{"id":61444,"date":"2026-07-13T08:59:55","date_gmt":"2026-07-13T08:59:55","guid":{"rendered":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=61444"},"modified":"2026-08-10T15:03:30","modified_gmt":"2026-08-10T15:03:30","slug":"letteratura-antica-e-moderna-e-storia-dieci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=61444","title":{"rendered":"LETTERATURA ANTICA E MODERNA E STORIA DIECI"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: right;\">13\/07\/2026<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-61447\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/DSC01709-2-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/DSC01709-2-300x225.jpg 300w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/DSC01709-2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/DSC01709-2-768x576.jpg 768w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/DSC01709-2-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/DSC01709-2-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-61449\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/DSC02131-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/DSC02131-300x225.jpg 300w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/DSC02131-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/DSC02131-768x576.jpg 768w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/DSC02131-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/DSC02131-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">I PASTORI<\/h3>\n<h4 style=\"text-align: center;\">di Gabriele D&#8217; Annunzio<\/h4>\n<h4>Settembre,\u00a0 andiamo.\u00a0 \u00c8 tempo di migrare.<\/h4>\n<h4>Ora in terra d&#8217;Abruzzo i miei pastori,<\/h4>\n<h4>\u00a0 lasciano gli stazzi e vanno verso il mare;<\/h4>\n<h4>scendono all&#8217;Adriatico selvaggio<\/h4>\n<h4>che verde \u00e8 come i pascoli dei monti.<\/h4>\n<h4>Han bevuto profondamente ai fonti alpestri<\/h4>\n<h4>che sapor d&#8217;acqua nat\u00eca,\u00a0 rimango ne<\/h4>\n<h4>i cuori esuli a conforto che lungo la lor sete in via.<\/h4>\n<h4>Rinnovato hanno verga d&#8217;avellano,\u00a0 e vanno pel<\/h4>\n<h4>tratturo antico al piano,\u00a0 quasi un erbal fiume silente,<\/h4>\n<h4>su le vestigia degli antichi padri.\u00a0 O voce<\/h4>\n<h4>di colui che primamente,\u00a0 conosce il tremolar<\/h4>\n<h4>della marina!\u00a0 Ora lungh&#8217;esso il litoral<\/h4>\n<h4>cammina la greggia.\u00a0 Senza mutamento \u00e8 l&#8217;aria.<\/h4>\n<h4>Il sole imbionda s\u00ec la viva lana,\u00a0 che quasi<\/h4>\n<h4>dalla sabbia non divaria. Isacquio,<\/h4>\n<h4>calpestio,\u00a0 dolci rumori.\u00a0 Ah perch\u00e9 non<\/h4>\n<h4>son io co&#8217;\u00a0 miei pastori?<\/h4>\n<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<\/p>\n<h4>In autunno i pastori lasciano i loro monti e vanno verso le zone della pianura in terra di Puglia,\u00a0 al mare,\u00a0 per svernarvi;\u00a0 da tempo immemorabile la vicenda si ripete ogni anno,\u00a0 e nella gravit\u00e0 dei gesti di questi pastori,\u00a0 costretti ad un esilio lontani dalle loro case, sente la forza rassegnata e nostalgica.\u00a0 Alla discrezione segue il grido di rimpianto del poeta,\u00a0 che vorrebbe essere con i suoi pastori;\u00a0 con quelle persone che gli ricordano l&#8217;infanzia,\u00a0 i luoghi natii e la sua casa.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">15\/07\/2026<\/h4>\n<h4>Marco di Patty\u00a0 Ho letto il libro &#8220;Cristo si \u00e8 fermato a Eboli&#8221;,\u00a0 ma so che ne esiste un&#8217;altro con quel titolo,\u00a0 e non ha niente a che fare con questo.\u00a0 Proprio come\u00a0 I tuoi poteridell&#8217;anima,\u00a0 tutti vorrebbero il tuo titolo.\u00a0 Ma \u00e8 pazzesco!\u00a0 Parlami del libro pi\u00f9 autentico di &#8220;Cristo si \u00e8 fermato a Eboli&#8221;.\u00a0 Grazie!<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Elena\u00a0 Allora,\u00a0 il primo che scrisse &#8220;Cristo si \u00e8 fermato a Eboli,\u00a0 fu\u00a0 Carlo Levi,\u00a0 nacque a Torino nel 1902.\u00a0 Si laure\u00f2 in medicina ma prefer\u00ec dedicarsi alla pittura.