{"id":16874,"date":"2014-01-21T17:25:18","date_gmt":"2014-01-21T16:25:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.elenalasagna.it\/?p=16874"},"modified":"2024-05-02T13:35:20","modified_gmt":"2024-05-02T13:35:20","slug":"nel-laboratorio-di-emi-e-peter-undicesima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elenalasagna.it\/?p=16874","title":{"rendered":"NEL  LABORATORIO  DI  EMI  E  PETER  UNDICESIMA  PARTE"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: right;\">21\/01\/2014<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/IL-GIARDINO-DELLE-ERBE.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-16878 size-full\" src=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/IL-GIARDINO-DELLE-ERBE.jpg\" alt=\"IL  GIARDINO DELLE ERBE\" width=\"326\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/IL-GIARDINO-DELLE-ERBE.jpg 326w, https:\/\/elenalasagna.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/IL-GIARDINO-DELLE-ERBE-234x300.jpg 234w\" sizes=\"auto, (max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><\/a><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">IL MELO\u00a0 COTOGNO<\/h4>\n<h4>Il melo cotogno \u00e8 un arbusto abbondantemente ramificato, pu\u00f2 raggiungere l&#8217;altezza di 3-4 metri. Le foglie sono caduche con picciolo lungo spesso peloso sono ovali e anch&#8217;esse pelose, con\u00a0 un buon margine e l&#8217;apice acuto. Appartiene alla famiglia delle Rosacee, i fiori hanno un diametro di 5-6 cm, il peduncolo \u00e8 molto corto; il calice \u00e8 diviso in cinque sepali lanceolati, dal margine dentato , la corolla \u00e8 composta da cinque petali liberi (staccati tra di loro) bianchi internamente\u00a0 sfumati di rosa nella superficie esterna. I frutti sono mele\u00a0 di forma subglobosa quasi simile a una pera, di colore giallo coperto da una ruggine o \u00e8 tomentosa, la polpa \u00e8 astringente e dura anche quando hanno raggiunto la maturit\u00e0.<\/h4>\n<h4>Il melo cotogno \u00e8 originario dell&#8217;Asia occidentale, \u00e8 coltivato anche in molte parti del mondo. In medicina si usano le foglie, i frutti e i semi.<\/h4>\n<h4>Ha propriet\u00e0 dietetiche, antiinfiammatorie e sedative. I frutti del cotogno sono impiegati soprattutto a scopo alimentare, si usano per la confezione di marmellate e mostarde, ma anche come astringente e antiinfiammatorio.<\/h4>\n<h4>Le foglie si raccolgono in luglio-agosto, quando sono ben sviluppate, si recidono con il picciolo, si essicano all&#8217;ombra e si conservano in sacchetti di carta. I frutti invece si raccolgono alla maturazione\u00a0da settembre a novembre, si mettono in ambiente riscaldato per completare la maturazione.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: right;\">\u00a022\/01\/2014<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">IL\u00a0 CRIN<\/h4>\n<h4>Il crin \u00e8 una pianta erbacea con una grossa radice carnosa; il fusto pu\u00f2 arrivare ad un&#8217;altezza di un metro, \u00e8 semplice in basso e ramificato verso l&#8217;alto. Appartiene alla famiglia delle &#8221; Bressicaceae&#8221;.<\/h4>\n<h4>Le foglie basali sono lunghe fino ad 80 cm,\u00a0e un picciolo di cm 30\u00a0con un lembo ovale dal margine semplicemente dentato. Le foglie del fusto variano da quelle inferiori, che sono pennatifide con i lobi lineari, mentre quelle superiori sono intere appena dentate di forma lanceolata e lineare.<\/h4>\n<h4>I fiori sono pannocchie formate da corimbi che durante la fruttificazione si allungano da formare dei rachemi. I fiori hanno quattro sepali verdi sempre di forma lanceolata, e quattro petali bianchi con l&#8217;apice arrotondato che gradatamente si restringe alla base.<\/h4>\n<h4>Il crin \u00e8 originario sia dell&#8217;Asia\u00a0 che dell&#8217;Europa occidentale, ma \u00e8 coltivato in molte zone d&#8217;Italia\u00a0 specialmente nella zona padana e prealpina dove lo si potr\u00e0 trovare anche nei boschi allo stato spontaneo.