MALARIA

08/08/2016

MALARIA

 

Quali sono le cause della malaria? Che cosa c’è da sapere sulla malaria?

Alessandra

 

La malaria è una malattia causata da parassiti del genere Plasmodium,  trasmessi all’uomo per inoculazione da zanzare del genere Anopheles. La malaria ha decorso più o meno acuto,  spesso cronico;  se ne distinguono due forme diverse.  La malaria maligna inizia con una sintomatologia di brividi intensi e dopo un’incubazione di 10-15 giorni la febbre si eleva rapidamente e si mantiene sui 40-4i °C per oltre 8-10 ore, dopo scende  ai valori normali con grande sudorazione.  Ma la cosa non finisce qui,  perché dopo un giorno di benessere apparente si ha un nuovo accesso febbrile ed è più duratura della prima fase,  con un diagramma termico meno regolare,  spesso atipico e con febbre subcontinua.  Già dopo i primi accessi si riscontra splenomegalia,  che aumenta nel tempo e nelle forme croniche diviene irriducibile.  Anche se curata la malattia tende a recidivare per parecchio tempo dopo l’infezione primitiva fino a quando si esaurisce,  ciò che di solito avviene entro due anni.

 

La malaria benigna da plasmodium ovale, si manifesta con gli stessi sintomi  di quella maligna,  a eccezione di una maggiore regolarità della durata  degli eccessi febbrili e del suo diagramma termico; sono possibili recidive  per quattro anni.

La malaria quartana  da Plasmodium malaria  si differenzia dalle precedenti per un inizio sì con brivido molto più intenso dopo un’incubazione di 27-30-32 giorni;  dopo l’intervallo di apiressia fra un eccesso febbrile e il successivo è di due giorni.  Essa tende a ricidivare più della terzana, per un periodo che va dai 5-10 anni.

 

Delle malarie sovrapposte e malarie miste,  le prime sono terzane o quartane, con la sovrapposizione  di due o più cicli parassitari ( terzana doppia,  quartana doppia e anche tripla),  per cui gli accessi febbrili avvengono quotidianamente,  quelle miste invece sono sostenute da due o più specie parassitarie contemporanee.

Nella malaria perniciosa  (da plasmodium falciparum in quantità elevatissima)  le emazie infestate dai parassiti si addensano nei capillari di vari organi interni,  dando luogo a forme cerebrali,  cardiache,  surrenali,  ecc.  gli accessi febbrili assumono un aspetto molto grave con stato setticemico,  torpore,  come,  paresi e spesso morte in poche ore.  La malaria cronica rappresenta l’esito di ripetute infezioni e reinfezioni in zone malariche.  Ha quasi sempre un andamento irregolare;  si riscontra un aumento di volume della milza e del fegato,  anemia spiccata,  astenia,  fequenti nevralgie e nevriti.  Nei casi più gravi  la malattia esita in cachessia malarica,  con edemi,  acsite,  colorito terreo della cute,  spiccata astenia,  ittero,  diatesi emorragica.

Attualmente tutte le forma di malaria si curano con farmaci sintetici,  per distruggere i parassiti nel sangue.  La diagnosi viene formulata sulle basi delle indagini cliniche .

IL TESSUTO CONNETTIVO SECONDA PARTE

31/07/2016

RASSODAMENTO

Questa proprietà della sostanza fondamentale detta anche diachisi,  non è sempre la stessa:  il tempo di diachisi (cioè il tempo di riassorbimento di un edema procurato)  è maggiore nel giovane e nelle pelli sode e ben idratate,  minore nell’anziano e nelle pelli senescenti e disidratate.  Si ritiene che,  grazie a queste proprietà,  la sostanza fondamentale agisca come una barriera alla diffusione dei batteri.  Quindi,  troviamo una matrice idrofila o sostanza fondamentale nella quale si trovano le fasce di fibre collagene ed elastiche;  troviamo anche cellule,  vasi sanguigni e fibre nervose.  Ritornando alle funzioni del connettivo, ricordiamo l’importante funzione del microcircolo rappresentato dal sistema delle arteriole,  dei capillari,  delle venule,  cioè dalla parte periferica della circolazione sanguigna nella quale si rappresenta la vera funzionalità dei liquidi ematici:  portare nutrimento alle cellule e riassorbire i liquidi e le eventuali scorie del metabolismo.  Tra le cellule fisse del connettivo,  oltre ai fibroblasti,  ricordiamo:  i microfagi:  capacità di inglobare batteri e addirittura,  quando questi sono in sovrannumero, riunirsi a formare le cosiddette cellule giganti da corpo estraneo per eliminare e per distruggere(digestione enzimatica)  appunto qualsiasi corpo estraneo;  i linfociti:  le plasmocellule che producono anticorpi;  i mastociti:  producono isteurina,  vasodilatatore e quindi mediatore chimico nell’importante processo di difesa quale quello dell’infiammazione.

Seguendo questa descrizione,  possiamo meglio valutare l’importantissima funzione del connettivo in tutte le zone dell’organismo nelle quali esso è presente e nel derma in particolare.  Osserviamo mun atlante anatomico dove siano raffigurate porzioni del corpo umano,  per notare  che lo spessore della cute non è misurabile in pochi millimetri.  In alcune parti del corpo,  come la pelle del padiglione dell’orecchio,  lo spessore è sì  effettivamente minimo.  osservando il corpo in generale:  fianchi,  glutei,  addome, dorso,  cosce ecc.,  per meglio chiarire l’immagine.

Quello che dobbiamo chiederci è :  esiste una separazione funzionale tra cute e sottocutaneo?  Potrei dire che non esiste  ma non sarebbe lecito,  dire che esiste non sarebbe esatto,  il perché?  Continua…

02/08/2016

Ecco il perché:  la parte di cute e di sottocutaneo dove lo spessore è massimo,  la ritroviamo laddove,  nel sottocutaneo,  è presente un cuscinetto adiposo.  Vediamo che tipo di relazione biologica esiste tra derma medio e ipoderma.  È molto importante considerare che il derma ha una particolare consistenza che lo fa distinguere come connettivo compatto,  mentre l’ipoderma o sottocutaneo viene definito connettivo lasso.

E qui ci sarebbe da dubitare sulla esistenza di una differenza sostanziale nella istologia dei due tessuti.  In realtà questa differenza esiste poiché nel sottocutaneo è presente lo strato adiposo.   Va sottolineato però,  che questo strato deve la sua attività metabolica,  cioè di ricambio del contenuto e quindi di dignità di tessuto vivente,  proprio al connettivo dermico.  Infatti questo tessuto superficiale che si approfonda con numerosissimi  setti connettivali fatti dello stesso materiale e con le stesse componenti:  sostanza fondamentale,  circolazione e micro circolazione,  cellule specializzate,  collagene,  elastina,  fibre nervose,  ecc.  In realtà questi setti connettivali sono importantissimi perché,  non solo la loro presenza garantisce il normale ricambio metabolico dell’adipocita,  ma lo stato di aggregazione,  cioè la consistenza e la concentrazione di polisaccaridi,  e lo stato di idrofilia delle fibre connettivali.  Il trofismo generale del connettivo di tipo compatto dei setti connettivali rende possibile,  regola e mantiene il trofismo generale del tessuto adiposo.

Pelle rassodata e tonica

In questo caso non si nota nessuna differenza nei colloidi tra derma medio e setti connettivali;  questi perciò rivestono i rispettivi gruppi di cellule adipose insinuandosi capillarmente tra di esse a tal punto che è possibile dire che ogni adipocita è servito da un gruppo capillare sanguigno.  Si ha perciò un perfetto scambio metabolico ed i liquidi interstiziali sono  in equilibrio dinamico;  vale a dire che la quantità che trasuda è uguale a quella che viene riassorbita dal sistema capillare venolinfatico.  Ciò comporta un insieme compatto perché i volumi di spazio disponibile sono occupati da colloidi dermici con la stessa plasticità rilevabile nel settore adiposo,  questo settore non viene perciò costretto o soffocato.  Continua…

03/08/2016

Al di sopra di esso, in quei pochi millimetri di derma,   si nota la stessa plasticità.  Questo stato ideale lo si può ritrovare soltanto nei bambini;  si tratta infatti di uno stato di integrità perfetta prima che comincino a manifestarsi gli effetti del tempo e dell’usura.

Quando invece la pelle è rilassata e invecchiata

Qui lo stesso quadro appare diverso nei particolari.  Il tessuto dermico e dei setti connettivali si è trasformato e i colloidi hanno perso l’idrofilia,  si sono perciò contratti,  hanno perduto la primitiva elasticità. Questa trasformazione rende difficile il ricambio;  le strutture adipose vengono costrette dai setti connettivali che hanno perso la plasticità,  ciò compromette il ricambio dei fluidi ematici.  Cominciano così le stasi,  i microedemi,  tutto il quadro tende ad articolarsi in trasformazioni.

 Nel primo stato cutaneo troviamo una omogenea distribuzione dei colloidi della sostanza fondamentale che rende non distinguibile il derma superficiale dall’ipoderma.  Questo perché il ricambio dei liquidi interstiziali quelli che contano principalmente nell’ambiente biologico cellulare si svolge senza ostacoli.  Il microcicolo appare integro,  la quota di polisaccaridi è quella ideale,  le fibre sono al massimo dell’idrofilia;  le cellule svolgono un’attiva opera di difesa e di depurazione.

Nel secondo le cose stanno diversamente:  i setti connettivali per il ridotto spessore tendono a trasformarsi progressivamente in setti fibrosi,  la disidratazione dei colloidi porta a preciptazioni irreversibili dei colloidi stessi,  il ricambio dei liquidi interstiziali viene compromesso,  le cellule fisse del connettivo incontrano grossi ostacoli ad attuare il loro compito di difesa e di depurazione;  vi saranno accumuli di tossine andogene cioè di rifiuti del metabolismo che non vengono ben drenati ed il microcircolo perde la sua efficienza e comincia ad avere lesioni ed ispessimenti dell’endotelio, ecc.  I piani cutanei  e sottocutanei perdono la loro compattezza e si vedono apparire le prime pliche cutanee indicanti un grave processo di rilassamento e di distacco tra derma e ipoderma.   Ora,  dobbiamo dire che,  tra il primo aspetto e il secondo,  vi sono infiniti passaggi intermedi e quindi reali possibilità di intervento per prevenire il rilassamento e ritardare soprattutto lo stadio di irreversibilità.  Va anche detto che molteplici sono le cause del rilassamento oltre alla inevitabile senescenza.  Per esempio… continua.

