{"id":59914,"date":"2026-02-27T10:15:54","date_gmt":"2026-02-27T10:15:54","guid":{"rendered":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=59914"},"modified":"2026-03-10T15:15:59","modified_gmt":"2026-03-10T15:15:59","slug":"letteratura-antica-e-moderna-quattro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=59914","title":{"rendered":"LETTERATURA ANTICA E MODERNA QUATTRO"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: right;\">27\/02\/2026<\/h4>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58330\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/DSC01527-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/DSC01527-300x225.jpg 300w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/DSC01527-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/DSC01527-768x576.jpg 768w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/DSC01527-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/DSC01527-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59998 aligncenter\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01921-253x300.jpg\" alt=\"\" width=\"253\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01921-253x300.jpg 253w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01921-864x1024.jpg 864w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01921-768x911.jpg 768w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01921-1296x1536.jpg 1296w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01921-1727x2048.jpg 1727w\" sizes=\"auto, (max-width: 253px) 100vw, 253px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Oggi ritorniamo da Giovanni Pascoli con &#8220;L&#8217;acquilone&#8221;<\/h4>\n<h4>\u00c8 una poesia di ricordi lontani,\u00a0 e di nostalgica ma rassegnata malinconia.\u00a0 Il poeta si trova a Messina,\u00a0 insegnante di letteratura latina all&#8217;universit\u00e0;\u00a0 l&#8217;aria tiepida di una giornata di fine febbraio,\u00a0 gli riporta alla mente una giornata di primavera di tempo fa,\u00a0 della sua fanciullezza,\u00a0 quando ad Urbino studiava nel collegio dei &#8220;Padri Scolopi.\u00a0 \u00c8 un affollarsi di ricordi,\u00a0 un susseguirsi di immagini,\u00a0 in cui l&#8217;una richiama l&#8217;altra,\u00a0 finch\u00e9 la poesia dei ricordi lieti si trasforma improvvisamente in poesia della morte e del rimpianto. La visione dei tempi felici passati,\u00a0 richiamati alla mente del poeta,\u00a0 dalle vive sensazionini olfattive della incipiente e precoce primavera,\u00a0 in uno stupendo crescendo diventano illusione perfetta di realt\u00e0,\u00a0 tanto che alla fine realt\u00e0 e ricordo si alternano con naturalezza e delicatezza di voce.<\/h4>\n<h4>Si ricorda quel giorno quando era in collegio;\u00a0 lo stesso sole e la stessa stagione con le prime viole, sotto le foglie secche vicino al convento dei Cappuccini.\u00a0 Si respira una brezza dolce,\u00a0 le soglie delle chiese ormai sono piene di erba fresca,\u00a0 sembra un&#8217;altra stagione,\u00a0 un altro luogo,\u00a0 un altro mese e un&#8217;altra vita come appunto era l\u00e0 in collegio.\u00a0 Vede gli aacquiloni alzarsi in cielo come bianche ali sospese.\u00a0 Il poeta immagine di essere l\u00e0 come quel giorno e osserva anche che nelle zone ombrose ci sono piante fiorite con le loro bacche invernali e sopra svolazza il pettirosso,\u00a0 dall&#8217;altra parte al sole si vedeva la lucertola che faceva capolino.