RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE VENTITREESIMA PARTE

25/03/2016

ALLERGIE

 

Ho fatto degli esami per curare l’allergia, perché ci si ammala di allergie?  Si guarisce per sempre?

Gabriella

 

In passato ho già risposto in altri articoli sulle allergie,  cercali  nelle pagine e nelle risposte ai lettori. Comunque approfondirò ancora di più questo argomento.

 

Se devo rispondere che cos’è l’allergia io ti dico che è la capacità di un organismo di reagire in maniera anomala verso gli allergeni che sono le sostanze con cui era stato precedentemente sensibilizzato.  L’origine della malattia e delle sue manifestazioni sono:  la produzione di istamina e di sostanze istaminosimili in seguito alla relazione anticorpo-allergene;  l’alterazione del metabolismo istaminico con conseguenti disergie dei tessuti,  la predisposizione organica.

Si ritiene che  la costituzione allergica di una persona sia in relazione alla presenza di una coppia di geni allelomorfi Hh ( H, gene naturale; h,  gene allergico) per cui negli eterozigoti recessivi hh si avrebbe l’insorgenza di una allergia grave già nella prima infanzia,  negli eterozigoti di tipo Hh invece un allergia di tipo lieve comparirebbe soltanto dopo la pubertà,  mentre i soggetti HH sarebbero individui sani.

L’intensa produzione di istamina e sostanze ist-simili sono i responsabili del quadro istologico tipico dell’allergia,  che è caratterizzata da vasodilatazione molto intensa,  aumentata permeabilità capillare con essudazione dei tessuti compatti;  c’è una dissociazione degli elementi cellulari con la modificazione degli organi.  In risposta all’introduzione dell’allergene,  le reazioni allergiche si distinguono in immediate e in ritardate.  Nella prima reazione i tessuti reagiscono molto rapidamente alla reazione dell’allergene,  mentre nella reazione allergica ritardata c’è un contatto abbastanza prolungato con l’allergene,  un tempo di incubazione definito,  la presenza di un processo infettivo,  di sostanze coadiuvanti e modalità peculiari di introduzione.

  Le manifestazioni tipiche di allergia,  in questo caso insorgono molte ore dopo (8-48)  il contagio con l’allergene e la reazione si protrae per molti giorni.  Sono caratteristiche per questo gruppo le allergie batteriche,  virali,  parassitarie,  le dermatiti da contatto e molte altre.

 Il riconoscimento di stati allergici e dei fattori allergizzanti è possibile con l’esecuzione di reazioni specifiche,  che si basano sulle capacità  della pelle e delle mucose a reagire,  se poste a contatto con la sostanza sensibilizzante. In relazione al tipo di penetrazione dell’allergene si distinguono:  allergie da inalazione,  di cui sono soprattutto importanti le pollinosi,  ( corizza da fieno,  asma da fieno ) che si manifestano con starnuti,  lacrimazione intensa,  rinorrea,  fotofobia,  spasmo bronchiale,  ecc.  La terapia prevede una desensibilizzazione specifica,  dove sia possibile isolare l’allergene,,  con la somministrazione di adrenalina, ACTH,  cortisonici,  aminofillinici per eliminare le manifestazioni acute;  allergie alimentari, che si manifestano con l’orticaria,  eczemi,  edemi angioneurotici;  in questo coso si consiglia la prescrizione di diete di eliminazione con prograssiva sostituzione dei cibi che possono provocare eventuali allergie. Poi ci sono le allergie medicamentose di cui sono note soprattutto la malattia da siero e lo shock da siero;  la terapia si basa sulla desensibilizzazione e sulla somministrazione di adrenalina,  cortisonici e antistaminici.  Poi c’è l’allergia emotiva,  l’ipersensibilità agli stimoli emotivi.

Questa ipersensibilità,  considerata un caso particolare di allergia detta anche ” anafilassi “, sono differenziabili una fase di sensibilizzazione,  quando viene somministrato per la prima volta l’agente anafilattogeno,  un periodo di incubazione (15-20 giorni) durante il quale si formano nell’organismo gli anticorpi specifici,  e una terza fase, corrispondente all’iniezione scatenante, nella quale la successiva iniezione della sostanza anafilattogena scatena la reazione anafilattica.

Sono differenziabili un’anafilassi attiva indotta immediatamente dall’azione dell’antigene, e un’anafilassi passiva,  che può essere trasmessa a un altro animale inoculandogli il sangue di un animale ipersensibilizzato; queste si differenziano relativamente alla produzione di anticorpi.

Le polimorfe manifestazioni anafilattiche riconoscono una comune base patogenetica nella produzione di istamina, e le sostanze istaminosimili che si formano nell’organismo,  n seguito alla reazione anticorpo-antigene,  e sono responsabili delle manifestazioni più gravi a carico dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio.

Molto importante è anche la malattia da siero conseguente all’inoculazione terapeutica di sieri (antitetanico, antidifterico);  una malattia da siero è differenziabile da prima iniezione, con sintomatologia  prevalentemente rappresentata da  esantema, edema locale e generalizzato,  e una malattia da siero da seconda iniezione,  con manifestazioni gravi  (shock siero anafilattico) di tipo respiratorio con semi-apnea,  apnea e cutaneo,  pallore intenso, con chiazze cianotiche, sudorazione profusa, rilassamento muscolare generale. I casi di morte sono rari, e questa sintomatologia regredisce rapidamente.  La diagnosi di eventuali stati di anafilassi  è possibile con l’intradermoreazione.

Oltre che per l’introduzione iniettiva dell’antigene,  possono verificarsi fenomeni anafilattici di minore o maggiore entità, importanza,  per assunzione della sostanza antigenica per via orale, è questo il caso di anafilassi alimentare che si manifesta in molte persone per l’ingestione di determinati alimenti o per inalazione della stessa.  Il quadro morboso dell’anafilassi si giova della somministrazione di adrenalina,  antistaminici e di cortisonici. Le manifestazioni anafilattiche vengono  indicate come ipersensibilità emotive ai traumi psichici.

 

  07/04/2016

Si può guarire dal cosiddetto fungo di mare?  Perché ci si infetta, proprio al mare? Ci sono cura efficaci?

Angela

 

Questa dermatosi è molto diffusa che si evidenzia soprattutto nella stagione estiva,  è sostenuta dal fungo “malassenzia furfur” che si insedia nel primo strato della pelle: lo strato corneo. Tale fungo in medicina è conosciuto come “La pitiriasi versicolor” , è presente come ospite abituale sulla pelle di tutte le persone,  in certe condizioni si virulenta e da ospite abituale della cute si trasforma in parassita  provocando la malattia.  Si manifesta con chiazze di color rosa o colore marrone chiaro, la sua forma varia, da rotonda ad ovalare,  isolate confluenti in ampie aree a superficie desquamante;  le squame possono essere distaccate dalle lesioni con una semplice raschiatura.

Le sedi di localizzazione di tale dermatosi sono elettivamente il tronco,  gli arti superiori,  il collo, le spalle molto raramente è interessato il viso.Dopo l’esposizione ai raggi solari le aree infette non si pigmentano,  e sono in netto contrasto con il resto della pelle sana e abbronzata.  Molto probabilmente la depigmentazione è in relazione ad una interferenza del micete nella sintesi della melanina. non è una malattia ereditaria,  ma c’è una certa predisposizione, ci sono cause predisponenti che possono essere considerate  la malnutrizione, l’avitaminosi,  le infezioni croniche,  le diete,  i trattamenti corticostiroidei protratti,  la somministrazione di alcuni medicamenti,  ma diciamo che c’è una forte  predisposizione  individuale,  per cui ci sono alcuni individui che tenderanno ad avere tale malattia e altri non ne verranno mai toccati da questa dermatosi.  Tra i fattori scatenanti il sudore è uno dei più importanti;  infatti la sudorazione porta ad un innalzamento del PH idrolipidico che normalmente ricopre la superficie cutanea.  Tale variazione fa venir meno la difesa naturale che il film idrolipidico con il suo PH acido svolge nei confronti dei microbi e dei miceti.  È abbastanza difficile il contagio dal malato al sano proprio per la necessità della presenza dei fattori predisponenti o scatenanti.

Per ciò che riguarda la cura,  nonostante esistano dei trattamenti efficacissimi,  le recidive purtroppo sono sempre molto frequenti;  per cercare di prevenirle sarebbe bene usare , specialmente nelle stagioni  più calde saponi a PH acido che servono a mantenere il film idrolipidico che ricopre la pelle sempre allo stesso PH acido fisiologico.

Elena  Lasagna

 

07/04/2016

 

Da un po’ di tempo ho difficoltà a concentrarmi su qualcosa,  non riesco nemmeno a risolverere un piccolo problema di  mio figlio, non posso più aiutarlo nei compiti della scuola, spero di non avere un inizio di alzheimer.

Rosangela

 

Dovresti recarti dal tuo medico, chi meglio di lui sa indicarti la terapia giusta.  Io non credo che tu sia affetta da alzheimer,  forse soffri di “, è aprosessia”,  è legata a disturbi sensoriali periferici o psichici, a meno che non sia dovuto a un difetto dell’attenzione  dovuto a indifferenza affettiva primaria; il medico ti conosce bene, quindi non trascurare il tuo disturbo. Ciao.

Elena  Lasagna

 

12/04/2016

 

Ho quasi quarantacinque anni e sono già affetta da anchilosi,  che cos’è realmente, è una malattia per vecchi?

Giovanna

 

Come sai è una limitazione o addirittura abolizione dei movimenti di una articolazione che si può verificare in caso di processi infiammatori o traumi  che riguardino l’articolazione stessa o le ossa contigue,  o in seguito a immobilizzazione di un’articolazione per un lungo periodo.  Esistono però diversi tipi di anchilosi:  anchilosi artificiale o  o artrodesi,  immobilizzazione di una articolazione a scopo terapeutico;  anchilosi fibrosa,  dovuta alla formazione di bande fibrose all’interno dell’articolazione;  anchilosi legamentosa,  provocata dalla rigidità dei legamenti;  anchilosi ossea,  fusione anomala delle ossa di un’articolazione.  Hai fatto una vita sedentaria senza fare movimento o esercizio fisico?

Elena  Lasagna

 

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE VENTUNESIMA PARTE

24/01/2016

 

 

Che cos’è  la coscienza sotto il profilo scientifico?

Giancarlo e Annalisa

 

Forse vi state divertendo a farmi un po’ arrabbiare?   Diciamo pure che la coscienza è l’insieme dei processi psichici attraverso cui l’individuo riesce a organizzare il proprio comportamento intenzionale,  mantenendo il controllo dei propri processi di pensiero e delle sue attività conoscitive sull’ambiente.  Da un punto di vista neurofisiologico,  lo stato di coscienza viene sostenuto da certe strutture a livello del sistema nervoso centrale,  soprattutto la sostanza reticolare, e il sistema talamico di proiezione.  All’attivazione derivata da tali strutture corrispondono precisi indici neurofisiologici ( elettroencefalografici,  riflesso psicogalvanico ecc.)  che consentono di determinare lo stato di coscienza nello stato di vigilanza,  nel sonno,  nel coma  ( in cui si ha l’abolizione della coscienza)  Nella psicanalisi il termine viene usato sia per designare il livello conscio della vita psichica, in contrapposizione a preconscio e inconscio, e anche per designare  tutto l’insieme delle norme comportamentali acquisite fin dalla tenera età nella strutturazione della personalità.

