LE RICETTE DI CASA MIA DICIOTTESIMA PARTE

  •  17/03/2012

IN CUCINA  CON  FEDERICA 

Elena- Oggi faremo un dolce fresco in onore della prossima stagione che speriamo arrivi presto; un dolce alla portata di tutti, ideale a fine pasto e anche come  merenda per i bambini.

Federica – Vorrei che la tua scuola non finisse mai!

Elena – Io credo che fra qualche anno riuscirai a fare tutto da sola, inventerai nuove ricette, e la tua cucina si arricchirà sempre di più: senza avere bisogno di copiare e nemmeno di suggerimenti, se sbaglierai qualcosa, poi, ti servirà di lezione, e sarà bello.

TORTA  ALLE   PESCHE  CON  PANNA  MONTATA

Ingredienti: Cinquecento grammi di pesche denocciolate e private della pellicina, settanta grammi di zucchero semolato, sei fogli di colla di pesce, mezzo bicchierino di amaretto, centoquaranta grammi di zucchero a velo vanigliato, un bicchierino di latte di mandorle, burro q. b. per ungere lo stampo, cinquecento grammi di panna montata,  fettine di una pesca caramellata ( con brandy e zucchero a velo).

Esecuzione:Tagliamo le pesche a fettine, le mettiamo in una terrina con lo zucchero semolato e il liquore, lasciamole macerare per venti minuti circa. Mettiamo in acqua fredda la colla di pesce. Ora togliamo le pesche dal liquido del loro macero e le passiamo al passaverdura, incorporiamo lo zucchero a velo e il latte di mandorla. Adesso strizziamo bene la colla di pesce e la faremo sciogliere a bagnomaria e la aggiungeremo al composto. Mescoliamo fino ad ottenere una crema omogenea  amalgamandola bene agli altri ingredienti. Montiamo la panna e anche lei la incorporiamo delicatamente alla massa della torta. Abbiamo già unto lo stampo e stiamo per versare tutto il composto che andrá a riposare in frigorifero per almeno tre ore e trenta minuti. Il dolce è pronto per il consumo: ma prima lo metteremo sopra ad un bel piatto da portata capovolgendo lo stampo, e poi, lo guarniremo con le fettine di pesche caramellate. Servire con succo di papaya. È un dolce raffinato e gustoso e fa una grande figura!

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 20/03/2012

Federica – Ho sentito parlare di “tritura” che cos’è veramente una tritura? Quando dobbiamo mettere o fare la tritura?

Elena – La tritura è un battuto di uova e formaggio. Il formaggio più adatto per questo piatto è il parmigiano grattugiato. La tritura si mette nelle minestre in brodo di carne e in quelle di brodo vegetale, sulla pasta, nei legumi; in certe zone della Lombardia e dell’Emilia Romagna si usa come condimento nelle verdure lessate. Per ottenere una buona tritura serve la maestria del cuoco: si può fare con tuorlo e formaggio, ma il bravo cuoco sa usare l’uovo intero. La parola “tritura”, deriva da “tritare”, ossia, ridurre in frammenti. Mi dirai, che cosa centra il tritare? Sbattendo bene l’uovo con il formaggio otteniamo una crema omogenea ma un poco ruvida che a contatto con gli alimenti caldi (non bollenti) si trasformerà in un trito, come se noi l’avessimo passato al mortaio. Perché ci vuole maestria per fare la tritura? Perché se non battiamo bene sia il tuorlo che l’albume, quando la inseriamo nelle o sulle pietanze bollenti questa si squaglia e forma dei piccoli frammenti che non danno più quei bei risultati olfattivi, visivi e al gusto. Ora ti presento un contorno, o meglio un alimento con tritura. Oggi faremo filetti di rombo con piselli in tritura.

ROMBO  CON  PISELLI 

Ingredienti: Rombi, piselli, sale, pepe, prezzemolo, cipollotto, brodo vegetale, burro, olio di arachidi, aglio, uova, parmigiano grattugiato, limone a fettine per guarnire o per insaporire il pesce. 

Esecuzione: Acquistiamo i rombi che ci servono, li sfilettiamo, li mettiamo in padella con poco olio,  e aglio, li facciamo soffriggere  poi li giriamo accertandoci che i filetti siano completamente chiari senza ombre di crudo; li disponiamo nel piatto da portata. Ora abbiamo già lessato i piselli, facciamo un trito di cipollotto e prezzemolo, li passiamo in padella con poco burro aggiungendo qualche cucchiaiata di brodo di cottura. Togliamo i piselli dalla fiamma, e prendiamo la tritura che verseremo con attenzione nei piselli. Mescoliamo bene, poi, verseremo il composto nel centro del piatto dove abbiamo messo i filetti di rombo. Prima di impiattare aggiustare sempre gli alimenti di sale e pepe. Vino adatto: un  Bianco brioso della zona.

 Federica – Sai? mi piace, ne sento il gusto, credo che lo farò al più presto!

Elena – Intanto pensa alla ricetta che faremo domani.

21/03/2012

Federica – Oggi mi piacerebbe fare una torta da forno alla frutta, ma che non sia la solita crostata, esiste?

Elena – Certo! Ce ne sono molte qui nel mio ricettario devi solo sceglierla.

Federica – Ho scelto la torta all’ananas, maracuja e papaya, ma sempre da forno.

Elena – Questa torta ha un contrasto di sapori che fa pensare ai paesi caldi, è adatta in qualsiasi stagione dell’anno.

TORTA  ALL’ANANAS

 MARACUJA  E  PAPAYA

Ingredienti: tre uova intere, duecento grammi di zucchero, e quattro cucchiai di zucchero di canna, farina doppio zero duecento grammi, una bustina di lievito, succo di ananas, tre cucchiai di rum, una scatola di ananas sciroppato, una maracuja, una papaya, un po’ di burro per ungere la teglia. Panna montata.

Esecuzione: Amalgamare lo zucchero con i tuorli, montare a neve gli albumi, unire il tutto e aggiungere il lievito, per ultimo la farina alternata al liquore e se occorre il succo di ananas. Ungere la teglia con il burro, spolverarla con lo zucchero di canna, poi, disporre sul fondo della teglia le fette di ananas, di maracuja e di papaya: ossia, coprire le estremità con le fette di ananas mentre nel centro mettiamo gli altri frutti a fettine. Ora il dolce andrà in forno preriscaldato a centosettanta g° per circa trenta min. Quando il dolce si sarà intiepidito capovolgerlo nel piatto da portata. Intanto montiamo la panna con zucchero a velo vanigliato e a parte frulliamo della papaya e maracuja che poi uniremo alla panna montata e finiremo di guarnire la torta con il sacco per decorazioni. Il dolce è delizioso!

23/03/2012

Federica – Ciao! Sentivo la tua mancanza. oggi vorrei cucinare il pesce: il merluzzo fresco, come lo cucineresti, oltre che con pomodoro, capperi prezzemolo ecc.?

Elena – Grazie! Allora, una variante del merluzzo fresco è quello di farlo arrosto. È piaciuto  molto, provalo anche tu, fidati! Ora ti detterò gli ingredienti.

MERLUZZO  ARROSTO

Ingredienti: Compriamo tranci di merluzzo, lo tagliamo a pezzi, lo passiamo e lo giriamo nel pane grattugiato dove abbiamo messo un trito di aglio, rosmarino, prezzemolo, pepe. e olio.

Esecuzione: Dopo aver preparato il merluzzo lo metteremo nel forno a centottanta g° per venti minuti, una volta cotto lo togliamo dal forno e lo mettiamo nel piatto da portata, dove abbiamo messo l’olio e una spruzzata di limone . servire accompagnato da insalata verde, oppure patate lesse con prezzemolo.

Elena – Adesso se ti va possiamo fare un dolce.

Federica – Il solo pensiero di quanto sono buoni m’ingrasso!

Elena – Non credo proprio! Che ne dici se facciamo l’agnello pasquale? Anche questo se fatto con pazienza sarà squisito!

Federica – Sì, perché non ho mai fatto né agnello e nemmeno la colomba.

AGNELLO  PASQUALE

 Ingredienti: Seicento grammi di farina, duecentotrenta g. di zucchero, duecentodieci g. di burro, tre uova, trenta g. di lievito di birra, uva sultanina, scorza di due limoni e un mandarino, burro per guarnire e mandorle tostate.

Esecuzione: Sciogliamo il lievito di birra in acqua frizzante e un pizzico di zucchero. Con questo liquido impastiamo ottanta grammi di farina, formando un panetto che incideremo con il coltellino. Lasciamolo lievitare nella zuppiera infarinata per circa mezz’ora. Dopo di che, prendiamo il panetto, lo impastiamo con duecento grammi di farina e acqua tiepida e lo lasceremo lievitare per due ore e trenta minuti. Nel frattempo abbiamo messo in ammollo l’uvetta, e la strizzeremo bene perché non dovrà gocciolare. Ora lavoriamo le uova con lo zucchero, sciogliamo il burro. (non dovrà essere caldo sulla pasta) Prendiamo il composto lievitato lo mettiamo in un recipiente più grande, e uniremo il resto della farina, il burro fuso e le uova sbattute con lo zucchero. Amalgamiamo bene gli ingredienti lavorandoli delicatamente per qualche min., poi, aggiungeremo le scorze di agrumi, e le uvette. Mettere il composto nello stampo imburrato e lasciamo lievitare ancora per altre due ore, poi, pennelliamo l’agnello e lo cospargeremo di mandorle tostate e lo zucchero. Mettiamo in forno a centottanta g° per circa tre quarti d’ora, prima di toglierlo dal forno controlliamo la cottura, perché  i forni non sono tutti uguali e ovviamente non potranno rilasciare gli stessi risultati di cottura. Anche questo dolce sarà ottimo da gustare ma sarà altrettanto bello da vedere!

Elena – Questa ricetta l’ho avuta in regalo dai nostri amici  Alberto e Rita, ex pasticceri e ex fornai.  Grazie!

LE RICETTE DI CASA MIA DICIASETTESIMA PARTE

13 /03/2012

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

Federica – Oggi sono in vena giusta per cucinare e tu? Non so perché ma quando sono a dieta più cucino e meno sento il desiderio di cibo; forse sono fatta al contrario.

Elena – Non credo che tu sia fatta al contrario, ma semplicemente quando non ti applichi, quello che fai non lo vuole nemmeno il gatto! O sbaglio? Sì, sono in vena di fare qualsiasi cosa, ti stavo aspettando!

Federica – Come hai fatto ad indovinare che le frittelle non mi sono riuscite?

Elena – Beh! Non occorre avere un sesto senso per capirlo! Allora, dimmi, che cosa ti piacerebbe cucinare?

Fede – Sento aria di primavera, facciamo un primo?

Elena – Faremo dei ravioli, li chiameremo: i ravioli primavera!

RAVIOLI  PRIMAVERA

Ingredienti per la pasta: farina di grano saraceno 30%, il resto farina di semola di grano duro, uova.

Ingredienti per il ripieno: trecento grammi di ricotta, trecento grammi di punte di asparagi già stufate con cipollotto, un po’ di brodo vegetale, pepe. Parmigiano  grattugiato cento grammi, noce moscata, e una grattata di zenzero.

Per il condimento: semi di zucca macinati, burro, salvia e prezzemolo, una spruzzata di latte.

Esecuzione del pesto: passiamo la ricotta al setaccio, uniamo le puntine di asparagi, e tutti gli ingredienti che ho appena descritto, amalgamiamo bene e lasciamo riposare per trenta minuti. Nel frattempo faremo la sfoglia e il ragù. Una volta fatti i ravioli li cuoceremo al dente nel brodo vegetale, li condiremo con burro leggermente fuso, parmigiano grattugiato e una manciata di semi di zucca rimacinati, li spruzziamo con il latte e li mettiamo a gratinare per venti minuti circa nel forno a centottanta °. Togliamo dal forno, impiattiamo e li serviremo con un Pinot rosé del Trentino. Sono squisiti!

Federica – Mi sta ritornando l’appetito!

Elena – Adesso faremo un dolce semplice, raffinato e delizioso! Se vuoi puoi incominciare tu, anzi questo lo farai  da sola, io ti detterò solo gli ingredienti.