\u00a0 Antifascista,\u00a0 amico di Piero Gobetti,\u00a0 e di Carlo e Nello Rosselli,\u00a0 collabor\u00f2 attivamente alla diffusione delle idee di &#8220;Giustizia e Libert\u00e0.\u00a0 Sub\u00ec il carcere e fu confinato in Lucania,\u00a0 dove conobbe le misere condizioni di vita delle popolazioni del Mezzogiorno e le descrisse con commossa partecipazione, nel suo primo romanzo&#8221;Cristo si \u00e8 fermato a Eboli&#8221;.\u00a0 Amnistiato nel &#8216; 36,\u00a0 dovette emigrare in Francia.\u00a0 Rientrato in Italia, la resistenza lo vide tra i suoi protagonisti.\u00a0 Ancora arrestato,\u00a0 dopo la liberazione Levi\u00a0 partecip\u00f2 attivamente al dibattito e alla propaganda sull&#8217;arretratezza del Sud pubblicando altri volumi al riguardo.\u00a0 Mor\u00ec a Roma nel 1975.<\/h4>\n<h4>Diciamo che &#8220;Cristo si \u00e8 fermato a Eboli \u00e8 l&#8217;opera pi\u00f9 riuscita e felice\u00a0 di Carlo Levi che,\u00a0 condannato al confine dal regime fascista rimase in Lucania dal 1935 al &#8217;36 e scrisse questo libro,\u00a0 che \u00e8 un diario della sua esperienza di conflitto,\u00a0 ma soprattutto\u00a0 sulla tragica realt\u00e0 di un Sud assolutamente isolato dalla storia e dalla realt\u00e0 di un mondo contadino chiuso nella propria arretratezza,\u00a0 consapevole della propria abiezione,\u00a0 ma privo della volont\u00e0 di emergere. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 da parte di Levi,\u00a0 una particolare e duplice disposizione nell&#8217;osservare e vivere la realt\u00e0 della Lucania:\u00a0 da un lato la sua preparazione culturale,\u00a0 la sua ideologia di intellettuale del Nord che lo spinge a parlare di rivoluzione contadina,\u00a0 dall&#8217;altro lato,\u00a0 una disposizione tutta affettiva e settentrionale che lo induce a mitizzare questa civilt\u00e0 contadina\u00a0 per quel tanto di primitivo e di magico che essa ha,\u00a0 quasi l&#8217;astratta considerazione che l&#8217;esser rimasta essa ai margini della civilt\u00e0 moderna le ha almeno consentito di conservare un sua compattezza di autenticit\u00e0.\u00a0 I contadini sono per l&#8217;autore ,\u00a0 i soli che, vivendo in una condizione disumana,\u00a0 appaiono coscienti della propria situazione:\u00a0 essi sanno ed affermano di non essere cristiani:\u00a0 questa consapevolezza li rende pi\u00f9 autentici e buoni.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">27\/07\/2026<\/h4>\n<h4>Da tanto tempo ormai che dovevo scrivere di cosa parla il libro di Italo Svevo,\u00a0 pubblicato nel i923,\u00a0 si tratta della &#8220;Coscienza di Zeno&#8221; L&#8217;ultima sigaretta.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Questo capolavoro di Italo Svevo,\u00a0 parla del dopoguerra. La crisi sociale giunta al suo culmine con il disastroso imperversare della guerra mondiale,\u00a0 ha realmente isolato l&#8217;individuo che,\u00a0 posto dinnanzi al mistero della vita,\u00a0 ha finito con l&#8217;accettare la realt\u00e0 cos\u00ec,\u00a0 come si presenta,\u00a0 rinunciando alla lotta e chiudendosi in se stesso.\u00a0 Zeno,\u00a0 vive cos\u00ec,\u00a0 tanto per vivere, egli non vuole essere travolto dagli avvenimenti e,\u00a0 nell&#8217;analizzare la propria coscienza,\u00a0 coglie le manie mediocri ed ossessive che rivelano il fondo banale dell&#8217;esistenza ed il piatto disordine della condizione umana.\u00a0 Analizzare la propria coscienza non gli serve per cercare le sue colpe,\u00a0 ma per analizzare la malattia,\u00a0 causa di quella debolezza che lo fa passare dai buoni propositi alle pi\u00f9 amare disfatte.\u00a0 La sua incapacit\u00e0,\u00a0 per la sua depressione,\u00a0 \u00a0con la mancanza di una reale volont\u00e0,\u00a0 si esprime nel continuo proposito, nello smettere di fumare,\u00a0 e nel passare invece, la vita a fumare l&#8217;ultima sigaretta.\u00a0 L&#8217;unica sua forza \u00e8 la caparbiet\u00e0 in cui difende il suo egoismo,\u00a0 e la tendenza all&#8217;umorismo: incapace di vivere con gli altri,\u00a0 Zeno sperimenta du di s\u00e9 tutta l&#8217;insufficienza della condizione umana,\u00a0 ma sempre con un sorriso,\u00a0 tra ironia e indulgenza.