{"id":59708,"date":"2026-02-11T16:48:28","date_gmt":"2026-02-11T16:48:28","guid":{"rendered":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=59708"},"modified":"2026-02-21T06:58:54","modified_gmt":"2026-02-21T06:58:54","slug":"letteratura-antica-e-moderna-due","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=59708","title":{"rendered":"LETTERATURA ANTICA E MODERNA DUE"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: right;\">11\/02\/2026<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Questa era la dimora del poeta Gabriele D&#8217;annunzio.\u00a0 Ora diventata museo pubblico a Gardone Riviera (sul lago di Garda)<\/h4>\n<h4><\/h4>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59728\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/734773-5-2A-PfDF43-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/734773-5-2A-PfDF43-300x200.jpg 300w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/734773-5-2A-PfDF43-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/734773-5-2A-PfDF43-768x512.jpg 768w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/734773-5-2A-PfDF43-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/734773-5-2A-PfDF43-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59713\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01793-291x300.jpg\" alt=\"\" width=\"291\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01793-291x300.jpg 291w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01793-995x1024.jpg 995w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01793-768x791.jpg 768w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01793-1492x1536.jpg 1492w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01793-1989x2048.jpg 1989w\" sizes=\"auto, (max-width: 291px) 100vw, 291px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Elena\u00a0 Oggi \u00e8 stata una giornata molto impegnativa;\u00a0 ringrazio di cuore Il dott. Robert,\u00a0 Linda,\u00a0 Alessandro e Federica.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">12\/02\/2026<\/h4>\n<h4>Elena\u00a0 S\u00ec,\u00a0 entro oggi vi preparer\u00f2 la prosa di un&#8217;altra poesia di S. Quasimodo.<\/h4>\n<h2 style=\"text-align: center;\">&#8220;Lettera alla madre&#8221;.<\/h2>\n<h4 style=\"text-align: center;\">&#8220;Mater dulcissima,\u00a0 ora scendono le nebbie,\u00a0 il Naviglio urta confusamente contro le dighe,\u00a0 gli alberi si gonfiano d&#8217;acqua,\u00a0 bruciano di neve.\u00a0 Non sono triste nel nord,\u00a0 non sono in pace con me,\u00a0 ma non aspetto il perdono da nessuno;\u00a0 molti mi devono lacrime da uomo a uomo.\u00a0 So che non stai bene, che vivi,\u00a0 come tutte le madri dei poeti povera e giusta nella misura d&#8217;amore per i figli lontani.\u00a0 Oggi sono io che ti scrivo &#8221; Finalmente dirai,\u00a0 due parole di quel ragazzo che fugg\u00ec di notte,\u00a0 con un mantello corto e alcuni versi in tasca.\u00a0 Povero,\u00a0 cos\u00ec pronto di cuore,\u00a0 lo uccideranno un giorno in qualche luogo.\u00a0 &#8220;Certo,\u00a0 ricordo fin da quel grigio scalo di treni lenti che portavano mandorle, e\u00a0 fichi alla foce dell&#8217;Imera,\u00a0 il fiume pieno di gazze\u00a0 di sole e di eucaliptus.