezzetti regolari, prendiamo la casseruola, facciamo rosolare lo scalogno, sfumiamo col vino e adagiamo i funghi, mettiamo le erbe, il sale, il brodo, poi mettiamo il coperchio e lasciamo cuocere. Nel frattempo cuoceremo le patate per il purè: una volta schiacciate le patate, le faremo sobbollire con latte e uno spicchio di aglio. Togliamo i funghi, aggiungiamo il pepe, l’olio e impiattiamo vicino ai cavoletti e il purè.

FEDERICA   Sono tutti piatti bellissimi e gustosi.

28/01/2014

ELENA   Che ne dici se ti detto la ricetta della zuppa di azuki e fave?

FEDERICA   Non vado pazza per le zuppe, ma prima voglio sentire gli ingredienti.

ZUPPA  DI  AZUKI  E FAVE  CON  ROSMARINO  E DRAGONCELLO

Ingredienti: 200 g di azuki, 200 g  di fave, 3 scalogni, un porro, un mazzetto di dragoncello, qualche ago di rosmarino, sale, pepe, olio extra v. d’oliva, un trito di sedano, cicoria verde, carota, 1500 ml di brodo vegetale, spezie, una spruzzata di vino rosato, tofu, fiocchi di riso.

Esecuzione: facciamo il sofritto con gli scalogni e un poco di olio, spruzziamo col vino, incorporiamo gli azuki ammollati, il trito di verdure, il porro tagliato a rondelle, le spezie, un ago o due di rosmarino, due pizzichi di dragoncello, il brodo e le fave. Lasciamo cuocere il tutto sobbollendo, a cottura ultimata raccogliamo metà dei legumi e metà degli azuki, li frulliamo poi rimettiamo tutto in casseruola aggiungendo i fiocchi di riso. Quando la zuppa sarà pronta verseremo un filo di olio per ogni piatto, il pepe, un altro pizzico di dragoncello e una manciata di tofu. Allora? Credi che ti piacerà?

FEDERICA   Divina! Solo a sentirla mi sento rinascere!

ELENA   Addirittura! Meno male che le zuppe non ti piacciono molto!

FEDERICA   Questa è ricca di sapore e di salute.   Dimmi, come si riconosce un vero signore?

ELENA   Diciamo pure che non è sempre cosa facile; il vero signore cela una grande educazione, amore, lealtà di spirito. Il vero signore non tradisce né se stesso né il prossimo, non ha bisogno di mentire e nemmeno di occultare per emergere. Il vero signore è un grande!…

FEDERICA  HAI  GIÁ  DETTO TUTTO!  Sto organizzando una festa di carnevale, spero che tu possa venire, ci saranno tutti i miei amici ma soprattutto ho invitato persone che conosci già e so che ti vanno a genio.

ELENA   Grazie! Certo che verrò, in quanto alle persone che mi vanno a genio non ti devi preoccupare, a me la gente piace tutta, ma sai che non porgo mai l’altra guancia! A domani.

29/01/2014

FEDERICA   Se ne sentono di cotte e di crude! Sai perché ieri ti ho fatto quella domanda sul vero signore? Ebbene, ci sono persone antisemitiste che fingono di essere veri signori, perché credono di essere in alto, così che loro cercano di mettere in atto il vero proibizionismo con persone più colte di loro, perché lascino il posto a quelli come loro! A quelli che sono in alto ma la loro cultura in realtà è molto bassa!

ELENA   Non c’è persona più bassa di chi fa parte a queste sette: io le chiamo sette! L’antisemitista per me è il vero ignorante! L’ignoranza fa della persona un soggetto crudele, senza scrupoli.

ELENA   Ed ora torniamo tra i fornelli! Vorrei che provassi le polpettine di ceci, spinaci, e prosciutto cotto, sono davvero deliziose.

FEDERICA   Continuerai a cucinare di tutto, o soltanto ricette leggere?

ELENA   La cucina rispecchia la nostra salute, ma è anche vero che cucinare è un’arte, quindi, noi continueremo a sbizzarrirci anche con i dolci e con le carni; cucineremo di tutto, poi sta nelle persone a modificare il loro comportamento alimentare e darsi una regolata!

POLPETTINE  DI  CECI  E  SPINACI

Ingredienti: ceci, spinaci, santoreggia, timo, olio extra v. d’oliva, parmigiano, pane grattugiato, sale e pepe, prosciutto cotto, un mestolo di brodo vegetale, salvia, semi di sesamo, cipollotti.