Elena  Lasagna

 

26/01/2016

 

Stamattina sono andata dal medico perché avevo paura  di avere un’infezione alla bocca,  lui mi ha detto che ho le ” caruncole ” salivari infiammate;  mi ha dato delle medicine però io non so cosa sono le caruncole, ho guardato sul vocabolario ma non combaciano con quello che ho, forse avrò capito male?  Cosa sono le caruncole?

Rosa

 

Non hai capito male,  le caruncole esistono: le caruncole salivari sono  i due tubercoli,  posti  ai lati del frenulo della lingua,  su cui sboccano i condotti delle ghiandole sottomandibolari;  caruncole sottolinguali, che sono eminenze poste lateralmente alle caruncole salivari,  formate dalle sottostanti ghiandole omonime. Ci sono diverse caruncole nel nostro organismo,  sono quelle piccole escrescenze carnose a forma di papille,  nell’essere umano si distinguono:  caruncola lacrimale: piccola escrescenza situata all’interno dell’occhio,  su cui sbocciano le ghiandole lacrimali;  c’è la caruncola di Morgagni o della Prostata;  caruncole del Santorini o papille duodenali: le due sporgenze mammellonate, posta l’una sopra l’altra,  presenti nella parte distale del duodeno;  nell’inferiore caruncola di maior si trova l’ampolla di Vater,  in cui sboccano il coledoco e il dotto principale del pancreas;  nella superiore, si trova la caruncola più piccola detta caruncola minor si trova l’orificio del condotto accessorio del pancreas poi ecc…

Elena  Lasagna

 

05/02/2016

 

Se mi spiegassi che cos’è lo psicodramma te ne sarei molto grata.

Lucia

 

Lo psicodramma è una tecnica psicoterapeutica, messa a punto da uno psicologo nel 1946  J levi Moreno.  Consiste sostanzialmente in un’improvvisazione drammatica su un tema compiuta dai pazienti,  tutta in veste di attori, con la partecipazione del terapista che controlla ed esamina i dati.  Questo procedimento mira a ottenere l’attualizzazione dei conflitti inconsci.

Elena  Lasagna ( Dai miei studi di psicologia)

 

07/02/2016

E la risposta psicodermica?

Lucia

 

Vorrai dire: risposta elettrodermica.  È un riflesso con cui si disegna il fenomeno,  le cui cause non sono ancora state chiarite,  secondo cui un soggetto sottoposto a un’improvvisa emozione,  anche lieve,  presenta un abbassamento della resistenza elettrica cutanea,  misurabile tra due elettrodi posti sulla cute.  Poiché tele risposta si verifica anche se il soggetto mente,  questa risposta elettrodermica è stata utilizzata nelle macchine della verità.

Elena  Lasagna ( dai miei temi )

 

10/02/2016

Ricordi  che era I. Pavlov ?

Dott.  Robert  e lo staff medico

 

Ha inventato Sanremo?

 

Adesso ricordo!  Fu colui che dimostrò come in determinate condizioni,  associando a uno stimolo che normalmente evoca una risposta riflessa in un organismo  ( stimolo incondizionato: ad es.  il cibo che provoca la salivazione in un cane affamato)  un secondo stimolo che è capace di evocare tale risposta (stimolo condizionato: come il suono di un campanello),  dopo un certo numero di associazioni lo stimolo condizionato diventa da solo in grado di evocare la risposta.  Con la scoperta di tale fenomeno,  detto condizionamento classico,  si aveva per la prima volta la possibilità di dimostrare oggettivamente ( e di controllare sperimentalmente)  una modificazione del comportamento sulla base delle contingenze ambientali. Questa dottrina psicologica che  si sviluppò particolarmente  nell’U.R.S.S. nella prima metà del secolo fu chiamata” Reflessologia”.

Elena  Lasagna  ( se non è esatto fa in modo che non

risponda più a domande di questo genere )

 

15/02/2016

 

Che cos’è il fenomeno dell’impilamento?

Dott.  Robert

 

Ha forse qualcosa a che fare con le fisch del gioco d’azzardo?

 

Ma che dico?  Adesso ricordo.  È il sangue appena fuoruscito dai vasi,  dove i globuli rossi in breve tempo aderiscono tra di loro dando origine a formazioni che assomigliano ad un qualcosa  come pile di cose circolari tipo fisch o monete,   che è anche chiamata ” pseudoagglutinazione “. Questo fenomeno dipenderebbe da fattori connessi con la composizione proteica del plasma sanguigno.  Questo fenomeno aumenta in svariate condizioni patologiche,  e il suo aumento viene considerato uno dei tanti fattori che favoriscono il processo della trombosi.

18/02/2016

 

Se qualcuno ti chiedesse della ” psicoterapia”, questa tecnica terapeutica a quali disturbi si riferisce,  Tu cosa risponderesti?

Dott.  Robert

 

Che fino a qualche decennio fa l’impiego delle cure psicoterapiche era riservato ai soli pazienti nevrotici,  con esclusione degli psicopatici,  se non per alcune forme di psicoterapia collettiva,  come l’ergoterapia o la terapia occupazionale.  In questo ultimo decennio si è potuto ottenere un buon numero di successi anche nei casi di ” psicosi “,  e l’utilizzazione della psicoterapia anche in questo campo si sta espandendo,  con successo!

Elena  Lasagna

(dalle mie lezioni)

 

Un’altra domanda:  secondo te sono più intelligenti le persone con idee  permanentemente stabili, o le persone mutevoli?

 

Sono certa che tu mi risponderesti così, o sbaglio?  È difficile determinare l’intelligenza umana in questi due termini,  anche perché ho conosciuto persone posate, perfette,  con un quoziente intellettivo più basso di altre con personalità mutevoli e viceversa.  A grosso modo io credo che la persona mutevole sia molto più brillante in quanto le sue idee sono in continua evoluzione, spesso per migliorarsi o per sentirsi bene con se stessa.

22/02/2016

 

Mi hanno riscontrato una patologia al cervello, da allora non riesco più a vivere perché ho paura di morire.  Avevo sempre una forte cefalea, vomito, convulsioni e altri disturbi che non ho mai provato prima di allora. Sono migliorata ma non sono del tutto guarita, dici che riuscirò a stare bene con questa patologia? Si chiama ” encefalopatia ipertensiva”.  Tempo fa sono stata affetta da ” patogenesi ” mi hanno curato l’intestino, poi non avendo miglioramenti mi hanno ricoverata in ospedale per lungo tempo, ecco perché sono spaventata. Grazie!

G…

 

Queste patologie se prese in tempo regrediscono con gli appropriati trattamenti  ipotensivi.  Si tratta di una complicanza delle ipertensioni maligne; caratterizzate proprio dai disturbi che mi hai descritto. Sei stata fortunata a recarti dal medico sapiente che non l’ha confusa con una semplice influenza com’ è già successo in altri casi. In quanto a quell’altra malattia è da ricondursi ad un accumulo eccessivo nel plasma e nel cervello di falsi neurotrasmettitori a scapito di quelli veri,  con conseguenti disturbi dell’apparato sensorio, della personalità e del comportamento.  E la terapia consiste proprio nella somministrazione di sostanze che modificano il PH intestinale opponendosi alla liberazione di radicali ammonici e di amminoacidi a catena ramificata,  che sono quelli convertiti in neurotrasmettitori fisiologici. ( Se funziona bene l’intestino è difficile che ci ammaliamo).

Elena  Lasagna

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE VENTESIMA PARTE

28/12/2015

 

Quando dobbiamo fare uso di antibiotici specialmente quelli del gruppo delle tetracicline? E da dove derivano?

Gloria

 

Gli antibiotici di questo gruppo sono prodotti da culture di Streptomyces rimosus in speciali terreni di fermentazione. Gli antibiotici del gruppo delle tetracicline vengono adoperati nella terapia delle infezioni da germi Gram-positivi e Gram-negativi,  nelle infezioni prodotte da Rickettesie, e da alcuni grossi virus.  Gli antibiotici vanno adoperati sotto lo stretto controllo del medico.

Elena  Lasagna

 

Cosa bisogna fare per prevenire l’influenza?

Mario

 

Non bisognerebbe lasciarci sorprendere da un intestino malfunzionante (stipsi ecc.), inoltre essere coperti da anticorpi per sentirci forti, ovviamente per combattere gli eventuali virus che incontreremo sul nostro cammino e  in certe situazioni come ad esempio caldo e freddo e viceversa.

Elena  Lasagna

 

29/12/2015

 

Come si trasmette l’influenza?  Perché a volte può essere anche mortale?

Rina

 

L’influenza si trasmette mediante saliva e l’escreato bronchiale ( prodotto di eliminazione delle vie respiratorie come colpi di tosse e starnuti . L’influenza per se stessa non è causa di mortalità,  all’infuori di forme epidemiche durante le quali l’agente patogeno può assumere una particolare virulenza.  Queste forme pandemiche e le loro riacutizzazioni epidemiche dell’influenza sono dovute alle caratteristiche biologiche di virus influenzali umani: A, B,  C,  soprattutto il virus  A che presenta variazioni dei due antigeni superficiali, emoagglutinina e neuraminidasi,  in seguito a ibridizzazione con virus dell’influenza aviaria, suina ecc.  C’è una comparsa di nuovi ceppi virali a costituzione antigenica diversa che non trovando nella popolazione la difesa anticorpale specifica hanno la possibilità di diffondersi rapidamente.  L’incidenza nella popolazione è maggiore nel caso in cui si verifichi una trasformazione che interessa ambedue gli antigeni.   La sintomatologia è comune per tutti i tipi di influenza.  Dopo una breve incubazione asintomatica,  inizia in forma acuta con febbre,  brividi, anoressia,  stipsi o diarrea,  vomito,  cefalea,  mialgie  e artralgie, ecc.  Dopo alcuni giorni possono apparire disturbi a carico dell’apparato respiratorio,  con tosse secca; la febbre può durare da 3-5 giorni, poi,  la tosse diviene catarrale e i dolori scompaiono.  La profilassi antiinfluenzale si attua con il vaccino.

Elena  Lasagna

 

 

È vero che il vaccino e costituito da germi dell’influenza?

Rina

 

Il vaccino antiinfluenzale si attua con vaccini a base di virus uccisi o attenuati,  la cui composizione varia in rapporto alle variazioni dei tipi virali circolanti o di cui si prevede la circolazione.  La previsione è modulata da un sistema internazionale di controllo : organizzazione mondiale della sanità,  che tiene conto di qualunque nuovo isolamento virale da soggetti malati e del loro trasferimento da una regione all’altra.  La vaccinazione deve essere ripetuta ogni anno ed è indicata nelle seguenti età estreme: bambini e anziani soprattutto quando  sussistono condizioni cardiorespiratorie predisponenti ( bronchiti croniche, bronchiectasie, enfisema ecc.)  comunque le forme cliniche sono numerose. I pazienti più a rischio devono essere seguiti sotto stretto controllo del medico curante.

 

Elena  Lasagna

 

08/01/2016

 

Come  applicare le migliori scoperte della scienza sull’alimentazione al quotidiano?

 

Alessandro

 

Il metodo per potenziare le proprie energie e migliorare la qualità della vita non richiede grandissimi sacrifici.  Ad esempio i principi attivi del cavolo contrastano l’azione nociva delle centinaia di agenti inquinanti che ogni giorno attaccano il nostro organismo;  l’arancia combatte l’infertilità;   con l’aglio  si può combattere le cellule cancerose;  mentre lo yogurt riduce il rischio di allergie; e per diminuire le probabilità d’infarto sarebbe bene mangiare  pesce dalle due alle quattro volte a settimana; e poi ovviamente esercizio fisico ginnastica ecc. Per ciò che riguarda il calcio lo si può assumere tramite latticini o integratori come del resto in tutte le carenze alimentari.

