{"id":59400,"date":"2026-01-23T15:59:31","date_gmt":"2026-01-23T15:59:31","guid":{"rendered":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=59400"},"modified":"2026-03-11T23:56:54","modified_gmt":"2026-03-11T23:56:54","slug":"quando-cadde-il-cielo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=59400","title":{"rendered":"QUANDO CADDE IL CIELO"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: right;\">23\/01\/2026<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-56918\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/DSC01436-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/DSC01436-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/DSC01436-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/DSC01436-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/DSC01436-1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/DSC01436-1-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-60077\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/278369-7-5A-PfDF43-291x300.jpg\" alt=\"\" width=\"291\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/278369-7-5A-PfDF43-291x300.jpg 291w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/278369-7-5A-PfDF43-992x1024.jpg 992w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/278369-7-5A-PfDF43-768x793.jpg 768w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/278369-7-5A-PfDF43.jpg 1246w\" sizes=\"auto, (max-width: 291px) 100vw, 291px\" \/><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><\/h4>\n<h4>Era un&#8217;estate di fuoco,\u00a0 la spiaggia era vuota, erano le tre del mattino,\u00a0 \u00a0c&#8217;eravamo solo noi cinque, eravamo seduti sopra gli scogli,\u00a0 ci raccontavamo la nostra vita,\u00a0 la musica continuava a suonare dalla casa dei miei amici,\u00a0 poi,\u00a0 loro quattro ballavano abbracciati,\u00a0 io ero scesa\u00a0 gi\u00f9 per mettere i piedi in acqua e per rinfrescarmi un po&#8217;;\u00a0 uno dei nostri amici mi chiese di ballare perch\u00e9 pensava che mi sentissi sola,\u00a0 \u00a0secondo loro ero assente e pensierosa,\u00a0 ma io avevo ben altro per la testa. In quei momenti l&#8217;unica cosa che mi interessava era di restare in silenzio ad osservare e ad ascoltare la musica con le pi\u00f9 belle canzoni di quel momento.\u00a0 Ad un tratto vidi un bagliore,\u00a0 ma poi all&#8217;improvviso scomparve,\u00a0 sul momento non dissi nulla perch\u00e9 pensavo che fosse la stanchezza a rendermi vulnerabile alla vista del cielo. Ma qualche minuto pi\u00f9 tardi,\u00a0 vidi un bagliore e una figura enorme venire verso di noi,\u00a0 con una luce mai vista prima:\u00a0 anche se era notte sembrava un giorno di sole estivo delle ore sedici.\u00a0 Rimanemmo tutti impietriti,\u00a0 ma la figura continuava a venire verso di noi fino a quando ci\u00a0 sdraiammo a terra anche se la figura era ancora lontana.\u00a0 Poi fece un giro nel cielo,\u00a0 lasciando una scia di luce potente e piano piano scomparve dietro la scogliera,\u00a0 pensavamo che\u00a0 andasse a sbatterci contro,\u00a0 perch\u00e9 lo scoglio aveva una punta aguzza.\u00a0 In quel momento si scaten\u00f2 un vento da temporale\u00a0 e le onde del lago si avventarono contro gli scogli;\u00a0 continu\u00f2 per circa cinque minuti.\u00a0 Poi ci fu silenzio e pace innaturali,\u00a0 come se fossimo dentro ad un tunnel senza uscita.\u00a0 Ritornammo alla casa anche se sconvolti provammo ad andare a dormire.\u00a0 Il mattino verso le nove andai a fare una passeggiata dove eravamo la notte scorsa,\u00a0 e l\u00ec sul posto vidi un vecchio pescatore,\u00a0 mi guard\u00f2 e mi sorrise,\u00a0 io gli risposi con il saluto,\u00a0 lui stava fissando il lago nel punto in cui successe il fatto.