{"id":59597,"date":"2026-02-04T13:59:29","date_gmt":"2026-02-04T13:59:29","guid":{"rendered":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=59597"},"modified":"2026-02-11T16:35:49","modified_gmt":"2026-02-11T16:35:49","slug":"letteratura-antica-e-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=59597","title":{"rendered":"LETTERATURA ANTICA E MODERNA"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: right;\">04\/01\/2026<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-57907\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/DSC01527-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/DSC01527-300x225.jpg 300w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/DSC01527-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/DSC01527-768x576.jpg 768w, 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left;\">\u00a0Se leggerai\u00a0 con passione le pagine qui<\/h3>\n<h3>dentro, potrai provar grande emozione<\/h3>\n<h3>ma ancora pi\u00f9 dolce sar\u00e0 l&#8217;incanto!<\/h3>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: left;\">MARCO\u00a0 \u00a0 \u00a0Tutte le tue prose e le tue relazioni di storia me le ha fregate il prof. di Italiano.\u00a0 Adesso per\u00f2 avrei bisogno delle spiegazione di un capolavoro di Aessandro Manzoni &#8220;I promessi sposi&#8221;\u00a0 Dai promessi sposi,\u00a0 &#8220;Questo matrimonio non s&#8217;ha da fare&#8221;\u00a0 Grazie!\u00a0 Mille volte anche per lui.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Elena\u00a0 Mi fa piacere.\u00a0 Come abbiamo detto\u00a0 il racconto non contiene\u00a0 solo la descrizione dell&#8217;incontro di don Abbondio con i Bravi,\u00a0 ma gi\u00e0 anticipa i temi principali del romanzo,\u00a0 e il nuovo stile di Manzoni narratore.\u00a0 Egli,\u00a0 fin dalle prime pagine, ci si rivela con atteggiamento bonario,\u00a0 come di chi ha una pi\u00f9 serena visione della vita,\u00a0 ed \u00e8 disposto a comprendere meglio i difetti degli uomini.\u00a0 La figura di Don Abbondio,\u00a0 gi\u00e0 appare in una luce tutta negativa,\u00a0 eppure c&#8217;\u00e8 nel narratore,\u00a0 \u00a0con lo sdegno di chi,\u00a0 riferendosi ad astratti principi di bene assoluto,\u00a0 condanna chi lo trasgredisce,\u00a0 bens\u00ec,\u00a0 la convinzione che la vilt\u00e0 di Don Abbondio che lo fa venir meno ai propri doveri sia anche determinata dalla condizione storico-sociale.\u00a0 Ecco infatti che Manzoni ci descrive la societ\u00e0 del seicento,\u00a0 societ\u00e0 corrotta,\u00a0 dove il potere ha sempre la meglio,\u00a0 perch\u00e9 la giustizia viene amministrata dall &#8216;aristocrazia e questa,\u00a0 non curandosi delle leggi,\u00a0 che pare siano numerosissime e non tralasciano di stabilire pene severissime per ogni colpa,\u00a0 tende solo a difendere i propri privilegi di classe.\u00a0 Ecco dunque una societ\u00e0 in cui ogni individuo tende ad associarsi ad altri,\u00a0 per potersi difendere e poter a sua volta esercitare,\u00a0 impunito ,\u00a0 delle prepotenze.\u00a0 Alla luce di queste considerazioni,\u00a0 \u00a0le colpe di Don Abbondio vengono considerate con benevolenza,\u00a0 perch\u00e9 il povero curato conosce bene le leggi della societ\u00e0,\u00a0 e sa che \u00e8 meglio inchinarsi ai potenti;\u00a0 di conseguenza egli ha impostato tutta la sua vita all&#8217;insegna della sottomissione al pi\u00f9 forte.<\/h4>\n<h3>Emerge una figura meschina,\u00a0 senza dubbio,\u00a0 un carattere ambiguo e servile,\u00a0 che tende sempre a scaricare sugli altri le responsabilit\u00e0;\u00a0 che non assume posizioni a favore dei pi\u00f9 deboli,\u00a0 che solo contro questi sa essere forte, che aspira,\u00a0 ad onta del suo sacerdozio,\u00a0 ad una vita tranquilla e comoda.\u00a0 Eppure si ha l&#8217;impressione che don Abbondio sia,\u00a0 come altri,\u00a0 vittima delle iniquit\u00e0 e delle sopraffazioni di quel periodo storico che va sotto il nome di &#8220;Dominazione spagnola&#8221;.<\/h3>\n<p>Elena L.<\/p>\n<h4>Marco\u00a0 Grazie zietta ti amo.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">05\/02\/2026<\/h4>\n<h4>Elena\u00a0 Come mi hai chiesto ieri sera,\u00a0 ho gi\u00e0 preparato la prosa di\u00a0 &#8220;Rio Salto&#8221;,\u00a0 \u00a0(un&#8217;altra poesia del Pascoli.)