Elena  Lasagna

 

14/01/2016

 

Ho la pelle del viso molto grassa, di conseguenza è sempre troppo lucida,  non tiene nemmeno il trucco,  cosa posso fare per normalizzarla?  Ho provato di tutto!  Grazie.

Annie

 

Cerca di mangiare in modo corretto evitando cibi snacks porcherie. Non sovraccaricare la pelle in modo coprente, prima di essere portata alla normalità.    Non usare detergenti  aggressivi  perché svilupperanno ancora di più la seborrea.  Usa maschere che assorbono il sebo in eccesso e allo stesso tempo esfoglianti leggeri,  purificanti e rinfrescanti alla clorofilla.  Quando splende il sole cerca di esporre il viso per almeno 15 minuti mettendo una crema protettiva ossigenante.  Io credo che il miglioramento sarà assicurato.

Elena  Lasagna

 

17/01/2016

 

Sono già due volte che mi rifanno il gesso dove mi sono fratturato,  perché le mie ossa non si saldano bene?  A che cosa vado incontro? Qual è la causa principale di questa stabilità mancata?

Fulgenzio

 

Una frattura non consolidata,  crea un abnorme motilità dei monconi ossei.  Le cause determinanti  della mancata consolidazione  possono essere:  ampia perdita della sostanza ossea,  ritenzione di corpi estrani e,  esposizione della frattura,  riduzione insufficiente,  queste sono le cause più frequenti.  Quello che si va incontro è una cura che non garantisce la perfetta guarigione ma prevede tentativi di osteo sintesi, con protesi metalliche, come piastre, infibulamento (operazione mediante la quale si inserisce un perno metallico del canale midollare della diafisi di ossa lunghe,  in corrispondenza del focolaio di fratture diafisarie, per accelerare la formazione del callo osseo);  perché nel tuo caso non si è formato il callo osseo. Spero di essere stata chiara, grazie a te.

 

Elena  Lasagna

 

 20/01/2016

Qual è la differenza fra endometrosi e endometrite? Sono la stessa cosa?

Sara

 

No,  non è la stessa cosa.  L’endometriosi è una malattia caratterizzata da una dislocazione in regione ectopica (in questo caso è la formazione di tessuti endometriali, che conservano la proprietà di rispondere agli stessi stimoli ormonali ovarici in modo del tutto simile a quello dell’endometrio nella sua sede normale) Sono come delle cisti che si formano all’esterno: questo tessuto endometriale è dislocato nelle ovaie, nei legamenti larghi, o in altri organi esterni all’apparato genitale. Mentre invece nell’endometriosi interna i tessuti si formano in sede uterina.

L’endometrite invece è l’infiammazione della mucosa uterina dovuta sia ad agenti microbici, disturbi circolatori, e a stimoli meccanici e tossici.  Le endometriti di origine microbica sono dovute a germi come lo stafilococco, enterococco,  streptococco,  gonococco ecc.  Possono essere secondarie a infezioni batteriche in altre sedi del tratto urogenitale, ma possono benissimo insorgere durante quel periodo che va dalla fine del parto  al momento in cui gli organi genitali ritornano alle condizioni anatomiche e funzionali pregravidiche. Le conseguenze più frequenti dell’endometrite sono l’aborto o la sterilità. Ti ho descritto l’endometrite tossica mentre quella meccanica può essere determinata da strumenti endouterini applicati per correggere una stenosi uterina o per scopi antifecondativi. L’endometrite può essere caratterizzata da dolori alla regione sovrapubica, con febbre elevata nella fase acuta, e   lieve in quella cronica,  con dismenorrea e metrorragie ecc.

Elena  Lasagna

 

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE DICIANNOVESIMA PARTE

10/11/2015

 

DALL’ARTICOLO  PRECEDENTE:  IL SANGUE

 

I  GRUPPI  DEL  SANGUE

 

Il  sangue degli individui è suddiviso in gruppi,  in base alla presenza o meno sulla superficie dei globuli rossi di particolari complessi molecolari con caratteristiche di antigeni.  I sistemi antigenici più importanti,  secondo si può giungere alla suddivisione in gruppi , sono il sistema ABO  e il sistema  Rh.  La denominazione ABO deriva dal nome degli antigeni che con la loro presenza  (gruppi A,  B,  AB)  O CON LA LORO ASSENZA GRUPPO O DETERMINANO QUATTRO DIVERSI GRUPPI.

Il sistema Rh prende invece in considerazione il fattore Rh:  nell’85% ca. degli individui è presente l’antigene Rh,  per cui questi soggetti vengono definiti Rh+ ,  mentre quelli in cui tale antigene è assente sono Rh¯.  Per quanto riguarda il sistema ABO,  nel sangue sono presenti sia gli antigeni eritrocitari sia gli anticorpi plasmatici,  quindi negli individui di gruppo A il plasma contiene l’anticorpo (agglutinina) anti-B e i globuli rossi l’antigene ( agglutinogeno) A; negli individui del gruppo B il plasma contiene l’agglutinina anti- A e i globuli rossi l’agglutinogeno B;  negli individui di gruppo AB  il plasma non contiene alcune agglutinina e i globuli rossi contengono ambedue gli agglutinogeni  A e B; infine negli individui di gruppo  o il plasma contiene ambedue le agglutinine anti-A e anti-B,  mentre i globuli rossi non contengono alcun agglutinogeno.

I GRUPPI SANGUIGNI  prendono dunque il nome dagli agglutinogeni presenti nei globuli rossi;  nel sangue di ciascun individuo non sono mai presenti l’antigene (agglutinogeno) e l’anticorpo (agglutinina)  corrispondenti,  mentre è sempre presente l’agglutinina dell’agglutinogeno mancante ( legge di Landsteiner).

I caratteri che definiscono l’appartenenza di un individuo a un gruppo sanguigno si trasmettono secondo le leggi dell’ereditarietà.  Nell’ambito del sistema ABO l’appartenenza a un determinato gruppo è definita da geni aventi carattere di dominanza.  Esempio: se uno dei genitori è di gruppo A e l’altro di gruppo o,  il figlio potrà essere di gruppo 0  oppure di gruppo A;  oppure,  se uno dei genitori è di gruppo AB e l’altro di gruppo A,  il figlio potrà essere di gruppo A,  AB o  B e così via.  Oltre ai due sistemi ABO  e Rh, ne esistono altri,  come ad esempio quello di mn, per cui si possono avere tre gruppi (M,  N,  MN.  Questi gruppi non hanno grande importanza pratica, tutto sommato risulta chiaro che prima di effettuare una trasfusione di sangue è necessario accertare la compatibilità tra il sangue del ricevente e il sangue del donatore.  Gli incidenti trasfusionali sono infatti dovuti all’incompatibilità di gruppo.  la trasfusione di sangue tra soggetti che appartengono allo stesso gruppo è sicuramente priva di inconvenienti;  mentre in caso di incompatibilità, i globuli rossi del donatore vengono agglutinati dalle agglutinine anticorpali presenti nel sangue del ricevente: si formano ammassi coerenti che determinano l’ostruzione dei vasi sanguigni ( embolia)  e alterazioni circolatorie in organi vitali,  fino al collasso e alla morte.

Inoltre in caso di agglutinazione, i globuli rossi verranno distrutti massivamente;  la grande quantità di emoglobina che da essi si libera tende a precipitare sotto forma di cristalli nei tuboli renali,  provocando dunque insufficienza renale,  anuria e la morte.

Un’altra cosa rilevante da porre grande attenzione nella pratica trasfusionale al gruppo Rh.  Un individuo Rh¯,  trasfuso con Rh+,  viene sensibilizzato e quindi produce anticorpi anti-Rh che possono provocare agglutinazione degli eritrociti  in seguito a una seconda trasfusione con sangue Rh*.

Infine,  va rilevato che l’importanza dei gruppi sanguigni,  oltre che nella pratica trasfusionale, è notevole anche in campo medico-legale, perché rappresenta un utile elemento di identificazione personale e consente di accertare la non paternità.

GRAZIE  A  TE  PER  AVERMELO  FATTO  RICORDARE

12/11/2015

Ti sei mai chiesta chi sono,  da dove  vengo, e dove sto andando?  Io sì, ma non trovo mai la risposta, c’è una risposta?

Federica e  Alessandro

 

Anche oggi gli scienziati,  come tanto tempo fa cercano di scoprire le origini dell’universo e della vita. C’è chi cerca persino il gene della reincarnazione,  cercano l’elettrone eterno destinato a non morire mai,  e chi tenta di trovare l’origine di tutto;  trovare la risposta significherebbe diventare padroni della vita,  aver trovato la soluzione ad ogni problema. Oggi l’uomo opera solo sul piano materiale,  e ripone nella scienza una fede cieca, ma essa non può dare le risposte quelle vere, perché ha perso il contatto con lo spirito;  forse  credi che qualcuno ci sia già arrivato?

17/11/2015

Molti sono condizionati da una cultura che più che essere illuminista è

 

materialista,  si oppongono spietatamente al riemergere dello spirito,  con

 

evidenti resistenze,  marchiando un certo cammino come reazionario,  tipico

 

di un momento storico di riflusso,  certi contenuti interiori,  non possono

 

 

essere rifiutati e respinti nel profondo,  altrimenti questi riemergeranno

 

prepotentemente, o come fobie, come superstizioni e altro… continua nel libro

 

” I poteri dell’anima due “.

27/11/2015

 

Il malato psicosomatico è pericoloso per se stesso e per gli altri?

Rossana

In un’accezione più ampia la medicina psicosomatica ,  prende in esame i rapporti tra ” patologia somatica ”  e  “psichica “.  In un’accezione più ristretta,  invece ,  tratta malattie organiche in senso stretto con cause psichiche,  escludendo quindi tutti i disturbi somatici funzionali.  Comunque di ogni disturbo organico che abbia alla base una causa psichica determinante, la medicina psicosomatica si occupa dello studio e delle terapie di tutte le malattie o i sintomi somatici che hanno alla base cause psichiche. Ogni tecnica terapeutica rivolta alla cura di questi disturbi  è efficace e se presi in tempo non ci sarà alcun danno né per se stessi né tanto meno per gli altri.

Elena  Lasagna

 

07/12/2015

 

Un paziente malato di psicolessia, che cosa significa?

Antonio X

 

È la diminuzione improvvisa dell’eccitazione mentale, che può portare fino alla depressione; si riscontra spesso in tre diverse turbe psicopatologiche, sia nevrotiche che psicotiche.

Elena  Lasagna

10/12/2015

 

É vero che le sostanze proteiche non digerite provocano un processo di decomposizione delle sostanze organiche operate da microrganismi aerobi e anaerobi e da enzimi contenuti  all’interno delle cellule?

Federica

 

Sì, è un fenomeno putrefattivo, che avviene di norma anche nell’intestino proprio per azione  dei componenti della flora batterica  sulle sostanze non digerite. Tra i principali composti putrefattivi,  sono la putrescina, la cadaverina,  il fenolo,  il cresolo,  lo scatolo,  l’indolo,  il mercaptano ecc.

Elena  Lasagna

 

Che rapporto hanno le malattie mentali con le comuni malattie somatiche?