\u00a0 Gli offrii la mia bibita ancora chiusa,\u00a0 e lui mi rispose gentilmente che beveva solo vino,\u00a0 poi si pass\u00f2 la mano sulla fronte dicendo:\u00a0 &#8220;eh \u00e8 un brutto vizio quello del vino,\u00a0 non ti crede pi\u00f9 nessuno! &#8221; Ma che cosa voleva dire il vecchio pescatore?\u00a0 La cosa m&#8217;incurios\u00ec molto e con tatto gli chiesi:\u00a0 &#8221; Perch\u00e9 dice questo signore?\u00a0 E lui rispose:\u00a0 perch\u00e9 quando parlo non mi crede nessuno,\u00a0 proprio perch\u00e9 bevo,\u00a0 ma io non sono mai ubriaco,\u00a0 la mia mente \u00e8 ancora lucida come quando ero giovane,\u00a0 mi crede? Ed io risposi:\u00a0 &#8221;\u00a0 Ma certo! Se beve vino per me \u00e8 una ragione di pi\u00f9 per crederle,\u00a0 perch\u00e9 lei tiene pulite le arterie quindi \u00e8 pi\u00f9 lucido degli altri. Lui mi guard\u00f2 e sorrise poi mi disse: &#8221; O cos\u00ec la me piase!\u00a0 (In dialetto significava:\u00a0 (cos\u00ec lei mi piace!) Qui molti dicono che sono rimbambito,\u00a0 ma ha ragione lei,\u00a0 sono loro che non vogliono vedere e non vogliono sentire niente di pi\u00f9 di quello che succede in un giorno normale.\u00a0 Guai a parlare di cose strane che esistono e\u00a0 non le inventiamo,\u00a0 semmai diamo la colpa al buon Dio che ce le fa vedere,\u00a0 sempre se le vogliono vedere!\u00a0 Tutto questo mi fece capire che anche lui aveva visto qualcosa di straordinario, ma non lo disse per non passare per ubriaco e rimbambito.\u00a0 Continua&#8230;<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">24\/01\/2026<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Ad un tratto sentii dei passi felpati arrivare da dietro di me,\u00a0 era il cane pastore di Robert e Linda.\u00a0 Il vecchio gli fece una brusca carezza,\u00a0 poi gli dsse:&#8221; stai bravo,\u00a0 come ti chiami?\u00a0 Ed io risposi:\u00a0 &#8220;si chiama Giois,\u00a0 \u00e8 il cane dei signori che abitano laggi\u00f9.&#8221; Poi il vecchio si guard\u00f2 intorno e respirava a pieni polmoni;\u00a0 anche se erano gi\u00e0 passate le nove e il giorno prima c&#8217;era un caldo soffocante,\u00a0 oggi invece c&#8217;era un clima sorprendentemente leggero e tiepido.\u00a0 Invitava a restare fuori ancora prima che il sole diventasse bollente.\u00a0 Poi salutai il vecchio pescatore e mi avviai lungo il sentiero del lungolago che portava fuori provincia,\u00a0 con me a fare da guardia c&#8217;era sempre Giois,\u00a0 che a tratti si fermava ad annusare,\u00a0 poi mi raggiungeva correndo.\u00a0 Ormai eravamo distanti dalla casa di Linda e Robert,\u00a0 e pensai di raggiungerli a dare una mano in cucina.\u00a0 Da lontano vidi la figura di Robert venirci incontro,\u00a0 ci aveva visti da una delle pi\u00f9 alte finestre della villa,\u00a0 sempre premuroso con tutti,\u00a0 cos\u00ec buono,\u00a0 trepido,\u00a0 appassionato alla vita e alle persone. Io mi sentivo molto ma molto sconvolta\u00a0 per tutto quello che successe la notte precedente,\u00a0 \u00a0che credevo di avere un po&#8217; di febbre,\u00a0 infatti sentivo i brividi che salivano e scendevano lungo la schiena e mi sentivo le guance infuocate.\u00a0 Robert se ne accorse subito e mi port\u00f2 a casa sorreggendomi.\u00a0 Si era alzato un vento caldo e irreale;\u00a0 io affrettai il passo perch\u00e9 non vedevo l&#8217;ora di sdraiarmi e dormire.\u00a0 Arrivati a casa Linda mi tolse gli abiti,\u00a0 mi mise qualcosa di leggero e mi stese sul letto.\u00a0 Avevo una febbre da cavallo, sentivo loro due che parlavano ma io non capivo niente,\u00a0 le loro voci sembravano come un ronzio di api. Mi fecero impacchi con acqua ghiacciata e poi mi addormentai.\u00a0 Mi dissero che dormii per un giorno intero,\u00a0 e quando mi svegliai ricordo che avevo una grande sete.