{"id":60055,"date":"2026-03-11T06:29:33","date_gmt":"2026-03-11T06:29:33","guid":{"rendered":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=60055"},"modified":"2026-04-10T07:22:41","modified_gmt":"2026-04-10T07:22:41","slug":"per-i-ragazzi-due","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=60055","title":{"rendered":"PER I RAGAZZI DUE"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: right;\">11\/03\/2026<\/h4>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59967\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/DSC01932-247x300.jpg\" alt=\"\" width=\"247\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/DSC01932-247x300.jpg 247w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/DSC01932-844x1024.jpg 844w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/DSC01932-768x932.jpg 768w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/DSC01932-1265x1536.jpg 1265w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/DSC01932-1687x2048.jpg 1687w\" sizes=\"auto, (max-width: 247px) 100vw, 247px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">LA LETTERA DI ANASTASIA<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Sono Anastasia,\u00a0 ho vissuto fino a diciannove anni in un paese della Russia,\u00a0 eravamo in cinque figli,\u00a0 3 maschi e due femmine.\u00a0 I miei genitori erano amabili e giusti,\u00a0 ma non avevamo niente,\u00a0 solo non ci mancava da mangiare\u00a0 perch\u00e9 lavoravamo tutti in quel pezzetto di terreno che avevamo,\u00a0 per\u00f2 eravamo felici.\u00a0 Eravamo quello che si dice qui:\u00a0 una famiglia unita.\u00a0 Purtroppo quando persi mio padre e due dei miei fratelli ho dovuto cercare un lavoro,\u00a0 e sono venuta qui in Italia.\u00a0 Non vi dico in che famiglia sono capitata,\u00a0 il padrone mi guardava come se fossi uno scarto della societ\u00e0,\u00a0 ma noi eravamo una famiglia per bene,\u00a0 mai avuto guai con la giustizia e anche in famiglia ci siamo voluti un grande bene;\u00a0 anche perch\u00e9 quando c&#8217; era il pane fresco era una festa.\u00a0 Mi sono demoralizzata qui in Italia,\u00a0 perch\u00e9 pensavo che le famiglie fossero tutte dominate da padri padroni e schifosi uomini nei riguardi della servit\u00f9. Avrei voluto ritornare a Mosca,\u00a0 ma non avevo i soldi per il viaggio,\u00a0 e cos\u00ec andai di casa in casa a chiedere lavoro.\u00a0 Fino a quando incontrai la famiglia giusta,\u00a0 che Dio li benedica!\u00a0 Quanto si soffre non per la povert\u00e0 ma per la gente ostile e cattiva!\u00a0 Non mi sono mai interessata di politica,\u00a0 ma vorrei tanto avere una casa qui,\u00a0 perch\u00e9 ora che non ho pi\u00f9 nessuno al mondo ritornare al mio paese adesso,\u00a0 non mi attira del tutto anche se lo amo lo stesso.\u00a0 Quello che mi interessa adesso \u00e8 mantenere la salute,\u00a0 e guadagnare abbastanza per fare studiare mio figlio,\u00a0 e poi una casa anche piccola,\u00a0 ma almeno potrei dire \u00e8 casa mia. Ti confesso che non mi sono mancate le occasioni di farmi un amante per il denaro,\u00a0 ma io non ho accettato mai!\u00a0 Solo di questo posso essere orgogliosa;\u00a0 di non avere tradito me stessa solo per del vile denaro.\u00a0 Per\u00f2 mi sento ricca anche se non ho che le mie braccia e un figlio da mandare a scuola;\u00a0 quello \u00e8 il mio tesoro pi\u00f9 prezioso perch\u00e9 l&#8217;ho concepito per amore.\u00a0 Grazie per avermi ascoltato.