\u00a0 Ed ora il vento si alza come gli acquiloni sono tutti fermi con davanti a loro Urbino ventoso ed ora incominciano ad impazzire:\u00a0 uno di qua,\u00a0 l&#8217;altro di l\u00e0,\u00a0 pencolano,\u00a0 un altro risale e\u00a0 sale rubando il filo dalla mano del bambino esile,\u00a0 malato e uno strillo per l&#8217;emozione di averlo perso e il poeta ricorda uno ad uno i compagni della sua camerata e ricorda di questo bambino malato che sal\u00ec in cielo come il suo acquilone;\u00a0 quanto pianse per lui quel giorno!\u00a0 Ma poi si ravvis\u00f2 e tra lui e lui,\u00a0 disse:\u00a0 meglio venirci da giovane come hai fatti tu che da anziano.\u00a0 Tu hai visto cadere solo l&#8217;acquilone, e la tua giovinazza,\u00a0 ma hai goduto le mani di tua madre che ti pettinava i tuoi capelli e ti adorava,\u00a0 mentre noi vecchi ormai,\u00a0 abbiamo sofferto tante pene:\u00a0 per i nostri cari,\u00a0 per le guerre e per tutto quello che da adulti ci riserva la vita.<\/h4>\n<p>Elena L.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">28\/02\/2026<\/h4>\n<h4>Ho una prosa di una poesia di Gabriele D&#8217;annunzio,\u00a0 &#8220;O falce di luna&#8221; .\u00a0 \u00a0Romantica e moderna come i giorni nostri.<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\">O Falce di Luna<\/h3>\n<h4>O falce di luna calante<\/h4>\n<h4>che brilli su l&#8217;acque deserte,<\/h4>\n<h4>o falce d&#8217;argento,\u00a0 qual messe di sogni<\/h4>\n<h4>ondeggia al tuo mite chiarore qua gi\u00f9!<\/h4>\n<h4>Aneliti brevi di foglie,<\/h4>\n<h4>sospiri di fiori dal bosco,\u00a0 esalano al mare<\/h4>\n<h4>Oppresso d&#8217;amor,\u00a0 di piacere,<\/h4>\n<h4>il popol de&#8217; vivi s&#8217;addorme&#8230;<\/h4>\n<h4>O falce calante qual messe di sogni<\/h4>\n<h4>ondeggia al tuo mite chiarore qua gi\u00f9.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">PROSA<\/h3>\n<h4>La visione di un paesaggio cos\u00ec,\u00a0 suscita sempre in un animo sensibile,\u00a0 sentimenti nostalgici, e rimpianto per la vita che passa e ci lascia da soli.\u00a0 In una dolce notte di luna calante,\u00a0 il poeta ammira e respira il silenzio delle acque del mare. Un dolce baglior si confonde nell&#8217;acqua cullata dalla brezza di maggio che riporta fin quaggi\u00f9 il profumo dei fiori del bosco fino alle acque ;\u00a0 \u00a0una viva sensazione\u00a0 di non essere soli nel silenzio e del bagliore della notte,\u00a0 per i vivi profumi e tutto quello che si raccoglie dal silenzio.\u00a0 La gente ormai \u00e8 avvolta nel mondo dei sogni;\u00a0 nell&#8217;amore della notte si \u00e8 addormentata,\u00a0 e la falce di luna continua a sognare complice insieme alla luce del\u00a0 poeta.<\/h4>\n<p>Elena L.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">05\/03\/2026<\/h4>\n<h4>Con &#8220;I promessi sposi&#8221;nasce la letteratura moderna d&#8217;Italia.