<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\">RIO SALTO\u00a0 (prosa)<\/h3>\n<h4>Questa poesia descrive un sogno ad occhi aperti,\u00a0 Rio Salto \u00e8 il ruscello che scorreva vicino alla sua abitazione. Piove a dirotto, e il rumore dell&#8217;acqua che batte contro la grondaia della sua casa,\u00a0 suscita nella fantasia del poeta,\u00a0 la visione di cavalieri chiusi nelle loro corazze luccicanti (cavalli pregiati da corsa riccamente bardati,\u00a0 che venivano usati dai cavalieri nei viaggi oppure nelle cerimonie),\u00a0 si allontanano al galoppo verso la valle fonda, lungo le rive del Rio Salto.\u00a0 Il suo fantasticare lo porta lontano,\u00a0 e si bea di questo stato euforico che lo trascina verso una realt\u00e0 non troppo lontana e felice.\u00a0 Ma cessati i rumori del temporale,\u00a0 anche le immagini fantastiche si dileguano come la luce tremolante per il vento,\u00a0 andava ad offuscarsi\u00a0 piano piano verso una realt\u00e0 diversa ma non meno bella di allora,\u00a0 appaiono i rumori abituali,\u00a0 si presenta al poeta,\u00a0 qual \u00e8 bella anch&#8217;essa non meno di un sogno:\u00a0 \u00e8 quella infatti della sua terra natia e i pioppi stormiscono lungo le sponde antiche del fiume!\u00a0 Questa poesia fu scritta prima della morte del padre e del fratello;\u00a0 quando ancora nella sua casa si viveva un&#8217;aria di felicit\u00e0,\u00a0 per la famiglia riunita.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">06\/02\/2026<\/h4>\n<h3>Prosa della poesia di Giacomo Zanella &#8220;Il mezzogiorno in campagna&#8221;.<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Il poeta \u00e8 una grande ammiratore della natura e delle sue bellezze,\u00a0 sa osservare i vari aspetti e momenti,\u00a0 e ritrarne con pennello di artista infinite e delicate sfumature. In questo sonetto,\u00a0 dominano nella calma meridiana della campagna,\u00a0 due personaggi: il mendico e il pollo.\u00a0 Essi sono ravvicinati nel comune atto istintivo di soddisfare la propria fame.\u00a0 A mezzogiorno il povero si ripara dal caldo, all&#8217;ombra di un vecchio noce,\u00a0 e chiede la carit\u00e0 alla massaia,\u00a0 mentre il cane abbaia difronte allo sconosciuto.\u00a0 La donna caritatevole,\u00a0 lascia per un momento la sua cucina, e offre al mendico un pezzo di pane.\u00a0 Il povero mangia con avidit\u00e0;\u00a0 ma altri due aspettano qualcosa da quel pane:\u00a0 la gallina e il pollo,\u00a0 il quale si allunga tutto pur di arrivare alla briciola caduta in terra.<\/h4>\n<h3><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La prosa e la spiegazione dell&#8217;Inno &#8220;Fratelli D&#8217; Italia&#8221;.<\/h3>\n<h4>Goffredo Mameli compose l&#8217;inno fratelli D&#8217;Italia in quel clima di entusiasmo e di speranza che si era diffuso anche a Genova nel settembre del 1847,\u00a0 in seguito alle riforme effettuate da Pio IX nello Stato Pontificio.\u00a0 L&#8217;inno musicato dal genovese Michele Novaro,\u00a0 divenne ben presto cos\u00ec popolare che tutti i patrioti lo impararono a memoria e lo cantarono sui campi di battaglia del 1848-49.\u00a0 Cos\u00ec scrisse Giosu\u00e8 Carducci:\u00a0 &#8221; Io ero ancora fanciullo,\u00a0 ma queste magiche parole,\u00a0 anche senza la musica,\u00a0 mi mettevano i brividi per tutte le ossa.\u00a0 E anche oggi,\u00a0 ripetendole,\u00a0 mi si inumidiscono gli occhi&#8221;. L&#8217;inno \u00e8 un ardente invito agli italiani perch\u00e9 si uniscano,\u00a0 nella fratellanza,\u00a0 nella speranza e nel ricordo delle glorie passate,\u00a0 combattano contro lo straniero, che calpesta il suolo sacro della Patria.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>L&#8217;Italia s&#8217;\u00e8 desta:\u00a0 si \u00e8 svegliata dal torpore provocato dalla dominazione straniera.<\/h4>\n<h4>Scippio : P.\u00a0 Cornelio Scipione era il grande generale romano ,\u00a0 vincitore di Annibale nella battaglia di Zama.<\/h4>\n<h4>S&#8217;\u00e8 cinta la testa:\u00a0 si \u00e8 circondata la testa,\u00a0 indossando l&#8217;elmo per combattere.<\/h4>\n<h4>&#8220;Le porga la chioma&#8221;: la Vittoria porga la chioma all&#8217;Italia,\u00a0 perch\u00e9 questa possa afferrarla.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">07\/02\/2026<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Auguro a tutti un sereno e gioiso weekend.<\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12640\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/fiori-di-maggio-300x238.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/fiori-di-maggio-300x238.jpg 300w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/fiori-di-maggio.jpg 526w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">09\/02\/2026<\/h4>\n<h4>E&#8217; pericoloso far notar troppo all&#8217;uomo quanto egli sia simile alle bestie,\u00a0 senza mostrargli la sua grandezza.