{"id":61040,"date":"2026-06-15T08:45:55","date_gmt":"2026-06-15T08:45:55","guid":{"rendered":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=61040"},"modified":"2026-07-02T07:57:17","modified_gmt":"2026-07-02T07:57:17","slug":"per-i-bambini-cinque","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=61040","title":{"rendered":"PER I BAMBINI CINQUE"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: right;\">.\u00a0 15\/06\/2026<\/h4>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-61041\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/DSC02118-1-300x274.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/DSC02118-1-300x274.jpg 300w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/DSC02118-1-1024x935.jpg 1024w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/DSC02118-1-768x701.jpg 768w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/DSC02118-1-1536x1402.jpg 1536w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/DSC02118-1-2048x1870.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Fiabe per i bambini dai 5 ai 7 anni<\/h4>\n<h4>In questo articolo voglio raccontare le fiabe che mi sono state raccontate tempo fa dai miei nonni.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">LA VERGA DI NOCCIOLO<\/h4>\n<h4>Un pomeriggio,\u00a0 Ges\u00f9 Bambino si era coricato nella sua culla e si era addormentato,\u00a0 gli si accost\u00f2 la Mamma,\u00a0 La Vergine Maria,\u00a0 lo guard\u00f2 piena di gioia e disse:\u00a0 Ti sei messo a dormire bambino mio? Dormi bene!\u00a0 Io intanto andr\u00f2 nel bosco a raccogliere una manciata di fragole per Te;\u00a0 so che ti faran piacere,\u00a0 quando ti sveglierai.\u00a0 Fuori,\u00a0 nel bosco trov\u00f2 un posto pieno di fragole bellissime,\u00a0 ma appena si china per coglierne una,\u00a0 ecco che dall&#8217;erba salta su una vipera.\u00a0 Ella si spaventa,\u00a0 lascia stare le fragole e fugge.\u00a0 La vipera l&#8217;insegue,\u00a0 ma la Madonna,\u00a0 come ben potete pensare trova uno scampo; si nasconde dietro un cespuglio di nocciolo,\u00a0 e resta l\u00e0 finch\u00e9 la vipera \u00e8 tornata nel suo nascondiglio.\u00a0 Poi coglie le fragole,\u00a0 e quando prende la via del ritorno,\u00a0 dice:\u00a0 come oggi la pianta di nocciolo fu un rifugio per me,\u00a0 cos\u00ec lo sar\u00e0 per altri in futuro.\u00a0 Per questo,\u00a0 fin dai tempi pi\u00f9 antichi,\u00a0 un verde ramo di nocciolo \u00e8 la difesa sicura contro vipere,\u00a0 \u00a0serpi e tutto quel che striscia sulla terra.<\/h4>\n<h4>Anonimo.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">16\/06\/2026<\/h4>\n<h3>Seconda fiaba:<\/h3>\n<h3 style=\"text-align: center;\">&#8221; LE NOZZE DELLA SIGNORA VOLPE<\/h3>\n<h4>\u00a0C&#8217; era una volta un volpone con nove code,\u00a0 che sospettava sua moglie d&#8217;infedelt\u00e0 cos\u00ec,\u00a0 volle metterla alla prova.\u00a0 Si coric\u00f2 sotto la panca e non si mosse pi\u00f9,\u00a0 fingendo cos\u00ec di essere morto.\u00a0 La signora volpe and\u00f2 a chiudersi dentro la sua camera,\u00a0 mentre la madamigella gatta,\u00a0 la sua cameriera,\u00a0 cucinava accanto al focolare.\u00a0 Quando si seppe che il volpone era morto,\u00a0 si presentarono i pretendenti.\u00a0 La cameriera ud\u00ec qualcuno fermarsi e bussare alla porta,\u00a0 and\u00f2 ad aprire,\u00a0 era un volpacchiotto che disse:\u00a0 Damigella che fa a quest&#8217;ora? Dorme oppure \u00e8 veglia ancora?\u00a0 No,\u00a0 non dormo ancora,\u00a0 no,\u00a0 vuolsapere cosa fo?\u00a0 Scaldo la birra e vi metto il burro;\u00a0 se vuol favorire \u00e8 pronto il banchetto.