<\/h4>\n<h3>I PROMESSI SPOSI<\/h3>\n<h4>Il capolavoro di A. Manzoni \u00e8 una delle massime espressioni letterarie di ogni tempo,\u00a0 \u00e8 un romanzo che molti hanno definito storico:\u00a0 le vicende di &#8220;due promessi sposi&#8221; Renzo e Lucia, che dopo lunghi guai riescono finalmente unirsi in matrimonio,\u00a0 si svolgono nel Seicento,\u00a0 sullo sfondo della Lombardia dominata dagli spagnoli,\u00a0 e si intrecciano variamente con gli avvenimenti italiani con la guerra dei Trent&#8217;anni e le sue ripercussioni,\u00a0 dalla guerra per Casale Monferrato alla caduta dei Lanzichenecchi e alla peste milanese del 1630. Il mondo Secentesco ne viene fuori come un meraviglioso affresco,\u00a0 visto nei suoi costumi sociali e politici,\u00a0 rappresentata da figure di umili e di &#8220;potenti&#8221;,\u00a0 di vinti e di vincitori,\u00a0 sui quali aleggia e trionfa la Provvidenza Divina.\u00a0 \u00c8 necessario chiarire subito che il romanzo manzoniano,\u00a0 non \u00e8 come molti hanno ritenuto per lungo tempo e ingiustamente,\u00a0 opera di edificazione religiosa,\u00a0 e soprattutto esaltazione della rassegnazione e di abbandono inattivo ai valori della provvidenza;\u00a0 essa invece segna il vero trionfo della grandezza di DIO,\u00a0 che Manzoni nelle sue opere precedenti aveva visto il consolatore dei suoi figli ,\u00a0 ai quali aveva dato la visione di s\u00e8: in esse Dio poteva con la sua bont\u00e0,\u00a0 e solo come bont\u00e0,\u00a0 salvare coloro che aveva illuminato e pervaso della sua grazia distraendoli e traendoli fuori dalla storia,\u00a0 ma rimanendone egli stesso escluso,\u00a0 come accade spesso nelle tragedie.\u00a0 Ma nei promessi sposi,\u00a0 Dio appare insieme come infinita bont\u00e0 e come infinita giustizia,\u00a0 quella giustizia che si accetti o si respinga la Grazia,\u00a0 resta viva e operante in seno a tutta l&#8217;umanit\u00e0.\u00a0 E se ne rendono conto alla fine del romanzo,\u00a0 i due sposi, che ragionando insieme sulle loro avventure, e cercando di darne un giudizio,\u00a0 con popolana semplicit\u00e0,\u00a0 cavano una morale posta a conclusione del libro: &#8220;Dopo un lungo dibattere e cercare insieme,\u00a0 conclusero che i guai vengono bens\u00ec spesso, perch\u00e9 ci si \u00e8 dato ragione;\u00a0 ma che la condotta pi\u00f9 cauta e pi\u00f9 innocente non basta a tenerli lontani;\u00a0 e che quando vengono, o per colpa o senza colpa,\u00a0 la fiducia di Dio li raddolcisce e li rende utili per una vita migliore.\u00a0 Questa conclusione bench\u00e9 provata da povera gente, ci sembra giusta come tutta la storia.<\/h4>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<h4>Abbiamo preso un pezzo del romanzo da analizzare, la parte politica,\u00a0 economica e sociale,\u00a0 mentre il resto del romanzo dei due promessi sposi la lasciamo per pi\u00f9 avanti;\u00a0 il personaggio di don Abbondio lo abbiamo gi\u00e0 conosciuto nel primo articolo di letteratura antica e moderna.\u00a0 Il romanzo inizia proprio con &#8220;Questo matrimoio non s&#8217;ha da fare&#8221;.<\/h4>\n<h4>In questo romanzo,\u00a0 le vicende di Renzo e Lucia s&#8217;intrecciano con reali fatti storici accaduti nella Lombardia dominata dagli spagnoli.\u00a0 Il romanzo ci d\u00e0 un quadro storicamente esatto,\u00a0 un tumulto scoppiato a Milano e del comportamento delle parti contrapposte dei dominatori e dei dominati:\u00a0 la folla inferocita a causa della carestia,\u00a0 ha prima dato l&#8217;assalto ad un panificio,\u00a0 poi sempre pi\u00f9 infuriata,\u00a0 si \u00e8 recata nel palazzo del vicario di provvisione che si occupa,\u00a0 appunto dell&#8217;annona,\u00a0 e sta per assalirlo mentre questi si nasconde,\u00a0 arriva il sostituto del governatore spagnolo,\u00a0 Antonio Ferrer,\u00a0 che \u00e8 benvoluto dalla folla perch\u00e9 aveva fatto diminuire il prezzo del pane,\u00a0 provvedimento che non era certo servito a risolvere la crisi economica esistente a Milano,\u00a0 ma che lo aveva reso molto popolare.