05/08/2016

Per esempio l’aumento di peso corporeo con il successivo dimagrimento,  la gravidanza, ma soprattutto la mancanza di un’igiene estetica adeguata che  consistente in trattamenti fatti eseguire nei primi mesi  e dopo il parto,  come abbiamo già visto nelle pagine precedenti anche l’eccessiva esposizione al sole;  la mancanza di esercizio fisico;  l’alimentazione inadeguata,  sono tra le più importanti.  Oggi esiste la possibilità di trattare il rilassamento cutaneo specialmente se prendiamo in esame il massaggio estetico,  quello che viene praticato quotidianamente e periodicamente da persone specializzate ma soprattutto esperte sia della tecnica che della teoria.  Ci sono elementi disponibili in cosmesi per rendere più efficaci i risultati di una manipolazione.  Una rassegna riguardante le tecniche del massaggio può essere fatta solo da un o una massoterapista  con grande esperienza  non solo nel campo manuale ma per avere esegiuto per anni studi e seguito con interesse l’evolversi della professione.  La mancanza del massaggio gioca su tre fattori principali: rilassamento;  ricerca di armonia; di sintonia; comunione e manipolazione. Le mani entrano in funzione con ritmo quasi musicale,  senza mai perdere il contatto sfiorando,  premendo,  impastando in maniera dolce,  percuotendo leggermente,  ma soprattutto imprimendo vibrazioni e modellamento.  Il vantaggio di queste manipolazioni è enorme.  I soggetti trattati si alzano migliorati,  scompaiono tutte le algie,  le stasi di vario tipo,  i loro movimenti sono più ampi,  si sentono più leggeri;  il benessere acquisito è notevole.  Anche perchè lo stato dei colloidi biologici connettivali si giova di un aumento di apporti nutritivi,  di scarichi di tossine, specialmente la diuresi che è sempre in aumento dopo i trattamenti;  la circolazione e la microcircolazione viene riattivata e questo in sostanza non può che influire in senso matabolico benefico su tutti gli organi che sono collegati dal tessuto connettivo. Continua…

08/08/2016

Si può perciò capire l’efficacia di un’azione preventiva del rilassamento,  ma anche curativa perché esistono mezzi e cosmetici efficaci nei confronti delle artrofie dell’ambiente biologico cutaneo.   Da sempre vengono usati prodotti di principi attivi vegetali e biologici per un’azione generale di tonificazione cutanea.  Ma il vero progresso nel ramo cosmetico funzionale e stato raggiunto dalle preparazioni nelle quali sono scomparse le componenti inerti,  quali le paraffine,  gli olii di vaselina,  ecc. Oggi si dispone di ottimi veicolanti provvisti di notevole affinità biochimica con i componenti dell’emuntorio idro-sebaceo.  Per poter contare su un vero assorbimento dei principi attivi,  fra questi fanno spicco per una vera azione di restituzione e di integrazione di… ovvero il precursore dei glucosamminoglicani dimero molecolare che in ripoetute esperienze ha dimostrato di passare agevolmente la barriera epidermica.  Oggi si va verso un vero trattamento biologico del connettivo,  poiché si utilizzano le componenti che ne fanno parte,  integratori biochimici,  amminoacidi,  enzimi e cofattori, e lo si deve ad una attiva collaborazione tra biochimico e la persona curante in una serie di esperienze produttive che mettono a frutto l’aumentata conoscenza da parte del biochimico della biologia molecolare.  Continua  nel prossimo articolo…

ALIMENTAZIONE E INVECCHIAMENTO

25/07/2016

Alimentazione e invecchiamento

Ricordo  di  Virgilio

Nell’ultimo secolo,  la nostra alimentazione e il nostro sistema di vita è drasticamente cambiato.  Per 3000-4000 anni l’essere umano si è alimentato con pochissime qualità di alimenti,  tutti naturali e biologicamente puri.  Ora in breve periodo di tempo nella nostra alimentazione si sono aggiunti migliaia di nuovi prodotti  (chimici artificiali)  anche prodotti provenienti da aree climatiche totalmente diverse dalla nostra,  che sollecitano l’organismo a novi adattamenti fisiologici nei processi digestivi e assimilativi.

Il nostro organismo reagisce verso questi alimenti,  che non gli sono familiari,  con difese naturali,  mediante i filtri dell’organismo come il fegato, i reni,  ecc.  C’è da dire che se noi aumentiamo,  oltre ad un certo limite,  l’assunzione di materie non accettate dal nostro corpo,  gli organi predisposti alla purificazione del sangue non riescono più a filtrare tutte le impurità e così incominciano col nascere le malattie,  a livello cutaneo, ecc.  In questo senso dovremmo considerare un eczema, un mal di gola ecc. come segnale di allarme;  in noi qualcosa non funziona come dovrebbe.  Tutte le malattie sono correlate con l’assunzione degli alimenti, il sonno  e un certo  stile di vita.

L’alimentazione dovrebbe essere il più naturale possibile,  ricca di sali minerali,  vitamine, ecc.  Ma come possiamo fare in questa ” Era” che non esiste nulla che sia come Madre Natura l’ha creato:  per esempio lo zucchero,  la cioccolata, i prodotti in scatola,  così efficaci per il nostro tempo, gli insaccati vari,  il caffè e tutto ciò che la nostra società consumistica ci offre.

Per ritardare la vecchiaia i nostri scienziati dell’alimentazione ci consigliano di consumare gli alimenti più naturali possibile:  verdure fresche a foglie verdi,  verdure colorate, frutta,  legumi,  cereali,  ma il tutto più naturale possibile (a coltivazione biologica)  Alcuni di questi alimenti sono da usarsi come integratori alimentari per soperire a tutte le carenze dell’alimentazione industrializzata.

Affinché le nostre funzioni siano equilibrate,  anche i  nostri pasti dovrebbero essere regolati.  I cibi consigliati per un’alimentazione equilibrata sono: riso,  pasta,  cereali integrali,  pane integrale,  legumi freschi.  Ogni tanto si possono aggiungere nella quantità del 15% della dieta totale: formaggi,  pesci, carni ( meglio se bianche)  e qualche dolce meglio se fatto in casa.  Una tazza di decotto aromatico a fine pasto apporta quei liquidi di cui il nostro corpo ha bisogno.  Usando gli alimenti integrali troviamo molte sostanze nutritive che sono indispensabili alla vita; con questi alimenti possiamo ridurre di molto la carne che è molto positiva in certi versi ma è altrettanto dannosa in altri;  ci arricchisce di sostanze tossiche e costringe i nostri organi al superlavoro per mantenerci in salute.  Continua…

27/07/2016

Le proteine della carne sono proteine principali e servono alla crescita dell’individuo;  ma è anche vero che l’uso della carne comporta un grande lavoro al nostro organismo per diversi motivi:  Nella carne troviamo molti elementi estranei alla carne stessa ed i principali sono introdotti tramite l’alimentazione dell’animale ( antibiotici,  ormoni,  estrogeni ecc) che passano così nel nostro organismo.  I residui  proteici della carne subiscono fenomeni putrefattivi a livello del colon,  inoltre,  dai processi digestivi della carne si liberano sostanze acide con conseguenti squilibri organici: L’elevato contenuto di grassi e colesterolo intorbidisce il sangue,  favorendo nel tempo l’arteriosclerosi con l’invecchiamento precoce.

Il sostentamento quotidiano,  considerati gli elementi di cui abbiamo bisogno per mantenere sempre mente e fisico giovani,  li troviamo nei seguenti alimenti integrali e biologicamente puri.

Cereali assunti sotto forma di chicchi,  farine,  fiocchi ecc.  Verdure a foglia verde,  le quali contengono percentuali elevate di vitamina C,  selenio,  sali minerali ecc.

Legumi,  che combinati  con i cereali ci apportano le proteine e i sali minerali. Usare il sale marino integrale e se è possibile inserire  nell’alimentazione le alghe.  Quali integratori alimentari potremmo usare?  Il lievito di birra,  il germe di grano,  il pesce azzurro,  olio di pesce,  mandorle,  noci,  nocciole.

Seguendo questi consigli alimentari ogni giorno, riusciremo a mentenere vive più a lungo un certo numero di cellule e le cellule che si ricostruiscono saranno di qualità migliore,  le quali resisteranno meglio agli attacchi esterni,  così da mantenerci più a lungo in salute e allungheranno la giovinezza,  senza ricorrere agli incerti ritrovati della chimica,  che sovente danno dei risultati solo apparenti,  ma il loro uso è poi squilibrante per il nostro organismo.

Ognuno di noi dovrebbe occupare costantemente attività valide e creative,  cercare di vivere molto all’aperto, e ogni giorno una buona dose di esercizio fisico.  Eliminare le proprie irrazionali paure e si abbia costantemente pensieri positivi,  verso se stesso,  verso il creato.  Molte sono le erbe che possono aiutarci e molte di quelle migliori sono a portata di mano:  le potremo coltivare sul terrazzo,  nel piccolo giardino ecc.

Per esempio.  Il basilico ha molteplici proprietà: antiisteriche,  antispasmodiche,  digestive,  eupeptiche,  sedative,  gastroenteriche,  stimolanti, vasodilatatrici, toniche ecc.

Il Gin  seng:  eccitante della digestione,  ha delle proprietà afrodisiache,  ricostituente, antispossatezza.

La camomilla: ha proprietà antinevralgiche,  antispasmodiche,  calmanti,  emmenagoghe, diaforetiche,  toniche neurotiche,  antibatteriche,  ecc.

La lavanda: da usare concautela perché i suoi componenti non sono ancora stati scoperti completamente. Le sue proprietà sono antiemicraniche,  antisettiche, carminative,  toniche e diuretiche.

La maggiorana:  anticefalitiche,  anti-nevralgiche,  antispasmodiche,  calmanti  gastro-urovescicali,  diuretiche, lenitive,  convulsive,  stomatiche.

Malva:  antiflogistiche,  bechiche,  calmanti,   lassative,  oftalmiche,  calmanti  gastroenteriche,  rinfrescanti, oftalmiche, espettoranti.

Melissa:  anti-emicraniche,  carminative,  diaforitiche,  digestive,  toniche,  tranquillanti.

Origano:  stimolanti nervine,  anti-nevralgiche,  aromatiche,  diuretiche,  emmenagoghe,  espettoranti,  digestive.

Sedano:  anti-idropiche,  carminative,  diaforetiche,  emocinetiche,  aperitive,  antigottose,  antinefritiche,  antireumatiche, odontalgiche,  risolventi.

Salvia:  anti-asmatiche,  amare,  anti-dropiche,  antisettiche,  astringenti,  anti-gastralgiche,  antireumatiche.

Rosmarino:  Amare,  anti-asmatiche,  anti-idropiche  anti-putride,  emmenagoghe,  eupeptiche,  carminative,  diuretiche,  vulnerarie,  digestive.

In molti casi la dieta è carente di selenio,  ma dato che questo minerale in forma pura può avere effetti tossici,  deve essere ricavato solo da alimenti naturali.  Buone fonti di selenio sono :  tonno,  le aringhe,  il lievito di birra,  il germe di grano,  i broccoli,  la crusca,  ecc.