<\/h4>\n<h4>La parte usata in medicina \u00e8 la radice\u00a0 per le sue propriet\u00e0 digestive, antireumatiche, rubefacenti, ma \u00e8\u00a0 oggetto di coltivazione anche per gli usi culinari per le sue propriet\u00e0 aromatizzanti.<\/h4>\n<h4>La radice si raccoglie in agosto-ottobre quando la pianta \u00e8 in riposo, si tagliano pezzi corti poi, si tagliano per il lungo per facilitare l&#8217;essicazione al sole. Una volta essicata la radice di cren va conservata in recipienti di vetro. Sia\u00a0 per uso medicinale che per uso culinario \u00e8 consigliabile usare la radice fresca.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">IL\u00a0 CRESCIONE<\/h4>\n<h4>Il crescione \u00e8 una pianta totalmente glabra, i fusti sono radicanti nei nodi inferiori, vive immersa in acqua, la maggior parte del fusto \u00e8 immerso, e riemergono solo le porzioni dei rami e le foglie; appartiene alla famiglia delle &#8221; Brassicaceae&#8221;.\u00a0 Le foglie inferiori sono munite di picciolo ed hanno due o tre foglioline mentre quelle superiori sono sessili e hanno dalle cinque alle 10 foglie. Le foglioline laterali sono di forma ovale con l&#8217;apice ottuso, mentre quelle terminali sono un po&#8217; pi\u00f9 grandi a volte assumono la forma di cuore. con l&#8217;apice acuto.<\/h4>\n<h4>I fiori sono piccoli con quattro sepali e quattro petali di colore bianco sono molto pi\u00f9 lunghi dei sepali. I frutti contengono numerosi semi, disposti un due file per ciascuna loggia.<\/h4>\n<h4>Il crescione \u00e8 coltivato ma a volte si trova anche allo stato spontaneo: in prossimit\u00e0 di corsi di acqua pulita, non profonda,\u00a0limpida ma non troppo corrente.<\/h4>\n<h4>Il crescione si adopera sia in medicina erboristica che\u00a0per uso alimentare. Le parti usate sono le parti aeree della pianta. Le sue propriet\u00e0 sono vitaminizzanti, in quanto il crescione si consuma in insalata,\u00a0 diuretiche, depurative, espettoranti, rubefacenti ecc&#8230; Si raccoglie\u00a0in primavera\u00a0prima ancora della fioritura, prima di consumare questa pianta va lavata accuratamente sotto l&#8217;acqua corrente perch\u00e9 si possono annidare parassiti\u00a0e larve.\u00a0Questa pianta va comunque consumata fresca, sia in medicina che per uso alimentare, una volta essicata\u00a0vanno distrutte le sue propriet\u00e0.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">IL\u00a0 CUMINO\u00a0 PRATAIOLO<\/h4>\n<h4>Il cumino prataiolo \u00e8 un arbusto biennale: nel primo anno sviluppa la grossa radice e la rosetta di foglie basali; nel secondo fra queste ultime s&#8217;innalza il fusto, pu\u00f2 arrivare ad un&#8217;altezza di un metro circa se sono coltivate, mentre se le piante sono allo stato spontaneo restano pi\u00f9 basse. Il cumino del prato appartiene alla famiglia delle&#8221;Umbelliferae&#8221;. La pianta del cumino ramifica soprattutto nella porzione superiore, le foglie basali sono munite di lunghi piccioli, a tripenna lanceolate, dal contorno triangolare allungato. Le foglie superiori sono pi\u00f9 piccole, inserite su una guaina amplessicale, man mano che si scende lungo il fusto si possono osservare le foglie pi\u00f9 allungate\u00a0 e meno sottili. Le infiorescenze sono come delle ombrelle di 10-15 peduncoli e una decina di fiori bianco rosa, tendono a girarsi verso il centro della pianta. I frutti invece sono formati da due acheni uno sull&#8217;altro, percorsi nella faccia esterna da cinque coste lungitudinali, di forma oblunga.<\/h4>\n<h4>Il cumino prataiolo ama i luoghi erbosi, i prati della regione submontana a quella alpina e dell&#8217;Appennino settentrionale fino alla Toscana. \u00c8 coltivato un po&#8217; ovunque, nei giardini e negli orti\u00a0come pianta officinale, aromatizzante ma anche per le sue propriet\u00e0 antisettiche, carminative, antispasmodiche ecc.