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Anastasia,\u00a0 tu sei una delle donne pi\u00f9 ricche del mondo,\u00a0 prova a pensarci,\u00a0 ma lo sai gi\u00e0,\u00a0 questo credo che sia merito anche della tua famiglia dove hai vissuto.\u00a0 Anche qui da noi c&#8217;\u00e8 gente povera e ricca dentro indipendentemente dalle ricchezze materiali.\u00a0 Ma la gente non \u00e8 tutta cos\u00ec,\u00a0 Puoi trovare la famiglia anche qui e essere felice con tuo figlio.\u00a0 Sento che realizzerai i tuoi sogni:\u00a0 quello di far studiare tuo figlio e quello della casa.\u00a0 Qui da noi c&#8217;\u00e8 un detto che rivela:\u00a0 &#8220;la fede fa grandi cose&#8221;!\u00a0 Quindi non smettere mai di sperare!\u00a0 Un forte abbraccio!\u00a0 Elena Ciao!<\/h4>\n<h4>Annalisa\u00a0 che cosa hai detto ai giovani di marted\u00ec per renderli cos\u00ec entusiasti?<\/h4>\n<h4>Elena\u00a0 \u00a0Poche cose ma sincere,\u00a0 come quello di essere felici amando molto e non bruciare quell&#8217;amore per trasformarlo in cenere o odio ma di portarselo con s\u00e9,\u00a0 di non piegarsi mai alla cattiveria,\u00a0 alla superbia,\u00a0 all&#8217;indifferenza\u00a0 e alla menzogna.\u00a0 Per restare giovani sempre.\u00a0 Perch\u00e9 solo cos\u00ec ci si sente realizzati nel profondo.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">12\/03\/2026<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">LA MORTE DI TOMMASO<\/h3>\n<h4>Tommaso \u00e8 il protagonista del romanzo\u00a0 Una vita violenta di Pier Paolo Pasolini<\/h4>\n<h4><\/h4>\n<h4>Un giovane che si potrebbe chiamare disorientato,\u00a0 che vive nello squallore di una borgata romana, fra giovani della sua stessa educazione e delle sue stesse tendenze.\u00a0 L&#8217;abbruttimento e il vizio sono congeniali alla situazione nella quale Tommaso e i suoi amici si vengono a trovare,\u00a0 anche se in Tommaso non mancano fermenti che,\u00a0 seppure non portano a grandi conquiste interiori,\u00a0 finiranno a poco a poco,\u00a0 attraverso una serie di imprese balorde,\u00a0 per fare intravedere una coscienza umana e generosa.\u00a0 Tommaso si ammala di tubercolosi,\u00a0 e seppure curato resta definitivamente minato nel fisico.\u00a0 La sua vita allora si svolge in una violenza che potrebbe essere il contravveleno\u00a0 della precariet\u00e0 sempre imminente e preludente alla fine.\u00a0 Quando una notte una tempesta inaudita si abbatte su Roma,\u00a0 e le case mal costruite della sua borgata vengono allagate;\u00a0 la coscienza di Tommaso si risveglia in un&#8217;ansia generosa di solidariet\u00e0 sociale;\u00a0 per questo egli nel pieno della tempesta si slancia nell&#8217;opera di soccorso e rimane lunghe ore in mezzo all&#8217;acqua e al vento.\u00a0 Il giorno seguente egli \u00e8 gi\u00e0 un uomo finito.\u00a0 Del vecchio Tommaso resta solo un qualche accenno di violenza verbale:\u00a0 il resto \u00e8 dimenticato perch\u00e9 redento nella generosit\u00e0 nell&#8217;impresa di soccorso e di salvataggio dei bisognosi suoi simili e nel dolore che tutto gli appartiene.<\/h4>\n<p>E. Lasagna<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">13\/03\/2026<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">CHI SIAMO NOI?<\/h3>\n<h4>\u00c8 evidente che da quanto si dice che il decadente \u00e8 fondamentalmente uno sradicato,\u00a0 che si sente contemporaneamente estraneo e superiore agli altri.\u00a0 Se si oppone alla borghesia industriale di cui condanna la volgarit\u00e0.