\u00a0 La folla infatti si aspettava da lui un atto di giustizia.\u00a0 Il Manzoni sembra condannare contemporaneamente tanto la disonest\u00e0 e l&#8217;astuzia di Ferrer,\u00a0 quanto la stoltezza dei popolani che si illudono che l&#8217;autorit\u00e0 si possa mettere alle porte del popolo.\u00a0 \u00c8 qui l&#8217;aristocratico intellettuale che parla e che non pu\u00f2 non descrivere con ironia sia il tumulto che l&#8217;intervento di Ferrer.\u00a0 Si sente sempre sebbene stemperata nell&#8217;ironia,\u00a0 l&#8217;amara convinzione manzoniana che le azioni degli uomini o sono\u00a0 stolte o deprecabili (la violenza delle masse) o astute o disoneste (l&#8217;abilit\u00e0 del Ferrer nell&#8217;informare la folla).\u00a0 Uno dei meccanismi pi\u00f9 riusciti \u00e8 quello del discorso di Ferrer che usa l&#8217;italiano per convincere e ingannare il popolo,\u00a0 e lo spagnolo per dire la verit\u00e0:\u00a0 il linguaggio del potere \u00e8 quasi sempre ambiguo e oscuro per poter meglio mentire.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">06\/03\/2026<\/h4>\n<h4>E adesso parliamo di &#8220;Fra Cristoforo&#8221;\u00a0 Come parli frate?&#8230;<\/h4>\n<h4>Renzo e Lucia saputo che il divieto della celebrazione del loro matrimonio \u00e8 stato imposto da Don Rodrigo:\u00a0 Il prepotente signorotto del luogo,\u00a0 chiedono consiglio ed aiuto a fra Cristoforo,\u00a0 del vicino convento di Pescarenico.\u00a0 I<em>l frate coraggiosamente decide di recarsi\u00a0 da don Rodrigo,\u00a0 per convincelo a desistere alla capricciosa passione concepita per Lucia,\u00a0 ma il colloquio fra i due \u00e8 tempestoso e vano.\u00a0 Nei due si contrappone il &#8220;bene e il male&#8221;:\u00a0 L&#8217;uno incarna l&#8217;umilt\u00e0 cristiana,\u00a0 la fede,\u00a0 gli ideali di giustizia,\u00a0 l&#8217;altro il sopruso,\u00a0 la sicurezza dell&#8217;impunit\u00e0,\u00a0 il piacere dell&#8217;arbitrio.\u00a0 Il frate riconosce una sola potenza:\u00a0 quella di Dio,\u00a0 l&#8217;uomo \u00e8 esaltato dall&#8217;idea che la potenza sia misurabile con la capacit\u00e0 di sottomettere i deboli con la violenza.\u00a0 Tuttavia in questo scontro tra bene e male,\u00a0 Manzoni vede anche nel malvagio la possibilit\u00e0 di redimersi;\u00a0 infatti don Rodrigo prova un certo turbamento ai richiami del frate, e addirittura ha paura quando sta per fare la sua profezia.\u00a0 Fine<\/em><\/h4>\n<h4>Come ho gi\u00e0 scritto la parte che parla di Don Abbondio la troverete nel primo articolo di &#8220;Letteratura antica e moderna&#8221;.\u00a0 Ciao.<\/h4>\n<p>Elena L.<\/p>\n<h4>Marco\u00a0 Grazie Zia mi hai salvato un&#8217;altra volta.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">10\/03\/2026<\/h4>\n<h4>Oggi presento una poesia di Natalia Ginzburg, l&#8217;unica poesia che abbia scritto alla memoria di suo marito Leone Ginzburg, morto nelle carceri di Roma il cinque febbraio 1944,\u00a0 ucciso dalla ferocia della Gestapo,\u00a0 Natalia gli dedica questa poesia.