Esecuzione: dopo avere lessato i ceci, li passiamo nel passaverdure, aggiungeremo gli spinaci lessati a vapore e tagliati finemente. Mettiamo il tutto in una zuppiera e adesso tagliamo il prosciutto cotto molto fine, aggiustiamo di sale e pepe, tagliamo il timo e la santoreggia, incorporiamo le erbe, il parmigiano grattugiato, e formiamo delle palline. Nel frattempo abbiamo messo i cipollotti in soffritto con solo poco olio, abbiamo sfumato col vino ed ora passiamo le polpette nel pane fino e sesamo, le adagiamo in padella e torniamo a spruzzare col vino bianco, le giriamo e aggiungeremo il brodo e la salvia. Facciamo sobbollire per cinque minuti, poi,  impiatteremo le polpettine con il sughetto denso ma non tropo grasso.

FEDERICA   Le trovo davvero deliziose!

ELENA   Ho anche una variante: se non metti il prosciutto cotto dentro le polpette, lo potrai sostituire con quello crudo o la pancetta a fettine; invece di abbinarlo all’impasto delle polpette, avvolgeremo ogni polpetta con la fettina di salume e la fermeremo con uno stecchino.

FEDERICA   Interessante!

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTICINQUESIMA PARTE

23/01/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   La batteria da cucina, le posate, necessitano  di frequenti rigovernature, sia che esse vadano in lavastoviglie sia che si lavino  a mano; specialmente quelle che non si usano tutti i giorni. Una volta lavate le pentole si passano con un batuffolo grande di cotone e aceto forte, e lo stesso vale per le posate ( nelle posate si fa quest’operazione solo in quelle che si ripongono per il prossimo grande pranzo). Rimangono non solo brillanti ma si evita il riformarsi di odori sgradevoli e cioè una riformazione di germi che non sono scomparsi durante la lavatura.  E lo stesso vale per i piatti da riporre nell’armadio: dopo il pasto si liberano preventivamente da tutti i residui di cibo, poi,  si mettono sotto acqua corrente e si soffregano semplicemente con uno strofinaccio insaponato, si risciacquano sotto acqua corrente e si mettono a sterilizzare in lavastoviglie.

FEDERICA   Interessante, ne vale la pena anche perché ho visto che a volte aprendo la credenza dove avevo riposto le stoviglie a lunga degenza sentivo un odore che non era gradevole come se fosse stato tralasciato qualcosa, nonostante tutta l’attenzione.  E adesso mi detteresti la ricetta della zuppa inglese al caramello?

ELENA  Chiamiamola solo zuppa al caramello, o dolce al cucchiaio al caramello.

DOLCE  AL CARAMELLO

Ingredienti: mezzo litro di latte,  5 uova, aroma vaniglia, zucchero semolato q.b. (4 cucchiai), tre cucchiai di zucchero per il caramello, scorza di  limone grattugiata, liquore alchermes, pan di Spagna ben fatto, liquore al caffè.

Esecuzione: rompere le uova, aggiungere lo zucchero e frullare fino ad ottenere una crema liscia e vellutata, aggiungere la buccia del limone e l’aroma vaniglia e adagio adagio incorporare il latte; lasciamo riposare per qualche minuto. Intanto prendiamo il recipiente dove realizzeremo il dolce e versiamo lo zucchero con qualche goccia di acqua fredda e lo posiamo sul fuoco. Lo zucchero rapidamente riprenderà colore, fino a diventare di un bel biondo intenso, continueremo a farlo scorrere sul fondo, verso le pareti della forma scelta, affinché il caramello senza bruciare rivestirà tutta la superficie.

Adesso cuoceremo la crema a bagnomaria, e teniamo il caramello sopra una superficie calda; una volta addensata la crema faremo gli strati con il pan di Spagna per metà imbevuto nell’alchermes, mentre l’altra metà verrà imbevuta nel liquore al caffè. Facciamo gli strati,  per ultimo deve essere quello della crema che poi verrà decorato a piacimento con ciliegine candite o cioccolato fondente grattugiato. Il dolce si può consumare immediatamente o si potrà conservare in frigorifero per toglierlo un’ora prima del consumo. Quando si servirà capovolgerlo in un piatto largo, vedrai che figurone e che bontà!