Il selenio ritarda l’ossidazione degli acidi grassi polinsaturi,  che a loro volta possono causare la solidificazione delle proteine nei tessuti.  Essendo il selenio un antiossidante esso prolunga la vita oltre a combattere i segni dell’invecchiamento.

 Continua…

28/07/2016

Alimentazione  e rilassamento del viso

Un’alimentazione sana è fondamentale per prevenire il rilassamento cutaneo.  L’invecchiamento del tessuto connettivo,  le sue modificazioni che provocano il rilassamento cutaneo sono un problema molto complesso.  Anche perché con gli anni tutte le funzioni del nostro organismo rallentano,  sia quelle ormoniche,  sia quelle dei numerosi eccitanti biologici destinati ad apportare elementi nutritivi ed energetici nel profondo delle cellule.  Come conseguenza di questo fenomeno naturale,  a livello dell’epidermide la produzione di elastina e di collagene (elementi essenziali alla vitalità dei tessuti) si riduce.  È questo che provoca il rilassamento della pelle.  Il processo d’invecchiamento incomncia a venticinque anni,  impercettibile ma inesorabile.  Non è il caso di allarmarsi ma l’importante è sapere quello che nuoce alla salute e alla pelle.  Molti sanno cosa significa “vivere in modo sano”  ma sappiamo raramente farlo,  per diversi motivi: uno di questi potrebbe essere l’andare sempre di corsa ecc. Ma adesso cerchiamo di rammentarci quello che può essere determinante il rilassamento del tessuto connettivo:  nuocciono al connettivo cure dimagranti incontrollate;  esposizione eccessiva al sole altera il tessuto cutaneo provocando un precoce rilassamento e invecchiamento;   Il fumo;  l’alcool;  ogni forma di eccesso, di stress, e di affaticamento hanno lo stesso effetto provocando gravi carenze di minerali e vitamine che influiscono sull’equilibrio nervoso e ormonale.

29/07/2016

Il  tessuto  connettivo

È un tessuto di connessione,  oltre che a trovarsi nel derma,  forma l’impalcatura degli organi e perciò ha funzione di resistenza alla trazione ed alla pressione.  A questa funzione però,  se ne aggiungono altre importanti quali la distribuzione dei metaboliti e la difesa contro tutti gli invasori,  siano essi batteri che sostanze estranee all’organismo  ( le possibili parti di ingresso dei microorganismi sono numerose e le difese dell’organismo debbono quindi essere spiegate su molti fronti ).  Gli stessi detriti cellulari risultanti all’usura dei tessuti,  vengono eliminati dalle cellule presenti nel connettivo.  La resistenza alla pressione ed alla tensione è data dalla presenza di fasce di fibre collagene e dell’elastina;  queste due proteine sono sintetizzate da cellule particolari,  i fibroblasti.   Oltre alle proteine i fibroblasti producono i costituenti della sostanza fondamentale idrofila:  complessi di proteine e polisaccaridi ( in passato denominati mucopolisaccaridi),  i più comuni dei quali sono: lo ialuronato ( l’acido ialuroniconeutralizzato), il condotrin-4 solfato (condotrin solfato A)  ed il condotrin 6- solfato (condotrin solfato B).  Tutti i polisaccaridi,  compreso  l’acido ialuronico che non contiene radicali solfato, posseggono,  lungo la molecola, un grandissimo numero di gruppi caricati negativamente e sono pertanto chiamati polianioni.  Queste proprietà di polielettroliti (capacità di fissare l’acqua interstiziale)  hanno un’importanza fondamentale per le funzioni svolte dai polisaccaridi nei tessuti connettivi.  Una delle più importasnti proprietà dell’acido ialuronico è la sua altissima viscosità  in soluzione acquosa:  questo fatto è in gran parte responsabile della consistenza della sostanza fondamentale.  Se si inietta un liquido nel tessuto connettivo esso non si diffonde immediatamente,  ma resta localizzato per qualche tempo in una bolla come se fosse circoscritto dalla sostanza interstiziale viscosa. Continua nel prossimo articolo  ” Rassodamento cutaneo”( Il tessuto connettivo  seconda parte).

QUAL E’ IL RAPPORTO PSICHE E BELLEZZA?

16/07/2016

 

PSICHE  E  BELLEZZA

 

 

Tra la psiche,  l’estetica e la bellezza intercorrono molteplici rapporti.  Gli psicologi sostengono che occorre essere al massimo belli dentro per essere belli al massimo fuori,  quindi per avere un aspetto piacevole,  non bastano le cure di bellezza ma occorre una buna disinfestazione dell’anima,  ancora di più che della pelle.  Basta pensare che molte forme di orticaria,  acne,  eczemi,  alopecia,  ipertricosi ecc. sono spesso addebitabili a cause psichiche, e cioè ad una conversione di tensioni emotive sulla superficie cutanea. La cosmesi integrale considera oggi come uno dei suoi pilastri fondamentali appunto il rapporto psicosomatico ai fini estetici. Da questo sviluppo di ricerche e studi è nata la psicocosmesi,  quale mezzo quanto mai efficiente e funzionale per la riduzione e la minimizzazione di quei sentimenti,  quelle passioni e quelle turbe dello spirito aberranti che incidono fortemente sull’aspetto estetico della persona ed in particolare del viso.  In medicina psicosomatica vigono alcune regole abbastanza rigide per definire la “scelta simbolica dell’organo” e cioè perché una comune ansia sceglie un organo o un altro per manifestarsi o per somatizzarsi.

18/07/2016

Non si può trascurare il valore sociale della pelle in particolare dell’aspetto in generale. Ci sono individui nevrotici,  che temono l’ambiente e tentano ogni mezzo per sfuggirlo,  sono i più inclini a permettere l’inconscio sviluppo di ” malattie ” della pelle alle quali addebitare il motivo della propria timidezza e dietro alle quali  trovare una valida scusa per isolarsi sempre di più,  in questi casi è ovvio che il metodo migliore per affrontare la cosa è la psicoterapia.  Il lavoro dello psicoterapeuta consiste nel ricordare al paziente che il suo inconscio desidera ottenere questi effetti spiacevoli che in realtà è costretto,  dalla sua dermopatia psicogena, a provocare.  Ciò accade per un processo di autopunizione a sopiti sensi di colpa che,  una volta individualizzati e risolti,  cessano di alimentare il conflitto nevrotico  e le sue conseguenze dermatologiche.  La pelle rispecchia chiari segni mimici della sofferenza e dell’ansia, Continua…

 

22/07/2016

Tipico è il caratteristico segno dei depressi.  Si tratta di un gioco di rughe frontali,  subito sopra il naso,  con una forma simile all’ultima lettera maiusola dell’alfabeto greco.  Inoltre nell’ansa i tratti sono tirati,  le rughe accentuate e numerose,  l’aspetto è atterrito:  prolungandosi lo stato d’ansia queste espressioni mimiche si cronicizzano e danno al volto un aspetto senescente per cui si usano termini come questo:  i dispiaceri hanno invecchiato di oltre dieci anni.  Se è vero che l’occhio è lo specchio dell’anima,  la stessa cosa vale per la pelle e il viso.

Ci sono dei pericoli nei trattamenti estetici?

Ovviamente,  non si deve pretendere di correggere i difetti  in un colpo solo, accumulati in una vita intera.  I trattamenti estetici non sono dannosi se si incomincia prima di danneggiare una pelle ecc.  Importante è la prevenzione come in tutte le patologie. Chi consulta un chirurgo plastico sarebbe bene  a consultare anche uno psichiatra.  La decisione a sottoporsi ad un’ operazione chirurgica è sempre la lontana conseguenza di una lunga serie di frustrazioni,  di delusioni, di esperienze stressanti, persino disperate,  di situazioni che  non possono  lasciare o aver lasciato traccia nella psiche ,  che ha ormai condizionato la persona a temere il prossimo,  ad aggredirlo,  sia pure per difendersi,  a sentirsi insicuri,  a non essere allenati  al tipo di vita normale,  cui spera andare incontro, per esempio con un seno nuovo, ecc.  Continua…

23/07/2016

Bisogna ammettere che in molte donne la bellezza diventa una preoccupazione costante,  un pensiero dominante,  un idolo cui sacrificare il meglio ed il più del tempo.   Chi fa della bellezza un’essenziale ragione di vita,  è votata ad incredibili sacrifici per conservarla ed a drammatiche reazioni man mano che gli anni crescono.

 

Per donne e uomini così innamorati della forma e che non dispongono di un equilibrio psichico che permetta a loro di adattarsi alla realtà e di accettare il passare degli anni, le prime rughe resistenti alla cosmesi e a tutti i meccanismi possibili,  possono provocare una depressione di notevole gravità,  una vera e propria morte dell’anima.  Un ulteriore pericolo è quello di esagerare la fiducia nei risultati di tutte le cure estetiche esistenti.  Alcune donne possono raggiungere una convinzione,  parimenti predelirante come quella surricordata,  di essere belle ed attraenti mentre in effetti non riescono a nascondere i segni dell’età o i difetti costituzionali i quali anzi vengono talvolta messi in maggiore evidenza propio dalle esagerazioni di un trucco troppo pesante o di un comportamento inadeguato.  Si crea in questa persona uno stato di isteria di rifiuto della realtà:  tale stato è vissuto con soddisfacente inconsapevolezza,  ma con il rischio di un più o meno vicino crollo nella disperazione il giorno in cui qualcosa o qualcuno riporta bruscamente queste persone al contatto con la realtà.

 

Consigli e considerazioni di persone qualificate  e studiose come il dott.  Robert  su  “Alimentazione e invecchiamento”. Continua nel prossimo articolo.