\u00a0 Ma ora ti ringrazio,\u00a0 questo voglio, dell&#8217;ironia che hai messo sul mio labbro mita come la tua.\u00a0 Quel sorriso mi ha salvato da pianti e da dolori;\u00a0 e non importa se ora ho qualche lascrima per te,\u00a0 per tutti quelli come te che aspettano e non sanno che cosa.\u00a0 Oh gentile morte,\u00a0 non toccare l&#8217;orologio in cucina che batte sopra il muro,\u00a0 tutta la mia infanzia \u00e8 passata sullo smalto del suo quadrante,\u00a0 su quei fiori dipinti :\u00a0 non toccare le mani e il cuore dei vecchi!\u00a0 Ma forse qualcuno risponde?\u00a0 Oh morte di piet\u00e0,\u00a0 morte di pudore!\u00a0 Addio cara,\u00a0 addio mia dulcissima mater.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">PROSA<\/h3>\n<h4>Spinto dall&#8217;angoscia per la madre malata,\u00a0 il poeta decide di rispondere\u00a0 ad una delle sue lettere.\u00a0 Inizia parlando del paese in cui vive,\u00a0 delle nebbie del nord,\u00a0 del fiume burrascoso,\u00a0 \u00a0degli alberi sbiancati dalla neve e spezzati dal gelo.\u00a0 Nonostante questi scenari diversi dal paese in cui viveva da piccolo fino alla sua maggiore et\u00e0,\u00a0 dice che non \u00e8 triste nel nord,\u00a0 ma non \u00e8 in pace con se stesso.\u00a0 Molti gli devono lacrime da uomo a uomo,\u00a0 per i torti subiti e l&#8217;amarezza a causa di chi non l&#8217;ha capito.\u00a0 Ma non si aspetta che nessuno gli porga le scuse;\u00a0 l&#8217;uomo cos\u00ec inorgoglito e superbo,\u00a0 non si abbasser\u00e0 mai a chiedere scusa a un poeta squattrinato.\u00a0 Poi il pensiero va alla madre,\u00a0 si rammarica per non averle scritto prima e per non essere diventato ricco ,e\u00a0 di non averle dato una vita pi\u00f9 dignitosa. Lei che ha vissuto solo per i figli lontani.\u00a0 Poi il poeta immagina che lei risponda alle sue parole:\u00a0 e con un lampo di gioia negli occhi ricorder\u00e0 quel ragazzo\u00a0 che tanto tempo fa se ne and\u00f2 di casa con pochi spiccioli e qualche verso in tasca.\u00a0 Lei preoccupata perch\u00e9 aveva paura che in quel mondo a lui sconosciuto si trovasse\u00a0 male e anche nei guai,\u00a0 per il suo buon cuore e per la sua ingenuit\u00e0.\u00a0 Ora lui la ringrazia per avergli insegnato l&#8217;ironia come difesa.\u00a0 Poi si sente addolorato e non vorrebbe che morisse senza che prima possa leggere la sua lettera.\u00a0 Egli implora la sorte perch\u00e9 l&#8217;orologio del tempo non smetta di andare avanti,\u00a0 ricordandosi del vecchio orologio appeso al muro della sua cucina e cerca di capire pregando,\u00a0 se Iddio gli d\u00e0 una risposta,\u00a0 ma forse con la sua poca fede non riesce a sentire la sua voce o il suo pensiero,\u00a0 e\u00a0 rassegnato dice:\u00a0 la morte a volte ci toglie dalle ingiustizie e dalla sofferenza che la vita ci assegna;\u00a0 e la saluta con un ultimo addio:\u00a0 &#8220;addio\u00a0 cara,\u00a0 addio mia dulcissima mater&#8221;.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Annalisa\u00a0 Ma questa prosa fa rabbrividire tanto \u00e8 commovente;\u00a0 \u00e8 bellissima!