Federico

 

Fin dai primi tempi più antichi i disturbi mentali hanno destato notevole interesse nei medici, ma la nascita della psichiatria vera e propria può essere fatta risalire a tempi non così lontani in coincidenza con i lavori scientifici di A. Haller, V. Chiarugi,  Ph   Pinel,  J. E. ed altri.   Un aspetto fondamentale,  sempre dibattuto in Psichiatria ed ancora oggi non risolto in modo univoco, riguarda proprio la natura delle malattie mentali e i rapporti che queste hanno con le comuni malattie somatiche.  Gli indirizzi più importanti che hanno impostato la soluzione di tale problema,  sono quello organicistico  (secondo il quale le malattie mentali sono conseguenti a lesioni organiche del sistema nervoso)  e quello psicodinamico  ( secondo il quale le malattie mentali sono legaste ad alterazioni funzionali e sono di origine psicogena).  Negli ultimi tempi, sulla base  dei dati raccolti con la psicologia analitica, la neurochirurgia e la psicofarmacologia,  il campo delle malattie mentali si è schiarito ed un vasto movimento di studiosi si sforza di comporre la vecchia antitesi tra organicisti e e psicodinamici in una visione unitaria somatopsicologica che valorizzi tanto gli elementi di natura organica quanto quelli di natura psicogena.  In tal modo viene attuata una specie di integrazione di dati polimorfi,  in rapporto al fatto che il sintomo psichiatrico può essere interpretato in modo diverso,  già che il fenomeno psicologico umano deriva da un  concorso di fattori infiniti.

Elena  Lasagna

 

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE DICIOTTESIMA PARTE

09/11/2015

Che cos’è che rappresenta il fattore più importante

 

 

 

di uniformità

 

 

dell’ambiente interno dell’organismo?

 

IL  SANGUE

 

 

Inoltre costituisce il mezzo attraverso il quale avvengono gli scambi tra tessuti e ambiente esterno, essendo il veicolo che trasporta le sostanze nutritive e l’ossigeno verso i tessuti, da cui asporta le sostanze di rifiuto e l’anidride carbonica.

Il  sangue è un particolare tessuto che circola nell’apparato cardiovascolare, è un’iniforme dispersione di sostanze solide, liquide e gassose, ma consta DI UNA FRAZIONE LIQUIDA  (PLASMA),  che rappresenta la trama intercellulare, e di una frazione corpuscolata la quale comprende diverse serie di cellule distinguibili, in base ai caratteri morfologici  specifici,  in eritrociti, piastrine e leucociti; questi ultimi non rappresentano una classe omogenea di cellule,  poiché  comprendono linfociti,  monociti,  e granulociti  polimorfo-nucleati;  i granulociti si differenziano,  a loro volta in neutrofili,  basofili, ed eosinofili.  I leucociti hanno l’aspetto di masse medie gelatinose  del diametro di pochi micron;  sono dotati di nucleo e provvisti di pseudopodi che ne facilitano i movimenti.  Il loro numero varia tra 5000 e 9000 per mm³  in funzione dell’età,  dello stato fisiologico, e delle eventuali condizioni patologiche di ogni individuo.  Il numero dei leucociti dei diversi tipi,  espresso come percentuale del numero totale,  costituisce la formula leucocitaria.  Le piastrine si trovano nel sangue circolante in numero  di 200000÷ 300000 per mm³  hanno un diametro di 2-3 μe presentano una parte centrale colorabile circondata da una parte chiara, trasparente, detta ialomero.  Nell’individuo adulto la massa sanguigna totale è ca. 5 l, corrispondente in misura approssimativa, a 1/12 del peso corporeo.   Il rapporto tra la componente corpuscolata e quella plasmatica viene definito ” valore ematocrito”  , in condizioni normali esso è costante e corrisponde al 45% per gli elementi corpuscolati e al 55% per il plasma.  Gli elementi corpuscolati infatti mantengono costante  sia la forma e la struttura sia il loro numero, ciò che porta a conservare inalterato il valore ematocrito (omeocitostasi)

 

LA FISIOLOGIA DEL SANGUE

 

 

La  funzione fondamentale del sangue è di assicurare le connessioni metaboliche tra i vari organi e tessuti dell’organismo,  conferendogli così  un aspetto unitario sotto il profilo biochimico, svolge una funzione  di trasporto delle sostanze nutritive e dei metaboliti, comprendendo tra questi anche i gas respiratori ( ossigeno e anidride carbonica), il cui trasporto costituisce la cosiddetta fase emetica della respirazione.

Attraverso il sangue vengono veicolati gli ormoni,  le vitamine,  gli enzimi e alcune proteine aventi nel medesimo tempo attività regolatrice di difesa.  Nel plasma sono contenute numerose sostanze allo stato di soluzione;  fra queste figurano il cloruro di sodio, che conferisce al sangue gran parte della sua pressione osmotica,  e bicarbonato di sodio,  che rappresenta una delle forme di trasporto ematico dell’anidride carbonica. Un’altra funzione del bicarbonato di sodio è quella di mantenere entro i limiti fisiologici le variazioni del PH del sangue. Un potere analogo di tampone hanno i fosfati, nella duplice forma di fosfati monobasici.  Le proteine sono contenute nel plasma in concentrazioni comprese tra 6,5 e 8%.  Con le tecniche più progredite di separazione (elettroforesi)  si riesce a distinguere fino a 30 frazioni proteiche plasmatiche.  la proteina a maggior velocità di migrazione è l’albumina,  contenuta nel plasma nella percentuale di 4,5 %.  Seguono poi le globuline,  contenute nella percentuale di 2,5 %, distinguibili a loro volta in tre frazioni principali, α,  β, ϒ,  che a un esame elettroforetico approfondito possono venire ulteriormente classificate in varie frazioni, α¹,  α²,  α³,  β¹,   β²,  ϒ¹,  ϒ².  Infine vi è il fibrogeno, frazione compresa tra le β  e le ϒ globuline.   Ciascuna cellula dell’organismo può contribuire alla sintesi delle proteine plasmatiche; esistono strutture preposte a tale funzione,  in particolare il fegato e le cellule del sistema reticolo-endoteliale.   Le globuline che rappresentano gli anticorpi naturali e acquisiti dall’organismo e svolgono quindi un’importantissima funzione immunitaria,  vengono elaborate in gran parte dalle plasmacellule.  Sottolineando che le proteine plasmatiche rappresentano un sistema in equilibrio con la cosiddetta ” frazione labile ” delle proteine tessutali, potendo reversibilmente scambiarsi con queste.  Un altra funzione delle proteine plasmatiche è quella di concorrere a determinare la pressione osmotica del plasma.  ciò che ha implicazioni importanti per quanto riguarda gli scambi idrici tra plasma e liquido interstiziale.  Nel determinare la pressione osmotica del sangue le albumine hanno maggiore importanza delle globuline.  Quindi là dove il contenuto totale di proteine plasmatiche risulti invariato,  ma il rapporto albumine- globuline diminuito, si avrà la diminuzione di pressione osmotica del plasma;  tale circastanza,  al pari della diminuzione generalizzata  delle proteine plasmatiche,  è una delle cause determinanti l’edema tessutale,  cioè l’accumulo di liquidi nello spazio intercellulare.

Il processo di produzione della componente corpuscolata ,  cioè delle cellule del sangue  ( emopoiesi ), si svolge durante i primi anni di vita, nel midollo rosso delle diafisi delle ossa lunghe per localizzarsi poi in età adulta, nel midollo delle ossa corte e piatte ( vertebre, costole, bacino, sterno, cranio, ecc.);  l’insieme degli organi e dei tessuti in cui  avviene la produzione degli elementi corpuscolati del sangue  è detto sistema emopoietico. Tutte le cellule del sangue deriverebbero da un’unica cellula progenitrice indifferenziata,  l’emoblasto,  il quale darebbe vita a vari elementi maturi attraverso diversi stadi di sviluppo e di differenziazione.  Si sa che la percentuale di linfociti e di monociti derivanti dal midollo osseo è assai modesta dato che l’origine specifica di queste cellule è a livello dei tessuti linfatici, quali i linfonodi e la milza.

Il colore rosso del sangue è determinato dall’emoglobina contenuta negli eritrociti; Il contenuto di emoglobina in ciascun eritrocito è definito da un parametro caratteristico,  detto valore globulare.  gli eritrociti concludono il loro ciclo vitale in 120 giorni ca. ; essendo privi di nucleo,  essi hsnno la capacità di moltiplicarsi.  La loro distruzione ( eritrocateresi )  avviene per fagocitosi a opera di cellule del sistema reticolo- istiocitario,  specialmente a livello della milza.

I leucociti hanno l’importante funzione di provvedere alle difese dell’organismo contro gli agenti patogeni che per qualsiasi causa, penetrano nel circolo sanguigno e si insediano nei tessuti a livello cellulare.  Tale funzione è svolta sopprattutto dai granulociti:  granulociti neutrofili  hanno la capacità di uscire dai vasi sanguigni per portarsi nel territorio dove è in corso un processo infettivo.  A tale livello essi attuano la fagocitosi delle particelle batteriche, che vengono poi distrutte per digestione a opera di particolari enzimi endocellulari (catepsine ).  La mobilità dei granulociti  si deve in parte ai loro movimenti ameboidi,  in parte a forze attrattive di natura chimica che spingono tali cellule verso il territorio dell’infezione (Chemiotassi ).

A differenza dei neutrofili, i granulociti eosinofili hanno scarsa mobilità e modesta fagocitaria ; in essi tuttavia sono presenti enzimi che intervengono nei processi immunitari,  in particolare nella distruzione dei complessi antigene-anticorpo.  I granulociti basofili interverrebbero nei processi dell’emostasi, contenendo nelle loro granulazioni forti quantità di eparina.

I linfociti svolgono un ruolo di grande importanza nei processi immunitari,  essendo sede di sintesi delle globuline anticorpali. I monociti svolgono un’intensa attività fagocitaria e quindi svolgono anch’essi una funzione di difesa infettiva.  Le piastrine si formano nel midollo osseo dal disfacimento dei egacariociti;  svolgono l’importante funzione di favorire la coagulazione del sangue;  esse infatti si portano nel punto di lesione dei vasi, dove si agglutinano e liberano quindi fattori che concorrono alla formazione della tromboplastina.  Quest’ultima agisce, unitamente alla protrombina, per formare la trombina; la formazione di tale sostanza,  indispensabile per far trasformare il fibrinogeno in fibrina,  avviene solo in presenza di ioni Ca++.

Le piastrine non sono veri elementi cellulari,  come i globuli rossi e i globuli bianchi, ma sono frammenti di cellule. Esse sono molo fragili a contatto con una superficie ruvida, diversa dal rivestimento endoteliale vasale,  si disgregano liberando la chinasi e dando origine, in tal modo al processo della coagulazione.

Nell’emofilia,  la protrombina si attira molto più lentamente che di norma mancando nel plasma un altro fattore, il fattore  VΙΙΙ,  cosicché il tempo di coagulazione è pericolosamente prolungato.

Elena  Lasagna

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE DICIASETTESIMA PARTE

03/11/2015

CORRELAZIONI   ORMONALI

 

ORMONI OPERANTI A LIVELLO INTESTINALE.  La loro secrezione è provocata dallo stimolo esercitato dal contenuto intestinale direttamente su cellule endocrine,  produttrici di ormoni,  presenti nella mucosa intestinale.  Praticamente l’acidità del contenuto intestinale,  appena  uscito dallo stomaco,  stimola la secrezione di secretina che a sua volta incrementa la produzione degli enzimi proteolici propri del pancreas (tripsinogeno e chimotripsinogeno).   i fermenti proteolitici pancreatici continuano e completano la digestione acida dello stomaco.  Il contenuto in grassi dello stesso liquido intestinale stimola invece di colecistochinina che a sua volta agisce promuovendo l’espulsione della bile dalla vescica nel duodeno.  La bile contiene gli acidi biliari,  sostanze indispensabili alla digestione dei grassi.