TORTA  SOFFICE  FARCITA

Ingredienti della torta: trecentocinquanta grammi di farina doppio zero, centosettanta grammi di zucchero, due uova, cento grammi di burro, mezzo bicchiere di latte, una bustina di lievito per dolci, un limone spremuto, filini di buccia di mandarino, cacao dolce cinquanta grammi, mezzo bicchierino di liquore al mandarino.

Per la  guarnizione: zucchero a velo vanigliato, scaglie di cioccolato, panna montata, mandarini caramellati.

Per la farcia: panna montata trecento grammi, mandarini e filini di bucce caramellati.

Esecuzione della torta: sbattiamo i tuorli con lo zucchero, uniamo il burro sciolto a bagno maria (deve essere lavorato a freddo), ora, aggiungeremo il succo del limone, incorporiamo il cacao alla farina e incominciamo adagio alternandola al latte e al liquore fino ad esaurimento. Aggiungere il lievito, infine incorporare gli albumi montati a neve. Mettiamo il dolce in una teglia dal diametro di ventiquattro cent. circa, la lasceremo in forno dai trenta ai quaranta minuti a 180°. Controlliamo la cottura con uno stecchino, se la torta è asciutta la toglieremo dal forno perché non si secchi troppo. Lasciamola raffreddare, poi, la taglieremo a metà e la farciremo con panna montata e mandarini caramellati. Adesso siamo pronti per la guarnizione: prendiamo il sacco per guarnire, mettiamoci dentro la panna montata e facciamo dei ciuffi tutt’intorno; ora ci metteremo sopra ancora del mandarino e del cioccolato in scaglie. Questa torta non è soltanto squisita ma è bellissima da vedere!

Federica – Domani ti mostrerò la fotografia, sento già che sará squisita! Grazie! A domani.

  14/03/2012

Federica – Eccomi qui! Oggi vorrei proporti una ricetta di pesce, il pesce non mi piace molto, ma se cucinato bene è buono.

Elena – Potremo fare dei bocconcini di San Pietro ai capperi e origano, poi, un contorno di melanzane in cotoletta, con ciuffi di crescione.

Federica – Allora al lavoro!

Bocconcini di San Pietro

in contorno di melanzane  e  crescione

Ingredienti: pesce San Pietro q. b., olio extra vergine d’oliva, capperi, origano, sale e pepe, limone. Due melanzane rotonde, uova, farina di riso, pane grattugiato, sale, basilico e ciuffi di crescione, olio di arachidi.

Esecuzione: laviamo e puliamo il pesce, ne ricaviamo dei filetti, che dopo averli pennellati con l’olio li metteremo sulla piastra, li giriamo due volte aspettando la cottura. Una volta cotti li mettiamo in un piattone dove abbiamo messo olio e limone, origano, basilico e capperi tritati. Abbiamo già tagliato le melanzane a fette di mezzo cent., ora proseguiremo come nelle cotolette classiche: farina, uovo e pane grattugiato. Poi le friggeremo in olio di arachidi, una volta dorate le mettiamo nel piatto da portata sulla carta assorbente. Laviamo bene il crescione, ne ricaviamo dei ciuffi, i quali andranno posti sulle melanzane come guarnizione. Servire con un Trebbiano o Chardonnay.

Federica- Se mi verrà bene ti inviterò a cena, la torta di ieri è riuscita alla grande!  Con questi piatti che cosa serviresti come dessert?

Elena – Ci starebbe bene una fetta di ananas al maraschino contornato di crema di agrumi.

   Grazie! A domani! Avrò qualcosa di molto importante da domandarti!

15/03/2012

Federica – Vorrei domandarti:  è vero che non si può cucinare il pollo senza la pelle? E perché?

Elena – Io credo che il pollo si possa cucinare in tutti i modi. Di solito negli arrosti, nel pollo allo spiedo si lascia la pelle perché dentro rimanga morbido e fuori si formi una crosticina, ma si può benissimo cucinarlo anche senza la pelle, basta avere l’accortezza di non seccarlo troppo. Anzi diventa molto saporito e leggero, fra poco lo cucineremo.

Federica – Finalmente Alessandro mangerà anche il pollo! Non gli piace proprio perché non vuole sentire il sapore del pollo sotto la pelle.

Elena – Ora lo cucineremo, poi stasera gli farai una sorpresa. Vedremo!

POLLO  AI  SAPORI 

Ingredienti: Un bel pollo, una costa di sedano, uno spicchio di aglio, sale, pepe, spezie macinate, salvia, rosmarino, prezzemolo, poco pomodoro, origano, aglio, cipolla, una foglia di alloro, vino bianco, brodo vegetale, un pizzico di maggiorana.

Esecuzione: Togliamo la pelle dal pollo, poi, lo taglieremo a pezzi, e lo rosoliamo appena in una casseruola dal doppio fondo. Lo saliamo e lo pepiamo,  lo trasportiamo in una casseruola antiaderente con il fondo smaltato.  Facciamo un trito con tutte le erbe, aggiungeremo la costa di sedano, il vino, e un po’ di brodo. Lo copriamo, lo lasciamo cuocere su fiamma media per circa venti minuti. Lo giriamo, abbassiamo ancora la fiamma, poi continueremo la cottura fino a quando quasi tutto il liquido sarà evaporato. A questo punto controlliamo se la carne è cotta a puntino, dopo sarà pronto per impiattare. Servire con purè di patate o insalata mista, ecc…

Eccolo!

Adesso lo copriamo perché ancora non è cotto!

Federica – Dal profumo dovrebbe essere squisito!

Elena – Domani mi dirai com’è andata!

Fedrica – La cosa importante che volevo chiederti è grande! Vorrei che il mio vestito del grande giorno fosse come quello del tuo matrimonio! Potresti farmelo uguale? Mi piace il pizzo con il raso e la seta. Il tuo è bellissimo!

Elena – Ti ringrazio! Lo farò volentieri, per Te, per la tua famiglia.Ti dirò che sono lusingata se lo trovi così bello dopo tanti anni!

16/03/2012

Federica – Non vedevo l’ora di contattarti per dirti che successo ho avuto con Alessandro: il pollo gli è piaciuto molto, anzi, moltissimo, mi ha chiesto di rifarlo presto; pensa: non ha mai voluto mangiare il pollo! C’è sempre da imparare.

Elena – Sì, c’è sempre da imparare, specialmente da ogni errore! Io spero di continuare ad imparare sempre! Non credo a chi  non sbaglia mai! Che fa sempre tutto alla perfezione; e chi ti  dice com’è o cos’è la perfezione? E che è proprio quella la perfezione?

Elena – Oggi faremo le crespelle ai petali di rose.

Federica – È una ricetta curiosa, non le ho mai mangiate, ma senz’altro saranno meravigliose!

Elena – Vacci piano col meravigliose, hanno un gusto raffinato sì, ma anche particolare, ma sono piaciute molto.

CRESPELLE  AI  PETALI  DI  ROSE

Ingredienti: duecento grammi di petali di rose rosa, o gialle, besciamella, parmigiano grattugiato, trecento grammi di ricotta vaccina, trecento grammi di liscari stufati con latte, scalogno e un cucchiaio di parmigiano, sale, pepe, peperoncino poco. Uova, farina “00”, latte, formaggio fuso, zenzero.

Esecuzione : Mescoliamo la ricotta con i liscari già tritati e stufati, aggiungiamo un po’ di zenzero, pepe, peperoncino, poco sale, formaggio fuso e amalgamiamo bene il tutto. Ora facciamo le crespelle: mettiamo nel frullatore i petali di rose lavati bene, li addizioneremo al latte, poi, in un’altro recipiente sbatteremo le uova, noce moscata, il composto di petali e latte , la farina, mescoliamo ben bene e procediamo per le crespelle. Mettiamo le crespelle sopra un piano, le riempiamo con la farcia e formiamo delle mezze lune tagliandole con il taglia pasta. Ora adageremo le mezze lune nella teglia, e le cospargeremo di besciamella e parmigiano. Versiamo sopra il tutto qualche cucchiaiata di brodo di carne e via, nel forno a centottanta g° per venti-trenta minuti. Quando le crespelle saranno dorate le toglieremo dal forno e saranno pronte. Servire ancora calde. Vino adatto: Bardolino rosato.

Federica – Devo dirti che mi ispirano molto. Posso scegliere la prossima ricetta? Vorrei che fosse un dolce al cucchiaio, ti va?

Elena – E vada per il dolce al cucchiaio, al prossimo articolo! Ci sarò.

NELLE STORIE DI TUTTI I GIORNI DUE

12/03/2012

Com’è possibile che in questa epoca, nella cultura occidentale ci siano ancora conflitti religiosi tra persone della stessa razza e civiltá?

Annalisa  e Roberto

Fin dai tempi più remoti i motivi scatenanti le guerre erano stati anche religiosi. La religione vera, è una forza parallela al mondo esistente che innalza tra  gli uomini da preconcetti, meschinità, e offre la pace tra i popoli, di qualsiasi razza o religione essi appartengano.

Ho cercato di capire, di afferrare quel fenomeno strano che loro chiamano religione, analizzando ogni dettaglio, cercando di dare una spiegazione con tutta la volontá e il resto di me stessa, a quella dimensione cosí bassa e sconosciuta alla vera religione. Ma le contraddizioni sono molte, non si riesce a trovare una risposta. L’intelligenza umana non dovrebbe accanirsi contro coloro che hanno avuto la gioia, il privilegio, oppure con la sofferenza hanno raggiunto quella dimensione del” vedere”, d Anteprima modifiche

 Pubblicato Modifica

Visibilità: Pubblico Modifica del “sentire” ciò che esiste al di lá, nell’infinito: cose cosí grandi che possono solo portare il bene a tutta l’umanità. E non prenderlo come un fraintendimento distruttivo il volere affermare che si tratta del maligno! No, non ci sto! Farebbe comodo a delinquenti e assassini. A volte misurare certe distanze mi atterrisce, e rivolgo altrove i miei pensieri: alla mia ” Fede”, che è quella di sempre, e lo resterà fino a quando Il” Supremo”  non mi dimostrerà che è stato solo una scherzo della natura, perché tutto questo esprime una grandezza che nessun essere umano sarà in grado di esprimere mai!

Elena  lasagna

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14/03/2012

Nella poesia che hai dedicato alle vittime

dell’ OLOCAUSTO

perché non hai messo la fotografia del luogo in cui è avvenuto lo sterminio?

Chiara e Giulia

Perché non ho voluto aggravare il dolore dell’anima del personaggio che mi ha inspirata. Anche perché Lui vorrebbe dimenticare, in un posto nuovo, dare fine a quegli orribili ricordi, vivere in pace nell’altra dimensione. Questo vale anche per chi è ancora in questa vita terrena; non credo che vorrebbero vivere vicino a quei luoghi dell’inferno sulla terra. Se ci soffermiamo un attimo a pensare quale dolore si portano dentro; quella spietata luce che ardeva sotto ai loro occhi, intona ancora una sinfonia di morte, nella loro mente e nel cuore, per sempre!

Elena  Lasagna

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Passeresti una notte in un posto infestato da fantasmi?

Maurizia e Doriana

Sì, i fantasmi non mi fanno paura,  forse bisognerebbe avere paura dei vivi!

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19/03/2012

C’è gente che continua a dire menzogne, commettendo ingiustizie a spese altrui, e vorrebbero avere la faccia pulita senza prendersi le loro responsabilità. Vergogna!

Roberto

Anche nelle cose meno importanti come in quelle di una certa rilevanza, dove corrono omicidi e stragi, ci sono vittime di mentitori e venduti. Per soldi o per miserabili favori, sono appoggiati da persone che esercitano un certo potere, che vorrebbero entrare nella tua vita! Come se la tua vita appartenesse a loro!  Lo si comprende benissimo, anzi, molti sono in grado di comprenderlo.

Elena  Lasagna

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19/03/2012

Cosa ne pensi del delitto di Melania ? Sei ancora del solito parere?

Roberto e Alessandro

Sì, la mia opinione è sempre la stessa; se  l’esecutore materiale non è stato il marito, allora lui, sa chi è stato,  per me la sostanza non cambia, poi, ci sono cose importanti che portano direttamente a lui.

Elena  Lasagna

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Cosa pensi dei tradimenti che avvengono nella copia?