\u00a0 La superficialit\u00e0 e l&#8217;attaccamento al denaro e al benessere,\u00a0 \u00a0non meno sprezzante \u00e8 il suo atteggiamento verso il proletariato che osa rivendicare diritti,\u00a0 che avanza violentemente e contribuisce a creare disordine;\u00a0 n\u00e9 tanto meno l&#8217;artista si astiene a condannare i governi parlamentari,\u00a0 e specialmente in Italia,\u00a0 la politica di relativa apertura alle masse e le parvenze di democrazia.\u00a0 Da questo isolamento scaturisce quello che \u00e8 il centro del sistema decadente e cio\u00e8 l&#8217;estetismo.\u00a0 In realt\u00e0 per il decadente,\u00a0 la sfera della morale \u00e8 un tutt&#8217;uno con quella dell&#8217;arte,\u00a0 ed infatti al centro del sistema decadente \u00e8 l&#8217;estetismo,\u00a0 la vera e propria religione del bello.\u00a0 Non la morale corrente,\u00a0 ma le regole della societ\u00e0 borghese presiedono\u00a0 alla vita e all&#8217;arte del decadente,\u00a0 ma egli instaura una nuova morale,\u00a0 una nuova religione,\u00a0 la religione della bellezza,\u00a0 della raffinatezza,\u00a0 dell&#8217;eleganza:\u00a0 la vita stessa \u00e8 costruita come un&#8217;opera d&#8217;arte. A sua volta l&#8217;estetismo,\u00a0 che deriva dalla convinzione che il decadente aveva di essere superiore e distante,\u00a0 tanto dalla borghesia volgare e materialista,\u00a0 quanto dal proletariato rozzo,\u00a0 prepotente e violento,\u00a0 era causa ed effetto insieme all&#8217;atteggiamento individualista.\u00a0 Un esasperato individualismo caratterizza questo movimento:\u00a0 l&#8217;individuo si astrae e si isola al di sopra dagli altri,\u00a0 incapace di comunicare col mondo esterno,\u00a0 con un mondo con cui non ha pi\u00f9 nulla in comune.\u00a0 Secondo molti esperti sono tramontate le speranze positivistiche di migliorare la societ\u00e0,\u00a0 per sempre;\u00a0 la certezza che la conoscenza dei mali sociali possa contribuire alla soluzione di essi.\u00a0 Il decadente ha perso questa fiducia,\u00a0 vede i mali della societ\u00e0 e se ne ritrae con disgusto,\u00a0 orgoglioso di essere un individuo che si eleva al di sopra della mediocrit\u00e0 e superficialit\u00e0 delle masse,\u00a0 fiducioso solo nel gesto isolato,\u00a0 nell&#8217;atto che lo distingue dalla inettitudine generale.\u00a0 Nasce cos\u00ec il culto della violenza in tutti i suoi aspetti,\u00a0 da quella politica che aspira a un governo forte contrapposto alla democrazia,\u00a0 per respingere definitivamente le istanze delle masse,\u00a0 e quella collettiva che auspica la guerra come sola igiene del mondo.\u00a0 E come mezzo per uscire dalla grettezza\u00a0 dell&#8217;esistenza massificata,\u00a0 a quella individuale,\u00a0 come tendenza a porsi al di sopra e al di fuori dalle leggi comuni,\u00a0 come fosse un&#8217;aspirazione al gesto eroico,\u00a0 all&#8217;azione individuale.\u00a0 Chi sei?<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">17\/03\/2026<\/h4>\n<h4>Che cosa pensi sull&#8217;energia nucleare?<\/h4>\n<h4>Mi sono chiesta molte volte perch\u00e9 molte nazioni l&#8217;hanno gi\u00e0 da tempo,\u00a0 mentre noi in Italia niente! L&#8217;energia nucleare \u00e8 potenzialmente in grado di soddisfare anche nel futuro una gran parte dei nostri fabbisogni energetici.\u00a0 Mentre una politica a diffusone delle centrali atomiche di potenza porterebbe alcuni vantaggi a breve termine alla nostra politica estera,\u00a0 in quanto non sarebbe necessario aumentare le importazioni di petrolio per far fronte alle richieste crescenti di energia elettrica,\u00a0 inoltre alcune delle attuali centrali termoelettriche alimentate a olio combustibile potrebbero venire sostituite dalle centrali nucleari,\u00a0 liberando per altri impieghi una parte del petrolio.