\u00a0 Perch\u00e9 non fai la prosa anche della tua poesia che hai dedicato a tua madre?\u00a0 &#8220;Canto alla madre&#8221;?<\/h4>\n<h4>Elena\u00a0 Taci, taci,\u00a0 che la dovevo fare l&#8217;anno scorso poi ho portato avanti e se non facciamo rumore andiamo avanti ancora.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">16\/02\/2026<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">SANTA MARIA DEGLI ANGELI<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Di Giosu\u00e8 Carducci<\/h4>\n<h4>Frate Francesco,\u00a0 quanto d&#8217;aere abbarccia<\/h4>\n<h4>questa cupola bella del Vignola, dove incrociando<\/h4>\n<h4>a l&#8217;agonia le braccia,\u00a0 nudo giacesti sulla terra sola!<\/h4>\n<h4>E luglio ferve e di canto d&#8217;amor vola,\u00a0 nel pian<\/h4>\n<h4>laborioso.\u00a0 Oh che una traccia\u00a0 diami il canto<\/h4>\n<h4>umbro de la tua parola,\u00a0 l&#8217;umbro cielo mi d\u00e0 de<\/h4>\n<h4>la tua faccia!\u00a0 Su l&#8217;orizzonte del montan paese<\/h4>\n<h4>nel mite solitario alto splendore,\u00a0 qual del tuo<\/h4>\n<h4>paradiso in su le porte,\u00a0 ti vegga io dritto con le<\/h4>\n<h4>braccia tese cantando a Dio.\u00a0 Laudato sia,<\/h4>\n<h4>Signore per nostra corporal\u00a0 sorella morte!<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\">PROSA<\/h3>\n<h3><\/h3>\n<h4 style=\"text-align: left;\">Nel luglio del 1877 ilCarducci and\u00f2 a Perugia come commissario per gli esami di maturit\u00e0 classica.\u00a0 Di l\u00ec si rec\u00f2 a visitare Assisi e cos\u00ec ne scrisse al suo amico G. Chiarini: &#8221; sono ad Assisi&#8221; :\u00a0 \u00e8 una gran bella cosa,\u00a0 paese,\u00a0 santuario e citt\u00e0,\u00a0 per chi intende la natura e l&#8217;arte,\u00a0 nei loro accordi con la storia,\u00a0 con la fantasia con gli affetti degli uomini.\u00a0 (Sono tentato dice il poeta di fare alcune poesie su San Franceso)&#8221;.\u00a0 Ma in realt\u00e0 gli venne fuori solo questa bella poesia intitolata &#8220;Santa Maria degli Angeli&#8221;,\u00a0 che gli fu ispirata dalla visita alla basilica costruita nel luogo dove San Francesco mor\u00ec.\u00a0 Il poeta contemplando la bella cupola del Vignola (L&#8217;architetto Jacopo Barozzi,\u00a0 detto il Vignola perch\u00e9 nacque a Vignola prov.\u00a0 di Modena)\u00a0 vorrebbe veder profilarsi,\u00a0 sullo sfondo dei monti,\u00a0 la figura del Santo,\u00a0 in atto di preghiera,\u00a0 mentre eleva a Dio il suo canto di lode e d&#8217;amore,\u00a0 che si diffonde nella serenit\u00e0 del paesaggo umbro.<\/h4>\n<p>Elena\u00a0 L.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">17\/02\/2026<\/h4>\n<h4>Oggi presento su richiesta un&#8217;altra poesia di Giosu\u00e8 Carducci:\u00a0 &#8220;Pianto Antico&#8221;. E la mia prosa.<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\">PIANTO\u00a0 ANTICO<\/h3>\n<h4>L&#8217;albero a cui tendevi la pargoletta mano<\/h4>\n<h4>il verde melograno da&#8217; i bei vermigli fior<\/h4>\n<h4>nel muto orto solingo,\u00a0 rinverd\u00ec tutto or ora,<\/h4>\n<h4>e giugno la ristora di luce e di calor.