Patrizia

A volte certi tradimenti avvengono senza nemmeno sapere cosa sia realmente  a spingere uno contro l’altra. E poi, credo che chi tradisce, prima di tradire il partner o la propria compagna tradisca se stesso. Forse perché l’essere umano è governato dall’istinto, e fa sì che ” mente” e “corpo” non siano coerenti fra di loro, ma sono mossi da obiettivi diversi e divergenti. Però sono comportamenti apparentemente irrazionali dove è possibile dare  spiegazioni scientifiche. Esseri governati da questo istinto ma con idee molto chiare. Spesso il tradimento è tipico di una vita di copia fatta di monotona routine. In certe copie si trovano così cambiati che non hanno più niente a che fare con la persona che hanno conosciuto tempo fa e hanno sposato.  Ho sentito diverse donne dire che prima del matrimonio sembrava come in una favola: tutto romanticismo, tutta sensibilità, tanto interesse e comprensione, poi, si è rivelato di un cinismo sconcertante. Così ci si accorge che il partner che ha giurato amore e fedeltà si guarda intorno e cerca qualcosa di più forte, un qualcosa che trasmetta sentimenti più profondi o meno; tutto dipende dal rapporto che lascia alle spalle. Per non parlare di chi si sposa per interesse: basta pensare che almeno l’otto- dieci % alleva figli di un altro senza saperlo, i figli non hanno nessuna colpa!. E di quelle che si scelgono il marito ricco perché assicuri loro una vita dal punto di vista economico senza problemi, ricevendo regalini e pacchetti quanti sono le corna che loro restituiscono, per grazia. Io credo che sia una visione subdola e crudele della copia. Meglio rivelare tutto per non vergognarsi quando ci si specchia, o meglio separati e consenzienti  per non ricadere nella solita manovra di stalker e scene di follia che precipitano trasformandosi in omicidio.

Elena  Lasagna

30/03/2012

Quando abitavi in campagna so che avevi l’inceneritore

che cosa bruciavano? Hai mai assistito quando veniva fatto l’incenerimento di qualcosa?

Roberto

Sì, è vero, usavano l’inceneritore per bruciare gli animali morti dell’allevamento. No, non mi piaceva vedere e tanto meno assistere.

Elena  Lasagna

04/04/2012

Che cos’è la menzogna? Perché si mente?

Alessandro e Giancarlo

Secondo me la menzogna è una macchinazione del male. Dove c’è menzogna c’è povertà d’animo e di mente; la persona che contiene menzogna è mediocre perché non solo mente agli altri ma mente a se stessa. Di solito la menzogna avviene per  immaturità o disonestà  o  per invidia. La bugia può sembrare meno grave, tutto dipende se si è in buona fede: per non ferire bambini e persone malate, ma anche in questo caso sono convinta che si debba trovare una soluzione, per dire la verità sempre!

Elena  lasagna

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20/04/2012

Che cosa aggiungeresti ai pedofili, agli assassini e ai ladri?

ROBERT

Ti posso ripetere che è un grande schifo! Non per i pedofili, o per gli assassini e ladri; quelli non dovrebbero esistere. Ma per quelli che condannano gli uni e, o gli altri e loro sono peggio perché in qualche modo ne sono coinvolti. Insomma tutti vogliono delinquere ma nessuno vuole pagare. E non si può fare del cielo tutto una nuvola. Cosa dovrei dire? Non si può condannare una categoria intera perché in mezzo a loro ci sono pedofili, assassini e ladri! Questi stanno ovunque! Allora vorrei che il grido di tutte le vittime colpisse duramente i colpevoli, specialmente  quelli che li proteggono!

Elena  Lasagna

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LE RICETTE DI CASA MIA SEDICESIMA PARTE.

06/03/2012

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

Elena – Oggi faremo dei ventagli con la pasta sfoglia.

 Ovviamente, questi ventagli non sono i dolcetti che abbiamo nella ricetta, ma si potrebbero decorare in molti modi.

Federica – Sai che ho provato e riprovato a fare la pasta sfoglia almeno dieci volte, non mi viene fragrante come la tua, perché?

Elena – Forse perché non ci metti tutta la tua pazienza! È un procedimento abbastanza lungo, bisognerà iniziare al mattino, poi, tu puoi benissimo fare altri lavori, l’importante è non dimenticare tutti i passi se vuoi ottenere una pasta friabile. Eppure, hai visto quando l’ho fatta l’ultima volta? Ho messo solo i sei ingredienti, e la pazienza. Però la puoi trovare al supermercato.

Ingredienti per la pasta: Cinquecento grammi di farina doppio 0, brandy, oppure acquavite, burro, duecentocinquanta g., 1/2 cucchiaino di zucchero, sale, acqua q.b..

Ingredienti per la guarnizione: mandorle, un uovo, zucchero a velo vanigliato.

Esecuzione della pasta: Impastare il burro a temperatura ambiente con metà della farina e il liquore. L’altra metà la useremo per l’altro impasto con l’acqua, dove abbiamo messo lo zucchero e un poco di sale. Mettiamo i due panetti a riposare per quindici min circa. trascorso il tempo di posa, sovrapponiamo i due panetti e li lavoriamo in senso orizzontale. Ripeteremo l’operazione per quattro volte, poi, li lavoreremo in senso verticale per altre quattro volte. Ripetere l’operazione per altre otto volte. Alla fine stenderemo la pasta sottile, ritaglieremo delle liste, e formiamo  dei piccoli ventagli sovrapponendo  la base delle liste. Le pennelliamo con l’uovo sbattuto cospargendo le mandorle tritate fini e tostate in modo uniforme. I ventagli andranno in forno a centosettanta g° per venti minuti A cottura ultimata lasciare intiepidire e disporre i dolcetti in cerchio sul piatto da portata spolverandoli leggermente di zucchero a velo. Ottima merenda per grandi e piccini, sono buonissimi.

Federica – Stasera riproverò, non andrò a dormire fino a quando ci sarò riuscita.

Elena – Questo discorso mi piace! A domani.

 07/03/2012

Federica – non vedevo l’ora di mostrarti quello che ho fatto! I ventagli mi sono riusciti bene, però stamattina sono andata a comprare la pasta al supermercato. Vorrei farla quando verrò da te oppure quando tu verrai a casa mia, perché per me è un dilemma. Ti assicuro che non avrò pace fino a quando ci sarò riuscita.

Elena – Per me va bene, sono pronta!

Federica – Vorrei imparare anche a fare i tuoi biscotti alla pasta di mandorle!

Elena – Ora ti detterò la ricetta, ma la potrai vedere nell’articolo numero undici della mia cucina. Questo articolo lo dedicheremo agli snacks.

BISCOTTI  ALLA  PASTA  DI  MANDORLE

Ingredienti: trecento grammi di farina doppio zero, centocinquanta grammi di mandorle tritate non troppo fini, liquore alle mandorle (un bicchierino), duecento grammi di zucchero, centoventicinque grammi di burro, un uovo intero e due tuorli, una vanillina e una bustina di lievito, latte di mandorle q. b. per ottenere una pasta liscia non troppo dura.

Esecuzione: Muniamoci di un grosso recipiente: mettiamo la farina mescolata al lievito, allo zucchero, alla vanillina, alle mandorle tritate, ora, aggiungeremo il burro ammollato a temperatura ambiente, le uova, mescoliamo bene e versiamo il liquore, rimescoliamo e versiamo il latte alle mandorle fino a quando l’impasto sarà giusto, (non troppo molle e non troppo duro). Ora mettiamo la carta da forno sulla teglia, e  il composto della pasta, nel sacco per guarnire i dolci, inseriamo il beccuccio stampato a zig zag (è da dove esce la pasta) e formeremo dei cerchi girando su se stessi. Andranno nel forno per trenta min. poi li lasceremo raffreddare e li mettiamo nel piatto da portata. ( volendo potremo guarnirli con cacao). Se non si consumeranno subito i dolcetti andranno riposti in una scatola di metallo.

08/03/2012

Federica – Sai? mi rimangio la parola, oggi a pranzo ho fatto una sorpresa a mia madre: la torta di pasta sfoglia al prosciutto e finocchi quella che ho mangiato a casa tua. Però questa volta la pasta l’ho fatta io! Ho incominciato ieri sera, mi è venuta friabile; è proprio vero, questo tipo di pasta richiede molta pazienza, però, sono contenta di aver riprovato.

Elena – Allora oggi per festeggiare il tuo ingegno ti darò una ricetta dolce: le frittelle con le mele.

FRITTELLE  DI  MELE  COL  BUCO

Federica – L’ultima volta che ho fatto le frittelle ho schizzato di olio tutta la cucina, non so proprio se mi ritornerà la voglia di provare!

Elena – Domani le farai e ne voglio vedere almeno una.

Ingredienti: Compriamo mele di pasta dura, togliamo il torsolo e le sbucciamo, poi, tagliamo delle fette intere di mezzo cent. circa (non devono essere più alte). Ora, mettiamo le ruote di mele a macerare in due cucchiai di zucchero e tre cucchiai di rum, rigirandole di tanto in tanto. Adesso faremo la pastella: in una fondina mettiamo duecentocinquanta grammi di farina doppio zero, un pizzico di sale, un bicchiere di vino bianco secco, un cucchiaio di olio, e per lavorare l’impasto se occorre mettere un poco di acqua tiepida. Dobbiamo ottenere una pastella scorrevole e liscia ma non troppo liquida. Lavoriamo l’impasto per almeno quindici minuti, poi, la lasceremo riposare per un’ora in un ambiente caldo. Al momento della frittura montiamo un albume a neve e lo incorporiamo alla pastella, sollevando la massa perché non si smonti; togliamo le mele dal succo e le asciughiamo, poi, mano a mano che le friggeremo le tuffiamo nella pastella. È preferibile friggerle con l’olio di arachidi. Quando le frittelle saranno pronte le metteremo sul piatto da portata sopra la carta assorbente, aspettiamo due minuti. Per l’assorbimento dell’olio, poi andranno  disposte a corona e spolverate con zucchero a velo vanigliato.

Elena – Buona serata!

09/ 03/2012

Federica – Eccoci al nostro consueto appuntamento, non ne vedevo l’ora, perché vorrei imparare a fare delle pizzette per la festa del mio compleanno. Sei la mia prima ospite!

Elena – Grazie! Verrò solo se mi prometti che non si andrà a dormire prima dell’alba! Ora però dobbiamo lavorare!

PIZZETTE  FRITTE  E  PIZZETTE  COTTE  AL FORNO

Ingredienti per le pizzette fritte: Farina “00” cinquecento grammi, due cucchiai di olio di mais, mezzo cucchiaino di zucchero, latte, un cucchiaio di acquavite.

Ingredienti per le pizzette al forno: Farina “00” cinquecento grammi, due cucchiai di olio di mais, mezzo cucchiaino di zucchero, venticinque grammi di lievito di birra, acqua minerale frizzante.

Per la farcitura ingredienti: ragù al pomodoro e cipolla, mozzarella, alici sott’olio, e origano.

Esecuzione della prima pasta: Impastare tutti gli ingredienti contemporaneamente, aggiungendo il latte di tanto in tanto. Formare un impasto liscio non troppo sodo e nemmeno troppo appiccicoso. Lasciare riposare per due ore. Scaduto il tempo di posa, formiamo delle piccole palline che lavoreremo con il mattarello allargandole fino ad ottenere un diametro di dieci cent. circa, dallo spessore di cinque, sei millimetri. Le friggeremo in olio di arachidi; una volta fritte le mettiamo sulla carta assorbente e le decoriamo con il ragù, la mozzarella, l’origano, le alici e un filo di elio extra vergine d’oliva. 

Esecuzione della seconda pasta: Faremo il pre – impasto, con quindici grammi di lievito, lo zucchero, l’olio, li scioglieremo in mezzo bicchiere d’acqua (frizzante), e qualche cucchiaio di farina, amalgamiamo bene, poi, lasciamo riposare per trenta minuti circa. Ora, riprendiamo con l’aggiunta del lievito rimasto, acqua, e impastiamo fino all’esaurimento della farina. Lasceremo lievitare per due ore e più, poi faremo lo stesso procedimento come per le pizzette fritte. Queste però prima di andare in forno a duecento gradi per dieci minuti andranno farcite. Disporre tutte le pizzette ancora calde sopra un vassoio grande, accompagnate da prosecco del Veneto ( per i bambini succo di frutta).

Elena – Anche queste sono facili da fare e anche molto buone e genuine.

Federica – Domani farò la prova. Grazie!

Elena – A lunedì! Ciao a tutti!