ELENA  Domani ti mostrerò il dolce che ho fatto proprio per la festa di S. Valentino, l’ho realizzata per il compleanno e l’anniversario di nozze dei miei amici…, pensata però per questo giorno speciale.

FEDERICA   Non ne vedo l’ora! Ho dei 33 giri da farti sentire, sono da sballo!

N.B. Per una perfetta del dolce si dovranno osservare alcune regole: la crema deve  riuscire completamente cotta altrimenti si squaglierà.  Il pan di Spagna non dovrà essere troppo imbevuto ma solo spruzzato qua e lá.

ELENA  Domani ti mostrerò il dolce che ho pensato per la festa di S. Valentino. L’ho realizzato un mese fa per festeggiare un compleanno e l’anniversario dei miei amici; però l’avevo pensato proprio per questo giorno importante.

FEDERICA   Non ne vedo l’ora! Ti farò sentire della musica speciale: sono dei trentatré giri da sballo. A domani!

24/01/2014

ELENA  Eccomi! Ti avevo promesso la ricetta della torta, ora te la mostro, peccato che non si può sentire il sapore.

TORTA  ALLA CREMA  ZABAIONE  E NOCCIOLA

CON UN CUORE DI AMARENE

ZABAIONE E NOCCIOLA DI S VALENTINO

Ingredienti: sei uova, crema di nocciole , liquore sambuca alla vaniglia, 300 g di panna vegetale, 150 g. di amarene sciroppate, 300 g. di zucchero,  230 g. di frollini freschi fatti in casa, frutta candita ricoperta al cioccolato, liquore Baileys, frutta candita ricoperta di cioccolato, 150 g. di crema di latte, 250 g. di ricotta dolce, zucchero a velo.

Esecuzione dello  zabaione: montiamo a spuma i tuorli  con lo zucchero, lo cuoceremo a bagnomaria, sbricioliamo i biscotti, li mescoliamo con gli albumi e lo zucchero a velo, aggiungeremo la crema di nocciole. Ora incorporiamo la crema di latte alla ricotta, la dolcifichiamo q.b. , mescoliamo bene fino ad ottenere una crema liscia, vellutata, adesso montiamo la panna, la teniamo da una parte per l’operazione finale. Prendiamo il piatto, facciamo uno strato di crema bianca,  (l’ultima che abbiamo preparato) adesso mettiamo la crema di nocciole amalgamata con i biscotti, poi uno strato di zabaione, la crema bianca, uno strato di amarene, infine metteremo la crema di nocciole. Adesso ricopriremo la torta con il sacco per dolci incominciando dall’alto verso il basso, abbiamo fatto una cremina con il Baileys e un cucchiaio di zabaione, giriamo tutt’intorno lasciandolo cadere, poi guarniremo con la frutta candita mista ricoperta di cioccolato. Lasciare in frigorifero per due ore, e il dolce sarà maravigliosamente squisito! BUON  S. VALENTINO.

FEDERICA   MERAVIGLIOSA !  Sai mi ricordo che mi avevi promesso anche dei cuoricini  per questa festa.

ELENA   Sì, però adesso non ho la fotto, la metterò più avanti, ma ti detto la ricetta così potrai sbizzarrirti con entrambi i dolci.

CUORI  DI PAN  DI  MANDORLE  RIPIENI

Ingredienti: acquistiamo gli stampi a cuore. Farina tipo zero 350 g. 2oo g. di zucchero semolato, 200 g. di cioccolato fondente dolce, 200 g. di margarina vegetale, una bustina di lievito per dolci, tre uova, aroma naturale,  200 g. di mandorle in farina più quelle per decorare, crema di fragole e ciliege, liquore cherry.

Esecuzione: in una pirofila mescolare le uova con lo zucchero, incorporare la margarina a temperatura ambiente, aggiungere le mandorle sbriciolate al mixer, l’aroma,  il liquore, la farina e il lievito. Amalgamare bene il tutto e versare  due  cm  di composto negli stampi, mettere il cioccolato fuso e ricopriamo con un altro cm di composto della torta  e così anche con la crema di fragole e ciliege. Infornare i cuoricini a 170° per 20 min. Lasciare raffreddare e decorare.

FEDERICA   Sono degli ottimi dolcetti di grande gusto ma allo stesso tempo molto delicati e raffinati. Grazie!