<\/h4>\n<h4>Tu fior de la mia pianta,\u00a0 percossa e inaridita<\/h4>\n<h4>tu dell&#8217;inutil vita,\u00a0 estremo unico fior,<\/h4>\n<h4>sei nella terra fredda,\u00a0 sei nella terra negra;<\/h4>\n<h4>n\u00e9 il sol pi\u00f9 ti rallegra,\u00a0 n\u00e9 ti risveglia amor.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">PROSA<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Pianto Antico,\u00a0 perche?\u00a0 Perch\u00e9 \u00e8 antico come la vita \u00e8 il dolore umano che colpisce l&#8217;uomo per la perdita di una persona cara;\u00a0 e perci\u00f2 il Poeta chiama &#8220;Antico&#8221;il suo pianto per la morte del suo unico figlioletto\u00a0 Dante.\u00a0 Il dolore del Carducci fu straziante,\u00a0 ma quando egli compose questa poesia,\u00a0 un anno dopo la morte del piccolo,\u00a0 esso si era come trasfigurato nella contemplazione virile di una legge universale.\u00a0 La natura riforisce ogni anno a primavera,\u00a0 e gode della luce e del calore del sole;\u00a0 l&#8217;uomo invece quando la morte l&#8217;ha colpito,\u00a0 non rifiorisce pi\u00f9\u00a0 (questo \u00e8 secondo lui)\u00a0 E qui si nota che al poeta manca il conforto della fede cristiana nella vita futura,\u00a0 e perci\u00f2 il suo dolore,\u00a0 pur cos\u00ec misurato,\u00a0 \u00e8 sconsolato e tragico.<\/h4>\n<p>Elena\u00a0 L.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">18\/02\/2026<\/h4>\n<h4>Elena\u00a0 Ancora G. Carducci a richiesta gentile<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">NELL&#8217;ANNUALE &#8216; DELLA FONDAZIONE DI ROMA<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Te redimito di fior purpurei,\u00a0 april te vide su &#8216; l<\/h4>\n<h4>colle emergere, dal solco di Romolo torva<\/h4>\n<h4>riguardante su i selvaggi piani;\u00a0 te dopo tanta forza<\/h4>\n<h4>di secoli ;\u00a0 aprile irraggia, sublime,\u00a0 massima,\u00a0 e<\/h4>\n<h4>il sole e l&#8217;Italia saluta,\u00a0 Te ,\u00a0 flora di nostra gente,<\/h4>\n<h4>\u00a0 o Roma.\u00a0 Se al Campidoglio non pi\u00f9 la<\/h4>\n<h4>vergine tacita sale dietro il Pontefice<\/h4>\n<h4>n\u00e9 pi\u00f9 p\u00e8r Via Sacra,\u00a0 il trionfo piega i quattro<\/h4>\n<h4>candidi cavalli,\u00a0 questa del Foro la tua solitudine<\/h4>\n<h4>ogni rumore vince, ogni gloria;\u00a0 e tutto che al mondo \u00e8<\/h4>\n<h4>civile,\u00a0 grande Augusto,\u00a0 egli \u00e8 romano ancora.<\/h4>\n<h4>Salve Dea Roma!\u00a0 Chi disconosciti cerchiato,\u00a0 ha il senso<\/h4>\n<h4>di fredda tenebra,\u00a0 e a lui nel reo cuore germoglia<\/h4>\n<h4>torbida la selva di barbarie.\u00a0 Salve dea Roma! Chinato<\/h4>\n<h4>ai ruderi del Foro,\u00a0 io seguo con dolci lacrime e adoro i<\/h4>\n<h4>tuoi sparsi vestigi,\u00a0 patria,\u00a0 diva santa genitrice.<\/h4>\n<h4>Son cittadino per te d&#8217;Italia,\u00a0 per te poeta,\u00a0 madre dei<\/h4>\n<h4>popoli\u00a0 che desti il tuo spirito al mondo,\u00a0 che Italia<\/h4>\n<h4>improntasti di tua gloria.