ALCUNE RICETTE DI CASA MIA QUINDICESIMA PARTE

23/02/ 2012

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA    Anche se sono a dieta, oggi, preferisco cucinare i dolci. Per essere in forma, forma, dovrei calare un paio di chili. Due giorni senza mangiare, le pillole diuretiche, e avrò risolto il problema.

ELENA   Proprio Tu che tieni molto alla salute!  Come se non sapessi che una rapida e severa riduzione dell’alimentazione è risaputo sia dannosissima all’ organismo; per non parlare poi, delle pillole diuretiche: sì, si perderanno anche due chili in due giorni, ma si tratta solo di acqua: il peso poi, ritorna al punto di partenza, non appena smetti di prendere le pillole. Sia la dieta severa, sia l’assunzione delle pillole diuretiche sono estremamente dannose. Il sistema per perdere peso e di perdere peso gradualmente, con una dieta perfettamente equilibrata. Le pillole diuretiche sconvolgono l’organismo; dovrebbero essere prese quando è veramente necessario sotto stretto controllo del medico.

ELENA    Dai che pensiamo a creare! Immagina di mangiarne una grossa fetta; non mi dirai che ingrassi solo a guardarla?

FEDERICA   Dipende!

ELENA    Ora ti mostro la ricetta di una torta che ha secoli, ma è buonissima!

TORTA  PRIMAVERA

Ingredienti: quattro uova intere, tre etti di fecola, un etto di farina “00”, duecentocinquanta grammi di zucchero, un bicchiere di olio di mais, buccia grattugiata di mezzo limone, una vanillina e una bustina di lievito per dolci, tre cucchiai di maraschino.

Esecuzione: sbattere le uova con lo zucchero ottenendo una crema liscia e spumosa, versare l’olio a filo, il liquore, la scorza del limone e sempre mescolando incorporiamo le farine, la vanillina e il lievito. Prendiamo una bella teglia capiente con la cerniera, la imburriamo e faremo cadere un po’ di fecola sul fondo e tutt’intorno, quindi verseremo il composto e la inforniamo nel forno preriscaldato a 170° per cinquanta minuti. Controllare la cottura. Non  aprire il forno prima che sia trascorso alimento il tempo indicato, per evitare un ulteriore abbassamento del dolce. Questo dolce è adatto anche per la colazione dei bambini. 

27/02/2012

FEDERICA    Oggi sono un po’ arrabbiata, non so se quello che mi dirai mi resterà impresso nella mente.

ELENA    Capita a tutti di sentirsi un po’ così… sono tutto orecchi!

FEDERICA    Sarebbe meglio parlarne fuori dalla cucina. Non voglio mescolare il bello con certe meschinità.

ELENA    Va bene! Ora faremo una ricetta equilibrata e sana.

TRAPEZI  DI CACCIATORA  AL FORNO

 Ingredienti : uova, farina di semola di grano duro, fagioli borlotti surgelati o secchi e ammollati, cipolle, basilico, pomodoro, origano, timo, carote, taleggio, parmigiano, olio extravergine d’oliva, latte q. b., pepe, sale, alloro e bacche di ginepro, vino bianco, brodo vegetale o di carne.

Esecuzione: facciamo uno stufato con i fagioli, la cipolla affettata, carote, per esempio, (per un chilo di fagioli, una cipolla grossa, due carote), sale, pepe, alloro e ginepro, origano, vino bianco e brodo. Mettiamo a cuocere il tutto, a  cottura ultimata passiamo il composto nel  passaverdura  (non va messo nel frullatore) Ora che abbiamo ottenuto questo purè denso lo lasciamo raffreddare e aggiungeremo un cucchiaio di parmigiano grattugiato. Abbiamo fatto la sfoglia sottile: ora ritaglieremo dei trapezi di una base di dieci cm circa. Abbiamo tagliato il taleggio a piccoli pezzi e insieme alla cacciatora di fagioli li riempiremo, sovrapponendoli, e aiutandoci con le mani li chiuderemo pigiando sulle estremità. Poi, andranno versati in acqua bollente per qualche minuti, e disposti bene nella teglia con il ragù di pomodoro, basilico, e timo. Dopo averli spolverati di parmigiano,  poco latte e qualche cucchiaio di olio li inforneremo a centottanta g° per trenta minuti. Ottimi se accompagnati da un buon Merlot del Veneto.

FEDERICA     Devo dirti che mi è venuta una grande fame!

28/02/2012

ELENA    Oggi ti voglio mostrare una ricetta pasquale; dovremo creare anche gli stampi. Sai disegnare bene, vedrai, cosa sarai capace di fare!

FEDERICA     Mi piace parlare con Te perché riesci sempre a farmi dimenticare i miei guai.

 ELENA    Ogni persona ha i suoi problemi, capisco il tuo amor proprio ed è bello che tu sia così, ma certe persone non sono degne  di entrare a far parte dei tuoi pensieri.

FEDERICA    Hai ragione! Pensiamo a creare!

COLOMBELLE   RIPIENE ALLE  CREME  MISTE

Ingredienti: pasta sfoglia, panna montata, cioccolato, zucchero a velo vanigliato, zabaione (per i bambini si può fare con il caffè di orzo e ginseng) crema pasticcera, latte.

Ingredienti per gli stampi: fogli di stagnola, foglio da disegno, matita o carboncino.

Esecuzione stampi: prendiamo quattro fogli di stagnola sovrapposti. Ora prendiamo un foglio da disegno e con un carboncino disegniamo una colombina di tredici cm circa, poi la mettiamo sui quattro fogli di stagnola. Adesso, la ritagliamo tenendo conto dei bordi e della coda. I bordi dovranno essere alti un cm e cinquanta, ma li ritaglieremo più alti per ispessirli. ora che abbiamo la pasta sfoglia la tiriamo sottile, e posiamo il disegno sulla pasta, con l’apposito taglierino a rondella ritagliamo le colombelle (nel punto della pancia dove andranno farcite, la pasta si dovrà tenere un po’ più spessa). Dopo aver fatto le formine che ci servono e aver ritagliato la pasta le metteremo in forno preriscaldato a centottanta g° per circa venti minuti. Controllando la cottura.  Nel frattempo facciamo le creme: Montiamo la panna, facciamo la crema pasticcera alla vaniglia, lo zabaione, e sciogliamo il cioccolato con il latte, fino a formare un a crema omogenea. Ora che le colombelle si sono raffreddate le riempiremo di tre gusti: Panna montata e crema pasticcera; panna montata con cioccolato;  panna montata e zabaione. Una volta riempite le mettiamo sul piatto da portata e spolveriamo con zucchero a velo vanigliato. Sono buonissime e bellissime per gli occhi! A domani…

1/03/2012

ELENA    Oggi faremo un piatto per salutare l’inverno: lo stufato di carne con polenta.

FEDERICA    Anche se l’inverno mi piace molto, adesso è tempo di cambiare! Ma un ultimo assaggio agli intingoli con polenta non si rifiuta mai.

CONIGLIO  ALL’AMARONE  CON   PATATE

E  POLENTA  ALL’ONDA

 ELENA    Di solito le carni bianche si cucinano con il vino bianco, ma ho voluto fare un’eccezione e, l’esperimento è riuscito, tant’è vero che a cena con noi  è rimasto anche il pettirosso.

Ingredienti: un coniglio tagliato a pezzi piccoli, già pulito del midollo. Patate, pomodoro, due grosse cipolle, prezzemolo, paprika dolce, una costa di sedano, uno spicchio d’aglio, vino amarone, chiodi di garofano, sale, pepe, olio extravergine d’oliva o burro, poco brodo (tutto dipende da che rapporti abbiamo con il colesterolo).

Esecuzione: facciamo dorare il coniglio nell’olio o nel burro, aggiungiamo il trito di cipolle, tutte le verdure e le erbe tranne le patate. Adesso verseremo il vino e lasciamo cuocere a fuoco lento; a metà cottura aggiungere le patate gialle a piccoli pezzi. Quando saremo vicino alla cottura, aumenteremo il calore e toglieremo il coperchio. Lasciare intiepidire, poi, aggiungere l’olio. Servire con la polenta fumante e perché no un bicchiere di amarone. Buon fine inverno!

ELENA    Ho visto il tuo sguardo, pensi che sia difficile? No, non lo è affatto; Tu, lo farai meglio di me! A domani.

 04/03/2012

FEDERICA    Vorrei sapere dove trovi tutta quell’energia per fare molte cose!

ELENA    L’entusiasmo, sommato a tutte le altre  cose che ormai ho detto e ridetto mi da la vitalità.

FEDERICA    Ma non ti senti mai insicura? Sì, specialmente quando qualcuno vorrebbe che lo fossi!… E poi, non c’è persona più insicura di una che dichiara sempre di essere sicura di sé.

ELENA    A proposito hai voglia di cucinare? Dolce o salato?

FEDERICA    Oggi facciamo la pasta fresca che ne dici?

ELENA    E  sia! Faremo una pasta al forno ripiena.

SPIGOLA  INCAPPUCCIATA  AL  FORNO

Ingredienti: per quattro o cinque persone serve una grossa spigola, farina di semola di grano duro, uova, parmigiano, una patata, rosmarino e salvia, un paio di sottilette, olio extravergine d’oliva prezzemolo, aglio, zenzero, pomodoro, origano, basilico e acciughe.

Esecuzione: dopo aver pulito e lavato la spigola, la mettiamo sulla carta da forno pennellarla con l’olio, mettere rosmarino e salvia, e mettiamo anche le patate già tagliate a dadini e sbollentate nell’acqua salata; che andranno in forno a  180° per circa venti minuti. Controllare la cottura. Intanto, facciamo il sugo, facendo rosolare l’aglio con le acciughe,  poi,togliere l’aglio e aggiungere il pomodoro, fare sobbollire per circa 15 minuti. Spegnere, lasciare raffreddare e aggiungere basilico e origano.

Adesso, faremo il pesto con la spigola pulita dalle lische, tritata, con l’aggiunta di prezzemolo e un filo di aglio, due aghi di rosmarino e una foglia di salvia. Passiamo le patate  cotte al forno con il passaverdura e le uniamo al composto aggiungendo anche un poco di parmigiano, grattugiare lo zenzero, poco, e formare un impasto omogeneo, aggiustiamo di sale e pepe. Ora faremo la sfoglia sottile e faremo dei cappucci; li sbollentiamo nell’acqua o brodo di verdura, li adageremo nella teglia da forno e mettiamo il ragù al pomodoro aggiungendo le sottilette a pezzetti  tutt’intorno, e un filo di olio. Ora andranno nel forno già caldo a 190 ° per venti minuti. Questo piatto  andrà servito con prosecco dell’ Italia del nord.

Eccoli ! Per chi piace il pesce

sono molto buoni!

NELLE STORIE DI TUTTI I GIORNI…

21/02/2012

Turbare il quieto vivere

ne vale la pena?

 E’ palesemente impossibile pensare che qualcuno possa arrivare a certe conclusioni, a sconvolgere la verità, occultando il bene per fare emergere il male dove non c’è, prendersela con gente per bene, sottomettendola a prove che diventano vere istigazioni. Perchè?

ROBERTO  FRANCA  FEDERICA  ALESSANDRO

Nelle storie di tutti i giorni c’è molto peggio. A volte mi rammarica il fatto di non potere fare di più.

Io amo la gente, ma purtroppo ci sono persone con dei problemi che andrebbero aiutate da  professionisti. Sentono la necessità di introiettare la loro cattiveria su altre persone, come fosse una loro fonte di sicurezza. Questo modo soggettivo di vivere la realtà rende difficile l’adattamento. A volte certi volti che esprimono affidabilità, covano rancore verso chi a loro giudizio, non sono quelli che vogliono far credere, anche se in realtà lo ” sono “. Chi si serve di questo meccanismo compensatorio ha bassa stima di sé e scarsa fiducia nei propri mezzi . Dovrebbero allargare le proprie vedute, per non rimanere ancorati a questo modo meschino di rapportarsi con il prossimo, o meglio dire: a questa nevrosi che non porta nulla di buono specialmente a se stessi.

Elena  Lasagna

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22/02/2012

C’è qualcuno nella tua vita, presente o passata che non ti ha mai deluso? Se  è sì, e ti offrissero una grossa cifra per cancellare  dalla tua mente questa persona, lo faresti?

