{"id":52328,"date":"2016-06-07T14:32:57","date_gmt":"2016-06-07T13:32:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.elenalasagna.it\/?p=26807"},"modified":"2024-05-02T10:46:18","modified_gmt":"2024-05-02T10:46:18","slug":"la-disidratazione-profonda-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=52328","title":{"rendered":"LA  DISIDRATAZIONE  PROFONDA"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: right;\">07\/06\/2016<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">MECCANISMO \u00a0 DI DISIDRATAZIONE \u00a0PROFONDA \u00a0CONNESSA \u00a0CON ECCESSIVA \u00a0E PROLUNGATA \u00a0ESPOSIZIONE \u00a0AI RAGGI SOLARI.<\/h4>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-26810 size-medium\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/LAGO-DI-MANTOVA-300x181.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"181\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/LAGO-DI-MANTOVA-300x181.jpg 300w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/LAGO-DI-MANTOVA-1024x618.jpg 1024w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/LAGO-DI-MANTOVA-768x463.jpg 768w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/LAGO-DI-MANTOVA-1536x927.jpg 1536w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/LAGO-DI-MANTOVA-2048x1236.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h4 style=\"text-align: left;\">Viviamo in un&#8217;epoca di grande progresso tecnologico consistente, \u00a0per quanto riguarda la cosmesi, \u00a0nella disponibilit\u00e0 di moderni preparati che si oppongono efficacemente \u00a0ai progressi di disidratazione superficiale e profonda. \u00a0I fattori di protezione dei filtri solari, tipi di pigmentazione e perci\u00f2 diversa sensibilit\u00e0 individuale alla luce del sole, \u00a0idratanti di superficie \u00a0e di profondit\u00e0 e tale che molte persone partono per il mare provviste di prodotti di protezione e di idratazione cutanea. \u00a0Ma sembra inverosimile che finite le vacanze, \u00a0alcune di loro tornano abbronzate s\u00ec, \u00a0ma in uno stato tale di disidratazione profonda, \u00a0che si verifica con l&#8217;eccessiva esposizione ai raggi solari. \u00a0Nel tessuto connettivo dermico, \u00a0la fissazione dell&#8217;acqua ai sistemi colloidali idrofili \u00e8 tale che difficilmente un rialzo termico riesce a rompere i legami chimici in modo significativo con perdita di acqua per evaporazione e conseguente disidratazione profonda. \u00a0Il meccanismo di termoregolazione svolto dalla sudorazione \u00e8 del tutto particolare: \u00a0l&#8217;acqua che evapora dalle canalizzazioni sudoripare proviene dal microcircolo che riveste ciascuna ghiandola sudoripara con una fitta rete vascolare.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">08\/06\/20<\/h4>\n<h4>Il glomerulo sudoriparo prende l&#8217;acqua che costituisce il solvente di una particolare soluzione, \u00a0quella del sudore, \u00a0direttamente nel distretto limitrofo derivante dalla trasudazione dei sistemi capillari che circondano il glomerulo stesso inviluppandolo in una fitta trama sufficientemente spessa. \u00a0\u00c8 per questo che in ognuno di noi la reazione di termoregolazione che si instaura quando la temperatura esterna del nostro corpo sale \u00e8 rapida ed efficace. \u00a0Di colpo ci ritroviamo madidi di sudore quando, \u00a0ad esempio, \u00a0passiamo da in ambiente fresco ad uno caldo o afoso. \u00a0Ma per tutte le cose, \u00a0anche per i meravigliosi sistemi biologici che si oppongono ad una disidratazione profonda, \u00a0c&#8217;\u00e8 un limite. \u00a0Questo limite viene superato o messo a dura prova dai comportamenti ingiustificati di quanti si sottopongono per ore di sacrificio passate immobili sotto i raggi del sole per ottenere un&#8217;abbronzatura pi\u00f9 intensa. \u00a0Comunque si tenga presente che se si resta esposti al sole a lungo nelle ore pi\u00f9 calde delle giornate estive si corre il rischio che si instauri la temibile e spesso irreversibile disidratazione profonda. Che cosa avviene o che cosa succede? Continua&#8230;<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">10\/06\/2016<\/h4>\n<h4>Esiste per ogni molecola del sistema colloidale idrofilo, che costituisce il medium della sostanza fondamentale dermica, \u00a0una forza di legame che tiene insieme, sia pure in continuo movimento ed in un continuo scambio dinamico, \u00a0tutte le componenti