{"id":29250,"date":"2017-01-24T15:26:34","date_gmt":"2017-01-24T14:26:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.elenalasagna.it\/?p=29250"},"modified":"2017-01-24T15:26:34","modified_gmt":"2017-01-24T14:26:34","slug":"omotermia-e-termoregolazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=29250","title":{"rendered":"OMOTERMIA  E TERMOREGOLAZIONE"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: right;\">24\/01\/2017<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">OMOTERMIA<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>In alcune classi di vertebrati (uccelli e mammiferi) il consumo energetico di base \u00e8 sensibilmente pi\u00f9 elevato che nelle altre classi. \u00a0Ci\u00f2 rende possibile il mantenimento di una temperatura interna costante, che \u00e8 decisamente superiore a quella dell&#8217;ambiente e precisamente intorno ai 36-38\u00b0C. \u00a0Per questo motivo questi animali sono chiamati omotermi. \u00a0Il consumo energetico di base, \u00a0\u00e8 rappresentato dalla qualit\u00e0 di calore che l&#8217;organismo disperde nell&#8217;ambiente quando si trova in uno stato di lavoro muscolare ridotto al minimo ( si contraggono solo i muscoli respiratori e il muscolo cardiaco), \u00a0quando non \u00e8 in atto lavoro digestivo perch\u00e9 l&#8217;intestino \u00e8 vuoto di alimenti (a digiuno da almeno 12 ore) \u00a0e la temperatura ambientale \u00e8 confortevole, \u00a0non si hanno sensazioni sgradevoli n\u00e9 di caldo n\u00e9 di freddo. \u00a0Questa quantit\u00e0 di calore deriva dal consumo dell&#8217;energia chimica alimentare occorrente perch\u00e9 si svolgano la respirazione, \u00a0la circolazione e tutte le altre funzioni cellulari di base ed \u00e8 sufficiente a rimpiazzare il calore che si disperde nell&#8217;ambiente attraverso la superficie cutanea, \u00a0di modo che la temperatura interna dell&#8217;organismo si mantenga costante. \u00a0La temperatura di 36-38\u00b0C sembrerebbe determinata \u00a0da una particolare situazione che si verifica solo in condizioni di riposo muscolare, \u00a0di digiuno e di temperatura esterna confortevole. \u00a0Ma cos\u00ec non \u00e8, poich\u00e9 la medesima temperatura interna viene mantenuta anche in condizioni esterne molto diverse: \u00a0ci\u00f2 si verifica per l&#8217;entrata in funzione dei meccanismi che riescono sempre a far quadrare il bilancio tra calore prodotto e calore disperso. \u00a0In altre parole, \u00a0gli omotermi sono quelli che, \u00a0dotati di meccanismi di termoregolazione, \u00a0riescono a mantenere costante la temperatura del sangue.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">25\/01\/2017<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Riassumendo, \u00a0l&#8217;omotermia \u00e8 la capacit\u00e0 dell&#8217;organismo umano di mantenere la temperatura corporea costante, \u00a0indipendentemente dalla temperatura ambientale. Essa \u00e8 ottenuta mediante processi ossidativi che liberano energia a livello tissutale e mediante meccanismi omeostatici dovuti al sistema nervoso endocrino.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>La termoregolazione \u00e8 quel processo, \u00a0che presuppone innanzitutto una esatta informazione sulla temperatura della pelle e del sangue. \u00a0L&#8217;informazione sulla temperatura della pelle proviene dai recettori nervosi sensibili alla temperatura, \u00a0che prendono il nome di termorecettori e sono situati nel derma. Esistono due tipi di termorecettori: \u00a0termorecettori per il caldo e quelli per il freddo. \u00a0Essi rispondono in modo diverso alla temperatura cutanea: quelli per il freddo scaricano impulsi nervosi nelle vie termiche ad una frequenza tanto maggiore quanto \u00e8 pi\u00f9 bassa la temperatura; \u00a0quelli per il caldo invece scaricano impulsi nelle vie termiche ad una frequenza tanto