{"id":62048,"date":"2026-08-28T09:08:37","date_gmt":"2026-08-28T09:08:37","guid":{"rendered":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=62048"},"modified":"2026-08-28T14:59:05","modified_gmt":"2026-08-28T14:59:05","slug":"per-i-bambini-nove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=62048","title":{"rendered":"PER I BAMBINI NOVE"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: right;\">28\/08\/2026<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-62011 aligncenter\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC01441-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC01441-300x225.jpg 300w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC01441-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC01441-768x576.jpg 768w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC01441-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC01441-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62050\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC02118-1-300x274.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC02118-1-300x274.jpg 300w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC02118-1-1024x935.jpg 1024w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC02118-1-768x701.jpg 768w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC02118-1-1536x1402.jpg 1536w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC02118-1-2048x1870.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h4>Le favole ch emi raccontava la nonna incominciavano quasi sempre con : &#8220;C&#8217;era una volta&#8221;.\u00a0 Eccone un&#8217;altra.<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\">IL FUSO,\u00a0 LA SPOLA E L&#8217;AGO<\/h3>\n<h4>C&#8217;era una volta una fanciulla,\u00a0 che aveva perduto i genitori quando era ancora piccola. A un capo del villaggio,\u00a0 in una casetta,\u00a0 abitava sola sola la sua madrina,\u00a0 che si guadagnava la vita filando,\u00a0 tessendo e cucendo.\u00a0 La vecchia prese con s\u00e9 la piccola derelitta e l&#8217;allev\u00f2 pienamente.\u00a0 Quando la fanciulla ebbe quindici anni,\u00a0 la vecchia s&#8217;ammal\u00f2, la chiam\u00f2 al suo capezzale e disse: &#8221; Cara figliola,\u00a0 sento che si avvicina la fine, ti lascio la casetta che ti protegger\u00e0 dal vento e dalla tempesta;\u00a0 e inoltre il fuso,\u00a0 la spola e l&#8217;ago,\u00a0 perch\u00e9 tu possa guadagnarti il pane&#8221;.\u00a0 E le impose le mani sul capo,\u00a0 la bened\u00ec e disse:&#8221;Serba Dio nel tuo cuore e non avrai che bene&#8221;. Poi ciuse gli occhi;\u00a0 e quando la portarono alla sepoltura,\u00a0 la fanciulla segu\u00ec la bara e, piangendo amaramente le tribut\u00f2 gli ultimi onori.\u00a0 Ora la fanciulla viveva sola sola nella casetta,\u00a0 filava,\u00a0 tesseva e cuciva assiduamente,\u00a0 e su tutto quel che faceva sembrava scendere lA BENEDIZIONE della buona vecchia.\u00a0 Era come se il lino aumentasse da s\u00e9 nella stanza;\u00a0 e quando elle aveva tessuto una pezza di panno o un tappeto,\u00a0 o avevaq cucito una camicia,\u00a0 si trovava subito un compratore,\u00a0 che pagava generosamente,\u00a0 e cos\u00ec ella non provava disagio e poteva dare anche qualcosa agli altri.\u00a0 In quei giorni il figlio del re girava in paese in cerca di una cucitrice che facessi i ricami come Dio comanda.\u00a0 Qualcuno fece il nome della ragazza e si rec\u00f2 personalmente da lei,\u00a0 chiedendo se era capace di dissetare il suo desiderio.\u00a0 La ragazza gli disse che il lavoro sarebbe stato molto difficile,\u00a0 ma che l&#8217;avrevve accontentato.\u00a0 Dopo alcuni giorni il Principe si rec\u00f2 a ritirare personalmente il suo ricamo,\u00a0 e rimasto incredibilmente sorpreso per il lavoro ben fatto e inaspettatamente anche arricchito,\u00a0 lui la invit\u00f2 a palazzo,\u00a0 ma la ragazza non poteva andare perch\u00e9 si vergognava di essere cos\u00ec povera e non aveva niente di adatto per andare al castello.\u00a0 Ma questo non lo disse al principe perch\u00e9 era troppo timida.\u00a0 Poi il principe domand\u00f2 al villaggio chi fosse la pi\u00f9 povera di tutto il paese e gli risposero che era la fanciulla che abitava nella casetta in fondo alla valle,\u00a0 lui,\u00a0 allora cap\u00ec che era chi cuciva e filava ed aveva due mani d&#8217;oro.