 

ORMONI AGENTI SULL’APPARATO ESCRETORE RENALE .  Il contenuto di acqua e di sali di sodio nel sangue esercita la sua influenza su cellule di origine nervosa aventi funzione secernente e chiamate perciò   cellule “neuroendocrine” localizzate nell’ipotalamo.  Queste cellule producono particolari ormoni polipeptidici,  quali la vasopressina;  questa,  arrivata con il sangue su certi recettori del nefrone,  agisce regolando l’assorbimento di acqua.  Quando il contenuto di acqua nel sangue è elevato e quello del cloruro di sodio è basso,  la secrezione ormonale è depressa e i tuboli collettori non operano il riassorbimento di acqua;  per questa ragione l’urina terminale aumenta.

Quando al contrario,  il contenuto di acqua diminuisce e la concentrazione di cloruro di sodio ematico aumenta,  la secrezione di vasopressina viene attivata ed il nefrone trattiene la maggior quantità di acqua possibile,  perciò l’urina terminale diminuisce di quantità.

 

ORMONI  AGENTI SUL SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO E SULL’APPARATO RESPIRATORIO.  Ogni volta che,  attraverso vie nervose provenienti dal cuore o da altre zone,  il centro cardioacceleratore ed il centro respiratorio vengono stimolati;  aumenta anche la vasodilatazione del cuore e dei muscoli scheletrici,  mentre diminuisce quella dei vasi dei visceri addominali e della pelle; le vie bronchiali vengono dilatate in modo da diminuire la resistenza al passaggio dell’aria. Contemporaneamente a questo effetto,  mediato attraverso vie nervose,  vi è un effetto collaterale sinergico,  mediato attraverso ormoni. I messaggi motori che partono dal centro cardioacceleratore  e da quello respiratorio vanno anche a stimolare la midollare surrenale. Le cellule di questa ghiandola endocrina  ( cellule cromaffini ) secernano l’adrenalina,  un ormone che ha gli stessi effetti dei messaggi motori simpatici sul cuore, sui vasi, sui bronchi. L’adrenalina è dunque una sostanza cardioacceleratrice e vasodilatatrice nel territorio cardiaco e in quello muscolare, vasocostrittrice nel territorio viscerale; e inoltre broncodilatatrice.

 

ORMONI AGENTI  SUGLI  APPARATI IMPLICATI  NELLA  TERMOREGOLAZIONE.  La regolazione della produzione e della dispersione di calore avviene in modo da mantenere costante la temperatura corporea interna.  Tale regolazione non è attuata soltanto attraverso informazioni sensitive,  che giungono ai centri termoregolatori situati nell’ippotalamo  ( vie termiche ),  e attraverso messaggi motori che provengono dagli stessi centri e che raggiungono i visceri,  i muscoli e la pelle;  la termoregolazione per via nervosa è infatti coadiuvata anche da ormoni.  Anzitutto la temperatura del sangue può influire anche direttamente sui centri termoregolatori.  Questi poi sono vicini ed in connessione con l’ipofisi ghiandolare,  da cui può essere secretoun ormone ( ormone tireotropo )  che,  incrementa il consumo di ossigeno e la produzione di calore di alcuni tessuti ( fegato,  rene,  ecc. ).  Sempre dagli stessi centri può essere,  per via nervosa,  avviata una stimolazione alla midollare della surrenale,  il cui secreto ormonale,  l’adrenalina, agisce sui muscoli dei peli ( delle piume negli uccelli) provocandone l’erezione.  Tale erezione fa aumentare lo strato di aria ferma intorno al corpo e diminuisce pertanto la dispersione di calore.  L’adrenalina inoltre,  svolgendo azione vasocostrittrice sui vasi cutanei, provoca diminuzione della irrorazione della pelle che diventa più fredda e, anche per questa ragione,  disperde meno calore.

 

ORMONI CHE  REGOLANO  L’ACCRESCIMENTO.   L’accrescimento è sotto il controllo di ormoni della crescita o somatotropi prodotti dalla adenoipofisi  (parte anteriore dell’ipofisi ).  La sintesi proteica  e l’accrescimento delle ossa vengono stimolati da questi ormoni.  La loro deficienza patologica produce nanismo,  mentre una patologica iperproduzione produce gigantismo e acromegalia (esagerato sviluppo della mandibola e degli arti ).  La mineralizzazione delle ossa è anche sotto l’influenza di un altro ormone,  il paratormone,  che è una proteina prodotta dalle paratiroidi.  LE GHIANDOLE PARATIROIDI SONO SITUATE VICINO ALLA TIROIDE E SONO VEROSIMILMENTE INFLUENZATE DALLA IPOFISI  GHIANDOLARE ATTRAVERSO UN ORMONE PARATIREOTROPO SECRETO DA QUEST’ ULTIMA.  Il paratormone innalza la quantità di calcio nel sangue e favorisce la sua deposizione nelle ossa.

Il livello delle ossidazioni  cellulari e certi aspetti del differenziamento evolutivo dei tessuti sono sotto il controllo della tiroxina, ormone prodotto dalla tiroide. Anche l’attività secretoria della tiroide è sotto il controllo dell’ipofisi attraverso un altro tropo–ormone,  l’ormone tireotropo.

 

ORMONI CHE REGOLANO LO SVILUPPO SESSUALE E I CICLI SESSUALI.  Lo sviluppo normale dei caratteri sessuali secondari (femminili e maschili) è essenzialmente guidato da ormoni,  rispettivamente dell’ovaio  (estrogeni e  del testicolo  androgeni).  Questa secrezione interna,  a sua volta,  è stimolata da tropo-ormoni ipofisari,  le gonadotropine, cioè da ormoni che agiscono sulle gonadi;  infatti nella donna stimolano la crescita del follicolo ovarico  (ormone follicolostimolante)  e rispettivamente del corpo luteo  (ormone luteinizzante) ; nel maschio stimolano la produzione di spermatozoi e la secrezione di ormoni androgeni.

Riassumendo,  si comprende come tutto il ciclo astrale,  caratteristico della femmina dei mammiferi,  sia sotto il controllo delle gonadotropine che,  mentre inizialmente stimolano lo sviluppo dei foollicoli ovarici in cui maturano le uova, in seguito stimolano la formazione del corpo luteo originato da cellule dello stesso follicolo dopo  l’ espulsione dell’uovo  ( gonadotropina luteinizzante ).    Dalla secrezione ormonale dei follicoli e dei corpi lutei dipendono,  a loro volta,  le modificazioni cliniche della mucosa dell’utero e della vagina.

Avvenuta la fecondazione e l’insediamento dell’uovo nell’utero,  il  controllo  dell’ipofisi ghiandolare continua ad esercitarsi attraverso l’ormone luteinizzante.  Al parto,  infine,  interviene un ormone dell’ipofisi nervosa  (neuroipofisi),  l’oxitocina, che stimola la contrazione della muscolatura uterina per espellere il feto.  Durante la gravidanza e dopo il parto,  l’ipofisi ghiandolare interviene con un altro ormone,  la prolattina,  la cui funzione nelle femmine dei mammiferi è quella di sviluppare la ghiandola mammaria e di indurre la lattazione.

 

ORMONI CHE REGOLANO  LE VARIE  ATTIVITÁ  DELL’ORGANISMO.   Anche in questo campo l’ipofisi ghiandolare assume un ruolo preponderante attraverso un tropoormone,che influisce sulla funzione secretrice della corteccia delle ghiandole surrenali,  l’ormone adrenocorticotropo.  La corteccia surrenale fabbrica ed immette in circolo una serie di ormoni che dal punto di vista della struttura chimica appartengono ai derivatidel colesterolo  (ormini steroidei).

 Alcuni di essi (cortisone) favoriscono l’accumulo di D glucosio come glicogeno e frenano le reazioni infiammatorie.  per questa ragione sono molto usati in terapia al fine di ridurre certi stati infiammatori (reumatismo).Altri steroidi agiscono sul bilancio salino (aldosterone) incrementando la funzione di riassorbimento, e quindi di risparmio del cloruro di sodio, dei tuboli renali.

Altri due ormoni,  oltre il cortisone,  interferiscono sul metabolismo del D-glucosio.  essi sono fabbricati dalle isole  di tessuto incluse nel pancreas e chiamate appunto le isole di Langheras.  I due ormoni prodotti da queste isole sono l’insulina e il glucagone.L’insulina fa diminuire il tenore di D-glucosio nel sangue.  La produzione di questi ormoni è regolata dal livello di D-glucosio nel sangue. Quando questo si abbassa viene stimolata la produzione di glucagone e inibita la produzione di insulina;  viceversa accade quando il livello di glucosio nel sangue aumenta.

 

Questo è solo uno degli argomenti di scienze che riguarda la conoscenza del corpo umano  che dovrebbero sapere tutti i ragazzi  che si affacciano sul mondo della scuola superiore e  tutte le persone che si affacciano sul mondo del lavoro.  Tutti noi dovremmo sapere come è fatto il corpo umano dalle generalità, alla struttura e funzioni della vita vegetativa, alle strutture e funzioni della vita di relazione.  Sono cose semplici ma necessarie per sapere come funzioniamo e per capire  meglio noi stessi.

Elena  Lasagna

 

Adesso però passiamo dalla media inferiore all’università un argomento molto importante come il nostro sangue, ti va?

Dott.  Robert

Con immenso piacere!  Però te lo preparerò domani, va bene? Adesso è ora che andiamo tutti a dormire, è già mattina, vi dico buona notte anche se ormai è giorno, cado dal sonno.

 

Elena   Lasagna

 

IL SANGUE

 

Incominciamo con la spiegazione elementare del sangue.  Il sangue è un tessuto liquido  che circola nel sistema arterio-venoso dei vertebrati,  caratterizzato dalla grandissima abbondanza di sostanza fondamentale, il plasma sanguigno, un liquido dal colore giallastro nel quale sono sospesi gli elementi figurati, o le cellule ematiche e le piastrine.  Com’ è ben noto il sangue scorre entro i vasi del sistema circolatorio sanguigno,  la sua massa,  in un uomo adulto di 70 kg,  raggiunge tre litri e mezzo,  che equivalgono ad 1/12 del suo peso.  il plasma oltre a trasportare gli elementi  sopra citati, contiene disciolte sostanze chimiche con diverso significato  fisiologico.  Inoltre se per una lesione della parete dei vasi,  il sangue fuoriesce, ben presto si rapprende in una massa solida (trombo e coagulo) che serve a chiudere il vaso leso econ ciò ad impedire una ulteriore fuoriuscita di sangue (emorragia). In questo processo hanno una parte attiva le piastrine,  poiché un enzima, da esse prodotto,  trasforma il fibrinogeno del plasma in fibrina,  una proteina che si dispone in filamenti intrecciati a reticolo nelle cui maglie restano inglobate le cellule ematiche. Lepiastrine che negli animali sono minuscole cellule allungate dotate di nucleo distinto e sono dette trombociti,  nell’uomo sono invece corpiccioli di forma tondeggiante o fusata irregolare costituiti da una masserella citoplasmatica  a struttura granulo-filamentosa,  in cui si distingue una parte chiara e una parte contenente granulazioni.   Le piastrine derivano dai megacoriociti,  speciali cellule della serie ematica che si trovano nel midollo osseo.  In ogni ml di sangue normale si contano più di 200.000 piastrine.  ne midollo osseo e in altri organi omopoietici,  cioè produttori di sangue, vengono formate anche le cellule della  “serie rossa”, che maturando formano i globuli rossi o emazie.  Queste sono cellule di forma ellittica,  a lente biconcava, nell’uomo hanno un diametro di 7 micron e,  come negli altri mammiferi, sono prive di nucleo; sono invece nucleati in tutti gli altri vertebrati.  i globuli rossisono caratterizzati dalla presenza,  nel loro citoplasma,  del pigmento respiratorio,  detto emoglobina,  una proteina contenente il ferro. Nel sangue di un individuo normale i globuli rossi sono circa 5.000.000 per ml.