pi\u00f9 alta quanto pi\u00f9 elevata \u00e8 la temperatura. \u00a0Le fibre nervose dei termorecettori portano questi impulsi di varia frequenza dapprima al midollo spinale e poi, \u00a0lungo il midollo spinale, \u00a0fino al talamo ottico, \u00a0all&#8217;ippotalamo e alla corteccia sensitiva (\u00e8 stato gi\u00e0 menzionato in un altro articolo). \u00a0Nell&#8217;ippotalamo esiste un centro di termoregolazione che, \u00a0in base alle informazioni ricevute, \u00a0invia dei messaggi alla periferia, \u00a0provocando reazioni atte ad assicurare il bilancio termico. \u00a0Le reazioni periferiche sono sempre di due tipi: reazioni che sono sempre atte a modificare la dispersione di calore e reazioni atte a modificare la produzione di calore in modo da mantenere il bilancio termico pari. \u00a0Infatti quando la produzione \u00e8 uguale alla dispersione, \u00a0la temperatura del corpo rimane costante. \u00a0Se la temperatura esterna scende al di sotto del valore ideale, \u00a0ovviamente scende anche la temperatura cutanea e il sangue tende a raffreddarsi, \u00a0quindi abbiamo una reazione duplice. \u00a0Da una parte l&#8217;organismo \u00a0cerca di ridurre la dispersione di calore riducendo la circolazione sanguigna cutanea aumentando lo spessore dell&#8217;aria ferma intorno alla superficie cutanea; \u00a0questo ultimo risultato viene ottenuto dall&#8217;erezione dei peli. \u00a0Riducendo la circolazione sanguigna la pelle si raffredda non solo in superficie, ma anche inprofondit\u00e0e la perdita di calore diminuisce; \u00a0rizzando i peli aumenta lo spessore di un mezzo scarsamente conduttore qual \u00e8 l&#8217;ari a ferma e la dispersione di calore viene ridotta anche in questo modo. \u00a0L&#8217;organismo aumenta la produzione di calore, \u00a0innalzandone la produzione di molti tessuti mediante la messa in circolo si un ormone prodotto dalla tiroide, \u00a0la tiroxina, \u00a0e aumentando l&#8217;attivit\u00e0 della sua massa muscolare; i muscoli, \u00a0infatti entrano in contrazione disordinata (brivido freddo). \u00a0Se invece la temperatura esterna sale oltre il valore confortevole o ideale, anche la temperatura cutanea e quella del sangue tendono ad aumentare. \u00a0 Anche in questo caso la reazione \u00e8 duplice: \u00a0si ha una maggiore irrorazione cutanea perch\u00e9 i vasi sanguigni superficiali si dilatano. \u00a0La pelle diventa calda e la dispersione di calore aumenta. E anche questo argomento continua a non finire nai. \u00a0Un&#8217;altra versione della termoregolazione:<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>La termoregolazione \u00e8 il meccanismo che tende a mantenere costante \u00a0la temperatura dell&#8217;organismo attraverso l&#8217;adattamento dei processi di produzione e di dispersione del calore ai cambiamenti della temperatura ambientale. \u00a0Come ho gi\u00e0 detto, \u00a0nell&#8217;organismo la produzione di calore deriva dai processi ossidativi del metabolismo energetico, \u00a0dall&#8217;attivit\u00e0 muscolare e dall&#8217;alimentazione. \u00a0Continua&#8230;<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">26\/01\/2017<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Le perdite di calore avvengono in gran parte per radiazione e conduzione, \u00a0e secondariamente attraverso il sudore, \u00a0la respirazione, \u00a0e gli emuntori intestinale e urinario. \u00a0In seguito a variazioni della temperatura ambientale gli organismi omeotermi mettono in atto risposte di tipo somatico, \u00a0endocrino, \u00a0comportamentale e soprattutto neurovegetativo, \u00a0attraverso le quali viene adeguata l&#8217;entit\u00e0 delle perdite e della produzione di calore. \u00a0Il freddo attiva un meccanismo come l&#8217;attivit\u00e0 muscolare, \u00a0 la secrezione di adrenalina e di noredrenalina, \u00a0di ormone tireotropo, l&#8217;aumento