\u00a0 Ecco a te questa,\u00a0 che tu di<\/h4>\n<h4>libere genti facesti,\u00a0 come uon,\u00a0 Italia,\u00a0 ritorna,\u00a0 e<\/h4>\n<h4>s&#8217;abbraccia al tuo petto,\u00a0 affisa ne i tuo in d&#8217;aquila occhi<\/h4>\n<h4>E tu dal colle fatal pe&#8217;l tacito Foro le braccia porgi<\/h4>\n<h4>marmoree,\u00a0 alla figlia liberatrice additando le colonne<\/h4>\n<h4>archi e gli archi:\u00a0 gli archi che nuovi trionfi aspettano<\/h4>\n<h4>non pi\u00f9 di tegi,\u00a0 non pi\u00f9 di cesari,\u00a0 e non di catene<\/h4>\n<h4>attorcenti braccia umane su gli eburnei carri,\u00a0 ma il<\/h4>\n<h4>tuo trionfo popol d&#8217;Italia,\u00a0 su l&#8217;et\u00e0 nera,\u00a0 su l&#8217;et\u00e0<\/h4>\n<h4>barbara su i mostri onde tu con serena giustizia<\/h4>\n<h4>farai franche le genti.\u00a0 O Italia\u00a0 O Roma!\u00a0 Quel giorno<\/h4>\n<h4>placido toner\u00e0 il cielo su&#8217;l Foro e i cantici di gloria<\/h4>\n<h4>di gloria,\u00a0 di gloria correran per l&#8217;infinito azzurro.<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\">PROSA<\/h3>\n<h4>Tra le molte poesie del Carducci che evocano il passato,\u00a0 quelle ispirate dalla storia,\u00a0 dal significato,\u00a0 dal mito di Roma sono le pi\u00f9 alte e potenti.\u00a0 A Roma il poeta pensa con gratitudine commossa,\u00a0 con slanci di passione,\u00a0 con veri gridi dell&#8217;anima,\u00a0 o che la saluti nell&#8217;Annuale della sua fondazione come &#8220;Flora di nostra gente&#8221;,\u00a0 o che l&#8217;ammiri dall&#8217;alto del Gianicolo,\u00a0 simile a una nave immensa lanciata per l'&#8221;Impero del mondo&#8221; o che rammenti le rovine imponenti delle terme di Caracalla e invochi la febbre per mantenere in sacro silenzio quella solitudine&#8221;.\u00a0 Era il 21 aprile del 753 quando Romolo tracci\u00f2 il solco della citt\u00e0 quadrata;\u00a0 oggi,\u00a0 dopo tanti secoli,\u00a0 Roma \u00e8 ancora illuminata dal sole di aprile e l&#8217;Italia la saluta come la primavera della nstra gente.\u00a0 Che importanza ha se i consoli non salgono pi\u00f9 al Campidoglio per celebrare il loro trionfo?\u00a0 Roma \u00e8 grande anche nella solitudine,\u00a0 e chi non riconosce la missione che essa ha esercitato nel mondo civile \u00e8 un barbaro.\u00a0 Il poeta ,\u00a0 chino sui ruderi del Foro,\u00a0 venera i segni dell&#8217;antico splendore e immagina che in futuro sul Palatino si celebrer\u00e0 un nuovo trionfo,\u00a0 quello del popolo italiano,\u00a0 rinato a nuova vita,\u00a0 sulle tenebre delle barbarie.\u00a0 Quello pensa il Carducci,\u00a0 che sar\u00e0 un nuovo giorno di gloria per l&#8217;Italia e per Roma.<\/h4>\n<p>Elena L.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">19\/02\/2026<\/h4>\n<h4>Elena\u00a0 Finalmente una poesia e poeta che mi piacciono molto.\u00a0 Eugenio Montale in &#8220;Maestrale&#8221;.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">MAESTRALE<\/h4>\n<h4>S&#8217;\u00e8 rifatta la calma nell&#8217;aria:\u00a0 tra gli scogli<\/h4>\n<h4>parlotta la maremma.\u00a0 Sulla costa quietata nei<\/h4>\n<h4>broli, qualche palma a pena svetta.\u00a0 Una carezza<\/h4>\n<h4>disfiorala linea del mare e la scompiglia un attimo<\/h4>\n<h4>soffio lieve che vi si infrange e ancora il cammino<\/h4>\n<h4>ripiglia.\u00a0 Lameggia nella chiaria e vasta distesa,<\/h4>\n<h4><\/h4>\n<h4>s&#8217;increspa indi si spiana beata,\u00a0 e specchia nel suo<\/h4>\n<h4>cuore vasto,\u00a0 codesta povera mia vita turbata.