Altre cellule ematiche sono i ” globuli bianchi o leucociti”; nel sangue di un individuo normale se ne trovano da 6000 a 8000,  e vanno distinti in linfociti,  monociti,  e granulociti.

 

La spiegazione elementare delle funzioni del sangue

 

Ho appena descritto le caratteristiche morfologiche del sangue, ora invece accenno alcune particolari caratteristiche funzioni del sangue.

Il sangue è un’uniforme dispersione di sostanze solide,  liquide e gassose,  ma è costituito da due parti,  una liquida e il plasma, ed una cellulare costituita in prevalenza dai globuli rossi e in minore porzione dai globuli bianchi. I volumi relativi di plasma e di cellule sono circa uguali.

Nei globuli rossi è presente l’emoglobina, pigmento contenente ferro, che lega l’ossigeno ed una parte di anidride carbonica circolante.

I globuli bianchi sono privi di pigmento respiratorio,  e svolgono particolarmente funzione difensiva antibatterica; anche se il loro numero è molto più basso (circa 6-8000) unità per ml) di quello dei globuli rossi, ma la loro importanza non è minore.

Il plasma è essenzialmente una soluzione salina,  contenente sali di metalli alcalini (sodio e potassio) e alcalino-terrosi (calcio e magnesio) tra questi sali il più importante è il cloruro di sodio che viè contenuto nella quantità di circa 9 g per litro.   nel plasma insieme ai sali troviamo delle proteine,  le proteine plasmatiche,  che vengono raggruppate in diverse frazioni,  aventi natura chimica e funzione diversa molto, per esempio: quella di anticorpi difensivi, (gammaglobuline)  o quella di legare i grassi (lipoproteine), ecc.  una di queste frazioni,  il fibrinogeno,   è particolarmente interessante perché conferisce al sangue una proprietà essenziale, quella di coagulare,  cioè di trasformarsi da sostanza liquida in sostanza solida.  Gli uomini affetti da una malattia ereditaria ” l’emofilia” , hanno il sangue praticamente incoagulabile,  vivono perciò in pericolo costante di morte per dissanguamento.  La coagulazione del sangue è dovuta essenzialmente,  alla coagulazione di uno dei componenti proteici del plasma,  il fibrinogeno.  Questa proteina è normalmente allo stato disperso ma,  quando il sangue viene a contato con una superficie diversa dal rivestimento interno dei vasi,  essa si rapprende formando fibrille che si intrecciano in una rete, la fibrina,  che racchiude nelle sue maglie il siero ( plasma privo di fibrinogeno ) e le cellule ematiche; l’insieme forma il coagulo del sangue.  in un tempo successivo, la rete di fibrina si contrae ed espelle dalle  sue maglie il siero,  mentre vi rimangono ancora incorporati  i globuli rossi ed i globuli bianchi.  Questa trasformazione del fibrinogeno dallo stato disperso allo stato di rete solida è dovuto ad una trasformazione chimica irreversibile,  infatti nella rete non troviamo più la proteina fibrinogeno,  ma un’altra proteina,  la fibrina, derivata dalla prima per parziale idrolisi.  Questa scissione proteica è opera di un enzima,  la trombina, che si trova nel sangue alo stato inattivo, come protrombina,  e che,  in presenza di calcio,  viene attivata da una chinasi che si libera dalle piastrine.   Le piastrine non sono veri elementi cellulari,  come i globuli rossi e i globuli bianchi,  ma frammenti di cellule.  Esse sono molto fragili al contatto con una superficie ruvida,  diversa dal rivestimento endoteliale vasale, si disgregano liberando la chinasi e dando origine,  in tal modo, al processo della coagulazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE SEDICESIMA PARTE

13/10/2015

 

Io credo alla percezione extrasensoriale,  alla psicocinesi,  alla telepatia,   ma mi chiedo se veramente esistono quei fenomeni relativi alla sopravvivenza,  che indicano tutti quegli avvenimenti paranormali in cui interverrebbero entità  disincarnate, la medianità, l’apparizione di fantasmi  o defunti?

Alessandro

Tempo fa si tendeva a credere molto a questi fenomeni paranormali, tutti,  ancora oggi questa facoltà viene portata avanti da studiosi di tutto il mondo tranne che dall’Italia, oppure sono pochissimi,  dicono che  questa facoltà non è ancora stata riconosciuta  dagli italiani,  sì,  ma sono pochi a portare avanti questa ricerca.  Gli studiosi di tutto il mondo, specialmente gli americani e gli inglesi,  hanno portato questa materia nei laboratori universitari e questi studiosi sostengono che ogni essere umano può sviluppare tutte queste potenzialità,  hanno visto aprirsi nuovi orizzonti, sviluppando facoltà poco usate, imparando un nuovo linguaggio che non ha bisogno di parole. Del resto  questi fenomeni vengono sviluppati con qualsiasi disciplina mentale e nello stesso tempo allontanati, affinché l’individuo non tenda a sopravvalutarsi, a rafforzare il suo ego anziché mortificarlo.  Certe facoltà psi diventano simili a una qualsiasi  abilità manuale,  esse diventano tanto più familiari quanto più ci esercitiamo a metterle in pratica.  Ma bisogna sottolineare una cosa:  certi fenomeni di questo tipo accadono spontaneamente, anche se non sono ricercati da certe persone e non voluti.

Elena Lasagna

18/10/2015

 

Mi piacerebbe sapere cosa significa la parola ” metapsicologia “, non ho il computer e sul vocabolario non esiste. Grazie!

Irma

In psicanalisi, è un termine coniato da S. Freud per indicare la psicologia da lui fondata considerata nella sua dimensione più teorica.  Con questo termine e particolarmente con il prefisso ” meta ”  Freud intendeva indicare che tale psicologia avrebbe considerato i processi al di là della sfera della coscienza!

Elena  Lasagna

20/10/2015

È vero che il timo ha proprietà batteriologiche importanti  sulle parti intime delle donne?

Laura

Sì, Uno studio condotto presso la cattedra di genetica e di laboratorio microbiologico dell’Università di Milano,  alcuni anni fa ha evidenziato che l’uso del timo come estratto balsamico è noto, ma le sue proprietà antimicrobiche a livello genitale sembra CHE INIBISCA  LA CRESCITA DI ALCUNI CEPPI BATTERICI E FUNGINI, CHE SONO I CLASSICI COCCHI E LA CANDIDA. IN COMPENSO I LATTOBACILLI RIMANGONO INALTERATI, CONTINUANO A FARE IL LORO LAVORO CHE È QUELLO DI DIFENDERE E DI CONTRASTARE LA PROLIFERAZIONE DI POSSIBILI INFEZIONI.  La strategia per una corretta igiene intima è quella di attaccare senza impoverire, proteggere senza interferire con il PH e il normale ecosistema degli  organi a rischio.

Elena  Lasagna

28/10/2015

Parlami del meccanismo nervoso ed umorale delle correlazioni interne, le ricordi?

Dott.  Robert

Sì,  mi ricordo benissimo.  Ovviamente il cuore,  i polmoni,  e gli altri organi non sono indipendenti uno dall’altro, ma,  essendo inseriti nell’organo che ha caratteri di unità funzionale,  collaborano armonicamente al fine di raggiungere risultati utili a questa unità.  Tale collaborazione è conseguita a mezzo delle correlazioni nervose ed ormonali, per esempio,  l’apporto del cibo genera,  per via riflessa nervosa ed ormonale, la secrezione di succhi digestivi che ne permettono l’utilizzazione;  l’ingestione di acqua in eccesso provoca,  per via ormonale,  l’immediato adeguamento dell’attività renale in modo da eliminare il sovrappiù dannoso per l’organismo. Il bisogno di ossigeno o di sostanze nutritive che si verifica per un aumento del lavoro muscolare genera,  in via nervosa riflessa,  un aumento della ventilazione polmonare e della circolazione sanguigna.  E così via.

Gli organi ed i sistemi che fanno parte della vita vegetativa dell’uomo e precisamente ( il canale alimentare, l’apparato escretore renale,  l’apparato respiratorio,  il cuore ed il sistema dei vasi sanguigni),  non sono indipendenti fra di loro e dal resto dell’organismo,  anche se ciò sembra contrastare con la capacità intrinseca di funzionare, entro certi  limiti,  separati dal resto dell’organismo,  purché mantenuti vivi in vitro mediante perfusione con liquido adatto.

 

 

Il collegamento,  in condizioni normali,  può avvenire per via nervosa in quanto fibre nervose sensitive portano informazioni agli apparati  vegetativi all’asse cerebro-spinale e fibre nervose motorie portano messaggi  dall’asse cerebro-spinale verso gli organi effettori (muscoli e ghiandole) che si trovano negli stessi apparati dove  provengono i messaggi sensitivi o in altri apparati della via vegetativa. Tutto ciò avviene al di fuori della vita di relazione dell’animale e al di fuori della coscienza dell’uomo. Vi sono inoltre collegamenti nervosi sensitivi che partono dagli apparati vegetativi, arrivano all’asse cerebro-spinale,  da qui regolano gruppi muscolari somatici che appartengono  anatomicamente agli apparati della vita di relazione,  ma che in questo caso funzionano per via vegetativa.  È il caso dei movimenti respiratori, movimenti automatici che non giungono a livello della coscienza e tuttavia sono dovuti a muscoli scheletrici, in tutto simili a quelli della vita di relazione.  Vi sono pure collegamenti nervosi sensitivi che partono dagli apparati vegetativi e arrivano alla corteccia cerebrale,  portando informazioni coscienti di piacere o di dolore, di benessere o di malessere e che influenzano in tal modo il comportamento dell’organismo,  cioè la sua vita di relazione.

 

Vi sono inoltre alcuni collegamenti sensitivi tra gli organi di senso (gusto olfatto) e la corteccia cerebrale,  alla quale inviano le informazioni specifiche proprie(sensazioni coscienti, gustative e olfattive) che danno inizio ai messaggi motori e secretori attivanti apparati della vita vegetativa.  Limitandoci ad esaminare i collegamenti nervosi tra apparati che svolgono funzioni vegetative e asse cerebro-spinale (neurasse).  Le informazioni sensitive, come si è detto, arrivano all’asse cerebro-spinale e vanno ad influenzare alcuni centri, in esso localizzati, da cui partono le vie nervose che portano alla periferia i messaggi motori,  Questi, usualmente modificano un’attività muscolare o secretoria preesistente,  potenziandola o inibendola.  Si tratta perciò,  di messaggi motori di due tipi, eccitatori, ed inibitori;  ciascuno di questi due tipi di messaggio viaggia lungo vie nervose proprie che arrivano agli apparati e sistemi della via vegetativa prendendo il nome di ” vie vagali o vie simpatiche “.

