{"id":52244,"date":"2015-11-15T10:46:07","date_gmt":"2015-11-15T09:46:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.elenalasagna.it\/?p=24174"},"modified":"2015-11-15T10:46:07","modified_gmt":"2015-11-15T09:46:07","slug":"le-mie-risposte-di-gastronomia-tre-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=52244","title":{"rendered":"I MIEI CONSIGLI DI CUCINA 3"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: right;\">15\/11\/2015<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Oltre ai funghi e alle erbe che raccogliamo \u00a0nel bosco, di che cosa dobbiamo preoccuparci che non sia velenoso?<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Gianpaolo<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Nel bosco d&#8217;autunno ci sono molte attrazioni che sembrano ai nostri occhi commestibili, ma in realt\u00e0 sono tossici come ad esempio la castagne. \u00a0Quando raccogliamo le castagne nel bosco dobbiamo guardare le foglie, non soltanto i frutti, \u00a0certe piante sembrano quelle dei castagni originali, commestibili al 100% in realt\u00e0 se \u00a0osserviamo le foglie e le confrontiamo con \u00a0quelle dei \u00a0castagni veri, \u00a0possiamo accorgerci che \u00a0sono \u00a0selvatici: un 50% di ippocastani, e un 50% di castagni veri. Solo che i frutti dell&#8217;ippocastano sono tossici, ecco perch\u00e9 \u00e8 necessario conoscere bene le piante di questi frutti prima di raccoglierli e farli arrivare sulle nostre tavole.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">17\/11\/2015<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Ho provato a fare i bign\u00e8 in casa, ho almeno dieci ricette diverse, per\u00f2 mi riescono sempre duri e spessi , \u00a0non leggeri e velati come quelli che sono in commercio. \u00a0Come fare per renderli cos\u00ec?<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Maurizia G.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Nei bign\u00e8 come in tutta la pasticceria \u00e8 molto importante rispettare il dosaggio nei minimi particolari, a meno che tu non sia una pasticciera nata. \u00a0Ti detto il dosaggio per un tot di bign\u00e8.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Ingredienti: 100 g di burro, \u00a0 5 tuorli e sette albumi, \u00a0una vanillina, \u00a0170 g di farina doppio zero, due cucchiai di grappa.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Esecuzione: mettiamo sul fuoco il burro a sciogliere, e sempre mescolando aggiungeremo 170 ml di acqua leggera, due cucchiai di grappa, portiamo ad ebollizione e leviamo dal fuoco la pentola, poi versiamo la farina setacciata mescolando con la frusta fino a formare una palla che si stacca dal fondo. ( pi\u00f9 mescoli l&#8217;impasto con la frusta o un frullatore pi\u00f9 il composto diventer\u00e0 liscio e di conseguenza i bign\u00e8 saranno pi\u00f9 leggeri). Nel frattempo abbiamo montato bene i tuorli fino a diventare una crema liscia, e sempre mescolando energicamente li uniamo all&#8217;impasto. \u00a0Il fuoco non \u00a0deve essere alto, \u00a0una volta amalgamato il tutto incorporiamo gli albumi montati a neve. \u00a0Poi mettiamo il composto in un sacco per dolci e lo dosiamo sulla carta da forno; inforniamo alla temperatura di 170\u00b0 per 15 minuti e i bign\u00e8 una volta raffreddati saranno fragranti e sottili, molto gradevoli.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">02\/12\/2015<\/h4>\n<h4>Vorrei sapere che differenza passa tra il rafano e il cren? Grazie!<\/h4>\n<h4>Lucia<\/h4>\n<h4>Nessuna differenza, \u00a0questa pianta erbacea appartiene alla famiglia delle \u00a0Brassicaceae (Cruciferae) \u00a0la sua radice viene impiegata nella tradizione alimentare, ha un effetto piccante, ma ha delle propriet\u00e0 \u00a0antireumatiche, digestive e rubefacenti. In antichit\u00e0 veniva impiegata soprattutto in medicina. Va usata con moderazione poich\u00e9 ad alte dosi pu\u00f2 dare disturbi di stomaco e di intestino \u00a0che annullerebbero i benefici derivanti da un uso appropriato. \u00a0Il suo nome varia a seconda delle regioni o dei dialetti italiani. In Emilia Romagna prende il nome di &#8221; cren&#8221;, mentre in Piemonte assume il nome di &#8220;rafano&#8221;, in Saedegna \u00e8 &#8220;l&#8217;armunata, \u00a0In Sicilia il &#8220;rafanu di Spagna&#8221; ecc.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Elena \u00a0Lasagna<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">03\/12\/2015<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Vorrei tanto sapere come si fa ad ottenere una meringa bianca come la tua. \u00a0Grazie \u00a0Manuela<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>La meringa si pu\u00f2 ottenere in diversi colori, tutto dipende dalla cottura e da ci\u00f2 che \u00a0usi per colorarla. \u00a0Se vorrai ottenere una meringa bianca come la neve, dovrai cuocerla a fuoco basso; mentre se la vorrai colorata , potrai aiutarti con i coloranti alimentari, se la desideri color biscotto dovrai cuocerla a calore un po&#8217; deciso ma senza bruciarla.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Elena \u00a0Lasagna<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">07\/12\/2015<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Come si fa a cuocere il cotechino senza rompere la pelle di protezione?<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Rossana<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Sia che tu lo cuocia in forno oppure in una casseruola comune, il cotechino vuole \u00a0forato con una forchetta o con un punteruolo, poi, avvolto in una rete fitta di lino e fermata, \u00a0si copre con l&#8217;acqua e aromi, e si \u00a0porta alla cottura a fuoco lento. Una volta cotto lo togli da quel poco \u00a0liquido che rimane, e gli togli anche la pelle, \u00a0perch\u00e9 una volta raffreddato, \u00a0 diventa pi\u00f9 difficile toglierla.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">10\/12\/2015<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Si fa presto a dire io sono brava a fare la pasta senza sporcarmi le dita, ma \u00e8 vero?