<\/h4>\n<h4>O mio tronco che additi,\u00a0 in questa ebrietudine<\/h4>\n<h4>tarda,\u00a0 ogni rinato aspetto coi tuoi raccolti diti<\/h4>\n<h4>protesi in alto,\u00a0 guarda:\u00a0 sotto l&#8217;azzurro fitto<\/h4>\n<h4>del cielo,\u00a0 qualche uccello di mare se ne va; n\u00e9 sosta<\/h4>\n<h4>che su tutte le cose pare sia scritto:\u00a0 &#8220;pi\u00f9 in l\u00e0&#8221;.<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\">PROSA<\/h3>\n<h4>Il poeta paragona la sua vita al mare,\u00a0 il quale come lui,\u00a0 \u00e8 fatto di tempeste e di calme. Si sente triste il poeta,\u00a0 dentro di s\u00e9 c&#8217;\u00e8 un vuoto:\u00a0 forse un vuoto d&#8217;amore,\u00a0 ma poi guardando il paesaggio e i giardini (I broli sono i giardini) egli si sente pi\u00f9 sollevato e dimentica per un attimo la sua tristezza.\u00a0 E cos\u00ec anche il mare \u00e8 tornato tranquillo dopo la lotta con il vento impetuoso:\u00a0 soltanto qualche albero svetta lievemente e qualche piccola onda s&#8217;infrange sulla costa.\u00a0 Il mare \u00e8 freddo come l&#8217;acciaio,\u00a0 e come in uno specchio si riflette la vita del poeta,\u00a0 che nel vedere un uccello volare verso il mare,\u00a0 incita se stesso\u00a0 ad andare oltre,\u00a0 sempre pi\u00f9 lontano.<\/h4>\n<p>Elena L.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">20\/02\/2026<\/h4>\n<h4>Oggi invece abbiamo ancora una poesia di Salvatore Quasimodo: &#8220;Finita \u00e8 la notte&#8221;.<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\">FINITA \u00c8 LA NOTTE<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Finita \u00e8 la notte,\u00a0 e la luna si scioglie<\/h4>\n<h4>lenta nel sereno,\u00a0 tramonta nei canali.<\/h4>\n<h4>\u00c8 cos\u00ec vivo settembre in questa terra<\/h4>\n<h4>di pianura,\u00a0 i prati sono verdi, come nelle<\/h4>\n<h4>valli del sud a primavera.<\/h4>\n<h4>Ho lasciato i compagni,\u00a0 ho nascosto il cuore<\/h4>\n<h4>dentro le vecchie mura,\u00a0 per restare solo<\/h4>\n<h4>a ricordarti.\u00a0 Come sei pi\u00f9 lontana della<\/h4>\n<h4>luna,\u00a0 ora che sale il gorno,\u00a0 e sulle pietre<\/h4>\n<h4>batte il ferro dei cavalli.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">PROSA<\/h3>\n<h4 style=\"text-align: left;\">Il poeta dalla sua lontana Siracusa si \u00e8 trasferito in Lombardia.\u00a0 \u00c8 settembre e le pianure lombarde brillano di vegetazione,\u00a0 come in primavera le valli meridionali.\u00a0 Una notte egli prova il desiderio di essere solo con il suo cuore,\u00a0 e lasciati i compagni,\u00a0 si chiude in una casa per ricordare,\u00a0 e pensa con struggente nostalgia a colei che egli ama.\u00a0 Passano cos\u00ec le ore;\u00a0 la luce lunare \u00e8 soppraffatta da quella dell&#8217;alba,\u00a0 e a mano a mano che il giorno cresce,\u00a0 e si odono i rumori della vita che si risveglia,\u00a0 la figura della donna amata si allontana,\u00a0 sbiadisce.\u00a0 Con rammarico il poeta pensa :\u00a0 \u00e8 finita la notte e la vita attiva irrompe e rompe tutti i suoi sogni.<\/h4>\n<p>Elena L.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">21\/02\/2026<\/h4>\n<h4>Elena\u00a0 Oggi abbamo la poetessa Ada Negri con la poesia &#8220;Fiorita di Marzo.