\u00a0 L&#8217;energia nucleare presenta inoltre sensibili vantaggi in termini di inquinamento atmosferico e di pianificazione\u00a0 territoriale.\u00a0 Innanzitutto non provoca alcun tipo di inquinamento chimico dell&#8217;atmosfera,\u00a0 mentre normalmente le emissioni radioattive si possono mantenere su livelli molto bassi;\u00a0 questo vantaggio dell&#8217;aria pulita\u00a0 risulta particolarmente importante per almeno dieci anni,\u00a0 perch\u00e9 tanto ci vorr\u00e0 per imparare a bruciare il carbone in maniera\u00a0 ecologicamente accettabile.\u00a0 In secondo luogo bisogna osservare,\u00a0 a livello di utilizzazione del terreno,\u00a0 che l&#8217;estrazione a cielo aperto del carbone richiede una suerficie maggiore che l&#8217;estrazione dei minerali uraniferi necessari per produrre.\u00a0 Negli odierni reattori ad acqua leggera-\u00a0 la stessa quantit\u00e0 di energia elettrica che produrrebbe il carbone. Inoltre l&#8217;energia nucleare permette di evitare completamente il problema delle modificazioni del clima su scala mondiale imposte dall&#8217;uso di combustibii fossili.\u00a0 Tutti questi vantaggi potenziali hanno in pratica spinto il paese a considerare la fissione nucleare come la principale risorsa del nostro futuro per soddisfare a lungo termine la crescente domanda energetica.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">18\/03\/2026<\/h4>\n<h3>Oggi propongo una poesia di\u00a0 Vittorio Sereni: &#8220;Non sa pi\u00f9 nulla,\u00a0 \u00e8 alto sulle ali&#8221;.<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Non sa pi\u00f9 nulla,\u00a0 \u00e8 alto sulle ali<\/h4>\n<h4>il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna.<\/h4>\n<h4>Per questo qualcuno stanotte<\/h4>\n<h4>mi toccava la spalla mormorando:<\/h4>\n<h4>di pregar per l&#8217;Europa<\/h4>\n<h4>mentre la nuova Armada<\/h4>\n<h4>si presentava alla costa di Francia.<\/h4>\n<h4>Ho risposto nel sonno:\u00a0 \u00c8 il vento,<\/h4>\n<h4>il vento che fa musiche bizzarre.<\/h4>\n<h4>Ma se tu fossi davvero<\/h4>\n<h4>il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna<\/h4>\n<h4>prega tu se lo puoi io sono morto<\/h4>\n<h4>alla guarra e alla pace.<\/h4>\n<h4>Questa \u00e8la musica ora:<\/h4>\n<h4>delle tende che sbattono sui pali<\/h4>\n<h4>non \u00e8 musica d&#8217;angeli,\u00a0 \u00e8 la mia sola musica\u00a0 e mi basta.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">PROSA<\/h3>\n<h4>Il poeta colloca la prigionia in un tempo sospeso tra la vita e la morte;\u00a0 essa \u00e8 una triste e squallida condizione di non-vita,\u00a0 meglio \u00e8 la morte.\u00a0 meglio la fine gloriosa del primo soldato ,\u00a0 caduto sulla spiaggia normanna.\u00a0 \u00c8 a lui che Sereni si rivolge perch\u00e9 preghi per la vittoria della democrazia e per la pace.\u00a0 Infatti Egli essendo prigioniero,\u00a0 non ha pi\u00f9 nemmeno questa forza,\u00a0 \u00e8 morto alla guerra e alla pace,\u00a0 lontano dagli eventi,\u00a0 isolato dalla realt\u00e0 storica,\u00a0 vincolato ad una squallida esistenza,\u00a0 a cui i suoni e la cui realt\u00e0 sono il vento e la tenda del campo di prigionia.\u00a0 La musica degli angeli e l&#8217;eco della tromba dei combattenti,\u00a0 la sua \u00e8 invece la squalida musica di una triste realt\u00e0 contingente che lo rende quasi indifferente e insensibile.