<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Daniela<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>S\u00ec, \u00e8 vero, \u00a0prova e vedrai che corrisponde a verit\u00e0. \u00a0Per esempio: prendi 500 g di farina o di semola di grano duro, \u00a0quattro uova, fai il cerchio con la farina ci metti le uova (meglio sbatterle uno per volta) stai attenta che non fuoriescano dalla fontana, \u00a0le sbatti con la forchetta, e mano a mano che le giri prendono farina e si amalgamano bene senza sporcarti le dita; se non dovesse essere sufficiente la farina ne tieni da parte e l&#8217;aggiungi fino a quando l&#8217;impasto non si sar\u00e0 rappreso bene. \u00a0Poi \u00a0prosegui con le mani esattamente con il palmo delle mani. \u00a0Sono certa che riuscirai a fare una sfoglia vellutata e sottile.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Elena \u00a0Lasagna<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">18\/12\/2015<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Per fare i crauti veri occorre la verza o il cavolo cappuccio?<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Chiara<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>In molte parti d&#8217;Italia i crauti vengono preparati con la verza, \u00a0mentre in molte parti della Germania sia la parte meridionale che quella settentrionale li fanno esclusivamente con il cavolo cappuccio, \u00a0io li faccio con entrambi e devo dirti che li trovo ottimi sia con l&#8217;uno che con l&#8217;altro, \u00a0ma la preferenza la do al cavolo cappuccio.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Elena \u00a0Lasagna<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">30\/12\/2015<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Alcune persone mi hanno chiesto come si fa un buon brodo. \u00a0Eccovi \u00a0la ricetta del mio brodo di carne.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Per fare un buon brodo di carne si deve usare la carne sgrassata , uno spicchio di aglio, \u00a0una costa di sedano, un pezzetto di noce moscata; si riempie la pentola di acqua e si cuoce il tutto a freddo. Quando alza il bollore eventualmente si schiuma, si aggiusta di sale e \u00a0si fa cuocere bene la carne, poi si toglie tutto e si filtra il brodo.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Elena \u00a0Lasagna<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">31\/12\/2015<\/h4>\n<h4>C&#8217;\u00e8 un altro modo per conservare le pesche senza doverle sciroppare?<\/h4>\n<h4>A.<\/h4>\n<h4>S\u00ec, \u00a0si possono conservare nel freezer, restano inalterate per sei mesi. \u00a0Si prendono le pesche gialle, \u00a0nel periodo alto dell&#8217;estate, n\u00e9 troppo mature n\u00e9 troppo indietro, si lavano ben bene, \u00a0si asciugano, \u00a0si toglie la pellicina e il nocciolo, \u00a0poi si tagliano a fettine larghe un cm e 1\/2 si mettono nei sacchetti di polietilene belli robusti, si fa uno strato di zucchero ( uno, due cucchiai rasi) e uno di pesche fino a raggiungere un kg circa, si fa uscire l&#8217;aria e si mettono sotto vuoto. Quando le dovremo usare non andranno scongelate ma vanno direttamente in casseruola \u00a0togliendo prima il sacchetto; portare ad ebollizione a fuoco lento poi spegnere la fiamma.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Elena \u00a0Lasagna<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">01\/01\/2016<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Quante bucce di agrumi possiamo mangiare?<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Elia<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Le bucce d agrumi vanno consumate con cautela, \u00a0sono concentrate di oli essenziali che a molti possono provocare allergie. Si consumano sotto forma di canditi, ideali per insaporire i dolci, in questo caso le aziende di dolciumi sanno come trattare i prodotti \u00a0togliendo quella parte molto concentrata di olio che verr\u00e0 adibito per altri impieghi.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Elena \u00a0Lasagna<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">04\/03\/2016<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>\u00c8 vero che se consumiamo sempre alimenti senza glutine resteremo pi\u00f9 sani?<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Alessandro<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Alessandro, \u00a0se non sei allergico al glutine \u00a0io credo che dovremmo alimentarci di tutto e di tutto un po&#8217;! \u00a0Anche perch\u00e9 \u00a0il glutine sono proteine; \u00a0la proteina \u00e8 vita! Se togliamo le proteine da tutto, forse ingrasseremo con niente!<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Elena \u00a0Lasagna<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">14\/01\/2016<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Quando faccio lo zabaione si sgonfia e diventa liquido, \u00a0perch\u00e9<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Giusi<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Per ottenere uno zabaione perfetto si sbattono le uova con lo zucchero fino a che quest&#8217;ultimo si sia sciolto completamente e il tutto dovr\u00e0 risultare una crema soffice e omogenea; poi piano piano sempre mescolando si aggiunge il marsala o altro, \u00a0e si fa cuocere a calore moderato a bagnomaria mescolando lentamente senza staccare mai. \u00a0Quando lo zabaione avr\u00e0 raggiunto il massimo volume allora si toglie dal calore e si mette in una bacinella di acqua e ghiaccio. \u00a0Funziona, \u00a0non si sgonfia e i risultati perdurano anche per due giorni.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Elena \u00a0Lasagna<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>15\/11\/2015 &nbsp; Oltre ai funghi e alle erbe che raccogliamo \u00a0nel bosco, di che cosa dobbiamo preoccuparci che non sia velenoso? 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