ELENA   A te,  buona serata! A domani con altre ricette di  golosi dolcetti.

25/01/2014

ELENA   Eccoci qui al solito appuntamento in cucina; questa giornata di sole sprigiona aria di festa, e noi facciamo delle ricette bellissime proprio per festeggiare!  Oggi ho per te una ricetta particolare: sono rosette di pasta sfoglia fresca al cioccolato fondente, sono delicate , fragranti e simboliche.

ROSE  DI  S.  VALENTINO

Ingredienti: pasta sfoglia fresca con l’aggiunta di cacao amaro, mandorle tritate e tostate, miele, confetti al cioccolato.

Esecuzione: stendiamo la pasta sfoglia al cacao, tracciamo delle listarelle, ritagliamo il gambo e il bulbo centrale, poi faremo i petali interni che si avvolgono tra di loro, poi quelli esterni. Una volta costruite le rose mettiamo solo qualche fogliolina appena giù dal calice perché il gambo dovrà essere libero. Mettiamo la carta da forno sopra la teglia,  stendiamo le rosette e inforniamo a 170° per 20 min.  Lasciamo raffreddare le rose, prendiamo un pennello e il miele liquido,  (meglio se di fiori di mandorli) pennelliamo delicatamente le rosette, poi, cospargeremo su di esse la granella di mandorle tostate. Questo dolce si presenterà una meraviglia per gli occhi, è molto buono di gusto ma delicato.

FEDERICA   Dovrò imparare bene a fare la pasta sfoglia al cioccolato, perché le rosette le ho già fatte. Sai che le farò proprio per il giorno di San Valentino?

ELENA   Aspetta non ho ancora finito con i dolcetti. Che ne dici dei tartufi al cioccolato? Ora ti detto la ricetta poi mi dirai.

TARTUFI  AL  CIOCCOLATO

Ingredienti: 200 g. di wafer alla vaniglia, cacao amaro, zucchero a velo vanigliato, 300 g. di cioccolato fondente dolce, panna fresca q.b. per sciogliere il cioccolato.

Esecuzione: mettiamo il cioccolato tagliato a piccoli pezzi in una bacinella mentre sotto abbiamo la  casseruola dell’ acqua bollente,  aggiungeremo la panna q.b. e mescoliamo bene fino ad ottenere una crema densa ma non troppo. Lasciamo raffreddare , nel frattempo abbiamo sminuzzato i wafer, adesso  li mettiamo nella bacinella del cioccolato sciolto e formiamo delle palline. Ora le faremo passare prima nello zucchero a velo, poi nel cacao amaro: le facciamo rotolare semplicemente fino a coprirle completamente. prendiamo un bel vassoio li disponiamo con ordine, una volta finito il piatto le palline andranno in frigorifero per rapprendersi completamente.

FEDERICA   Ma come faccio, ora non so più quale dolce fare! Che meraviglia!

ELENA   Sono molto buoni, realizzali tutti!  Nel prossimo articolo niente dolci!

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOVENTIQUATTRESIMA PARTE

19/01/2014

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA  Alla fine del pasto,  i commensali passano in salotto,  dove viene servito loro il caffè, un buon caffè caldo aromatico e digestivo. Mentre in un pranzo familiare il caffè viene offerto quando si è ancora seduti a tavola ed è necessario sparecchiare,  lasciando la sola tovaglia, prima di servirlo. Si sparecchia con sveltezza e disinvoltura, badando di non produrre sgradevoli acciottolii ed inutile confusione, il tutto deve essere gradevole in modo che i familiari e parlo anche dei commensali  non sentano il peso di chi lavora. Se si accetta di fare una cosa  la si deve fare con amore. Le stoviglie raccolte a mano o sul carrello si portano subito in cucina per la governatura.

Queste sono le norme essenziali del galateo della tavola; ma per la buona riuscita di ogni pasto, forse più che l’abilità nel servizio, sono necessarie quella cortesia, quella disinvoltura, quella premura che mettono perfettamente a suo agio l’invitato e gli fanno apprezzare l’ospitalità intelligente e cordiale dei padroni di casa. Continua nel prossimo articolo…

FEDERICA  Sono d’accordo con te, però le norme del galateo si dovrebbero imparare o ricordare e rispettare anche  in altri ambienti pubblici, non solo nei ristoranti…

ELENA  Bene, adesso mostriamo la nostra ricetta del giorno ed è la trota salmonata lavorata in tre modi: alla griglia, negli involtini, e come  ripieno.