 

OSSIGENO E ANTI-SENESCENZA

30/06/2016

OSSIGENO  E  ANTI-SENESCENZA

Il trattamento a base di ossigeno nascente si propone quindi di apportare ossigeno in distretti tissutali che per vari motivi ne sono carenti.    Come è noto,  l’ozono (costituito da tre atomi di ossigeno) è un elemento presente come traccia,  che fa parte dell’aria pura atmosferica.  In alta montagna,  grazie all’azione dei raggi ultravioletti,  se ne trova in quantità maggiore,  a livello del mare, invece,  la sua concentrazione è veramente minima.  Grazie alla capacità di reazione estremamente veloce esso si combina immediatamente,  per esempio,  con le esalazioni dei boschi.  Se si lascia agire  l’ossigeno sull’olio di oliva,  esso scinde gli acidi grassi al livello dei doppi legami,  rompe le catene degli acidi grassi in due parti e introduce l’ossigeno come anello di congiunzione nella lacuna che si era formata. Continua…

01/07/2016

Questi cosiddetti perossidi,  (che  sono appunto formati da ossigeno ed olii  con particolari caratteristiche)  sono,  sorprendentemente,  eccellenti cicatrizzanti e disinfettanti.  La scoperta di queste caratteristiche,  diede lo spunto ad ulteriori esperimenti nel corso dei quali  si constatò che le proteine di origine animale,  si potevano amalgamare con le combinazioni di ossigeno senza coagulare; ciò preserva le stesse dalla decomposizione batterica,  cosicché si possono impiegare nella produzione di diversi prodotti,  per esempio emulsioni olio in acqua,  laddove la componente oleosa contiene ossigeno,  sotto forma atomica microdispersa  (come ossigeno atomico).  Quando l’emulsione viene a contatto  con la pelle, il sistema microdisperso viene rimosso ed il legame perossido,  con cui l’ossigeno si lega agli olii,  si spezza e gli atomi di ossigeno si possono di nuovo liberare,  così da formare la molecola di gas O² che si sviluppa in loco:  ecco perché si chiama ” ossigeno nascente “. Questo fenomeno è fantastico poiché permette una penetrazione profonda dell’ossigeno sotto la pelle per effetto  percutaneo ed assicura il ristabilimento delle condizioni vitali delle cellule. È evidente che la somministrazione di ossigeno nascente sulla pelle compensa lo scarso apporto di ossigeno ematico rivitalizzando il sistema cellulare. Continua…

07/07/2016

Tale apporto non solo facilita le funzioni vitali della pelle e dei tessuti dermici,  ma,  in caso di rughe e atonie, riattiva in senso proprio la proliferazione cellulare. Inoltre abbiamo osservato che,  l’emulsione contenente ossigeno microdisperso,  garantisce l’idratazione profonda dell’epidermide,  infatti quando l’ossigeno nascente si libera sulla pelle, per semplice trascinamento dovuto alla pressione del gas che si espande,  l’acqua contenuta nell’emulsione viene fatta penetrare sotto la pelle ottenendo un effetto di idratazione profonda e duratura del tessuto trattato.  Se i prodotti a base di ossigeno nascente sono abbinati a quelli a base di olii essenziali si possono ottenere risultati eccellenti. L’efficacia di questi trattamenti sarà notevolmente agevolata da tecniche manuali di persone altamente  esperte che nulla può sostituire.  Ovviamente prima di iniziare questo trattamento specifico,  il soggetto deve essere stato sottoposto alcuni giorni prima  ad una pulizia profonda della pelle.  Si può dire che con i trattamenti all’ossigeno nascente si ottiene una normalizzazione della pelle,  e l’esperto può sfruttare le sue proprietà in tutti i trattamenti atti a normalizzare e ripristinare le funzioni di qualunque parte del corpo.

L’invecchiamento è un evento fisiologico,  mentre la senescenza precoce è una situazione patologica in cui l’età cronologica non corrisponde più a quella biologica. La vera certezza è che nessuno sfugge alla vecchiaia, ma chiunque può opporsi all’invecchiamento precoce.

Quali sono le cause dell’invecchiamento precoce?

09/07/2016

Le cause dell’invecchiamento precoce sono molte,  in particolare:  gli stress ripetuti,  i disordini alimentari,  le disendocrinie,  la vita sregolata,  la scarsa attività fisica,  la trascuratezza ecc. Il motto di Esculapio che conoscono in molti era ” Mens sana in corpore sano” ma ormai non si presta la necessaria attenzione.  Condizione necessaria ed indispensabile affinché l’omeostasi del nostro organismo venga mantenuta è il raggiungimento di uno stato ottimale di serenità psichica.  È difficile evitare o ridurre gli stress,  ma con una buona programmazione della giornata,  l’uso di semplici tecniche, di training autogeno, o esercizi Yoga non è del tutto impossibile.

Al giorno d’oggi circa il 70% delle patologie osservabili sono di tipo psicosomatico il che dimostra quale stretta dipendenza ci sia tra il sistema nervoso ed organismo.  Per tutte le altre  cause d’invecchiamento precoce occorre fare uno studio che quantizzi l’evento patologico per dare indicazioni al terapeuta sul tipo d’intervento da attuare.

Trovandoci in presenza di  una distrofia adiposo.connettivale o di rughe,  tanto per citare alcuni esempi più comuni,  non basta approcciare il soggetto con un trattamento limitato al sintomo,  si deve,  per quanto possibile,  ricercare le cause basandosi anche sui dati di laboratorio. Quando si parla di senescenza la prima immagine mentale che si forma in noi è quella di un viso la cui cute presenta le alterazioni tipiche delle infiltrazioni adipose dell’ipoderma nel derma,  diminuzione delle fibre collagene ed elastiche,  insufficiente circolo arterioso venoso e linfatico con diminuito apporto di ossigeno e corrispondente riduzione di tutte le attività biologiche in particolare delle cellule germinative,  con assottigliamento dello strato malpighiano,  alterazioni del metabolismo idrico,  dello strato lucido,  formazioni di rughe,  zone di discromasia,  scleroso, edemi.  Le fatiche, il superlavoro,  l’inquinamento ambientale,  riducono in breve il buon funzionamento dell’organismo e la pelle ne risente per prima essendo ad un tempo berriera e mezzo di scambio tra corpo ed ambiente.  Continua…

09/07/2016

La nostra azione deve essere sempre multicentrica,  tesa a riportare per prima cosa la situazione metabolica e trofica il più vicino possibile alla norma mentre in un secondo tempo si potrà focalizzare il carattere patologico più evidente.  Il protocollo consta di alcuni punti cardine che comprendono di riportare il nostro organismo in trattamento al proprio prso forma,  riequilibrare il metabolismo glicolicoprotidico ed integrare la dieta con sali minerali,  vitamine ed oligoelementi.  Così per il controllo dei protidi si esaminerà :  la protidemia totale,  l’elettroforesiproteica,  l’azotemia e uricemia.  E poi per il controllo dei lipidi si esaminerà:  la lipemia,  la colesterolemia,  e le sue frazioni HDL-Ldl,  la trigliceridemia,  il lipidigramma.  Mentre per i glicidi si esaminerà:  la glicemia,  la curva spontanea del glucosio,  l’HbAιc. In ogni caso si aggiungeranno gli esami che esplorano la funzionalità epatobiliare (bilirubinemia totalee frazionata,  fosfatasi alcalina,  GOT,  GPT,  Gamma GT),nonché un esame del sedimento  e chimico delle urine oiù un emocromo.  Nel caso di  una sospetta patologia ormonale si controlleranno i singoli secreti delle ghiandole interessate.  Poi ancora dove sia necessario si controlleranno il livello ematico del ferro,  calcio,  sodio,  potassio,  fosforo,  magnesio.  Terminata questa fase si potrà passare alla tonificazione e normalizzazione della cute con sostanze iperemizzanti,  idratanti,  vitaminiche,  estratti tissutali.  Non meno importante è la pulizia,  ricordando sempre che le sostanze detergenti devono essere a pH moderatamente acido come lo è la pelle,  onde evitare l’asportazione del film idrolipidico naturale di protezione.

TRATTAMENTO DELLE RUGHE

Il trattamento delle rughe con l’utilizzazione del raggio laser I.R.

Il termine “Laser” significa:  Light Amplification By Stimulated Emission of Radiation, quindi:  amplificazione della luce mediante emissione stimolante di radiazioni. In particolare si ottiene un fascio laser quando molecole o atomi sottoposti a sollecitazioni con radiazioni elettromagnetiche di frequenza predeterminata,  emettono a loro volta,  radiazioni elettromagnetiche amplificate.  La regione di emissione laser,  cioè la zona dello sprttro elettromagnetico in cui il laser emette radiazioni coerenti,  si intende approssimativamente da 200 nm. a circa 340 nm.  Si ipotizza che siano delle oscillazioni ottiche ad effettuare la maggior parte delle trasmissioni di comunicazione intra ed extra cellulari nel sistema biologico delle cellule, come pure nel complesso sistema cellule-organismo.  In campo ottico questa trasmissione può verificarsi solo nelle regioni del rosso e vicino all’infrarosso,  dato che a questa regione corrisponde la massima trasparenza cellulare.  Se gli stati di oscillazione vengono smorzati o cambiati le cellule si trovano rapidemente  in uno stato patologico ( per esempio causa di sostanze tossiche).  Le cellule patologiche,  non partecipano più al flusso globale di informazione,  si trovano fuori strada e posssono anche presentare un comportamento anomalo. Il falso comportamento delle cellule assume un particolare significato nel caso di disturbi di informazione e di regolazione del tessuto connettivo,  il quale è sede di degenerazione nella senenza.  Così si spiega  il modo in cui l’irraggiamento laser può intervenire. Continua…

12/07/2016

Così si spiega il modo in cui l’irraggiamento laser può intervenire: a causa della sua alta condizione di energia,  della sua purezza spettrale e selettiva,  può contribuire alla rigenerazione e alla normalizzazione della struttura oscillante delle cellule dermoepiteliali.  L’energia del raggio laser può essere opportunamente dosata e regolata attraverso i tempi e i modi di applicazione.  Essa può essere sfruttata in punti particolari del corpo,  come quelli riflessogeni e quelli dell’agopuntura,  per normalizzare distretti e zone dell’organismo che avevano subito processi degenerativi e di squilibrio.  In questo metodoil laser viene usato al posto del dito per stimolare e decontrarre punti cinesi di agopuntura.  Questa tecnica combinata che sfrutta in un’unica metodica la conoscenza antica dell’agopuntura e quella recentissima del raggio laser.  Questo lavoro si limita alla prevenzione e all’attenuazione delle rughe del viso;  questo genere di intervento non esclude di trattare la pelle e i tessuti sottostanti con i mezzi tradizionali,  anzi,  esso costituisce un potente coadiuvante a tutte le tecniche in uso. Nel prossimo capitolo:  Quanto è importante il rapporto psiche e bellezza?

INVECCHIAMENTO CUTANEO

22/06/2016

INVECCHIAMENTO CUTANEO

 

CONTINUA DALL’ARTICOLO PRECEDENTE: LA DISIDRATAZIONE PROFONDA SECONDA PARTE.