<\/h4>\n<h4>Grazie Madamigella!\u00a0 Disse il volpacchiotto.\u00a0 Che fa la signora volpe?\u00a0 La cameriera rispose:\u00a0 Chiusa nella stanzetta piange la sua disdetta;\u00a0 gli occhietti arrossa il pianto perch\u00e9 mor\u00ec il padrone di schianto!<\/h4>\n<h4>Madamigella le dica che c&#8217;\u00e8 qui un volpacchiotto che vorrebbe sposarla.\u00a0 Benissimo,\u00a0 signore.\u00a0 La gatta and\u00f2 e buss\u00f2.\u00a0 Signora volpe \u00e8 qui?\u00a0 Oh s\u00ec gattina s\u00ec!\u00a0 Un pretendente \u00e8 l\u00e0.\u00a0 Cara,\u00a0 che aspetto ha? Ha anche lui nove belle code come il signore volpone buonanima?\u00a0 Ah no rispose la gatta&#8211; ne ha una sola. Allora non lo voglio!\u00a0 Madamigella gatta scese e mand\u00f2 via il pretendente.\u00a0 Poco dopo bussarono di nuovo,\u00a0 e alla porta c&#8217;era un&#8217;altra volpe,\u00a0 che voleva sposare la signora;\u00a0 aveva due code,\u00a0 ma non ebbe miglior fortuna della prima.\u00a0 Poi ne arrivarono altre,\u00a0 sempre con una coda di pi\u00f9,\u00a0 e furon tutte respinte;\u00a0 finch\u00e9 ne venne una,\u00a0 che aveva nove code,\u00a0 proprio come il signor volpone.\u00a0 Quando lo seppe la vedova,\u00a0 disse allegramente alla gatta:\u00a0 &#8220;Aprite dunque porte e portone e spazzate fuori il vecchio volpone!\u00a0 Ma mentre stavano per celebrare le nozze,\u00a0 sotto la panca il vecchio volpone si mosse,\u00a0 picchi\u00f2 di santa ragione tutta quella gentaglia e la cacci\u00f2 fuori di casa con la signora volpe.<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Seconda parte<\/h3>\n<h4>Quando il signore volpone fu morto davvero,\u00a0 si present\u00f2 come pretendente il lupo;\u00a0 buss\u00f2 alla porta,\u00a0 e gli\u00a0 apr\u00ec la gatta che era ancora a servizio presso la signora volpe. Il lupo la salut\u00f2 e disse:\u00a0 Buongiorno alla signora scopettino,\u00a0 come mai tutta sola al fornellino?\u00a0 E di bello mi dica cosa fa?\u00a0 La gatta rispose:\u00a0 Nel latte mi sbriciolo un panetto,\u00a0 vuol favorire \u00e8 pronto il banchetto.\u00a0 Grazie signora gatta rispose il lupo,\u00a0 non \u00e8 in casa la signora volpe?\u00a0 La gatta disse:\u00a0 Di sopra nella stanza \u00e8 immersa in gran dolore;\u00a0 piange la vedovanza per il vecchio signore.<\/h4>\n<h4>Il lupo rispose:\u00a0 se un altro sposo ora vuole,\u00a0 non ha che da scendere le scale. Sale la gatta senza indugiare, e tutt&#8217;intorno prende a girare,\u00a0 perch\u00e9 al salone deve arrivare.\u00a0 Bussa coi suoi cinque anelli d&#8217;oro:\u00a0 Signora,\u00a0 mio tesoro,\u00a0 se un altro sposo ora vuole,\u00a0 non ha che da scendere le scale.\u00a0 La signora volpe domand\u00f2:\u00a0 Ha i calzoncini rossi e musetto a punta?\u00a0 No,\u00a0 rispose la gatta.\u00a0 Allora non mi serve.\u00a0 respinto il lupo,\u00a0 vennero un cane,\u00a0 un cervo,\u00a0 un gatto,\u00a0 un orso,\u00a0 una lepre,\u00a0 un leone,\u00a0 e l&#8217;un dopo l&#8217;altro,\u00a0 tutti gli animali del bosco.\u00a0 Ma sempre mancava una delle belle doti che aveva avuto il vecchio volpone,\u00a0 e ogni volta la gatta doveva congedare il pretendente.\u00a0 Finalmente arriv\u00f2 un volpacchiotto.\u00a0 Allora chiese la signora volpe: Ha calzoncini rossi e musetto a punta? S\u00ec,\u00a0 disse la gatta,\u00a0 li ha.\u00a0 Salga,\u00a0 allora,\u00a0 disse la signora volpe e ordin\u00f2 alla cameriera di preparare la festa di nozze:\u00a0 \u00a0gatta spazzami il salone,\u00a0 gettami fuori il vecchio volpone.