biochimiche della matrice connettivale. \u00a0Si conoscono i valori energetici dei legami chimici e, \u00a0per definizione, \u00a0ogni legame chimico possiede un&#8217;energia di legame uguale a quella che bisogna fornire per rompere il legame stesso. \u00a0Tra le forze di coesione, \u00a0che sono proprio quelle intermolecolari che a noi interessano, \u00a0ritroviamo le deboli, \u00a0legami idrogeno e forze di Van der Wallas, \u00a0quelle medie, \u00a0cosiddette iono- di polo, \u00a0quelle pi\u00f9 forti o eteropolari. \u00a0In pi\u00f9 si deve riflettere che portare fuori una molecola d&#8217;acqua, \u00a0che faccia parte della matrice connettivale, \u00a0vuol dire rompere tutta una serie di legami che continuamente si formano ogni volta che questa incontra, \u00a0durante il percorso dall&#8217;interno verso l&#8217;esterno, \u00a0altre molecole. \u00a0Ci vuole perci\u00f2 una fonte di energia termica importante e costante. \u00a0Quella che appunto si riceve dall&#8217;esposizione protratta per ore e per tempi ripetuti, \u00a0cio\u00e8 quasi tutti i giorni del periodo estivo. \u00a0Quello che se ne ricava non \u00e8 un danno reversibile. \u00a0L&#8217;eritema solare \u00e8 un danno che si ripara e non \u00e8 quasi mai un grosso problema soprattutto perch\u00e9 l&#8217;individuo, \u00a0affetto da eritema, \u00a0soffre e si guarder\u00e0 bene dal tornare ad esporsi al sole ancora come prima. \u00a0Ma&#8230; Continua<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">13\/06\/2016<\/h4>\n<h4>Ma quando la pelle si \u00e8 organizzata una protezione efficace, costituita dall&#8217;abbronzatura e dall&#8217;ispessimento dello strato corneo, \u00a0l&#8217;individuo, \u00a0ossessionato dall&#8217;abbronzatura, \u00a0non avverte un vero fastidio o sofferenza e, \u00a0proprio per questo , \u00a0spesso ne deriva danno irreversibile che porta ad un vero e proprio invecchiamento cutaneo. \u00a0Pe capire la natura di questo danno si pu\u00f2 prendere in considerazione l&#8217;invecchiamento fisiologico della pelle al quale tutti noi andiamo incontro col passare degli anni. \u00a0Poi baster\u00e0 pensare ad un&#8217;accelerazione notevole di tutti i passaggi ed avremo un quadro significativo dell&#8217;elastosi cutanea causata da un eccesso di esposizione al sole. \u00a0La differenza di funzionamento tra una pelle giovane ed una pelle invecchiata, \u00a0si pu\u00f2 verificare con un&#8217;esperienza relativamente semplice. \u00a0Iniettando , \u00a0a livello dermico, \u00a0una soluzione fisiologica nella pelle giovane, \u00a0questa soluzione viene fissata dai colloidi idrofili soprattutto per la capacit\u00e0 dei fibroblasti di produrre nuovi glucosaminoglicani precursori dell&#8217;acido ialuronico, \u00a0principale fissatore dell&#8217;acqua interstiziale.<\/h4>\n<h4>Viceversa la stessa dose di soluzione fisiologica iniettata nel derma di un soggetto dalla pelle invecchiata viene assorbita a livello ematico ed eliminata, \u00a0mancando la capacit\u00e0 di produrre acido ialuronico in modo rapido ed efficace. \u00a0La principale modificazione \u00a0anche legata all&#8217;et\u00e0 che si verifica nella sostanza intercellulare \u00e8 la grande diminuzione di quantit\u00e0 di acido ialuronico. \u00a0Col passare degli anni si formano elementi fibrosi e la quantit\u00e0 di sostanza intercellulare amorfa diminuisce gradualmente. \u00a0Ma anche quando la pelle viene sottoposta a stres termici \u00a0prolungati tutto si verifica quali appunto eccessive e continuate esposizioni ai raggi solari. \u00a0Non per questo dobbiamo eliminare la nostra esposizione al sole, \u00a0perch\u00e9 il sole \u00e8 benefico se preso a giuste dosi, anzi, \u00a0noi abbiamo bisogno di prendere \u00a0una \u00a0dose giornaliera giusta di sole, purtroppo per\u00f2 certe persone hanno dato poco peso alla cosa ed hanno causato danni irreversibili, nonostante tutte le precauzioni ed i prodotti applicati, che pure in qualche modo hanno contribuito a moderare il danno, \u00a0risultano incapaci di neutralizzare gli effetti causati da gli eccessi di ore di esposizione al sole.