 

Sui muscoli della parete del canale alimentare le vie vagali portano messaggi eccitatori e le vie simpatiche messaggi inibitori. Sulle ghiandole del tubo digerente le vie vagali portano messaggi eccitosecretori e le vie simpatiche messaggi opposti.

Sul cuore invece le vie vagali portano messaggi  inibitori e le vie simpatiche messaggi eccitatori.  Sui vasi  il simpatico e il vago si comportano diversamente a seconda del territorio. Sui vasi cardiaci e della muscolatura scheletrica  le vie simpatiche sono vasoinibitrici,  e quindi vasodilatanti, e le vie vagali vasoeccitanti  e quindi vasocostrittrici.  Sui vasi dei territori viscerali e cutanei,  i nervi vaghi  dilatano ed  i simpatici costringono i vasi.  Ecco perché un aumento dell’attività cardiaca,  dovuto ad un eccitamento del centro cardioacceleratore (simpatico),  si accompagna alla dilatazione delle coronarie e dei vasi muscolari e alla costrizione dei vasi viscerali e cutanei.

Sulla muscolatura intrinseca dei polmomi,  il simpatico è broncodilatatore e il vago broncocostrittore.

Accanto a queste regolazioni di tipo puramente nervoso,  determinate da informazioni sensitive originate nei recettori periferici di tipo viscerale, coesistono regolazioni umorali dovute all’attività delle ghiandole che producono ormoni.

CORRELAZIONI  ORMONALI

 

Gli ormoni sono sostanze che hanno la caratteristica di essere secrete da ben determinate ghiandole o cellule e di esercitare azione specifica su determinate funzioni di altre cellule o di organi bersaglio a cui giungono per via sanguigna.   Molte volte tra l’agente che stimola la secrezione di ormoni e le cellule secernenti è inserita una via nervosa.  In questo caso si parla più appropriatamente di “correlazioni neuro-ormoniche”.   Molte funzioni dell’organismo sono quasi esclusivamente regolate da ormoni.  In questo caso il collegamento con il sistema nervoso è molto più difficile da precisare,  anche se indubbiamente è presente.  Si tratta di funzioni che rivestono un’importanza generale,  come l’accrescimento e la differenziazione dell’organismo,  la maturazione sessuale e i cicli sessuali dell’adulto e certi aspetti generali di quella macchina chimica che è l’organismo.   Sulla produzione di ormoni che presiedono alla regolazione delle funzioni sopra elencate assume spesso mansione direttiva l’ipofisi ghiandolare, detta anche adenoipofisi o ipofisi anteriore.   Questa poi è intimamente legata alla neuroipofisi estrema appendice dell’ipotalamo al quale convergono una infinità di informazioni sensitive che viaggiano nel sistema nervoso di conduzione o provengono dalle caratteristiche del sangue stesso  ( temperatura concentrazione salina, concentrazione di sostanze alimentari, ecc ).  È certamente a questo livello che si ha la connessione tra il sistema nervoso e la costellazione endocrina,  cioè una integrazione che ha il fine di raggiungere lo sviluppo armonico e la salvaguardia dell’individuo e della specie.

 Continua nell’articolo risposte ai lettori novantadue diciassettesima parte.

 

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE QUINDICESIMA PARTE

10/08/2015

Che cosa significa stato maniaco depressivo? È grave?

Umberto

Una forma maniaco depressiva è lo stesso di psicosi. È una forma di psicosi caratterizzata da alternanza di periodi di mania e di melanconia. La psicosi maniaco depressiva spesso è legata alla sfera affettiva, questa forma viene considerata una psicosi distimica. Spesso o tempo fa veniva considerata una psicosi legata ad alterazioni organiche, secondo altri invece ereditarie. Queste alterazioni fino ad ora non si sono ancora potute dimostrare con certezza. I periodi di mania e di depressione insorgono senza alcuna causa apparente, sono intervallati da periodi di normalità, nei quali la persona affetta da questo disturbo rivela una personalità alternata da depressione a buonumore, socievolezza diciamo normalità. Nei periodi maniacali invece la persona affetta può manifestare eccitazione, con idee vivissime, incostanza a tutto ciò che fa; tale eccitazione può arrivare a crisi di furore fino a diventare pericoloso sia per sé che per gli altri, con una successione di idee una dopo l’altra senza soluzione di continuità. Nelle fasi depressive la persona presenta malinconia, tristezza, povertà ideativa, senso di ansia immotivata, apatia. Se il disturbo è preso in tempo la terapia è quasi sempre con spicofarmaci.

Elena  Lasagna

Grazie dott. Robert per le tue lezioni.

11/08/2015

Perché spesso mi capita di sentire qualcuno che dice non sono capito o non mi capiscono?

Federica

Per capire il prossimo usiamo il cervello,  noi crediamo a quello che suggerisce solo il nostro cervello, in realtà dovremmo usare anche il cuore, sia nelle cose ma specialmente con le persone, se non usiamo il cuore non capiremo mai gli altri in profondità. Il cuore non si lascia ingannare dai sensi, dall’immaginazione, dai desideri ed è in stretto contatto con lo spirito.

Elena  Lasagna

27/08/2015

Vorrei sapere che cos’è esattamente la schizzofrenia e  come ci si ammala di schizzofrenia? Grazie!

Alessandro e Federica

La schizzofrenia è una forma di psicosi tra le più frequenti, particolarmente grave, di cui non è ancora ben nota la causa o le cause nè l’esatta delimitazione nosologica rispetto ad altre malattie mentali, anche perché può presentarsi sotto diversi aspetti spesso abbastanza dissimili fra di loro sul piano sintomatologico. Le forme principale sotto cui si presenta la schizzofrenia sono la forma catatonica contrassegnata da una tendenza del soggetto all’immobilità,  allo stupore, alla non rispondenza agli stimoli esterni; la forma ebefrenica, caratterizzata da rapido deterioramento mentale, vacuità, abulia, instabilità dell’umore, frequenti stati confusionali. Poi c’è la forma paranoidea che si manifesta con deliri mal sistematizzati, incostanti, spesso accompagnati da allucinazioni. la forma simplex invece si caratterizza per il progressivo deficit intellettivo e per lo stato di completa abulia a cui conduce.  Nella forma pseudonevrotica prevale invece la componente ansiosa e depressiva, ma si differenzia dalle nevrosi distimiche per la totale assenza della coscienza di malattia.

A questa classificazione ne sono state opposte altre, ma date le conoscenze attuali ogni classificazione comprende un margine abbastanza alto di arbitrarietà. La schizzofrenia colpisce in età relativamente giovane, tra i 15 e i 40 anni, o almeno questa è l’età che si evidenziano i primi sintomi. Non si sa neppure se esistono fattori ereditari anche se è dimostrata l’incidenza familiare. Sul piano terapeutico anche se negli ultimi anni si sono compiuti progressi importanti si è ancora lontani da una reale possibilità di assicurare la completa guarigione a tutti i pazienti.

Elena  Lasagna

19/09/2015

Perché molte persone malgrado lo sforzo che compiono per non uscire mai dai confini della realtà conosciuta, negano tutto ciò che non conoscono? Non ti sembra che queste persone abbiano paura di vivere fino in fondo?

Alessandra

A volte negare tutto ciò che non si conosce è per salvaguardare i propri fantasmi interiori, ognuno sfugge quotidianamente alla propria razionalità,  rifugiandosi ogni notte in un’altra dimensione ancora più ignota ed inesplorata, che è il mondo dei sogni. Qui niente avviene secondo schemi prefissati e logici,  per lo meno non secondo i parametri della veglia. Ogni notte gli umani si abbandonano ad avventure incredibili,  che in quel momento vengono vissute come normali, anzi come l’unica realtà possibile. Alcuni sensitivi però vedono nei sogni la realtà: avvenimenti presenti , passati e futuri.

Elena  Lasagna

 

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE TREDICESIMA PARTE

15/04/2015

 

Che cosa significa l’intermittenza dell’idrartro ?

Rosina

Ho capito quello che cerchi di dirmi : l’idrarto intermittente è una  qualsiasi malattia che colpisce le articolazioni , sia di natura infiammatoria, sia degenerativa . In questo caso è una artropatia cronica con recidive periodiche di versamenti intra-articolari, che durano alcuni giorni, con interessamento di un solo ginocchio, senza ipertermia locale, e spasmo muscolare,  dolore, deficit funzionale; si ritiene che sia dovuta a fattori allergici, mentre altri la considerano  una forma atipica di malattia reumatoide.

Elena  Lasagna

 

21/04/2015

E la stasi venosa ?

Rosina

È un disturbo di circolo locale relativo al sistema venoso , comporta un sovrariempimento del capillari e delle vene e viene quasi sempre determinata dall’insufficienza  acuta o cronica del cuore. Nell’insufficienza del ventricolo sinistro si ha ristagno di sangue nelle vene polmonari e nel piccolo circolo; nell’insufficienza del ventricolo destro un ristagno nelle vene cave e nel grande circolo, che, attraverso il fegato, potrà ripercuotersi eventualmente sul circolo portale. La stasi pura nel territorio della vena porta è in genere la conseguenza di un ostacolo al deflusso venoso e non un vero arresto quale si verifica nelle occlusioni acute e complete delle vene. La stasi venosa è di solito ben evidente a livello del polmone, la milza , del fegato e dei reni, dove si determinano alterazioni caratteristiche in funzione della durata della stasi stessa, che può essere acuta, subacuta o cronica.

Elena  Lasagna

26/04/2015

Come avviene la separazione di un composto chimico operato dall’acqua? Grazie

Alessandro

Si chiama reazione di idrolisi , mentre per idrolisi di un sale si intende la sua reazione con l’acqua a dare l’acido e la base da cui esso deriva. Queste reazioni di idrolisi,  di grande importanza anche biologica perchè si verificano nei processi di digestione degli alimenti,  sono quelle che provocano la scissione dei grassi in glicerina e acidi grassi ,  quella dei disaccaridi come il saccarosio e dell’ amido in monosaccaridi , e quella delle proteine in amminoacidi liberi.  In genere però tutte queste reazioni non decorrono spontaneamente, almeno con una velocità apprezzabile, ma vengono catalizzate dalla presenza di alcali; nei processi biochimici esse vengono invece promosse ciascuna da uno specifico enzima del gruppo delle idrolasi.  È questo che volevi sapere?

Elena  Lasagna

 

Il mio medico mi ha detto che forse sono affetta da  “Parkinson “, perché avverto una certa rigidità , vorrei tanto che mi dicessi qualcosa, perché mi sembra di impazzire. Grazie!

Ester

Sta tranquilla prima di definire una malattia o uno stato patologico bisogna fare molti accertamenti. La resistenza di segmenti corporei alla motilità, attiva o passiva, determinata da ipertonia muscolare  o da altre condizioni delle articolazioni , la rigidità parkinsoniana è caratteristica della paralisi agitante, che tu ancora non hai, delle sindromi parkinsoniane in genere e di quelle extrapiramidali; è dovuta ad alterazioni del sistema extrapiramidale. La rigidità catalettica può comparire in caso di isterismo, ipnosi e nel corso di alcune psicosi.   La rigidità da decerebrazione è stata riscontrata nei malati affetti da tumori della regione mesencefaloipotalamica e si manifesta con contrattura muscolare permanente di tipo extrapiramidale. Poi c’è la rigidità congenita regressiva, o sindrome di Vogt,  è una forma infantile di paralisi psuedobulbare, dovuta ad atrofia del nucleo caudato e del putamen; si manifesta con ipertonia muscolare generalizzata, più spiccata agli arti inferiori, con movimenti coreiformi e acetosici bilaterali, con riso e pianto spastici, con disartria, con deficienza intellettuale più o meno accentuata. Poi c’è la rigidità pupillare,  che si evidenzia con la mancanza di reazione della pupilla allo stimolo luminoso  o all’accomodazione, quella è dovuta a lesioni delle vie e dei centri ottici. Diffuse sono le rigidità articolari, dovute a limitazione o abolizione della funzionalità di una o più articolazioni, dei muscoli, dei tendini, e delle ossa. Poi c’è la rigidità cadaverica e questa si manifesta solo nel cadavere; a quella facciamoci le corna!  Secondo me sei solo stressata, vedrai che non è grave come pensi tu.