FILIPPO E  DONATA

Sì, c’è più di una persona che non mi ha mai deluso e non li cancellerei mai dalla mia mente per nessun motivo e per nessun’altra cosa esistente al mondo! Senza la ricchezza materiale si può vivere bene: ma dell’altra ricchezza non ne potrei fare a meno!

Elena  Lasagna

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24/02/2012

DARIO

Che cosa può indurre un giovane a odiare così tanto i vecchi?

Forse perchè è già appassito dentro. Hai mai osservato un albero in frutti? Ce n’è sempre qualcuno che  appassisce prima di maturare.

Elena  Lasagna

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27/02/2012

Pensi che i consigli delle persone anziane abbiano più peso per la loro maggiore esperienza?

ALFREDO

Per la maggior parte dei casi sì. Ci sono vecchi che oltre all’ intelligenza hanno acquisito anche la saggezza; tutto dipende da come hanno vissuto: dalla mentalità. Nel campo della scienza per esempio, ci  sono capacità comuni che  trasformano  idee e concetti acquisiti in strategie  nuove, atte al raggiungimento delle mete.

Elena  lasagna

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28/02/2012

Federica – Non pensavo di avere peso nella vita di un amico comune in cui sono stata in contatto solo poche settimane, dove tra di noi non c’è mai stato niente! Non mi piaceva nemmeno come amico perchè si rivelò bugiardo in diverse circostanze. Ha deluso anche i nostri amici. Ora che Alessandro ed io siamo felici, lui, calunnia me con gente del paese; ecco perchè quando ci vede scappa! A dire il vero non mi è del tutto indifferente provo schifo e pena; non sono mai riuscita a baciarlo per la sua ipocrisia scritta in fronte. Gli starebbe bene una lezione: un pugno tra i denti, nulla di più. Tu che dici?

Elena – Penso che delegherai Alessandro a questo piacere, però secondo me, quando un uomo è arrabbiato come lo potrebbe essere Ale, poi, va a finire che gli potrebbe scappare la mano, e dopo? Ne vale la pena? Hai mai sentito questa frase? La madre degli imbecilli è sempre incinta. Quindi, lascia perdere, verrà il giorno che si pentirà di avere sparlato di Te perchè in realtà è sua moglie che … e lui non lo sa ancora. Vedi? Come stanno veramente le cose?

Se fosse innamorato potrei dire che l’affettività ha un suo linguaggio, è qui che si racchiude il fattore che fa pulsare il cuore verso la vita. In questa chiave una persona può provare sensazioni piacevoli o fantasiose e, quindi il modo in cui gestirà i sentimenti lo spingerà a reagire con emozioni diverse di fronte a tali avvenimenti. E la causa di un comportamento, di una situazione, impone un’azione che deriva da conseguenze a soddisfare un determinato bisogno.

Quando il meccanismo dell’emozione non  funziona come dovrebbe, ecco che nella persona si determina un’esasperazione dell’emozione che darà luogo a condizioni di perturbabilità, di iperemotività oppure il contrario.

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29 /02 / 2012

Che cosa servirebbe intraprendere quel difficile viaggio del conoscere se stessi in profondità, se occorre una vita prima di ottenere dei risultati?

ALBERTO

Se vuoi migliorare te stesso ci devi mettere il cuore e l’anima, non è certo un viaggio facile ma non è neanche dimostrato che per ottenere dei risultati ci si impieghi una vita. La cosa certa è che l’uomo non deve aspettare che gli piova dal cielo; anche se non  si può escludere che questo possa avvenire, molti fenomeni accadono spontaneamente, anche se non sono ricercati e spesso non voluti, ma è quello di progredire sempre, sia nell’armonia del proprio corpo,  nella conoscenza e nello spirito. Questo tipo di esperienza non dovrebbe nascere solo per narcisismo o per sentirsi dotati: sarebbe un controsenso, perchè non porterebbe da nessuna parte. Significa intraprendere veramente la strada della conoscenza di sé. Questo non solo ci porta al proprio benessere, ma ci consente di migliorare anche i rapporti verso le altre persone, dato che, tanto più ogni individuo riesce a stare meglio con se stesso, tanto più trasmetterà anche all’esterno questa sua positività al resto del mondo.

Elena  Lasagna

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1/03/2012

Intraprendendo il viaggio verso la “conoscenza” del nostro profondo, saremo in grado di vedere i nostri angeli?

Eugenia e Vittorio

Dirti di sì sarei una presuntuosa, ma lo sono ugualmente perchè non vorrei esserlo. Coltivando la nostra mente si giungerà a percepire prima e a conoscere le leggi della Natura spirituale e fisica di noi stessi, ad entrare  in rapporto con l’invisibile e imparare da loro per avvicinarci alla grande verità. Ascoltare gli insegnamenti dall’alto per intraprendere la strada del bene per saldare i vincoli di fraternità e sconfiggere per sempre la miseria umana: sia dello spirito che quella che troviamo nei problemi sociali, perchè tutti i popoli possano vivere nella volontà della pace. Amare il prossimo e tutte le creature della terra e dell’universo.

Elena  Lasagna

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03/03/2012

Credo di non essere in grado di acquisire, apprendere per sviluppare le mie capacità latenti, soprattutto adesso che sto invecchiando, e la memoria è quella che è.

Mario

Io credo che tu possa riuscirci, è ovvio che non occorre straziare tutte le tue fatiche psicofisiche, quanto a un particolare processo mentale, dove è necessario uno stimolo ripetuto, legato a un’azione fisica o mentale: in questo modo si produce una reazione. Memorizzazione + ripetizione = abitudine. ( Come hai acquisito l’abitudine del fumo…. puoi acquisire benissimo tutto ciò che desideri).

È stato dimostrato che il cervello funziona attraverso stimolazioni elettromagnetiche e produce onde elettromagnetiche di caratteristiche diverse e i due emisferi in cui è diviso abbiano diverse specializzazioni. Organizzato in aree e centri  specializzati, il cervello ha una struttura stratificata, e ogni strato presiede e attiva funzioni diverse. Uno scienziato russo Ivan Pavlov (1849-1936 ) scoprì di alcuni meccanismi mentali che stanno alla base dell’apprendimento e dell’acquisizione delle abitudini: i riflessi automatici o condizionati. Questi riflessi ci consentono di evitare uno speco di energie fisiche e mentali, perchè ci permettono di apprendere e acquisire una qualsiasi abitudine, di tipo sia fisico che mentale.

Elena  Lasagna

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05/03/2012

Ti è mai capitato che qualcuno ti mostrasse una croce, all’improvviso? A me è capitato. Che ne pensi?

Roberto e Filippo

Queste persone mi lasciano molto perplessa, molto  più di streghe e vampiri. Ci vorrebbe un manicomio in ogni paese di provincia!

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05/0372012

È vero che il nostro cervello si nutre da sé, non ha bisogno di nutrimento?

Patrizia

Come si nutre da sé? Il cervello come qualsiasi altro organo nelle fasi di attività riceve una maggior quantità di sangue durante il lavoro intellettuale; ed è un organo che ha la portata circolatoria più elevata: in ventiquattro ore registra il passaggio di 2160 litri di sangue. Il metabolismo cerebrale è caratterizzato soprattutto da scambi di sostanze come il calcio e il fosforo che hanno una funzione dinamizzante. La carenza di uno o di entrambi questi elementi può provocare serie difficoltà, specialmente a chi è impegnato in un’attività intellettuale.

Altre sostanze utili al nutrimento del cervello sono il magnesio, le vitamine, e ossigeno. Poi, passando dagli elementi a sostanze chimiche più complesse, l’acido” glutammico” anche lui svolge una funzione di rilievo nel metabolismo cerebrale. Esso è anche chiamato “amminoacido dell’intelligenza” Proprio perchè ha proprietà di normalizzare il funzionamento delle cellule cerebrali, facilita l’attenzione e l’apprendimento e, come il magnesio, ha una parte predominante nei processi mnemonici.

Elena  Lasagna

ALCUNE RICETTE DI CASA MIA QUATTORDICESIMA PARTE

19/02/2012

IN CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA    Vorrei imparare a fare dei primi piatti di gran gusto però in forma light, è possibile mettere insieme le due cose?

ELENA    Certo! Si può fare tutto! Eccoti una ricetta pronta per Te.

Cannelloni di baccalà  alla vicentina

Ingredienti per il baccalà alla vicentina: un kg di stoccafisso ammollato o baccalà dissalato, q.b., due cipolle grandi, prezzemolo tritato,  tre filetti d’acciuga sott’olio, aglio, parmigiano grattugiato, 1/2 di latte, olio extravergine d’oliva.

Ingredienti per completare il piatto: uova, farina di semola di grano duro (rimacinata), oppure farina “0” al settanta % e il trenta di farina di grano saraceno, uova, olio extravergine d’oliva, latte, zenzero, noce moscata farina di riso, due sottilette, sugo al pomodoro, basilico, timo e alloro, parmigiano grattugiato.

Esecuzione del baccalà: rosoliamo la cipolla affettata, aggiungiamo il baccalà pulito dalle spine, mettiamo le acciughe a pezzetti, l’aglio e il prezzemolo, il latte e il parmigiano. Mettiamo il coperchio e lasciamo cuocere fino ad esaurimento dei liquidi e dall’aspetto stracotto e gradevole alla vista e al gusto.

Esecuzione dei cannelloni: dopo aver tagliato i rettangoli, e fatto la besciamella con il latte, la farina di riso, due cucchiai di olio, la noce moscata, lo zenzero e le sottilette, passiamo al riempimento dei cannelloni. Poi procediamo come nelle preparazioni classiche: uno strato di besciamella, formaggio grattugiato, ragù e così via,… mettere in forno a 180° per mezz’ora circa. ( Per non essicare troppo la pasta spruzzare con il latte ). Da servire con un prosecco roseé del Trentino.

21/02/2012

FEDERICA    Anche se mi laurerò in scienze dell’alimentazione, vorrei imparare ugualmente tutte le ricette possibili; perché vorrei che nella mia cucina entrassero anche  tutte le ricette regionali, Tu che ne dici?

ELENA   Io credo che tu debba seguire il tuo sogno, se tu ami questo e cioè inserire nella tua cucina proprio tutto, sei libera di farlo. Ma se la tua cucina fosse particolare per una determinata cultura curando molto le combinazioni degli ingredienti per la salvaguardia della salute? E non solo, così ognuno è libero di scegliere; anch’io penso che un bravo chef dovrebbe essere in grado di saper preparare con amore, creare ogni tipo di ricetta regionale o no, e con grande fantasia, saper entrare nella mente del cliente per capire come vorrebbe che gli fosse presentato  il piatto! A proposito, ho visto il dolce dell’ultima ricetta: “Hai superato me”! Ne ero sicura!

FEDERICA    Oggi facciamo un’altra torta di mele? Posso avere un’altra ricetta?

ELENA    Sì, perché di torte di mele ne ho ancora molte da proporti! A proposito hai fatto le mie lattughe, o chiacchere? La ricetta si trova nell’undicesimo articolo di cucina.

FEDERICA    Sì, le ha fatte mia madre: erano squisite, sono piaciute molto ad Alessandro perchè sono molto leggere, senza burro e poi così sottili. Grazie!

ELENA    Ora ti darò la ricetta di una delle mie torte di mele  preferita.

Torta di mele al cacao

Ingredienti: un kg di mele, io uso le fuji, le renette, o la mela imperatore, dipende da quali sono le migliori in questo periodo. Quattro uova, un cucchiaio di cacao amaro, succo di limone, duecentocinquanta grammi di zucchero,  centocinquanta grammi di margarina, ( senza grassi idrogenati) mezzo bicchierino di liquore al mandarino, quattro etti di farina doppio zero, una vanillina e una bustina di lievito per dolci. Per la guarnizione: zucchero a velo vanigliato e panna montata o crema chantilly.

Esecuzione: sbucciamo le mele, le affettiamo abbastanza fini, ( mezzo cm circa o meno). In un recipiente battiamo lo zucchero con i tuorli, il composto dovrà diventare una crema spumosa. Incorporiamo adagio la margarina sciolta a temperatura ambiente e continuiamo a mescolare, poi mettiamo il liquore, la buccia grattugiata e un po’ di succo di limone. Ora incorporiamo la farina con il lievito, la vanillina e il cacao. Nel frattempo abbiamo montato gli albumi a neve e ora verranno incorporati adagio, mescolando dal basso verso l’alto,  per ultimo amalgamiamo le mele, facendo attenzione a non smontare gli albumi. Lasciamo cuocere il dolce per cinquanta min. circa a 180-190 g°. a forno già preriscaldato. Controllare la cottura! Quando la torta si sarà intiepidita cospargerla di zucchero a velo, e a piacimento si potrà gustare con crema chantilly. Il vino adatto è un buon passito italiano. Domani te ne mostrerò un’altra!