\u00a0 Lei era\u00a0 nota nel mondo letterario con il nome di Alessandra Tornimparte, riprende il suo vero nome che dovette abbandonare,\u00a0 per ragioni raziali,\u00a0 nel periodo dell&#8217;oppressione fascista.\u00a0 Il marito Leone destituito dall&#8217;inseguimento universitario di letteratura russa,\u00a0 nel 1934 per essersi rifiutato di prestare &#8220;Il giuramento di fedelt\u00e0&#8221; al regime fascista,\u00a0 fu perseguitato e arrestato diverse volte.\u00a0 Fu uno dei primi collaboratori della casa editrice &#8220;Einaudi&#8221;,\u00a0 e dopo la caduta del fascismo 25 luglio 1943 si trasfer\u00ec a Roma.\u00a0 Qui sopraggiunti i tedeschi, fu arrestato e recluso nel carcere di Regina Coeli,\u00a0 dove mor\u00ec per le torture subite. Aveva 35 anni.\u00a0 \u00a0 Elena Lasagna.<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\">MEMORIA<\/h3>\n<h4>Gli uomini vanno e vengono per le strade delle citt\u00e0.<\/h4>\n<h4>Comprano cibi e giornali, muovono a imprese diverse.<\/h4>\n<h4>Hanno rosco il viso,\u00a0 le labbra vivide e piene.<\/h4>\n<h4>Sollevasti il lenzuolo per guardare il suo viso<\/h4>\n<h4>Ti chinasti a baciarlo con un gesto consueto.<\/h4>\n<h4>Ma era ultima volta.\u00a0 Era il viso consueto.<\/h4>\n<h4>Solo un poco pi\u00f9 stanco,\u00a0 e il vestito era quello di sempre.<\/h4>\n<h4>E le scarpe eran quelle di sempre.\u00a0 E le mani erano quelle<\/h4>\n<h4>che spazzavano il pane e versavano il vino.<\/h4>\n<h4>Oggi ancora nel tempo che passa sollevi il lenzuolo<\/h4>\n<h4>a guardare il suo viso per l&#8217;ultima volta.<\/h4>\n<h4>Se cammini per strada nessuno ti \u00e8 accanto.<\/h4>\n<h4>E non \u00e8 tua la strada,\u00a0 non \u00e8 tua la citt\u00e0.<\/h4>\n<h4>Non \u00e8 tua la\u00a0 citt\u00e0 illuminata \u00e8 degli altri.<\/h4>\n<h4>Degli uomini che vanno e vengono comprando cibi e<\/h4>\n<h4>giornali.\u00a0 Puoi affacciarti un poco alla quieta finestra<\/h4>\n<h4>E guardare in silenzio il giardino nel buio.<\/h4>\n<h4>Allora quando piangevi c&#8217;era la sua voce serena.<\/h4>\n<h4>Allora quando ridevi c&#8217;era il suo riso sommesso.<\/h4>\n<h4>Ma il cancello che a sera s&#8217;apriva rester\u00e0 chiuso per sempre.<\/h4>\n<h4>E deserta \u00e8 la tua giovinezza,\u00a0 spento il fuoco,\u00a0 vuota la casa.<\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>27\/02\/2026 &nbsp; Oggi ritorniamo da Giovanni Pascoli con &#8220;L&#8217;acquilone&#8221; \u00c8 una poesia di ricordi lontani,\u00a0 e di nostalgica ma rassegnata malinconia.\u00a0 Il poeta si trova a Messina,\u00a0 insegnante di letteratura latina all&#8217;universit\u00e0;\u00a0 l&#8217;aria tiepida di una giornata di fine febbraio,\u00a0 gli riporta alla mente una giornata di primavera di tempo fa,\u00a0 della sua fanciullezza,\u00a0 quando [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-59914","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59914","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59914"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59914\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60053,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59914\/revisions\/60053"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59914"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59914"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59914"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}