Elena  Lasagna

08/05/2015

Vorrei sapere se la suggestione agisce profondamente  anche senza ricorrere all’ipnosi?  E la creazione delle immagini mentali ? Grazie!

Lori

Durante lo stato autosuggestivo, si può ipotizzare che la mente oggettiva guidi quella soggettiva. Quindi parlare a se stessi,  significa che la mente oggettiva, che rimane cosciente e presente a se stessa con la funzione di un Super –  Io, influenza la parte soggettiva,  per ottenere il risultato desiderato, proprio come se nella stessa persona coesistessero due individui.

 

Durante la notte, le immagini  che ci arrivano attraverso i sogni sono particolarmente chiare, vivide, spesso colorate: e questo lo dobbiamo al fatto che ci si trova in uno stato particolarmente favorevole,  completamente staccati dalla realtà esterna e a contatto col mondo interiore. Nel sogno si abbandona ogni sovrastruttura di tipo razionale,  non ci si chiede più se ciò che si sta vivendo è vero o ha un significato,  ma ci si abbandona totalmente all’esperienza onirica,  che a volte è tanto intensa da farci chiedere nel momento del risveglio se il sogno era realtà o la realtà sogno.  per ottenere buone immagini anche a livello suggestivo bisognerebbe raggiungere un rilassamento molto profondo,  simile a quello del sonno, staccando ogni contatto con l’ambiente esterno e soprattutto rinunciando per un attimo a mantenere il controllo razionale della situazione. Spesso chi vive esperienze psichiche vorrebbe lasciarsi andare sufficientemente per raggiungere un buon risultato e nello stesso tempo poter dirigere la situazione come se una parte di di se stesso rimanesse estraniata , all’esterno. Questo è molto difficile, anche perché in genere gli emisferi cerebrali lavorano separatamente e quindi logica e intuizione vanno usate in tempi diversi.

Elena  Lasagna

10/05/2015

Ho sentito parlare di Dharma ma che cos’è in realtà?  Perché ho avuto due spiegazioni diverse tra di loro. Grazie!

Patty

Queste poche righe ti aiuteranno a capire quali delle due versioni corrisponde a verità. Il Dharma consiste negli insegnamenti vedici, principi di eterna Giustizia che sorreggono l’universo,  ai quali l’uomo si deve conformare se vuole percorrere la strada della liberazione.

Elena  Lasagna

 

14/05/2015

E sempre Patty ieri sera mi ha chiesto cosa significa la parola ” Karma “.

Il karma è la legge di causa-effetto che governa la vita dell’uomo. Una precisazione su questo termine l’ho trovata in uno  dei maestri di arti marziali : L’analisi fonetica conforme alle teorie indù dice che nella parola ” Karma ” l’azione è indicata dalla prima consonante K ; la seconda consonante R esprime la durata,ossia il prolungamento dell’azione nel tempo; la terza consonante M indica la materia o sostanza. Complessivamente il karma  significa l’azione che prolungando i suoi effetti nel tempo (intervallo tra due vite ad esempio) diviene materia della nuova formazione.

Elena  Lasagna

25/05/2015

 

Esistono altre definizioni  dei sogni?

Patty

Secondo la psicoanalisi, il sogno è una fase di regressione in cui ha il sopravvento la pulsione primaria della morte.  Ma la dimensione sogno ha diverse sfaccettature,  che non riguardano solo l’inconscio, o per lo meno non riguardano solo la parte della psiche sondata da Freud. Jung disse: ritengo, per di più , un atto di presunzione attribuire alla conoscenza umana una facoltà che, com’è possibile dimostrare, oltrepassa i suoi limiti. Dobbiamo accettare con grande modestia la limitatezza di tutto il sapere umano, e se ci capita di avere una qualsiasi esperienza di ciò che è imperscrutabile, dobbiamo  considerarlo come un dono del cielo!

Elena  Lasagna

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE DODICESIMA PARTE

16/01/2015

Credo di avere la depressione, anzi, una ricaduta della depressione perché l’ho già avuta cinque anni fa, non ti dico il calvario che ho passato, oltre ai soldi spesi, me l’hanno  peggiorata, poi, ho incontrato il mio ragazzo e con il suo affetto , con l’affetto dei miei familiari sono riuscita ad evadere da quel tunnel così oscuro e crudele. Mi rivolgo a te perché ora anche i miei famigliari non bastano più con il mio ragazzo ci siamo lasciati, così, entrambi consezienti, lui non mi ha mai fatto soffrire, forse sono solo io ad essere negativa,  non mi fido più di nessuno. Vorrei domandarti perché durante le sedute di cura mi mandavano in trance? A che cosa serve? E perché essere sensitivi è un peccato per certi medici? Che cosa significa secondo il tuo punto di vista  essere sensitivi ? Questo è quello che ieri sera mi ha raccontato Alessandra 2.

 

Questa è stata la mia risposta. Prima di tutto un medico vero non può trattare così un suo paziente, il confondere una psicosi con la chiaroveggenza è molto grave; succede ai presuntuosi che sono anche stupidi. Un medico serio ti avrebbe curato senza abusare del tuo stato di esaurimento della pazienza che tu chiami depressione. In quanto allo stato di trance è necessario in molte cure di psicoterapia ecc. per risvegliare il tuo io sepolto, quando ci si riduce in questo stato a volte non si è più coscienti di sé, esiste un’altra parte del nostro essere che noi non conosciamo, che può essere paragonata ad un grande magazzino e che viene denominata ” inconscio personale”. In questo inconscio personale esistono migliaia di informazioni, di paure, ricordi ecc. Se possiamo utilizzare una piccola parte di questo immenso  magazzino del nostro essere, allora potremo capire tutto di noi e capire meglio come mai ci siamo ridotti così, ma la tua è un’altra cosa non depressione!

Anche la memoria è potenziata nell’inconscio personale, riuscire ad utilizzare certe informazioni significa molto per chi ti sta curando. Quindi la ”  trance ” non è nient’altro che l’addentrarsi in questo magazzino personale. Possono distinguersi diversi  gradi di ” trance ” :  più si scende nell’inconscio e più la trance è profonda. Con un  profondo rilassamento si raggiunge la ” trance ” leggera; a questo punto si può creare anestesia , lo stato successivo è la ” trance ” media, dove si scende ancora di più nell’inconscio personale, infine c’è la ” trance ” profonda dove si spazia nella quinta dimensione fuori dal tempo e dallo spazio. In questa ” trance ” profonda si può anche aprire gli occhi senza nessuna modificazione dello stato : in questo caso si tratta di  ” ipnosi “. Poi esiste la ” trance ” lucida che è uno dei diversi tipi di ” trance ” nel quale il soggetto entra in uno stato alterato di coscienza pur mantenendo apparentemente il suo stato di veglia.

In quanto alla chiaroveggenza è la facoltà di vedere a distanza, superando la barriera dello spazio-tempo. Mi soffermo qui perché spesso questo dono o castigo non si sa come chiamarlo viene trascurato, frainteso e ingiustamente scambiato per malattia mentale ( o forse è solo cattiveria del medico non medico vero ma sadico?  Infatti il sensitivo non solo può vedere dentro di sé qualcosa che sta accadendo a migliaiaa di chilometri di distanza, ma anche nel passato e nel futuro. E anche la chiaroveggenza può essere di vario genere: di tipo tattile: la conoscenza degli oggetti attraverso il tatto chiamata ” psicometria “; poi c’è la visione detta ” mantica ” che è quella di vedere attraverso cose, persone o oggetti; c’è la visione ” criptoscopica ” che è quella di vedere attraverso i corpi opachi; la visione ” autoscopica” che è quella di vedere gli organi interni del proprio corpo; la ” telestesica ” è la visione degli avvenimenti lontani; la “rabdica ” , o scoperta delle sorgenti d’acqua, dei minerali, delle cavità; la ” mellontonica “detta anche precognizione è la previsione del futuro in assoluto. E potrei andare avanti all’infinito, ma è stato sufficiente.  S e fossi un medico affermato ti curerei senza perdere tempo per riacquistare la fiducia in te stessa, ma soprattutto perché tu non possa ricadere in mani  disoneste è dir poco. Comunque io ti credo e sono contenta per te, abbi fiducia in te stessa ancora più di prima non lasciare che gli sbruffoni prendano il sopravvento, sta alla larga da certa gente, esistono bravi medici e quelli sono veri!

Elena  Lasagna

04/02/2015

Sono sempre preoccupato per ogni cosa, il lavoro, i soldi, la famiglia, vivo costantemente in uno stato di ansia, non riesco a rilassarmi , a divertirmi, io vorrei trovare qualcuno che mi aiuti , ma non deve chiedere il mio aiuto perché ormai mi sento come uno strccio senza un briciolo di volontà per poter ricominciare.

Antonio anni 60

Mi dispiace Antonio di dirti quello che sto per dirti, ma senza la volontà ti può aiutare solo ” Dio” forse. Senza la volontà, quello strumento della mente che viene utilizzato per raggiungere il proprio scopo e con la mente dovrai metterci anche il cuore; insieme faranno da timone, che ti aiuteranno molto a raggiungere ciò che desideri. Certo, prima ancora di mettere in funzione questi strumenti, sarebbe meglio sviluppare la capacità di analisi, di discernimento, per essere ben sicuro di ciò che vuoi veramente. A volte ci proponiamo di ottenere qualcosa che desideriamo spinti da sentimenti negativi o dall’istinto, ed ho imparato già da molto tempo fa che è sbagliato!

Elena  Lasagna

19/02/2015

Che cosa suggerisci  per una giiusta digestione oltre alle solite cose?

Vittorio

Importantissima è la masticazione: ogni boccone andrebbe ridotto in poltiglia, come del resto ci insegna qualsiasi tipo di igiene. Bisognerebbe ” masticare i liquidi e bere i solidi”.

Elena  Lasagna

 

06/03/2015

Che cos’è la psicosomatica o psicosomatico ?

Federica

 

La psicosomatica = psico : ciò che è relativo alla psiche.

                                             somatico : relativo al soma, ciò che è relativo al corpo umano.

 

La psicosomatica ci insegna che l’aria rappresenta anche simbolicamente ciò che respiriamo: quindi, l’ambiente, gli stati d’animo, le emozioni. Il bambino poi respira letteralmente l’affetto materno: ma se la madre gli trasmette ansia o tensioni, è probabile che lui si ammali nel respiro ad esempio come l’asma. Questo processo prosegue anche nell’adulto, che inconsciamente trattiene il respiro, contraendo il diaframma per non inspirare un ambiente ostile. È pura realtà, la suggestione è un’operazione mentale grazie alla quale si può agire sul corpo e sulla psiche, apportando modificazioni terapeutiche interessanti.

Dai miei studi

Elena  Lasagna