{"id":52203,"date":"2015-07-14T17:07:12","date_gmt":"2015-07-14T16:07:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.elenalasagna.it\/?p=22764"},"modified":"2024-05-02T12:59:11","modified_gmt":"2024-05-02T12:59:11","slug":"alcune-erbe-velenose-che-ho-incontrato-sulla-mia-strada-2-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=52203","title":{"rendered":"ALCUNE  ERBE  VELENOSE  CHE  HO  INCONTRATO  SULLA  MIA  STRADA  2"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: right;\">14\/07\/2015<\/h4>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LA \u00a0SABINA<\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-22767 size-medium\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/LA-SABINA-248x300.jpg\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/LA-SABINA-248x300.jpg 248w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/LA-SABINA.jpg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 248px) 100vw, 248px\" \/><\/p>\n<h4 style=\"text-align: left;\">La \u00a0sabina appartiene alla famiglia delle Cupressaceae \u00a0(conifere) .\u00a0\u00c8 un arbusto a foglie sempreverdi molto ramificato, con portamento spesso piramidale e alto fino a quattro metri, raramente pu\u00f2 raggiungere una lunghezza maggiore. Le foglie sono opposte a due a due, ogni coppia \u00e8 alterna con la precedente e si formano quattro file di foglie; le foglie sono formate da una piccola scaglia aderente al rametto. Nelle piante giovani le foglie possono essere aghiformi e talvolta si ritrovano anche nelle piante adulte. i fiori della sabina sono separati in maschili e femminili sulla stessa pianta; quelli maschili sono riuniti in amenti ovoidali, ognuno dei quali \u00e8 composto da una brattea e da tre-sei stami. I fiori femminili sono penduli e alla maturazione formano una specie di bacca di colore azzurro scuro e pendula contenente normalmente i semi ovoidali dalla superficie rugosa. Cresce nella zona montana e alpina delle Alpi e degli Appennini ed \u00e8 talvolta coltivata come pianta ornamentale. La parte velenosa \u00e8 tutta la pianta specialmente i rami con gli aghi.<\/h4>\n<h2 style=\"text-align: center;\">IL \u00a0TASSO<\/h2>\n<h4>Il tasso \u00e8 un&#8217;altra pianta molto velenosa, appartiene alla famiglia delle Taxaceae.\u00a0\u00c8 un albero sempreverde molto longevo, addirittura si dice che possa superare il millennio, pu\u00f2 raggiungere l&#8217;altezza di 15 metri; il tronco \u00e8 regolare e spesso contorto, \u00e8 l&#8217;unica pianta fra le conifere che non possiede canali resiniferi e quindi non produce resina. \u00a0Le foglie sono disposte a spirale sui rami ma, per torsione del picciolo molto piccolo diventano subopposte; la lamina \u00e8 lineare e taslvolta lievemente arcuata e terminata da un apice appuntito. I fiori sono separati su piante diverse: quelli maschili sono formati da amenti con numerose brattee che proteggono le antere, quelli femminili sono posti all&#8217;apice di un rametto dove alcune squame proteggono l&#8217;ovulo. Il frutto \u00e8 formato da una porzione carnosa esterna, di colore rosso a maturit\u00e0, che contiene un seme. Il tasso cresce spontaneo nella zona montana e subalpina delle Alpi e degli Appennini, ma \u00e8 anche coltivato come pianta ornamentale: \u00e8 di grande effetto. La parte velenosa \u00e8 tutta la pianta in particolare le foglie e i semi.<\/h4>\n<h2 style=\"text-align: center;\">IL \u00a0COLCHICO<\/h2>\n<h4 style=\"text-align: left;\">Il colchico appartiene alla famiglia delle Liliaceae. In alcune regioni \u00e8 detto anche &#8220;il safran falsu&#8221; ( lo zafferano falso) da non confondere con quello vero, a distinguerlo sono i suoi fiori di colore rosaceo chiaro anzich\u00e8 violaceo rossastro.