\u00a0 Se aveva unn grosso topone solo lui ne mangiava e per me non ne restava.\u00a0 celebrarono le nozze, tripudiando e ballando, e non hanno pi\u00f9 smesso di ballare.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">23\/06\/2026<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\">IL LUPO E L&#8217;UOMO<\/h3>\n<h4>Una volta la volpe disse al lupo quanto fosse forte l&#8217;uomo:\u00a0 nessuna bestia poteva resistergli,\u00a0 dovevano usare l&#8217;astuzia per salvarsi da lui.\u00a0 Rispose il lupo:\u00a0 per\u00f2 se riuscissi a vederne uno,\u00a0 gli salterei addosso.\u00a0 Ti posso aiutare io,\u00a0 disse la volpe,\u00a0 vieni domattina presto da me,\u00a0 e te lo mostrer\u00f2.\u00a0 Il lupo giunse per tempo e la volpe lo port\u00f2 sulla strada che il cacciatore percorreva ogni giorno.\u00a0 Prima pass\u00f2 un vecchio soldato in cngedo.\u00a0 \u00c8 un uomo questo?\u00a0 Domand\u00f2 il lupo.\u00a0 No,\u00a0 rispose la volpe lo \u00e8 stato.\u00a0 Poi pass\u00f2 un ragazzino che andava a scuola.\u00a0 \u00c8 un uomo questo?\u00a0 No,\u00a0 lo diventer\u00e0.\u00a0 Infine pass\u00f2 il cacciatore,\u00a0 con la sua doppietta sulla schiena e il coltello al fianco. Disse la volpe: &#8220;Vedi&#8217;\u00a0 Ecco l\u00e0 un uomo:\u00a0 a quello devi saltare addosso;\u00a0 io per\u00f2 me la batto nella mia tana.\u00a0 Il lupo si lanci\u00f2 contro l&#8217;uomo,\u00a0 e al vederlo il cacciatore disse: &#8221; Peccato che non abbia caricato a palla il fucile!\u00a0 Prese la mira e gli scarico i pallini sul muso.\u00a0 E il lupo lo storse furiosamente,\u00a0 ma and\u00f2 avanti senza lasciarsi intimorire;\u00a0 allora il cacciatore gli spar\u00f2 addosso la seconda carica.\u00a0 Il lupo inghiott\u00ec il dolore e gli si avvent\u00f2;\u00a0 e l&#8217;uomo estrasse il suo lucido coltello e gli diede un paio di colpi a destra e a sinistra,\u00a0 cos\u00ec il lupo ferito corse urlando alla volpe.\u00a0 Ebbene fratello lupo,\u00a0 disse la volpe,\u00a0 come te la sei cavata con l&#8217;uomo?\u00a0 Ah rispose il lupo\u00a0 cos\u00ec non immaginavo la sua forza! Prima si \u00e8 tolto di spalla un bastone e ci ha soffiato dentro,\u00a0 e mi \u00e8 volato qualcosa sul muso che pizzicava;\u00a0 poi ha soffiato di nuovo nel bastone,\u00a0 e mi \u00e8 volato intorno al naso come una saetta e grandine;\u00a0 e quando gli fui proprio accosto,\u00a0 trasse dal suo corpo una costola rilucente,\u00a0 e con quella me ne ha date tante,\u00a0 che quasi ci son rimasto.\u00a0 Vedi,\u00a0 che fanfarone sei?\u00a0 Disse la volpe;\u00a0 fai il passo pi\u00f9 lungo della gamba.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">24\/06\/2026<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">IL FUOCO CHE RINGIOVANISCE<\/h3>\n<h4>Una volta,\u00a0 al tempo che nostro Signore girava ancora sulla terra,\u00a0 di sera si ferm\u00f2 con San Pietro da un fabbro,\u00a0 e fu bene accolto. Or avvenne che entr\u00f2 in quella casa un povero mendicante,\u00a0 oppresso dagli acciacchi,\u00a0 e chiese al fabbro la carit\u00e0.\u00a0 San Pietro s&#8217;impietos\u00ec e disse:\u00a0 Signore e Maestro,\u00a0 se non ti spiace,\u00a0 guarisci il suo male,\u00a0 che possa guadagnarsi il pane da s\u00e9.\u00a0 Il Signore disse dolcemente:\u00a0 &#8220;Fabbro,\u00a0 prestami la tua fucina e mettici il carbone,\u00a0 ed io ringiovanir\u00f2 il vecchio infermo&#8221;.\u00a0 Il fabbro ubbid\u00ec prontamente,\u00a0 san Pietro tir\u00f2 il mantice,\u00a0 e quando le fiamme divamparono belle alte,\u00a0 Nostro Signore prese il vecchietto,\u00a0 lo spinse nella fucina,\u00a0 in mezzo al rosso fuoco;\u00a0 e l\u00e0 dentro il povero infermo ardeva come un rosaio e a granvoce lodava Iddio.