dell&#8217;appetito, come pure la vasocostrizione cutanea, \u00a0i riflessi di orripilazione e di raggomitolamento, che tendono a diminuire le perdite di calore. \u00a0Al contrario sono attivati dal caldo: \u00a0la vasodilatazione cutanea, \u00a0la ventilazione polmonare, e la sudorazione, \u00a0che favoriscono la dispersione del calore. \u00a0Diminuiscono inoltre l&#8217;appetito, l&#8217;attivit\u00e0 motoria e la secrezione ipofisaria di ormone tireotropo, \u00a0con conseguente rallentamento del metabolismo e, \u00a0quindi, \u00a0della produzione del calore. \u00a0L&#8217;insieme dei meccanismi riflessi termoregolatori \u00e8 integrato dall&#8217;ippotalamo. \u00a0Nell&#8217;ippotalamo anteriore dei neuroni sensibili ad aumenti di temperatura e capaci di reagire a questi aumenti (1-2\u00b0C) con l&#8217;attivazione dei meccanismi di dispersione termica. \u00a0Lesioni a livello dei nuclei dell&#8217;ippotalamo anteriore determinano l&#8217;ipertermia. \u00a0Nell&#8217;ippotalamo posteriore e laterale esiste n centro termogenetico, \u00a0costituito da neuroni che risentono delle diminuzioni della temperatura ambiente reagendo a esse con l&#8217;attivazione dei meccanismi conservativi e produttivi del calore. \u00a0In determinate circostanze il controllo ipotalamico della temperatura corporea risulta spostato a un livello pi\u00f9 alto: \u00a0ci\u00f2 \u00a0in particolare si osserva nella febbre, dovuta il pi\u00f9 delle volte alla liberazione di tossine che agiscono sui centri termoregolatori dell&#8217;ipotalamo attraverso fattori pirogeni dei leucociti circolanti. \u00a0Per ora ci fermiamo qui.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">27\/01\/2017<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">IPOTERMIA \u00a0E CONGELAMENTO<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>L&#8217;ipotermia \u00a0\u00e8 la diminuzione della temperatura corporea rispetto ai valori normali \u00a0(detta anche algidismo). \u00a0L&#8217;ipotermia pu\u00f2 essere una conseguenza dell&#8217;assideramento, \u00a0di intossicazioni esogene, \u00a0lesioni nervose del midollo spinale, \u00a0meningiti, \u00a0idrocefalo, \u00a0stati di collasso nel corso di malattie infettive febbrili, \u00a0ecc. \u00a0L&#8217;ipotermia controllata, \u00a0denominata anche ibernazione artificiale, \u00a0quel metodo del passato rivolto a ottenere, \u00a0mediante adeguato abbassamento della temperatura corporea, \u00a0un rallentamento dei processi vitali dell&#8217;uomo in alcuni particolari interventi di neuro e cardiochirurgia. \u00a0La diminuzione dell&#8217;attivit\u00e0 del sistema nervoso centrale nell&#8217;animale in ipotermia spinta sugger\u00ec la possibilit\u00e0 di utilizzare questa pratica in chirurgia per ottenere una pi\u00f9 prolungata e pi\u00f9 sicura anestesia generale, \u00a0con il vantaggio dell&#8217;interruzione della circolazione sanguigna per un tempo relativamente lungo, \u00a0il che \u00e8 particolarmente utile in interventi sul cervello e sul cuore. \u00a0Poich\u00e9 il metabolismo diminuisce con l&#8217;abbassarsi della temperatura corporea, \u00a0aumenta di conseguenza il tempo durante il quale i tessuti possono sopportare l&#8217;anossia. \u00a0 Siccome, \u00a0l&#8217;arresto della circolazione, \u00a0che spesso avviene in cardiochirurgia, \u00a0potrebbe causare danni irreversibili al cervello si ovvia all&#8217;inconveniente raffreddando il sangue che va al cervello, \u00a0limitando l&#8217;ipotermia al territorio cefalico. \u00a0 L&#8217;instaurarsi nell&#8217;uomo della fibrillazione ventricolare quando la temperatura corporea scende a 25\u00b0C creava una grave difficolt\u00e0 all&#8217;adozione pratica del metodo. \u00a0Il fenomeno, \u00a0attribuito a un&#8217;alterata funzione del sistema nervoso autonomo, \u00a0\u00e8 stato rimosso trattando