 

Ogni organo si evolve per proprio conto durante l’invecchiamento dell’organismo e non è possibile scegliere a priori quale organo prendere in considerazione per poter anticipare un giudizio sullo stato degli altri. Si possono riscontrare tegumenti da vecchio in un organismo in cui il sistema cardiovascolare è privo di qualsiasi segno di senilità.   Ma uno stesso tessuto può  presentare aspetti diversi durante la fase d’invecchiamento a seconda della sua dislocazione.  Lo stato dell’aorta non permette di prevedere quello delle arterie cerebrali o delle coronarie.  I capelli possono conservarsi di aspetto giovane a dispetto del fatto che nello stesso individuo si riscontri una pelle vecchia e glabra.  La canizie senile del capello non ha obbligatoriamente la stessa evoluzione di quella degli altri peli del corpo,  ma questa sorta di dissociazione non può essere eretta a regola assoluta:  vi sono vecchi  nei quali i danni della senilità sono diffusi dappertutto in modo globale.  E quest’ultima constatazione è piuttosto scomoda per coloro che amano impostare dei ragionamenti di tipo statistico nell’invecchiamento.  Ma anche se  la decadenza senile è prima di tutto,  in generale,  rappresentata da una lesione predominante di un certo organo o di un certo tessuto,  sul piano funzionale,  l’organismo invecchiato vede indebolirsi la sua preziosa ed indispensabile capacità di assicurare  la costanza, l’equilibrio di tutte le sue funzioni. Continua…

23/06/2016

 

È straordinariamente difficile correlare di quanto si è scoperto da un punto di vista chimico con le normali osservazioni che solitamente si fanno da un punto di vista morfologico.  Da un punto di vista fisiologico,  via via che l’individuo diventa vecchio,  si notano taluni cambiamenti in generale.  La pelle perde in elasticità ed in flessibilità ed acquista rughe.  Fra i quaranta e settant’anni di età si notano sulla pelle piccole aree di iperpigmentazione che compaiono nelle mani,  nel collo,  e nello scalpo.  Talora queste lesioni hanno evoluzione maligna e sono descritte come cheratosi senili,  ma non è sempre facile diagnosticarle visivamente:  occorrono studi istologici.  Una costante esposizione ai raggi attinici provoca sicuramente danni drastici quali ad esempio inspessimento della cute,  aumento delle rughe e dei difetti in generale della pelle.  l’età provoca anche cambiamenti nei mucopolosaccaridi della sostanza fondamentale con formazione di zone  gelificate,  feltrose in mezzo alle fibra del tessuto connettivo,  conseguenza di questo fatto è un decremento di permeabilità associata ad una perdita di elasticità e ad un indebolimento della nutrizione cellulare.  Anche gli scambi termici si indeboliscono col passare degli anni,  sicché la temperatura della pelle  diviene via via più bassa.  Si nota anche un indebolimento dei capillari e perciò una peggiorata efficienza circolatoria.  Come le ghiandole sebacee e sudoripare subiscono modificazioni nella loro secrezione.  Altre manifestazioni della senilità sono le teleangectasie  e taluni cambiamenti nell’aspetto degli annessi cutanei.  Sia per le donne che per gli uomini via via che la pelle invecchia,  lo strato cutaneo diviene più arido e tende a fessurarsi:  questo fatto è provocato da una diminuzione della secrezione sebacea e sudoripara con conseguente decremento della capacità di tenere l’acqua legata;  ovviamente  tranne eccezioni.

I cambiamenti che si verificano nella pelle femminile sono strettamente associati ad un’alterazione o ad una riduzione della produzione ormonale,  quali ad esempio estrogeni e progesterone:  si ha come conseguenza un’alterazione della cheratinizzazione ed una modificazione delle fibre di collageno che da corte e solubili diventano lunghe,  saldate ed intrecciate tra loro e perciò insolubili,  con conseguente perdita di elasticità della sostanza fondamentale.  Come risultato finale di questi fenomeni  si ha formazione di rughe.  A questo punto si ravvisa sempre la necessità di incrementare ed intensificare gli studi concernenti la chimica e la biochimica della pelle,  allo scopo di poter meglio interpretare i mutamenti  che avvengono in seno ad essa col passare del tempo e per meglio formulare i cosmetici adatti al trattamento della pelle senescente.

Per esempio vale la pena di tener presente il significativo decremento del contenuto in colesterolo della pelle col trascorrere degli anni.  La pelle di un feto contiene all’incirca 1200 mg di colesterolo per ogni 100 g di pelle essicata.  Nei ragazzi tale tenore scende a 500 mg,  mentre nell’adulto si riduce fino a 365 mg.  I capelli dei ragazzi contengono dal 9 al 12% di colesterolo; quelli degli adulti solamente dall’uno al 5%.  Queste scoperte sono utilizzate per valutare il ruolo del colesterolo o degli steroli in generale,  nel mantenimento dell’elasticità della pelle e dei capelli.  L’analisi chimica ha inoltre rivelato che il tenore in calcio ed in magnesio nella pelle aumenta col passare degli anni.  Per contro,  solamente il 60% dello zolfo è presente nella pelle senile,  rispetto alle quantità contenute nella pelle dell’adulto.  Ciò sta a dimostrare  che man mano che gli anno passano si assiste a una diminuzione dello zolfo organico nella pelle,  corrispondente in pratica ad una perdita di cisteina e di metionina.  Anche il contenuto in silice nella pelle decresce col passare degli anni.  Continua…

28/06/2016

 

Le alterazioni della pigmentazione come ad esempio la canizie,  sono sicuramente correlate ad un alterato funzionamento della tirosina,  della tirosinasi e del rame organico.  Inoltre semplici tracce di minerali svolgono fondamentali funzioni nel mantenimento di quella parte del metabolismo che influenza la salute cutanea.  Del Calcio si è detto,  ma occorre forse ricordare la sua funzione specifica nel controllo della permeabilità capillare.

Il rame partecipa alla formazione della melanina.  Il magnesio è essenziale per il buon funzionamento di numerosi sistemi enzimatici quali la carbossilasi,  la fosfatasi,  e la fosforilasi.  Si sa che deficienze vitaminiche,  in particolare di quelle idrosolubili,  sono in grado di provocare notevoli cambiamenti nel corso dell’invecchiamento cutaneo.

Voglio precisare che tali vitamine sono la piridossina (B6), l’acido pantotenico (B5),  l’acido nicotinico (PP),  la biotina (H),  l’acido para-aminobenzoico,  l’acidoascorbico (C), ed i bioflavonoidi.  La carenza di vitamina K provoca arrossamenti cutanei  e teleangectasie.

Studi sulla respirazione cutanea hanno condotto alla conclusione che si verifica una diminuzione del consumo di ossigeno a partire dai cinquant’anni di età.  Esperimenti controllati col metodo Warburg hanno dimostrato che la placenta l’acido pantotenico,  l’allantoina e la melatonina,  per esempio,  provocano un incremento nella respirazione cutanea.

Quindi,  l’integrità della pelle è mantenuta da un equilibrio fisiologico nel quale giocano un ruolo determinante vitamine,  ormoni,  enzimi,  steroidi,  e minerali.  Un’alterazione o una diminuzione di uno qualsiasi di questi fattori può influenzare il metabolismo e perciò anche l’aspetto della nostra pelle.  Continua…

 

29/06/2016

 

Per quel che concerne le vitamine,  si può dire che,  secondo il concetto classico,  esse dovrebbero essere usate solamente per correggere le carenze,   in quanto esse sono degli alimenti bioregolatori richiesti dall’organismo in determinate quantità ogni giorno per il suo buon funzionamento.  Le carenze vitaminiche comportano sicuramente malattie.  Ma,  per contro,  in numerosi centri di ricerca del mondo intero e principalmente in America,  in Russia,  e in Canada,  e in altri paesi dell’Europa come in Italia,   le vitamine sono usate in dosi massicce,  assai superiori  ai fabbisogni di cui sopra indicato,  poiché è stato riscontrato che a tali forti dosaggi si ottengono effetti contrari,  specialmente con la vitamina A.

Alte dosi di vitamina  C  invece sono in grado di neutralizzare tossine e veleni,  migliorano sensibilmente l’ossigenazione dei tessuti.  Ma un aumento ulteriore sempre nell’ossigenazione tissutale è pure ottenibile con elevate quantità di vitamina E.  In più quest’ultima è poi capace di  dilatare i vasi sanguigni ed i  capillari migliorando così la circolazione ( e la cellulite); ed è una delle grandi medicine in caso di problemi cardiocircolatori.  Continua…

 

Quando lottiamo contro la senescenza,  ci battiamo non contro stati cutanei ma contro degli  “aspetti “che questi stati producono:  rughe,  rilassamenti,  disidratazioni,  ecc…  Indubbiamente è facile rispondere che un  “aspetto ”  altro non è che la proiezione di uno stato.  Questo è vero,  ma se anche ci è impossibile far fare marcia indietro agli squilibri interni che hanno provocato l’invecchiamento,  ci è facile superare temporaneamente tali squilibri,  porvi rimedio e migliorare così gli aspetti stessi.  Questo miglioramento dura quel che dura,  ed è per questo che i trattamenti anti-senescenza presuppongono da parte nostra e del medico curante uno  sforzo prolungato e continuo.  È chiaro che bisogna stimolare,  dato che la senescenza si presenta come un rallentamento progressivo delle funzioni organiche e biologiche  a cominciare da quelle del microcircolo,  il quale è responsabile del buon funzionamento dei tessuti epidermici.  Se alle cellule non arriva più un apporto ottimale di ossigeno,  esse perdono progressivamente la capacità di riprodursi in continuazione.  l?ossigeno è essenziale per la vita,  e il garantirne l’assunzione dall’ambiente esterno,  il trasporto alla periferia e l’utilizzazione da parte dei tessuti,  è uno degli obiettivi che ci dobbiamo prefiggere quando facciamo dei trattamenti anti-senescenza. Continua nel capitolo ossigeno e antisenescenza.

LA DISIDRATAZIONE PROFONDA SECONDA PARTE

 L’ IMPORTANZA DELL’ACQUA  NELL’ ORGANISMO

15/06/2016

Dal punto di vista alimentare l’acqua è di importanza fondamentale come mezzo nel quale vengono assorbiti gli alimenti,  nel quale vivono le cellule attuando il loro metabolismo,  nel quale vengono escreti i prodotti di rifiuto dell’organismo.  Alla dieta spetta di fornire la quota ottimale,  non solo in condizioni fisiologiche, quando,  entro certi limiti,  i meccanismi omeostatici dell’organismo possono provveder a trattenere una quota in caso di difetto o eliminarne l’eventuale eccedenza,  ma soprattutto in condizioni patologiche ne sia difficile l’assorbimento o l’eliminazione.  L’acqua costituisce il 60% circa in peso dell’organismo umano con variazioni secondo l’età e il sesso.  L’acqua dell’organismo proviene dalle seguenti tre sorgenti e in media,  in condizioni normali in queste quantità:

1) Acqua  e bevande: ml 1.000-2500

2) Acqua degli alimenti solidi e semisolidi:  ml 100-1500

3)  Acqua metabolica:  ml 400 totale 2.400-4.400

L’ acqua endogena o metabolica si firma per ossidazione durante il metabolismo dei principi alimentari.  In particolare: 100 g d i proteine danno 40 g di acqua;  100 g di glucidi danno 55 g di acqua, 100 g di alcool danno 117 g di acqua;  100 g di lipidi danno 108-10 g di acqua.  L’assorbimento viene prevalentemente nel colon.  Malgrado le vaste ricerche il suo meccanismo fondamentale sembra che non sia completamente noto:  sembra che si tratti di diffusione attraverso  “pori o canali” della membrana lipidica della mucosa .