FEDERICA    Anche questa dovrebbe essere squisita!

22/02/2012

FEDERICA   E oggi hai rispettato la dieta nel primo giorno di Quaresima? Cos’ hai preparato?

ELENA    Ho preparato il baccalà alla pietra ollare con le patate al forno. Se si potesse dire questa parola direi che era” squisitissimo” ma mi limito ad un solo superlativo: Era squisito!

FEDERICA    Come si fa il baccalà ai ferri? Io l’ho mangiato fritto, alla vicentina, al forno ma ai ferri credevo che non fosse possibile.

ELENA    Di impossibile in cucina non c’è niente. Ora ti darò la ricetta.

Baccalà alla piastra o ai ferri

Ingredienti: Baccalà, la quantità che serve, olio extravergine d’oliva, pepe, sale, spezie, prezzemolo, origano, acciughe sott’olio.

Esecuzione: Comperare del baccalà dissalato o tenerlo a bagno per due giorni, curandoci di cambiare l’acqua spesso. Tagliare i pezzi  da sette, otto cm. circa. Prepariamo una salsa con olio di oliva e tutti gli ingredienti sopra elencati. Lo lasciamo a bagno una notte in questa farcia, il giorno seguente lo mettiamo  a sgocciolare sopra una grata , poi, andrà sulla piastra. Dovremo prenderci cura fino alla cottura, nel senso che dovremo metterlo prima sulla parte della pelle, poi girarlo: se occorre pennellarlo con la salsa, procedere in questo modo fino al raggiungimento di una cottura perfetta. Servire con un po’ della salsa che abbiamo tenuto da parte. Ottimo con le patate al forno e un bicchiere  di” Pinot delle Dolomiti “.

N. B. In questa esecuzione il baccalà non andrà impanato né infarinato; la crosticina si formerà con la sua pelle.

ELENA    Come ti avevo promesso oggi ti darò un’altra ricetta della torta di mele.

Torta di mele in pasta sfoglia

Ingredienti: settecentocinquanta grammi di pasta sfoglia, cinque mele renette, pan di spagna o savoiardi, zucchero a velo vanigliato, uva sultanina già ammollata nel liquore alla vaniglia e strizzata, cannella in polvere, ginseng, un uovo, latte q.b. centoventicinque grammi di mascarpone, caramello.

Esecuzione: il giorno prima faremo la pasta sfoglia, la lasceremo in frigorifero per una notte: risulterà più friabile. Ritaglieremo tre dischi di uguale spessore; nel frattempo abbiamo tagliato le mele a fettine, le abbiamo passate al tegame con lo zucchero a velo, la cannella, più l’uvetta, un cucchiaino di caffè al ginseng. Le passiamo per qualche min. per facilitarne la cottura in forno, perché con questo tipo di pasta la cottura sarà più breve. Abbiamo già rivestito la teglia con la carta da forno, ora, metteremo il primo disco di sfoglia, faremo uno strato di qualche millimetro con il pan di spagna o i savoiardi sbriciolati e procediamo con uno strato di mele. Andremo avanti con l’altro disco con lo stesso procedimento fino ad arrivare all’ultimo disco di sfoglia che lasceremo libero. La torta andrà in forno preriscaldato a 180 ° per venticinque minuti. Controllare la cottura. Lasciare intiepidire e farcire il piano della torta con crema al mascarpone ( fatta con tuorlo e zucchero a velo, più albume montato a neve, e un po’ di latte ). Sopra la crema metteremo delle fettine di mele a raggiera che abbiamo tenuto da parte. Si può cospargere un poco di cacao dolce o il caramello fatto in precedenza. Il dolce sarà squisito: da consumare in giornata.

ELENA   Domani  te ne scriverò un’ altra…

FEDERICA     Sono senza parole! Anche questa dev’essere squisita! Ma sarò in grado di farla per bene?

ELENA    Io di te mi fido! Ho visto le tue capacità. Non dovrà per forza risultare come la mia; anche perché se proviamo a metterci in gara in dieci persone, anche usando gli stessi ingredienti con la stessa prassi ogni torta sarà diversa: dipende dalla mano, dall’amore che uno ci mette! Quindi, potresti stupire te stessa. A domani… Ciao!

Elena  Lasagna

ALCUNE RICETTE DI CASA MIA TREDICESIMA PARTE

09/02/2012

In cucina con Federica

 

 

 

 

FEDERICA   Quale miglior periodo di questo per cucinare la polenta? Il freddo m’ispira cibi calorici e grassi da consumarsi con la polenta di mais.

ELENA     Ci sono ricette molto golose accompagnate da : polenta all’onda, polenta abbrustolita, polenta pasticciata, ecc… (ovviamente per chi non ha problemi di colesterolo).

Incominciamo da una ricetta semplice con la polenta al forno; sono le uova strapazzate al burro spolverate di parmigiano. Sempre con la polenta al forno faremo le salsicce alla piastra, poi stufate con porri e piselli. Con la polenta appena cotta, ancora fumante potremo fare uno stracotto con gli ossibuchi, poi la polenta pasticciata.

FEDERICA    Non ho mai fatto la polenta di mais, posso farla io?

ELENA    Certo!  In una casseruola mettiamo l’acqua a bollire, aggiungeremo il sale e con la frusta verseremo la farina di mais piano per non fare grumi. Deve avere una consistenza cremosa, perché mano a mano che prenderà la cottura si addenserà molto. Dopo aver mescolato bene mettiamo il coperchio e la faremo sobbollire per circa quaranta minuti. Passato il tempo va consumata ancora bollente o andrà versata in un recipiente piatto per farla raffreddare ed eventualmente tagliarla a fette per altri usi.

Ossibuchi stufati

Ingredienti: ossibuchi di manzo, sale, pepe, alloro, salvia, ginepro due bacche, una cipolla grossa, una carota, una costa di sedano, olio extravergine, d’oliva, farina di riso, conserva di pomodoro fresco, vino rosato e brodo vegetale.

Prendiamo gli ossibuchi che ci servono, andranno incisi sulla cotenna per non farli arricciare. Li passiamo nella farina di riso, poi prendiamo la casseruola, versiamo un po’ di olio extravergine d’oliva e li facciamo dorare insieme alla cipolla tagliata fine. Ora aggiungeremo un trito di sedano e carota, alloro, ginepro, salvia  il vino e per ultimo il brodo. Li lasciamo cuocere lentamente per circa due ore  controllandoli di tanto in tanto. A cottura ultimata li impiatteremo con intorno una corona di polenta fumante.

Polenta pasticciata

Ingredienti: polenta appena fatta, gorgonzola, funghi porcini, due porri, vino bianco, chiodi di garofano, pancetta steccata a listerelle, burro, parmigiano grattugiato, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.

Esecuzione: tagliamo i porri a rondelle sottili, li soffriggiamo con l’olio, li lasciamo cuocere nel vino bianco. A parte trifoliamo i funghi con olio, prezzemolo e aglio, sale, e pepe, grigliamo un po’ la pancetta, poi, uniamo i porri ai funghi. Abbiamo appena tolto la polenta dal fuoco, la versiamo in un piatto da portata, tutto’ intorno abbiamo disposto la pancetta, il composto di porri e funghi e abbiamo distribuito  il gorgonzola a tocchetti. Ora prendiamo il burro, con l’apposito ferretto faremo dei piccoli riccioli, li metteremo sulla polenta fumante e per ultimo distribuiremo il parmigiano appena grattugiato. Il piatto andrà messo un attimo in forno a duecento g° e sarà pronto da gustare. Un bicchiere di lambrusco e via!

FEDERICA    Ora corro a casa a preparare la cena. Ciao! A domani

10/02/2012

TORTA  DI  MELE

FEDERICA    Oggi vorrei preparare una delle tue torte di mele, che ne dici?

ELENA    Di queste ricette ne ho scritte moltissime, anche perché la torta di mele si può fare in mille modi.

Federica -Una con la pasta frolla ti può andar bene?

ELENA    Ne faremo una semplice ma squisita!

Torta di mele al rum

Ingredienti per il ripieno: un chilo di mele fuji, otto amaretti, zucchero a velo vanigliato, una stecca di vaniglia, uvetta sultanina, buccia di arancia, limone, e mandarino grattugiate, farina di riso un cucchiaio, un bicchierino di amaretto.

Ingredienti per la frolla: farina doppio zero grammi trecentocinquanta, centoquaranta grammi di zucchero semolato, un uovo intero e due tuorli, cento grammi di burro, una bustina di lievito, un bicchierino di rum.

Esecuzione del ripieno: in una casseruola abbiamo messo le mele tagliate a fettine, lo zucchero vanigliato q. b. la stecca di vaniglia, gli amaretti, le scorze di agrumi, l’uvetta, l’amaretto. Ora portiamo ad ebollizione il tutto, lo togliamo dal fuoco e aggiungeremo mescolando la farina di riso. Aspetteremo che si raffreddi. Nel frattempo prepariamo la frolla facendo la fontana con la farina mescolata allo zucchero e al lievito. Adesso aggiungiamo il burro, incominciamo a mescolare, poi le uova, il liquore. Abbiamo già foderato una teglia con la carta da forno,  (diametro cent. 20) l’abbiamo imburrata,  stendiamo sul fondo metà dell’impasto, cercando di coprire uniformemente il fondo; ora controlliamo le mele che devono essere prive di succo e le stendiamo sopra l’impasto, poi andranno coperte facendo un disco con il rimanente impasto sopra un foglio di carta da forno. Dopo aver coperto le mele la inforniamo a centottanta g° per quaranta minuti. La torta andrà ricoperta di zucchero a velo. Questa torta è ottima se consumata con una cremina di cioccolato fondente fuso con il latte. Il vino adatto potrebbe essere un  buon Passito.

FEDERICA   E’ tutto chiaro, però non so se sarò capace di stendere la seconda parte della frolla e cioè la copertura.

ELENA    Io credo che con l’agilità che ti ritrovi ne farai due! Alla prossima

15/02/2012

FEDERICA    Vorrei imparare a fare un buon pollo fritto, fra tutti quelli che ho mangiato non ne ho mai trovato uno e dico uno che fosse perfetto:  era troppo bruciato fuori e crudo dentro, e il pollo crudo è orribile. Mi daresti la tua ricetta?

ELENA   Ti confesso che la prima volta che ho fatto un pollo fritto non era per niente buono proprio perché era rimasto crudo sotto l’impanatura. Ma poi ho imparato il segreto ed ora è squisito! Eccoti la ricetta.

POLLO  FRITTO

Ingredienti: pollo, rosmarino, salvia, chiodo di garofano, sale, pepe, vino bianco, due uova, farina 0 e semola di grano duro rimacinata, olio di arachidi.

Esecuzione: tagliare il pollo a pezzi piccoli, togliere la pelle, e farlo bollire per cinque minuti con le erbe, il vino bianco, sale e pepe. Togliere i pezzi di pollo dal fuoco, metterli sopra una spianatoia, asciugarli e passarli nell’uovo sbattuto, poi nelle farine mescolate insieme. Friggere in abbondante olio, prima a fuoco alto poi abbassiamo la fiamma fino alla completa cottura. quando il pollo sarà pronto servirlo sul piatto da portata sopra la carta assorbente, è squisito!

17/02/2012

FEDERICA    A proposito di carnevale, come sono le tue frittelle?

ELENA    Di frittelle ne posso mostrarti almeno un centinaio, dipende che cosa preferisci: dolci o salate?

FEDERICA    Di salate non ne conosco, mi incuriosiscono come sono?

ELENA   Sono buonissime, anche se si tratta di frittura ma sono adatte anche per chi non può mangiare i dolci.

Ingredienti: farina doppio zero, brodo di verdura o di carne, spezie macinate, pepe, sale, minestra (meglio le tagliatelle o i filini) vino bianco frizzante, tre cucchiai di latte, olio di arachidi per friggere.