\u00a0 Quando il principe arriv\u00f2 alla casa della fanciulla,\u00a0 lei si nascose nella sua cameretta,\u00a0 Egli arrest\u00f2 il cavallo,\u00a0 e dalla finestra su cui batteva il sole,\u00a0 la ragazza vide la sua madrina che le porgeva la mano e le diceva: &#8221; Non ti nascondere figlia mia!\u00a0 Dal primo giorno che ti ho incontrata ho capito che tu eri la principessa di questo paese;\u00a0 poi la madrina adorata scomparve e al posto suo vide il principe,\u00a0 lei fece per arretrarsi dalla finestra,\u00a0 ma lui la prese per un braccio e la invit\u00f2 a non avere paura.\u00a0 Lei le chiese gentilmente di lasciarla andare e si mise a filare, finch\u00e9 il principe si allontan\u00f2.\u00a0 E mentre filava inton\u00f2 un canto che le aveva insegnato la madrina: &#8221; Fuso,\u00a0 mio fuso,\u00a0 su gira in fretta,\u00a0 porta la verit\u00e0 in questa casetta&#8221;. E che avvenne?\u00a0 Subito il fuso le schizz\u00f2 via di mano, e corse fuori dalla porta,\u00a0 lei lo segu\u00ec con lo sguardo e vide che s&#8217;inoltr\u00f2 nei campi ballando allegramente,\u00a0 e si tirava dietro un lucente filo d&#8217;oro. La fanciulla non tard\u00f2 a perderlo di vista,\u00a0 e non ave ndo pi\u00f9 il fuso,\u00a0 prese in mano la spola,\u00a0 sedette al telaio e si mise a tessere. Ma il fuso,\u00a0 ballando and\u00f2 sempre pi\u00f9 lontano,\u00a0 e proprio quando il filo era alla fine,\u00a0 aveva raggiunto il principe. &#8220;Cosa vedo?\u00a0 Egli esclam\u00f2:\u00a0 forse il fuso vuol mostrarmi la strada?&#8221;.\u00a0 Volt\u00f2 il cavallo e torn\u00f2 indietro seguendo il filo d&#8217;oro. Ma la fanciulla sedeva al suo lavoro e cantava: &#8220;Tessi,\u00a0 mia spola,\u00a0 la stoffa pi\u00f9 fina,\u00a0 mentre il rincipe entra nella casina&#8221;.\u00a0 E subito la spola schizz\u00f2 via di mano e corse fuori dalla porta.\u00a0 Ma davanti alla soglia, si mise a tessere un tappeto cos\u00ec bello che non\u00a0 si era mai visto prima neanche nel castello del re.\u00a0 Ai due lati fiorivano rose e gigli,\u00a0 e in mezzo sul fondo d&#8217;oro,\u00a0 \u00a0cescevan\u00a0 dei tralci verdi,\u00a0 tra cui saltavano conigli e lepri;\u00a0 caprioli e cerbiatti,\u00a0 sporgavan la testa tra le foglie;\u00a0 in alto tra i rami si posavan uccelli variopinti,\u00a0 a cui non mancava che il canto.\u00a0 La spola correva su e gi\u00f9,\u00a0 sembrava che tutto crescesse da s\u00e9.\u00a0 Siccome la spola era scappata,\u00a0 la fanciulla si era messa a cucire;\u00a0 aveva l&#8217;ago in mano e cant\u00f2: &#8221; Ago,\u00a0 bell&#8217;ago acuto e sottile,\u00a0 fa per il principe la casa gentile&#8221;.\u00a0 L&#8217;ago schizz\u00f2 via dalle dita, e vol\u00f2 su e gi\u00f9 nella stanza,\u00a0 veloce come il lampo.\u00a0 Era proprio come se lavorassero spiriti invisibili:\u00a0 subito tavolo e panche si coprirono di velluto verde, le sedie di velluto dorato, e alle finestre pendevano tendine di seta.\u00a0 Appena l&#8217;ago ebbe dato l&#8217;ultimo punto,\u00a0 la fanciulla vide dalla finestra il cappello piumato del principe,\u00a0 che il fuso aveva guidato col filo d&#8217;oro.\u00a0 Egli smont\u00f2 da cavallo,\u00a0 entr\u00f2 in casa passando sul tappeto, e quando comparve nella stanza la fanciulla era l\u00e0 nelle sue povere vesti,\u00a0 epur brillava come una rosa piena di luce.\u00a0 &#8220;Tu sei la pi\u00f9 povera e anche la pi\u00f9 ricca! &#8220;.\u00a0 Le disse il principe:\u00a0 vieni con me,\u00a0 sarai la mia sposa&#8221;.\u00a0 Ella tacque e gli porse la mano.\u00a0 Allora egli le diede un bacio,\u00a0 la condusse fuori,\u00a0 la mise sul suo cavallo e la port\u00f2 nel castello reale ;\u00a0 si sposarono e fecero gran festa. Il fuso,\u00a0 la spola e l&#8217;ago,\u00a0 furono custoditi dal principe\u00a0 nella camera del tesoro e tenuti in grande onore.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>28\/08\/2026 Le favole ch emi raccontava la nonna incominciavano quasi sempre con : &#8220;C&#8217;era una volta&#8221;.\u00a0 Eccone un&#8217;altra. IL FUSO,\u00a0 LA SPOLA E L&#8217;AGO C&#8217;era una volta una fanciulla,\u00a0 che aveva perduto i genitori quando era ancora piccola. 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