<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\">FIORITA DI MARZO<\/h3>\n<h4>La fioritura vostra \u00e8 troppo breve,\u00a0 o<\/h4>\n<h4>rosei peschi o gracili albicocchi nudi sotto ai<\/h4>\n<h4>bei petali di neve.\u00a0 Troppo rapido \u00e8 il passo<\/h4>\n<h4>con cui tocchi il suolo,\u00a0 e al tuo passar l&#8217;erba<\/h4>\n<h4>germoglia,\u00a0 o primavera,\u00a0 o gioia de&#8217; i miei occhi.<\/h4>\n<h4>Mentre io contemplo ferma sulla soglia dell&#8217;orto,<\/h4>\n<h4>il mio miracolo dei fiori sbocciati sulle rame<\/h4>\n<h4>senza foglie,\u00a0 essi ne&#8217; loro tenui colori,\u00a0 tremano<\/h4>\n<h4>gi\u00e0 del vento alla carezza,\u00a0 volan per l&#8217;aria<\/h4>\n<h4>densa di languori,\u00a0 e se ne va cos\u00ec la tua bellezza<\/h4>\n<h4>come una nube,\u00a0 e come un sogno muori,\u00a0 o fiorita<\/h4>\n<h4>di Marzo o giovinezza!<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\">PROSA<\/h3>\n<h4>Il primo apparire della primavera ogni anno,\u00a0 sembra ai nostri occhi incantati un miracolo,\u00a0 ma la sua durata ci ricorda la labilit\u00e0 di tutte le cose che come i fiori di questi frutti siano instabili.\u00a0 \u00c8 arrivata la primavera,\u00a0 e al suo passaggio rapido l&#8217;erba germoglia,\u00a0 i peschi si coprono di fiori rosa,\u00a0 e gli albicocchi di fiori bianchi.\u00a0 \u00c8 una visione d&#8217;incanto che d\u00e0 gioia agli occhi,\u00a0 e la poetessa si ferma sulla soglia dell&#8217;orto per ammirare,\u00a0 ma \u00e8 altrettanto triste dentro perch\u00e9 questa fioritura \u00e8 fragile,\u00a0 basta un soffio di vento o una gelata notturna per distruggere tutto perch\u00e9 questi fiori sono sbocciati dai rami senza foglie;\u00a0 come gli amori finti che non reggono pi\u00f9 di tanto perch\u00e9 non ci sono le fondamenta della verit\u00e0 ma solo l&#8217;illusione.\u00a0 E come i rami fioriti di ieri che ora sono grulli e spogli senza niente.\u00a0 Troppo poco la fioritura \u00e8 durata,\u00a0 come la giovinezza infranta!<\/h4>\n<p>Elena L.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>11\/02\/2026 Questa era la dimora del poeta Gabriele D&#8217;annunzio.\u00a0 Ora diventata museo pubblico a Gardone Riviera (sul lago di Garda) &nbsp; Elena\u00a0 Oggi \u00e8 stata una giornata molto impegnativa;\u00a0 ringrazio di cuore Il dott. Robert,\u00a0 Linda,\u00a0 Alessandro e Federica. 12\/02\/2026 Elena\u00a0 S\u00ec,\u00a0 entro oggi vi preparer\u00f2 la prosa di un&#8217;altra poesia di S. Quasimodo. &#8220;Lettera [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-59708","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59708","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59708"}],"version-history":[{"count":34,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59708\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59857,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59708\/revisions\/59857"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59708"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59708"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59708"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}