\u00a0\u00c8 una pianta erbacea vivace con un bulbo ovoidale profondamente interrato e coperto da parecchie squame brune; produce i fiori in estate e in autunno, quando le foglie si sono gi\u00e0 seccate. Le foglie sono da tre a quattro, spuntano dal bulbo, hanno la base inserita una nell&#8217;altra, sono lanceolate, talvolta lineari, con l&#8217;apice acumunato e il margine intero; sono di consistenza un po&#8217; carnosa di colore verde intenso. i fiori sono solitari, hanno la corolla formata da sei tepali saldati in un lungo tubo che parte dal bulbo e fuoriesce per diversi centimetri dal terreno, all&#8217;estremit\u00e0 si divide in sei lobi di colore lilla chiaro, lungo il tubo sono fissati i sei stami, l&#8217;ovario \u00e8 posto nel fondo. Il frutto \u00e8 una capsula a tre logge contenente alcuni semi rotondi di colore brunastro. Il colchico cresce spontaneo nei prati, dalla zona submontana a quella subalpina , nelle Alpi e negli Appennini. La parte velenosa \u00e8 tutta la pianta specialmente i semi e il bulbo.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">16\/07\/2015<\/h4>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LA \u00a0CICUTA<\/h2>\n<h4>La cicuta appartiene alla famiglia delle Apiaceae,delle ombrellifere.\u00a0\u00c8 una pianta erbacea biennele che nel primo anno produce solo le foglie, mentre nel secondo mette il fusto alto fino a 2 metri; \u00e8 un fusto ramificato solo in alto, con la superficie solcata da striature longitudinali e con numerose macchie irregolari di colore rosso-brunastro. Ha le foglie alterne, che presentano un robusto picciolo dall&#8217;aspetto simile al fusto e dilatato alla base, il lembo ha contorno triangolare con dei segmenti ovali-oblunghi acuti e con il margine lievemente dentellato. I fiori sono riuniti in grandi ombrelli composti a loro volta da ombrellini; il calice ha cinque sepali molto piccoli saldati alla base tra loro, la corolla \u00e8 formata da cinque petali bianchi, ovali e spatolati. I frutti sono dati da due acheni piano-convessi ciascuno con cinque costole sporgenti. La cicuta si trova dal mare alla zona submontana di tutta la nostra penisola ma specialmente nei luoghi ombrosi, nelle boscaglie e nei luoghi dove ci sono macerie. La parte velenosa della cicuta \u00e8 completa ,dal rizoma ai semi e tutta la parte aerea della pianta.<\/h4>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LA \u00a0DIGITALE<\/h2>\n<h4>La digitale appartiene alla famiglia delle Scophulariaceae.\u00a0\u00c8 anch&#8217;essa una pianta biennale con una radice a fittone: nel primo anno produce una rosetta di foglie basali tra le quali, nel secondo spunta il fusto floreale alto solo un metro nelle piante spontanee, pu\u00f2 raggiungere due metri nelle piante coltivate; tutta la pianta \u00e8 leggermente pelosa e tende ad essere biancastra. Le foglie basali diventano lunghe fino a 20 centimetri con un picciolo non molto lungo, il lembo \u00e8 ovoidale o lanceolato, il margine ondulato e dentellato, la base \u00e8 ristretta a cuneo; la superficie superiore \u00e8 bollosa, mentre in quella inferiore sono ben visibili le nervature che formano il fitto reticolo. I fiori sono riuniti in un recemo molto lungo, con il picciolo corto e sono rivolti verso il basso; il calice \u00e8 formato da cinque sepali, la corolla tubolare \u00e8 di colore rosso violaceo nelle piante spontanee, e in quelle coltivate sono di colore vario. I frutti sono capsule ovoidali che si aprono in due valve e contengono numerosi semi. La digitale si trova spontaneamente nelle zone del nord, ma \u00e8 coltivata come pianta ornamentale in molte zone del mondo. La parte velenosa \u00e8 tutta la pianta, in particolare le foglie durante il periodo della fioritura.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">19\/07\/2015<\/h4>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LO \u00a0STRAMONIO<\/h2>\n<h4>Lo stramonio appartiene alla famiglia delle Solanaceae.