\u00a0 Prevale per\u00f2 una visione della vita allarmante e disperata che porta\u00a0 alla sconfitta e all&#8217;alienazione dell&#8217;uomo affetto dal una malattia sociale,\u00a0 comune a tutti i deversi e di quelli che hanno sofferto molto e si sono rassegnati.\u00a0 La solitudine e l&#8217;inettitudine.\u00a0 Infatti Zeno \u00e8 un innetto tanto negli affetti che negli affari,\u00a0 se\u00a0 ottiene risultati positivi,\u00a0 questo \u00e8 dovuto solo al caso:\u00a0 Ogni sua azione sortisce sempre un effetto opposto a quello che si potrebbe immaginare,\u00a0 ed il suo successo \u00e8 conseguenza dell&#8217;inettitudine,\u00a0 cos\u00ec come gli insuccessi scaturiscono dalla sua volont\u00e0 di agire.<\/h4>\n<p>E.\u00a0 Lasagna<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">10\/08\/2026<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">IL SOCIALISMO E\u00a0 LA POLITICA INTERNAZIONALE<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>La lotta del proletariato \u00e8 internazionale,\u00a0 non solo perch\u00e9 i proletari di tutto il mondo combattono contro la stesso nemico di classe e per lo stesso fine,\u00a0 ma perch\u00e9 non \u00e8 possibile distruggere l&#8217;assetto capitalista della societ\u00e0 borghese se non se ne distrugge la struttura nazionalista,\u00a0 base di ogni imperialismo.\u00a0 Il Psi appunto in quanto esprime i reali interessi del popolo lavoratore d&#8217;Italia ripudia ogni politica di cosiddetto ripiegamento nazionale,\u00a0 di isolamento politico,\u00a0 di autarchia economica;\u00a0 esso considera la solidariet\u00e0 internazionale dei partiti proletari come elemento essenziale della sua azione,\u00a0 come lo strumento per promuovere e concretare una politica di pace che armonizzi\u00a0 gli interessi di tutti i popoli e avvii l&#8217;Europa verso la libera federazione di stati.<\/h4>\n<h4>La fine della guerra,\u00a0 porr\u00e0 sul tappeto in termini decisivi il problema del coordinamento unitario dei diversi paesi\u00a0 europei: e questa deve essere intesa come un&#8217;esigenza della ricostruzione socialista,\u00a0 come lo sbocco naturale a cui conduce l&#8217;evoluzione politica ed economica\u00a0 dell&#8217; Europa,\u00a0 che liberata dai particolarismi capitalistici, dovr\u00e0 raggiungere un&#8217;organizzazione federativa,\u00a0 avviamento dell&#8217;unione delle repubbliche socialiste.\u00a0 La carenza dell&#8217;internazionale operaia socialista e lo scioglimento della Terza internazionale,\u00a0 pongono il problema della ricostruzione del movimento operaio internazionale.\u00a0 La nuova internazionale dovr\u00e0 realizzare sul piano della dottrina e dell&#8217;azione la sintesi dell&#8217;esperienze mondiali dei socialisti e dei comunisti,\u00a0 e unire i proletari d&#8217;Europa e del mondo nella grande lotta finale per il socialismo.\u00a0 Il Psi invia al popolo lavoratore un messaggio di fede, di entusiasmo e di cosciente ottimismo.\u00a0 Dure lotte furono per i lavoratori,\u00a0 ma da quella guerra la rivoluzione proletaria,\u00a0 il cui ciclo si \u00e8 aperto molti anni or sono in condizioni pressoch\u00e9 analoghe a quelle attuali di allora,\u00a0 prender\u00e0 nuovo slancio e nuovo vigore. Quando la met\u00e0 arriv\u00f2,\u00a0 uniti fra loro faranno un&#8217;Italia libera e socialista,\u00a0 in una Europa libera, socialista pacificata.\u00a0 (certamente non per molto,\u00a0 perch\u00e9 dittatori e pazzi alla guida di alcuni paesi hanno incominciato a giocare alla guerra rovinando interi popoli;\u00a0 ma chi ne pagano di pi\u00f9 le spese sono stati,\u00a0 sono e saranno sempre i bambini.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>13\/07\/2026 &nbsp; I PASTORI di Gabriele D&#8217; Annunzio Settembre,\u00a0 andiamo.\u00a0 \u00c8 tempo di migrare. Ora in terra d&#8217;Abruzzo i miei pastori, \u00a0 lasciano gli stazzi e vanno verso il mare; scendono all&#8217;Adriatico selvaggio che verde \u00e8 come i pascoli dei monti. 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