TROTA  SALMONATA  IN  CONTORNO

  DI PORRI  E CIPOLLOTTI

TROTA SALMONATA IN TRE MODI

Ingredienti: una trota salmonata grande, rosmarino, sale, pepe, foglie di salvia, olio extra v. d’oliva. Ingredienti per gli involtini: pane grattugiato fine, limone grattugiato, e spremuto, origano e timo, peperoni. Ingredienti per i peperoni: trota pulita da ogni lisca, macinata, condita con sale, pepe, arancia grattugiata e pecorino dolce, sale q.b. e olio. Per il contorno due porri, e un mazzolino di cipollotti di 500 g.

Esecuzione: nettiamo la trota, togliamo la pelle poi, la sfilettiamo solo a metà, l’altra metà la lasciamo intera ma toglieremo tutte le lische lasciando solo quella centrale. La pennelliamo nella farcia delle erbe, la grigliamo, schizzando di tanto in tanto un po’ di succo di limone. Ora ci dedichiamo agli involtini: prendiamo l’altra metà,  abbiamo creato dei filetti di uguali dimensioni lasciando i ritagli per il ripieno dei peperoni. Pennelliamo i filetti,  mettiamo un trito di timo, origano, pane grattugiato, sale, limone grattugiato, aggiustiamo di sale, li chiudiamo con uno stecchino e li metteremo a cuocere in forno a 160° per venti min. affinché avverrà non solo la cottura ma anche una bella doratura. Ed ora passiamo al ripieno dei peperoni: prendiamo i ritagli della trota, accertiamoci di avere tolto tutte le lische, la maciniamo, la condiamo con sale, pepe, scorza di arancia, pecorino e pane grattugiati. Anche loro andranno pennellati con l’olio, poi, in forno curandoci di spruzzare un po’ di brodo vegetale perché non brucino.

Nel frattempo abbiamo fatto i cipollotti e i porri in agrodolce, ma un agrodolce leggero con aceto di mele. Poi li abbiamo conditi con un filo di olio e li abbiamo presentati sopra una foglia di porro. Ecco il piatto nella foto sopra.

FEDERICA   Che bel modo di presentare il pesce!

ELENA   Grazie!  Questo piatto si può realizzare anche con il pesce di mare.

FEDERICA  Saltando di palo in frasca come si suol dire, vorrei farti una domanda per la mia amica Mariangela, vorrebbe sapere come facciamo a riconoscere i germi negativi da quelli positivi per preservare la salute della nostra flora batterica intestinale. Grazie per lei!

ELENA  A questa domanda ti risponderò nell’articolo sulla salute delle donne. Buona domenica a tutti quanti!

20/01/2014

ELENA   Oggi darò la ricetta di un dolce, sembra pieno di calorie, solo a vederlo ma non è così perché abbiamo sostituito il mascarpone e la panna con altri ingredienti. Lo dedichiamo a tutti i bambini;  è un’altro dolce che contiene datteri.

CREMOSO  AI  DATTERI

DOLCE MAGRO AI DATTERI

Ingredienti: 500 g. di yogurt cremoso alla vaniglia, zucchero semolato 200 g., caramello, caffè di orzo e ginseng, due uova, quattrocento g. di ricotta vaccina, due confezioni di datteri chiari e una confezione di datteri scuri, savoiardi q.b.

Esecuzione: setacciamo la ricotta, la dolcifichiamo q.b. adesso facciamo il caffè d’orzo con l’aggiunta di ginseng, lo lasciamo raffreddare. Ora mettiamo nel mixer i datteri senza l’aggiunta di zucchero ma soltanto un poco di orzo, poi  maciniamo quelli scuri, lasciandone qualcuno per la decorazione. Mettiamo tutti  gli ingredienti davanti a noi e incominciamo a fare la torta. Prendiamo la tortiera trasparente, facciamo una strato di savoiardi sottili imbevuti nell’orzo e ginseng, poi mettiamo altri savoiardi spezzettati nello yogurt e facciamo il secondo strato. Adesso ancora un lieve strato di savoiardi sempre imbevuti e copriremo con la ricotta mescolata ai datteri chiari, poi con quelli scuri, e via così fino ad esaurimento degli ingredienti. Incominciamo la decorazione con il centro: metteremo dei datteri scuri ben allineati a cerchio, poi facciamo uno strato di crema bianca, e proseguiremo fino ai margini con i datteri in crema . Non ho potuto fare la foto per intero perché questa torta è stata realizzata per una festa di compleanno.