<\/h4>\n<h4>Quali rimedi si possono adottare in questi casi? \u00a0 Anche se un&#8217;alterazione della matrice colloidale del connettivo \u00e8 un fenomeno irreversibile per la perdita di idrofilia, \u00a0per un aumento della flocculazione dei colloidi e relativa mineralizzazione, \u00a0correre ai ripari al pi\u00f9 presto possibile pu\u00f2 risultare un certo giovamento. \u00a0Le dosi dei glucosaminoglicani \u00a0quali reintegratori del turgore devono essere aumentate. \u00a0Conviene richiamare l&#8217;acqua a livello interstiziale con applicazioni ipertoniche, \u00a0per poi procedere con massaggi e prodotti molto ricchi di glucosaminoglicani, \u00a0di preferenza formulati in gel, mentre per le applicazioni giornaliere in casa saranno date le emulsioni e creme. \u00a0L&#8217;estetista esperta riesce a dare trattamenti efficaci nel suo istituto: \u00a0si tratta di manovre e applicazioni complesse che meritano una considerazione adeguata. \u00a0Continua&#8230; domani.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">14\/06\/2016<\/h4>\n<h4>La prima fase del trattamento consiste in un&#8217;azione sul microcircolo che provochi una blanda revulsione. \u00a0Si possono usare allo scopo fonti di calore (raggi infrarossi, \u00a0saune, \u00a0bagni caldi) \u00a0ma pi\u00f9 semplicemente olii essenziali ad azione vascolarizzante; in questo ultimo caso basta una goccia di essenza per ogni centimetro cubo di acqua. \u00a0La vasodilatazione provoca un turgore ed un certo arrossamento che dura dai quindici ai trenta minuti. \u00a0In questo tempo e dopo una breve manipolazione che renda omogeneo il rossore, \u00a0si passa subito alla seconda fase: \u00a0in questa si sfrutta il fenomeno osmotico, \u00a0si prepara una composizione ipertonica, \u00a0quasi sempre di composti di derivazione marina (alghe, peloidi, che insorta di fango concentrano sostanze organiche e inorganiche, \u00a0quindi alginati, \u00a0sali minerali di concentrazione ipertonica, \u00a0oligoelementi e altre cose di laboratorio appena messe sul mercato.<\/h4>\n<h4>Se noi facessimo dei bagni restando immersi a lungo nell&#8217;acqua, \u00a0riusciremo mai a ripristinare i tessuti danneggiati dai raggi solari negativi?<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Angela<\/h4>\n<h4>No, \u00a0peggioreremmo la situazione, \u00a0perch\u00e9 applicando sulla cute la miscela in virt\u00f9 del fenomeno osmotico, \u00a0l&#8217;acqua interstiziale viene attirata verso lo strato pi\u00f9 esterno della cute. \u00a0Allora, \u00a0guarda, in biologia l&#8217;osmosi spiega il fenomeno per il quale ponendo delle cellule in acqua, \u00a0queste si gonfiano fino a scoppiare. La ragione di ci\u00f2 \u00e8 facilmente spiegabile: \u00a0nelle cellule vi \u00e8 una concentrazione di sali pressapoco dell&#8217;1%; nell&#8217;acqua i sali sono in concentrazione infinitesima.<\/h4>\n<h4>I sali delle cellule non possono passare a diffondersi nell&#8217;acqua, \u00a0perch\u00e9 la membrana citoplasmatica fa da barriera, \u00a0perci\u00f2 l&#8217;acqua penetra nelle cellule per diluire la soluzione all&#8217;interno delle stesse e continua a penetrare fin tanto che sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno la concentrazione dei sali non \u00e8 la stessa. \u00a0Passando alla pelle, \u00a0se noi mettiamo a contatto con la superficie una soluzione salina che abbia una concentrazione maggiore di quella fisiologica (ipertonica) poich\u00e9 i sali non passano la barriera dello strato corneo lucido, sar\u00e0 l&#8217;acqua degli spazi interstiziali a passare all&#8217;esterno. \u00a0Si pu\u00f2 viceversa avere una certa penetrazione all&#8217;interno con una soluzione ipotonica rispetto ai liquidi biologici.<\/h4>\n<h4>Ritornando al discorso prima della tua domanda, \u00a0ai prodotti usati \u00a0e non solo per curare la disidratazione profonda si possono ipotizzare vari scambi dinamici con l&#8217;acquisizione selettiva da parte delle cellule di quanto pu\u00f2 giovare il loro metabolismo, \u00a0e il \u00a0massimo risultato \u00e8 soddisfacente. \u00a0La terza fase tende a fissare l&#8217;idratazione, \u00a0vengono usati prodotti ad alta concentrazione di glucosaminoglicani. \u00a0Ovviamente prima deve essere mosso il fango e tutti gli altri prodotti usati prima con un buon idromassaggio. poi si procede alla manipolazione adeguata per facilitare l&#8217;assorbimento. \u00a0Continua nel prossimo capitolo&#8230;<\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>07\/06\/2016 MECCANISMO \u00a0 DI DISIDRATAZIONE \u00a0PROFONDA \u00a0CONNESSA \u00a0CON ECCESSIVA \u00a0E PROLUNGATA \u00a0ESPOSIZIONE \u00a0AI RAGGI SOLARI. 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