Distribuzione nell’organismo (compartimenti idrici)

La maggior percentuale di acqua si trova nelle cellule metabolicamente attive, muscolari e viscerali;  la minore invece nelle strutture di sostegno.  Nel suo insieme può essere divisa in due compartimenti o spazi principali sulla base della maggiore concentrazione in sodio e potassio:

1)  Primo compartimento: acqua intracellulare;

2) Secondo compartimento: acqua extracellulare e questa in altri minori.

L’Acqua intracellulare costituisce il 55%: l’acqua extracellulare il 45%.  A sua volta il compartimento intravascolare (plasma) rappresenta il 75%;  il liquido interstiziale il 20/%,  Il liquido dei tessuti di sostegno il 17,5%. Fra i vari settori,  cellulare,  plasmatico,  interstiziale,  separati come da una membrana semiimpermeabile,  avvengono continui scambi,  sia dell’acqua che delle sostanze in essa disciolte. L’acqua ,  tranne che nelle cellule dei nefroni distali,  passa liberamente tra i vari compartimenti. Il suo passaggio da un compartimento all’altro,  viene determinato dalla concentrazione da una parte o dall’altra degli ioni non diffusibili ( fosfati potassio,  proteine, magnesio intracellulari), cioè dalla pressione osmotica e oncotica,  e dalla pressione idrostatica ( pressione ematica e gravità).

   IN  ALTRI TERMINI L’ACQUA SEGUE I SOLUTI.  QUESTE FORZE  (OSMOTICA E ONCOTICA)  SONO BILANCIATE DA UNA COSPICUA PROPRIETÁ DELLE CELLULE VIVENTI DI TENERE FUORI DALLE CELLULE DI SODIO ATTRAVERSO UN CONTINUO POMPAGGIO  (POMPA DEL SODIO E DEL POTASSIO), processo vitale richiedente energia a spese del metabolismo dell’ ATP.

La maggior parte degli scambi di acqua,  elettroliti,  sostanze nutritive,  ossigeno,  ossido di carbonio e altri prodotti del metabolismo,  avviene per diffusione.  L’acqua fra capillari e liquido interstiziale viene ricambiata diverse volte al secondo;  sodio,  cloro,  glucosio e urea si scambiano da 2 volte a quaranta volte al secondo. Lo scambio delle sostanze liberamente diffusibili  (urea,  glucosio,  O²,  ecc.),  avviene secondo il gradiente esistente tra i diversi comparti.  L’edema diviene clinicamente evidente quando il liquido interstiziale è aumentato di circa il 50%.  Lo scambio di acqua tra il mondo esterno e l’organismo si completa attraverso il passaggio dei liquidi dai capillari agli spazi interstiziali e da questi nei tessuti e da qui di nuovo negli spazi e ritorno nel sistema circolatorio tramite i capillari venosi e linfatici.

Inoltre,  nell’organismo vi sono due importanti scambi di acqua.

Il primo è costituito da secrezioni del tubo gastro-enterico,  che per un uomo di 70 kg ammontano a 7-10 litri/die.  Questi liquidi vengono escreti dalle ghiandole a secrezione esterna dello stomaco e dell’intestino tenue e per la maggior parte riassorbiti dall’intestino crasso.  Il secondo è costituito dal filtrato glomerulare che per un uomo di 70 kg va da 120 a 190 litri al giorno che,  tranne qualche litro escreto con le urine,  viene completamente riassorbito nei tuboli renali.

Escrezione.

Ogni giorno in condizioni normali, l’organismo adulto elimina circa 2.200 ml .  Nel soggetto normale introiti e perdite si bilanciano perfettamente e il peso corporeo varia meno del 2%.  L’acqua introdotta con le bevande o acqua libera,    è indispensabile per l’adeguata escrezione urinaria dei prodotti del metabolismo ( minimo un litro con una concentrazione renale massima,  a dieta normale) e per reintegrare le perdite.  Essa varia largamente secondo il  peso,  la superficie corporea,  il sesso,  l’età,  il metabolismo basale,  le abitudini,  l’attività,  l’alimentazione,  il clima ecc.  Così la sudorazione abbondante induce aumento dell’ingestione di liquidi;  l’alimentazione in eccesso determina un aumento di introduzione di bevande,  che sono necessarie per diluire gli alimenti,  affinché possano essere digeriti e assorbiti.

Lo stimolo fisiologico all’ingestione di acqua è la sete,  impressione sensoriale avvertita come secchezza delle fauci e desiderio di bere.  Questa insorge quando si verifica carenza assoluta o relativa di acqua essendo venuti meno per cause intrinseche o estrinseche all’organismo i meccanismi omeostatici dell’ADH e dell’aldosterone.  Continua, a domani…

17/06/2016

Nell’essere umano,  fattori ambientali,  psicologici,  sociali,  culturali possono condizionare abitudini ad introdurre liquidi e bevande indipendentemente dagli stimoli fisiologici che regolano l’equilibrio idrico e ciò è valido soprattutto per l’uso e abuso di alcoolici, caffè,  latte,  bevande edulcorate la cui ingestione avviene senza avere il vero bisogno.  L’acqua è il solvente generale di tutte le sostanze idrosolubili dell’organismo; il veicolo inerte del materiale nutritizio,  degli escreti e dei secreti attraverso il circolo ematico e linfatico; il mezzo nel quale avvengono le reazioni biochimiche.  Stati morbosi da carenza (disidratazione).  Possono essere causati da ridotta ingestione o perdite eccessive qualora ne derivino diminuzione dei liquidi sia  extra che intracellulari e aumento dei rispettivi soluti.  conseguenze biochimiche: aumento dell’osmolarità degli elettroliti e delle proteine plasmatiche,  diminuzione dell’urea urinaria e aumento di quella serica per diminuito flusso renale;  aumento dell’ADH.  SINTOMATOLOGIA:  sete intensa,  essicosi cutanea e mucosa,  perdita acuta DI PESO,  TACHICARDIA,  IPOTENSIONE,  OLIGURIA,  IPERPIRESSIA,  IPERPNEA  ALLUCINAZIONI,  DELIRIO,  COMA.  Stati morbosi da eccesso ( sindrome da diluizione).  le cause possono essere:  eccessiva somministrazione parenterale;  insufficiente escrezione renale, (diminuita filtrazione  e aumento del riassorbimento)  secondaria a insufficienza cardiaca,  epatica( con ascite);  somministrazione incongrua di ADH; inappropriata secrezione di sostanze antidiuretico-simili da neoplasie.  La sintomatologia, specie se l’instaurarsi dell’eccesso d’acqua è acuto,  è quella dell’intossicazione idrica che inizia con afasia e può giungere fino all’atassia, alle scosse  tonico-cloniche,  come,  nausea,  vomito,  crampi addominali e decesso per diluizione ematica  (diminuzione dell’emoglobina,  delle sieroproteine,  della viscosità,  della conduttività,  della concentrazione molare)  seguita dai segni di concentrazione.

INVECCHIAMENTO CUTANEO.  L’invecchiamento trascina con sé un deficit globale dei sistemi fisiologici in grado di assicurare l’omeostasi: ed è verosimilmente questo il fatto predominante della senilità;  è questo insieme di danni che probabilmente permette di distinguere l’invecchiamento dalla maturità,  NELLA QUALE AL CONTRARIO L’OMEOSTASI è GARANTITA.  Occorre però tenere presente che questo deficit non è retaggio dell’età avanzata.  E così si potrebbe anche pensare che la giovinezza ingloba il periodo in cui l’organismo acquisisce i meccanismi regolatori di un’omeostasi soddisfacente,  la vecchiaia quello in cui li perde progressivamente e la maturità quello in cui li possiede nella pienezza della sua efficienza.

L’invecchiamento di un organismo o di un organo vivente è l’insieme delle alterazioni biochimiche,  funzionali ed anatomiche che intervengono in funzione del tempo a partire dal momento in cui il sistema studiato ha cassato di crescere,  cioè dal momento in cui ha raggiunto un equilibrio stabile.   Infatti,  solamente quando la crescita sarà ultimata si potrà parlare dapprima di maturità,  poi invecchiamento. È evidente che non si può parlare di invecchiamento confrontando un soggetto giovane,  con un soggetto vecchio:  al soggetto giovane,  in tale confronto,  dev’essere sostituito un soggetto nella pienezza della sua maturità.  Ritornando all’insieme delle alterazioni di cui sopra,  si deve subito precisare che esse sono nocive,  progressive e irreversibili:  il tempo le aggrava inesorabilmente.  Il loro risultato finale è rappresentato dal blocco dei meccanismi funzionali ed anatomici in grado di assicurare la sopravvivenza.  In più l’invecchiamento è un fenomeno ineluttabile poiché colpisce tutti gli individui di una popolazione a partire da una certa età.  Tale fenomeno è variabile entro certi limiti in funzione della specie e dell’ereditarietà.  In breve l’invecchiamento è l’insieme di quei disordini progressivi e irreversibili,  che colpiscono obbligatoriamente,  in funzione del tempo, ogni sistema vivente fino a quel momento in equilibrio,  dopo che ha terminato la sua fase di crescita.

21/06/2016

Ogni organismo vivente è obbligatoriamente modificato dal mezzo in cui vive,  fisico,  chimico e biologico.  Anche se non ha subito delle conseguenze spiacevoli,  il suo comportamento si modifica.  Per esempio in immunologia si conosce assai bene la formazione di anticorpi pur senza che si sia avvertito uno stato patologico:  l’organismo ha però,  nel frattempo modificato la sua reattività.  I tegumenti invece offrono un rilevante esempio di accumulo di cause patologiche.   Basta pensare ai danni provocati dal sole,  dall’inquinamento e dalle intemperie per capire il motivo per cui le zone di pelle solitamente riparate dagli indumenti differiscono così tanto dalle zone esposte.  In un altro campo si sa bene come le abitudini alimentari giochino un pesante ruolo nei confronti delle lesioni arteriose,  senza naturalmente trascurare l’ereditarietà,  la disponibilità dei sistemi enzimatici, e la professione esercitata.  Occorre tenere presente un fatto fondamentale,  tutti gli organi di uno stesso individuo non subiscono l’influenza della vecchiaia in modo uguale.  Ogni ora che passa,  ferisce,  ma l’ultima ora uccide a causa di una lesione assai più spesso preferenziale piuttosto che globale.  E questa constatazione è di primaria importanza malgrado la sua banalità.

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE VENTICINQUESIMA PARTE

10/06/2016

 

L’ossessione può degenerare in una vera malattia mentale?