FEDERICA   Questa poi! Sento di avere l’acqualina in bocca e non chiedermi altro. Dopo una grande giornata lavorativa ti auguro una buona serata in musica.

ELENA  Grazie!

21/01/2014

ELENA  Ti presento un piatto di pasta senza glutine condita con maccarelli freschi al forno o alla griglia.

I  LACCI  SENZA GLUTINE

LACCI  SENZA  GLUTINE

Ingredienti: farina di grano senza glutine, un uovo intero, succo di porro. Per il condimento abbiamo olio extra v. d’oliva, estragone, prezzemolo, scalogno, maccarelli alla griglia, pecorino romano, sale q.b. pepe. , vino bianco e brodo vegetale.

Esecuzione: facciamo la fontana, frulliamo un porro,  mettiamo il succo nella fontana insieme all’uovo. Amalgamiamo perfettamente fino ad ottenere una pasta levigata che non attacchi alle dita. Lasciamo riposare l’impasto per 15 min. poi la stendiamo col mattarello, la tiriamo sottile sottile,  ritaglieremo delle strisce, larghe tre cm, le ripiegheremo su se stesse e ne ricaveremo dei laccetti lunghi 10 cm, lasciamo riposare per due ore ad asciugare. Nel frattempo abbiamo fatto il condimento mettendo a grigliare il pesce, togliendo poi tutte le lische e lo spezzettiamo. Intanto facciamo un soffritto con lo scalogno,  aggiungeremo il pesce, spruzziamo col vino bianco, aggiungiamo le erbe tritate poi mettiamo un poco di brodo e portiamo a bollore. Ora buttiamo i lacci nel brodo vegetale, li saltiamo nella padella del soffritto aggiungendo il pecorino, l’olio, il pepe. Il piatto è pronto! Al posto del pecorino possiamo alternare  con pinoli macinati a farina come il formaggio.

FEDERICA   L’ho assaggiato con la fantasia, è buonissimo!

Anche oggi ti lascio in compagnia di tanta bellissima musica.

ELENA  Grazie! Siamo tutti uguali, perché siamo esseri umani ma certe persone lasciano un’impronta così positiva, grande ,  non dovrebbero andarsene mai!

22/01/2014

ELENA   Ho comprato delle mele ed ho già realizzato un dolce per i bambini, molto gustoso e leggero.

MELE  ALL’AMARETTO

Ingredienti: mele succose non troppo grandi, amaretti grandi caserecci, latte q.b., due cucchiai di cacao, zucchero q.b. miele, gelatina di frutta, sciroppo di genzianella o agli agrumi, mandorle tostate e passate al mixer.

Esecuzione: Sbricioliamo gli amaretti nella terrina, aggiungeremo  il cacao, del latte e zucchero  q.b, amalgamiamo bene il tutto. Abbiamo già sbucciato lievemente le mele, le abbiamo aperte sulla metà ed abbiamo tolto il cerchio dei semi. Nella teglia  abbiamo steso la carta da forno, abbiamo bucherellato le mele, poi,  abbiamo steso tutte le metà,  le abbiamo pennellate con la gelatina di frutta, spruzzate con lo sciroppo e via in forno a 150° per circa 30 min;  se al tatto con la forchetta sono cotte le toglieremo. Lasciamole raffreddare, poi, le riempiamo con l’impasto di amaretti fino ad ottenere la forma di un’altra mezza mela. Adesso le mettiamo tutte sul piattone da portata e spolverizziamo con la polvere di mandorle tostate; si può alternare la decorazione con la panna  o con frutta candita di fresco, così abbiamo un piatto colorato e frizzante.

FEDERICA   Un’altra dolce idea per fare mangiare la frutta ai bambini.

ELENA   Esattamente! Si potrà realizzare anche con le pere o le patate dolci.

FEDERICA   Sai vorrei tanto saper fare bene la zuppa inglese con la crema vaniglia, alchermes, e caramello, so che tu la fai e se la mangiano gli angeli tanto è buona!

ELENA  Forse domani, dipende da che parte gira la luna. Comunque vada la faremo, ti auguro una serata meravigliosa!