\u00a0 In fondo alla stanza vidi Il dott. Robert,\u00a0 Linda e un loro collega che lavorava all&#8217;ospedale del paese vicino,\u00a0 l&#8217;avevano consultato per avere la conferma della loro diagnosi:\u00a0 non era influenza ma era una reazione per lo spavento che avevo avuto da quella notte.\u00a0 Mi portarono da bere,\u00a0 e mi dissero che avevo gli occhi scintillanti:\u00a0 diversi da quelli di sempre.\u00a0 Poi dopo essersi presi cura di me mi lasciarono sola nella stanza a riposare,\u00a0 ma io non riuscii pi\u00f9 perch\u00e9 mi prese un&#8217;angoscia improvvisa:\u00a0 avevo la fronte madida di sudore,\u00a0 la febbre era scesa completamente,\u00a0 dopo tanti pensieri che mi opprimevano la mente mi riaddormentai.\u00a0 Quando mi svegliai,\u00a0 aprii la finestra che dava sul lago e vidi la luce dare i primi riflessi sul lago deserto;\u00a0 erano le luci della riviera;\u00a0 da lontano si sentiva una musica di tango,\u00a0 i primi tanghi della sera nella sala da ballo di una grande barca di un signore del paese.\u00a0 Poi sent\u00ec\u00ec bussare alla porta:\u00a0 era Robert che veniva a chiedermi come mi sentivo.\u00a0 Mi visit\u00f2 e mi disse che ormai era tutto finito,\u00a0 febbre e brividi e stanchezza se n&#8217;erano andati.\u00a0 Dopo un po&#8217; scesi per stare con loro,\u00a0 passammo la serata insieme a parlare di cose importanti ma nessuno di noi parl\u00f2 di ci\u00f2 che avevamo visto quella notte. Continua&#8230;<\/h4>\n<h4>Il sole non era ancora tramontato del tutto,\u00a0 ma i pini alti e scuri tutt&#8217;intorno alla villa crearono un precoce crepuscolo.\u00a0 Se vivessi qui,\u00a0 io ne toglierei qualcuno,\u00a0 dissi a loro,\u00a0 perch\u00e9 tolgono una delle pi\u00f9 belle viste gratuite che danno sul lago.\u00a0 Poi Linda si alz\u00f2 e ci disse: via tutti da casa perch\u00e9 vi voglio preparare una cenetta coi fiocchi\u00a0 \u00a0non voglio neanche Marta (Marta era la domestica).\u00a0 Robert mi chiam\u00f2 a vedere gli ulivi e il vigneto,\u00a0 ma io gli risposi che volevo fare una passeggiata da sola a meditare.\u00a0 Segui\u00ec il vialetto ghiaioso e passai sotto l&#8217;arco del gelsomino,\u00a0 e poi da lontano si vedevano gli oleandri fioriti\u00a0 dai cespugli\u00a0 immensi.\u00a0 Arrivai fino al recinto del frutteto,\u00a0 mi beccai una rinfrescata improvvisa dello spruzzatore fissato a una specie di piattaforma in mezzo allo spazio che prendeva il gelsomino e gli oleandri,\u00a0 lanciando lunghi getti d&#8217;acqua tremolanti.\u00a0 Le piante sgocciolavano nella penombra della sera.\u00a0 L&#8217;aria sapeva di fiori di oleandro,\u00a0 gelsomini ed erbe aromatiche,\u00a0 grossi uccelli bianchi che sembravano aironi, beccavano la terra umida.\u00a0 Rimasi l\u00e0 fino a quando non si spense lo spruzzatore.\u00a0 Poi cal\u00f2 un grande silenzio e presa un po&#8217; dal timore mi venne la pelle d&#8217;oca.\u00a0 Guardai il cielo, qualche stella stava punteggiando lass\u00f9,\u00a0 rabbrividii ancora anche se la sera era calda ma gradevole.\u00a0 Poi provai come un bisogno di inginocchiarmi al buio a pregare,\u00a0 ma non per molto perch\u00e9 non volevo farli aspettare per la cena.\u00a0 Quando arrivai c&#8217;erano due ospiti in pi\u00f9: il medico che mi venne a visitare,\u00a0 con la moglie. Linda mi disse che erano tutti nello studio,\u00a0 dopo aver bussato entrai,\u00a0 vidi che loro tre erano seduti intorno alla scrivania.\u00a0 C&#8217;erano altre due sedie,\u00a0 occupai l&#8217;ultima verso sinistra. vidi il volto pallido di lei:\u00a0 la moglie dell&#8217;altro medico.\u00a0 Robert aveva appena finito di raccontare ci\u00f2 che avevamo visto qualche notte fa. Ecco il suo pallore da dove usciva e mi guard\u00f2 con sguardo intenso,\u00a0 poi mi chiese se la portavo l\u00e0 dov&#8217;era successo la cosa,\u00a0 io le risposi che dopo cena ci saremmo andati insieme tutti e cinque;\u00a0 ci ritrovavamo ancora in cinque.