<\/h4>\n<p>E. Lasagna<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">19\/03\/2026<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\">LA FAME NEL MONDO<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>A parlare nella fame nel mondo sembra prestarsi oggi alla tentqzione di un nuovo conformismo retorico e vuoto che si \u00e8 impadronito dei p\u00e8i\u00f9 tragici problemi esplosi nella nostra epoca.\u00a0 Non c&#8217;\u00e8 trattato scientifico,\u00a0 rivista, o libro scolastico,\u00a0 pubblicit\u00e0 televisiva,\u00a0 che l&#8217;argomento &#8220;Fame&#8221; non abbia uno spazio programmaticamente assicurato. Pezzi patetici con occhioni di binbi deutriti in primo piano,\u00a0 statistiche allarmanti,\u00a0 previsioni catastrofiche per il futuro,\u00a0 Convegni di esperti pensosi, e aspirati in asettici trasparenti palazzi di cristallo.\u00a0 e cos\u00ec,\u00a0 via via.\u00a0 Il tutto con frequenza imprevedibile,\u00a0 e comunque non connessa al fenomeno della fame,\u00a0 che ovviamente non conosce variazioni,\u00a0 perch\u00e9 la fame quando c&#8217;\u00e8 \u00e8 permanente.\u00a0 Non intendo fare ironia di dubbio gusto,\u00a0 vorrei solo ridurre il problema ai suoi termini pi\u00f9 semplici: In immense zone del globo terrestre,\u00a0 intere popolazioni continuano a morire di fame e di sete;\u00a0 fino ad ora si \u00e8 fatto si ma non ancora sufficiente per tenere in vita molte persone innocenti.\u00a0 a lenire una cos\u00ec dolorosa sventura.\u00a0 Si \u00e8 fatto poco e niente perch\u00e9 malgrado il conclamato umanitarismo parolaio dei congressi,\u00a0 il nostro mondo \u00e8 dominato dagli interessi ben precisi della finanza e dell&#8217;economia dei pochi paesi ricchi che detengono le leve del potere.\u00a0 Questi addirittura guerreggiano tra loro,\u00a0 Questi non sono che pochi esempi,\u00a0 ma per averne altri bisognerebbe vivere in certi paesi per poter scoprire la verit\u00e0 fino in fondo.\u00a0 Comunque l&#8217;errore pi\u00f9 grande sarebbe da parte nostra,\u00a0 quello di perdere la speranza che una progressiva presa di coscienza degli oppressi e di tutti quegli altri che tollerano il turpe gioco degli oppressori possa modificare le strutture di una societ\u00f2 spesso crudele come la nostra.\u00a0 Prendere coscienza significherebbe assicurare a tutti il pi\u00f9 elementare diritto alla vita usando le inoffensive armi della fratenit\u00e0 e della carit\u00e0.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>11\/03\/2026 &nbsp; LA LETTERA DI ANASTASIA &nbsp; Sono Anastasia,\u00a0 ho vissuto fino a diciannove anni in un paese della Russia,\u00a0 eravamo in cinque figli,\u00a0 3 maschi e due femmine.\u00a0 I miei genitori erano amabili e giusti,\u00a0 ma non avevamo niente,\u00a0 solo non ci mancava da mangiare\u00a0 perch\u00e9 lavoravamo tutti in quel pezzetto di terreno che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-60055","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60055","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=60055"}],"version-history":[{"count":21,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60055\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60410,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60055\/revisions\/60410"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=60055"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=60055"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=60055"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}