preventivamente il paziente con farmaci che bloccano tale sistema \u00a0con il vantaggio di ottenere anche una diminuzione della frequenza cardiaca e una preventiva leggera anestesia. \u00a0Aggiungendo a questa pratica l&#8217;iperventilazione del soggetto con ossigeno puro, \u00a0onde evitare l&#8217;eccessivo accumulo di anidride carbonica, \u00a0la cui solubilit\u00e0 aumenta molto a bassa temperatura, \u00a0\u00e8 possibile portare la temperatura interna al di sotto dei 30\u00b0C senza fibrillazione. \u00a0In queste condizioni l&#8217;interruzione della circolazione, \u00a0attraverso il cervello e il miocardio, \u00a0pu\u00f2 durare anche oltre mezz&#8217;ora senza che avvengano alterazioni permanenti, \u00a0tempo sufficiente per numerosi interventi. \u00a0Continua&#8230;<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">28\/01\/2017<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>L&#8217;azione esercitata dal freddo ha effetti sia locali che generali. \u00a0Si parla di assideramento quando le manifestazioni sono prevalentemente generali (obnubilamento della coscienza, \u00a0sonnolenza, \u00a0sonno, morte). \u00a0Per congelamento invece si intendono le manifestazioni locali dell&#8217;azione del freddo. \u00a0Le cause predisponenti sono: \u00a0Il tipo di freddo, \u00a0quello umido \u00e8 pi\u00f9 dannoso, come la presenza di vento, \u00a0gli ostacoli meccanici della circolazione (fascie elastiche, \u00a0cinture, ecc.) , \u00a0lo stato di nutrimento, \u00a0il sovraffaticamento, \u00a0la depressione morale, \u00a0l&#8217;abuso di alcolici. \u00a0Il freddo provoca diversi tipi di congelamento: \u00a01\u00b0grado o fase eritematosa; \u00a0il ripetersi dell&#8217;eritema d\u00e0 luogo ai geloni. \u00a02\u00b0grado: \u00a0\u00e8 caratterizzato dalla formazione di flittene (pustola provocata da cause esterne fisiche o chimiche). Terzo grado o fase della gangrena. \u00a0Terapia: \u00a0provocare gradualmente il disgelo con frizioni prima fredde (ottima da usarsi anche la neve), \u00a0poi con bagni di acqua tiepida. Proteggere con garze sterili le parti colpite. \u00a0Nel congelamento in genere, \u00a0sono colpite le estremit\u00e0 e specialmente gli arti inferiori a partire dai tratti distali. \u00a0In base ai sintomi e alla gravit\u00e0 \u00a0si distinguono tre gradi di congelamento: \u00a0il congelamento del primo grado \u00e8 caratterizzato da dolore trafittivo, \u00a0edema, torpore ed eritema, \u00a0che regrediscono in dieci-venti giorni, lasciando quasi sempre per qualche mese un colorito bruno-grigiastro della parte. \u00a0Pu\u00f2 regredire come evolversi con comparsa di flittene sempre pi\u00f9 estese a contenuto citrino-emorragico (congelamento di secondo grado). \u00a0Le unghie tendono a staccarsi, \u00a0persistono disturbi sensitivi, \u00a0compaiono anche fenomeni paretici con rigidit\u00e0 muscolare. \u00a0Nel caso in cui non sia possibile il recupero con il dissecamento delle flittene, persistono delle ulcerazioni torpide (congelamento di terzo grado e compare un progressivo raffreddamento, \u00a0per lo pi\u00f9 a carico delle parti distali \u00a0che diventano cianotiche e bluastre cadendo in necrosi. \u00a0Qualunque sia la fase cui il processo di congelamento \u00e8 pervenuto, \u00a0la guarigione \u00e8 molto lenta.<\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>24\/01\/2017 &nbsp; OMOTERMIA &nbsp; In alcune classi di vertebrati (uccelli e mammiferi) il consumo energetico di base \u00e8 sensibilmente pi\u00f9 elevato che nelle altre classi. \u00a0Ci\u00f2 rende possibile il mantenimento di una temperatura interna costante, che \u00e8 decisamente superiore a quella dell&#8217;ambiente e precisamente intorno ai 36-38\u00b0C. \u00a0Per questo motivo questi animali sono chiamati omotermi. 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