\u00a0 Lei mi rispose che le sarebbe piaciuto andare subito perch\u00e9 le si era chiuso lo stomaco e non sarebbe andato gi\u00f9 nulla.\u00a0 Io non potevo allontanarmi senza dire niente a Linda e a Robert la mia educazione non me lo permetteva.\u00a0 Allora si mise fuori dalla casa sul dondolo e nel frattempo io spiegai tutto ai miei amici.\u00a0 Poi sal\u00ec le scale per andare in bagno,\u00a0 e nel salire incontr\u00f2 una donna che scendeva ( la domestica era stata a mettere a posto le stanze sopra) ,\u00a0 una donna sulla sessantina,\u00a0 un viso bellissimo,\u00a0 indossava un abito nero con grembiule bianco di pizzo,\u00a0 i capelli castano chiaro,\u00a0 legati che scendevano\u00a0 dietro le spalle, occhi scuri ed uno sguardo calmo,\u00a0 tranquillo,\u00a0 come se incutesse felicit\u00e0. (Sembrava il ritratto di mia nonna Selina a quell&#8217;et\u00e0)\u00a0 Poi la moglie del dottore mi chiam\u00f2 perch\u00e9 non riusciva ad aprire la porta finestra del bagno che dava sul cortile.\u00a0 Ad un tratto sent\u00ec\u00a0 dei passi che camminavano nelle stanze del terzo piano,\u00a0 allora io chiesi ai padroni di casa se c&#8217;era qualche altro ospite al piano di sopra,\u00a0 ma loro sbalorditi del nostro racconto vennero con noi a vedere e non c&#8217;era assolutamente nessuno che si potesse vedere. Ma sia io che l&#8217;altra donna avevamo sentito benessimo camminare avanti e indietro: passi decisi e non leggeri.\u00a0 Continua&#8230;<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">26\/01\/2026<\/h4>\n<h4>Cos\u00ec\u00a0 Lnda ci chiam\u00f2 a tavola,\u00a0 la signora del dottore rest\u00f2 fuori a respirare l&#8217;aria fresca della sera,\u00a0 ma quando sent\u00ec i profumi della cucina che uscivano dalla finestra la vedemmo entrare e scusarsi per il ritardo e incominci\u00f2 a mangiare.\u00a0 La sera fin\u00ec deliziosa fino a notte fonda,\u00a0 gli ospiti se ne andarono e noi prima di salire nelle nostre camere ci bevemmo una tisana fresca\u00a0 con il sottofonda di musica classica.\u00a0 Arriv\u00f2 il mattino,\u00a0 io mi alzai verso le sei,\u00a0 corsi subito alla finesta pi\u00f9 alta e volevo vedere se il vecchio pescatore era ritornato da sua figlia che abitava lontano da l\u00ec.\u00a0 S\u00ec,\u00a0 lo vidi che stava preparando le canne da pesca,\u00a0 e allora misi a posto in fretta la mia camera,\u00a0 andai sotto la doccia e mi preparai per andare a trovare il pescatore.\u00a0 Volevo invitarlo a mangiare da noi;\u00a0 quando mi vide mi sorrise apertamente con tutto se stesso,\u00a0 era felice anche lui di vedermi,\u00a0 era ancora l\u00ec.\u00a0 Mi avvicinai e gli chiesi delicatamente se oggi voleva essere nostro ospite a pranzo,\u00a0 lui mi rispose che quello che volevo sapere me lo diceva anche se non lo invitavo da noi a casa.\u00a0 Io gli dissi:\u00a0 no!\u00a0 Non lo voglio sapere ora,\u00a0 me lo direte oggi,\u00a0 cos\u00ec io vi racconter\u00f2 il nostro segreto,\u00a0 anzi,\u00a0 noi vi racconteremo il nostro segreto.\u00a0 Gli dissi inoltre che avrei voluto invitarlo per fargli assaggiare un mio piatto molto pregiato nelle nostre zone in cui abitavo.\u00a0 Si tratta di una minestra di carne con il vino.\u00a0 Lui mi ringrazi\u00f2 e disse che per niente al mondo se lo sarebbe perso.\u00a0 Ci salutammo momentaneamente e corsi subito a casa per mettermi in cucina a preparare lo stracotto di carne\u00a0 nella pentola a pressione con le verdure.\u00a0 Nel frattempo grattugiavo il parmigiano e anche un po di pane.\u00a0 Poi\u00a0 incominciai a tagliare i pezzi di pasta del pane che avevamo impastato il mattino precedente,\u00a0 appunto per fare il pane fresco.