<\/h4>\n<h4>In medicina si usano i frutti: si raccolgono le ombrelle, si riuniscono in mazzi e quando assumeranno un colore brunito i semi sono maturi. Si\u00a0 lasciano essicare all&#8217;ombra,\u00a0 quando sono pronti si battono per estrarre i semi. I semi si conservano in vasi di vetro lontano dalla luce.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">IL\u00a0 DITTAMO\u00a0 O\u00a0 LIMONELLA<\/h4>\n<h4>Anche il dittamo \u00e8 una piantina dal fusto semplice che va da 50 a un metro di altezza, \u00e8 perenne ed appartiene alla famiglia delle &#8220;Rutaceae&#8221;.\u00a0 Le foglie inferiori sono semplici hanno un corto picciolo, dal margine intero mentre quelle superiori hanno il margine seghettato e la superficie inferiore pelosa. Le foglie osservate controluce sono semitrasparenti; l&#8217;infiorescenza \u00e8 costituita da un solo rachemo, raramente presenta due rami,\u00a0i sepali sono a forma lanceolata con la superficie esterna molto pelosa; la corolla \u00e8 formata da cinque petali bianchi con venature di colore rosso, a volte possono essere di un colore rosso unico, rivolti quasi tutti verso l&#8217;alto dagli stami lunghi come i petali.<\/h4>\n<h4>I frutti sono contornati da una capsula che\u00a0raggiunta la maturit\u00e0 si divide in cinque parti; le quali contengono due a tre semi\u00a0di forma allungata e lisci.\u00a0 Il dittamo nonostante sia una pianta aromatica si trova nelle zone incolte e\u00a0selvatiche dei boschi dell&#8217;Italia del nord, \u00e8 raro incontrarla in altre zone, predilige il clima del nord. In medicina si usano tutte le sommit\u00e0 fiorite, si raccolgono da giugno ad agosto, si riuniscono in mazzi, si lasciano essicare all&#8217;ombra poi, si conservano in sacchetti di tela.<\/h4>\n<h4>Le propriet\u00e0 del dittamo sono aromatizzanti, stimolanti, digestive, tonificanti e dissetanti, per le\u00a0 caratteristiche del suo aroma che profuma di limone fresco.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">L&#8217;ESTRAGONE\u00a0 O\u00a0 DRAGONCELLO<\/h4>\n<h4>Il dragoncello \u00e8 una pianta perenne da 50 cm a un metro di altezza; ha radici legnose e ramificate. Appartiene alla famiglia delle &#8220;Asteraceae&#8221;, le foglie basali sono divise in tre lobi allungati, quelle superiori sono semplici, sono di forma lanceolata lineare e carnose, ( assomigliano un poco alle foglie del rosmarino)\u00a0 l&#8217;apice \u00e8 acuto, il margine \u00e8 quasi sempre intero o semidentato; ha un colore verde lucido.<\/h4>\n<h4>L&#8217;infiorescenza \u00e8 una pannocchia molto ramificata, i fiori sono\u00a0di colore verdastro chiaro, i capolini hanno un diametro di due millimetri con un involucro esterno di brattee dal margine bianco quasi trasparente. I frutti sono dei piccoli acheni ovali lunghi due millimetri di colore bruno scuro.<\/h4>\n<h4>Il dragoncello \u00e8 una pianta di origini russe, e dell&#8217;Asia centrale, ma \u00e8 coltivato molto nelle regioni settentrionali d&#8217;Italia. In medicina e in molte cucine del nord\u00a0si usano le foglie e le sommit\u00e0 fiorite, si raccolgono da luglio ad agosto, si lasciano essicare in un luogo riparato dal sole ma abbastanza ventilato, poi, si conservano in recipienti di vetro. Le sue propriet\u00e0 altre che molto\u00a0aromatizzanti sono stomachiche e digestive. Continua nel prossimo articolo&#8230;<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: left;\"><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>21\/01\/2014 IL MELO\u00a0 COTOGNO Il melo cotogno \u00e8 un arbusto abbondantemente ramificato, pu\u00f2 raggiungere l&#8217;altezza di 3-4 metri. Le foglie sono caduche con picciolo lungo spesso peloso sono ovali e anch&#8217;esse pelose, con\u00a0 un buon margine e l&#8217;apice acuto. 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