Esecuzione: dobbiamo cuocere la minestra in poco brodo, perché una volta raffreddata dovrà essere priva di brodo. A questa zuppa aggiungeremo mezzo bicchiere di bollicine, il latte, le spezie e la farina, q.b. per ottenere un impasto ne troppo consistente ne troppo liquido. Raggiunto il punto di fumo nell’olio, servendoci di un cucchiaio grande formeremo delle frittelle e le versiamo nell’olio bollente, con una spatola o la pinza le giriamo, le schiacciamo un po’ perché possano raggiungere una cottura omogenea. Una volta dorate  le prendiamo una ad una, le metteremo sopra l’assorbente, poi, ricambieremo l’assorbente e le serviamo con un buon prosecco. Sono buonissime, anzi, piacciono anche ai bambini ( a loro le serviremo con la spremuta d’arancia).

 18/02/2012

ELENA    Vorrei preporti un dolce al cucchiaio per festeggiare l’otto marzo insieme a tua madre; so che preferisce i dolci al cucchiaio.

FEDERICA    Al cucchiaio? Ma  deve essere semplice perché non credo di riuscirci, anche perché non l’ho mai fatto.

ELENA   Se seguirai tutte le indicazioni alla perfezione ci riesce anche un bambino. Dico sul serio! Dai te ne detto una facile, ma ci vorrà un poco di pazienza.

BAVARESE  AL  MANDARINO

Ingredienti : duecento grammi di panna fresca, duecentottanta grammi di yogurt cremoso, centosettanta g. di latte, centosessanta g di zucchero, dodici g di colla di pesce, olio di mais, duecento g di mandarini solo la polpa privata delle pellicole protettive. Per la guarnizione: Banane, kiwi, fette di mandarino spogliate, scagliette di cioccolato.

Esecuzione: mettiamo sul fuoco lo zucchero con la polpa di mandarino, lasciare cuocere per sei minuti. Lasciamo intiepidire e frulliamo il composto, quindi,uniamo la colla di pesce ammollata in acqua e ben strizzata. Passiamo il tutto al setaccio, e lo uniamo  al latte e allo yogurt. Dopo aver montato la panna la mescoliamo al composto dal basso verso l’alto, adagio per non smontare la preparazione. Ora versiamo la massa nello stampo dopo averlo pennellato con olio di mais. Lasciamo riposare il dolce per dieci ore. Quando sarà pronto per il consumo, capovolgere lo stampo sopra un piatto da portata e guarnire sopra con panna montata, fettine di banane, qualche fettina nuda di mandarino, fettine di kiwi e scagliette di cioccolato, guarnire anche arricchendo la base del dolce. Il vino più adatto è un buon moscato di Sicilia.

ELENA    Mi saprai dire ? Mandami una foto del dolce!

FEDE    Vedo già che si sta squagliando! La prossima torta dovrà essere più semplice!

ALCUNE RICETTE DI CASA MIA DODICESIMA PARTE

02/02/201

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

seconda parte

FEDERICA    sono proprio curiosa di vedere come utilizzerai l’ultima parte del pan di spagna.

ELENA    Anch’io! No, sto scherzando questa torta l’ho già rifatta mille volte; ora te la presento:

DOLCE TARTUFATO

AI  FIORI

Ingredienti : pan di spagna soffice al cioccolato alto circa due cent., dal diametro di ventidue. Trecento grammi di cioccolato fondente, duecentocinquanta grammi di panna fresca, trenta grammi di zucchero, trenta grammi di cacao amaro, trenta grammi di zucchero a velo vanigliato, venti grammi di burro fresco, due banane, liquore Orange, filini di scorza di mandarino caramellati, mezzo cucchiaino di fecola, caffè al ginseng.

Esecuzione: intanto prepariamo una teglia apribile, la stessa dove abbiamo fatto il pan di spagna. In una casseruola mescoliamo lo zucchero con centocinquanta grammi di panna, aggiungeremo il burro, togliamo dal fuoco e mettiamo il cioccolato a pezzi, dopo averlo sciolto aggiungere mezzo bicchierino di liquore, se dovesse risultare troppo denso aggiungere un po’ di latte. Ora mettiamo il composto ottenuto nella teglia foderata con carta da  forno,  lo lasciamo raffreddare e lo metteremo in frigorifero per venti ore. Adesso bagniamo il pan di spagna con caffè al ginseng, abbiamo già tagliato a rondelle le banane, messe nel liquore con lo zucchero a velo. Togliamo dal frigorifero il composto al cioccolato, lo capovolgiamo sopra il pan di spagna e mescoliamo il cacao amaro con un cucchiaio di zucchero a velo, lo distribuiremo per tutto il dolce usando un setaccino.  Formiamo una cremina con il liquore, un po’ di fecola, e lo zucchero a velo (un bicchierino circa). Ora faremo la guarnizione mettendo tutt’intorno al dolce le rondelle di banane, per ogni rondella faremo dei petali con i filini caramellati del mandarino, infine prendiamo la rimanente panna, la montiamo con lo zucchero vanigliato e con il sacco per guarnizioni faremo gli steli dei fiori e sempre con la panna montata guarniremo il centro della torta; versiamo la cremina di liquore alla base del dolce. Et voilà so per certo che dopo avere riposato un’ora nel frigorifero la torta andrà a ruba! Vino ideale : un passito oppure un moscato siciliano.

Federica – Ne prenderei una fetta! Davvero, ora non saprei quale scegliere per festeggiare il quattordici febbraio!

ELENA    Ancora non hai visto niente! Ti troverai a realizzare  torte a cinque, a dieci piani! Alla prossima…

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04/02/2012

ELENA    Oggi voglio presentarti il ” Cuore di S Valentino “, occorrono ingredienti freschi: come i savoiardi fatti in casa, lamponi e una teglia apribile a forma di cuore.

FEDERICA    Non vedo l’ora di iniziare! Sai? Mi sono procurata delle piccole teglie per fare le prove dei tuoi dolci, oggi cercherò anche la forma di cuore e magari anche altri stampi.

ELENA   Che voto ti sei data? Sono riuscite bene?

FEDERICA    Sì, Mi darei un sei più, per non esagerare.

ELENA    Il tuo sei è un mio otto, perché so che ci metti il cuore. Quella che ti presento ora sarà l’ultima ricetta dolce prima di S. Valentino, così avrai modo di provare e riprovare fino alla perfezione.

CUORE  RIPIENO  AI  LAMPONI

Ingredienti: savoiardi freschi appena sfornati, duecento grammi di lamponi, amaretti, tre uova, farina “00” oppure fecola, trecentocinquanta grammi di cioccolato fondente, zucchero a velo vanigliato, latte, alchermes,cacao amaro, zucchero semolato, panna montata.

Esecuzione: rivestiamo il fondo dello stampo con la carta da forno. Dopo aver lavato i lamponi li stenderemo sopra alla carta assorbente, metà li passiamo al setaccio, l’altra metà servirà per guarnire il cuore. Mettiamo a sciogliere a bagno maria duecentocinquanta g. di cioccolato fondente con il latte anche questo servirà per rivestire il dolce. Ora sbattiamo i tuorli con lo zucchero, aggiungeremo la farina o fecola,  sempre mescolando metteremo il latte, un cucchiaio di amaretto,  andrà addensato a bagno maria;  con lo stesso procedimento faremo la crema al cioccolato usando il cacao, lo zucchero, e il rimanente cioccolato tagliato a pezzetti. Adesso che abbiamo davanti tutti gli ingredienti prendiamo la teglia, sul fondo stenderemo un velo sottile di cioccolato fuso (il primo che abbiamo cucinato) quindi copriamo il fondo con i savoiardi imbevuti nell’alchermes, copriamo con la crema, sbriciolare gli amaretti e faremo un altro strato di savoiardi imbevuti nel succo di lamponi, poi, via con la seconda crema al cioccolato, copriamo con i savoiardi,  un velo di panna montata con lo zucchero vanigliato, e così via…Ora, rivestiamo il nostro dolce con il cioccolato fuso, assicuriamoci di rivestire anche i bordi; mettiamo i lamponi a corona e guarniremo con la panna montata. Lasciamolo riposare on’oretta circa e sarà pronto per la festa.

Ora voglio mostrarti questa foto: si tratta della ” Torta ai bignè ” , la ricetta la potrai trovare nell’articolo: Alcune ricette…nona parte. Che ne dici?

TORTA  AI  BIGNÈ

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07/02/2012

ELENA    Oggi vorrei mostrarti un menù completo: un primo, un secondo e anche se ti avevo detto che non ti  avrei più mostrato dei dolci  prima della festa, ora ho cambiato idea perché questo si accompagna con le pietanze che ora ti cucinerò.

FEDERICA    La cucina mi appassiona sempre di più! Domenica ho realizzato l’ultimo dolce che mi hai consigliato; ho fatto anche i savoiardi freschi, ho trovato delle formine piccole ed è riuscito discretamente: anzi, Alessandro credeva che l’avessi acquistato in pasticceria.

ELENA   Questo non può che rendermi orgogliosa. Ora ti detterò le ricette: faremo un primo gustoso ma delicato, sono degli gnocchetti piccoli di ricotta e patate; il secondo una trota salmonata al forno in salsa; e per il dolce faremo delle crostatine eleganti e buonissime!

Ingredienti per il primo: patate per gnocchi, ricotta vaccina fresca, noce moscata, un uovo, semola di grano duro. Per il ragù : Prosciutto cotto tagliato a piccoli dadini, crema di piselli, parmigiano, latte, formaggio fuso olio extravergine d’oliva, basilico e chiodo di garofano.

Esecuzione: mettiamo le patate cotte sulla spianatoia insieme alla ricotta un  50%, apriamo un cratere sul mezzo e metteremo l’uovo, la noce moscata e mescoliamo fino ad ottenere un bell’impasto. Poi, stendiamo la farina e lo arrotoliamo fino a ottenere un impasto sodo ma tenero. Ora faremo gli gnocchetti e li lasciamo stesi sulla spianatoia, dopo li passeremo uno ad uno sull’apposito stampo o si possono modellare sopra il rovescio di una grattugia, oppure con una forchetta. Per il condimento lessiamo i piselli, li passiamo al passaverdura: la crema ottenuta verrà diluita con il latte caldo e poco formaggio fuso, andremo a formare una crema non troppo densa, se occorre mettere mezzo cucchiaino di farina di riso, due cucchiai di olio, chiodo di garofano macinato e basilico. Dopo aver scolato gli gnocchi metterli nella padella del condimento caldo, dove abbiamo messo anche il cotto a dadini, spadellare, aggiungere qualche pizzico di parmigiano e impiattare.

TROTA  SALMONATA  IN  SALSA

Ingredienti: trote salmonate che servono, pompelmo, limone, aceto di mele, sale, pepe, prezzemolo, spezie, capperi, cipolla, aglio, olio extravergine d’oliva, poco peperoncino.

Esecuzione: mettiamo le trote nel succo di pompelmo per un’ora circa. Poi, le pennelliamo con la salsa che abbiamo ottenuto frullando capperi, prezzemolo, e tutti gli ingredienti sopra elencati, il risultato sarà un’emulsione non densa, l’olio deve abbondare. Dopo la cottura in forno a duecento gradi°adageremo i filetti di pesce nel piatto da portata e verseremo qualche cucchiaiata di salsa per tutto il pesce. Questa pietanza è ottima accompagnata da fagiolini lessati, o finocchi al gratin, meglio ancora una salsa di verdure miste stufate in olio e ceto di mele.

CROSTATINE  DELICATE  ALLA  FRUTTA

Ingredienti per la frolla: duecento grammi di farina doppio zero, cento grammi di farina di mandorle tritate finemente, cinquanta grammi di farina di mais macinata due volte, due tuorli, cento grammi di burro, centocinquanta grammi di zucchero semolato, un bicchierino di liquore al maraschino, una bustina di lievito per dolci, se occorre aggiungere un po’ di succo di arancia.

Ingredienti per la farcia: mascarpone, uova, latte, zucchero vanigliato,  gelatina alla frutta, lamponi e mirtilli freschi, oppure pesche sciroppate, amaretti, cioccolato bianco fuso.

Esecuzione: dopo aver mescolato le tre farine con il lievito, aggiungere le uova e tutti gli ingredienti. Fare l’impasto, ma non deve essere lavorato molto per non sprigionare il glutine. Ora mettiamo un leggero strato dell’impasto nelle formine da crostata precedentemente imburrate e infarinate, o cosparse di pane grattugiato. Le mettiamo nel forno a centottanta gradi° per circa venti min. le controlliamo e le lasciamo raffreddare.