\u00a0 Linda scese alle otto,\u00a0 e venne in cucina gi\u00e0 profumata di pane fresco e stracotto per i cappelletti.\u00a0 Dopo un&#8217;ora feci il pesto e Linda fece l&#8217;impasto per la pasta;\u00a0 ci mettemmo in tre a fare i cappelletti,\u00a0 venne anche Marta.\u00a0 Linda aveva fatto il brodo di carne il giorno prima,\u00a0 cos\u00ec che era tutto perfetto.\u00a0 Verso mezzogiorno andai dal pescatore e gli chiesi a che ora gli sarebbe piaciuto pranzare.\u00a0 Lui mi rispose che dovevamo dirglielo noi che per lui sarebbe stato giusto.\u00a0 Noi gli venimmo incontro alle tredici,\u00a0 lui un po&#8217; imbarazzato voleva cambiarsi e lavarsi prima di sedersi a tavola,\u00a0 cos\u00ec Robert lo port\u00f2 davanti alla camera del bagno. Incominciammo a pranzare,\u00a0 gli andai vicino con i cappelletti e gli chiesi se voleva assaggiare quelli asciutti con il vino delle nostre zone (il lambrusco) ,\u00a0 poi gli avremmo dato il piatto con i cappelletti in brodo e il parmigiano.\u00a0 Il pescatore grad\u00ec moltissimo non solo il piatto delle mie zone,\u00a0 ma anche la premura che avevamo nei suoi confronti.\u00a0 A fine pranzo gli chiesi se voleva vedere una cosa,\u00a0 una statua che Linda e Robert volevano far costruire nella loro residenza.\u00a0 Gli chiesi se l&#8217;aveva vista ancora una statua cos\u00ec; lui ci disse che sembrava un angelo,\u00a0 ma non l&#8217;aveva mai visto prima d&#8217;ora.\u00a0 Lui ci raccont\u00f2 quello che vide pi\u00f9 di una volta:\u00a0 stavo pescando disse ma i pesci non abboccavano,\u00a0 ad un tratto qualcosa mi attir\u00f2 lo sguardo in alto e vidi che nel cielo azzurro chiaro,\u00a0 c&#8217;era uno spazio blu,\u00a0 un blu bellissimo ma scuro,\u00a0 con dei bambinelli intorno che avevano le ali ;\u00a0 noi raccontammo invece quello che avevamo visto qualche sera f\u00e0 .\u00a0 Ci credemmo subito a lui,\u00a0 come anche lui credette a noi.\u00a0 E da allora fino a quando il vecchio pescatore rest\u00f2 in vita spesso si recava a trovarci,\u00a0 e a volte mi mandava a salutare quando non ero ospite l\u00ec da Robert e Linda.\u00a0 Con la figlia e il genero ci scambiamo ancora gli auguri a Natale. Il vecchio pescatore mor\u00ec alla bella et\u00e0 di noventatre anni,\u00a0 altro che ubriacone e rimbambito!\u00a0 Lui amava il vino:\u00a0 era il suo unico vizio ma non si ubriac\u00f2 mai.<\/h4>\n<h4>Da quel giorno che ci sembrava che il cielo cadesse su di noi,\u00a0 io non ebbi mai pi\u00f9 la febbre,\u00a0 n\u00e9 alcun malanno.\u00a0 Questa narrazione di cose straordinarie,\u00a0 d\u00e0 un senso alla nostra esistenza e ringrazio il Cielo ancora una volta per questa opportunit\u00e0.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>23\/01\/2026 &nbsp; &nbsp; &nbsp; Era un&#8217;estate di fuoco,\u00a0 la spiaggia era vuota, erano le tre del mattino,\u00a0 \u00a0c&#8217;eravamo solo noi cinque, eravamo seduti sopra gli scogli,\u00a0 ci raccontavamo la nostra vita,\u00a0 la musica continuava a suonare dalla casa dei miei amici,\u00a0 poi,\u00a0 loro quattro ballavano abbracciati,\u00a0 io ero scesa\u00a0 gi\u00f9 per mettere i piedi in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-59400","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59400","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59400"}],"version-history":[{"count":25,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59400\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60078,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59400\/revisions\/60078"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59400"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59400"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/elenalasagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59400"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}