\u00a0 \u00c8 anche pericoloso mostrargli la sua grandezza senza la sua piccolezza.\u00a0 \u00c8 ancora pi\u00f9 pericoloso lasciargli ignorare l&#8217;una e l&#8217;altra.\u00a0 Ma \u00e8 molto utile mettergli davanti l&#8217;una e l&#8217;altra.\u00a0 Se egli si vanta io l&#8217;umilio,\u00a0 se egli si umilia,\u00a0 io lo innalzo e lo contraddico sempre finch\u00e9 capisca che egli \u00e8 un mostro incomprensibile!\u00a0 (molti uomini quando voglono qualcosa di impossibile fanno cos\u00ec con il loro prossimo).<\/h4>\n<h4>Difficile indagare l&#8217;anima umana:\u00a0 difficile giudicare un uomo.\u00a0 A volte uomini magnanimi hanno meschinerie e talora macchie perfino inconfessabili;\u00a0 mentre a volte uno spiraglio illumina di luce improvvisa anche la coscienza\u00a0 pi\u00f9 tempestosa e nera&#8230; Misteri dell&#8217;anima umana,\u00a0 in cui soltanto Dio riesce a leggere.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">10\/02\/2026<\/h4>\n<h4>Elena\u00a0 \u00a0Ragazzi,\u00a0 ma,\u00a0 io non ho difficolt\u00e0 a fare le prose di ogni genere,\u00a0 per\u00f2 mentre ci siete,\u00a0 cercate delle poesie pi\u00f9 belle;\u00a0 avrei pi\u00f9 soddisfazione anch&#8217;io.\u00a0 Non che queste siano brutte,\u00a0 ma sono tristi.<\/h4>\n<h4>EUGENIO MONTALE\u00a0 \u00a0 \u00a0&#8220;Meriggiare pallido e assorto!<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Meriggiare pallido e assorto,<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">presso un rovente muro d&#8217;orto<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">ascoltare tra i pruni e gli sterpi<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">schiocchi di merli e frusii di serpi<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Nelle crepe del suolo e sulla veccia<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">spiar di file di rosse formiche,\u00a0 c&#8217;hora si rompono<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">ed ora s&#8217;intrecciano,\u00a0 a sommo di minuscole biche<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Osservare tra frondi il palpitare lontano<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">di scaglie di mare,\u00a0 mentre si levano tremuli scricchi<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">di cicale dai calvi picchi.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">PROSA<\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\">Elena L.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>In questa poesia spicca il profondo e disperato pessimismo del poeta nei confronti della vita e del senso dell&#8217;esistenza umana.\u00a0 L&#8217;angoscioso senso di vuoto che avverte chi \u00e8 nato per scoprirsi sconfitto\u00a0 (cio\u00e8 tutta l&#8217;umanit\u00e0) viene reso anche con il linguaggio scarno,\u00a0 ridotto all&#8217;essenziale,\u00a0 fino ad apparire oscuro.\u00a0 La fatica del vivere \u00e8 resa felicemente dalla struttura stilistica del componimento,\u00a0 nel quale si trova un infinito di ogni periodo (meriggiare,\u00a0 ascoltare, osservare,\u00a0 spiare,\u00a0 sentire);\u00a0 ci\u00f2 determina una pesante monotonia ritmica nelle notazioni del paesaggio che riempiono disordinatamente le tre quartine iniziali:\u00a0 notazioni rapide e secche,\u00a0 aride,\u00a0 come \u00e8 rapida e arida la vita dell&#8217;uomo.\u00a0 E l&#8217;ultima strofa d\u00e0 un senso compiuto alla premessa descrittiva:\u00a0 non resta che una triste meraviglia in chi per tutta la vita \u00e8 condannato a seguitare una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.\u00a0 Ne pensiero di Montale,\u00a0 questa muraglia rappresenta l&#8217;impossibilt\u00e0 per il poeta, e per tutti gli uomini,\u00a0 di superare i limiti posti dal destino al desiderio di raggiungere l&#8217;infinito&#8230;<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Marco\u00a0 Un&#8217;altra prosa di &#8220;Salvatore Quasimodo in : &#8220;Ed \u00e8 subito sera&#8221;.<\/h4>\n<h4>Elena\u00a0 Ma quante ne volete?\u00a0 Ne ho gi\u00e0 fatte cinque di questa poesia,\u00a0 tutte diverse, ma ovviamente con lo stesso significato.\u00a0 E vada per l&#8217;ultima.<\/h4>\n<h4>Ed \u00e8 subito sera Prosa\u00a0 (sesta versione)<\/h4>\n<h4>Questa poesia elegante,\u00a0 raffinata,\u00a0 esprime l&#8217;amore,\u00a0 il rimpianto delle cose perdute e il tormento del dolore umano.\u00a0 Elena L.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>04\/01\/2026 &nbsp; 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