 

Giannina

 

 

L’ossessione è già un sintomo importante da non trascurare specialmente se l’individuo non riesce nemmeno a lavorare,  se è talmente preso da questa ossessione che non vede altro che il presentarsi di idee,  immagini,  frasi,  che non riesce a scacciare e che gli impediscono di fare qualsiasi altra cosa.  IN POCHE PAROLE L’OSSESSIONE  È UNO DEI SINTOMI DI PSICONEVROSI.

Elena  Lasagna

07/07/2016

 

Vorrei sapere se la gotta è una malattia ereditaria?  Grazie!

Giannina

 

No,  si eredita la predisposizione ad un certo stile di vita.

Elena  Lasagna

 

07/07/2016

 

Se dici che nessuno di noi è uguale a qualcun altro,  come spieghi il fatto quando dici ” Tale padre tale figlio ” ?

Giannina

 

Qui è la stessa cosa,  se un figlio vive a lungo con un genitore poco di buono,  lui probabilmente assumerà il suo stesso stile di vita e diventerà come suo padre,  mentre se il bambino verra cresciuto in una famiglia per bene,  assumerà solo alcuni tratti caratteriali,  non sempre, che si potranno anche correggere definitivamente.

Elena  Lasagna

 

13/07/2016

 

Perché certe persone finiscono col soffrire di una gelosia ossessiva?  Cosa succede in loro? Guariranno?

 

Esterina

 

Tutto dipende da come hanno vissuto la loro vita fino ad oggi.  C’è da scavare nel loro passato,  può essere accaduto di tutto.  Le frustrazioni della dipendenza familiare,  lavorativa o scolastica, oppure possono avere accumulato un senso d’inferiorità,  come risonanza emotiva dell’avere vissuto una vita disagiata. Il sintomo nevrotico di una malattia psicosomatica per esempio,  rappresenta un simbolo con cui l’inconscio segnala una propria sofferenza o lacuna,  ma rappresenta anche la difesa che l’inconscio stesso erge per evitare ulteriori sofferenze,  a volte certe persone difendono la loro patologia,  inconsciamente,  mettendo in atto notevoli resistenze.  Sembra che pur mentre si sottopongono a cure lunghe e impegnative come la psicoterapia,  facciano di tutto per non guarire.  Questa ipertrofia nevrotica di un qualcosa come un disturbo conferma il valore esistenziale del disturbo e del tentativo di conservarlo,  per usufruire dei vantaggi secondari che esso offre,  quale un mezzo sicuro da responsabilità gravose.  Sai cosa penso?  Prima di mettersi con una persona per iniziare una nuova vita sarebbe bene fare qualche seduta dallo psicoanalista insieme poi si stabilirà se le persone in questione sono abili per inseguire i loro sogni d’amore.

Elena  Lasagna

 

19/08/2016

 

Che cos’è esattamente il lifting, in che cosa consiste? Qual è l’eta  ritenuta ottimale per un lifting?  Tu lo faresti?

Agnese

 

Per lifting si intende uno scollamento della pelle dall’alto al basso a livello del cuoio capelluto.  Questa operazione segue perfettamente i contorni del viso dall’orecchio e ridiscende dietro verso la nuca alla radice dei capelli.  Quando la pelle è scollata si solleva simmetricamente dai due lati più o meno secondo i risultati desiderati.  Si discende nuovamente sopprimendo una striscia di pelle da ogni lato.  Esistono naturalmente vari tipi di lifting,  quello di cui ho parlato è un lifting totale che coinvolge il volto e il collo, che comporta una leggera anestesia e una permanenza  in clinica dai due ai tre giorni.  Ci sono poi mini lifting per la fronte,  occhi e zigomi,  per gli occhi, (palpebre inferiori e superiori)  meno impegnativi per la paziente,  ma sono sempre lavori di alta tecnica e precisione per il chirurgo. La durata di un lifting completo varia  secondo il tipo di volto della paziente e nello stesso modo le cicatrici tendono a diventare pressoché invisibili in tempi più o meno brevi secondo il tipo di pelle e l’età della paziente.

In quanto alla migliore età per eseguire un lifting  sarebbe approssimativo dire quarantacinque anni anziché cinquantacinque,  anche perché l’invecchiamento del viso avviene a età diverse,  inoltre bisogna considerare la qualità della pelle.  Se la pelle è compatta il lifting sarà inutile,  ma è necessario quando è già avvenuto un cedimento dei tessuti del viso e del collo.  In quanto a me,  per ora devo rngraziare il cielo che ancora non ne ho bisogno,  ma in futuro non si può mai dire!  Spero di esserti stata di aiuto.

LA DISIDRATAZIONE PROFONDA

07/06/2016

MECCANISMO   DI DISIDRATAZIONE  PROFONDA  CONNESSA  CON ECCESSIVA  E PROLUNGATA  ESPOSIZIONE  AI RAGGI SOLARI.

Viviamo in un’epoca di grande progresso tecnologico consistente,  per quanto riguarda la cosmesi,  nella disponibilità di moderni preparati che si oppongono efficacemente  ai progressi di disidratazione superficiale e profonda.  I fattori di protezione dei filtri solari, tipi di pigmentazione e perciò diversa sensibilità individuale alla luce del sole,  idratanti di superficie  e di profondità e tale che molte persone partono per il mare provviste di prodotti di protezione e di idratazione cutanea.  Ma sembra inverosimile che finite le vacanze,  alcune di loro tornano abbronzate sì,  ma in uno stato tale di disidratazione profonda,  che si verifica con l’eccessiva esposizione ai raggi solari.  Nel tessuto connettivo dermico,  la fissazione dell’acqua ai sistemi colloidali idrofili è tale che difficilmente un rialzo termico riesce a rompere i legami chimici in modo significativo con perdita di acqua per evaporazione e conseguente disidratazione profonda.  Il meccanismo di termoregolazione svolto dalla sudorazione è del tutto particolare:  l’acqua che evapora dalle canalizzazioni sudoripare proviene dal microcircolo che riveste ciascuna ghiandola sudoripara con una fitta rete vascolare.

08/06/20

Il glomerulo sudoriparo prende l’acqua che costituisce il solvente di una particolare soluzione,  quella del sudore,  direttamente nel distretto limitrofo derivante dalla trasudazione dei sistemi capillari che circondano il glomerulo stesso inviluppandolo in una fitta trama sufficientemente spessa.  È per questo che in ognuno di noi la reazione di termoregolazione che si instaura quando la temperatura esterna del nostro corpo sale è rapida ed efficace.  Di colpo ci ritroviamo madidi di sudore quando,  ad esempio,  passiamo da in ambiente fresco ad uno caldo o afoso.  Ma per tutte le cose,  anche per i meravigliosi sistemi biologici che si oppongono ad una disidratazione profonda,  c’è un limite.  Questo limite viene superato o messo a dura prova dai comportamenti ingiustificati di quanti si sottopongono per ore di sacrificio passate immobili sotto i raggi del sole per ottenere un’abbronzatura più intensa.  Comunque si tenga presente che se si resta esposti al sole a lungo nelle ore più calde delle giornate estive si corre il rischio che si instauri la temibile e spesso irreversibile disidratazione profonda. Che cosa avviene o che cosa succede? Continua…

10/06/2016

Esiste per ogni molecola del sistema colloidale idrofilo, che costituisce il medium della sostanza fondamentale dermica,  una forza di legame che tiene insieme, sia pure in continuo movimento ed in un continuo scambio dinamico,  tutte le componenti biochimiche della matrice connettivale.  Si conoscono i valori energetici dei legami chimici e,  per definizione,  ogni legame chimico possiede un’energia di legame uguale a quella che bisogna fornire per rompere il legame stesso.  Tra le forze di coesione,  che sono proprio quelle intermolecolari che a noi interessano,  ritroviamo le deboli,  legami idrogeno e forze di Van der Wallas,  quelle medie,  cosiddette iono- di polo,  quelle più forti o eteropolari.  In più si deve riflettere che portare fuori una molecola d’acqua,  che faccia parte della matrice connettivale,  vuol dire rompere tutta una serie di legami che continuamente si formano ogni volta che questa incontra,  durante il percorso dall’interno verso l’esterno,  altre molecole.  Ci vuole perciò una fonte di energia termica importante e costante.  Quella che appunto si riceve dall’esposizione protratta per ore e per tempi ripetuti,  cioè quasi tutti i giorni del periodo estivo.  Quello che se ne ricava non è un danno reversibile.  L’eritema solare è un danno che si ripara e non è quasi mai un grosso problema soprattutto perché l’individuo,  affetto da eritema,  soffre e si guarderà bene dal tornare ad esporsi al sole ancora come prima.  Ma… Continua

13/06/2016

Ma quando la pelle si è organizzata una protezione efficace, costituita dall’abbronzatura e dall’ispessimento dello strato corneo,  l’individuo,  ossessionato dall’abbronzatura,  non avverte un vero fastidio o sofferenza e,  proprio per questo ,  spesso ne deriva danno irreversibile che porta ad un vero e proprio invecchiamento cutaneo.  Pe capire la natura di questo danno si può prendere in considerazione l’invecchiamento fisiologico della pelle al quale tutti noi andiamo incontro col passare degli anni.  Poi basterà pensare ad un’accelerazione notevole di tutti i passaggi ed avremo un quadro significativo dell’elastosi cutanea causata da un eccesso di esposizione al sole.  La differenza di funzionamento tra una pelle giovane ed una pelle invecchiata,  si può verificare con un’esperienza relativamente semplice.  Iniettando ,  a livello dermico,  una soluzione fisiologica nella pelle giovane,  questa soluzione viene fissata dai colloidi idrofili soprattutto per la capacità dei fibroblasti di produrre nuovi glucosaminoglicani precursori dell’acido ialuronico,  principale fissatore dell’acqua interstiziale.

Viceversa la stessa dose di soluzione fisiologica iniettata nel derma di un soggetto dalla pelle invecchiata viene assorbita a livello ematico ed eliminata,  mancando la capacità di produrre acido ialuronico in modo rapido ed efficace.  La principale modificazione  anche legata all’età che si verifica nella sostanza intercellulare è la grande diminuzione di quantità di acido ialuronico.  Col passare degli anni si formano elementi fibrosi e la quantità di sostanza intercellulare amorfa diminuisce gradualmente.  Ma anche quando la pelle viene sottoposta a stres termici  prolungati tutto si verifica quali appunto eccessive e continuate esposizioni ai raggi solari.  Non per questo dobbiamo eliminare la nostra esposizione al sole,  perché il sole è benefico se preso a giuste dosi, anzi,  noi abbiamo bisogno di prendere  una  dose giornaliera giusta di sole, purtroppo però certe persone hanno dato poco peso alla cosa ed hanno causato danni irreversibili, nonostante tutte le precauzioni ed i prodotti applicati, che pure in qualche modo hanno contribuito a moderare il danno,  risultano incapaci di neutralizzare gli effetti causati da gli eccessi di ore di esposizione al sole.