\u00a0 Poi il Signore si accost\u00f2 alla tinozza,\u00a0 ci tuff\u00f2 l&#8217;omino arroventato,\u00a0 cos\u00ec che l&#8217;acqua lo sommerse,\u00a0 e quando fu freddato come si conveniva,\u00a0 gli diede la sua benedizione:\u00a0 ed ecco,\u00a0 subito l&#8217;omino salt\u00f2 fuori,\u00a0 smilzo,\u00a0 dritto e sano come se avesse vent&#8217;anni.\u00a0 Il fabbro,\u00a0 che aveva guardato ogni cosa con molta attenzione,\u00a0 li invit\u00f2 tutti a cena.\u00a0 Ma egli aveva una vecchia suocera,\u00a0 gobba e mezza cieca,\u00a0 che si rivolse al giovane e con aria grave s&#8217;inform\u00f2 se il fuoco l&#8217;avesse scottato molto.\u00a0 Non era mai stato cos\u00ec bene,\u00a0 rispose quello,\u00a0 disse che era stato fra le fiamme come in una vecchia rugiada.\u00a0 Le parole del giovane le risuonavano tutta la notte nell&#8217;orecchio e di buon mattino,\u00a0 quando il Signore ebbe ripreso la sua strada,\u00a0 dopo aver ringraziato il fabbro,\u00a0 questi credette di poter ringiovanire anche la vecchia suocera,\u00a0 perch\u00e9 aveva guardato proprio tutto per bene,\u00a0 e del resto era cosa di sua competenza.\u00a0 Perci\u00f2 domand\u00f2 alla suocera se anche lei voleva camminare saltellando come una diciottenne.\u00a0 Di tutto cuore!\u00a0 Disse ella,\u00a0 visto che l&#8217;altro si era trovato cos\u00ec bene.\u00a0 Allora il fabbro accese un gran fuoco e ci spinse la vecchia,\u00a0 che si torse di qua e di l\u00e0 e si mise a gridare orrendamente.\u00a0 Sta zitta!\u00a0 Perch\u00e9 gridi e salti in quel modo?\u00a0 Adesso soffier\u00f2 per bene.\u00a0 E tir\u00f2 di nuovo il mantice,\u00a0 finch\u00e9 le si bruciarono tutti i cenci.\u00a0 Ma la vecchia gridava senza limiti e il fabbro pens\u00f2:\u00a0 &#8221; Qui c&#8217;\u00e8 qualche imbroglio!&#8221;\u00a0 La tir\u00f2 fuori e la gett\u00f2 nella tinozza.\u00a0 Allora ella grid\u00f2 a squarciagola,\u00a0 che sopra l&#8217;udirono la moglie del fabbro e sua nuora:\u00a0 giusero tutt&#8217; e due gi\u00f9 per le scale,\u00a0 e videro la veccha che urlava con la bocca sgangherata,\u00a0 tutta rattrappita nella tinozza,\u00a0 col viso raggrinzito e stravolto.\u00a0 Le due donne che aspettavano entrambe un bambino,\u00a0 si spaventarono tanto,\u00a0 che quella stessa notte partorirono due piccini,\u00a0 che non erano fatti come uomini ma come scimmie;\u00a0 corsero nel bosco,\u00a0 e la razza delle scimmie discende da loro.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>.\u00a0 15\/06\/2026 Fiabe per i bambini dai 5 ai 7 anni In questo articolo voglio raccontare le fiabe che mi sono state raccontate tempo fa dai miei nonni. LA VERGA DI NOCCIOLO Un pomeriggio,\u00a0 Ges\u00f9 Bambino si era coricato nella sua culla e si era addormentato,\u00a0 gli si accost\u00f2 la Mamma,\u00a0 La Vergine Maria,\u00a0 lo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-61040","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61040","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=61040"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61040\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61312,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61040\/revisions\/61312"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=61040"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=61040"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=61040"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}