Esecuzione della farcia: mescoliamo il mascarpone con due tuorli, lo zucchero vanigliato, il latte, q. b. e dopo aver realizzato una crema soffice aggiungeremo un po’ di cioccolato bianco fuso nel latte, triteremo degli amaretti e li aggiungeremo al dolce. Riempiamo le frolline con questa crema, la frutta, e pennelleremo la superficie con la gelatina , possiamo sostituire la gelatina con una spolverata di zucchero a velo, oppure con del cacao dolce.

FEDERICA   Non hai mai pensato di aprire un ristorante?

ELENA    No, ne ho parlato con altre mie amiche ma non facevo sul serio. La buona cucina per me è indispensabile, ma non ho mai pensato di fare dell’arte gastronomica il mio primo lavoro. Questo lo lascio a te! Magari, potrei darti una mano in certi momenti particolari di piena.     A questo menù potremo abbinare un vino unico: un buon Chardonnay! Alla prossima!

ALCUNE RICETTE DI CASA MIA UNDICESIMA PARTE

17/01/2012

Continuo con le mie ricette invernali.

Carciofi  ripieni,  in  brodo  di  carne.

Ingredienti: carciofi, aglio, prezzemolo, salsiccia, pane grattugiato, parmigiano, brodo di carne, olio extravergine d’oliva.

Esecuzione: laviamo bene i carciofi, togliamo le foglie dure, li mettiamo capovolti in un recipiente al buio. Ora, mettiamo la salsiccia sulla piastra a  rosolare, mentre sul tagliere sono già pronti gli altri ingredienti da sminuzzare. In una terrina abbiamo grattugiato il pane e un cucchiaio di parmigiano: versiamo il composto di erbe e la salsiccia tagliata fine; dopo di che faremo un impasto per farcire i carciofi. Li mettiamo in una casseruola con due mestoli di brodo e li portiamo alla cottura lentamente. A fine cottura li lasciamo intiepidire, poi verseremo qualche cucchiaio di olio.

Elena  lasagna

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17/01/2012

Braciole di maiale con cipolle rosse e cannellini

Ingredienti: Braciole con l’osso, aglio e salvia, latte, burro, olio extravergine d’oliva, aceto, sale, pepe. cipolle di tropea, cannellini lessati, basilico.

Esecuzione: laviamo la carne, l’asciughiamo e la mettiamo a bagno nel latte per una notte. Intanto lessiamo i fagioli e tagliamo le cipolle sottili, andranno conditi insieme con olio, aceto, basilico e sale. Poi, togliamo la carne dal latte, l’asciughiamo e la passiamo accuratamente con l’aglio e salvia.  La ungeremo con l’olio, la faremo cuocere e dorare sulla piastra. A cottura ultimata la pennelliamo con burro fuso caldo ma non bollente. Le braciole andranno messe nel centro del piatto da portata con intorno le verdure preparate in precedenza.

Elena  Lasagna

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20/01/2012

Il mio  Limoncello

Ingredienti: venti limoni grossi non trattati, mezzo litro di alcool, cinquecento grammi di zucchero, un litro del loro succo, due chiodi di garofano.

Esecuzione: lavare accuratamente i limoni,togliere le bucce solo la parte gialla, metterle a macero nell’alcool per venti giorni. Poi, fare bollire l’acqua con lo zucchero, lasciare raffreddare, versare il macero dell’alcool e limoni, filtrare e conservarlo nelle bottigliette.

Il mio nocino

Ingredienti: Le noci si  raccoglieranno il giorno di San Giovanni. Quaranta noci, ma se sono molto grosse ne toglieremo qualcuna, una stecca di vaniglia, un chilogrammo di zucchero e un litro di alcool, un vaso dalla capienza di quattro chilogrammi circa.

Esecuzione: dopo aver lavato e asciugato le noci le tagliamo in quattro, le mettiamo nel vaso con la stecca di vaniglia intera. Aggiungeremo lo zucchero, poi l’alcool infine chiuderemo il vaso ermeticamente. Lasciare il vaso in un posto all’aperto, per sei mesi, non dovrà essere esposto a correnti o a sole diretto, ricordiamoci di mescolare agitando il vaso di tanto in tanto. Una volta scaduto il tempo di posa lo metteremo nella dispensa e il nocino sarà pronto da gustare, ottimo sui dolci al cioccolato, sullo zabaione, e il fior di latte.

N.B. queste due ricette fanno parte del ricettario di mia nonna.

Elena  Lasagna

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21/01/201

Lattughe o chiacchiere oppure frappe

di carnevale.

Fra tutte le ricette che ho provato per questi dolci, strano, ma quella che preferisco è proprio questa, ed è una fra le prime.

Ingredienti: farina doppio zero, uova, zucchero semolato, zucchero a velo vanigliato, olio di mais, maraschino, olio di arachidi.

Esecuzione:  decidiamo per quante persone dovremo fare questi dolci. Disponiamo la farina a fontana, per ogni uovo di media grandezza mettiamo un cucchiaio di olio di mais, un cucchiaio di zucchero semolato, e un cucchiaio abbondante di liquore, ora impastiamo gli ingredienti amalgamando bene il tutto. Lasciamo riposare quindici min. circa e procediamo a tirare la sfoglia sottile. Arrivati a questo punto daremo forma alle lattughe. Nella padella abbiamo già messo l’olio che ha raggiunto il punto di fumo ideale; abbiamo preparato un recipiente piatto e largo foderato con carta assorbente. Mano a mano che friggeremo, i dolci verranno messi delicatamente sopra il grande vassoio e spolverati con zucchero a velo vanigliato. Le lattughe risulteranno impalpabili, croccanti e leggere. Buon carnevale!

Elena  Lasagna

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27/01/2012

In  cucina  con  Federica

FEDERICA   Vorrei poter realizzare qualche ricetta, anche per fare una sorpresa a mia madre “. Incominciamo dai dolci “. Sai cosa mi diceva mia nonna? << Quando in un piatto indovinerai tutti gli ingredienti, allora sarai sulla buona strada >>.

TORTA ALLE CREME E AGRUMI

 ELENA    Questo dolce è stato realizzato da me per un’occasione speciale. Sarò buona, ti dirò tutti gli ingredienti perché sei all’inizio del tuo viaggio in cucina.

Ingredienti: Pan di spagna soffice e abbastanza elastico perché dovrai dargli una forma di cilindro basso e vuoto. Ricotta, panna montata, uova, vaniglia, zucchero semolato e a velo vanigliato, latte, fogli di pectina, fecola, wafer alla vaniglia, composta di agrumi misti ( non dovrà essere una marmellata ). Come puoi notare gli ingredienti non contengono grandi quantità di colesterolo.

FEDERICA  ” Mi sa tanto che ne vedremo delle belle ” !

ELENA   ” Io credo che ci riuscirai ” !

 30/01/2012

ELENA    Sinceramente non pensavo di vedere questi risultati, anche se non hai usato la stessa prassi, hai dimostrato grandi capacità creative, per la prossima torta ti dirò qualcosa in più.

 FEDERICA    Se per determinazione s’intende mettere tutti i propri sforzi per raggiungere l’obiettivo, allora sì, anche se prima credevo che fosse meglio utilizzare il proprio talento solo per lo studio, e per curare l’aspetto esteriore. Sai? Ora non mi basta più, ho bisogno di approfondire, di sviscerare ciò che ho dentro. Ti confesso che non è stato facile realizzare questo dolce, all’inizio mi scappava da tutte le parti, poi, finalmente un lampo di genio, se così si può dire, però  sono stata tentata molte volte  di chiamarti in aiuto ora sono contenta di non averlo fatto, non vedo l’ora di farne un’altro.

31/01/2012

FEDERICA   Ho pensato che quest’anno festeggeremo San Valentino in casa, la mia sorpresa per Alessandro sarà il dolce, che ne dici?

ELENA    Ti mostrerò la foto di un dolce di pasta sfoglia al cioccolato, questa volta vorrei lasciarti oltre agli ingredienti anche l’esecuzione, poi sarai tu a decidere se copiarla oppure lavorare di fantasia.

                                                     Torta di pasta sfoglia al cioccolato

alla crema di amarene e fichi caramellati.

Ingredienti: pasta sfoglia al cioccolato, pan di spagna al cioccolato, cioccolato fondente, zucchero a velo vanigliato, amarene sciroppate, fichi caramellati, liquore al maraschino, latte, cacao.

Esecuzione: prepariamo un pan di spagna soffice, soffice, togliendo qualche albume, aggiungendo il cacao. Prepariamo anche una pasta sfoglia friabile al cioccolato usando gli stessi ingredienti di una pasta sfoglia normale, aggiungendo solo cacao e maraschino, la tiriamo sottile e faremo tre dischi.

Ora, prendiamo il pan di spagna, lo divideremo in tre parti uguali in maniera orizzontale, in questa torta ne basta solo una parte di un centimetro e mezzo circa (le altre due parti rimanenti le useremo domani per un altro dolce). Prendiamo il disco di pan di spagna, lo irroriamo un po’ con il liquore, adesso prendiamo le amarene sciroppate dalle quali abbiamo ottenuto una crema e la stendiamo sopra il disco ( se non si trovano le amarene si possono usare le fragole). Prendiamo il primo disco di pasta sfoglia già sfornata e intiepidita, copriremo lo strato di amarene e lo pennelleremo con gelatina di fichi caramellati che abbiamo frullato, poi, uno strato di cioccolato fuso nel latte, copriamo con l’altro disco, questa parte invece la copriremo ancora con la cremina di amarene, ora, siamo all’ultimo strato, copriamo con l’ultimo disco, pennellata di fichi, il cioccolato fuso, zucchero a velo e lamelle di cioccolato fondente. Il dolce è pronto da gustare. ( Per apprezzarne la fragranza andrebbe consumato subito). Vino ideale per questo dolce è il  ” Brachetto d’Acqui “.

01/02/2012

FEDERICA    Sono curiosa di vedere che dolce mi proponi con i dischi di pan di spagna al cioccolato.

ELENA   Questi due dischi li ho separati e chiusi sotto vuoto; oggi ne useremo soltanto uno, l’altro servirà per il dolce di domani.

ELENA    Ora ti darò tutti gli ingredienti e l’esecuzione di questa torta chiamata ” DOLCE  NEVE “

Ingredienti: Pan di spagna al cioccolato alto circa due cm dal diametro di ventidue. Quattro etti di ricotta vaccina, latte q. b., zucchero a velo vanigliato, duecentocinquanta grammi di mascarpone, tre uova, cioccolato fondente, liquore all’amaretto, oppure al caffè. cacao amaro, frollini, farina di cocco, zucchero semolato.

Esecuzione: Mettiamo il pan di spagna sul piatto da portata, setacciamo la ricotta, che andrà dolcificata con lo zucchero a velo. Prendiamo una parte di mascarpone, lo mescoliamo con un po’ di latte e zucchero a velo e lo uniremo alla ricotta. Faremo una bella crema densa perché non deve colare, dopo di che grattugeremo il cioccolato e faremo una stracciatella. Ora prendiamo l’altra parte di ricotta e mascarpone, metteremo il cacao, un po’ di latte e gli albumi e neve; prendiamo i biscotti li spezzettiamo e andranno uniti alla crema al cioccolato. Adesso facciamo un buonissimo zabaione soffice ma denso. Incominciamo a dare forma alla torta: inizieremo con il bagnare il disco con il latte di cocco, poi,  spargeremo la crema al cacao sopra il pan di spagna, il secondo strato sarà quello della stracciatella e l’ultimo sarà lo zabaione. La torta dovrà raggiungere  circa dieci centimetri di altezza. La guarniremo con una glassa ricavata da albumi, zucchero e farina di cocco; andrà rivestita completamente di bianco. Dopo aver riposato un’ora al fresco il dolce sarà pronto per il consumo. Il vino adatto : un moscato frizzante dolce del Piemonte.

FEDERICA   Non vedo l’ora di assaggiare anche questa; se vado avanti con questo ritmo ingrasserò?

ELENA    Forse i primi tempi assaggerai anche per assicurarti che sia riuscito bene, ma poi, mano a mano che passa il tempo credo che non ti sfiorirà nemmeno l’idea di portarti alla bocca un solo pizzico di quello che stai creando. Vedrai! E’ così per tutti. A domani!  Continua…