Quali rimedi si possono adottare in questi casi?   Anche se un’alterazione della matrice colloidale del connettivo è un fenomeno irreversibile per la perdita di idrofilia,  per un aumento della flocculazione dei colloidi e relativa mineralizzazione,  correre ai ripari al più presto possibile può risultare un certo giovamento.  Le dosi dei glucosaminoglicani  quali reintegratori del turgore devono essere aumentate.  Conviene richiamare l’acqua a livello interstiziale con applicazioni ipertoniche,  per poi procedere con massaggi e prodotti molto ricchi di glucosaminoglicani,  di preferenza formulati in gel, mentre per le applicazioni giornaliere in casa saranno date le emulsioni e creme.  L’estetista esperta riesce a dare trattamenti efficaci nel suo istituto:  si tratta di manovre e applicazioni complesse che meritano una considerazione adeguata.  Continua… domani.

14/06/2016

La prima fase del trattamento consiste in un’azione sul microcircolo che provochi una blanda revulsione.  Si possono usare allo scopo fonti di calore (raggi infrarossi,  saune,  bagni caldi)  ma più semplicemente olii essenziali ad azione vascolarizzante; in questo ultimo caso basta una goccia di essenza per ogni centimetro cubo di acqua.  La vasodilatazione provoca un turgore ed un certo arrossamento che dura dai quindici ai trenta minuti.  In questo tempo e dopo una breve manipolazione che renda omogeneo il rossore,  si passa subito alla seconda fase:  in questa si sfrutta il fenomeno osmotico,  si prepara una composizione ipertonica,  quasi sempre di composti di derivazione marina (alghe, peloidi, che insorta di fango concentrano sostanze organiche e inorganiche,  quindi alginati,  sali minerali di concentrazione ipertonica,  oligoelementi e altre cose di laboratorio appena messe sul mercato.

Se noi facessimo dei bagni restando immersi a lungo nell’acqua,  riusciremo mai a ripristinare i tessuti danneggiati dai raggi solari negativi?

Angela

No,  peggioreremmo la situazione,  perché applicando sulla cute la miscela in virtù del fenomeno osmotico,  l’acqua interstiziale viene attirata verso lo strato più esterno della cute.  Allora,  guarda, in biologia l’osmosi spiega il fenomeno per il quale ponendo delle cellule in acqua,  queste si gonfiano fino a scoppiare. La ragione di ciò è facilmente spiegabile:  nelle cellule vi è una concentrazione di sali pressapoco dell’1%; nell’acqua i sali sono in concentrazione infinitesima.

I sali delle cellule non possono passare a diffondersi nell’acqua,  perché la membrana citoplasmatica fa da barriera,  perciò l’acqua penetra nelle cellule per diluire la soluzione all’interno delle stesse e continua a penetrare fin tanto che sia all’interno che all’esterno la concentrazione dei sali non è la stessa.  Passando alla pelle,  se noi mettiamo a contatto con la superficie una soluzione salina che abbia una concentrazione maggiore di quella fisiologica (ipertonica) poiché i sali non passano la barriera dello strato corneo lucido, sarà l’acqua degli spazi interstiziali a passare all’esterno.  Si può viceversa avere una certa penetrazione all’interno con una soluzione ipotonica rispetto ai liquidi biologici.

Ritornando al discorso prima della tua domanda,  ai prodotti usati  e non solo per curare la disidratazione profonda si possono ipotizzare vari scambi dinamici con l’acquisizione selettiva da parte delle cellule di quanto può giovare il loro metabolismo,  e il  massimo risultato è soddisfacente.  La terza fase tende a fissare l’idratazione,  vengono usati prodotti ad alta concentrazione di glucosaminoglicani.  Ovviamente prima deve essere mosso il fango e tutti gli altri prodotti usati prima con un buon idromassaggio. poi si procede alla manipolazione adeguata per facilitare l’assorbimento.  Continua nel prossimo capitolo…

RISPOSTE AI LETTORI NOVANTADUE VENTIQUATTRESIMA PARTE

17/04/2016

 

È vero che la pelle è l’organo del nostro corpo più grande che abbiamo? Come fare affinché il mio aspetto rifletta quello che sento all’interno?

 

Marina

 

Sì, la pelle non è solo l’organo più esteso del nostro corpo,  ma oltre a ricoprirlo esternamente,  racchiude qualcosa di molto importante all’interno.  Questa unione è lo specchio di tutto il nostro mondo interiore,  ed è organo prioritario di scambio tra l’esterno e l’interno.  Analizzando quindi il colore,  l’odore,  la consistenza e la forma della pelle e prendendo in esame l’adipe,  il sudore,  il sebo e i peli che la ricoprono,  possiamo conoscere e riconoscere ciò che siamo e ciò che il nostro corpo ci vuole dire.  L’equilibrio termico è alla base del nostro benessere fisico; igienismo ed equilibrio termico nei confronti del corpo, esso si realizza tra la temperatura interna ed esterna del corpo quando certe condizioni siano state rispettate. Uno squilibrio termico può avvenire quando ci cibiamo con alimenti incompatibili tra loro;  infatti ogni lavoro produce calore così avviene all’interno del nostro apparato gastro intestinale,  quanto maggiore sarà il lavoro richiesto dalla digestione tanto maggiore sarà il calore. Più grande sarà la richiesta di sangue all’interno più aumenterà lo squilibrio tra la temperatura interna ed esterna del corpo. Tale squilibrio può portare anemia della pelle,  con conseguente nutrizione nervosa, a livello cutaneo, circolatorio e linfatico.  Ecco perché è importante alimentarsi bene:  si può ricreare questo equilibrio termico aiutando l’effetto naturale di una appropriata alimentazione con l’idrotermo-terapia associata e principi attivi  atti a migliorare il circolo sanguigno e linfatico, perché dove il sangue circola bene non c’è malattia.

 

Elena  Lasagna

 

19/04/2016

 

Qual è la differenza tre “neurosi e psiconevrosi”?  Si guarisce?

Alessandra

 

La neurosi è una turba mentale, con sintomatologia estremamente variabile,  di solito caratterizzata da ansia e insicurezza, senza alterazioni qualitative delle funzioni psichiche.  Le forme nevrotiche sono state definite e classificate in modo diverso e all’interno delle diverse concezioni teoriche.  Secondo la psicanalisi che è la scuola che si  occupa di più dei disturbi nevrotici,  le neurosi hanno un’origine psicogena e derivano dal conflitto fra  le pulsioni istintuali rimosse e le istanze etico-sociali.  Tale conflitto può essere ricercato nell’infanzia del paziente e si hanno allora le “psiconevrosi” o nell’inadeguatezza attuale di relazioni di coppia e si hanno le nevrosi “attuali”,  distinte in nevrosi  “, d’angoscia”, neurastenia e ipocondria.  Una distinzione importante nella classificazione psicanalitica delle nevrosi è tra isteria di conversione,  in cui si ha somatizzazione dei sintomi,  isteria d’angoscia,  caratterizzata dalle fobie,  e nevrosi ossessivo-compulsive,  caratterizzata da idee ossessive e azioni coatte.  Da non trascurare, ai primi sintomi recarsi dal medico per farsi indirizzare lo specialista di sua fiducia.

Elena  Lasagna

 

 11/05/2016

 

Mi hanno riscontrato una ” lipomatosi “,  è vero che si muore?

F.

 

No,  non chiedermi questo o ti mando da S. Pio.  Perché non lo chiedi al tuo medico curante? Siamo seri, Ci sono diverse forme di lipomatosi,  ovviamente se ci scherzi sopra sai che non morirai.  Questa sindrome distrofica può essere anche molto dolorosa, è caratterizzata da depositi di tessuto adiposo sparsi qua e là o in modo simmetrico,  sostenuta da squilibri neuroendocrini.  Ci sono dei disturbi trofici e nervosi da disfunzione dei centri ipotalamici che sostengono la lipomatosi multipla nodulare cervicale, questa è una malattia ereditaria,  che si manifesta con la formazione di masse adipose ai lati del collo e colpisce in modo elettivo soggetti maschi  di giovane età. La lipomatosi viscerale invece può interessare diversi organi quali il pancreas,  il fegato,  il  cuore,  e la lipomatosi muscolare,  che si osserva nella cosiddetta psuedoipertrofia muscolare. Poi c’è un’altra forma circoscritta  di lipomatosi che si osserva in seguito a neuriti o ad alterazioni dell’innervazione motrice,  ecc.

Elena  Lasagna

 

26/05/2016

 

 

Ho ventisei anni e sono affetta da vescica debole: sono incontinente, ed ho sempre lo stimolo di dovere vuotare la vescica.  Che cosa può essere stato a farmi ritrovare così giovane con questo fastidioso disturbo? Grazie!

A.

 

Senti cara A.  io questo termine di “vescica debole” non lo conosco.  È ovvio che quando un organo viene colpito da patologie o disturbi diventa vulnerabile,  però non credo che un medico usi di questi termini. Piuttosto mi sembra una diceria di tanto tempo fa. A provocare questo disturbo e cioè lo stimolo di urinare in continuazione può essere dovuto a diversi fattori:  potrebbe essere un’infezione come la cistite per esempio,  oppure un parto con aspirazione e quindi il prolasso  e altri fattori ancora.  Data la tua giovane età non potrebbe essere il rilassamento delle fibre muscolari, a meno che invece di ventisei anni tu ne abbia novantadue.  La vescica urinaria è un organo impari muscolo-membranoso,  destinato a cogliere l’ urina  convogliata dagli ureteri e a trattenerla fino a quando,  sotto lo stimolo della minzione,  le sue parti si contraggono per espellerla attraverso l’uretra.  È situata in posizione mediana,  nel piccolo bacino,  in sede extraperitoneale,  sotto la sinfisi pubica; ha relazione con l’utero e la vagina. Le sue parti  sono costituite da tre tuniche sovrapposte,  che dall’esterno all’interno sono una sierosa,  una muscolare e una mucosa.   la regione  della vescica in cui si trova l’orificio d’inizio dell’uretra,  attraverso cui l’urina viene emessa, è detta collo vescicale:  ivi si trovano fibre muscolari, lisce  (sfintere vescicale), che regolano la ritenzione e l’emissione dell’urina.  La capacità della vescica è di 250-300 cm³ ma può anche aumentare fino a 400 cm³, data la sua naturale  possibilità di dilatazione; la pressione esercitata sulla mucosa interna dalla presenza di abbondante liquido e la tensione conseguente delle pareti mettono in moto il meccanismo muscolare che provvede all’espulsione dell’urina dalla vescica.  Ecco come funziona,  comunque io ti consiglio di curarti finché sei ancora in giovane età,  altrimenti sì che quando arriverai in su con gli anni  ti ci vorrà sempre il pannolone.  Ciao!

Elena  Lasagna