\u00a0\u00c8 una pianta annuale con un fusto cilindrico, sfumato di colore vioalaceo, diviso dicotomicamente e alto un metro circa con una radice fittonante. Le foglie sono alterne, hanno il picciolo robusto dilatato alla base, la sua lamina ha contorno ovale, il margine \u00e8 variamente inciso in lobi acuminati sia piccoli e grandi; la base \u00e8 spesso asimmetrica con un lembo pi\u00f9 corto da un lato e pi\u00f9 lungo dall&#8217;altro. I fiori sono solitari, inseriti normalmente nelle biforcazioni del fusto, il calice \u00e8 tubolare, rigonfio in basso e terminato da cinque lembi acuti, la corolla anch&#8217;essa \u00e8 tubolare, \u00e8 bianca, a volte pu\u00f2 essere azzurro-violacea, lunga due volte il calice. Il frutto \u00e8 una capsula formata da quattro valve con la superficie esterna coperta da numerosi aculei. Lo stramonio cresce un po&#8217; ovunque, dal mare alle zone submontane; preferisce i luoghi umidi e i terreni ghiaiosi non pressati, dove ci sono cocci di ruderi. La parte velenosa \u00e8 tutta la pianta comprese le radici.<\/h4>\n<h2 style=\"text-align: center;\">IL \u00a0VERATRO<\/h2>\n<h4>Il veratro fa parte della famiglia delle Liliaceae.\u00a0\u00c8 una pianta perenne con un rizoma carnoso segnato da cicatrici nelle foglie pi\u00f9 vecchie. Nella porzione apicale sono presenti i resti dei piccioli, nella parte inferiore \u00e8 provvisto di numerose radici; il fusto \u00e8 eretto, pieno di fistole e pu\u00f2 raggiungere pi\u00f9 di un metro di altezza. Le foglie sono alterne, con il lembo ovale \u00a0o elittico, alla base si restringono in una guaina amplessicale, sono pieghettate longitudinalmente seguendo l&#8217;andamento delle nervature. I fiori sono riuniti in un&#8217;ampia pannocchia posta all&#8217;apice del fusto, e ogni fiore ha il peduncolo che nasce dall&#8217;ascella di una brattea, l&#8217;involucro \u00e8 formato da sei tepali liberi ovali-lanceolati con alla base due ghiandole nettarifere. Il frutto \u00e8 una capsula con tre valve contenente i semi appiattiti e alati di colore bruno chiaro, grigiastro. Questa pianta cresce nella zona montana e subalpina delle Alpi e Appennini. La parte velenosa del veratro \u00e8 soltanto il rizoma che per\u00f2 pu\u00f2 essere fatale. Quando non \u00e8 fiorita questa pianta pu\u00f2 essere confusa con la genziana, si distingue dalla collocazione delle foglie che sono opposte anzich\u00e9 alterne.<\/h4>\n<h2 style=\"text-align: center;\">IL \u00a0GIUSQUIAMO<\/h2>\n<h4>Questa pianta fa parte della famiglia delle Solanaceae. Non \u00e8 perenne, pu\u00f2 essere biennale, solo raramente potrebbe sopravvivere per altri anni. il primo anno produce una rosetta di foglie dove fra le quali il secondo anno spunta il fusto che pu\u00f2 arrivare fino ad un metro di altezza, tutta la pianta ha un portamento peloso e vischioso. \u00a0Le foglie iniziali sono disposte in rosette, hanno il picciolo corto, sono ovali-oblunghe, il margine \u00e8 inciso in lobi pi\u00f9 o meno profondi, a volte pennatifide; le foglie del fusto sono simili ma sessili, l&#8217;apice ei lobi sono acuminati. I fiori sono inseriti singolarmente all&#8217;ascella delle foglie superiori, sono sessilicon un breve picciolo, il calice \u00e8 saldato a tubo allargato alla base e diviso all&#8217;apice in cinque denti acuti, la corolla \u00e8 tubolare divisa alla fauce in cinque lobi arrotondati, di colore giallastro con venature violacee. Il frutto \u00e8 una capsula contenete i semi di colore nero. Questa pianta cresce nei luoghi dove ci sono ruderi e negli incolti dal mare fino alla zona montana. Il giusquiamo \u00e8 completamente velenoso. Io mi fermo qui, conosco ancora altre duemila piante fiori ed erbe velenose, fra le quali molto diffusa \u00e8 la dulcamara, la brionia, il cocomero asinino ( dal frutto si pu\u00f2 confondere con il papavero non sbocciato ) l&#8217;aconito, ecc&#8230;<\/h4>\n<h4>Prima di raccogliere \u00a0piante, fiori ed erbe \u00e8 bene avere una conoscenza approfondita perch\u00e9 molte di loro si possono confondere con quelle officilalis e potrebbero essere fatali.<\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14\/07\/2015 LA \u00a0SABINA La \u00a0sabina appartiene alla famiglia delle Cupressaceae \u00a0(conifere) .\u00a0\u00c8 un arbusto a foglie sempreverdi molto ramificato, con portamento spesso piramidale e alto fino a quattro metri, raramente pu\u00f2 raggiungere una lunghezza maggiore. 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